Ricevo e pubblico.
“Prossima settimana (probabilmente già domani) il reparto creativo della sede milanese verrà azzerato. Questo perché l’inetta che è ora a capo del reparto, per puro capriccio e per far sopravvivere i suoi amicici, sposterà tutti i clienti di Milano a Roma (che, come già detto, li ha persi tutti e non per colpa del Fronzonaccio). Questo anche perché il fancazzista che sostituisce ad interim il CEO, non è capace (ma soprattutto poco gli importa) di fare new business. La situazione è paradossale. Quanto potrà ancora durare la Lowe in Italia? Con queste premesse poco, pochissimo.
Un abbraccio a chi ancora ci crede”.
costernato, soprattutto per la “P”
Pare che oggi sono stati eliminati quattro creativi a Milano. Ne rimangono cinque che, non essendo più in grado di assicurare il servizio ai clienti, stanno passando quasi tutto il lavoro ai colleghi romani.
Ma domani arriverà Terminator anche a Roma, dove farà fuori altri creativi.
A questo punto io non capisco più: ma siete scemi o state solamente chiudendo baracca e burattini?
Mi permetto di specificare meglio. Eliminati 4 creativi: 1 copy consulente, 1 copy a progetto, 1 art a progetto e 1 art assunto in Pirella da più di 10 anni.
Restanti: 1 coppia senior e 1 coppia di stagisti + 1 DC.
Questi non stanno passando il lavoro ai colleghi romani, ma per disposizioni dall’alto e mancanza oggettiva di personale, si trovano a mani vuote. Ora bisogna capire quanti resteranno vivi a Roma. Se davvero l’internazionale ha prescelto la sede romana, credo che i cadaveri saranno davvero pochi. Vedremo…
Scusate, sono rimasto un po’ indietro, ma Casagrande e Manieri sono ancora Dc in Pirella Milano? Se no, chi è il Dc?
Indietro, Casagrande è stato impalato 1 anno fa. Manieri sopravvive.
Il povero Umberto e’ stato sodomizzato a morte l’anno scorso.
Mauroman sopravvive ancora un anno, massimo due.
Giusto il tempo che Lowe Pirella Sordi chiuda.
Com’era la storia? Manieri in LPF ancora per un anno? 2? Ah-ah-ah-ah-ah! Quanto ottimismo ragazzi. Neanche i Maya hanno fatto in tempo. Quindi? Niente DC a Milano. Bah…totalmente allibito.
P.S – Vi farà piacere sapere che Laura finalmente, ha trovato il tempo per lavarsi i capelli.
Azzz, è vero. Letto ora su advexpress.
Ma questa in un mese è riuscita a sbarrare il passo a Taddeucci e Albanese e a mettere fuori uso i superpoteri dell’uomomaurico? E chi cazzo è, Terminator?
Ma poi perché ha trovato solo stasera il tempo di lavarsi i capelli?
Ma almeno è bona? Sennò come ha fatto a fare tutta sta carriera in due giorni?
In tutte le agenzie italiane i vecchi incapaci traccheggiano, aspettando beati che le case madri li mandino a casa con la tanto agognata buonuscita. Lasceranno ai giovani scatole vuote, o piene di clienti senza più denari da spendere. Ai giovani senza speranza che hanno cresciuto a pane e illusione, promettendo loro il Festival di Cannes dove invece andavano loro, a ingozzarsi di ostriche da Astoux a spese degli stronzi capi delle loro multinazionali. Fronzoni ha fatto il peggio.
Ai tre che sono rimasti il difficile compito di spuntare il massimo della buonuscita a danno di tutti quelli che dovranno licenziare. Buon Natale.
Quoto Armando. E’ inutile prendersela con “la cappa inetta” o il “ceo fancazzista”: se i vertici mondiali della Lowe hanno deciso che c’è più prospettiva e lungimiranza nella sede di roma, ci sarà un perché. Sembra piuttosto ingenuo scrivere frasi come “per puro capriccio” e “per far sopravvivere i suoi amicI”. La verità è che il presente-futuro del nostro mestiere è nel digitale, e il digitale della LPF è a Roma, non vedo purtroppo altro futuro possibile. Questi livori anonimi purtroppo non giovano a chi dovrà fare il lavoro, e non tengono conto di dove sta andando la nostra professione.
A Laura ma và a dormì che domani te devi alzà presto.
Daje che ce devi da insegnà ando và la comunicazzione, maestrina maestronza.
Stai parlando della “Most awarded young woman in the Italian interactive panorama”
( dalla bio-epic-ballistic su laurasordi.com) ? Ma non gestisce nessun client, se non fare dei pallosissimi ignorantissimi sitissimi levissima
…ah, invece a te piaceva la pazza internata nella grotta delle stalattiti di Levissima? Ma dai fammi il piacere…
Non vi rendete conto che è proprio grazie a quel modo antico di fare pubblicità se agenzie come quella (e come tantissime altre) finiscono al macero.
La pazza internata
la pazza internata era di brillantissimi direttori creativi Bozza/Casagrande con la complicità della BRW
La most influential digital woman de noantri, a parte partecipare a un sito farlocco come zoogami, non ha fatto niente di rilevante nel digital. Non ha mai gestito in prima persona o acquisito nessun cliente sia nel digitale che nell’ATL, Se dovesse dirigere anche solo nominalmente l’agenzia da sola finirebbe al macero all’istante.
Per chiarire: non la conosco di persona, ma questa Laura non lavora male. Il problema è che siamo di fronte a una masnada di filibustieri che non sono abbastanza vecchi per togliersi dai coglioni e non sono abbastanza giovani per capire i nuovi modi di fare pubblicità. Sono troppo impegnati a inchiodarsi alla sedia di pelle nera, provando a trattenere i clienti con ogni mezzo. C’è perfino chi paga i direttori marketing per non spostare il budget… E per favore, non fate scadere il post in un’altro sondaggio su questa o quella campagna, è tempo perso.
Donald, accidenti, nella tua mission c’è “dare un futuro ai pubblicitari italiani”.
Ma come farai? Invitando forse gli ultrasessantenni inutili e dannosi che guidano le agenzie
a suicidarsi? Sai bene che non lo faranno, vero?
Non ho fatto in tempo a lasciarvi soli per un paio d’anni ed eccovi là a grufolare, raspando nel fango arrossato dal sangue delle vostre vendette paratribali.
Siete inqualificabili. Tutti.
Mai come oggi sono contento di essere passato sull’altra sponda del fiume che vi separa dal lungo sonno.
Siete dei perdenti. Tutti.
Perdente tu, o Alessio Fronzoni, da cui mi è toccato sentire la peggiore orazione funebre in mia memoria. Perdi dopo esserti perso dietro ai sogni napoleonici di Duce di Roma, avendo per centurioni il gatto e la volpe della creatività capitolina, T & A, per raggiungere l’insuccesso a caro prezzo.
Perdente tu, o Massimo Martinengo, che per troppi anni ho tollerato oziare sotto la mia grande ombra e ora annaspi tra responsabilità che non vuoi e non sai prenderti. Pronto a scappare nella notte come un ladro, con un paio di bottiglie di aranciata in tasca.
Perdente anche tu, o mia sconosciuta millantata e già sfiorita primizia, che non ebbi il dispiacere di conoscere e il piacere di crocifiggere con un semplice sguardo al tuo misero portfolio 2.0.
A te però, che ti fregi del titolo di direttore creativo esecutivo (cioè di quello che fu il MIO titolo, nella MIA agenzia) e che primeggi in arrogante incapacità, lascio in eredità tardiva la frenesia di mandare in giro il tuo curriculum vitae a tutte le agenzie d’Italia. Falso ripieno di falsi, prova provata di un rocambolesco precipitare in alto, ma senza paracadute. A te che ti ritieni campione di una genìa binaria che campione non ti riconosce affatto, lascio tutte le tue sconfitte che hanno portato Pirella Roma a perdere TUTTI i clienti.
A tutti gli altri, che per anni ho avuto accanto, che hanno sofferto e lavorato e che ora verranno sgozzati come agnelli sacrificali in onore di un Dio cieco e blasfemo, lascio il mio più affettuoso abbraccio di padre.
Se potete, perdonatemi per le mani in cui vi ho lasciato.
Emanuele
No, guarda, falsissimo Emanuele, lascia stare non sei in grado.
Geronza c’hai un nick con la rima già pronta.
Fatemi capire: i vecchi incapaci ancorati alle loro poltrone sono la rovina del sistema.
I giovani che raggiungono la direzione creativa sono acerbi, inetti e troppo arroganti e sono la rovina del sistema.
I medi (la penultima generazione, i Gitto, i taddeucci, le bocassini e i Mastromatteo) sono incapaci che fanno qualche fake per salvarsi la faccia e andare a Cannes a spendere soldi e sono la rovina del sistema.
Qualcuno per favore, mi fa 5 (3 se 5 son troppi) nomi di chi considera “un bravo creativo e professionista” tra gli attuali creativi del panorama italiano. No, perche’ sembra che la rovina del sistema sia nel fatto che su migliaia di professionisti italiani non ce ne sia uno capace. Noi compresi.
You win.
Basta! Il mondo della pubblicità assomiglia sempre di più al governo Berlusconi: nani, ballerine, burlesque e trichechi ammaestrati in equilibrio su una palla che sta per esplodere. Quando ci renderemo conto che star qui a far polemica senza agire ci porterà alla morte definitiva? Iniziamo ad alzare la testa, a dire le cose come stanno, a pretendere dei contratti seri e veri, ad assumerci le responsabilità da professionisti, a produrre dei lavoro creativamente e strategicamente vincente, a non accettare alcun gioco di potere. Ho vissuto dall’interno lo sciopero generale di 3 anni fa in McCann e vi devo dire che è stato l’unico momento in cui mi sentivo di essere utile a qualcosa. Mi sono rotto il c***o di segnalazioni anonime magari supportate da 6000 commenti ma che poi si dissolvono in una bolla di sapone. Perché fondamentalmente, finché non tocca a me, me lo faccio andare bene…in fin dei conti, speriamo tutti nei Maya.
Sì però Donald, fai cessare e cessa tu stesso questo sciacallaggio. Davvero non giova a nessuno, ed è anche molto triste, visto che TUTTE le agenzie italiane licenziano per decine e decine di persone (complice amche la legge Fornero che impone tempo indeterminato per tutti). Altrimenti questa litania sarà infinita, e dovresti replicarla per ogni mega gruppo che manda a casa. Un tempo era anche utile, apriva gli occhi ai dormienti. Oggi sembra un invito ad armarsi di sassi e scagliarli contro i poveracci che lavorano in questo settore.
L’invito a organizzarsi? Magari, ma non è una situazione risolvibile.
Penso alla Pirella e a quello che è stata negli “anni d’oro”, ai clienti che aveva: ma negli anni sono andati persi tutti, o hanno smesso di investire. Marchi storici dell’industria italiana che oggi non esistono più. Erano anche altri tempi. L’agenzia è diventata poi quasi irrilevante, via via assottigliandosi. Con Pirella (Emanuele) ancora dentro.
Ora, prendersela con chi la guida oggi o l’ha guidata negli ultimi anni di impoverimento assoluto di tutto il panorama, assomiglia moltissimo a prendersela con Monti per la situazione economica attuale: bisognerebbe piuttosto guardare i 20 anni del governo Berlusconi, e farsi qualche domanda su come siamo arrivati qui.
Saluti.
è invece giusto saperlo, e che si sappia:
così chi magari viene preso come stagista sa che nn lo ricofermeranno e magari dirà no.
o vuoi ocntinuare acredere alle fanzine dove tutti crescono e tutti guadagnano?
anche se nncambia niente, è gisyto che la gente sappia come vanno le cose e anche cn chi lavorarno.
senza contare chemolte angherie dei paini alti sono venute meno, con lapaura di unsano sputtanamento… davvero eh
Parlare di realtà serve sempre. Non penso solo alla consapevolezza degli stagisti o di quelli che un tempo andavano a lavorare gratis alla leggera “perché così fa curriculum” e che venendo qui possono avere un quadro chiaro della situazione. Penso a quelli che ci penseranno un attimo prima di impoverire la propria famiglia buttando al vento decine di migliaia di euro all’anno in scuole private che non servono a niente. Penso a quei pochissimi a cui va bene e che però sanno che il piano B serve e hanno smesso di imitare Fabrizio Corona. Penso ai riccastri che si sono permessi di lavorare sottoprezzo dissanguando il giro e che ora sono riccastri pieni di debiti, con la faccia ancora come il culo ma con qualche boccetta di xanax in più a bilancio. Penso ai guru della creatività che riflettono, ci scommetto, sul fatto che non di creatività si tratta ma di consumo, e anche se sembrano immuni assorbono piano piano le velenose contraddizioni. Penso alla gente che prima se ne impipava e adesso almeno due volte al giorno pensa a cose tipo l’equità, la vita vera… Forza Truman, squarcialo quel cielo di cartone.
Grande
Donald, chiudi questo blog.
che tristezza!!!!!
Secondo me sapete cosa dovremmo fare? Quello che fanno i Paesi che non sanno un cazzo di calcio che prendono gli allenatori italiani, o la Russia di scherma che ha preso uno dei nostri migliori allenatori. Prendiamo dei creativi stranieri che quando parlano di digital, per esempio, non parlano senza aver fatto una sega di niente. Io sono arcistufo di persone che mi dicono che il futuro è nel digital come se io fossi rimasto alle pitture rupestri e loro invece sono degli illuminati e gli unici esempi che riescono a portarmi sono quelli di thefwa o i lavori di droga5. Quelli li riesco a vedere anch’io, fatemi vedere qualcosa di concreto che a sentir parlare mi sono scassato la minchia. E invece a proposito di vecchi incapaci che sfruttano i soldi dell’internazionale per levarsi dai coglioni col portafoglio pieno, ne conosco uno personalmente.
Quelli che ci hanno provato sono scappati dopo pochi mesi. Dimentichi un particolare, i paesi che non sanno un cazzo di calcio che prendono gli allenatori, li PAGANO piu’ che altrove. Chi te lo fa fare di venire in Italia a prendere meno soldi e ad avere a che fare con clienti del cazzo? Certo il cibo il sole il mare e l’amore. Ma dopo un po’ meglio sloggiare.
Però però però… non si può parlare dello sfascio della Pirella senza parlare della orrenda gestione della fusione Pirella – Lintas!
So benissimo che è un evento di oramai 10 anni fa… e ci sarebbe stato tutto il tempo per rialzarsi… ma molte delle persone che hanno gestito malissimo quell’operazione (calata dal network, mal digerita e mai vista come un’opportunità) sono ancora lì, o ancora ai vertici di altre agenzie… E tutt’ora hanno responsabilità e potere decisionale su decisioni importanti del nostro ambiente. Tutti quelli che si sono succeduti dopo hanno cercato di rimettere insieme i cocci… ma il danno era ormai più grande dei possibili rimedi.
La LP è da allora un malato incurabile allo stato terminale, a cui le persone hanno cercato di mungere un po’ di eredità… sembra la scena della famiglia al capezzale in Million Dollar Baby…
Certo che ai matusa milanesi glie rode proprio er culo quando prendono calci in culo da Roma.
Una scomoda verità.
Roma è morta dal punto di vista della comunicazione.
Se hanno spostato il reparto creativo a Roma è per uno dei seguenti motivi:
1) velocizzare l’eutanasia;
2) dare meno soldi di buonuscita ai milanesi;
3) agevolare il rientro dei due Umani.
A prescindere dal motivo, il risultato sarà lo stesso: Lowe non supererà il 2013.
che tristezza che sei.
A Martine’, come te lo devo da di’ de nun scrive su sti blog, che nun hai ancora capito come funzioneno (e si ce capivi quarcosa t’accattavi a Sordida?).
Ma se pò scrive “matusa”? Bigna avecce 60 anni come te….
Ahò domani ce manni la morte nera pe’ facce secchi puro a Roma?
E noi je dimo e noi je famo: c’hai licenziato e mo te denunciamo”.
A proposito di Humans che sta facendo? Ci lavora qualcuno? Su che clienti lavorano, intendo clienti che pagano? Dal fanta social smagorico sito su pinterest (che mi raccomando guru del digitale non scordatevi di premiare all’ADCI nella categoria social, digital, e cose che han fatto in duecento mila prima di me ma non si sono mai sognati di iscriverlo a un premio.) non si hanno notizie se non qualche articoletto autocelebrativo. Il sito e’ underconstruction da mesi.
“… nella categoria social, digital, e cose che han fatto in duecento mila prima di me ma non si sono mai sognati di iscriverlo a un premi.”
ahahahahah!
Perché!? C’era un reparto creativo? Non me ne sono accorta.
Ma a colui che ha scritto questo post non viene proprio in mente che nessun direttore creativo al mondo ha il potere e l’autonomia di far chiudere una sede e spostare il business di un’agenzia in un’altra città? A colui che ha scritto questo post non viene proprio in mente che una decisione del genere può prenderla solo l’internazionale? Il milanese che ha scritto questo post (e che tutti sanno chi è), perché non prova a mettere da parte rosicamenti, invidie e rancori personali (che questo sito dolosamente amplifica) e non si mette una buona volta il cuore in pace? Su, dai, fattela passare. Puoi farcela.
ma poi l’internazionale chi (Moratti o Branca?)? Chi sono questi individui internazionali che vestiti di nero e col cappuccio vengono a cacciare i lebbrosi dal loro feudo?
Guardate che per gli internazionali l’italia è zero, solo una gran rottura di palle. Certo sono loro a dire dovete tagliare un tot di costi e persone, ma poi sono gli italiani a decidere chi, come, quando e dove.
Quindi la richiesta sarà pure internazionale, ma i nomi li hanno fatti in Italia.
Basta nascondersi dietro personalità ectoplasmiche, che siano trichecoformi o internazionaliformi. Se un Capo è degno della sua qualifica, deve assumersi le responsabilità delle proprie decisioni. Perché un Capo decide, non gioca a nascondino né allo schiaffo del soldato. Che posso dire, il tempo renderà merito ai meritevoli. Chi non ne ha, alla fine finirà a fare il finto fan su facebook insieme alla miriade di arabi, ceceni e abitanti dell’est europeo. Perché sembra che quello sia l’unico metro di giudizio per valutare il loro operato 2.0
hahahaha ma che cazzo dici? ma la smetti di leggere solo repubblica.
Mah, la LPF negli ultimi anni ne ha fatte di scelte discutibili e non a livello creativo. Francamente non ho mai capito l’esistenza de La scuola di Emanuele Pirella sulla quale convergevano diversi budget cercati e acquisiti dalla LPF. Qualcuno sa spiegarmi se fosse così e perché? Insomma non di sola creatività vive la pubblicità, anzi…
IO C’ERO
e ho visto cose che voi……………………..
Ho visto Riccardo Lorenzini tentare di far crescere e far diventare un’agenzi da padronale a internazionale….e cercare di liberarsi delle palle al piede tipo Martinengo e rinunciare poi aprendo la sua agenzia dopo aver visto Pirella che difendeva i vari Martinengo…
Ho visto Massimo Costa fare più o meno lo stesso tentativo e poi rinunciare andando a “rifondare” la Y&R con la “testa” della Pirella……
Ho visto Pirella decidere praticamente di affossare la sua agenzia circondandosi da persone insulse o yes men pur di non avere più rotture di scatole (chiamiamole così)……..
Ho visto le Monica Giacomini preoccupata a Roma di essere licenziata e tornare a Milano come Direttore Generale grazie a un AD e al solito Martinengo con l’aggiunta di una miracolata in amministrazione di nome Calcante………..
Ho visto miracolare un Direttore Creativo con l’arrivo di un altro al quale a Cannes diceva con te non ci lavorerò mai perchè tu me lo metteresti nel c..o……….
Ho visto e ho visto e ho visto……. ma mi fermo per amor di patria come si dice.
Ah Maya, se c’avete raggione, potete fà in modo de rallentà l’asteroide così lo posso fotografà e postallo su instagram?
Inortre potreste endorsà er fregno mio?
Grazie.
Laura
Era ora che un grande network puntasse su Roma.
Finalmente una scelta coraggiosa.
Grande Lowe.
La voglio anch’io!!! La voglio anch’io!!!!!!!!
Pierr, dimmi, che droga usi?
Certo. Anche a me sembra logico puntare su un’agenzia che ha perso tutti i clienti. Soprattutto se i pochi clienti acquisiti “only for digital” alla scadenza del primo anno hanno rescisso il contratto per “scarsa qualità creativa”.
a volte leggendo questo blog mi sembra solo di vedere gente che non ha mai lavorato per davvero.
concordo totalmente. certi commenti sono al di fuori del bene e del male, probabilmente di chi vive nel mondo nel regno di “Molto molto lontano”, o di chi non ha mai guardato negli occhi un direttore clienti vero o un direttore marketing vero.
Che poi, dico io, possibile che stà Laura qua non sia intervenuta alla discussione? Né lei né altri dirigenti (se ancora esistono) della LPF? Cioè, intendo firmandosi con i veri nomi. Avranno qualcosa da dire o no? Oppure preferiscono far finta di niente e lasciare che tutto passi? Eppure ora è un’agenzia 2.0 wireless con aggiornamento software e tecnologia touchscreen sulla quale il mondo intero sta puntando gli occhi. Qui siamo nel loro mondo.
Bravo autore, c’eravamo quasi cascati…..MAGARI fosse stata lei!
ci hai quasi fregato. lei parla e pensa proprio così.
MA CARO DONALD, IO MI STUPISCO CHE TU, VOI VI STUPIATE.
E CONTINUATE A SCANNARVI TRA PEONES.
E’ IN ATTO ORAMAI DA ANNI UNA GLOBAL-CINES-DIGITALIZZAZIONE DEL SETTORE.
SETTORE DOMINATO DALLE MULTINAZIONALI ESTERE,
CHE VENGONO QUA PER FARE SOLDI, NON PER CULTURA O SOLIDARIETA’,
NON PER DILETTO, MA SOLO ESCLUSIVAMENTE UNICAMENTE SQUISITAMENTE
PER FARE U-T-I-L-I.
UTILI CHE POI DEVONO RIPARTIRE A FINE ANNO PER LONDRA, O PARIGI, O NY.
QUESTO E’ QUANTO.
TUTTO IL RESTO E’ RELATIVO, PICCOLI BRANDELLI DI MISERIE SPICCIOLE,
MODESTI CAPO’ CHE VENGONO INSIGNITI DA LEADER AL GIOCHINO DEI 4 CANTONI.
FURFANTELLI, MASANIELLI, MENELIK
AMBULANTI DA STRADA IN BMW
MARIUOLI DI TURNO E CHE CHI PUO’ ARRAFFA, ARRUBBA,
E CHI NO PEGGIO PER LORO,
E SOLO UN PICCOLO
MODESTO
GIRONE DANTESCO.
PUBBLICITARI.
(TU ENTRA UNA SERA A CASA DI NUOVI AMICI O CONOSCENTI, E TI PRESENTI
CHI AVVOCATO, CHI GIORNALISTA, CHI NELL’EDITORIA, CHI ARCHITETTO,CHI NEL COMMERCIO, CHI IN QUELLO CHE CAZZO TI PARE, QUANDO TI PRESENTI TU/NOI
NON SEI ARRIVATO ALLA PRIMA I DELLA PAROLA PUBBLICITA’ CHE GIA IL LORO SGUARDO E INTERESSE VOLGE ALTROVE)
PUBBLICITARI.
CIOCCOLATAI.
VENDITORI PORTA A PORTA.
PIAZZISTI DI BENI SPESSO INUTILI.
SETTORE, CHE IN ANNI NON SI E’ SAPUTO DARE UNA DIGNITA’
E DELLE REGOLE VERE.
RISPETTANDOLE.
VISTA DALLE CAPITALI CHE CONTANO,
L’ITALIA E’ UN PIU’ CHE MODESTO PAESE,
INCASTONATO TRA AFRICA E EUROPA,
MA PROBABILMENTE PIU’ VICINO AL MERIDIONE CHE DA ANNI,
SOTTOLINEO ANNI,
NON CRESCE, NON SI SVILUPPA, NON PRODUCE CRESCITA,
E NON HA MAI PRODOTTO CREATIVITA’ DI RANGO INTERNAZIONALE
SE NON IN PIU’ CHE SPORADICI CASI,
CIOE’ L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA,
NEGATIVA.
QUINDI LORO DAI LORO HEADQUARTERS
PERCHE’ CAZZO DOVREBBERO CURARSI E INVESTIRE,
SUCCHIANO IL SUCCHIABILE.
L’UNICA COSA CHE ACCENNA AD UNA CRESCITA NEL SETTORE E’ IL DIGITALE?
BENE VIRIAMO VERSO IL DIGITALE.
CHE POI IN ITALIA SIA FATTO COI PIEDI COME TUTTO IL RESTO,
CHE ANCORA RAGIONI CON LA STESSA MENTALITA’ PICCOLA E CIALTRONA
DEI VECCHI SPOT BRUTTI GRETTI E FASTIDIOSI,
A LORO POCO IMPORTA, CONFERMA CHE FANNO BENE A NON INVESTIRE QUI.
AL MASSIMO TENERE LA COLLINA
IN MANIERA CHE EVENTUALMENTE NON LA PRENDA IL NEMICO
SFRUTTANDO COME MEGLIO SI PUO’
LE MODESTE E FOLCLORISTICHE TRIBU’ LOCALI.
HAI CAPITO PERCHE’ 99 SU CENTO CI RICUCCHEREMO MONTI?
Permettermi di dissentire: il cioccolataio a mio avviso e’ un lavoro molto interessante.
Il caps lock incastrato. Un altro segno della crisi.
No. della fine del mondo.
Peones!
Senza cioccolata e senza Caz lock,
siempre definitivamente e final, Peones!
A distanza di 1 anno fa molto ridere rileggere questo articolo. http://archivio.youmark.it/article/28986/news-Laura-Sordi,-ex-Saatchi-Roma,-per-l'interactive-di-Lowe-Pirella-Fronzoni-youmark
Ancora di più se si pensa che a pochi giorni dall’uscita di Luca e Ted, la stessa sordida dichiarava “meglio così, quei due non è che fossero strategicamente competenti. Ci vuole una bella ripulita per ripartire”. Se questi sono gli amici, cari Humans, tenetevene alla larga.
P.S – mentre scrivo, è iniziata l’esecuzione anche qui a Roma.
Confermo. Lo disse anche a un mio amico affidabile pochi giorni dopo che ted e luca se nne sono andati. Mi spiace per lpf roma tutto quello che sta succedendo.
Anche a me lei ha espresso lo stesso concetto. Però condito da “cominciano a essere vagamente rincoglioniti”.
Se allevi corvi, ti beccheranno gli occhi.
Mi pare che se ne siano tenuti alla larga alla grande scegliendo di non tornare nel baraccone LPF, e come dargli torto….
Vabbè, siamo alla calunnia pura. O ancora peggio, alla delazione.
Donald, chiudi ‘sta fogna di blog.
Calunnia direi di proprio di no.
A me l’hai detto la mattina che stavi a sistemare la ex stanza di Ted e Luca perche’ ti ci eri appena installata.
Non ricordi? Non sono passate nemmeno due settimane.
E a P. glielo hai detto per telefono il giorno che sei andata a Milano e è uscita la notizia che Fronzoni se ne andava.
Ma perchè mai la concorrenza internazionale non avrebbe potuto soffiare a Luca e Ted la Sordida ? Che panzane…
Ma in effetti che cosa ha fatto la Sordi ? Qual è il suo portfolio ? Tutto quelle patacche dell’ADCI ?
Cosa cosa cosa ????
Non so cosa abbia fatto in Pirella, ma conosco le cose che faceva in Saatchi Roma e non erano affatto male.
Si, peccato che era prima tutta roba di Orlandi e dopo di Musilli.
Si, peccato che era tutta roba di Orlandi prima e di Musilli dopo.
Questo blog fa schifo ed è diventato uno schifo. Vi piace questa roba? tenetevela.
Siamo a livelli MOLTO più bassi del vecchio Rejectedby.
Donald eri partito con un altro stile, e mi spiace vedere questo ravanare nelle ferite altrui o nell’invidia per una ragazza che ha avuto una chance da giocarsi in un’agenzia altrimenti non recuperabile.
Per quanto mi riguarda abbandono qui.
Ci mancherai. Hai già scritto 20 commenti su questo post.
Che LPF fosse destinata a questa fine, a mio parere, era chiaro a molti. Soprattutto a tutti coloro che ci hanno lavorato, negli anni d’oro e in quelli un po’ meno d’oro. La difficile convivenza di due personalità così diverse tra loro come Emanuele e Fronzoni prima, e la mala gestione del periodo post Pirella dopo, hanno portato l’agenzia in una fase di stagnazione e di mediocrità. I continui tagli al personale e la mancanza di figure di riferimento sia nel reparto creativo che nel contatto hanno lasciato il segno. Qualcuno si e’ spinto a cercare cause anche nella lontana fusione lintas-Lowe, cosa peraltro verosimile, qualcun altro ha analizzato il difficile rapporto, quasi edipico direi, tra Emanuele e i vari AD che si sono succeduti. Tutte cose interessanti, ma la verità nuda e cruda e’ che spesso, per tutta una serie di motivi, le agenzie non sopravvivono al loro fondatore. E se, come penso, conosco bene Emanuele, ritengo che a lui non faccia così dispiacere. Dispiace si’ per tutte le persone che ci lavorano, spesso capaci di grandi sacrifici, e scevre di colpe. Ma non dispiace per un management nel migliore dei casi incapace e pigro, cinico e truffaldino nel peggiore. Del resto, come si dice anche nello sport o nello spettacolo, e’ meglio ritirarsi quando ancora non si e’ toccato il fondo. E LPF, dopo due anni di mediocrita’ assoluta, dove non ha piu’ vinto neanche il piu’ dozzinale dei premi del settore, non poteva che precipitare nel baratro. Meglio così: ricorderemo gli ori a Cannes, i creativi più brillanti, le campagne più rinomate, i pay off più riusciti. E con essi, le petecchie di Aldo, le scoregge di Pizzigoni, le smargiassate di Costa, lo spirito british di Emanuele, sempre un po’ padre padrone, che da lassù chissà cosa pensa di questa grande confusione che regna sotto questo cielo.
Ma com’è possibile che si continuino a scrivere cose del genere? Un conto è criticare il lavoro di Laura – punti di vista – un altro è calunniarla con accuse infamanti quali stecche da fornitori, creste sulle note spese..qui siamo alla denuncia penale e alla chiusura del blog con tanto di richiesta di risarcimento danni. Poi, siamo seri, Laura ha complottato con l’Intnl Lowe per far fuori T&A + Fronzoni, sta mandando a rotoli tutta sola l’Agenzia, sta licenziando chiunque non le aggradi? E magari fra un po’ qualcuno scriverà che Pirella (scusate non ho la vostra confidenza per chiamarlo Emanuele, per me resta solo uno dei padri fondatori della pubblicità in Italia ma che negli ultimi vent’anni ha preferito vedere la propria agenzia spegnersi lentamente piuttosto che dividere il potere con qualcuno: Lorenzini docet!)) non è morto per cause naturali ma è stato ucciso da Laura. Comunque Laura ha un futuro: ricoprirà il ruolo di Blofeld nel prossimo 007.
Per chi ha scritto il post firmandosi Laura: con accuse così circostanziate metterci la faccia no? Ma si sa, il coraggio se non ce l’hai nessuno te lo può dare. Io affiderei il tutto a un buon avvocato, e magari alla Polizia Postale.
Abbiamo rimosso la Sordida purtroppo solo il suo post
è proprio vero: “Non c’è successo senza infamia”.
Ma all’estero chi se lo’ncula il digitale italiano e meno che meno romano e meno che meno della Sordi the most influential woman creative ? Prrroooot !
Anonymous visto che scrivi -”…poi, dico io, possibile che stà Laura qua non sia intervenuta alla discussione? Né lei né altri dirigenti (se ancora esistono) della LPF? Cioè, intendo firmandosi con i veri nomi…”-, perchè non cominci a firmarti anche tu, se hai qualcosa di rilevante da dire, invece di usare tristi pseudonimi?
O forse come è più facile fare, punti il dito ma nascondi la testa sotto la sabbia?
Le persone come te mi fanno profondamente ridere. Giudichi, critichi. Ma tu Anonymous cosa hai fatto di davvero considerevole?
Ci lamentiamo tanto, senza capire che il vero cancro di questo paese sono proprio le persone come te. Tirate fuori le palle e dimostrate davvero quello che valete, invece di stare solo a giudicare gli altri. Soprattutto perchè non siete nient’altro che un triste esempio di come questo lavoro possa davvero diventare squallido. Se le cose non vi stanno bene, se non siete soddisfatti del lavoro che fate o dell’agenzia in cui siete, ma andatevene, trovate il coraggio e cambiatela la vostra vita. Invece state solo a giudicare chi prova a cambiare le cose. Magari ci si riesce o magari no, ma almeno ci si prova. Voi oltre a sputare fango cosa fate?
I cambiamenti in questo lavoro sono fondamentali. Svegliatevi.
Chiara
Io questa Laura non la conosco personalmente, ho visto il suo sito però. I lavori variano dal’accettabile al molto buono. Ma il consiglio che voglio dare a lei e a tutti è: siate meno egocentrici. I premi, le press release, descriversi come possibile candidato al nobel o alla casa bianca, non serve a nulla. La tua lista di premi (laura) potrebbe essere accorpata in una riga (x gold qua, x silver là…) e avere lo stesso valore agli occhi di head hunters, gli articoli che parlano di te sulle diverse riviste non li leggerà nessuno, le foto da “creativo per forza” idem.
Ripeto io non ti conosco Laura, ma dalla tua vetrina su internet, non ci fai una bella figura, Si denota una quasi ossessione verso il premio e la notorietà rispetto che verso l’idea creativa.
Le agenzie più fighe del momento vanno in tutt’altra direzione.
In più facciamo pubblicità, ricordatevelo, la gente odia la pubblicità, siamo una rottura di palle. Per le persone i nostri Gran Prix a Cannes contano meno del primo eliminato al Grande Fratello. Quindi non vantiamocene almeno.
Si lei,
che comunque il suo lavoro lo sa fare e bene,
si crede molto, tanto figa,
però ho anche la sensazione che la platea come al solito
tolleri meno il “successo” di una donna
di quello di un uomo.
Purtroppo.
Stenderei piuttosto un pietoso velo sul l’amministratore delegato provvisorio…
Mi sbaglierò,
ma tra poco arriva una donna di “successo” pure lì.
Il successo è se al timone del Titanic ?
Il successo è se sei al timone del Titanic ?