male grazie 13: corvo joe non avrai il mio scalpo

dite quello che volete
a me corvo joe sta simpatico
e sono contento che guadagni tutti quei soldi che dice di guadagnare

ovviamente essendo io più anziano
mi appello a un certo tipo di educazione
e trovo sfiancante questo suo sistema
di intervenire in post che parlano di tutt’altro
ribadendo senza sosta il suo ben noto punto di vista
e cioè che esiste solo il web e tutto il resto è morto

badate che molte delle cose che corvo joe dice sono condivisibili
io eccepisco solo sulla sua inflessibile modalità
di sfrangiare i coglioni a chi vuol parlare d’altro
però ho spesso pensato
ma perchè ‘sto ragazzo non scrive a donald e non lancia lui un topic?
bad avenue serve sì a denunciare guasti e guastini della pubblicità
ma anche a confrontarsi

niente
corvo joe non propone
si impone sui post altrui

e allora ho deciso di dedicare io un post a lui e alle sue tematiche
e visti i notevoli esempi di flashmob da lui pubblicati
nell’infelice post “guastini risponde a pagano” di donald draper
(comunque sempre sia lodato)
vorrei intanto rivolgergli una domanda
che non è una provocazione giuro
(è che come sempre cerco punti di vista diversi dai miei)

dunque ok
le prime operazioni di questo tipo divertono e incuriosiscono
e le migliori dicono anche brillantemente quello che devono dire
(penso ovviamente soprattutto all’insuperato t-mobile alla stazione)
però
se adesso tutti i brand cominciassero a comunicare così
che inferno diventerebbero le nostre vite
continuamente aggredite da questi allegri agguati comunicativi?
e quanto efficace continuerebbe ad essere e per quanto tempo
una modalità sostanzialmente infine ripetitiva?

ti faccio un esempio
corvo
ricordi il caso toscani/benetton?
d’un colpo si è smesso di mostrare prodotti in pubblicità
e si è passato alle problematiche sociali
ma se avessero cominciato tutti ad applicare la stessa solfa?
coca-cola poteva mostrare l’eccidio dei cuccioli di foca
volkswagen la fame in africa
telecom poteva sottrarre l’aids allo stesso toscani
e mcdonalds prendersela con i mercanti d’avorio
chi ci avrebbe più capito un beneamato?

insomma penso che quando un modo di comunicare è facilmente saturabile
allora per definizione non può essere il futuro della pubblicità

ho detto una cazzata corvo joe?
ripeto
non voglio litigare con te
anzi vorrei che tu considerassi questo post un mio omaggio
grazie

giovanni pagano

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92 Responses to male grazie 13: corvo joe non avrai il mio scalpo

  1. Zuma says:

    Crollo di contatti su Badavenue dopo questo noiosissimo post.

  2. Corvo Joe says:

    Ciao Giovanni,
    ti ringrazio per avermi dedicato un intero post!
    Non ho scritto a Donald per la mia cronica mancanza di tempo. Un conto e’ lasciare commento, un’altra e’ scrivere un post bene argomentato. Quindi mi scuso pubblicamente se ho deviato diverse discussioni per esprimere le mie considerazioni! (Anche se devo dire che molte volte le discussioni deviano da sole e finiscono in insulti a persone. Ma questa e’ un’altra storia…)

    Ma veniamo al punto centrale della questione! Il web e il resto! Ovviamente io ho estremizzato dicendo che esiste solo il web e tutto il resto e’ morto! Esistono ancora buone campagne stampa, tv e radio. Solamente che oggi sono la parte meno interessante da guardare nei vari festivals e piu’ in generale nell vita di tutti i giorni!
    La pubblicita’ fino ad oggi e’ stata comunicazione. Grandi idee spalmate come Nutella su tutti i media, grandi strategie che hanno costruito brand e immagini di marca e cosi via…
    Oggi pero’ non e’ piu’ cosi’! I social media, iPhone, iPad hanno spazzato via tutto…Va da se che la pubblicita’ da comunicazione deve diventare interazione e soprattutto innovazione!
    Le idee oggi dovrebbero essere orientate a risolvere i problemi delle persone, ad intrattenerle o creare nuovi prodotti! Nike+ e’ il miglior esempio!
    In questo senso, la stampa passa in secondo piano e diventa una forma di comunicazione di cose che avvengono in altri luoghi.
    Riguardo alla tua domanda sui flash mob, io credo che quando sono estremamente divertenti come quelli che ho mostrato piacciono alla gente e i video li guardano milioni di persone! Io penso che alla gente piace far parte di azioni comunicative di quel livello…poi l’evento in se’ non ha senso se non viene filmato e messo su YouTube…Con non troppi soldi si possono creare effetti straordinari!
    Quando il mondo va in questa direzione, stare a parlare di fake (premesso io odio i fake!) nella categoria stampa mi e’ sembrato solo una perdita di tempo e soprattutto molto limitante!
    A presto
    ciao

  3. Bianconiglio says:

    Mi chiamo Paul, fateveli tra voi i vostri gol.

  4. Winfred says:

    Spessore intellettuale del post: 1 pixel.
    Banalità espresse da Corvo Joe tramite una tastiera senza accenti: tante.

  5. Fatboygirl says:

    Mi sembra una discussione veramente inutile, oltre che confusa. Una cosa sono le campagne di comunicazione via web, una cosa le attività ambient, alternative, flash mob o come le volete chiamare.
    Le prime si rivolgono a un grosso pubblcio usando un media, quindi è pubblicità.
    Le seconde sono attività pensate solo per far parlare gli addetti ai lavori, per darsi una patina up-to-date, per essere l’agenzia della settimana. Non spostano una virgola né nei consumi, né nella percezione dei marchi.
    Metterle nello stesso discorso in quanto altro modo di fare pubblicità, è capzioso.
    Di Corvo Joe l’unica cosa che mi interessa sono i suoi 4000 euro di stipendio mensili.
    Dove li prendi? Perché? Sono lordi? Stai a partita IVA? Sei figlio-cugino-nipote dell’amante di Marchionne? Tuo padre è un uomo politico? Abbiamo capito male ed era il compenso annuale?
    Comunque sia, ti consiglio di spendere un po’ di quei soldi in istruzione, non fa mai male.

    • Corvo Joe says:

      @ Fatboygirl: Se dici che le attivita’ ambient, flash mob etc sono solo per addetti ai lavori si vede che non capisci un cazzo e forse tu hai bisogno di un’instruzione! Magari poi troverai la risposta alla domanda che mi hai fatto!

  6. Corvo Joe says:

    Perche’ faccio quello che tu non sei in grado di fare!

    • Anonymous says:

      Il fatto che a me ne diano quasi 6000 non mi autorizza a dare a te dell’incompetente?

  7. Misswallas says:

    Ahahaha i flash mob, non costano molto!! Ne hai mai realizzato uno? Sono una forma di evento e come tale comportano sviluppo di una idea affine al prodotto, pre produzione, scelta di una location, produzione, regia per mostrare a video quanto succede, editing video, richieste permessi, a volte artisti e costumi ed un sacco di altre voci di budget. Personalmente, ho seguito il flash mob organizzato in piazza Cadorna qualche anno fa, un frozen per una nota marca di frigoriferi: non è costato poco e, nonostante fossi il project leader del progetto, personalmente non ha raggiunto i livelli di qualità e di efficacia che speravo. fare le cose bene, costa sempre. E costa ancora di più immaginarsele e riuscire a realizzarle come si vorrebbe. A parte questo, credo anche io che alcune campagne tv/stampa o altro manchino di efficacia e facciano innervosire il settore per mancanza di idee creative efficaci a fronte di grossi investimenti (l’esempio banderas qui sotto cade proprio a pennello) ma non si può risolvere tutto con una tipologia di forma di comunicazione sola sia essa web, social media, flash mob, guerrilla marketing, ambient o altro. Il mondo è bello perchè è vario. amo la comunicazione in tutte le sue forme, quando riesce ad essere efficace.

    • Corvo Joe says:

      Aspetta io non ho detto che i flash mob costano poco…Ho scritto che si fanno “con non troppi soldi”! Sicuramente costano meno dello spot tipo banderas! Per quanto riguarda l’efficacia dipende dall’idea! Il video di Mercedes “Invisible car” e’ stato visto da milioni di persone!
      Poi io non ho mai detto che tutto si risolve con una tipologia di comunicazione. Ma semplicemente che le idee piu’ interessanti e nuove di trovano nella comunicazione interattiva!

      • Anonymous says:

        ehi, cerca bene che le vocali accentate ci sono anche sugli ipad.

  8. Fatboygirl says:

    Oppure c’è un’altra spiegazione: quando hai detto che prendevi 8 volte 500 euro al mese ti sei sbagliato a fare la moltiplicazione. Può succedere, magari quando hanno spiegato la tabellina del 5 eri in bagno. Rivediamola insieme: 5-10-15-20-25-30-35-40-45-50-55-60 ecc. ecc.

    • Corvo Joe says:

      Brava! Sai contare! Diventa ragioniera probabilmente farai carriera in quel settore!

  9. Anonymous says:

    Era prevedibile e previsto, però.
    1) Risposta infantile e farcita di banalità di CJ.
    2) Qualcuno lo fa giustamente notare.
    3) CJ ovviamente sbraca subito e passa all’insulto, come sempre. Roba da bimbo in fase anale.
    Peccato per lo spazio web occupato da questo inutile post.
    E se poi fosse lontanamente vero che CJ prende quei soldi (ma nessuno ci crede), peccato anche per chi è così stupido da cacciarli fuori.

    • Corvo Joe says:

      1) Io ho insultato chi ha insultato me prima (Fatboygirl in questo caso)
      2) Puoi considerare banalita’ quello che dico e criticare nel merito generando discussione (come fa Misswallas)

  10. Ribot says:

    Cito: “Oggi pero’ non e’ piu’ cosi’! I social media, iPhone, iPad hanno spazzato via tutto…Va da se che la pubblicita’ da comunicazione deve diventare interazione e soprattutto innovazione!”.
    La seconda parte dell’affermazione, ancorché né adeguatamente motivata né particolarmente rivoluzionaria, sarebbe anche condivisibile ma, preceduta da quel cumulo di minchiate simil-giovanilistiche, mi fa pensare che fatobygirl non ha tutti i torti. Corvo Joe pubblica la busta paga o chiudi il becco: chi ti legge fa questo di lavoro, conosce le cose, mica stai alla cena di Natale con la nonna.

  11. Fatboygirl says:

    Ok, allora facciamo sul serio. Così Corvo Joe forse capisce la differenza tra le sue opinioni qualunquiste da ragazzino tanto arrogante quanto ignorante e una discussione che magari può dare qualche contributo.
    I new media non hanno la stessa valenza della pubblicità ATL (TV e stampa) perché ancora non riescono ad essere efficaci sul piano della narrazione. Ovvero non catturano lo sguardo e la mente dello spettatore. Non rapiscono. Rimangono in superficie.
    Senza narrazione non c’è immedesimazione, la chiave di volta che sta alla base del 90% della comunicazione persuasiva. Senza immedesimazione con il target non c’è trasferimento di senso da un oggetto (o un contesto) emotivamente carico ad uno emotivamente scarico, il prodotto o il brand da pubblicizzare.
    In parole povere – così anche Corvo Je capisce – se vuoi spostare degli atteggiamenti, se vuoi influire sulla percezione, devi essere in grado di raccontare una storia. I new media ancora non ci riescono.
    E questo non si sa se sia strutturale o meno. Cioè, alcuni cominciano a pensare che questa impossibilità sia nella natura dei new media, che offrono un ambiente e un’esperienza continuamente interrotta, frammentata, distratta. La lettura a video, il multitasking, le cazzate su facebook, tengono la mente in superficie, ti impediscono di focalizzarti su un messaggio, su una sola esperienza.

    • anonimo says:

      Sul tema new media e narrazione consiglio questi 2 video fatti da Coca Cola

      http://www.youtube.com/watch?v=fiwIq-8GWA8

      forse Corvo Jo non è così fuori dal mondo (flash mob a parte)….

      • Brando says:

        Ma, ti dirò, il web oggi ha un anzianità paragonabile a quella del cinema nei primi del ’900. Non è poi molto, se pensi agli sviluppi del cinema (prendo un mezzo a caso) negli anni successivi per come la vedo io. Tu forse mi dirai che oggi è tutto più veloce etc. etc. yes, but still… sono gli uomini che comprendono e sviluppano le potenzialità di un mezzo. Più questo è complesso più tempo questo richiede.

        Ma per venire alla tua domanda: “Verificate cambiamenti di comportamento d’acquisto nel vostro pubblico, in seguito a campagne solo web?”

        Rispondo naturalmente a titolo personale. Non ho ancora avuto la fortuna di imbattermi in una campagna digital in grado di raggiungere un numero di contatti sufficiente da decretare un qualsivoglia risultato apprezzabile in termini di acquisti mossi. Vale a dire che, per quanto mi riguarda, la TV (per quanto ahimè meno rispetto al passato) resta l’unico media in grado di determinare un apprezzabile spostamento della quota di mercato.

        In altri termini, ad oggi, nei mercati del largo consumo, e laddove l’obbiettivo sia la vendita nell’immediato, l’efficacia della TV non ha ancora paragoni con gli altri mezzi. Per dirla da markettaro in termini di investimenti i new media possono essere visti come question mark o tutt’al più stars. Ad oggi la TV resta solidamente la grande grande mucca.

      • Gianni Lombardi says:

        Brando, è sbagliata la domanda: “Verificate cambiamenti di comportamento d’acquisto nel vostro pubblico, in seguito a campagne solo web?”

        Sul Web NON si fanno “campagne per modificare i comportamenti d’acquisto”, si opera un’interazione molto più articolata. Ad esempio: annuncio-clic-passaparola virale-dibattito e critica-adesione a una comunità online-richiesta di info-altro passaparola-acquisto-valutazione pubblica dell’acquisto-assistenza post vendita ecc ecc ecc.

        Non a caso, negli oltre 20 anni di esperienza del marketing online (da videotel e servizi online degli anni ottanta-novanta al web di oggi) quelli che hanno capito meglio il web sono sempre stati gli operatori provenienti dal direct marketing e dalla vendita per corrispondenza, ovvero le due discipline con la più consolidata esperienza di interazione diretta con il consumatore-cliente, tanto nel BTC quanto nel BTB. Oggi i più esperti di web sono gli operatori con esperienza (concreta) di e-commerce.

      • Brando says:

        Gianni,
        concordo con te sulla domanada. Avrai notato che ho circoscritto la risposta a 1) ad oggi, 2) nei mercati del largo consumo, e 3) laddove l’obbiettivo sia la vendita nell’immediato. Che poi è laddove ho un esperienza diretta.

      • Gianni Lombardi says:

        Brando, sono d’accordo.

        Va aggiunta questa considerazione (spesso dimenticata da chi lavora in agenzia e commisura l’Italia alla sua esperienza milanese o romana):

        in Italia c’è sempre il solito 30% di semianalfabeti + un altro 30% che non legge giornali e non naviga sul Web, totalizzando un terribile 60% di italiani che si informa esclusivamente dalla tv o dal passaparola in negozio o al mercato.

        Questo è il motivo per cui la tv in Italia è ancora così sproporzionatamente importante per il mass market (e per la politica), rispetto agli altri paesi europei.

    • Brando says:

      Fatboygirl,
      io sono ottimista.

      Forse i new media attualmente stanno ad “un’avventura” come il tradizionale ATL sta ad una Storia. Se pensi che il paragone regga, allora possiamo passare a chiederci se un’avventura non possa maturare un domani in una Storia… A quel punto il limite narrativo (e di trasferimento di senso) dei new media potrebbe dirsi legato a una fase ancora immatura e non ad un limite strutturale.

      In altre parole, condivido con te il valore irrinunciabile della narrazione nel trasferimento efficace di senso fra (o al)le persone, ma credo che la narrazione abbia bisogno del suo tempo per adattarsi di volta in volta ad un mezzo. Le storie sono passate per la tradizione orale, la carta, le tele, la fotografia, la pellicola cinematografica e quant’altro. Ma certo gli esperimenti dei Lumière, per quanto impressionanti, non avevano la stessa consapevolezza e portata narrativa (con annessa capacità di influenzare e determinare atteggiamenti socialmente o economicamente rilevanti) dell’Apocalypse now di Coppola.

      Insomma diamo tempo ai giovani “New Media”. Confido che sapranno maturare, e stupirci con la forza delle loro storie. Poi invecchieranno e saranno superati da qualche “next media”. Quello che non sarà mai superato, invece, sono le storie. Almeno finchè ci saranno una donna e un uomo.

      • Fatboygirl says:

        Ok, cominciamo a parlare di cose serie finalmente.
        I new media non sono così giovani come a tutti piace pensare. Potevano essere giovani 10 anni fa, adesso sono maturi. Ma non è il media (l’infrastruttura) il problema, bensì la fruizione che se ne fa, il tipo di utilizzo, l’esperienza che se ne ricava.
        Analizzando i comportamento degli utenti emergono alcune dinamiche che sia da un punto di vista sociale, che da un punto di vista di marketing, non possono essere ignorate.
        Da uomo di marketing quale sei ti giro la questione: voi siete sicuri che il pubblico del web sia ricettivo ai messaggi strutturati? Verificate cambiamenti di comportamento d’acquisto nel vostro pubblico, in seguito a campagne solo web?

      • Brando says:

        ho fatto un casino digitale, il commento è andato sopra… vabbè in TV non sarebbe mai successo.

  12. zatoichi@email.it says:

    sono veramente sconvolto dal fatto che 4.000 euro vengano considerati “tanti soldi”.
    evidentemente qui nessuno ha una famiglia da mantenere.

    • Anonymous says:

      Sono sconvolto io dal fatto che tu non capisca una cosa: rapportati alla dimostrata mancanza di professionalità ed esperienza di CJ, quei soldi sono davvero tanti, anzi, tantissimi.

    • Il Matto. says:

      c’è gente che la famiglia la mantiene con 4000 euro in totale.

  13. Fatboygirl says:

    Quando in agenzie internazionali ci sono direttori creativi a 2000 euro al mese, 4000 sono tanti soldi. Che diventano troppi se dati a un ragazzino ignorante. Anche se è ormai evidente che si è trattata solo di una sparata da sborone. Forse c’era una bimbominkia da impressionare nelle vicinanze.

  14. Corvo Joe says:

    Rispondo a Ribot e Fatboygirl con le parole di un’intervista ad Ajaz Amed, il fondatore di AKQA:

    …”You write that the best advertising isn’t advertising. What is?
    What great brands have always done is created emotional resonance with their audience by telling their story in the most relevant way for a particular time. So in the print age, that was through linear storytelling. In the radio age that was through audio, and we’re kind of making the migration from the TV age to the digital age. Our belief is that audiences want to have more engagement and more of an experience, rather than be bombarded with endless messages.

    So what’s the biggest challenge for brands looking to keep pace with digital?
    I think to make the transition from saying to doing. So rather than sending out messages that say what the brand thinks they should be, they should instead create services and experiences that demonstrate what the brand is. That’s the biggest transition that advertising needs to make—from message pushers to service providers”…

    Il resto dell’intervista e’ qui :
    http://www.adweek.com/news/advertising-branding/fast-chat-ajaz-ahmeds-new-book-139983

    Adesso spero che il cavallo di razza oramai azzoppato e la segretaria mancata discutano e non insultino soltanto!

    • Ribot says:

      non ho offeso nessuno, semmai esprimevo ironicamente alcune perplessità sulla tua spocchia. Nel merito ero mediamente d’accordo (l’ho anche scritto). Solo che non argomentavi, non spiegavi. E continui a non farlo. Quello che dici, citazione compresa, è già luogo comune da anni. Il problema, eventualmente sarebbe capire perché da noi non si riesce a fare la comunicazione del “doing” in modo efficace o soltanto decente… se hai un’opinione al riguardo, faccela sapere altrimenti continuiamo a parlare del tuo fantacachet.
      PS. Ai minimalisti delle cifre: oggi 4000 euro li guadagna sì e no il 10% dell’intera forza lavoro creativa italiana. Accetto smentite.

      • Dreamland says:

        Sei pure ottimista. Nella mia esperienza stipendi del genere li prende uno su 20, contando gli stagisti.

  15. Fatboygirl says:

    Forse non ci siamo capiti, facciamo un passo indietro. Nel 2000 già lavoravo come responsabile digital advertising per un portale nazionale. Miei intimi amici hanno lavorato per anni a Londra per web agency all’epoca di fama mondiale. Ho più conoscenze tra i web designer che tra i pubblicitari ATL. Quando parlo dei limiti della comunicazione digital lo faccio con cognizione di causa, avendo frequentato entrambe le sponde a un certo livello.
    L’intervista a un creativo web che porta acqua al suo mulino non sposta di un centimetro la questione, che per esser eprecisi è: la pubblicità sul web sta cominciando a rosicchiare budget rilevanti all’ATL, ma siamo sicuri che questo porti a un beneficio per il brand? Oppure è una pura questione di moda? Oppure succede solo perché il pubblico è ormai in fuga dalla TV da 10 anni?
    Quindi, siamo sicuri che l’ambiente web sia adatto alla comunicazione persuasiva?
    Dell’intervista al tipo salvo solo: What great brands have always done is created emotional resonance with their audience by telling their story in the most relevant way for a particular time.
    Perché vedi, mio caro giovanotto, le innovazioni tecnologiche sono una gran bella cosa, ma gli esseri umani sono gli stessi da 10.000 anni, e funzionano sempre nello stesso modo.
    Ed è molto più illuminante leggere un saggio di David Mamet sul teatro che le vanterie di uno smanettone.

  16. Solidale says:

    ecco, se le persone che rispondono su questo blog (e quindi nelle agenzie) fossere tutte come fatboygirl, le cose andrebbero meglio. analisi lucide, opinioni (opinabili come tutte) avallate da ragionamenti seri e cultura. il fatto è che senza l’ultimo elemento, cadono anche i primi due, ahimè.

  17. Fatboygirl says:

    x Brando: vedo che sull’attualità circa l’efficacia dei media siamo d’accordo. Il futur lo conosce solo chi ha la palla di vetro, oggi più che mai. Una sola domanda: cosa intendevi con “question mark o tutt’al più stars”?

    • Brando says:

      Fatboygirl,
      intendevo dogs, non stars. Sia i dogs che i question marks rappresentano aree di business di dimensioni relativamente ridotte. Ma mentre i dogs non presentano potenzialità di crescita per il futuro, i question marks, invece, mostrano prospettive interessanti di sviluppo. Nessuna di queste considerazioni può tuttavia prescindere da valutazioni che riguardano il futuro, perchè nessuno ha la palla di vetro, ma molti lavorano ogni giorno sulla base di stime e previsioni.

      Se poi ti ricordi dell’effetto Pigmalione, allora converrai che queste stesse previsioni spesso diventano ciò che determina la realtà stessa di fatto. Ad esempio se io prevedo che il digital avrà successo, allora aumenterò gradualmente gli investimenti in digital e potrei decretarne io stesso il successo, mentre se tu reputi che il digital fallirà, allora taglierai gli investimenti in digital e potresti decretarne tu il fallimento. Ma è solo un esempio.

      Poi se trovi in giro una di quelle palle di vetro, scrivimi due righe su badavenue, probabilmente Apple ne sta già progettando una wi-fi col touch screen.

      Con stima (non approssimativa)
      Brando

  18. Fatboygirl says:

    x Corvo Joe: il tuo problema è che sei uno di quei giovanotti che pensa che prima di loro non esistesse niente. Si chiama solipsismo infantile.
    Non riesci neanche a renderti conto della banalità delle tue idee, delle frasi fatte che usi pensando di aver detto chissà che genialata, delle parole che non riesci a trovare per esprimere quel breve cortocircuito neuronale che ti ha illuminato i pensieri per un attimo; e ti tocca prendere in prestito le parole straniere di altre persone.
    Una volta qualcuno disse che l’uomo di cultura l’unica cosa che conosce bene è la sua ignoranza. Possiamo senz’altro parafrasare dicendo che ciò che impedisce all’ignorante di conoscere è l’illusione di sapere già tutto.

    PS: L’utima segretaria con cui ho parlato, nel tempo libero legge saggi di estetica.
    Perciò, ragazzino, la prossima volta pensaci due volte prima di usare epiteti che raccontano solo la qualità umana di chi li usa.

  19. Corvo Joe says:

    Fatboygirl vedo che purtroppo continui ad insultarmi senza entrare del merito delle cose che dico. Mi accusi di essere ignorante solo perche’ ho riportato le frasi di uno dei piu’ grandi creativi in circolazione, di non essere in grado di trovare trovare per esprimere le mie idee, di usare frasi fatte. Come vuoi! Pero’ quella che pensa di sapere gia’ tutto sei tu!
    Affermare che “i new media non riescono ad essere efficaci sul piano della narrazione. Ovvero non catturano lo sguardo e la mente dello spettatore. Non rapiscono. Rimangono in superficie.” e’ una delle piu’ grandi cazzate che abbia mai sentito! E i link nel post precedente ti dimostrano il contrario!
    Ma vorrei che tu rispondessi ad una domanda: se era tutto chiaro 10 anni fa, come mai il digital italiano e’ cosi’ indietro?

    • Anonymous says:

      Ma come, non lo sai? Perché non eri ancora arrivato tu con le tue idee innovative e il tuo stipendio a 18 carati!

      • Corvo Joe says:

        anonymous non lo so! visto che x molti le cose che dico sono vecchie e banali!!

      • Anonymous says:

        Minchiaz, manco il sarcasmo capisce questo qua…….

  20. Solidale says:

    il sarcasmo non è digital.

  21. Panza says:

    “Il Sarcasmo non è digital” purtroppo è la più grande verità scritta su questo blog da quando esiste.

  22. Corvo Joe says:

    Non sei sarcastico ma ritardato! E questo spiega il tuo stipendio da mercato del pesce…

  23. Corvo Joe says:

    Anonymous, Il tuo nick riflette in pieno la tua vita.

  24. Per Corvo Joe says:

    Abbasso il digital. Viva la stampa.

  25. A me i baustelle fanno cagare.
    Scusate, lo volevo scrivere da un po’!

  26. Dreamland says:

    A me gli After hours stanno sul cazzo. E Manuel Agnelli ancora di più.
    Scusate lo sfogo.

  27. Fatboygirl says:

    Molto interessante l’intervento di Gianni Lombardo, che in effetti dice bene alcune idee che non riuscivo a focalizzare.
    Chi ha capito meglio il web sono quelli che già operavano nel settore CRM (customer relationship management). Una tesi del genere la sosteneva Seth Godin nel 1999 nel suo celebre saggio Permission marketing.
    Questo però conferma la mia idea che il web non sia una piattaforma adatta alla creatività nel senso narrativo del termine, ma piuttosto un ambente che richiede un tipo di creatività diversa, fatta di tante piccole azioni che integrandosi l’una con l’altra, e con l’interazione dell’utente, mirano a creare un contesto capace di veicolare un messaggio commerciale.
    Però questa è informazione, non è comunicazione pubblicitaria.
    La pubblicità prevede un travaso emotivo, capace di coinvolgere lo spettatore-utente a un livello irrazionale, questo è stato il paradigma dominante dal 1950 in poi.
    Siete sicuri che il nuovo paradigma della comunicazione via web funzioni bene come quello vecchio?
    La mia tesi è che senza la narrazione (la capacità di rapire e affascinare lo spettatore) la persuasione ai fini commerciali non funzioni, non raggiunga i suoi obiettivi. Che sono, non dimentichamolo, di generare un cambiamento di percezione e quindi di comportamento.

  28. Maria Antonietta says:

    e dai smettetela!!! cmq, Fatboygirl mi piace molto, Jo Corvo mi era stato simpatico ma è troppo sbruffoncello, Lombardi ha rotto con il suo fare pacato da professorino (allora meglio le sparate del corvo), Panza e LUtile Idiota mi hanno fatto ridere (in senso positivo), Brando è un coglione che manca sa scrivere ed è presuntuoso (ho notato – seguo TUTTI!) che qualche rompipalle gli ha più volte corretto l’italiano e lui ancora sbaglia, tipico di chi è troppo presuntuoso per cambiare un lapalissiano errore (managers…stars….dogsssssss ma vaffanculo collettino bianchino di merda). Detto questo, molti mi sembrano dei pipparoli mentali e basta. e ora…brioches!

    • Anonymous says:

      Povera Maria Antonietta, che brutta fine che t’aspetta.
      E ora che hai fatto la tua scoreggina, mangiati da brava la brioscina.

    • Gianni Lombardi says:

      E quando sono pacato non va bene perché sono pacato, e quando sono aggressivo non va bene perché sono aggressivo…

      (E adesso verrò criticato perché ho messo la “e” dopo la virgola… però se non facevo l’errorino venivo criticato perché ero perfettino… Badeavenue farebbe bestemmiare il Dalai Lama :-)

    • Fatboygirl says:

      Sei una persona maleducata e arrogante. Chi sei per venire qui a dare le tue pagelline?
      Guarda che questo non è un concorso di popolarità. Amici va in onda su un altro canale.
      Ma che è, l’invasione dei bimbominkia?

      • Maria Antonietta says:

        bè, avevi fatto dei bei ragionamenti ma come ha fatto notare qualcuno hai bisogno di frequentare un uomo cara! e bene, e presto, e spesso! ahahahahahah

    • Brando says:

      Maria Antonietta, tenderei a non rispondere al tuo inutile pensierino, ma non vorrei neanche che l’ingrato compito di informarti che sei un imbecille gravasse tutto sulle spalle di altri, per cui faccio la mia parte e sottoscrivo.

      p.s. la prossima volta che reputerai opportuno pronunciarti in ambito linguistico, cerca almeno di evitare di commettere errori ortografici. Forse riuscirai a renderti meno ridicola.

      • Maria Antonietta says:

        piccolo markettaro, sono uomo o donna? non so… scrivi “un imbecille” – quindi uomo, ma poi scrivi “ridicola” quindi donna. Che problema indennitario hai, oltre a quello di essere un piccolo numerino presuntuoso?

  29. Corvo Joe says:

    Vediamo se adesso il digital vi piacera’ di piu’. Mi hanno girato questa offerta di lavoro. A me non interessa. Magari tra voi c’e’ qualcuno che vuole trasferirsi ad Amsterdam.

    http://achtung.nl/#/JOBS

    • Anonymous says:

      Minchia, ricevi pure offerte di lavoro dall’estero! Ganzooooo!
      Perché invece non contribuisci anche tu alla famosa fuga di cervelli?
      Ah, già: forse perché prima occorre averne uno.

      • Corvo Joe says:

        Io almeno le offerte le ricevo. Tu invece piccola nullita’ insignificante cosa fai? Ancora cerchi di prendere un appuntamento con qualche DC? Ti chiudono la porta in faccia? ohhh che sorpresa!!!!

  30. Anonymous says:

    donald quand’è che sparliamo dei cost controller? Coraggio lancia l’articolo che c’è Arbitrio che non vede l’ora di essere sputtanato.

  31. SìComeNò says:

    Fatboygirl wins.

  32. giovanni pagano says:

    sono stato via un giorno per lavoro
    e noto con piacere che il mio post ha causato uno scambio di idee spesso interessanti
    grazie anche ai viveur che l’hanno trovato mortalmente noioso
    hanno contribuito a portarlo a oltre 70 reply
    molto oltre ogni mia previsione visto l’argomento

    quello che non riesco a capire ragazzi
    è che bisogno c’è di insultarsi
    intendo specificamente il contrastare non l’idea esposta ma la persona che la espone
    anonimamente o no

    molte delle cose che dice fatboygirls sono oro colato
    però ripeto che corvo joe dice delle cose spesso condivisibili
    basterebbe discuterne
    invece di continuare a rinfacciargli che è giovane e non sa di cosa parla
    anche a me la sua visione sembra parziale
    ed è il motivo per cui l’ho provocato con questo post
    ma escludo che questo ne faccia un professionista automaticamente inefficace
    e dunque superpagato come inutilmente gli rinfacciate
    mi interessa di più ascoltare il punto di vista di un giovane
    che individuare nella sua giovinezza un motivo di inattendibilità

    ci sono idee in questo blog
    non mortificatele con l’arroganza e la prevaricazione
    grazie

    giovanni pagano

    • Ho letto il post e tutti i commenti e l’ho trovato interessante, divertente (alcune battute fulminanti sono da incorniciare) e perfetto per Bad Avenue.

      1) I soldi non significano nulla per me, almeno non le cifre di cui parlate. Io (da freelance) guadagno di più, non ho un capo che mi rompa i coglioni e alle 10.35 di questa mattina sono in pigiama, a letto, a scrivere questo post.
      Ciò però non fa di me un buon pubblicitario. Né un uomo libero.
      Un mio amico molto bravo mi sfotte chiamandomi ‘graficoltore’ e a volte penso che abbia ragione. Quindi non prendiamo la retribuzione come indice di merito, perché in Italia non funziona così (La Russa, Gelmini, Brambilla, Trota, MInetti et cetera docunt).
      E poi anche se CJ guadagna 4.000 euro al mese bisogna pure vedere dove vive. A Licata, dove il gambero appena pescato costa 5 € al kg, sono un sacco di soldi a Milano molto meno, a Londra dovrebbe fare un secondo lavoro per mantenersi.

      2) Se avessi un’agenzia mia, dopo aver provveduto ad una efficace insonorizzazione degli ambienti, vorrei avere sia Corvo Joe che Fatboygirl dentro a scannarsi.
      CJ è giovane e fisiologicamente ‘ignorante’, nel senso non offensivo di qualcuno che ancora non ha ammorbidito il proprio punto di vista sulle cose dopo una sufficiente sequenza di inculate e quindi ignora le vie di mezzo. Questo però probabilmente lo proietta senza freno a mano a vivere il suo tempo ad una velocità maggiore e non credo sia necessariamente un male.
      FBG è più strutturata, sedimentata, riflessiva, (molto piacevole da leggere) disposta ad analizzare le cose senza bersi aprioristicamente dati o esempi: tutto deve quadrare nella sua visione prima di fare un passo e questo È un bene. Ci vuole sempre una persona così accanto. Se non si ammazzano sarebbero una bella coppia.

      3) Io concordo con entrambi. Senza una buona idea (la storia) non ci può essere strategia che la comunichi e quindi scelta dei mezzi più adeguati. Sicuramente in un mondo arricchito dalla rete ma ugualmente ‘banalizzato’ (da profano direi che il 90% delle persone almeno in Italia usa internet con superficialità) penso che the best on web is yet to come. FBG trova internet un media maturo, io invece lo trovo ancora in una fase post-sbornia, ma ripeto: sono un totale profano. MI pare però che – come afferma CJ – ci siano già esempi molto belli di campagne su web e che il punto focale sia che non si può più commettere l’errore di piegare un’idea tradizionale al media web, perché non funziona così. Se ci sono le competenze e la capacità bisognerebbe prendere l’idea nella fase iniziale e farle percorrere due strade parallele, ma che si tengano sempre d’occhio, in modo da sfruttare al meglio il meglio di ogni media.

      Ricordo un incontro a Napoli in cui conobbi Marco Cremona, chiacchierammo qualche minuto e mi resi conto dalle sue risposte che allora lui non considerava il web come una parte importante del processo comunicativo ed anzi ebbi la sensazione che proprio non ne sapesse granché. Era il 2008, non vent’anni fa.

      Ho detto delle banalità? Non lo so, ma vista l’aria che tira qui dentro posso sempre difendermi col mio 740. :-)

      • Corvo Joe says:

        Ottimo post Alessandro! Vorrei solo precisare una cosa, pero’. Il fatto che io esalti i new media non significa che sminuisca l’importanza dell’idea. Per me l’idea viene sempre prima di tutto sia chiaro!
        L’unica differenza e’ che le idee, o meglio le storie, pensate per i new media prevedono una complessita’ maggiore rispetto ai media tradizionali, per il semplice fatto che devono generare interazione con l’utente.
        Percio’ nel mio primo post parlavo di pubblicita’ come interazione e non solo come comunicazione.
        Fatboygirl ha, dal mio punto di vista, una visione vecchia della pubblicita’. Basta guardare un qualsiasi blog di pubblicita’ per trovare campagne che confermino la mia tesi!
        Poi le sue idee si possono leggere in maniera piacevole, ma la realta’ e’ diversa!
        Ovviamente io non dico che TV e stampa siano sparite, ma oggi hanno piu’ senso se riescono ad integrarsi pienamente con quello che avviene nel mondo digitale.

  33. Corvo Joe says:

    Ottima puntualizzazione Giovanni! Il fatto e’ che molta gente sembra molto piu’ interessata a capire chi sono, dove lavoro e come faccio a guadagnare tanto anziche’ affrontare il tema del post!

    Con esempi e citazioni ho cercato di dimostrare che quello che io sostengo, non sono idee utopistiche di un ragazzino smanettone ma la realta’. Il mondo sta andando in questa direzione. E l’Italia? Molti mi hanno accusato di dire cose banali e risapute.

    Allora mi chiedo se tutti questi geni avevano gia’ capito tutto 10 anni fa, perche’ l’Italia e’ cosi’ indietro nel digital?

    Molti accuseranno i clienti di essere stupidi e incapaci. Vero! Ma siamo sicuri che la colpa non sia anche delle agenzie italiane che non sono in grado di proporre idee digital di un certo livello e di educare i clienti al digital?
    Quando leggo le cose che scrive Fatboygirl mi vengono i brividi! Sono cose assurde! Dire che i new media non permettano narrazioni emozionali e’ una cosa che non sta ne’ in cielo ne’ in terra!

    Giovanni, sono curioso di conoscere il tuo punto di vista sull’argomento! :)

  34. giovanni pagano says:

    il mio punto di vista te lo svelo con piacere
    corvo
    appena tu riconosci che forse i fake sono un argomento superato
    come dici tu
    ma il tema dell’onestà personale e deontologica non dovrebbe scadere mai
    e dunque è giusto parlarne qui e adesso assieme ad altre mille cose

    dopo tutto stiamo o no cercando di ridare dignità al nostro mestiere
    come predica da sempre massimo schienadritta guastini?

    giovanni pagano

    • Corvo Joe says:

      L’ho scritto in un post. Io odio i fake! E sono totalmente d’accordo con quanto scriveva Ted in un post sull’argomento!
      Per quanto riguarda l’onesta intellettuale, per me questa risiede nel trovare sempre idee nuove e originali ! A volte anche buttando nel cestino idee buone ma che magari sono troppo simili ad altre gia’ esistenti!
      Ora a te la parola! ;)

  35. LeoBrulè says:

    La gente di mezza età che delinea il futuro web e ne descrive (e talvolta circoscrive) con sicurezza le dinamiche mi fa sempre sorridere.

    Mi ricordano un po’ quei moterni paninari un po’ anzianotti che scoprono twitter scambiandolo per un moderno IRC a cui collegarsi la sera per “scriversi” con amici e conoscenti o per stalkare il valentino rossi di turno.

  36. Corvo su una cosa devo dissentire con te.
    Lo faccio – come direbbe Crozza/Veltroni – serenamente, pacatamente.
    Dovresti smetterla di affrontare le parole di FBG come se fossero quelle di un ferro vecchio, perché dal mio punto di vista ti sbagli.
    E in ogni caso non basta affermare che FBG dice cose sbagliate per rivendicare la veridicità delle tue affermazioni.

    Con l’approccio a internet che c’è in Italia, se dovessi pubblicizzare della pasta adesiva per dentiere, piuttosto che dei pannoloni per incontinenti – ammettendo che tu avessi un’idea fighissima sul prodotto – quanto pensi che peserebbe il digital sulla propensione d’acquisto di quel target? Di che percentuale sarebbe l’aumento delle vendite grazie al web?

    Oppure se avessi preso il cliente Chrysler e ‘Imported from Detroit’ fosse stata una tua idea, quanta percentuale del budget avresti allocato sul digital? E poi avresti rinunciato a quell’unico passaggio in tv durante il Superbowl?
    Quella del Superbowl è la ‘vecchia pubblicità’ per antonomasia eppure la seguono 110 milioni di persone. Addirittura per l’importanza dell’evento è quasi diventato un concorso a chi fa lo spot più bello. È proprio per quel media che nascono idee fantastiche. Certo, poi gli spot migliori vengono visti centinaia di migliaia di volte su Youtube, postati du Facebook, Pinterest ecc. ecc., ma senza la tv (old media, per te) che impatto avrebbero?

    Tutto questo per dire che secondo me né tu né FBG avete ragione o torto, semmai guardate ognuno una faccia della stessa medaglia. Perché comunque e sempre conta l’idea e poi, conseguentemente, si sceglie – in base ai target a cui si deve comunicare – i media più efficaci. Dire che uno è ‘meglio’ dell’altro mi ricorda i miei clienti che quando vogliono fare affissione mi fracassano i maroni dicendomi che vogliono solo 6×3 e devo fare una fatica della madonna per fargli entrare in testa che al centro città se non fanno stendardi, pensiline o comunque piccolo formato le campagne non le vedrà metà dei loro potenziali clienti…

  37. Diafana says:

    Purtoppo la teoria sta a zero. Tra dieci anni tutti i media saranno integrati nel web, e saranno grossi uccelli per diabetici per i reparti marketing riuscire a raggiungere il loro target in mezzo a quella jungla.
    Il lavoro per i creativi secondo me sara meno diverte ma ce ne sarà di più, perché invece di una cosa sola grossa se ne dovranno fare 7 piccole.
    Però il problema per me non sono i creativi, che sono abituati a lavorare su diverse piattaforma, ma i clienti, che ancora non ci capiscono tanto con l’atl e il btl, figurarsi con il web.

  38. Diafana says:

    Certo, tocca anche vedere che fee ci saranno tra 10 anni… balzando al successivo post di questo blog.

  39. driiiiin says:

    La ricreazione è finita.
    Corvo Joe e Maria Antonietta tornate in classe.

  40. boca tasi says:

    Mah, io domani scrivo a Zuckerberg e lo imploro di bannare tutti i brand da Facebook

  41. Palla says:

    Nel frattempo un lavoro – verissimo – premiato con un oro anche all’ADCI,vince il Gold al One show. Per me il Grand Prix di quest’anno all’ADCI deve essere questo:

    http://awards.lbdevelop.com/montblanc/

  42. Fatboygirl says:

    Ok, the beauty of a second è un grandissimo lavoro, ed è quel genere di narrazione di cui sentivo la mancanza sul web. Emozionante, elegante, umano.
    Spero vivamente che non rimanga un caso isolato e che le aziende lo prendano a modello.
    Grazie per il contributo e grazie per l’interessante dibattito.

  43. Re Fuso II says:

    Io credo che le cose siano ancora magmatiche e confuse.
    La stampa forse è morta, ma la rete non si regge ancora in piedi da sola.
    Lascio un paio di articoli di oggi per far capire quello che dico ai profeti delle magnifiche sorti e progressive del web che immagino già pronti a sbranarmi ;)

    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_maggio_16/compravendita-follower-fan-facebook-twitter_1d5ee5ec-9f8e-11e1-b258-f2fcbb76be58.shtml

    http://www.youmark.it/article/38370/news-General-Motors-ferma-la-pubblicità-su-Facebook-youmark

  44. Fatboygirl says:

    Ti ringrazio per la segnalazione, in effetti sono due notizie molto interessanti e significative. Già Warren Buffett ha detto qualche tempo fa che il modello di businness di Facebook non è chiaro. Questa IPO che sta facendo Zuckerberg adesso è un po’ sospetta. All’epoca della prima bolla di internet le quotazioni in borsa servivano solo per approfittare dell’ingenuità degli investitori. Il dotcom era la moda del momento e tutti compravano azioni dotcom. Quelli che sono rimasti con carta straccia in mano sono davvero tanti, in USA e in Italia. E anche le aziende che non hanno fatto in tempo a quotarsi (e a mollare la fregatura ad altri) hanno dovuto ridimensionarsi di molto.

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