La replica di Emilio Haimann.

Ripesco dai commenti e pubblico in home page la replica di Emilio Haimann al mio post di questa notte. Lo faccio per dare spazio alla sua replica, non per farlo insultare (censurerò quindi i commenti ingiuriosi come ho appena fatto con quello di Ghandi).

“E va bene.
Mi ero ripromesso di non intervenire, ma pazienza.
E’ dall’asilo che mi chiamano kaimann.
E un motivo c’è, in effetti.
Viviamo in un mondo di persone che ha il senso dell’umorismo, dell’ironia e adora la battuta rapida, per fortuna.
Come te, sembra.
E come me.
A me piace ridere. Spesso, volentieri e anche adesso.
E’ vero, a differenza di te, sono un uomo e non sono un fake (se vuoi fare dell’ironia anche sulla canzone di Rosanna Fratello, mi sta bene: una meravigliosa assurdità di una donna che non era una santa forse perché era un fratello).
Per la cronaca, ho lavorato negli anni ottanta (due terzi), novanta, duemila.
E sai che c’è? Siccome mi piace, continuo a farlo oggi.
Per Gianni Lombardi, nel 1994 ho aperto un’agenzia di creatività multimediale, si chiamava Hyphen.
Non da solo, con altri.
Nel duemila l’abbiamo venduta a Ogilvy. Da lì è nata Ogilvy Interactive, se non sbaglio.
Questo significa che il digitale non l’ho mai snobbato, nonostante abbia un bel 50 passato.
Significa anche che le tue argomentazioni sono un pochino superficiali.
Ma te lo concedo, non sei il mio biografo, come nessun altro qui.
Significa anche che io sappia come investire il mio tempo e le mie risorse?
E che tutto ciò mi porti dei risultati?
Certo e meno male.
Per Ratti, come fai a dire che ho presentato 7 proposte in una gara? Fai i giochini? Io non so che cosa hai presentato tu.
E, comunque, questo mi conferma solo che le gare sono proprio uno schifo.
E, se anche fosse vero delle 7 proposte, prova a spiegare a tutti che cosa ci sarebbe di male, così rendiamo questa conversazione utile e non sterile.
N.B. l’idea del convegno era già nelle interviste che ho rilasciato prima di questa faccenda, ma neanche tu hai la sfortuna di essere il mio biografo e, dunque, non potevi saperlo.
Per Pagano, grazie ma non ti scusare, so che cosa comporti alzare la mano in un nido di serpenti nascosti nel buio.
In ogni caso è servito, sappilo.
Ho ricevuto molte telefonate di amici e anche no e anche giovani, che mi dicono hai ragione, facciamo qualcosa insieme per mettere fine a questo maltrattamento del nostro lavoro.
Forse, a differenza di altri qui, hanno capito il senso della mia lettera e delle mie azioni.
Il che fa di me un autopromoter?
Per forza, si tende a parlare agli altri per farsi ascoltare.
Sarebbe un po’ assurdo il contrario, no?
Faccio questo per fare new business?
Per la miseria, Donald, ecco perché hai aperto il blog. Ed ecco svelata la potenza delle fanzine di settore.
Per un cliente, non te la prendere, non ce l’ho con voi.
Non più del giusto.
Io mi aspetto solo che riconosciate la creatività quando la vedete e che partecipiate al percorso creativo anziché mortificarlo.
Se oggi tu fossi venuto al convegno UPA e avessi ascoltato che cosa ha detto Lorenzo De Rita capiresti che cosa intendo.
Ma questo vale per tutti, qui dentro: se non date credito a me, datelo a Lorenzo, magari di lui vi fidate.
Per Marchionni, non te la prendere, qui si consumano vendette, rigorosamente anonime.
Per tutti, evidentemente vi ho fatto arrabbiare.
Ma io volevo provocare l’intelletto, non gli intellettuali”.

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Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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117 Responses to La replica di Emilio Haimann.

  1. Io sono troppo lontano dalla pubblicità “vera” quindi mi interessa poco l’argomento e non sono certo un imprenditore di successo nel ramo, ma 7 proposte non le presenterei neanche sotto tortura perché ho visto che già con due il cliente entra nel pallone e finisce con lo scegliere sempre la più debole.
    Poi lo stile di questa risposta mi fa innervosire, troppi a capo, frasi sminuzzate, ritmo frammentato, mi fa pensare ad una personalità troppo autoreferenziale e il genere mi crea diffidenza per default. Però ha risposto e in maniera garbata, almeno questo.

  2. Alfonso Luigi Marra says:

    Tutti a dire facciamo qualcosa insieme: tu, Guastini o Ratti ma qualcuno di questi dei tre ha fatto qualcosa di decente ultimamente? Caro Emilio comincia tu a fare qualcosa e non chiacchere: fai dei bei lavori, fai crescere bene dei creativi, vinci gare, clienti e award con l’ambizione delle tue idee e lascia stare le interviste a youmark- youporn

  3. Laura Grazioli says:

    Beh, Alfonso, se ci pensi qualcosa hanno fatto di decente: i venerdì di enzo, la diretta con il consulente del lavoro, hanno portato dei giovani a Canner con un bel meccanismo… Ma sembra che sia qui a difendere l’ADCI, il che non è vero. Mi interessa più che altro il buon senso.

  4. Alfonso Luigi Marra says:

    Tutte quelle cose vanno benissimo, ma Emilio nelle sue dichiarazioni urbi et orbi ha parlato d’altro: creatività. Ma Mizio, Guastini e lo stesso Heimann cosa hanno fatto, loro personalmente o come agenzie ( oltre che parlarne intendo ).

    • Donald Duck says:

      Mi risulta che haimann abbia vinto diversi premi a cannes, adci, ecc…
      Tu, Don Alfonso, cosa hai vinto, di grazia? E poi che premi ha vinto Donald Draper?
      Ma sopratutto cosa fa nella vita Donald Draper? Il creativo? L’imprenditore? Il sindacalista? Quali sono i suoi lavori? A che titolo parla di pubblicità e comunicazione?
      Se misuri la qualità di una persona dai premi vinti mi sa che l’unico a poter parlare è solo haimann. O forse anche panzeri, chissà.

      • Alfonso Luigi Marra says:

        Quanti secoli fa ?

      • Che.ne.so says:

        ai tempi in cui non si iscrivevano i fake.

      • Alfonso Luigi Marra says:

        Haimann non ha mai vinto una ceppa a Cannes, sei disinformato

      • Donald Duck says:

        @ Alfonso
        Quindi lui ha voce in capitolo.
        Tu invece cosa hai fatto? A che titolo esprimi una critica? Qual è il tuo ultimo lavoro o quello che meglio ti rappresenta? Hai mai vinto un premio? Una shortlist? E Donald Draper? Sarebbe carino fare un bel post con tutti i suoi lavori, così tanto per capire chi è e che peso dare ai suoi giudizi.
        Coraggio, mostrateci qualcosa o insilenziatevi solennemente.
        Così, tanto per seguire la tua logica.

    • @Alfonso
      prendo solo persone che posso pagare. Non le spremo. Non partecipo alle gare senza rimborso. Evito anche quelle affollate, oltre i 4 partecipanti. Faccio questo da anni, quotidianamente. Le implicazioni coglile tu. Ne ho già scritto troppe volte.

      Sto lavorando dalle 14 alle 16 ore al giorno per conciliare i miei impegni personali e le attività del club. Non ho fatto abbastanza? Può darsi. Però ci ho seriamente provato. Qui trovi l’elenco delle attività principali, svolte sino a marzo 2012: http://blog.adci.it/?p=2877

      Negli ultimi tre mesi abbiamo seguito un’altra serie di iniziative, tra cui la faticosissima e triste serie di verifiche per i cosiddetti fake.

      Se hai idee migliori, il 29 settembre potrai candidarti. Oppure creare quello che preferisci. A cominciare da ora.
      Io continuerò, con o senza Adci.
      Ciao
      m.

      • Alfonso Luigi Marra says:

        @Donald duck: scrivi il falso Haimann non ha vinto mai nulla a Cannes. Va in giro a sindacare, perchè gli rode il culo, sui premi degli altri e fa l’alfiere della creatività. Bene
        io non rompo i coglioni in giro, ma visto che lui è si presenta come un paladino della creatività gli chiedo oltre alla stronzata della lettera dell’avvocato, sa fare di meglio ? Period.

      • non si dice says:

        Caro Massimo,
        ti scrivo per dovere di cronaca e non certamente per calunniarti, ma hai scritto una inesattezza. Non dubito che i tuoi collaboratori li paghi, non ne conosco neppure uno e quindi non sono in grado di dire il contrario, ma forse avete cambiato solo da qualche anno la vostra politica aziendale. Diversi anni fa, nella tua agenzia mi fu proposto uno stage malgrado io lavorassi già da qualche tempo e percepissi perfino un reddito.
        Fra l’altro prima di accedere allo stage dovevo sostenere una specie di “prova” giusto per dimostrare il mio valore creativo. Ovviamente a quei tempi, che erano solo poco migliori di questi, rinunciai perchè non avevo ne il tempo e sopratutto la voglia di rimettermi in un gioco tanto meschino.
        Ti sei battuto e hai cercato di difendere e sostenere creativi, account, planner e per questo certamente molti di noi ti stimano, ma non far credere di esser senza peccato. Non sei credibile, nessuno di noi lo sarà mai.

        Riguardo a tutta la faccenda dei fake, sicuramente tu e il consiglio avete lavorato in una direzione che riportasse valore e dignità all’annual ma va anche detto che avete vanificato tutto semplicemente ammettendo in giuria alcune persone, le stesse che poi si sono autopremiate (col vostro consenso). Peccato e lo dico per davvero, perchè siete arrivati a tanto così per mandare a fanculo una volta per tutte questi disonesti e ridare un minimo di dignità al nostro ambiente.
        Penso che ci siano anche delle regole non scritte che un consiglio e il suo presidente dovrebbero seguire e sbattere fuori dal club o ammonire pubblicamente queste persone credo che sia una di quelle regole.

        La cosa triste è che il miglior adci degli ultimi anni fa la più grande figura di merda solo perchè questo blog è nato qualche tempo prima che tu e il consiglio venisse eletti. Ci fosse stato quello precedente, bad avenue e chi lo affolla lo avrebbe masticato e vomitato più e più volte al giorno.

      • @Non si dice.
        Mi è capitato di pagare per tre mesi e di tasca mia, il rimborso a un paio di persone molto giovani in cui credevo (art). Non ho mai proposto a un copywriter assunto di mollare il suo posto per lavorare gratis in prova con me. La tua storia mi suona un po’ falsa. È però anche vero che negli ultimi sei anni non ho fatto io i colloqui agli art, ma l’unico in prova per due mesi venne pagato, ne sono certo. Sicuramente non hai fatto il colloquio con me e non sei un copy. Se la tua versione è vera, l’unica spiegazione è che chi hai visto abbia identificato in una proposta inaccettabile un modo “gentile” per dirti di no. Se è andata così ti chiedo scusa, perché è un modo più stronzo che gentile.
        Per quanto riguarda il resto del tuo intervento “su tutta la questione fake” alcune risposte arriveranno prossimamente. Certi iter richiedono ancora un po’ di tempo.

  5. Alfonso Luigi Marra says:

    Rispetto il tuo lavoro per il club, ma io parlavo del tuo lavoro di creativo e solo di quello.

    • quello che ti ho citato dovrebbe essere lavoro da creativo. Questo serve ora. Non lo faranno altri per te o per me.

      • Alfonso Luigi Marra says:

        Sì serve a te a guadagnare dei soldi, ma al progresso della creatività all’evoluzione del
        talento creativo no, serve anche dell’altro.

      • Donald Duck says:

        @ Alfonso
        Dai, don Alfonso, mostraci qualcosina di bello, di VERO. Adesso sono veramente curioso. Un piccolo indizio. Anche se fosse un sito web.
        Dai, su…

    • @Alfonso
      la tua ultima risposta non è particolarmente brillante.
      E non sai di cosa parli. Ho un discreto palmares buono per un copy che non ha mai fatto fake) e referenze eccellenti, scritte da persone serie. Non puoi sapere a quanti soldi ho rinunciato negli ultimi sette anni per battermi coerentemente rispetto a quello in cui credo.
      Quindi non scrivere sciocchezze insultanti.

      Per poter tornare a fare vere belle campagne occorre ripartire dai fondamentali: una relazione sana con le aziende, tornare credibili. Ricostruirci una reputazione. Quella attuale vale poco. Il denaro è una conseguenza. La crisi ultima non è la prima causa.

      • Alfonso Luigi Marra says:

        Guastini ti voglio bene ma il punto e’ che non sei un creativo con quelle referenze, e anche se lo chiami palmares nel tuo portfolio non c’e’ niente che abbia vinto qualcosa di intemportante.

      • Donald Duck says:

        @ Alfonso
        Si ok, ma tu cosa hai fatto per parlare di premi?
        Dai, don Alfonso, mostraci qualcosina di bello, di VERO. Adesso sono veramente curioso. Un piccolo indizio. Anche se fosse un sito web.
        Dai, su…

  6. Donald Duck says:

    @ Alfonso
    Dai, don Alfonso, mostraci qualcosina di bello, di VERO. Adesso sono veramente curioso. Un piccolo indizio. Anche se fosse un sito web.
    Dai, su…

  7. Vi ci vuole lo psichiatra says:

    Quando avete finito di fare a gara a chi ce l’ha più lungo, mi spiegate, con calma e proprietà di linguaggio, perché occorrerebbe essere pluripremiati e universalmente applauditi, o anche solo più bravi di altri, per poter invocare il semplice rispetto delle regole?
    Occorre forse essere Einstein per avere il diritto di chiedere una risposta all’elementare domanda “quanto fa due più due”?
    Questo isterismo collettivo con annessa lotta tra ego ipertrofici mi pare davvero roba da asilo Mariuccia, e ha sinceramente rotto i coglioni.

    • Alfonso Luigi Marra says:

      Per parlare male di chi vince a Cannes con le campagne sociali, che anche Haimann ha fatto ma senza quei risultati, devi aver fatto di meglio. Poi invocare le regole e’ sacrosanto ma solo per andare su youmark – youporn e farsi accendere i riflettori della telecamerina e’ patetico.

      • Donald Duck says:

        @ Alfonso
        Si ok, ma tu cosa hai fatto per parlare di premi?
        Ti vergogni così tanto? Avrai fatto qualcosa anche tu. Anche un sito, un folderino….
        Dai, don Alfonso, mostraci qualcosina. Scommetto che le scorregge ti piacciono.
        Dai, su..

  8. mizioblog says:

    Emilio, ti spiego qual è la mia filosofia personale riguardo le speculative.
    Al contrario di Massimo Guastini, ad esempio, io non credo che si debbano fare solo le gare retribuite. Primo perché credo che un’azienda cliente abbia tutto il diritto di testare diverse agenzie ogni tanto, secondo perché comunque il rimborso spese non ripaga mai gli sforzi profusi dall’agenzia. Ma anche se per me il rimborso non è una condizione necessaria scelgo le gare con molta oculatezza, tant’è che negli ultimi anni ne abbiamo fatte poche. Perché ne abbiamo fatte poche? Perché per fortuna ultimamente possiamo permetterci di rinunciare a quelle che non ci convincono, perché abbiamo capito che è più importante coltivare i clienti che hai senza toglier loro tempo ed energie per seguire tante gare assurde, ma soprattutto perché negli ultimi anni le speculative sono sempre più selvagge.

    Anche se di gare ne ho fatte poche ultimamente, ne ho fatte moltissime durante la mia carriera professionale. E, dato che sono originario di un paesino ligure di tremila anime, che mio padre faceva il marittimo, che mia madre era casalinga e che i miei due soci provengono da famiglie sfigate come la mia, se non avessi vinto la maggior parte delle gare a cui ho partecipato non sarei riuscito a trasformare una coppia di freelance in un’agenzia che oggi lavora anche con clienti internazionali. Perché i clienti che ho acquisito purtroppo non arrivano né da giri di conoscenze (che non ho) né dai network a cui non appartengo.

    Premetto questo solo per farti capire che, per forza di cose, ho sviluppato un buon istinto riguardo le gare.

    A quali gare partecipo allora?
    A quelle in cui il committente e i concorrenti mi sembrano seri e in numero ridotto. E quindi prima di accettare una gara pretendo sempre di sapere chi c’è oltre alla nostra agenzia.

    Quest’ultima gara era molto borderline, ammetto che in questo caso non ho dato retta all’istinto, ma una volta tanto avevo la coppia junior scarica, inoltre il fatto che ci foste anche voi mi sembrava una garanzia.

    Noi abbiamo presentato per ultimi.
    E non per “giochini” come dici tu, ma perché per lavorare, evidentemente, abbiamo chiesto più tempo di te.
    Comunque prima di iniziare l’esposizione ho chiesto semplicemente se gli altri avessero già presentato e quante proposte avessero portato.
    Ho domandato anche se avessi presentato tu di persona, se vuoi saperne di più. Sono informazioni che cerco sempre di avere, non per ritagliarmi dei vantaggi in gara, ma per capire come lavorano gli altri.
    E non ci vedo né “giochini” né niente di male.
    Al limite puoi dire che il cliente non si sia stato professionale, ma come dovresti aver scoperto in seguito non lo è stato solo per questo.

    Comunque quando mi hanno risposto che avevi portato 7 proposte sono rimasto basito. Ti giuro che non me lo aspettavo.
    Mi chiedi di spiegarti perché è sbagliato secondo me portare 7 proposte a un cliente?

    Perché rappresenta la negazione della nostra natura di consulenti. 7 proposte sono un po’ un gratta e vinci della serie: “speriamo che ne scelga una”. Non dico che ne vada portata una e basta ma almeno bisogna dare al cliente l’impressione che si hanno le idee chiare su quello che dovrebbe fare il suo brand. Se vogliamo recuperare la credibilità di consulenti, specie su un cliente come quello che voleva fare tv per la prima volta, non possiamo che dimostrarci sicuri.
    7 proposte tv sono come raccontare 7 barzellette perché non possono essere supportate da una strategia solida.

    Questo almeno secondo me.

    Dopodiché ognuno a casa sua fa quel che vuole, ma quando poi ho visto le tue interviste (un consiglio: erano un po’ lunghe) mi sono detto: “Eccheccazzo”. Prima me lo trovo in gara con 7 proposte, poi mi dà lezioni di etica sulle riviste di settore.

    Ammetti che un pochino avrebbe fatto incazzare anche te.

    Poi, Emilio, volevo dirti un’altra cosa.
    Tu sei rimasto schifato dagli esiti della giuria stampa degli Adci Awards, e questo in qualche modo posso capirlo. Potevi telefonare a Guastini e dirglielo, invece hai fatto spedire al Club di cui sei stato due volte vice presidente una lettera del tuo avvocato, e va bene cerchiamo di capire anche questa. Hai deciso poi di chiamare le riviste di settore per dare il massimo risalto alla tua provocazione, ok sono in vena di comprensione.

    Però, io ti scrivo dal mio blog, vengo poi ripubblicato da quello dell’Adci e solo linkato nei commenti da Bad Avenue, e tu cosa fai? Mi rispondi su Bad Avenue. Dato che io ti ho scritto pubblicamente non puoi certo spedirmi una mail né una cartolina, lo capisco. Come arrivo a capire che puoi giudicare il mio blog troppo insignificante. Ma perché non hai risposto invece sul blog dell’Adci? Non pretendevo una risposta esaustiva come quella che hai dato a Donald Draper, bastavano anche due righe.

    Questo non lo capisco.O meglio: temo di capirlo bene.
    Sarà mica questione di audience? Sarà che hai scritto solo a Bad Avenue perché è il blog più seguito del settore e tu, come io penso e ho scritto, ti stai facendo un po’ di pubblicità in giro?
    Che non ci sarebbe niente di male a farsi un po’ di pubblicità, d’altronde lo facciamo di mestiere, ma farsi pubblicità dicendo che gli altri sono tutti stronzi non è certo il modo più elegante.
    O etico, se vogliamo sempre parlare di etica.

    Ma questo sempre secondo me, eh.

    Ad ogni modo puoi dimostrarmi facilmente che quest’ultima cosa che affermo è sbagliata. Te l’ho già scritto nel mio post. Come? Il 29 settembre candidati alla Presidenza dell’Adci. Quel giorno tutti noi del consiglio rassegneremo le dimissioni e quindi basta presentarsi con un programma alternativo. Lo può fare chiunque. Inoltre hai detto che oggi ti hanno telefonato in tanti, giovani e no, per dirti che hai ragione? Bene, organizzatevi e riprendetevi il Club che noi abbiamo ridotto in macerie.

    E già che ci siete salvate anche noi.
    Perché qui non è certo l’asilo Mariuccia: ogni volta che ti muovi pesti una merda, o prendi decisioni di merda, o nella migliore delle ipotesi sei un creativo di merda. Il tutto lavorando gratis come una merda, per un ambiente di merda, senza avere nemmeno un tornaconto personale di merda. Che poi la merda porterà anche fortuna, dicono, ma alla lunga allappa un po’ la lingua.

    Salvaci, Emilio, salvaci.

    Mizio

  9. Gianni Lombardi says:

    Per Emilio Haimann. E chi parlava di te?

    Nel mio commento ho parlato di due cose: Dei fake (un tema che secondo me appassiona principalmente i cinquantenni, basta guardare chi ha fatto dichiarazioni pubbliche sul tema);

    E poi, concludendo, ho _aggiunto_ (introducendo un avversativo “per quanto riguarda Emilio Haimann”) che anche secondo me la tua è un’operazione di pr, ma comunque, prima di dare un giudizio definitivo, aspetto i fatti.

    Il mio commento è qui. Se rileggi, vedrai quindi che hai capito fischi per fiaschi. http://badavenue.wordpress.com/2012/07/04/lakrime-di-kaimann/#comment-15909

    Niente di male, naturalmente. Capita a tutti di dare giudizi affrettati.

    • antonella meoli says:

      Le donne remissive di natura, i 50enni che si occupano di fake perchè non capiscono internet, il web panacea di tutti i mali … a quando una dissertazione sulle mezze stagioni?

      • Io che introduco avversativi says:

        L’importante è introdurre: avversativi, mezze stagioni, discorsi alla qualunque, precisazioni, temporeggiamenti, accuse, ritorsioni. Quasi mai al cuore delle cose. E se non ci riesce questo blog non ci riuscirà mai nessuno.

  10. Anonymous says:

    Ma qualcuno di voi…sa quanto costa un litro di latte…?
    Francesca

    • Lorenzo says:

      Francesca, dipende, a lunga conservazione? Fresco? Di marca? Arricchito? Fresco ma a lunga durata? Viviamo in un mondo “merceologicamente” complesso. Per fortuna altrimenti faremmo tutti un altro lavoro. Il mio lo pago 0,65, tu il tuo?

  11. antonella meoli says:

    Per Emilio: non ti conosco abbastanza e non ho potuto verificare sulla mia pelle se sei o no un caimano, quindi mi astengo dal giudizio.
    Non sopporto però le offese pesanti che ti sono state fatte e ti manifesto la mia solidarietà, per quanto vale.
    Peraltro, in oltre 20 anni di frequentazione di questo ambiente, non ho mai incontrato verginelle né anime innocenti. Molti sono santi solo per mancanza di tentazioni: se si trovassero in posizioni di potere, chissà.
    Non so se stai facendo causa all’adci e le interviste per avere visibilità personale o stai cercando visibilità per una causa che ritieni giusta e a cui vuoi dare adeguata risonanza. Credo però che sia diritto di ognuno opporsi a ciò che ritiene ingiusto con i mezzi che vuole e che può.
    Inoltre non credo che l’unico modo per esercitare il diritto di critica sia candidarsi al posto dei criticati, altrimenti io e milioni di italiani avremmo dovuto candidarci premier decine di volte.

    Per Massimo: ribadisco per l’ennesima volta il mio apprezzamento per quanto hai fatto nell’adci e per quanto, spero, farai. Ma è indubbio che, con la giuria stampa, hai pestato una merda (scusa Mizio se abuso della tua metafora). E non te ne faccio una colpa. Capita di pestarne alle persone che non stanno seduti sulle poltrone di pelle e che invece camminano sulla strada fra la gente.
    Solo chi non fa, non sbaglia.
    L’errore, a mio avviso, è stato non ripulirsi immediatamente le suole e non obbligare gli autori delle merde pestate a raccoglierle pubblicamente per ripulire ciò che avevano sporcato (una persona che ha l’onore di essere presidente di giuria ha anche l’onere di sostenere pubblicamente le sue scelte).
    L’olezzo ha così vagato libero confondendo le narici di molti fino a far pensare che provenisse da te. Tanto più che ti affannavi a giustificare il puzzo sostenendo che c’erano puzze ben più forti nel mondo e che quell’odore non era poi così rilevante.
    Caro Mizio: la merda o la lavi via subito e drasticamente o ti appesta. O la lavi via o ti farà apparire un uomo di merda. O la lavi via o sporcherà tutto quello che di buono hai fatto. Non c’è colpa nel pestarla, c’è colpa nel tenersela.
    Ed è un peccato perché ci avevate fatto sentire il profumo del cambiamento e ci eravamo illusi che fosse una primavera. Pensa che rivoluzione le dimissioni dell’intero consiglio per dissociarsi dalla giuria stampa non appena conosciuto l’esito del loro lavoro!

    Agli Alfonso e nick vari:

    “Per poter tornare a fare vere belle campagne occorre ripartire dai fondamentali: una relazione sana con le aziende, tornare credibili. Ricostruirci una reputazione. Quella attuale vale poco. Il denaro è una conseguenza. La crisi ultima non è la prima causa.”

    Condivido la risposta di Massimo. E aggiungo: la nostra credibilità non passa solo attraverso qualche campagna eccellente e meritevole di premi. Passa anche attraverso la qualità media del lavoro quotidiano, quello che non è arte o colpo di genio, quello di cui ci occupiamo noi tutti per il 90% del tempo.
    Sono stufa di leggere post di gente che invoca la creatività e poi scrive in una lingua che stento a riconoscere, dalla sintassi incerta e dall’ortografia improbabile. Stufa di leggere sò, stò e persino hò. E non importa se fai l’art director: queste cose si imparano alle elementari e per giunta noi siamo tutti dei comunicatori.
    Sono stufa di prendere lezioni di modernità da ragazzotti che idolatrano il web ma non sanno scrivere una riga correttamente, cercano le idee su shutterstock, balbettano di fronte a una copy strategy, non sanno leggere una ricerca, non hanno cura degli a capo, scrivono i titoli storti per animare un lay-out, sbagliano la punteggiatura, abusano della crenatura fino a rendere tutto illeggibile.
    Insomma: dov’è finito “il mestiere”? Quel buon, sano artigianato che non ci procurava premi ma che ci faceva uscire sempre con cose perlomeno decenti e corrette? E’ sparito quando sono spariti i senior dalle agenzie, quei senior che non smanettano così velocemente ma che insegnavano il mestiere e facevano fare la doverosa gavetta a scalpitanti giovani il cui unico obiettivo era, giustamente, “rubar” loro il lavoro con la forza delle loro idee, non con lo sputtanamento sui blog, né deridendoli per una loro presunta incapacità a capire il web (rassegnatevi: lo capiscono, lo capiscono).
    Comunque la pensiate sui post di Pagano, gustatevi la chirurgica precisione del suo linguaggio. E’ un art ma sa scrivere e leggere e, incredibile, persino disegnare. Gustatevi i post di Concato, la sua scrittura coinvolgente ed efficace. E poi, solo poi, continuate a farvi i vostri banner.
    Un giorno scoprirete che la capacità di innovare non dipende dall’età ma dal coraggio. E, caro Gianni, mi pare che a firmare con nome e cognome i propri interventi siano prevalentemente i “vecchi”.
    antonella

  12. Corvo Joe says:

    Io sono stufo di leggere piagnistei di creativi datati che continuano a fare pubblicita’ come veniva fatta 20 anni fa; che fanno i pedanti sugli accenti ma scarseggiano di idee vere; che dicono di aver capito come funzionava il web gia’ 10 anni fa, mentre oggu l’ Italia e’ una delle nazioni piu’ indietro sul digital; che parlano di coraggio e d’ innovazione e hanno continuano a pensare le stesse identiche cose e ad usare gli stessi meccanismi del passato; che guardano alla qualita’ media e poco all’eccellenza; che stanno qui a parlare di fake dell’anno scorso invece di immaginare e creare il futuro.

    • Ti ci vuole lo psichiatra pure a te says:

      OK, questo l’abbiamo capito già da tempo.
      Adesso, da bravo, togliti dalle palle, vai all’estero o cambia disco che qua hai già abbastanza tritato i coglioni.

    • Lorraine says:

      Corvo, è grazie a professionisti come te che ho ancora speranza nell’avvenire. Sapere che c’è qualcuno che sta immaginando e creando il futuro mentre giaccio coperta dalle ragnatele è consolante. Farlo in silenzio, però, non ti aiuterebbe a concentrarti meglio?

  13. Till Neuburg says:

    Probabilmente, qui dentro sono il più vecchio. Ma non è per questo che firmo con nome e cognome. L’ho sempre fatto. Lo facevo a vent’anni a Zurigo, quando in un clima maccartista, si trattava di completare una lista per far eleggere un solo candidato del Partito del Lavoro nel Consiglio Comunale. L’ho fatto a Milano quando in alcune agenzie (ODG, JWT, Masius, ATA, Troost, Leo Burnett) durante uno sciopero, firmavamo dei volantini contro i capi delle agenzie e i crumiri. È successo dopo la fine di Enzo Baldoni quando accusai pubblicamente i complici, anche italiani, di quell’assassinio. L’ho fatto, quando la vispa Teresa di Calcutta accettò i soldi del dittatore fascista Duvalier. L’ho fatto quando Cesare Geronzi e i suoi amichetti politici e pallonari, controllavano per anni il campionato italiano. Lo faccio anche ora sul mensile di Emergency, sputtanando chi usa e abusa dei facili paroloni trendaroli. Mi scoccia snocciolare delle ovvietà ma, secondo me, discutere (o insultare) nascondendosi dietro il passamontagna, è vile e umiliante. E con questo chiudo la faccenda essendo allegramente consapevole di beccarmi i soliti sputi omertosi. Alé.

    Concordo invece completamente con Antonella quando segnala la cialtroneria ortografica, grammaticale, sintattica e stilistica di parecchia scrittura – giovane e meno giovane, qui dentro e altrove. Non parlo di creatività opposta all’incapacità. Parlo di disattenzione, di approssimazione, di scarso rispetto per il testo, i lettori, la lingua, i cittadini. Sbagliare gli ingredienti, le dosi, le successioni, i tempi, le temperature, a volte può rovinare persino la ricetta più raffinata. Se un indirizzo mail, un codice fiscale, la dose di una medicina, la compilazione di un assegno, un orario di partenza, sono buttati giù in modo approssimativo, le conseguenze possono essere rovinose. Per dimostrare agli studenti che una data, un luogo, un nome, meritano sempre di essere rispettati, uso volentieri uno sporco trucco: scrivo sulla lavagna i loro nomi appositamente in modo distorto. La loro reazione è sempre la stessa: cominciano a mormorare, a ridacchiare, a protestare, per finire con qualche fischio. Quando mi volto, fingendomi sorpreso, li vedo tutti irritati – oppure convinti di trovarsi davanti a un insegnante rincoglionito. E io, di rimando: “Perché ci tenete tanto ai vostri nomi, quando scrivete tranquillamente concerto life, la Guerra dei Vent’anni, Gustaf Klint, gingle, un pò, Beethofen?”

    Ama il prossimo compito come te stesso.

  14. antonella meoli says:

    Provo a spiegarmi meglio, consapevole dell’ingiustizia delle generalizzazioni verso i singoli.
    Anch’io metto la faccia e la firma oggi, a 47 anni, come già facevo a 20.
    Non intendevo dire che da vecchi si diventa coraggiosi.
    Piuttosto che i vecchi (accidenti, parliamo di over 45, non di 90enni!) sono figli di una cultura che non poteva disgiungere la libertà dalla responsabilità.
    Negli ultimi 20 anni della responsabilità è stato fatto scempio e la libertà diventa così capriccio infantile.
    La responsabilità distingue non i vecchi dai giovani, ma gli adulti dai bambini.
    Trovo intollerabile che molti offendano Massimo o Emilio o chicchessia in modo anonimo: è come essere aggrediti alle spalle di notte da banditi incappucciati. E’ sleale, scorretto e troppo facile.
    Se scontro ci deve essere, che sia scontro di idee e opinioni, non di insulti vigliacchi, e che sia ad armi pari, a viso scoperto.
    Complice di questa cultura della deresponsabilizzazione è chi ci ha governato legittimando l’impunità e glorificando il cosa a discapito del come, il fine a dispetto dei mezzi. Ma complice anche il web in cui si può imperversare nascosti dietro un nickname.

    Caro Corvo: noi senior nelle agenzie siamo una rarità. Mai come in questi anni i reparti creativi sono pieni di giovani (costano meno) e persino moltissimi direttori creativi sono under 40. Se si continua a fare pubblicita’ come veniva fatta 20 anni fa, se mancano idee vere, se si usano gli stessi meccanismi del passato, non chiederne ragione a noi.
    La tua superficialità non offende me e i senior, danneggia piuttosto i tanti giovani capaci e talentuosi che con tenacia e umiltà stanno costruendo il loro, il nostro futuro. Li danneggia perché la loro serietà viene offuscata da certa arrogante cialtroneria.

    Caro Alfonso: nelle tue chiacchiere poni solo questioni di distintivi. Le tue chiacchiere possiamo valutarle tutti, ma i tuoi distintivi dove sono?
    Cosa hai fatto tu di così rilevante da poter accusare Massimo così gratuitamente? Credi che la vita professionale di una persona sia misurata solo dal palmares? Quanti posti di lavoro hai creato con la tua agenzia? E quanti contribuendo al successo di mercato di un prodotto? Quanti junior hai fatto crescere, a quanti hai insegnato il mestiere? Quali battaglie hai combattuto? Quante volte ti sei dimesso per rispetto alla tua dignità e per difendere un principio? Quante volte hai detto no a compensi interessanti per mantenere la tua integrità? Quanti clienti hai fatto ricredere sulla pessima opinione che hanno di noi con la qualità della tua consulenza?

    • Anonymous says:

      sì alfonso
      fammi questa cortesia personale
      sei libero di confutare le idee degli altri con le tue
      ma smettila di farlo chiedendo il pedigree degli interlocutori
      è sbagliato e te lo dimostro con un ragionamento
      non con gli insulti
      nè chiedendoti che premi hai vinto per affermare il tuo punto di vista

      è falso che la correttezza di una tesi sia data da chi la esprime
      hannibal the cannibal potrebbe affermare che il cannibalismo è atroce
      e tu non potresti definire sbagliata questa sua affermazione
      o meglio non sulla base del mero fatto che lui stesso è un cannibale
      puoi tentare di farlo con argomentazioni tue
      tipo che le popolazioni che lo praticano ne ricevono documentabili benefici

      è falso che può giudicare qualcosa solo chi “è bravo a farla”
      sennò caravaggio sarebbe commentabile solo da michelangelo
      maradona solo da pelè
      e berlusconi solo da bossi
      (o da rocco siffredi)

      per cui ti prego di sentirti libero di continuare ad intervenire su questo blog
      ma in nome del cielo non con questa tiritera insignificante
      grazie se vorrai considerare le ragioni degli altri

      giovanni pagano

      • Alfonso Luigi Marra says:

        Benissimo Giovanni,
        la mia idea è che si può accantonare il problema dei fake e in generale della qualità creativa, come ha fatto l’ADCI salvo poi pentirsene amaramente. Io in giuria c’ero
        quando le giurie ristrette di Marco Cremona prevedevano una selezione dei giurati secondo criteri chiari,trasparenti e di merito. Guastini e il consiglio ADCI, composto tutto da ex, free-lance, fuorisciti dalle agenzie, piccole sigle e business irrilevanti, ha avuto gioco facile ad allargare la partecipazione dei giurati. Ma il criterio qual’era ? E il risultato quale è stato ?
        Sono d’accordo con la tua battaglia sui fake e sul lavoro fake che produce e l’impoverimento generale che ne consegue. Ma detto questo rispetto di più chi non chiacchera e lavora e con i suoi lavori ottiene qualcosa e alza il livello di percezione del lavoro in questo paese. Tanto le magnifiche sorti progressive, o 1000 posti di lavoro per
        tutti non li può creare nessuno.

      • Donald Duck says:

        @Alfonso Luigi Marra
        Puttanate. Non hai mai visto una giuria in vita tua. Non sai neanche do cosa stai parlando. Parli per sentito dire. Sei in grado di dimostrarmi il contrario?
        Quando parli di cose serie le tua valutazioni valgono zero. E sai perché? Perché sei un fake. E i fake non parlano di fatti ma di puttanate. Non citano persone. I fake, come te e me, possono solo sparare cazzate e fare qualche battutina. Possono altresì sputtanare le persone reali. Quello che le persone come te e me non possono fare e parlare di cose reali.
        E, per restare in tema, aspetto ancora di vedere qualche tuo lavoro. Anche un link, un sito web, un logo, quello che vuoi.

      • Yttzak says:

        Soleo et in aliena castra transire, non tanquam transfuga, sed tanquam explorator.
        Proprio per capire meglio il futuro, una mano ce la dà il passato…una versione differente del “Fate ciò che dico, non fate ciò che faccio.”

      • oooo says:

        allora lascia pure che gli stagisti critichino i direttori creativi

    • Corvo Joe says:

      Scusa Antonella perche’ sarei superficiale? Perche’ incoraggio a pensare in maniera nuova e a rompere con il passato? Perche’ dico di guardare alle agenzie che fanno cose davvero innovative? Perche’ invito coloro che hanno finito una scuola a mettere nel portfolio piu’ idee interattive e meno stampa? Perche’ accuso voi cosiddetti senior di non esservi resi conto che il mondo cambiava e di non esservi rinnovati? I tanti giovani vengono rovinati da coloro che non sanno aprirgli la mente verso il futuro, ma continuano a rimpiangere un passato che non tornera’ piu’.

      • Donald Duck says:

        @Corvo Joe
        Ciao corvo, tu che parli tanto di internet, web e digitale, faresti la cortesia di postare un link dell’ultimo sito che hai fatto? A parlare di digital sono bravi tutti.
        E sopratutto chi oggi ancora parla di digital è veramente vecchio. Ma vecchio, proprio.

  15. Gianni Lombardi says:

    “Alfonso Luigi Marra”, nel tuo ultimo intervento secondo me sottintendi che “la qualità creativa della giuria determina la qualità della selezione”.

    L’assunto è dogmatico, indimostrato e (a mio parere) sbagliato, come l’altro assunto citato da molti, per cui “un vero professionista lo riconosce subito un fake”.

    Tralasciando il 2012, ecco perché:

    1. Gli annual degli ultimi 10 anni (2001-2011) sono – secondo la “vox populi” – pieni di fake*
    2. Ma le giurie degli ultimi 10 anni sono sempre state composte da professionisti, i migliori professionisti italiani, compresi i professionisti selezionati con i criteri “chiari, trasparenti e meritocratici” del Consiglio Cremona.

    Come si spiega la contraddizione? Se il punto 1 è falso, allora tutta la discussione sui fake è basata sul nulla, e questo sarebbe solo un fenomeno dell’ultimo anno, imprevedibile a priori.
    Il punto 2 invece sappiamo che è vero.

    Se entrambi i punti sono veri, entrambe le affermazioni di partenza sono false.

    * Per controllare, secondo gli assunti iniziali, non ci vuole niente: basta un “vero professionista” che faccia la spunta, entrando in un interessantissimo loop logico: se il “vero professionista” identifica dei fake, allora tutti i professionisti del punto 2 sono falsi :-)

    • Anonymous says:

      Ma, in alternativa, fasse ‘na bella pippa, no?

    • non si dice says:

      Gianni, scusa ma solo una domanda e non è per polemizzare, però mi spieghi semplicemente come mai si arriva a premiare un lavoro come carboveg quando in giuria c’è sicuramente un giurato che sa di fatto che è un fake?
      Voglio chiederti, sinceramente, dopo aver appreso che tutta la campagna era una bufala pazzesca, la vostra opinione nei confronti di quel giurato non è mutata? Cioè il fatto che una sola persona (in questo caso) abbia ridicolizzato la giuria della stampa non vi ha fatto incazzare come delle belve?
      Secondo me un precedente di questo tipo fa credere, sopratutto a quelli più giovani, che competere così è giusto ed è pure vincente.
      Però, come ho anche scritto a Massimo Guastini, non credi che sia davvero un peccato vanificare tutto il lavoro fatto da questo consiglio solo per aumentare l’ego di pochi?

      • Donald Duck says:

        Esatto.
        Quello che non esce mai da tutto questo casino è una posizione ufficiale, una dichiarazione non democristiana di quello che è successo. Si comportano come la nostra classe politica. Non una parola in più o in meno. Non si lasciano sfuggire nulla che potrebbe in futuro essere usato contro di loro….Uno può anche dire abbiamo applicato il regolamento ma quello che è successo è davvero uno schifo, ci scusiamo con tutti, il prossimo anno sarà diverso.
        Invece ancora lì, con questa sudditanza psicologica veramente incomprensibile verso questi personaggi squallidi…

      • Gianni Lombardi says:

        “Ich Bin Ein Demokristian”

        Donald Duck e “non si dice”, a parte che, nel mio caso, spesso quello che scrivo viene usato contro di me deformandone il senso in modo grottesco, nel caso Carboveg il lavoro è stato squalificato. Le caratteristiche del dominio erano state scoperte da uno dei consiglieri prima dello scoop di Donald Draper. Per il lavoro della giuria, fino a prova contraria, vale il principio della fiducia. È evidente però che la giuria Stampa ha tradito la fiducia dei colleghi. Ma per il momento non è prevista la pena di morte.

        Il caso Carboveg cmq dimostra che “i veri professionisti” quando sono in giuria si fanno infinocchiare, perché se qualcuno in giuria ha avuto sospetti, non mi sembra abbia fatto molto per fermare gli altri giurati (che sono anche loro “veri professionisti”, mi pare). Se qualcuno ha informazioni concrete, si faccia avanti.

        “Competere così” comunque è risultato perdente, perché il lavoro è stato squalificato. Massimo Guastini ha scritto e strascritto più volte che il regolamento della CFE (che era stato discusso PUBBLICAMENTE su mia iniziativa e nessuno dei Grandi Moralisti che oggi parlano era intervenuto), così com’è, per prevenire i fake non va bene, e anche la composizione delle giurie va ripensata.

        Se questo è essere democristiani, qui siamo tutti democristiani.

  16. Corvo Joe says:

    @Donald Duck: se postassi i miei lavori svelerei la mia identita’. Se vuoi rispondimi nel merito di quello che ho scritto.

    • Donald Duck says:

      @Corvo Joe
      Balle. Se tu avessi dei lavori interessanti e belli da far vedere non avresti problemi a mostrarceli.
      In generale poi, le tue argomentazioni non sono così interessanti. Sono argomentazioni da inizio 2000. Ti ripeto, parlare oggi della rivoluzione digital è roba vecchia. Anche dire che all’estero sono più avanti di noi. Sono discorsi che si facevano negli anni 2000…
      Credimi.

  17. Corvo Joe says:

    Te lo giuro Donald Duck. Se mostrassi i miei lavori voi capireste chi sono.
    Tu dici che le mie argomentazioni sono di inizio 2000. Chissa’ perche’ poi leggo un libro che si chiama Velocity, scritto dal fondatore della AKQA, e ritrovo le stesse argomentazioni, leggo le interviste a David Droga e dice le stesse cose e cosi via!
    Ma scusa Donald. Se voi avevate intuito tutto gia’ a inizio 2000 perche’ non si vedono campagne tipo Decoding Jay-Z o Small Business? Perche’ non siamo noi a guidare l’innovazione?
    Hai ragione a dire che la rivoluzione digital e’ roba vecchia. Infatti ora il digital e’ la normalita’. Per quanto riguarda l’estero ti parlo per esperienza personale e si, l’Italia pubblicitaria e’ indietro anni luce. Ma ti sei mai chiesto come mai gli svedesi, i brasiliani, gli argentini, gli olandesi e via dicendo lavorano in tutto il mondo, siano essi copy o art? E gli italiani invece?

    • Donald Duck says:

      @Corvo Joe
      Sei un po’ patetico. La verità è che ti caghi nelle mutande ma non disdegni di parlare a minchia. Tu parli di cose che non conosci.
      La verità è che sei un fake e i fake come te e me possono sola parlare di cazzate, fare battutine, ecc. E sai perché? Perché le cose che dici non hanno valore. Puoi prenderle dalla rete e scopiazzarle qui spacciandole come tue.
      Non c’è controparte quindi non c’è storia.
      Oggi fai il paladino del “web”, domani parli di html5 in base alle cagate che leggi in giro. I tuoi interventi valgono zero. E bada che sto argomentando i tuoi post, mica cazzi.
      Le cose come Decoding non si fanno in italia semplicemente per una questione culturale. Le agenzie non c’entrano nulla. La comunicazione può essere innovativa rispetto ad una platea in grado di recepire ed essere stimolata da tanta innovazione.
      Ma cosa nei vuoi sapere tu…
      Per esempio, i clienti in italia, che evidentemente conoscono bene i loro polli, quando vedono una campagna web con degli sviluppi social su twitter, ti mandano 9 volte su 10 a cagare. E fanno bene, aggiungo. Poiché 9 italiani su 10 non non sanno che cazzo è un hashtag. Riesci, quindi a fare 1+1?
      E poi, ancora dietro a sti brasiliani e argentini. Ma basta! Sei veramente provinciale…
      Sei vecchio e provinciale.

    • Cucchiaio di Pirlo says:

      corvo, resta pure in germania con la tua spocchietta e il tuo italiano zoppicante. non ci manchi.

  18. non si dice says:

    @ Gianni Lombardi
    Mi spiace per i toni della tua risposta e francamente pensavo di aver posto la domanda nella maniera più comprensibile e corretta possibile. Personalmente non mi pare di aver deformato nulla e mi sembra di aver mantenuto i toni sempre e comunque abbastanza neutri, fra l’altro ho anche detto che secondo me è un peccato aver sporcato il lavoro di questo consiglio.
    Fare una domanda è solo legittimo. Capisco il risentimento di molti di voi a rispondere continuamente a delle accuse, ma in questo caso non mi pare ve ne fossero.
    La mia domanda, oltretutto, era più di natura morale, non vi siete sentiti traditi e poi incazzati? Dove sta la polemica? Mi spiace vedere che alcuni di voi hanno solo più pazienza a rispondere a quelli che li accusano e invece a chi cerca un dialogo rispondete in maniera stizzita.

    • Gianni Lombardi says:

      “non si dice” come si dovrebbe capire dall’inizio del commento, stavo rispondendo sia a te, sia a Donald Duck, e inoltre facevo riferimento a comportamenti usuali in BA senza attribuirli specificamente a te.

      Esattamente come Emilio Haimann ha erroneamente preso come indirizzato a lui tutto quello che ho scritto nel post precedente (vedi il mio primo commento più sopra) tu hai preso come indirizzato a te quella che era una risposta a molti.

      Adesso ti faccio io una domanda, senza polemica, con grande amicizia: “ma come si fa ad essere contemporaneamente così narcisisti e insistere per l’anonimato?” :-)

      • non si dice says:

        La tua è una bellissima domanda e meriterebbe una risposta. E visto che non sono così scortese lascio gli onori di casa a Donald Draper.
        Capisco bene il tuo fastidio e quello di altri che si firmano nel parlare con chi invece non ci mette ne una faccia e neppure un nome. Non è facile scrollarsi di dosso tutta la merda che molti lanciano solo perchè sono dei vili, ma sii sincero, sai anche bene che per tanti che sparano infamie e stronzate ce ne stanno altrettanti che invece cercano di portare avanti delle discussioni costruttive. Purtroppo l’anonimato (anche se non fa onore) è una condizione spesso indispensabile per motivi di cui è inutile parlare, ma questo fatto non rende meno giuste le parole o i fatti quando sono espressi correttamente.

      • Gianni Lombardi says:

        “non si dice” scrive Non è facile scrollarsi di dosso tutta la merda che molti lanciano solo perchè sono dei vili, ma sii sincero, sai anche bene che per tanti che sparano infamie e stronzate ce ne stanno altrettanti che invece cercano di portare avanti delle discussioni costruttive.

        Sono d’accordo. E infatti chi usa uno pseudonimo memorabile e in modo coerente secondo me è rispettabile. Però ricordarsi di Posalaquaglia, Corvo Joe o Von Hayek è facile. Tenere traccia di quel che pensa o scrive “non si dice”, “yttzak”, “cucchiaio di pirlo” o altri pseudonimi che vedi per la prima volta e sembrano inventati lì per lì è molto più difficile. Tieni inoltre presente che da mesi io vengo su BA si e no una volta ogni due settimane, o meno, e solo quando viene segnalato qualche post particolarmente rilevante.

        Magari sono disinformato io, ma la tua brand image per il momento è più debole di quella di Posalaquaglia.

        Insomma, nell’epoca del personal branding vedere che moltissimi pubblicitari non solo non vogliono comparire di persona ma non ricorrono neppure alla tecnica di inventarsi uno pseudonimo originale e memorabile da usare come seconda identità…

      • Posalaquaglia says:

        Ultimamente leggo poco, e scrivo ancor meno.
        Qui dentro c’è spesso aria viziata e odore di baruffa, se non di astio. E, in tutta sincerità, quella che respiro sul lavoro mi basta e avanza.
        Però Lombardi mi ha fatto sorridere elogiando la mia brand image (senza neppure avere svolto alcuna analisi field qualitativa), e lo ringrazio.
        Non ho la presunzione di “nickarmi” in modo “originale e memorabile” (cit.) ma apprezzo questo riconoscimento. Caro Gianni, la mia brand equity ti è grata.
        Ad maiora.

  19. Till Neuburg says:

    Qui dentro, l’unico che ha qualche ragione per rimanere anonimo, è Donald Draper. Se lui o lei svelasse la sua identità, tutti i vari corvi, gufi, rapaci notturni, pappagalli, gallinacci e avvoltoi, avrebbero finito da subito di spargere le loro feci in questa riserva di caccia alle seghe. E così, questo posto rischierebbe di diventare molto più silenzioso. Un rischio che io, caro Donald, correrei molto volentieri.

    Secondo i criteri del civismo che gli autori della Costituzione ci avevano consegnato, i “nostri” anonimi sono dei mafiosi. Ciò che scrivono, non è automaticamente sbagliato (qualche volta anche i malavitosi dicono cose vere), ma dal punto di vista culturale e professionale è completamente irrilevante se su un argomento si esprimano in questo o in quell’altro modo. L’unica cosa che i vigliacchi ottengono di sicuro, è creare un clima poliziesco, complottista, di sospetti incrociati. Usare questa cabina, turarsi il naso e bisbigliare qualche cosa di infamante su una persona, una sigla o un’associazione, è esattamente ciò che Roberto Saviano denuncia nei suoi commenti, articoli e libri. Ai vari non-firmatari, dico senza tanti giri di parole:

    Siete degli infami.

    Il bello e molto meno bello è, che forse qualcuno di loro lo conosco pure di persona, o lui conosce me. Può persino darsi che ci siamo frequentati, sul lavoro o altrove. Sperando vivamente che non sia così, questo rischio (spero molto, molto remoto), mi riempie di una tristezza disperata. Preferirei leggere: “E chi ti conosce, vecchio rincoglionito!”, piuttosto che dover scoprire un giorno che un mio presunto amico si era comportato secondo i dettami dell’omertà nel Casalese. Dopo che anni fa, la cloaca a cielo aperto chiamata “Rejectedby”, aveva cessato di avvelenare il giro dei creativi, mai mi sarei immaginato di dover rivivere una schifezza di questa portata.

    Mettiamo pure che alcuni dei vari soci o ex-soci, presidenti, consiglieri dell’ADCI, dei capi o capetti d’agenzia, dei clienti o clientacci, abbiano commesso errori, cazzate, ingenuità, dumping, ego-trip, lobbying, alleanze opportuniste, nessuno di questi ipotetici fatti e fattacci sarebbe però paragonabile alla distorsione etica e civica che state attuando voi.

    Provate a farvi un rapido esamino di coscienza: dite alla vostra compagna, alla nonna, alla vostra migliore amica: “Oggi ho diffamato pubblicamente un collega – in modo assolutamente anonimo, in modo che mai nessuno saprà chi ha diffuso l’offesa. Sei fiera di me? Mi dai un bacino? Dai, brindiamo insieme a questo evento?”

    Che immensa tristezza sapere che, anche tra di noi, ci sono – ancora – degli essere così.

    • io me says:

      > Provate a farvi un rapido esamino di coscienza: dite alla vostra compagna, alla nonna, alla vostra migliore amica: “Oggi ho diffamato pubblicamente un collega – in modo assolutamente anonimo, in modo che mai nessuno saprà chi ha diffuso l’offesa. Sei fiera di me? Mi dai un bacino? Dai, brindiamo insieme a questo evento?”

      Perché invece l’esamino di coscienza non se lo fa la giuria stampa?
      “Oggi ho inchiappettato ufficialmente un’intera categoria di professionisti – in modo in fondo anonimo visto che siamo un gruppo e si può sempre dire che è stato quello di fianco, in modo che mai nessuno saprà chi ha diffuso l’offesa. Dai, andiamo a brindare insieme alla festa dell’adci.”
      Cosa, quest’ultima, che è stata fatta veramente, senza nessuna vergogna.

      • Donald Duck says:

        @ io me
        Purtroppo devo informarti di una cosa. Il tuo intervento seppur condivisibile ha il valore del nulla. Hai mai visto un “fake” esprimere un’opinione? Io sinceramente no.
        La tua risposta ad un post firmato, oltretutto da TILL, è come un moscerino che svolazza sulla merda di un elefante.

      • io me says:

        @ Donald Duck
        Hai ragione Donald, avrei dovuto pensarci prima, ma in quanto “fake” non mi è riuscito.
        A quanto pare resta però un moscerino condivisibile.
        Dare invece all’intervento di Till della “merda di un elefante” mi sembra francamente troppo.

      • Lorraine says:

        Chapeau.

    • Voilà says:

      E chi ti conosce, vecchio rincoglionito!

      • Till Neuburg says:

        Il fatto che un guappo non mi conosca, è la più confortante notizia che leggo oggi.

      • Etna says:

        Voilà, tanti si suicidano… pensaci.

      • Voilà says:

        Eh si scherza! Che permalosi. Era servita su un piatto d’argento.

        In ogni caso mi suicido veramente, troppo serio questo mondo. E troppo irrilevante.

        Mi reincernero’ in un gestore di canile. Sapete ho bisogno di emozioni vere e se qualcuno mi leccherà il culo sarà perche’ mi ama e se mi morderà non sarà certo alle spalle, e se abbaierà sarà per farsi sentire e non per rompere i coglioni e basta.

        Qua siam tutti inutili rendetevi conto. I vostri idoli dorati con la criniera non valgono niente nel mondo reale. I nostri insulti meno di zero, le nostre battaglie molto meno di quelle immaginate da un marmocchio coi playmobil.

        Esistiamo solo perche’ siamo qualche decina e ci illudiamo che vincere, perdere, insultarci, difenderci serva per renderci rilevanti.

        Ma non lo siamo. Me compreso.

        Quindi apro un canile. Venitemi a trovare.

      • Voilà says:

        Volevo dire serioso, serio non lo e’ proprio.

    • von Hayek says:

      L’unica cosa che a Neuburg non si può chiedere è restare anonimo, far tacere il suo smisurato ego, così privo di confini da risultare, alla fine, assolutamente inconsistente (in un suo intervento precedente, si era descritto come un alfiere delle lotte civili dell’ultimo quarto di secolo, mischiando di tutto, dalle lotte sindacali nelle agenzie del periodo – mica in Fiat, eh – a Geronzi e al calcio…).
      Per lui l’inferno non è l’assenza di Dio, ma l’impossibilità di potersi firmare; e soffre, in questo è sincero, nel non potersi confrontare con degli altri ego gonfiati come il suo, essendo l’unico requisito imprescindibile richiesto un nome e cognome purchessia.
      Chi glielo spiega che le battaglie civili sono ben altre da quelle che lui è convinto di avere vissuto da protagonista, che Saviano, pur avendo a che fare con la corruzione ed il marcio, si muove ad un livello un filino differente da un blog che si occupa di réclame?
      Poveraccio, lo capisco, viene da un sito di morti, quattro gatti eternamente impegnati in uno stanco minuetto: “come sei bravo” “bellissima idea” “certo, anche tu”.
      Preferirebbe mille volte venire insultato, ma almeno avere a che fare con un po’ di vita. Ma da buon svizzero, vuole che questa vita sia certificata con nome e cognome, solo così il suo ego potrà trovare un po’ di pace.

    • Anonymous says:

      A me l’argomento anonimato mi appassiona più dei fake.

      Mi piace questa storia che solo qui si dia peso a una cosa che nel resto della rete è stata superata il giorno dopo che la rete stessa è stata creata. Ognuno sul resto della rete firma come cazzo gli pare. Ma qui, no. Qui non si fa.

      E sono d’accordo con Till Neuburg, con Paola Ferrari e con tutti quelli che reclamano un po’ di chiarezza: fuori i nomi. Basta con gli anonimi. Avete rotto il cazzo. Io per esempio mi chiamo Pierangelozzo Mandruconi e lo dico a voce alta. E adesso il mio pensiero ha un altro valore, adesso sì, porcaccio giuda cane, che mi sento meglio. E subito, finisco di scrivere e vado, andrò a reclamare il nome di tutto il resto della rete, e vado da Spinoza, che non mi fa più ridere perché non so come si chiama chi scrive. E vado ovunque si discuta, e vado su twitter, vado sui blog dei quotidiani, e basta co’ ‘sta storia dell’anonimato. I nomi, vergogna.

      Pagano, per esempio, tu come ti chiami? E quell’altro, Mizio, come sarà all’anagrafe?

      Un solo appunto per Till Neuburg: perché per chiedere a tutti di uscire dall’anonimato chiamandoli infami (ce sarai) firmi con un nick? Non sarebbe meglio usare il tuo vero nome dando più valore alla tua sacrosanta richiesta?

      Pierangelozzo

      p.s.Saluti, Don.

      • giovanni pagano says:

        sono d’accordo con te pierangelozzo
        questa insistenza nel “tirate fuori i nomi” è la vera vigliaccheria
        quando sai perfettamente perchè la gente non può firmarsi
        anzi ti dico di più
        si avverte chiaramente la rabbia di non potergliela fare pagare
        a ‘sti stronzetti che osano criticare ed attentare all’ordine costituito
        e che invece dovrebbero solo tacere e subire qualsiasi schifezza propinata

        dare dell’infame agli anonimi in quanto tali è infame
        non rispondo neanche a un cafone come neuburg
        che viene a casa mia e pretende di dettar legge
        e neanche lo banno
        lo lascio lì a dimostrare quanto vecchia sia la sua testa e la sua arroganza

        oltre tutto sono anche accuse che non riescono a cancellare una verità solare
        è vero che qui in bad avenue gli anonimi sono tanti
        ma gli anonimi stronzi secondo me non sono più del 20%
        per il resto leggo tanti pensieri compiuti e fondati
        idee che si perderebbero se non ci fosse un posto come questo per esprimerle
        idee che non scoprirebbero mai di non essere sole
        idee che non troverebbero il coraggio di unirsi per combattere assieme il marcio

        oggi non indignarsi è sintomo di avanzato stato di decomposizione
        nel nostro settore come negli altri
        per cui benvenuta indignazione

        se tutti voi ci aiuterete a mantenere bad avenue un luogo di vero confronto
        i veri mafiosi stizziti li mandiamo allegramente a fare in culo

        giovanni pagano

      • Donald Duck says:

        @giovanni pagano
        Non è così giusto. L’anonimato va bene su molte cose. Va bene nel cazzeggio e nelle battutine idiote. Va bene per sapere a quanto vanno al chilo i duroni o le verze.
        Già quando entri nel campo delle denuncie, per esempio, l’anonimo diventa poco credibile poiché nella questione manca la controparte e sopratutto il ruolo che ha avuto l’accusatore nella vicenda. Si ascolta una mezza verità senza avere una visione neanche vicina alla realtà. In rete si tende ad accettare le posizioni che fanno più comodo senza approfondire più di tanto. Ecco perché la cosa diventa ancora più deleteria e pericolosa quando addirittura gli anonimi iniziano a elargire “consigli” a giovani in difficoltà. E’ il caso di “corvo joe”.
        Potrebbe essere un tecnico dei computer come il salumiere dell’esselunga. E nonostante ciò dispensa consigli a “Basti ancontrario”, “Luca” ecc, su cosa deve fare per iniziare questo lavoro.
        Per carità, tutti possono cimentarsi su tutto. Ma tra un “corvojoe” e Till Neuburg, tra un Alfonsomarra e Pasquale Barbella, tra un VonHayek e Gianni Lombardi, tra un Donald Duck e Giovanni Pagano non mi sembra ci siano grossi dubbi.

      • SuperAnonymous says:

        Dal vangelo secondo Neuburg:

        “Mettiamo pure che alcuni dei vari soci o ex-soci, presidenti, consiglieri dell’ADCI, dei capi o capetti d’agenzia, dei clienti o clientacci, abbiano commesso errori, cazzate, ingenuità, dumping, ego-trip, lobbying, alleanze opportuniste, nessuno di questi ipotetici fatti e fattacci sarebbe però paragonabile alla distorsione etica e civica che state attuando voi.”

        Legittimeresti l’omicidio pur di sostenere le tue tesi balorde. E in pieno stile Casalese – il tuo, non il nostro – non condanni gli autori dei fattacci, ma tutti quelli che ne discutono dissentendo, e a cui vorresti chiudere la bocca. Complimenti. Ha ragione Pagano a lasciarti lì, a dimostrazione di quello che vali.

      • SuperAnonymous says:

        Aggiungo anche che “infame” è un linguaggio da mafiosi, che così chiamano tutti quelli che non tacciono e acconsentono ai loro misfatti. Solitamente persone oneste, quanto basta per vederci caratteristiche di infamità.
        E queste persone non usano “infami” per definire i mafiosi, che si chiamano solo “mafiosi”.

      • Corvo Joe says:

        Caro Donald Duck, cioe’ volevo dire Paperino, ma tu chi sei? Non sei anonimo come me?Tu mi accusi di scopiazzare in rete pensieri, di non approfondire…mi sembra di essere tornato a scuola! Quello che scrivo io lo vivo quotidianamente dove lavoro non perche’ scopiazzo. Se mi permetto di dare consigli ai piu’ giovani e perche’ so di cosa parlo.
        Se dico che oggi hai bisogno di un portfolio per lavorare e’ perche’ la mia agenzia guarda i portfolii prima dei CV.
        Se dico che un copy puo’ anche lavorare all’estero, parlo per esperienza personale.
        Quindi Paperino o ti confronti nel merito con le cose che dico oppure vai a fare qua qua da un’altra parte.

      • Corvo Joe says:

        Per i pedanti,
        Scusate se ho scritto e senza accento!

      • Donald Duck says:

        @Corvo Joe
        Hai ragione. Infatti il mio resta un cazzeggio esattamente come il tuo. Non sono nessuno e non rivendico alcunché. Sono uno spreco di byte. Questo noi siamo.
        Per quanto mi riguarda sei un copione, stagista e sottopagato. Uno che sbava a prescindere se nei credits legge brasile, argentina o singapore.
        Da uno così non mi farei offrire neanche un’orzata. Pretendi che i giovani si facciano un portfolio per lavorare. Ce l’hai un portfolio?
        Un mio amico salumiere fa dei siti web che te li sogni.

      • Corvo Joe says:

        @Donald Duck
        Vedi la differenza tra me e te e che io non cerco neanche di capire tu chi o cosa sia. So solo che la gente come te andrebbe cacciata a calci in culo dalle agenzie. La tua frustrazione nasce dalla totale incapacita’ di pensare e produrre qualcosa che sia nuovo e innovativo, fai manovalanza e vieni pagato una merda. Se i giovani ascoltassero te, finirebbero come te, povero fallito inutile.

      • Donald Duck says:

        @Corvo Joe
        Poche chiacchiere. Se vuoi dar consigli ai “giovani” facci vedere qualcosa.
        Dici di lavorare. Dici di essere un fenomeno. Non avrai problemi a farci vedere il tuo ultimo sito web.
        Dai, su, un po’ di coraggio…

      • Corvo Joe says:

        @Donald Duck
        Te l’ho gia’ detto! Rivelerei la mia identita’ mostrando i miei lavori. Poi io non devo dimostrare niente a nessuno. Do i consigli che voglio e quando voglio uno
        puo’ seguirli o meno. Ma non sta a te continuare a chiedermi di provare cosa ho fatto.

  20. mizioblog says:

    @ non si dice.

    Questa mattina mi ha chiamato Emilio Haimann: abbiamo parlato al telefono per un’ora e mezza. Ho apprezzato il gesto.
    Tra le tante cose gli ho detto che personalmente sono incazzato e deluso: ho dedicato moltissimo tempo ed energie al Club nell’ultimo anno e mezzo e il tutto è stato vanificato dal comportamento di pochi. Sì, l’ho considerato un tradimento al mio impegno nel Club.

    La cosa difficile non è capire che ci sia stato qualcosa di sbagliato, e lo dimostrano le squalifiche, quanto quantificare “quei pochi”. Quando si parla personalmente, come sto facendo io, è facile, ma quando si parla per voce di un Club bisogna essere molto più cauti. Perché le decisioni sono molto più pesanti delle parole.

    Però, vedi, sono incazzato anche con tutti quelli che sanno sempre qual è la cosa giusta da fare.
    E che te lo ripetono ogni giorno.
    Io non lo so qual è sempre la cosa giusta, non ho dogmi, e mi vengono molti dubbi quando una tua decisione può rappresentare lo sputtanamento di un professionista. Io, sempre personalmente, non riesco a prendere queste decisioni a cuor leggero. Da più di un mese sono incazzato come una iena ma mi sforzo affinché la mia incazzatura non mi condizioni.

    Le squalifiche sono arrivate con lentezza proprio perché non sono state prese a cuor leggero: sono state ponderate attentamente. E ti posso dire che certi casi erano proprio incerti, perché non è vero che un vero professionista riconosce un fake a occhio. È una cosa che dicevo anch’io un anno e mezzo fa, ma quando poi ci sono dei regolamenti scritti le cose cambiano.

    Io sono contrario ai fake da sempre, ma solo oggi ho imparato che solo una cosa può sconfiggerli: il buon senso da parte di tutti.

    • non si dice says:

      Grazie della risposta e sopratutto della sua sensatezza.
      Trovo il tuo intervento davvero e finalmente onesto. Mi aspettavo solo una risposta sincera e l’hai data tu.

    • giovanni pagano says:

      caro mizio

      sono lieto di leggerti finalmente su questo blog
      sei uno dei consiglieri adci che stimo di più
      per questo riposto qui un mio intervento fatto su un altro post
      contando su un tuo giudizio altrettanto onesto di quanto appena scritto
      (sostituisci tu “gentile mizio” a “gentile presidente guastini”?)

      “gentile presidente guastini

      evitarò toni ironici perchè voglio rivolgerti un appello serio
      mi hai rinfacciato tante volte di non contribuire alla soluzione dei problemi
      continui a chiedere a tutti di darti dei consigli
      voglio dartene uno che ritengo davvero utile
      e applicabile senza controindicazioni

      (però ti chiedo di aiutarmi anche tu ad evitare l’ironia
      rispondendo specificamente alla proposta che ti sottoporrò
      ed evitando di rievocare tutte le tappe precedenti della nostra vita)

      naturalmente parlerò della giuria stampa
      la faccenda è chiusa?
      spero che tu convenga con me che non è così
      perché proprio il giudizio espresso dal consiglio ha stabilito una novità grave
      e cioè che 6 giurati su 10 hanno votato delle campagne sapendo che erano fake

      attenzione presidente
      è ovvio naturalmente che un giurato possa sbagliare in buona fede
      senza per questo essere condannabile
      ma qui 6 giurati su 10 hanno volontariamente disatteso le regole
      e in particolare l’articolo 6 dello statuto “doveri degli iscritti”
      te lo ricordo
      “Art. 6. Doveri degli iscritti. 6.1 – Per l’ammissione l’iscritto assume l’impegno di: 6.1.3 – Agire con spirito di lealta` e correttezza, in particolare verso gli altri iscritti”
      e questo invece io credo che sia condannabile
      pertanto io non credo che il giudizio di questa giuria possa essere considerato valido
      tu no?

      magari la lettera dell’avvocato di haimann ti ha dato fastidio
      ma non puoi disconoscere che in punta di diritto ha ragioni fondate

      tu dici
      “Perché dovrebbero andarci di mezzo dei buoni lavori entrati con merito in shortlist?”
      io ti rispondo che hai ragione
      e ti propongo una soluzione semplice che dovrebbe mettere tutti d’accordo

      il consiglio annulla l’operato della giuria stampa
      elimina le campagne da voi scartate per mancanza di requisiti
      e crea una nuova giuria “di garanzia” che ri-voti tutte le altre campagne
      questa giuria verrà presieduta da un socio al di sopra delle parti
      a me viene naturale pensare a pasquale barbella
      che reputo in questo momento il socio più autorevole del club
      che come da regolamento sceglierà 10 giurati
      e assieme a loro procederà alla ri-votazione di tutte le campagne valide
      con regolare assegnazione dei premi
      senza che alcun buon lavoro regolarmente iscritto abbia a risentirne
      esattamente come desideri tu

      credo onestamente che una soluzione del genere non abbia controindicazioni
      e sia espressamente consentita dall’articolo 19 dello statuto
      “compiti del consiglio direttivo”
      laddove (19.1.14) vi assegna il compito di “Determinare e aggiornare il regolamento attuativo dello statuto”
      e la call for entries è appunto un “regolamento attuativo dello statuto”

      sono anche convinto che questa soluzione metterebbe finalmente tutti d’accordo
      e anche haimann potrebbe accettare un’iniziativa del genere
      ritirando la lettera del suo avvocato
      se sentisse che una simile votazione garantisse la trasparenza e pulizia necessarie

      gentile presidente guastini
      come da te richiesto eccoti una soluzione limpida ed obiettiva
      il cui equilibrio ti chiedo di considerare con equilibrio

      se riterrai di percorrere questa via
      a mio parere percorribile senza traumi
      io chiederò di rientrare nel club
      e voterò per la conferma di questo consiglio dopo le vostre dimissioni
      perchè avrete dimostrato di voler togliere questa brutta macchia
      che purtroppo adesso sporca le molte cose positive da voi fatte finora

      giovanni pagano”

      • mizioblog says:

        Cazzo, Giovanni mi hai appena fatto vincere un caffè: avevo scommesso che non appena avessi risposto tu mi avresti girato la domanda posta a Guastini ;-)

        Ma sei troppo intelligente per sapere che non risponderò al tuo commento, che non posso rispondere, e il motivo è semplice: io non sono la voce ufficiale del consiglio e tu non sei un socio del Club. E non lo sei solo perché non hai più voluto esserlo.

        Se vorrai farmi domande personali e garbate (attenzione non dico che questa non sia garbata) come ha fatto nonsidice, ti risponderò volentieri. Non subito perché sto uscendo dall’agenzia. Specifico questo perché hai un carattere di merda e se uno non ti risponde subito perdi la trebisonda.

      • Pm says:

        Pagano, scrivi: “(…) che come da regolamento sceglierà 10 giurati”.
        Guarda che il problema è proprio questo punto del regolamento. Finché sarà il presidente di giuria a scegliere i giurati ci saranno sempre cartelli e compagni di merenda.

      • giovanni pagano says:

        questo è il problema esploso con la giuria stampa
        pm
        ma questa è una macchia che bisognerebbe lavare adesso
        prima ancora di mettere mano ai regolamenti

        però se il presidente della “giuria di garanzia” fosse pasquale barbella
        allora la garanzia di serietà e correttezza sarebbe totale
        fidati

        giovanni pagano

  21. giovanni pagano says:

    cazzo mizio
    mi hai appena fatto perdere un caffè
    avevo scommesso che tu invece mi avresti risposto

    avevo scommesso che sei troppo intelligente
    per non sapere che aggiungere la tua reticenza alle altre non lava le macchie

    che se è vero che non sei la voce ufficiale del consiglio
    è però vero che dovresti essere anche la voce della tua testa
    e le cose non sono in contrasto

    che se è vero che io non sono socio del club
    è però vero che questo non dovrebbe impedire a due persone libere di confrontarsi
    soprattutto quando è stato questo consiglio a chiedere consiglio ai colleghi
    e quando quello che ho cercato di offrirvi è un contributo franco e onesto

    giovanni pagano

    • mizioblog says:

      Giovanni, la mia non è reticenza: è consapevolezza che, per quanto la definizione mi faccia ridere, al momento ho una carica rappresentativa e devo rispondere ai soci del club e non a chi ha l’arroganza (non nel senso offensivo ma nel senso che si arroga il diritto) di lanciare editti pur non facendone parte.

      Ti faccio un esempio per spiegarmi meglio.

      Mettiamo che esista una comunità. Mettiamo che questa comunità elegga dei rappresentanti. Mettiamo che in questa comunità succeda qualcosa di sbagliato. Mettiamo che allora i rappresentanti decidano di convocare un’assemblea per mettere sul tavolo le proprie dimissioni e ascoltare i membri della comunità. Perché se anche i rappresentanti possono pensare che la comunità debba cambiare, qualsiasi meccanismo democratico richiede che la maggior parte dei membri di questa comunità sia d’accordo.

      E ti spiego perché.
      Mettiamo che io sia vegetariano ma poi venga a scoprire che la maggior parte dei membri di questa comunità sono carnivori. In tal caso non potrei imporre loro di non mangiare carne (sono la maggioranza) potrei solo dire: ok, forse questa comunità non fa per me. E non posso nemmeno ascoltare o rispondere alle idee di un vegano che non fa parte di questa comunità. Mi sembra semplice il concetto.

      Estremizzo.
      Mettiamo che alla fine il 90% dei membri della comunità siano cannibali. In tal caso io scapperei di corsa ma loro avrebbero comunque tutto il diritto di mangiarsi fra loro. Compreso la metafora?

      Tu hai tutto il diritto di dire che questa comunità ti fa schifo, che dovrebbe cambiare. Hai anche il diritto di denunciare le cose che secondo te non vanno, ma non hai il diritto di guidare questa comunità da esterno e dalle pagine di un blog.
      E sei abbastanza intelligente da capire che ho ragione.

      Il 29 settembre è stata indetta l’assemblea esattamente per capire cosa si vuole fare di questa comunità, se verrai potrai esprimere tutte le idee che vuoi e verrai ascoltato.
      Questa non è una provocazione.
      A me interessano le tue idee, ma nelle sedi opportune, perché altrimenti restano provocazioni fini a se stesse.

      m.

      • giovanni pagano says:

        caro mizio

        visto che ti diletti in metafore
        ti racconto un fatto vero accadutomi stamattina
        che però ha dei significati estendibili a certe cose accadute ultimamente

        stavo andando in scooter a lavorare
        (ebbene sì c’è chi il sabato va a lerici e chi va a lavorare)
        quando all’altezza dell’incrocio fra viale toscana e via castelbarco noto un problema
        qualche imbecille nella notte si è divertito a disassare il semaforo
        in modo che a me appare il colore che dovrebbe stare 90 gradi in là

        cazzo
        penso mentre mi allontano
        arrivi a questo incrocio di notte e fai l’incidente
        e penso anche che un atto così dovrebbe essere derubricato da scherzo idiota
        e previsto dal codice penale come tentato omicidio

        mentre rifletto su queste cose incrocio un’auto della polizia municipale
        la fermo gesticolando
        e racconto all’agente quanto ho visto un chilometro prima
        invitandolo a ripristinare al più presto la posizione corretta del semaforo

        ho fatto bene a rivolgermi all’autorità o no?
        forse a questa domanda puoi rispondere mizio
        nonostante il tuo delicato incarico

        ho fatto bene a chiedere ufficialmente il ripristino della situazione corretta
        o dato che ormai il fatto è successo tanto vale lasciare le cose come stanno?
        e sempre se non travalico i compiti della tua carica rappresentativa
        sbaglio a pensare che la pena per certi comportamenti idioti andrebbe aggravata?

        caro mizio
        non mi sono inventato niente
        se ti giuro che è successo tutto proprio come te l’ho raccontato
        mi dai il tuo giudizio sull’accaduto?

        giovanni pagano

        ah
        stasera quando sono ripassato da lì attorno alle 20,30
        il semaforo non era ancora stato rimesso a posto
        se ci passate fate attenzione

  22. Gianni Lombardi says:

    Caro Giovanni, visto che ti diletti di domande scomode, avrei anche io una domanda per te, che ti ho già fatto e a cui non hai risposto (se non sbaglio; indicami dove hai risposto, se sbaglio). Strano, perché rispondere è molto facile: basta dire “scusa ho sbagliato”.

    Riguarda il tema che mi appassiona in questo thread: falsificazioni e deformazioni di quello che scrivo.

    In questo tuo commento di qualche settimana fa hai scritto una cosa falsa su di me, e hai grottescamente deformato un’altra cosa che mi riguarda:

    http://badavenue.wordpress.com/2012/06/05/stefano-rosselli-professione-fart-director/#comment-15065
    Per tua comodità riporto quello che hai scritto:
    “e cosa fa oggi lombardi?
    il moderatore del blog adci
e di questa funzione ha nuovamente abusato censurandomi qualche giorno fa
certo un club è libero di scegliere con che corda impiccarsi
ma quando leggo i suoi eterni sofismi sterili mi viene da ridere
forse la credibilità si comincia a costruire anche scegliendo persone degne
e lombardi è quello che insiste a dire che apple 1984 è un fake
buona fortuna ragazzi”

    1. La cosa falsa (e quindi calunniosa): 
    sostieni che io abbia “abusato” del ruolo di moderatore del Blog ADCI censurando un tuo commento. È falso. Io non ho sospeso, né cancellato né censurato nessun tuo commento.

    2. La deformazione grottesca è il fatto che secondo te “insisto a dire che Apple 1984 è un fake”. 
    Anche questo è falso e professionalmente calunnioso. 
    Io ho sempre sostenuto, documentazione alla mano, che Apple 1984 ha rischiato di essere un fake, perché ha avuto DUE sole uscite, UNA proforma nel 1983 per essere iscritto ai premi dell’anno 1984, e quella reale durante il SuperBowl, il tutto citando il libo “Apple Confidential” del giornalista Owen W Linzmeier, ed. 1999, pagina 91. Probabilmente sono stato uno dei primi in Italia a parlare di questa notizia (Cito il testo: “in keeping with industry tradition, Chiat/Day paid $10 to run 1984 in the 1:00 slot in Decembre 15, 1983, at a small television station, thereby insuring that the commercial would qualify for that year’s advertising awards”)

    Come vedi, gli incidenti capitano a tutti. È capitato a me otto o dieci anni fa dicendo per sbaglio che eri stato licenziato (cosa che non è una colpa) e tu lo rivanghi continuamente per fini polemici.
    Adesso è capitato a te che, tradito dalla memoria o in base a informazioni fallaci, hai raccontato ben DUE cose false su di me, entrambe piuttosto gravi, perché nella prima sostieni che “abuso” del mio ruolo; nella seconda sottintendi che sono un incompetente.

    La domanda è: ti spiace rettificare quanto di erroneo hai scritto possibilmente senza minimizzare o tergiversare?

    • Anonymous says:

      Non mi hai fatto niente,
      faccia di serpente,
      non mi hai fatto male,
      faccia di maiale.
      Adesso vado a casa
      e mi porto via il pallone perché è mio.

      serio on: cheppalle…

    • Alfonso Luigi Marra says:

      Quanto sei cretino giannilombardi, e secondo te un film pubblicitario diretto da Ridley Scott con quel budget e quella programmazione sarebbe in odore di fake, ma dove vivi?
      cosa fai? Oltre ai folder intendo…

      • Patologic. says:

        Il fatto che Lombardi faccia parte di questo consiglio (di pubblicitari, badate bene, non di ragionieri) la dice lunga.
        Altra cosa su Pagano: ma ti rendi conto, Giovanni, di avere un problema quasi serio e quasi-medico? Una vera ossessione, mania, o non so come si chiami tecnicamente, ma non per i fake tout-court bada bene, ma proprio per QUEL fake firmato McCann.
        Che tra parentesi nemmeno ha vinto il GP come tu paventavi (essendo un 50 enne che ancora pensa che la pubblicità bella debba per forza essere print o tv; non ti eri accorto che Beauty of a second esisteva, ed era molto più bello, se no forse ti saresti risparmiato la crociata).
        Avrei amato sentire gli stessi sermoni per il GP (quello sì!) di Attack DDB-Gitto di tre anni fa. Invece, niente. Niente in confronto al fiume in piena Durex.
        Ma quale nervo scoperto ti hanno pestato Giovà?

    • Eterni sofismi sterili says:

      Che cosa dovrebbe rettificare Pagano? Difficile smentire che non si tratti di eterni sofismi sterili, basta rileggersi tutti gli interventi di Lombardi su procedure, anonimismi, eccetera (e poi intanto, zac! Durex passa e vince). Al limite si tratterebbe di un’interpretazione ma come tale perché mai dovrebbe essere rettificata? Difficile poi rettificare il tema di Apple, perché è Lombardi stesso a dire che era un fake mancato per poco, un fintofake, un quasifake, insomma, salvato per un nonnulla (in fondo il SuperBowl vale come la gazzetta rionale). Dire che “ha rischiato di essere un fake” prima di essere una sciocchezza è un non-problema: anche la Vespa aveva rischiato di non uscire dalla fabbrica della Piaggio (poi però è uscita), e così per milioni di milardi di piccoli e grandi eventi. Tutti in partenza rischiano flop, disastri e insuccessi, poi diventano successoni e il problema non nasce neppure. Sulla censura, come farebbe a rettificare una cosa (un commento) che o non c’è più o non c’è mai stato? Avrebbe assurdamente dovuto tener traccia dei suoi comment poi censurati a sua detta. Ma di che stiamo parlando?

  23. Giusto Gianni.

    Essere licenziati, a volte, è un onore.
    Non un disonore.

    Certo che, in linea di massima, è meglio essere ‘assunti’.

    Anche in cielo.
    E così in terra.

    Don ciccio
    (:
    PS: Adesso basta.
    Pagani & Cristiani su ‘sti fake del cazzo, mettemoce ‘na pietra sopra.

  24. giovanni pagano says:

    caro mizio

    eccoti un aggiornamento sulla questione del semaforo
    anche questa volta ti assicuro che è accaduto tutto veramente
    e ti chiederò un parere su questi specifici fatti
    e non beninteso sui fatti riguardanti l’adci
    ai quali ovviamente so che sei tenuto a non rispondere

    dunque stamattina mi recavo di nuovo in ufficio
    (mentre tu ti crogiolavi al sole di lerici
    anzi mizio dato che sei in liguria
    non è che mi procuri un giornale locale con l’uscita della campagna durex?)
    quando arrivato allo stesso punto di ieri noto che il semaforo è ancora spostato
    e continua ad ingannare chi impegna l’incrocio

    per fortuna su quel vialone è facile incontrare pattuglie della polizia municipale
    così dopo mezzo chilometro ne fermo un’altra
    e ripeto per filo e per segno la mia denuncia del giorno prima
    non ci crederai ma stasera tornando a casa ho controllato di nuovo
    e questa volta ho potuto infine rilevare che era stata ripristinata la posizione corretta

    ho fatto bene a rivolgermi di nuovo all’autorità
    mizio?
    e se non è troppo
    a tuo parere chi si è comportato meglio
    il vigile di ieri che aveva lasciato il semaforo disassato
    o quello di oggi che l’ha rimesso a posto?

    se mi rispondi prometto di non imbrogliare
    e di non applicare il senso della tua risposta ad altre situazioni in qualche modo simili
    grazie

    giovanni pagano

    • mizioblog says:

      Giovanni, te lo dico per avvertirti: tornerò a Lerici ancora una volta sola, credo, prima dell’autunno ma è probabile che quest’estate vada comunque in vacanza. Se dovessi andare malauguratamente oltre oceano, purtroppo, non riuscirò a risponderti ad agosto. Cercherò comunque di rimanere in Europa, se possibile.

      Ma parliamo di cose più importanti: il semaforo.

      Magari la seconda pattuglia è stata più responsabile, oppure il semaforo è stato spostato grazie all’intervento della prima, solo che ci voleva tempo.

      Però quella del semaforo non mi sembra una metafora calzante. Perché il semaforo manomesso può causare conseguenze mortali, mentre un premio solo ferite narcisistiche. Inoltre tu, come cittadino, fai parte della comunità che gestisce i semafori ma non fai parte della comunità che gestisce il premio.

      Nonostante questo ti darò il mio parere sulla tua proposta.
      Anche se Barbella sarebbe di certo un giudice indiscutibile io non sono d’accordo sull’annullare la sezione stampa (questo è il mio punto di vista: non te lo sto a spiegare perché sarebbe troppo lungo e stamattina ho un po’ da fare). Ma se il 29 settembre scoprissi che la maggioranza dei soci la pensa così è un’ipotesi che prenderei certamente in considerazione.

      Ma ti ripeto: sono tutte ipotesi fini a se stesse, perché io non sono la voce del club e parlo a titolo puramente personale, e perché tu non fai parte del club.
      Il 29 settembre ci sarà l’assemblea, che sarà fondamentale per decidere il futuro dell’associazione, tutte le speculazioni fatte nel frattempo hanno poco senso secondo me.

      Quindi, te lo ripeto: se vuoi incidere con le tue idee, che nessuno nega che abbiano un senso, vieni il 29 settembre.

      • giovanni pagano says:

        diavolo di un’anguilla
        ma non era una metafora
        mizio
        è un fatto accaduto veramente
        ti sto chiedendo un parere su un fatto accaduto veramente
        e mi viene da chiederti anche
        ma se invece del sottoscritto passava da lì un extracomunitario irregolare
        faceva bene a rivolgersi all’autorità
        oppure non ne aveva diritto perchè fuori dalla comunità?

        ed eccoti invece ora una vera e propria metafora come piace a te
        metti che ti si macchi la tua camicia bianca preferita
        una bella macchia marrone proprio vicino al taschino
        (cioccolata per carità eh?)
        ebbene cosa fai mizio
        - la smacchi e la indossi?
        - continui a indossarla senza smacchiarla?

        puoi trovare due minuti per rispondere mizio
        magari nel pomeriggio se di mattina hai da fare?

        giovanni pagano

      • Carlo says:

        Giovanni mi pare che ti abbia riposto, e pure bene.

      • giovanni pagano says:

        ma certo carlo
        e sulla base della sua risposta sono venute fuori altre due domande
        una conversazione fra persone intelligenti va avanti così
        e mizio è una persona in gamba
        questo è detto senza alcuna ironia
        sarà anche contento che tu prenda le tue parti
        ma ti assicuro che non ne ha alcun bisogno

        prendila come una sfida retorica
        io cerco di farlo scoprire
        lui para il colpo e contrattacca
        se hai mai fatto teatro sai che ci sono esercizi fatti così
        perchè non partecipi piuttosto?
        tu cosa ci faresti con la tua camicia macchiata?

        giovanni pagano

      • Giovanni,
        di quale camicia BIANCA parli?
        Ora forse fai caso alle macchie (che non abbiamo per niente mai nascosto)
        perché sta tornando leggibile il bianco originario.
        E ovviamente sono molto incazzato anch’io (e se ne accorgerà) con chi mi complica questo lavoro di recupero.
        Lavoro che permette tra l’altro a te di urlare “cazzo che macchia!”
        Ma ricordati, marrone su marrone non lo avresti notato.

        E ti ricordi questo video (http://www.youtube.com/watch?v=cYXRRUPqN4Y) “adci il libro nella giungla”? Ti ricordi chi lo realizzò e postò?

        Come ti ho già scritto, aspetta con fiducia e tutto quello che potrà essere fatto verrà fatto. Ma non possiamo essere veloci quanto chi scrive in questo blog. Il nostro lavoro è più complicato. E, tra l’altro, non è remunerato.

      • mizioblog says:

        Giovanni, visto che solleciti una mia risposta.

        All\’extracomunitario avrei detto, naturalmente dopo averlo legnato di botte e chiamato \”sporco negro\”, guarda che puoi fare il permesso di soggiorno quando vuoi, anche oggi, per cui invece di pontificare clandestinamente e indolentemente vieni all\’assemblea del 29 settembre.

        La camicia bianca: non è certo la mia camicia preferita.
        Forse è la camicia preferita da te e Massimo, ma a me non è mai piaciuta così tanto.
        Ho accettato di indossarla perché pensavo che fosse un bene per tutti, ma non l\’ho macchiata io e ora mi tocca sentire milioni di ricette su come smacchiarla (perché non sei l\’unico che ha il rimedio infallibile affinché torni immacolata, manco foste tutti la nonnina dell\’Ace).

        Cosa vorrei fare?
        Se ascoltassi il mio sentimento personale, anziché il mio senso di responsabilità, la butterei via volentieri.

  25. Miss says:

    Non venivo su questo blog da un po’ e vedo che nulla è cambiato. E’ impressionante vedere come degli ormai più che 50enni (la cosa scandalosa è che lo fanno pure dei poco meno che trentenni o appena trentenni), passino ore a scrivere botta e risposta su questo blog “E tu sei andato a Lerici…” e ” a me hanno proposto uno stage da Guastini che non era pagato” e “hai sbagliato il verbo e non hai messo la virgola” ecc ecc. Se volete cambiare qualcosa, fatelo ma iniziate ad agire. Mi sembra che le persone che stanno qui, a lamentarsi, a rispondere ecc ecc in realtà, perdano troppo tempo in parole. E poi, non è che forse in mezzo a tutti questi post, perdete di vista la visione globale? Quello che davvero vorreste cambiare? Lavorate anche? Un’idea forse, potrebbe essere iniziare da lì.
    Inviato da Samsung Galsxy (lo inserisco così se ho scritto male qualcosa, posso dare la colpa al compilatore automatico).

  26. Gianni Lombardi says:

    Bene. Al mio commento qui http://badavenue.wordpress.com/2012/07/05/la-replica-di-emilio-haimann/#comment-16108 osservo che sono arrivati in soccorso gli amichetti anonimi, mentre mi pare evidente che Giovanni Pagano in fatto di domande e richieste di rettifica usa due pesi e due misure. :-)

    • Eugenio says:

      Un titanico scontro tra Lombardi e Pagano.
      Al confronto, una riunione di condominio è più eccitante e degna di nota.

  27. Eterni sofismi sterili says:

    Pagano dovrebbe “rettifficare” un’opinione, smentire lo stesso Lombardi che parla del fake rischiato da Apple, far vedere le impossibili prove di una censura. Nel frattempo l’ADCI fa vincere Durex. Ma di che si sta parlando qui?

  28. Victor says:

    Dopo le vacanze estive vorrei riprendere il discorso giusto per evitare che non vada persa l’essenza di quanto abbiamo letto. A tal proposito vorrei ribadire alcuni punti e lo faccio non per denigrare, non è mia intenzione, ma solo per aprire gli occhi su quanto scritto, evidenziando la dolce verità:
    1) Kaimann, è vero il nome è chiaramente una ridicola provocazione semplice perché semplice è l’assonanza con il tuo cognome. Non sei un caimano, assolutamente. Se posso permettermi ti paragonerei a Roberto, eccezionale imbonitore delle televendite ma senza l’asma.
    Bravo si, ma pur sempre un venditore da bancarelle di mercato.
    2) Creativo: forse lo sei stato ma ultimamente sei più cotto di un polpo scondito che cerca riparo nel contorno ma purtroppo il mondo della pubblicità è così cambiato ed evoluto che tu sei rimasto su un piatto di una trattoria che può servire solo un lucano.
    3) imprenditore: si sei stato bravo quando anni fa hai aperto la tua agenzia rubando un cliente a Tbwa ma poi ti è scappato di mano perché non conta molto essere un bravo venditore di mercato ma conta altro nel vero business,
    4) etica: qui gioco facile: fai il buon samaritano con la storia di Cannes ma sappiamo bene che in realtà è solo uno strumento per far parlare di un malato agonizzante che non ha più aria nei polmoni e chiede aiuto con gli occhi a chi ancora crede nelle mosse da mercato di provincia che hai fatto cedendo i soldi alla croce rossa italiana che mi risulta essere un tuo cliente e quindi una marchetta da mercato.
    Ma dico io la dignità…esiste ancora o é solo una finta arma per dire a tutti di averla?
    5) leggo dei tuo soci, ok parliamone; senza fare nomi ma mi viene da chiederti: circondarsi di persone di basso livello ti fa sentire un uomo vero? Uno che che è stato cacciato a calci da una multinazionale, l’altro che che non è mai stato niente e l’ultimo arrivato che più che un AD sembra un cassiere di un circo di provincia che crede ancora di essere qualcuno ma non si è reso conto che non è mai stato niente. Scusa dimenticavo il cow boy che si è rubato la cassa del saloon scappando come un ladro.
    Non ti sembra troppo facile?
    6) la tua agenzia: sono anni che ti circondi di persone con poco talento per la tua sete di potere…mandando via persone che di talento ne avevano ma oscuravano il tuo; ma non ti rendi conto che le persone che ti dicono di si sono solo dei poveracci che ti sfruttano per pagare l’affitto e non ti considerano un dio ma solo un bancomat? ma questo ti fa sentire importante, giusto.
    Bene caro buon samaritano, perché ora che è iniziato il nuovo anno fai come gli scolaretti e ti riprometti di smetterla di dire cazzate e incominci semplicemente a lavorare e a produrre creatività vera e non squallida come hai fatto negli ultimi anni.
    senza rancore, credimi, perchè potrei essere uno di quelli che lavora ancora per te ma non ha il coraggio di dirti in faccia una semplice verità: non sei Dio; sei solo uno che vende carciofi al mercato, pagando per prendere clienti come hai fatto ultimamente..

    • Mah says:

      A te le vacanze estive non hanno fatto troppo bene, vedo. Specie perché consideri vitale “che non vada persa l’essenza” di una squallida zuffa da cortile.
      Non ho motivi per difendere EH ma quando leggo sfoghi così da checca acida, mi viene l’orchite bilaterale.
      Ma quando la finirete di dimostrare che in questo mondo vivono i peggiori isterici del globo?

    • Spoon River says:

      concordo con Mah…. io EH l’ho conosciuto per 10 minuti, di recente, mi ha fatto una bella impressione (ma io sono un’ingenua), ma a parte questo attaccare sul personale qualcuno dietro l’anonimato e pubblicamente mi sembra da omino piccolo piccolo…. i vaffa, se vanno detti, vanno detti in faccia!

  29. Lou says:

    ok, ok, ok.

  30. paolo says:

    Pensavo di mettere il vostro logo sul nostro sito con il vostro link per dar modo ai nostri visitatori di conoscere il vostro blog. Cosa ne pensi?

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