male grazie 18: la comunicazione supposta

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avete in mente i film e i fumetti di fantascienza degli anni ’50?

l’ambizione di spadroneggiare nello spazio era iconizzata in un’unica tipologia di missile

una specie di enorme supposta assisa su tre o quattro alettoni

probabilmente ispirata alla famigerata v2 di von braun

insomma a dirlo adesso può sembrare strano

ma un’intera generazione finì con l’accettare che saremmo andati sulla luna in mega-supposta

 

il punto è che mentre “creativi” e pubblico abboccavano a questa suggestione fantascientifica

gli studi scientifici imboccavano una direzione tecnica completamente diversa

così di fatto non è mai esistita una mega-supposta

la sua intuitiva dinamicità è stata smentita da forme più avanzate ed efficienti

insomma la scienza ha sputtanato la fantascienza

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nel post precedente alex mi chiede cosa penso di questo festival di cannes

ecco io penso che cannes non è più “il meglio della pubblicità dell’anno prima”

ma sta diventando “come vorrei che fosse la comunicazione da ora in poi”

il che certamente ha delle potenziali implicazioni positive

ma attenzione che alla fine le mega-supposte non hanno mai volato

e forse non era impossibile pronosticare che fossero addirittura inadatte al volo

 

pensate al grand prix vinto tempo fa dal gorilla cadbury

e a quante fregnacce si son dette sul fatto che “dopo la pubblicità non sarebbe stata più la stessa”

mentre il fenomeno si è subito dimostrato effimero e irripetibile

cadbury stessa non è riuscita a bissare quel primo successo estemporaneo

può sì accadere che una comunicazione totalmente scollegata dal prodotto in qualche modo funzioni

ma la verità è che un tale successo contingente non rappresenta una nuova via praticabile

 

sballottata da ambizioni buoniste

(per quale altro motivo regalare il grand prix film a chipotle?)

dagli smaccati intenti sempre più commerciali dell’organizzazione del festival

(la prolificazione di nuove categorie e premi non ha evidentemente altro scopo)

e dallo straripamento dei fake

(anche loro rivendicanti una sedicente funzione propulsiva del tutto inverosimile)

questo è diventato cannes oggi

una rutilante vetrina della comunicazione-supposta

il palcoscenico della fantapubblicità

la fiera delle scommesse concettuali destinate a perdere

sicuramente stimolante ma probabilmente poco realmente significativa

e con questo spero di avere risposto alla tua domanda

alex

e magari di aver messo una pulce nell’orecchio a corvo joe e ai progressisti duri e puri

 

secondo me il futuro accade

non si decide a tavolino

 

giovanni pagano

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39 Responses to male grazie 18: la comunicazione supposta

  1. Corvo Joe says:

    Non sono d’accordo con te Giovanni. Quella di Cannes e’ e sempre sara’ la comunicazione che e’ stata. Il futuro ci tocca immaginarlo giorno dopo giorno. Molti dei lavori che hanno vinto erano gia’ super noti e se consideri le categorie meno tradizionali fake non ne trovi.
    Tutti i GranPrix e gl’ori almeno, sono tutta roba vera. Forse e’ fantascienza per te ma non per chi cerca di raggiungere quei livelli tutti i giorni.

    • Insopportabile maestrina says:

      Corvetto, ma quando imparerai a usare gli accenti invece degli apostrofi? O nel digital si usa così? “gl’ori” poi, nemmeno Cecco Angiolieri…(se non sai chi era, “digitalo” su google).

      • Corvo Joe says:

        O rispondi nel merito o vai cagare maestrina del cazzo!

      • Corvo Joe says:

        Insopportabile maestrina sai perche’ tu rompi le palle con le tue pedanterie? Perche’ sei un essere noioso, totalmente incapace di dire qualcosa di interessante e pensi di essere divertente con le tue lezioncine del cazzo. Io discuto con Pagano e gli altri che dicono qualcosa, e non con repressi frustrati come te.

    • @Corvo Joe says:

      Ti sei ricordato di togliere il limitatore di velocità al tuo cervello?

      • altra maestrina. says:

        Corvo Joe, cerca di imparare e non solo di insegnare, posto che tu abbia, e ne dubito, qualcosa di interessante da dirci. E insultati da solo, se proprio devi essere incivile.

      • giovanni pagano says:

        ragazzi per favore
        è incredibile che con voi debba risultare io il moderato
        ma vorrei far funzionare al meglio lo strumento del blog

        corvo dice cose con cui si può essere d’accordo o meno
        ma espone il suo pensiero
        oltre a contribuire a volte con dei link interessanti
        se sbaglia un accento che ce ne frega?

        a me rompono i coglioni con la storia degli accapi e del perchè
        perchè scrivo perchè perchè
        scrivo così semplicemente perchè così non premo doppi tasti e vado easy
        ma che cazzo c’entra con il nostro scambio di idee?

        vi chiedo solo di non affossarvi in polemiche sterili
        affossando allo stesso tempo il blog
        corvo pensa diversamente da me che a cannes ci sia solo il passato
        va bene me ne farò una ragione
        se non sono d’accordo col suo disaccordo cercherò di confutarne gli argomenti
        ma a che serve rinfacciargli che sbaglia gli accenti e che gli puzza l’alito?
        andiamo
        cerchiamo di costruire idee
        non di distruggere avversari
        avversari di che poi?

        giovanni pagano

        ah se proprio ci tenete
        perché

      • Insopportabile maestrina says:

        Occhei, abbiamo a questo punto capito tre cose:
        1) Pagano è il titolare (o uno dei titolari) di Bad Avenue, ma questo era chiaro da tempo
        2) Corvo Joe è un ragazzetto bimbiominkia che reagisce con beceri insulti a una scherzosa critica non offensiva (e anche questo lo si sapeva)
        3) la componente “cazzeggiatoria” non è gradita dal succitato titolare del blog, il quale ignora non solo che “la forma è sostanza” ma anche che l’anonimato è una delle più grandi libertà del web e che il cazzeggio ha insospettabili virtù catartiche e sdrammatizzanti (e questo non lo sanno affatto tutti).

        pagano, te lo dico con stile tuo
        fattene una ragione
        il blog sarà anche tuo
        ma il web è di tutti
        belli e brutti
        e finché ci sarà gente che gracchia
        ben venga anche gente che maestrineggia
        ambarabà ciccìcocò
        tre corvacci sul comò

        insopportabile maestrina

      • Corvo Joe says:

        Insopportabile maestrina sai perche’ tu rompi le palle con le tue pedanterie? Perche’ sei un essere noioso, totalmente incapace di dire qualcosa di interessante e pensi di essere divertente con le tue lezioncine del cazzo. Io discuto con Pagano e gli altri che dicono qualcosa, e non con repressi frustrati come te.

  2. Yttzak says:

    Giovanni, d’accordo a metà con la tua analisi. Ritengo che Cannes abbia sempre avuto questa dicotomia presente/futuro…e non debba essere censurata a priori. Lo scopo di un Festival è sia di premiare e far vedere il meglio fatto sino ad ora, sia ciò che potrebbe indicarci una strada per il lustro a venire, ovviamente il rischio è quello di una cantonata abissale…e molti Grand Prix del passato lo sono stati. E’ un po’ come andare al salone dell’automobile ed in mezzo a macchine “normali” rimanere meravigliati di fronte a qualche prototipo estremo, bisogna saper cogliere i messaggii tra le righe. Ti ricordi Spazio 1999?…tutine aderenti…pistole laser…colonizzazione della Luna…enormi elaboratori di calcolo. Alcune cose ci sembravano probabili (frutto della grande fiducia nel futuro), al riguardo di alcune sorridevamo compiacenti. Eppure a nessuno era venuto in mente un telefonino (parlavano con i walkie talkie) o che su un portatile 12×12 ci sarebbe stato tutto quello che necessitava di mezza base spaziale per l’archiviazione.
    Dopo quasi vent’anni ho imparato a filtrare Cannes (non sempre) e a coglierne i messaggi ed è ciò che dovremmo fare tutti per migliorare la nostre professione. Concordo a pieno sul problema della proliferazione delle sezioni (molte accorpabili)…ma il l’organizzazio del Festival è un business ed i delegati soprattutto…

  3. giovanni pagano says:

    ma chi la censura cannes
    isacco
    come ho già detto io sono contrario a qualsiasi tipo di censura
    e ci vado ininterrottamente da vent’anni a cannes
    e ogni giorno staziono ininterrottamente al palais per cercare di capire e carpire
    e trovo che resti un appuntamento annuo imprescindibile
    nonostante molto sia già sul web come sottolinea corvojoe

    ti dirò di più
    è uno scandalo (l’ennesimo) che le agenzie non ci mandino in massa i ragazzi
    e preferiscano usarla come location altamente costosa per le loro pr
    invece che come palestra-vivaio e investimento di crescita culturalprofessionale

    però se alex mi chiede cosa ne penso
    e immagino che non volesse un mero reportage
    io mi sento di individuare questa evoluzione

    prima quando i presidenti di giuria erano tipi tosti alla hegarty
    forse perchè pensavano di non avere nulla da dimostrare
    facevano il loro lavoro di superdirettoricreativi incazzati
    e il grand prix film andava al più bello spot dell’anno precedente

    adesso sembra sempre che le giurie vogliano dimostrare qualcosa
    una dignità superiore alla limitata sfera creativa
    una propensione a spingersi all’auspicabilità sociale o mediatica
    che vogliano indicare delle vie da percorrere
    ripeto che non ci sono altri motivi per dare il grand prix a chipotle
    un delizioso 3d che racconta didascalicamente una scelta di ritorno alle origini
    io sostengo che la giuria abbia premiato il significato del progetto di marketing
    piuttosto che la creatività
    ma non era questo il suo compito

    cannes non è il festival delle iniziative green
    dovrebbe restare il festival della comunicazione

    giovanni pagano

    • von Hayek says:

      Comunicazionalmente parlando, il film chipotle è zero. Non meriterebbe neppure la short list.

      • Ci vediamo dopo says:

        Von e Giovanni, mi sento meno solo a leggervi.
        Ma come cazzo si fa a dare un gran prix a una modesta stronzatina buonista-salutista sotto forma di 3d arcaico?

  4. Ci vediamo dopo says:

    Giovanni, scrivi talmente bene che mi chiedo perché diavolo tu non abbia fatto il copy.
    E adesso non dirmi che non ti stimo come art.

    • giovanni pagano says:

      non avevo capito subito che avrei potuto guadagnare lo stesso
      lavorando un quinto

      giovanni pagano

      • Sonounartchelavoratrentaorealgiornomentreilmiocopynonfaunbendonde. says:

        Dai, ti sei risparmiato la fatica di pensare!

  5. weltverbesserer says:

    Iniziativa green o raffinato greenwashing? Per ‘Chipotle Greenwashing’ su Google i risultati si sprecano e il dibattito è aperto in rete. Alla fine, sono loro stessi a confessare che riescono a far andar d’accordo il biologico con il geneticamente modificato. http://eatplaylove.blogspot.it/2011/10/chipotle-food-with-out-integrity.html.

    • von Hayek says:

      “McDonald’s hamburgers and Chipotle’s burritos earn about 45 cents for every 32-pound container of tomatoes they pick, a subpoverty wage that has remained stagnant for almost 30 years.”
      “The Coalition of Immokalee Workers has made great organizing strides and has succeeded in convincing numerous commercial giants, including both Burger King and Taco Bell, to increase wages, benefits and observe a strict set of guidelines outlining workplace safety rules. Chipotle, however, the country’s fastest-growing fast food chain, has resisted efforts by farm-workers demanding a lasting commitment to ending the brutal exploitation in Florida’s fields.”
      Eric Schlosser: “I like the food at the Chipotle. I think their efforts on behalf of sustainability, animal welfare, and the misuse of antibiotics are terrific. But I care more about human rights than any of those things. If Taco Bell, Subway, Burger King, and McDonald’s can reach agreement with the CIW, I don’t see why Chipotle can’t. It will not cost much—and it will help to end human trafficking in Florida.”
      Morale della favola, se la giuria di Cannes ha voluto premiare un trend sociale e non la qualità del lavoro creativo, sembra che abbia toppato, non al 100%, ma in buona percentuale sì.

  6. Corvo Joe says:

    Giovanni secondo me sbagli a ridurre Cannes al solo lavoro Chipotle. Ci sono molti altri lavori che hanno meritato. Che mi dici di Nike+Fuelband, Connecting lifelines, Small Business gets an official day, The Invisible Drive…Sono d’accordo su Chipotle, ma Cannes non e’ stato solo quello!

    • giovanni pagano says:

      ma certo corvo
      ho visto fra l’altro alcuni dei lavori che tu avevi segnalato qui nel blog
      grazie per le anticipazioni
      continua a proporcele per favore

      ma tu c’eri a cannes?
      io ho cercato per due giorni in quale sala proiettassero il materiale viral
      e alla fine ho scoperto che non venivano proiettati da nessuna parte
      c’era solo una monopostazione dedicata
      un po’ poco per quello che a me pare il nuovo motore di diffusione massiva
      potenzialmente destinato a sostituire stampa e spot tradizionali

      non so che dirti corvo
      a me pare che a cannes i primi a non capire il trend siano gli organizzatori
      è questo quello che sto cercando di dire

      giovanni pagano

  7. Alex says:

    Concordo pienamente con quello detto da Giovanni (e ti ringrazio per aver risposto alla mia domanda visto che c’eri) Cannes di per se e’ una grande iniziativa ma… spesso diventa un punto di partenza per i creativi non di arrivo, e questo non fa altro che distruggere il processo creativo. Partire da un idea per vincere un premio a Cannes, non fa altro che ingarbugliare e imprigionare l l’ idea stessa in meccanismi complessi senza via di uscita,
    @corvo joe Probabilmente tutti i gran prix sono roba vera, ma lontani dalla realta’ creativa di tutti i giorni, perche’ partono appunto dall’idea di vincere il leone. Giorni fa ho postato quello che secondo me e’ stato uno dei film piu’ belli a Cannes, MUMBAI MIRROR era sinceramente tanto tempo che uno spot non mi provocava un emozione cosi forte.

    • von Hayek says:

      Sei andato a vedere se il prodotto corrisponde allo spot? O ti sei fidato della réclame?

  8. Corvo Joe says:

    Secondo te Alex Nike+ Fuelband. Small Business o Creator of Sweden partono dall’intento di vincere un premio a Cannes?
    Ma hai guardato i lavori premiati in categorie diverse dalla stampa o dai film?

    • Anonymous says:

      partono FORSE no, ma se lo tengono bello presente.

      • ilgrandefreddo says:

        E se anche fosse, e dubito che il mondo sia così Cannes-centrico, ma se anche fosse, visto l’output assolutamente concreto, efficace ed efficiente ( oltre che creativamente superlativo) un gran bel “sticazzi”?

  9. Alex says:

    Sono d’accordo con te Corvo Joe, non punto il dito su tutti i lavori ci mancherebbe!! Bisogna pero’ ammettere che il fenomeno “creo per Cannes” e’ in espansione. Si certo li ho guardati e sono arrivato alla conclusione che oltre a tanta roba bella e vera c’era il gran prix for good dato a Droga oltre a essere orrendo era sicuramente un lavoro creato solo ed esclusivamente per Cannes condividi o no?

    • Corvo Joe says:

      Condivido fino a un certo punto. Sicuramente l’idea di Droga5 non nasce da un brief. Ma questo non toglie che sia stata prodotta e che si trova in giro. Poi penso sia molto interessante e risolve un problema concreto.
      Le idee fatte solo per Cannes ci sono ma le trovi principalmente nella stampa e film.
      Produrre un app, un sito o un evento costa molto di piu’ di una stampa.

    • Livio Basoli says:

      Definire “Help I Want to save a life” orrendo e un lavoro pensato esclusivamente per Cannes è una di quelle dichiarazioni che, personalmente, trovo sbagliate per almeno dieci motivi. Mi piace pensare che tu stia peccando di leggerezza (e di cinismo) e non abbia visto la case history. Posso garantire che se c’è qualcosa nel Palais che ha messo TUTTI in riga, a testa bassa a contarsi i peli rizzati sulle braccia, è stato proprio il lavoro di Graham Douglas.

      • vv says:

        Orrendo? Creato appositamente per Cannes? Ma perche’ parlate senza cognizione di causa? Ho avuto la fortuna di essere a Cannes e di assistere ad uno speech di Tim Royer, ECD Droga5, il progetto “Help I Want to save a life” e’ partita dal fratello di un ragazzo malato a cui serviva appunto una donazione di sangue.
        Primo informatevi, secondo non attaccate idee/lavori che aime’ solo una piccolissima percentuale di chi fa il nostro mestiere e’ in grado di pensare e realizzare.
        L’invidia e’ una brutta bestia.
        ps Pardon per gli apostrofi usati come accenti, tastiera US.

  10. “è uno scandalo (l’ennesimo) che le agenzie non ci mandino in massa i ragazzi
    e preferiscano usarla come location altamente costosa per le loro pr
    invece che come palestra-vivaio e investimento di crescita culturalprofessionale”
    d’accordissimo…!

  11. Alex says:

    e’ piu’ facile investire sul pr che sui giovani, secondo alcuni ha un ritorno economico immediato rispetto alla formazione di un giovane

  12. ex says:

    quante chiacchiere inutili…ma voi a lavorare mai?

  13. mestrino says:

    anchio sono d’acordo col comento sopra cittato

  14. In questo articolo sul badavenue.wordpress.com è segnalibro degno a mio parere. E ‘il risparmio vale la pena per riferimenti futuri. E ‘una lettura affascinante con molti punti validi per la contemplazione. Devo d’accordo su quasi ogni punto fatto in questo articolo.

  15. off topic says:

    Propongo di appoggiare l’idea di Haimann e di chiedere il rimborso delle quote d’iscrizione dei lavori all’art directors club, visto che le votazioni di quest’anno sono palesemente falsate.

    • Zufolo says:

      Inutile. Non e’ dell’adci la colpa.
      Vanno puniti chi i fake li fa, chi li iscrive e chi se li vota e chi assume certi personaggi.

      Squalifiche (intese come meno qualifiche) per questi personaggi che non meritano di essere DC,ECD, ETC… ETC…
      Questo ci vuole, non finte denuncie alla “il McDonald mi fa ingrassare ma la pubblicita’ non lo dice quindi voglio indietro i miei soldi e mi dovete pagare i danni.”

  16. off topic says:

    Zufolo, non è una punizione all’ADCI, ma un semplice ragionamento: quando una giuria vota non si fa un’idea solo in base al lavoro in sé, ma anche agli altri che sta facendo entrare. Come in un concorso di bellezza, non basta che una tizia sia bella, deve essere anche più bella delle altre ragazze in concorso ed è anche in base al contesto che la decisione viene presa. Aver eliminato tanti fake acclarati, dunque, non cambia il fatto che la votazione sia stata falsata e dà tutto il diritto di chiedere un rimborso a chi ha iscritto.

  17. giovanni pagano says:

    sono tanto d’accordo con te
    off topic
    che il nuovo post è dedicato all’iniziativa di emilio

    sono tanto in disaccordo con te
    zufolo
    che ti invito a riflettere sulle potenzialità dell’operazione
    intanto una certa somma per i terremotati
    e inoltre un segnale finalmente forte dal mondo della pubblicità
    una (tardiva) presa di coscienza

    sono tanto contento della funzione che questo blog comincia ad avere
    da invitare tutti quelli che ci leggono a rendersi conto di come può funzionare
    prima succedevano le porcate e bisognava subirle
    ora continuano certamente a succedere
    ma è possibile sottolinearle
    e chissà che ne succeda qualcuna di meno
    grazie all’impegno di noi tutti

    giovanni pagano

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