male grazie 15: lubrificare aiuta

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141 Responses to male grazie 15: lubrificare aiuta

  1. Mecojons says:

    Splendida. Complimenti davvero.

  2. Chissà says:

    Vorrei sapere cosa ne pensano i membri ritratti del club. I contemporanei s’intende.

  3. Benitone says:

    Cattivo gusto.

  4. Casalinga di Voghera says:

    bellissima. molto postmoderna:)!

  5. Posalaquaglia says:

    Divertente.
    Penso solo che Paperoga non sarà contento nel vedersi con il corpo di Ciccio di Nonna Papera. :)

  6. bad boy says:

    avte rotto le balle. con ste attacchi al presidente che più di tutti si sta dando da fare nel tempo.
    non potete concentrre i vosti sforzi su cose più importanti per la professione?

  7. von Hayek says:

    Trovate l’intruso. (Non è Guastini, che invece è presentato per quello che è.)

  8. Ciccioformaggio says:

    porcata

  9. Achab says:

    Lasciate stare i morti, almeno.

  10. Grouccia Marx says:

    Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me.

  11. Clark says:

    Non fa ridere, offende i morti e non aggiunge niente alle cose pur giuste dette finora.
    Donald, non può valere tutto. In ogni caso, questa non può valere di sicuro. Di questo passo resterete tu, Pagano e altri 4 a frequentare questo blog.

  12. annamaria testa says:

    Abbiate pazienza. Vedere la faccia di Emanuele Pirella sotto il titolo “lubrificare aiuta” mi fa male e mi sembra, a prescindere da tutto il discutibile resto, ingiustificato e inopportuno. La differenza tra una battaglia e una carneficina passa anche, credo, dal senso del limite dei combattenti.

    • Spoon River says:

      quoto al 100%.

    • anch'io lo conoscevo bene says:

      Forse vi fa soffrire, ma penso che Pirella si sarebbe fatto una risata. Era un uomo intelligente e ironico, amava le battute scorrette – sebbene più eleganti di questa – e adorava il gossip.

      • Spoon River says:

        sì ma tra le battute scorrette e il sarcasmo e le cose di cattivo gusto ce ne passa!

    • Io says:

      parole sante

    • giovanni pagano says:

      gentile annamaria

      emanuele fa senz’altro parte del gotha della pubblicità italiana
      (come armando testa del resto
      di cui nessuno sembra dolersi)
      e quello che questa campagna voleva suggerire è esattamente questo
      l’introduzione di un estraneo nell’empireo dei grandi creativi italiani
      attraverso il ruffianesimo mostrato nei confronti di una grande agenzia

      non è possibile raccontare una barzelletta con emanuele
      con montanelli
      con papa luciani?
      io credo di sì
      la satira vive di queste piccole infrazioni

      emanuele poi io l’ho citato con affetto
      naturalmente ho pensato a una possibile critica come la tua
      ma ho creduto che sarebbe stato offensivo piuttosto escludere emanuele
      dovendo rappresentare proprio la ristretta cerchia dei migliori

      e sappi annamaria che avrei voluto inserire anche te
      perchè penso che ti sarebbe stato dovuto
      se il club rappresentato non fosse stato inequivocabilmente maschile

      sappi anche però
      annamaria
      che l’unica carneficina che io ho visto in tutta questa storia
      è lo scempio di una regola e di una “intenzione legislativa” chiara
      tradite brutalmente e senza spiegazioni per motivi non limpidi
      spiegazioni che non c’è verso di ottenere nonostante ripetute sollecitazioni
      con ulteriore carneficina dei più elementari principi democratici

      spero che quanto da me scritto modifichi la tua delusione
      annamaria
      perchè penso che il tuo giudizio sia importante nella nostra comunità
      figurati che spero anche di leggerti più spesso su questo blog
      per esempio un tuo giudizio sulla faccenda dei fake mi è mancato
      anche perchè penso che non sarebbe stato indulgente
      intanto ti ringrazio comunque del tuo attuale intervento

      giovanni pagano

      • bad boy says:

        basta giovanni, basta con ste storia. quanto la fai lunga. paga gli straordinari a un tuo junior ed avrai già fatto di più per la dignità umana ed il rispetto delle regole che in tutti i tuoi post. insomma hai ragione ma basta dai…

      • annamaria testa says:

        Caro Giovanni,
        ti assicuro che visto il prodotto, il contesto e l’occasione, non essere stata (ehm) “inserita” è un vero sollievo.

        Sono certa che la comunità se ne infischia serenamente, del mio giudizio. Ed è giusto così. Quindi non parteciperò ulteriormente alla discussione.
        Ma, se permetti, salutando, copio e regalo a tutti questo:

        RECIPROCITA’
        Ci sono cataloghi di cataloghi.
        Poesie su poesie.
        Ci sono drammi su attori recitati da attori.
        Lettere in risposta a lettere.
        Parole che spiegano parole.
        Cervelli impegnati a studiare il cervello.
        Ci sono tristezze contagiose come il riso.
        Carte nate da carte macerate.
        Sguardi veduti.
        Casi declinati da casi.
        Fiumi grandi per il copioso contributo di piccoli.
        Foreste infestate da foreste.
        Macchine destinate a produrre macchine.
        Sogni che all’improvviso ci destano da sogni.
        Una salute di ferro necessaria a riacquistare la salute.
        Scale che portano giù come portano su.
        Occhiali per cercare occhiali.
        L’inspirazione e l’espirazione del respiro.
        E ci sia anche, almeno di tanto in tanto,
        l’odio dell’odio.
        Perché alla fin fine
        c’è l’ignoranza dell’ignoranza.
        E mani ingaggiate per lavarsene le mani.

        Wislawa Szymborska

    • Asdrubale says:

      Viva la sana goliardia e in senso del buon sarcasmo.
      Pirella si sarebbe fatta una grassa risata,
      in fondo l’unico di cui si sente odor di lubrificante non è certo lui…

  13. Aristotele says:

    “l’introduzione di un estraneo nell’empireo dei grandi creativi italiani
    attraverso il ruffianesimo mostrato nei confronti di una grande agenzia”

    Se uno fa il ruffiano verso una grande agenzia diventa un grande creativo?
    Che vuol dire?
    Boh. Non capisco.

    • giovanni pagano says:

      cazzo aristotele
      mi sembravi più sveglio un tempo

      uno fa il ruffiano verso una grande agenzia perchè crede
      in questo modo
      di entrare nel giro che conta

      questo sempre se tu sei realmente aristotele
      perchè sennò permettimi
      ma che cattivo gusto

      giovanni pagano

      • Zuppo says:

        No no giovanni, ha proprio ragione Aristotele: non c’entra nulla la tua frase.

    • Asdrubale says:

      Aristotele, tu forse non lo capisci.
      Ma i più l’hanno capita, eccome.
      Lecca oggi, lecca domani chi sa che non si arrivi da qualche parte…

    • Uno della strada says:

      Lubrificare (ovvero: fare il ruffiano) aiuta un estraneo (Guastini) a entrare nel club dei grandi creativi (Pirella e Barbella). Tutto qui.

  14. Vicky says:

    Scusa, Giovanni.
    Ma qui vedo a rappresentare il gotha/hall of fame della creatività italiana e dei padri nobili del’adci, le seguenti persone:
    Pirella
    Barbella
    Sanna
    Pilla
    Testa
    Panzeri.
    E IO DOVE SONO, EH?

  15. LELE PANZERI says:

    QUELLO NON SONO IO. E’ RENZO PIANO

    • bad boy says:

      si e si arruffiana l’agenzia più in decadenza, la mccan.
      e vedo che glissi ben bene sui gtemi dello sfurttamento ma persisti con ste fake.

  16. Bubba says:

    Immagino che ai tempi nessuno di voi ridesse alle prime pagine del Male su Moro e Luciani, nevvero? Non facciamo i bacchettoni e limitiamoci ai giudizi di merito. Si ride anche sui morti, da sempre. E meno male, aggiungo.

    • giovanni pagano says:

      grazie bubba
      e se permetti aggiungo anch’io

      io penso che armando testa sia stato il più grande creativo italiano di tutti i tempi
      ed emanuele uno dei più grandi copywriter
      non ritengo che nessuno di loro si offenderebbe nel vedersi citato
      e anzi emanuele si offenderebbe di non esserci
      (ha seguito per anni le mie vignette che facevo per pubblicità italia
      e si faceva grandi risate quando ero “scorretto”)

      giovanni pagano

      • Repubblica delle banane says:

        Nella Hall of Fame ci sono anche Baggio Bearzot Bombolo e Zumolo…

  17. Robespierre says:

    Giovanni, J’aadooreee!
    e se fossi figa te la darei,
    (ma per fortuna innanzi tutto e sopratutto mia e poi forse anche tua non lo sono).
    Hai centrato il bersaglio,
    il senso centrale e centripeto di tutti i miei post
    il Presidente Paperoga Cenerentolo ha trovato la sua scarpetta.
    10/10!

  18. S.Toast says:

    ME-RA-VI-GLIO-SO.

  19. Guitto says:

    Pago di tasca mia un’uscita su una testata a caso, della suddetta pagina.
    Poi la iscriviamo al concorso per l’annual dell’ADCI,
    e con il relativo indiscutibile GrandPrix, ci facciamo un rotolo/megafono,
    e quando passa il guasto presidente ci facciamo l’amplificato pernacchio.

  20. PISAPIA says:

    Propongo di saltare PAGANO e scendere direttamente a CONCILIAZIONE.

  21. Il Santo. says:

    Si basta veramente. Un oro all’adci non ha ormai nessun valore. Martoriato da quel manipolo di pseudoprofessionisti che si autovota, prassi cominciata persino da un personaggio rappresentato in questa vignetta (a cui comunque va tolto il pseudo per meriti raggiunti) che è valsa la carriera e la posizione di giurati a molti di quelli che stan facendo bordello ora.

    Ma erano altri tempi. Ora si vincono gli ori perché l’anno prima si è vinto un argento a Cannes. Non sapendo che Cannes è pure peggio. Molto peggio. Provate a controllare i bronzi stampa e video e incrociate i credits con i giurati. Noterete che il 90% viene proprio dai paesi degli stessi giurati (e non parlo di uk e usa, ma di norvegia, messico, e pure italia (gli ultimi bronzi non sono da meno, mi viene in mente quello di poste italiane premiato solo per l’iter produttivo ben venduto dal giurato italiano e non per l’idea).

    Il sistema dei premi genera angosce e ossessioni, come quella che, mi spiace dirlo, sembra attanagliare pure Pagano nei confronti di Durex.

    Forse in un epoca remota avevano un senso. Ma ora? Ora se una campagna ha successo ha milioni di visualizzazioni su youtube, i blog ne parlano, i giornali ne parlano, su facebook viene condivisa qualcuno pure se la stampa da internet e la appende in ufficio. Ora le idee, quelle grandiose, cambiano il mondo.

    Che senso ha premiarle con una statuetta dorata?
    E’ già un successo, lo si capisce, lo si sa. Il premio a volte è solo una conferma di tutto questo, ma vincerlo o non vincerlo non fa di quella campagna una stronzata o un capolavoro.

    Quante idee ci sono su questo annual degne di tutto questo? Forse due. Forse.

    Quindi sarebbe molto meglio che tutti facessero un passo indietro e pensassero a idee che migliorino il mondo, o che in alternativa rendano grande un brand, piuttosto che a idee sterili per vincere un leoncino o un cornetto.

    Basta, torniamo a parlare di idee.

    Amen.

  22. Monday says:

    @Santo, esatto annuncio Durex sicuramente questa non fa parte di quella ristretta cerchia
    che tu descrivi,
    da quello, dalla puzza stagnante di fake, dall’oro immeritato,
    e dalla incompresa posizione dell’ADCI
    nasce tutto il can can.

  23. micio says:

    Non capisco questo accanimento nei confronti di Guastini. Secondo me è il migliore presidente degli ultimi anni. Ci mette impegno, passione e soprattutto la faccia, ha lanciato delle ottime iniziative dai “nuovi Giovani Leoni” ai Venerdì di Enzo fino a Goodfellas. Sta cercando di ricompattare l’ambiente in un periodo molto difficile e non ultimo ha eliminato alcuni lavori fake dall’annual. Mi sembra super partes e piuttosto lontano dalle logiche di potere. Montare tutto sto casino per tre annunci fake, tra l’altro limitati solo alla stampa (categoria fake anche in ambito internazionale) mi sembra esagerato.

    • Anto says:

      Quoto.
      L’accanimento è tale e tanto palese da essere, oltre che ingiusto, noioso e scontato.

  24. giovanni pagano says:

    scusate se mi ripeto
    ma porca puttana
    è così difficile da capire?

    non stiamo parlando di questo o di quel fake
    nè di durex nè di carboveg
    stiamo parlando di etica
    stiamo parlando di onestà
    avete presente il concetto?

    “La fiducia è uno dei pilastri su cui si fonda ogni società civile.
    Tradire la fiducia di altri esseri umani è una forma di inquinamento morale
    che rende tutti più vulnerabili.”
    vi piace questa frase?
    non l’ho scritta io
    l’ho trovata sul manifesto deontologico dell’art directors club italiano
    sotto la voce “onestà”
    ed è stata scritta fra gli altri da massimo guastini e annamaria testa

    che onestà c’è nell’imbrogliare una giuria e i colleghi del club?
    sarebbe bello pensare che tutti ci si comporti onestamente
    invece no
    da anni ci sono pochi pidocchi che truffano sistematicamente i colleghi
    inquinano moralmente il club e la professione
    e ci rendono tutti più vulnerabili affossando la nostra dignità
    (grazie guastini e grazie annamaria per le parole etiche che prendo in prestito)

    e che onestà c’è nel far finta di non vedere la truffa?
    nell’evitare meticolosamente di pestare i piedi a chi imbroglia
    solo perchè è potente?
    che senso ha blaterare di fiducia
    se poi si permette che venga apertamente calpestata dai soliti noti?

    è di questo che stiamo parlando
    signori
    aprite gli occhi e non voltatevi dall’altra parte
    non è con l’ipocrisia che si cambiano le cose
    ma porca puttana

    giovanni pagano

  25. La nipote di Mubarak says:

    Come hai ragione Giovanni. E come fa cadere le palle vedere ancora gente che non capisce che si discute di rispetto delle regole ma soprattutto di rispetto per i tuoi colleghi. Se ti fregano o truffano ti incazzi e vai dall’avvocato. Qui ci sono palesi truffatori e collusi e conniventi e molti qui (truffati come gli altri ) sembrano non capire e addirittura si annoiano e dicono “basta che palle”. Questo è ancor peggio di vedere che ancora meschini e furbetti ci provano con la faccia come il culo. Siamo veramente al livello di chi crede alla storia della nipote di Mubarak! Se noi TUTTI per primi accettiamo di essere presi per il culo,allora di cosa ci lamentiamo se il mercato e il sistema relegano i creativi al ruolo di produttori di roba usa e getta a basso costo? E chi dice che i fake non sono un problema importante avvalla il fatto che allora tutti possono fottere e deridere gli altri. Molto grave,se i principi contano e l’etica ha un senso.

    • Anto says:

      Troppo accaniti.
      Troppo..

    • Il Santo. says:

      Secondo me si esagera invece. Lo ripeto, come detto in precedenza, la dignità e l’onesta va ricercata all’origine. Vanno attaccati chi i fake li fa, non chi li vota. Qui i crocefigge un consiglio ADCI e un Guastini come se fossero loro artefici, complici e mandanti di una truffa di proporzioni bibliche. Perché invece non si attacca i creativi mcann, i direttori creativi mccann e i direttori marketing durex, tutti colpevoli di questo scempio?

      Sono loro che hanno fatto sto fake. La dignità e l’onestà manca a loro. Come manca ai giurati/autori che si autovotano. Non Guastini, non l’ADCI (che come consiglio non mette l’award tra le priorità).

      Quindi invece di chiedere a gran voce risposte dall’adci, chiediamole a Del Pizzo, a Cremona, a Pogliani e alla durex. Sono loro (in questo caso) quelli con cui parlare di dignità e onestà.

  26. La verità sta nel mezzo says:

    Guastini merita stima. Ha commesso qualche errore, ok. Ma i presidenti prima di lui hanno fatto qualcosa di buono che non fosse nell’interesse dei soliti pochi? I fake fanno più che schifo, tristezza. I creativi che fanno i fake, sono anzitutto bandiera di scarsa professionalità, prima ancora che di disonestà. Giovanni non ha torto a scandalizzarsi e incazzarsi per i fake adv in tutte le forme. Ma Massimo mi sembra sia stato lasciato un po’ solo a farsi carico di questa responsabilità di rivoluzionare, ripulire, ripartire. E questo mi sembra davvero ingiusto. Alcune sue scelte sono discutibili sicuramente e non nascondo, in alcuni casi deludenti. Ma ricordiamoci che l’adci è un club, non un nome con la faccia di Massimo Guastini stampata su. In my humble opinion.

    • Anto says:

      D’accordissimo!
      Guardiamoci indietro e ringraziamo quel che abbiamo adesso..
      Basta impallinare Guastini che ha fatto già parecchio.
      Così è troppo facile.

  27. Zatôichi says:

    però come l’avevo immaginata io (http://badavenue.wordpress.com/2012/06/07/lettere-a-donald-draper-stop-the-fake-shitting-di-posalaquaglia/#comment-15121) il prodotto ne usciva meglio: così efficace da fare (ri)entrare pagano nella ristretta cerchia del club.

  28. Matteo Righi says:

    Giovanni, hai toccato davvero il fondo.

  29. giovanni pagano says:

    caro matteo

    come sono contento di sapere che mi segui sempre con attenzione
    senti sull’altro post deve esserti sfuggita questa mia domanda
    non vorrei che la gente pensasse che tu non voglia rispondere per chissà quale motivo
    facciamo così
    per evitarti delle brutte figure te la ripeto anche su questo post
    sei pronto?

    “c’è una campagna di una multinazionale
    che solitamente pianifica le sue campagne molto più estesamente
    e su mezzi completamente diversi
    ma che questa volta
    nonostante la foto sia costata decine di migliaia di euro
    è uscita solo un paio di volte su trascurabili testate locali

    ora
    perchè avete giudicato questa ridicola pianificazione un “medium coerente”?
    come è possibile che dei professionisti di altissimo livello come voi
    non abbiano sentito puzza di bruciato?
    siete stati ingenui nonostante la vostra vasta esperienza
    e non conoscete le modalità ingannevoli con cui tutti i fake fanno finta di uscire?
    oppure sapete qualcosa che noi persone comuni non sappiamo
    e solo a causa di questa deprecabile ignoranza giudichiamo durex un fake?”

    aggiungerò una preziosa citazione di massimo schienadritta guastini
    (è un contributo di “ipse volume 2″ che ringrazio per la puntualità)
    “Se può confortarti, io e Gitto siamo d’accordo su un principio: per quanto riguarda l’assegnazione dei metalli daremo la precedenza ai lavori la cui pianificazione effettiva sia “sensata” rispetto agli obiettivi di comunicazione”

    ora caro matteo
    puoi aiutarci a capire dov’è finita la sensatezza della pianificazione nel caso di durex?
    grazie se non riprenderai a scappare come un coniglio

    giovanni pagano

    • Walt says:

      Tutto giusto: la noia, l’impegno di guastini e il resto però qui si tratta di dare un segnale e un segnale forte. “Scordatevi di poter mandare ancora dei fake agli adci awards.” Ragion per cui io continuo a stare con quel rompipalle di pagano.

      P.s quanto improvviso benpensantismo non appena si toccano i mostri sacri del club, vivi e non. Che puzza di club borghesuccio e serioso… Ma sono così rigidoni i grandi pubblicitari italiani?

    • Sparapalle says:

      Caro Giovanni,
      in parte condivido quello che dici (e fai) ma a volte mi sembra che le tue energie non confluiscano nella giusta direzione. Ora mi chiedo, qui pubblicamente, ma perché non fare creare un altro adci. Autorevole, con regole diverse, che riparta da zero. Non sto parlando di un premietto, ma di una nuova associazione, che coinvolga comunque creativi importanti ma che escluda categorizzante giochetti, premietti e cotillons!
      Se non ci si riesce, perché non si trovano creativi italiani di valore disposti a “partecipare” allora vuol dire che è tutto inutile, anche questo blog. Perché vuol dire che il sistema è totalmente ammuffito.

      ciao

      • La Torre. says:

        E’ quello che si sta facendo gia’.

        Ma autorevolezza e award sono due parole che difficilmente vanno d’accordo soprattuto col parterre di creativi che ci ritroviamo in Italia.

        Io sono per abolire l’award o scorporarlo dall’adci. Cosi’ che il club si concentri sulle cose serie e chi pensa che un soprammobile lo renda un grande creativo avra’ comunque la sua occasione.

        Inoltre concordo con chi dice che non serve sputtanare l’adci ma gli stessi creativi. Il post di rosselli ne e’ un esempio. Di sicuro la sua immagine viene ridimensionata: dubito che si beva un aperitivo in tranquiilita’ durante le premiazioni. Cosi’ che tutti gli squalificati.

        Cominciamo col tirare fuori i nomi e i credits di chi fa i fake (cominciando dagli eliminati di quest anno). Cominciamo a deriderli e a considerarli pessimi professionisti. Cosi’ magari ci si pensa due volte prima di fare na scoreggia.

  30. ExVoto says:

    Se un uomo di marketing di una qualsiasi azienda leggesse tutti questi commenti su un tema in fondo così futile credo che ordinerebbe un tso urgente e la creatività delle prossime campagne comincerebbe a farsela per conto suo. Ma avete tutto questo tempo da perdere? Le battaglie non fatele a chiacchiere su questo blog, in un esercizio di autoerotismo intellettuale, ma nella vita di tutti i giorni e sui vostri luoghi di lavoro. Giovanni Pagano, scusami, te lo dico con grande stima e rispetto per la tua onestà intellettuale, ma se non ti va bene quello che fa l’Adci con Guastini rientra nel club e cerca di cambiare le cose. Anzi candidati presidente e cerca di trovare una maggioranza che ti elegge e ti consente di realizzare il programma. A chiacchiere, purtroppo siamo tutti bravi: siamo i migliori allenatori della nazionale, ma anche i migliori presidenti del Consiglio. Peccato però che ‘governare’ un Club con tante teste non è facile. Guastini ha dato senza dubbio un segnale di discontinuità col passato, ci ha messo impegno e sono certo che ingraziarsi la McCann di questi tempi non serva proprio a nulla. Smettiamola di fare dietrologia su tutto…perché di questo passo ci dirai che Guastini si cela anche dietro l’omicidio Kennedy! :) Cercate di essere propositivi e soprattutto di fare…senza fissarsi su un particolare che domani verrà dimenticato da tutti.
    Saluti
    ExVoto

  31. Anonymous says:

    ma i pubblicitari quando invecchiano diventano tutti così patetici?

  32. onestà e copyrighting sono un ossimoro. caro Giovanni, te lo dico sommestamente anche se forse non te ne frega nulla ma se in pubblicità cambierà qualcosa sarà solo in peggio. sono con te sui fake ma penso anche che siano davvero pochi quelli che leggono questo blog per sentirsi rappresentati da una Marianne che grida Libertè….anche i “creativi” seguono il gossip e loro si divertono a leggere solo gli sputtanamenti.

  33. La verità sta nel mezzo says:

    Ma infatti ai clienti che glien’è mai fregato dei fake? A stento gli frega della “creatività”…

  34. Gelsomino Bonaffare says:

    Quanto vorrei vedere l’onestà dell’agenzia di Pagano nel pagare gli straordinari ai propri dipendenti.

  35. Linomando says:

    A parer mio l’accanimento di Pagano è una conseguenza. Si, non si legge d’altro su questo blog ultimamente, ma il consiglio non risponde e fomenta Pagano. Sono curioso anche io di leggere la risposta di Righi. Inoltre, voi avreste iscritto campagne vere (pagando, non dimentichiamolo), sapendo di concorrere con lavori con non devono misurarsi con i debrief? Che senso ha? E’ grave che a nessuno freghi! E’ concorrenza sleale, è il palio di Siena. Dulcis in fundo, nessuno si indigna che McCann paghi Dixon per farsi una sega d’oro, mentre lascia a casa i dipendenti? Non capisco perchè non siamo più capaci di incazzarci. In pubblicità come in politica, abituati alle truffe e costantemente a 90°. Qualche tempo fa Guastini prese un’iniziativa lodevole, presentò alla comunità pubblicitaria quel consulente del lavoro. Io l’ho incontrato, mi ha confessato che pochi hanno fatto altrettanto. Il problema dei fake è solo la punta dell’iceberg. E’ solo l’ennesimo segnale di un settore non professionale, arreso a se stesso, dove poche poltrone puntano sui fake per costruirsi una carriera di plastica (che paradossalmente poi paga), mentre la maggiorparte degli addetti ai lavori non ha futuro e gli va bene così. L’unica ragione per cui Pagano dovrebbe smettere di indignarsi, è rispettare il diritto dell’uomo ad essere masochista.

  36. Anonymous says:

    Le cose sono andate così:
    Del Pizzo viene nominato giurato a cannes.
    L’occasione è buona per portarsi a casa un bel leoncino.
    Si rende conto che non ha prodotto granché nell’anno in corso e chiama il suo amico fidato Cremona per mettere su un bel fake giusto nei tempi per farlo partecipare a cannes facendo molta attenzione a non pubblicarlo su nessun blog o archive.
    Come ovvio vince l’argento.
    L’adci, che notoriamente soffre di sudditanza psicologica, gli da giustamente un oro.

  37. giovanni pagano says:

    caro sparapalle

    il sistema è quasi totalmente ammuffito
    e la muffa nasconde alcune individualità pulite e non allineate
    ma purtroppo neutralizzate dal marciume imperante

    come gli ultimi eventi mi pare abbiano dimostrato
    l’adci non riesce a migliorarsi “da dentro”
    e l’autorevolezza nemmeno sa dove sta di casa
    preferendo a tratti esprimersi invece con un autoritarismo fuori bersaglio
    dopo avere abbassato la testa davanti a furbi e prepotenti

    certo che ci vorrebbe un altro club
    proprio come lo descrivi tu
    “Autorevole, con regole diverse, che riparta da zero.”
    ma ti rendi conto che l’impresa è titanica?

    quello che ti prego di considerare invece è che questo blog non è inutile
    e potrebbe anzi essere un nucleo di polarizzazione per chi è stanco
    chissà che prima o poi proprio partendo da qui non si riesca…

    ma anche se nessuno lo riconoscerà mai
    ti rendi conto di cosa ha fatto questo blog negli ultimi due mesi?
    il marcio avrebbe bisogno di umido silenzio per prosperare
    e invece guarda che inferno siamo riusciti a scatenare
    e non solo quel rompipalle di giovannipagano
    ma quel sublime punitore di donald
    e voi
    la grande maggioranza di voi
    (perchè anche qui qualche discreto stronzacchione incivile c’è)

    adesso dicono che le bocciature dei fake sarebbero avvenute comunque
    è falso
    e scommetto che prova certa ne è l’annual adci dell’anno scorso
    che io non ho neanche visto
    però conoscendo i miei polli sono certo che pulluli anche lui di fake
    che nessuno si è sognato di mettere in discussione
    o mi sbaglio?

    questo blog non è inutile
    sparapalle
    e io mi aspetto che possa saltarne fuori ancora tanto

    giovanni pagano

    • Sparapalle says:

      Hai ragione, la mia è stata un’esagerazione. Il blog non è inutile (non tutto), non lo è stato e probabilmente non lo sarà. Ma, sarai d’accordo con me sul fatto che non possa bastare. Mettendoci la faccia, litigando e discutendo hai sicuramente smosso le acque e ottenuto qualche cosa, ma non basta. Creare un altro club sarà pure un’impresa titanica, ma forse non impossibile…la faccio facile, lo so, io non saprei da dove incominciare e soprattutto non ho blasoni che suonano per me, ma so per certo che ci sono creativi ADCI che la pensano così.

    • Giovanni, ci sono email girate tra i consiglieri e me, datate metà aprile, che ti smentiscono.
      Per quanto ti possa ferire quello che sto per dirti, tu sei stato del tutto ininfluente nelle nostre decisioni. E tutto quello che è stato scritto da DD qui, noi lo avevamo controllato e notato settimane prima.

      Non ci mettete la faccia (a parte te che sembri più una maschera grottesca ormai) e non conterete mai nulla sinché ve lo trastullerete tra voi anonimamente. Lo ripeto, fuori il coraggio e la faccia per le battaglie che servono. Dove eri tu quando dal mio blog personale, e anni prima di Bad Avenue, denunciavo le modalità con cui venivano licenziate 4 persone in McCann e tante altre storture del settore? Dov’eri quando spiegavo perché non accettare le gare gratis e pubblicavo i miei rifiuti.
      E dove sei quando le agenzie per cui fai il freelance si comportano discutibilmente con i dipendenti? Lavori solo per i santi?

      Ma stai lavorando su qualcosa che non sia denigrare quello che gli altri fanno?

      Da dieci anni sei fermo ai fake. Non è successo, non sta succedendo altro secondo te?
      E in dieci anni non hai fatto contro i Fake nemmeno un decimo di quello che abbiamo fatto noi del consiglio.

      I miei Consiglieri sono stati molto coraggiosi perché, come avevo chiesto loro, non hanno votato pensando alle tue pressioni, o al peso politico ed economico (a livello di iscrizioni) delle agenzie coinvolte. Hanno votato guardando le prove prodotte e la cfe.

      Non essere stati politici comporterà una frittata che non so quanto pagheremo. E tu parli. Anzi scrivi.

      A me spiace che tu sia rimasto fermo a dieci anni fa. Ti ho messo in guardia più volte, già ai tempi, contro il rancore e la rabbia da cui ti sei lasciato permeare, ormai da troppi anni. Ti sei cristallizzato in un bozzolo di di bava biliosa. Longanesi ti avrebbe definito “un carciofone sott’odio”.

      Se tu non fossi rimasto fermo al 2002 rideresti delle tue sciocchezze. Purtroppo ridono solo gli altri. Certo, hai il tuo seguito che ti commenta qua dentro. Vedo nomi illustri. Soprattutto vedo tanto coraggio. BAZINGA!

      Pensare che McCann e gli attuali vertici mi abbiano minacciato o promesso qualcosa per profanare il Club e il ruolo che rivesto, con fini ruffiani, è una tale stupidaggine che non potrei nemmeno definirla diffamazione o calunnia.

      Se tu non fossi rimasto fermo al 2002 avresti capito da un pezzo i perché e i percome oggi sia complicatissimo definire un fake. E mi sono rotto anche le palle di provare a spiegartelo. Perché non lo capisci. Così come è ormai evidente la tua rabbia contro McCann, o contro le persone coinvolte in quel lavoro. Altro che USP, o single minded proposition. La tua assomiglia tanto a una sporca questione personale.

      In queste settimane mi hai dato del Berlusconi, dello Schettino, del Ruffiano. Sicuramente dimentico qualcosa.
      Mi rattrista vederti ridotto a questo. E sono serio nello scriverlo.

      Adesso sfogati, come sai fare tu. Io torno ai miei vari e variegati casini. Stasera cenerò con Massimo Costa, Brenna, Sorrell. Oltre che un mega dirigente McCann.
      Domani magari ti compro un rolex d’oro. (Ancora una volta, BAZINGA! a scanso equivoci)
      m.

      • Misery says:

        Sono al 1000% con Guastini, come credo il 90% dei lettori di questo e altri blog sfiniti dalla battaglia del tutto personale di Pagano contro Mc Cann.
        Massimo sta facendo bene e sta facendo tanto. Soprattutto sta facendo quello che può.
        Anche applicare i regolamenti, che come si usa nelle democrazie, devono essere seguiti sempre. Se Mc Cann è stata brava da rispettare le regole, la sua campagna vive con buona pace di tutti. I processi alle intenzioni si fanno nelle dittature.

      • bad boy says:

        Non ci mettete la faccia (a parte te che sembri più una maschera grottesca ormai) e non conterete mai nulla sinché ve lo trastullerete tra voi anonimamente. Lo ripeto, fuori il coraggio e la faccia per le battaglie che servono. Dove eri tu quando dal mio blog personale, e anni prima di Bad Avenue, denunciavo le modalità con cui venivano licenziate 4 persone in McCann e tante altre storture del settore? Dov’eri quando spiegavo perché non accettare le gare gratis e pubblicavo i miei rifiuti.
        E dove sei quando le agenzie per cui fai il freelance si comportano discutibilmente con i dipendenti? Lavori solo per i santi?

        questa deve essere insieme alla qualità creativa la bibbia per ogni creativo nei posti di potere.

      • von Hayek says:

        Più un intervento è lungo, più c’è da sospettare che manchino gli argomenti.
        E infatti l’intervento di Guastini è tutto un parlare d’altro.
        Essendo ormai esterno a questo mondo, non ho particolari pregiudizi a favore o contro nessuno (e non conosco personalmente gli intervenuti finora.)
        Da estraneo posso dire che sono vere entrambe le cose, ovvero che Guastini sembra proprio essersi speso per contrastare, limitare il fenomeno dei fake.
        Ma non è riuscito ad andare fino in fondo, eliminando un fake certo ben fatto ma clamoroso.
        Servirà a ridare dignità alla professione? Basterà il suo impegno? Al prossimo anno la pratica del prendere per il culo colleghi e giurie finalmente cesserà? O continuerà tutto come prima? Non lo so.
        Mi chiedo però che senso abbia fare il lavoro a metà, con tutti i rischi che questo comporta. Il fatto che Guastini voglia a tutti i costi difendere la sua posizione rischia di portare acqua al mulino di coloro che sguazzano in quel letamaio a cui sembra ormai ridotto il mondo della pubblicità italiana.

      • Walt says:

        Quoto von hayek e la sua lucidità in mezzo a tanti discorsi emoriferiti.

  38. che tristezza says:

    ok, si può dire però una cosa secondo me fondamentale che qualcuno ha già cercato di dire? c’è una differenza abissale tra un fake come durex e uno come carboveg, non credete? e la differenza sta nella qualità dell’idea. se i fake, e quindi i premi, servono anche a sperimentare, a far vedere ai clienti cosa si può fare con la comunicazione, a innovare, ad alzare l’asticella, viva i fake! carboveg non fa niente di tutto questo, durex secondo me sì. ma ve lo immaginate un annual con le cose che abbiamo visto durante l’anno sul corriere della sera o su elle? una noia mortale.

    • Walt says:

      Bello il concetto. Come se facessimo il premio del cinema italiano e siccome fa tutto schifo facciamo vincere un film di Hollywood. Motivazione? Se no sai che rassegna di merda…ma svegliamoci, fino a qualche anno fa andava sull’annual solo roba vera. E bella! Tipo ti piace vincere facile nascondino Telecom Gandhi BMW costa crociere su dai cazzo impegnamoci un po’ con ste cazzo de clienti!

      • che tristezza says:

        no walt, è come se facessimo il festival del cinema italiano e facessimo vincere un film che vedranno poche centinaia di persone in un cinema d’essai. un po’ come “il vento fa il suo giro”.

      • Walt says:

        Non è la stessa cosa. Il vento fa il suo giro è un film italiano. Una pubblicità che non viene pianificata non è una pubblicità

      • che tristezza says:

        ahò, ma che ti metti a questionare sugli esempi? allora cosa c’entra hollywood mi viene da dire? è ovvio che cinema e pubblicità sono due cose differenti. ma qui non si parla di pubblicità non uscite, ma uscite poco. altro discorso è quello di carboveg, ma durex è uscito, sia pure sul corriere di via plinio. quindi esiste anche se non l’ha visto quasi nessuno.

    • alessio says:

      Meglio un annual noioso ma onesto piuttosto che un annual brillante ma falso!!! dopo il primo e il secondo, ormai stremati dalla noia, i creativi italiani si renderanno conto che per trasformare la noia in genialita’ ci vuole una scossa e personalmente credo che Giovanni Pagano la stia dando! E che Guastini non dica cazzate verificare un Fake e’ la cosa piu’ semplice del mondo!! Vivo all’estero da molti anni e l’annual nel paese dove vivo e’ la meta’ di quello italiano dove tutti i lavori sono fake!!! credetemi da vomito! Sento spesso citare i brasiliani come grandi creativi nonostante i fake, siamo sicuri??? Avete mai visto un lavoro della Pluripremiata almap bbdo per “O Boticário”????

  39. Zatôichi says:

    vorrei introdurre un argomento: i fake credits.
    faccio un esempio (anche questo fermo al 2002): sono dipendente di una agenzia e, nottetempo, lavoro per un’altra, magari su prodotti in concorrenza con i clienti che mi pàgano lo stipendio.
    non posso ovviamente essere citato nei credits e mi invento un nome e cognome finto.
    questo è eticamente accettabile?

  40. giovanni pagano says:

    guastini

    il modo in cui voi del consiglio continuate a turno a presentarvi su questo blog
    e a evitare pervicacemente di rispondere a una semplice domanda che non vi ho rivolto solo io
    ma anche decine di altri interventi
    (tutti facinorosi come me?)
    ha ormai del leggendario

    ma se non avete niente da nascondere
    perchè non rispondete?
    voi avete avuto la sfacciataggine di giudicare le due uscite durex un mezzo coerente col brand
    e confermare in questo modo un oro scandaloso
    tanto più scandaloso in quanto tutti sappiamo essere fake
    avete voluto votare che sì è vero ruby è nipote di mubarak
    quando tutti noi italiani sappiamo che non è vero

    perchè guastini?
    non lascerò che i tuoi deliri distraggano dall’unico punto cruciale
    rispondi solo a questo
    come avete fatto a giudicare che due uscite su testate locali
    rappresentino per un brand multinazionale come durex una pianificazione congrua?

    è questo che vi stiamo chiedendo da un mese
    rispondi o no?

    giovanni pagano

    • La Giudizio. says:

      Pagano de la dò io una risposta:

      tutti scopano la fuori, a parte quelli che si fanno le pippe (comunque un lubrificante può essere utile anche per loro).

      Quindi a parte topolino e l’editoria per bambini, qualsiasi uscita è coerente con Durex.
      E’ una merda, ma “tecnicisticamente” parlando la regola è rispettata. Se invece ti attacchi alla quantità delle uscite, anche qua il cavillo ti fregherà sempre perché un cliente può fare ciò che vuole anche sperperare i soldi.

      So che ha poco senso, e non voglio difendere i personaggi di Mccann che reputo dei pupazzi senza molto cervello a preoccuparsi di vincere un premio rispetto che salvaguardare un’agenzia.

      Ma per l’amor del cielo. prendila e portala a casa. Le regole sono rispettate furbescamente e meschinamente. E come la prescrizione e quelle merdate li. Non ci puoi fare nulla di più di quello che hai fatto. Sta cosa è venuta alla luce, io fossi in loro sarei terrorizzato a salire sul palco a ritirare sto cazzo di cono e mi aspetto dei buuuuuuuu dal pubblico.

      Quindi hai vinto e perso allo stesso tempo. Ma è finita. Tutto quello che aggiungi serve solo a sfrantumare i coglioni.

      • Fine says:

        I miei cabbasisi sono più sfrantumati di quelli di un ciclista gregario dopo il Tour de France.

      • giovanni pagano says:

        ah ah la giudizio
        sai che mi hai dato un’idea?

        c’è un traguardo che cremino e delpizzo non possono tagliare imbrogliando
        nè guastini e il suo consiglio “allineato” possono garantirgli

        è il grand prix adci

        i due sorci possono inventarsi una campagna finta e spacciarla a cannes
        i complici della giuria possono sfrontatamente regalargli un’oro fake
        gli altri topolini ciechi del consiglio possono disapplicare le regole
        e confermargli lo pseudo-oro scippato
        però poi c’è un livello in cui sono i soci a fare sentire il loro giudizio

        ecco io invito semplicemente i soci a esprimere questo giudizio
        quando votano il grand prix
        se pensano che due uscite su testate locali costituiscano una “pianificazione congrua”
        per brand multinazionali come durex e reckitt benckiser
        è giusto votare questa campagna
        se pensano che si sia trattato delle solite uscite presa-per-il-culo di ogni fake
        è sacrosanto non votarla
        e fare capire al consiglio una volta per tutte cosa ne pensano i soci adci dei fake

        una specie di referendum in diretta
        che ne dici la giudizio
        ti piace la tua idea?

        giovanni pagano

      • La Giudizio. says:

        Si può essere, ma tanto il Gran Prix lo vince Montblanc semplicemente perché è più bello di sta roba.

        La mia idea in realtà era lanciare pomodori (finti/fake) alla premiazione. E riempirli di “buuuuuuuuuuuu” di fishi e di “falliti”. A loro però non a Guastini e Co. che al contrario di come la pensi te secondo me si son ritrovati più vittime che complici di regole e di comportamenti furbetti.

    • Sparapalle says:

      Giovanni, ti stai impuntando sulle 2 uscite. Non credo che il problema sia quello, credo che il problema sia il fatto che chi fa questo mestiere, sa quali sono fake e quali no, a prescindere da quante volte sono usciti e a maggior ragione se hanno avuto un eco internazionale. Non prendiamoci per il culo. Questo è un salottino di 4 pirla, far finta di non sapere è intellettualmente riduttivo…BAZINGA…bah….
      L’unica cosa che mi sento di dire è che considerando ovviamente una cazzata le 2 uscite …quante dovrebbero essere le uscite minime? Perché i 130 kmh in autostrada, per una 500 sono anche troppi, per una Ferrari non sono un cazzo. Regole, nuove regole o nuovo ADCI! Guastini, non fare come Monti che chiede la fiducia, cazzo correggi le leggi sbagliate, fanne di nuove e non guardare in faccia nessuno. All’inizio ho creduto che lo avresti fatto. Come con Monti.

  41. Etna says:

    Pagano, tagghiala. Guastini, tu tagghhiati i capiddi.
    Così è deciso.

  42. lavorare says:

    Eccezionale!!!

  43. Corvo Joe says:

    Immaginiamo per un momento che solo lavori puramente “veri” fossero stati premiati. Cosa avremmo visto? Esattamente quello che vediamo per strada, sui quotidiani e sui settimanali, cioe’ pure stronzate. In Italia la qualita’ della stampa e’ molto basso.
    I lavori puramente veri hanno difficilmente quel livello di pensiero ed esecuzione di annunci creati anche con lo scopo di vincere premi. Tutti coloro che si lamentano perche’ i loro lavori veri sarebbero stati esclusi per far posto ai lavori meno veri, non so fino a che punto possano parlare. Infatti bisognerebbe valutare la qualita’ di questi lavori e non solo il fatto che siano veri!
    Alla fine sia Pagano che Guastini hanno ragione. Forse si dovrebbero abbassare i toni e guardare avanti. Magari discutendo di piu’ innovazione e di futuro.

  44. i veri scandali says:

    Pagano, vuoi fare una battaglia vera? Allora parla di quelle agenzie che pagano uno stipendio da fame ai loro creativi e poi spendono decine di migliaia di euro per iscrivere pezzi a Cannes.
    La crisi esiste solo quando c’è da lincenziare la gente. I soldi per la loro gloria personale invece li trovano sempre questi signori.

    • Budget says:

      Conosco agenzie che da marzo a giugno hanno speso in iscrizioni ai premi più di 50.000 euro.
      Sono le stesse in cui i creativi junior fanno la fame.

      • Ernesto Spinelli says:

        Sono questi gli argomenti di cui parlare. Nel mondo del lavoro creativo sono necessarie una riorganizzazione e una redistribuzione. La vecchia classe dirigente, chiusa dietro una falsa professionalità ricattatoria, ha ridotto il nostro mondo allo stato critico attuale. Le discussioni sui fake possono aver aiutato a togliere la maschera a queste persone. Ma ora sarebbe bello iniziare a parlare di altro. Di cose concrete.

    • Corvo Joe says:

      inscrivere lavori a cannes e’ un investimento da parte delle agenzie e nn c’ entra con i licenziamenti e gli stipendi bassi! qui non si tratta di salvare i posti, xche’ chi sceglie di far il creativo deve mettere in conto queste cose. poi chi e’ un professionista un lavoro lo trova. mai tanto vera per il nostro settore e’ questa frase di vasco: “Chi suona meglio sta sul palco chi non tiene il passo e rimane indietro va a casa”.

      • antonella says:

        sicuro che sia così? la comunicazione che vediamo è quella prodotta da chi suona meglio?

      • “Poi chi è un professionista un lavoro lo trova”. Questa è la cazzata che non bisogna raccontarsi. Perché il lavoro creativo sta perdendo credibilità e investimenti. I posti di lavoro stanno scomparendo, mentre le persone sicure della propria professionalità si ritrovano a mani vuote. I più accorti instaurano direttamente un rapporto di consulenza con i clienti. Ma non può bastare nel quadro generale. Come ho già ripetuto (mai abbastanza forse), nel nostro settore c’è bisogno di riorganizzazione e redistribuzione. Per farlo occorre stabilire un principio inderogabile di trasparenza. Va bene la battaglia sui fake, che è una battaglia di trasparenza. Ma la vera chiarezza va ottenuta nell’organizzazione quotidiana del lavoro e nella redistribuzione dei compensi. Da qui non si scappa. Se continuiamo ancora mesi e mesi sui fake e non affrontiamo seriamente i temi concreti, avremo un mercato della pubblicità certamente senza falsi annunci. Ma pure senza creativi.

  45. von Hayek says:

    Vi racconterò un aneddoto. Anni fa, ad un premio pubblicitario, non ricordo quale, concorse un annuncio fatto da uno dei creativi presenti nella foto.
    Annuncio molto bello, che fu premiato, senza però averne diritto perché era uscito l’anno precedente e quindi per regolamento non poteva partecipare alla gara.
    Tutti fecero finta di non accorgersene.
    Non voglio dire che la storia dei fake è cominciata da quell’istante in cui si consumò una strana sorta di amnesia generale, ma perché no?
    In fondo non abito in una città Medaglia d’Oro della Resistenza? Non sono cresciuto con storie di partigiani, di operai che si ribellano ai nazifascisti, di solidarietà fra lavoratori e lotta dura per conquistare spazi di democrazia per chi fino a quel momento non aveva quasi diritto di parola?
    In fondo, questa città non è diventata in pochi mesi uno dei simboli più esibiti della corruzione che ammorba questo paese?
    Quando è cominciato tutto questo? Come siamo passati dai partigiani a un sindaco che scrive di Che Guevara e passa il tempo a gestire il più squallido sotto-governo, a licenziare milioni di metri cubi per nuove future speculazioni edilizie, fatti passare per recuperi trendy delle nerborute vestigia del tempo che fu?
    Non ho una risposta. Ma sono sicuro che questa storia finirà male.

  46. Casalinga di Voghera says:

    il problema con Durex e’ che venga ingiustamente premiata una multinazionale che sta licenziando e schiavizzando allegramente. E’ un passo indietro grosso rispetto a quanto (molto) fatto da Guastini. Mi sembra palese.

    • Cara Casalinga,
      quando ho scritto e raccontato quello che succedeva in determinate “multinazionali dell’adv” (vedi kttb), questo blog non esisteva.
      Non sono diventato cieco. E non ho cambiato idea. Ma il premio noi lo diamo agli autori, sulla base delle idee che iscrivono. Non premiamo l’agenzia. Quindi nessun passo indietro. Stai mescolando i piani. Li state mescolando in tanti qua dentro, con uno spirito partecipativo (perdonatemi) che è da bar sport. Non certo da caffè letterario. Annamaria Testa vi ha regalato una perla di commento. Credo se ne siano accorti in pochi. È un peccato, ma anche un brutto indizio. Un segno di abbrutimento mentale, in una community che potrebbe invece mettere in campo energie meravigliose.
      Un commentatore ha scritto “sembra di stare a Dallas, nel ’63″. Io penso più a una piccola baia dei porci. Con tutte le eccezioni del caso, ovvio. Buonanotte.

      • von Hayek says:

        Guastini mi fa pensare che i bar dove si parla di sport siano luoghi molto interessanti e ben frequentati, soprattutto se paragonati al suo sito istituzionale, che mi ricorda tanto il Komintern degli anni ’30, con i suoi appassionanti dibattiti all’insegna della libertà di pensiero.
        Evidentemente non si rende conto di quanto appare ridicolo. Pagano magari avrà uno stile un po’ insistente, ma comunque è un libero cittadino.
        Guastini invece occupa una carica, rappresenta un’istituzione (seppure, allo stato attuale, priva di qualsiasi credibilità).
        Le regole non scritte della società in cui viviamo prevedono che quando il rappresentante di un’istituzione viene chiamato in causa con una interrogazione, o sta zitto e fa finta di nulla, o se interviene è obbligato a dare una risposta, non può parlare di tutto tranne dell’oggetto su cui è stato interpellato.

      • Casalinga di Voghera says:

        Caro presidente,
        Non confondo i piani al contrario penso che ogni gesto abbia varie ricadute, tutte valide. In questo caso mi dispiace solo che la (cattiva) forma abbia prevalso sulla sostanza. Non per questo e’ scontato che sia questa la tua nuova linea, anzi io non lo credo. Con stima.

  47. giovanni pagano says:

    i veri scandali e casalinga di voghera

    è certamente anche di questo che sto cercando di parlare
    un’agenzia che licenzia gente a manetta
    ma sperpera soldi in costose foto per campagne fake
    e a cui avevo dedicato il mio “male grazie 10: mctatoio” il 27 marzo 2012

    però vengo folgorato dal presidente adci che mi rimprovera
    “Dove eri tu quando dal mio blog personale denunciavo le modalità con cui venivano licenziate 4 persone in McCann?”
    e poi premia proprio il comportamento della mccann
    e cioè appunto sperperare soldi in campagne fake mentre licenzia dipendenti
    replicando stizzito a chi glielo fa notare
    insultando chi dissente dai suoi atteggiamenti ambigui
    lamentandosi snobbettino che qui non vede nomi illustri
    (che detto da lui è sublime)

    non si vuole parlare del punto
    si preferisce cercare di buttarla in vacca
    ma per me l’importante è la quantità di persone che invece ci torna
    che non si lascia distrarre da interminabili digressioni
    è importante la gente per cui questi argomenti sono importanti
    altro che abbrutimento mentale

    e a proposito di nomi illustri
    cito la netta conclusione dell’intervento odierno di barbella sul blog adci
    “Il fake è la bara della creatività. Non solo: è tra le cause più subdole della caduta a volo libero della credibilità professionale e del mercato.”
    ecco si cosa stiamo parlando
    non solo di fake
    come qualche sprovveduto continua a sottolineare instancabilmente
    ma della nostra credibilità professionale

    credibilità professionale che ringrazia l’oro regalato al fake più conclamato di sempre

    giovanni pagano

    • giovanni pagano says:

      altra breve citazione dello splendido intervento di barbella

      “Se un annuncio è evidentemente un fake, chi lo vota e gli fa vincere un premio o è un giurato immaturo o è in malafede.”

      invito tutti a leggere l’intervento integrale che ho pubblicato nel post successivo
      non avrete mai speso meglio un quarto d’ora del vostro tempo professionale

      giovanni pagano

  48. Ci riprovo. Ancora una volta. E non potrò essere breve. Non per debolezza di argomenti, ma per quanto in questa sede sia stata manipolata e aggrovigliata la questione.

    Giovanni, io in passato non frequentavo l’Adci. Conoscevo pochissimi colleghi di persona e molto superficialmente. Il mio tempo libero l’ho sempre dedicato ad altro.

    Tu che conoscevi tutto e tutti mi hai sempre fatto un certo affresco della situazione.
    E quello di cui ti lamentavi più di ogni cosa era il fatto che le regole venissero calpestate regolarmente. O venivano imposte con ricatti. Ti lamentavi di favoritismi fatti sulla base di amicizie e peso “politico”. Dicevi che i soci non erano tutti uguali.

    Ora seguimi. Io mi candido (ti ricordi che prima invitai te a farlo e tu ti tirasti indietro?) e vengo eletto nonostante non conosca nessuno, non abbia amichetti a spingermi e non lavori in una grande agenzia internazionale. Il 2 giugno 2011 ti scrivo “non sono ancora venuto a capo di una regola che mi convinca per circoscrivere i fake, hai idee?” Tu non mi sai rispondere.

    Poi a distanza di 11 mesi, mi trovo in una situazione in cui dei soci mi chiedono di controllare che le regole siano state rispettate. E con i miei consiglieri inizio un lavoro surreale e faticoso. Mentre tu, a un certo punto, te ne vieni fuori tuonando, a lavori ancora in corso, cercando di condizionare tutto l’ambiente e gridando ai 4 venti: eliminate Durex. Io, come ti avevo sempre assicurato, non mi faccio condizionare dagli amici (nemmeno da te), non mi faccio condizionare dal peso politico delle parti coinvolte e neppure da pressioni o ricatti velati. Per me i soci sono davvero tutti uguali.
    Tu invece nel frattempo mi insulti, mi denigri e mi diffami (non mi riferisco al pessimo spoof di Crusher).

    Giovanni sei molto fortunato a non avere il naso rotto. Questo è l’unico favoritismo che devi alla nostra amicizia. Sappilo.

    Io ho già risposto a tutte le tue domande. Il consiglio ha preso le sue decisioni e le ha comunicate qui (http://blog.adci.it/?p=4190). A te non piace il verdetto e continui a diffamare. A mentire.

    Fomenti la tua platea e tormenti chiunque di noi (consiglio Adci) provi a risponderti, con quello che è diventato il tuo ultimo mantra: “c’è una campagna di una multinazionale che solitamente pianifica le sue campagne molto più estesamente e su mezzi completamente diversi ma che questa volta nonostante la foto sia costata decine di migliaia di euro è uscita solo un paio di volte su trascurabili testate locali”.
    Io ti ricordo ancora una volta cosa prevede il regolamento attuale (CFE): una singola uscita, approvata dal committente e pianificata su un mezzo coerente con il target e con gli obiettivi di comunicazione, costituisce la condizione minima e sufficiente per l’iscrizione agli Adci Awards.

    QUESTO SIGNIFICA CHE SE SEI IN GRADO DI PORTARE PROVE CHE ATTESTINO IL RISPETTO DI QUESTI DUE REQUISITI, NON AVRAI ALTRE RICHIESTE DAL CONSIGLIO DIRETTIVO ADCI.

    Ma se, per esempio, non puoi produrre i giustificativi perché hai fatto dei gonfaloni per una palestra, per una mostra, e non hai scattato delle foto, io posso chiederti altre prove per aiutarti a dimostrare che il lavoro sia stato davvero pubblicato. Posso chiederti tutto quello che serve per aiutarti a dimostrarmi che il lavoro ti è stato commissionato ed è stato pubblicato. Di seguito ti ” incollo” il testo integrale preso dalla CFE per quanto riguarda questo aspetto. Rileggilo ancora, parola per parola.

    “una singola uscita mediatica, approvata dal committente e pianificata su un mezzo coerente con il target e con gli obiettivi di comunicazione, costituisce la condizione minima e sufficiente per l’iscrizione agli ADCI Awards. ADCI premia e incoraggia l’eccellenza creativa quanto la deontologia professionale e considera pertanto scorretto non solo il plagio, ma anche tutte le pratiche di alterazione che portano a una differenza sostanziale tra il lavoro iscritto agli ADCI Awards 2012 e quello effettivamente uscito come, a puro titolo di esempio, il rimontaggio di uno spot o l’alterazione di una headline o di un payoff. L’effettiva pianificazione dei lavori, l’approvazione del committente, l’assenza di plagio e la rispondenza tra quanto iscritto e quanto pubblicato potranno essere accertate, da quando si chiudono le iscrizioni e fino alla data di assegnazione dei premi compresa, con la richiesta di giustificativi, fatture o quanto altro sia ritenuto necessario per convalidare la selezione o il premio.”

    Mc Cann ha fornito, prima di chiunque altro e prima ancora che partisse la nostra richiesta, la documentazione necessaria: carteggio tra agenzia e cliente che documenta l’approvazione del lavoro.

    Tornando al tuo mantra, non significa nulla. Io lavoro per “un cliente internazionale che solitamente pianifica le sue campagne molto più estesamente e su mezzi completamente diversi”, ma accade ogni tanto che esca una volta sola con un soggetto su Zero. O altre testate “minori”. Quando vuoi te lo posso dimostrare, passa a trovarci. Sono uscite tattiche. Sono coerenti con l’obiettivo e il target. Se le iscrivessi ai premi non sarebbero fake.
    Mi hai seguito con attenzione Giovanni? Cosa resta del tuo mantra? “nonostante la foto sia costata decine di migliaia di euro”. L’hai ripetuto sino alla nausea. Sostieni che “lo sanno tutti”.

    A me pare che ora tutti credano di saperlo perché da settimane lo vai sostenendo qui. Io non lo so. I consiglieri non lo sanno. Tu come lo sai? Io credo che se avessi avuto una prova ce l’avresti fatta arrivare in forma anonima. Ma ti rendi conto di come passeremmo il nostro tempo in consiglio se dessimo retta ai pettegolezzi e ai “lo sanno tutti”? E dovrei dare retta ai lotti, ai pacciani, ai robespierre, e altri accoliti fake(nel senso di maschere che camuffano l’identità reale)?

    E secondo te io avrei dovuto chiedere a un’agenzia di mostrarmi altre prove, oltre a quelle richieste dal regolamento e già presentate, per togliere uno sfizio (o regalare una vendetta?) a un amico? No grazie.

    Abbiamo deciso sulla base dei parametri fissati dall’attuale CFE. Durex “Crusher”, secondo questi parametri, non è un annuncio fake. Sostenere il contrario è falso. Denigrare i componenti del consiglio che hanno così deliberato, per delegittimarne ruolo e decisione, è pratica sleale. E un po’ mafiosa. Un po’ tanto.

    Qui si sono fatti spesso riferimenti a modalità e vicende berlusconiane. A me pare che, a cominciare dal tentativo di screditare le giurie, e i verdetti del consiglio, qui sia tutto un pullulare di piccoli berlusconi.
    “Non temo tanto Berlusconi in sè, temo piuttosto il Berlusconi in me” (Giorgio Gaber). Che divenga il tuo nuovo mantra, Giovanni. Ripetetelo tutti insieme. Ora. Amen.

    • Ciao Massimo, il tuo approccio nella storia dei fake è sembrato giusto, non solo a me. E credo che con il suo post di oggi, a malincuore forse, anche Pagano ammette che è così. Il post di Barbella sul blog ADCI sembra, da questo punto di vista, un editoriale di redazione.

      Cominceremo prima o poi a parlare in modo chiaro di riorganizzazione del lavoro e redistribuzione (questione salariale, consigli d’amministrazione e gestione economica trasparenti, partecipazione agli utili, ammortizzatori sociali per i lavoratori creativi, etica finanziaria)? Non vorrei che continuassimo a parlare di fake ancora mesi. E come direbbe Tomasi di Lampedusa: cambiare sui fake, perché tutto resti com’è nelle COSE VERE. Ernst

  49. Vickypedia says:

    Il problema è riorganizzare il mercato del lavoro ? Chi riuscirebbe a farlo, te, l’ADCI chi ?
    Ci sono sempre problemi più importanti dei fake, che però è forse anche l’unico problema che l’ADCI oggi potrebbe risolvere. Un problema strettamente legato al mercato del lavoro perchè il lavori fake creano stipendi fake…

    • Cicciopedia says:

      Ok, cazzeggiamo. Scusa un’osservazione, Vickygittopedia. Dici che i fake sono un problema da risolvere, poi te la prendi con Ernesto che ha tutti spot veri (da free lance e senza agenzia) in portfolio? Se si ragiona così, a colpi di invidia, la vedo difficile uscire dai problemi. Saluta tutti in ufficio. Lavora e stai sereno.

      • Vickypedia says:

        Io non cazzeggio parlo molto sul serio: i fake sono un problema concreto e risolvibile e strettamente collegato al mercato del lavoro: lavoro fake=stipendi fake.
        Risolvere questo problema è compito di un club serio e di un presidente serio. Non altrettanto semplice è risolvere i problemi del lavoro di cui Ernesto non vede l’ora di discutere, ma la cui soluzione è legata a leve difficilmente influenzabuli da chiunque.
        E siccome sono un creativo e stimo le opinioni ma anche i lavori, non solo non mi piacciano le opinioni di Ernesto, ma neanche i suoi lavoretti da regista-copywriter.
        Accapo.

  50. Vickypedia says:

    Spinelli volevo anche dirti che il tuo portfolio fa rabbrividire e purtroppo è tutta roba vera

    • Ernesto Spinelli says:

      Vickypedia, stai tranquillo, perché mi attacchi? Cos’è hai perso qualche gara recentemente? Non fare la figura del rosicone.

      • Vickypedia says:

        Io non cazzeggio parlo molto sul serio: i fake sono un problema concreto e risolvibile e strettamente collegato al mercato del lavoro: lavoro fake=stipendi fake.
        Risolvere questo problema è compito di un club serio e di un presidente serio. Non altrettanto semplice è risolvere i problemi del lavoro di cui Ernesto non vede l’ora di discutere, ma la cui soluzione è legata a leve difficilmente influenzabuli da chiunque.
        E siccome sono un creativo e stimo le opinioni ma anche i lavori, non solo non mi piacciano le opinioni di Ernesto, ma neanche i suoi lavoretti da regista-copywriter.
        Accapo.

      • Ti rispondo solo perché questo blog è letto anche da alcuni clienti per i quali lavoro.

        Se giudichi “lavoretti” gli spot per un brand come Studio Universal, sul quale la quasi totalità dei creativi vorrebbe lavorare, vuol dire che il pulpito che ti sei scelto è davvero molto alto. Solo per avere idee delle sue proporzioni: mentre da free lance lavoravo a quelle campagne on air, gli annunci stampa erano prodotti da agenzie come D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, o Saatchi & Saatchi. Ad alcune gare per questi lavoretti, ultimamente hanno partecipato (perdendo) altre agenzie.

        Non devo spiegare e avrei potuto limitarmi a dirti che sei un rosicone. Ma mi colpisce l’ordine con cui hai scritto su di me: prima non ti piacciono le mie opinioni, poi non ti piacciono i miei lavori.

        I temi sui quali non vedo l’ora di parlare, come dici tu, sono i temi che interessano le persone che fanno questo mestiere, dentro e fuori le agenzie. Anzi, nella vita reale non parlano d’altro. Certamente non ho la soluzione, ma nel lavoro creativo non esistono punti di riferimento istituzionali. L’ADCI e i blog possono essere uno strumento almeno per cominciare a discuterne.

      • Vickypedia says:

        Spinelli avrai vinto delle gare perché costi poco visto che fai tutto tutto da solo, non perché sei bravo. I tuoi sono lavoretti, pauperistici, tutti uguali, livello da studente.
        Anche se non lavori solo per il comune, la pro-loco, ma per brand “famosi”, la sostanza è quella. Non mi piacciono i tuoi interventi servili e non mi piaci come regista, ma soprattutto come creativo. Ma ancor di più come copywriter-regista. Togli lavoro a chi lo fa meglio, giocando al ribasso.

      • giovanni pagano says:

        vicky ho bisogno che tu mi faccia una cortesia
        devi smettere questa polemica personale con spinelli

        diversamente da te non conosco il suo portfolio
        come te trovo i suoi interventi stucchevoli
        e la dico tutta anche “allineati”
        e funzionali a smorzare legittime richieste su una materia che io reputo grave
        però vorrei che ci focalizzassimo sul topic principale e di interesse generale
        e non lo frammentassimo in mille rivoli particolaristici
        posso contare sul tuo self control?
        vedrai che in questo modo questo blog riuscirà ad essere più utile
        grazie

        giovanni pagano

  51. giovanni pagano says:

    guastini
    non riesco a crederci
    hai scritto una larousse interminabile e noiosa
    rievocando prolissamente ed inutilmente la nostra storia personale
    (a proposito della quale ti esimo dal parlare di amicizia)
    ma ancora non rispondi al punto specifico

    riesci a concentrarti?
    ti si chiede solamente come abbiate potuto giudicare 2 uscite su 02 “pianificazione congrua”
    non raccontarci dei tuoi clienti personali per favore
    sono cazzi tuoi ininfluenti
    dicci com’è potuto sembrarvi verosimile che durex pianificasse in questo modo ridicolo
    e che non si trattasse invece della solita pianificazione ridicola di tutti i fake
    durex hai capito?
    non la miliardata di altre storie che tiri fuori ogni volta

    rispondi con poche parole finalmente
    la gente capirà perfettamente la dignità della sentenza tua e del tuo consiglio

    “Se un annuncio è evidentemente un fake, chi lo vota e gli fa vincere un premio o è un giurato immaturo o è in malafede.”

    coraggio guastini
    non ciurlare nel manico
    rispondi adesso
    punto

    giovanni pagano

    • non ciurlo nel manico pagano
      e ti ho risposto molto chiaramente.
      Sono convinto che le persone intelligenti e in buonafede abbiano capito.
      Il resto, compreso te, è davvero irrilevante.

      • fake well told says:

        La questione è che noi giovani aspiriamo a diventare qualcuno.
        Se campagne come queste vincono Ori e probabilmente Grand Prix praticamente ci state insegnando che questa è la strada giusta da percorrere.
        Grazie Massimo&Co per il saggio insegnamento.

        Ps. Pagano, il mondo oggi va così, è inutile.

      • Il Papa. says:

        Non e’ con i premi che diventi qualcuno. E’ con le idee. Poi magari le idee vincono i premi. Ma dopo.

        Morricone non ha mai vinto un Oscar (non considerando quello alla carriera) eppure qualcuno lo e’ diventato ugualmente.

        Allo stesso modo chi vince con stronzate e faketti, puo’ bullarsi quanto vuole ma non gli viene riconosciuto nulla oltre all’oggetto premio. Vedi Cremona che nonostante i suoi Leoni e’ considerato da molti un mediocre.

      • giovanni pagano says:

        la metto giù in maniera elementare
        guastini

        “una singola uscita pianificata su un mezzo coerente con il target e con gli obiettivi di comunicazione”
        +
        ti si chiede solamente come abbiate potuto giudicare 2 uscite su 02 “pianificazione congrua” con target e obiettivi di comunicazione di un brand come durex
        +
        “Se un annuncio è evidentemente un fake, chi lo vota e gli fa vincere un premio o è un giurato immaturo o è in malafede.”

        magari ‘stavolta ce la fai a rispondere

        giovanni pagano

    • Io ho scelto la vita. says:

      Ammazza Pagano, ma ti hanno morso da piccolo quelli di McCann? A me sembra che la risposta ci sia stata, e sei l’unico che non la vede. E di fronte a questa cecità, le poche cose sensate che dici perdono un po’ di rilevanza.

      • giovanni pagano says:

        non sarebbe meglio scegliere la vista
        invece che la vita
        amico mio?

        tu l’hai vista la campagna durex?
        l’hai visto quello che ha scritto barbella
        (“Se un annuncio è evidentemente un fake, chi lo vota e gli fa vincere un premio o è un giurato immaturo o è in malafede.”)?
        ora vediamo se sei immaturo o in malafede

        giovanni pagano

      • Catone says:

        A noi tutti invece sembra che tu, Pagano, abbia speso migliaia di parole contro Durex e solo pochissime righe su quella triste operazione di sciacallaggio della Saatchi sui twitter dei terremoti. Cosa ti scandalizza di più tra le due cose, un fake per vincere premi, o un fake per vincere premi sulle spalle dei terremotati?
        Come mai non usi la stessa foga?
        Evidente che ti hanno morso da piccoli in McCann.

      • giovanni pagano says:

        non abusate della mia pazienza
        coglioncelli
        potrei bannarvi in un attimo
        e se continuate ad attaccarmi personalmente lo farò

        se vi interessa partecipare a questo topic scrivete cose attinenti
        sennò proponete a donald un topic su pagano
        magari ve lo accetta
        ma qui piantatela di rompere i coglioni gratis

        però se invece vi interessa davvero sapere cosa penso
        io penso che durex sia un fake grave ed evidente
        (ricordatevi che il cliente non ha speso un euro per foto e media)
        reso ancora più grave dalla protervia con cui è stato difeso dal consiglio

        naturalmente penso che carboveg sia un fake ancora più grave
        inventarsi il cliente
        e falsificare per giunta la documentazione ufficiale
        è sicuramente un livello più alto di bassezza

        infine se viene confermato quello che mi comincia a sembrare evidente
        e cioè che saatchi ha pianificato un vero e proprio sciacallaggio sul terremoto
        (però vorrei saperne di più
        mentre su durex vi assicuro che so oggettivamente che si tratta di fake)
        allora naturalmente si tratta di un fake doppiamente grave
        che dimostra proprio il livello di degenerazione raggiunto dal nostro sistema
        e proprio grazie alla trascuratezza di questo consiglio adci e di quelli precedenti

        adesso se rispondete a questi concetti con altri concetti siete benvenuti
        se continuate a psicanalizzarmi vi mando affanculo in tre secondi
        è il bello della diretta

        giovanni pagano

      • ? says:

        Pagano che c’è da sapere di più su saatchi&emilia.
        Basta leggere le email su ninja.
        Io non contesto la proposta fatta ai comuni, compresa la richiesta di monitor h24.
        Può risultare fastidiosa?
        Capita. tante idee realizzate possono avere lacune, imprecisioni e indignare qualcuno. Si tratterebbe di errori anche dovuti alla fretta.
        E comunque il punto non è l’idea, bella brutta che funzioni o no…

        È quello che accade successivamente che indirizza verso una intenzione egoriferita ed eticamente da voltastomaco.
        Andare avanti lo stesso, creare una pagina finta su fb per giustificare una domanda, costruire un castello di carte per poter giustificare qualcosa da iscrivere ai premi.

        Dai ma che ci vuole a capirlo.

        Chi è fuori dal mondo agenzie può mettere sullo stesso piano i due momenti.
        Chi è dentro e chi ha sottoscritto il manifesto deontologico no.
        Spero che tutti tacciano causa la premiazione di ieri.
        Ma spero che, in virtù di quel manifesto, qualcuno nei prossimi dica qualcosa.

      • Catone says:

        Pagano mi hai convinto stavolta. Ma io non ero polemico, ma solo indignato.
        Sui fake la penso come te, e penso che purtroppo abbiamo assistito a una triste degenerazione da 1) Fake “mascherato” (male) da annuncio vero: DUREX
        2) Fake di prodotto (gravissimo) 3) Fake sociale sulle spalle di terremotati (ai limiti dello sputo in faccia a chi l’ha pensato)

      • Anonymous says:

        ok catone
        come vedi la pensiamo allo steso modo
        quello che vorrei farvi capire è che il confronto deve essere fra le idee
        che bisogno c’era di attribuire eventuali divergenze alla mia malafede?

        io non solo non ce l’ho con la mccann
        ma anzi credo profondamente nel motto “truth well told”
        e credo che gente come cremino e del pizzo sporchino l’immagine dell’ agenzia
        non sono io ad avercela con la mccann
        sono questi ladri di polli a rovinarne la mission e gli ideali

        il fake durex ti sembra “truth well told”?
        se io fossi mister mccann li prenderei a calci in culo ‘sti stronzi
        spero di essermi spiegato
        spero di essere creduto

        la capacità di indignarti non perderla mai
        catone
        un popolo (o una categoria) che non s’indigna è morto e putrefatto

        giovanni pagano

  52. Crusca says:

    “(…) ti esimo dal parlare di amicizia”.

    Ti esimi anche dalla sintassi, a quanto pare.

    • Farina says:

      Ma tu, Crusca, non esimerti dall’ offrire a tutti noi il tuo insegnamento. E spiegaci cosa c’è che non va nella sintassi di G. P.

    • giovanni pagano says:

      gli interventi come i tuoi di solito li banno al volo
      caro crusca
      ma il tuo lo lascio perchè oltre a dimostrare la tua meschinità
      dimostra la tua ignoranza

      “a proposito della quale ti esimo dal parlare di amicizia” è perfetto italiano
      e ti sfido a dimostrare il contrario

      ah crusca
      dato che non avrai il coraggio di ammettere il tuo nome
      mi fai almeno la cortesia di segnalarmi se sei un copy?
      così giusto per saperlo
      grazie

      giovanni pagano

  53. Deiezione says:

    la crusca mi fa sempre quell’effetto

  54. Trullo says:

    Dai, parlaci del verbo esimere, che sono in vena di imparare…

  55. Anonymous says:

    Si, si! Che interessante Crusca, dai dicci! Ti lascio anche qualche errotino qui, così puoi corregerlo per bene. Che bravo che sei!

  56. che tristezza says:

    mi sembrano argomenti interessanti la redistribuzione dei compensi, la riorganizzazione delle regole (straordianri non pagati, week end in agenzia, ferie da richiedere sempre con un forte senso di colpa come se si chiedesse un rene ecc.). e da chi dovrebbero partire queste cose? dai ceo che badano a farsi mettere le gomme da neve sui suv d’agenzia? dai direttori creativi che non contano un cazzo e che leccano i buchi di culo dei suddetti ceo? o dai direttori creativi che contano che però ai colloqui mi dicono “sai, ti prenderei se fossi più giovane e costassi meno”? chi è che dovrebbe cambiare queste cose? io di persone per bene in questo ambiente ne ho conosciute davvero poche e parlo ovviamente di quelle che occupano un posto un minimo rilevante, quelli che hanno fatto o stanno facendo carriera, per usare una locuzione anni ’80. parliamo pure di fake, mentre i nostri capi ci passano addosso con le gomme da neve nuove fiammanti.

    • Vickypedia says:

      Ma c”hai le pigne in testa, tristezza? Lo capisci che a parole siamo tutti d’accordo su queste cose? Ma davvero credi che Guastini l”ADCI o Rambo ci possa fare qualcosa oltre che parlarne? Invece, vista la sempice equazione lavoro fake=stipendio fake,
      Guastini e il club possono da subito fare qualcosa, non solo chiacchere, su questo aspetto migliorando la qualità della professionale e del mercato del lavoro.

    • Emilio says:

      Mamma che schifo.

      Che pezzi di merda. Non ci sono altri mezzi termini. Ci vogliono idee che aiutino veramente (che racimolino soldi!!!). Non ste stronzate. Non cazzeggiare su twitter o cambiare la foto del profilo.
      Vi odio! Chiunque voi siate. Non parlatene in giro perché se per sbaglio vi vantate con me di sta cosa giuro che perdo la testa.

      E comunque fuori i nomi di sti avvoltoi di merda.

      • Emilio says:

        Pure in inglese l’avete messo per fare i fighi. Cosa cazzo pensate?

        Alessandro Orlandi fammi sapere se per sfiga un giorno ti troverai a dover lasciare casa tua per un terremoto, che un paio di tweet per aiutarti li mando.

        Ma vaffanculo, te, il tuo socio e tutta la Saatchi.

        A tutti gli altri chiedo scusa per lo sfogo.

    • X Donald says:

      Cosa non si fa per un premietto…

      Donald, cosa aspetti a dedicare un post a questa cosa?

      Subito in home page!

  57. Home Page says:

    “Ora, quello di cui avremmo bisogno, è un ente che firmi l’iniziativa”.
    Il classico meccanismo dei fake per i premi.
    Prima trovi l’idea, poi elemosini un cliente a caso (un ente qualsiasi nella fattispecie).
    Magari, come in questo caso, speculando su una disgrazia solo per salire su un palco.
    Concordo: subito in home page!

  58. senzapaorle says:

    io sottoscrivo il tuo sfogo.

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