incredibile
sono rientrato nell’art directors club
e questo perchè
nonostante i precedenti attriti col presidente guastini
pensavo che questo consiglio dovesse proseguire il suo mandato
continuo a pensare che l’oro durex sia stato salvato inopportunamente
e tuttavia l’eliminazione di metà delle campagne stampa dimostra qualcosa
e cioè che per la prima volta si sia affrontato il problema
che si sia detto “bambini la ricreazione è finita”
e questo sì che ridà dignità al club e all’annual
non le centinaia di pippe degli annual precedenti
che non dimostravano alcunchè sul talento di chi si ostinava a produrle
se non tutta una serie di evidenti problemi psicologici
incredibile
in assemblea eravamo tutti d’accordo con questa nuova impostazione
il consiglio è stato riconfermato all’unanimità
e quando ho espresso il mio solito punto di vista “giustizialista”
che sei anni fa provocava ululati di riprovazione
sono stato addirittura applaudito
non credevo ai miei occhi
credibile invece
in assemblea è saltato fuori che “qualcuno” degli assenti non ci sta
gli sta stretto dovere rispettare le regole come tutti
lo turba non potere telefonare di nascosto per ricattare il consiglio
e dunque c’è una fronda massonica che trama per fondare un nuovo club
e ti pareva
sapete una cosa massoni?
vi prego fatelo
fateci ridere
fondate un nuovo art directors club col dichiarato scopo di fare i fake
non vedo l’ora
bad avenue ha disperatamente bisogno di spunti come questo
giovanni pagano
Buon anno nuovo Giovanni. Lotta dura senza paura.
Caro Giovanni,
non ho capito un benemerito kz.
Noi, tu e io palermitani , sappiamo dire e ahimè fare
cose che la gente nemmeno immagina.
Dimmi, dicci, evitando di essere criptico, pls,
il tuo pensiero: straight.
Bad avenue è morto.
Salve sono Dario Mondonico, che io sappia sono l’unico Mondonico che lavora in pubblicità. Visto che il messaggio sopra non l’ho scritto io ed è firmato con il mio nome vi chiederei per favore di cancellarlo. Grazie, Dario Mondonico, l’unico e originale.
ciao dario
sono giovanni pagano
sui miei post faccio un po’ io gli onori di casa
se non ti spiace
e fino a quando non si arriva alle offese gratuite
preferisco mantenere intatto lo scambio di idee
anche le più funeste
il tuo intervento chiarisce perfettamente le circostanze
e bannerò qualsiasi intervento successivo di mondonico
va bene?
continua a seguirci
giovanni pagano
Cos’è, adesso non ci può essere un altro che si firma Mondonico (tanto più che non mi pare abbia scritto falsità, volgarità o termini offensivi)?
Il cowboy Dario ha forse il copyright del suo cognome?
Quanto ha pagato per l’esclusiva, diritti web compresi?
Vogliamo allora radere al suolo per lesa maestà un ridente paesino della Brianza che porta quel nome?
Siamo davvero nel campo della psichiatria, ragazzi… keep it calm, se ci riuscite.
“Mondonico? Ancora tu? Sciacquati la bocca prima di scrivere su Bad Avenue!”
Ci mancava la svolta democristiana di Bad Avenue.
non ho capito il concetto che hai espresso
cazzopene
però democristiano glielo dici a tua sorella figavulva
giovanni pagano
Grazie Giovanni, ora che ne diresti di iniziare a scrivere nel blog ADCI?
Che perfetto epitaffio per un posto che pure ha avuto una sua funzione, persa mano a mano che aumentava la stanchezza del fondatore.
E questo post mi ricorda una campagna che feci (absit iniuria verbis) un bel po’ di tempo fa.
Vabbè, le cose cambiano. Au revoir.
Ennò, Giovanni, era meglio se continuavi a spaccare costruttivamente i maroni da fuori.
Agli occhi di noi, miserabile pubblico di BA, eri molto più credibile.
Rifondare da dentro? Mmmmh, possibile, ma la spinta rivoluzionaria esterna ti metteva in una luce migliore.
Qualcuno ti ha già dato – vedo – del “democristiano”: temo che dovrai aspettarti pure di peggio.
Che poi, cosa vuol dire “incredibile, sono rientrato”? A tua insaputa, come scajola?
Mahhhh.
quoto Mah….
Quoto bah
che quota mah.
Rispondi qua, Giuànn, invece di leccare le terga al cowboy più sopra.
minchia mah
scajola a mìa?
e che t’ho fatto?
sono lusingato del vostro interesse per le mie sorti
anche perchè non vi considero affatto un miserabile pubblico
come ho rivendicato in assemblea adci quando si è sparlato di bad avenue
io non spacco i maroni gratis
mah
lo faccio solo quando sono profondamente convinto di un’ingiustizia
faccio la rivoluzione solo quando penso che le cose vadano cambiate
come ho detto in assemblea
resto certo che l’oro a durex sia un’intollerabile ipocrisia
una macchia che sarebbe meglio eliminare dall’immagine dell’adci
però non posso nascondermi che tutto il resto
(l’eliminazione di metà delle campagne della categoria stampa)
non sarebbe mai accaduto con le gestioni precedenti
e questo è già un grosso cambiamento
posso garantirtelo al limone
pensaci
inoltre mah
chi ti dice che restare fuori non mi impedisse di spaccare altri maroni?
sarò meno criptico prossimamente
ma fidati
giovanni pagano
Giovanni, vedo che ce ne hai messo di tempo…ma alla fine, dopo le lunghe discussioni di Cannes, hai cambiato posizione. E ne sono felice…visto che il mio obiettivo era farti rientrare nel club!
Convinto che ci fosse bisogno anche di te.
Con stima
Andrea
http://padreinformazione.wordpress.com
Mah, Giovanni.
Non so se ho letto bene, ma non vedo neppure un briciolo di risposta in quello che hai scritto. Anzi, certe tue parole alimentano altri dubbi.
Spero che la tua autoaccusa di cripticità spieghi queste righe vuote, perché so che non sei abituato a scrivere per il solo gusto di farlo.
Attendiamo con fiducia ma, nel frattempo, con immutata perplessità.
caro mah
eppure mi sembra di essere stato chiaro
sono rientrato nel club perchè il consiglio ha dimostrato di contrastare i fake
nonostante la brutta e inspiegabile macchia dell’oro a durex
e anche per un altro motivo
che renderò noto più avanti
ma che se vuoi non ho problemi a raccontarti privatamente
chiamami al 366-3961892
più di così non saprei cosa dirti
giovanni pagano
Grazie Giovanni.
Non sto a scocciarti per telefono anche se apprezzo la disponibilità e la trasparenza.
La mia prima sensazione, un po’ “di pancia” era però diversa.
Decine e decine di post contro l’ADCI, con toni spesso accesi oltre misura, e adesso ci annunci con gioia di essere tornato a farne parte.
Mi suonava un po’ stonato, tutto qua. Di colpo, tarallucci e vino perché l’ADCI ha riconosciuto di avere pestato un merdone formato poster (e avrei voluto anche vedere…).
Per come sono fatto io, dopo una diatriba così violenta e dopo svarioni così marchiani, io con questo ADCI avrei chiuso per sempre.
Ma se pensi di poter risanare certe dinamiche dall’interno, avrai di certo preso la decisione per te più opportuna.
In bocca al lupo.
M
Ostia, non è bella questa stitichezza nei commenti… sicuramente il pagano ci attizza di più come aggettivo, o quando è declinato al futuro ed effettivamente questa sua svolta conciliatoria ci ammoscia, oh, se ci ammoscia.
Comunque non si vive di solo pagano, no don?
Son due mesi che, dormiente tu, rimbalzo sul blog adci e m’addormo pure io, don.
E questo non è bello, don.
Lasciare così a lungo tutti questi cazzo di neuroni anonimi a secco di argomenti, non è bello.
Ciai una responzabbilità, don.
Qui è in gioco la sopravvivenza dell’idea di anonimato, la liceità di discettare ed esser digeriti o espettorati senza esser collocati.
Non scriverei mai le cagate che scrivo se dovessi legarle a un nome, il mio, che poi magari ci si aspettano continuità, si allestiscono assi cartesiani, si blandiscono aspettative.
E dunque, don, fracàssaci la minchia, restiamo vivi.
morirete tutti
eh si bisogna tornare sul pezzo. dai cazzo. vessazioni e angherie continuano, abbiamo bisogno di questo spazio!
oooh finalmente
hai centrato il punto no future
personalmente me ne fotto da sempre dei lugubri
il cui unico contributo da sempre è dire
“questo è morto e quell’altro pure”
sono loro i morti
quelli che non distinguono la morte dal cambiamento
sai da quanto tempo sento dire che la pubblicità è morta?
la pubblicità non è morta
sta semplicemente cambiando
hai ragione tu no future
abbiamo bisogno di questo spazio
ed è morto chi non se ne accorge
ma forse questo spazio deve cambiare
e deve diventare appunto uno spazio utile aperto ai contributi
non semplice cortile anonimo
la notizia del mio post era che l’adci ha dato segni di cambiamento
nonostante il pessimo esordio dell’oro a durex
ma questo spazio è sprecato se invece parliamo di niente
è morto o non è morto bad avenue?
è o non è il vero mondonico?
e pagano si sta rammollendo o no?
seghe
chi cazzo se ne frega?
avrei voluto che si parlasse dei cambiamenti che l’adci ha evidenziato
perchè se reali possono costituire un miglioramento della nostra professione
non di futili minchiate
allora
è vero no future
abbiamo bisogno di bad avenue
ma non di rejectedby
non più
giovanni pagano
Nessuno vuole parlare del Novara?
Considerato che questo era l’unico posto dove si poteva trovare un po’ di vivacità mentale e considerato che dopo due mesi di nulla totale la nuova stagione debutta con una inversione a U di Pagano, mi pare evidente che anche questo luogo sia precipitato nel buco nero di depressione e follia che oggi è la pubblicità italiana.
E domani sarà pure peggio.
C’è qualcun’altro, che come me, pensa di mettere su una bella fattoria?
Ma che cazzo di fattoria. Ridateci un rejectedby o simile dove sfogare i nostri più bassi istinti, perché è solo quello che ci interessa davvero.
“ridateci rejected”. Da soli non siete più capaci nemmeno di produrre merda.
Morirete tutti, di costipazione.
Io spero invece di diarrea, dopo aver cagato sulla tua lapide tombale.
Riassumento, Dio è morto, Marx è morto e neppure Bad Avenue si sente molto bene.
(In compenso, Monti che è clinicamente morto da decenni è convinto di essere vivo è porterà al quasi decesso milioni di italiani…)
Mi sono fatto un giretto sul sito dell’ADCI.
In fondo, lo conoscevo solo per le riprese che venivano fatte qui.
Bene, adesso che ho letto un po’ di cose, beh, devo dire che la mia impressione iniziale si è ulteriormente rafforzata.
E’ davvero un sito di morti. (E alcuni, di essere morti, lo rivendicano con civetteria, ma si sbagliano, lo sono davvero.)
Se il proverbiale marziano si collegasse al sito dell’ADCI e non sapesse nulla dell’Italia, non immaginerebbe che il paese si trova nel bel mezzo di una delle più gravi crisi economiche della sua storia. Una crisi particolare, certo, perché colpisce alcuni mentre per altri le cose (magari anche grazie al risparmio accumulato) continuano come prima o meglio di prima.
E questo spiega perché quelli dell’ADCI se ne sbattono allegramente.
Comunque, tra le tante frasette autocompiaciute, una sicuramente risveglierebbe l’attenzione di un ipotetico marziano; autore, guarda caso, Massimo Guastini:
“Vi passo un’altra considerazione: secondo un modello ricorrente, tutto quello che non si interfaccia tende a sparire. Vale anche in Economia.”
Roba da mettere in fibrillazione le antenne; ma probabilmente il marziano penserà che sulla Terra l’economia funziona in modo diverso che da Marte e passerà oltre.
Purtroppo, la frase è palesemente falsa. Una vera autentica corbelleria.
Ma non è questo che mi inquieta. Corbellerie se ne leggono ormai ovunque: aprite un qualsiasi quotidiano (intendo quelli autorevoli, Sole 24 Ore, Corriere, Repubblica) e più che sciocchezze non vi capiterà di leggere.
Ciò che è inquietante è che leggerete solo stupidaggini di DESTRA.
Come questo ridicolo elogio della società aperta.
Ma aperta a che cosa? Alla libertà di arricchirsi dei pochi a scapito dei molti.
Ché il mondo della pubblicità, in fondo, non è diverso dagli altri settori.
Con massimo godimento degli zombies dell’ADCI.
Ex allenatore, ma ti rileggi quando scrivi o sono proprio cose che pensi? ma che luoghi comuni!!! ancora con queste “cose di DESTRA”..”arricchirsi dei pochi a scapito dei molti”. Basaglia ha fatto più danni del comunismo! Certo scusa, hai ragione, Lenin e Stalin condividevano la sorte di milioni di poveracci russi, che non riuscivano neanche a mangiare tutti giorni…vero…. Ah, per inciso, se non hai capito la storia e non hai imparato a pensare, impara almeno a scrivere in italiano corretto…zombies non si può sentire! Al limite lo devi lasciare al singolare in un testo italiano.
Uffa! Ma Maria Antonietta non l’avevano ghigliottinata più di 200 anni fa? Ancora sta a rompere? Non è meglio se va sul sito dell’ADCI in compagnia dei suoi pari?
Certo, dal “se non hanno il pane mangino le brioches” non ha fatto molti passi avanti in logica.
Siccome in Russia hanno fatto quello che hanno fatto, allora bisogna togliere tutte le conquiste che i lavoratori si sono guadagnati nel secolo scorso.
Stalin era cattivo? E io elimino il welfare. Consequenzialità impeccabile.
Comunque, chi ha problemi con la realtà sei tu: in alcuni paesi occidentali le disuguaglianze hanno raggiunto nuovamente il massimo storico, che guarda caso coincide proprio con il 1929.
I luoghi comuni, come vedi, ce li hai tu nel cervello.
PS. Pure le lezioni di italiano? Non è che sei Gianni Lombardi travestito da donna?
Scusate, mi è rimasto nella penna il nick che avevo usato per scherzo stamattina. L’ex-allenatore sono io, von Hayek.
fai e disfi da solo, si vede che ci sei abituato. Nick a parte, se leggi, e capisci ciò che è scritto in un linguaggio a tutti accessibile, vedrai subito che non ho detto nulla sui diritti dei lavoratori,non ho detto o negato le disegueglianze sociali, etc…. Ma cosa c’entra? Ma quali luoghi comuni???? E’ evidente che il cervello è ancora in ferie.
Non ti curar di loro, Marie. Il cervello dei sinistrati non è in ferie. E’ proprio scappato, forse a Cuba, in Cina o in qualche altro paradiso della democrazia. Torna qua solo per la borghesissima pratica di riscuotere qualche vitalizio.
Vedi che hai trovato un ammiratore, uno che ti capisce?
Un bravo commentatore di destra, paladino, va da sé, della democrazia.
Con una dialettica da lombrico, anche questo va da sé.
Dire che le disuguaglianza sono tornate a livelli da anteguerra, per lui, non è dare un semplice dato economico, ma essere comunisti.
Von Hayek: la mano a pugno, usala per farti una pugnetta.
Non sarebbe neppure il primo assassinio di massa compiuto da un komunista.
Ecco un estratto da un articolo apparso sul NYT quando quattro anni fa erano in corso le primarie Usa e si confrontavano Obama, la Clinton e McCain. In poche righe sono condensati alcuni fatti interessanti. Primo, il declino della classe operaia americana è così profondo che essa non è più in grado di esprimere alcuna forma di protesta. Secondo, il dibattito politico assume le stesse ridicole valenze fantaeconomiche che vediamo qui in Italia, ovvero, il problema non è la deindustrializzazione ma il fatto che quei fessi degli operai non hanno fatto una valida scuola serale per inserirsi nell’economia globale, e fa niente se pure quelli che sono andati a scuola non riescono a trovare un’occupazione decente. Insomma, una campagna elettorale condotta all’insegna della negazione della realtà. Infatti, come nota l’articolista, fra tutti e tre i candidati “neither spoke of dollars missing from paychecks.” Esattamente come sarà la campagna elettorale italiana. L’Italia ha un problema di deindustrializzazione dovuto all’entrata nell’Euro, al fatto cioè che l’Euro è, secondo la definizione degli economisti, un’Area Monetaria Non Ottimale. Sono cose che un normale studente di economia sa perfettamente, ma non quegli idioti e quegli stupidi ignoranti degli uomini politici italiani, Grillo compreso. I problemi che l’Italia incontra adesso sono già stati previsti e descritti quindici anni fa da alcuni fra i più importanti economisti mondiali, almeno di quelli che hanno preso posizione sulla questione. Buona lettura.
The $20 hourly wage, introduced on a huge scale in the middle of the last century, allowed masses of Americans with no more than a high school education to rise to the middle class. It was a marker, of sorts. And it is on its way to extinction.
Americans greeted the loss with anger and protest when it first began to happen in big numbers in the late 1970s, particularly in the steel industry in Western Pennsylvania. But as layoffs persisted, in Pennsylvania and across the country, through the ’80s and ’90s and right up to today, the protests subsided and acquiescence set in.
Hourly workers had come a long way from the days when employers and unions negotiated a way for them to earn the prizes of the middle class — houses, cars, college educations for their children, comfortable retirements. Even now a residual of that golden age remains, notably in the auto industry. But here, too, wages are falling below the $20-an-hour threshold — $41,600 annually — that many experts consider the minimum income necessary to put a family of four into the middle class.
The nation’s political leaders — Democrats and Republicans alike — have argued that education and training are a route back to middle-class wages for those who have fallen out. But the demand isn’t sufficient to absorb all the workers that the leaders would educate. Even now, roughly 15 percent of college-educated workers find themselves in jobs for which they are overqualified, the Economic Policy Institute reports, and many of these jobs pay less than $20 an hour.
“People are mainly worried about having a job and only secondly what it pays and whether they are gaining ground,” said Frank Levy, a labor economist at the Massachusetts Institute of Technology, trying to explain the absence of an outcry and a political debate in which the candidates do not quantify the decline. “If you aren’t gaining ground,” Mr. Levy added, “then you look for other ways to pay for consumption, going into debt or, until recently, refinancing your home.”
Still, the erosion haunts the presidential campaign. Mr. Obama, competing against Hillary Rodham Clinton in the Pennsylvania primary to be held on Tuesday, touched this nerve in his description of small-town voters who “cling” to their guns and their religion in their resentment over lost jobs. It was a description that prompted John McCain, the Republican candidate, to label Mr. Obama an “elitist,” and Mrs. Clinton to portray him as out of touch with small-town sentiment. But like Mr. Obama, neither spoke of dollars missing from paychecks, or of the disappearing $20-an-hour wage.
Se postare siffatti pipponi ti eleva sopra la “dialettica da lombrichi”, meglio strisciare nell’humus tutta la vita. Ciao, sfigato.
Per chi pensa che siamo nella merda per colpa nostra, come sostengono il 100% dei commentatori, sia dei giornali di destra (Sole 24 Ore e Corriere) come di quelli di “sinistra” (Repubblica) ecco un interessante articolo tratto dall’edizione online di Der Spiegel.
Infatti negli ultimi anni è successa una cosa che la stampa ha taciuto, e quegli imbecilli e disonesti del PD non hanno capito o hanno fatto finta di non vedere. Ovvero che la Germania ha adottato il neoliberismo.
Con efficienza tutta teutonica (davvero notevole e notoriamente pari alla loro imbecillità, perché i tedeschi sono fatti così) hanno diviso il mercato del lavoro in due, chi lavora per l’esportazione e guadagna, chi invece si accontenta di lavoretti sussidiati a salari da sopravvivenza.
Naturalmente, al momento del varo della bellissima riforma Hartz, si è detto che si trattava di una frattura temporanea, che i nuovi paria del mondo del lavoro avrebbero presto raggiunto i loro colleghi affluenti, cose che non si è verificata, come si rileva in questo passaggio: “If nothing happens, the chasm between those who can participate in the growing prosperity and those who are left out of it will only continue to grow. The reforms of recent years have clearly failed to reach one of their two goals. More temporary labor and short-term employment relationships were intended to make the labor market more flexible and thereby lead to more employment, and this has been achieved. But they were also expected to form a bridge from unemployment into well-paid staff positions, which hasn’t happened.”
Ma che del resto non poteva accadere perché la Germania cerca di mantenere bassi i consumi interni affinché le élites possano catturare il grosso dei profitti, cedendone una parte ai lavoratori più fortunati.
E’ il nuovo modello europeo, che presto verrò istituzionalizzato anche in Italia, una precisa faglia che separerà gli Have dagli Have Not, (e, se preferite, fra chi frequenta il blog dell’ADCI e chi viene su Donald Draper.)
Ecco l’articolo; scarso nell’analisi, ma notevole nella rigorosa descrizione dei fatti.
http://www.spiegel.de/international/business/german-labor-reforms-create-greater-gap-between-rich-and-poor-a-830972.html
Von Hayek, per favore, si contenga!
quando voglio deprimermi un pò leggo il vostro blog e i vostri commenti
mi piace questo fatto
che pur avendo proposto un post evidentemente non interessante
(non uno che abbia risposto in topic)
ci siano 42 risposte
un grazie particolare a quelli che decretano la morte di bad avenue
che sono tanti
con ciò contribuendo fattivamente a smentire la loro diagnosi
sono la dimostrazione vivente che c’è bisogno di un posto come questo
dove ognuno possa dire la propria
certo pensavo che vi intrigasse di più la notizia di cui parlavo
che in un momento bestiale come questo l’italia si distingua ancora una volta
e un gruppo di superprofessionisti congiuri per fondare un nuovo art directors club
dato che quello esistente toglie loro il giocattolino dei fake
mi immagino le loro riunioni massoniche
alcune facce mi sembra di distinguerle alla flebile luce delle candele
naturalmente rosselli
l’uomo simbolo
l’eroe vivente
il nelson mandela dei fake
e poi campora cremona del pizzo
qualcuno invece mi dà le spalle e non lo vedo bene
rodriguez e dorizza? gitto?
chi altri?
quanto al nome del nuovo club voglio dar loro una mano
e riesumando una felice intuizione del grande donald
mi sento di consigliare PDCI
“pfart directors club italiano”
giovanni pagano
ps
manchi tanto anche a me
donald
ti prego torna
A me sembrava di essere assolutamente in topic. E di molto.
Poi, vedi tu.
Peccato che questo blog sia morto, perché di argomenti di cui discutere e denunciare ce ne sarebbero. Ad esempio, sebbene la riforma del lavoro Fornero fin da luglio abbia messo di fatto fuorilegge i contratti a progetto usati come rapporti di dipendenza mascherata (già lo erano in realtà, ma la riforma l’ha chiarito senza ombra di dubbio una volta per tutte), tutte le agenzie nessuna esclusa continuano allegramente ad usarli e a proporli sfruttando giovani e meno giovani troppo impauriti per chiedere il rispetto della legge. Ma perché la Guardia di Finanza oltre che andare nei bar e nelle boutique non va a farsi qualche bel giretto nelle agenzie? Avrebbero di che divertirsi…
Prendere e tenere un collaboratore “a progetto” implica un costo per il committente del 20% in + di tasse; lo stesso collaboratore assunto, costa oltre il 40-50% in più, sempre di tasse. Tra le “tasse” ci sono certo anche gli accantonamenti per inps e pensione, ma comunque, per il datore di lavoro, sempre un cazzo di 40-50 % in più.
Cioè, il dipend. prende 100, il padrone caga 150.
Quando va bene.
Ora, in un mercato morto come quello della comunicazione commerciale e pubblicitaria, agenzie o studi che rimangono aperti solo per la speranza di tirar su qualche briciola prima o poi, da dove la prendono quella percentuale in più di oneri e tasse?
C’è poco da fare i populisti, l’imprenditorello può anche dimezzarsi il suo compenso, ma arriva il momento che realizza che lo sbatti, lo sta facendo per i suoi collaboratori, non per sè e la sua famiglia.
E quindi, chiude.
Come ho fatto io.
E vaffanculo.
Così faccio qualche consulenza in collaborazione occasionale, e sul mio compenso muovo il 20% di tasse. Mentre prima, sullo stesso volume di lavoro lo stato ne prendeva il 40-50%.
Perfetto, lo stato sembra quello che per fare dispetto alla mogliera, si taglia il ciccio.
Per cui, caro Truman, la gdf a rompere i coglioni in agenzia, non ce la mandano per pudore. Che cazzo ci va a fare? A costringere qualcuno ad accollarsi un volume di tasse che lo fa chiudere il giorno dopo?
Quindi tu muoveresti solo il 20% di tasse…
Mi/ci spieghi allora come fai ad evadere l’INPS?
Sono/siamo tutto orecchi.
Esatto. Non riesci a tenere aperta l’agenzia coi fee ridicoli che chiedi ai tuoi clienti fregandoli così ad altre agenzie che chiedono fee più alti? Chiudi e levati dalle scatole.
Che le tasse siano troppo alte siamo d’accordo tutti, ma che la soluzione sia sfruttare chi lavora per te con contratti farlocchi e disonesti son d’accordo solo gli imprenditori.
Concordo al 1000%.
E’ vero, le tasse sono alte, ma è anche vero che il debito pubblico si è creato non per l’eccesso di spese come sostengono alcuni (fingendo di non conoscere i dati reali) ma chiudendo gli occhi sull’evasione fiscale (oltre ad assurdità tecniche nel come venivano organizzate le aste che si sono costate cifre inimmaginabili…).
ohf, semplicemente sei un disonesto.
tu e tutti quelli che lo fanno. non è per pudore che la gdf nn viene nelle agenzie, ma perchè nesusno ha il coraggio di chiamrli per paura di perdere il posto.