Prima di abbandonare per sempre il tema fake, almeno per quanto riguarda me in quanto non rispondo della volontà e della determinazione di Giovanni Pagano, ho voluto fare una ricerca su uno degli annunci più controversi entrati in shortlist agli Adci Awards: Carboveg.
Di questo annuncio si sussurrano molte cose: che non solo sia un annuncio finto ma che finti siano anche il prodotto e l’azienda. Non ho avuto tempo né voglia di fare una ricerca approfondita ma per fortuna nel 2012 esiste internet e, nello specifico, una diavoleria chiamata Google.
Questa cosa chiamata Google permette di scoprire alcune cose in modo veloce. Digitate “Carboveg” nella finestra in alto a destra del vostro browser: il primo risultato che vi apparirà è la presenza della campagna in una pagina del sito Leagas Delaney Italia ma del prodotto, almeno in prima pagina, neanche l’ombra. Nella seconda pagina dei risultati di ricerca si trova la presenza dell’annuncio su Ads of the World ma anche qui nessun risultato sul prodotto né tantomeno sull’azienda.
Dopo tutta una serie di combinazioni si arriva a scoprire che in realtà l’azienda una presenza in rete ce l’ha: www.zengarinerboristeria.com. Peccato che il sito sia under construction.
A pensare male si fa peccato. Che il prodotto non sia presente su internet e che l’azienda abbia un sito inattivo non vuol dire che l’annuncio rappresenti la nuova frontiera dei Fake: e cioè non ti inventi solo l’annuncio ma già che ci sei ti inventi anche il prodotto e l’azienda. In quanto tale rappresenterebbe anche una forma di genio.
Per togliermi lo scetticismo ho dedicato trenta secondi in più per scoprire chi avesse registrato il dominio. Forse non tutti lo sanno ma è sufficiente andare su whois per avere informazioni su tutti i siti del mondo – è per questo che Bad Avenue non è su un sito ma è ospite di WordPress.
Il risultato è sorprendente: il sito appartiene a Stefano Rosselli, direttore creativo di Leagas Delaney e art director dell’annuncio Carboveg, che ha registrato il dominio il 15 maggio 2012, cioè qualche giorno dopo che si è sparsa la voce che l’Adci stesse controllando la regolarità della sezione stampa agli Adci Awards.
Immagino cosa state pensando.
Io però ho ancora qualche dubbio. Possibile che un Genio del Male che arriva a inventarsi non solo un fake ma un prodotto finto, e che poi si fa invitare in giuria riuscendo a spingerlo in shortlist, sia allo stesso tempo così ingenuo e digital ignorante da comprare il dominio della fake azienda a suo nome?
Perché giudicarlo male, poveretto! Magari il suo ego è tanto gonfio che per risolvere i conseguenti problemi di aerofagia ha dovuto per forza dedicare il suo intelletto a un prodotto che elimina il gas dalla pancia.
O forse potrebbe avere ragione Valentina Maran che nel suo libro Premiata Macelleria Creativa descrive “il Toscano”, cioè lui, come una persona dall’intelletto non particolarmente brillante.
Tanti saluti da Bad Avenue.
Donald Draper.




Anche se si parla ancora di stampa (e che palle!) bisogna ammettere che stavolta hai tirato proprio una bella bomba.
Che bella figura di melma.
Semplicemente, il Genio del Male, non immaginava che si sarebbe arrivati a indagare fino a questo punto. Peccato di leggerezza. Capita.
A parte che l’aria da fake era più che palese alla vista, senza per questo improvvisarsi Sherlock Holmes. Ad ogni modo, il fatto che il sito di riferimento sia under construction, in concomitanza con il (primo e, sappiamo tutti, unico) lancio ufficiale del prodotto, la dice già lunga…..
Che tristezza.
Macchè!!!
Si tratta di un operazione teaser unbranded per il lancio di un nuovo prodotto…
Per quello ADCI apprezza…
A proposito di WHOIS: io ho digitato Badavenue.it ed è venuto fuori qualcuno…
ah ah ah stefano rosselli
quest’ometto dovettero togliermelo dalle mani all’ultima riunione adci cui partecipai
avevo denunciato una di quelle cose che tutti sapevano ma fingevano di non sapere
cioè che le campagne gazzetta dello sport della ata de martini in annual erano fake
me lo aveva confessato candidamente un pm della rcs
“ci portano campagne che non abbiamo mai chiesto
e ci pregano di farle uscire una volta sui nostri giornali
certe volte li accontentiamo”
alla terza volta che ‘sto poveretto di rosselli mi accusò di mentire gli salii addosso
ci vollero una mezza dozzina dei suoi amichetti per allontanarmi
e adesso eccolo qui colto con le mani nella merda
che splendida figura lui che mi accusava di mentire
stefano rosselli direttore creativo esecutivo e vicepresidente di leagas delaney italia
ma vi rendete conto di cosa parlo
quando mi lamento del livello infimo dei manager pubblicitari italiani?
ma mi piace pensare che questo splendido scoop di donald cambi un po’ le cose
per quanto riguarda la categoria stampa e la sua gloriosa giuria
mi rivolgo a massimo guastini con meno ironia del solito
per favore massimo
vuoi considerare questo documentato post come prova?
vuoi ammettere che i fakiri non sono “persone in fondo oneste” ma veri farabutti?
che dopo aver sfornato annunci fake fanno di tutto per farli passare come autentici?
che non si tratta di proattività ma di semplice presa per il culo?
non ti senti nauseato da tanta malafede?
vuoi affrontare finalmente questo profondo conclamato schifo?
per favore massimo
non arroccatevi su posizioni rigide
cercate di recuperare una visione obiettiva del problema
dateci un segno
è questo che vi stiamo chiedendo in tanti aldilà delle polemiche
la pubblicità italiana non può più accettare questa indecorosa vergogna
giovanni pagano
Ti quoto fratello Giovanni, sono dei farabutti!
Giuridicamente si chiama TRUFFA, e come tale, andrebbe, va condannata.
E il Presidente dell’ADCI Guastini che li avvalla,
affossando di conseguenza il lavoro vero, vale quanto loro.
Colui che dovrebbe difendere e fare apprezzare questo mestiere, il primo paladino
della creatività vera, si presta ai giochetti da furbetti del quartierino,
e li difende, con l’aria seccata e infastidita, da coloro che gli ricordano
che lui, la sua figura dovrebbero essere il primo baluardo alla fuffa e alla truffa.
Vergogna.
Dannosi e detrattori del lavoro vero e reale.
Perniciosi.
Rosselli, io non ti conosco ma dopo una figura di merda così,
se è vero come appare
mi vergognerei ad andare in ufficio,
e a guardare in faccia i miei colleghi,
i clienti a cui sperperi il tempo (pagato) in cazzate.
A pensar male si fa peccato. Ma non si sbaglia.
E poi pensate lo spreco di tempo e la piccineria a doversi inventare tutto,
invece di darsi da fare su una cosa vera o un cliente vero.
FAKE WORK KILL REAL WORK. DON’T MAKE THEM KILL YOU.
Grazie Dan, Bel Colpo.
Ah, dimenticavo, Guastini…
Ma non fatemi dire altro, che poi piccolo uomo mi insulta.
E se fosse tutto voluto? Se Rosselli avesse voluto ridicolizzare l’adci? Hai pensato a questo, Donald? Io non lo escluderei. Anzi, se le cose stessero così, meriterebbeun un bel premio.
Eh?
Rosselli stai calmo
buttando fuori i lavori veri per far andare avanti le sue cagate?
Pagano solo i mediocri creativi come te si concentrano su ste cose invece di fare qualcosa di bello da far uscire finto o vero che sia. Se ti fossi dedicato così tanto a migliorare il tuo livello creativo invece di scassarci la minchia con i Fake magari avresti vinto qualcosa di serio in vita tua.
Ma guardati in giro più della metà delle migliori campagne del mondo sono fake! E le carriere dei grandi creativi nel mondo si muovono anche così.
Parli di figura di merda all’ ADCI di Rosselli perchè pensi che l’ADCI valga qualcosa, ma chi se lo caca nel mondo ADCI lo capisci?
E poi ti dico di non fare il furbo che io Rosselli lo conosco bene e se si incazza ti piega come una sdraio.
E falla finita hai rotto il cazzo.
Anonymous,
sei un poveretto.
ecco un altro fakiro con i suoi tipici argomenti
e il suo tipico coraggio
sai qual’è il vostro problema
anonymous?
leggi gli altri interventi e capirai
te la prendi audacemente con me senza firmarti
e non t’accorgi che tutti i commenti qui sono come i miei
non sono io
siete voi che avete rotto il cazzo
patetici cultori del nulla
la gente non ne può più dei furbetti del quartierino
sempre convinti di farla franca in barba alle regole e agli onesti
ma stavolta voglio proprio vedere se ‘sta caricatura di creativo la fa franca
giovanni pagano
D’accordo su tutto, Pagano, ma quel “qual’è”… da un copy per giunta…
Maestrino? Al massimo supplente, dato che mi risulta che Pagano sia un art.
Obiettivamente, Pagano, un po’ hai ragione e un po’ odori di frustrazione.
il post è di donald
coniglio
che minchia vuoi da me?
oltretutto mi dài pure ragione
annàmo bene
giovanni pagano
Lui Rosselli lo conosce bene, capito?!
Mai sentito un tale elenco di cose sconclusionate. La verità ti fa sragionare
Domain: badavenue.it
Status: pendingDelete / redemptionPeriod
Created: 2011-05-08 13:00:05
Last Update: 2012-05-09 14:36:29
Expire Date: 2012-05-08
Registrant
Name: Arnaldo Funaro
Organization: Arnaldo Funaro
ContactID: THR1304852402
building your own custom “My Whois” view.
Sarebbe tutto ok se qui fossimo su “www.badavenue.it”, ma mi risulta (e Donald lo scrive pure…) che qua siamo ospiti della grande famiglia di wordpress.com, per cui questa mi pare una ricerca inutile (a parte avere scoperto che Funaro è il sosia di Mario Biondi).
Arnald in ogni caso, prima che un bravissimo creativo, è una grandissima persona! Cuore, cervello, determinazione, sensibilità, acume, onestà e amore per la giustizia, le prime parole che mi vengono in mente per descriverlo. Se fosse lui, seguirei questo blog con interesse ancora maggiore, perché è un uomo di raro valore umano!
Tana pe Funaro?
Direi di no, leggi il mio reply poco sopra.
Al di là del commento di Spoon River, che deve essere la mamma di Arnaldo Funaro, questa storia che salti fuori Funaro su whois è inquietante.
Perché uno dovrebbe bloccare un dominio che si chiama badavenue.it?
Generalmente, è una cosa che si fa per impedire che qualcun altro ti rubi il “marchio”.
Questo farebbe pensare che, purtroppo, dietro a BA si nasconda totalmente o parzialmente un losco figuro come Funaro.
O altrimenti che Funaro intedesse prima o poi sfruttare la notorietà di questo blog per condurre una qualche scorribanda digitale per guadagnarsi quel po’ di visibilità che da anni insegue con l’ostinazione del paranoide.
Ripeto: è un fatto inquietante che un ladro di credits, un troll instancabile, un fallito iperattivo si aggiri in questi dintorni.
Se Donald non è Arnald, presti attenzione.
Se i due sono la stessa persona, bè io cambio canale.
Scusa Anonymous, non sono la mamma di Funaro ma lo conosco e lo apprezzo molto anche a livello umano…perchè la gente getta solo merda sugli altri? Ne avete troppa addosso di vostra? mamma mia, uno non può dire una parola buona che subito viene azzannato….ma quanto livore avete dentro? certo vivete male….
Io non penso che il losco figuro Funaro sia Donald. Ma conoscendolo trovo molto probabile la tua seconda ipotesi. Solo lui poteva acquistare il dominio badavenue per puro opportunismo.
cazzo ma parliamo della stessa persona? io conosco un uomo buono e gentile, sensibile ed impegnato….
Insulti a parte. Qui siete abituati a farne molti, lo so.
Quel dominio non è mio, ma c’è da dire che qualcuno si diverte a dire che lo sia.
Ma questo qualcuno non è granché aggiornato, perché non abito più a quell’indirizzo da almeno cinque anni.
Piuttosto, a questo punto vi lascio il mio sito: http://www.diversamenteoccupati.it
Losco figuro? Ma mica sono io quello che non si firma.
Arnaldo, volevo escludere che fossi tu, ma la tua giustificazione “Ma questo qualcuno non è granché aggiornato, perché non abito più a quell’indirizzo da almeno cinque anni” non la capisco proprio. Se cerchi su Whois dice che il dominio è stato comprato proprio da te (c’è un nome e cognome: il tuo): allora i casi sono due, lo hai comprato “perché non si sa mai, in futuro…” oppure perché sei DD? Dire “non sono io quello associato al dominio” è dire il falso.
Magari spiegaci meglio, io resto dell’idea che DD sia di Milano, o ancora meglio del nord Italia.
Quindi hanno registrato il dominio a tua insaputa. Chi cazzo sei? Scajola?
Created 8 maggio 2011. No.
Eh no, questo non è mio. E’ qualcuno a nome mio a sto punto.
Il mio sito è questo: http://www.diversamenteoccupati.it
e poi c’è chi dice che questo blog è inutile.
è inutile epr chi ha code dipaglia. non dico sui fake acui nnfrega un cazo a nessuno. ma su cose più gravi tipo mobbing o altro. ci voleva proprio.
“Fart Director” è bellissima…
Ma ‘stai cazzi?
Non è creatività inventarsi cose che prima non esistevano?
‘sti. Pardon.
Anche “Stai cazzi!” va bene. Va bene. Ma detto masticando la gomma. Con sorriso a 36 denti. Il giusto compromesso fra “stai calmo!” e “sti cazzi!”
Va bene, Rosselli è piccino piccino, un omuncolo.
Va detto che la giuria stampa non poteva sapere che l’annuncio fosse falso.
A me scandalizza più il fatto che siano entrati in shortlist i cinghiali di citrosodina, un’idea vecchia di sei anni.
Ancora, i giurati non erano gli “ottimi professionisti” di cui parla Guasdtini, ma una banda di predoni che si è spartita un bottino.
Sì, non capisco perché si citi solo Rosselli.
Campora dov’era mentre in agenzia ferveva l’attività fake (a guardare bene, l’unica)?
Beh scusate… ma siti finti… di prodotti finti… per premi finti… ma la birra Zoogami l’ha mai vista nessuno? Forse no perchè l’hanno dopo Zoogami faceva abbigliamento? Ops tana per quelli del web, che effettivamente si dimostrano avanti avendo suggerito il metodo ad altri…
Va bene tutto, ma non citiamo “Premiata Macelleria Creativa”, per pietà.
Una che in quarta di copertina di un libro che è, di fatto, una vendetta personale contro chi l’ha licenziata, scrive: “‘Sono un’obiettrice di coscienza della pubblicità. E ne vado orgogliosa.”.
Che è un po’ come se Berlusconi adesso dicesse che è un obiettore di coscienza della politica.
scrive un libro per vendicarsi…trova un editore….che santi ha in paradiso?
Sai Spoony, come si dice… molte fanciulle sono sedute sulla propria fortuna.
E alcune la mettono a frutto più di altre, da sempre.
che vuoi farci, sarò “maschio inside”!!!
Guarda, Spoony, che non parlo a vanvera.
Basta leggere qua
http://www.elle.it/Blog/Valentina-Maran
una breve e (cir)concisa bio della Maran:
“Adora il Burlesque e ha scoperto di essere bravissima nel tassel twirling. Copywriter freelance, autrice di racconti erotici (“l’uomo che mi lava”), scrive un po’ ovunque sul web. Ama fare la tester per Sex Toys. Sesso, incomprensioni di coppia, amanti, amori, giochi sbarazzini e imbarazzanti.”
Se non temessi di essere scurrile, in tema, mi verrebbe da dire: “Sticazzi!”
Ops, l’ho detto….
PS: e poi la Maran si chiama come il più inutile, raccomandato e incapace assessore nella storia del comune di Milano: vorrà dire qualcosa…
E per chi non sa cosa diavolo sia il “tassel twirling” e non volesse telefonare alla Maran per chiederlo, oplà:
:):)
Grazie Posy, ora so come allenarmi in modo intelligente!
Ok, attendo l’indirizzo della tua palestra.
Ha fatto la stessa cosa di quel coglione di Bruno Ballardini.
Ma quello se lo ricordano solo le vecchie come me.
Comunque la Maran era una copy molto brava. Poi, sai come va, passi di moda, c’è la crisi, ti licenziano, arranchi, ti arrangi e …….guarda caso ti converti al movimento antipubblicitario. Cambi pelle, diventi accigliata e giudicante, scrivi un paio di libretti nemmeno male, tenti la via dell’intellettuale 2.0.
Ma in realtà la notte non smetti di pensare a quelli che ti hanno segata e ancora stanno lì a godersela (??).
E anche quella notte è passata senza scopare..
ma chi l’ha segata?
La Maran è prima una scrittrice e poi semmai è anche una copy.
DOX FOR LIFE!
bisognerebbe cominciare a dare l’esempio: non si può semplicemente togliere l’annuncio dall’annual. Va eliminata la Leagas dal librone, le si deve impedire di iscrivere lavori per tre anni e per lo stesso tempo Campora e Rosselli vanno sospesi dall’ADCI. Ecco come si scoraggiano i fake.
cazzo sai che punizione… rabbrividiscono già.
in inghilterra le cose andrebbero come dici tu
in italia c’è molta comprensione e indulgenza per il caso umano
e si preferisce non calcare la mano
sai com’è
una mano lava l’altra
e i ducetti e i torquemada non ci piacciono
immunità paraculare
giovanni pagano
Sarebbe già un buon inizio fare in modo che i giurati non votino per i propri lavori, come nel caso dei Fart Director.
nn capite una sega, svilente è che 2 creativi cmq di nome, e cmq validi, almeno il copy perchè l’art è il classico layouttare col culo altrui, in una agenzia che non va benissimo da tempo, sprechino tempo e risorse per fareuna campagnetta simile. e se dovete farla per blasone e far girare il nome dell’agenzia, fate almeno una cosa gradevole.
questo è grave. poi se mi inibiscono l’ingresso al club per me solo tutto di guadagnato. risparmio 500 euro.
Io ci vedo un parallelo con il campionato, perché non chiudere o sospendere l’ADCI per un paio d’anni? Alla fine è una vita che si tratta di un club di falliti che non fanno nulla per lo sviluppo dell’advertising quindi perché tenerli in vita. Di cosa campano, di tesseramenti? Basterebbe che tutti smettessero di rinnovare.
Comunque, scherzi a parte, a Cannes (che pure non è il massimo del rigore da questo punto di vista) per una cosa del genere sei fuori per non so quanti anni. Non puoi né andare, né iscrivere lavori. C’è solo da sperare che i due ragazzi non l’abbiamo iscritta anche lì, perché a quel punto la cosa peggiore che potrebbe capitare loro sarebbe che l’annuncio entrasse in shortlist.
Io mi auguro (e penso) di no, perché in fondo son due brav ragazz!
sicuro? mi sa che quelli di ddb brasil l’anno dopo erano di nuovo in pista
Donald sei un grandissimo, ora è ufficiale.
In 5 minuti di ricerca su internet hai fatto uno scoop che ha dimostrato in modo inequivocabile il livello miserabile di uno dei più affermati creativi italiani e quindi – per proprietà transitiva – dell’intero sistema.
Chapeau!
Cos’è l’Art Directors Club?
io ho trovato cercando in google: http://www.elixirs.com/prodSearch.cfm?ProductName=Carbo+Veg&ProductCategory=All+Categories
http://abchomeopathy.com/r.php/Carb-v
http://www.herbs2000.com/homeopathy/carbo_veg.htm
e altri risultati che non riporto.. (ho cercato con impostazione lingua non italiana)
E ci credo che hai trovato… Carboveg viene evidentemente Carbo Vegetabilis, uno dei tanti rimedi omeopatici. Tra le indicazioni: disturbi gastrici con flatulenza, bruciori localizzati sopra l’ombelico (per quelli sottoombelicali il rimedio elettivo è Lycopodium), rigurgiti e sensazione di gonfiore addominale. Quello che sa chi mastica un pochino di omeopatia (anche se l’indicazione è di lasciar sciogliere le palline sotto la lingua) e che neanche un’azienda come Boiron si potrebbe permettere un annuncio per un solo rimedio. Come uno per il Mimulus (meteorismo tra le altre indicazioni) un’azienda che produce Fiori di Bach… Riassumendo: carbo vegetabilis esiste, non esiste che possa comunicare in questo modo. Fake, ma soprattutto crazy
Scusami ma non hai nemmeno cliccato su i link?
il prodotto in flacone che si vende si chiama Carboveg. Poi non sarà quello che è stato pubblicizzato. Ma questa è un’altra questione. Ma il prodotto esiste ed è contro la flautolenza.
Watson. E’ un’altra questione. Taci.
Che cos’è la “flautolenza”, una canna da pesca armonica a fiato?
Hey Schelloc… qui nessuno dubita dell’esistenza della categoria “carbone vegetale”, lo prendeva pure mia nonna. E’ di QUEL prodotto lì, con QUELL’ ETICHETTA lì che dovresti cercare le tracce.
Etichetta che sembra giusto fatta al volo da un art in modo che non rovini troppo l’impaginato.
ma che storia triste. nemmeno ken loach avrebbe saputo scrivere una trama così deprimente. ma pensate a spiegare questa cosa a un pizzaiolo, a un avvocato o a un geometra. non ce la fai.
questa è la lehman brothers della pubblicità. quanta pena!
citazione perfetta. come rubare pecore in piovono pietre
che bel film! cmq forse ancora di più in riff raff, in piovono pietre i tipi facevano almeno ridere.
Diciamo che il tutto è un po’ la copia povera e avvilente del caso Parmalat, dove Tanzi e il suo compare falsificavano i documenti a colpi di fotocopie e fax.
Totò e Peppino subiscono così la sorte di tutti i grandi personaggi comici italiani, da quelli di Alberto Sordi a quelli di Tognazzi e Gassman. Volevano essere una critica feroce. Li hanno presi come esempio.
Credo che un annuncio fake sia un peccato veniale se paragonato ad attaccare una persona con nome e cognome protetti dall’anonimato. Non entro nel merito ma Stefano si è visto diffamato da Donald Draper: non c’è una certa asimmetria? Vuoi diffamarmi? Benissimo, ma almeno che io sappia chi è che mi sta diffamando. Per avere la possibilità di combattere ad armi pari.
peccati veniali
ma rosselli può benissimo difendersi
donald non ha pubblicato illazioni o calunnie
ha pubblicato fatti e documenti
che rosselli può cercare di smentire
poi lascia giudicare alla gente sulla venialità dei fake
ognuno ha le sue idee
io per esempio penso che i fake siano un cancro per la dignità del nostro lavoro
ma quello che è ancora più grave in questa storia sono i mezzucci usati
il perdurante tentativo di fottere il club e i colleghi imbrogliando
a te sembra un comportamento serio e adulto?
non capisco cosa difendi
peccati veniali
il diritto di rosselli di imbrogliare senza essere sputtanato?
mi sa che sei finito nel blog sbagliato
giovanni pagano
quante stoire con questi fake, io credo sia più grave costringere collaboratori a notti gratis in agenzia per un layout inutile che fare un fake. perchè nn parlate di questo? mai epoi mai ma vi accanite con questi fake?
Io sono spesso d’accordo con te, Pagano. Quello che non capisco è la tua instancabile battaglia per moralizzare l’ADCI. Perché? Non ricordi la famosa sentenza su Biscardi ed il suo Processo? Il giudice l’assolse in una causa intentatagli per qualcosa che aveva affermato in trasmissione, in quanto era di dominio pubblico, quasi proverbiale, l’assoluta inaffidabilità dei soggetti in questione. Un club poco credibile si seppellisce da solo, alla lunga, non credi?
ehi tusk
come si dice in questi casi grazie per la domanda
anche se continuo a pensare che alla gente debba interessare poco di me
mentre vorrei che valutasse le mie idee e i miei ideali
il fatto è che l’adci
cui ho avuto l’onore di appartenere come proboviro in altri tempi
e da cui ho dato le dimissioni per la nausea di come è diventato
finisce col rappresentare comunque il lavoro che faccio e che amo
e io credo di amare questa professione più di chi la sporca con comportamenti disonesti
e anche più di chi continua a consentire questo sfacelo con comportamenti omissivi
quando avrebbe la possibilità e il dovere di contrastarlo
moralizzare l’adci mi importa fino a un certo punto
cercare di ridare dignità e moralità al nostro lavoro invece mi sembra importante
e sarebbe più facile se in tanti facessimo sentire che la pensiamo così
e con questo spero di avere risposto alla tua domanda
giovanni pagano
Credo che tu non conosca il significato della parola diffamare. In due parole è il ledere l’onorabilità di una persona con affermazioni non vere. Non sono vere? La vittima avrà modo di rifarsi con gli interessi. Sono vere? Se ne sta zitto e aspetta che passi la buriana. L’anonimato del web si scioglie come neve al sole di fronte ad un reato penale, credimi.
Difendo solo il fatto che Rosselli abbia diritto di sapere chi pubblica un attacco così dettagliato.Stefano deciderà se e come ribattere ma avrebbe almeno diritto di sapere a chi ribatte. E non entro nel merito dei fake perchè non mi interessa. Poi sono d’accordo con te di essere nel blog sbagliato.
Peccato veniale di che?
Dici che Stefano ha diritto di sapere chi pubblica un attacco così dettagliato.
E noi? Non abbiamo diritto di sapere chi ruba premi inventandosi prodotto, cliente, brief e annuncio.
Tra le due, l’anonimato di Donald mi sembra il male minore.
Ripeto. Mi annoia il dibattito sui fake, sui premi, sull’ADCI. Credo che il nostro settore stia morendo per ben altre ragioni. Ma, di nuovo, senza entrare nel merito della querelle, credo che attaccare direttamente una persona con nome cognome ( e foto) meriti almeno una firma.
Può sempre dimostrare il contrario. Sempre se può.
io invece credo che il mondo della pubblicità meriti delle scuse
FART DIRECTOR è la migliore che ho sentito da anni.
se pur facendo un fake, il nostro eroe fosse almeno riuscito a non fare un annuncio così volgare e fagiolaro, non avrebbe fatto così incazzare la gente… forse si sarebbe risparmiato un po’ di cattiveria, e certo il nick.
E COPRIWATER sarebbe il suo degno compagno.
Rifaccio la domanda e prego Guastini di rispondermi: cos’è l’Art Directors Club Italiano?
Vorrei che me lo spiegasse per bene perché sono un ragazzo di media intelligenza e vorrei capire meglio. Parole piane e chiare. Si può?
c’è una cosa molto più grave del fatto che l’annuncio sia fake, più grave del fatto che sia fake anche il prodotto: quest’annuncio è una merda. non c’è un’idea, niente. un banalissimo negative che ti vergogneresti di proporre durante il brainstorming. come possono due dc di un’agenzia importante mettersi a fare tutte queste tarantelle per far uscire un annuncio così brutto (ddb brasil coi fake è diventata ddb brasil e probabilmente ha preso un sacco di budget. perché li sanno fare).
ma ancora più grave: come hanno fatto i giurati a prenderlo anche solo in considerazione? anche se fosse uscito su tutti i giornali d’italia.
è un’illustrazione carina stop.
Che poi il sito under constuction dell’erboristeria gli è venuto da dio.
C’è dell’art direction! Avrà pensato: facciamolo davvero come lo farebbe un’erboristeria.
Chapeau, Lupin!
a fare i fake son capaci tutti. anzi no.
Allora chi è veramente Donald??
E’ proprio da uomo di mezza eta’ sta magra. Anche quella del dominio ba.it. Convertitevi e redimetevi invece di buttar via il tempo così. sul serio.
Deve arrivare però il momento delle conseguenze. E dei fatti.
La pubblicità nelle mani di queste persone è ridotta al lumicino. Chi lavora (cinque giorni a settimana e week end compresi) fa fatica a sopravvivere. Quanto prendono questi signori, vero analfabeto del lavoro, gli AD, i CD, gli ECD? Queste persone, i cui nomi li conosciamo tutti, devono andare a casa. Fare spazio. Questo è lo scandalo.
QUINDI INSOMMA è CHIARO: DONAL è ARNALDO FUNARO!
AHAHHAH.. SGAMATO…
Arnaldo funaro?
Attendiamo fiduciosi mirabolanti spiegazioni e arrampicamenti sugli specchi sul xkè il whois di badavenue.it sia a nome suo…
Si imparano cose molto interessanti venendo qua. Per esempio, del tassel twirling non sospettavo neanche l’esistenza, ma ho scoperto che è uno strumento formidabile per rimettere nella giusta carreggiata il paese.
Per esempio, le centinaia di laureate che escono ogni anno dall’Alma Mater di Rigor Montis che cosa vanno a fare?
Il tassel twirling offre loro una straordinaria opportunità di successo e di promozione personale!
Oltre che lustrare gli occhi dello spento Giavazzi…
Ohibò, era la stessa prospettiva che avevo immaginato per le (troppe) neolaureate o neodiplomate delle (troppe) università e accademie varie di comunicazione.
Più che Giavazzi, poi, vedrei bene “twirlare” un altro economista: il ministro Giarda, con due bei “tassel” applicati alle sue orecchie da Joda.
“Libertarians and free trade economists don’t realize it, but they are pulling Marx out of his grave.”
“According to the Bureau of Labor Statistics’ 10-year jobs forecast, the majority of US jobs that will be created in the coming decade will be in domestic services that do not require a college education. This is a strange job outlook for a high tech economy allegedly benefitting from free trade.”
“Outsourcing is eliminating entire American occupations in engineering and information technology. As there are fewer jobs for graduates, engineering enrollments in the US are declining.”
“The August payroll jobs report from the Bureau of Labor Statistics repeats the consistent pattern of 21st century America–no net job creation in high productivity sectors. The only jobs created are in nontradable lower paid domestic services.” (Paul Craig Roberts, Resurrecting Karl Marx, Counterpunch, 5/9/2005).
Purtroppo non ho trovato il passo in cui fra i “nuovi” lavori che negli Usa andavano per la maggiore c’era appunto la ballerina di lap dance.
Sarai anche una cima in economia, ma di entertainment sexy non capisci davvero una beata cippa.
Lap dance e burlesque sono due cose completamente diverse.
Dove sono adesso i minimizzatori addiccini? Quelli che per settimane hanno menato la ciolla con la storia della singola uscita e della coerenza col target e che se c’erano questi requisiti loro non potevano fare niente? Il signor Lombardi profeta delle nuove tecnologie di ‘sta minchia, per esempio: mi pare fosse un controllino facile facile da fare con un mezzo che ti dovrebbe essere congeniale. Perché non l’hai fatto e hai continuato a buttare merda sulla stampa che è morta, mentre il web è stravivo? Perché cazzo non l’hai usato come si deve, ‘sto web? Per punizione ora dovresti mangiare tutte le edizioni domenicali del Corriere della sera, annata 1992, come in “Dalla Cina con furore”.
Non capisco perchè nel titolo viene enunciato (e attaccato) solo Rosselli, quando nei credits compaiono anche gli altri “soci”. Qui la magra figura va equamente spartita.
Art Director: Stefano Rosselli
Copywriter: Stefano Campora
Illustrator: Eustachio Ruggieri
La famosa trombata di Eustachio.
Stefano Campora sempre in prima linea alle giurie ADCI a fare il grande segatore di campagne altrui. Un anno fa ha deciso che doveva risollevare il medagliere dell’ agenzia. Così mentre menava fendenti e faceva retrocedere i lavori di RSCG e altre agenzie, preparava il terreno per questo bellissimo exploit
Direi che il povero illustratore potrebbe non avere colpe. Magari manco gliel’hanno detto che il prodotto non esisteva…
l’illustrator è un art della stessa agenzia…
Tutti i giurati sapevano che questo prodotto non esiste e che questo annuncio non è mai uscito, ma erano troppo intenti a votarsi a vicenda per alzare la manina e denunciarlo.
Complimenti ai giurati.
Complimenti a chi li ha scelti.
Complimenti a chi ha scritto le regole.
Il fatto che questo annual sia macchiato di tali nefandezze svilisce anche i premi presi onestamente . Fiorisce la cultura del sospetto generalizzata. Finiremo per chiederci se Sorgenia sia un cliente vero o fake.
Quest’anno è il peggior Adci di sempre.
Complimentoni al presidente guastini. Si è dimostrato non degno di coprire questo ruolo.
Dovrebbe prenderne atto e dimettersi all’istante.
Una vera truffa ai danni delle agenzie che hanno pagato per iscrivere i lavori con soldi veri.
Oro a rozzi e siani per la lungimiranza
Azzo sto paese non è marcio solo in parlamento. Si fa prima a raderlo al suolo e rifarlo da zero
Parole sante…
http://adsoftheworld.com/media/print/medicus_health_insurance_spain
Questa faccia non mi è nuova.
http://badavenue.files.wordpress.com/2012/05/36645.jpg?w=640
Guastini, va tagghiati i capiddi.
I fake sono un cancro perché sono prima di tutto una truffa e un inganno che irride la buona fede di chi lavora secondo le regole.Sono come vincere a carte barando,le elezioni con schede false.Non mi sembrano cose da poco.E,non per ultimo,rappresentano il disprezzo per i tuoi simili,i tuoi colleghi.
Il fatto che moltissimi ECD ancora ci credano e ci provino è un segnale penoso.Spesso si tratta di persone che hanno saputo galleggiare quando le vacche erano grasse e si sono sapute infilare nella cricca dei furbetti. Quelli che attaccavano Pagano per intenderci.Gentaglia modesta umanamente e professionalmente,dotata di scarsissimo talento ma immane autostima e presunzione.
Come se loro fossero la casta vincente e tutti gli altri degli stronzi plebei.Inutile fare nomi e cognomi,li conosciamo tutti.Accanto a questi poi ci sono gli invasati folli che passano sul cadavere di chiunque per poter dire “io sono un dio o dea creativo”.Si circondano di ragazzini adoranti che fanno lavorare 12 ore al giorno 7 giorni su 7.Poi li mollano quando questi si rendono conto di essere degli strumenti nelle mani del male.
Hanno anche la buona abitudine di sparlare alle spalle di colleghi,loro capi e sottoposti vari,se gli serve per emergere e fare piazza pulita intorno a loro.
Trattano tutti con disprezzo,tranne due o tre schiavi “eletti” fino a quando servono.
Qui i nomi purtroppo li devo fare,se non altro per evitare a qualche ragazzo giovane di cascarci.
Bertelli e Boccassini.Lui forse ha l’attenuante di essere dotato di una personalità come minimo
plasmabile dalla di lui compagna .Ma lei, e chi la vide in JWT o ora in Publicis sa di cosa parlo,è posseduta dal maligno della creatività e sta alla buona gestione del ruolo di ECD come Erode alla gestione di un franchising di asili.
I fake sono la punta dell’iceberg di un sistema malato.Ma l’iceberg vero,quello che ci affonda e affonda la vita professionale e umana di molti di noi,sono le persone che occupano attualmente i posti di comando.Creativi,account o manager che siano.
Che buffo scrivi senza spazio dopo la punteggiatura come fa Pietro Maestri.
ma si son tutti uguali fidatevi, dal primo all’utlimo. negrieri che vi sfruttano per poi scaricarvi appena chiedete un aumento, una assunzione, una vita semi normale. piccoli professionsiti che usano le vostre vite epr stare attaccati alle poltrone. e più son giovani e più vi sfrutteranno. Andate subito all’estero, subito. ci sono più direttori creativi italiani di valore umano e professionale aparigi che in italia. il fake è il male minore, anche tutto ilresto fa schifo.
che prospettiva di crescità può avere uncreativo giovane in italia se 2 ecd blasonati fanno fake esi fannosgamare per un prodotto inventato contro le scoregge??? di fare una brichure fake per ste prodotto?
si trattasse anche di Pietro Maestri, starebbe comunque scrivendo niente più e niente meno che la sacrosanta verità.
Non so se Maestri non lascia gli spazi o Gennarino non mette le virgole o Papalla mette sempre i puntini o Gitto usa solo nick di origine siciliana e mille altre cose del genere.Ma so per certo che se nelle agenzie circolassero più ECD con le palle e capaci e meno personaggi deliranti si starebbe molto meglio.Purtroppo lo so per esperienza personale.
L’Adci farebbe bene a eliminare del tutto la sezione stampa dall’annual di quest’anno. Quella giuria non ha più credibilità nei confronti di nessuno. E già che c’è, a risarcire tutti coloro che hanno iscritto i propri lavori. Da Guastini ci aspettiamo una trasparenza di questo tipo. Altrimenti ci sono gli estremi per procedere a una class action.
L’avvocato dice di aspettare il giorno dopo le premiazioni del 14 giugno.
Mi sembra di vederli, Rosselli e Campora, chissà a chi è venuta la brillante idea. “Ho un’idea fantastica magari riusciamo a contattare un cliente che fa un prodotto contro la flatulenza e elemosiniamo la solita uscita finta…vedrai che arriva un premio!”
E dopo una breve e inutile ricerca, la seconda idea brillante. ” Che ce ne frega, inventiamocelo sto cliente tanto chi controlla”.
E dopo la denuncia su Donald Draper….la terza brillantissima idea. Quella che più di ogni altro colloca questo face nell’Olimpo delle merdate.
“Cazzo, registriamo un sito under costruction…almeno salviamo la faccia”.
Si, come no.
Un copy felice di non essere in Legas Delaney
idea fantastica?
- ho un’idea fantastica per un prodotto antiscorregge -
- dai, dilla dilla -
- facciamo uno che scorreggia -
ovviamente era ironico
fake
io ho fatto un lavoro per l’azienda di un mio amico. un lavoro che ha avuto grande successo tra chi l’ha ricevuto. si trattava di un self promotion, carino, spiritoso, vero, sia pure per un mercato lontano da quello milanese. non è entrato in short list. pace.
il problema è che se il mio amico legge questo blog mi manderà a fare in culo, visto che gli 80 euro per partecipare a questa pagliacciata li ha cacciati lui, convinto da me. e avrà ragione.
come possiamo fare una comunicazione credibile se non siamo credibili noi per primi?
un’ultima cosa, miracoli dei nickname, paris hilton ha detto una cosa giustissima: “c’è una cosa molto più grave del fatto che l’annuncio sia fake, più grave del fatto che sia fake anche il prodotto: quest’annuncio è una merda.”
Se io fossi il Presidente Guastini (per me un ottimo presidente fino ad ora) mi maledirei per aver accettato un incarico come il suo in questa gabbia di serpenti quali noi tutti siamo. Ma probabilmente lo sapeva benissimo, quindi non si maledirà.
Certo non vorrei essere al suo posto: e qualcosa, Massimo, la devi dire su questa faccenda anche senza la classica frase “aspettiamo meglio per capire cosa sia successo”. Perché – diciamolo – Donald Draper Funaro (?) stavolta ha fatto una bella operazione precisa fino al dettaglio, e c’è poco da obiettare. Non solo l’annuncio era fake, ma lo era anche il prodotto.
Cosa fa l’ADCI?
Inoltre mi sembra un po’ triste la mancanza di comunicazione e di difesa di Rosselli. Non dico per forza in questo blog (che ti ricordo Stefano lo leggono anche moltissimi clienti) ma da qualche parte sul web. E’ dovuta, secondo me.
Complimenti per l’argomentazione sul curriculum della Maran, comunque. Ma dove siete rimasti? Al mesozoico? Perché? Una persona di sesso femminile non può interessarsi a tematiche che vanno dall’erotismo al burlesque senza essere una che l’ha data via per scrivere un libro? Fosse anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, almeno ci mette nome e cognome e di sicuro ha più coglioni di voi. Ma che ne sapete voi di cosa voglia dire essere una donna e lavorare in questo mondo di animali maschi che non sanno riconoscere neppure un merito? Intanto quelli che fanno le peggio porcherie in questo settore e fuori, sono proprio i maschi. Fate pena. Eccoli qua i creativi moderni: cavernicoli frustrati sessualmente e non, con una vita misera, piccola piccola, come la loro mentalità. Ma quando crescete, segaioli con la lingua biforcuta? Ah che grandi uomini! Sempre a invidiare chi ce la fa. Sempre a misurarsi col righello e a screditare una persona che semplicemente perché donna, è automaticamente seduta sulla sua fortuna. Pure a livello di linguaggio siete rimasti indietro di secoli. Continuate a masturbarvi sulle vostre convinzioni e su youporn, che solo quello potete fare.
Ti quoto in pieno, la Maran è una brava scrittrice e copy. Il resto son chiacchiere di gente pruriginosa.
Cara Naomi Wolf de noantri, è vero. Siamo uomini piccini piccini, capaci solo a fare la semplice somma “uno più uno uguale due”.
Che è poi quello che risulta aggiungendo un pamphlet di rosicate astiose a un curriculum nel quale la più brillante esperienza è quella di “collaudatrice di sex toys”.
Probabilmente non avresti letto certe scherzose illazioni se la fanciulla in questione avesse scritto un volumetto di chiose agli Atti degli Apostoli, oppure se fosse ancora alla sua scrivania di copy, che evidentemente non aveva abbastanza doti per continuare a occupare. Invece, la maliarda ha scelto il profilo della sex teacher, della disinibita a tutti costi: tra i quali, evidentemente, c’è anche quello di attirarsi qualche commento maschilista. Pardon, ci poteva stare.
La tua difesa di ufficio, invece, non scherza per nulla, intrisa com’è di acidità. Molto meglio il commento di Paola, che si distacca nettamente dallo stato d’animo tipico di certe donne “che passano troppe notti senza scopare” (cit.)
A proposito, se non metti nemmeno tu nome e cognome, temo che anche le tue siano soltanto parole senza palle. Anche se un’idea sul tuo possibile nome ce l’avrei, maliziosone che non sono altro. Bye, e buon twirling.
Bravissimo! Fantastica idea!
“Gli Atti Sessuali degli Apostoli.”
Sarà un best seller. Mi metto subito al lavoro…
mamma mia, che nervi scoperti!!!! Basta con questo vetero-femminismo. Io sono donna e ci rido sopra, take it easy, altrimenti vivi male!
Se una donna sceglie di raccontarsi come ha fatto la Signora Maran ci sono solo due casi possibili:
- è una ninfomane (nel senso clinico del termine);
- è anorgasmica, quindi ha bisogno di creare un’immagine di sé che sia compensativa di questa lacuna emozionale.
In effetti esiste una terza ipotesi: che abbia scelto la strada del personaggio sessualmente trasgressivo, come già fece la pseudo-scrittrice Melissa P. (che ricordo anche autrice di un paio di editoriali su Internazionale che da soli abbassarono il livello della rivista e causarono un crollo di vendite). Strategia che punta a spingere le vendite del proprio libro proprio grazie ai pensieri pruriginosi tipici del pubblico maschile.
Io appena passo in città me lo compro il libro della Maran. Pero’ e’ meglio amare che scopare.
non riesco davvero a capire perché solo rosselli, ma gli altri, ce(ss)o dell’agenzia compreso, cosa sono delle piante ornamentali? questa è una merda calpestata dall’intero board della leagas.
ah, un’altra cosa, questa è una notizia che un giornale che si occupa di dare notizie dovrebbe dare. dove sono i vari youmark, daily media e altri servetti della gleba?
scusate, volevo chiedere scusa al ceo del’agenzia che non conosco nemmeno, mi sono lasciato trascinare dalla battuta facile. niente di personale. fart director cmq dovrebbe vincere l’oro nel copywriting.
Ma considerato che il 14 giugno c’è la premiazione, l’Adci cosa aspetta ad annunciare ufficialmente i vincitori. Ci hanno messo meno a prendere Provenzano cazzo.
La cosa divertente ora è andarsi a rileggere le dichiarazioni che un po’ di queste facce di palta hanno rilasciato poco prima e poco dopo le giurie al blog dell’ADCI. Quanto amore fraterno che c’era…! come si risollevava lo spirito di un club e di una categoria intera! Che magnifiche sorti per i creativi italiani!
http://blog.adci.it/?p=3266
http://blog.adci.it/?p=3342
http://blog.adci.it/?p=3365
http://blog.adci.it/?p=2237
Ma soprattutto: perché Arnald un anno fa ha comprato il dominio badavenue.it?
Forse per lo stesso motivo per cui comprò quello della portfolionight?
http://badavenue.wordpress.com/2012/03/13/lettere-a-donald-draper-ci-sono-cose-che-non-si-possono-comprare-portfolionight-it-e-una-di-queste-di-arnald/
Pura speculazione?
O c’è qualcos’altro sotto?
E perché Arnald ha smentito di essere Donald, ma Donald non ha smentito di essere Arnald?
Le vere domande sono queste.
Speculazione, credo io. Arnald non è Donald Draper, il quale ha un’altra identità, più Torino-based, da cercare nella sede della piccola agenzia DONE!
Chissenefrega di Arnald schwarzenegger, qui c’è un pesce molto più grosso! Daje
Propongo di mettere fuorilegge le espressioni “nome di città+based”.
Sono avvilenti, stupidamente anglofile, di cattivo gusto, da minorati mentali.
Già devo sopportare Carlo Pastore su Babylon che dice Milan-based almeno una volta a puntata, adesso pure qui. Non ce la posso fare. Ve lo chiedo per favore.
Dite milanese o torinese, non è difficile.
forse perchè donald vuole rimanere anonimo e gli fa comodo che si creda sia chi non è?
L’ADCI esce da questa storia con le ossa un po’ rotte.
E più Guastini tace (e il precisino Lombardi, grande esperto del web, non aveva mai pensato di andare a cercare in rete le info sul prodotto; a quando la prossima lezioncina Gianni?), più il contatore del discredito gira, gira, gira, facendo sprofondare non solo lui stesso, l’ADCI, Campora e Rosselli e tutta la Legas (a proposito ma Tim Delaney che dice di questa storia? Lui secondo me i prodotti finti non li sopporta: se sapesse che i due italiani hanno fatto sto casino per me gli mangerebbe le palle. Chissà se lo hanno informato i suoi parenti stretti), ma anche la categoria dei pubblicitari tutta.
Io però una mezza lancia la spezzo: guardate cosa tocca fare a due creativi mediamente bravi per dare sfogo alla creatività, ora che i clienti sono scomparsi: devono inventarsene uno.
Molto triste no? Oggi che le agenzie hanno perso tutti i clienti creativi, e che in Italia vanno avanti solo a mazzette o parentele illustri, non resta che inventarsi lavori e addirittura prodotti.
Però allo stesso tempo non posso non condannare il fatto che almeno il 50% di TUTTE le operazioni che vediamo iscritte nelle categorie di Cannes “nuove” (media, PR, ecc ecc) sono delle montature fake di primissimo livello; eventi che non sono mai esistiti, ma che vivono solo attraverso una case history montata bene. Anche Auditorium era una mezza buffonata, ma almeno era costruita bene. Ma tutto il resto? Le fontanelle col naso gocciolante? ne vogliamo parlare? Se li fregherebbero dopo 5 minuti in Italia. E quasi tutti i video che vediamo sono montature. Finzione. Buffonate.
Allora io dico: facciamo che è tutto finto, e giochiamo senza regole.
Forse è quasi meglio. Tanto buffoni siamo, buffoni resteremo.
E perchè Auditorium è una buffonata? E’stato organizzato, filmato e montato: le views sono lì a testimoniare l’interesse planetario. Cos’è che esattamente è finto secondo te?
Il cliente ci ha speso dei soldi veri.
Ok ok, lo ammetto mi sono fatta un po’ prendere la mano. Però pure voi, o è bianco o è nero? E se una ha voglia di difendere le donne è veterofemminista e acida. Comodo, molto comodo
Cazzo c’entra il veterofemminista? Che io la Maran manco la conosco. E’ proprio il modo di concepire la conversazione da bar che dà fastidio. Sono la prima a riderci su e vivo sicuramente meglio di un sacco di gente qua dentro, se è per questo
E detto tra noi, i sex toys ce li hanno tutti e voi ancora vi scaldate per così poco… Allora facciamo tutti i maschi e comportiamoci come loro. Anzi, facciamo i maschilisti. Magari fate pure le campagnette di sensibilizzazione sui temi sociali e siete i primi a ragionare ancora come primitivi. Se la Maran si vuole “vendere” così saranno affari suoi. Anzi, probabilmente ha capito benissimo con chi ha a che fare, certe cose “funzionano” sempre, no? E poi non mi pare che sul toscano ci sia andata così lontano, o sbaglio? Uno così, come lo vuoi definire? Invece no, perché l’ha scritto una che oltre ad aver lavorato quanto basta in questo adv, ha una rubrica sui sex toys. Vabbè
Burlesque = spogliarello
Sex toys = cazzi finti
Tipa che ha capito come funzionano le cose oggigiorno = mignotta
In veneto dicono “el tacon xe peggio del buso”.
Ecco.
Take it easy, sorella, che nessuno crede che tu sia la prima a ridere di alcunché.
Caro Posalaquaglia (un giorno poi ci dirai dove cazzo dobbiamo posarla ‘sta quaglia) io frequentavo lo Smeraldo quando tu prendevi ancora il latte dalla mamma. Solo per dovere di cronaca.
Ok. Ora vi racconto come è andata. Poi se volete potete mettervi in fila per chiedere scusa a Rosselli. Allora. Stefano Rosselli ha dei nemici. Tutti abbiamo dei nemici. Ma si vede che i nemici di Stefano Rosselli sono un po’ più stronzi della media. Forse gli vogliono far pagare qualcosa. Chissà. E allora che fanno? Cavalcano lo scandalo fake tanto di moda e lo sfruttano per infangare l’ignaro Rosselli. Come? Semplice: comprando a suo nome il dominio del sito Zengarin. Che ci vuole? Basta mettere un nome e un cognome. Possono farlo tutti. Ma al nemico di Rosselli non basta. Deve far capire che si tratta davvero di lui. Allora aggiunge anche l’indirizzo di casa (evidentemente lo conosce bene). E per togliere qualsiasi dubbio (e qui casca l’asino) aggiunge pure l’indirizzo dell’agenzia (suvvia, facciamo i seri, chi mai registrerebbe un dominio con l’indirizzo della sua agenzia?) Una volta registrato il sito a nome Rosselli, scatta la fase due. Pubblicizzare la cosa e avviare lo sputtanamento. Che ci vuole, basta scrivere una lettera a Donald Draper. Chi meglio di lui quando si tratta di sputtanare? Caro Donald, navigando tra miliardi di siti ho casualmente scoperto che esiste questo sito registrato da questa persona. Certo, casualmente. Donald ci casca, pubblica la lettera e la diabolica vendetta del nemico di Rosselli è compiuta. Sputtanato un uomo e un professionista. Messo alla berlina. Senza prove. Complimenti. Davvero.
Se è come dici tu, e ci credo davvero poco, basta che Rosselli o chi per lui si presenti con il vero signor zengarin e dimostri che questo cliente esiste. Semplice no? L’onere però a questo punto è suo
Certo certo, che ci vuole? Anche Berlusconi, Formigoni, Di Gregorio…tutti incastrati dai loro nemici. E viva l’Italia.
Io in tutta questa faccenda non ho capito cosa c’entra la Maran e la marchetta che le ha fatto Donald.
Cazzata megagalattica. Spero che tu non sia un avvocato, perché se no ti conviene cambiare mestiere.
@marlowe. Spero tu non ti riferisca a me, se no ti rispondo che il cazzaro sei tu. Se uno iscrive a un premio una campagna su cui sorgono dei dubbi sta poi a lui, da regolamento, fornire i giustificativi. L’esistenza del cliente mi sembra il primo.
Nell’annuncio per Carboveg di Stefano Rosselli non esiste pianificazione, non esiste direttore marketing, non esiste un cazzo. C’è solo la dimostrazione di una professionalità scureggiona e di una megalomania che non permette di vedere neanche i rischi che si corrono. Gli autori dell’annuncio, abituati a scomandare da anni, non si sono neanche posti il problema di coscienza. Sono le caratteristiche riscontrabili in tutti quei dirigenti che hanno ridotto la pubblicità quel cacatoio inverecondo che è. Questi buffoni devono sparire.
mi sa di consiglio di avvocato…
Ma l’avete vista la pagina goodfellas dell’adci su facebook? Quasi tutti lavori face (alcuni veramente imbarazzanti) e guardate chi mette i like, sono sempre gli stessi che se la cantano e se la suonano da soli! Ah ah ah ah ah ah, ma che vita di merda!
Le decisioni del Consiglio ADCI saranno pubbliche a breve. Quando saranno pubbliche potrete criticare a ragion veduta.
Per quel che riguarda lo scoop di Donald, ha fatto un buon lavoro ma non è stato l’unico ad avere l’idea di controllare i domini. Anche qualche consigliere ADCI l’ha fatto, diversi giorni fa. Come già detto altre volte, un conto è scrivere un commentino anonimo qui, un altro prendere decisioni legalmente impegnative riguardo agli ADCI Award, in armonia con il regolamento della Call for Entries.
Talk is cheap.
Attenzione a quello che fate. Controllate tutto bene.
Gli avvocati sono già pronti.
nemmeno ve ne accorgete, voi dell’adci, ma già solo con il lessico (“istruttoria”, “campagne sospette”, “legalmente”, eccetera) state trasformando l’intera vicenda in una retata contro dei delinquenti. solo per questo, per come state maltrattando l’immagine della creatività italiana, voi che dovreste tutelarla, solo per questo dovreste andare a casa.
Quoto e straquoto Stanley.
nemmeno ve ne accorgete, voi dell’adci, ma già solo con il lessico (“istruttoria”, “campagne sospette”, “legalmente”, eccetera) state trasformando l’intera vicenda in una retata contro dei delinquenti. solo per questo, per come state maltrattando l’immagine della creatività italiana, voi che dovreste tutelarla, solo per questo dovreste andare a casa.
Ah, eccoti maestrino, finalmente! Che una persona così loquace e spacca palle come te si faccia sentire solo due giorni dopo che è scoppiato tutto ‘sto casino la dice lunga sulla batosta che avete preso. Spero che le decisioni siano davvero clamorose e che siate pronti a rimborsarci i soldi dei lavori iscritti, altrimenti la mia agenzia vi trascina in tribunale. Di partecipare a prese per il culo come questa non abbiamo alcuna voglia.
Ah, se lo dici tu, Giancoglione, allora siamo proprio tranquilli che giustizia sarà fatta.
Ancora ricordiamo di quando accusasti pubblicamente Pagano di avere tramato contro Rozzi e Battaglia solo perché in qulità di proboviro aveva tolto ai due una ventina di premi rubati con una campagna no-profit iscritta nelle categorie profit, in barba ai regolamenti, al buonsenso e all’onestà.
Ci ricordiamo pure di quando lo diffamasti ad arte e pubblicamente (e qui è un coglione Pagano che non ti ha portato in tribunale) per avvalorare le tue tesi.
E a proposito di no-profit, raccontaci dello stipendio che ti fai dare dall’adci per scrivere tutte le tue stronzate nella blogosfera, millantando una posizione da segretario di una associazione senza fini di lucro.
Col cazzo che pago le quote di un club per pagare lo stipendio a uno come te.
Col cazzo che pago per iscrivere i miei premi all’adci e a tutti i premi farlocchi italiani.
L’ho scritto un milione di anni fa su “Il Latore della Presente”: la questione dei fake non è un problema di polizia, ma un problema di autocoscienza professionale. Che non riguarda dei singoli sui quali può risultare più o meno succulento speculare o sputacchiare, ma l’andazzo di una intera categoria – che quando sente puzza di bruciato ha come primo impulso non quello di cercare un secchio e un rubinetto ma un brividino di eccitazione da incontro ravvicinato con Sua Maestà La Furbizia (virtù – virtù? – alquanto incautamente considerata contigua alla “creatività”). Non so – e non so se voglio sapere – se la vicenda di Rosselli & co. sia andata come pare dalla ricostruzione di Donald. Quello che so – e che ho voluto a tutti i costi sapere – è che c’è stata, e c’è, una grossa, grossissima fetta di una intera generazione (forse due) di persone che fanno il mio stesso mestiere che pensano che si possa davvero discutere di una questione come la legittimità di iscrivere e magari (perché no?) premiare dei lavori falsi nelle competizioni creative. Se invece di una comunità professionale (scusate il termine improprio) questa discussione riguardasse una persona si penserebbe istintivamente a un grave disagio patologico nella socializzazione, e allora si chiamerebbe un medico, uno psichiatra o un poliziotto. Invece riguarda una sottocultura, e il consistente gruppo che la condivide. Non è roba da Napolitano o da Manganelli. E’ roba da psicologia sociale (da un lato) e mobilitazione collettiva (dall’altro). Oppure sarebbe meglio sorvolare – anzi, come dicevano Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, “soprassedere”. Tanto, si può sempre dire che lo fanno anche i brasiliani, no?
Con tutto il rispetto, ho letto le tue venticinque righe e non ho capìto che vuoi dire, dove vuoi andare a parare. Vuoi atteggiarti a saggio superiore, dicendo l’avevo scritto anni e anni fa? Provo a dirti una cosa. La parte migliore delle due ultime generazioni di creativi è stufa. Ed è stufa di fare le nottate per guadagnare due lire, mentre certi dirigenti si comportano in questo modo. I fake sono la punta dell’iceberg, la base è la questione salariale. Punto. Fino a che questa situazione non sarà cambiata, e questa gente andata via, W le discussioni sui fake.
ma guarda guarda
estimatore
allora c’eri?
allora potresti raccontare a certi coglioncelli
per fortuna pochi su questo sacrosanto blog
che è da una vita che combatto i fake
e più in generale la disonestà nel nostro lavoro?
ho cercato di farlo soprattutto quando ero proboviro adci
(e devo dire che fui eletto plebiscitariamente)
e ho mollato quando ho capito che i primi ad accettare il marcio erano i presidenti
circondati da consiglieri altrettanto arroganti e conniventi
e questo nonostante la maggioranza schiacciante dei soci fosse contro i fake
i presidenti se ne fregavano della maggioranza e tiravano dritto
perchè c’era una fottuta minoranza potente che dettava la linea
e ogni volta mi attaccavano personalmente
non è possibile che una persona onesta ce l’abbia semplicemente con i disonesti
no
ogni volta questa schiera di psicanalisti di ‘sta minchia rovesciava la frittata
e allora ce l’avevo con rozzi e battaglia
(che avevano iscritto la stessa campagna nelle categorie sia profit che non profit
qualcuno mi spiega come fosse aristotelicamente possibile?)
e adesso ce l’ho con la mccann
(che ha come motto “truth well told”
e qualcuno qui dovrebbe vergognarsi molto ma molto)
per me lombardi non esiste più da quando sputò che ero stato licenziato
e invece io avevo semplicemente dato le dimissioni senza chiedere una lira
perchè in disaccordo con le decisioni dell’amministratore delegato
quando lombardi mi calunniò in modo tanto vile era moderatore (!) della lista adci
ed è vero che non lo portai in tribunale
lo denunciai però ai probiviri
che lo inibirono dalla funzione di moderatore
e cosa fa oggi lombardi?
il moderatore del blog adci
e di questa funzione ha nuovamente abusato censurandomi qualche giorno fa
certo un club è libero di scegliere con che corda impiccarsi
ma quando leggo i suoi eterni sofismi sterili mi viene da ridere
forse la credibilità si comincia a costruire anche scegliendo persone degne
e lombardi è quello che insiste a dire che apple 1984 è un fake
buona fortuna ragazzi
giovanni pagano
Caro Giovanni, NON è vero che ti ho censurato sul Blog ADCI. Inoltre la _presunta_ calunnia di _10 anni_ fa è stata grandemente esagerata a fini polemici. Io avevo scritto – del tutto ERRONEAMENTE – che eri stato licenziato e tu mi hai prontamente corretto. Tutto qui. Essere licenziati NON è un disonore. A me è capitato diverse volte, giustamente e ingiustamente, così, come è successo a te, mi è capitato di dare le dimissioni perché non avevo fiducia in chi mi aveva assunto.
Per il resto, qui i risultati dei controlli.
http://blog.adci.it/?p=4190
Per cui Durex non è un fake?
…
caro posalaquaglia
per questo consiglio durex non è un fake
come ampiamente presagibile dall’atteggiamento di massimo schienadritta guastini
puoi inventarti una campagna che non ti è stata richiesta
pregare un cliente che già non è più tuo di farla uscire solo per vincere un premio
beninteso non a sue spese
e dunque pagare tu uno dei più costosi fotografi al mondo
(per inciso mentre continui a licenziare gente a manate)
e mettere in piedi due imbarazzanti uscite su un giornalino distribuito gratis
senza brief
senza piano mezzi
senza che il cliente dimostri di apprezzare lo sforzo investendoci un euro
(e dunque espressamente lasciandolo nell’ineffabile purgatorio della proattività)
e vincere uno stimato oro dell’adci
e ambire a doppiare il successo con il prestigioso grand prix
tutto questo non mi pare che fosse compreso nella call for entries
eppure adesso questo consiglio l’ha reso ufficialmente splendida realtà
tuttavia occorre dire che a parte questa clamorosa merda pestata
e al netto dello struzzismo evidenziato nelle altre categorie
(non è serio lasciare passare le altre bufale “perchè non c’erano segnalazioni”)
qualcosa è stato fatto
qualcosa che non avrebbero fatto nè panzeri nè sala nè cremino
insomma la solita soluzione all’italiana che paventavo
ma con qualche segnale positivo
certo rosselli in questo momento sta pensando
“non è giusto bannare le scuregge e il lubrificante no
solo perchè delpizzo è stato meno idiota di me”
non posso dargli torto una volta tanto
giovanni pagano
Durex è l’Alberto Sordi che s’arrangia a campare nelle commedie degli anni Sessanta ed evidentemente non è Guglielmo il Dentone e non lo sarà mai.
Oggi sarebbe interessante andarsi a rileggere le interviste cazzare che prima e dopo gli ADCI awards rilasciavano persone come l’inconsistente Serena DI Bruno, i complici Guerrera e Le Moli, il falsario Stefano Campora, al blog dell’ADCI.
Quanto amore per il lavoro, che concordia ritrovata dopo tanti anni bui, che sviolinate alle magnifiche sorti e progressive della creatività, trasudavano!
Adesso è chiaro il perché: il cadavere dell’ADCI era ancora caldo e gli assassini si creavano un alibi.
trovo anche interessante come il post sul blog adci come prima cosa legittimi in qualche modo il lavoro fatto dalla giuria stampa. “Questa tabella riepiloga l’esito dei controlli fatti dal Consiglio Direttivo Adci, nella sezione stampa e affissione, per verificare che i lavori selezionati dalla Giuria rispondessero ai requisiti esposti nella call for entries.” loro si sono limitati a giudicare dei lavori iscritti, ignari di tutto il resto, che spetta al consiglio verificare. ma dai.
comporre giurie col criterio, per giunta dichiarato, delle amicizie non so chi avesse il sospetto che potesse funzionare. a parte i giurati stessi, visto che per i propri interessi funzionava benissimo. il criterio è sicuramente da rivedere.in più un club di professionisti, anche solo perché chiede soldi ad altri professionisti per iscrivere i lavori, potrebbe inibire per esempio ai giurati stampa la possibilità di essere selezionati per altre giurie diciamo per i prossimi 5 anni. le ‘squalifiche’ esistono in tanti ambiti quando dai dimostrazione di essere incapace, incompetente e disonesto.
Ben detto!
Seguendo la logica di questo articolo, ho fatto questa scoperta. Giovanni Pagano risulta proprietario dell’agenzia Così, secondo una ricerca Google. Allora scrivo “Così” su Google e ovviamente non trovo l’agenzia. Allora scrivo “Così Milano”. Ancora niente. Allora provo “Così Milano marketing e pubblicità”, niente, niente, niente. Ergo, l’agenzia di Pagano è un fake. Forse anche Giovanni Pagano è un fake. Provate anche voi, è divertente.
il paragone non è del tutto calzante
acquatiepida
posto che io sia un fake
(mi mancava fra le accuse che la mia lotta anti-fake suscita)
nel mio caso manca il genio che si inventa il mio sito per supportare il fake
trascuri questa parte della truffa
che è squallida assai
adesso ripensaci un’altro paio di giorni
brillantone
e poi torna qui a stupirci con una nuova sconvolgente metafora
giovanni pagano
Credo,anzi ne sono convinto,che tu sia un coglione,caro Hot Water.Sappi che se nel nostro giro ci fossero dieci Pagano e non mille falsetti furbetti leccapiedi bugiardelli arrogantelli,le cose andrebbero molto meglio.E non chiudo gli occhi davanti ai difetti di Pagano (chi non ne ha), ma i suoi pregi sono immensi rispetto alla pletora di personaggi pessimi che popolano il nostro ambiente.
Giovanni Pagano è uno dei più grossi rompicoglioni della storia della Terra.
Proprio per questo dico: meno male che c’è e tiene nel mirino la ristretta cricca di daddavigorellisti che da anni hanno privatizzato il club e il mercato delle direzioni creative.
la leagas ha iscritto pure una campagna di 9 (NOVE!!!) soggetti per un negozio che vende articoli di calcio vintage, e qualcuno è entrato in shortlist. avete davvero bisogno di documentazioni dettagliate prima di sbattere fuori anche quella campagna?
Non creiamo confusione. Amarcord che Nostalgica anni aveva 2 negozi a Milano: uno in via Elba e uno in Corso Buenos Aires. Mirate al petomane. Nessuna azienda farmaceutica farebbe passare quella merda. Nessuna erboristeria. Ve lo giuro su Ippocrate.
Ovviamente non sto dicendo che il negozio non esista, sto dicendo che dubito fortemente abbia potuto permettersi una pianificazione stampa di nove soggetti.
Tutti i giurati dell’ADCI dovrebbero vergognarsi di far parte di una CASTA di debosciati. Sono le persone che rovinano il nostro lavoro, sono le persone che ai colloqui ti fanno sentire una merda (quando la loro agenzia non riesce a cavare un’idea decente da anni). Potrei stilare una lista di nomi con affianco i loro commenti durante i colloqui, ma non lo faccio altrimenti mi giocherei il posto di lavoro. MA CON QUALE FACCIA FATE I FIGHI QUANDO SIETE COSTRETTI A INVENTARVI CLIENTI, PRODOTTI E CAMPAGNE per tirare fuori un’idea (di merda). Addirittura questo si è comprato un dominio e messo una pagina under construction! FAI VOMITARE, tornate da dove siete venuti che qui non servite più a un cazzo. ZOMBIE.
Tesoro, non puoi prendertela con TUTTI i soci dell’adci. Generalizzare è da idioti.
Dev’essere per questo che non ti ho trattato bene al colloquio.
Perché sei un idiota.
Ho parlato di giurati, non di soci. E mi riferivo a quelli che si sono autovotati i propri fake. Forse mi sono spiegato male, perdono. Ma il succo marcio del discorso rimane. E se hai tratto male qualcuno a un colloquio significa che l’idiota sei tu perché nessuno merita di essere trattato male mentre cerca un cazzo di lavoro, ricordatelo. Zombie.
“Schifo” dimostri intelligenza solo nel descriverti attraverso il nickname.
Tu hai scritto “tutti i giurati”. È una generalizzazione idiota.
Le responsabilità sono individuali. Chi fa fucilazioni di massa o è un idiota o un nazista.
Ovviamente, poi, non ti ho maltrattato in nessun colloquio, perché non so nemmeno chi sei.
Era una battuta.
Non capendola, confermi che sei un idiota.
QUOTO SCHIFO E MANDO UN GROSSO FANCULO A SOCIO ADCI. TROPPE VOLTE HO INCONTRATO QUESTA GENTE DI MERDA AI COLLOQUI. TRISTISSIMI.
si e aprliamo degli stipendi che ti offrono, facendoli passare come oro coloato. con la promessa di mirabilanti crescitee e assunzioni dietro l’angolo.
intanto loo rquesti ecd guadagnano come l’ira di dio e son tutti assunti e col culo parato. li vedo un po come monti ela noia del posto fisso
Posalaquaglia puzzi di ignoranza. Take it easy a soreta
Peace and love, sorella. Anche in certi giorni.
Peace and love, posa. Anche se sei minus habens.
Tutto ciò conferma la tesi che le isteriche o lavorano nella moda o in pubblicità.
Peccato. Passo e chiudo.
Ciao
Tutta la storia puzza in modo nauseabondo, ma una cosa davvero fa schifo e non mi va giù. Facciamo finta che Carboveg sia un vero prodotto, che ci sia un sito, un cliente, un budget, una pianificazione. Che sia vero al cento per cento.
Rimane comunque una stronzata, una stampa becera, senza idea, una cagata suprema. Che le agenzie non dovrebbero iscrivere, le giurie non dovrebbero votare, il presidente di giuria e il presidente ADCI dovrebbero eliminare dall’annual.
E fa tristezza come sia andata a impelagarsi un’agenzia per una brutta idea.
finalmente qualcuno che mi dà ragione. ma ci rendiamo conto di che razza di annuncio sia questo? una merda colossale.
Ho un’idea che non viene da un bief, la presento al cliente, a lui piace, mi da un budget per realizzarla e farla uscire anche senza un piano mezzi specifico. La inscrivo e vinco. Voi lo considerate un fake o no?
Perchè dovrebbe darti un budget per farla uscire se poi non pianifica? Se veramente va così e ritiene il lavoro efficace per comunicare il suo brand/prodotto, anche meglio di quello che sarebbe uscito da un suo brief, e vuole uscire con quello, alla fine avrai anche un piano mezzi. Nulla vieta nella relazione agenzia/cliente di proporre, se è comunicazione vera, utile per lui e che userà davvero. Se invece è il solito favore per iscrivere ai premi allora è il solito fake.
non è fake. magari te l’ha fatta fare per farla girare su internet. se paga il cliente non è fake. questa sarebbe una buona regola.
JWT fake agency of the year!
Giovanni Pagano scrive: “per questo consiglio durex non è un fake
come ampiamente presagibile dall’atteggiamento di massimo schienadritta guastini”
Faccio notare che sono stati eliminati 9 lavori su 22, più del 30%.
http://blog.adci.it/?p=4190
Ottimo lavoro, mi sembra una corretta presa di posizione (anche se è partita a valle di una sollevazione “popolare”…).
Ma l’aspetto davvero avvilente, caro Gianni Lombardi, è un altro: il 30% di lavori eliminati per motivi di dubbia leicità.
9 lavori su 22 è una proporzione preoccupante. Una disfatta che racconta lo stato in cui versa l’ambiente pubblicitario italiano. Riflettiamo.
>…anche se è partita a valle di una sollevazione >“popolare”…
Questa affermazione è profondamente falsa e ingiusta. E per quanto scritta in buona fede rappresenta quel modo di pensare che non porterà a nessun cambiamento.
Però ti VI lancio una provocazione: queste “sollevazioni popolari”
FATELE PER DENUNCIARE I DATORI DI LAVORO CHE VI STANNO SFRUTTANDO NEL MODO CHE MI VENITE POI A RACCONTARE O SCRIVERE PRIVATAMENTE.
FATELO PERDIO. E FATELO IN TANTI. ABBATTETE LA REPUTAZIONE DI CHI SE LA COSTRUISCE SFRUTTANDOVI, FRUSTRANDOVI E PRIVANDOVI A TAL PUNTO DELLA VOSTRA DIGNITA’
CHE POI RIUSCITE AL MASSIMO A POSTARE VELENI ANONIMI QUA DENTRO SU TEMI DI RILEVANZA TUTTO SOMMATO MARGINALE.
GIOVANI PAGANO, ANCHE TU, COSA STAI FACENDO PER FAR RISPETTARE LE PERSONE CHE LAVORANO NELLE AGENZIE DI CUI SEI FREE LANCE?
BUON WEEKEND.
massimo guastini
Minchia, Masaniello!
Disposto a mettere a ferro e fuoco il mondo della pubblicità!
Basta che non si parli del suo scempio…
Cerchi posto nel Governo Monti? Mi dispiace, già tutto pieno.
Comunque, complimenti, Aristotele ti fa una pippa.
Ecco il tuo ragionamento, te lo spiego perché sembra proprio che tu non lo abbia capito:
Premessa maggiore: Esistono i fake.
Premessa minore: Abbiamo eliminato dei fake.
Conclusione: quelli che restano non sono fake.
quanto cazzo hai ragione massimo.
ci si fa fottere su tutto, e si fanno lepulci sulla cosa meno importante: ste cazzo di fake.
chi fa fake dovrebbe usare quelle risorse per far vivere umanamente chi lavora i nagenzia e nn licenziare. chi nnli fa e perde energie nel detrarli, dovrebbe fare la stessa cosa con quelle risoprse nelle proprie agenzie.
e basta. ho visto un lavoro bellissimo diventare ogni giorno sempre più una merda e voi qui con ste fake. alzate la testa per ciò che conta.
e me vedere ecd che sffruttano, segano, mobbizzano per tenersi ilculo alclado da più fastidio che vederli fare fake.
@Massimo Guastini
A me piacerebbe sapere, indipendentemente da tutta la polemica, cosa pensi del lavoro fatto dalle giurie. Sia per quanto riguarda i favori che per la selezione di lavori brutti come questo (fake o non fake che sia).
Sei soddisfatto di come sarà l’annual di quest’anno?
Divertente. Subito dopo la giornata delle giurie ti incazzavi con chiunque provasse a dire qualcosa sulla porcata che avevate fatto. Il succo di quello che dicevi era “dovevate lamentarvi prima, quando c’era la possibilità di cambiare le regole. ora è così e basta.”
Poi le cose sono cambiate (perché fortunatamente l’ADCI non sei solo tu) e ti vanti del fatto che abbiate preso provvedimenti.
A volte sembra che la tua sia una difesa dell’ADCI a prescindere da tutto.
Ovviamente mi riferisco a Gianni.
Che razza di ragionamento, ai tempi di Hitler il 99% dei tedeschi era hitleriano. Che vuol dire più del 30% eliminati? Il problema è che dovevate cassare prima lavori o fake o indecenti ed evitare giurie di simpatici amiconi che si votano l’un l’altro. Cribbio!
Se il cliente ti dà i soldi (anche pochi) per realizzarla e pianificarla (anche poco) va benissimo, se paghi tutto tu e ti occupi di tutto tu per vincere il tuo premietto, al di là della tua umiliazione personale (è come se una non te la dà e tu paghi una battona per poi andare a raccontare con orgoglio ai tuoi amici che hai finalmente trombato), lo stai mettendo nel culo ai tuoi colleghi d’agenzia e a quelli che più in generale fanno questo lavoro. Se non lo capisci, continua pure con le battone. Ma attento alle malattie però.
Solo per dare pubblicamente atto a Massimo Guastini di aver risposto alla mia domanda.
Lo ringrazio.
“Tutto ciò conferma la tesi che le isteriche o lavorano nella moda o in pubblicità.”
Ma dai, che visione out of the box. Che tesi sopraffina. Tu dove lavori? Alle poste?
Ecco bravo, passa e chiudi. Anzi, ucciditi.
trovati un uccello, zia. e non parlo di una cocorita. vedrai che ti sentirai subito meglio.
@ ma che bravi.
Ma che vieni qui a fare?
Questo è un club per soli uomini, o fai la tenera ancella o meglio che te ne stai zitta.
Le donne in pubblicità sono utili solo per lavorare su prodotti come pannolini e sottilette. Del resto, quando è il momento di fare come Napoleone e prendere in mano il proprio destino e fare carriera con qualche coraggiosissimo fake, tutto ruota intorno a cazzi, culi e aerofagie. Questo, cara mia, è il campo di battaglia dove si spendono senza tregua le più fini intelligenze del nostro tempo creativo.
Non sono cose da donnette, suvvia.
@mac end:
Quello che volevo dire (ma l’hai capito benissimo anche prima) è che la cosa grave non è che qualcuno iscriva un fake a un concorso e qualcuno lo premi. La cosa grave è che da anni è in corso un dibattito davvero demenziale sulla legittimità dei fake, che non è troppo diverso da un dibattito sulla legittimità del furto o dello sfruttamento della prostituzione. Questo dibattito – di cui ci si affatica a incolpare coloro che denunciano i fake – è in realtà tenuto in vita da chi da anni continua a sostenere che sia possibile discutere di una cosa tanto evidentemente indiscutibile usando degli argomenti che somigliano moltissimo a quelli degli onorevoli che si sono battuti per depenalizzare il falso in bilancio. “Anche i brasiliani lo fanno” vale anche per l’abitudine di andarsene in giro con una Banda della Morte a sparare ai ragazzini delle bidonville. Non è un argomento sostenibile. E’ solo una dimostrazione di furbetteria e paraculismo. E il fatto che la furbetteria e il paraculismo siano l’esatto contrario dell’intelligenza e della buona fede è un altro punto che non si può discutere, perché se no si vomita.
Quando parlo di autocoscienza professionale voglio dire che questo problema non sarebbe tale se i falsari (che esistono in tutto il mondo) non fossero circondati da un sentimento diffuso di subalternità ed emulazione esattamente come succede per l’evasione fiscale: a non essere degli evasori – qui da noi e pressoché solo qui da noi (e in Grecia) – c’è da perdere la faccia.
Volevo dire che i falsari li puoi (metaforicamente) mettere in galera; ma la loro vasta area di consenso, che produce l’inquinamento dei pozzi di ogni discorso sulla dignità professionale sulla nostra categoria, no.
Ora basta. Ho da fare e sono soprattutto stufo di stare a discutere se si può tenere in piedi una società agro-pastorale legittimando l’abigeato. Salute.
PS: dimenticavo di aggiungere che di solito e non a caso i peggiori sfruttatori sono proprio i falsari.
Pardon. Il precedente post di risposta a mac end è mio. E’ solo saltata la firma.
RISPONDO A MASSIMO GUASTINI, non potendo replycare per via dell’assenza del bottone “reply”. Scrivo dal mio smartphone, quindi chiedo venia in anticipo sulla forma e sugli eventuali strafalcioni.
La mia affermazione, forse vagamente provocatoria, è stata scritta in assoluta buona fede, in quanto so chi sei, GUASTINI, e come lavori. E ti stimo. Te l’ho anche detto di persona.
Ciò non toglie, però, che la risposta dell’ADCI, relativamente alla shortlist “stampa e affissione” sia pervenuta a valle, anche grazie alla spinta dell’indagine messa in atto da DD. Poi se voi dell’ADCI stavate già indagando, ma siete stati battuti sul tempo, è un altro discorso, e noi non possiamo saperlo. Mi piace pensare che sia stata solo una questione di tempistiche.
Caro Guastini, il punto per me è un altro. Ed è quello che ho posto all’attenzione di tutti: 9 lavori su 22 sono fuorilegge. Per me questa proporzione è preoccupante, stop. Riflettiamo su questo e attiviamo delle misure più efficaci per ostacolare il fenomeno. Facciamolo anche insieme, coinvolgiamoci.
PS: Per quanto concerne la questione delle “sollevazioni popolari”, io ho denunziato i miei ex datori di lavori. Se vuoi e se hai tempo, ti mostro anche il documento di “conciliazione” propostomi per non andare in causa.
La mia ipotesi al motivo per cui ci sono tanti FAKE in shortlist è che forse i materiali sono controllati SOLO SE entrano in shortlist.
Lo penso anch’io. Solo se entrano e solo se qualcuno per esempio qui fa casino.
Ciao, Guastini.
Onore a te per il repulisti in stampa.
Non sono l’unico a pensarlo, anche se probabilmente sarò l’unico a scriverlo.
Stamattina tutti i ragazzi dell’agenzia hanno per la prima volta pensato che l’adci sia una cosa seria.
Caro Massimo. Sembra di stare a Dallas nel ’63. Stima.
oooh ed ecco che finalmente si risente il presidente guastini
e questo intanto mi risolleva perchè significa che sta bene
la sua perdurante assenza cominciava a preoccuparmi seriamente
visto il pervasivo presenzialismo a cui ci aveva abituato
guastini
ti ho appena riconosciuto che la vostra sentenza è in parte positiva
ma perdonami se ti dico che questi toni da capopopolo non ti si confanno
devo ricordarti che hai appena confermato l’oro a durex
premiando la politica di un’agenzia che ha dilapidato decine di migliaia di euro
(perchè i soldi del fotografo non li ha spesi il cliente
ma tu questa facile informazione ti sei rifiutato di procurartela)
mentre licenziava le persone a quattro a quattro
e non mi pare che tu abbia dimostrato grande sensibilità sul tema “sociale”
inoltre ho letto sul blog adci il tuo post sul “nuovo inizio”
e vorrei chiederti se il nuovo inizio parte dalla censura
come è successo a me un paio di settimane fa
e forse adesso di nuovo nel tuo stesso post
dove a un certo punto c’erano 8 risposte e qualche domanda scomoda
e adesso ne campeggiano solo 3 esclusivamente elogiative
ma tu rispondi pure tranquillamente
qui su bad avenue non verrai censurato mai
ah e non gridare
guastini
non hai idea di quanto ci girino i coglioni a noi
giovanni pagano
Ciao Giovanni, solo per dirti che il mio post sull’ADCI non è affatto elogiativo. Anzi. Ritengo che il club sia ancora profondamente carente sotto tanti punti di vista, ma è la prima volta, mi pare che ha il coraggio di guardare dentro se stesso. Con fatica, passi avanti e altri indietro, ma lo sta facendo. In questo Guastini ha sicuramente dei meriti e spero che continui a migliorare. Punto.
Io sono dell’idea che quest’anno l’annual dovrebbe uscire senza la categoria stampa e affissione, pensa. I giudizi dati in quella circostanza, con quei metodi e quelle persone, non valgono il foglio su cui sono segnate.
sarò malizioso
michele
ma se toglievi la conclusione “per il resto hai fatto un ottimo lavoro”
a quest’ora ti ritrovavi fuori anche tu
come i due commenti di “simo” che a quanto pare sono risultati indigesti
non male come “nuovo inizio”
c’è da fidarsi di gente che gestisce così il poco potere che ha
se mi fai i complimenti resti
e sennò te ne vai
giovanni pagano
Ciao Giovanni, forse ti sei perso questo http://blog.adci.it/?p=4190#comment-3275
ciao matteo
non è che me lo sono perso
è che il mio commento è delle 16,45
il rattoppo di guastini è delle 18,55
è un rattoppo perchè la “nuova policy” non è stata notificata in alcun modo
(prova a controllare se è stata scritta da nessuna parte)
che è il minimo che si debba fare quando alteri unilateralmente delle regole
specie se questo modifica il diritto d’espressione della gente
e del resto conoscevo già la disinvoltura del duo guastini-lombardi
per via di un simpatico episodio
il 14 maggio guastini pubblicò un post dal titolo promettente
“confrontiamoci senza calunnie per favore”
dove “confrontiamoci” lasciava ben sperare sul fair play dello scrivente
ma quando mai
la mia risposta fu immediatamente censurata
e ripristinata per qualche motivo solo due giorni dopo
debitamente murata da una caterva di post successivi
(a proposito già che ci siamo
non sarebbe possibile adesso sapere chi dei due sia stato l’impavido censore?)
no matteo
non funziona così
chi porta il pallone non decide a suo piacimento se sì o se no
quando si può e quando non si può
guastini è il presidente dell’adci non il proprietario
come si permette di dire “vogliamo solo commenti firmati”
disponendo a suo capriccio di uno strumento di comunicazione sociale?
ma tenetevelo il vostro blog telecomandato
con le sue medie vertiginose di 3 risposte a post
io mi trovo a casa mia su bad avenue
c’è più vivacità e più democrazia
ah matteo
dato che anche tu fai parte del consiglio adci
volevo estenderti i miei apprezzamenti per i fake che avete cassato
era ora
invece della conferma dell’oro a durex vogliamo parlarne?
voi avete votato che ruby è nipote di mubarak
sappiamo tutti che non è così
ma voi avete avuto l’arroganza di votarlo egualmente
teneteveli per voi i veri motivi per cui avete accordato la “coerenza medium” a durex
(tre uscite su giornaletti gratis per un cliente multinazionale)
credo che tutti abbiano capito quello che è successo realmente
giovanni pagano
In effetti interesserebbe anche a me il parere del Sig. Righi sulla questione.
Cordialità
@Giovanni Pagano. Puoi permettere a Massimo di rispondere quando può o devi anche dettargli i tempi? 2 ore e 10 non mi sembrano un’eternità!
@Casalinga di Voghera, piacere di conoscerla, peccato il burka. Il mio parere è quello espresso dal Consiglio di cui faccio parte.
su matteo
un po’ di cortesia con la casalinga di voghera
burka o non burka ti ha rivolto una domanda educata
sono certo che se fai un piccolo sforzo puoi farcela a risponderle
che il tuo parere sia quello del consiglio è ovvio
la casalinga voleva che tu spiegassi un piccolo particolare che sfugge a tutti
c’è una campagna di una multinazionale
che solitamente pianifica le sue campagne molto più estesamente
e su mezzi completamente diversi
ma che questa volta
nonostante la foto sia costata decine di migliaia di euro
è uscita solo un paio di volte su trascurabili testate locali
ora
perchè avete giudicato questa ridicola pianificazione un “medium coerente”?
come è possibile che dei professionisti di altissimo livello come voi
non abbiano sentito puzza di bruciato?
siete stati ingenui nonostante la vostra vasta esperienza
e non conoscete le modalità ingannevoli con cui tutti i fake fanno finta di uscire?
oppure sapete qualcosa che noi persone comuni non sappiamo
e solo a causa di questa deprecabile ignoranza giudichiamo durex un fake?
caro matteo
come membro del consiglio sono certo che puoi aiutarci a capire
e ti prego di essere più gentile dei tuoi colleghi consiglieri
non scappare
il tuo ruolo ti impone responsabilità e trasparenza
che voi consiglieri adci ci leggiate tutti quanti avidamente lo sappiamo
ed è reso evidente dalle vostre indimenticabili apparizioni su questo blog
o dalle risposte incrociate che a volte fornite sul blog adci
noi di bad avenue vi siamo grati di tanto interesse
però adesso rispondi qui e adesso alla casalinga di voghera per favore
vuoi?
giovanni pagano
Pagano ora
dì qualcosa pure contro i fake delle altre categorie.
Vogliamo parlare delle categorie social e digital media? Dài, parliamone. Gli spot per Greenpeace e l’Associazione per la lotta ai tumori dei bambini puzzano di superfake sociali da lontano.
Quoto Pagano.
Cancellare le domande scomode dal blog Adci è davvero fastidioso.
sul blog adci ne ha bannate 5 su 8
una percentuale più elevata delle campagne fake cassate
ormai c’ha preso gusto il presidente
giovanni pagano
Forse che la spiegazione sia più semplice?
Michele si è firmato.
Ci ha pensato qualcuno di voi?
E perché non ci avete
…e perché non ci avete pensato? Forse perché siete semplicemente in malafede?
Ma perché Serena di Bruno, Presidente della giuria stampa/affissione, e quindi gravata di un ruolo di responsabilità, non ha mai profferito parola sulla vicenda?
Era lì per sport?
Esiste?
E’ viva?
Ci vuole spiegare com’è accaduto ‘sto scempio?
Grazie.
Po’rella, a lei avevano detto che era una scampagnata tra amici, quel giorno. Non ha colpe.
Profferito?
AHAHAHAHAH.
l’orrore è proprio quello.
tu sì che sai cogliere il punto.
In pubblicità anche gli stipendi sono un fake.
Leggendo tutto questo sono felice di essere partito e di lavorare lontano lontano. Mi spiace per voi che restate e dovete trattare con questa gente. Ai creativi bravi consiglio di partire, il lavoro si trova facilmente.
Good Luck!
Adesso capisco perchè la pubblicità in Italia fa così cagare.
Scusate e repubblica è stato controllato?
pagano for president
Già e Repubblica e tutti gli altri lavori sospetti?
ma queste eliminazioni corrisponderanno a ripescaggi di lavori veri che sono stati inizialmente eliminati?
avverrà lo stesso anche in altre categorie?
Repubblica e’ in regola e anche il resto che e’ rimasto in vita alla Santa inquisizione.
Repubblica di non l’ho mai visto su Repubblica forse ha fatto due uscite su qualche quotidiano Ligure o sulla free-press…
Anche se continuiamo a discutere sugli annunci premiati agli ADCI Awards (in regola, non è in regola), un risultato queste giurie l’hanno ottenuto. Hanno dimostrato che tutti questi grandi direttori creativi e giurati sono in realtà degli uomini da quattro soldi. D’altronde, solo persone di poco valore possono ridurre il lavoro creativo a questo livello di bassezza. Da vedere le loro facce quando licenziano art, copy, stagisti o bocciano lavori di giorni. Che palloni gonfiati. La classe dirigente attuale della pubblicità è una latrina a cielo aperto.
Repubblica è un cliente Y&R, ma quella campagna non l’ha mai mai mai mai mai mai mai fatta uscire e questo da italiani e lettori di Repubblica ce ne rendiamo benissimo, quindi penso che nessuno l’abbia denunciata e nessuno quindi abbia controllato, perciò
eccola lì inutile come quasi tutte le campagne di vicky – vicky
Beh io non sono socio ma qualcuno che lo è doveva segnalare la cosa.
Quando si dice uno che si è fatto da solo, eh? Posalaquà, onanista ad oltranza, c’hai fatto i coglioni à la Julienne. Facci un favore, invece di insultare, con i tuoi commenti inutili, cercatelo tu l’uccello. Nelle mutande, col microscopio di precisione.
“Le mariage c’est un échange de mauvaise humeur le jour et de mauvaises odeurs la nuit.” Dopo quasi una settimana e più di 200 interventi possiamo andare oltre? Aprire le finestre, cambiare aria, anche a costo di scontentare l’imprevista schiera degli appassionati del farting…
Anonima, leggo solo ora la tua risposta. Peccato che sia indirizzata alla persona sbagliata.
Non sono io l’autore di quel suggerimento.
Avevo già detto che passavo e chiudevo: se riapro momentaneamente ora, è solo per ridirlo. Saluti.
avete visto per caso il consigliere matteo righi da qualche parte?
era apparso qui sul blog un paio di giorni fa
e gli avevo posto una domandina semplicesemplice
ma devo essermi persa la sua risposta
giovanni pagano
La risposta l’ho già data: è quella del consiglio, pubblicata nel nostro blog e commentabile da chiunque avesse voglia di approfondire.
no matteo
quella è la sentenza
“chiunque avesse voglia di approfondire” adesso ti ha fatto una domanda
se continui a sfuggire alla risposta come un’angulla non fai una bella figura
per aiutarti a rispondere ti rifaccio la domanda
“c’è una campagna di una multinazionale
che solitamente pianifica le sue campagne molto più estesamente
e su mezzi completamente diversi
ma che questa volta
nonostante la foto sia costata decine di migliaia di euro
è uscita solo un paio di volte su trascurabili testate locali
ora
perchè avete giudicato questa ridicola pianificazione un “medium coerente”?
come è possibile che dei professionisti di altissimo livello come voi
non abbiano sentito puzza di bruciato?
siete stati ingenui nonostante la vostra vasta esperienza
e non conoscete le modalità ingannevoli con cui tutti i fake fanno finta di uscire?
oppure sapete qualcosa che noi persone comuni non sappiamo
e solo a causa di questa deprecabile ignoranza giudichiamo durex un fake?”
ti prego di non pensare che i lettori di questo blog siano idioti
matteo
allora rispondi o continui a scappare?
giovanni pagano
“nonostante la foto sia costata decine di migliaia di euro”
Egregio Signor Pagano,
Lei è in grado di provare in Tribunale la veridicità di questa affermazione?
Ci pensi con calma prima di rispondere.
amico mio
sa che le dico?
se fossimo in tribunale finalmente salterebbe fuori ufficialmente la cifra
e soprattutto che la cifra non è stata pagata da durex
e allora truth well told e adci dovrebbero vergognarsi un bel po’
ma le faccio io una domanda signor laprova
se lei è del settore
e non solo un avvocato che passava di qui per caso
secondo lei quanto costa uno scatto come quello di dixon?
o è possibile invece che vincent si sia impietosito per cremino e delpizzo
e abbia deciso di regalarglielo
pagando di tasca sua anche modelli e location?
ci pensi con pudore prima di rispondere signor laprova
se vuole che io le dica come la penso
la foto è costata molto di più di quanto si sia detto qui su bad avenue
ma ovviamente non ho la fattura di dixon
invece il prestigioso consiglio adci ci avrebbe messo 5 minuti a saperlo
quanto è costato dixon e chi lo ha pagato
se solo avesse voluto chiederlo
ma purtroppo non ha voluto provare veramente se durex è un fake o no
come vede io le ho risposto signor laprova
ma qui mi sembra di essere l’unico a farlo
per esempio dove è finito l’impavido consigliere matteo righi?
era qui un attimo fa…
giovanni pagano
Hanno anche giudicato Repubblica una campagna vera, quando tutti i lettori di Repubblica on-line e off-line, viventi e leggenti in Italia non hanno mai mia mai mai visto quella campagna firmata Vicky Gitto, complimentato da tutti come super partes…
@La Prova
Quindi Vincent Dixon è stato pagato in nero?
La foto è costata circa 15mila euro. E’ stata scattata in argentina. Uno dei due creativi era presente sul set a spese dell’agenzia.
Sto dicendo delle cazzate?
Io non scappo da nessuna parte, ti leggo e ti compatisco.
Io rispondo a quello che mi pare, come mi pare e dove mi pare, non quello che vuoi tu e quando vuoi tu.
Infatti ho già scritto la mia opinione sul tema nel blog ADCI settimane fa.
Devo presumere che nessuno della commissione giudicante fosse stato scelto in rappresentanza di una delle agenzie che hanno presentato i fake
Levate anche Durex prima del 14, và.
Visto che in pochi hanno preso in considerazione il mio post precedente ci riprovo: invece di lamentarvi non fate prima a non rinnovare con l’ADCI? Mandateli a casa definitivamente, basta soldi, basta ADCI. Davvero, cosa ha mai fatto l’ADCI per l’advertising in Italia: direi che dagli anni ottanta non vedo che esempi di tristezza assoluta, nell’ambito dell’advertisting ma anche della grafica (con pochissime eccezioni)? Fosse solo un problema di fake, il vero GRANDE FAKE è l’ADCI stesso. E’ chiaro che si tratta di una banda di cialtroni, basta non alimentarli e ritornano tutti a casa. Tanto con o senza ADCI non credo cambi qualcosa (si, forse si eviterebbe di premiare dei fake, per altro hahahaha bruttissimi… fossero campagne fantastiche ma sono fake e fanno pure cagare!)
l’adci può trovre unsenso nn in ste premietti da niente ma dventando una specie di cofindustria per i creativi. solo così, doventadno tutela e baluardo del lavro creativi e di chi lofa ha senso di esistere. i
FART DIRECTOR è davvero divertente.
Il post, no.
Certo che vedere la tabella sul sito ADCI e scoprire che il campionato di cialtroneria è un testa a testa tra i due direttori creativi più anziani e quotati del gruppo (Rosselli e Boccassini) mette davvero tristezza…
Giusto un Ipse Dixit, che dai tempi della Gialappas fa sempre ridere:
http://blog.adci.it/?p=2237
Il bello che nei commenti “Silvio” l’aveva pure previsto ed è stato prontamente cazziato.
Ahaha…
E guarda come ribatte piccato Giannino Lombardino, tronfietto e sicurello di sè, prima attacca acido e poi smorza sui fake “perché non sono un problema”…
Annamo bene….
Serena di Bruno:
“Ho scelto delle persone che stimo e che sento affini professionalmente e con le quali sono sicura di riuscire a creare un clima di costruttivo dialogo”.
In effetti sì, c’è stato un grande “scambio”…
e guastini in un commento:
“Se può confortarti, io e Gitto siamo d’accordo su un principio: per quanto riguarda l’assegnazione dei metalli daremo la precedenza ai lavori la cui pianificazione effettiva sia “sensata” rispetto agli obiettivi di comunicazione”
infatti i metalli sono stati assegnati a durex (privo di pianificazione) e imodium, fatto di due soggetti di cui uno squalificato perché mai uscito.
olè.
La cosa più penosa è Gitto super presidente delle giurie che come Y&R iscrive dei fake bruttini,fa la solita sparata prima delle giurie della serie “minchia,guardate che cose cazzute dico. Si nota che sono cool e autorevole? si nota che mi fidanzo con le starlette di serie B così mi mettono sulle riviste spazzatura? Ragazzi,se uno così fa il super presidente ( Guastini se ricordate qualche tempo prima aveva ufficialmente incontrato Costa…….) e l’ECD di una grande agenzia,allora rivoglio Berlusconi primo ministro e poi presidente della repubblica.
Quoto bad boy.
@ donald, si vede che sei un uomo d’altri tempi. Ovviamente inteso come gentleman e non in senso anagrafico
Non posso che condividere le tue parole. La cosa triste è che il machismo sembra affliggere persino certe donne, visto che nessuna ha detto beh.
Il fake è un concetto estensibile anche alle persone, pare. E non è questione d’anonimato.
Nel frattempo osservo che GIovanni Pagano qui ha scritto due cose false sul mio conto e dopo diversi giorni non le ha ancora rettificate:
http://badavenue.wordpress.com/2012/06/05/stefano-rosselli-professione-fart-director/#comment-15065
Giovanni, visto che vuooi le risposte istantanee dall’ADCI, ti spiace rettificare, in moco chiaro ed esplicito, in tempi non geologici?
Se la pecora fa Dreher, Pagano fa beeeehh.
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