male grazie 14: perché all’adci non conviene fare struzzate

riassunto delle puntate precedenti

come sapete il consiglio adci sta per esprimersi sulle campagne fake

da certe animate discussioni qui su bad avenue e sul blog adci s’intuisce il suo atteggiamento

il controllo non sarà approfondito come potrebbe e dovrebbe

(richiesta all’agenzia di brief piano-mezzi e costi di produzione da confrontare col piano-mezzi

tutti documenti che l’agenzia naturalmente possiede e potrebbe fornire senza problema

è un fake affermare che questi documenti non possono essere richiesti con le regole attuali

anzi sono espressamente richiesti dalla regola che la campagna deve essere “pianificata su un mezzo coerente con il target e con gli obiettivi di comunicazione”

ora come fai a dimostrare la coerenza con target e obiettivi di comunicazione

se non vuoi conoscere il target e gli obiettivi di comunicazione?)

e di fatto si faranno passare i fake superficialmente controllati

una grossa struzzata

nel senso di nascondere la testa sotto la sabbia e far finta di non vedere ciò che tutti sanno

invece di affrontare la situazione e prendersi la responsabilità di decisioni scomode

 

violare le regole fingendo di volerle applicare a tutti i costi 

lo trovo sublime

 

chi dimostra di non sopportare più le struzzate però è la gente

a cui non va di sentirsi presa per il culo

sull’argomento sono arrivati sui blog adci e bad avenue centinaia di interventi

e perfino paola manfroni si è stupita dell’assenza di commenti a favore dei fake

i post arrivati sono spesso più estremisti dei miei

e chiedono argomentatamente l’applicazione delle regole non solo al famigerato durex

(che ho eletto mio cavallo di battaglia in rispetto dell’unique selling proposition)

ma a repubblica.it agli scoreggioni e insomma a tutti i fake passati quest’anno

 

dire che le risposte dei consiglieri sono state elusive è limitativo

hanno fatto a gara ad arrampicarsi su arzigogolati specchi retorici e pseudogiuridici

rifiutandosi di fatto di rispondere direttamente a semplici domande dirette

una struzzata vera e propria

 

ma non è solo quel piantagrane di pagano che state prendendo in giro

signori consiglieri con le vostre struzzate

è l’intero insieme dei pubblicitari italiani che guardano a voi in questo momento

e vorrei che consideraste che state prendendo in giro i soci adci in primis

perchè accettare che i fake vincano significa castigare i lavori veri

creati e prodotti con complessità enormemente maggiori

e perchè l’immagine che autorizzate della pubblicità italiana è inquinata 

come dimostrano le citazioni sull’espresso e su dagospia

 

ma c’è molto di più

adesso vi dimostro che le struzzate non convengono al club

aldilà di una questione di mera giustizia

 

a parte le decine di professionisti fuori dall’adci perchè stanchi del solito andazzo

il fatto che d’addalorenzini vigorelli quest’anno non abbia iscritto lavori è molto grave

intanto perchè in questo momento è probabilmente la migliore agenzia italiana

e inoltre perchè il club ha perso diverse migliaia di euro di iscrizioni mancate

e questo argomento anche il meno idealista dei consiglieri deve prenderlo in considerazione

 

ed è inutile tentare di ridurre l’importanza di questa scelta a capriccio o a frutto del caso

come lombardi ha tentato di fare sul blog adci

questa interpretazione non restituisce 10000 euro alle casse del club

la decisione della dlv è una scelta precisa e motivata 

e voi fareste bene a tenerne conto

 

fra gli interventi ai vari blog si sono lette infinite lamentele

qualcuno lo ha detto papale papale “date un segno”

se le cose vanno avanti così l’anno prossimo neanche noi iscriviamo lavori

preferite fare altre struzzate e subirne le conseguenze

o prendere atto che la gente vuole una dimostrazione di serietà da parte vostra?

 

è un segno quello che dovete dare adesso

potete decidere di far finta di giudicare e lasciare le cose come stanno

o applicare finalmente le regole e incidere il bubbone

il gioco è alla luce del sole

e la gente capirà quello che farete

e ne trarrà le conseguenze

 

perciò non fate struzzate per favore

fate in modo che le conseguenze delle vostre decisioni siano positive per l’adci

 

giovanni pagano

 

 

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89 Responses to male grazie 14: perché all’adci non conviene fare struzzate

  1. Il Santo says:

    tutto giusto, ma il problema arriva all’ADCI già esploso. L’ADCI è chiamato a dare un segno chiaro è vero. Ma il problema sono chi i fake li fa e li iscrive senza ritegno. Sono loro da esiliare e Draper-amente sputtanare (non a caso come l’anno scorso). L’ADCI si ritrova nella posizione scomoda di garante. E io spero che garantisca, ma puntiamo per favore il dito verso quei creativi che generano il problema.

    Più di mezza giuria stampa ha in portfolio fake (ma chiamiamoli come li chiamano tutti nel mondo: Scam, truffa), e sono orientati e disposti a farne altri ancora. Non prendiamoci in giro, ci conosciamo tutti. Perché erano lì? (sono pronto a scusarmi pubblicamente a nome scoperto se mi si dimostra il contrario).

    Perché questa gente non si impegna a vendere al cliente quelle campagne e a farle uscire veramente?

    Per me il problema sono loro. Perché l’ADCI può squalificare tutte le Scam che vuole, ma l’anno prossimo ce ne saranno ancora e ancora e ancora.

    Sputtaniamo chi le Scam le fa, considerandoli pessimi professionisti. Forse qualcosa cambierà, almeno nelle coscienze dei creativi senior e junior.

    • Anonymous says:

      E sputtaniamoli questi fake con clienti consezienti!
      L’unica azione che ha fatto tremare le gonne ai falsari è stata la pubblicazione del leone fake su L’Espresso e anche su quella fogna di Dagospia.
      Sputtaniamoli ovunque ci sia spazio.
      Perche’ lo spazio c’è. Qui e altrove.
      http://tinyurl.com/fakedimerda

      • shitlister says:

        Grazie per la citazione, Anonimo, ma noi non stiamo facendo una crociata contro i fake. Segnaliamo anche i fake quando sono delle enormi stronzate e quindi non differiscono dalla normale pubblicità di merda che vorrebbero surclassare.

    • Anonymous says:

      ora si che hai risolto i problemi della pubblicità italiana…

  2. Ex Copy says:

    Sì Giovanni, apprezzo sempre i tuoi interventi, ma mi permetto di osservare: per me quasi tutto è fake.
    Vai a dare un’occhiata ai lavori iscritti a Cannes (Gruppo “goodfellas” su Facebook): ci sono una quantità di lavori e di “operazioni” incontrollabili. Sono quasi tutte cose finte. Non solo la stampa Durex.
    Guarda le Case History per esempio: sono un grande bluff. Si costruisce ad arte qualcosa che non è mai accaduto. O che è accaduto “in minima parte” e non se ne era accorto nessuno. Da sempre. Anche Auditiorium era un mezzo fake. E tutto questo – come dici giustamente tu – la gente lo sa bene, ma non mi pare ci siano levate di scudi particolari.
    Solo diventate tutti severissimi quando il fake è stampa (o TV) mentre chiudete sempre un occhio (perché non potete fare altrimenti, sono – per l’appunto – incontrollabili) sui lavori che si iscrivono alle varie categorie PR, media, ecc ecc.
    Perché? Puoi spiegarlo?
    Pensate forse che siano lavori meno degni e quindi li lasciate perdere?

    Senza alcuna polemica, solo per sapere se esistono fake di serie B e di serie A.

    • Th says:

      Quoto tutto.

    • quel bravo ragazzo says:

      scusa ex, non riesco a trovare il gruppo su FB. o meglio, ne trovo parecchi, ma nessuno e quello giusto. eppure, il nome, è così insolito che non capisco :)
      scherzi a parte, si può avere il link?
      tnx

      • Ex Copy says:

        Non saprei, si chiama Goodfellas. Contiene lavori come questo che – capite bene – segna un confine piuttosto insolito tra fake-non fake. Tutto è vero, tutto esiste. O tutto è finto. Insomma fate voi:

  3. Posalaquaglia says:

    Il problema esiste, non c’è dubbio.
    Ma posso dire che tutto ciò mi ha leggermente trifolato i maroni?

    • Fake e pure Copied says:

      Tra l’altro questa idea è un clamoroso plagio di un Young Lion dell 2008.

      Questo:

      Hanno buttato via 500 euro che potevano dare in beneficenza.

      • Mah... says:

        Guarda… non è detto… Vicky Gitto sostiene per esempio che ci sono campagne simili che a Cannes vincono per tre/quattro anni di seguito. Li chiama trend…

      • Mario says:

        Sì, ma questo non si inserisce in un filone. E’ proprio un copia incolla. Allucinante.

      • Mah... says:

        Sì, ovviamente io non sono d’accordo con lui…

  4. giovanni pagano says:

    avete ragione tutti e quattro

    sì santo
    ovviamente il vero problema è chi li fa gli scam
    però anche lasciarglieli fare non mettendo regole nette
    e poi difendere il loro diritto a farli “come da regolamento”
    mi sembra surreale
    come ipersurreale è chiamare in giuria stampa delpizzo
    quando si sapeva che questa sarebbe stata la categoria più delicata
    e quello il fake più clamoroso
    sapete qual’è il problema?
    è che in un certo senso la giuria stampa l’ha voluto dare un segnale
    ha voluto deliberatamente asserire che è normale farei fake
    (e leggendo i nomi dei giurati non potevamo aspettarci niente di diverso)
    e adesso tocca al consiglio dare serenamente un segnale
    il segnale che non è così
    i fake sono un imbroglio e un club serio non può accettarli

    sì ex copy e th
    non esistono fake di serie a e fake di serie b
    e sarebbe giusto affrontarli tutti con lo stesso rigore
    (cosa che per altro probabilmente il consiglio ha in animo di fare
    affrontarli tutti egualmente senza alcun rigore)

    sì posalaquaglia
    ammetto che se ne sta parlando tanto
    vi chiedo sinceramente scusa
    ma del resto è adesso che sta per succedere lo scandalo
    e quello che sto cercando di evitare in tutti i modi è la soluzione di comodo
    (“quest’anno è andata così l’anno prossimo cambiamo le regole”)

    per cui vi chiedo ancora un po’ di pazienza
    ancora un po’ d’attenzione e vigilanza
    e poi vi prometto mille divertenti diversioni
    alla volta di tante altre amene storture nel magico mondo della pubblicità italiana

    giovanni pagano

    • Michele Delloro says:

      Il bello è che pur di coprire certe porcherie alcuni si mettono a sputare sulla categoria stampa e in generale… sui premi (?!?).
      Pisciare controvento come sport estremo, insomma.

      Quando invece è chiaro che se c’è una categoria che ha ancora tutto da dimostrare, al di là delle pippe tra creativi che sono diventati i vari festival, è il digital. Un paio di articoli presi a caso dai giornali, oggi:

      http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_maggio_16/compravendita-follower-fan-facebook-twitter_1d5ee5ec-9f8e-11e1-b258-f2fcbb76be58.shtml

      http://www.youmark.it/article/38370/news-General-Motors-ferma-la-pubblicità-su-Facebook-youmark

      • sellorelse says:

        dicono anche questo però:

        USA, crescono i ricavi adv da social
        DAI 3,8 mLD DI DOLLARI DEL 2011 AI 4,8 DEL 2012, FINO AI 9,8 DEL 2016
        Negli States la pubblicità è social. I ricavi pubblicitari provenienti dai social media negli Stati Uni-ti passerà dai 3,8 miliardi di dollari nel 2011 ai 4,8 miliardi di dollari di quest’anno, fino alla quota di 9,8 miliardi di dollari previsti per il 2016. Almeno secondo la previsione dello studio di Bia/Kelsey. Dall’analisi emerge che la parte del leone, con una crescita dai 3,6 miliardi di dollari del 2011 ai 4,6 miliardi di quest’anno, fino ai 9,2 mi- liardi di dollari nel 2016, verrà sostenuta dai banner. L’advertising social non focalizzato sui banner invece secondo le previsioni arriverà fino a 630 milioni di dollari nel 2016. Il tasso annuo generale di crescita per la pubblicità basata sui social media è stimato al 21%.

        Tanta tabellare ma anche “non focalizzata”

  5. mah says:

    ma tra un post e l’altro Pagano trova il tempo di lavorare?

    • LeoBrulè says:

      dicono riesca si.
      ma ha dovuto tagliare su punteggiatura e impaginazione delgi scritti per farcela

  6. cogitante says:

    come sempre l’argomento fake tira più dui un pelo di …., però, come ha già detto qualcuno prima di me, a Cannes è quasi tutto fake e non credo che nei paesi di produzione ci si scanni sul perché quei fake sono stati prodotti o su chi li ha fatti …
    Secondo me, invece, la cosa veramente fuori dal mondo e di cui nessuno ha MAI parlato sono i fake al radiofestival!! ma scusate:
    chi è che organizza il radiofestival? la sipra.
    cosa fa la sipra? vende spazi pubblicitari.
    e allora, non è assurdo che una concessionaria di spazi pubblicitari premi un radio che ha fatto una sola uscita e quindi ha comprato un solo spazio pubblicitario????
    E’ come se un ristorante premiasse come miglior cliente un anoressico. io mediterei su questo, anche per cambiare un po’…

  7. Buongustaio says:

    Pagano, convertiti. Famo prima.

  8. Linomando says:

    le agenzie se lo misurano in bagno con i fake, e non fa più notizia sapere che spendono più per un fake che per un cliente vero. Ma la soluzione è in arrivo, tranquilli. Tutti quelli a progetto e a p.iva saranno mandati a casa (e, a meno che mi sia perso qualcosa, rappresentano il 90% degli operai del photoshop). E’ matematico, le agenzie si ridurranno ancora nel numero, figuriamoci se agenzie che oggi hanno 70/80% di contratti del cazzo li convertono in indeterminato. E più probabile che durex sia una campagna vera. Quindi ancora meno persone in agenzia e non ci sarà più tempo per i fake, amen. Chi apre una pizzeria con me? Pizzeria Iva, in ricordo dei vecchi tempi.

  9. Spot Fake says:

    Pagano, ma di questo che pensi:

    http://www.ibelieveinadv.com/2011/11/repubblica-it-24h-news-coverage-2/

    Pezzo mai uscito ed entrato impunemente in shortlist.

    • Inglisch says:

      L’inglese, in un annuncio italiano presentato all’Art Director Club ITALIANO, è proprio il sintomo di menti bacate. Che cosa pensano i creativi: che se scrivono in inglese sono più fichi e internazionali? Fanno pena. Più che fare film. Si fanno grandi film.

    • Ad in Italy says:

      Torno a ripeterlo: fake o no questo è pure sbagliato nella realizzazione. La tazza è in piano sequenza mentre il fatto storico ha dei salti temporali. Quello che vediamo non può essere successo nello stesso tempo della tazza. La testa della statua non si stacca nella caduta.

      E’ un dettaglio non da poco. Ma i giurati forse erano stanchi.

      • Inglish says:

        Premiare fake e al tempo stesso fingere di rispettare le regole. Deve essere stancante.

      • Anonymous says:

        Strano che sia sbagliata la realizzazione perché ha appena preso una short list al Clio.
        http://www.clioawards.com/catalog/2012/film/index.cfm?award=99

      • Ad in Italy says:

        WOW!!! una short list al CLIO!!!! Magari se fosse stato giusto avrebbe preso di più.
        Invece che citarmi shortlist, prova a contraddirmi, magari mi sfugge qualcosa. Il concetto è ok, basterebbe togliere i fotogrammi con la testa mozzata. Ma così continua ad essere sbagliato.

      • Intoccabili e Non says:

        Beh, è solo la dimostrazione che è un pezzo fatto per i premi, e infatti non ha mai avuto nessuna pianificazione e uscita TV.

        Il problema è la DEFERENZA/RIVERENZA/PARZIALITA’ dell’Adci verso alcune agenzie e direttori creativi.

        Il problema è l’ingiustizia e la disequità di trattamento.

    • Fakepubblica.it says:

      Io l’ho visto in tv. Era spenta e rifletteva lo schermo del mio computer sintonizzato su Youtube.

  10. Arturiano says:

    Mi manca molto anche la presenza di 1861 United, che anche su clienti mainstream riesce a fare sempre cose intelligenti e divertenti. Ad esempio la campagna dei babbi natale spettacolari di quest’anno. Mi piaceva un sacco. Poi con tutti i clientoni e clientini che hanno ti pare ch enon tirano fuori qualche annuncio fico?
    Perché loro non iscrivono le cose all’ADCI?

    • giovanni pagano says:

      per abitudine parlo solo delle cose che so
      arturiano
      e mi firmo a garanzia del fatto che le so
      anche se non sempre è facile dimostrarle
      come qualche acrobata del nichilismo si diverte a ripetere

      so che united non iscrive lavori da tempo
      e mi pare altrettanto grave per la rappresentatività dell’annual italiano
      visto il loro alto livello qualitativo
      non l’ho citata perchè non ne conosco le motivazioni

      invece di dlv so che fino all’anno scorso ha iscritto tanti lavori
      ma che l’anno scorso è rimasta profondamente delusa dall’andazzo
      che ha sentito che i suoi lavori non sono stati tutelati da certi movimenti
      e che ha oculatamente scelto di non affidarli più a certi metodi di giudizio

      ecco dato che pepe e siani sono senza dubbio due professionisti di spicco
      forse varrebbe la pena di ascoltare certi sintomi
      e di cercare di evitare certe storture che non tutti accettano di subire
      perchè nascondendo la polvere sotto il tappeto non si risolvono i problemi

      quello che voglio sottolineare con questo post è che
      anche trascurando l’aspetto teorico dell’onestà tra soci e la sua auspicabilità
      le conseguenze pratiche delle struzzate possono essere devastanti per l’adci
      consiglio avvisato mezzo salvato

      giovanni pagano

      • Michele Delloro says:

        Io c’ho provato ad avvisarli, Giovanni. Vediamo…

      • Sabbietti says:

        “…ha oculatamente scelto di non affidarli più a certi metodi di giudizio…”

        Perfettamente d’accordo con loro. Basta affidare i lavori a certi metodi di giudizio.
        E infatti i metodi di giudizio quest’anno sono cambiati.

        Quindi, non capisco proprio la scelta.

    • Sabbietti says:

      Ancora con questa United 1861. Che coglioni! Ma veramente pensate che sia la migliore agenzia italiana? E’ solo una delle tante. Arturiano, che ne pensi della pioggia di tablet con “Scende la pioggia”? Ti piace? E’ una cosa intelligente e divertente? Hai fatto un esempio, ma ogni agenzia ha un bell’esempio nella reel. E se proprio lo vuoi sapere, c’erano due film di United nella categoria film all’ADCI (non so chi li abbia iscritti, forse la casa di produzione) e si sono fermati alla shortlist.
      Ormai è diventata una moda dire che la United fa le figate. E la gente, lo ripete, senza pensare se è vero o no.

    • Italia UNO! says:

      Se penso a tre cose nazionalpopolari in Italia, mi vengono in mente Barbara D’Urso, i Pooh e i lavori della United.
      Credo che il nostro Paese potrebbe fare tranquillamente a meno di tutti e tre, e di sicuro sarebbe un po’ meno rimbambito.

  11. Arturiano says:

    Uhm, in effetti è davvero strano, per non dire inquietante, che le due migliori agenzie d’Italia snobbino l’ADCI. Inimmaginabile una cosa del genere in Inghilterra, per esempio.
    Il famoso club ne esce davvero a pezzi. Non è che tante volte tutti i casini passati hanno ormai sputtanato il brand ADCI? Non è che magari converrebbe farsi un club nuovo?
    Forse le due sigle prima citate dovrebbero farsi una telefonata e prendere l’iniziativa. Credo che non sarebbero pochi quelli che gli darebbero retta.

    • W la Tailandia says:

      Le due migliori agenzie italiane?in base a cosa scusate ? A lasciatemi giocare o ai tablet che cadono?Non esistono “migliori agenzie italiane” ma un immenso mare di mediocrità (ovviamente figlio del sistema clienti/agenzie/media/ricerche ecc.)Ogni tanto qualcuno ce la fa ed esce un buon lavoro VERO.Ma sono exploit sparsi.Un tempo BMW in DLV era un caso virtuoso.O Heineken in JWT.O un Ariston della Leo.Magari dimentico qualcosa ma si tratta comunque di numeri piccoli e certamente non concentrati in una o due agenzie.Siamo un paese in cui il livello e basso e basta uscire dai nostri confini per beccarle di santa ragione anche dalla Tailandia.

      • Posalaquaglia says:

        Sul lavoro Ariston della Leo stendiamo un pietoso velo, però.
        Perché se è originale quello (visto altre due o tre volte almeno) io sono Napoleone. :)

  12. Zatôichi says:

    fake : badavenue = cogne : portaaporta

  13. Fransisco says:

    Apprezzo il nuovo corso Adci per coraggio e buona volontà. Ciò non toglie che con gli Awards abbia commesso dei gravi errori:

    1) Criteri di formazione delle giurie, che favoriscono la creazione di lobby di giurati e quindi lo scambio di voti (é innegabile: così è stato)
    2) Mancata prevenzione del fenomeno fake, che ha provocato una corsa al tamponamento a frittata ormai fatta.
    3) Diseguaglianza di trattamento tra le categorie nella richiesta di giustificativi, con stampa/affissione vivisezionata all’osso e le altre categorie immuni.
    4) Manica troppo larga nelle selezioni (è entrato veramente di tutto e di più).

    Ci sono anche tanti meriti, ma non è questo il posto e il tempo per parlarne.

    • Forse era meglio quel pirla di Cremona says:

      In effetti il criterio delle giurie non c’è: prima esisteva un criterio. Limpido e trasparente. Solo i primi 40 nomi nel rank dei premi internazionali autori delle creativita’ riconosciute all’estero e non solo sotto casa. Il famoso dibattito sulla call for entries si e’ risolto in un ritorno di ex e vecchie glorie sulle sedie delle giurie, non ha riportato creativi di qualità come i due fondatori di United che se ne infischiavano e se ne infischiano dell’adci di Guastini come dell’adci di Cremona. Prima il presidente delle giurie era Andrea Stillaci, adesso Gitto. Prima si era scelto di occuparsi di incidere sulla realtà della creatività italiana, dove forse si poteva fare qualcosa, procurandosi molte antipatie, ora si scelto di incidere sulla realtà degli stagisti e dello sfruttamento, sullla quale l’adci non ha nessussima influenza, ma che sicuramente la fa diventare molto popolare.

      • Doppia D says:

        Caro mio, i primi 40 del ranking hanno quella posizione proprio per essersi premiati con i fake. Quindi non cambia nulla. Il cambiamento vero dovrebbe essere: hai un presunto fake iscritto quest’anno= niente giuria. Sta ai giurati dimostrare di non avere fatto fake in quell’anno (portando le prove) e non viceversa. Solo i puri (in un anno, che considerando le carriere non esisterebbero) possono giudicare.

  14. Marco Carnevale says:

    L’anno scorso, poco prima di Cannes, abbiamo pubblicato – come McCann Roma – un annuncio che rivendicava lo statuto “fake free” dell’agenzia.
    Oggi non posso più esprimermi a nome di quella sigla, ma continuo a considerare un punto d’onore anche personale quella regola (condivisa con l’intero reparto) e quel posizionamento professionale.
    Ho studiato per anni il pensiero e il modus operandi di Bill Bernbach, di Ed McCabe, di David Abbott, di Jeff Goodby, di Don Weiden; e proprio in queste ore sto scrivendo un articolo su John Hegarty.
    Nessuno di loro considererebbe non dico lecito ma neppure ipotizzabile iscrivere un fake a un concorso. E ancora meno dedicare a un fake anche solo quindici minuti del proprio tempo, o peggio del tempo dei propri sottoposti.
    Finché la nostra comunità non capirà questo fatto tanto semplice e nello stesso tempo tanto illuminante, continueremo a fare degli esercizi sofistici di grande spolvero retorico e a coprirci di ridicolo di fronte all’universo mondo. Oltretutto continuando piuttosto patologicamente a domandarci come mai nessuno – dicasi NESSUNO – ci prenda sul serio.
    Salute.

    • giovanni pagano says:

      ciao marco

      infatti
      siamo tanto abituati in italia a questa sciagurata degenerazione
      da finire col considerarla normale
      in fondo perfino noi che la detestiamo

      ma non è così
      a cremino che in assemblea adci pontificò che in brasile si fanno i fake
      tentai di rispondere che allora tanto valeva darsi anche alla riduzione delle teste
      immediatamente subissato da ululati rabbiosi quanto ignoranti

      ovviamente dovendo scegliere degli esempi a cui rifarsi
      molto meglio quelli da te citati
      davanti ai quali i nostri insignificanti eretici dovrebbero inchinarsi

      mi sembra che proprio hegarty in conferenza a cannes sorrise parlando di fake
      paragonandoli al giocare a tennis senza la rete in mezzo al campo

      so che in consiglio adci ha creato subbuglio la notizia della campagna inesistente
      data dall’espresso e ripresa da dagospia
      massimo schienadritta guastini ha cercato trafelatamente di smentirla
      (peraltro prima ancora che i documenti venissero visionati
      e prima che una decisione ufficiale venisse presa
      curioso no?)
      ma la sua difesa d’ufficio non è stata mai pubblicata dall’espresso
      evidentemente non deve essere sembrata rilevante

      ma c’è qualcuno qui che può dichiararsi davvero stupito se
      soprattutto in un momento di crisi abissale come questo
      un giornalista fiuti la notizia in tanta disarmante inopportunità?
      una categoria professionale (sic) che si premia da sola per lavori mai usciti
      vogliamo aprire gli occhi una buona volta e ragionare
      e definire questa merda per quello che è?

      e a chi tocca farlo se non al club che dovrebbe riunire i migliori professionisti?
      e al presidente che ha dichiarato di voler ridare dignità al nostro mestiere?
      dice
      non prendetevela col consiglio poverini
      prendetevela con quelli che li fanno i fake
      mica vero
      io me la piglio con berlusconi se chiama in questura per far liberare ruby
      ma anche con i parlamentari quando votano che ruby è nipote di mubarak
      per permettere a berlusca di farla franca

      mettici la stessa irruenza che hai impiegato nella tentata smentita al giornale
      massimo guastini
      e invece di perder tempo nell’amata attività di pubbliche relazioni
      affronta il compito a cui sei tenuto rispettando le regole
      e le aspettative dei professionisti seri

      giovanni pagano

    • memoria lunga says:

      Peccato che prima di quello statuto avevi prodotto le tue belle pagine fake:
      ricordo la famosa agenda col pagine che sembrano chiappe…

      • Gelsomino Bonaffare says:

        Pagano risponde puntualmente a tutti ma non a te, strano. Almeno ho un idea più chiara del personaggio.

      • Latium says:

        Gelsomino non hai capito un gaz. La frase era rivolta a Carnevale.

      • giovanni pagano says:

        gelsomino
        se sulla base dell’intervento di memorialunga le tue idee sono più chiare
        annamo bbene
        memorialunga non si riferiva a me

        memorialunga
        cercare di svilire un’idea attaccando chi la esprime è una tattica piccina
        argomenta piuttosto per quale motivo non sei d’accordo con l’idea
        non ti sembra più adulto?

        giovanni pagano

  15. ES says:

    I fake sono stati e, fino a prova contraria, restano tuttora una scorciatoia per carriere personali.

    Il vero Annual della creatività dovrebbe essere consultabile tutti i giorni sui media. Invece la produzione quotidiana crea mostri. Si vedessero almeno nei fake i grandi contenuti. Invece siamo all’autocensura del “carino”. Questa è la vera sconfitta.

    Le cause di questo sistema hanno nomi e cognomi e siedono ancora sulle loro poltrone. Sono molti i creativi che per ambizione, spesso inversamente proporzionale al talento, continuano a leccare culi. E il mondo del lavoro creativo è fatto dalle persone, le regole sono solo una conseguenza.

  16. Doppia D says:

    Altri campioni di modestia che se la suonano e cantano da soli:

    http://www.youmark.it/article/38412/news-Leo-Burnett,-l'italiana-pi%C3%B9-premiata-nei-Festival-Internazionali–8-awards-con-cinque-campagne–youmark

    Geniale il virgolettato come se rispondessero a domande che in realtà nessuno gli ha posto, dato che sti articoli partono dall’agenzia, perché altrimenti a nessuno fregherebbe una sega.

    Caramelle anche per voi. Bravi.

  17. Lo sanno anche le statue says:

    Samsung Naked Statues e’ una patacca!

  18. E anche gli orologi says:

    Giusto per saperlo, dato che Montblanc è un lavoro prettamente digital, il buon Simonetti si è intrufolato di nuovo ad arte nei credits o ha contribuito in maniera rilevante? Solo per curiosità eh…

  19. Impronte digital says:

    Chi si è intrufolato sono i due dc più l’ignoto Michele Sechi

  20. LeoBrulè says:

    Si discute di come regolamentare e rendere più equo un premio per creativi che misuri la creatività di un lavoro, giudicato da altri creativi appartenenti ad agenzie diverse.

    E’ un po’ come quando la politica a seguito della ventata di antipolitica si dice intenzionata a voler salvare la politica stessa applicando norme che combattano la corruzione, il traffico di influenze e compagnia bella.

    E giu coi dibattiti, proposte di legge, emendamenti a proposte di legge, ostruzionismo, cambi di rotta, comunicati stampa e referendum popolari.

    Qualcuno, due repubbliche dopo, crede ancora che non solo loro ma anche qualsiasi altra categoria professionale possa autoregolamentarsi in modo serio, chiaro ed onesto ?

    Pagano avrà le sue ragioni ma per tante cose mi ricorda senza offesa reciproca, Di Pietro.

    Il sistema che conosciamo succhia di brutto, è evidente che non fuziona, Il premio, e direi praticamente la maggior parte dei premi, non serve a decretare chi è stato realmente creativo e performante nell’aiutare una marca a raggiungere i suoi obiettivi. Serve a farsi i pompini a vicenda, a pompare un po’ l’ego ed in qualche caso (non so più quanto) lo stipendio di chi li riceve oltre che a riempire qualche scaffale in ufficio per impressionare qualche markettaro di provincia. Secondo me c’entra sempre meno con la professione ed i suoi obiettivi. Mi era parso di capire che la pubblicità vincete fosse quella che riesce a persuadere all’acquisto a spostare o influenzare le scelte delle persone ottimizzando e massimizzando il budget a disposizione. Non quella con l’intuizione più brillante secondo i colleghi.

    Indipendentemette dai pro, o contro, continuare a discuterne così non credo cambi nulla. Se L’adci appoggia i fake anzichè vomitare tonnellate di testo mal formattato non è più saggio anzichè sbraitare contro il sistema esistente mettere in piedi un alternativa stile ADCI DEI VALORI, farsi un award fake-free e vedere in quanti sposano la causa ?

    Poi se avanza tempo si occupa un palazzo e si fanno le gare di acquiloni…

  21. ES says:

    Il peggior risultato dei premi e degli ADCI Awards è stato: diventare un falso stipendio per i creativi.

    La comunità dei creativi a partire dalle agenzie (CD in testa) ha sostituito il giusto compenso per il lavoro con i riconoscimenti e le pacche sulle spalle. “Che importa darti in busta paga quello che serve per vivere? Tanto vincerai dei premi e qualcun altro in futuro ti pagherà tanti soldi.” Alla fine si è ridotta la creatività a una drammatica presa in giro, soprattutto dei junior che iniziavano a lavorare con entusiasmo. Si è diffusa una concorrenza individuale squallida, dove la spuntava chi aveva più agganci, e dall’altro lato domina l’incapacità di dire una parola concretamente utile per gli interessi comuni. QUESTO E’ IL VERO FAKE AL QUALE TUTTI I CREATIVI HANNO ASSISTITO IN SILENZIO PER ANNI.

    Basta guardarle le facce dei nuovi impiegati creativi nelle agenzie, con stipendi da fame. Ridono per convenzione. Sono disciplinati e obbediscono, senza creare problemi. Hanno maschere che nascondono molto male la paura di non farcela e l’incertezza per il futuro. Ma è così che vanno le cose, giusto? C’è la crisi, i fake. Tutte scuse e discorsi-vuoti a perdere.

    Di questo stato di cose sono colpevoli Amministratori Delegati e Direttori Creativi che siedono a capo delle agenzie, nelle giurie e sbandierano carriere a chi scodinzola di più. Davanti a questo spettacolo senza dignità, i Direttori Marketing dei clienti (anche quelli più corrotti) guardano altrove e non spendono. La creatività è sempre più spesso delegata ai testimonial, agli attori di turno, a sceneggiatori televisivi. Ma noi creativi italiani, uniti dall’isolamento, per fortuna abbiamo l’Annual ADCI e sullo sfondo il miraggio della Croisette.

  22. giovanni pagano says:

    è curioso
    leobrulè
    sai chi mi chiamava il dipietro della pubblicità?
    proprio massimo schienadritta guastini
    quando assieme a mizio ratti veniva a casa mia a intervistarmi per radiovenerdì17
    quando ridevamo assieme dei fake e degli inciuci dell’adci
    quando mi chiedeva di rientrare nel club per cambiare le cose da dentro
    quando mi sembrava che condividessimo le incazzature su questa e altre vergogne

    puoi chiamarmi così
    leobrulè
    non mi offendo mica

    devi sapere che ci sono due accuse che mi muovono spesso
    moralista e giustizialista
    e io rispondo orgoglioso
    “sì grazie”

    sono moralista
    se questo significa ricorrere ai miei convincimenti morali nel decidere i miei comportamenti

    sono giustizialista
    se questo significa ritenere imprescindibile che le regole vadano rispettate
    e che chi sgarra debba pagare

    nonostante mi renda perfettamente conto che si tratta di valori ormai desueti
    cammino a testa alta e non ho niente di cui vergognarmi
    e questa è una bella sensazione
    oggi che non tutti possono affermare la stessa cosa

    giovanni pagano

    • Boris says:

      Sì Giovanni, ma alla Mc Cann verrà confermato il suo oro proprio nel rispetto delle regole.
      Se la regola dice XZVBY, e tu fai XZVBY, sei dentro le regole.
      Anche se queste avevano una finalità diversa quando sono state scritte.
      In gergo si chiama Democrazia, o più precisamente Legge.

      • giovanni pagano says:

        violare le regole fingendo di volerle applicare
        sublime

        il tuo nick è russo
        ma il tuo modo di eludere le regole è tipicamente italiano
        sono i furbetti del quartierino come te che hanno portato l’italia dov’è
        grazie

        giovanni pagano

  23. Mac End says:

    Pagano, ma cosa pensi di ottenere dalla tua battaglia? Il rispetto delle regole? Sei un povero illuso. Le regole, come scrive ES, sono una conseguenza delle persone. Tu stesso ai dirigenti che hanno scritto le regole attuali, hai stretto per anni la mano. Così, arriva un Boris qualunque e ti dice che la legge è quella: e tu devi stare zitto. Non sono le regole da cambiare, sono le persone. E per questo non basta Dagospia e nemmeno l’Espresso.

    • giovanni pagano says:

      non riesco a capire se il tuo intervento è contro la mia battaglia
      mac end
      ma di fatto conferma sconsolatamente i problemi che io denuncio

      bisognerebbe cambiare la mentalità meschina delle persone
      (“fatta la legge trovato l’inganno”)
      ma per farlo servirebbe il coraggio di regole meno facilmente eludibili
      e soprattutto il coraggio di applicarle con serietà
      invece di fare struzzate

      con buona pace tua e di boris
      la regola attuale basta ampiamente a cassare durex
      e solo persone in mala fede possono accettare che un’uscita locale
      (sì anche implementata da uscitine gratis su giornaletti gratis)
      costituisca la pianificazione “coerente con il target e con gli obiettivi di comunicazione”
      di un brand multinazionale come durex

      ma forse tu vuoi dire che la mia arma è spuntata
      quando io posso solo denunciare gli abusi e l’arroganza
      ma poi il consiglio adci può decidere il cazzo che gli pare
      anche di non applicare le regole
      e quindi durex e gli altri fake possono essere votati “campagne autentiche”
      come ruby rubacuori può essere votata nipote di mubarak

      e qui hai ragione mac end
      ma non del tutto
      perchè berlusconi è riuscito sì a far votare al parlamento che ruby era mubarak
      ma farlo in modo così plateale ha scandalizzato gli italiani onesti
      e adesso berlusconi è a casa
      e tutti i sondaggi confermano che sono ormai pochi gli italiani che lo rimpiangono

      quello che io sto cercando di ottenere con la mia battaglia
      (grazie per la domanda che mi rivolgi mac end)
      è in primis di cercare di evitare che si verifichi questa colossale porcheria
      ma se la porcheria dovesse verificarsi egualmente come è probabile
      (ma confido ancora in un sussulto di dignità in chi lo ha promesso in altro post)
      voglio che si verifichi interamente decodificata e alla luce del sole
      invece di lasciar passare tutto dalle fogne come sempre

      il mio target non è tanto il consiglio adci
      che appare purtroppo propenso all’indulgenza e all’autoindulgenza
      ma voi pubblicitari che leggete bad avenue
      tu dici che bisogna cambiare le persone
      è quello che sto cercando di fare
      dando loro gli strumenti conoscitivi e logici per giudicare in prima persona
      e per chiedere con sempre maggiore convinzione le regole e la loro applicazione
      e non ti accorgi mac end che è esattamente quello che sta accadendo?
      non si è mai parlato tanto di fake come da un mese a questa parte
      su bad avenue e sul blog adci
      e la gente si sta esprimendo con molta chiarezza ed unanimità
      centinaia di interventi
      un fiume di anonimi è vero
      ma anche alcuni pesanti nomi autografi

      inoltre tu e boris dimostrate di non avere capito il punto di questo specifico post
      certamente il consiglio farà il cazzo che gli pare
      ma non siate così arrogantemente trionfalistici
      perchè se deciderà di non decidere
      non prenderà per il culo nessuno
      ed è probabile che il fenomeno delle disiscrizioni sia destinato ad ampliarsi
      le agenzie trarranno le conseguenze di una gestione inaffidabile
      e a me non sembra saggio perdere migliaia di euro dei professionisti seri
      per salvare l’amicizia con i soliti pochi figli di puttana

      infine tu dici che io ho stretto per anni le mani dei “dirigenti attuali”
      ma ti garantisco che gliele stringevo quando dichiaravano ideali ben diversi
      adesso la mia mano me la sono lavata e disinfettata

      giovanni pagano

      • Mac End says:

        Come puoi intuire dal mio Nick, sono dalla tua parte. Al 110% direi. 100% sulla richiesta di ritiro di premi alle campagne fake. 10% perché vorrei che si traesse un’altra conseguenza dal tuo discorso.

        Si vedono fin troppi opportunisti fermi a guardare la nave che affonda, mentre loro siedono comodi comodi sulla scialuppa di salvataggio con il tesoro rubato ai passeggeri. Questi incapaci devono andare via. Mi basterebbe che cambiassero impostazione e facessero qualcosa di utile per il nostro mondo. Ma dubito.

        Contrariamente a te (forse tu stesso sarai d’accordo) non mi aspetto ritiri di premi. Ho sentito che all’ADCI si discutono proposte per un’apertura illimitata del club a tutti. E’ l’indizio che i premi resteranno dove sono? Che l’andazzo cambierà, ma solo fino a che non si pesteranno realmente i piedi agli opportunisti di cui sopra? E che forse è più vicina una chiusura illimitata?

        Continua, Giovanni, ma prima o poi, bisognerà vedere le persone dietro le regole. Si chiama lotta politica! Ed è ancora all’inizio.

  24. Realista says:

    Cannes – solo fake.
    D&Ad – in stampa saranno 4 anni che si sta aprendo ai fake.
    (es.2012
    http://www.dandad.org/awards/professional/2012/categories/prsa/press-advertising/01078/quick-draw-wins
    http://www.dandad.org/awards/professional/2012/categories/outa/outdoor-advertising/06720/bounty-picks-it-up)
    One show – vedi sopra

    Di che stiamo a discutere?
    Io vedo due problemi:
    1- Fatte rarissime eccezioni anche a fare fake siamo capre.
    2- Abbiamo un ritardo sul digitale e sulla vera integrazione tra media davvero drammatica.

    Di questo dovremmo discutere. Non dell’annuncino finto.

    • Corvo Joe says:

      Ti quoto in pieno Realista. Che i fake siano una vergogna l’abbiamo capito e se vincono premi tanto peggio per il creativo con quel lavoro in portfolio…In ogni caso vorrei sottoporvi un ottimo articolo uscito su wired che spiega come stanno le cose:

      http://www.wired.co.uk/magazine/archive/2012/06/ideas-bank/a-public-announcement-advertising-is-over

      Sono sicuro che molti di voi sapevano gia’ tutte queste cose e forse per questo ci si concentra sui fake,

      • Basaglia says:

        Vi prego, tutti insieme, facciamo un coro:
        LA PUBBLICITA’ E’ MORTA, LA STAMPA E’ MORTA, LA TIVVU’ E’ MORTA!
        VIVA IL WEB – ORA E PER SEMPRE VIVA IL WEB!

        Cosi Corvo Joe è contento e può cambiare disco.

  25. Paper says:

    Ma perchè invece non si abolisce il premio? Rimaniamo con un club forte che si impegna a rappresentarci e tutelarci (parlo dei creativi). L’ADCI awards ha valore solo tra noi gruppo ristretto di pubblicitiari italiani (aziende, investitori e persino agenzie straniere se ne sbattono altamente). E sempre all’interno di noi gruppo ristretto di pubblicitari sappiamo quali sono i fake e quali sono le idee che meritano. Durex vince un oro ed è un fake, per noi l’oro non vale nulla. Quindi ci ritroviamo con un premio senza senso. Abolito il premio guadagnamo almeno due mesi di energie da investire in cose più importanti. Certo le entrate del club si sgonfierebbero, ma basta aprirlo a tutti e con le quote anche inferiori a quelle attuali il budget aumenta.

  26. Closeau says:

    L’intero settore industriale della pubblicità ha perso da tempo qualsiasi attitudine alla moralità.
    E questo è evidente a tutti i livelli: contratti di lavoro; livello delle retribuzioni; straordinari; orari di lavoro; corruzione; concorrenza sleale; conflitti di interessi.
    In questo contesto di immoralità generalizzata il discorso dei fake è solo un aspetto che riguarda le politiche della creatività e l’immagine delle agenzie.
    Riprendendo la metafora già citata, è come se il problema della mancanza della rete si verificasse in un campo da tennis situato a Port-au-Prince, Haiti, nel febbraio del 2010.
    E’ ovviamente utopistico pensare che si possa raddrizzare un singolo elemento del quadro generale lasciando tutto il resto esattamente com’è.
    La tendenza all’immoralità è una tendenza all’entropia, quindi farà il suo corso sempre più verso il basso finché non ci sarà una crisi e un successivo azzeramento. Solo da quel momento si potrà ripartire con un nuovo ordine.
    Per adesso la battaglia del signor Pagano è sicuramente lodevole nelle sue intenzioni, ma anche utopistica e forse miope.
    Le persone di buona volontà dovrebbero semplicemente voltare le spalle a certi sistemi e qualificare le proprie agenzie con una sorta di bollino blu con cui si certifica che le proprie aziende non perseguono politiche immorali. Questo prima o poi darà dei vantaggi anche nel businness.
    L’iniziativa della McCann Roma andava sicuramente in quel senso. Certo, bisognava aggiungere intenzioni virtuose anche negli altri campi sopra citati, ovvero orari di lavoro, retribuzioni, diritti, ecc. ecc.

  27. Adma says:

    Massì, mentre qui noi se famo le pippe la gente se butta dai balconi. Qualcuno risponderà che i fake sono un’altra faccia della stessa medaglia e io ribatto con un vaffanculo preventivo.

    Qualcun altro dirà che non è il primo. Ma lui si è portato dietro due bambini, porcazzozza. E poi faceva il mio mestiere e questo mi fa impressione. Aperitivi, fake, Cannes, annual: cacate e basta.

    Se qualcuno lo conosceva ci racconta la sua storia? Lo hanno cacciato per permettere a un cojone di mantenere i propri 300k l’anno? Era scarso? Era bravo? Qualcuno gli è stato vicino? La sua agenzia aveva perso il cliente principale? Ci sono altri in questa condizione?

    Disoccupato lancia i figli dal balcone
    e poi si getta nel vuoto: morti tutti e tre.
    La tragedia a Brescia dopo un litigio con la moglie. L’uomo, un pubblicitario di 41 anni,
    aveva perso il lavoro da qualche tempo. Inutili i soccorsi per i piccoli di 4 anni e 14 mesi.

    Tragedia questa mattina in via Cremona a Brescia. Dopo una lite con la moglie, un uomo di 41 anni, Marco Turrini, ha buttato i due figli di 4 anni e 14 mesi dal balcone del suo appartamento al sesto piano per poi lanciarsi lui stesso nel vuoto. Alla base del gesto, probabilmente, gravi problemi economici. L’uomo, un pubblicitario, aveva perso il lavoro da qualche tempo.

    • Latium says:

      Per amore della precisione, era un agente pubblicitario. Uno di quelli che vendono gli spazi. Non faceva il tuo mestiere, io presumo.
      E in ogni caso, pace all’anima sua e a quelle di tutti gli altri ridotti in miseria da questa società che si trasforma.

      • Adma says:

        No, non faceva il mio mestiere ma, da quello che dici, nuotava nella stessa acqua.

      • Posalaquaglia says:

        Quando sei disoccupato e hai altri problemi in testa, che importanza ha il lavoro che fai? Di questi tempi, purtroppo, nessuna. Se voleva essere un post a sensazione tipo quelli di un certo giornalettismo, è un conto. Ma la cosa fa solo tristezza e va inquadrata in un contesto clinico, non qua. RIP.

      • Adma says:

        Non voleva essere niente e il lavoro che fai non ha alcuna importanza tranne se fai il mio. Empatia, strizza, comprensione? Ogni giorno ci sono omicidi ma se ammazzano il mio vicino di pianerottolo mi fa più impressione. Se si capisce va bene, altrimenti va bene lo stesso.

  28. Cikita says:

    Porca troia che cosa orribile.

  29. Basaglia says:

    Be’, leggendo la notizia in effetti può scattare una certa immedesimazione.

    PS: Mi fa impressione che a notizie del genere non si dà più nemmeno la rilevanza di prima, è diventato quasi normale. Siamo un paese di gente che soffre, di gente che sta male da un punto di vista psichiatrico ed è normale così, va tutto bene.
    Ho vissuto un anno all’estero, ogni volta che tornavo in Italia sentivo di una nuova strage familiare, di un vicino che aveva massacrato qualcuno, di una madre che affogava i suoi piccoli, di un amante respinto che ammazzava l’ex-fidanzata… eccetera.
    Lo sapete che all’estero, in Europa, non è una cosa così normale? La gente non è sempre così vicina al limite di rottura. Questa successione di orrori non è per niente normale.
    Già 15 anni fa l’OMS avvertiva che l’Italia era un paese a rischio psichiatrico. Qualcuno si è mai chiesto perché?
    Perché Spagna no, Olanda no, Francia no, Inghilterra no, Germania no, Svizzera no, Belgio no, Portogallo no, e Italia Sì?

    • Spoon River says:

      Basaglia, ma dove vivi? Al di là che NON deve essere normale da nessuna parte, sappi che l’Italia ancora è parecchio indietro, soprattutto rispetto alla Gran Bretagna, su parecchie “nefandezze”. Per non parlare del Belgio, ma vogliamo aggiungere la Russia, o peggio gli Stati Uniti? Informati! E attenzione a non confondere il disagio sociale-psicologico con le malattie psichiatriche, che sono ben altro!

  30. Bubba says:

    Anders Breivik è di Castellammare? E il killer della strage di Tolone di dov’è? Non cercare distinguo, non ce n’è. E lasciamo perdere il Belgio, che è meglio.

  31. wiki says:

    Off topic per Off topic.
    Forse non lo sapete, ma nella ricca Germania ci si suicida più che in Italia.
    Non c’è un’epidemia in corso.
    Inoltre il numero dei suicidi per cause economiche, per quanto possa suonare cinico, è inferiore allo stesso periodo dell’anno scorso.
    La differenza è che quest’ anno i giornali sbattono il mostro in prima pagina perché la notizia tira.

    fonte: Pino Corrias che cita Istat e il sito Daily Wired.

    • giovanni pagano says:

      non sei off topic
      wiki
      in fondo il senso del topic è proprio questo
      che fare le struzzate per l’adci equivale a suicidarsi

      giovanni pagano

      • miuz says:

        Ma non si doveva sapere a quest’ora l’esito della riunione di consiglio su Durex?
        Come è finita?

  32. Salvo Sottile says:

    La scientifica sta ancora facendo i rilievi.
    Pare stiano cercando Marco Cremona per il test del Dna.
    Vi tengo aggiornati.

  33. mariella sormani says:

    Cari eredi di Rejectedby, che tra parentesi nel cazzeggio era più divertente, gli anni passano, le situazioni si fanno più serie e pesanti, ma voi sempre lì a parlare del nulla come del resto fanno poltici, giornalisti ed esperti vari di varie amenità anche se apparentemente vorreste affrontare argomenti seri come le malattie psichiatriche.
    Ma come invitano spesso alcuni dei bloggisti perchè non dedicate i vostri sforzi al vostro lavoro?
    Con affetto.

    Mario Tobino

  34. Tutto cambia, nulla cambia says:

    Tutto cambia, nulla cambia. L’ultimo esempio è tal Strona Lorenzo che dopo 24 anni (16 da presidente) lascia la guida di Unicom. Gli subentra una del suo giro.

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