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	<title>Donald Draper</title>
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	<description>Il primo blog collettivo di controinformazione pubblicitaria.</description>
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		<title>Donald Draper</title>
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		<title>Bad Avenue titoli di coda.</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 22:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donald Draper</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cazzi Vostri]]></category>
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		<description><![CDATA[Coming Soon.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=3020&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Coming Soon.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/badavenue.wordpress.com/3020/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/badavenue.wordpress.com/3020/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=3020&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;affaire Leo Burnett, il punto di vista di Bruno Banone.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 13:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donald Draper</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico in home page l&#8217;intervento di Bruno Banone nei commenti perché il suo è un punto di vista interessante e dà una possibile spiegazione della vicenda. &#8220;Carissimi, già dissi in passato che non mi piace parlare con gente che spara &#8230; <a href="http://badavenue.wordpress.com/2013/05/09/laffaire-leo-burnett-il-punto-di-vista-di-bruno-banone/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2997&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Pubblico in home page l&#8217;intervento di Bruno Banone nei commenti perché il suo è un punto di vista interessante e dà una possibile spiegazione della vicenda.</p>
<p><em>&#8220;Carissimi, già dissi in passato che non mi piace parlare con gente che spara a zero dietro un nickname. Comunque questa volta mi tocca.</em></p>
<p><em>Volevo dirvi che secondo me c’è poco da rallegrarsi, Se stanno cercando di fare fuori anche la testa di Leo, con mezzi già visti in altri tempi, per chi ha un po’ di anni di eperienza, vuol dire che è in atto una manovra più ampia che sta distruggendo un valore professionale e radici che vanno al di la delle vicende Leo e le cui macerie crolleranno proprio su chi rimane.</em><br /><em> E che questo è solo l’atto finale di un depauperamento costante del peso dell’Italia che viene da lontano. ma per capire ci vuole un po’ di memoria storica e un po’ di esperienza.</em></p>
<p><em>Ho lavorato a strettissimo contatto con Brenna, Chiovato, De matteis, Robiglio, Sechi. Conosco il loro difetti e i loro immensi pregi professonali, umani e morali. La linea è sempre stata quella di difendere l’agenzia italiana dalle pressioni internazionali. Qualche esempio: lavorando su Kodak ho visto Chiovato mandare a fare in culo il suo diretto capo internazionale in O&amp;M che voleva risucchiare a Londra un business che era diventato interessante e avviare senza autorizzazione con successo la produzione dello spot worldwide Kodak (fatto da me e Robiglio) perchè il budget rimanesse in italia. Per evitare che fossimo esposti io o Riccardo, andò lui sul set prendendosi la responsabilità della produzione. Fu un successo e l’internazionale mollò la presa.</em></p>
<p><em>Ho visto Brenna ricevere la disdetta del cliente Bulgari (worldwide) e rifiutare fermamente all’internazionale la richiesta di taglio immediato di una ventina di dipendenti per pareggiare il bilancio, perchè credeva nel valore della sua squadra e scommetteva che con quella squadra avremmo vinto presto una gara di pari grandezza. Ebbe ragione: con quella squadra prendemmo un cliente dietro l’altro e da 50 persone O&amp;M divento di 250 in 6 anni.</em></p>
<p><em>Io non so se i nuovi capi che avrà la Leo rischieranno di spettinarsi per fare anche solo un decimo di tutto ciò. Mi basta vedere come è andata O&amp;M dopo la dipartita delle teste pensanti.</em></p>
<p><em>Mi spiego meglio: chi pensa che il taglio della testa di Leo significhi “largo ai giovani” aggiusti la visuale. Tagliare le teste italiane significa via libera al potere delle sedi centrali, senza più nessun filtro. Perciò mi rivolgo ai giovani leoni che pensano di essere stati liberati da un oppressore e che evidentemente privi del senso dell’olfatto respirano a pieni polmoni la nuova aria e dico anche ai vecchi rosiconi che pensano che giustizia sia fatta degli eventuali torti subiti: se non avete capito, qualcuno ha buttato la merda nel ventilatore, evitate di propagarla anche voi e invece di ballare sulle macerie, pensate piuttosto a come prepararvi ad essere frustati davvero e tenuti a ballare sulla corda la musica del nuovo capo internazionale oppure del nuovo e inesperto capo fantoccio completamente asservito alla holdig.</em></p>
<p><em>Detto ciò scusate, l’interruzione e buon lavoro a chi ce l’ha ancora&#8221;.</em></p>
<p><em>Bruno Banone</em></p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/badavenue.wordpress.com/2997/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/badavenue.wordpress.com/2997/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2997&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lorem Ipsum.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 22:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donald Draper</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Guido Chiovato, amministratore delegato della sede di Torino, Guido Robiglio e Paolo De Matteis, direttori creativi esecutivi della sede di Milano, Michele Sechi, direttore creativo di Arc Leo Burnett, e Marco Caserta, direttore finanziario di Leo Burnett da oggi sono &#8230; <a href="http://badavenue.wordpress.com/2013/05/08/leo-burnett-azzerata/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2994&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Guido Chiovato, amministratore delegato della sede di Torino, Guido Robiglio e Paolo De Matteis, direttori creativi esecutivi della sede di Milano, Michele Sechi, direttore creativo di Arc Leo Burnett, e Marco Caserta, direttore finanziario di Leo Burnett da oggi sono stati sospesi dall&#8217;agenzia.</p>
<p>Tanti saluti da Bad Avenue.</p>
<p>D. D.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/badavenue.wordpress.com/2994/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/badavenue.wordpress.com/2994/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2994&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La vera causa della crisi&#8221; di von Hayek</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2013 22:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vonhayek57</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vi parlerò della vera causa della crisi italiana. Inizialmente volevo intervenire dopo le elezioni. Ma poi mi sono detto: se anche le più alte cariche dello Stato tradiscono i loro doveri istituzionali di imparzialità perché dovrei attenermici io? Questo &#8230; <a href="http://badavenue.wordpress.com/2013/02/23/la-vera-causa-della-crisi-di-von-hayek/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2806&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Oggi vi parlerò della vera causa della crisi italiana.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Inizialmente volevo intervenire dopo le elezioni. Ma poi mi sono detto: se anche le più alte cariche dello Stato tradiscono i loro doveri istituzionali di imparzialità perché dovrei attenermici io? </span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Questo post infatti condizionerà pesantemente le vostre intenzioni di voto. Capirete che l&#8217;unico voto sensato è il non voto.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Ma bando alle ciance. Sveliamo subito qual è la causa dell&#8217;attuale crisi economica in Italia e nel paesi del sud Europa: trattasi della moneta unica, alias l&#8217;Euro.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">A questo punto mi verrebbe quasi voglia di chiudere il post. In fondo la notizia ve l&#8217;ho data e non dovreste avere difficoltà a trovare tutte le conferme (o le smentite) del caso. Ma visto che on line si trova di tutto e separare il grano dal loglio può diventare lungo, faticoso, complicato, a volte persino impossibile, compirò io questo lavoro per voi.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Cominciamo dai concetti base. Ce li spiega Dan Baker, un economista del Cepr, un think tank progressista che ha sede a Washington (da non confondere con i giannizzeri del Cepr di Londra).</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">The eurozone crisis countries still have not developed a workable strategy for countering the policies being imposed by the troika — the European Central Bank (ECB), the IMF and the European Union. Their main problem is not profligate government spending, as fans of data everywhere have long known; the problem is an imbalance in relative prices between the crisis countries and Germany and other northern countries. <span style="color:#434343;">This imbalance is causing the crisis countries to run chronic trade deficits. </span><span style="color:#434343;">Prior to the collapse of housing bubbles in the peripheral countries, this deficit was financed primarily through massive lending to the private sector in the crisis countries by banks in the northern countries. Since the collapse, the trade deficit has been largely financed with official lending to peripheral country governments. </span><span style="color:#434343;"><b>However the core problem is the trade deficit, not government borrowing in the crisis countries. Prior to the creation of the euro, this problem of competitiveness would be easily addressed by a fall in the value of the currencies of the peripheral countries relative to the currencies of the core countries.</b></span><span style="color:#434343;"> However with the single currency, this is not an option. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Conciso e cristallino come sempre, Baker. Mi sono permesso di riportare in neretto il cuore del ragionamento, spero sia chiaro: le importazioni sono mantenute in equilibrio con le esportazioni grazie agli aggiustamenti dei tassi di cambio. Questo dice la teoria, questo conferma la pratica (con alcune non trascurabili eccezioni, ma non divaghiamo). Quando questo aggiustamento non si verifica, perdi quote di mercato, posti di lavoro e la tua economia finisce nel pantano. Notate la finezza di quel “ <span style="color:#434343;">Their main problem is not profligate government spending”, che tradotto fa “il debito pubblico non c&#8217;entra un cazzo.” Cediamo ora la parola a</span>l massimo esperto mondiale di economia dello sviluppo, Dani Rodrik.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;"><span style="color:#262626;">Domanda: The main argument in The Globalization Paradox <em>(un testo tradotto anche in italiano e di cui vi raccomando la lettura)</em> is that we can’t simultaneously pursue economic globalization, democracy and national determination, but at most have two out of three. You also write that EU was the exception that tests the rule. Well, hasn’t the on-going crisis shown that this trilemma definitely also holds true for the EU? And hasn’t the crisis revealed that the European nations are not so similiar as it may have appeared? The differences between North and South Europe are perhaps so great that such a large union is an unrealistic project, not to mention the Eastern Europe? Risposta di Rodrik: </span>Indeed. When I wrote that the EU was the “exception that tests the rule” I meant that the trilemma applied equally well there, and that the Euro zone was in fact a case in extremis of the trilemma. My thoughts have been further confirmed by developments since the book was completed.  Assuming that European nations do not want to give up democracy, the only choice that exists is the one between political integration and economic disintegration. Either Europe will make the leap to a fiscal and political union, or it will have to give up on a common currency and the dream of a truly unified single market.  That is what the trilemma suggests and the reality that the region has been living. (<em>Dani Rodrik&#8217;s weblog</em>, 14 dicembre 2012)</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Un&#8217;annotazione: integrazione politica significa che il centro sgancia i danée per la periferia. Cioè la Germania d&#8217;ora in poi fa con noi la stessa cosa che noi abbiamo fatto per anni e anni con il sud Italia. Nei telegiornali e nelle frasi fatte del cazzo si usa il sintagma “unione fiscale”. Tradotto in italiano, significa che la culona inchiavabile che va dal suo elettorato di proto-nazisti e dice: adesso cacciamo i soldi per quei fannulloni di italiani e spagnoli, e magari anche per i greci. Molto realistico&#8230;</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Questo è invece Paul Krugman, uno dei massimi esperti al mondo di economia internazionale, cioè la branca dell&#8217;economia di cui ci stiamo occupando, recente Premio Nobel: Europe has had several years of experience with harsh austerity programs, and the results are exactly what students of history told you would happen: such programs push depressed economies even deeper into depression. And because investors look at the state of a nation’s economy when assessing its ability to repay debt, austerity programs haven’t even worked as a way to reduce borrowing costs. </span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">What is the alternative? Well, in the 1930s — an era that modern Europe is starting to replicate in ever more faithful detail — the essential condition for recovery was exit from the gold standard. The equivalent move now would be exit from the euro, and restoration of national currencies. You may say that this is inconceivable, and it would indeed be a hugely disruptive event both economically and politically. But continuing on the present course, imposing ever-harsher austerity on countries that are already suffering Depression-era unemployment, is what’s truly inconceivable. </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">(Paul Krugman, Europe&#8217;s Economic Suicide, The New York Times, 15 aprile 2012)</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Ho citato tre economisti del campo progressista. Per fugare eventuali dubbi che siamo di fronte a una posizione ideologica, cedo la parola a Dio (che purtroppo è morto)</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;"><span style="color:#000000;">A common currency is an excellent monetary arrangement under some circumstances, a poor monetary arrangement under others. Whether it is good or bad depends primarily on the adjustment mechanisms that are available to absorb the economic shocks and dislocations that impinge on the various entities that are considering a common currency. Flexible exchange rates are a powerful adjustment mechanism for shocks that affect the entities differently. It is worth dispensing with this mechanism to gain the advantage of lower transaction costs and external discipline only if there are adequate alternative adjustment mechanisms. (…) By contrast, Europe’s common market exemplifies a situation that is unfavorable to a common currency. It is composed of separate nations, whose residents speak different languages, have different customs, and have far greater loyalty and attachment to their own country than to the common market or to the idea of &#8220;Europe.&#8221; Despite being a free trade area, goods move less freely than in the United States, and so does capital. (…) As a result, wages and prices in Europe are more rigid, and labor less mobile. In those circumstances, flexible exchange rates provide an extremely useful adjustment mechanism. (…) </span><span style="color:#000000;"><b>The drive for the Euro has been motivated by politics not economics. </b></span><span style="color:#000000;">(Milton Friedman, <em>The Euro: Monetary Unity To Political Disunity?</em>, Projet Syndicate, 28 agosto 1997)</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Era Milton Friedman, il dio dei liberisti di ogni latitudine. Ma se volete pure la versione nostrana dell&#8217;iperliberismo, ecco a voi il vispo Luigi Zingales: <span style="color:#343434;">“La teoria economica dice questo: in un’area valutaria in cui non c’è mobilità, non ci sono trasferimenti e per di più avviene uno shock, si ha un collasso. L’aspetto criminale dei fondatori dell’Euro è che tutto questo lo sapevano, e non solo non han fatto nulla, ma anzi l’hanno fatto apposta: la crisi dell’Euro di oggi era inevitabile. Dire che è colpa degli Stati Uniti è una balla: è vero che è stata quella la causa scatenante, ma la crisi era inevitabile.” (</span><span style="color:#000000;">Intervista a Luigi Zingales, <em>La crisi era premeditata</em>, <a href="http://tagli.me/2012/12/19/1932/" rel="nofollow">http://tagli.me/2012/12/19/1932/</a>)</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Ovviamente, la letteratura scientifica non si è fermata qui, ma ha cercato anche di quantificare i benefici e i costi delle Aree Valutarie. </span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Countries that join a currency union lose the ability to respond to regional asymmetrical shocks with counter-cyclic monetary policy. While Emerson et al. (1992) optimistically report a low occurrence of asymmetric shocks at the national level in Europe, DeGrauwe and Vanhaverbeke (1993) find a large occurrence of asymmetric shocks at the regional level and caution that not all European regions, referring particularly to the southern nations of Italy and Spain, would profit from monetary union. Ghosh and Wolf (1994) estimate that a single currency in Europe costs 2.5% of GDP and that these costs fall below 1% of EU GDP in a system with six currencies. Similarly, they estimate that 2.6% of US GDP is sacrificed each year by maintaining a national monetary policy. If the US were split into five currency areas they argue, the cost in foregone GDP would decrease to 1.5%. The cost would be less than 1% of GDP if there were 15 currencies within the US. (Brandt Milkie, <em>Optimal Currency Areas</em>, 2005). Interessante, no? Notate la data del lavoro di DeGrauwe&#8230;</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Allora, visto che abbiamo cominciato a dare qualche numero, passiamo a un bel documento ufficiale, redatto nientepopodimeno che per quei banditi della Commissione Europea, nel quale si certifica, nero su bianco, che ce lo hanno messo nel culo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;"><span style="color:#000000;">The estimates show that Member States’ exports </span>react very differently to changes in price competitiveness. On the one hand, Germany’s and Austria’s exports exhibit comparatively small price elasticity, meaning that in the long run price factors are comparatively less important for the competitiveness of German and Austrian exporters. On the other hand, Italy’s exports are very sensitive to the price charged by its exporters and cost-based factors are especially relevant for Italy’s competitiveness. The size of the differences in price elasticities is remarkable: a 1% deterioration in price competitiveness would reduce Italy’s exports in the long term by more than twice as much as Germany’s. The equations can also be used to assess the contributions of various determinants to export growth during 1999-2008 (see Table IV.2). The simulations show that foreign demand was the main driver of exports but price competitiveness was key for explaining differences in export performance across euro-area countries. The comparison between Germany and Italy is informative of the role played by price competitiveness. If Italy’s real exchange rates had evolved in a similar way to Germany’s since the beginning of 1999, Italy’s export growth would have almost matched that of Germany’s, while in reality it was less then one third its size.</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">(European Commission, Directorate-General for Economic and Financial Affairs, Volume 9 n. 1, 2010, <em>Special Issue: The impact of the global crisis on competitiveness and current account divergences in the euro area</em>)</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Visto che classe i delinquenti dell&#8217;Unione Europea? Ti rapinano, ma ti dicono anche come e quanto ti hanno rubato.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Come se ne esce?</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Si potrebbe seguire il buon senso, come fanno questi due economisti polacchi:</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">In order to return to the origins of European integration and avoid the chaotic break-up of the euro zone, the euro zone should be dismantled in a controlled manner. If a weak country were to leave the euro zone, it would entail panic and a banking system collapse. Therefore we opt for a different scenario, in which the euro area is slowly dismantled in such a way that the most competitive countries or group of such countries leave the euro zone. Such a step would create a new European currency regime based on national currencies or currencies serving groups of homogenous countries, and save EU institutions along with the Single European Market. </span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">(Stefan Kawalec e Ernest Pytlarczyk, <em>Controlled Dismantlement of the Euro Area in Order to Preserve the European Union and Single European Market</em>, CASE Network Studies &amp; Analyses No.441), un lavoro di cui vi raccomando caldamente la lettura integrale.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Ma ovviamente, il buon senso non prevarrà. La totalità della classe politica italiana, ormai totalmente corrotta e asservita, non tornerà sui suoi passi per ammettere la cagata che ha perpetrato. Continuerà a rompere il cazzo con Schuman, Adenauer, Spinelli e altra gente morta ormai da mezzo secolo e che mai avrebbe immaginato che si sarebbe cercato di ridare vita alle varie Alba Dorata sfruttando il loro nome.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Che facciamo, allora?</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Semplice, alziamo il culo e andiamo tutti in Germania.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">E&#8217; quello che ci consiglia uno degli economisti da notte, tale Vaciago, sul giornale dei padroni-coglioni, il quale non riesce a celare l&#8217;orgasmo nel vedere la teoria di Mundell confermata dai fatti (potete scaricare l&#8217;articolo fondativo di Mundell, che risale al 1961, seguendo questo riferimento: Robert A. Mundell, <span style="color:#000000;"><i>A Theory of Optimum Currency Areas</i></span><span style="color:#000000;">. American Economic Review, Vol. 51 n. 4, pp. 657-665).</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Ecco un paio di perle: “Se c&#8217;è uno shock asimmetrico – che ha cioè effetti opposti sui due paesi – i lavoratori si spostano dal Paese dove la domanda si riduce verso quello dove la domanda di lavoro aumenta. Si stima che in questi due anni un milione di lavoratori spagnoli e greci – altrimenti disoccupati – abbia trovato lavoro in Germania. (…) Da Torino a Trieste a Bologna: continua ad aumentare l&#8217;industria tedesca in Italia da un punto di vista proprietario.” (Giacomo Vaciago, <em>L&#8217;Eurolandia futura c&#8217;è già (e si fonda sul lavoro)</em>, Il Sole 24 Ore, 16 novembre 2012). Visto come gode perché svendiamo le nostre industrie migliori ai tedeschi? E notate il titolo dell&#8217;articolo, dove l&#8217;emigrazione interna appare come il trionfo dei diritti del lavoro&#8230;</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Concludiamo passando dall&#8217;economia alla politica. Citerò un solo articolo, del responsabile economico del Piddì, di cui vi raccomando la lettura integrale:</span></span></p>
<p>“<span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Nell’area euro, non siamo sulla rotta giusta. Anzi, siamo su una rotta di aggravamento degli squilibri macroeconomici. Come correttamente riflesso dagli spread sui titoli decennali dei Piigs, i rischi di rottura della moneta unica e di disgregazione europea sono sempre più elevati.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;"><span style="color:#262626;">Perché? Per scelte politiche inadeguate ad affrontare il problema di fondo dell’euro: le divergenze di competitività tra le sue aree. Sin dall’inizio, i padri fondatori dell’euro sapevano bene che l’Eurozona non era un’area monetaria ottimale. Purtroppo, però, l’egemonia conservatrice prevalse e si affidò la soluzione esclusivamente alla disciplina di bilancio e al mercato unico (più un pizzico di Fondi strutturali). Una strada senza uscita.” (Stefano Fassina, <em>Rottamare l&#8217;agenda Monti</em>, Il Foglio 9 ottobre 2012.)</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Questa citazione ve la dovevo perché nel post precedente avevo sostenuto che i dirigenti della sinistra o sono ignoranti, o sono stupidi, o sono corrotti (ovviamente non nel senso che prendono mazzette).</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">Bene, i dirigenti del PD sono fra coloro che sanno, quindi sono corrotti.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;">E con questo, per oggi, direi che abbiamo finito.</span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/badavenue.wordpress.com/2806/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/badavenue.wordpress.com/2806/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2806&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>male grazie 24: truth well told</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 14:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni pagano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[lo confesso berlusconi mi sta mettendo in crisi   non solo perchè lo reputo la brutta copia di alberto sordi nella sua eterna spettacolarizzazione dei lati più infimi del popolo italiano (con l&#8217;aggravante che non è un film)   ma &#8230; <a href="http://badavenue.wordpress.com/2013/02/21/male-grazie-24-truth-well-told/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2810&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>lo confesso</p>
<p>berlusconi mi sta mettendo in crisi</p>
<p> </p>
<p>non solo perchè lo reputo la brutta copia di alberto sordi</p>
<p>nella sua eterna spettacolarizzazione dei lati più infimi del popolo italiano</p>
<p>(con l&#8217;aggravante che non è un film)</p>
<p> </p>
<p>ma anche perchè incrina pericolosamente le mie convinzioni professionali</p>
<p>insomma com&#8217;è possibile che funzionino le sue pratiche ridicole</p>
<p>che io ritengo profondamente sbagliate da un punto di vista comunicativo?</p>
<p> </p>
<p>alzi la mano chi suggerirebbe a un suo cliente di comportarsi così</p>
<p>di affermare tutto e il contrario di tutto</p>
<p>soprattutto cose palesemente false</p>
<p>e in ogni caso di smentirlo tranquillamente il giorno dopo</p>
<p> </p>
<p>perchè nestlè sta ritirando in tutto il mondo le sue lasagne</p>
<p>in quanto non aveva dichiarato di farcirle di cavallo</p>
<p>e questo pagliaccio sotto i cui governi le tasse sono cresciute di 3 punti</p>
<p>riesce a spacciarsi ancora per nemico delle tasse</p>
<p>e anzi ad impostare interamente la sua campagna elettorale su questa promise</p>
<p>smentita dalla storia</p>
<p>ma supportata dall&#8217;evidence della sua faccia impunita?</p>
<p> </p>
<p>dove sbaglio?</p>
<p>dove sbagliavano i signori mccann ed erickson</p>
<p>quando teorizzavano che bisognasse raccontare la verità nel modo migliore?</p>
<p>vi prego di aiutarmi</p>
<p>perchè questa merda funziona?</p>
<p> </p>
<p>giovanni pagano</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/badavenue.wordpress.com/2810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/badavenue.wordpress.com/2810/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2810&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lettere a Donald Draper &#8220;I sassolini&#8221; di Pollicino.</title>
		<link>http://badavenue.wordpress.com/2013/02/07/lettere-a-donald-draper-i-sassolini-di-pollicino/</link>
		<comments>http://badavenue.wordpress.com/2013/02/07/lettere-a-donald-draper-i-sassolini-di-pollicino/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 22:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donald Draper</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Di quale agenzia si parla? si accettano scommesse. &#8220;Caro Donald. E’ successo proprio un anno fa. Agenzia tra le più grandi e blasonate (!) del paese e del mondo intero. Riduzione vertiginosa del business a seguito del celebre cocktail letale di congiunture &#8230; <a href="http://badavenue.wordpress.com/2013/02/07/lettere-a-donald-draper-i-sassolini-di-pollicino/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2803&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Di quale agenzia si parla? si accettano scommesse.</p>
<p><em>&#8220;Caro Donald.</em></p>
<p><em>E’ successo proprio un anno fa.</em></p>
<p><em>Agenzia tra le più grandi e blasonate (!) del paese e del mondo intero. Riduzione vertiginosa del business a seguito del celebre cocktail letale di congiunture avverse &amp; mala gestione. Nuovo e (sedicente) più illuminato management. Tagli operati sulla base di chissà quali oscuri percorsi mentali. Licenziamento in tronco, senza giusta causa. Con tutto l’annesso corredo di teatralità e meschinità.</em></p>
<p><em>Ma non mi sono scoraggiato e la novità è che nel corso di questo anno solare non</em><br />
<em>mi sono neanche dovuto reinventare seguendo istinti, mode, desideri repressi o</em><br />
<em>necessità. Sarà soprattutto fortuna, sarà probabilmente altro, ma mi sono rimesso in gioco proprio in questo tanto bistrattato mondo. Sbattuto fuori dalla porta con un calcio nel culo. Rientrato dalla finestra. Non più su un vecchio macchinone demodé, ma a bordo di una brillante e sportiva utilitaria. Nuovi stimoli, nuovi approcci mentali, nuove conoscenze, nuove professionalità, nuovo entusiasmo, nuove prospettive: ecco cosa vuol dire sentirsi rinascere.</em></p>
<p><em>Se permetti, ora mi piacerebbe approfittare della tua ospitalità per togliermi qualche sassolino ed esternare la mia riconoscenza e la mia speranza.</em></p>
<p><em>I sassolini.</em></p>
<p><em>A chi è arrivato per salvare la patria, sputtanando e screditando la gestione precedente (concausa effettiva dello stato comatoso in cui versa oggi l’agenzia), ma che poi nella gara più importante dell’anno, anziché disquisire di strategia e creatività, spiazza con una chart a base di scamorze e provoloni a testimonianza della ruspante e genuina anima italiana della sua struttura. Tenendo non pago a precisare, involontario esegeta nonché coevo di Trilussa, che l’età media dell’agenzia è ora anche molto bassa, instillando così il (fondato) dubbio che chi si sarebbe occupato con lui di quel conto avrebbe avuto sì e nol’età della ragione.</em></p>
<p><em>Quella presentazione è già divenuta leggenda. Il budget, invece, ha preso un’altra direzione.</em></p>
<p><em>A tutta la nuova corte dei miracoli coi suoi “guru dei social network” di cui si è immediatamente contornato questo nuovo genio del virtuale. Che però, di miracoli, non ne ha ancora fatto mezzo.</em></p>
<p><em>Al salvatore della patria creativa, che pensando di ingraziarsi l’effervescente cliente brucia cartelli con loghi di agenzie concorrenti a favor di telecamera manco fosse Hendrix, parla un ascetico quanto incomprensibile linguaggio 2.0, predice scenari futuri come il mago Otelma, giudica sprezzantemente tutto e tutti salvo poi fare la statua di sale davanti ai clienti. Ma che però riesce con successo nella discutibile impresa di far rimpiangere il suo predecessore.</em></p>
<p><em>A quei colleghi-“amici” di lunghissimo corso, tutti i giorni insieme a bere un caffè o a scambiare 4 chiacchiere, che dal giorno dopo &#8211; come volevasi dimostrare – sono letteralmente spariti nel nulla (a proposito: non mi mancate proprio).</em></p>
<p><em>A tutti quegli altri che, subito dopo lo scampato pericolo, hanno tranquillamente continuato a intasare facebook con improbabili calembour o strambe foto di gatti, dimostrando scarso rispetto soprattutto per sé stessi.</em></p>
<p><em>Al bradipo che a distanza di 1 anno esatto chiede in giro con commiserazione se “il poveretto si sta almeno riprendendo e sta iniziando a guardarsi un po’ attorno”. (ehi “amico”…. in questo anno mi sono dato più da fare io che tu negli ultimi 10).</em></p>
<p><em>A tutti quelli che invece danno segni di sé solo quando controlli chi ha visto di recente il tuo profilo su LinkedIn.</em></p>
<p><em>A chi ha vissuto e prosperato sullo storico paradosso dell’agenzia, la tua debolezza è la tua forza, sopravvivendo a qualsiasi evento o cambiamento grazie alla collaudatissima tecnica del camaleonte.</em></p>
<p><em>Agli ex baroni canuti dal bla bla troppo facile, ai nobili decaduti e ai responsabili di reparto dalle acconciature improponibili, che non facevano passare giorno senza una telefonata di delega della propria ansia ma che – nonostante si professassero completamente all’oscuro della decisione di farmi fuori (a proposito: se è davvero così, ottimi manager!) &#8211; si sono improvvisamente dimenticati del mio numero di telefono (a proposito: è sempre quello, ma lasciate pure perdere).</em></p>
<p><em>A tutte quelle sovrastrutture, quelle funzioni superate, alle mancate rinunce (ma solo per i pochi eletti) dei lussi d’altri tempi, a quel paralizzante inefficientismo, a tutta quella inutile burocrazia e a quelle interminabili “interne” dove fa chic arrivare in ritardo che, di fatto, rappresentano il vero differenziale di prezzo pagato dal committente per il vostro “servizio”.</em></p>
<p><em>A tutti quegli orticelli difesi con le unghie e coi denti, a tutti quegli antagonismi, quelle rendite di posizione, quella pletora di fancazzisti, doppiogiochisti, teorici del nulla, lustrascarpe, reietti di lungo corso e imboscati di professione, a tutta quella palpabile rassegnazione e disillusione, quello sfoggio di superbia, livore e arroganza alimentati dallo stato di cattività, a tutta quella disistima generalizzata e a quel pessimismo stratificato.</em></p>
<p><em>Questo era il mondo che a un certo punto non mi ha più voluto.</em></p>
<p><em>A tutti voi dico: siete dei poveretti. Come, del resto, lo ero io.</em></p>
<p><em>La riconoscenza.</em></p>
<p><em>A chi ha saputo subito credere in me, nelle mie capacità e nella mia esperienza,</em><br />
<em>coinvolgendomi su una gara importante, poi vinta. A chi, oltretutto, antepone i valori umani a quelli professionali. A chi favorisce un “clima interno” di amicizia, stima e fiducia. A chi ha professionalità e capacità fuori dal comune, oltre al coraggio di cimentarsi (con successo) in un’avventura potenzialmente più grande di lui. A chi ha lungimiranza e sa cosa vuol veramente dire ragionare per obiettivi. A quei contesti professionali nei quali ripercorrere l’eventuale errore serve solo ed esclusivamente a farne tesoro per il futuro e dove non è necessario scrivere la proverbiale mail che ti para il culo. A quei non più di 2 o 3 ex-colleghi che si sono dimostrati prima di tutto amici. E pure a chi, a un certo punto, ho incredibilmente dovuto dire “no”. A tutte queste persone va il mio più sentito ringraziamento.</em></p>
<p><em>La speranza. </em></p>
<p><em>Sì, la novità (almeno per me, scusate il ritardo) è che esistete anche voi qui sopra. Ed è grazie a voi che la pubblicità sopravvivrà a questa decadenza, a questo insulso periodo che avrà per lo meno il merito di far piazza pulita dei dinosauri e dei vampiri che ancora la infestano. E sarà sempre grazie a voi che saprà presto riprendersi il ruolo di volano dell’economia che storicamente gli compete.</em></p>
<p><em>A voi e alle vostre realtà, un florido sottobosco che cova e sgomita sotto ciò che</em><br />
<em>resta di quegli anacronistici giganti dai piedi d’argilla.</em></p>
<p><em>Adesso è il momento giusto per fare qualcosa di realmente unico e importante,</em><br />
<em>per uscire dalle insensate logiche “dell’azionista di riferimento” e del bonus che</em><br />
<em>tanto si fermerà al piano più alto del building.</em></p>
<p><em>Le grosse agenzie sono tutte in difficoltà perché sono modelli economici anacronistici e superati. Diamogli la mazzata finale sottraendo loro quanti più clienti possibile e iniziamo a gestirli in maniera più profittevole per tutti. In alcuni casi scoprirete che è più facile di quanto sembra. In poco tempo ho già visto, direttamente o indirettamente, portare a termine con successo progetti che quei cialtroni di là manco più si sognano. Certo, dalla “parte di qua” lo stipendio e soprattutto le comodità non sono (ancora) quelli di un tempo. Ma c’è già tutto il resto.</em></p>
<p><em id="__mceDel">E a me personalmente basta eccome&#8221;.</em></p>
<p><em>Pollicino.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/badavenue.wordpress.com/2803/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/badavenue.wordpress.com/2803/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2803&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pubblicità per me stesso (vonhayek)</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 22:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vonhayek57</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno a tutti. Ringrazio Donald Draper per avermi offerto uno spazio presso una platea così qualificata, con piena libertà di scelta degli argomenti. Come ho detto a Donald, i temi di cui mi piacerebbe parlare sono le disuguaglianze economiche, il &#8230; <a href="http://badavenue.wordpress.com/2013/02/06/pubblicita-per-me-stesso-vonhayek/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2795&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti.</p>
<p>Ringrazio Donald Draper per avermi offerto uno spazio presso una platea così qualificata, con piena libertà di scelta degli argomenti.</p>
<p>Come ho detto a Donald, i temi di cui mi piacerebbe parlare <span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;">sono </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;">le disuguaglianze economiche, il mercato del lavoro negli Stati Uniti, i suicidi in Telecom France e dei contadini in India, le vere cause &#8211; cioè quelle che i mezzi di informazione occultano &#8211; dell&#8217;attuale crisi dell&#8217;Eurozona, singolare fenomeno di censura che non ha eguali nella storia della Repubblica.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;">Ma il tema che più mi interessa, e che sarà il filo conduttore di tutti i miei interventi, è il ruolo dell&#8217;economia, ovvero di un&#8217;ideologia travestita da scienza, e di come essa sia ormai riuscita a plasmare ogni aspetto della nostra vita.</span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;">In quest&#8217;opera di demistificazione, sarà fondamentale il confronto col passato. </span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;">Trent&#8217;anni fa, casi come quelli presentati e discussi nella “Lettera di una giovane creativa qualunque a un direttore creativo qualunque” o in “Non so più chi sono” sarebbero stati semplicemente impensabili. </span></span></p>
<p>Allora il sistema economico era completamente diverso da quello attuale.</p>
<p>Allora vivevamo ancora, almeno in Europa, in quella che è stata definita “età d&#8217;oro del capitalismo”.</p>
<p>Un periodo dove tassi di crescita economica mai visti nella storia dell&#8217;umanità si accompagnavano a un&#8217;equa distribuzione della ricchezza creata.</p>
<p>Il sistema non era esente da difetti, in quanto lasciava fuori l&#8217;ambiente e il Terzo Mondo, ma era comunque un buon compromesso fra capitale e lavoro, con un forte stato sociale e la possibilità per la maggior parte dei lavoratori e dei cittadini di sentirsi sicuri e di raggiungere uno status soddisfacente.</p>
<p>A quei tempi, lo ricordo per chi non c&#8217;era, in caso di shock esterno l&#8217;economia rallentava fino a fermarsi, ma nessuno perdeva il posto di lavoro. Le ristrutturazioni, i licenziamenti, le delocalizzazioni e le esternalizzazioni erano semplicemente proibite.</p>
<p>Ma l&#8217;economia allora cresceva molto più di oggi.</p>
<p>Ma la disoccupazione – che comunque c&#8217;era ed era difficile trattare – allora era molto più bassa rispetto a oggi.</p>
<p>Quel sistema è stato distrutto. Ci hanno messo trent&#8217;anni, trent&#8217;anni di falsità e di menzogne, hanno usato tutti gli argomenti possibili e immaginabili, molti dei quali vengono ripetuti ancora oggi (il sistema era insostenibile, creava debiti, l&#8217;economia cresceva poco – ma quando mai? – , i sindacati impedivano di ridurre la disoccupazione, i giovani erano penalizzati – adesso stanno bene, vero? –) insomma, giornalisti, economisti, intellettuali dei miei stivali, tutti uniti, alla fine ce l&#8217;hanno fatta.</p>
<p>Quel sistema è stato ridicolizzato e cancellato, sostituito dal mondo neoliberale nel quale molti di noi oggi vivono. Mentre chi comanda, vive in un altro mondo, quello dei monopoli, della concorrenza imperfetta, dell&#8217;assimmetria informativa, delle insormontabili barriere di ingresso legate al censo, alle conoscenze, alle interessenze mafiose, alla corruzione.</p>
<p>(Apro una parentesi: il vecchio sistema dove non si licenziava non era affatto un sistema bloccato. Fra gli a<span style="font-size:medium;">nni &#8217;80 e &#8217;90 l&#8217;Italia era ai primi posti nel mondo in quanto a flessibilità del mercato del lavoro. Se ci pensate un attimo, arrivate sicuramente a capire perché. Ma credete che le sterminate coorti di giornalisti, economisti e intellettuali cialtroni lo abbiano mai detto?)</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Il nuovo sistema, come vedremo, non nasce per caso ma ha un suo perché. Che sostanzialmente si riassume nella rivincita delle classi alti e nella progressiva emarginazione e pauperizzazione delle ceti medi e medio bassi.</span></p>
<p>Lungo questo percorso ci imbatteremo in alcune scoperte non proprio piacevoli.</p>
<p>Scopriremo, quando ci occuperemo della crisi dell&#8217;eurozona, che in Italia e in buona parte dei paesi occidentali non esistono più organizzazioni che possono essere considerate di sinistra.</p>
<p>I dirigenti dei partiti di sinistra, i sindacalisti, gli intellettuali, rientrano infatti forzatamente in una di queste tre categorie: gli stupidi, gli ignoranti o i corrotti.</p>
<p>Un esempio per capire. Qualche tempo fa, Barbara Spinelli ha scritto un&#8217;accorato appello a favore dello Stato Sociale (“Abolire la miseria”, Repubblica, 28 dicembre 2012). Solo che le istituzioni europee e i vincoli economici che lei benediceva in quanto garanti del patto fra generazioni, in realtà sono stati pensati e realizzati per ottenere esattamente l&#8217;effetto opposto, cioè per disgregare, ridurre e alla fine cancellare il welfare. Non male come risultato.</p>
<p>Scopriremo infine che l&#8217;economia, in ultima analisi, non è altro che la continuazione della politica con altri mezzi. Più sottili e subdoli, perché provvedimenti che hanno il solo scopo di togliere ai poveri per dare ai ricchi vengono fatto passare per interventi neutrali, dettati dalle imprescindibili necessità della logica economica. E che senza questo paravento ideologico, nessuna autorità politica sarebbe mai stata in grado di adottare.</p>
<p>Per oggi, mi fermo qui.</p>
<p>vonhayek</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/badavenue.wordpress.com/2795/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/badavenue.wordpress.com/2795/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2795&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La Riforma Fornero e la pubblicità.</title>
		<link>http://badavenue.wordpress.com/2013/02/03/la-riforma-fornero-e-la-pubblicita/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 22:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donald Draper</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti mi hanno scritto per chiedermi di pubblicare l&#8217;intervista che l&#8217;ADCI ha organizzato la settimana scorsa con un consulente del lavoro per discutere le conseguenze della Riforma Fornero nel settore della pubblicità. La registrazione dura poco più di un&#8217;ora ma &#8230; <a href="http://badavenue.wordpress.com/2013/02/03/la-riforma-fornero-e-la-pubblicita/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2796&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Molti mi hanno scritto per chiedermi di pubblicare l&#8217;intervista che l&#8217;ADCI ha organizzato la settimana scorsa con un consulente del lavoro per discutere le conseguenze della Riforma Fornero nel settore della pubblicità.</p>
<p>La registrazione dura poco più di un&#8217;ora ma consiglio a tutti di guardarla.</p>
<p>È utile per farvi comprenderequali sono i nostri diritti.</p>
<p>Anticipo un paio di concetti che Bad Avenue ha ribadito fino alla noia.</p>
<p>I rapporti di lavoro possono essere subordinati o autonomi. Quelli subordinati sono regolarizzati con contratti di lavoro a tempo determinato, quelli autonomi con contratti a progetto e partita IVA.</p>
<p>Se avete un contratto di lavoro autonomo non dovete sottostare a queste condizioni: orari di lavoro, posto di lavoro all&#8217;interno dell&#8217;agenzia e richiesta di permessi. Siete autonomi, quindi liberi di gestire il vostro tempo.</p>
<p>Se queste tre condizioni non vengono rispettate il contratto risulta irregolare e quindi può essere trasformato subito in un contratto a tempo indeterminato.</p>
<p>Anticipo anche una domanda: &#8220;ma se sono costretto a sottostare a queste condizioni perché il mercato del lavoro non offre di meglio?&#8221;</p>
<p>La risposta è che avete 5 anni per impugnare il vostro contratto.</p>
<p><a href="http://www.ustream.tv/recorded/28901360">Ecco il link con l&#8217;intervento del consulente.</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/badavenue.wordpress.com/2796/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/badavenue.wordpress.com/2796/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2796&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Benvenuto 2013. Letterina ai creativi di Alfredo Accatino.</title>
		<link>http://badavenue.wordpress.com/2013/01/13/benvenuto-2013-letterina-ai-creativi-di-alfredo-accatino/</link>
		<comments>http://badavenue.wordpress.com/2013/01/13/benvenuto-2013-letterina-ai-creativi-di-alfredo-accatino/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 22:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donald Draper</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho chiesto ad Alfredo Accatino di scrivere una lettera per inaugurare il 2013 di Bad Avenue. La pubblico questa notte con colpevole ritardo (mio) perché ne condivido ogni riga. &#8220;Cari Creativi, è iniziato l’anno nuovo. Penso che sia venuta l’ora &#8230; <a href="http://badavenue.wordpress.com/2013/01/13/benvenuto-2013-letterina-ai-creativi-di-alfredo-accatino/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2779&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho chiesto ad Alfredo Accatino di scrivere una lettera per inaugurare il 2013 di Bad Avenue. La pubblico questa notte con colpevole ritardo (mio) perché ne condivido ogni riga.</p>
<p><em>&#8220;Cari Creativi,</em></p>
<p><em>è iniziato l’anno nuovo. Penso che sia venuta l’ora di amarvi di più. Perché se volete che le cose cambino, dobbiamo un po’ tutti muovere il culo e provare a cambiare modo di pensare.</em></p>
<p><em>Questo, in sintesi, il senso della letterina che avevo abbozzato per l’anno nuovo.</em></p>
<p><em>Ora che sono lontano dall’Italia l’ho riletta e l‘ho trovata un po’ zuccherina. Volevo cestinarla. Ma poichè articola in maniera abbastanza chiara qualche passaggio, ve la allego comunque per completezza di informazione. Buon Anno, quindi.</em></p>
<p><em>Alfredo Accatino</em></p>
<p><em>Cari Creativi,</em></p>
<p><em>puntuale come l’herpes labiale, ogni maledettissimo fine anno, una maestra di origini austroungariche ci obbligava a scrivere una letterina da inviare a noi stessi per ricordarci gli impegni per l&#8217;anno nuovo.</em></p>
<p><em>L’ultimo trasloco mi ha restituito, cementato nella porporina, uno di questi foglietti grondanti di buoni propositi. Accanto a ogni riga un NO a matita. In basso, un solo grande SI’, con tanti punti esclamativi. Unico obiettivo mantenuto. Una sconfitta?</em></p>
<p><em>No. Una vittoria. Perché almeno da una “cosa fatta”, potevo ripartire.</em></p>
<p><em>Così, a poche ore dall’inizio del 2013, riscrivo quella letterina a me e ai creativi. A “tutti” i creativi. A quelli che, quando comprano un pandoro, sanno che dovranno pagarlo con ciò che uscirà dalla loro mente. Quelli, insomma, che creano cose che prima non c’erano.</em></p>
<p><em>Sono tantissimi. Più di quanti pensiate. Operativi nei più differenti settori della comunicazione, degli eventi, della scrittura, dell’immagine, dello spettacolo, del web, delle arti, della “creatività applicata” o realizzata a fini commerciali. E per questo dubbiosi sul reale valore del proprio lavoro.</em></p>
<p><em>Cosa chiedo? Di uscire dalle job description, dai distinguo, dal fumus egotico, e di volervi solo un po’ più di bene. Per cui, vi prego, evitate per una volta di dire &#8220;io sono questo&#8221;, &#8220;faccio quest&#8217;altro&#8221;. Io sono meno figo, non sono come loro, sono più figo di te. Perché i tuoi problemi sono gli stessi di quelli di tanti altri.</em></p>
<p><em>Imparate ad apprezzare ciò che fate, a prescindere. Piantatela di essere rassegnati (del tipo “…tanto non ci ascolta nessuno…”) e uscite dalla “sindrome della zoccola” solo perché qualcuno vi paga per ciò che fate.</em></p>
<p><em>Tutti i Tiziano sono stati dipinti su incarico, cosi come, allo stesso modo, sono stati prodotti secoli di letteratura. Anche gli encausti di Pompei sono stati realizzati da creativi, anonimi e prezzolati. Eppure, non potete negarlo, sono una gran bella espressione del proprio tempo.</em></p>
<p><em>Quindi, fate pace con voi stessi e iniziate a pensare plurale. Perché se voi non esistesse, il mondo sarebbe diverso. Forse migliore, ma sicuramente diverso.</em></p>
<p><em>Da questo anno proviamo a pensare che le cose si possono cambiare.</em></p>
<p><em>Che possiamo modificare regole che non valorizzano il nostro lavoro.</em></p>
<p><em>Che possiamo difendere le idee, sulle quali non esiste nessuna forma di protezione giuridica. Ampliare le applicazioni del diritto d’autore. Ottenere tutele per chi inizia ora questo percorso, o per chi è costretto a terminarlo anzitempo.</em></p>
<p><em>Credere che l’Italia possa tornare a investire in cultura, ricerca e creatività. Che si possano dare voce alle culture giovanili, che parlano il nostro stesso linguaggio, alla sperimentazione, alla promozione di idee e di visioni. Anche quelle diverse dalle nostre. E per questo capaci di farci crescere.</em></p>
<p><em>Nel 2013 possiamo fare un sacco di cose. Ma solo cambiando punto di vista. Per cambiare il nostro mondo può bastare poco. Anche partire da un piccolo “Sì”.</em></p>
<p><em>Buon 2013.</em></p>
<p><em>A.A.&#8221;</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/badavenue.wordpress.com/2779/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/badavenue.wordpress.com/2779/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2779&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>male grazie 23: capre! capre! capre!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 11:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni pagano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[avete mai sentito parlare di &#8220;incaprettamento&#8221;?   è un geniale sistema di legatura praticato dalla mafia che riportando sul collo della vittima il cappio della fune che blocca mani e piedi provoca in pratica l&#8217;autosoffocamento dell&#8217;incaprettato   più si muove &#8230; <a href="http://badavenue.wordpress.com/2013/01/09/male-grazie-23-capre-capre-capre/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2727&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>avete mai sentito parlare di &#8220;incaprettamento&#8221;?</p>
<p> </p>
<p>è un geniale sistema di legatura praticato dalla mafia</p>
<p>che riportando sul collo della vittima il cappio della fune che blocca mani e piedi</p>
<p>provoca in pratica l&#8217;autosoffocamento dell&#8217;incaprettato</p>
<p> </p>
<p>più si muove per liberarsi</p>
<p>più stringe il cappio</p>
<p>fino all&#8217;immancabile esito finale</p>
<p> </p>
<p>il sistema che hanno scelto le grandi agenzie italiane per sopravvivere</p>
<p>le sta portando fatalmente all&#8217;estinzione</p>
<p>cercare di salvarsi eliminando i costi (e il talento) dei bravi creativi</p>
<p>è una scelta brevimirante ed autodistruttiva</p>
<p>ci vuol tanto a capirlo?</p>
<p> </p>
<p>una volta quando un cliente sceglieva la mccann ci trovava marco carnevale</p>
<p>o se sceglieva la pirella ci trovava mauro manieri e francesco taddeucci</p>
<p>adesso non solo questo talento non lo trovi più lì</p>
<p>ma lo trovi ovviamente autogestito fuori di lì</p>
<p>e magari costa molto meno</p>
<p> </p>
<p>ora perchè un cliente dovrebbe scegliere un lavoro peggiore pagandolo di più?</p>
<p>capre! capre! capre!</p>
<p> </p>
<p>giovanni pagano</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/badavenue.wordpress.com/2727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/badavenue.wordpress.com/2727/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=badavenue.wordpress.com&#038;blog=17799762&#038;post=2727&#038;subd=badavenue&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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