Facciamo saltare Rana.

Dopo sei mesi di latitanza il nuovo presidente di AssoComunicazione si fa vivo. Un Massimo Costa visibilmente amareggiato e appesantito si esprime sul caso Rana ai microfoni di ADVexpress e, per la prima volta, dice cose che Bad Avenue condivide.

All’inizio di aprile EuroRSCG interrompe il rapporto di collaborazione con il brand Rana. Questa la dichiarazione di Dario Mezzano, CEO di EuroRSCG: “abbiamo deciso di interrompere la nostra consulenza con il cliente Rana: dal nostro punto di vista non ci sono più le condizioni minime e necessarie per lavorare con reciproca soddisfazione”.

Mezzano non fa ulteriori dichiarazioni ma è evidente che siamo di fronte a un problema di remunerazione e che l’azienda ha provato a forzare la mano all’agenzia. Da stabilire se EuroRSCG abbia rinunciato al cliente prima o dopo che ques’ultimo indicesse la gara. Particolare che farebbe una discreta differenza. Resta il fatto che Rana ha indetto una consultazione proponendo un fee d’agenzia che molti addetti del settore hanno definito indecente.

Massimo Costa definisce il caso come un esempio della (…) mancanza completa del rispetto di chi fa un lavoro e si muove in maniera professionale, pensando di usare la negoziazione della gara, o della remunerazione che ne deriva, come al mercato del pesce (…)

Accuse pesante nei confronti del brand, specie se consideriamo che arrivano dal presidente dell’associazione delle agenzie di pubblicità italiane. Costa ammette la sua impotenza: non ha un potere coercitivo nei confronti delle agenzie associate ad AssoComunicazione può solo dare consigli e motivazioni sul perché bisognerebbe rinunciare a gare del genere.

Il tema dumping viene poi trattato ampiamente nell’intervista di ADVexpress. Apprezzabile la confessione di Costa: “(…) il nostro gruppo in passato è stato responsabile di azioni deprecabili come il dumping in diverse occasioni, quindi noi come WPP non siamo privi di macchia ma da quando ho avuto l’onere e l’onore di rappresentare WPP in Italia mi sto raccomandando sistematicamente che le nostre agenzie non siano mai coinvolte in cose di questo tipo (…)”

Non è da tutti ammettere una verità scomoda come questa, ma allo steso tempo bisogna ricordare quanto Bad Avenue avesse ragione quando affermava che il nostro mercato fosse stato rovinato dai network piuttosto che dalle piccole agenzie.

Vogliamo premiare la buona volontà di Costa? Sì, perché Bad Avenue può arrivare dove AssoComunicazione non può: denunciamo le agenzie che stanno accettando di essere umiliate dal cliente Rana. Fuori i nomi. E fuori le condizioni economiche. Facciamo che tutto l’ambiente sappia quali sono le sigle che con il dumping stanno calpestando dignità ed etica professionale.

E già che ci siamo potremmo fare anche un’altra cosa. È evidente che Rana non crede all’importanza della comunicazione: facciamogli cambiare idea. Dimostriamogli quanto sia importante. E con lo strumento che sappiamo utilizzare al meglio: la creatività. Diamo il via a una campagna di bad reputation per il brand Rana. Invece di perdere tempo con fake che non portano a niente, divertitevi con il marchio Rana.

Tanti saluti da Bad Avenue.

Donald Draper.

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Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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58 Responses to Facciamo saltare Rana.

  1. Anonymous says:

    ricordo che persino Brenna aveva mandato a quel paese Rana. Con un comunicato ufficiale. Perchè il figlio frustrato Gianluca, aveva il classico complesso del figlio sfigato e tirava il collo in maniera vergognosa alla Leo credendo di poter così emulare il genio imprenditoriale del padre.
    Oppure vogliamo parlare della moglie? Tale Antonella Rana?

    • bad boy says:

      confermo tutto e aggiungo una frase del cav giovanni rana detta ad una conferenza di confindustria dove si intervistavano aziende italiane famigliari di grande successo.

      di frinte al suddetto figlio che aveva parlato per mezz’ora della sua bravura, il bravo giovanni chiuse così sorridendo: ” si lui pensa di comandare, ma io regno”

      • Panza says:

        Ma qual è il problema dell’intervistatore con la pronuncia inglese? Si è mangiato 4 parole su 4…

  2. SìComeNò says:

    Azzo… vediamo quanti cerchi farà questo bel sassolone buttato nello stagno :-D

  3. Anonymous says:

    ah..ah….ah…

  4. Hermit says:

    Rana vince sul prodotto, sarà per questo che se ne sbatte del resto? Chiedete ad una qualsiasi persona quali sono i migliori tortellini confezionati: Buitoni, Fini, altro ?

    • Gianni Lombardi says:

      Un buon prodotto ha bisogno anche di comunicazione adeguata. “Tortellini Rana” sarebbe ancora una marca locale e sconosciuta, se non avesse investito nelle campagne pubblicitarie degli anni 80 e 90. Considerare oggi la pubblicità come qualcosa da comprare al più basso prezzo possibile è un colossale errore strategico.

      • von Hayek says:

        Non so se è vero.
        Lavorai a suo tempo per una nuova marca e mi ero fatto l’idea che il successo di Rana fosse dovuto al fatto di trovarsi al posto giusto nel momento giusto.
        Magari mi sbaglio, eh. Però penso sia uno di quei casi in cui la piccola media impresa si muova più velocemente della grande, sfruttando quindi al meglio l’opportunità offerta da una nuova tecnologia. Aggiungi poi l’aspetto locale della faccenda (cosa ci capisce una multinazionale svizzera o americana di tortellini) e questo può spiegare il successo di Rana.

      • Noto psichiatra del web says:

        Gianni sinceramente non puoi farti un po’ di editing: scrivi dalla mattina alla sera su tutto,
        dappertutto, su mail,blog e muri del cesso in nome di non si sa bene che cosa. Non è normale, non sei normale…

      • Gianni Lombardi says:

        Grazie per la diagnosi e per seguirmi con così tanta attenzione. Avere un lettore così fedele e affezionato è sempre lusinghiero.

      • Noto psichiatra del web says:

        Ti seguo, ti seguo con due barellieri pronti a infilarti la camicia di forza e stringere bene i lacci, così la finisci di frantumare e torni a scrivere folder nella posizione della cacca arrotolata

    • Balla totale.
      Anni fa quando Barilla stava entrando sul mercato dei tortellini (proponendo quelli secchi), fece dei blind test tra i tortellini rana e i tortellini fini, chiedendo alle persone:
      quali preferivano
      quali credevano fossero Rana e quali Fini.

      Risultato: preferenza nettissima per un gruppo di tortellini, e convinzione diffusa che fossero i tortellini Rana. Invece erano i Fini.

      Il successo di Rana è prima di tutto un successo di comunicazione.

      • Hermit says:

        Ma dove sono questi test? Come mai i fini sono proprio quelli che finiscono sempre scontati al 50% all’ acquirente? Fallo tu un blind test fini vs rana.

      • Spoon River says:

        lo posso dire….io c’ero…nel senso che ne so abbastanza da poter parlare.
        Qualitativamente Fini è superiore e tra le cose diverse ci sarebbe dovuto essere il suo posizionamento, diverso da Rana. Vero è che Rana negli anni ha migliorato la gamma per tipologia e innovazione, è un successo di comunicazione. Hanno saputo fare un bel lavoro nel momento giusto.

  5. oliviero.toscani@email.it says:

    Mi sembra piuttosto semplicistico parlare di clienti che fanno offerte indecenti alle agenzie. Credo che le agenzie per prime siano causa del proprio male, perdendo proprio quel prezioso rapporto di consulenza che ne faceva, almeno sulla carta, i fari della comunicazione di un brand. Domandiamoci cosa fanno le agenzie del denaro che guadagnano, visto che non si fa che rendere sempre più precario il personale e con esso anche il futuro stesso di questo mestiere.

  6. ART-URO says:

    e chi lo dice a mia madre, che giusto la settimana scorsa mi faceva notare la bontà dei tortellini Rana acquistati per la prima volta? Proverò a raccontarle la storia della “Bad Reputation” ….Mah?!

    • von Hayek says:

      Falli tu i tortellini, non è così difficile come sembra.
      Così gli dimostri che i tortellini Rana non sono altro che dei fake.
      Purtroppo sono dei fake anche i tortellini freschi venduti a dei prezzi esorbitanti dal panettiere o dalla gastronomia sottocasa.
      Scarsa qualità ad altissimo prezzo.
      E le rane trionfano. Perché Rana è proprio come nella poesia di quel tale, un individuo tronfio. Mi ricordo che una decina d’anni fa rimasi stregato da una sua lunga intervista televisiva. Se gli imprenditori italiani di successo sono questi, pensai, non c’è speranza.

  7. Posalaquaglia says:

    Una campagna di “Bad Reputation”… un modo elegante per definire uno sputtanamento mediatico, insomma.
    Due sole domandine, facili facili: dove si vedranno questi lavori? Serviranno a qualcosa, oltre che a sfogare bassi istinti e a solleticare la platea di Bad Avenue?
    Sinceramente, credo che al Siòr Giovanni (e al suo azzimato figliolo) di tutto ciò non importerà una bemeamata fava. Il loro indubbio potere contrattuale attirerà la solita agenzia in vena di dumping, che, insieme ai tortellini, si papperà anche il budget.
    Anzi, conoscendo i personaggi, è facile suppore che fioccheranno querele per danno di immagine contro chi “oserà” pubblicare qualcosa di denigratorio verso i batraci veronesi.
    Che poi, dopo tutto quel che si è detto, abbiamo proprio bisogno di altri fake? Boh, fate voi.
    Ad maiora e Sfogliavelo per tutti (sono buonissimi).

    • von Hayek says:

      Scusate, una precisazione lessicale: il dumping è una pratica commerciale proibita con la quale si rinuncia a un profitto nel breve per ottenerne uno maggiore nel lungo. In questo caso non si può parlare di dumping ma semplicemente di calamento di brache, mutande comprese e posizionamento canonico a 90°.

      • Posalaquaglia says:

        Ah beh, allora, ad essere ancora più precisi e tecnici: “Con il termine inglese dumping si indica, nell’ambito del diritto internazionale (ma il concetto deriva dalla dottrina economica), una procedura di vendita di un bene o di un servizio su di un mercato estero (mercato di importazione) ad un prezzo inferiore rispetto quello di vendita (o, addirittura, a quello di produzione) del medesimo prodotto sul mercato di origine (mercato di esportazione).” (cit.)
        Ma vedo comunque, grazie anche al tuo sottile intervento, che ci siamo capiti tutti lo stesso :)

      • Spyros (Masterchef Italia) says:

        Lascia perdere Friedrich, non siamo su finanzaonline forum macroeconomia…
        Caccia la tua ricetta dei tortellini e porta una cofana di sapore e allegria che manco alla Buca di San Petronio su questa tabula rasa e rosa dai dilaniamneti

  8. Anonymous says:

    Uhm… tutti a lamentarsi, tutti a protestare e poi quando Donald propone di agire tutti a parlare di qualità dei tortellini.
    No siamo diversi da “loro”

    • von Hayek says:

      Serve a rafforzarsi nelle motivazioni.
      Giovanni Rana è il Male.

    • Quando è Propp è Propp says:

      uhm…ma non ci si stava dilaniando in altro post sulle narrazioni emozionali sui new media. Ora spero non sfugga a nessuno il rapporto tra ricetta e favola con happy end result servito in tavola

      • Traum says:

        Il libro di Propp, madonnina, uno dei libri che più promettevano e meno hanno mantenuto. Quella classificazione infinita di tutte le forme, le funzioni, i personaggi, gli artifici magici… mamma mia, due palle terrificanti, una catalogazione maniacale grandiosa nella sua inutilità. A pagina 200 ho mollato e non me ne sono mai pentito.

  9. von Hayek says:

    Grazie Spyros, raccolgo volentieri l’invito.
    In verità, io non faccio i tortellini ma i cappelletti di carne ferraresi.
    La differenza è che sono aperti. In pratica, si prende una palla di ripieno, la si posiziona al centro di un quadratino di pasta e si procede così:
    1. si uniscono due angoli opposti del quadrato e il ripieno viene “bloccato” schiacciando leggermente la pasta fra i vertici ora sovrapposti e il ripieno, in modo da saldare i due lembi di pasta;
    2. il ripieno viene “avvicinato” ai vertici sovrapposti piegandolo in avanti;
    3. a questo punto si uniscono i due angoli rimasti liberi, schiacciando ben bene il punto di contatto.
    Come noterete, il ripieno non è chiuso nella pasta ma c’è una striscia sottile che gli permette di rimanere a contatto con il brodo (usiamo il dado, via, non complichiamo troppo le cose) nel quale verrà cotto.
    Già, ma la pasta come si fa? Confetto che io non uso il matterello, ma la macchinetta dell’Imperia che, per quanto possa far inorridire i puristi, consente di ottenere una sfoglia ultrasottile.
    Parliamo ovviamente di pasta all’uovo, ottenuta con un uovo ogni 100 grammi di farina.
    Ora, il ripieno. Io uso 4 ingredienti principali: carne trita di manzo, pollo, salsiccia (quella lunga e sottile, poco speziata, che si usa molto a Milano e dintorni, non so altrove) – cotte magari la sera prima e lasciate riposare – e abbondante parmigiano grattugiato. Più un uovo per legare, pangrattato per asciugare, sale, pepe e noce moscata per gli aromi.
    Importante: la carne viene lasciata a pezzetti, così quando gustate il cappelletto sentite a turno i diversi tipi di carne e le aggregazioni di parmigiano (lo avrete grattugiato, ma ci stanno bene anche un po’ di scaglie.)
    La cottura è veloce: una volta che il brodo bolle, se avete usato l’ultimo buco dell’Imperia per ottenere la sfoglia il più sottile possibile, bastano due minuti.
    Servire recitando mantra insultanti all’indirizzo di Giovanni Rana, un uomo che più di molti altri ha contribuito a peggiorare la vita di milioni di persone con le sua insulse porcate.

    • Lele Panzeri says:

      GRANDE.

    • Casalinga di Voghera says:

      Proverò la sua ricetta Signor Von Hayek. Devo dirle però che mi pare un po’ dispendiosa, siamo sopra i 10 euri qui!… Le propongo a 2 euri il “pesto creativo”, leggero e nutriente. Due zucchina bollita in acqua, sale e rosmarino e poi passata al mixer (o frullatore) con un po’ di formaggio molle di capra. Si versa sulla pasta cotta, per i più esigenti allungato con acqua di cottura.

    • Yttzak says:

      Io in realtà realizzo la variante Cappelletto romagnolo, il ripieno non è di carne…dimensione maggiore. E tassativamente uso il mattarello!…e’ matarell…

  10. Il Carro says:

    Se volete izzarvi contro qualcuno fatelo contro il figlio perché per quanto ne so io Giovanni potrebbe già essere bello che morto, ma l’azienda non divulga la notizia per non far crollare le vendite. Già 6 o 7 anni fa (tanto tempo) il Giovanni non poteva più presenziare sul set per condizioni di salute e si dovette far ricorso a effetti speciale. Questo è anche il motivo principale del cambio di comunicazione (da giovanni protagonista a niente giovanni). Non pensiate a meriti di agenzie che son riuscite a far sparire il testimonial. Se notate anche sulle confezioni la faccia del giovanni è messa con photoshop sul corpo di chissà chi. Notate la linea del cambiamento cromatico all’altezza del collo. Un po’ scherzo,s pero proprio che non arrivino a tanto, intendo a speculare sul padre/logo. Però abbiate rispetto per il GIovanni, che , se ancora vivo, di certo non se la passa bene.

  11. Ernesto says:

    Un copy head per Rana e la situazione generale?

    CRA-C.

  12. Ernesto says:

    Perdono!

  13. Motivo? says:

    Nonostante il sole e questo bel we ho un dubbio che mi si continua a riproporre e mi preoccupa. Perché Monti ha promosso al vertice dei servizi segreti italiani proprio De Gennaro?

    Irruzione alla scuola Diaz

    Nell’aprile 2008 viene richiesto il rinvio a giudizio per De Gennaro per istigazione alla falsa testimonianza nelle indagini inerenti ai fatti del G8 di Genova e in particolare i fatti della scuola Diaz.[7]

    Il 1 luglio 2009 il pm chiede che gli siano attribuiti due anni di reclusione per istigazione alla falsa testimonianza, cioè per pressioni sull’ex questore affinché dichiarasse il falso sugli eventi alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, per cui in aprile dell’anno prima era stato chiesto il rinvio.[8] L’8 ottobre 2009 nella sentenza di 1º grado, De Gennaro viene assolto.[9]

    Il 17 giugno 2010 De Gennaro viene condannato in appello ad un anno e quattro mesi di reclusione per istigazione alla falsa testimonianza nei confronti dell’ex questore di Genova Francesco Colucci nel processo per l’irruzione alla Diaz del G8 nel 2001[10][11][12]. Il 23 novembre 2011 viene infine assolto in quanto “i fatti non sussistono”.[12]

    Io non me lo spiego perché proprio lui.

    • Ipotesi says:

      Era già a capo dei servizi italiani. Ora ha fatto il salto, da tecnico a politico.
      La mia spiegazione è che De Gennaro ha dimostrato di essere un buon esecutore, uno uno che non si tira indietro se oltre ad eseguire gli ordini c’è anche da metterci la faccia. Gente così è utile, quando si vuole rimanere dietro le quinte, cosa di cui il vero potere ha sempre bisogno.

    • von Hayek says:

      Tutti quelli che hanno organizzato l’assalto alla Diaz sono stati promossi.
      De Gennaro solo più tardi degli altri, non so se per ragioni di tempistica.
      E’ comunque nelle cose, nel DNA fascista dello Stato Italiano.

    • Ipotesi says:

      Confermo. Quello identificato come il portatore di molotov nella scuola, ad esempio, è stato promosso ai servizi d’informazione civili.

    • Casalinga di Voghera says:

      E’ un annuncio ufficiale d’inizio di una nuova era di repressione. I servizi avranno anche ufficialmente meno impedimenti tecnici e iter “semplificati” per procedere. Che è proprio la caratteristica delle forze di repressione nei regimi. Tutto questo con l’approvazione della triste oligarchia arroccata in parlamento che, altrettanto ufficialmente, non rappresenta il paese reale. Non sono d’accordo nell’individuare nella nostra nazione il primato dello stato fascista. Si tratta del regime capitalista sovranazionale che è entrato in fase di recrudescenza e agisce attraverso la nazione, ormai solo un struttura funzionale. I singoli e la moltitudine sono il luogo della resistenza e l’astensione dal consumo una delle più efficaci armi di lotta.

      • Avola says:

        Concordo pienamente.
        E’ sicuramente una nomina preparatoria. Con De Gennaro i servizi non saranno più d’informazione, ma si sicurezza, che è la formula con cui in tutti i paesi totalitari si identifica la polizia segreta che attua la repressione.
        Il capitalismo finanziario sovranazionale è il nemico perché è intrinsecamente antiumano.

  14. Bianconiglio says:

    Caro Badman, il concetto della USP. Tu chiedi due cose, non va bene. Ne otterrai mezza.

  15. Rosenkranz says:

    “I’ve seen things you people wouldn’t believe” e posso dire…. io c’ero!
    ho partecipato alla prima, alla seconda, alla terza, alla quarta campagna pubblicitaria per Giovanni Rana….. e qualche altra ancora fino a che un giorno venne proposta una partita di calcio: agenzia contro cliente.
    Una serata memorabile: partimmo in pulman da Milano alla volta di San Giovanni Lupatoto.
    Art, copy, account, marketing strategico (?) e chi più ne ha più ne metta.
    Il cliente (Giovanni Rana tramite il figlio genio Gianluca) aveva preparato tutto per benino per fare di quella serata la serata memorabile che fu: campo di calcio a 11, clima primaveril/estivo, e cena alla quale partecipavano i calciatori e i dipendenti dell’agenzia, mischiati co i giocatori e i dipendenti di Giovanni Rana.
    Serata perfetta ma qualcuno fece un errore, un tragico errore: l’agenzia fece un gol di troppo e lo fece proprio il direttore clienti!
    Oh certo, la serata fu magnifica e il clima tra le persone anche durante la cena (a base di tortellini Rana… ma è sciocco sicuramente precisarlo….) i sorrisi si sprecavano e le pacche sulla schena erano amichevoli e non sembravano coltellate….
    Poi dopo finita la cena: tutti a casa, a nanna….chi con il sorriso sulle labbra sognando la vittoria e chi con il ghigno sulle labbra sognando la vendetta.
    Poche settimane dopo, inspiegabilmente Il cliente Giovanni Rana cambiò agenzia per le sue campagne.

  16. Ipotenusa says:

    Meraviglioso aneddoto, veramente esemplificativo di come vadano le cose nel mondo (sur)reale del capitalismo all’italiana.
    Due ipotesi rimangono in piedi:
    - Rana aveva già deciso di cambiare agenzia e ha usato la partita di calcio come cerimonia di addio;
    - veramente sono andati in puzza per la sconfitta e hanno spostato la rivincita su un altro campo.
    Ma la seconda ipotesi denoterebbe da parte del cliente una psicologia veramente fragile e complessata, di persone con cui lavorare sarebbe rischioso.

  17. Anonymous says:

    Sarò cattivo: Costa triste per come vengono trattate le agenzie? Credevo che lui fosse il primo a deprimerle..

  18. Casalinga di Voghera says:

    Il signor Costa parla di eccezione italiana e immaturità del mercato ma secondo me sbaglia di molto. Negli scorsi 20 anni in Italia c’è stata una tale sovraesposizione mediatica dello stesso meccanismo di controllo della popolazione attraverso i media che ormai il fruitore finale medio è vaccinato e il gioco non funziona più. Negli anni 90 in ex Yugoslavia succedeva Srebrenica e qui le campagne d&G e Yegermaster occupavano gli occhi e l’inconscio collettivo. Ora la merda è arrivata alle ginocchia e la gente se ne impippa della reclame. Non li prendete, non li prendete più. E i clienti lo sanno e lo sapete anche voi. Game over.

    • wiki says:

      Cioè la pubblicità doveva denunciare quello che i tg e i giornali non facevano?
      Ma che mangiate a Voghera, ravioli con ripieno di funghi allucinogeni?

      • Posalaquaglia says:

        Certo, i famosi Sfogliavelo Peyote e Cambogiano.
        Ne fa grande uso almeno il 95% dei pubblicitari italiani.

      • Casalinga di Voghera says:

        Vi ringrazio delle risate fatte. No la pubblicità non doveva denunciare, non è un’accusa ma una veloce ricognizione sulle funzioni biopolitiche che la pubblicità ha assolto per il capitalismo (creare desideri, stili di vita, necessità) e che ora non è più in grado di assolvere (dunque la sua conseguente svalutazione in ambito economico). E l’Italia non è affatto un mercato immaturo in tal senso, anzi direi un mercato di una certa esperienza , 20 anni di esercizio intensivo non sono pochi, sono solo finiti.
        A Voghera si mangia benissimo, prova il pesto creativo che ho messo sopra aggiungendo un po’ d’olio evo (mi ero dimenticata di inserirlo negli ingredient)i.

      • Buongustaio says:

        Anche freddi, se ne rimangono li assaggio volentieri.

  19. Dittongo says:

    Discorso interessante: la pubblicità ha saturato il suo immaginario e non ha più presa sulla realtà cognitiva delle persone. Mica una cazzata.
    E’ lo scollamento tra il paese Raiset e il paese reale?
    In verità mi piacerebbe molto crederlo, però vedo in giro un sacco di gente nei centri comemrciali, audience sempre alta per i programmi TV più beceri e ignoranti, e molta concentrazione sulla juve, l’inter, la roma.
    Mi piacerebbe davvero penare che gli italiani stiano aprendo gli occhi e cominciando a usare il cervello, ma tempo sia solo un mio desiderio.

    • wiki says:

      Ma parliamo della torta.
      Costa dice che oggi la fetta riguardante investimenti nell’adv classico è
      intorno al 20-30%. Praticamente un privé dove c’è posto per pochissimi.
      .

  20. Laprimularossa says:

    Sta diventando tutto noioso e scontato quello che diciamo, peccato non vedo futuro

  21. Avola says:

    Come scrisse qualcuno su un muro: il futuro non è più quello di una volta.
    Aggiungo: peccato, perché era davvero una bella favola.

  22. Anonymous says:

    Forse mi sono perso qualche post, ma quali sarebbero le condizioni scandalose che Rana avrebbe provato a imporre alle agenzie in gara?

    • Posalaquaglia says:

      Da quel che ho sentito io, erano pari all’impiego personale reiterato di un oggettino simile a questo:

      :)

  23. patrizio says:

    giuro che non voglio fare il maestrino, ma siccome quello che scrive sui muri Il futuro non è più quello di una volta se ne è indebitamente appropriato, volevo solo precisare che è una frase scritta da paul valery.

  24. Cikita says:

    Precisazione doverosa e gradita. Una volta che si può dare un nome a un genio…

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