Benvenuto 2013. Letterina ai creativi di Alfredo Accatino.

Ho chiesto ad Alfredo Accatino di scrivere una lettera per inaugurare il 2013 di Bad Avenue. La pubblico questa notte con colpevole ritardo (mio) perché ne condivido ogni riga.

“Cari Creativi,

è iniziato l’anno nuovo. Penso che sia venuta l’ora di amarvi di più. Perché se volete che le cose cambino, dobbiamo un po’ tutti muovere il culo e provare a cambiare modo di pensare.

Questo, in sintesi, il senso della letterina che avevo abbozzato per l’anno nuovo.

Ora che sono lontano dall’Italia l’ho riletta e l‘ho trovata un po’ zuccherina. Volevo cestinarla. Ma poichè articola in maniera abbastanza chiara qualche passaggio, ve la allego comunque per completezza di informazione. Buon Anno, quindi.

Alfredo Accatino

Cari Creativi,

puntuale come l’herpes labiale, ogni maledettissimo fine anno, una maestra di origini austroungariche ci obbligava a scrivere una letterina da inviare a noi stessi per ricordarci gli impegni per l’anno nuovo.

L’ultimo trasloco mi ha restituito, cementato nella porporina, uno di questi foglietti grondanti di buoni propositi. Accanto a ogni riga un NO a matita. In basso, un solo grande SI’, con tanti punti esclamativi. Unico obiettivo mantenuto. Una sconfitta?

No. Una vittoria. Perché almeno da una “cosa fatta”, potevo ripartire.

Così, a poche ore dall’inizio del 2013, riscrivo quella letterina a me e ai creativi. A “tutti” i creativi. A quelli che, quando comprano un pandoro, sanno che dovranno pagarlo con ciò che uscirà dalla loro mente. Quelli, insomma, che creano cose che prima non c’erano.

Sono tantissimi. Più di quanti pensiate. Operativi nei più differenti settori della comunicazione, degli eventi, della scrittura, dell’immagine, dello spettacolo, del web, delle arti, della “creatività applicata” o realizzata a fini commerciali. E per questo dubbiosi sul reale valore del proprio lavoro.

Cosa chiedo? Di uscire dalle job description, dai distinguo, dal fumus egotico, e di volervi solo un po’ più di bene. Per cui, vi prego, evitate per una volta di dire “io sono questo”, “faccio quest’altro”. Io sono meno figo, non sono come loro, sono più figo di te. Perché i tuoi problemi sono gli stessi di quelli di tanti altri.

Imparate ad apprezzare ciò che fate, a prescindere. Piantatela di essere rassegnati (del tipo “…tanto non ci ascolta nessuno…”) e uscite dalla “sindrome della zoccola” solo perché qualcuno vi paga per ciò che fate.

Tutti i Tiziano sono stati dipinti su incarico, cosi come, allo stesso modo, sono stati prodotti secoli di letteratura. Anche gli encausti di Pompei sono stati realizzati da creativi, anonimi e prezzolati. Eppure, non potete negarlo, sono una gran bella espressione del proprio tempo.

Quindi, fate pace con voi stessi e iniziate a pensare plurale. Perché se voi non esistesse, il mondo sarebbe diverso. Forse migliore, ma sicuramente diverso.

Da questo anno proviamo a pensare che le cose si possono cambiare.

Che possiamo modificare regole che non valorizzano il nostro lavoro.

Che possiamo difendere le idee, sulle quali non esiste nessuna forma di protezione giuridica. Ampliare le applicazioni del diritto d’autore. Ottenere tutele per chi inizia ora questo percorso, o per chi è costretto a terminarlo anzitempo.

Credere che l’Italia possa tornare a investire in cultura, ricerca e creatività. Che si possano dare voce alle culture giovanili, che parlano il nostro stesso linguaggio, alla sperimentazione, alla promozione di idee e di visioni. Anche quelle diverse dalle nostre. E per questo capaci di farci crescere.

Nel 2013 possiamo fare un sacco di cose. Ma solo cambiando punto di vista. Per cambiare il nostro mondo può bastare poco. Anche partire da un piccolo “Sì”.

Buon 2013.

A.A.”

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About Donald Draper

Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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69 Responses to Benvenuto 2013. Letterina ai creativi di Alfredo Accatino.

  1. Benni Priolisi says:

    Sì.

  2. Frank Stahlberg says:

    D’accordo con il “Sì.” di Benni, ma le mille circostanze cautamente suggeriscono un successivo “Però”.

  3. Adso says:

    Prima di dire però, proviamoci.

  4. Laura Grazioli says:

    Certo che sì, sempre che io possa continuare a fare questo lavoro.

  5. Oscar Prudente says:

    Accatino, se mi porti come esempio i Tiziano e gli encausti di Pompei, permettimi ma vuol dire che non hai capito una sverza. Bello e forse persino facile essere creativi quando non si hanno i paletti di un brief. Meno bello quando non si capisce la differenza tra arte (che non è pubblicità) e pubbllicità (che quasi mai è arte). Detto ciò, il primo passo per cambiare le cose sarebbe proprio capire che non siamo artisti, e che sarebbe meglio che qualcuno iniziasse a scendere dal palcoscenico per rimboccarsi sanamente le maniche e ripartire con un po’ più realismo e meno protagonismo. Conosco purtroppo molti più casi di “sindrome da primadonna” che casi di “sindrome da zoccola”, e devo dire che quest’ultima fa molti danni in meno.

    • Benni Priolisi says:

      Oscar Prudente,
      è all’interno dei “paletti di un brief” che deve venir fuori la creatività: questo è il vero challenge.
      Sul fatto che non siamo artisti, d’accordo: siamo autori.
      Benni

  6. Un creativo che non cambia il suo modo di pensare, che creativo è? Ecco cosa ci aspetta per il 2013. Tu sai cambiare il piombo in oro? Se la risposta è si, allora sei creativo, lo sei senz’altro ;)

  7. Un tipo mediocre says:

    Non guardate me, faccio questo lavoro solo perché piace alle ragazze.

  8. Concetta says:

    Ebbene dico si…spero che questo 2013 mi porti fortuna..
    Concetta..

  9. acqua tiepida says:

    Non è acqua calda, ma abbastanza tiepida sì

  10. Anonymous says:

    ma i creativi quando non riescono a essere veri creativi si mettono a fare i giornalisti???

    • Rob says:

      Di solito i copy falliti si mettono a fare gli autori televisivi; gli art falliti invece si danno alla fotografia.

      • Anonymous says:

        I copy falliti si mettono a fare gli autori televisivi… ma lo sai cosa prende un autore televisivo pirla?

  11. Chiacchere e distintivo says:

    Ma Accattino a parte fare il direttore creativo degli eventi di Filmmaster ( che non è che richieda chissà che mente ), cosa ha fatto e cosa fa di creativo? Ok, ha fatto la letterina sui diritti d’autore…risultato? A parte il barbone e quell’aria da Renzo Rosso, perché dovrei pensare che sia un creativo, ma dove ????

    • Uno che passa says:

      Comincia a scrivere chiacchiere correttamente e ti leveró il distintivo di ignorante. Quello di imbecille non te lo toglie nessuno.

      • ming! says:

        Ma guarda tu questo qua. Entra a fare la maestrina e a insultare la gente perché, a suo dire, scrive male… e poi mi canna l’accento sulla “o”. Bella figura di merda.

  12. Frank Stahlberg says:

    Caro Donald Draper,
    non che voglia difendere Accatino (che conosco da un bel po’ di anni, era un copy e una bella testa) da un deficiente anonimo o me stesso da un idiota – anonimo anche lui – che mi considera una pippa, ma comincio a dare ragione a Pasquale Diaferia quando definisce questo blog una fogna; chi accetta i commenti da chi non ha il coraggio di firmarsi si mette allo stesso infimo livello.

    • Malizioso says:

      Frank, non prendertela. Non ti conosce e avrà pensato che tu abbia usato come nick il nome di un altro personaggio della serie “Mad Men”.

    • Adso says:

      caro frank, ti chiedo scusa per le presunzione. il fatto è che hai buttato lì un mezzo commento polemico che a nulla porta. in perfetto stile fogna di bad avenue. proprio da una persona di esperienza mi aspetterei maggiore approfondimento specie perché tu sei ormai un “arrivato” …grazie a logiche che non appartengono all’età d’oro della pubblicità. non penso di avere tutto questo torto.

    • Les matins des magiciens says:

      Aver sentito dare della pippa a Frank Stahlberg è una delle più grosse enormità che io abbia letto qui dentro. Ma Adso deve essere giovane e non sa.

      Detto questo, Frank, per favore, non ti accodare agli starnazzamenti sull’anonimato che ammorbano questo posto da lungo tempo.

      Internet è un posto libero dove ognuno si firma come vuole, questo succede qui e sul sito del Corriere della Sera e ovunque. Ciò che importa, permettimi, sono le idee, come è sempre stato nella nostra vita. Non come uno si firma. Capisco il dispiacere di essere apostrofati in un modo becero ma questo è: il padrone di casa ha messo delle regole e quelle rimangono, ci piacciano o no.

      Noi, invece, abbiamo sempre una birra pending.

      • Frank Stahlberg says:

        Grazie per il generoso soccorso, Mattino dei Maghi.
        Non comprendere la regola che a un qualsiasi Adso (che potrebbe essere il Cd di Dro5ba come il sostituto magazziniere di DomenicaIn) permette di sputare “sentenze” non significa accodarsi a starnazzamenti (sei proprio sicuro che sono loro ad ammorbare questo posto?).
        Vigliaccheria rulez in the reign of Donald Draper.
        Riguardo la birra sospesa, credo tu sappi – e te l’ho scritto iersera da un’altra parte – che preferisco il Sauvignon friulano: Gravner, se possibile.

        @ “Adso” Quale sarebbe il commento mezzo polemico, buttato lì?

      • Les matins des magiciens says:

        Diciamo che gli starnazzamenti antianonimi ammorbano tanto quanto gli starnazzamenti stupidi. L’abilità sta nel saper cogliere i non rari fiorellini che spuntano qua e là, anche anonimamente.

        E comunque, anche se hai sbagliato mattino, vada per il Sauvignon: l’unico vino bianco che sopporto.

      • Les matins des magiciens says:

        Ah, Frank. Citazione vista: perfetta.

      • Perfettino says:

        Gravner fa ribolla gialla però.

      • Frank Stahlberg says:

        Perfettino, nomen omen.
        Neanche un mese fa, all’enoteca il Goccio (Roma), ho bevuto il Breg, che non è un Sauvignon in purezza ma c’è anche un po’ di Chardonnay e – mi pare – del Riesling…

    • Adso says:

      ““Adso”, nel mio piccolissimo ci provo da qualche decennio, ma vado a sbattere contro dei Però a ogni passo.”

      quello che sfianca è che sono sempre gli altri il problema, mai noi. sono i clienti, i dc, gli account, il sistema, l’italia. invece quello che vedo è tanta lagna e poca autoanalisi. per questo dico che prima di andare a smontare l’intervento di accatino (smontare è facile e permette a ognuno di noi di fare sfoggio della propria abilità retorica riavvitandosi nell’autoreferenzialità comune al settore).
      ed è per questo che ho usato il termine pippa. mi spiace tu l’abbia visto riferito solo a te (!) quando in realtà è un modo di pensare che accomuna tutti noi.
      “noi” siamo perfetti, è il resto del mondo che è sbagliato.
      solo che il mondo è questo. cambiamolo dall’interno o continueremo a dispiacerci per l’ennesimo però.

      • Anonymous says:

        “Adso”, mandami la tua mail privata – possibilmente adso@… (per me non ha importanza che ruolo hai nel meraviglioso mondo dell’advertising) – all’indirizzo che trovi sul mio profilo Fb; ti elencherò un po’ di Però che hanno condizionato la mia vita professionale ma non credo interessino la platea di questo blog.
        Non so se ti risponderò oggi stesso perché domattina mi alzo alle tre e mezzo per andare per qualche giorno in Germania.

  13. b1346173@rmqkr.net says:

    L’unico creativo è quello che ha inventato l’esistenza dei creativi. Gli altri sono solo spacciatori.

  14. PAgur@155 says:

    eseguite al meglio i vostri “incarichi” senza pensare o sentirvi dei “Tiziano”

  15. maVAff says:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Creatività

    preso da wikipedia:
    “L’atto del creare è stato a lungo percepito come attributo esclusivo della divinità: Catullo, Dante, Leonardo, infatti, non avrebbero mai definito se stessi dei creativi. Propri dell’uomo erano invenzione, genio e, dal 1700, progresso e innovazione. La parola creatività entra nel lessico italiano solo negli anni cinquanta.”

    Catullo, Dante e Leonardo, non avrebbero mai definito se stessi dei creativi ? Allora smettetela anche voi per favore…

  16. mariella sormani says:

    Cari creativi, intellettuali, all’inizio del 2013 e al di là dei buoni propositi creativi, si intende, spiegatemi:
    - la pancia che ride,
    - la rediviva Tamara, nonnina – ora mamma in carne – di Ace,
    - di Ferrarelle se ne è parlato già molto, ma riparliamone,
    solo per citare alcuni esempi di grande intellettualità/creatività.

    Se questi sono i frutti , non girateci intorno. Riconoscete che fate un onesto lavoro, a volte sottopagato, sul quale il cliente accetta di investire, ma la creatività è un’altra cosa.

    • Dudley says:

      Mariella acidella: se una campagna vende, per brutta che sembri a un’addetta ai lavori, significa che funziona. Allora inutile fare gli splendidi e cercare la bellezza nella funzionalità perché, come già ricordato prima, la pubblicità non è arte: è “roba che fa vendere”. Se poi è anche bella, tanto meglio.
      A conferma di questa frenesia autoreferenziale (la stessa che ha prodottoi famosi fake dell’adci…), proprio pochi giorni fa, in agenzia è arrivata la richiesta dalle alte sfere di “costruire delle campagne a misura di Cannes” da proporre al cliente per un’uscita “one shot”, giusto per poter iscrivere “qualcosa di bello” al festival.
      Patetico. Poi ci si lamenta che il settore va male…

      • Body says:

        Creativi che si lamentano perché gli si dà la chance di fare del grande lavoro e vincere a Cannes. Ecco dove siamo finiti.

      • azz says:

        Body, mi sa che non hai capito un benemerito cazzo.
        Anche a noi hanno detto “fottetevene del brief, facciamo un mezzo fake da presentare al cliente, fanculo tutto tranne la bella forma, se ci va bene lo iscriviamo a cannes”.
        Ti pare che un semifake imbellettato sia un “grande lavoro”? Ti pare che questa politica faccia bene alla pubbllicità? Che figura facciamo con i clienti? Poi ci lamentiamo di quanto di merda vada il settore…
        Mi sa che sei il solito cliente sputasentenze, vero?

      • Mind says:

        no ha ragione body.
        azz fai schifo. oppure sei una pippa.

  17. mariella sormani says:

    Caro Dudley, è da sempre riconosciuto il fatto che se una campagna vende significa che funziona ed è proprio per questo che le ho definite un onesto lavoro. Ma credo che la tua risposta si allontani dal tema posto dall’argomento del blog e cioé “creatività/intellettualità” che tanto vi affligge e sul quale vi spremete le meningi.
    Del resto il consumatore, destinatario dei messaggi, poco se ne cale della creatività. Se non fa zapping nel momento della messa in onda dei flag, apprende delle novità nel campo dei prodotti e gli eventuali vantaggi che ne derivano dall’utilizzo.

    • Dudley says:

      Il mio post è lontano dal tema quanto il tuo.
      Almeno finché associ l’intellettualità alla bella forma. Intellettualità può anche voler dire saper riconoscere professionalmente che la nonnina di Ace è vincente per quel target. Oppure pensi che non si possa essere intellettuali senza forme desaturate e autocompiacimenti gratuiti?
      Il resto, permettimi, ma ha solo un sottile odorino di polemica, e qui ce n’è già a sufficienza.

    • copy disilluso says:

      concordo con la sormani… se una pubblicità è estetica (fake è il trend) e non fa vendere, prova a fare l’artista o lo pseudoesteta. la pubblicità DEVE FAR VENDERE fine. niente pippe, niente intellettualismi. il pubblico è il vero giudice, che possa piacere o meno.

      • DR says:

        La pubblicita’ deve far conoscere e ricordare (positivamente) un prodotto. Non farlo vendere. La vendita e’ una conseguenza della pubblicita’, non l’obbiettivo.

        Quelli che sono pagati per far vendere un prodotto sono i commessi.

      • DR says:

        PS: poi son d’accordo che i fake non servono a un cazzo. Poiche’ senza diffusione non ha senso chiamarla pubblicita’.

  18. mariella sormani says:

    Caro Dudley, certo che la nonnina di Ace è vincente per il target, lo è dal 1968 quando fu “creata” dalla Grey, riuscendo per decenni a fare di Ace il leader di mercato. Ma, quanta creatività c’è voluta per riproporla, seppur ringiovanendola?
    Nion ritengo che questi miei post siano polemici. Perché quando si cerca di chiarire un concetto si viene accusati di sottile polemica?
    Con “desaturate” intendevi dire svuotate?

  19. Adso says:

    è che i creativi si credono geni, quindi buona la prima, la prima fa schifo, i creativi diventano pigri perché tanto non mi capiscono e gli account sono un’armata di passacarte che se tornano con una campagna invenduta non importa e il cliente in fondo è insoddisfatto -non ha capito che la campagna era potenzialmente buona- così dà dei consigli e l’agenzia si sente colpevole e tramite il passacarte accetta ogni feedback anche ridicolo e nessuno più combatte perché in fondo la guerra fa parte del passato. siamo mosci, questo è il punto. ci crediamo arrivati. accatino ha ragione. tiriamo fuori le palle. combattiamo con l’account, il dc, il planner, combattiamo.

  20. Adso says:

    p.s.: la pubblicità è provocazione culturale. Provoca e produce cultura. di conseguenza vende. il resto è marketing.

  21. Creativi italiani??? says:

    Ovvio che ci sono ottimi creativi italiani: Abbado, Renzo Piano, Fellini, Benigni, Celentano, Vasco Rossi, Pirella, Barbella. Il problema è che non ho capito chi cazzo siete voi???

  22. Anonymous says:

    effettivamente piuttosto zuccherina. e si sa che il troppo zucchero fa male e rischia di ingrassare la mente. purtroppo penso che sia finito il tempo dei buoni propositi. non si tratta di singoli individui che badano al proprio ego o, come si dice, non sono in grado di guardare più in la del proprio naso. Si tratta piuttosto di darsi delle regole. non fronteggiarsi slealmente con fee ridicoli, non dire sempre di SI a tutto e soprattutto imporsi come produttori di cultura. costringere i clienti a badare alla qualità e non sono ai soldi (ben sapendo che ad oggi ci sarà sicuramente un’altra agenzia disposta ad incularti offrendo le stesse cose a metà prezzo). Siamo al mercato e non al museo purtroppo.

    • The wrong side of forty says:

      Una dj della costa occidentale degli Stati Uniti di nome Shakti Bliss ha pubblicato sulla
      sua pagina Facebook un aggiornamento di status piuttosto interessante: “Nelle ultime 24 ore ho fatto yoga nella vasca da bagno, trascinato mobili da sola sotto la pioggia e ricevuto saggi consigli sugli uomini da una undicenne. Un barbone mi ha rubato un pacco di abiti usati dalla macchina. Mi sono inchinata in una sala piena di gente che mi applaudiva e ho visto due dei miei uomini preferiti ballare un lento insieme al suono di una canzone di Josephine Baker”. Ho idea che voi Bilance vivrete giornate simili la prossima settimana. Siete pronte a raccogliere più stimoli del solito?

      (L’anno prossimo, invece della letterina di Alfred, l’oroscopo annuale di Rob? http://www.internazionale.it/oroscopo)

  23. von Hayek says:

    Scusate, qualcuno sa dove è finito Donald?
    Gli ho mandato una mail ma non ho ancora avuto risposta.

  24. Anonymous says:

    Per quanto mi riguarda VonH ti seguo sempre con interesse . cia

  25. jacopo says:

    Behh io ho appena lasciato un commento sul mio Blog con link a questo post… anche per ringranziare pubblicamente i visitatori del blog… grazie ragazzi!

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