male grazie 23: capre! capre! capre!

avete mai sentito parlare di “incaprettamento”?

 

è un geniale sistema di legatura praticato dalla mafia

che riportando sul collo della vittima il cappio della fune che blocca mani e piedi

provoca in pratica l’autosoffocamento dell’incaprettato

 

più si muove per liberarsi

più stringe il cappio

fino all’immancabile esito finale

 

il sistema che hanno scelto le grandi agenzie italiane per sopravvivere

le sta portando fatalmente all’estinzione

cercare di salvarsi eliminando i costi (e il talento) dei bravi creativi

è una scelta brevimirante ed autodistruttiva

ci vuol tanto a capirlo?

 

una volta quando un cliente sceglieva la mccann ci trovava marco carnevale

o se sceglieva la pirella ci trovava mauro manieri e francesco taddeucci

adesso non solo questo talento non lo trovi più lì

ma lo trovi ovviamente autogestito fuori di lì

e magari costa molto meno

 

ora perchè un cliente dovrebbe scegliere un lavoro peggiore pagandolo di più?

capre! capre! capre!

 

giovanni pagano

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21 Responses to male grazie 23: capre! capre! capre!

  1. Adso says:

    sono d’accordo in parte. tanti dc storici non sono stati in grado di innovare secondo quanto richiesto dal mondo oggi. i management brancolano nel buio, non sanno in che direzione andare. In più non solo non si fidano (per ignoranza, per una smania anacronistica di mantenere il controllo dettata dall’ignoranza stessa) ma fanno anche fatica a trovare menti fresche e volenterose nonché adatte al “nuovo mondo”. Detto questo il talento, quello vero, c’è. Ma ce n’è poco e c’è poca voglia dei talenti stessi di mettersi in gioco proprio perché tanto non porta a niente: poca cultura digital/integrata, poca libertà di azione, pochi soldi, pochi clienti che ci vedono come consulenti quindi poco spazio -nei grandi network- per i meritevoli. è un problema che rispecchia il paese stesso, proprio perché il nostro settore sarebbe quello più dinamico e che quindi meglio e più immediatamente rispecchia il zeitgeist.

  2. TheBannerafterthepostisHuge_try_horizontal says:

    Scusa Giovanni ma tu stai parlando di una generazione di DC passata. Non più al passo con i tempi e con clienti che invece hanno rinnovato i loro DM e know how. Il fiume di soldi per cui qualsiasi cosa facevi andava bene e poi a Cannes è finito. Fortunatamente. Adesso vediamo con questi quattro soldi chi sa e ha voglia di fare veramente qualcosa.

  3. Anonymous says:

    io questo quando scrive non lo capisco. non cosa scrive, ma il motivo perché lo fa.

  4. Ciclope says:

    non concordo. Ai clienti non importa nulla di chi sia il dc di questa o quella agenzia. Vogliono la sigla roboante che li fa sentire fighi, e vogliono pagarla una miseria: questo li fa sentire ancora più fighi. Parliamo di gente che confonde lo sterco con la Sacher, figurati se fa differenza tra una campagna di Taddeucci e una di Pomilio Blumm (sempre ammettendo che la gente, il consumatore finale, questa differenza la percepisca, la voglia).
    Un ottimistico saluto a tutti.

  5. Dal mio punto di vista il problema non è il mondo della pubblicità, ma in generale il declino della società italiana. Se alla clinica Santa Rita tagliavano a pezzi la gente sana per i soldi che quegli interventi non necessari fruttavano non vedo perché scandalizzarsi per ciò che avviene nelle grandi sigle dell’adv. È una società marcia, in cui ignoranza e pompini hanno sconfitto creatività e saper fare. D’altronde, se i grandi creativi del tempo che fu fossero anche stati persone con i coglioni a 360°, persone extra-ordinarie al di là del proprio ambito e avendo coscienza del proprio ruolo culturale, avrebbero alzato la voce all’inizio di quel percorso di degrado che ci ha fatto giungere fin qui, arginandolo. Ma in Italia è vietato fare squadra per qualcosa che non siano soldi e vanità.
    Se hanno preferito essere cool e andare a Cannes a fare i fighi adesso che la frittata è fatta ‘ngul a màmete….

  6. Benni Priolisi says:

    Ma di che parliamo?
    L’unica vera e grande colpa è dei mezzi – anni ottanta -, quando è nato lo stariffamento, l’hanno creato, con la conseguente scesa in campo (!) dei ‘centri media’. Lì è morta la ‘Agenzia di Pubblicità’.
    È ovvio che le grandi – e non solo le grandi -, dovendo sottostare a quel treno perso, hanno dovuto omologarsi al ‘sistema’ (UPA ne sa qualcosa?).
    Ma vi rendete conto che ancora oggi non abbiamo ancora riconoscimento giuridico della professione?
    Ma di che parliamo?

    ps: scusate il piccolo sfogo di provincia

  7. Ma di che parliamo? says:

    La realtà oggi è questa:

    http://www.cinquee.it/servizis/category/pubblicit%C3%A0

    fatevene una ragione.

    • Armando says:

      @madicosaparliamo: Se tu fossi più attento capiresti che non sono annunci veri. Buona battuta, comunque.

      • KillingPenelope says:

        Sono andata nel sito in questione e mi sembra reale.
        La gente offre di tutto, non solo consulenza in comunicazione, a sole 5 euro.
        E’ il sito più deprimente che abbia mai visto.

  8. Anonymous says:

    Più deprimente di quello dell’ADCI?

  9. Spiegatemi una cosa says:

    Spiegatemi una cosa: se loro lo fanno a 5euro http://www.cinquee.it/servizis/category/pubblicit%C3%A0, perchè voi non lo fate a 4 euro?
    Tanto prima o poi arriveranno i cinesi a farlo per 5 centesimi.

    • Anonymous says:

      Già uno che lo chiama “slogan”…: si meriterebbe non 5 euro ma 5 centesimi.

  10. Spiegatemi un'altra cosa says:

    Spiegatemi un’altra cosa: pensate veramente che sia così difficile, oggi, per un comune mortale smanettone fare le stesse cose che voi nella vostra agenzia fighetta\sfighetta chiamate “lavoro da creativo”?

    • Calboni says:

      “92 minuti di applausi”

      • Fulmine says:

        Assolutamente No anzi. Basta vedere il lavoro in giro per capirlo, ormai precipitato sotto zero.
        I clienti lo hanno capito e visto da almeno 5 anni. Le agenzie oggi sono un costo assolutamente inutile visto il lavoro prodotto.

      • Digital says:

        Mi associo

    • Tizio says:

      La colpa e’ di tutti.
      Dei clienti. Le piu’ grandi aziende italiane erano e sono a conduzione familiare. Ossia e’ mia e decido io perche’ quello che penso io e meglio di come pensate voi perche’ questa e’ casa mia.

      Quindi il Cliente che non si dissocia di un millimetro rispetto a “quello che vuole lui” puo’ benissimo farsi due conti e capire che meglio andare da quello che paga di meno per ottenere lo stesso risultato.

      La colpa e’ delle agenzie. Perche’ si sono rassegnate a fare “quello che vogliono loro” per paura di perdere budget ovviamente sempre piu’ esigui per quanto detto prima.

      Ormai tutti possono fare tutto (quello che vogliono i clienti). La differenza sta nel prezzo. E la guerra al ribasso ce la mette nel culo a tutti.

      La soluzione e’ il coraggio di fare qualcosa di veramente buono, non per il padre padrone ma per il brand, e avere il coraggio di non abassare la testa. E i clienti aver il coraggio di rischiare.
      Poi quando vedranno che tutti parleranno del loro shampoo solo perche’ hanno fatto una campagna diversa da quelle degli ultimi 70 anni. Forse il meccanismo comincera’ a girare.

      Utopia. perche’ siam tutti palle moscie, soprattutto in questo specifico periodo e in questo specifico paese, dove una mignotta guadagna 12 mila euro al mese per scaldare una sedia.
      In poche parole dovremmo creare agenzie “5 stelle” come il partito di Grillo (non parlo della ideologia, ma della dinamica di nascita spontanea con regole sane, senza truffaldinerie varie). Forse qualcosa cambiera’. Tra 20 anni.

      • Caio says:

        Fare qualcosa di veramente buono per il brand? Affanculo il brand. Fare qualcosa di veramente buono per noi. Riappropriarci di diritti minimi che ci sono stati tolti. Se no nisba, incrociare le braccia. Fare finta di lavorare. Produrre cose orribili appena si può. Forza e avanti tutta.

    • non Droga says:

      Un layout con un titolo no, uno story da far girare a una cdp no, una campagna che nonostante un budget risicato riesca ad avere degli effetti visibili anche all’interno dell’azienda si, è impossibile.

  11. Insapp says:

    Tutto molto vero.

    Trovato ieri su facebook e mi piace condividere:
    “Invitate a cena il vostro cliente. Portatelo da Mc Donald’s. E quando farà la faccia delusa, spiegate che in questo modo si taglia sui tempi e sui costi, come piace a lui. Magari è la volta buona che capisce.”
    La colpa quindi è sempre a monte.

    (A corollario del giustissimo post preciso però che nel caso di Ted e Albanese sono stati loro ad andarsene dalla Pirella a giugno scorso, anche se la sostanza non cambia.)

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