Decine di nostri colleghi sono impegnati, proprio in queste ore, nella lotta per salvare un sogno.
Qualcuno ha già sintetizzato questa battaglia disperata con un motto quanto mai toccante: la matita non deve morire.
Non vi nascondo che al termine di questo post vi inviterò a fare qualcosa di concreto, anche solo un piccolo gesto. Ogni centesimo di euro potrebbe essere decisivo.
So che siete impazienti di rendervi utili, ma procediamo con ordine e lasciatemi il tempo di narrarvi tutta la storia. Un po’ mortificante e per certi versi anche patetica.
Ma sta a noi, proprio a noi feccia di Bad Avenue, scrivere un finale glorioso.
Ci eravamo lasciati persuadere dai canti del bardo pipiccola che “the headliners” fosse stato un travolgente successo.
Si pensava che la fortuna toccata al libro sui migliori copywriter italiani (secondo il bardo) avrebbe spianato la strada a un’operazione editoriale analoga, dedicata agli art director.
Prima delle vacanze estive erano infatti già stati realizzati i servizi fotografici.
Il Gotha dell’art direction italiana attendeva, palpitante e scalpitante, la presentazione del libro.
Che in effetti è arrivata, anche se solo a fine novembre e non esattamente nella forma auspicata dai nostri pipiccoli fiammiferai.
Lasciatemi ora cedere il ruolo di voce narrante direttamente al “Pifferaio Magico”.
Posso farlo grazie al rinvenimento di un epistolario ricco di particolari e sfumature.
6 dicembre 2012
Carissimi, venerdì 30 novembre sera a Milano, presso l’accogliente dell’ATM Bobino, si è tenuta la presentazione del libro, o meglio del progetto del libro ‘Parola di Art Director’. Mentre sul monitor passavano le bellissime foto scattate dagli allievi dell’Istituto Italiano di Fotografia, e su un tavolo era possibile vedere gli impaginati curati dallo Studio Matite Giovanotte di Forlì, prendevano il microfono anche Gianpietro Vigorelli, Gianfranco Marabelli, Fritz Tschirren, e Lele Panzeri. Ognuno di loro ha parlato del presente e del futuro vostro mestiere. La sintesi estrema l’affido a una frase di Lele: “la matita non deve morire”. Lo confesso: uso strumentalmente la citazione del Lele per invitarvi a non fare morire questo progetto, che per vedere la luce, o meglio la stampa, ha bisogno del vostro supporto. Come annunciato nel corso della serata la pubblicazione del volume sarà possibile se ognuno di voi si impegnerà ad acquistarne alcune copie. Una decisione, per altro suggerita da alcuni di voi, motivata dal fatto che, a differenza dell’anno scorso per il volume sui copywriter, quest’anno è venuto meno il contributo determinante di alcuni importanti sponsor.
Mi riapproprio momentaneamente del ruolo di narratore, per confessarvi un pensiero maligno:
ma forse che the headliners non è andato esattamente a ruba?
Forse che il pipifferaio puffo abbia un po’ esagerato nei suoi resoconti trionfali sul libro dei copywriter?
O il problema è che degli art director non fotte più un cazzo a nessuno?
Mi chiedo se Pepe reggerebbe la notizia.
Tremo di orrore a immaginarmi un manipolo di tacchini gloglottanti avviati verso il precipizio, per l’ultimo grande balzo in avanti.
Come tragici lemming.
Ma grazie a Dio, il Pifferaio Magico non ha gettato la spugna:
Agli Under 30, a fronte di 100 €, offriamo 8 copie del volume che avrà un prezzo di copertina di 28 € (valore complessivo 224 €).
Agli altri offriamo 15 copie a fronte di 200 € (valore complessivo: 420 €).
Ovviamente, chi vorrà ordinare più copie non soltanto è il benvenuto ma avrà
un riconoscimento particolare!
Lo so, fa un po’ tanto “venghino venghino”. Alcuni di voi potrebbero storcere il naso. Ma vi prego, aspettate prima di giudicare. Riponete parole desuete come orgoglio e dignità.
Chiudete gli occhi e ripetete con me, tutti insieme: “la matita non deve morire”.
Poi, chiedetemi pure: che cosa hanno fatto a questo punto i pipiccoli fiammiferai?
È ancora il Pifferaio Magico a raccontarcelo, in un’altra puntata dell’epistolario.
12 dicembre 2012
Carissimi,
Con grande piacere vi comunico che l’appello ‘Dio salvi gli Art Director!’ è stato raccolto da molti di voi. Anzi, moltissimi.
Dopo la prima ora dall’invio della mia ultima mail, ben 10 persone avevano risposto positivamente. A oggi siamo arrivati quasi a 30!
Colgo l’occasione per ricordarvi chi ha aderito. L’elenco è più o meno in ordine di arrivo (da runner amo le metafore sportive). Il primo a tagliare il traguardo è stato Matteo Righi, che ha risposto dopo appena 17 minuti. Gli altri hanno seguito a ruota, e sono: Federico Pepe, Maurilio Brini, Marco Peyrano, Lorenzo Picchiotti, Massimiliano Longo, Gaetano Del Pizzo, Francesca Schiavoni, Laura Trovalusci, Pierluigi Bachi, Giordano Curreri, Luca Albanese, Enza Fossati.
Altri hanno dato conferma a voce o via sms. Cito ad esempio: Lele Panzeri, Enrico Dorizza, Gianfranco Marabelli, Michele Göttsche, Roberto Battaglia, Gianpietro Vigorelli, Roberto Pizzigoni, Giovanni Pagano, Roberto Fiamenghi, Giuseppe Mastromatteo, Vincenzo Gasbarro, Sergio Müller, Roberto Battaglia, Gianpiero Vigorelli, Bruno Ferlazzo.
Spero di chiudere il giro delle adesioni prima di Natale, e vi terrò aggiornati.
E se non ce la facessero? Se restassero solo 28 i nomi della lista? Che poi in realtà sono 26, perché il Pifferaio Magico ha contato due volte Vigorelli e Battaglia. Forse per blandirli.
Non lasciamo la crème de la crème dell’art direction in ambasce.
Non lasciamo morire la matita.
Devo purtroppo confessarvi che non tutti si sono dimostrati entusiasti all’idea del Pifferaio Magico.
Come pensate che sia venuto in possesso dell’epistolario?
La triste verità è che gli art director potrebbero non avere il loro bel libretto.
La buona notizia è che non mi pare ci siano Under 28 in questa lista. Quindi sono tutti contribuenti da 200 euro.
Il che significa 5200 euro.
Ma non sono ancora sufficienti.
Portatevi una mano sul cuore.
Ripetete ancora una volta: “la matita non deve morire”. Poi prendete il portafoglio. Resistete alla tentazione di estrarre una moneta.
Siate grandi.
Mettete 5 euro in una busta e speditela a BBDO (via Lanzone 4, 20123 Milano), alla cortese attenzione di Federico Pepe.
Oppure mandatela a United 1861 (Via G. Fiamma 18, 20129 Milano), alla cortese attenzione di Roberto Battaglia.
Naturalmente ricordatevi di inserire nella busta anche un foglio bianco che riporti scritto a chiare lettere: La matita non deve morire.
Fatelo. Soprattutto se siete senza lavoro, precari, stagisti maltrattati.
E se mai riuscirete ad avere un colloquio con loro, mentre solleveranno nasino e sopracciglia davanti ai vostri lavori e parleranno di se stessi, voi potrete guardarli dritti negli occhi e pensare:
“è grazie anche a me se hai la tua paginetta del cazzo nel libro”.
Fatelo. 5 euro sono un gin tonic in meno. Ma vi sentirete meglio.
Certe soddisfazioni non hanno prezzo.
Dick Whitman.
Andassero tutti a cagare. Prossimo post, Donald?
Che c’entrano pepe e battaglia? Perché l’invito a mandare i soldi a loro?
STO CAZZO è un commento adatto?
Per la raccolta fondi “a vivo” forse è meglio una banale postepay.
Soldi in busta mi sa tanto di nonna e guerra.
Se Pepe e Battaglia fossero in grado di raccogliere la sottile ironia di questo gesto, spenderei anche più di 5 euro. Ma temo che, cinici come ormai sono, spenderebbero tutto in aperitivi, magari ridendo alle nostre spalle. Il libro sui copy è una ciofeca, mai si era visto un tale spazio dedicato a decine di tromboni auto-celebranti. Alcuni passaggi sfiorano il grottesco, il ridicolo. La Ariagno, raro esemplare di sociopatica arrogante, che parla di sé celebrando la sua sociopatia, ne è solo un esempio. Mancano comunque fior di copy nell’elenco, forse perché non sono dotati di pelo sullo stomaco, faccia di cazzo e lingua da lecca culo d’ordinanza. Soldi ne hanno inculati molti, così come le idee degli altri. Se proprio vogliono l’album con le loro figurine panini, se lo paghino. Per la matita suggerisco molti usi alternativi, uno in particolare.
Ma cosa si intende per “riconoscimento particolare” ?
Una pentola a pressione o una bici cambio Shimano?
Che merdata. Praticamente i migliori Art director italiani sono quelli che comprano 8 copie (che cazzo se ne fanno di otto copie? due per ogni stanza?) del libro.
Queste autocelebrazioni sono le prime cose da eliminare per dare dignita’ alla nostra professione. Gia’ con premi premietti e archive vari eravam messi male. Ma almeno era: compro l’annual perche’ mi han pubblicato e non compro il libro cosi’ mi pubblicano.
Detto questo Pepe secondo me e’ l’unico art director ECD capace di fare il suo lavoro. Tutti gli altri li ha rovinati il Vigor.
Piuttosto che dare anche solo un cent a pasquale (con la p piccola) o ad altri egoriferiti del suo calibro, compro una boccetta di sale magico da wanna marchi e mi ci faccio un pediluvio.
vi vedo messi male, ragazzi…fate una colletta e partite per un viaggio rigenerante verso destinazioni che migliorino i vostri cinici pensieri…buon 2013 all’insergna della semplicità…
temo che anche stavolta abbiate parlato di qualcosa che non conoscete.
Il libro sugli art director non l’ho seguito io. E infatti si vedono i risultati.
(non mi aspetto che cogliate l’ironia)
Per il resto, sorrido davanti al penoso tentativo postumo di cancellare le cose buone fatte con The Headliners. Ma capisco che chi ha pendenti denunce penali cerchi di trascinare nella sua fogna anche quelli che l’hanno sputtanato fin dalla sua fondazione.
Ringrazio chi mi ha segnalato il solito post inesatto: era più di un anno che non leggevo bad avenue. Vedo che dedicarmi a tante altre cose più serie mi ha portato risultati migliori di quelli ottenuti dai draperos.
ovviamente i più cordiali saluti di buon anno,
pasquale diaferia
(o se preferite pipiccola.
ma immagino che preferiate invece dedicarmi espressioni adeguate alla fogna)
“Vedo che dedicarmi a tante altre cose più serie mi ha portato risultati migliori…”
Quali? Dicci, dicci: siamo tutt’orecchi.
stesso editore e un vero copywriter a scrivere i testi (Ravenna). Uno che quando parla di pubblicità per lo meno sa di cosa parla (non mi aspetto che tu colga l’ironia).
Ma la verità è che nessuno sponsorizza il seguito di un libro che è stato un pipiccolo prodotto malcagato. Se the headliners avesse davvero prodotto cose buone, come sostieni, uno straccio di sponsor sarebbe saltato fuori. Quindi taci, buffone pipinguino e manda pure tu 5 piccoli euro a Battaglia e Pepe. Ma poi, chi cazzo sono i draperos?
Quali cazzo di cose serie hai mai fatto in vita tua? E chiccazzo ci crede che non leggi Bad Avenue? Soprattutto chi pensi possa credere alla storia dell’amico che ti segnala quando si parla di te? Tu non hai amici.
Torno a pescare.
Beh, ragazzi, il pregio della coerenza dovete riconoscerglielo, no? Più di vent’anni fa stava sul culo a tutti; e adesso mi sembra che sia lo stesso, giusto? Mi ricordo che ai tempi alcuni lo avevano soprannominato Valextra, perché andava in giro con questa valigetta, che poi ti ritrovavi dappertutto, segnalando la sua presenza non richiesta e l’opportunità di alzare i tacchi prima che fosse troppo tardi. Io sostenevo che in realtà fossero due gemelli, perché non mi sembrava possibile portare avanti questo incessante lavoro di PR e contemporaneamente lavorare in modo serio.
A Pasquà: PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!
PS: The Headliners non rende onore ai copywriters, volevo toglierti sta idea che ti sei messo in testa da solo.
Signor Diaferia, ho letto headliners, devo dirle che all’inizio l’ho trovato interessante. Andando avanti nella lettura ho cominciato ad essere aggredito da una strana sensazione. Dopo aver riflettuto a lungo ho capito perché. Lo stile del linguaggio utilizzato per raccontare le gesta dei copywriter era quantomeno fuori luogo. Si tratta infatti di quel linguaggio, vagamente apologetico, che di solito è riservato alle rockstar, agli attori di Hollywood, o almeno di cinecittà. Questi qua invece non li conosce nessuno, al di fuori di quell’ormai tristo circolo che è la pubblicità milanese. Solo lei, signor Diaferia, e uno sparuto gruppo di trentacinquenni adoranti, crede che questi Headliners siano delle star. Nella maggior parte dei casi sono infatti persone spocchiose ed arroganti che in nome del loro ego sono disposte a creare campagne finte, a sfruttare stagisti di batteria (sì, come i polli), e perfino a perdere i clienti dopo un anno passato a farsi odiare. Alcuni di loro sono anche soliti fare dumping. Veda lei che onore.
mitologica analisi
usa un cazzo di png per l’header..
In tutto il suo splendore. Sukate invidiosetti davanti all’operazione che sbancherà Cannes.
Uno spot ideato da Pasquale Diaferia e TP per il Premio presieduto da Daniela Brancati
Un frame della campagna https://dl.dropbox.com/u/4234348/ImmAmiche%201.jpg
E’ ambizioso e provocatorio il nuovo spot ideato da Pasquale Diaferia (http://tinyurl.com/axuvsqm) che promuoverà sulla Rai la terza edizione del Premio Immagini Amiche: una galleria di donne che parlano con voci di uomini. La metafora di quanto la pubblicità viva sempre più di stereotipi creati da una cultura prevalentemente maschile. Sono infatti una casalinga al mercato, una pugile in allenamento ed una sexissima modella di intimo ad esprimere una forte critica contro queste visioni. Alla fine le donne riprenderanno possesso della propria colonna sonora, con il claim: “Dai voce alla creatività socialmente responsabile”
Questo in linea con la Risoluzione del Parlamento Europeo del 3 settembre 2008 sull’impatto del marketing e della pubblicità nella parità fra donne e uomini. Per opporsi alla tendenza all’abuso dell’immagine delle donne, il Premio non intende solo valorizzare una comunicazione che vada al di là degli stereotipi. Come ribadisce l’ex direttore del Tg3, Daniela Brancati, presidente del Premio: “Vogliamo anche incoraggiare la crescita di una nuova generazione di creativi ed una cultura di messaggi positivi e socialmente responsabili, attraverso l’espressione del giudizio popolare. Per questo mi preme ringraziare l’associazione TP, ed in particolare Pasquale Diaferia ed il suo SpecialTeam dedicato al Premio, per la generosità con cui hanno sostenuto il progetto, dimostrando che la creatività è il vero antidoto alle stereotipità”.
“Ha lavorato un vero e proprio collettivo femminile, composto quasi esclusivamente da nate dopo il 1982”, spiega il direttore creativo del progetto. “Sono orgoglioso in particolare di due talenti come Vicky Iovinella, Premio Pirella come migliore copy Under 30 nel 2012, e Annachiara Veronesi, art neodiplomata del Polimoda di Firenza”. Unico uomo della squadra, il regista e direttore della fotografia, l’esordiente Nicola Cerzosimo: “Anche per me è stata una bella occasione per rendere visibili a livello nazionale le mie capacità, visto che sono uscito da poco dallo IED di Roma” .
Lo spot, prodotto da Sigeta e girato a Salerno, sarà messo in programmazione sulla Rai dalla settimana del 21 gennaio, negli spazi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su richiesta delle istituzioni che aderiscono. L’iniziativa, promossa dall’UDI e dal Parlamento Europeo, si sviluppa sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica ed in collaborazione con la Commissione Europea, il ministero dell’Istruzione e della Ricerca e quello della Attività Produttive.
Immagini Amiche per dare voce
alle Donne in pubblicità
1/3Il Premio è suddiviso in cinque sezioni: pubblicità televisiva, pubblicità stampa, affissioni, programmi televisivi e web. Le segnalazioni per un annuncio, uno spot, un sito web e una trasmissione televisiva “non lesive dell’immagine della donna” possono essere inviate fino al 31 gennaio attraverso la parte dedicata del sito http://www.premioimmaginiamiche.it. Questo voto popolare premierà il 1° Marzo le comunicazioni che si saranno distinte per comportamenti positivi. Un altro premio arriverà dalla giuria tecnica, composta da esponenti delle istituzioni italiane ed europee, esperte di comunicazione e docenti universitarie, tra cui la vicepresidente di TP Tiziana Pittia.
Soddisfatto anche il presidente TP, Biagio Vanacore: “Dopo il convegno “Donna e Dignità” da noi organizzato alla Camera dei Deputati, l’associazione ribadisce la leadership culturale sui tema etico dell’abuso degli stereotipi di genere. Come sempre, abbiamo lavorato a favore della Buona Pubblicità. E questo spot sarebbe piaciuto molto al nostro Direttore Maurizio Rompani, recentemente scomparso, grande paladino dell’etica della comunicazione”.
Allegati: – script definitivo del film 30” – link per scaricare una copia in HD dello spot: https://www.wetransfer.com/downloads/8c670d5202ef4a7e1325f63c20d4b481201301181217 54/62a8dedcbf81cbd74146506f66fca81b20130118121754/889f2e#
Minghia, che cagata madornale………
se fossi in te non mi farei portavoce di questa schifezza. e non mettertela in portfolio per carita’ di dio. con sta cosa al massimo arrivi a Genova, non certo a Cannes.