La settimana scorsa sono finite in carcere 11 persone in seguito a un’indagine della Guardia di Finanza sugli appalti truccati da alcuni dirigenti e funzionari del Ministero delle Politiche Agricole.
Gli 11 arrestati sono: Giuseppe Ambrosio detto ‘Centurione”, ex capo di gabinetto dei ministri Galan e Zaia e figura di spicco di tutta la vicenda; Stefania Ricciardi (moglie di Ambrosio) e Francesco Saverio Abate, entrambi dirigenti del Ministero; il dirigente pubblico Ludovico Gay; il dirigente della Confederazione Italiana Agricoltori Alfredo Bernardini; l’impiegato del Ministero Michele Mariani; mentre sono ai domiciliari il funzionario Luca Gaudiano, il direttore del Consorzio Parmigiano Reggiano Riccardo Deserti e gli imprenditori Maria Claudia Golinelli, Luigi Cardona e Oliviero Sorbini.
Tratto questa notizia sul blog perché tra i bandi di gara incriminati c’è il progetto di comunicazione Frutta nelle Scuole, del valore di oltre 13 milioni. Di Frutta nelle Scuole abbiamo gia parlato in passato, qui, ma va precisato che la corruzione è antecedente all’assegnazione del budget a Y&R Roma, colpevole soltanto di aver prodotto un film orribile, sia dal punto di vista creativo sia da quello esecutivo.
Sotto accusa c’è un’altra agenzia di comunicazione di Roma, la Union Contact di Oliviero Sorbini. Già nel 2001 il deputato Zaccheo (AN) presentò un’interrogazione parlamentare sulla vicenda.
Ecco un estratto:
“Pur nel comprensibile e condivisibile obiettivo di promuovere e pubblicizzare le produzioni nazionali del settore agricolo, tali campagne evidenziano una ricorrente presenza di una società privata di intermediazione e servizi denominata «Union Contact Srl» (…) per quale ragione, a fronte di decine di ben più grandi e qualificate strutture societarie di comunicazione, pubblicità e produzione televisiva, il ministero abbia affidato tutte le sue campagne e attività televisive ad un’unica e ricorrente società (…)”.
Vengono spontanee alcune domande.
Perché un’agenzia assolutamente sconosciuta vinceva tutti i bandi di comunicazione del Ministero delle Politiche Agricole? Perché ci sono voluti 11 anni per indagare su una cosa che sapevano tutti? Perché tante agenzie italiane non partecipano più ai bandi pubblici?
Le risposte sono semplici.
Meno semplice è capire perché Assocomunicazione non faccia sentire la sua voce su questo argomento. In un periodo come quello attuale in cui i privati fanno fatica ad investire in pubblicità, i budget del settore pubblico potrebbero tornare utili per salvare agenzie vere e posti di lavoro qualificati.
Ma Assocomunicazione non esiste più: se ne sono perse tracce da tempo. Il Conducator Massimo Costa, eletto dal Comitato dei Saggi per salvare l’Industria Nazionale, si è dedicato a tappare le falle della sua corazzata WPP. Non è un caso che mentre lui dichiara perdite per un modesto 10% altri network come Publicis e Interpublic stanno affondando.
Tanti saluti da Bad Avenue.
D. D.
Ecco il testo completo dell’interrogazione parlamentare del 2001 (Fonte Dagospia).

Nonostente sia già capo di un’agenzia e della holding del gruppo in italia, (pensa come sono contenti i capi delle altre agenzie del gruppo di avere un loro concorrente come capo), non pago quindi di un evidente conflitto di interesse, la sensazione è che sia entrato in assocom più per proteggere gli affari del proprio gruppo, che quelli della categoria.., particolarmente nel mondo media, (il comparto dove ancora nonostante tutto girano i soldini veri).. ogni riferimento a personaggi politici nostrani è puramente casuale..
))
E che dire di Pomilio Bloom? Un vero scandalo che potrebbe benissimo finire su Report.
yes sir
Prevedo pochi commenti a questo post visto il vero personaggio chiamato in causa.
Intanto commento io dicendo che è questo tipo di post che sono utili al nostro settore, bravo Donald.
Ma tanto vedo che “notizie” di questo tipo sono poco popolari. La gente ama sapere più le piccole cattiverie/maliginità che i grandi scandali. Purtroppo questa è la verità.
Mi quoto.
È come aprire un vaso di Pandora: o le gare sono aggiudicate dall’inizio (quindi nate morte: si partecipa sapendolo, sperando di avere un giorno in cambio qualcosa, forse, semmai…) oppure le agenzie partecipanti si scannano con ribassi che metterebbero in ginocchio qualsiasi struttura (e qui il cliente gode mentre la categoria si suicida). Proporre di fare cartello? Non sarebbe male, se non ci fosse sempre l’avvoltoio di turno che approfitta della carcassa in putrefazione, inculando i “colleghi”.
ok, il problema vero credo sia il fatto che tutti sappiamo cosa succede. Da sempre. La consapevolezza è il primo passo, poi c’è l’indignazione. Ma se non ne segue nulla, a nulla servono l’una o l’altra.