Lettere a Donald Draper: “Lettera di una giovane creativa qualunque a un direttore creativo qualunque”. di F.R.

Ricevo e pubblico volentieri.

“Ciao direttore creativo,

è passato un mese dal nostro incontro e ti scrivo per sapere se hai qualche aggiornamento da darmi..

Purtroppo è quasi un anno che aspetto risposte che non arrivano e sinceramente, sto cominciando a perdere fiducia, in tutto quello che ho fatto e in quello che potrò fare.

Mi rendo conto che non è molto professionale dire una cosa del genere ma io sono fatta così e non lo nascondo. E non dovrebbe nasconderla nessuno dei tanti che la provano, questa sensazione… questo senso di frustrazione che accompagna i nostri risvegli e si insinua nei nostri sogni… questo sentirsi inutili, non abbastanza bravi… falliti che hanno sprecato il loro tempo, i soldi dei propri genitori e scelto di percorrere la strada sbagliata.

Mi domando come sia possibile a 25 anni, sentirsi dei falliti, quando è trascorso solo un anno dalla laurea, quando finora ti hanno fatto credere che da quel momento sarà l’inizio di tutto, quando ti diranno che sarai argilla da plasmare nelle mani di qualcun altro, e ti esalti e non vedi l’ora perché è un qualcuno che stimi anche senza conoscere, perché quel qualcuno non è chi ti assumerà ma la possibilità stessa che qualcuno lo faccia e che quando sei ancora tra i banchi… lo dai quasi per scontato.

Questa sensazione si nasconde tra i denti ad ogni colloquio, quando ogni volta che cerco di sorridere mi esce una smorfia a metà tra il “cerchiamo di apparire brillanti e fiduciosi, entusiasti di quello che si è scelto di fare e, cosa ancora più difficile, Bravi” e il “tanto sarà l’ennesimo colloquio andato bene, nell’ennesima agenzia da cui non ti richiameranno… perché non hanno più tempo di far diventare bravo qualcuno, ne vogliono qualcuno che sappia già fare tutto, ma senza senza saperlo, di essere bravo, così da non doverlo pagare più di 300€ al mese”.

Mi rendo conto che questa negatività e questa rassegnazione stanno pregiudicando la mia vita e la stanno cambiando.

Mi stanno cambiando.

E non riesco a tornare indietro perché l’unica cosa da fare è andare avanti e cercare altre strade, e altri lavori.

Finora non l’ho fatto per il semplice fatto che cominciare a far Altro sia la conferma di quel fallimento nonostante cerchi di convincermi che la fallita non sono Io, non siamo noi Giovani disoccupati, ma siete Voi che vi siete ridotti a non poterci assumere.

Peccato che basterebbe capire che noi e voi siamo la stessa cosa, la stessa unica possibilità di risollevare questo Paese,

Paese che forse si sente come me, un blocco d’argilla che si fa massacrare in attesa che gli venga data quella forma che gli permetterà di adempiere a uno scopo.

Cercando di conservare un pò di me stessa nell’attendere una qualche risposta, la saluto cordialmente”.

F.R.

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About Donald Draper

Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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113 Responses to Lettere a Donald Draper: “Lettera di una giovane creativa qualunque a un direttore creativo qualunque”. di F.R.

  1. Anonymous says:

    ma guarda un po’. Ho venticinque anni, dai ventuno ai ventiquattro sono stato un copywriter in una agenzia “importante” e adesso mi ritrovo in questa lettera. L ‘unica differenza tra me e la mia coetanea è che io ho già scelto di cambiare strada, e spero per lei che abbia la voglia e la possibilità di fare altrettanto. Faccio medicina, sarò un “fallito” per almeno altri sei anni ma caspita se sono contento della mia scelta. E fanculo al vostro ambiente di falsi successi. Se vogliamo aprire un dibattito in tal senso, per carità chiudete subito i vari IED accademie e cazzate varie. Come mia coetanea sento di aver sprecato quegli anni e i soldi dei miei genitori, mentre i miei compagni del liceo si formavano in ingegneria, giurisprudenza, medicina e varie. E io, invece, volevo fare il pubblicitario. Cordialmente.

  2. Es says:

    O cambi strada o cambi paese. Se cambi paese una volta imparata la lingua max 1 anno puoi fare la pubblicitaria. Tu hai un’arma che loro non hanno: sei ancora giovane. Ricordatelo!

  3. Pierluigi Barbieri says:

    Hai 25 anni, sei ancora in tempo a cambiare, per troppo tempo si è data importanza a questo settore senza vedere che siamo in Italia e quando il sistema è crollato, tutto il nostro mondo è crollato. Adesso, tanto per vivere, tutti si buttano sul web, ma cosa succederà domani quando anche questo sarà superato? Sempre a correre dietro alla novità del momento?
    Cambiare a 25 anni si può.

  4. Simo says:

    Tu del primo commento, mi puoi scrivere in privato? Ti devo parlare. simonemascagni@gmail.com

  5. Cloppete says:

    Scusa FR ma pensi che un neolaureato in ingegneria del territorio, ingegneria civile, lettere e filosofia trovi più facilmente lavoro? I miei amici chi biologo, chi chimico dopo ANNI di studio si sono dovuti piegare al ramo della ricerca diventando schiavi di professori ottusi e classisti che dal mio punto di vista reputo peggio di tutti i direttori creativi cazzoni e spendaccioni che ho avuto. La vita è così, se siamo argilla dobbiamo trovare noi le forme più intelligenti per sopravvivere, per non farci abbattere, non lasciarci plasmare o peggio ancora massacrare da altri. Su su, sorriso per il prossimo colloquio e se non va questo sarà quello dopo.

  6. Fata Morgana says:

    Cara Venticinquenne,
    ho lavorato più di ventanni in pubblicità e, negli ultimi anni, ho assistito alla caduta degli dei e al decadimento del settore. Per fortuna ho deciso di cambiare strada prima di assistere anche all’estenzione della specie e, pensando ad alcuni manager che stanno gestendo diverse grosse e piccole agenzie, onestamente spero che ciò accada il più velocemente possibile per il bene di chi in futuro farà questo mestiere.
    Basandomi sulla mia esperienza posso solo affermarti con assoluta certezza che il tuo fallimento personale sarebbe insistere per restare in questo settore. Io adesso lavoro in un altro settore, dove non esiste l’ansia, la competizione, la rivalità, gli sguardi in cagnesco, i pettegolamenti e col senno del poi mi sto chiedendo perchè ho sopportato tutto questo per così tanto tempo.
    Nella vità c’è altro, e se decidi di lavorare sfruttata in un’agenzia del giorno d’oggi non avrai tempo per questo “altro” che, credimi, e la cosa più importante che poter dire “lavoro in pubblicità…….sfruttata e sottopagata per far ingrassare il conto in banca di manager incapaci di fare questo mestiere.”
    Ti faccio i miei migliori auguri per un sereno e soddisfacente 2013.

  7. avanti! says:

    Cara Fr
    Intanto anche io ti faccio gli auguri per il nuovo orientamento che hai già intrapreso.
    Hai 25 anni, sei giovanissima, puoi fare quello che vuoi della tua vita, andare all’estero come guardarti intorno qui e tentare strade nuove. Mi sembra che hai abbastanza coraggio e consapevolezza per riposizionarti nel modo che è più giusto per te, senza più essere succube delle cazzate dei professionisti in spillamento di soldi che hai incontrato finora. Anzi se casomai tu trovassi altra gente coraggiosa, magari tra i tuoi ex compagni di corso o di istituto, potreste anche organizzarvi una bella class action per recuperarvi un po’ di soldini che vi sono stati spillati da ‘sti spacciatori di fumo delle scuole private, a Milano sono molte le realtà che offrono assistenza legale gratuita per questo tipo di cose… Ancora auguri.

  8. inkazzato says:

    Certo che non ho mai sentito un settore pieno di gente depressa come questo. Svegliatevi gente, se siete bravi e volenterosi e con tanta voglia di imparare pensate veramente che freghi a qualcuno in questo settore? Questi cercano schiavi silenziosi e senza coglioni.
    La realtà è che questa è una casta, e quelli che sono dentro non hanno nessun interesse a far entrare gente nuova con la quale spartire le briciole della torta. E non restateci male se ai colloqui vi dicono di no, perchè per molti di questi l’unico merito è quello di aver fatto un lavoro che nessuno prima voleva fare. L’unica cosa per la quale vale la pena restarci male invece è la consapevolezza che oggi in Italia venga ancora data la possibilità ad un cretino con la terza media di fare colloqui ai laureati.

  9. Funked says:

    Storia uguale alla mia, spero almeno tu sia di Milano o Roma e piu furba di me che per fare i colloqui ho preso aerei e treni perche’ credevo che quei soldi fossero un investimento… E invece ho 30 anni mi dicono che sono bravo ma mi hanno lasciato a casa, unica possibilità l’estero come cameriere, ovviamente.

  10. Che tristezza says:

    Io voglio fare i complimenti a fr per la maturità che c’è nelle sue parole. Poi volevo fare una precisazione, leggo spesso manager incapaci di qua, ceo incapaci di là, ma voglio dire a chiare lettere che lo spessore di tutti i direttori creativi di Milano, escluso qualche nome, non raggiunge più di 4 o 5 fogli A4 messi uno sul l’altro. Fr non farti passare mai per la mente di essere una fallita, questi sono una manica di lecca culo a catena, sono tutti incastrati come un trenino, con la lingua nel culo di quello davanti e nel culo la lingua di quello di dietro. Le capacità non c’entrano, fidati.

    • un dc qualsiasi says:

      Ok, tristezza, allora vediamo le cose da un punto di vista diverso.
      Incapaci perché?
      Perché hanno visto il tuo portfolio di fake, o di esercizietti di stile che quelle tre o quattro inutili scuole ti hanno fatto fare per non darti l’impressione di averti ciulato un sacco di soldi?
      Perché non hanno visto nel suddetto portfolio neanche una briciola di quel talento, di quell’impegno, di quella voglla di fare che supera anche solo di un nanogrammo la pura smania di fare “un lavoro di moda come la pubblicità”?
      Perché non se la sono sentita di dirti subito che i tempi non permettono assunzioni ma al massimo stage, di certo sottopagati, e non lo stipendio d’oro che sognavi tutto e subito?
      Perché hanno buttato via mezz’ora del loro tempo per vederti comunque, e magari ascoltare le tue lamentele e le tue pretese da piccolo fenomeno urbano?
      Credi forse che uscire dallo IED ti fornisca in automatico le capacità, la professionalità e magari anche quel briciolo di umiltà che servono a lavorare, e a farlo bene?
      Credi che lavorare in pubblicità sia agevolato dall’avere una laurea o una licenza di terza media? E che un’accademia qualsiasi sia un passaporto per un posto fisso? E ancor di più, credi di esere legittimato a lamentarti e a piagnucolare perché dopo un inutile corso non trovi lavoro?
      Guarda che buona parte dello schifo che pervade attualmente questo settore deriva proprio dalla supponenza e dalla smisurata presunzione di tanti, troppi fenomeni come te che pensano di essere dei mostri sacri dopo un’accademia qualunque o dopo solo un anno di gavetta.
      Stai pur certo che se sei bravo sul serio, (e quando dico “sul serio” lo dico con un parametro che, purtroppo per te, è un pelino più alto del tuo), non finisci certo a Londra a servire hamburger. Tutti gli altri restano schiavi, inkazzati o pseudolaureati ma sempre e comunque incapaci, buoni solo a criticare un settore che non li ha voluti per loro stesso demerito.
      Insultami pure, ora. Sono certo che non saprai fare altro. A quattr’occhi con i Dc che critichi non ne avrai certo avuto il coraggio.

      • anonimoemigrato says:

        Standing ovation!

      • Colon Irritato says:

        Caro “un dc qualsiasi” posso anche concordare in parte con quanto dici ma se ci credi veramente alle tue capacità e a quanto affermi perché non hai il coraggio di dire il tuo nome? Ti abbassi al livello di quanti, giovani e magari impauriti sprovveduti, si nascondono dietro a un alias? Io non sono nessuno perciò il mio nome non ha valore ma se tu sei un dc tanto bravo, ti prego dicci chi sei?

      • chetristezza says:

        caro dc qualsiasi, e qualsiasi credo sia proprio la parola giusta, ma chi cazzo ti credi d’essere? ma chi te l’ha detto chi sono, che scuole ho fatto, se non trovo lavoro? e se fossi un dc anch’io, per esempio? ma la volete smettere con la storia che se vali vai avanti? ma scilipoti vi dice niente? sallusti? e la minetti o il trota? cosa credete che la pubblicità sia un settore eletto e che vadano solo quelli bravi? ti assicuro che a me l’umiltà non serve, mi ci pulisco il culo con l’umiltà, non c’entra un beato cazzo l’umiltà caro uomo qualunque. e scommetto che non sei vicky gitto, nè giuseppe mazza, nè taddeucci. se foste i geni che credete di essere l’italia non sarebbe nel ranking mondiale tra il ghana e san marino. un’ultima cosa, complimenti per l’intelligenza e l’acume dell’ultima frase, quella che non avrei il coraggio di dire a chi mi deve assumere che è un incapace. con questa chiusura ti sarai sentito propri un brillantone, te ne sarai anche vantato coi tuoi amichetti al radetzky.

  11. inkazzato says:

    Ok non ci sono più soldi, non c’è più lavoro e il settore è allo sbando, questa è una verità accettabile, ma non continuate a dire che un elitè di geni, i DC, sono minacciati da un onta di incapaci e presuntuosi stagisti, questa è un’ enorme cazzata, io di geni finora non è ho ancora visti!

    • un dc qualsiasi says:

      Il tuo inutile reply conferma quanto ho scritto. Se tu non fossi così inkazzato (e presuntuoso) magari avresti l’umiltà e la voglia di rileggere meglio e capiresti che non ho affatto parlato né di minaccia né tantomeno di élite di geni.
      Ah: per tua info, ho visto anche stagisti bravi che hanno fatto strada. Alcuni di loro sono anche diventati bravi DC.

    • poveri noi says:

      “non è ho ancora visti”
      Se questo è il livello culturale tuo e dei giovani come te, direi che c’è ben poco da lamentarsi, e ben tanto da vergognarsi.

      • oooo says:

        e’ una svista grammaticale stupido, concentrati sul concetto piuttosto
        Se questo è il livello di intelligenza tuo e dei vecchi come te, direi che c’è ben poco da lamentarsi, e ben tanto da vergognarsi.

      • poveri noi says:

        Certo, certo: svista grammaticale. I presuntuosi, l’ignoranza la chiamano sempre così.
        E qualcuno trova persino il coraggio di replicare.

  12. andrea bertotti says:

    Cara amica, il brief che ti ha passato la vita contiene due indicazioni generali e universali da cui derivano tutte le altre: 1) sopravvivi; 2) riproduciti. Il secondo punto, come avrai notato, viene dopo il primo. Istruzioni 2.0_ scambia il tuo lavoro con cibo e mangia solo quello che hai ottenuto dal tuo lavoro_ effettua gli scambi con produttori di cibi che ti fanno bene e che ti piacciono_se riesci in questo per un anno sarai certa di essere brava, meno giovane ma ancora viva.
    Fammi sapere e se passi da Torino hai un piatto garantito.
    andrea_bertotti@hotmail.com

  13. D.C. says:

    ciao FR,
    Io sono uno di quelli che li hanno assunti, alcuni dei tuoi colleghi di 25 anni.

    Dallo IED, Hdemia, NABA, PoliMI. Avevano dei portfoli che certi senior se li sognano, chiaramente hanno sfruttato le strutture e i docenti perché li aiutassero ad affinare il loro talento e a produrre del lavoro che, seppur scolastico, fosse credibile.

    Davano l’impressione che non si fossero seduti a fare i compitini sperando che grazie al diploma si materializzasse una coda di agenzie pronte a plasmarli come argilla.
    Hanno passato tanto tempo libero a fare ricerca e a condividerla con gli altri, hanno approfondito i programmi, realizzato piccoli progetti per amici e conoscenti, invece di caricare giga e giga di hipstamatic popolate di bimbiminkia col mojiito.

    Quanti erano? Pochi, ma oggi hanno tutti un lavoro. Gli altri dovevano essere gli stessi fenomeni che ha visto anche il dc qualsiasi.

    Sapevano già fare tutto? Quasi, se non altro si erano preparati seriamente per poterlo fare. Quelli che sono ancora con noi vengono regolarmente contattati dai nostri concorrenti. Per questo cerchiamo di creare un ambiente dove sia umanamente e professionalmente bello stare, e di pagarli sempre abbastanza perchè sia difficile offrirgli di più, a partire dallo stage.

    Quindi, il tuo futuro dipende da come l’hai preparato, le occasioni per chi ha i numeri non mancano. Se sei davvero brava forse hai solo bussato alle porte sbagliate.

    • un dc qualsiasi says:

      Sante parole. Fatene tesoro.

      • oooo says:

        La realta’ e’ anche che sei bravo quando costi 250 euro mentre diventi un deficiente bimbominkia presuntuoso quando dopo 6 mesi di sabati e domeniche, giustamente chiedi un aumento di 100 euro.
        Sante parole pure le mie .Fatene tesoro.

      • un dc qualsiasi says:

        ooo, non per deluderti, ma le tue non sono affatto parole sante, ma solo fregnacce.
        Come già detto, se sei davvero bravo, non resti stagista a vita.
        Queste recriminazioni, al 99%, vengono da VERI bimbiminkia presuntuosi che sono stati assunti per sbaglio (o per dolo da altrettanti fenomeni).

    • Mah says:

      Quindi da voi li assumete a tempo indeterminato i bravi bimbi 25enni neolaureati?
      No perchè se stiamo parlando di pseudo progetti o partite iva/inculate tutta sta bella manfrina non vale niente… è difficile in questo momento che un concorrente riesca a fare una proposta economica migliore di pane e acqua, però questo non deve autorizzare chi serve pane e cipolle a rifilare paternali eh, perfavore.

      • dc says:

        a un primo ingresso no, ma con persone a cui teniamo e si sono dimostrate affidabili i primi contratti a progetto sono stati convertiti a tempo indeterminato. Nessun cachet da calciatore, i tempi sono difficili per tutti, ma sicuramente neanche pane e cipolla.

      • Mah 3 says:

        Se queste “persone a cui teniamo” sono 2 su 20 e pure con qualche rapporto di parentela con la gerarchia dirigenziale lo sai che non vale, vero?

      • poveri noi says:

        A trovarli, 2 stagisti davvero bravi su 20. Ci farei la firma.

      • Mah 4 says:

        A trovarli, 2 capi bravi su 20. Ci farei la firma.

    • Anonymous says:

      @oooo non dove tu stia. noi non siamo benefattori ma neanche scemi. Gli aumenti o i bonus li diamo quando ci rendiamo conto che una persona valida sta diventando appetibile sul mercato, per scoraggiare chi volesse portarcela via. Possibilmente prima che arrivi a chiederli con un’offerta in mano, nelle aziende sane funziona così.

      • Mah 2 says:

        Ah ecco.
        Quindi NON LI ASSUMETE a tempo indeterminato.
        Casomai quando diventano “appetibili” (che ipocrisia ma questi non erano già geni individuati in erba dall’occhio sapiente del capo?) li portate da 300 euro al mese a 600.
        Poi dopo due anni sono a progetto con, diciamo, 1500 al mese, 12 mensilità e le chiavi dell’agenzia sempre in tasca per quando serve fermarsi di notte.
        Eh ragazzi parliamo come mangiamo per favore.

      • dc says:

        mah 2, neanche lontanamente.
        ma nella tua agenzia, cosi per sapere, come organizzi o organizzeresti le cose?

      • poveri noi says:

        DC, ma sono domande da fare? Questo non sarà mai più che uno stagista o un cameriere londinese, cosa vuoi che ne sappia di come si gestisce un reparto creativo?

      • Mah 2 says:

        Nella mia agenzia parlerei di clima aggregante e retribuzioni adeguate solo se più della metà dei dipendenti fossero assunti a tempo indeterminato. La restante metà di collaboratori dovrebbero essere trarattati realmente da collaboratori, quindi: in ufficio solo qualche volta a settimana, niente rapporti gerarchici ma appunto di collaborazione, solo su progetti specifici (e non un cumulo di attività indistinte, le collaborazioni si pagano a cliente). Gli stagisti sarebbero 2 su 20 (e non la maggioranza del reparto creativo), veramente seguiti e retribuiti non meno di euro 800 mensili con buoni pasto.
        Ecco se ti rispecchi in questa situazione puoi parlare di “azienda sana”, altrimenti tacere.

    • allibita says:

      io ho 25 anni, faccio l’art director e come tutti ho iniziato con un lungo stage. Onestamente non capisco come i miei colleghi/coetanei riescano a tirar fuori certe cazzate. Primo, la gavetta l’han fatta tutti e in quasi ogni lavoro. Secondo, io ho la vostra età, mi sono fatta il culo dentro e fuori l’agenzia e dopo lo stage ho avuto un contratto e sono stata chiamata da altre agenzie. Penso che l’umiltá sia la cosa che fa la differenza e si, anche se è un periodo poco fortunato x il nostro lavoro lamentarvi con la spocchia di essere già “nati imparati” vi servirà ben poco. Tirate fuori i coglioni, la determinazione e la volontà. Non c’é direttore creativo che non la apprezzerebbe.

      • un dc qualsiasi says:

        Esatto, brava allibita. Spiegalo anche alla sorella di quel fenomeno da aperitivo là.

      • Verifichina says:

        Cara allibita, questo è esattamente il tipo di atteggiamento che ti porterà ad arrivare a 40 anni ed essere nella situazione di Morgana (con tutto il rispetto per lei che la condizione la vive).
        La determinazione e la volontà devono servire a te stessa e alla tua vita e non a farti “apprezzare” da un direttore creativo qualsiasi.
        Facciamo una verifichina: hai un contratto che ti tutela? Gli straordinari ti vengono pagati? E se tu domani rimanessi incinta saresti nelle condizioni di poterti sentire lavorativamente serena?
        Se manca solo un si alle domande di cui sopra il tuo entusiasmo è fuori luogo.

      • inkazzato says:

        Non c’è niente di peggio di uno schiavo che non si rende conto di essere tale. Lo schiavo al massimo diventerà il capo di altri schiavi.

  14. Vice DC says:

    Cara FR,
    la mia esperienza di vicedirettore creativo mi ha insegnato che:

    - il 90% di junior e stagisti passa il 99% del loro tempo in agenzia su Facebook.
    - Il restante 10% lo passa su Twitter.

    Ovviamente tale statistica vale anche per i senior, ma almeno loro un po’ di mazzo se lo sono già fatto in passato.

    Quindi, prima di criticare il sistema e i direttori creativi, perché non criticare il proprio fancazzismo?

    • alberti sordo says:

      cazzo che esperienza che ti sei fatto.Immagino che lavori solo tu quindi ?

    • Vice WC says:

      Bell’autoritratto. Complimenti.

    • alberti sordo says:

      ma critica il tuo qualunquismo da quattro soldi

    • GT says:

      Potrei concordare con la statistica ma una domanda mi sorge spontanea. Visto che il vostro problema è la produttività stroncata dal fancazzismo su FB e Twitter, perché non ne bloccate gli accessi via router? Inoltre perché non organizzate il tempo e le risorse in modo più razionale, imponendo tempi precisi, orari definiti e retribuzioni in base alla produzione?
      Ah già… Vi chiamate Agenzia non Azienda, quindi l’anarchia organizzativa non può essere toccata perché inscritta nel vostro status operandi…!
      Peccato che non vi rendete conto che vi basterebbe poco per produrre di più, guadagnare di più e (ap)pagare di più i vostri dipendenti… Ops.. Un’altra parola tabù?! Dovevo dire “collaboratori”?! Team di “creativi”?!
      Eppure le statistiche sembra che ce le abbiate fin troppo chiare… Ma quando aprite un’agenzia vi rendete conto che state aprendo un soggetto economico a tutti gli effetti e che dovete sottostare a determinate regole di business??? …incredibile!!!

    • allibita says:

      Verifichina: so benissimo che aria tira ma lamentarsi non serve a niente. Se uno vuole fare questo lavoro sa benissimo a cosa va incontro. Comunque il mio atteggiamento mi ha portato a partire verso un paese un po’ meno in crisi ma tutto grazie a un dc che conobbi quando iniziai in stage quasi per caso. Appunto rimango convinta che l’umiltá paga sempre. E mi ritrovo ad avere uno stipendio che qui non ha un senior. Mi sembra di aver risposto alle tue domande. Uno decide, o apre un fioraio o smette di lamentarsi e si tira sú le maniche.

      • Verifichina says:

        Molto bene per te che la retribuzione sia adegua ma hai risposto in parte alle mie domande: non dici nulla sulle tutele, taci sulla maternità.
        Chiaramente se questo sta bene a te, sta bene a tutti.
        L’importante è che tu sia consapevole fino in fondo che come prezzo da pagare è molto alto.
        Ma con il tuo “Chi fa questo lavoro sa benissimo a cosa va in contro” ne dubito.
        Chi fa questo lavoro dovrebbe avere diritti e doveri esattamente come gli altri.
        A volte le donne rinunciano a così tanto giusto per sentirsi dire BRAVA.

      • Anita says:

        Ci rivediamo tra 5 anni cara alibita? Quando avrai trovato finalmente l’uomo giusto e ti aprirai un negozio di fiori per poter stare di più con la famiglia? Già, non ci hai ancora detto come il tuo magnifico datore di lavoro sia riuscito a sorvolare il fatto che tu sia dotata di ovuli. Allora? Maternità, mutua e straordinari pagati? Dicci dove sta questa magnifica agenzia che qui siamo tutti molto bravi, umili e pronti a tirarci su le maniche.
        Scommetto che hai anche ricevuto il panettone per Natale…
        Tra l’altro io mi farei qualche scrupolo a definirmi Art director a 25 anni..sai sono troppo umile io. Ho 33 anni e ti assicuro che la gavetta non è ancora finita. Magari avessi i tuoi superpoteri!

    • Anita says:

      Caro Vice DC,
      la mia esperienza da lavoratrice precaria mi ha insegnato che:
      -il 90% di junior ha un contratto progetto 3+3 (mesi intendo) e il 99% degli stagisti non arriva ad avere un rimborso spese
      -Il restante 10% spera di non essere licenziato dal giorno alla notte
      Ovviamente i Senior, che “un po’ di mazzo se lo sono già fatti in passato”, sperano di arrivare sani alla pensione.
      A questa statistica vorrei aggiungere altri punti:
      -il 90% dei datori di lavoro non mettono in regola i loro dipendenti perchè è più comodo avere un riciclo continuo di lavoratori giovani e volenterosi pagati 2 noccioline al mese
      -il 90% dei datori di lavoro si sente in dovere di calpestare i diritti dei lavoratori facendoli lavorare più del dovuto senza pagare gli straordinari.
      Se credi di rientrare in quel 90%, mi farei un esamino di coscienza; forse è proprio grazie a quei “fancazzisti” che la tua agenzia va avanti. Cordiali saluti.

  15. un dc qualsiasi says:

    Ecco, tutto come previsto. Solo un paio d’ore per assistere a un gran “déja vu”.
    Chi non sa o non vuole lavorare finisce a fare il sindacalista, o a scrivere “padroni merdosi” sui muri.

    • Non ce la beviamo says:

      Capisci che esiste una certa consapevolezza di come vanno le cose e di come dovrebbero andare? Scusa se non siamo qui ad adorarti eminenza dc. Scusa se abbiamo delle pretese. Fattene una ragione.

      • un dc qualsiasi says:

        Magari aveste una minima consapevolezza della vita reale. Sarebbe già un bel primo passo per abbandonare quell’atteggiamento di spocchia che vi fa prendere la porta ad ogni colloquio. Non chiedo di essere adorato da nessuno, chiedo solo di evitare certe pretese da paese dei balocchi che vi siete create nella vostra mente di piccoli fenomeni da aperitivo.

      • Ahbbello says:

        Fenomeno da aperitivo glielo dici a tua sorella. Presto che e’ tardi e ci hai un piede nella fossa e ora di smetterla di spacciare la tua merda per cioccolata svizzera.

    • chetristezza says:

      ah ecco , cos’era… un berluschino. capito capito…

      • Anonymous says:

        Ma quanto rosichi, chetristezza?
        Se sei un fallito fattene una ragione, non è rosicando che ti farai una posizione.
        Almeno, diversa da quella “a pecora” nella quale ti trovi e sempre ti troverai.

  16. Fata Morgana says:

    Cara Venticinquenne,
    vedi, il clima che si respira leggendo questi post è solo un minimo di quello che si respira nelle agenzie.
    Sono tutti malati di protagonismo, amano fare le prime donne, cercano di difendere il loro piccolo orticello che produce nulla o quasi e per far ciò evitano di vivere una vita al di fuori delle 4 mura dell’agenzia.
    Stai alla larga, cambia strada ancora prima di cominciare, dammi retta o ti troverai anche tu a 40 e passa anni senza marito e senza figli solo perchè hai dedicato troppo del tuo tempo per lavorare sottopagata per gente malata di protagonismo.

  17. inkazzato says:

    @poveri noi, poveri noi di avere un commentatore come te

  18. GT says:

    Cara F.R. e cari “creativi” tutti, ti porto la mia esperienza da assoldato “dall’altra parte del campo” (come mi piace definire la mia posizione) e cioè da responsabile marketing e comunicazione di una multinazionale… Alias il nemico dei creativi… Alias il Cliente… Alias chi ti permette di esistere perché ci mette i soldi! Eppure, prima ero un “creativo” anche io… Anzi, peggio… ero un artista emergente, con mostre fotografiche all’attivo e discrete recensioni da annoverare. Cosa mi ha spinto a cambiare schieramento? Mi verrebbe da dire il sistema… La verità è che ho capito che la pubblicità non è, come pensavo, una forma d’arte.
    Qualcuno adesso contesterà e si strapperà i capelli ed è vero che alcune campagne sono dei capolavori. Il punto è che tutto il gioco è retto dai soldi dei committenti e se questi soldi non ci sono, come adesso, la giostra si ferma e si riduce alla banalità a cui assistiamo giorno dopo giorno.
    Il giocattolo si è rotto. Le agenzie sono troppe e i creativi pure di più e non è un caso che oggi si investa di più sul web… Costa un terzo o anche meno della stampa!!!
    Cara FR e creativi tutti, troppa gente per troppo tempo ha spacciato il vostro lavoro come se fosse una nuova religione che rende felici e ricchi con facilità. In più ormai si assiste ad un proliferare di “art director”, gente che a mala pena sa fare un layout e usare Photoshop e pensa di essere dio in terra. Un tempo questa gente si definiva “grafico” e lasciava fare l’art a gente che aveva studiato sul serio (aveva fatto l’Università…. Studiato Storia dell’Arte, Letteratura e Filosofia… Architettura… non lo IED…) e che magari non sapeva neanche accendere un pc (scusate… Voi usate il Mac!) e al massimo solo disegnare a mano libera!!!
    Comunque sia… l’illusione è durata finché ci sono stati i soldi per farla durare. Oggi le aziende non hanno più neanche i soldi per mantenere i propri uffici Marketing e Comunicazione e gentaccia come me è a rischio… Pensate che abbiano ancora soldi per le agenzie? A catena il tutto si ripercuote sui giovanissimi… Se fosse per me farei chiudere tutte quelle maledette scuole che continuano a sfornare palate di nuovi “creativi” sapendo che il sistema è scoppiato… Tu FR tieniti stretto quello che hai e non disperare se domani sarai di nuovo a sbattere la testa per arrivare a fine mese. Puoi stare tranquilla che è una cosa comune in tutti i settori ormai… anche al di qua della linea di confine. L’unica cosa, non seguire chi ti consiglia l’estero… Tranne che tu non voglia andare in Brasile o a Dubai, la situazione è tragica ovunque e il 2013 sarà un anno nero per la comunicazione a livello mondiale…

  19. Copy in crisi says:

    Parliamo anche di chi un lavoro in agenzia ce l’ha e LO ODIA: dover sorbirsi ogni giorno riunioni interminabili e inconcludenti, aver a che fare con persone insopportabili e false come Giuda, scrivere minchiate su minchiate a comando, essere trattati come un bambino mezzo deficiente…

    Per non parlare dell’angoscia di poter perdere il posto ogni fine del mese, dello stipendio infimo, delle garanzie e tutele quasi nulle, e soprattutto (dato che sicuramente presto o tardi come moltissimi altri ex colleghi il posto lo perderò) un copy in che cavolo di altro si ricicla?

    E non ditemi di lasciare il posto a giovani più bravi ed entusiasti: a parte un piccolo manipolo di egocentrici artistoidi scoppiati che vivono di fake e campagnette onanistiche fatte tra amici, chiunque faccia questo lavoro normalmente dopo qualche anno capisce che non ha NULLA a che fare con la creatività ma è solo un lavoro stupido, noioso e ripetitivo da impiegati di bassissimo livello senza nemmeno le tutele dei normali impiegati. Se non finisci col disprezzarlo hai qualcosa che non va nella testa.

    Datemi retta: studiate fisica, ingegneria, medicina, o qualsiasi altra cosa che possa insegnarvi un lavoro davvero utile agli altri e che possiate amare davvero.

    • Anonymous says:

      vero, tutto vero.

    • Anonymous says:

      Mai fatto un fake. (Non ne ho mai avuto il tempo)
      Mai fatto una campagna di cui mi vergognavo (forse con una sola eccezione).
      Mai fatto la vita da nababbo. (Ma nemmeno quella del barbone)
      Mai stato trattato come un bambino deficiente.
      Mai avuto paura di perdere il posto.
      Faccio il lavoro che ho sempre sognato di fare.
      Mi viene anche discretamente bene.
      Mi diverto quasi sempre. (Anche se lavoro in una terribile multinazionale)

      Sì. Decisamente ho qualcosa che non va nella testa.

      • Copy in crisi says:

        Secondo me uno che sogna di fare il pubblicitario anziché lo scrittore, l’astronauta, il pompiere, l’attore, l’atleta ecc… non è tanto che ha qualcosa di sbagliato nella testa, è che a un certo punto si rende conto che non ha talento, capacità, forza e coraggio per combinare nient’altro nella vita e ripiega sul fare la reclame ai formaggini.

        Poi va in giro raccontando a tutti che è sempre stato il suo sogno per mascherare di sentirsi un fallito nel profondo. Una volta almeno c’era la scusante che facevi un sacco di soldi facili con la pubblicità e quindi se non altro eri furbo, ora invece sei soltanto fesso.

      • Mah says:

        Certo che, da come scrivi, si capisce bene perché tu sia in crisi.
        Con l’astronautica ti era andata male?

      • Anonymous says:

    • Anonymous says:

      Confermo, è esattamente così.

      Un copy a caso

  20. Fata Morgana says:

    Copy in crisi, le tue sono sagge parole spero che i giovani ne facciano tesoro.
    Ho passato ore interminabili in riunioni a parlare di aria fritta e a sentire palloni gonfiati autoincensarsi a vicenda.
    Ho lavorato con diversi creativi alcuni li consoco da vent’anni, oramai le agenzie li logorano, non gli danno il tempo di assorbire ed elaborare un brief li trattano come le macchinette che distribuiscono il caffè metti il gettone e dopo pochi secondi devi scolarti il caffè. Si passa il brief e se il creativo dice di aver bisogno di tempo, e credetemi, per alcuni brief assurdi dati da clienti incapaci di formulare un brief ci vorrebbero mesi non giorni, la pretesa è quella di elaborare qualcosa velocemente perchè il cliente chiede così, e si torna al solito discorso che bisogna calare le brache per il vil denaro a scapito della qualità del lavoro che si offre al cliente e del rispetto dei tempi di chi questo lavoro lo dovrebbe pensare e “creare” con i giusti tempi.

    • Anonymous says:

      Già. Molto spesso i clienti* non sanno cosa vogliono.
      Però sanno entro quando deve essere pronto.**

      * spesso e volentieri si tratta di “ultime ruote del carro” di grandi multinazionali che, pur non avendo idea di come funzioni un meccanismo radio (figuriamoci web) avendo passato gli ultumi 50 anni su un satellite di Giove, sono i tuoi committenti, coloro-che-devono-approvare.

      ** Storia tristemente autobiografica. Azienda leader in tecnologie all’avanguardia e complicatissime. Alla mia (cordiale) richiesta di informazioni aggiuntive (avevo ricevuto poche striminzite e generiche pagine di brief – opponevano alzate di spalle e candidi ” ci spiace, non le abbiamo nemmeno noi. Mi raccomando: deve-essere-pronto-per-domani”.

  21. Salve, le comunico con molto piacere che il suo blog è stato inserito su Blog Importanti!
    Saluti. Staff.

  22. Thirteen says:

    Cara F. R. NON MOLLARE.
    Hai investito soldi, tempo e tutta te stessa per inseguire un tuo desiderio e ti arrendi di fronte a un direttore creativo? Ahahhaahhaaahhhaahh, scusa se rido.. ma questo e’ cabaret puro. Siamo ne 2013 non nel 1981!
    Non mollare adesso, e non idealizzare le agenzie sono diventate strutture Outcast.
    Se non le si conosce, basta leggere questo blog per capirlo.
    Oggi molte agenzie e molti direttori creativi, sono merce obsoleta, soggetti ormai ad eliminazione soprattutto da parte del mercato. Hanno come ultima loro “arma” quella di tirarsela con gli unici ancora costretti ad ascoltarli: I subordinati e gli aspiranti subordinati (il tuo caso). Ti sei gia’ fatta fregare?
    Sei giovane, hai pochi bisogni e puoi fare il tuo lavoro in mille modi. Evita la agenzie. Inizia a pensare realmente out of the box non alle campagne, ma dove proporti, e provaci.
    Buon 2013.

  23. mariella sormani says:

    Cara F:R., entrai in pubblicità nel 1981 per restarci 22 anni, poi silurata o meglio dire esodata ante-litteram insieme ad altre 39 persone nel 2002. Ma quello che vorrei dirti è che la prima cosa che vidi nell’ufficio del mio capo di allora era una vignetta con un pianista e la didascalia recitava: “Non dite a mia madre che lavoro in pubblicità, ditele che faccio il pianista in un piano bar.” Ah, se l’avessi capito allora che mondo futile era ed è la pubblicità.
    Guardati attorno. Troverai sicuramente più soddisfazioni.

    Buona fortuna.

    • seguela says:

      La citazione originale era “in un bordello”, non “in un piano bar”.
      Il tuo capo era un pirla già allora.

      • To be right says:

        Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario… Lei mi crede pianista in un bordello.

        Ne dites pas à ma mère que je suis dans la publicité… Elle me croit pianiste dans un bordel.

        So’ giovani.

  24. mariella sormani says:

    Vero. Ma sono certa vorrete comprendere la mia non voglia di usare termini poco corretti poiché mi stavo rivolgendo ad una signora. Effettivamente bordello era e bordello – se non peggio – è rimasto, dati i contenuti dei vostri post. O no?

    • To be right says:

      Perché poco corretti? Era semplicemente il titolo del libro, fedele per una volta all’originale.

      Poco corretto era il piano bar.

      Poi mi chiedevo a chi ti riferissi con “i vostri post”. Magari alcuni sono un po’ così, sgraziati, di pancia. Specchio di un’aria che tira. Ma non tutti ed è bene dirlo, anche se io leggo con attenzione soprattutto quelli lì che raccontano cosa bolle nello stomaco delle persone.

      E alla fine no, sinceramente non credo siano da bordello (posto che ha sempre una sua sbilenca dignità) ma semplicemente siano il segno di un mestiere bellissimo che si interroga sul proprio futuro.

  25. mariella sormani says:

    Citerò una frase detta nel corso degli ultimi anni ’90 da Beppe Grillo, non ancora salito in politica non ancora sceso dal carro della comicità che diceva: “I pubblicitari saranno i primi disoccupati nel mondo del lavoro.” A questa frase, certamente parte di un discorso, non fu dato grande risalto. Ma quando nel 2001/2002 cominciarono le primi crisi d’agenzia con i fee che dal 15 % cominciarono ad essere rosicchiati, non mi fu difficile trovare un riscontro,. Noi con 14 stipendi, qualche bonus, assicurazioni sanitarie, telefonini, portatili, viaggi e via discorrendo siamo stati sostituiti dai precari a 700 euro al mese per dodici mesi e la non certezza del rinnovo del contratto.
    Già a quei tempi, pur con tutti i vantaggi sopra citati, lavorare era duro nel luccicante mondo della pubblicità dove, cito da un precedente post , “i coltelli volavano” ed era una fatica evitarli, dando spallatre per avanzare. E non vado oltre.
    Ma per rispondere alla tua frase sul ” lavoro bellissimo che si interroga sul proprio futuro”, c’è da chiedersi quale futuro. Presto le aziende si renderanno conto che per vendere non sono più necessari filmetti da 30/60″ – più o meno patinati, più o meno con grandi testimonial , ma che sarà sufficiente ridurre i prezzi di vendita magari pubblicizzando l’azione con piccoli banner posti sui carrelli nel punto vendita o su quei cataloghini, distribuiti dagli extra-comunitari, che ingolfano le cassette delle lettere. Ma per fare questo non è necessaria molta creatività. Ti pare?

  26. Art diretto says:

    Ma… questo lavoro di agenzia vi appaga così tanto?
    Vi sentite così bene a fare gli esecutivi dei layout invece che gli art, o le traduzioni invece che i copy?
    Perché ostinarsi tanto ad entrare in un’ A G E N Z I A D I P U B B L I C I T A internazionale?
    Per il prestigio dello stipendio? Non credo che fare scatti di anzianità di 200 euro ogni 5 anni sia un’ottima aspirazione. Per la qualità dei lavori e la crescita del portfolio? Sarò pazza io, ma vedo brief sempre meno stimolanti e gente incapace, con nomi e ruoli sempre nuovi, a metterci bocca.
    Forse i giovani creativi italiani dovrebbero capire che esistono altre realtà aziendali che hanno bisogno delle loro figure professionali.
    Molto meglio fare il social editor che il traduttore,
    molto meglio fare l’ux/ui designer che l’esecutivista.
    E ora che sei su Google a cercare il significato di queste parole sconosciute, fatti una domanda invece che lamentarti che non trovi lavoro.

    • von Hayek says:

      Della serie: non c’è disoccupazione se non volontaria. Versione intellettualmente più elaborata (R. Lucas) del vecchio “il lavoro c’è. E’ la voglia di lavorare che manca.”

      • Marco Ranzani says:

        E non lo sai che è colpa tua pezzente se non hai un lavoro, se ti ammali, se hai le ovaie, se non ce la fai a pagare le rate del mutuo? Vergogna!! Io me ne vado con la Anna a Davos a imparare strategie mediatiche all’ultima moda per farti sentire sempre più in colpa! Quest’anno c’è il seminario “La Pseudo Classe Media – psicopatologia allucinatoria di una popolazione. Come assecondarla e accrescerla”. Ueh pezzente noi ricchi veri vi facciamo la guerra seria eh. Vaaaabene.

    • Art di Retto says:

      Mi hai letto nel pensiero.

  27. Anonymous says:

    Se può servire a qualcuno, Musilli sta cercando creativi da prendere in Saatchi a Roma.

  28. Anonymous says:

    aàò è vera sta storia di Saatchi Roma? scusate l’ignoranza..

  29. Colon Irritato says:

    I direttori creativi, o vice direttori creativi, che hanno risposto a questo post fanno veramente pena (oltre che incazzare molto) per due motivi.
    Il primo è l’anonimato dietro cui scrivono. Come me, che non valgo nulla nel mondo della comunicazione italiana, o come tanti ragazzi, stagisti e non, che, avvelenati o arroganti o semplicemente rattristati da come si è ridotto questo ambiente che sognavano, usate l’anonimato voi che dite di essere persone che contano, gente che sa gestire un reparto creativo. E allora abbiate il coraggio di dirci chi siete in modo che possiamo valutare il vostro lavoro, la vostra esperienza e soprattutto la gestione del vostro reparto creativo. Quando ero un junior art director non avevo il tempo di cazzeggiare (come qualcuno accusa i suoi stagisti) perché avevo sempre tanto lavoro e perché il mio direttore creativo e i miei senior avevano il coraggio di passare a me e agli altri ragazzi anche grossi brief per tenerci allenati o semplicemente perché credevano che fosse il modo giusto di crescere una “brigata”, facendola lavorare (tanti spot ho fatto al posto dei senior a quei tempi) e non facendo aspettare le persone che arrivasse qualche orribile incombenza che i senior non volevano fare come invece accade in molte agenzie.
    Il secondo motivo è in parte legato al primo. Se è vero che siete così bravi, a differenza dei vostri stagisti o junior, perché le cose vanno così male? Perché le campagne che si vedono in tv o sui giornali sono così orribili nel 90% dei casi? Siete voi, dc o vice dc, che le fate uscire. Oppure no, dimenticavo, la colpa è tutta solo e sempre del cliente. O degli stagisti fannulloni. Per quanto riguarda infine molte scuole come lo IED o l’Accademia o la Naba: quanti dc e senior ci lavorano? Se ritengono che non servano a nulla cosa ci insegnano a fare? Un esercizio esclusivo per l’ego o per il portafoglio? Grazie ai dc che vorranno rispondere, magari facendoci sapere chi sono.

  30. Anonymous says:

    @Colon Irritato

    Parole sante vediamo ora in quanti ti risponderanno con nome e cognome…

  31. L’unica cosa è tener duro e continuare ad andare avanti. Mi piacerebbe avere abbastanza lavoro da poter dare a giovani che abbiano voglia di imparare ed esprimersi. Se ti va contattami che magari una possibilità si crea…i miei contatti li trovi sul mio sito, magari una chiaccherata su skype si può fare e non costa nulla, anzi è proprio gratis.

  32. Anonymous says:

    Scusate ma solo mi sono messa a farmi il culo e le notti a 25 anni, cioè 5 anni fa, dopo la “fottuta accademia”, e ora sono felice e contenta che me la giro per le agenzie portando a casa ogni tanto dei lavori che mi soddisfano? Boh, eppure non sono un genio né una piaciona. Culo? O volontà? Less frignoni più gente con le palle. aloha.

    • Anonymous says:

      quanto sei sfigata: quanto gudagni? che contratto hai? riescia vivere decentemente amilano in affitto? il tuo tono è irritante!

    • Anonymous says:

      ripsondi quanto guadagni e quante ore lavori a settimana. sii onesta invece di bulleggiarti. sei assunta atempo indeterminato? puoiavere un fgiliosenza essere licenziata? dai bulla ripsondi a questo…

    • inkazzato says:

      che non sei un genio si capisce dopo la prima riga…

    • Anita says:

      Tu sì che hai le palle. Ecco perchè non parli mai di maternità..spiegato il tutto.

  33. Mofo says:

    Cara F.R., ho letto la tua lettera e devo dire che iniziaente mi ha toccato perche’ ho vissuto la tua stessa situazione. Ho anche pensato di aiutarti visto che lavoro in una realta’ molto sana. Ovviamente non in Italia! Tuttavia c’ho riflettuto e ho deciso che no, non meriti aiuto! Tanti altri vivono la tua stessa situazione e non puo’ essere una patetica lettera a fare la differenza! Guarda bene il tuo portfolio, sii onesta con te stessa…se e’ interessante prima o poi qualcuno si fara’ avanti. Se fa cagare, rendilo eccezionale! Non limitarti all’ Italia, trovare lavoro all’estero e’ piu’ facile di quanto sembri!
    Buona fortuna

    • maVAff says:

      Minchia che risposta profonda…
      OK se “c’hai riflettuto” e hai deciso che F.R. non merita aiuto, fa lo stesso,non c’è problema… lascia almeno che ti aiutiamo noi a trovare le lettere accentate sulla tastiera.

      • Tizio says:

        Le tastiere all’estero non hanno gli accenti.
        A meno che tu non sia in qualche paese italo-francofono.

  34. Anonymous says:

    maVaff che commento del cazzo! Se questo e’ il livello, non mi meraviglio che state nella merda!

    • Anonymous says:

      Anonimo, preoccupati di usare accenti e congiuntivi e non scrivere minchiate, grazie.

  35. MoFo says:

    Le minchiate sono questi commenti noiosi e stupidi.

  36. Joker says:

    Ciao a tutti…

    Wow quanti commenti su commenti…
    Scusate, ma che è sto DC? Sono un grafico e cartoonist… mi dovrei vergognare di nn sapere cos’è DC? Vabbè.. comunque, quasi tutti usate un alias per firmare ma perchè?
    A parte ciò, è vero! E’ un momentaccio… tra i giovani ci sono molte speranze e dei veri geni ma non si da loro la possibilità di creare!!! Specie qui in Italia dove se non hai una raccomandazione non vai da nessuna parte, almeno nel 70% dei casi. Cosa bisogna fare? Si, parlo con voi… gente che assumete… non abbiate paura, “assumete”. L’ Italia è colma di ottime promesse. E non parlo solo di pubblicità ma in tutti i campi.

    A presto,
    Giuseppe JO (alias JOKER)
    Grafico e cartoonist (in teoria ^_^ )
    http://jo74.altervista.org/

    P.S.<Se ho fatto vari errori di grammatica, mi ci scuso in anticipo!!!

  37. Quando avete scelto di fare pubblicità e comunicazione, non lo sapevate che il settore è in ultra crisi? Da anni? Che c’è già un eccesso di offerta di professionalità rispetto alla domanda?
    Vivete col web, ma sapete usarlo per informarvi?
    Ti è già stato detto: cambia strada o cambia paese. Questo piagnucolare è patetico.
    Sì, il mondo reale è questo. Benvenuti.
    E crescete un po’.

    • Anonymous says:

      mmmh, “coldiretti”, eh?
      Pensare che avrei detto “braccia rubate all’agricoltura”.

      • Anonimo, la battuta era proprio quella (“braccia rubate all’agricoltura”) ed è riferita a questi ragazzini piagnucolosi. E non mi stupisce che non sia stata capita.

    • maVAff says:

      Communication Manager, credo che anche tu prima o poi finirai a zappare i campi. Non mi dire che sei lì perchè hai studiato…nessuno di voi ha mai studiato…

      • Sono dove sono perchè ho superato tre livelli di colloqui. Altro vizio italiano: se uno si guadagna un posto di lavoro, DEVE essere raccomandato, ovvero attribuire i propri fallimenti ai risultati altrui. Che tristezza.

        Ah, e se finirò a zappare i campi perchè sarà l’unica alternativa, lo farò (anche se tenterò qualche altra alternativa prima), ma non manderò e-mail piagnucolose a nessuno.

    • Anita says:

      Communication Manager, ma tu comunichi?
      Informati; parla con la gente. La crisi è utilizzata come scusa per diminuire i posti di lavoro, sfruttare i lavoratori con contratti precari, imporre orari assurdi e dimuire gli stipendi.
      Sì, il mondo reale è questo.
      Benvenuto.

      • Ciao, Anita, mai negato niente di tutto questo, è uno schifo e lo sapevo già, grazie.

        Se leggi con attenzione quello che ho scritto, noterai che sto parlando di un settore specifico, quella della comunicazione e della pubblicità (potrei aggiungere anche cinema, teatro, musica, insegnamento, anche se qui non si parla di questo), e del fatto che ci sia eccesso di offerta di professionalità rispetto alla domanda.

        Stranamente vedo meno ingegneri rispetto a copywriter/art director/[aggiungi professione creativa a scelta] lamentarsi di situazioni simili. Perchè di ingegneri le aziende hanno bisogno. Eppure pensare a quello che è realmente il mondo del lavoro non sfiora nemmeno i ragazzi quando scelgono un ciclo di studi per crearsi una (ipotetica) professionalità.

        p.s. aggiungo che secondo me i vari IED, IULM e compagnia cantante di venditori di fumo (tra l’altro a carissimo prezzo) dovrebbero chiudere domani, dato che formano futuri laureati con disoccupazione/precarietà garantita.

  38. Colon Irritato says:

    Anche il gigantesco Communication Manager che pontifica senza dichiarare il suo nome dovrebbe avere il buon gusto di tacere o almeno di far sapere chi è. Io non sono più un ragazzino piagnucoloso da anni ormai ma vorrei ricordare al Communication Manager che senza questi ragazzini piagnucolosi le agenzie italiane non sarebbero potute andare avanti negli ultimi 20 anni.

    • Ciao, Colon, pensi che sapere il mio nome cambierebbe quello che dico? O forse preferiresti un nome e cognome per poter fare un attacco personale, sviando quindi la discussione su altro?
      Capisco che passo per quello antipatico, che pontifica, ecc. Ma le cose stanno così, mi prendo la parte del cattivo e pazienza.
      Riguardi a quello che dici: dato che non si lavora gratis, se questi ragazzi avessero fatto altro, le agenzie sarebbero state disposte a pagare i pochi creativi a disposizione sul mercato. Invece tanti giovani accettano di farsi prendere in giro e lavorare gratis (perchè sono troppi, non potranno mai lavorare tutti nel settore, ma torno a quanto ho detto: ci si rifiuta di vedere la realtà). E gratis non si lavora mai.
      Aggiungo che per me tutti gli affamatori (in ogni settore) che abusano di stage dovrebbero chiudere. Dato che la situazione è esattamente quella da te descritta, le agenzie avrebbero dovuto chiudere vent’anni fa.

  39. Qualunquemente Qualunque. says:

    Cara F.R. ,

    Se sei uno degli studenti usciti dallo IED Roma nell’anno 2011/2012, tranquilla, non è colpa tua. È che fate semplicemente schifo.

  40. domenico says:

    Articolo interessante e colgo l’occasione per complimentarmi per questo sito! veramente ben fatto e con tanti articoli utili!

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