male grazie 24: truth well told

lo confesso

berlusconi mi sta mettendo in crisi

 

non solo perchè lo reputo la brutta copia di alberto sordi

nella sua eterna spettacolarizzazione dei lati più infimi del popolo italiano

(con l’aggravante che non è un film)

 

ma anche perchè incrina pericolosamente le mie convinzioni professionali

insomma com’è possibile che funzionino le sue pratiche ridicole

che io ritengo profondamente sbagliate da un punto di vista comunicativo?

 

alzi la mano chi suggerirebbe a un suo cliente di comportarsi così

di affermare tutto e il contrario di tutto

soprattutto cose palesemente false

e in ogni caso di smentirlo tranquillamente il giorno dopo

 

perchè nestlè sta ritirando in tutto il mondo le sue lasagne

in quanto non aveva dichiarato di farcirle di cavallo

e questo pagliaccio sotto i cui governi le tasse sono cresciute di 3 punti

riesce a spacciarsi ancora per nemico delle tasse

e anzi ad impostare interamente la sua campagna elettorale su questa promise

smentita dalla storia

ma supportata dall’evidence della sua faccia impunita?

 

dove sbaglio?

dove sbagliavano i signori mccann ed erickson

quando teorizzavano che bisognasse raccontare la verità nel modo migliore?

vi prego di aiutarmi

perchè questa merda funziona?

 

giovanni pagano

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34 Responses to male grazie 24: truth well told

  1. Bruno Banone says:

    Si usava citare anche David Ogilvy:
    “Il consumatore non è uno sciocco, il consumatore è tua moglie.”

    Poi vennero sdoganate le escort.

    Bruno Banone

  2. CM says:

    Perché continuiamo a lavorare in agenzie che ci trattano di merda a fare lavori di merda per il 90%.

    E’ perché questo paese e’ fatto così.

    Di gente che non ha voglia di guardare la verità in faccia e soprattutto non ha voglia di reagire, di cambiare le cose, e – peggio del peggio – di MIGLIORARE.

  3. andrea says:

    la propaganda non ha nulla a che fare con la comunicazione …

  4. gigibrescia says:

    Tra i tanti fattori direi perchè lancia sempre un messaggio: “colui che parlerà dopo di me cercherà di ingannarti, stai attento!”. Così ottiene una predisposizione negativa per tutti coloro che lo criticano. E’ una specie di trappola logica.
    Difficile però replicarlo con un marchio. Il successo come prodotto è dovuto anche al fatto che non sai che prodotto vende. Cioè, il suo potere economico, senza il quale non sarebbe durato tanto a lungo, gli è consentito perché milioni di persone che guardano le sue tv non sono davvero convinte che gli stanno dando i loro soldi indirettamente. Da questo a cascata dipende tutto il resto. Poi ci sono ovviamente le deprimenti alternative politiche, ma il nucleo non è quello.

  5. Anonymous says:

    perchè, visto che si è citato sordi, berlusconi ragiona come il marchese del grillo:
    “io sò io e voi non siete un cazzo”
    tutto qua, non c’è regola che tenga

  6. perchè come dice De Mauro, metà degli italiani sono analfabeti e non hanno capacità di capire uno scritto e spesso neanche un discorso! questo è il frutto delle politiche degli ultimi trent’anni!

  7. pierluigi Barbieri says:

    Caro Giovanni funziona qui, in Italia. Dove una escort è fatta passare come nipote di Mubarak, dove ti regalano la casa e tu non ne sai niente, dove il nuovo presidente del Coni viene definito il nuovo che avanza, senza ricordare quello che è successo sotto la sua presidenza durante e dopo i campionati mondiali di nuoto, ecc, ecc. E visto che ci siamo, quanti pubblicitari ci sono dietro alle campagne politiche?

  8. Benni Priolisi says:

    Giovanni,
    tutto ciò è normale: è “italiano, troppo italiano”.
    Parafrasando Nietzsce.

  9. La risposta più facile è “repetita iuvant”. Questione di GRP. La vecchia storia che una bugia ripetuta all’infinito diventa una verità.
    Vorrei provare però a dare una spiegazione meno banale e più tecnica.
    Quando 20 anni fa scoprii, lavorando con uno strategic planner in Saatchi a Londra, l’applicazione dell’analisi transazionale alla strategia di comunicazione, mi si aprì un mondo. Credo che la spiegazione la fornisca proprio questo approccio.
    Berlusconi parla al nostro io bambino, quello che vuole sentirsi consolato: la crisi non esiste, andrà tutto meglio, risolverò io i tuoi problemi. Quando parli a un bambino, l’attendibilità non è richiesta. E allora esiste Babbo Natale e la bua se ne va con un bacino.
    Come fa a metterci nella condizione di ascoltarlo con il nostro io bambino? Con il meccanismo della favola. Sempre le stesse frasi che si ripetono uguali, ogni volta c’è un cattivo responsabile di tutti i mali e un eroe coraggioso che decide di combatterlo. E, come in ogni favola, ad aiutare l’eroe interviene un elemento magico, questa volta è la restituzione dell’imu e la creazione di 4 milioni di posti di lavoro. Cosa rende credibile questa favola? Che lui è davvero l’eroe di una favola: quella di un giovane che cantava sulle navi e che è diventato il capo di un impero. Gli adulti lo sanno che che la sua storia non è proprio così e che la favola che racconta non è vera. E anche un bambino sa che le favole non sono vere. Eppure vuole che ogni sera gli venga raccontata, uguale uguale, parola per parola. E se quel bambino potesse votare sceglierebbe ugualmente il principe che uccide il drago.

    • Splendida analisi.

    • roberta says:

      gentile antonella, la penso esattamente allo stesso modo!
      peccato che in ascolto ci siano solo i “nostri io bambino”, i nostri adulti che fine hanno fatto? nessuno di noi ha oltrepassato gli otto anni? nessuno di noi, permettimi il termine, ha scavallato l’adolescenza? ci lamentiamo come vecchiette arrugginite e senza speranza, invocando a gran voce il principe azzurro che aimè è invecchiato.
      non cavalca più e ha male alle ginocchia.
      non regge più il peso delle richieste di aiuto.
      non verrà in nostro soccorso!
      sarà giunto il momento di rispondere con il nostro adulto?

  10. Libero says:

    Nestlè probabilmente non sapeva di aver le proprie lasagne e tortellini farciti di carne di cavallo. questa è solo la stupida conseguenza di un meccanismo perverso che ritroviamo quotidianamente anche nel mondo dell’advertising, almeno in quello italiano. Quelli di Nestlè hanno tagliato i costi e strozzato i loro fornitori a tal punto che inevitabilmente uno di loro, per stare nel budget imposto, ha comprato carne di cavallo dalla Romania.
    E’ solo una replica in chiave alimentare di quel che succede ultimamente nella sciagurata attribuzione di budget di comunicazione e di produzione da parte di alcune multinazionali e dei loro cost controller, solo che fa più impressione e viene ritirata, al contrario della loro comunicazione fatta con lo stesso sistema.
    I signori mccann ed erickson allora non venivano valutati da burocrati e furbastri.
    Con la carne di cavallo che Berlusconi ci vende impunemente capiamo invece che il popolo italiano manca di libero arbitrio…

  11. Anonymous says:

    ciao giovanni tutte le risposte sono piacevolmente illustrate in girlfriend in a coma pubblicato per intero su you tube. io l’ho visto ieri sera e mi è sembrato un punto della situazione così preciso che mi è scattato “il questo avrei voluto farlo io” e mica mi scatta spesso. ciao

  12. Anonymous says:

    Perchè siamo un paese di cialtroni. Non avrebbe dovuto essere così, ma è l’Italia, purtroppo.

  13. von Hayek says:

    Beh, innanzi tutto Berlusconi ha avuto l’appoggio integrale dei grandi quotidiani, Corriere della Sera, Sole 24 Ore, La Stampa e di quasi tutti quelli piccoli.
    Se la TV è lo strumento che produce la fascinazione verso il leader, chi però consolida questo rapporto generando i contenuti che danno un senso all’adesione a un progetto politico è la stampa.
    E tutti, ma proprio tutti gli scribacchini di questo regime sono stati berlusconiani al 1000%.
    (Lo stesso Giannino era lingua in bocca con Berlusconi.)
    Poi con la crisi del 2008 le cose hanno cominciato ad andare male, e la popolarità di Berlusconi ha iniziato a calare vistosamente, fino al Colpo di Stato di fine 2011.
    Da allora, come si sono mosse le principali variabili macroeconomiche?
    Beh, il passaggio da Berlusconi a Monti ha significato una tasso di disoccupazione che è passato dall’8,8% al 10,8%, un rapporto debito/Pil che dal 120,7% si è attestato al 126,4%. La pressione fiscale è aumentata non di uno o due punti, ma di parecchi punti di più; in compenso, produzione industriale e consumi sono crollati.
    Numeri spaventosi, che a livello delle persone comuni hanno significato un peggioramento molto ben percepito delle loro condizioni di vita.
    Mi ricordo che già dieci anni fa dicevo agli amici che a me Berlusconi piaceva. I più non rispondevano neanche, pensavano cercassi di fare lo spiritoso. Quelli che mi prendevano sul serio, invece, si scandalizzavano. Allora gli spiegavo che Berlusconi mi piaceva proprio perché non faceva un cazzo, cioè non faceva quelle riforme che tutti i partiti e i movimenti della destra egemone, dagli Stati Uniti al resto dell’Europa, speravano che facesse. A lui interessavano solo i suoi affari e niente altro.
    Adesso il tempo delle riforme è arrivato. E i risultati si vedono. (Anche se c’è chi, come FARE, considera l’attuale declino troppo lento e vuole accelerarlo il più possibile, molto più di quanto ha fatto Monti.)

    • Zaro says:

      Berlusconi ha innescato un declino che non è solo economico, ma prima di tutto etico e sociale. E siccome le due, o anzi tre cose, vanno di pari passo, egli è il principale responsabile di tutto questo. Se la disoccupazione ha continuato a crescere con il passaggio a Monti è per lo stesso identico motivo per cui le onde non si formano nel momento in cui le vedi gonfie, ma partono da molto più indietro.

      • von Hayek says:

        No. Le cose non stanno così.
        Sulle cause della crisi mi esprimerò diffusamente in un intervento a parte.
        Riguardo al peggioramento di quest’ultimo anno, anche il Fondo Monetario ha ammesso che il tipo di manovra messo in piedi da Monti genera effetti recessivi.
        Non c’è nessuna onda precedente. Se il comparto industriale italiano soffre le importazioni tedesche e fatica ad esportare la causa è, come vedremo, una sola. E le scopate di Berlusconi non c’entrano.

      • Life is boring says:

        Era meglio se a Natale ti regalavano la scatola del Piccolo Medico invece di quella dei Piccolo Economista.

      • von Hayek says:

        Hai ragione. Ogni tanto mi consolo pensando a Dominique Strauss-Kahn. Quand’era piccolo i genitori glieli hanno regalati tutti e due.

  14. La comunicazione Berlusconiana mi sembra perfettamente in linea con la stra-stra gran parte della comunicazione italiana pubblicitaria, televisiva, propagandistica: fa schifo. Tuttavia se funziona è perché grazie ai “comunicatori” di casa nostra si è diseducato (o non si è educato, che poi è lo stesso) l’audience per 20 anni. E poi non c’è l ‘alternativa. Se l’italico volgo fosse abituato ad un linguaggio più evoluto, ad ogni pubblicità di Danone una sedia volerebbe dritta a fracassare lo schermo della tv, spegnendo la per sempre.
    Siamo sottoposti quotidianamente a roba che offende l’intelligenza e non fa altro che replicare se stessa all ‘infinito.
    Ce lo meritiamo il Berlusca.

  15. Questo post merita di essere stampato, per due motivi: il primo perchè dà voce a delle perplessità che ho sempre nutrito sui metodi di comunicazione di Berlusconi; il secondo perchè ispira la risposta di von Hayek, il quale conferma l’efficacia di quei metodi di comunicazione. E forse anche questa andrebbe stampata.

    • von Hayek says:

      Ma hai capito cosa ho scritto o no? Evidentemente no.
      Riassumo: se Berlusconi non è crollato è perché le gente ha visto che le promesse di Monti, rilanciate da tutti i media, si sono rivelate fasulle.
      Anche quest’anno è prevista una riduzione del Pil dell’1%. E il primo pirla che andrà a governare, la prima cosa che dovrà fare è una manovra aggiuntiva. (Come alcuni economisti avevano già previsto un anno e mezzo fa…)
      Ma possibile che non ti viene il più piccolo dubbio che c’è qualcosa che non va se tutti gli scribacchini che hanno inneggiato Berlusconi nei trascorsi per quasi vent’anni oggi ne parlano male? Non ti passa per l’anticamera del cervello che gli è stato detto di cambiare copione?

      • Ciao Van Hayek. I toni offensivi che usi nella tua risposta non fanno che confermare quanto scritto. Oltretutto il mio commento si riferiva al metodo di comunicazione di Berlusconi, non alla sua politica. Non credo sia questo il blog adatto per discutere di certi argomenti

  16. Mondonico. says:

    Si parla di comunicazione e politica? Ecco l’ennesimo scandalo.

    Pomilio Blumm vince anche la gara per la comunicazione della Regione Sardegna.
    Budget oltre 2 mln

  17. Pomilio Bluff says:

    Già, il numero di gare vinte nel pubblico da PB sono quasi bulgare.
    Possibile che nessuno, nessuna associazione, nessun giornalista, abbia notato o fatto notare questa continuità, come dire… sospetta.

  18. von Hayek says:

    Mi era sfuggito l’intervento di Antonella Meoli.
    Beh, spiega in modo tecnico e intelligente il perché del successo di Berlusconi.
    Perché il pubblico crede alle favole anche quando sa che non sono vere.
    Anche se io ritengo che alla base vi sia l’endorsement totale che Berlusconi ha avuto dai mezzi di comunicazione.
    Tutte le favole e tutte le balle che ha raccontato infatti si incardinavano in una rappresentazione del mondo in cui da una parte c’era la normalità, ovvero le cose come sono e come dovrebbero essere, dall’altra c’era la minaccia che tale ordine venisse sovvertito da altri (di solito gli ex-comunisti) che nella migliore delle ipotesi sono dei parvenu che non sanno come si gestiscono i delicati meccanismi dell’economia.
    Noi viviamo 24 ore al giorno nel terrorismo economico.
    Da quando ho l’uso della ragione, l’economia è sempre andata nello stesso identico modo: male. Almeno secondo la rappresentazione che ne veniva data.
    Anche quando la congiuntura andava obiettivamente bene, in primo piano veniva costantemente evocata la possibilità che il miracolo sarebbe potuto cessare da un momento all’altro e tutti sarebbero tornati poveri come erano dopo la guerra.
    Ad ogni elezione, invece, l’economia andava bene, ma c’era sempre il rischio che, se si fosse fatta la scelta sbagliata, tutto sarebbe andato in pezzi.
    Oggi non è molto diverso.
    Certo, Berlusconi perderà, perché ha esagerato con le balle.
    Ma se vogliamo approfondire questo aspetto, cioè chi nel panorama politico dice la verità e chi no, quanti sono le persone che hanno gli strumenti per distinguere il vero dal falso?
    Secondo voi Giannino, quando riempie i teatri di gente osannante venuta lì per ascoltare le sue filippiche sul debito pubblico, ricostruisce correttamente il suo andamento negli anni? Quando sguinzaglia i suoi sicari economici in televisione, ai telespettatori vengono forniti dei dati autentici o inventati di sana pianta?

  19. Dino Fasolin says:

    16 novembre 2011

    Manifesto per una Ripartizione dei Danni

    Aver prestato fede per una decina di anni a un cialtrone da bar di periferia come l’innominabile B, non è un fatto che come niente possa essere lasciato cadere, magari in nome di una malriposta conciliazione nazionale o ricomposizione del cadavere.

    No, la creduloneria in oggetto, soprattutto per come è stata accompagnata da tracotante arroganza, è primariamente un cancro comportamentale che va con onestà e fermezza restituito al portatore.
    Prima che sparito un catalizzatore di scemenza, ne venga votato un altro.

    E dunque la proposta è
    di restituire a costoro, agli affascinati credenti,
    il pagamento del quoziente di debito pubblico
    sviluppato in più negli anni
    dall’ascesa dell’innominabile B a oggi.
    Non tutto il debito pubblico, no, solo la parte generatasi dalla conclamazione dello stato di paresi sociale di questi 15 anni.

    Da quando tutto ha iniziato ad andare bene.
    Da quando si sono manifestate le nostre sorti magnifiche e progressive.
    Da quando meno tasse per tutti, da quando un milione di posti di lavoro.
    Da quando Mora, Minzolini, Minetti e Corona.
    Da quando Bertolaso e Santanchè.
    Da quando se lo sono scelto, da quando ce l’hanno accollato.

    Ci avete creduto?
    Avete abboccato a fraseologie, atteggiamenti e slogan
    che solo adesso -a tasche vuote- vi imbarazzano?
    Eravate belli galli a petto gonfio?
    Vi ha eccitato l’aggressione?
    Vi siete sentiti tutti rambi?
    Tutti vendicatori cazzo-eretti colonnelli del Nuovo Impero?
    Protagonisti del vostro tempo?

    Semplice: adesso pagate.

    A quanto ammonta il conto?
    Ci penserà una commissione di laureati in economia disoccupati, a stabilirlo.
    E come procediamo per l’attribuzione del carico?
    No, niente sangue per le strade, tarantino c’è solo nei film. E i film finiscono.
    No, l’Obbligo del Risarcimento viene attribuito a tutti quelli che si sono esposti pubblicamente, e che bene conosciamo: parlatori, politicanti, illuminati assertivi, vicini di casa zelanti, responsabili, verbòmani, presenzialisti, eliminatori di dubbi, fornitori di certezze, veditori di luce.
    Saranno questi –se credono- a condividere poi il conto con i loro elettori, spalloni, fiancheggiatori, spingitori, coristi entusiasti, amatori, adulatori e fottitori.
    Che se li vadano a cercare e chiedano solidarietà, con il loro contoarancio finalmente ingiallito.
    Cazzi loro.
    Raccolgano il quattrino e lo versino in esattoria.
    Minchioni.

  20. anonimoemigrato says:

    Perche’ i concorrenti di Nestle’ sono piu’ bravi a fare comunicazione dei concorrenti di Berlusconi. Tutto qui.
    (Non che i primi siano poi cosi’ bravi, ma i secondi sono di un’inettitudine cosmica.)

  21. Anonymous says:
  22. giovanni pagano says:

    grazie della citazione
    emanuele
    sono andato sul tuo blog e mi ha colpito questo commento
    “Quel Manifesto riguarda ovviamente l’accordo che c’era con il PDL se avessero vinto le politiche, non criticate a vanvera.”

    ho dunque fatto alcune ulteriori riflessioni

    nonostante la stampa abbia presentato l’esito delle votazioni come una vittoria di berlusca
    berlusca ha perso
    ha perso alla camera dove avrà meno deputati di bersani
    ha perso al senato dove avrà meno senatori di bersani
    ha perso 6 milioni di voti

    non mi interessa andare dietro a una disamina del significato di vittoria elettorale
    non accetto l’introduzione del concetto di vittoria relativa
    berlusconi ha tecnicamente perso
    pur avendo fatto tutto il possibile per vincere
    perchè la verità è che non poteva vincere
    e lui era il primo a saperlo

    ora però riflettete
    nel momento in cui io so che non vincerò
    mento se prometto qualcosa di impossibile
    dato che non affronterò mai la dimensione dell’attuabilità?

    per assurdo non mento
    se so che non vincerò posso promettere qualsiasi cazzata
    tanto non verrò mai messo alla prova

    se avesse promesso
    “se divento papa
    vi mando a casa 10 puttane a testa”
    berlusconi non avrebbe mentito
    perchè l’ipotesi era basata su una falsa possibilità

    il punto è solo essere in grado di riconoscere la falsità del presupposto
    e dunque l’impossibilità del realizzarsi della promessa conseguente

    il discorso si sposta dunque sul target
    è in grado di capire?
    ammetto di essere razzista
    credo che il grosso del target di berlusconi non sia in grado di capire

    la colf di mia cugina ha votato berlusconi perchè restituiva l’imu
    mia cugina le ha chiesto
    “ma tu hai una casa di proprietà?”
    “no”

    berlusconi agisce scientemente su un target decerebrato
    avendo capito che in italia un 20% di votanti è decerebrato
    non c’è promise
    non c’è benefit
    niente di niente

    avere capito queste cose però non mi ha tranquillizzato
    continuo a sentirmi in crisi
    politicamente e professionalmente
    cazzo

    giovanni pagano

    • Sordi,a volte ciechi. says:

      Giovanni, temo che l’elettorato che tu definisci “decerebrato” sia almeno del 50 %.
      Forse non sono tutti metaforicamente privi di cerebro, ma sicuramente sono un diabolico mix di radicato infantilismo ( vedi l’ottimo riferimento alle fiabe ), spaventosa superficialità ed endemica cialtroneria Sordiana (l’attore, non l’uomo ). Purtroppo questo impianto mentale vale nella vita di tutti i giorni e, gravissimo, nel momento in cui si è chiamati a trasformarsi in elettori. Siamo figli della storia della nostra terra e di tutto quello che ci ha preceduto. Abbiamo ottime qualità in moltissimi campi, certamente non in quello del rigore e del rispetto per la cosa pubblica. Se il messaggio è : si può rubare, mentire, corrompere ,andare a troie ecc. , molti si sentono in diritto di emulare e di staccare il cervello quando devono votare. Direi che siamo (sono) trai peggiori elettori del pianeta. Almeno del cosiddetto mondo occidentale evoluto.

  23. Stefano says:

    Semplice: perché “sotto i cui governi le tasse sono cresciute di 3 punti” non lo sentirai mai sulle tv di Berlusconi, mentre la carne di cavallo di Nestlé è dappertutto.

  24. Pingback: Berlusconi continua a dominare la comunicazione politica | .commEurope

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