tanto tuonò che piovve
dopo un anno di vita e battaglie
bad avenue tracima e finisce sui media nazionali
guardate qui sopra e qui sotto (al punto 6)
nonostante la trita litania “a nessuno importa dei fake”
usata tradizionalmente dai presidenti adci per fottersene del problema
(né più e né meno come “agli italiani non importa del conflitto d’interessi cribbio”)
evidentemente qualcuno del mondo normale ci ha buttato un occhio
e deve essergli sembrata grottesca una categoria che premia simulazioni di lavoro
invece che lavori autentici
ma va e come mai?
giudicate voi la figura che ci fa l’art directors club italiano
una banda di pataccari degna di dagospia
quanno ce vo’ ce vo’
anche se io spero ancora in un sussulto di dignità all’interno del club
a questo punto certamente non da parte dell’ineffabile presidente guastini
sapete cosa penso
forse adesso questo blog sta iniziando a servire a qualcosa
mi viene da sperare che piuttosto che vedersi sputtanare in questo modo
forse la prossima volta mccann ci penserà due volte prima dell’ennesimo fake
forse durex ci penserà due volte prima di impietosirsi di fronte alla questua
forse l’adci ci penserà due volte prima di pestare un’altra merda del genere
certo sarebbe bello anche se y&r ci pensasse prima di licenziare 20 persone
se i clienti ci pensassero prima di lanciare gare non remunerate
se le agenzie ci pensassero prima di accettarle
o prima di cambiare ragione sociale solo per far fuori i dipendenti
o prima di sfruttare gli stagisti per epoche e poi silurarli
o prima di pretendere nottate e week-end di lavoro senza pagare gli straordinari
ma un passo alla volta
intanto è importante che tutti i personaggi sopra citati lo sappiano
la costituzione italiana riconosce loro ahimè il diritto di essere ridicoli
però adesso non potranno più contare sul silenzio connivente del settore
perchè siete su candid camera signori
e rassegnatevi che qui su bad avenue le stronzate saltano fuori
e a quanto pare non restano limitate alla nostra ristretta cerchia
volete continuare a sfornare puttanate?
noi continueremo a sputtanarvi
buon lavoro a voi
e a noi
giovanni pagano

Concordo su tutto. Questo genere di strumento (i blog) o servono a qualcosa che fa bene a tutti, oppure sono solo specchi che amplificano la vanità infantile del complessato di turno.
Bravi, bene, bis.
Caro Donald.
Ho letto il tuo post.
E lo condivido nello spirito.
Specie nella seguente sequenza:
“forse l’adci ci penserà due volte prima di pestare un’altra merda del genere.
Certo sarebbe bello anche se y&r ci pensasse prima di licenziare 20 persone
se i clienti ci pensassero prima di lanciare gare non remunerate
se le agenzie ci pensassero prima di accettarle
o prima di cambiare ragione sociale solo per far fuori i dipendenti
o prima di sfruttare gli stagisti per epoche e poi silurarli
o prima di pretendere nottate e week-end di lavoro senza pagare gli straordinari”.
Se speri “ancora in un sussulto di dignità all’interno del club” eccoti quello del consigliere adci non anonimo, e che sempre si firma, Fabio (:ciccio Ferri.
Forse per te non vale quanto quello “dell’ineffabile presidente guastini”,
ma credo di non sbagliare se dentro di me ritengo che anche Massimo condivida.
Continua così.
Fabio
(:ciccio
Ferri
(Che non ama gli anonimi, i daghi e le spie, e chi non ha il coraggio di firmarsi, specie se ricattato).
caro fabio
grazie davvero per la tua risposta
il tuo sussulto naturalmente vale quanto quello non ancora giunto da guastini
però ciccio famo a capisse
te la senti di garantire che l’adci non si nasconderà dietro a un dito?
perchè in tutto ciò la cosa assurda è questa
io so che in consiglio in molti la pensate come me
parlo almeno di te manfroni gasparrini e ratti
lo stesso guastini si è sempre espresso contro i fake
e siete la maggioranza
eppure dai silenzi e dagli arzigogolamenti di guastini
pare di capire che se appena durex fosse uscita una sola volta in stampa locale
questo basterebbe a considerarla autentica
bypassando la regola della call for entries
che richiede invece esplicitamente che la campagna sia
“pianificata su un mezzo coerente con il target e con gli obiettivi di comunicazione”
tu dici che guastini condivide il tuo sussulto di dignità
ebbene lo dimostri con i fatti
non eviti i fili scoperti
come monti continua ad eludere l’intervento sulla rai
l’adci ha tutti gli strumenti per evitare questa porcheria
cioè che il fake più ufficiale di tutti i tempi vinca un oro
e che rischi addirittura di vincere il grand prix
(sorvolo sul commento al mio post precedente
che “non sarebbe la prima volta”
tanto l’argomento mi appare irrisorio)
allora fabio
ti impegnerai perchè le cose vadano come è giusto che vadano?
farai la cosa giusta?
intanto grazie delle tue parole
e della tua firma
giovanni pagano
Fabio ciccio Ferri è abituato a ‘garantire’ solo per se stesso.
Non per altri/e adulti, maggiorenni e vaccinati/e.
Tantomeno per un intero Club.
Chiamato adci.
Ognuno nella vita dovrebbe rispondere delle proprie scelte, azioni, bluff, o strategie di vita.
Per quanto riguarda l’impegno,
io sono abituato da una ventina d’anni ad impegnarmi.
Ed a cercare di fare le cose giuste.
Per la mia coscienza.
Non per te, Donald Draper o Donald Duck.
Famo a capisse, Pagà:
Mi impegno, sì.
Ma non ‘garantisco’ gnente.
FF
(:ciccio
Scusate ma se venisse ritirato l’oro… che succede col leone a Cannes?
Pagano, scrivi pure a loro. Quella si che sarebbe una vittoria contro i fake a livello mondiale. Altro che Dagospia.
Non sarebbe la prima volta, vedi DDB Brasil
Propongo di mandare una serie di email al festival di cannes con allegati gli articoli e di far presente che andrebbe ritirato il premio dato lo scorso anno, peraltro non scordiamoci che il tipo era nella stessa giuria che ha premiato il suo fake, cosa ancora piu’ grave.
laganzella david e onan
avete ragione anche voi
il massimo della conseguenza sarebbe questo
ma abbiate pietà di me
non ce la faccio a fare tutto quello che andrebbe fatto
e poi sapete che c’è?
cannes è un’altra cosa
non cadete nella trappola di accomunare le sorti di cannes e adci
“se a cannes è andata deve andare anche qui” è un concetto del cazzo
cannes è un monumentale rutilante baraccone
dove succede di tutto e di più
(fra l’altro succede che quando l’imbroglio è certo gli ori vengono cassati)
e il margine di controllabilità è praticamente nullo
l’adci è un club
e non dovrebbe vigere la legge del più furbo
i soci dovrebbero guardarsi negli occhi e parlarsi francamente
invece di fare a gara a chi lo mette di più in culo agli altri
beninteso con la garanzia dal consiglio in carica
ho fatto parte di questo club per quindici anni
ne ho amato lo spirito iniziale
e ne ho odiato la successiva degenerazione in puerile dilettantismo
ho cercato di combatterne le storture
e me ne sono andato quando ho capito che la lotta era impari
ricordo che gli unici 3 ricorsi di soci che sono stati accettati in 25 anni
(uno perfino dell’ineffabile guastini che chiedeva giustamente giustizia
per una campagna di vigorelli iscritta fuori tempo massimo)
sono stati accettati mentre io ero proboviro
e sempre abbiamo avuto pressioni per “lasciare le cose come stanno”
che è sicuramente la soluzione più semplice
ma anche quella meno giusta ed efficace
se davvero si vogliono cambiare le cose
sapete cosa penso?
che tuttora voglio più bene io all’adci
che tanti personaggi che parlano di dignità del nostro mestiere
ma poi ne accettano le derive più imbarazzanti
giovanni pagano
Sesquipedale “sgub” (Biscardi style): dietro alla sigla “D.Gua”, il firmatario dell’articoletto de L’Espresso, si nasconde nientepopodimeno che Dragomiro Guastini, fratello segreto di Paperoga. I panni sporchi…
Guasto, Guastino e Guastalcasso.
Ma quanti sono ‘sti famigli, certo che sull’espresso ci fanno proprio una bella figura…
Un colpo d’ala un scarto di reni!
Con la gestione precedente l’ADCI era un’ameba.
Con questa che doveva (e prometteva) equità, trasparenza e rinascita
siamo arrivati a sputtanarsi su uno dei principali periodici italiani,
dove per altro investono i clienti presso cui ci dovremmo accreditare…
Bel colpo.
Guasto, Guastino e Guastalcasso,
una confraternita che è uno sconquasso.
In effetti…: son tempi duri per ogni tipo di Guastini.
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_maggio_3/corona-carabiniere-berticelli-20111081003.shtml
Scusate, ma nel comparto insider badavenue sta facendo la seconda elementare, Dagospia è l’università.
scusate, ma secondo voi, se non c’è malafede, non è sufficiente questa regola per evitare di far vincere i fake?
“la campagna dev’essere pianificata su un mezzo coerente con il target e con gli obiettivi di comunicazione”.
è facile, non c’è da interpretare. se una campagna di un marchio così famoso è uscita una sola volta su un giornale locale, costando al brand (forse all’agenzia) una cifra spropositata, non è che ci voglia il commissario montalbano per capire come stanno le cose. o no? sempre che si voglia non far vincere i fake.
però poi subito mi chiedo un’altra cosa. senza i fake, riusciamo a riempirlo un annual senza mettere cavallo goloso?
Caro Giovanni, non sapevo che nell’agenzia dove lavori pagassero gli straordinari.. A quanto si dice non è proprio tanto diversa dalle altre, anzi.
Se la stampa seria invece di perdere tempo con i fake durex guardasse i veri scandali della pubblicità italiana, ove ancora regna il pizzo, la tangente, la stecca, allora sì che ci sarebbe da gioire.
In Italia regna il pizzo, ne premi il del pizzo.
Non capisco l’accanimento contro la campagna Durex. Io l’ho vista uscire su più di un numero di 02, testata letta dai giovani e quindi dal target. Per me è sufficiente per crederla e considerarla non un fake, anche se fosse uscita solo li.
Beh, questo è un colpo di scena che rimette tutto in gioco!
San Tommaso Del Colpo di Scena, dovresti aspettare un po’ più di sette minuti per autorisponderti a una mail.
Giovanni Pagano avvistato in Siberia.
Guastini-Pagano: 6-0 6-0
su un mezzo coerente col target? Ma perché…in Liguria non trombano??? e poi, mi dite dove sono state pianificate le altre campagne che hanno vinto? io ricordo solo Findus…mi sembra che l’accanimento su Durex sia dovuto più a un’antipatia nei confronti di chi l’ha fatta….
Come variabile per stabilire se una campagna sia un fake oppure no, non si potrebbe mettere in rapporto il costo di produzione con il costo per l’acquisto degli spazi media? Diciamo che realisticamente dovrebbe essere almeno di uno a dieci (o una roba del genere).
Scusate, invece di “variabile” volevo dire “parametro”.
Noi quantofrenici dobbiamo essere precisi.
In questo modo si risolverebbe anche il problema della unica singola uscita tipo Superbowl. Perché è chiaro che in quel caso una singola uscita costa comunque milioni di dollari.
Il problema invece di come quantificare le uscite sui social network secondo me non si pone. Su quel tipo di piattaforme non si fanno annunci stampa visual+head, ma operazioni. Quindi è tutt’altra cosa.
irreprensibile proposta leibniz
e come tale mi sento di assicurarti che non verrà presa in considerazione
può una foto costare decine di migliaia di euro
se la campagna poi esce solo una volta
e non al superbowl ma sull’altrettanto prestigioso corriere di varazze?
lo sai che verranno individuati immediatamente mille cavilli
leibniz
di cui il più scontato è
“ma se dopo quest’unica uscita viene visto migliaia di volte sul web?”
quest’argomento è una cazzata smontabile in quattroequattrotto
“se il core media è il web perchè non lo iscrivi nel web?”
comunque ti ringrazio dell’intervento acuto ed equilibrato
e giro immediatamente la tua proposta a lombardi
che più sotto chiede collaborazione sulla stesura della call for entries
giovanni pagano
Mi sembrate dei commercialisti…Pensate a calcolare a quantificare anziche’ a fare idee belle!!! Vi state facendo pippe infinite x stabilire se una campagna e’ fake oppure no quando poi se nella stampa non ci fossero i fake voglio vedere cosa premiate!!!!! Il 99% della stampa “vera” fa letteralmente cagare!
Poi ancora a parlare di stampa quando c’e’ chi dice questo:
“The big idea is dead. There are no more big ideas. Creative leaders should go for getting lots and lots of small ideas out there. Stop beating yourself up searching for the one big idea. Get lots of ideas out there and then let the people you interact with feed those ideas and they will make it big.” Saatchi & Saatchi CEO
http://www.thedrum.co.uk/news/2012/04/25/marketing-dead-says-saatchi-saatchi-ceo
Corvo Joe, abusi sempre dell’indulgenza che viene concessa alla gioventù. Se pensi di poter spaccare il culo al mondo con la sola mano sinistra, perché non lo fai e ci risparmi le tue opinioni banali? Che ci dobbiamo fare con le quattro righe del CEO di Saatchi? Incorniciarle?
La tua tesi è stata perfettamente compresa da tutti, anche perché è assai semplice: la pubblicità ATL è morta, ormai conta solo il web.
Non ti vorrei dare un dispacere ma questa idea circola dal 2001, non l’hai pensata tu.
Quindi ora fai il bravo, prendi i tuoi giochi, vai nella tua stanza e non dare fastidio ai grandi.
Cosa succederebbe senza i fake nella categoria stampa? Magari sarebbe palese per tutti che la pubblicità italiana è una merda senza possibilità di riscatto. E tutti i giovanotti ambiziosi e mediocri come te si toglierebbero dalle palle e andrebbero a provare a fare i grandi creativi a Londra, Parigi e New York. E allora magari le agenzie tornerebbero a mettere nei reparti creativi dei professionisti capaci di risolvere i problemi, non fighette entusiaste di lavorare 14 ore al giorno per 500 euro al mese, perché tanto la loro vera ricompensa è andare all’ape ai navigli e dire in giro che fanno i creativi.
Per esempio.
Standing ovation per Santa Pazienza.
Se sai quest’idea circola dal 2001 perche’ ancora non siete in grado di fare idee decenti per il web? Mi dirai i clienti non le vogliono o non capiscono…ma voi proponete idee coi contro coglioni??? Visto che scannate cosi con sta cazzo di stampa ne dubito!
Anche Per il semplice motivo che voi pensate vecchio stile! Un’idea spalmata su tutti i mezzi…La citazione era per farvi notare come siete indietro!!! O vi aggiornate oppure diventate come Posalaquaglia!
Un’ultima cosa: non lavoro 14 ora al giorno e prendo 8 volte di piu’ di quello che hai detto!
Bravo bimbo: ora che hai detto la tua in modo composto e adulto, per niente sborone e del tutto credibile, lavati i dentini e vai presto a nanna.
Ma prima fai più attenzione a picchiare i ditini sui tasti e ripassati sintassi, vocabolario e punteggiatura.
Forse non lo sai, ma servono anche sul web.
Mamma come sei pedante Posalaquaglia! Rispondi nel merito anziche’ deviare!
Se non ci fossero i fake nella stampa, ci sarebbero idee vere da meritare un premio?
Se sapete gia’ che la stampa e’ la categoria dove si concentra la piu’ alta quantita’ di fake, perche’ le date cosi’ importanza?
Sei d’accordo o no con quello che dice il CEO di Saatchi?
Bimbo bello, il fatto che attualmente ci sia carenza di buone idee sulle campagne pianificate (anche) sulla stampa, non santifica automaticamente la comunicazione web.
Per capire che le buone idee siano dappertutto, non serve che ce lo ripeta un CEO. Che cosa poi vieta che una, due, mille di queste idee vengano declinate su uno, due mille mezzi? Ragionare come se esistesse la sola stampa è errato, esattamente come pensare che esista solo il web. E se prendesse mai un oro un fake web, saremmo qui a sputtanarlo esattamente come stiamo facendo con il fake stampa di Durex.
La povertà creativa è multimedia e non solo stampa, sono anni che se ne discute. Ma ora di certo, grazie al tuo illuminante contributo, la musica cambierà, vero? Ti aspettiamo al varco, geniaccio. Stupiscici con il tuo nuovo stile.
Il problema non e’ ragionare come se esistesse solo la stampa o il web, ma di priorita’: vogliamo solo comunicare un messaggio o generare interazione?
Quello che sostiene il CEO di Saatchi e’ che oggi non conta piu’ una grande idea declinabile su tutti i mezzi ma tante piccole di idee che generano interazione e che gli utenti fanno diventare grande!
La stampa e’ utile ma se rimanda a qualcosa che permette all’utente di interagire con il brand. Quindi se rimanda al web! Per questo va da se’ che la stampa diventa meno interessante da fare!
Sante parole, Santa Pazienza, sante parole.
Premessa: Non ho partecipato alle giurie, non credo che il problema dei fake sia così importante, e in genere non si parla di questo in Consiglio ADCI. Ergo, sul tema io personalmente sono ininfluente e lo considero anche un’enorme perdita di tempo (la stampa è già una collezione di micropianificazioni, con pochissime eccezioni). Ergo: non ditemi che sono in mala fede, perché l’ho detto chiaramente che il tema (secondo me) è archeologia industriale.
Detto questo, non vi sembra di esagerare?
Vi faccio notare che l’immagine del post è un trafiletto di un settimanale, non è una pronuncia dell’Alta Corte di Giustizia.
OK: l’annuncio è un fake. È evidente a molti. Però per togliere eventuali premi occorre seguire un minimo di procedura. Non basta stampare il post di Bad Avenue e allegarla al prossimo verbale del Consiglio ADCI (che peraltro si terrà fra 10 giorni).
Se una campagna è sospetta, qualcuno la segnala (non anonimamente) e l’ADCI fa le verifiche. Per fare tutto questo ci vuole qualche tempo (anche perché tutti abbiamo anche altre cose da fare).
Invece qui fate denuncia-processo-condanna senza appello nell’ambito di pochi post e commenti. Questo si chiama processo sommario, ed è una procedura tollerata solo nelle dittature.
“… è una procedura tollerata solo nelle dittature.” Detto questo, non ti sembra di esagerare?
mi piace molto il tuo nick
uno che pensa che i fake siano disonesti e bon
perchè poi il discorso è semplicissimo se lo asciughiamo
(e infatti chi difende i fake lo fa azzeccando milioni di garbugli
tipo “ma è ancora importante la stampa?”
“ma come si comportano in brasile?”
“ma come si fa a contare le uscite oggi che c’è il web?”
“ma se introduco dei controllori poi chi controlla loro?”
“ma allora non bisogna controllare anche tutte le altre campagne?”
e via bizantinamente andando)
il discorso è
il fake è per definizione disonesto
e in quanto tale una (micro)società civile non può accettarlo
punto
spostare la questione su quanto sia identificabile
è un’altra enorme disonestà intellettuale
il punto è che è intrinsecamente disonesto e va cassato
ci aveva provato la buonanima di panzeri
a riportare il fenomeno nell’alveo della regolarità
istituendo la categoria “banane”
(lele forse se la chiamavi “best advertising ever” abboccavano)
ma ovviamente i signorini faker si sono offesi e hanno detto no
i loro fake devono entrare in annual come campagne vere
e devono competere con le campagne vere e toglier loro premi
chi non ammette che la malafede fra soci è un cancro per un club
o è in malafede o è scemo
giovanni pagano
La prossima volta posto il commento con la firma “Uno che pensa che la democrazia sia dibattito aperto e bon”, così vengo apprezzato anche io.
In ogni caso, dove eravate quando l’ADCI aveva pubblicato questo post? http://blog.adci.it/?p=958
Pagano ha ragionissima.
Il fake è intrinsecamente disonesto e stop.
Stare a questionare e a spippettare (o se mi permette Lombardi, anche ipotizzare la mancata osservanza dell’invito pubblicato su un blog dell’adci) mi pare pretestuoso, tardivo e ben poco gratificante per la reputazione del club.
Mi ricorda un po’ il comportamento di certi automobilisti pizzicati a 180 all’ora dall’autovelox, che vanno per prima cosa a vedere se l’apparecchiatura è omologata da 1950 stati anziché 1951 o il cartello di avviso è stato posto a 399 metri anzichè 400.
Hai fatto qualcosa di disonesto? Ammettilo e basta, non metterti a fare il solito italiano (anzi, “itagliano”) e a cercare cavilli e cavalli.
Perché, alla lunga, suona un po’ di presa per il dedrìo.
Giovanni, ti ringrazio, hai detto bene ciò che penso. Gesticolare alla Sarkozy per dire “io qui, io là” e risposte stizzite fa passare in secondo piano la pura, semplice verità.
E comunque segnalo questo link, particolarmente a Giovanni Pagano: http://blog.adci.it/?p=958
Posalaquaglia scrive: “Stare a questionare e a spippettare (o se mi permette Lombardi, anche ipotizzare la mancata osservanza dell’invito pubblicato su un blog dell’adci) mi pare pretestuoso, tardivo e ben poco gratificante per la reputazione del club.”
Pretestuoso?!? Tardivo?!?!?
A fine 2011 il Club apre un dibattito pubblico sulla CFE che resta aperto per un paio di mesi. Quelli che criticano ADESSO, in quel dibattito non si fanno vedere, e questo sarebbe “questionare e spippettare”?
Scusate, ma quelli che spippettano e sottilizzano retroattivamente sono esattamente quelli che ADESSO, mesi dopo, criticano le regole della Call for Entries. Abbiamo lavorato male? Può darsi. Ma voi avete dormito in piedi per mesi. Al prossimo giro, fatevi eleggere voi nell’ADCI.
http://blog.adci.it/?p=958
Scusa se riduco il tutto a una sola domanda, ma…: spetta forse agli esterni controllare il lavoro di selezione dell’adci, o controllarne i controllori?
Se la risposta fosse no, allora Bad Avenue, Giovanni Pagano, Posalaquaglia e gli altri dovrebbero farsi i fatti loro.
Se la risposta fosse sì, allora non partecipando al dibattito sulla Call For Entries hanno perso un’occasione per incidere sul processo.
Boh, mi pare che si continui a voler eludere il problema.
Una volta usciti selezioni e premi alla luce del sole, è chiaro che chiunque avrà modo e titolo per esprimere commenti e critiche.
Prima di questa fase, farci i fatti nostri mi pare normale, magari con la speranza che chi è delegato a quei fatti si preoccupi un po’ di più di controlli e scelte.
Perdonami, e poi la chiudo qua perché la polemica si trascina forse un po’ troppo, ma la manchevolezza che c’è stata a monte non può essere giustificata dall’assenza di un controllo esterno. Se no, davvero, chi guarda le guardie?
La risposta è no, ma la risposta di Gianni Lombardi la dice lunga sullo stato acquitrinoso delle cose.
Alla fine del dibattito sulle scelte dei nominativi delle giurie come sulla questione dei fake
non c’è stato però un criterio chiaro e trasparente. Prima c’erano solo quelli che avevano i titoli, adesso ci sono cani e porci e non si sa bene perchè. Sui fake quindi ancora meno
rigore
I fake stanno diventando gossip inutile. Se Bad Avenue diventasse una Dagospia di serie B o una nuova radio radicale sarebbe una sconfitta per tutti. Togliessero anche l’oro a Durex, alcuni avranno la loro soddisfazione ma cosa sarà cambiato nella sostanza? Niente. Il problema è il rapporto creativi – clienti. E’ di quello che bisogna parlare. E di seguito delle gare gratuite, della creatività regalata (tanto i soldi si fanno sul media e sulla produzione), delle irregolarità negli appalti, dello sfruttamento lavorativo, dell’abbassamento dei compensi sotto il livello minimo di sopravvivenza, di riorganizzazione e redistribuzione del lavoro e dei budget, di un nuovo modo trasparente di fare new business. L’approccio dell’ADCI in questa prospettiva continua a sembrarmi aperto e corretto.
Ma Guastini non risponde più perché non gli avete chiesto scusa? E dai, scusatevi così torna. Grosso errore non averlo più qui.
gianni
come sai solitamente evito di confrontarmi con te
visto che l’ultima volta che l’ho fatto mi hai calunniato
come statuito dalla relativa sentenza dei probiviri adci
tuttavia per amor di precisione devo puntualizzare qui alcune cosette
uno
ok il consiglio ha chiesto aiuto per la call for entries
(quindi devo pensare che la trovi migliorabile)
dopo di che se non riceve risposte molla tutto
con quale aspettativa di avere così risolto i problemi?
due
nel caso particolare la regola della call for entries è più che sufficiente
se la si vuole interpretare con onestà intellettuale
e non cercando di disattenderla
è questo che sto ripetendo da una settimana
escludo che un’uscita su un quotidiano locale sia una pianificazione coerente
se hai speso decine di migliaia di euro per lo scatto
tutto sta a chiedere la documentazione adatta a definire la verità
e non limitarsi al concetto di “unica uscita”
violentando il dettato della regola
tre
in particolare considera il suggerimento di leibniz
che è perfettamente compatibile con la regola attuale
è facilissimo accertare costo di produzione e costo di pianificazione
ed è ancora più semplice confrontarli
poi basterà usare la propria intelligenza per fare 2 + 2
invece di sperperarla nell’elusione delle evidenze solari
insomma gianni
abbiamo già l’impegno del consigliere ferri che vigilerà sulle procedure
e anche se lo sappiamo tutti che per te i problemi sono altri e blablabla
te la senti di impegnarti come attuale segretario adci
e di garantire che i controlli sul fake durex siano seri
come tu stesso hai auspicato nel mio post precedente?
grazie di quanto vorrai fare
giovanni pagano
Uno: le risposte ci sono state e il Consiglio ne ha tenuto conto. La CFE nuova è diversa da quella vecchia in molti punti; Il processo di revisione avrà anche avuto delle pecche, ma secondo me è stato il più trasparente di tutta la storia del Club e della Pubblicità Italiana.
Due: Se l’applicazione delle regole seguisse logiche univoche, basterebbe un burocrate per decidere tutto, invece di voti, giurie, consigli, dibattiti e divergenze di opinione.
Tre: mi sembra che la logica qui sia: “L’ADCI è trasparente e democratico solo se si fa comandare a bacchetta da Bad Avenue, Posalaquaglia, Giovanni Pagano e chiunque scriva qui con uno pseudonimo qualsiasi.”
Riapro solo per precisare che non ho mai voluto (e mai vorrò) comandare a bacchetta nessuno.
Pensavo che l’affermazione di Giovanni “un fake è intrinsecamente disonesto e una società civile non può accettarlo” bastasse a mettere una bella pietra sopra a tutto, ma vedo che purtroppo non è così. Peccato.
E ora chiudo davvero.
Il famoso dibattito aperto sulle regole del Club ha prodotto delle giurie formate senza un criterio preciso e trasparente. Prima era il palmares adesso è la chiamata diretta da parte di Guastini. Di conseguenza anche la questione dei fake non è diventata certo più rigorosa e si è visto.
I burocrati applicano le regole (valide per tutti) e selezionano chi ha le carte in regola per partecipare alla competizione e chi no.
Le giurie poi scelgono, tra gli ammessi alla competizione, chi è il più meritevole da un punto di vista qualitativo.
Se non si vuole ciurlare nel manico.
Posalaqua’, a parte che non si sa chi tu sia, e potresti essere sia lo stagista più masochista, sia il direttore creativo più tirannico del pianeta, non prendere tutto così letteralmente. Ovviamente non intendevo che l’anonimo uomo o donna che si nasconde dietro il tuo pseudonimo comandi a bacchetta qualcuno nella sua vita professionale o privata.
Inoltre l’affermazione “un fake è intrinsecamente disonesto e una società civile non può accettarlo” è come dire “un furto è intrinsecamente disonesto e una società civile non può accettarlo”. Tutti sono d’accordo. Poi però in ogni caso specifico occorre verificare una serie di cose, prima di emettere una sentenza di condanna o assoluzione.
E che cosa aspettate a emettere la sentenza? Un processo di Norimberga? Primo grado, appello, cassazione, revisione, avvocati, bolli ecc?
Gianni Bombardi quale autorevolezza hai come creativo cosa hai fatto in vita tua?
Nessuna. Infatti l’ho sempre detto: http://advexpress.blogspot.it/2008_04_01_archive.html
“Siccome viene periodicamente accusato di non contare nulla perche’ non ha mai vinto premi, dichiara subito di non contare nulla perche’ non ha mai vinto premi.”
Correggo subito: “L’ADCI è trasparente e democratico solo se si fa comandare a bacchetta da Bad Avenue, Posalaquaglia, Giovanni Pagano, Uno che pensa che i fake siano disonesti e bon, e chiunque scriva qui con uno pseudonimo qualsiasi.”
Touchè
Un fake, una campagna, ma anche un titolo Gianni, onestamente quanto ne capisci?
Io non comando nessuno, dico solo che i fake sono disonesti e bon e leggo risposte stizzite.
Che strana discussione. Le cose sono così chiare, palesi, lampanti. Chi invoca bizantinismi e cavilli è evidente che vuole nascondersi dietro un dito. E il dito dice: la regola della singola uscita deve rimanere vaga perché così (se nessuno se ne accorge) le grandi agenzie possono fare incetta di premi con i fake e darsi una patina di creatività che gli fa bene ai rapporti con l’internazionale.
Tanto di questo parliamo, di JWT Londra che vuole award e lo stesso Publicis Paris eccetera. Questi crediti manco con i clienti possono essere spesi. perchè quelli tirano fuori i soldi veri, e mica si fanno incantare dagli annunci finti.
Quindi è solo una questione di politica interna delle agenzie internazionali.
Non è penoso?
Se la regola della singola uscita è vaga, gentilmente, scrivila meglio tu:
http://blog.adci.it/?p=958
Perché, se lo scrivo qua che c’è di male? Dovete fare traffico sul sito dell’ADCI?
Comunque, è semplice, se uno vuole essere univoco e non equivoco, basta essere precisi.
Ovvero: sostituire la formula generica “pianificazione adeguata agli obiettivi di comunicazione” con “i costi di pianificazione devono essere almeno x volte i costi di produzione”.
Come ha suggerito un precedente commentatore quantofrenico.
Banale, no?
Io dico basta a questa ridda di accuse infamanti ed ingloriose! Non avete nessun rispetto per quelle povere agenzie multinazionali che hanno avuto la sventura di aprire un ufficio (oppure meschine anche due o tre) in Italia.
Cacchio, ma vi rendete conto? Tenute ogni santo giorno tra l’incudine e il martello.
Da una parte i clienti italiani e i loro uffici marketing pieni di decerebrati che sembrano essere stati assunti apposta con un QI basso per non dare fastidio. Gente che non riesce a decidere da sola neanche il colore del post it, poveri disgraziati che vivono nel terrore di essere sgridati dal loro capo e padrone. Clienti che quando sentono la parola creatività mettono mano all’estintore e pensano all’ubicazione dell’uscita di sicurezza più vicina.
Ma voi ci siete mai andati in presentazione? Oppure avete mai fatto caso a quanto è pieno di psicofarmaci l’armadietto del bagno degli account?
Dai su, un po’ di umanità.
E dall’altra questi demoni dell’internazionale, che mettono i rating alle proprie filiali contando non solo gli incrementi percentuali di budget ma anche i premi vinti! E sono bravi loro, che stanno a Londra o a San Francisco. Ma le avete viste le pubblicità per strada a Londra? Ci sono i poster di British Airlines che poi finiscono dritti dritti negli annual, oppure le affisisioni del museo delle cere che ti fanno piangere dalle risate. Non si può fare, è concorrenza sleale.
E che devono fare questi poveracci dei manager italiani? Grazie che poi si danno alle droghe, alle porsche e alle puttane, soffrono come cani, poveracci.
E voi gli volete anche togliere lo sfogo dei fake, quest’onesta (si fa per dire) soluzione di compromesso per salvare capra e cavoli.
Una volta c’erano le campagne sociali, e agenzie che facevano la loro bella merda quotidiana e poi una volta l’anno facevano un annuncio bello provocatorio per medici senza frontiere o greenpeace e così tutti erano felici e contenti. Adesso che hanno scorporato i social dal resto che si devono inventare queste povere vittime?
Ho una modesta proposta: rimettiamo sulle targhe delle agenzie quei bei nomi italiani di una volta – magari anche un po’ terroni, che Milano non è più quella degli Anni 70 – poi all’interno ognuno si ricava una stanzetta che chiama chessò, leo burnett o tbwa o saatchi o ddb room, e lì a turno si fanno i fake loro. E l’ADCI crea una categoria apposta che chiama, chessò, sperimentazioni creative, dream adv, senza filtri, creatività emancipata, beyond the client… una cosa del genere (con tutti i copy che ci sono mi ci devo mettere ora io?), e facciamo tutti quanti finta che sia una cosa seria, autorevole, pregna di importanza, che lì facciamo le cose veramente fiche che ci rappresentano per davvero.
E così siamo tutti felici e contenti e non ci dobbiamo aggrovigliare su questi bispensieri che fanno venire il malditesta e le psicopatie.
Grazie per l’attenzione e buonanotte a tutti gli uomini di buona volontà.
Basterebbe avere le palle di saper vendere le proprie idee al cliente. Dici giusto a volte ti trovi davanti tanti dementi con l’unica preoccupazione di non far cazzate per mantenersi il loro posticino con non si capisce bene quale mansione. Ma anche da parte delle agenzie, quante volte si insiste? Quante volte si dice, siamo sicuri che questo sia meglio (perché a rigor di logica siamo noi gli specialisti)? Quante volte si dice dovreste rischiare, la vostra comunicazione diventa invisibile nel mare della banalità?
Mai perché anche noi siamo timorosi e servili. E siamo più scolaretti che fanno vedere il loro compitino pregando di aver fatto tutto giusto per sentirsi dire bravi dalla maestra rispetto che professionisti, specialisti che “portano avanti le loro idee con coraggio e se non vi van bene andate a cagare.”
C’è una sola soluzione per abolire i fake: farli diventare veri. E gli unici in grado di riuscirci siamo noi agenzie, altrimenti vuol dire che non siam capaci di fare il nostro lavoro.
motivo in più per non accettarli
finchè invece di elevare la qualità della comunicazione italiana
restano solo inutili seghe
ho capito bene
santo?
amen
giovanni pagano
Sì,se quelli di mccann avessero convinto quelli di durex a dare fiducia alla propria idea, la stessa identica idea non sarebbe un fake.
Invece nelle agenzie si chiede al cliente se per favore è d’accordo a pagare un’uscita per iscriverlo ai premi. Ma stiamo scherzando??? Dove sta la dignità?
Il problema non è quindi il risultato finale a mio avviso (un fake) quanto il sistema italico del cagarsi sotto a vicenda che lo genera.
E la gran parte delle agenzie fa questo genere di ragionamento: invece che dire “questa è un’idea che rende, usatela”, si dice “per favore siamo talmente sfigati che se non ci fate il favore di approvarci l’uscita su zero non possiamo iscrivere nulla ai premi”. Pazzia pura.
Ma il fondo lo si tocca quando si sentono account vantarsi di questa cosa. DIre ai creativi: non preoccupatevi che il cliente lo convinco io a farvi l’uscita farlocca per i premi, però voi per la campagna vera fate quello che dice lui.
E’ questo il vero problema, più che gli ori agli adci. Dobbiamo svegliarci, e mostrare le palle al posto delle chiappe.
“Invece nelle agenzie si chiede al cliente se per favore è d’accordo a pagare un’uscita per iscriverlo ai premi. Ma stiamo scherzando??? Dove sta la dignità?”
grazie santo
su questo blog incontro spesso gente che mi piace
che con semplicità esprime pensieri puliti
e difficilmente contestabili
credo che sia qui la base per un vero cambiamento della nostra professione
e non nei proclami di chi dice di volere cambiare le cose
ma poi tradisce le sue intenzioni e le aspettative altrui
lasciando come sempre le cose inalterate
hai usato un vocabolo in cui io credo moltissimo
e a cui ho sacrificato moltissimo nella mia vita professionale e non
dignità
ma è un vocabolo ormai desueto
oggi quando parli di dignità e onestà ti guardano come se venissi da marte
pensano che tu non abbia capito un cazzo della vita
povero ingenuo perdente
dignità è lo stesso vocabolo usato da guastini in campagna elettorale
“occorre restituire dignità al nostro mestiere”
quante volte l’ho sentito riempirsene la bocca di dignità
in pubblico e in privato
ora il ragionamento che tu esponi non fa una piega
questuare a un cliente un ok per vincere un premio non è dignitoso
e vorrei che qualcuno qui provasse a contraddirti
come può seriamente pensare di ripristinare la dignità del nostro lavoro
qualcuno che ne avalla le degenerazioni meno dignitose?
è vero santo
il problema non sono tanto gli ori all’adci
ma è l’assenza di un segnale di dignità
da parte di chi ha l’autorità e la responsabilità per farlo
se sei giovane
santo
vorrei chiederti di mantenere la tua dignità quando crescerai
e magari avrai l’opportunità di farne strumento utile agli altri
non dimenticartene
non calpestarla quando sarà più comodo farlo
se non sei più giovane
lasciami dirti che sono contento che ci siano “adulti” dignitosi
e che ho ricominciato a scrivere su questo blog per gente come te
come noi
giovanni pagano
In realtà sto nell’età di mezzo.
In ogni caso, non cogliete le mie parole come una critica alla gestione ADCI del caso durex. Di quella storia sinceramente non me ne frega molto, e sinceramente nutro anche stima in Guastini e nel club di oggi a prescindere da questo caso.
Questo perché anche ritirando l’oro durex non cambierebbe praticamente nulla. Certo sarebbe un segnale e tutto il resto, ma il cambiamento deve avvenire in sede di presentazione, non di giuria. Agendo sulle giurie avremmo un annual più vero ma più brutto, agendo sulle presentazioni, sulle idee, sul coraggio coi clienti avremmo un annual più vero e più bello.
Quindi nonostante capisca e condivida il pensiero riguardo le premiazioni, vorrei far notare che ci stiamo focalizzando sul punto sbagliato del processo (inteso come percorso nel tempo). La lotta ai fake inizia nelle agenzie.
Quindi mi piacerebbe vedere queste parole di disagio, disgusto, di rabbia rivolte a chi le idee le ha partorite con quel processo malato, rispetto a chi le ha giudicate.
Perché l’idea durex alla fine è una bella idea, e proprio per quello è da sottolineare l’incapacità di un’agenzia (delle agenzie) di vendere belle idee ai clienti.
“Ma il fondo lo si tocca quando si sentono account vantarsi di questa cosa. DIre ai creativi: non preoccupatevi che il cliente lo convinco io a farvi l’uscita farlocca per i premi, però voi per la campagna vera fate quello che dice lui.
E’ questo il vero problema, più che gli ori agli adci. Dobbiamo svegliarci, e mostrare le palle al posto delle chiappe.”
100% D’accordo. Mostrare le palle. Questo vuol dire riorganizzare il lavoro. I creativi devono interagire direttamente con i clienti, senza “mediazioni farlocche”, quelle sì. E con le palle, però, devono tirare fuori le idee. Mostrare proposte creative di spessore e saper coinvolgere e convincere i clienti. Niente più scuse, niente capri espiatori, gli account, i clienti ignoranti, la sottocultura.
Il Santo dice: “Perché l’idea durex alla fine è una bella idea, e proprio per quello è da sottolineare l’incapacità di un’agenzia (delle agenzie) di vendere belle idee ai clienti.”
Appunto. I creativi, da junior in su, devono svegliarsi nel rapporto con i clienti, mica bamboleggiare con i premi e intanto delegare tutto ad account e direzione creativa esecutiva (nel senso che in caso di dubbio, il direttore esegue gli ordini). Come dice anche Ernesto. Appunto.
Giusto, vendere belle idee ai clienti belli e brutti. E non premiare quindi idee fake che non sono state vendute ai clienti, né belli né brutti.
Pingback: “E’ fake o è R&D?” di Paola Manfroni. | Il blog dell'ADCI
Ancora sofismi oppure un ragionamento articolato? Per me, la seconda che ho detto. Paola Manfroni sul tema delle cosiddette “campagne finte”:
È fake o è R&D? | Il blog dell’ADCI http://blog.adci.it/?p=3913
D’accordo con la Manfroni.
A proposito, Lombardi, è vero che state chiedendo a tutte le agenzie in shortlist negli Adci Awards 2012 i giustificativi delle uscite? Mi è arrivata ‘sta voce.
E.
Sì, confermo. i giustificativi delle campagne che non sono già stranote e straviste.
Gianni Lombardi, ma controllerete tutti (anche lo spot Repubblica, per dire; anche le campagne mai uscite di H-57, per dire; anche certi radio e certe copy head, ad esempio quelle di Leagas, per dire) oppure indagate solo Durex e gli altri nemici di Pagano? Per dire. Insomma, la legge è uguale per tutti, o per qualcuno lo è di più?
Hai dei sospetti su lavori premiati da qualche giuria? Manda la tua bella segnalazione firmata al Consiglio Direttivo ADCI, e noi controlliamo.
Vuoi solo fare un po’ di cecchinaggio verso qualche agenzia che non ti piace? Scrivi un salace commento anonimo su Bad Avenue.
Come vedi, sei libero di fare quel che vuoi.
caro bombardi
nonostante la tua maliziosa idiozia
grazie dello spunto
darò agli astanti meno idioti alcune tardive spiegazioni
non ho niente contro la mccann
(anche se ho molti motivi per definire devastante la presidenza adci di cremino)
non so chi sia del pizzo
il motivo per cui attacco direttamente durex è che è un caso esemplare
e non voglio smottare sull’argomento “ma allora gli altri fake?”
perchè questo dà modo ai disonesti di buttarla in casino
la celebre teoria craxiana “tutti colpevoli nessun colpevole”
leggo anch’io che la short list stampa è zeppa di fake
e un consiglio adci serio a questo punto affronterebbe in toto il problema
tanto è palese la disfatta della moral suasion di guastini
ma questo consiglio e questo presidente hanno già dimostrato la loro linea
a parole tutti contrari ai fake
ma nei fatti li difendono a spada tratta
durex è diverso
perchè tutti sappiamo che mccann ha il famoso budget da spendere sui fake
tutti sappiamo che ha speso decine di migliaia di euro per la foto di dixon
tutti sappiamo che durex non era nemmeno più cliente mccann ma euro rscg
tutti sappiamo che reckitt benckiser non ha pagato un euro per la foto
tutti sappiamo che non ha pagato un euro nemmeno di media
e soprattutto tutti sappiamo che anche essere usciti una volta in liguria
(o anche qualche volta gratis su 02 come qui si vocifera)
non è per un brand come durex
“una pianificazione su un mezzo coerente con il target e con gli obiettivi di comunicazione”
quindi questa volta sarebbe facile per l’adci dare un segnale
dire finalmente “i fake sono una distorsione indecente del nostro lavoro”
dire enogh is enough
non puoi andare a posteggiare in sosta vietata davanti alla sede dei vigili
perchè se i vigili non ti prendono la multa fanno una figura barbina
e il significato delle istituzioni va a farsi benedire
questa volta obtorto collo il consiglio adci non può non intervenire
anzi mi dovrebbe ringraziare per averlo tolto d’imbarazzo
ed avere sottolineato le circostanze di cui sopra
eppure per motivazioni che definirei poco limpide invece no
il presidente massimo schienadritta guastini le sta tentando tutte
per darla vinta alla mccann invece di applicare semplicemente la regola
che lui stesso ha messo nella call for entries
con questo spero di avere spiegato perchè mi ostino su durex
unique selling proposition
colpirne uno per educarne cento
giovanni pagano
Lombardi, non sei per nulla chiaro su questo punto – e non è da te.
Prima dici che state controllando le “campagne non stranote e non straviste”, quindi, si presume, su vostra iniziativa autonoma. Poi scrivi che il controllo scatta solo dopo segnalazione firmata inoltrata all’Adci. Insomma, si può sapere cosa state facendo esattamente e in base a quale regola precisa? Grazie. E.
“Hai dei sospetti su lavori premiati da qualche giuria? Manda la tua bella segnalazione firmata al Consiglio Direttivo ADCI, e noi controlliamo”.
Fa tanto Repubblica della Delazione.
Fa tanto homo homini lupus.
Non mi piace per niente.
Pingback: “I problemi sono altri”. Ad esempio: dumping, gare al ribasso, ritardo digitale | Il blog dell'ADCI
Per “E. Per Lombardi/2″ e per “Aurora”.
I controlli in questo momento vengono effettuati su tutti i lavori sospetti della categoria Stampa e Affissioni. Per lavori sospetti si intende: quelli su cui sono arrivate segnalazioni circostanziate. Per esempio, sul caso Durex è arrivata la segnalazione circostanziata di Giovanni Pagano via Bad Avenue. Sono arrivate anche altre segnalazioni, firmate, via e-mail, su altri lavori. Se NON ci sono segnalazioni, il Consiglio Direttivo NON controlla di propria iniziativa perché si suppone che una giuria di professionisti abbia lavorato bene, salvo errori che possono essere sempre possibili.
Il senso della “segnalazione” non è un invito alla “delazione”. I lavori sono stati giudicati da una giuria qualificata. È la giuria che si assume la responsabilità di selezionare i lavori. Siccome anche le giurie sono umane e possono fare errori (oltre ad essere criticabili), se qualcuno in buona fede ritiene che qualcuno dei lavori sia un fake, un plagio o frutto di qualche altra irregolarità, può segnalarlo al Consiglio Direttivo ADCI che quindi procederà ai controlli. La segnalazione può essere fatta da un giurato, da un socio ADCI, da un consigliere, da un semplice passante, da chiunque abbia sospetti fondati su questo o quel lavoro. La segnalazione può essere pubblica o privata (via e-mail) ma in tutti i casi deve essere firmata.
Mi sembra abbastanza lineare.
Gianni Lombardi, mi duole correggerti pubblicamente putroppo non mi lasci alternative.
La platea è anonima, ma tu sei il Segretario dell’Art Directors Club Italiano, ti firmi e non puoi scrivere inesattezze come: “sul caso Durex è arrivata la segnalazione circostanziata di Giovanni Pagano via Bad Avenue”.
E quando dico inesattezza faccio abuso di eufemismo.
Il giorno dopo la shortlist, tra me e alcuni consiglieri Adci è iniziato uno scambio di email in cui già si parlava della necessità di richiedere, ai lavori entrati nella sezione stampa e affissione, giustificativi e approvazione del committente.
Esaurita la prima fase di lavoro successiva alle giurie (non ve la sto a spiegare perché è una menata) è partita la fase due. Come previsto.
Nel dare a Paolo Guglielmoni le indicazioni per questa fase di “accertamenti” gli ho scritto questo:
>Ecco il testo della mail. Cambialo e personalizzalo come ritieni più opportuno. La mia vuole >essere un’indicazione sul tono di voce da tenere: amichevole, da soci. Non formal-burocratico o >peggio “da inquisizione”. Sino a prova contraria sono tutti in regola con il cfe, perché noi non >ascoltiamo i pettegolezzi e noi non costruiamo su questa base nessun tipo di pregiudizio.
Di certo non ci muoviamo per quanto ha scritto un non socio, qua dentro. Questo è lineare.
toh
ma allora c’è anche se tace
e legge tutto bad avenue da cima a fondo
e guardate che caratterino
massimo schienadritta guastini
un uomo tutto d’un pezzo
diciamo
giovanni pagano
Ora è tutto più chiaro.
Mi verrebbe però da chiedere: perché solo stampa e affissione?
Perché AD OCCHIO ci sono più fake lì che altrove?
Bah, non mi sembra molto scientifico ed equanime come criterio.
Mi sembra una specie di “colpiamone alcuni per colpirli tutti”.
No?
E.
il concetto corretto
ezio
è “colpirne uno per educarne cento”
non “per colpirli tutti”
l’esemplarità delle pene è uno dei principi portanti della funzione giurisdizionale
visto così ti sembra sbagliato?
giovanni pagano
Non l’ho scritto nella sua formulazione ortodossa perché mi evoca cose da brividi.
Alla tua domanda rispondo: sì, visto così mi sembra sbagliato.
Il principio portante della funzione giurisdizionale è che la legge è uguale per tutti.
Gli altri, a seguire.
perdonami ezio
il concetto di equità non consiste nell’identico trattamento per tutti
ma nell’identico trattamento per tutti i soggetti in identica situazione
ecco
quello che io affermo è che durex è un caso particolare
di evidenza assoluta
per cui regalargli l’immunità parlamentare “perchè allora gli altri”
è sbagliato e ingiusto
giovanni pagano
Anche noi in agenzia abbiamo ricevuto la “letterina” ma adesso grazie anche a un programma di reintegro sociale coatto presso un’associazione di vedove di guerra friulane stiamo cercando di rifarci una vita e reinserirci lentamente nella società. Crediamo di averne diritto. Se volete aiutarci, stanotte dedicateci una preghiera.
Cara Adci, il problema della categoria stampa/affissione di quest’anno non sono certo i fake, ma il fatto che i membri della giuria si sono votati fra loro, facendo entrare pezzi che, oltre che fake, sono inguardabili. Invece di fare i poliziotti dei giustificativi esponendo alla pubblica cogna i migliori creativi italiani, umiliandoli con squalifiche, reprimende e istruttorie, pensate a cambiare le regole di composizione delle giurie. Perché il cancro è lì.
Se i giurati si sono votati tra di loro
per fare entrare pezzi che sono fake e inguardabili, sei tu a dirlo,
come puoi definirli anche i migliori direttori creativi italiani?
Tu li metti alla gogna. Tu hai appena detto che sono loro il cancro.
Caro coglione DC.
Confondi etica e talento. Pistola.
Piuttosto, perché non chiedete i giustificativi anche per lo spot Repubblica di Y&R mai uscito nemmeno su Internet? Ah già, perché Vicky Gitto era Presidente delle Giurie. Intoccabili e non. Come sempre.
io non posso chiedere proprio niente. Ma non cambiare discorso, caro DC.
Tu hai scritto che i giurati si sono scambiati i voti per far entrare pezzi loro che, sempre tu, definisci inguardabili.
Quindi, si sono rivelate persone prive di etica e di talento se è vero quanto sostieni.
Del resto le persone di vero talento non hanno bisogno di violare l’etica. Non credi?
Caravaggio ha ucciso un uomo.
Piuttosto, avete chiesto le pianificazioni ai vostri amici di H-57?
Scommento di no. Figli e figliastri. Come sempre.
Caravaggio? Ce n’erano in giuria? Ce ne sono in Adci? Qui si parla del lavoro di pubblicitari non di artisti.
Non sprecare tempo e non chiedere a un nickname, consiglio di logica (creato per te che ne sei privo), cose che dovresti chiedere al consiglio adci.
poi, che ci azzeccano i figli e i figliastri? In questa sede siamo tutti dei figli di puttana.
Quindi non perdere tempo con stitiche deiezioni. Procedi con la tua delazione se ne hai palle e requisiti.
Non farai niente di tutto questo.
Scusate, avevo perso qualche pezzo. Vale la versione di Massimo. La giuria si assume la responsabilità delle selezioni. Il Consiglio ha la massima fiducia nelle giurie. Si procede a verifica solo su segnalazione qualificata. Come correttamente sottolineato da Massimo, i non soci possono dire quello che vogliono del Club, ma il Club non è necessariamente obbligato a tenerne conto.
che poi tra l’altro lo spot repubblica è pure sbagliato nello sviluppo ma nessuno sembra essersene accorto. La tazzina nel microonde è in piano sequenza, mentre il fatto storico ha un salto temporale non indifferente (mozzamento della testa della statua). Quindi il concetto seppur apprezzabile va all’aria per una cappellata. Ma nessuno se ne accorge.
Come nessuno si accorge che il video non è mai uscito su sito, pagina facebook, canale youtube ufficiali di repubblica, ma solo su profili di ignoti (a me, ma forse qualcuno in Y&R li conosce).
A volte non servono giustificativi per smascherare fake, a volte basta google. Ma anche qui nessuno tra giurati e metagiurati si prende la briga di farlo.
manca la condizione essenziale perché si occupino anche di repubblica e altri pezzi: un trafiletto di dagospia o un post di un pagano o chi per lui. questa gente agisce solo su pressione. appena rischia di nascere lo scandaletto, tac, si attivano. se donald domani pubblica in home page il post di ad in italy, il giorno dopo mandano carabinieri e polizia scientifica anche in y&r, sicuro come la morte. ora sono troppo intenti a spolparsi il capro espiatorio durex e i suoi nipotini poveri di categoria.
Aggiungo che anche su Repubblica TV, portale video di repubblica dove trovano spazio le peggio minchiate tra gattini, cagnolini, autogol, video virali vecchi di almeno 5 o 6 anni ecc. ecc. non sembra essercene traccia (non è una ricerca approfondita, spero di essere prontamente smentito a breve dagli autori).
http://ricerca.repubblica.it/repubblica?query=repubblica+spot&view=video
(notare come addirittura cercando repubblica spot compare un video con la citazione dello spot ipad e scrollando in fondo gli spot veri di Pirella&Forattini
Ma io dico: Repubblica è sia cliente che media. Ha una piattaforma video. Può diffondere i video mediante uno dei suoi spazi a costo zero. Il terreno più fertile per riuscire a trasformare un fake in un lavoro vero… e di sto video non sembra esserci traccia in archivio (non è una ricerca approfondita, spero di essere prontamente smentito a breve dagli autori).
Ad in Italy, ti spiego la storia della campagna per repubblica.it, perché la conosco bene.
A MAGGIO 2011 esce la campagna ufficiale per repubblica.it di Young&Rubicam su stampa e banner:
http://www.youmark.it/article/32165/news-Y-R-presenta–il-servizio-h24-di-repubblica-it–youmark#
La campagna, come puoi vedere, è poco appealing dal punto di vista dell’art direction. Così, a NOVEMBRE, viene fatto un restyling della campagna, con l’unico scopo di farla girare su blog e siti e iscriverla ai premi.
La campagna magicamente diventa questa:
http://www.ibelieveinadv.com/2011/11/repubblica-it-24h-news-coverage/
Questo restyling della campagna non è mai uscito “ufficialmente”, se non appunto sui siti di pubblicità.
Per l’occasione viene anche creato un video, quello in shortlist all’Adci, anch’esso ad esclusivo uso e consumo dei blog e dei siti di pubblicità e dei premi. Il video viene caricato su youtube (non da Repubblica, ma dai creativi) ma non ha mai avuto nemmeno un passaggio in tv.
Questa è tutto. Non mi esprimo sul fatto se dabba essere squalificato o no. Su quello si esprimeranno le regole e le varie commissioni. Ciao.
Non c’è bisogno di tutte queste ricerche.
Basta una domanda: qualcuno l’ha mai visto in televisione?
La risposta è no.
Ma come sappiamo per questa gestione esistono fake di serie a e fake di serie b a seconda del livello di deferenza verso i rispettivi autori.
Per cui questo, a differenza di altri, conserverà il suo bel posticino nell’annual.
adinitaly conte e liconti
non prendetevela con me per la storia della parzialità
naturalmente sarebbe più che giusto controllare tutti i lavori sospetti
ma come ho già spiegato
io sto attaccando duro durex perchè è il caso più estremo di tutti i tempi
durex non è un lavoro sospetto
è un fake conclamato
lo sappiamo tutti e ne abbiamo anche le prove
(pianificazione ridicola per un brand come durex
costo elevato della foto pagato da mccann col suo budget-fake
inoltre durex non era nemmeno più cliente mccann)
anche se il consiglio adci
per motivi di opportunità deferenziale verso mccann pogliani cremino e delpizzo
intende ricostruirgli una verginità giuridica con metodi equilibristici
chiederà il minimo indispensabile di giustificativi
(“ma siete usciti almeno una volta benedetti ragazzi?
oh che sollievo bravi siete usciti sulla gazzetta di chiavari
e poi che altro c’è qui?
ma siete usciti anche gratis su 02
ma allora che problema c’è
questo prova definitivamente che durex ha inteso investire su questa campagna
in maniera coerente con il suo target e i suoi obiettivi di comunicazione
fiuuuuu
adesso sì che è evidente che durex è una campagna autentica”)
e non chiederà quelli che potrebbero dimostrare facilmente che trattasi di fake
il brief ricevuto dal cliente non lo chiederà
non cercherà di appurare se dixon è stato pagato da mccann o durex
se l’uscita su stampa locale è stata pagata da mccann o durex
se durex ha pagato mccann per questa campagna
visto che oltretutto non era più cliente di mccann da un pezzo
(quest’altra circostanza lapalissiana non la verificherà)
come ha dichiarato massimo schienadritta guastini
lui deve fare rispettare le regole
il problema non è che esistono fake di serie a e di serie b
il problema è che se interpreti a cazzo di cane la regola della call for entries
al contrario della corretta rigidità del d&ad
(ma chi sono poi questi inglesi per prendere ispirazione da loro?)
non esistono proprio i fake
perchè ovviamente tutti l’hanno fatta almeno un’uscita farlocca
ma proprio tutti
e vedrete che finirà così
indulto totale ma dall’anno prossimo le cose cambieranno
come era già stato detto l’anno scorso
questa gestione è impegnata allo spasimo a nascondere la testa nella sabbia
asserendo contemporaneamente di voler recuperare la dignità del nostro lavoro
ed è evidente sin da ora che non c’è niente da fare per evitarlo
guastini ha già preso sfacciatamente e pregiudizialmente posizione
prima ancora di avere controllato i giustificativi
purtroppo manfroni l’ha seguito se pure con qualche pudore in più
lombardi si esercita come sempre nel suo qualunquismo irrilevante
resta da sperare nel sussulto di dignità qui dichiarato da ferri
o nei consiglieri anti-fake che però finora si sono distinti per la loro assenza
come ratti e gasparrini
ma verranno ridotti al silenzio con le solite valutazioni di opportunità
e con l’esigenza di restare comunque uniti
tutti uniti a mangiare la merda dunque
evviva la dignità
della pubblicità e del consiglio adci
giovanni pagano
Pagano, non sono d’accordo.
Lo spot per Repubblica.it è tecnicamente molto più fake di Durex, perché non ha avuto nemmeno quella singola uscita farlocca che Durex invece può annoverare.
Ed è eticamente più grave, perché iscritto dall’agenzia del Presidente degli Adci Awards, che quindi avrebbe dovuto essere ligio alle regole all’inverosimile e al di sopra di ogni sospetto.
Se uno dei compiti dell’Adci è far rispettare le regole, beh, deve valere per tutti, pena la totale perdità della credibilità.
es
come fai a non essere d’accordo con me
se io sono totalmente d’accordo con te?
anch’io penso che questo consiglio adci debba fare rispettare le regole a tutti
pena la totale perdita di credibilità
dico solo che non puoi prendertela con me
se parlo solo delle cose che so perfettamente
io non seguo l’adci e le sue votazioni da anni
e ho dato le dimissioni dal club perchè era tutto uno schifo ingovernabile
considera che ero proboviro e so molto bene quello che dico
non so niente di repubblica.it nè degli scorreggioni
è per questo che non ne parlo
ma mi sembra molto verosimile che tu abbia ragione
e trovo che tu stia dando un utile contributo alla discussione
qualcuno dovrebbe rendersi conto di cosa pensa realmente la gente
sì il consiglio dovrebbe dare un segnale di onestà
solo così si costruisce la credibilità di un’istituzione e di una professione
ma al momento non mi sentirei di scommettere una grossa somma che lo faccia
ecco tutto
va bene così?
giovanni pagano
Giovanni, per tua informazione o curiosità, lo spot fake dei fake è questo:
http://www.ibelieveinadv.com/2011/11/repubblica-it-24h-news-coverage-2/
Lo spot per intenderci è questo:
http://www.ibelieveinadv.com/2011/11/repubblica-it-24h-news-coverage-2/
Chi l’ha visto, mi chiami pure.