Questa sera – mercoledì 19 dicembre alle ore 19 – l’ADCI ha convocato un’assemblea straordinaria.
All’ordine del giorno l’apertura dell’associazione: se la maggioranza dei soci voterà a favore, il Club sarà aperto a tutti i creativi italiani, a prescindere dai premi vinti singolarmente. Le 3 entries nell’annual non costituiranno più un requisito necessario per associarsi.
Mi auguro che il Club capisca quanto sia anacronistica la sua attuale visione elitaria e decida di aprirsi. Anche perché non ha alternative: un’associazione di 200 persone non può avere né peso economico né politico. Mentre un Club aperto a tutti può diventare rappresentativo di una categoria bistrattata come la nostra.
A voi la scelta.
Tanti saluti da Bad Avenue.
D. D.
Poche parole, ma chiare Donald.
Questa è veramente la posta in gioco domani, anzi oggi:
“Un Art Directors Club Italiano aperto a tutti, può davvero diventare rappresentativo di una categoria bistrattata come la nostra”. Il pericolo di aprire le porte agli sconosciuti, di cui (come ci insegna Donald) a volte, è bene ‘diffidare’ è un rischio che il Club dovrà correre per potere diventare sempre più rilevante, e decisivo non solo qualitativamente, ma anche quantitativamente, nei rapporti di forza tra “creativi” e “aziende”.
Includendo nella categoria sociale e sindacale “aziende” non solo i Clienti, ma il management delle stesse agenzie di pubblicità (vecchie multinazionali, o nuove creative-factoryes che siano).
Non mancate domani sera il 19.12.12 dalle 19,30 in poi a Milano, all’Hdemia di Comunicazione in via Savona 112 A.
Potreste perdervi un’assemblea straordinaria!
Fabio
(:ciccio
Ferri
P.S. Venite tutte/i. Ci saranno, finalmente, anche gli Annual adci N.°26 stampati, freschi freschi…
con credits ‘sintetici’, oppure completi.
si. e tra le prime cose, se qualcuno ha ancora dei dubbi, mettiamoci il rispetto della legge sul diritto d’autore.
È tardi per scrivere un commento. Forse è tardi anche per resuscitare l’ADCI. Dopo episodi patetici come Durex e Carboveg sarà molto difficile recuperare credibilità agli occhi del mondo. Immaginate una convention di assicuratori, premio “Agente dell’anno”. The winner is: Franco Rossi, con 100 polizze stipulate con altrettanti cadaveri all’obitorio. Un fake è molto simile a questo.
Simile a Ben Johnson che fa 8 secondi e rotti dopato. Simile a Armstrong. Un fake è come la faccia di Berlusconi, come il vulcano finto nella sua villa in Sardegna. Un fake non te lo togli di dosso facilmente. È un’ignominia, è l’ammissione che “The truth” non è più “Well told”. Il fake è come l’Italia. Sì, il fake è molto, troppo italiano.
Viva la pubblicità.
Viva la pubblicità?
E la figa?
Se il proposito è fare cassa come sembra, non è una grande idea, perché essere soci o non esserlo è uguale: basta pagare, non c’è un particolare significato nell’essere tesserati. Ma allora perchè dovrei iscrivermi? Già ora nel club non c’è rimasto niente di elitario, a parte le giurie ma la tessera non darebbe diritto a entrarci, quindi si paga per niente.
Elitario… giurie…
Non hai ancora capito un cazzo. La razza di pubblicitari che fa questo lavoro per i premi, la fama , l’elite, avere il nome nelle giurie, potersi affermare “er mejo” perchè compare 2 volte e mezzo più di te nell’annual, rosicchiare un credit per apparire, è la peggior piaga del nostro piccolo e fastidioso mondo (l’advertising intendo).
Siamo ancora quelli delle idee, usiamole. Non diventiamo quelli dei premi.
Sante parole!
Egoiste, devo dire che sei un vero genio.
Secondo te fare cassa per cosa? Ci saran si e no 4 stipendiati dal club (tra segreteria e tutto il resto) secondo te i soldi della “Cassa” se li spartiscono tra di loro? Ti immagini Guastini a mignotte a Las Vegas e tappetta alle Hawaii?
La “Cassa” serve per essere piu’ rilevanti, sostenere iniziative come i venerdi di enzo e tutto il resto (non parlo di aver il caviale al posto delo spunti’ sulle tartine alla festa). Magari con la “Cassa” si puo’ cominciare a puntare sui talenti veri, quelli che smanettano come dei super campioni con cinema4d, photoshop, illustrator, ma non hanno i soldi per scuole costosissime, che ne so una bordsa di studio adci.
O magari con la “Cassa” si possono mandare a workshop costosi all’estero chi vince i giovani leoni e ha le potenzialita’ per una grande carriera.
O magari si possono creare dei workshop per tutti.
O magari realizzare mille altre idee proposte da soci che non erano parte del clup prima perche’ non avevano le tre entries.
La tua quota serve eccome per tentare di migliorare qualcosa.
Io sono favorevole all’apertura del club, ma se questo vuol dire aprire anche a geni del tuo calibro mi cominciano a venire dei dubbi.
Ben detto, Zup, ben detto.
Non sono socio ADCI ma condivido in pieno l’intento del Club di “aprire”.
L’unico suggerimento che mi sento di dare è di non aprire troppo e che la selezione sia rigorosa: il rischio di ritrovarsi con soci passivi o, peggio, “troppo attivi” è grande
- esperienza vissuta -.
Il discorso di Egoiste sul “solo per fare cassa” sembra una gran minchiata anche a me e condivido in pieno il tuo pensiero.
Aggiungo un paio di cosette che si potrebbero fare con una Cassa rilevante:
Favorire la nascita di piccole realta’ di giovani creativi fornendo assistenza burocratica e consulenza.
Fornire consulenza legale ai creativi/soci che si ritrovano licenziati (consulenza non vuol dire pagargli l’avvocato, ma indirizzarli su come muoversi).
Sponsorizzare / patrocinare iniziative esterne ma in linea col club e consentirne lo sviluppo.
Inoltre soldi a parte, se a dissociarsi da qualsiasi cosa, anche banale (esempio contro l’ultima campagna di Toscani) e’ un club di duecento persone e’ un conto, se invece e’ un sistema di migliaia di persone, giovani, meno giovani, incazzati, non incazzati, premiati, non premiati, ma comunque tutti BUONI (nel senso virtuoso del termine) creativi, e’ un altro.
Poche parole, molto concrete:
“un Art Directors Club Italiano aperto a tutti può diventare rappresentativo di una categoria bistrattata come la nostra”.
Hai colto nel segno Donald.
Ed anche se, a suo tempo, sei stato il primo a ricordarci che, a volte, è meglio diffidare degli sconosciuti credo davvero che l’aprire oggi a tutti coloro che operano in questo settore il club, oltre a confermare la storica rilevanza qualitativa di salvaguardia dell’eccellenza creativa, potrà portare l’adci ad avere una nuova rilevanza quantitativa e sociale, finora mai raggiunta: è un passaggio importante, ed un ‘rischio’ da affrontare se si vogliono riportare i rapporti di forza tra “creativi” ed “aziende” a favore della creatività.
Della nostra ‘categoria bistrattata’, come l’hai definita.
Senza mai dimenticare che nella categoria “aziende” dobbiamo considerare non solo i Clienti, ma anche il top-management delle nostre stesse agenzie di pubblicità (sia che si tratti di grandi e antichi network multinazionali, che di nuove piccole ‘creative-factories’).
Stasera, 19.12.12 dalle 19:30 a via Savona 112/A Milano, ci sarà un’assemblea adci davvero straordinaria. Sarà la fine del mondo…
Fabio
(:ciccio
Ferri
PS: Un’altra buona ragione per fare un salto tutte e tutti:
Finalmente stasera, dopo oltre un anno di attesa, arriveranno dall’editore Skira anche i nuovi Annual adci N.°26 freschi freschi di stampa!
Completi di credits: “sintetici” e non…
Un’ottima strenna natalizia, per chi vuol sapere chi ha fatto cosa.
Davvero non so se ringraziarti o maledirti per questo post, Donald Draper.
L’obiettivo della proposta che faremo stasera ai Soci, non è passare da casta a cassa. L’intento è diventare uno strumento utile anziché sterile status, per altro non riconosciuto all’esterno.
Segnalo, a chi è realmente interessato, questo link: http://blog.adci.it/adci/cosa-e-lart-directors-club-italiano-e-a-cosa-serve/
ciao
m.
Il mio commento è sui soci, non sull’associazione.
Uno dei pochi motivi per i quali stimo l’ADCI è proprio quello dell’ammissione non libera. Ed è lo stesso motivo per il quale non mi iscriverò mai a TP, Adicom e via dicendo: il 90% degli iscritti sono persone che non hanno mai combinato un cazzo, che hanno visto troppe puntate sui pubblicitari in TV e con qualche decina di euro ne possono portare il fregio.
Vaffanculo.
Il sogno, per pubblicitari di provincia come me, è rispettare le regole, dare il massimo, venire riconosciuti, sprovincializzarsi, punto.
E’ pur vero che, difronte alla morte, le posizioni cambiano.
Un AD di provincia.
Concordo su tutta la linea. E non sono nemmeno di provincia.
Se leggo lo statuto dell’ADCI che non è bello come la Costituzione Italiana, ma fa niente,
vedo che al primo posto c’è la difesa dell’eccellenza creativa. E’ un lavoraccio, bisogna far rispettare le regole e scontentare qualcuno. Ma il prestigio, l’integrità e il riconoscimento del valore del lavoro sono tutto. Non sono quattro convegni a cambiare la percezione di questo mestiere: è quello che producono i creativi. Naturalmente si può aprire a tutti, ma siamo sicuri
che:
1) serva alla causa della qualità ?
2) serva anche solo a fare cassa ? Come ha detto qualcuno la tessera la paghi e a parte
l’annual e la t-shirt o lo zainetto ADCI cosa ci guadagni ?=
Da socio ho detto sì alla proposta con lo stesso spirito del governo greco di fronte ai diktat della trojka, giusto per lasciare al club qualche mese di ossigeno in più. Non ero d’accordo ma quella del club più che una richiesta sembrava un’implorazione.
Scusa, ma il governo greco è favorevole ai diktat della trojka; Papademos – il Monti greco – lo hanno eletto loro. E’ stato il loro cavallo di Troia. Prima dell’attuale Samaras che è semplicemente una troia.
Io sono d’accordo, e poi snellire l’iscrizione, io volevo iscrivermi ma appena ho letto “invio” Portfolio e lavori, e altre cose del genere, ho lasciato stare…
[..] “altre cose del genere” [..]
Aprire le porte ai barbari.
ma magari
La gestione di Guastini questa sera mette finalmente la parola fine a sé stessa e al club. Cercare di fare una seconda TP (che nonostante il numero dei soci) ha rilevanza pari a zero, sacrificando quel poco di buono che al Club era rimasto è un pensiero così debole da fare persino tenerezza (se non fosse terribilmente irritante, intendo). E questo blog, che è perfetta bandiera della parte peggiore della nostra industry, ne è stato il sicofante ideale ed ideologico. Complimenti.
Friend ignorante, i sicofanti sostenevano e diffondevano false denunce dietro compenso (in denaro o potere). Sicofanti sono le fanzine prezzolate, magari tu, non certo questo blog.
E’ esattamente quello che questo blog ha fatto, imbecille.
Arrogante, oltre che ignorante. Tipico dei vermi, dei kapò e dei bastardi.
L’arrogante, il verme, il bastardo, il kapò sei tu. Vedi? Vorresti poter insultare (“ignorante”) senza essere insultato (“imbecille”). Tipico dei codardi. E invece, mio caro imbecille, ora goditi il tuo anonimato. Rimarrà tale anche nella vita.
“Ignorante” era una constatazione. L’insulto l’hai speso per primo tu. Il fatto che non te ne renda conto conferma l’ignoranza.
Di qui tutto il resto. Mi rimangio solo “kapò”. Sei uno sfigato pieno di rancore. E di paura. Non passerà.
Caro colto da wikipedia, sei il perfetto esempio – presuntuoso e privo di sostanza – di chi legge ed anima questa fogna. Tienitela. Sfigato, rancoroso, impaurito (e fai bene ad esserlo) sei proprio tu. Io sono solo il tuo specchio.
Cari grandi menti che vi lamentate ditemi.
Cosa vi da’ attualmente lo status di soci ADCI (io lo sono e me lo domando). Vi fa cuccare di piu’ al Hollywood? Vi permette di fare i fighi al cenone di Natale? Il vigile chiude un occhio e non vi fa la multa? No, spiegatemi questo grande status di appartenere all’ADCI, di pagare una quota e strafottersene altamente di tutti e di tutto, non fare un cazzo tutto l’anno per migliorare qualcosa ma poter guardare gli stagisti e dirgli: “sei una merda, stai parlando con un socio ADCI” oppure pavoneggiarsi tra voi altri 50 fessi che realmente ci tenete ai premi e cottillon alla festa adci.
Cari soci che non siete d’accordo e non soci che sognate di farne parte per essere un’elite e una casta. Stampatevi un bel A4 con scritto: “Sono un pubblicitario FIGO” ,graffetatevelo sulla maglietta. Siate contenti di sentirvi i migliori del grandioso panorama pubblicitario itlaiano che tutto il mondo imita e invidia, e andatevene affanculo. Non c’e’ bisogno di nessuno di voi.
Guastini, crea “La Magica Lega Dei Super Creativi Fantastici” e buttaci dentro sti fenomeni e premiali tutti una volta all’anno con un cono, una sorta di asilo per far in modo che non rompan le palle.
L’eccelenza non è il figo, non c’entra: è quello che fa autorevole il nostro mestiere quando riesce ad esserlo. Se lo status di socio è caduto in disgrazia, ragione di più per lavorare e dargli credito.
Il fatto è che l’eccellenza non è data da tre entries nell’annual, Sta qui l’intoppo. Ci sono grandissimi creativi con grandissimi lavori in portfolio che non hanno mai iscritto nulla, ma che ci starebbero bene nel club. In qualità di creativi eccellenti. Il ircolino che si vota e si fa votare è dovuto proprio a questa chiusura. Quindi siano le benvenute nuove facce, nuova passione, nuove idee e nuove teste. Purché non di cazzo.
Morire
Ci licenziano in continuazione, proprio in questi giorni. E voi litigate. Complimenti.
Eppure ci sarebbe un altro modo. Basterebbe fare come il Circolo della Caccia.
A sfigati.
Vi spiego, il club come è organizzato ora: la base che ha eletto Guastini è soprattutto una vecchia banda tipo Alan Ford, completamente fuori dai giochi. Una specie di ANPI ( ma i partigiani sono più arzilli ) che blatera, blatera a più non posso e promulga editti, raccolte di slide a tema, qualche collaborazione con lo IULM: tutta roba di gente ormai morta professionalmente. In pratica non c’è niente di vitale nel consiglio, fatto di gente scampata, in parcheggio o fuori dai giochi veri, da quel poco di interessante che le agenzie ancora riescono ad esprimere. Il club è fatto soprattutto sempre dalla stessa gente…potrebbe chiamarsi circolo nautico o società orticola milanese, e andare avanti lo stesso anche senza occuparsi più di pubblicità: tanto per la maggior parte dei soci il club è come una seconda casa. E’ chiaro che questo club abbia bisogno di gente nuova,
ma non ha la minima idea di cosa farci a parte chiedergli una quota d’iscrizione.
Candidati tu fenomeno. Ora hai la possibilità.
“…All’ordine del giorno l’apertura dell’associazione: se la maggioranza dei soci voterà a favore, il Club sarà aperto a tutti i creativi italiani, a prescindere dai premi vinti singolarmente…”
Salve vorrei iscrivermi al CLUB ma ho un paio di domande:
1)Visto che la figura del creativo non è riconosciuta legalmente e siccome un italiano su due si senta o crede creativo, può iscriversi mezzo popolo italiano al club?
2)Chi decide se uno è creativo e quindi avente diritto oppure no?
Per esempio io ho sempre considerato quello che faceva le scoregge con le ascelle alla corrida molto più creativo di tanti pubblicitari italiani, in questo caso valgono i premi vinti o il titolo di creativo insignito da parenti e amici?
Grazie
Respect.
In un vero sito di controinformazione, di informazione semplicemente, cosa succederebbe adesso? Uno che è stato, è ancora all’assemblea straordinaria dell’ADCI racconta cosa è successo, sta succedendo. Un iPhone che cinguetta. La verità ben detta. You reporter, we care, I fatti separati dalle opinioni. Che le opinioni, si sa, sono come il buco ecc ecc. Come diceva Ricucci. O era Massimo Costa?
ADCI sempre più a rischio di deriva comunista.
BEFORE:
Adci = Art Directors Club
AFTER:
Adci = Art Directors Coop
Eppure la proposta di fare come il Circolo della Caccia era seria. Peccato.
Potrebbe benissimo chiudere. In passato ho sentito (e non da fuori) di giurati che si votavano le campagne come quando si gioca con le figurine: ti voto questa, tu votami quella. Poi vedevi dei lavori mediocri nell’annual, altri che non hai mai visto nemmeno sui giornali di paese…
A inizio carriera avevo il pallino “sono bravo se vinco un oro”, adesso posso dire “sono bravo se ho fatto bene il mio lavoro, mi piace e sopratutto il cliente ne è contento”.
Concordo con chi dice che questo non è un lavoro per premi, è un lavoro di cui andare orgogliosi, non perchè te l’ha detto l’adci, nemmeno perchè te lo dicono i tuoi colleghi.
R.I.P.
la realtà e che il club vuole solo soldi, non dei soci, infatti le giurie non saranno aperte ai nuovi soci, ma solo a chi avrà dei lavori premiati e blasonati, che vi credevate che aprivano i cancelli per farvi votare? No solo per vuotarvi le tasche.
E tutte quelle panzane estatiche sul blog ufficiale: tipo apriamo per essere più elitari in un certo senso sono oneste: ciè voi ci date i soldi per farci ancora di più i cazzi nostri