male grazie 17: un’altra scossa

ricevo e pubblico senza aggiungere parole inutili

“Ciao. sono al mio primo intervento. Perchè, mentre su questo blog, interessantissimo, si continua a parlare sempre delle stesse cose, i fake, i premi ecc ecc., nel mondo della comunicazione accadono cose aberranti.

Da leggere questi link: minimarketing e affariitaliani.

parliamo di questo?

lorro”

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364 Responses to male grazie 17: un’altra scossa

  1. In realtà le due cose sono molto legate. Non è, anche questo, un caso (particolarmente osceno e detestabile) di fake? Condivido in pieno l’esemplare intervento di Barbella sul blog ADCI, che si riassume in “Il fake non va interdetto in quanto fake, ma in quanto oggettiva, evidente, irrimediabile cazzata”. E come sappiamo tutti, a volte le cazzate possono fare molto male.

    • Caccia allo sciacallo says:

      COPIO E INCOLLO PARTE DELLO STATUTO DELL’ADCI.
      BASTA LEGGERLO PER CAPIRE CHE ORLANDI & C. POSSONO ESSERE ESPULSI.
      CERTO; BISOGNA AVERE LE PALLE.

      23.3 – Nei confronti del singolo iscritto, i provvedimenti sono: 1. Il richiamo scritto; 2. La sospensione fino a un anno da eventuali cariche; 3. La rimozione dalle cariche;
      4. La sospensione dall’Associazione a tempo indeterminato; 5. L’espulsione.

  2. Not Me says:

    Saatchi&Saaychi epic fail.

  3. Emilio says:

    Alessandro Orlandi:
    #ScosseVsTweet Ma io mi chiedo come si possa essere così ottusi in Italia da dipingere un’attività di sostegno come sciacallaggio.

    Orlandi, spiegami che cazzo sostieni con i tweet? Sembri il tedesco della Vita è bella coi suoi cazzo di indovinelli.

    Quanti soldi avete racimolato con la vostra operazione? Perchè quello conta.

    Spero proprio nelle pubbliche scuse della Saatchi (con offertona a 4 zeri all’emilia) nel tuo licenziamento, nella tua radiazione dal club e nella tua umiliazione.

    Poi senza lavoro e umiliato non preoccuparti: un tweet ti tirera su il morale. Questa è la tua grande idea. Ma vaffanculo.
    Reply

    • Emilio says:

      ti regalo anche il cappellino e la maglietta, visto che questa era la grande opera finale.

      Sempre peggio.

    • 1984 says:

      Quello di Orlandi è l’unico Tweet che ha fatto aumentare il contatore delle Scosse.

  4. People Prize Addicted says:

    Cosa non si fa per un premietto…

    Tra l’altro questa brutta vicenda svilisce anche l’operazione CoorDown della stessa agenzia e degli stessi creativi.

    Se penso che il meccanismo per imbastire quell’operazione è stato lo stesso usato qui (email a tutti i potenziali clienti per raccimolare un logo), me la fa scadere subito.

    Certo, qui c’è l’aggravante del cadavere ancora caldo, che la rende ributtante.

  5. Linomando says:

    Hanno chiuso il sito. Ed era il minimo. Ma notate l’arroganza rispetto al caso Groupalia: http://www.scossevstweet.it/
    NON AVETE COMPRESO? AVETE MAL INTERPRETATO?? Un agenzia di comunicazione, invece di chiedere scusa per “essersi spiegata male” (che già basterebbe da se), dice che la colpa è della rete. Siamo coglioni noi. LOL

  6. Luma says:

    Che pena la saatchi. Riesce a fare le cose per bene solo quando il progetto è straniero (angry B).
    Per il resto solo fake o sociali.

  7. Tristissimo says:

    La cosa piu triste è che su facebook, sembrano veramente i messia venuti per salvare l’Emila. Facciamoci sentire, siamo piu forti di tutto ecc. ecc.

    Ma leggendo la mail su minimarketing, nonostante fosse anche mascherata da buonismo, si nota tutta l’arroganza e il menefreghismo di questi individui.

    Chiedere aiuto ai comuni terremotati per realizzare la vostra idea che non portrera un centesimo.

    Cioè veramente… il paragone col nazista de “La vita è bella” è calzante (che chiedeva aiuto per l’indovinello al detenuto del campo di concentramento), voi chiedete aiuto ai terremotati perchè installino monitor e fondino o trovino associazioni benefiche per reallizzare la vostra idea?

    Che schifo.

  8. Anonymous says:

    un esempio di come si trasforma in un giochino stupido, insulso e grottesco una vera tragedia.

  9. Grazie says:

    Orlandi deve ringraziare la rete, che in poche ore gli ha dato la possibilità di cancellare la sua figura di merda.
    Domani, per sua fortuna, si parlerà già di altro.

    Poi una agenzia di comunicazione che scrive ‘forse non è stato compreso’ non ha senso.
    Giusto uno come lui poteva ridurla così.

  10. @caiazza+caprara says:

    Vertici della Saatchi & Saatchi fate subito qualcosa!
    Vergogna massima, ancora di più se non ne sapevate niente!

    • Italia says:

      Siamo in Italia, non accadrà nulla.
      Orlandi è un ottimo venditore di se stesso, il suo unico grande talento.
      Con C+C si faranno 2 risate, pacca sulle spalle e una stretta di mano.

      • Pistoia says:

        e se la cosa arrivasse a qualche internazionale?
        Non ci vuole molto all’estero i quadri leggono ogni singola mail gli arrivi. Non come qua.

  11. Inka says:

    ADCI che ne è del manifesto deontologico?

    Mi sembra che il cantante dei Muse qui http://adci.it/members.php?id=58&l=O&idm=421 non abbia molto chiaro il concetto Rispetto e Appropriatezza. Poi consideranto che associazione, idea e tutto il resto sono pure inventati da zero. Non richiesti nè tantomento approvati da nessuno se non da loro stessi (ma non firmandosi Saatchi, che sarebbe anche stato possibile).

    Aspetto provvedimenti, perchè per quando ammiri il club ora come ora, finchè certi personaggi ne fanno parte solo perchè hanno vinto dei premietti per me sara sempre qualcosa di incompiuto.

  12. Anonymous says:

    DC: Alessandro Orlandi
    Art: Luca Pannese
    Copy: Luca Lorenzini

    • Inka says:

      Bravi, una mossa geniale. Come perdere stima e rispetto in meno di 3 ore.
      Luca&Luca peccato.
      Che vi serva di lezione. Non siete i primi ne gli ultimi a cascarci. Ora chiedete scusa, e con umilta fate solo lavori veri e possibilmente belli (ne siete capaci) per il resto della vostra carriera.

      Massima delusione comunque.

    • Onan says:

      L’exit strategy giusta per i tre?
      - presentazione delle dimissioni
      - donazione di una mensilita’ dello stipendio
      - luglio e agosto a lavorare con la proteziobe civile
      - uscita dall’adci

  13. GneGne says:

    STASERA SPERO VERAMENTE DI NON INCONTRARVI…
    Anche perché se no vuol dire che mi siete dentro casa.

  14. Posalaquaglia says:

    Che schifo. Il consueto delirio di presunta onnipotenza di chi crede che il digital sia un lasciapassare per qualsiasi stronzata. Persino per quelle a cadavere ancora caldo.
    Purtroppo certe mentalità digitali vanno a braccetto con quel genere spocchiosetto di “cultura col paraocchi” che cerca spasmodicamente l’effettone senza curarsi del contesto e degli effetti collaterali. A queste condizioni sono fiero di sentirmi definire un “vecchio”.
    Dirò di più: il nick “corvo” qui mi sembra più che mai appropriato, e ogni riferimento non è assolutamente casuale.

    • GHIGLIOTTINA! says:

      Prendere a pretesto questa brutta storia per dare addosso, di nuovo, al digital, è ancora più triste, Posalaquà. Fattela passare e apriti un account Pinterest.

      • . says:

        il problema è quando chi non sa fare digital prova a farlo lo stesso.

      • Posalaquaglia says:

        Bravo, sei un tipo sveglio.
        Hai capito subito che “certe mentalità digitali” e “il digital” sono la stessa cosa, vero?
        Scommetto che ti chiami Luca, o forse Alessandro, o forse ancora Luca.

      • GHIGLIOTTINA! says:

        E’ che scrivi di merda e non ti spieghi.

      • Posalaquaglia says:

        Sei tu che leggi di merda e rispondi ancor peggio, fattene una ragione. Adieu.

    • Corvo Joe says:

      Posalaquaglia tu rappresenti il vecchio che non si rassegna a morire! Sei la decadenza fatta persona. Anzi diro’ di piu’, tu sei il simbolo del modo di fare pubblicita’ in italia!
      Cosa significa “chi crede che il digital sia un lasciapassare per qualsiasi stronzata”? Quest’azione e’ stupida a prescindere dal media usato. Propio come tutti quelli che fanno poster in occasioni di tragedie per postarli su ads of the world.
      Il tuo problema Posalaquaglia e’ non capisci un cazzo di digital. Continua cosi’, ci sara’ piu’ lavoro per altri!

      • Posalaquaglia says:

        “Propio”
        Basta e avanza come risposta a chi crede di capire tutto.

        Per il resto leggiti quel che scrive “copywriter_stufo” più sotto, che forse ti farà bene.
        Adieu pure a te.

      • Corvo Joe says:

        X Posalaquaglia:
        “Quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito”.
        Il tuo post mi riconferma che sei davvero il simbolo della pubblicita’ italiana. Quella sciocca ovviamente!

      • PapPagano says:

        X entrambi:

        avete rotto i marroni. Scambiatevi le mail e vedetevela tra di voi, ogni cazzo di post vi mettete a qustionare sull’uovo atl la digittallina.

        Basta per favore.

  15. Peccato says:

    Si peccato. Io sono uno di quelli che si è commosso di cuore vedendo l’operazione Coordown. Ora mi verebbe da chiamare veramente i clienti per capire se il rifacimento delle campagne sia vero o solo una case history.

    Non voglio prendere posizione a priori, io gli spot rifatti non li ho visti in tv. C’è qualcuno che possa garantire che sia un lavoro vero?

    Se anche quello è finto basta, fare fake per i premi non è un gran problema, ma praticamente sfruttare malattie e tragedie per la propria carriera no.

    RIpeto se l’operazione down è vera chapeau, se è solo una case history, vi odio.

  16. Sparapalle says:

    Secondo me se la iscrivono all’ADCI vince comunque. Basta dimostrare di aver ricevuto un tweet e di essere in linea con il target.

  17. copywriter_stufo says:

    non è che si voglia dire che il digital faccia cagare dopo questo, ma possiamo dire che avere sostituito guido cornara con alessandro orlandi sia stata una cagata pazzesca? guido cornara è un’intelligenza limpida, una persona dotata di cultura e leggerezza ed è stato mandato via solo perché bisogna pagare un dazio a sto cazzo di digital? e mi vengono in mente almeno un altro paio di esempi simili.

    • Posalaquaglia says:

      Quoto e straquoto. Spero lo abbia capito anche chi non sa leggere tanto bene. :)

    • Corvo Joe says:

      Orlandi ha fatto una cazzata. Pero’ molte altre cose sono pregevoli, come “Back to 1961″ per Carrefour.
      Il digital non e’ piu’ un opzione ma una necessita’!

      • copywriter_stufo says:

        ha fatto una cazzata che gente come cornara non avrebbe mai fatto. poi è chiaro che tutti possono fare anche delle cose decenti, ci mancherebbe. ma questo scivilone sul terremoto denota una certa leggerezza nell’approccio ai concetti (e qui leggerezza è in senso negativo naturalmente). conclude molto bene barbella nel suo intervento sui fake augurandosi che le scuole inizino a tornare a insegnare anche la teoria, che a smanettare c’è tempo.

      • Ex-Gargantua prima che me lo copiassero says:

        Siiiii cerrrrto, mi aspetto le “Tende fashion per terremotati Zoogami” da un momento all’altro. E naturalmente strapremiate a tutti i premi adci e altro digital…

      • Anonymous says:

        quasi come gli apostrofi…

    • andrea anti says:

      Guido Cornara è innanzitutto una persona per bene e di grande onestà intellettuale.
      Spot the difference.

  18. Raccapricciante says:

    Lasciatelo stare, Orlandi ancora non ha capito cosa c’è di sbagliato.

  19. Marchese del Grillo says:

    Grandissimo disgusto! SIETE DAVVERO PESSIMI!
    Sono d’accordo con tutti, Saatchi & Saatchi siete davvero il peggio!

    P.S.: Resto anonimo come fanno tutti così non mi comprometto quando vi manderò il curriculum.

    • Radiatore says:

      Scusa sono pessimi e andresti a lavorare per loro? non ha molto senso.

      Forse itendevi dire :

      P.S.: Resto anonimo come fanno tutti così non mi comprometto quando vi manderò a fare in culom

    • Loolapalooza says:

      Genio.

    • Sommerso dal lavoro says:

      Grande Marchese, hai capito la strategia dei dotti!

  20. Pistone says:

    Comunque la riprova che fosse un cazzo di fake per i premi è questa: l’ambiente pubblicitario si indigna, chiusa baracca e burattini.

    E gli italiani che insieme dovevano dare il sostegno su twitter? E i giornalisti? Dove son finiti i Tutti uniti contro il terremoto? Qualcuno ha tremato alla fine dei Noi non tremiamo?

    Se fosse stata un operazione vera si sarebbe bypassato noi manipoli di comunicatori che si indignano perchè san distinguere un lavoro finto da uno vero e ci si sarebbe rivolti agli italiani per portare avanti l’idea.

    Ma svanita la chimera del premietto. Tutto è sparito.

    Sempre piu etici devo dire. Ma ora coi cappellini e le magliette coi messaggi di fiducia cose ne fate? No perchè c’è ancora il cancro o l’aids da debellare. Aspettiamo fiduciosi la prossima opera.

  21. Pistola says:

    Me li immagino a pensare alla case history per Cannes con la barra dei tweet che magicamente si impenna quadruplicando in pochissime settimane la cifra dei terremoti.

    RESULTS:
    + 4000% tweets,
    + 64milioni di like
    + 25% terremotati col cappellino
    Euro raccolti: 9,50
    Muri costruiti: 1, megaschermo pagato dal comunue coi tweet di chi sta a casa sua tranquiillo invece che con la partita dell’Italia, doveva pur essere appeso da qualche parte.

  22. Silvio says:

    Scusate, ma l’associazione non si incazza che dopo avervi dato un brief, dopo aver valutato le proposte e dopo avervi approvato l’operazione, sii vede chiudere il sito dopo poche ore?

    Per esser sinceri l’idea anche se banale e totalmente inutile al suo scopo non fa incazzare piu di tanto. E’ la lettera mandata ai comuni che vi affossa. Arrivismo allo stato puro. Vergogna.

  23. Pingback: SOOLID blog » Blog Archive » #ScosseVStweet e il matto contro mano in autostrada.

  24. Daily? says:

    Voglio vedere se la stampa di settore (crocioni in testa che commenta sempre qui) stavolta darà lo spazio giusto a questa notizia (assai degna di nota) o metterà la testa come sempre sotto la sabbia perdendo la poca credibilità rimasta.

  25. SC says:

    Ammazza quanto siete patetici e ipocriti.
    Siete pubblicitari, vendete merda di mestiere. Lavorate per banche, case farmaceutiche, società energetiche, enti istituzionali parassiti… Cos’è che vi da’ tanto fastidio stavolta? Il fatto che indossate una maglietta di un altro colore?

    • Emilio says:

      Caro SC, sai cosa mi dà tanto fastidio. Che 2 miei cugini e rispettivi figli vivono in una tendone. E vendendo i fatti dell’Aquila c’è poco da star tranquilli.

      Mi dà fastidio che 3 coglioni una mattina si svegliano nel loro appartamento di Milano, bevono il caffè e il cornetto e si siedono in ufficio e uno fà all’altro perché non facciamo un’idea per il terremoto qualcosa di diggital.

      E l’altro facciamo che creiamo un hashtag e con i tweet dobbiamo superare i terremoti.
      Figata! dai sta roba è da shorltist minimo.

      Senti chiediamo a qualche comune disastrato se ci aiuta nella cosa almeno superiamo anche la barriera del controllo fake.

      Vai vai scrivi la mail.

      Niente non ci cagano. Senti chissenefrega, facciamo tutto noi: “Noi non tremiamo!”

      Allora ti dirò che i miei parenti tremano ancora, e ti dirò che se vai da mio cugino, che è uomo semplice e gli dici: “grande eccoti 849 tweet con non mollare, siamo con voi, e ste stronzate, lui una legnata in testa te la tira. E ti dice dammi 849 euro piuttosto.

      Ora, 3 coglioni che per una shortlist (che sta roba di più non avrebbe mai vinto) giocano con ste cose, beh

      Questo mi dà tanto fastidio.

      • bad boy says:

        si, che fastidio. che schifo. e cheammettano almeno cheera solo per i premi.
        ma questi son da sempre furbettti.

    • PapPagano says:

      SC se fosse stato un fake intelligente, che ora come ora avrebbe portato nelle casse delle associazioni migliaia di euro, penso che nessuno si sarebbe lamentato.

      Ma sta minchiata è troppo una presa per il culo, dai. Difendi l’indifendibile o peggio ancora i tuoi amici.

      E si che con delle scuse tutti farebbero una figura migliore. Si può sbagliare nella vita. Invece continuano nella propria arroganza. Leggete i commenti di orlandi all’articolo di minimarketing sul suo facebook. Da prendere a sberle.

      • SC says:

        No no… sia chiaro… io non difendo nessuno. L’iniziativa non è sicuramente un’idea geniale… è molto discutibile… finirà nei libri di comunicazione come esempio fallimentare… tutto quello che vuoi. Ma… è pur sempre qualcosa. Non è che sul sito di scossevstweet ci fosse il numero del conto in banca di Orlandi.
        Dico: tutte ste persone che commentano, insultano… addirittura minacciano, hanno provato a fare qualcosa per sensibilizzare le persone?

      • Spoon River says:

        SC, c’è un limite a tutto. E quelle che tu chiami “idee di merda” in base a cosa dovrebbero essere esenti da critiche? In nome di cosa? Non tutto è lecito, soprattutto la stupidità, madre di troppi problemi che chiamiamo con altri nomi. E cmq, anche se la domanda non era rivolta a me, io in generale non insulto o minaccio gente perché ha delle idee diverse dalle mie, ma la ucciderei volentieri quando ha “idee di merda”. E non permetterti di dire “sticazzi di quello che ha scritto un copy 40 anni fa”… sti cazzi di quello che dici tu, casomai, cafone!

    • copywriter_stufo says:

      a parte caro cinico SC che ti invito a rileggerti i pochi scritti lasciati da Bill Bernbach sul nostro mestiere prima di dire che siamo pubblicitari e quindi vendiamo merda. ma poi davvero, ma davvero davvero, non capisci cosa possa dare fastidio questa volta? davvero pensi che questo sia come aver fatto la pubblicità dell’enel, tanto per rimanere nella stessa agenzia?

      • SC says:

        Vabbè, anche sticazzi di quello che ha scritto un copy 40 anni fa. A mio avviso o fai pubblicità sociale o vendi merda (mi scuso per questo mio pensiero). Se mi elenchi anche solo i clienti sui quali hai lavorato ti spiego il collegamento tra i “tuoi” clienti e la “merda”.

        Spiegami cosa ti da’ fastidio, poi rispondi:
        1. normalmente insulti/minacci chi ha delle idee discutibili (diciamo anche di merda)?
        2. normalmente insulti/minacci la gente in base alle intenzioni?

      • copywriter_stufo says:

        scusa SC, non ho capito, un copy di 40 anni fa di cui parli è bill bernbach? spero che sia solo una frase scritta qui per farsi un po’ belli e strafottenti. te lo dico come un amico più grande, non è giusto rivolgersi a bill bernbach come a “un copy di 40 anni fa”. non ritenerti superiore solo perché ora hai 20/30 anni, la giovinezza svanisce e l’intelligenza, se c’è, rimane. guarda cos’è ancora capace di scrivere barbella, un copy di 10 anni fa.

      • Casalinga di Voghera says:

        Sul fatto che bill b sia attualmente sopravvalutato mi trovo d’accordo. E’ feticismo culturale di nicchia. Un po’ come quelli/e innamorati/e di joe d’Alessandro… Era perfetto per i suoi tempi e ne resta un’icona, ma finisce qui. Altri contributi sono determinanti per comprendere le dinamiche attuali. Consiglierei lettura di Walter Benjamin.

  26. Christian says:

    Beh, mi sembra che il tema fake sia attualissimo. Questa stessa iniziativa sta diventando un grande fake.

  27. Claudia says:

    Via la feccia dall’ADCI. Se è dignità e rilevanza come club quello che cercate, questi personaggi vanno allontanati. Altrimenti ogni anno ci sarà chi si vota, chi fa i fake e compagnia.

    Loro ora l’hanno fatta fuori dal vaso, ma di gente così è pieno.

    RADIATELI!

  28. PapPagano says:

    Non avete capito nulla. E’ tutta un’operazione di Rosselli per distogliere l’attenzione dalle sue scoregge. Dopo aver capito come funziona whois ha subito incastrato quelli di Saatchi. Quell’uomo è un genio.

    • copywriter_stufo says:

      io e una mia amica pensavamo di fare un’operazione del genere fart vs tweet. i tweet devono superare le scoregge che vengono tirate in saatchi &saatchi e leagas. dai, siete pronti? logo: l’uccellino che scoreggia.

    • Kaiser says:

      awesome

  29. Sgamo says:

    Da Affariitaliani:

    “Dopo essere stata contattata dai ragazzi di “Noi Non Tremiamo”, pagina Facebook che ha l’obiettivo di incoraggiare le popolazioni colpite dal sisma in Emilia, Saatchi & Saatchi ha deciso di creare per loro un’iniziativa inedita”.

    Contattati dai ragazzi di Noi Non Tremiamo?

    Ma per favore! Quel Gruppo Facebook (http://www.facebook.com/NoiNonTremiamo) è stato creato guarda caso lunedì scorso e non ha avuto nessun tipo di attività. E’ chiaramente un Gruppo creato ad hoc e lasciato subito dopo morire. Tanto ormai non serviva più.

    • Bill says:

      In effetti “Noi non tremiamo” fa tanto giochino da copywriter mestierante.

    • bad boy says:

      che schifo, sciacallare su ste cose e cercare pure di passare per samaratini… questi vedevano già la demo da spedire a cannes e speravano nell’efeftto vip, tg cheloripritassero ecc… si si me li vedo

      • Indignato says:

        Per curiosità: come si fa a chiedere la radiazione dall’ADCI di sta gente? va fatta richiesta scritta e firmata? qua sono anonimo ma sono pronto a firmare e contrfirmare per la richiesta. Io ad un club con sta gente non crederò mai.

      • bad boy says:

        no be nnesagerare, poi fosse la radizaione da chissa che, ci stanno bene nel club, è fatto per eda gente così… ci vorrebbe una radiazione dall’album di coscienza e dignità.
        radiazione dal club fa solo che ridere…

  30. Indignato says:

    Si ti capisco. Ma per ora è l’ADCI quello che passa il convento. E sinceramente vorrei essere rappresentato da gente che ste cose non le facesse uscire neanche sotto ricatto.

    I pagliacci sono tanti, ma c’è anche gente a cui va profonda ammirazione dentro l’ADCI. se riusciamo a togliere le cacate di mosca dalla torta, vedrai che tutto il sistema migliorerà.

    Questa è una buona occasione per togliere dalle scatole 3 che professionisti proprio non sono.

  31. Indignato says:

    Anche gli account finti creano.

    PATETICIIIIIIII!!!!!!

    https://twitter.com/#!/AndreaBeluzzi

  32. Indignato says:

    E un vergogna anche a tutti quei loro colleghi che hanno collaborato twittando (ovviamente su rischiesta). Capisco l’amicizia, ma un “no grazie mi pare una stronzata” sarebbe stato meglio.

  33. Silvio says:

    sarebbe interessante sapere che ne pensano Toscana e Musilli infatti

  34. Emiliano says:

    Stasera ho deciso di non andare alla premiazione ADCI perché non riuscirei a trattenermi dallo sputare in faccia a Orlandi, Pannese e Lorenzini. Anzi, avendo parenti e amici in Emilia, forse non riuscirei a trattenermi dal rifilargli un cazzotto, altro che sputo. Di schifezze in pubblicità ne ho (abbiamo) viste tantissime ma questa secondo me ha oltrepassato un segno mai oltrepassato prima. Un conto è farsi le seghe coi fake stampa come Rosselli senza in fin dei conti far male a nessuno, ma qua siamo a un livello di cinismo di fronte a una tragedia nazionale che non credevo possibile nemmeno in gente che venderebbe la propria madre per un premio. Che pena.

  35. Bruno Banone says:

    Anche io deploro quanto è successo. Hanno pestato una merda gigante, sia che si sia trattato di cinismo o, come credo, raptus di leggerezza e dabbenaggine. Qualche volta ho pestato anche io delle merde senza volerlo. Più piccole però. Ho imparato che è sempre meglio spiegare e scusarsi prontamente. Il rischio è essere ricordati non per le 1000 cose buone fatte, ma solo per quell’unico errore. Che errore rimane comunque.

    Meno male che il popolo dei blog creativi vigilano con rigore e non le mandano certo a dire.
    I più schienadritta sono pronti anche allo sputo in faccia e al cazzotto che sottolinea il concetto.

    Parole temerarie, firmate con nomi da bimbominkia.

    Bruno Banone

  36. Bruno Banone says:

    Anche io deploro quanto è successo. Hanno pestato una merda gigante, sia che si sia trattato di cinismo o, come credo, raptus di leggerezza e dabbenaggine. Qualche volta ho pestato anche io delle merde senza volerlo. Più piccole però. Ho imparato che è sempre meglio spiegare e scusarsi prontamente. Il rischio è essere ricordati non per le 1000 cose buone fatte, ma solo per quell’unico errore. Che errore rimane comunque.

    Meno male che il popolo dei blog creativi vigila con rigore e non le mandano certo a dire. I più schienadritta sono pronti anche allo sputo in faccia e al cazzotto che sottolinea il concetto.

    Parole temerarie, firmate con nomi da bimbominkia.

    Bruno Banone

  37. alessio says:

    e invece stasera tutti alla premiazione adci, bicchierino in mano e lingua pronta a captare qualche dc in vena di assunzioni…..

  38. Catone says:

    Ma ci pensate?
    Tweet Vs Scosse: capite la pochezza e il vuoto di questa idea? Lo psicologo del campo sfollati in Emilia dichiara: ci mettiamo ore e giorni a far dimenticare le scosse e tu mi vuoi installare un monitor che me le conta? Senza con questo ricevere nemmeno un centesimo?

    Ecco, in questo esempio viene fuori tutto il vuoto della comunicazione che (mi spiace dirlo) specie nei creativi del web è spaziale. Pensano che basti trovare “un meccanismo”, e farlo per primi, per avere un’idea. Ma non si soffermano a pensare: ma questa idea, al di là di essere “arrivata prima” sarà anche buona? Comunica qualcosa? Serve?

    Con troppa facilità i vertici delle agenzie hanno messo a capo delle loro strutture dei modesti creativi, che però erano abili nel fare l’interactive. Se penso alle storie di Saatchi e di Mc Cann vedo esattamente questo: modesti creativi, ma skillati sul web.
    Ma ora i nodi vengono al pettine. Mi risulta che questi DC di provenienza interactive abbiano già fatto pentire chi li ha messi lì.

    E l’ADCI non ha colpe, se non una: continuiamo a premiare a valanga modeste operazioni web, con Ori e Argenti, basta vedere le facce di modesti creativi (modestissimi) che rtitirano coni nemmeno loro sanno perché. E i medaglieri crescono, ma sono coni di pezza.

    Mi tengo tutta la vita il fake Durex: almeno è una bella idea, fatta bene, con un guizzo e un’intuizione, non solo “la prima volta che…”. E soprattutto, per vincere un oro non specula sui terremotati.

    Catone

    • Corvo Joe says:

      certo che voi grandi creativi classici proprio nn riuscite ad abituarvi al nuovo? catone il futuro e’ web ed il futuro e’ ora! che devono fare le agenzie non adattarsi alle esigenze del mercato? continuare a fare stampa, tv mentre il mondo usa il web? tu come quel ritardato (nel senso che e’ rimasto un po’ indietro ;) di posalaquaglia usate come pretesto questa idea stupida, per attaccare i creativi digital e considerarli solo degli smanettoni. Voi no, voi siete i grandi fisolofi che generano idee profonde come uno stagno putrido. voi non perdete tempo a capire come coinvolgere la gente, vi limitate a comunicare! Voi ammirate la campagna Durex ma il mondo ama Heineken Star Player.

      • Lorraine says:

        Corvo, siete un accessorio. Nulla di più, nulla di meno.

      • copywriter_stufo says:

        corvo joe, intanto nel resto del mondo non mi risulta ci sia stato un fenomeno simile, nel senso che david droga non ha detto, ok, me ne vado perché sono un creativo tradizionale. stillacci è ancora lì. vai a vedere cosa pensano in forsman & bodenfors. è solo in italia che sta succedendo. e poi la vogliamo dire una cosa? testa, barbella, pirella, cornara, vigorelli, gitto, mazza hanno già dimostrato ampiamente di saper avere delle idee. i nuovi cosa sanno fare oltre ai banner, i social ads e a umiliare i terremotati? ma lo capisci che non è questione di tecniche dio santo? ci vogliono persone di cultura e non ti sto dicendo che un creativo digital ne sia sprovvisto di default, ti sto dicendo che quelli che vedo non sono all’altezza di sostituire i nomi che ti ho citato sopra. qui nessuno scrive con la penna d’oca e l’inchiostro, vorrei che fosse chiara questa cosa. non dovete dimostrare a nessuno le potenzialità della rete. le abbiamo capite molto bene tutti. siete voi che volete buttare via tutto il resto perché così potete sentirvi indispensabili. non lo siete.

      • Corvo Joe says:

        Infatti David Droga non e’ un creativo tradizionale. O meglio ha un passato tradizionale e poi ha sviluppato un approccio totalmente nuovo. Formans&Bodenfords lo stesso. Creano campagne che vanno al di la’ della comunicazione creano coinvolgimento. Infatti non mi sembra che Droga5 abbia vinto con campagne stampa Cannes, ma con Jay-Z che e’ un po’ piu’ di un annuncio in stile Durex.
        In Italia mancano queste idee nuove purtroppo. Non mi risulta che Gitto e gli altri abbiano mai vinto un Titanium!
        Non ne faccio una questione di tecnica, ma di approccio! Le persone che hai citato tu hanno fatto la storia della pubblicita’ italiana ma oggi o ti rinnovi come David Droga e crei idee che coinvolgano la gente e vadano al di la’ dello spot o dell’annuncio stampa (e per questo nuovo tipo di idee hai bisogno delle nuove tecnologie), o sei indietro!
        Senti cosa David Droga dice:

        http://adage.com/article/media/david-droga-mad-men-things-interesting/233407/

        Putroppo i limite dei grandi e famosi capi creativi italiani e’ quello di non aver creato una cultura creativa improntata all’innovazione. Hanno continuato a fare le campagne cosi’ come si facevano 15-20 anni fa.
        In Italia sicuramente manca gente preparata a pensare nuovo e questa campagna stupida ne e’ la prova. Pero’ non ci si deve arroccare e difendere il passato quando tutti possiamo costruire il futuro pensando in maniera un po’ meno pubblicitaria!

      • Spoon River says:

        Corvo Joe, con tutta la simpatia che provo per la tua sfrontatezza giovanile (d’accordo, anche invidia, io ho 35 anni e ne soffro) e per quanto appoggi il tuo crederci sempre e comunque, vorrei ricordarti che il digital va benissimo, ma solo per un certo tipo di persone. Sicuramente la tua cerchia dei pari, sicuramente quella che viene definita una sorta di “élite culturale” ma non l’italiano medio che, credimi, è molto più basso di quello che tu pensi.

      • copywriter_stufo says:

        corvo joe, allora siamo praticamente d’accordo! (a parte per la tua conclusione in cui usi la parola pubblicitaria in senso dispregiativo, in fondo cos’ha fatto droga5 con jayz se non pubblicità?)
        quello che mi dà fastidio qui è che si è pensato che mettendo al comando di grandi agenzie gente che fino a ieri ha fatto i banner si diventasse in automatico moderni. david droga è la dimostrazione contraria. ok, stiamo parlando del maradona della comunicazione, però quello che ha fatto lui è aver continuato a pensare come prima, cioè partendo da un’idea, utilizzando al masismo i nuovi strumenti che il mercato ci offre. jayz è un esempio perfetto. ma vw (darth vader) cos’è? uno spot bellissimo o un’operazione digital da 50 milioni di views? siamo su un terreno che conosciamo molto poco, sia noi tradizionali come ci chiami tu, sia però, consentimi di dirlo, voi digital. e d’altra parte in un paese arretrato su praticamente tutto, perché in questo campo dovremmo essere avanti?

      • Corvo Joe says:

        Spoon River abbiamo quasi la stessa eta’ quindi siamo giovani entrambi ;) La tua obiezione e’ vera pero’ quante persone in Italia hanno gli smartfone? Tantissime! Leggevo qualche tempo su Repubblica che presto la banda non sara’ sufficiente. Ora quante app cool e rilevanti, del livello di Nike+ o Heineken Star Player, sono state pensate da agenzie pubblicitarie italiane? Gli italiani sono piu’ avanti di quanto sembri. Siamo noi che dobbiamo stare al loro passo!

    • Corvo Joe says:

      Lorraine al momento l’accessorio state diventando voi e va bene cosi’ perche’ piu’ gente come voi c’e', piu’ lavoro e stipendio per noi. Sorry!

    • Ex-Gargantua prima che me lo copiassero says:

      Eh no caro, chi lo ha messo li non se ne pente! Ha mollato l’agenzia e ne ha fondata una sua (con due DC non digital… giusto un planner digital, se cogliete la differenza); ha portato via clienti a S&S e adesso fa la spola tra londra e milano bello bello… no, non se ne pente proprio…

      • La Pimpa says:

        HAHA, hai proprio ragione…parli di John Grundy. Colui che poco tempo prima aveva affossato definitivamente la S&S. Sì è vero, lui ride ancora.

    • Posalaquaglia says:

      Mi sembra un atteggiamento infantile e inutilmente polemico non capire che il digital è UNO dei mezzi e non IL mezzo. A parte che il problema vero è che oggi i mezzi stanno diventando più importanti della creatività, mi pare fuori discussione che a monte di qualsiasi mezzo ci debba essere un’idea, pensata, ragionata e selezionata per poter venire poi declinata ANCHE eventualmente sul digital.
      Ciò che non capisco è la determinazione con cui qualcuno continua a voler definire “vecchio” tutto ciò che non è digital, senza considerare che anche il cosiddetto “vecchio” può venire declinato o amplificato per mezzo di una pianificazione integrata che prevede anche il digital. Forse la creatività è vecchia? Forse analizzare un brief e trasformarlo in comunicazione è qualcosa che si può fare solo con il digital? Forse è il modo di dire le cose non propriamente soft, forse è l’irruenza giovanile (vabbè…) di cui parla Spoony, ma metterla sul piano degli “evoluti” contro i “ritardati” mi pare parziale, miope e decisamente settario. Specie considerando che il bacino di utenza del digital oggi è ancora una minoranza rispetto al mercato di massa.

      • Corvo Joe says:

        Posalaquaglia e’ l’ultima volta che ti rispond!. Io non ho mai detto che il digital e’ l’unico mezzo o che i mezzi sono piu’ importanti delle idee. Credo solo che il digital e’ una necessita’ oggi e che un’idea deve essere pensata in maniera interattiva e coinvolgente e non solo comunicativa anche se si parte dai mezzi tradizionali.
        Poi guardati il video di David Droga che ho postato prima, e il link che mandato a copywriter_stufo e avrai piu’ dettagli.

    • Corvo Joe says:

      copywriter_stufo ti consiglio questo libro. Puo’ rispondere a molti quesiti che poni.
      Scritto dal capo dell’agenzia che secondo me al momento, e’ la piu’ innovativa al mondo.
      Fammi sapere cosa ne pensi!

      http://nextberlin.eu/2012/05/the-velocity-of-digital-business/

  39. Andrea Beluzzi says:

    Twittatemi e non rompete i coglioni.

  40. Ciccio&Social says:

    Ciccio Ferri, che ne pensi di tutto questo?

  41. von Hayek says:

    “A mio avviso o fai pubblicità sociale o vendi merda.”
    Così parlò SC. Ha ragione o torto? Per una volta, lasciamo parlare la storia. Andiamo un po’ indietro nel tempo, a San Francisco a cavallo fra gli anni ’60 e ’70.
    Un gruppo di importanti pubblicitari di allora decise di fare entrambe le cose, ovvero pubblicità sociale e pubblicità classica.
    Nel giro di poche settimane, persero tutti i clienti tradizionali.
    Cos’era successo? Che invece di fare della finta pubblicità sociale, tipo quella a cui siamo abituati in Italia (anche questi dovrebbero rientrare nella categoria dei fake, ma per altre ragioni, come spiegherò più avanti) questi pubblicitari si erano messi ad affrontare i temi caldi di allora, la protezione dell’ambiente e la difesa delle minoranze etniche.
    In sostanza, facevano comunicazione con risvolti politici.
    Risultato, furono costretti a smettere di vendere merda e da quel momento (uno dei soci fondatori nel frattempo era morto) si concentrarono sulla comunicazione sociale.
    Quindi SC ha ragione. Puoi fare una cosa o l’altra, ma non entrambe.
    Si potrebbe sostenere che sono passati quarant’anni e nel frattempo le cose non sono cambiate, ma sappiamo tutti che non è così. I clienti sono diventati ancora più voraci e i pubblicitari più servili.
    Provate a fare della vera pubblicità sociale invece delle vaccate targate Pubblicità Progresso, e vedete come la prendono i cosiddetti clienti.
    A proposito di fake, concludo ricordando che anni fa uscì una Pubblicità Progresso che conteneva una patente falsità storica, ma i media si rifiutarono di metterla in evidenza perché eravamo nel periodo in cui si poggiavano le basi della distruzione dello Stato Sociale e quella vaccata serviva egregiamente alla bisogna.
    Per ricordare che la pubblicità sociale in Italia altro non è che una svenevole marmellatina all’insegna “guarda come siamo buoni, facciamo anche del bene” ma se si può far passare un messaggio ideologico esplicito, questo sarà invariabilmente nel segno della destra più retriva. Del resto, nella vostra vita, avete mai visto un cliente di sinistra, o anche solo vagamente interessato alla giustizia sociale? Io no.

    • Spoon River says:

      Scusa von Hayek, ma cosa c’entra essere di destra o sinistra? Solo quelli di sinistra si interessano ai temi sociali (mai sentito parlare di “destra sociale”?), i clienti e gli account sono di destra, i creativi di sinistra, i comunisti mangiano i bambini, la doccia e i boxer sono di destra – bagno e mutande di sinistra, quelli di destra guidano il suv, quelli di sinistra vanno in bicicletta….ne mettiamo qualche altra di stronzata???? ;)

      • von Hayek says:

        Evidentemente sei di destra.
        Nel 99% dei casi, chi sostiene che fra destra e sinistra non c’è differenza perché si tratta di concetti obsoleti, del tutto inadatti a interpretare una realtà complessa e in divenire, è di destra. Nei casi rimanenti è semplicemente un pirla.
        Mi ricordo le bizantine procedure di assunzione in una multinazionale per cui lavoravo; a che servivano, se non ad accertare la piena adesione ideologica del neoassunto?
        Ho lavorato anche per la Shell. Bell’ambientino, Tu come lo definiresti? Postmoderno postideologico? Lì definirsi di sinistra o con simpatie ecologiste sarebbe stato come dire di parteggiare per i neri nell’Alabama negli anni ’30.

      • Spoon River says:

        von Hayek, se uno è intelligente e onesto, resta tale sia se ha idee di destra o di sinistra. Io sono di estrema destra, i miei migliori amici votano a sinistra, la mia famiglia è di destra…io sono per la meritocrazia, va da sé che se sei ecologista non vai a lavorare alla Shell. Io sono animalista e non mangio carne. Coerenza. Finché ci è permessa. Quanti luoghi comuni sulla destra, quanta ignoranza!

      • weltverbesserer says:

        Scusa von Hayek, ma non hai capito che non possono seguirti? Insorgono per la profanazione di Bernbach, ma ignorano Gossage Vuoi che abbiano letto Quattro argomenti per eliminare la televisione del suo socio Jerry Mander? Perché è a loro che ti riferisci, immagino. A creativi così unconventional, cari corvi & associati, da ideare 46 anni fa 46, un concorso mondiale per aeroplanini di carta sponsorizzato da Scientific American. Bene, anzi male, Gossage è morto nel 1969 a poco più di 50 anni, spiega il suo socio, “tormentato dall’assurdità di dover lavorare in una professione del genere”. Ora pare che anche accennare a questi tormenti sia fuori luogo. Don’t worry. Be happy to be a part of the industry of human unhappiness.

      • Spoon River says:

        Il mio non è orgoglio, tantomeno malcelato…è semplicemente come sono io. L’estrema destra a cui pensi forse è un’altra, io mi rifaccio ala filosofia, infatti la mia idea sfiora quella del socialismo utopistico (già la parola ti dice che combatto contro i mulini al vento), sono l’opposto della figura degli skin tedeschi. E’ una posizione complessa che cerca giustizia sociale ma con la meritocrazia, che non ama la globalizzazione e la finanza che sta rovinando il mondo ma che cmq vorrebbe sovvertire gli ordini attuali.

      • Casalinga di Voghera says:

        Vh e W. E’ arrivata la cavalleria :)

      • copywriter_stufo says:

        però spoon river, magari hai pure ragione sull’etimologia dell’estrema destra, ma non credo di essere l’unico al quale vengono in mente quegli idioti con la testa rasata che vogliono far sparire dalla faccia della terra negri, froci, ebrei e tutti coloro che non sono come loro, cioé coglioni. e se pure se penso alla destra sociale italiana rabbrividisco a pensare alla mussolini e a storace. poi, vabbeh, forse questo non è il posto giusto per certe discussioni.

    • giovanni pagano says:

      perdonami von hayek
      sono quasi sempre d’accordo con quasi tutte le cose che dici
      ma stavolta ha ragione spoon

      la dicotomia da usare per individuare il marcio e scalzarlo non è destra/sinistra
      ma onestà/disonestà
      etica/qualunquismo
      moralità/immoralità

      la destra non è automaticamente retriva
      io sono di destra
      se mi permetti l’esempio
      e com’è che sono quasi sempre d’accordo con quasi tutte le cose che dici?

      giovanni pagano

      • copywriter_stufo says:

        io sono di sinistra. ho un amico perfino della lega. tanti amici di destra, ma nessuno, dico nessuno, che ammetterebbe con malcelato orgoglio di essere di estrema destra. no, estrema destra proprio no.

      • von Hayek says:

        Se sei di destra e sei d’accordo con me, vuol dire che sei MOLTO di destra.
        Scherzi a parte, è chiaro che la sinistra non ha il monopolio dell’onestà.
        Poi, per sinistra io mi riferisco a una corrente di pensiero, non certo alla parabola dei partiti di sinistra che sono partiti da Lenin per arrivare a Oldrini/Penati. (Come ovviamente non penso che i tuoi modelli di riferimento a destra siano i Berlusconi o gli Scajola.)
        L’essere a destra dei clienti, però, non ha molto a che fare con un sistema di pensiero, quanto con il semplice desiderio di fare quel cazzo che vogliono. Di pagare la gente meno ovunque si trovino costretti, per loro sfortuna, a dover stipendiare qualcuno. Quindi sfruttamento dei giovani in Italia, sweatshop in Asia, maquiladoras in Messico e nel centro America. Poi, è chiaro, ci sono sofisticate teorie economiche che giustificano lo sfruttamento dissolvendone il concetto stesso e lasciando solo uno sterminato panorama di equazioni. Ma i clienti di queste teorie se ne impippano: vanno brutalmente, bestialmente dritti allo scopo, come il leone che affonda le fauci nel ventre della gazzella se ne sbatte dell’equazione logistica di Lotka.

      • giovanni pagano says:

        scajola non esiste proprio
        considero il fatto che berlusconi si sia descritto di destra per vent’anni il più grande insulto al pensiero di destra
        quei clienti che tu descrivi non sono di destra
        sono semplicemente figli di puttana

        come vedi mi sembra che i nostri valori si assomiglino
        è solo che ti chiedo di tarare le definizioni
        non stai parlando di destra
        stai parlando di merda

        giovanni pagano

      • Non anonimo says:

        Perché scomodare i grandi sistemi. Nel mondo della pubblicità ci sono persone che guadagnano tanto e lavorano poco e persone che guadagnano poco e lavorano tanto. Sarebbe già sufficiente riequilibrare questi due fattori.

  42. Scandalosi says:

    E nel frattempo Daily Media e tutta la stampa di settore PENOSA non scrive una riga sullo scandalo della Sciacali&Sciacalli, ma titola “Saatchi l’agenzia più premiata nel digital”. Penosi. E venduti.

    • alessio says:

      concordo con Scandalosi!!! la solita italietta dove si insabbia tutto perche’ cosi fa comodo, e fa comodo a molti!!!

    • Silvio says:

      eh tesoro mio, a roma il digital lo sanno fare…

      • Scandalosi says:

        Lo sanno fare, chi lo ha mai negato? Sanno fare solo quello infatti.
        Ma la figura di merda fatta con i Tweet-sciacalli vale più di un grand prix, amico mio.
        Potrebbe essere il calcio definitvo nel sederone di orlandi dalla rampa della nave. Speriamo che le sue fibbie e cinghie borchiate non lo facciano affondare.

    • Uovo sodo says:

      “La migliore ricetta Italiana” oro digital: che merda è ?

      • SC says:

        Eeeeehhh dicci dicci… Uovo sodo…
        tu sei un altro dinosauro che odia il web, oppure sei un altro genio che avrebbe tirato fuori un’idea migliore di quella per vendere un detersivo per lavastoviglie?

      • Patetici says:

        Secondo me chi odia (o peggio: ignora) il web sono proprio i geni che hanno pensato a questa geniale operazione Tweet Vs Scosse.
        Perché non si sono resi conto del boomerang che stavano lanciando.
        Questo significa ignorare il web.
        Anni di fake per birre finte o marche inesistenti li hanno fatti sentire invincibili anche sulle speculazioni alle spalle dei terremotati.
        Ma che figura di merda ragazzi digital Saatchi! Questa non si cancella.
        La forza del web è proprio questa. E’ un’onda che non si ferma, non puoi mascherare la immensa figura di merda che avete fatto, Orlandi, Pannese e Lorenzini. Per me sarete sempre i tre che hanno speculato sui terremotati per provare a vincere un altro premio per le vostre rassegne stampa e i vostri medaglieri.
        Patetici e tristi.

      • Asdrubale says:

        E Lorenzini a quanto vedo faceva pure le foto e il galletto alla premiazione. UOMO DI MERDA!

      • Uovo sodo says:

        @sc: sono un commentatore e ritengo che si possano fare cose egregie sulle pastiglie lavastoviglie come sulle lavatrici. E quella Fairy è un onesta operazione,ma non un oro. Ma in sintesi, una merda.

  43. Giornalettari! says:

    Noto con disgusto che i giornaletti di settore non hanno speso una parola su questo argomento: buffoni. Meritate di essere l’ultima rotellina del carro già disastrato.
    In un altro paese avrebbero già fatto articoli su questo.
    Via la trasparenza!
    Vegognatevi.

  44. Silvio says:

    Ecco come ne parlano i giornaletti.

    Manco si sono accorti del casino che sta succedendo:

    http://www.pubblicitaitalia.it/news/Creativita–Marketing/Promozione/saatchi–saatchi-lancia-scossevstweetit_14061010.aspx

    http://www.spotandweb.it/news/19902/saatchi-saatchi-lancia-scossevstweet-it.html

    Non so chi sia peggio.Siam messi male veramente

  45. von Hayek says:

    Bravo weltverbesserer!
    Alludevo proprio a Jerry Mander, ma vedo che sull’argomento ne sai più di me.
    Io ho seguito Mander nel periodo post pubblicitario (In the Absence of the Sacred, 1991, e The Case Against the Global Economy, 1997), del suo periodo pubblicitario so invece poco.
    E ancora meno del grande Gossage.
    Puoi illuminarci al riguardo?
    E visto che non mi sembri uno di primo pelo, vediamo un po’ se indovini a cosa mi riferivo quando poco più sopra parlavo di “Pubblicità Progresso che conteneva una patente falsità storica”.
    Infatti è un esempio in cui il fake non riguarda questo o quel cliente o prodotto, ma la Storia con la esse maiuscola.
    Se vogliamo fare una storia del fake in Italia forse si dovrebbe partire da lì.

    • Spoon River says:

      sì, stavo cercando di capire a cosa ti riferissi per quella PP, mi potete aiutare? La curiosità….!

    • von Hayek says:

      Ovviamente la caccia al fake è aperta a tutti.
      Rilascio un indizio: la campagna PP in questione era TV, ma parlava di stampa.

    • von Hayek says:

      Errata: non era una campagna Pubblicità Progressi, ma un’iniziativa della Rai a favore della cultura (cultura che veniva negata dallo spot medesimo.)

      • Il Friuli è stato annesso al regno d’Italia solo nel 1866 e non nel 1861, quindi non c’entra nulla con i 150 anni. Addirittura zone del Friuli orientale sono divenute italiane solo dopo la prima guerra mondiale, ma limitandosi alle questioni linguistiche, il friulano – continua Romanini – è una lingua, ma la Rai, che la inserisce nello spot considerandola un dialetto, così come accade per il sardo, si dimentica di applicare ciò che dovrebbe essere inserito nel Contratto di servizio stipulato con il Ministero delle telecomunicazioni.

        Mandi.

        p.s.Era un esercizio di gugolismo veloce?

    • von Hayek says:

      Errata errata: gli spot erano per Videosapere, ma quello in questione piacque così tanto ai signori di PP (che possiamo ribattezzare Pubblicità Prostituzione) da adottarlo come spot autonomo. Quindi non sono rincoglionito del tutto.

      • Posalaquaglia says:

        Non parli mica di quello spot sul rogo dei libri, per caso?

      • von Hayek says:

        Bravissimo. Vinci il nuovo fucile Beretta per la caccia vagante.
        Ti ricordi anche l’autore dello spot in questione?

      • Posalaquaglia says:

        Eccome no, era Pasquale se ben ricordo.
        Ma… per caso, il premio è convertibile in denaro?
        (Sai, di questi tempi…)

    • Weltverbesserer says:

      I fake? La Storia? Posso solo invitare con dolcezza grandi e piccini, pagani e guastini
      a riflettere nei loro lettini sulla celebre head di Adorno in Minima Moralia «non si dà vita vera nella falsa» e dopo aver detto le preghiere su quell’altra di Brecht:; «non si deve mettere ordine in un porcile».

  46. Idolo says:

    “Saatchi & Saatchi, dopo essere stata contattata dai ragazzi di ‘Noi Non Tremiamo’, neonata pagina Facebook che ha l’obiettivo di incoraggiare le popolazioni colpite dal sisma in Emilia, ha deciso di creare per loro un’iniziativa inedita.”

    Sta frase è delirio puro, sta gente non sta affatto bene.
    Fatemi capire il processo: io fumo ma voglio smettere di fumare perchè il fumo uccide, apro una pagina facebook “Smettiamo di fumare insieme”. Se ho ben capito a questo punto posso contattare la BBH Londra, WK Portland o DDB New York e chiedergli se gentilmente mi fanno un’iniziativa inedita per la mia pagina… Funziona così?

    Chi è il pazzo che per promuovere il proprio gruppo su Facebook chiama la Saatchi&Saatchi?
    Andrea Beluzzi a parte.

  47. Idolo says:

    .

    Invece che due righe di scuse ufficiali se ne escono con sta stronzata:

    http://www.saatchi.it/comunicati_stampa/saatchi__saatchi__la_pi_premiata_allart_directors_club_italiano_2012_

    Già le avevamo capite le vostre priorità dalla cappellata appena fatta, lo sappiamo che vivete per ste minchiate, pezzi di merda arrivisti.

    E siete pure tanto sfigati da condividerlo su facebook dopo tutto sto macello.

    Dovete chiedere scusa!!!!!!!

    Io ieri non c’ero ma non ci credo che non è partito nemmeno un Buuuuu o un fischio in faccia a sta gentaglia. Siamo tutti complici così.

    • i tuoi idoli says:

      ti piacerebbe aver vinto tutta sta roba eh?

    • Bruno Banone says:

      Idolo says: “Io ieri non c’ero ma non ci credo che non è partito nemmeno un Buuuuu o un fischio in faccia a sta gentaglia. Siamo tutti complici così.”

      Non avevo dubbi che neppure una delle molte spacconate che ho letto ieri su questo blog avrebbe mai avuto seguito. Tutti bravi a lanciare fulmini e saette (per non dir altro) nascosti dietro un nickname.

      Anche fare buuu nascosti tra la folla non è granché come prova di coraggio e dignità ed è comunque un segnale che nasce e muore li, ma per lo meno bisogna esserci, col rischio di essere riconosciuti.

      Caro Idolo, niente di personale, anche perché non so chi tu sia, ma ora domando a te come a molti altri: quale problema ti ha impedito di dare esattamente la stessa notizia corredata dal link e dalla tua opinione in merito, firmandoti con nome e cognome?

      Ah, forse non avresti usato un fraseggio coprofilo da adolescente arrabbiato, ma da professionista. Non pensi che magari la tua opinione, peraltro legittima e per certi versi condivisibile, se espressa in altri termini e firmata, avrebbe potuto essere condivisa o discussa da altri professionisti, portando a capo di qualcosa?

      Così invece rimane una butade da bimbominkia, buona per attirare altri commenti espressi allo steso livello, rendendo questo blog una fogna a cielo aperto, distruttivo e inutile alla discussione.

      Questo blog e quello dell’ADCI possono essere due strumenti potenti per mettere in comune idee e confrontare opinioni e forse anche per cambare qualcosa nel nostro mondo. Qualcosa sta già succedendo. Ma se davvero vogliamo essere presi in considerazione, occorre pesare i concetti e usare solo le parole che si è in grado di sostenere, firmandole con nome e cognome. I mugugni alle spalle e le invettive anonime si squalificano da sé e lasciano il tempo che trovano.

      O davvero ieri sera pensavate di vedere qualcuno turbato da post anonimi degni di una trash chat.

      Bruno Banone

      Bruno Banone

      • giovanni pagano says:

        carissimo bruno

        come sai ti voglio bene
        ma vorrei chiederti di non arrivare a conclusioni generalistiche

        questo blog non è una fogna a cielo aperto
        anche se inquinato da alcuni detestabili parassiti anonimi
        ma non tutti gli anonimi lo sono
        e non ho bisogno di spiegarti perchè tu e io non abbiamo bisogno d’anonimato
        ma molti sì
        e non possiamo deprecarli per questo con atteggiamenti muscolari

        quando ieri mattina mi è arrivata la mail di lorro
        che denunciava l’affaire terremoto
        io ho invece capito proprio l’importanza che questo sito può avere
        può essere un sito di denuncia e di indignazione
        in un settore dove normalmente trionfa il silenzio e l’accettazione del marcio

        tu trovi gravi i post anonimi e turbolenti
        io trovo grave che ieri non ci fosse nessuno turbato dall’oro a durex
        e tu e io sappiamo di che cosa stiamo parlando
        bruno

        per cui ti prego di scrivere qui più spesso firmandoti come fai
        di continuare ad esprimere i tuoi punti di vista che apprezzo e condivido spesso
        ma di rispettare questo blog
        e di riconoscergli il ruolo che sta iniziando ad avere
        e che non può avere se non con queste modalità imperfette ma essenziali

        ti abbraccio
        grazie

        giovanni pagano

    • Idolo says:

      Ahahahahahahahaha mi fai ridere il buco del culo. Veramente. Fidati di premi ne ho vinti abbastanza da capire che non valgono un cazzo.

      La questione non è aver vinto tanto piccolo celebroleso. E’ che dopo una figura di merda colossale, invece che uscire con un comunicato stampa di scuse o per lo meno di spiegazioni escono con uno di celholunghismo.

      Come dire, siamo delle merde arriviste e senza un briciolo di dignità, ma son dettagli, l’importante che abbiamo vinto i premietti.

      Fate schifo. e fai schifo pure te.

  48. Idolo says:

    Esatto bruno. Questa storia mi ha fatto talmente girare le palle che per sfogarmi mi devo celare sotto anonimato. I motivi sono più di motivo professionale. Io ho una partita iva e questi hanno amici di amici di amici che potrei ritrovarmi come committenti. Funziona così purtroppo. Sfotto un loro amichetto non mi fan più lavorare.

    Sono gente di merda, e purtroppo l’unico modo per dirglielo è così. E parlo per esperienza, non per supposizioni. Che qualche vaffa è volato anche in faccia.

    E poi mi diverte dire le parolacce. Forse più questo.

  49. Requiem says:

    Niente accade o accadrà purtroppo.Forse,dico forse,finalmente lo sconcio dei fake sarà ridimensionato come merita grazie alla cocciutaggine di Pagano,all’intervento di Barbella e ai molti commenti anti fake. Che non sono IL problema,ma sicuramente sono il termometro delle capacità e della dignità professionale della categoria.Ma Orlandi ieri sera se la rideva bello tranquillo, i giornalisti prezzolati (tutti) hanno pubblicato i comunicati stampa autocelebrativi del nulla.Il consiglio direttivo (effettivamente il migliore degli ultimi anni,con un presidente che ha per le mani le rogne più grandi degli ultimi anni),si dimette a causa dei mille attacchi,ma non ci saranno alternative in futuro. Quindi o si rinnoverà il consiglio attuale o si chiuderà il club. Insomma i grandi nodi sono venuti al pettine. Il mercato crolla,quelli che galleggiavano grazie al benessere eccessivo e alla superficialità si mostrano per quello che sono : ridicoli guitti furbetti dalle scarsissime capacità professionali e in molti casi etiche. Il potere è nelle mani di gente come Costa che para il culo alla WPP e alla sua ex moglie.
    Temo sia finita cari miei, e che i sani cerchino di fare qualcosa per se stessi e non per una nave con falli tali da essere irrimediabili. E che gli stronzi affondino invece di galleggiare come hanno fatto fino ad oggi.Amen.

  50. bravi says:

    guarda un po, saatchi la piu premiata nel digital.

    casualmente tutti lavori di roma, quindi con la dir. creativa di toscana e musilli, che lo sanno pure i sassi che all’adci fa pressione sui giurati per far vincere i suoi lavori

  51. Modesta Opinione says:

    Penso che quello che è successo con questa storia del terremoto sia molto significativa, buone o cattive che fossero le intenzioni degli autori.

    Quello che emerge, senza ombra di dubbio è che:
    Gli autori del misfatto, soprattutto la giovane e brillantissima coppia creativa che l’ha firmato, ne subirà le conseguenze e un loro prossimo, probabile successo a Cannes ne verrà drammaticamente ridimensionato.

    Il Grand Prix di ieri è stato attribuito giustamente a Leo Burnett. Ma il voto plebiscitario con cui è stato eletto fa venire il dubbio che il candidato numero due al gradino più alto – il più volte citato Hungry Birds – abbia subito un’emorragia di voti a causa del rancore nei confronti dei suoi autori.

    A mio avviso la Saatchi & Saatchi dovrebbe dare un segnale molto più forte di “Abbiamo vinto tutto, stronzi.” dicendo “Per noi i premi sono importanti ma non vitali, per questo abbiamo deciso di ritirare tutti i nostri lavori iscritti a Cannes.”

    Sarebbe un segnale molto più forte persino delle banalissime scuse.

    • Sandro says:

      Angry birds a me non entusiasma. Un oro mi sembra pure esagerato.

      Videogioco——-> facciamolo reale è una delle cose più banali sulla faccia di internet.

      Cercate su youtube, real pacman, real tetris, real mariokart, real mariobros, real street fighter, real qualsiasi cosa.

      Verranno fuori migliaia di video. La differenza qua la fa la post e il budget a disposizione. Ma l’idea non c’è da nessuna parte se non nel videogioco stesso che tra l’altro tranne accordi commerciali con Telekom (che è il vero cliente) non centra poi molto. é un app che è ovunque,manco fosse in esclusiva.

      Mentre invece penso che CoorDown sia da leone minimo argento.

      Tutto a prescindere dalla stima che nutro per i protagonisti che dopo questa vicenda è pari a zero.

      • Stefano alla regia. says:

        Già che siamo nello sputtanamento: spero sia chiaro a tutti i giurati che hanno votato l’oro che Angry Birds è un film girato montato e post prodotto. Non è un evento reale o un flash mob.
        Basta guardarlo per capirlo.

        Potrei dilungarmi ma vi rimando solo al minuto 1:19 del video. Dopo Decine di minuti (real time) di esplosioni in pezzi, schizzi, spruzzi, azzi e mazzi, in terra è tutto perfettamente lustro come se nulla fosse successo.

        Per non parlare dell’idea alla base: famolo vero, famolo grande.

        Lo dico non per invidia, ma solo perché dopo scossevstweet forse si meritano questo ed altro.

      • Sinceramente says:

        Per me anche coor down è una pippa da pubblicitari fatta per i pubblicitari. Completamente irrilevante se non per il suo aspetto di boutade. Cosa ha mosso? Niente di niente. Chi ne ha parlato? Solo noi. Gli italiani hanno qualche minima consapevolezza in più rispetto alle problematiche di un down.? Non mi risulta. Ma se proprio volete sti leoni conosco un negozio di coppe e medaglie che fa faville! E lo dico a prescindere dal giudizio sui due, che hanno la stessa moralità ( coor down secondo me è un altro esempio) di un regista di snuff Movies

  52. Michelangelo says:

    La macchina del fango a vederla in azione mette paura. Chi sarà il prossimo? Potresti essere tu.

    • Sandro says:

      Il prossimo sarà quello che farà una minchiata del genere.

      Non mi sembra che si infanghi il nome di chi non lo meriti.

      • Titanic says:

        Posso dirlo? A me la premiazione di ieri sera m’ha messo na tristezza… A voi no?

  53. Puttanesca says:

    Sono io la migliore ricetta italiana per il digital ! Oro e alloro all’ADCI

  54. Bruno Banone says:

    Caro Giovanni,
    tu sai che pure io ti voglio bene e che ti stimo.

    Mi scuso se ho dato questa impressione, ma non volevo reprimere nessuno, né certo dire che questo blog È una fogna a cielo aperto. Se così fosse io non ci scriverei e penso non ci scriveresti nemmeno tu. Intendevo dire che i commenti anonimi pesanti finiscono col renderlo tale.

    Volevo solo significare che, capisco gli sfoghi e la rabbia, ma i post velenosi non firmati abbassano il livello e l’impatto del blog nel suo complesso. Proprio perché comprendo anche io la potenza di questo strumento vorrei che servisse davvero al confronto costruttivo. Immagino invece che, pur denunciando con sacrosanta ragione e spesso proponendo idee valide, decine di post anonimi pieni di volgartà e veleni rimangano un semplice sfogo, che rischia di far assomigliare questo blog al Rejected By di antica memoria, allontanando dalla discussione proprio quelle persone che potrebbero aiutare a creare una massa critica di opinione, e che si firmano.

    So bene che l’anonimato per molti è un imperativo: pure io un tempo sono stato junior di coccio in mezzo a senior di ferro. Condivido che, in mancanza di meglio, il nickname serve a proteggere molti giovani dalle ritorsioni dei caporali di turno, lo capisco bene e non ho nulla contro i nickname in sé, quando presentano opinioni, denunciano fatti, portano contributi utili e circostanziati.

    Dico solo che insultare e fare gli spacconi protetti da un nickname non li fa migliori dell’oggetto della critica e non rende questo blog un luogo di opinioni autorevoli, firmate o no. Anzi.

    Detto ciò, sul topic teremoto mi sono espresso più sopra, tra i primi post credo e, visto che ci sono, per risponderti completamente ritengo che il consiglio ADCI abbia fatto un buon lavoro, anche se sofferto e anche se come te deploro che non abbia avuto la mano salda fino in fondo, lasciando scivolare durex tra i premiati. Oro ADCI o no, per me durex rimane un bellissimo lavoro, ma è irrimediabilmente un fake. L’avrei appaudito volentieri nel Reparto Banane.

    Un abbraccio.
    Bruno Banone

    • giovanni pagano says:

      “…anche se come te deploro che non abbia avuto la mano salda fino in fondo, lasciando scivolare durex tra i premiati. Oro ADCI o no, per me durex rimane un bellissimo lavoro, ma è irrimediabilmente un fake. L’avrei appaudito volentieri nel Reparto Banane.”

      hai parlato da uomo come sempre
      bruno
      grazie

      io sono d’accordo con te
      questo blog potrebbe migliorare se questi ragazzi capissero una cosa importante
      che il loro ruolo può essere diverso da quello di stizzosi malmostosi
      può essere quello di protagonisti di un cambiamento epocale

      ma alla faccia di quello che i detrattori vorrebbero far credere
      questo blog è già cresciuto tanto rispetto all’esperienza rejectedby
      e molti giudizi sono straordinariamente acuti e puntuali
      resta con noi per migliorarlo ancora

      giovanni pagano

  55. X Facrto says:

    photo/1

  56. cacio e pepe says:

    Sono io la ricetta italiana che vale oro !

  57. . says:

    quanto rosicate

    • 1984 says:

      I premi non risolveranno la situazione, disastrosa, delle sedi romane.
      Auguri a tutti.

  58. n’pepata de cozze

  59. n'pepata de cozze says:

    Sono io l’oro!

  60. Tenno says:

    Bah, di fargli qualcosa non se ne parla, ovviamente (mi riferisco alle velleitarie richieste di radiazione). Però il nostro è un ambiente molto piccolo e ogni persona che avrà la ventura di incontrare questi colleghi, si ricorderà immediatamente di cosa han fatto e del loro livello etico. E’ già qualcosa e la dobbiamo a questa fogna a cielo aperto, no? Sugli insulti concordo con Banone: inutili e spiacevoli se detti da sotto un cappuccio.

  61. alessio says:

    ecco mettere la foto di Lorenzini questo e’ stato davvero di cattivo gusto!!!

  62. von Hayek says:

    @posalaquaglia
    Mi dispiace, ma il premio non è convertibile in denaro. Anzi, fucili Beretta chiede che i prossimi sabati mattina ti svegli alle 5 e partecipi a una battuta di caccia lungo le sponde di un lago lombardo. Il tuo target sarà un’anatra con al collo un cartoncino con sopra scritto FAKE. Se riuscirai ad abbatterla, il fucile sarà finalmente tuo.

    A parte gli scherzi, vedo che ne sai di cose. Evidentemente, non sei un creativo di primo pelo.
    Comunque, tornando all’infelice campagna di Barbella, si trattava di una serie di spot commissionati dalla Rai alle principali agenzie italiane che avevano lo scopo di promuovere la lettura dei libri.
    Il punto contestabile dello spot di Barbella è che accomunava Hitler, Mao e Stalin al rogo dei libri, quando notoriamente si tratta di un evento avvenuto nella Germania nazista.
    Il che non è male, in uno spot in cui si incita le persone a leggere per acculturarsi e, si presume, per essere in grado di distinguere il vero dal falso.
    Barbella si difese dicendo che il suo era uno spot contro i dittatori, e contrattaccò affermando testualmente ”Chi spara a zero sul mio spot, deve avere il coraggio di dire con chiarezza di approvare tutto del comunismo, compresi i gulag sovietici e i saccheggi nelle biblioteche eseguiti dalle Guardie Rosse cinesi”. Infatti “la libera circolazione delle idee è incompatibile con le direttive di qualsiasi potere autoritario”; un pensiero, come può notare chiunque, equivalente a “il cerchio è rotondo”.
    Ecco insomma cosa succede quando si vuole affrontare un tema serio con uno spot pubblicitario. Si finisce col fare una discussione da Bar Sport e si pretende pure di avere ragione.
    La cosa irritante, però, è che tale operazione si inseriva nella corrente di pensiero allora in voga che tendeva ad equiparare nazismo e comunismo al solo scopo di spingere i partiti di sinistra di allora ad abbandonare ogni legame con il passato, e potersi finalmente reincarnare in qualcosa di nuovo e al passo coi tempi. Cosa che è puntualmente avvenuta. (Ed è questo il motivo per cui, a mio parere, lo spot in questione piacque tanto a quelli di Pubblicità Prostituzione, perché permetteva di fare politica in modo subdolo verso la grande trasformazione neoliberale.)
    Oggi abbiamo le librerie stracolme (di vaccate, direbbe giustamente qualcuno), un Presidente del Consiglio eletto dagli investitori stranieri e un Parlamento dove non mi risulta esista UNA SOLA forza politica di opposizione.
    Nel frattempo abbiamo sganciato un po’ di bombe in Serbia, Afghanistan e Iraq (andata e ritorno.)

    • Posalaquaglia says:

      Caro Von Hayek, risponderti in modo circostanziato significherà forse alimentare una discussione puramente politica, ma ci provo.
      Per quel poco che sono riuscito a frequentare e conoscere Barbella, non mi è mai sembrato una persona parziale e culturalmente disonesta, ma proprio il contrario.
      La sua difesa, dal punto di vista meramente storico, potrà apparire un po’ generalista, ma generalista era anche lo spot, che non aveva evidentemente lo scopo di acclarare una verità storica ma di condannare l’oscurantismo culturale tipico di molti regimi totalitari, indipendentemente dalle sue forme.
      Il rogo dei libri, in quel senso, era la sintesi più efficace (e aderente al tema) per condensare il messaggio in 30 secondi.
      Il problema, a mio avviso, è stato creato da chi ha voluto vedere le cose da un punto di vista vagamente integralista e poco elastico.
      Non credo che l’errore storico consistente nel dire che Mao bruciava i libri sia un inciampo: Mao e Stalin ingabbiavano i dissidenti, bruciando il loro spirito e la loro libertà. Di fronte a questo, penso proprio che la metafora dei roghi di carta diventi ininfluente. Sono certo che Barbella avesse in mente solo questo, e che non volesse cavalcare affatto le intenzioni politiche di cui parli. Ma rispetto il tuo punto di vista, e ci mancherebbe.
      Piuttosto, passando a cose serie, mi adatterò allora a tempi e modi per ricevere il premio: chiedo solo di poter cambiare bersaglio ornitologico, in quanto mi è giusto venuta un’ideuzza in proposito… :)

      • von Hayek says:

        Nella sostanza, so che le cose sono andate come dici tu.
        E’ che intervenendo sulla querelle originata dall’intervento di SC non mi veniva in mente esempio migliore di questo per mostrare come la pubblicità è pubblicità e basta, non è uno strumento di elevazione sul piano sociale e culturale.
        Al di là della strumentalizzazione nel caso specifico, è la pubblicità come medium in sé che non consente ciò.
        Il famoso aforisma di McLuhan “il mezzo è il messaggio” vuol dire esattamente questo.
        Non è un concetto facile da capire e da assimilare, perché fin dalla tenera età, fin dalle elementari, ci viene spiegato che noi veicoliamo messaggi e usiamo di volta in volta gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione.
        Ma McLuhan ci ha spiegato che non è così. In modo non semplice e per alcuni involuto. Infatti le sue tesi mi sono diventate chiare attraverso la lettura di Mander, che appunto riprende l’impostazione dello studioso canadese applicandola alla pubblicità e alla televisione (estendendo il discorso nei libri più recenti).
        Nessuna speranza, quindi, che la pubblicità possa servire un qualsiasi obiettivo etico o umanitario.

      • Posalaquaglia says:

        Tutto giustissimo. Però proprio McLuhan faceva distinzione tra “mezzi freddi” e “mezzi caldi”, a seconda del coinvolgimento e dell’interattività dei soggetti coinvolti. A mio modo di vedere le cose, un mezzo “caldo”, già per il fatto di esserlo, diventa rilevante sul piano sociale e culturale.
        In quanto a Mander, ho letto il suo “quattro motivi di eliminare la televisione” (spero di avere riportato bene il titolo…) ma ricordo che mi diede l’impressione di accusare un mezzo senza invece voler vedere l’ipocrisia di certe aziende che lo usavano per una comunicazione opportunista.
        Dispostissimo a discuterne, qui o in un thread apposito se Donald ci trova off topic.
        Ciao

      • von Hayek says:

        Il titolo è più o meno quello, ma della pubblicità Mander parla solo incidentalmente.
        La sua idea di fondo è che:
        a) ogni tecnologia predetermina il suo uso;
        b) la televisione plasma la società e lo stesso sistema politico in un modo ben preciso.
        (La descrizione degli Usa dell’inizio degli anni ’70 sembra la descrizione dell’Italia di questi ultimi anni.)
        La sua idea è che la televisione ha effetti nefasti sulla comprensione della realtà; è in realtà un potente anestetico.
        L’unica cosa per cui la TV funziona bene è appunto la trasmissione dei messaggi pubblicitari.
        Al punto che, parafrasando Mander, se io mando in onda qualcosa di serio in TV, al massimo sto facendo della pubblicità, magari non molto efficace, ma non sto facendo cultura.
        E questa non è un’esagerazione: tutto quello che sappiamo lo sappiamo grazie alla parola scritta o all’esperienza diretta.
        Se ce l’hai in casa, riprendilo in mano, e vedrai che la posizione di Mander è quanto di più antia-ziendalista possa esistere.

    • Joseph G. says:

      La chiamano, semplicemente, propaganda.
      Dispiace scoprire che il maestro Barbella si sia prestato a un’operazione così sfacciata quanto stupida.
      Grazie mille per la ricostruzione storica.

  63. Ajo e ojo says:

    La migliore ricetta italiana gran prix e Antonella Clerici al posto di Guastini

  64. Anonymous says:

    contrariamente a una visione politicamente corretta del blog
    io penso che parlare di politica qui non sia un’iniziativa aliena
    purchè serva allo scambio di idee
    e sostanzialmente a far crescere l’impegno intellettuale di chi passa da qui

    anzi vi dico che non c’è una reale soluzione di continuo fra politica e mondo dell’adv
    ed è incredibile come le dinamiche dell’uno si riproducano nell’altro
    in fin dei conti entrambi sono sistemi di potere
    di gestione di una cosa pubblica in cui interagiscono interessi diversi
    ora la mia tesi è che meccanismi analoghi generino movimenti analoghi
    semplicemente in scala diversa
    e ciò rende ognuno dei due mondi un’ottimo strumento di decodifica dell’altro

    quando sui nostri blog vedo tralasciare i concetti per usare l’attacco personale
    io penso immediatamente al metodo boffo
    quando vedo censurare i pensieri scomodi sul blog adci
    io penso all’editto bulgaro e alla tendenza al controllo delle tivù da parte di silvio
    quando cremino distrugge l’autonomia del collegio dei probiviri
    riducendone l’efficacia a mera funzione consultiva
    io penso che se solo avesse potuto berlusconi l’avrebbe fatto di corsa con i giudici
    (e quando rilevo che l’attuale consiglio non ne ha ancora ripristinato l’autonomia
    nonostante io abbia denunciato lo sconcio in malegrazie 7 del 16 giugno 2011
    penso che in realtà la neutralizzazione del potere giudicante continui a tornare utile
    secondo voi che esito avrebbe oggi il ricorso di un socio adci
    che volesse contestare per esempio la legittimità dell’oro a durex?
    ve lo dico io
    carta straccia)

    per cui benvenuta politica
    è quando la politica viene masticata da pochi che cominciano i casini

    giovanni pagano

    • così mentì Giovanni Pagano:
      >quando vedo censurare i pensieri scomodi sul blog adci
      >io penso all’editto bulgaro e alla tendenza al controllo delle tivù da parte di silvio.

      Pagano
      è falso affermare che censuriamo i pensieri scomodi.
      La verità è che il blog Adci non pubblica gli insulti anonimi.
      Riesci a cogliere la differenza?
      E quando postiamo un pezzo in cui chiediamo la firma, se non firmi non vieni pubblicato.

      Tu ti firmi sempre e sempre vieni pubblicato.
      Malgrado le tue gravi ingiurie e le tue calunnie reiterate.

      Solo una volta un tuo commento è stato congelato.
      Quello in cui, per perifrasi, mi davi del capitano Schettino. (http://blog.adci.it/?p=3964#comments)

      Per alcune ore, lo confesso, ho meditato se postarlo e venirti a trovare.
      Poi ho scelto la replica civile.

      Ma se trovi che il mio tempo per riflettere
      abbia tolto evidenza al tuo commento con ingiuria finale annessa
      puoi ripostarlo in home page su Bad Avenue.
      Magari qualcuno se l’è perso.

      In ogni caso
      non c’è stata, e non c’è, censura
      nel blog Adci.

      Hai mentito Pagano
      e quindi sei un bugiardo.
      Un bugiardo consapevole
      perché sapevi di mentire.

      E che tu sia un bugiardo
      quando affermi che l’Adci censura i pareri scomodi
      lo può verificare chiunque.

      Basta entrare nel nostro blog
      con una vera identità
      e scrivere quello che si vuole.

      Ne sarete responsabili, ma non verrete censurati.

      Ora voglio vedere
      e contare
      in quanti usciranno dalla pozzanghera.
      Natura non facit saltus.

      «Io» proseguì don Mariano «ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi… E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… [...]»

      • Anonymous says:

        guastini

        sono a cannes e ho poco tempo da perdere con le tue lungaggini
        ti faccio solo notare che hai ammesso di avermi censurato
        anche se poi ci hai ripensato
        e tu non hai alcun diritto di “congelare” nessuno
        sei solo il presidente adci
        non il proprietario adci
        comportati con la dignità e i limiti conseguenti

        quanto alla citazione di sciascia
        è strano come io l’avessi già usata per descrivere l’affaire durex
        in una corrispondenza privata con uno dei massimi creativi italiani
        il ruolo che avevo dato a chi si inventa i fake era “ominicchi”
        perchè agiscono vigliaccamente con l’inganno e la menzogna
        e a chi conosce l’inganno ma lo accetta “pigliainculo”
        perchè gli piace farsi fregare

        del resto ti riallego qui il pensiero illuminante di pasquale barbella
        “Se un annuncio è evidentemente un fake, chi lo vota e gli fa vincere un premio o è un giurato immaturo o è in malafede.”
        pensiero che hai avuto la faccia tosta di consegnare a cremino e delpizzo col premio
        fingendo di non sapere che la loro campagna è un fake clamoroso
        ma qui torniamo alle categorie di sciascia
        e io non ho altro tempo da perdere

        giovanni pagano

    • von Hayek says:

      C’è del guasto in Danimarca…

    • Casalinga di Voghera says:

      Anche io penso che ci siano punti di contatto interessanti tra i sistemi adv e politica. Siamo imparziali qualcosa si muove altrimenti come te lo spieghi Guastini presidente. Un bel segno sarebbe anche riunirvi nuovamente Pagano e Guastini perché influenzereste meglio il cambiamento già in atto. Siete due persone valide e potete farcela.

      • deleted says:

        hai centrato il punto
        cara casalinga
        io guastini l’ho sostenuto a spada tratta quando s’è presentato
        e l’ho difeso dai vili che sottolineavano il poco peso del suo pedigree

        aggiungo che ho apprezzato le sue prime mosse
        (anche se trovo grave non avere ancora ripristinato il ruolo dei probiviri)
        e proprio per questo sono rimasto profondamente deluso dalla storia durex
        che ha affrontato disapplicando le regole
        non credo per un istante che lui non sappia che si tratti di un fake
        come lo sanno tutti i suoi consiglieri
        guastini ha evitato consapevolmente di acquisire le facili prove che servivano
        trincerandosi dietro a una montagna di stronzate da azzeccagarbugli
        e dato questo comportamento reticente e poco limpido
        posso escludere con serenità che io mi possa mai riavvicinare a lui
        io sono fatto in un altro modo

        giovanni pagano

      • Como says:

        Pagano e che ci fai a Cannes?
        Spero tu sia lì a portare il tuo sdegno e le tue battaglie, visto che proprio quel festival ha generato e sta generando questa folle corsa ai fake da parte di tutte le agenzie, e di cui l’ultimo esempio degli sciacalli twitter-scosse rappresenta solo il momento più basso di tutti.
        Del resto proprio a Cannes Del pizzo prese un argento (che vale ben più del GP adci), e certamente anche lì avranno pensato: ma questo è un fake! Ma possiamo provarlo? No.
        E allora che argento sia, perché i processi alle intenzioni si fanno in dittatura.
        Tutto questo è nato a Cannes, e a Cannes si chiude un occhio proprio come sta facendo schienadritta Guastini. Si fa così da anni. Si danno Grand Prix che sono dei fake, anche se non per le regole. Ma si assegnano lo stesso.
        E sai chi finanzia questa colossale industria dei fake?
        Prova a guardare il tuo badge di delegato, dovrebbe esserci una foto.

      • deleted says:

        ah ah como
        non hai torto
        tuttavia da come parli non si finisce di capire per chi simpatizzi
        per i fakiri o per gli anti-fake?

        giovanni pagano

      • Como says:

        Simpatizzo per te, innanzitutto.
        Perché i tuoi punti di vista hanno fatto quantomeno vacillare i fake-makers.
        E credo, come letto altrove, che i fake siano quasi impossibili da isolare se non ci pensano i creativi stessi per primi.

      • deleted says:

        intanto grazie della simpatia
        como

        poi vorrei introdurre una differenza comunque
        fra quello che succede a cannes e quello che succede all’adci

        cannes è un festival mondiale in cui il controllo dei fake è ingestibile
        (però quando li pizzicano gli sfilano l’oro
        è già successo)

        l’adci è un club in cui la fiducia fra soci dovrebbe essere la regola
        come da manifesto deontologico voluto dall’ineffabile presidente
        e quindi il fake ne è il cancro concettuale

        quale società grande o piccola può prosperare
        se una minoranza persegue sistematicamente lo scopo di inculare gli altri
        (con o senza lubrificante)?

        ecco perchè è grave che il consiglio abbia voluto salvare il fake durex
        perchè tutti sanno che lo è
        e tutti interpretano il non-intervento del consiglio come connivenza
        mentre per cambiare davvero le cose c’è bisogno di dare esempi
        altro che dispiacersi per aver dovuto sanzionare gli altri fake individuati

        eccoti la solita metafora con la politica
        se come io penso napolitano avesse concordato con berlusca un salvacondotto
        in cambio dell’abbandono del premierato da parte del nano
        sarebbe eticamente gravissimo
        perchè il popolo italiano ha diritto di sapere cosa è giusto e sbagliato
        qualsiasi tentativo di strappare berlusca ad una condanna sarebbe un errore
        perchè le società hanno bisogno di sapere quali sono i comportamenti giusti
        e quali quelli sbagliati
        e l’adci questo è
        una piccola società in cui vanno rispettate le regole
        e i diritti di tutti

        ciao como
        adesso vado alla esterel

        giovanni pagano

      • Pagano, sempre più bugiardo.
        Nessuno del Consiglio Adci ha voluto salvare Durex Crusher. Abbiamo discusso e votato, come per ogni caso. Senza farci condizionare da niente e da nessuno.

        Continua pure la tua diffamazione, standotene a Cannes.

    • Izzo says:

      Molto sorpreso di trovare riferimenti culturali di cotanto spessore in questo blog, che tra i suoi pregi di solito non annovera la discussione colta.
      Ringrazio per i riferimenti a Gossage e Mander che approfondirò.
      Volevo solo aggiungere qualcosa alla discussione inerente a destra Vs sinistra:
      si tratta di categorie equivoche perché risentono di definizioni e connotazioni non univoche, storicamente variabili e mediaticamente inflazionate.
      Suggerisco di essere più espliciti e precisi utilizzando categorie oppositive come:
      statalista / liberista
      elitario / popolare
      nazionalista / globalista
      democratico / oligarchico
      Ricordando il pensiero di un politologo italiano molto apprezzato all’estero e poco conosciuto in Italia, Gaetano Mosca, che in ultima istanza riconosceva solo due classi sociali: i governanti e i governati. Dove i primi venivano scelti all’interno della cosidetta classe dirigente.

  65. A.A. says:

    Non vorrei trovarmi coinvolto nella zuffa… La faccio breve. Ma questa fobia dell’anonimato sfiora il ridicolo. Sono intervenuto una sola volta sul blog ADCI. Mezz’ora dopo il commento era scomparso. Era così anonimo lo pseudonimo e il contenuto del testo che quando lo inviato via mail direttamente a una delle persone coinvolte, mi ha subito risposto di avermi individuato come l’autore. Forse perché ci conosciamo da un quarto di secolo abbondante. L’anonimato ben dosato è una delle più entusiasmanti pratiche del web. La sfida è usare ogni volta un nick diverso… Vedo che oggi si parla di politica. Aggiungo una citazione ad hoc.
    La Rivoluzione si rialzerà, anonima e tremenda. (Bordiga)
    PS. via anonymouse.org

  66. Twiggy says:

    Ma perché questa necessità di scrivere nel blog ADCI? Le opinioni espresse all’esterno, anche se anonime, sembrano avere effetto lo stesso. Sennò perché queste dimissioni?

  67. La sai l'ultima? says:

    Nel suo ultimo post sul blog Adci Guastini giudica scosse VS Tweet un’operazione fatta in “buona fede” “per aiutare”. Dico, si vede che non ha mai fatto il creativo! Quando mai un creativo immerso tutto il giorno nei suoi cazzi spende così tanto tempo per “aiutare”? Io non ne ho mai visti, non a quei livelli. E poi dove starebbe l’aiuto? Proprio perché Pannese e Lorenzini sono due persone intelligenti dovrebbero sapere (e secondo me lo sanno) che l’impatto psicologico delle continue scosse ha bisogno di contromosse ben più ponderate e decisive che la partecipazione a una twittata collettiva.
    Guastini, un conto è avercela con bad avenue e con i commenti stupidamente offensivi.
    Un conto è difendere l’indifendibile. Per me che ti ho sempre apprezzato hai perso 1000 punti.

  68. E io sono david droga says:

    A casa mia se si vuole aiutare non ci si fa fotografare con le due tettine d’oro ma alla tendopoli di Finale emilia. Guastini, vuoi le ventose per arrampicarti meglio?

  69. E io sono david droga says:

    E poi. Se erano così in buona fede perché mentire sul gruppo facebook?

  70. Frustrati says:

    Secondo me siete tutti un po’ frustrati, perche’ questo team vince alla grande e molti vorrebbero essere al loro posto. Hanno fatto una cazzata con ScosseVsTweets. Pero’ massacrali in questo modo non e’ giusto. Fondamentalmente la maggior parte di voi produce idee mediocri e quindi trova qualsiasi valvola di sfogo per affossare chi emerge. “Siete come sabbie mobili, tirate giu’”, cantava Battitato.

    • Non è un buon segno says:

      Parli come Berlusconi: “Sono invidiosi di me perché son ricco”. Non è un buon segno.

    • Sandro says:

      Si certo d’altronde anche OJ Simpson può uccidere sua moglie perché era l’idolo delle folle.
      Per me siamo invece tutti troppo attratti da sti cazzo di leoni che stiamo perdendo la cognizione di ogni cosa. Creativamente non si discutono, ma fare i brillanti dopo aver fatto una cazzata, e non sentire una che sia una parola ufficiale di scuse è abbastanza grave.

      Penso la definizione giusta sia: dei grandi creativi di merda. Così siamo tutti contenti.

    • La sai l'ultima? says:

      Io non ho massacrato nessuno, dico solo che non è credibile che l’operazione sia stata fatta per altre finalità che non fossero i premi. Non ho insultato, non ho giudicato, ho solo detto quello che qualunque creativo sano di mente sa.

      • che_tristezza says:

        come spesso accade qui, ma in generale un po’ ovunque in italia, ci schiera o completamente di qua o completamente di là. ha ragione La sai l’ultima? io credo che il fatto che pannese e lorenzini siano dei bravi creativi (mi fido di chi li conosce) non li giustifica se fanno una cazzata. e qui l’hanno fatta e anche molto grossa a mio avviso. e non capisco perché non posso afferarmarlo solo perché non ho mai vinto un premio. cioè fammi capire Frustrati, se stasera buffon facesse una papera, tu ovviamente staresti zitto e non lo criticheresti, giusto? d’altra parte se non hai mai vinto un mondiale non puoi mica parlare.

    • Frustrati says:

      Criticarli va bene. Chiedere loro di scusarsi va bene. Ma invitare l’ADCI ad espellerli come e’ stato scritto in qualche post mi sembra eccessivo. Anch’io dico che ScosseVstweets e’ una minchiata e hanno sbagliato. Pero’ gli attacchi personali e tutto il resto mi sembrano un po’ troppo! Emerge una certa invidia tipicamente italiana, verso chi non solo vince premi, ma in generale fa idee l di sopra della media, come appunto il team in questione. In Italia siamo bravissimi a distruggere!

      • Sandro says:

        E poi lo sdegno è nato ben prima che uscissero i nomi. Comunque si fossero chiamati ler reazioni sarebbero state le stesse. Comunque ripeto fa più incazzare la presa di posizione, era una grande idea, noi siamo i migliori, voi non capite un cazzo e siete invidiosi, che la stronzata in sè. Errare è umano, fare gli sbruffoni è da coglioni.

      • che_tristezza says:

        però scusa, torno a dire, non è che si deve sempre tirare fuori sta cazzo d’invidia. se proprio devo sprecare il mio tempo a invidiare qualcuno io invidio lebron james, dave eggers, i balck keys, non pannese e lorenzini. sempre con tutto il rispetto per tutti i premi che hanno vinto, per carità.

  71. Non è un buon segno says:

    Parli come Berlusconi: “Sono invidiosi di me perché son ricco”. Non è un buon segno.

  72. von Hayek says:

    Sono andato adesso sul sito dell’ADCI, ma è fantastico!
    Io che non riuscivo a rassegnarmi alla dipartita di Emilio Fede ho trovato il suo degno erede.
    Se mi sento un po’ depresso e ho voglia di farmi quattro risate, adesso so dove andare.
    (Impagabile anche Lombardi, che improvvisamente ritrova il raziocinio perduto…)

    • deleted says:

      io sono senza parole
      non so letteralmente cosa gli prende a guastini
      era arrivato come la novità rispetto alle gestioni precedenti
      come cambiamento verso le sclerotizzazioni del passato
      e adesso voilà il nostro robi nud si è trasformato nel difensore dei potenti

      ho la sensazione che stia perdendo il controllo della situazione
      ed è un peccato
      perchè fino all’inchino al giglio/durex era andato tutto abbastanza bene
      mi era piaciuto il cambiamento delle ridicole classifiche per i giurati
      ed anche l’italianizzazione della portfolio night
      con annessa eliminazione della inqualificabile tassa ai poveri aspiranti stagisti

      adesso non ne azzecca più una
      forse avrebbe bisogno della saggezza di un personaggio come barbella
      che se fosse stato in consiglio avrebbe evitato certe schifezzuole recenti

      ecco se cooptassero barbella sarebbe una gran mossa
      altro che finte dimissioni
      (ma lo dico sottovoce
      perchè sennò il presidente schienadritta scarta l’ipotesi
      solo perchè l’ho suggerito io)

      giovanni pagano

  73. che_tristezza says:

    secondo me un po’ bisogna capire la necessità di guastini di essere diplomatico. un presidente di giuria non può parlare come un giovanni pagano qualsiasi. beppe grillo può permettersi di dire tutto e il contrario di tutto, ma mario monti deve portare a casa dei risultati, cercando di mediare, chiudere un occhio su alcune cose, tapparsi il naso su altre. te lo vedi monti che dice che berlusconi è stato uno statista ridicolo? eppure secondo me è quello che pensa, insomma voglio dire che quando ricopri una carica non puoi fare il distruttore, devi cercare di costruire il più possibile, mettendo due mattoni e poi magari levandone uno e poi mettendone altri due.
    difendo lui non volendo assolutamente difendere quell’operazione svilente e umiliante per il nostro settore che è stata e rimane scosse vs tweet.
    pagano, non ci sarà mai un presidente come lo vuoi tu, nemmeno se si eleggesse barbella.

  74. La sai l'ultima? says:

    “difendo lui non volendo assolutamente difendere quell’operazione svilente e umiliante per il nostro settore che è stata e rimane scosse vs tweet.”.
    Sta di fatto che Guastini sul Blog Adci difende proprio questa operazione svilente e umiliante.
    E lo fa attaccando indiscriminatamente tutti quelli che ne sono rimasti indignati. Con metafore cacatorie decisamente indegne della diplomazia presidenziale di cui parli.

    • che_tristezza says:

      oh, vado a rileggermi l’intervento di guastini, magari avete ragione. volevo solo dire che un presidente di qualunque cosa non può dire esattamente quello che pensa, per istituzione. poi si può essere presidenti come de gasperi e presidenti come berlusca.

      • che_tristezza says:

        ok, riletto. avete ragione. c’è una cosa che proprio non si sopporta in quelle righe, il dire che i due creativi abbiano fatto tutto in buona fede. ecco, questo no, perché vuol dire che pensi che siamo tutti coglioni. e un’altra cosa che dà fastidio è dire che tre mesi fa questi hanno fatto coordown. quindi? anche i litfiba hanno fatto 17 re e poi toro loco o come cazzo si chiamava.

      • Lucio says:

        Di solito lo apprezzo per il coraggio, Guastini, ma stavolta, preso tra due fuochi (quello di difendere la creatività italiana premiata a Cannes e quello di condannare una porcata) ha fatto davvero il democristiano.

      • bad boy says:

        aprite gli occhi, ogni operazione di no profit è da sempre fatta esclusivamente dalle agenzie per vincere premi. anche crossdown e anche questa dellescosse. poi certo magari fa piacere e lodicono, ma il motivo principale è solo premi.da sempre così e sarà sempre così.
        un vero no profit nnandrbbe iscrittoa i premianche se una gran figata.

      • @Spoon River, sono d’accordo con te quando scrivi “gli “anonimi” hanno il diritto di restare tali fino a che non sono lesivi.”
        Resto sbalordito quando affermi: “E qui non mi sembra che lo sia stato nessuno.” (lesivo)

        Forse ti sei perso dei commenti (parecchi).

        Io non ce l’ho con gli anonimi tout court, ma con quelli che approfittano dell’anonimato per attaccare “in branco” due identità reali. Senza contraddittorio.
        Già “il branco” non mi piace nella vita reale, perché deresponsabilizza. Qui mi fa schifo, perché è ancora più vile. Ed è grave che non lo capiate.

        Dove si erano rintanati tutti i “leoni intrepidi” (va meglio?) la sera della premiazione? Dove era mamma paguro mentre consegnavo il cono d’oro a Durex? Nel suo guscio a a scegliere il pigiamino da mettere in valigia per Cannes?

        Vi avrei stimato di più se aveste inscenato una qualche forma di protesta, pacifica ma brillante. Intelligente. Che denotasse vitalità e una residua voglia di muovere i neuroni contro qualcosa che sembrava avervi indignato tanto. Niente di tutto questo. Troppo presi dalla partita contro la Croazia, temo, miei “prodi leoni d’albania” (così va bene?).

        L’unico contenuto “creativo” di protesta è stato generato dal Signor Pagano. Uno pseudo spoof dell’annuncio che tanto gli ha roso l’augustissimo deretano. Senza rendersi conto, nella sua arretratezza professionale, che tutto quello che ha scritto e postato, spoof compreso, hanno reso ancora più vero il lavoro da lui tanto odiato.

        Fate una campagna per voi stessi e provate ad andare a prendervi dei clienti, anziché restarvene ignavi e stravaccati a occupare uno spazio che affollate senza aver creato o immaginato. Aspettando la decapitazione.

        Sapete quanti hanno le palle di difendere i propri diritti dopo un incontro con il consulente del lavoro? Uno su 5. Miei cari leoni.

        Ah, caro Spoon River, quando hai tempo e voglia me la devi spiegare la mia “posizione di forza”. Ti sarei grato tu trovassi il coraggio (non ne serve davvero) di farlo de visu. Mi offriresti una chance per dimostrarti che non sono meschino o vendicativo. Per questo non vivo in branco.

        E ora guardatevi pure la partita della nazionale italiana.

    • Ciao Lucio, non diventarmi bugiardo come Pagano. Io non sono preso tra due fuochi. Ho espresso la mia opinione prima di conoscere l’esito di Cannes. Ho scritto il pezzo ieri sera e l’ho postato stamattina. Ho definito il lavoro in questione un evidentente fallimento, e branco di sciacalli chi attacca gli autori anonimamente, attribuendo intenzioni non dimostrabili. A differenza vostra io ho parlato con loro guardandoli in faccia. Qui si parla di loro nascondendo la faccia. Ne parlate alle spalle come l’ultima pettegola tremebonda.

      @ciao che tristezza. Io non sono diplomatico. Dico quello che penso. Tu lo fai? Mi sembri uno che sappia scrivere. Questo mi porta pensare che ci sia una testa pensante dietro. Perché ti mescoli alla ciurmaglia nella pozzanghera?

      Agli altri: io non difendo l’operazione. È evidentemente sbagliata, lo dice l’esito stesso. Offendo solo ed esclusivamente il vostro branco di anonimi sciacalli. Che è peggiore dell’operazione sbagliata.
      Ora aspettate pure che torni dalle salette per segaioli mamma paguro.

      • Spoon River says:

        Ogni offesa definisce solo chi la fa, non chi la riceve. Non è carino parlare di “branco di anonimi sciacalli” solo perché uno esprime la propria opinione. C’è magari qualcuno che esagera e usa un linguaggio colorito, ma non ho letto cose gravi come le ultime 5 righe del tuo post. Non è rispettoso. Perché se non ami gli “anonimi” – e ne hai tutti i diritti – gli “anonimi” hanno il diritto di restare tali fino a che non sono lesivi. E qui non mi sembra che lo sia stato nessuno. Ci si è indignati. Perché era giusto farlo. Poi chi ha problemi di livore personale o altro li avrà anche su altri mille post di altro mille blog, come nella vita, ma è un altro discorso. Leggere queste parole, soprattutto sul blog dell’ADCI, da parte del presidente, è brutto, perché viene fatto da una posizione “di forza” che invece di imporsi dovrebbe essere comprensiva dei diversi stati d’animo.
        con cordialità,
        E.

      • Izzo says:

        Lei parla come una persona maleducata, anche se si firma con nome e cognome.
        Le sue parole sono indegne del ruolo che occupa.
        Oppure sono veramente molto rappresentative.
        La invito a riflettere sul suo modo di porsi.

      • Spoon River says:

        @Massimo Guastini
        chiedendo venia per il ritardo della mia risposta, reitero la mia affermazione sul fatto che qui non ho visto commenti lesivi o troppo cattivi :) per il de visu sulla “posizione di forza”, nessun problema per una che ha affrontato, cosciente sempre delle conseguenze, sempre tutto e tutti. Perché allora il nick qui, ti chiederai? te lo posso dire solo … de visu ;) ciao e a presto!

  75. x says:

    Saatchi agenzia piu premiata all’ADCI. Saatchi agenzia italiana più premiata a Cannes.
    Quanto rosicate voi che non vincete mai un cazzo?

    • roarr says:

      Ciao Ale, come stai?

    • Giraudo says:

      Ciao, Luciano.

    • che_tristezza says:

      in che senso rosichiamo alessandro, cioè volevo dire luca, no, volevo dire x? ma perché non riesci a capire che non c’entra niente di niente il rosicare? perché non capisci che l’operazione in questione getta una luce di malinconia su tutto il settore? perché non capisci che pur di prendere un premietto che al massimo poteva servire a far avanzare un po’ le carriere dei creativi o a vantarsi con gli amici all’aperitivo all’exploit si è calpestata la sensibilità di gente che sta vivendo un incubo? un incubo lontano anni luce dai nostri miseri tweet proiettati sugli schermi. persone alle quali servirebbero soldi, acqua, forza lavoro, biciclette, libri tu cosa gli offri? un giochino del cazzo? io non rosico caro x, io m’incazzo.

    • Sandro says:

      Quanto rosichi tu che invece di trovare gente che di complimenta e ti osannar per coordown (come sarebbe stato giusto senza la pagliacciata dei tweet) ti ritrovi a prendere della merda umana da tutti?

    • Almanacco says:

      Mi sa che saatchi Italia non vinceva un oro a Cannes dai tempi di Fellini per la banca di Roma, 1990 circa. Sì, davvero una realtà creativa.

    • @Debbie
      li ho letti tutti. Tu hai letto e capito cosa ho scritto io? Non si direbbe.
      Per quanto riguarda la “cultura”, che mi perdonino tutti
      ma ho altri punti di riferimento
      E a leggervi (con qualche eccezione), non posso che rallegrarmene.

      • Spoon River says:

        a Guasti’, però, pure tu…. anche io ho bel altri punti di riferimento se parliamo di “cultura” ma fare l’antipatico qui gettando fango (ebbene sì) su tutti, con – come dici- “qualche eccezione” , non è carino. Che ne sai del livello culturale degli altri? puoi ad esempio dedurre il mio? ;)

      • Posalaquaglia says:

        “… mentre fuori dilaga la disonestà,
        ma Paperoga non ci sta.”

        “…oltraggio alla moralità,
        ma Paperoga non lo sa…”

        “Paperoga che crede in un mondo migliore
        non bada a chi dice che è sbagliato, che è un errore…”

        C’è altro, il resto estrapolatelo voi… :)

  76. Oldictionary says:

    Pubblicitario: essere vivente reso cinico e arrogante a causa delle prolungate pressioni ambientali a cui è sottoposto. Ne ricordiamo le principali: frustrazioni creative, umiliazioni della propria professionalità, mancanza di sonno, di prospettive future e di stima sociale, scarsa vita sessuale, alimentazione irregolare, digestione rallentata.
    Condizione esistenziale recentemente aggravata dagli stupidi e arroganti sciacalli della Saatchi.

    • Ancora uno sforzo... says:

      Della miseria dell’ambiente pubblicitario considerata nei suoi aspetti economico, politico, psicologico, sessuale e specialmente intellettuale e di alcuni mezzi per porvi rimedio…

  77. deleted says:

    guastini

    abbi pietà di te
    ti conviene piantarla con queste apparizioni deliranti e offensive
    stai facendo una pessima figura
    rileggi i tuoi ultimi interventi e renditene conto
    sembri un pugile suonato
    e invece sei il prestigioso presidente dell’art directors club italiano

    è vero che qui non ti censuriamo come hai fatto tu con me sul blog adci
    però ascolta il consiglio di un ex amico
    non ti fa bene abusarne in questo modo

    ma poi chi te lo fa fare di continuare a frequentare questa putrida fogna?
    invece di farti il sangue marcio
    evitaci
    hai taciuto per un mese
    evitando di rispondere alle domande che ti venivano poste
    adesso chetati

    giovanni pagano

    • Paguro bugiardo
      chele spuntate le tue
      e molli
      quasi quanto la tua retorica.

      Sarà la foga
      verso gli agognati bivalvi.

      Tanto il pigiamino non te lo toglie nessuno
      nemmeno stanotte
      un perché ci sarà
      o forse molti
      uomo tutto d’un pezzo
      quando
      e soprattutto dove
      non serve.

      Non sono mai stato tanto cheto.

  78. uno che passa per caso says:

    quoto

  79. Giraudo says:

    “Io non ce l’ho con gli anonimi tout court, ma con quelli che approfittano dell’anonimato per attaccare “in branco” due identità reali. Senza contraddittorio.”
    E’ ufficiale. Guastini non ha l’intelligenza sufficiente per impostare un discorso con un minimo di logica.
    Se io, da anonimo, accuso qualcuno di qualcosa e questo qualcosa si riferisce a un evento pubblico su cui quasi tutti hanno abbastanza informazioni per farsi un’idea, perché non ci dovrebbe essere contraddittorio?
    Chi è chiamato in causa può decidere di rispondere (contraddittorio) oppure no. Se decide per il no, il contraddittorio non gli è per questo impedito, è una sua libera decisione.
    Poi sappiamo che non c’entra un cazzo l’anonimato o no.
    Tutti sanno che Durex è un fake. Pagano firmandosi con nome e cognome ha illustrato perché è un fake e quindi Guastini non ha neanche la scappatoia di dire “non accetto le denunce anonime”. (In realtà Guastini si vanta di aver premiato Durex, perché gli anonimi non hanno avuto il coraggio di fischiarlo…)
    Io non so come si possa vedere qualcosa di buono in un simile personaggio. Fa vedere un coyote che caga e siccome la fa lui, si tratta di una simpatica trovata, mentre invece quello che dicono gli altri su di lui sono insulti.
    Forse Guastini è ciò che appare, una persona di scarsa intelligenza (perché riguardo alle qualità di creativo pare sia meglio non parlarne.)

    • Giraudo
      è inutile che cambi nickname
      la tua “prosa” involuta ti tradisce, più del tuo lezzo da sciacallo.

      Persino in branco saresti emarginato.

      Sei un verme solitario
      losco abitatore di lotte intestine
      quando vedi la luce è solo per finire nel cesso.

      • F says:

        Riconosco in Guastini un grande lottatore.
        Ribatte colpo su colpo, solo contro tutti.
        E tra un fendente incassato e uno sferrrato, trova persino lo spazio per citare Sciascia.
        Grande.

      • Puzzo molto says:

        No Massimo, Giraudo non è colui che pensi: non ha scritto nemmeno una volta Qual’è con l’apostrofo.

      • Giraudo says:

        Presto, un medico!
        Uno psichiatra!
        Uno psico-qualcosa!

      • Consiglio non adci says:

        Guastini che figuraccia ripigliati, te lo dico da amico

      • Anonymous says:

        Massimo, ma mollali ‘sti 4 sfigati.

  80. Corvo Joe says:

    Per voi:

  81. von Hayek says:

    PRIMA PAGINA, rassegna stampa del 19-6-12

    La Stampa:

    ANTONIO GIRAUDO,
    UN NOBEL IN INCOGNITO
    E’ lui l’autore di alcuni dei più importanti saggi economici del ’900

    Il Manifesto:

    Chi c’è dietro Marchionne
    GIRAUDO-VON HAYEK
    IL LIBERISMO TARGATO FIAT

    La Gazzetta dello Sport

    LA RIVINCITA DI GIRAUDO:
    E’ UN NOBEL!

    Libero:
    E ALLA SERA ANDAVAMO ALLA LONDON SCHOOL
    di Luciano Moggi

    Bollettino dell’ADCI:

    ANTONIO GIRAUDO.
    SE HAI GENIO PUOI INTRODURTI DOVE VUOI.

  82. Altre forme di follia says:

    Parliamo anche di DLV che iscritto 75 (settantacinque!) pezzi a Cannes spendendo più di 40.000 euro e finora non ha beccato nemmeno una Shortlist?
    Non valeva la pena investire tutti quei soldi in un altro modo? Magari ritoccando lo stipendio di qualche creativo junior?

    • Posalaquaglia says:

      L’equazione “risparmio sull’iscrizione delle entries=benefici per gli junior” è esatta fino a un certo punto.
      E non è proponibile finché ci sarà un sistema che obbligherà di fatto (o per lo meno, incentiverà) le agenzie a iscrivere qualunque cosa nella speranza di accattarsi un premietto, e – specialmente – nella convinzione che con quel premietto sia possibile incrementare la visibilità e alimentare il new business. E forse allora, con migliori fatturati, magari anche pensare ad aumentare gli stipendi.
      Il problema è quindi da dibattere più a monte: servono i premi? Vincere un premio è ancora un “sigillo di garanzia” per un’agenzia? Partecipare ai festival è utile per fare new business? Se la riposta ha tre “sì”, allora anche certe spese (ovvio, non quelle assurde) sono da considerare investimenti. Se la risposta è “no”, sparate pure a raffica sul sistema prima ancora che su certi direttori finanziari che permettono alle singole agenzie certe dissennate iscrizioni.

      • Spinoza says:

        Tutto giusto. Al netto dell’etica però.
        75 iscrizioni, in questo momento storico, sono una pazzia.
        Vuol dire davvero sperare (e sperperare) nel mucchio.

      • Posalaquaglia says:

        Infatti l’avevo scritto (non le spese assurde)…

      • Corvo Joe says:

        Questa volta mi trovo molto d’accordo con Posalaquaglia a proposito dei junior!
        Io credo che alcuni premi come D&AD e Cannes siano un must per tutte le agenzie ed e’ sicuramente un ottimo modo per poter metter in mostra cosa un’agenzia sa fare!
        Per vincere pero’ le agenzie dovrebbero puntare su categorie meno classiche, come ad esempio promo, cyber, direct dove si puo’ sperimentare di piu’ ed essere piu’ innovativi!

      • Uno che passa per caso says:

        Corvo joe è un disco rotto, qualcuno lo cambi.

    • von Hayek says:

      Ritoccare, giusto, ma al ribasso, non certo al rialzo!
      Forse i partecipanti del blog non sono stati resi edotti del fatto che secondo la scienza economica (di cui io sono uno dei massimi rappresentanti) è impossibile pagare dei salari più bassi di quanto dovrebbero essere. L’azienda che lo facesse danneggerebbe in primo luogo se stessa senza danneggiare in modo significativo il lavoratore.
      In un mercato libero e senza distorsioni, i prezzi sono sempre quelli giusti.
      Visto che, a quanto pare, intralci nel settore non ce ne sono perché i dirigenti delle agenzie fanno quel cazzo che vogliono senza alcun freno, a cominciare da quello morale, dove sta il problema?
      Non c’è!
      Semmai il problema è che per molti altri settori non funziona così, e i prezzi sono alterati da regole e regolette, per non parlare di quelle organizzazioni criminali che sono i sindacati, impegnati ad alterare la curva di offerta del lavoro.
      Ma Rigor Montis ci sta lavorando. Almeno così mi ha assicurato una medium mia amica.

    • alessio says:

      eh eh cannes non e’ adsoftheworld…

  83. Spinoza says:

    “Sparare” non “sperare”. Ma anche sperare in fondo.

  84. Puzzo molto says:

    75 pezzi e nessuna short è un Epic Fail di Siani-Pepe.
    Tuttavia qui mi preme ricordare anche Bertelli-Bokassa: avevano inseguito i 5 leoni sfiancando due interi reparti creativi, e speso un bel mucchietto di soldini. Al momento mi pare che hanno un silver nelle categorie qui-non-si-nega-niente-a-nessuno.

    • Io c’ero. says:

      JWT gestione pre Reeve ecc.:18 leoni in sei anni.Circa 15 lavori in shortlist. Io c’ero e non sono un fanatico dei premietti e dei fighettismi vari. Ma anche io mi son portato a casa leoni e shortlist e ne son ben fiero. Adesso dite che Auditorium era un fake eccetera,scatenatevi pure. Ma prima che un’altra agenzia italiana riesca a portarsi certi risultati passeranno decenni. Dimenticavo,hanno iscritto Banderas a Cannes.

      • che_tristezza says:

        perché hanno inserito il premio “utilizzo a cazzo del testimonial”?

      • Puzzo molto says:

        @ Io c’ero: tu sei Pietro Maestri, e lo riconosco dalla mancata spaziatura dopo le virgole. beccato.

      • io c'ero. says:

        Hai toppato Puzzo Molto. Non so dove e se Maestri mette gli spazi, ma non sono io. Ero in JWT ma non ECD.

  85. Sandro says:

    Ragazzi, ma rendiamoci conto. Le cose che vincono a Cannes sono cose ideate per Cannes, poi magari per un motivo o per l’altro diventano vere e non si discute.

    Ma Coordown, Heineken (che cazzo gliene frega a Heineken Italia di promuovere un concerto a new york?), Ikea, e tutte le shortlist, sono lavori creati apposta per i premi e poi diventati veri. Così come gran parte dei vincenti dal resto del mondo. Forse escluderei solo Montblanc.
    Tutti bellissimi eh, non sto dicendo che non meritino.

    DLV ovvio che non becca niente, poiché coi lavori di tutti i giorni (decenti ma nulla più), coi budget e l’impegno che i clienti mettono in Italia, non si vincerà mai nulla.

    Il loro errore è non averlo capito, eppure con l’ADCI eran stati lungimiranti.

    Cosa è meglio fare? Chissà, ovvio partiamo svantaggiati contro il resto del mondo e forse questa è il nostro unico modo per portare a casa qualcosa. O forse se l’energia messa in 10 fake da mandare la incanalassimo in un progetto vero… forse…

    • enricoinverno@libero.it says:

      Un piccolo appunto. Non si tratta di heineken italia ma di heineken internazionale a cui il concerto di new york frega, eccome.

    • Livio Basoli says:

      “lavori creati apposta per i premi e poi diventati veri. Così come gran parte dei vincenti dal resto del mondo.”
      Reduce da una settimana a Cannes e avendo ancora negli occhi decine e decine di lavori giusti, efficienti ed efficaci, mi permetto cortesemente di dissentire.

  86. Gino says:

    Ma che dici. DLV ha fatto un sacco di fake. Mi viene in mente quella (copiata) dell’adozione dei cani di una associazione sconosciuta. La trovate su ads insieme a molti altri fake.

  87. Corvo Joe says:

    Anche i giornalisti di Repubblica l’hanno capito. Ei creativi italiani?
    http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/06/19/news/festival_creativit-37503404/

    • Olmo says:

      Anche oggi la nostra dose di propaganda pro-web.
      Grazie Corvo Joe, continua pure così, mi stai facendo rimpiangere i bei tempi dei manifesti murali dipinti a mano.

      PS: Dichiarandoti un trentenne ti sei privato dell’indulgenza che si concede ai giovanotti ingenui e imbelli.

      • Corvo Joe says:

        Guarda Olmo io ho condiviso solo un link. Se tu rimpiangi i bei tempi andati problema tuo! Probabilmente ora starai ti masturbando guardando la campagna Unhate. Continua a farti le pippe, io faccio altro!

  88. Bene Benetton says:

    A dimostrazione dell’inutilità di tutta questa discussione Fabbrica Treviso vince il primo Grand Prix italiano a Cannes da 20 anni a questa parte. Il tutto bevendo Spritz e fottendosene dei premi.

    • Patetici says:

      A dire il vero c’è eccome un’agenzia dietro, che ai premi ci tiene e pure molto: 72andsunny (Los Angeles e Amsterdam) di Carlo Cavallone, dir creat italiano.

  89. che_tristezza says:

    sono confuso. questa campagna mi è sempre sembrata banalotta, con una provocazione adolescenziale, figlia sicuramente della cultura lasciata da toscani ma più stanca ovviamente. sono passati decenni dai cavalli, i malati, i condannati. e sinceramente il GP se lo sarebbe meritato più una di quelle campagne. non che questo GP mi abbia fatto cambiare idea, però mi fa fare delle domande, ecco. che dalle parti di cannes abbiano già risolto la questione fake non facendogli vincere mai più un GP?

  90. epic fail says:

    Epic fail ad esempio di Dlv (75 iscrizioni di questi tempi è come bruciare banconote da 500 euro davanti a un bambino delle favelas) e della tanto decantata United che ha iscritto decine di pezzi, ma siccome fa cose nazionalpopolari accompagnate dalle canzonette di Gianni Morandi e Rita Pavone all’estero non va mai da nessuna parte.

  91. Sandro says:

    Cannes è comunque una pagliacciata tutte ste categorie non servono a un cazzo se non a far casino ed aumentare l’ego dei vincitori che non capiscono che a volte 12 leoni con un lavoro solo equivalgono a uno (esempio generico)

    Direct, PR e promo sono la stessa cosa, confrontate i vincitori.

    Media più o meno.

    film e cyber con la scusa dei viral soffrono una sovrapposizione non indifferente.

    Outdoor si sovrappone con qualsiasi cosa, (direct, pr, e promo in primis), qualsiasi cosa che sia all’aperto è outdoor.

    Print non la caga più nessuno ma almeno rimane quello che dice di essere.

    In design vale tutto.

    Tutto per spillarci quattrini e abbassare la qualità e la valenza del premio (anche i gran prix obbligatori non sono il massimo)

    Guardate il D&AD. La black pencil non la vince quasi mai nessuno. La yellow pencil te la devi sudare (vedi GP stampa Cannes l’anno scorso, campagna più premiata della storia). Ci sono poche e chiare categorie.

    I due premi hanno filosofie opposte, uno pensa che attira più iscrizioni con la valenza e la severità di giudizio, l’altro facendo un po’ tutto alla cazzo di Cannes.

    Mi sa che in termini di introiti ha ragione il secondo.

  92. Sana invidia. says:

    Provo invidia per i ragazzi italiani Pannese, Lorenzini e Orlandi, che dopo tutti questi premi possono scegliere di andare a lavorare all’estero. Fuori dall’Italia. Ad alti livelli, cosa non semplice senza un premio come questo.
    La tua vita può cambiare.
    Dedicato a chi ancora pensa che tutto sommato i premi non servono a molto.

    (peraltro chi si prende i primi due fa anche un buon affare. Sul terzo avrei molti più dubbi)

    • AlianzaEst says:

      I ragazzi menzionati sopra difficilmente sopravivranno all’estero. Sono tipico prodotto del mercato Italiano e sanno muoversi solo su questo mercato. Quindi non credo che hanno tanta scelta alla fine. Una volta fuori devono far conto con la realta’ molto competitiva e onestamente non sono abbituati.
      Detto questo la campagna Down Syndrome Day e’ bellissima, pero… come sempre c’e’ un pero. Dietro questa idea c’e’ solo un obbiettivo – vincere Cannes e altri premi. La prova concreta e’ la campagna per il terremoto che era pensata con la stessa ambizione. Social si fa solo per questo ultimamente e’ il risultato positivo / negativo diventato un “side effect” non il cuore della campagna. Quando ti va bene vincono Cannes e tutti contenti, quando ti va male – tie’ pigliati una bella scossa e sputo in faccia. Per questo loro non meritano nessun premio per nessun altra campagna, il scherzo e’ troppo di cattivo gusto e il lavoro dei creativi va giudicato nel complesso.

      • Sana invidia. says:

        Tu sei straniero, noto da “il scherzo”. Detto ciò sei pure avventato: non credo affatto che Coordown sia stata fatta “apposta per i premi”. Se dici questo sei in malafede, o azzardi un’inutile supposizione. I due ragazzi erano stati molto felici di farla, a prescindere dai premi. E secondo me è un’idea non alla Orlandi. Orlandi è più da “tweet vs scosse”, come genere.

    • Luscrezio says:

      Infatti quelli di Auditorium son tutti in BBH, WK, Fallon ecc. ecc.

      • AlianzaEst says:

        re: Sana Invidia, aprescindere degli articoli che sicuramente non e’ il mio punto forte (come tutto il resto della grammatica), il discorso non e’ quello di discreditare le persone tanto per, idem Orlandi chi ha fatto degli progetti belli e innovativi ma nello stesso tempo firma anche questi disastri. Il discorso e’ che le campagne social erano da sempre un buon territorio per aiutare + vincere premio, adesso non e’ piu’ cosi per il semplice fatto che agenzia e creativi hanno perso il loro rigore di consulenza al cliente non-social. Quindi social diventa in Italia il nuovo campo di battaglia per i premi internazionali. Quante pubblicita’ ne sono uscite ultimamente in stille “tweet vs scosse”?
        E alla fine nel complesso sulla bilancia di qualita di communicazione pesa piu questo gaffe che quanto figa angry birds…

  93. Espatriato says:

    Lavorare all’estero e’ molto piu’ semplice di quanto si creda in Italia. Non contano neanche tanto i premi ma il potfolio. Il problema e’ che molti portfolii non sono all’altezza. Soprattutto quelli di coloro che sono usciti dalle scuole. Pieni di annunci stampa fatti male, poco digital e soprattutto pieni di idee troppo “corrette” e non improntate all’innovazione.

    • Esiliato says:

      Concordo. Anche io all’estero. I premi contano solo nell’esatto momento in cui li vinci e ti fanno i complimenti. Poi conta il portfolio e le idee nuove che si hanno in mente.

      Ci si dimentica dei premi più velocemente che di quelli del Grande Fratello. Solo in Italia sono questione di vita e di morte e soprattutto sopravvalutati (i leoni di bronzo per esempio valgono come un 5 di picche (qualcosina più del 2), le shortlist come non vincere nulla).

      Anzi un consiglio: in sede di colloquio mostrare un idea a un CD e dirgli:”questa ha vinto questo, questo o questo” è uno dei modi più veloci per segarsi le gambe.

      E soprattutto tutti all’estero sanno riconoscere le idee nate per vincere un premio o quelle nate per la marca che poi hanno vinto un premio. E delle prime non gliene frega nulla (c’è un 10% a cui gliene frega in realtà ma fanno gruppo a sè).

      • Sana invidia. says:

        Sì, ma detto questo Coordown (che vincerà anche un Titanium, vedrai: primo caso in Italia) è una operazione talmente forte che gli aprirà le porte di – quasi – ogni agenzia globale. Oltretutto se in portfolio hai anche Angry Birds non guasta di certo.
        Certo, mi dirai che è meglio se tolgono le brutte campagne Enel o la robaccia varia Toyota.

      • Espatriato says:

        Sicuramente questo avra’ la vita piu’ facile. Ma non pensare che sia cosi’ impossibile per te! Te l’ho detto dipende dalle idee che hai in portfolio, a prescindere se siano state realizzate o meno! Se sono fresche e nuove potrai tranquillamente andare fuori. Ti consiglio di trovare un’agenzia che ti piace e di mandarlo li, vedi che ti rispondono almeno!

      • Luscrezio says:

        Angry birds è una minchiata, ancora non mi capacito dell’oro ADCI. Solo le nostre mega giurie potevano non accorgersi che:

        sono tutti attori, non è un ambient ma un set, non è un flash mob ma un film, le esplosioni sono farlocche, è impossibile giocare col proprio telefono e lanciare i pupazzi veri, è tutto post prodotto, tutto montato, fare la versione reale di un videogioco è un’idea banalissima fatta da milioni di utenti nel mondo su youtube.

        Le varie shortlist (niente di più mi pare) le ha meritate per il budget e la scenografia. Dato che va di moda all’adci dare all’oro più o meno lo stesso valore che sia dà a Cannes (di solito l’equazione è leone d’argento=oro adci) spiegatemi come mai un lavoro da shortlist vince l’oro in italia nelle categorie sbagliate perché, ripeto, per chi non se ne fosse accorto quello è un film girato all’aperto, con attori, cut, ciak, postproduzione e montaggio, non un flash mob, non un ambient, non un direct, non un PR, non un Promo Activation, forse un digital perché è su youtube ma niente di più.

        Non lo dico per screditare gli autori anche se se lo meriterebbero, l’avrei detto a prescindere da chiunque lo avesse firmato. Angry birds non merita più di una shortlist.

  94. Anonymous says:

    chi fa la versione unhate con guastini e pagano?

  95. AlianzaEst says:

    Ma mica e’ la prima campagna nel mondo di questo tipo.
    Invece brutte camapagne di Enel e Toyota questo si che e’ la realta’ del output creativo e classico esempio dove cliente sicuramente e’ difficile e poco aperto alla creativita’, ma il ruolo di creativi e la posizione di agenzia dov’e'? E in piu, sinceramente, adesso Italia conta molto poco nel mercato globale, e con tutta gente brava che va via c’e’ poco da commentare qui.

    • che_tristezza says:

      alianzaest, la stai facendo apposta vero? il scherzo, degli progetti e ora togli gli articoli. ti stai prendendo gioco di noi parlando come Mourihno.

    • Vox clamantis in deserto says:

      Quale che sia la complicità generale perché sia mantenuto il silenzio al riguardo,
      si può affermare con certezza… Accontentiamoci di insinuare qualche dubbio.
      Realmente tutti ignorano che per qualcuno il regista Wim Wenders è uscito dalla vera storia
      del cinema con i titoli di coda di Nel corso del tempo? Pensateci un secondo. Non è un modo curioso e imbarazzante per tornare a essere premiati a Cannes, quasi venti anni dopo?
      Non vi sentite in colpa a sorridere tutti insieme del mega scherzo a parte di Auditorium?
      Vi siete accorti, amici? State ridendo con il geometra Galliani che dà di gomito a Pellegatti che sta cercando di spiegarlo a Mario Suma.
      E l’oro di Integration Day? Non è forse il caso di condividerlo con la vera musa ispiratrice, la sensibile Maria De Filippi di C’è Posta per te? Non avvertite un pronunciato gusto childish in tante di queste operazioni? Non sono forse mostruose chiquilladas? Provate a sottoporle a un’altra giuria, quella di un tinello gay in una serata di luna storta. Si tappi bene le orecchie, chi già sta storcendo il naso all’idea.

  96. Leonida says:

    Ancora a farvi le pippe con Cannes, ancora non avete capito quali sono i premi che contano?
    Leoni d’oro, Gran Prix, Titanium, tutte cagatine.

    Ascoltate invece cosa a da dire il miglior creativo dell’anno che ha vinto ben OTTO NC Awards:
    http://www.advexpress.tv/(ozg1sf55wcbxlnyrkfkk5fvz)/media.aspx?id=0b3a0c07ff0841329352f5b8b525678b

    Leggi il commento anche come: “l’intervista che sogno ogni notte di fare a Cannes ma che mi tocca fare sempre a Milano.”

    PS: notate la “postilla” aggiunta (o fatta aggiungere?) al minuto 4:13

  97. Sibilla says:

    Ori meritati ma. La verità è che l’operazione Coordown non ha avuto nessuna rilevanza. Contano poco le impressions e i contatti. Non se l’è cagata nessuno. Molto bella ma, al solito, fatta per noi pubblicitari. E il dramma italiano è tutto qui: le cose belle non sono rilevanti e le cose rilevanti non sono belle. Con qualche rara eccezione, tipo Montblanc, che è comunque un prodotto di nicchia. Da pubblicitario esulterò davvero quando l’Italia comincerà a meravigliare sui grandi clienti.
    Immagino sarà lo stesso giorno in cui Marchionne farà la tessera FIOM.

    • Tork says:

      Vero. E il bello è che i premi li ha ricevuti proprio in categorie in cui – in teoria – proprio quello misurano: ha funzionato realmente o no?
      Provo a fare un’analisi al contrario: Coordown è una straordinaria idea, ma non se n’è accorto nessuno in Italia. Quindi: pessime PR, pessima operazione Media, bassa promo-activation. Altro che Ori.
      L’Oro se lo merita per l’idea in sé, bellissima, ma non per come è stata veicolata.

      • Sibilla says:

        Giusto per fare un esempio. Mi brillano gli occhi quando vedo quel che riesce a fare la Crispin Porter& Bogusky su Kraft o su Domino Pizza. This is Advertising!

      • che_tristezza says:

        sì però ragazzi, poi hanno ragione a dire che scriviamo certe cose solo perché rosichiamo. io sono uno dei maggiori critici della campagne scorre vs tweet, però coordown non deve pagarla perché l’hanno fatta gli stessi autori. non so come dire, ma il gol di maradona all’inghilterra (era all’inghilterra?) non è meno bello perché poi si è pippato tutte le righe del campo. valutiamo le cose indipendentemente dalle persone. la domanda è: l’oro se lo meritava o no la creatività? le pr, i media, la pioggia nel week end, chi se ne frega?

      • Sibilla says:

        oro nei film public interest, punto.

  98. Name says:

    Pure Questononèunfilm di Cei in short. A riprova che Saatchi entra solo con i social.

    • Leonida says:

      Io odio i protagonisti di scossevstweet e odio il protagonismo viscido e insistente della Saatchi. Ma coordown è un piccolo capolavoro, probabilmente vincerà il gran prix of good (dato che ai social non si possono assegnare gran prix nelle altre categorie).

      Anche se fosse creata solo per i premi, qualcosa di buono l’ha fatto, forse non i numeri e i risultati sbandierati a Cannes, ma anche se fossero la metà è già qualcosa.
      Quindi non vedo proprio come criticarla. Se dalla merda nasce un fiore, va bene ugualmente.
      Poi si può ridiscutere sempre sulle stesse cose, gli stessi paradossi. Se questa campagna è nata con un nobile scopo, perché spendere sui 10mila euro per iscriverla in qualsiasi categoria possibile immaginabile? Non era meglio un’iscrizione sola in film (integrated)?

      Veramente non so cosa pensare delle persone, ma forse già definirli pubblicitari è offensivo abbastanza.

    • ... says:

      o a riprova che ha fatto il culo a tutti?

      • Leonida says:

        Grazie per aver confermato la mia prima frase.

        Che senso ha fare a gare tra di noi? Vantarsi di “Fare il culo” a tutti con un film social vuol dire fregarsene della componente social.

        Coordown è una grandissima operazione. Non rovinatela col vostro ego.

        Capisco rispondere alle critiche, sicuramente mosse dall’invidia, perché questo lavoro è incontestabile, ma rimani nell’ottica dell’idea nella tua difesa, non del siamo più fighi, 20 leoni d’oro tu niente, siamo i migliori. Perché qui la gente dubita che sia un’idea per i premi, non dategli motivo di farlo.

        Far salire i ragazzi dell’associazione sul palco è la risposta migliore a tutte le critiche.

        “Vi abbiamo fatto il culo” è una delle peggiori.

  99. Cianfronio says:

    Coordown è una grandissima idea creativa.
    Che non ha fatto fare alcun passo in avanti agli italiani
    in termini di consapevolezza o di conoscenza del problema down.
    E non ha fatto fare alcun passo in avanti a Coordown in termini di awareness.
    In compenso ha lavorato sull’awareness di Saatchi.
    O mi sbaglio?
    Che si prenda i suoi ori a Cannes, meritati perché lì si premia l’idea creativa.
    Ripeto MERITATI, così non rompete più le palle con l’invidia.

    Ma, finita la giusta festa e i brindisi, non mi venite a dire che è stata una campagna rilevante. Quelle del Telefono azzurro negli anni 90 lo erano molto di più, anche se mai premiate a Cannes. Oggi qualunque italiano sa che contro i maltrattamenti sui bambini esiste il telefono azzurro.
    E coordown? Chi conosceva coordown prima di averne sentito parlare sul blog adci o a cannes?

    Meditate.

    • Leonida says:

      Hai ragione in parte.

      Di sicuro si conosce più ora che 3 mesi fa.
      Certo non è diventata l’Unicef come awarness, ma la campagna è servita: si parla di milioni raccolti nella descrizione fornita con l’iscrizione a Cannes. Ma anche se fossero migliaia, a qualcosa è servita.

      Se c’è da cercare del marcio l’unica domanda da porsi è: l’idea nasce per vincere i premi e si contatta un’associazione per farla, o si viene contattati da un’associazione per farla e l’idea nasce per risolvere la loro richiesta?
      Non lo sapremo mai, noi.

      Ma al netto delle persone che ancora reputo meschine per la faccenda terremoto, questa idea è bella e funziona.

      • Cianfronio says:

        Milioni di cosa? Euro o impressions?

      • Operaio says:

        Leonida, capisci la differenza fra dire milioni e dire migliaia? Il mondo dei creativi oramai è in piena ansia da premi, con la testa sulle nuvole.

        Vorrei proprio vedere cosa sanno fare questi “fighetti” di seconda generazione con un cliente che ti chiede una brand identity forte e riconoscibile sul mercato. Un’idea declinabile su tutti i mezzi e a medio/lungo termine. Queste operazioni sono ideuzze del cazzo. La pubblicità è altro. Crea dialogo con il pubblico, consapevolezza di marche e prodotti ed egemonia sul mercato.

        L’operazione del terremoto di Saatchi Milano è semplicemente VERGOGNOSA. Mi ha ricordato la coppia di imprenditori che se la rideva alle tre di notte, pensando ai guadagni che avrebbero fatto con la ricostruzione dopo il terremoto dell’Abruzzo. Considerati i loro obiettivi, questi “fighetti” sono anche peggio. Altro che buona fede, quando si scrivono lettere ai sindaci e si fanno premeditatamente le cose che hanno fatto loro si è in evidente mala fede. Altro che premi, aperitivi e complimenti. Calci in culo.

      • Cianfronio says:

        Sempre adorato gli operai.straquoto e ripeto: domino pizza e kraft. La vera creatività si misura dove se canni i risultati ti mandano a spalare la neve

  100. Leonida says:

    Si, si. Sono d’accordo su tutto. Ma conosco anche la differenza tra zero e migliaia. E migliaia è comunque meglio.

    Poi fosse per me i premi li eliminerei tutti. Almeno avremmo qualcosa di più serio a cui pensare, e di cui parlare.

  101. Cannes è una minchiata says:

    COME VINCERE UN LEONE DI BRONZO:

    Prendere un video virale da youtube:
    ad esempio questo http://www.youtube.com/watch?v=wsBon3DTwIY

    Aggiungerci un prodotto fico:
    ad esempio Playstation

    Scrivere un titolo più o meno decente et voilà:
    http://www.canneslions.com/work/2012/film/entry.cfm?entryid=8974&award=4

  102. alex says:


    questo era il piu’ bello!!!!

    http://www.canneslions.com/work/2012/film/entry.cfm?entryid=30047&award=4
    Questo il peggiore in assoluto!!!!

    • Anonymous says:

      vabbè però non si può rosicare sempre su tutto. A un certo punto perde credibilità qualsiasi cosa si dica. Soprattutto se accompagnata da 8 punti esclamativi.

      • alex says:

        E’ semplicemente il mio punto di vista, non la verita’ assoluta. Ci mancherebbe.

  103. Anonymous says:

    ed è un punto di vista rispettabilissimo, come ogni altro. In realtà, la mia considerazione vuole essere più ampia, anche dopo aver letto i 300 e passa commenti su questo blog, ed è molto semplice: come mai consideriamo quelli all’estero sempre come degli eroi e in italia vediamo i nostri vicini sempre come dei meschini arrivisti?

    • alex says:

      Non e’ mio costume considerare gli italiani meschini e gli stranieri eroi. Vivo all’estero da molti anni quindi considero gli italiani nello stesso modo come considero gli indiani, i coreani e i brasiliani. E proprio per questo motivo che sono arrivato alla sudetta conclusione. A me coordown e’ piaciuto tanto e ha meritato tutti i leoni dal primo all’ultimo!! Zero assoluto al gran prix di Droga, gentile omaggio dei giudici di cannes all’australiano!!! ribadisco pero’ che hate di jwt e’ un pessimo lavoro. Se da una parte facciamo dei passi avanti dalla’altra con questo lavoro ne facciamo altrettanti indietro!

  104. La sera leoni says:

    I vincitori di 7 ori e un bronzo oggi torneranno a casa e troveranno i soliti clienti italiani medi,
    la solita atmosfera italiana media, e la solita mediocrità pubblicitaria media.
    Meno male che almeno per una settimana se la sono goduta. Ma chissà che down.

    • Operaio says:

      Goduta, cosa? Un pezzo di carta scambiato con altri creativi, che ti danno pacche sulle spalle. Festival = Farsa.

      I soliti clienti italiani medi sono quelli che stanziano i budget per fare il nostro lavoro e per vivere. Cerca di avere un po’ di rispetto, se vuoi fare davvero questo mestiere. Se questi vincitori sono così bravi, perché non tornano in Italia e convincono i soliti clienti che vale la pena investire in comunicazione?

      C’è bisogno di mantenere i piedi per terra, “La sera dei leoni”. E’ sui clienti e sulle brand identity costruite nel lungo termine che si vede “la mattina dei leoni”. Tornare in Italia dovrebbe essere “Up”, per usare il tuo linguaggio. Il fatto che il lavoro quotidiano in Italia sia considerato un “Down” la dice lunga su chi sono i vincitori e sul livello medio dei soliti creativi italiani.

  105. Il leone e la pagnotta says:

    Se i premi importanti (quindi quelli stranieri rilevanti e non i tornei rionali italiani ) portassero soldi in forma di new business, allora avrebbe un senso cercare di vincere qualcosa. Meglio con campagne vere e rilevanti che con penosi fake, magari dei sociali fatti solo per provarci, in totale disinteresse per la vera causa, per i veri scopi e risultati su temi drammatici come cancro, terremoti ecc.
    Ma anche vincere leoni non porta new business in Italia, semplicemente perché i clienti detestano i creativi e la loro smania da premietto. Meglio un bel testimonial con un’idea banale al limite del penoso che rassicura i clienti e passa in scioltezza dei testi fatti spesso a cazzo.
    La caccia al leone serve per dire ai capi creativi di Londra, Parigi, NY ecc. “guarda, anche noi merde italiane ci sappiamo fare”. Seguono due giorni di pacche sulle spalle e poi si ricomincia a sguazzare nel letame, potendo però sentirsi erroneamente superiori ai colleghi che lavorano su un bel mass market o un’auto o un telefonico. Clienti che spesso pagano lo stipendio anche e soprattutto a chi uccide interi reparti creativi per un leone e peggio per un oro Adci.
    Sei mesi o molti di più per fare una campagna in cui due mamme parlano di formaggini ha più valore professionale e dignità di una mezza dozzina di fake o simili che costano all’agenzia soldi e moltissimo tempo ed energie. Così funziona nel paese in cui Berlusconi pensa all’ennesimo lifting politico (cambio nome alla banda, ci metto un po’ di faccine giovani …) per restare a galla,evitare guai legali e sognare, se succede spero nella rivoluzione, di diventare presidente della Repubblica alla francese.
    Il gioco non vale la candela cari ragazzi. Potete sentirvi fighi (fighi?) per qualche giorno,ma la realtà è quella che tutti sappiamo ma fingiamo di dimenticare per qualche giorno l’anno.Inutilmente. La pagnotta è fatta di Danone, Kraft, Vodafone, ferrarelle ecc ecc. Ed è anche una pagnotta sempre più piccola.

    • Croisette says:

      sarebbe bello sapere, per capire l’importanza che viene data a Cannes, se e quante agenzie italiane hanno mandato dei delegati al Festival, non per fare pr o per accompagnare qualche cliente capriccioso, ma per acquisire informazioni e spunti da utilizzare sui propri clienti nazionali

    • Aristotele says:

      La realtà vince sempre. Ma almeno non glorifichiamola. Ok attaccare l’isteria da premio ma non per difendere banderas. L’italia merita qualcosa di meglio di entrambe le cose.

      • Il leone e la pagnotta says:

        Mica difendo Banderas! ci mancherebbe. Difendo quelli che si fanno il mazzo e producono lavoro di qualità per clienti tostissimi che ancora nonostante tutto tengono in piedi le agenzie. Banderas come campagna grida vendetta e credo che la Barilla se ne stia rendendo conto. Parlo del lavoro di qualità, non delle furbate fetenti e dal respiro corto.

  106. giovanni pagano says:

    cari i miei donaldisti

    torno da cannes e trovo una bella quantità di commenti
    che in grande maggioranza mi sembrano equilibrati e motivati
    con buona pace di chi si ostina a descrivervi come bestie immonde e ignoranti

    per quel che mi riguarda invece va bene così
    continuate ad esprimere i vostri punti di vista
    vi prego solo di evitare l’insulto gratuito
    però per intenderci
    dire “chi sfrutta il dolore solo per vincere un premio è una testadicazzo”
    secondo me non è un insulto gratuito
    e non è nemmeno un insulto
    anzi è perfino carino a modo suo
    considerato che certa gentaglia andrebbe inseguita a calci in culo

    in presenza di tante schifezze subite alla luce del sole
    l’accusa di anonimato è perfino ridicola
    come il furore di chi la impugna per delegittimare le critiche giuste
    mille volte meglio l’anonimato quando non sfocia in qualunquismo volgare
    che i sepolcri imbiancati da chi invece dovrebbe disinfestarli
    qualcuno dovrebbe chiedersi come mai i super-eroi hanno sempre la maschera

    giovanni pagano

  107. alex says:

    Giovanni a me piacerebbe conoscere le tue di impressioni su questo festival di Cannes visto che l’hai vissuto in prima persona

  108. Cannes è una minchiata 2 says:

    Cannes è una minchiata parte seconda:

    in una settimana il tanto sbandierato hashtag #canneslions non è mai entrato nel trend mondiale.
    Pirlo fa un cucchiaio ed è trend mondiale per 2 giorni di fila.

    Non contiamo un cazzo, rendetivi conto, il mondo ci schifa. I leoni valgono quanto la targa coi dipendenti del mese esposta al McDonald. Un riconoscimento per pochi intimi, come vincere i campionati del mondo di Freesbee. E i soldi che girano intorno a Cannes ce li mettiamo noi. E’ tutto una bollicina.

  109. Cannes è una minchiata 2 1/2 says:

    Cannes è una minchiata, i premi sono una minchiata, e finché ci sarà gente che si vanta pure di sto coso siamo apposto:

    http://youmark.it/rubriche/promaxbda-l-a-yr-e-steel-vincono-il-gold-nella-categoria-print

    Svegliatevi. I premi son stronzate. Siamo nel 2012, se un’idea è figa ne parlan milioni di persone su twitter, fa milioni di visualizzazioni su youtube, viene trasmessa dai telegiornali, finisce nei blog che contano, viene condivisa, sharate, likata, downloadata ecc. ecc. Questi sono risultati veri per capire quanto è figa un idea, non delle statuine laccate assegnate dagli stessi idioti che le vogliono vincere.

    SVEGLIAAAAAAAAAA!!!!!!

    • Lapalisse says:

      I premi servono solo, quando sei giovane, a impressionare i DC ai colloqui. Però a quello servono davvero. Fanno la differenza te lo assicuro. Certo che è tutta una cosa fra di noi: ma anche il mercato del lavoro dell’advertising è una cosa fra di noi. Non decide certo il pubblico da casa o su trotter

      • Lapalisse says:

        Twitter

      • Cannes è una minchiata 3! says:

        Sbagli di grosso. Un DC che assume per i premi che hai vinto è feccia. Quelli seri ti assumono per le belle idee che hai in portfolio (con premio o senza).

        Guarda questa idea: http://www.youtube.com/watch?v=phIT4CD01GA Kesselskramer 2002.
        Non ha mai vinto un cazzo. E sarebbe bastato appicicarci un nike adidas, Gatorade (Gran Prix a Cannes 2010 con idea simile più brutta) o un più modesto brand sportivo o barrette energetiche alla mela a caso per portarsi a casa Grand Prix e leoni a valanga.

        Mi puoi dire che è quest idea merita meno di quella stronzata del viral argentino rubato da youtube (postato qua sopra) che ha vinto un leone di bronzo? O meno di Auditorium per esempio?

        Adesso chiediti tra questa idea e Auditorium con rispettivi 10 leoni, quale vorresti in portfolio?

        Le idee sono la nostra forza, i premi sono inutili. Perché le idee vere le si riconoscono sempre.

      • Il leone e la pagnotta says:

        Se un DC assume pr i premi e non per il pensiero, la capacità di trovare idee differenzianti per la marca /prodotto, capaci di lavorare sui diversi canali,è un pistola patentato che a sua volta all’epoca fu assunto da un pistola analogo. Roba che fa male alla nostra categoria perché promuove lo sterile fighettismo e non le capacità che contano. A furia di fare così si riempiono le fila di Rosselli e non di gente seria. E lo dico senza ferocia alcuna, solo per citare un nome di uno che non ha 21 anni ma ancora pensa che una scoreggia sia una figata e magari se gli dai un foglio bianco e un brief Procter si spara.

    • Cannes è una minchiata 3.1 says:

      Mi sembra ovvio, ma meglio precisare: non ha vinto un cazzo perché non è stata iscritta da nessuna parte (anche perché è un ducumentario e non uno spot) ma il 90% dei “pubblicitari” (non chiamiamoci creativi) avrebbe fatto carte false per appiccicarci un logo alla fine.

      Ma esistono i Grandi propio per farci capire quanto piccoli possiamo essere.

      • Anonymous says:

        stai parlando di kesselskramer però. sono loro l’eccezione.

      • Cannes è una minchiata 3.2 says:

        Si certo. Ma se era possibile farsi un nome senza vincere un premio 10 anni fa, pensa ora nel pieno del fenomeno web-social. Prima i “riconoscimenti” avevano un senso. Io italiano per vedere cosa combinavano le grandi agenzie americane dovevo aspettare Cannes, e il loro lavoro o di chiunque altro veniva “riconusciuto” migliore.

        Ora le cose che vengono presentate a Cannes le abbiamo viste già tutti sui vari blog, siti, magazine, youtube, facebook, twitter ecc. ecc.

        Che valore ha il leone d’oro a “3 little pigs” e all’orso di canal+. A gennaio già sapevamo che l’avrebbero vinto meritatamente.

        Cosa c’è rimasto da riconoscere? Mi andrebbe bene se fossimo una categoria corretta e sportiva. Ma quello che vedo è un abbassamento della professionalità e delle potenzialità reali delle idee per ambire a un premietto. E non parlo delle operazioni che ti lasciano a bocca aperta. Quelle un premio lo meritano. Parlo degli atteggiamenti da pubblicitari ossessivo compulsivi, i fake del cazzo, le dittature interne alle agenzie per “fare un lavoro da Cannes”. Ma che cazzo è un lavoro da “Cannes” ? Da quando Cannes è un cliente? Le giurie ballerine, le litigate da bambini post premiazioni. E non parlo di noi nullità che litigano per delle scoregge su Bad Avenue. Mi riferisco ai numeri 1 con stipendi con molti numeri 0.

        http://www.businessinsider.com/ddb-creative-chief-accuses-wpp-of-kill-omnicom-policy-in-cannes-2012-6

        Ma siamo così patetici veramente? Kessels Kremer sono le eccezioni come sono le eccezioni altri Grandi.

        Uno di questi a caso, mentre tutti si facevano le seghe twittava questo:

        Alex Bogusky ‏@bogusky
        “@_Fireinthehole: @bogusky you miss Cannes?” No dude. France is beautiful but Cannes is the worst part.

  110. micio says:

    Donald ma sei morto?

  111. La verità sta nel mezzo says:

    @il leone e la pagnotta, sad but true.

  112. sellorelse says:

    io mi segno questo:
    “Da quando Cannes è un cliente?”

  113. von Hayek says:

    Devo riconoscere che “Cannes è una minchiata 1, 2, 3, ecc.” ha centrato il punto.
    I clienti avranno tanti difetti, ma non sono stupidi.
    Delle giurie che premiano se stesse non gliene può fregare di meno.

  114. Jengis, il capo dei mongoli. says:

    Ho appena letto lo status su facebook di uno dei due Luca autori di TwittervsScosse “rompeva le balle alla moglie con i leoni di Cannes dal 2005″ (parole sue).
    Ricordiamo che Luca e Luca hanno vinto mille leoni con un’operazione sui down, finita in americanata facendo salire due diversamente abili sul palco per la consegna di uno dei leoni.
    Più leggo su questi due personaggi e più mi sembrano due becchini che sguazzano nelle sfortune altrui travestendosi da eroie dell’adv. Mi paiono da scuoiare vivi, ma se c’è un Karma un giorno vincerò un leone a Cannes facendo una campagna su di loro (usandoli come diversamente abili, perché per me chi è dilaniato dall’arrivisimo cannessiano questo è).

    • fate schifo says:

      Jengis io invece mi auguro che mentre tu te la sguazzi nella bacheca facebook di Luca, per vedere cosa scrive alla moglie, qualcuno si sbatta la tua (moglie o fidanzata, non bacheca). Lo meritate entrambi.

      • Jengis, il capo dei mongoli. says:

        Mentre tu difendi a spada tratta i tuoi beniamini (cosa che è un tuo diritto essendo tu evidentemente una specie di stagista esaltat), io mi limito a dirti che quello che ho letto non è altro che un post autocelebrativo (che ci sta, han vinto mille leoni) e pieno di buonismo che è stato condiviso da altri milioni di suoi amici esaltati quanto te. Tu diffondi il mondo giudica. Se sei stronzo, ti giudica male. E’ una legge che ti consiglio di imparare. Non bastano 1000 leoni a farmi cambiare idea sui due personaggi in questione. Mia moglie la sbatto io, ma ti ringrazia per l’interessamento. Invece di insultare prova a giustificare, vedrai che improvvisamente le parole che ti escono dalla bocca si dimezzeranno e forse avranno più senso. Aloha caro il mio arietino’89.

      • Pietro l'arietino says:

        Anch’io mi metto in coda per farmi sbattere dalla moglie del capo dei mongoli, mentre lui si trastulla con la bacheca dei Luca di Saatchi.
        Tutti saremo più felici e meno polemici. Lei lo merita e anche noi. Alè ragazzi tutti in fila, offre Jengis.
        Puoi guardare naturalmente. La stoffa del voyeur l’hai già dimostrata.

      • Clap Clap says:

        Complimenti per lo spessore della chiacchierata.

    • Jengis, il capo dei mongoli. says:

      Signori e signorine, invece di scaldare gli animi come se avessi scritto KURT CULO sul poster dei Nirvana nella vostra cameretta, perché – ripeto – non giustificate l’operazione dei vostri beniamini? Mia moglie ringrazia nuovamente (santa donna) ma purtroppo è ancora un due di picche da parte sua. Peccato. Magari a fine stage quando avrete compiuto 19 anni. Ancora con ‘sta storia del voyeur? Ammazza, oh… proprio non sapete leggere. Speriamo che sappiate almeno scrivere: attendo il vostro sagace punto di vista. Saluti e baci da me e dalla mia signora.

  115. von Hayek says:

    Il film di Jaco Van Dormael, L’ottavo giorno, è stato presentato al 49° Festival di Cannes e i due protagonisti, Daniel Auteuil e Pascal Duquenne, hanno vinto il premio per la migliore interpretazione maschile.
    Auteil lo conosciamo tutti, Pascal Duquenne è un down.
    Beh, mi ricordo che in occasione della premiazione c’è chi contestò l’utilizzo dell’attore down, per le ovvie ragioni che molti, e li ringrazio, hanno espresso qui su Bad Avenue.
    E notate bene che si tratta di un film serio, di un’opera che mira alto, come tutti i film di Van Dormael. Mica questa vaccata di CoordDown che serve a sedurre i clienti per far vedere quanto sono bravi e buoni. Oltre che a mostrare quanto è creativa l’agenzia dei fratellini (a questo proposito l’annuncio autocelebrativo apparso oggi sul Corriere della Sera è semplicemente osceno.)
    Allora mi pare si fosse intorno al 1996, quindi sono passati un 16 anni e probabilmente oggi in una situazione analoga non contesterebbe più nessuno, perché molta, troppa merda è passata sotto i ponti.
    Ma, al di là della furbata messa in piedi per scopi di bassa economia, siamo sicuri che questa iniziativa vada a favore dei down o, invece, non vada nel senso opposto?
    Ricordate McLuhan? Il mezzo è il messaggio.
    Quindi, lasciate stare i contenuti, focalizzatevi cosa si mostra: dei down che entrano nel NOSTRO mondo. Nessuno di noi che fa la fatica, che si prende la briga di entrare nel LORO di mondo. Ma quando mai.
    Un amico, che concordava sulla cessosità di questa iniziativa mercantile travestita da campagna sociale, mi ha detto che la De Filippi aveva fatto un’intera trasmissione in cui i down erano protagonisti e che questo da solo valeva mille volte la pagliacciata di CoordDown.
    Verissimo. Qui non è il diverso che si infila furbescamente nel mondo di noi normali per dimostrare che anche lui, oltre ad agognarvi, può accedervi se si impegna a sufficienza (è il famoso tema della buona volontà: “Un fannullone trova lavoro più facilmente di un epilettico”, diceva un annuncio di Pubblicità-Regresso; come dire, dentro uno, l’epilettico, fuori un altro, il fannullone – conoscete il Lucas, no? Il premio Nobel che asseriva che non c’è disoccupazione se non volontaria. Evidentemente siamo un epoca dova la volontà è in forte eccedenza…) ma è la De Filippi che cede lo spazio ai down.
    Il mezzo, cioè la De Filippi che, metaforicamente, alza il culo per consegnare la sua trasmissione ai down, diventa il messaggio.
    Un messaggio, quindi, diametralmente opposto rispetto a quello dei due fratellini, diventati celebri, fra l’altro, per aver firmato le campagne che hanno portato al successo Margaret Thatcher…

    • vox clamantis in deserto says:

      Qualche crepa nel castello in aria della funzione morale della pubblicità? Un creativo critico,
      in questi tempi di vacche magre, è come un cammello che passa nella cruna di un ago.
      Una boccata d’ossigeno per i nostri polmoni intossicati da tanto conformismo buonista.
      Ho scaricato e visto mesi fa il documentario Art& Copy, recentemente riproposto dalla rivista sull’advertising fatta da pubblicitari. La campagne più amate di sempre, affascinanti creativi dei tempi nei quali l’acqua era pulita e il sesso una cosa sporca, “pubblicitari democratici” come quelli che circolavano anche nelle agenzie italiane negli anni di sogno poi ricoperti di polvere. Dopo aver visto il documentario, mi sono visto anche alcune recensioni. E senza scomodare Adbuster, da molte testate americane scende pioggia acida. Lascio in inglese. Fuori uno.
      Art & Copy buys into the specious notion that when advertising is great, that’s because it’s true.
      Fuori due: Just as scary is hearing ordinary citizens testify to the positive impact on their lives of Nike’s “Just Do It” slogan.
      Il terzo commento potrebbe sembrare il più ingeneroso, ma mi è tornato in mente leggendo
      Von Hayek e la sua lettura amara dell’operazione Coordown.
      When all is said and done, “Art & Copy” is little more than an ad for advertising.
      Uno spot per la pubblicità. Siamo realisti, cosa chiedere di più a un’oro di Cannes?

      • Insopportabile maestrina says:

        Forse solo togliere l’apostrofo dai sostantivi maschili.

      • vox clamantis in deserto says:

        La mattina ha un oro in bocca La mattina ha un oro in bocca La mattina ha un oro in bocca La mattina ha un oro in bocca La mattina ha un oro in bocca La mattina ha un oro in bocca La mattina ha un oro in bocca La mattina ha un oro in bocca La mattina ha un oro in bocca

  116. Manzo says:

    La saatchi è un’agenzia che da anni non è in grado di produrre “la pubblicità”. L’esempio dell’annuncio “grazie” di oggi è solo l’ultima lampante prova. Ma si potrebbero citare decine e decine di campagne oscene (l’ultima Toyota, ad esempio) amatissime internamente ma così brutte, ma più brutte non si può.

    La campagna Coordown è ipocrita, ben fatta, bella idea, ma ipocrita da morire: dove sono i Down nelle pubblicità che fate ogni giorno? Cos’è, come essere antirazzisti un solo giorno all’anno? O rispettare le donne solo l’8 marzo?
    Ipocrisia da pubblicitari. Schifo.

  117. AssMonitor says:

    Vediamo l’impegno di Saatchi per i down e coordown a premiazione avvenuta.
    E poi ognuno farà le sue considerazioni.

  118. Espatriato says:

    Sapete perche’ ho lasciato l’Italia? Perche’ ho incontrato gente di merda come voi. Invidiosa, meschina e fondamentalmente sfigata e repressa. McLuhan, il mezzo…ma pensate a fare idee buone e a venderle anzicche’ perdere tempo a fare analisi che non servono a un cazzo! Voi siete il male della pubblicita’ italiana. Continuate a fare macerie. Io mi godo lo spettacolo!

    • giovanni pagano says:

      espatriato

      io non sono del tutto d’accordo con quanto scritto da altri qua sopra
      per esempio trovo riduttivo definire “americanata” la premiazione con i due ragazzi down
      quando per assurdo quello è stato l’unico momento di reale integrazione in tutta l’operazione
      quei due ragazzi erano lì ed erano felici di esserci
      e non sta a noi giudicare i loro sentimenti dal loro punto di vista
      (mentre per esempio penso che gli spot in onda siano di fatto passati inosservati
      senza la lunga spiegazione preliminare inserita sugli schermi di cannes)

      quello che mi preme farti notare è che tutti gli interventi “negativi” su coordown
      al netto di alcuni eccessi formali deprecabili
      contengono argomentazioni spesso molto solide
      e a quanto pare da te difficilmente controvertibili
      se per ribattere ti limiti al vecchio trucco di attaccare l’avversario personalmente
      invece di confutarne il pensiero

      questo di psicanalizzare chi non la pensa come te
      attribuendo motivazioni abiette ai suoi argomenti
      invece di riconoscergli la dignità di pensiero autonomo e diverso
      è la grossa pecca di ogni confronto
      e mi piacerebbe cercare di limitarla qui su questo blog

      fatemi questo piacere
      fottetevene del perchè gli altri dicono quello che dicono
      confrontatevi solo con quello che dicono
      se avete argomenti validi esprimeteli
      sennò rientrate al giro dopo

      per favore rileggi il tuo intervento
      espatriato
      vedrai che non porta un briciolo di utilità oggettiva alla discussione
      che pure è una discussione importante
      perchè tratta di cosa siamo disposti a fare
      e di cosa però è etico e lecito fare
      pur di vincere un premio

      giovanni pagano

    • Ade of the world says:

      Ecco stattene dove sei, va. Nel tuo eldorado dei vincenti. Lasciaci a divertirci nelle nostre paludi nerastre e piene di sani sentimenti umani.

    • 1+1 says:

      @espatriato: se sei espatriato e continui a frequentare questo blog mi Sa Che lo sfigato sei tu.

  119. Rob says:

    Epic fail…

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