Guastini risponde a Pagano.

Per equità, e per dargli la giusta importanza, rilancio in home page la risposta nei commenti di Massimo Guastini al post di Giovanni Pagano.

Ho letto che Guastini se l’è presa molto perché non ho bannato un commento di Robespierre in cui insinuava che il presidente dell’Adci stesse vendendo la sua agenzia a un grande gruppo internazionale.

Non l’ho fatto perché non riesco a trovare il tempo di monitorare costantemente un blog che viaggia sui 100 commenti a post e poi, diciamo la verità, quell’insinuazione è talmente ingenua e fuori dalla realtà che non si può certo parlare di diffamazione.

In Italia i network non comprano più agenzie di pubblicità da anni: non è più un business redditizio. Anzi, per come stanno andando le cose se potessero ne venderebbero un paio. Quello che oggi i network possono comprare in Italia sono le sigarette. Forse.

“Caro Giovanni

non sono elusivo. Sono solo il presidente dell’Art Directors Club Italiano, non l’Inquisitore Tomàs de Torquemada o il Boia Marcel Chevalier.

Uno dei miei doveri è far rispettare le regole. Anche quando non mi piacciono, anche quando applicarle può significare togliere un premio a una persona che stimo e che ha fatto un bellissimo lavoro.
Mi sta capitando anche questo…

Le giurie si sono chiuse sabato 14 aprile alle 23.30.
Sono trascorsi pochi giorni lavorativi e non hai idea della quantità di ore che stiamo dedicando a una prima serie di verifiche.

Tu te la cavi con un post e qualche commento. Ognuno fa quello che può. Ma non venire a darmi dell’elusivo. E non permetterti di darmi del chiacchierone, perché qui quello che chiacchiera mi sembri soprattutto tu.

Il 2 giugno del 2011 ti scrissi una mail dove, per la stima che ho per la tua intelligenza e la tua integrità, condividevo alcune riflessioni. Quella mail, si concludeva con una postilla:

“Postilla Fake
non ne sono ancora venuto a capo. Non so come regolarli, oggi. Creare una commissione di controllori, mi porrebbe il problema annoso del “chi controlla i controllori”.
Mi viene da pensare che il modo più efficace (anche se complesso) di scoraggiare i fake sia forse lavorare per migliorare la reputazione dei creativi tra le aziende.
Iniziare a creare occasioni d’incontro con Upa, “educational”, far capire e dimostrare l’importanza della cosiddetta “creatività” nella comunicazione.
È un lavoro sicuramente difficile, ma quando avevamo una autorevolezza e una reputazione più forti tra i clienti non serviva fare fake. Di qui il mio orientamento.”

Non hai mai risposto a questa mia domanda. Lo so, hai molti impegni. Anch’io li ho.
Non ho i gatti come te ma ho due pettegole pelose (cani) nonché una famiglia, un’agenzia e le mille incombenze che lavorare per il Club mi comportano. Tu ogni tanto ti svegli e mi vieni a rompere i cabasisi con i fake. Ma hai una proposta concreta da fare? E ti sei accorto che rispetto a quando iniziasti questa tua (allora sacrosanta) crociata il mondo è un po’ cambiato?

Ti sei accorto che la stampa è un medium che pesa poco? A livello di pianificazioni ma anche a livello di iscrizioni agli Adci Awards, dove siamo sotto il 15%. Dire che appartiene al creataceo è sicuramente eccessivo. Certo non attraversa una fase di splendore. Del resto la carta stampata ha retto per quasi sei secoli. Al vinile è andata peggio.

Io devo fare rispettare le regole. Cosa dice il CFE sulla questione Fake? Dice poco ma è chiaro: una singola uscita mediatica, approvata dal committente e pianificata su un mezzo coerente con il target e con gli obiettivi di comunicazione costituisce la condizione minima e sufficiente per l’iscrizione agli ADCI Awards.

Quello che penso dei fake, delle campagne “ad hoc” l’ho scritto e detto pubblicamente infinite volte, quando non ero presidente del Club. Nella risposta a Robespierre ho ricordato quanto avevo detto ai tempi della mia candidatura.

Faremo le verifiche del caso per Durex come per gli altri metalli e shortlist della sezione stampa e affissione. Se come credo è in regola potrà partecipare all’assegnazione del Grand Prix. Le mie idee personali non contano quando devo verificare il rispetto delle regole. Escludere Durex per la mia opinione personale sulle campagne ad hoc sarebbe un arbitrio ingiustificabile.

Un Club, come qualunque forma di libera associazione tra esseri umani si regge sul rispetto delle norme condivise e sull’assunto che tutti i componenti hanno gli stessi diritti e doveri. Per me, più che per chiunque altro, i soci Adci sono tutti uguali. Chiedermi cosa penso di una campagna che sino a prova contraria potrebbe concorrere per il Grand Prix, è oltre modo scorretto. Perché non ti posso rispondere.

Su una cosa hai ragione. Non ho ancora saputo trovare una soluzione alla “questione fake”. Nemmeno tu”.

massimo guastini

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Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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87 Responses to Guastini risponde a Pagano.

  1. TLAAOE says:

    siete tutti ridicoli.
    vi appassionate di discussioni da anteguerra.
    fake, non fake, premi, grand prix… ma di che cazzo state parlando?
    Se non ve ne siete accordi l’italia è una cagata di mosca nel panorama della comunicazione mondiale.
    Non contiamo niente. Non produciamo niente che abbia senso.
    Ci facciamo mille pippe mentali e abbiamo direttori creativi ai quali piace fare i fighi nei network internazionali ed ai quali piace soprattutto prendere (tanti) soldi.
    Nelle agenzie il “digital” è una costola quando non minoritaria sicuramente culturalmente meno rilevante dell’ATL.
    Non si è capito dove va il mondo. Come a Costantinopoli, mentre si discute del sesso degli angeli, alle porte bussano i turchi per conquistarci.
    Oggi i turchi sono mezzi e contesti di comunicazione che non sappiamo capire e che crediamo di dominare.
    Andatevi a rivedere questo video e riflettete.
    La situazione è questa. Le agenzie Italiane sono in via d’estinzione.

    http://vimeo.com/10251808

  2. Philippe Petit says:

    Donald fa esercizio di equilibrismi.
    E rilancia Guastini, un colpo al cerchio uno alla botte.
    Mi auguro che il mondo “fake” venga estirpato, in un modo o in un altro
    perché umilia e va a ledere chi la schiena se la spacca davvero
    sul lavoro di tutti i giorni, in stampa o in qualsiasi altro media.
    Le Multinazionali non comprano più agenzie in italia?
    Probabilmente vero.
    Ma il ramo “good company” con i clienti attaccati si, eccome.

    • giovanni pagano says:

      come hai ragione philippe
      ripubblicare questo intervento di guastini non ha molto senso
      o meglio porta acqua stantia al mulino sbagliato
      anche perchè nel post precedente ho già smontato puntualmente tutti questi sofismi
      e in questo nuovo post non c’è traccia delle mie argomentazioni
      tuttavia apprezzo troppo le intenzioni generali di don per avercela con lui adesso
      quando c’è una merda per terra può capitare a tutti di scivolare

      giovanni pagano

  3. Jesus says:

    Io piuttosto che estirpare i fake, estirperei i premi. Ma guardatevi: qui a litigarvi cose che hanno perso valore. Un oro in print, o un oro in microeditoria web, o copywriting per film. Di che stiamo parlando? I premi non hanno piu’ senso perché se prima erano una vetrina per mettersi in mostra, adesso c’è internet e se un’idea è superlativa se ne parla ben prima che vinca un premio.
    Chi lavora per esclusivamente per vincere premi, lasciatemelo dire, è un coglione. Al pari di quelle madri che iscrivono le figlie di 5 anni ai concorsi di bellezza.
    Ma pensate a fare una bella idea piuttosto, poi pensate a collaborare con il cliente per realizzarla. Basta, il resto son stronzate.

  4. Posalaquaglia says:

    … sul discorso “plagio” tutto tace invece.
    Che poi non era tanto per il plagio in sé, in fondo si tratta di un esercizio di due ragazzi delle scuole. Era per sottolineare la scarsa preparazione dei selezionatori, sulla quale evidentemente si preferisce glissare.

    • Posalaquaglia says:

      Nulla.
      Buio.
      Blackout.
      Risposte non pervenute (tranne che nell’altro thread, dove si fa opportunamente notare che trattasi addirittura di doppio plagio, ossia di un plagio di un’idea già copiata).
      Ma la colpa, forse, è mia: dovevo capirlo prima, e considerare il fatto che a Paperopoli, insieme a Paperina e Paperoga, vive e lavora anche la Banda Bassotti, e tutti i furti finiscono in fumetto.
      Pazienza. Vuol dire che la prossima volta chiederò aiuti (e risposte) a Paperinik.
      E ora vi saluto, vado a contendermi una torta di Nonna Papera con l’orso Onofrio.

      • Barabba says:

        Mah, io non capisco il tuo accanimento. E’ un lavoro di studenti che per quanto tali non hanno una cultura pubblicitaria cosi profonda. Hanno avuto un’idea bella ma gia’ fatta, comunque premiabile proprio in quanto studenti. Se poi hanno copiato, cosa che tu non puoi affermare, tanto peggio per loro. Altra cosa che non puoi confermare e’ che i giurati fossero totalmente all’oscuro del precedente, oppure consapevoli l’hanno premiata ugualmente proprio perche’ degli studenti hanno avuto un’idea da professionisti.

        Aggiungo solo un chissenefrega, lasciagli godere quei pochi momenti felici prima di confrontarsi con la merda lavorativa. :)

      • Posalaquaglia says:

        Caro Barabba, non mi accanisco certo con i ragazzi.
        Con chi mi accanisco l’ho già detto: ce ne siamo accorti noi qua dentro che era un multiplagio, non poteva farlo chi era preposto alla selezione?
        Detto ciò, smetto di accanirmi che tanto è inutile: o non risponde nessuno, o risponde chi non ha capito. :)

      • Barabba says:

        Ho capito il tuo punto. Io se fossi stato nella giuria l’avrei premiata pur conoscendo i precedenti. Proprio conscio del fatto che gli studenti difficilmente copiano, proprio perche’ non hanno le fondamenta da cui copiare. Se fosse stato iscritto in ambient media, avrei sottoscritto ogni tua singola lettera, ma per gli studenti si puo’ fare un’eccezione proprio per quello che sono.

  5. furbetti del quartierino says:

    Plagi e fake vanno estirpati.Sono come la cattiva politica,il cialtronismo,i furbetti del quartierino.E fanno decisamente male a tutta la categoria,rendendoci agli occhi dei clienti e di chi sta nella stanza dei bottoni,come dei bambocci che litigano per le figurine.Se siamo a questo punto è anche perché da anni i creativi guardano al loro ombelico invece di porsi nel sistema come i creatori di contenuti,idee.E adesso è troppo tardi per recuperare come categoria.Qualche singolo può farlo e lo fa grazie alle sue capacità e carisma personale.Per gli altri l’errore del passato pesa troppo per poter ,adesso,cambiare le cose.Se poi tra i nomi visibili appaiono personaggi alla Gitto che tentano di appartenere allo star system di serie Z e sparano che Bin Laden ha avuto un’idea creativa della madonna,allora la strada diventa spaventosamente in salita.

  6. Anonymous says:

    State facendo un casino per questa storia dei fake invece di parlare di cose serie. Guastini sta facendo uno splendido lavoro per l’ADCI

  7. bad boy says:

    ma che cazzo di senso ha continuare a fare l’annual? in un paese dove dove nessuno investe più seriamente e in un mondodove aprendo un blog di pubblciità vedi idee migliori ogni mattina che in un intero annual italiano.

    perchè nn date un calcio in culo all’annual e vi unite nelle cose veraemnte serie e importatni nella nostra professione??
    poi senza annual e premi finti da vincere e voti dsa scambiare per vincerli sarei curiosi di quanti fighetti rimarrebbero nel club per farne un club serio.
    però almeno ci si leverebbe chi ci sta solo per farsi pubblivare una cazzodi campagna e per dire ho nitno questo questo e questo.

    morte all’annual italino, vita aa cose più importanti.

    • wiki says:

      Benaltrismo.
      Termine geniale che identifica quelli che davanti a ogni tipo di iniziativa con qualche obiettivo positivo per la società commentano storcendo la bocca:
      ‘Eh, sono ben altre le cose importanti da fare/ da perseguire / di cui discutere’.

      E paghi della loro lungimiranza restano immobili nella loro cacca.

      • giovanni pagano says:

        dove si firma
        wiki?
        è l’atteggiamento più indisponente
        e anche quello che dimostra meno sofisticazione intellettuale
        se posso dire così

        giovanni pagano

  8. Bianconiglio says:

    Mi chiamo Paul, fateveli tra voi i vostri goal.

  9. Ave Maria says:

    La soluzione e’ semplice: premio scorporato dal club. Un po’ come la rai da Sanremo con un comitato creato ad hoc per organizzarlo (a cui sparare dopo insomma).
    Si assegnano solo i premi e basta. Mentre l’annual diventa qualcosa di piu’ ampio respiro, una pubblicazione annuale del meglio (oggettivamente) della pubblicita’ italiana con una giuria formata da tutti i membri per promuover un po’ tutto. E se quello che entra fa cagare, la colpa ricade su chi ha fatto le campagne.

  10. Corvo Joe says:

    …“Advertising used to be about interrupting people’s days with messages,” Ahmed says. “But now it’s never been easier for audiences to skip, filter, or avoid advertising, so the best ideas are the ones that respect that the audience needs to get something out of the work; it should inspire, satisfy, or motivate them. You can’t just bombard people with messages anymore.”…

    http://www.thinkwithgoogle.com/quarterly/creativity/executive-insight-ajaz-ahmed.html

    E ora continuate a farvi le pippe con i fake, la stampa, e tutte le minchiate di cui siete soliti parlare!!!

  11. Ernesto Spinelli says:

    Forse accapigliarsi su “falsi” problemi non conviene al mondo del lavoro creativo italiano.

    Un punto importante che emerge dalla questione dei fake è: perché le campagne che i creativi giudicano migliori, non sono pianificate coerentemente sui media? Evidentemente c’è un gap di fiducia/comunicazione fra creativi e clienti.

    La questione dei “fake” mette in evidenza un tessuto culturale da ricostruire. Soprattutto attraverso un nuovo rapporto immediato e diretto fra clienti e creativi. Da questo punto di vista, uno spirito unitario e propositivo da parte di art, copy, registi, sound designer, producer… è l’unico utile. Le liti, in particolare quelle sterili, non aiutano la credibilità sul mercato.

    Massimo rispetto per le denunce di Giovanni Pagano, ma la soluzione non può essere: creativi VS creativi. Tantomeno può essere quella per cui ognuno pensa a sé. Distruggere il lavoro dell’ADCI è una follia. Anche perché mi sembra che, davanti ai problemi, l’atteggiamento di Massimo Guastini sia trasparente e costruttivo.

  12. premio speciale della critica says:

    Oggi in radio ho sentito il vero spot dell’anno. Uno speaker parla di una crema per curare le botte, contusioni ecc. mentre la donna marketing lo picchia per guidarne l’intonazione. quando arriva al nome della crema lo picchia più forte e gli dice, lento che il nome del prodotto si deve sentire bene. all’ideatore di questo spot va un applauso in piedi. genio, sei un genio.

    • Posalaquaglia says:

      Peccato che di spot simili, questo sia il quarto o quinto che sentiamo.
      Per tacere di quello dello speaker che fa finta di non capire il nome, o che lo pronuncia male e viene cazziato, o scappa via perché non resiste all’offerta speciale che sta leggendo.
      Nulla di nuovo sotto le sòle.
      Ad maiora.

      • premio speciale della critica says:

        si ma, lo speaker (cioè il pubblicitario) picchiato dal cliente. best concept 2012.

      • Spoon River says:

        @premio speciale della critica: veramente qualche anno fa ci era già uscito un automotive nello stesso modo… Niente di nuovo sotto il sole, parafrasando il saggio! :)

      • Posalaquaglia says:

        Grazie Spoony, anche io mi ricordavo qualcosa di uguale in campo automotive, ma non ricordavo il brand,.. forse Toyota?

    • Gaetano Pini says:

      Speaker picchiato da product manager Voltaren, Lasonil, Fastum gel?
      Non l’ho ancora sentito, ma mi incuriosisce… Potenzialmente potrebbe davvero lasciare
      il segno. Blu.

      • Cadbury says:

        Gia sentito. E’ uguale a un radio Toyota di almeno una decina di anni fa.
        E poi lo spk femminile che dice “conosciamo così bene il nostro prodotto che possiamo bacchettare i nostri speakers”.
        ……
        BACCHETTARE??
        brrrr…..

      • Posalaquaglia says:

        Ecco, Toyota, ricordavo bene allora.
        Grazie a Gaetano per il prestito di neuroni della memoria.
        Sei un ortopedico di passaggio? :)

    • Bisestile says:

      L’ho sentito anch’io, ma non mi sembra niente di che…
      Mi sfugge qualcosa?

      • Guy Debord says:

        Traspare perfettamente la violenza sistemica alla relazione di dominio capitalista. Non so se volutamente ma nettamente e in tempi di dialogo perfetti.

  13. In merito alla campagna Oreo, soggetto Mamma che allatta, la Kraft ha annunciato pubblicamente: “L’annuncio è stato creato dalla nostra agenzia per utilizzarlo unicamente ad un forum sull’advertising. Non era prevista una pianificazione dello stesso verso i consumatori”.

    Ora sono curioso di sapere cosa succederà a Cannes.
    1) È un annuncio senza pianificazione, ma è stato iscritto comunque.
    2) Non vince perché l’azienda ha detto che è un annuncio finto, ok ma quindi tutti gli annunci degli ultimi 5 anni?
    3) Vince comunque un leone. Possibile?
    4) Lo iscrive l’anno prossimo nella categoria media e vince per il buzz che ha fatto.

    Mi chiedo se questo annuncio potrà far cambiare le sorti dei fake oppure passerà inosservato e quindi Cannes continuerà a essere il festival dei bei lavori autoreferenziali.

  14. SìComeNò says:

    E infatti, aboliamo l’ADCI. La pubblicità è morta. La stampa è sepolta. Le agenzie sono in via d’estinzione. Ma quante cazzate! Finché esiste questa industria, per quanto malconcia, è sacrosanto darle diritto d’esistenza. Altrimenti, voi che siete così bravi a fare i becchini, perché non cambiate mestiere? Non siete buoni neppure a sostenere una discussione, figuriamoci a battervi per salvare un’idea. Tipicamente italiano questo atteggiamento disfattista. Bravi.

  15. ABC says:

    però no va senza l’accento

    • wiki says:

      NETIQUETTE

      Non essere intolleranti con chi commette errori sintattici o grammaticali, le continue puntualizzazioni sono altrettanto fastidiose. Chi scrive è comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla collettività.

    • bad boy says:

      succhamelo o succhiàmelo?

  16. SìComeNò says:

    Visto che siamo all’ABC come alle elementari, non si tratta di errore sintattico bensì di “licenza poetica” per uno username. Ah, quanto siamo creativi! Che tristezza. E pochezza d’argomenti.

  17. ABC says:

    Che caratterino. Comunque, hai ragione tu: prenditi pure la tua licenza poetica.
    Per quella elementare c’è sempre tempo.

  18. Mondonico. says:

    Cmq Badavenue ha beccato solo una shortlist e Teddisbanded (bel blog di un direttore creativo ma a mio avviso meno seguito e “discusso”) un bronzo. Cosa ne pensate?

    • Ernesto Spinelli says:

      Non farei un paragone fra i due blog. Bad Avenue è uno spazio collettivo di controinformazione. Il blog di Teddy è notevole per come è scritto. E’ più un blog autoriale. Forse questo ha fatto la differenza.

      • Marana says:

        Concordo. E cmq hanno regalato ori e argenti a chiunque, per me potevano premiare anche Badavenue per quello che ha rappresentato quest’anno.

  19. Posalaquaglia says:

    Ecco. Avevo detto che l’avrei piantata lì con le critiche ai fake, ai plagi, alla scarsa capacità di controllo da parte di selezionatori e giurie.
    E invece devo fare parolatornaindrè.
    Perché?
    Perché dopo giorni e giorni che tutto il mondo creativo si spippetta su durex, e oro di qui, e bravi di là, e cazzo è roba da cannes, e fake e mica fake, ho visto questo:
    http://www.buzzfeed.com/mathieus/40-dinosaurs-having-sex-nsfw-if-you-are-a-dino-8q4
    e mi è venuto un mezzo stranguglione.
    Perché se la nuova idea di creatività è prendere cose già esistenti e piazzarci sopra un logo, magari senza neppure uno straccio di headline, ditemelo.
    Così prendo la Gioconda e ci metto anch’io su il loghino “durex”. Piccolo, come piace ai copy/art e dispiace agli account.
    Poi, il prossimo anno, pianifico mezza uscita sulla Gazzetta di Roccacannuccia o sull’Eco di Ladispoli (magari nell’edizione del lunedì, che non la legge nessuno) e iscrivo tutto all’ADCI. Non prima accompagnare il tutto con una copystrategy della Madonna, che racconta di come il sorrisino di Monna LIsa sia così strano perché, sotto, sta usando il vibratorino che trovate anche al supermarket.
    (Quando vinco l’oro, voi non ditelo a nessuno, mi raccomando, che poi magari vanno a cercare su Google qual era il nome dell’illustratore.)
    Bene, e ora che ho scritto quel che dovevo scrivere, gioco d’anticipo.
    Perché di certo tra poco arriva qualcuno a scrivere: “Come fai a dire che invece l’idea non è venuta prima, e quell’immagine è solo il risultato di una ricerca sul web?”
    Che ci posso fare? A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca, dicevano i saggi. E poi sarò fatto strano, ma la mia idea di creatività è un filo più ampia che non appiccicare i loghi a quel che trovo in rete.
    Buona notte.

    • Ad in Italy says:

      Ne abbiam parlato su teddisbanded (shortlist studenti). Salverei l’idea che possiamo dire originale, la reallizazione rimane comunque un furto, ma anche in questo caso stiam parlando di studenti, quindi laciamo correre.

      • Posalaquaglia says:

        Ok. Però, indipendentemente dai fake dei senior e dalle (diciamo così) “prese in prestito di visual” degli junior, povera Durex: ci sta proprio facendo una figura di gomma.

  20. SìComeNò says:

    ABC non ha ancora espresso mezza opinione. Si vede che non ne ha :-) O forse va ancora all’asilo.

  21. Fake e Gunn Report says:

    Quando i fake li fanno gli studenti che ancora sognano Archive ecc. fa tenerezza e probabilmente prepara nuovi creativi fighetta che di strategico,realmente creativo,internazionale non hanno e avranno niente.Quando i fake li fanno i senior o i direttori creativi pur di potersi beare di ingressi in annual e magari qualche metalluccio,allora la tenerezza diventa tracollo professionale dell’intera categoria.Vedere campagne palesemente finte fatte da agenzie con direttori creativi di fama (spesso decisamente immeritata) è la cartina di tornasole di una professione che è,ma soprattutto si è,emarginata.Senza accanimento penso ai fake Mccann,ai numerosi Y&R oltretutto dal valore creativo assai discutibile,ai vari disseminati tra le varie agenzie.Lo spread rispetto ai migliori ci posiziona da sempre al ventesimo posto circa nel ranking mondiale del Gunn Report.
    L’agenzia in Italia considerata “più creativa” (non si sa da chi) è forse United,che in realtà produce un nazional popolare desaturato e basta.E a Cannes non ha mai ottenuto niente di niente.Sorprende che JWT abbia beccato 18 leoni (pre Dorizza e Rodriguez),unica tra le grandi a produrre roba di valore internazionale con continuità (in maggioranza per Heineken,ora sparita).Ma la massa critica è penosa e anche chi per un certo periodo performa bene,poi sparisce .I fake sono un sintomo della pochezza della nostra qualità complessiva,e penso ai clienti,ai ricercatori,alle dinamiche del sistema,a personaggi spaventosi.Tutto nel nostro mercato contribuisce a produrre provincialismo.Annientismo i fake,tanto no combiniamo un cazzo comunque a cannes,ma almeno recuperiamo dignità professionale e concentriamo sforzi e dibattiti su cose decisamente più rilevanti e costruttive.

    • giovanni pagano says:

      ehi
      rispondo io al posto di guastini
      visto che ultimamente il presidente si esprime solo con le ristampe

      dunque fake&gunn
      come la penso io si sa ma nonostante questo purtroppo devo applicare le regole
      (che ho stabilito io stesso nella call for entries)

      poi io non mi ero mai impegnato contro i fake in campagna elettorale
      e non ti permettere di dire il contrario verme
      ci sono innumerevoli cose più importanti di cui occuparsi che i fakes
      se solo voi normali esseri umani voleste rendervene conto infine
      e la tua è una battaglia di retroguardia perchè la stampa ormai non conta più niente
      te ne sei accorto disavveduto?

      inoltre io ai metodi da ducetto preferisco la moral suasion
      che infatti ha portato a risultati indiscutibili nella lotta ai fake
      e poi stiamo studiando altre iniziative clamorose assieme a teddisbanded
      che notoriamente anche lui ce l’ha a morte coi fake
      così potete dormire sonni tranquilli che il problema è già bell’e risolto

      ricordati che un club si regge sul rispetto delle regole
      (e cioè la regola che un fake uscito una volta su stampa locale non è più fake)
      e che tutti i soci hanno gli stessi diritti e doveri
      quindi io devo rispettare il diritto dei soci più furbi di metterlo in culo agli altri
      e gli altri hanno il dovere di rispettare anche loro questo diritto

      ho dimenticato qualcosa?
      ah sì il mondo sta cambiando
      e voi ancora a insistere con ‘sti fakes
      ma smettetela di buttare miccette nella merda
      specie se siete anziani

      giovanni pagano

      • Ernesto Spinelli says:

        Caro Giovanni, per quanto condivido la tua battaglia sui fake, credo che combatterla dal punto dei vista (o solo dal punto di vista) dei premi abbia dei limiti e possa essere controproducente in un mercato che ha già ampiamente marginalizzato il lavoro creativo.

        Ti pongo due domande: perché gli annunci che i creativi giudicano migliori non sono pianificati coerentemente sui media? Perché molte agenzie ritagliano un budget per produrre campagne non condivise con i clienti, al solo scopo di vincere premi?

        Evidentemente c’è un gap di fiducia fra investitori e reparti creativi.

        Sono convinto che la crisi italiana del mondo del lavoro creativo sia dovuta soprattutto a un’organizzazione poco lungimirante e a una cinica marginalizzazione delle idee. Non sono “anziano” come ti definisci tu, ma prima di iniziare a lavorare come free lance con qualche soddisfazione, in agenzia ho visto riposare nel cassetto moltissimi lavori di grande spessore e uscire, invece, veri e propri orrori creativi, frutto di una mediazione sbagliata fra amministratori delegati, che non avevano mai ideato un annuncio in vita loro, e clienti.

        E’ proprio nelle tante, troppe mediazioni fra idee e clienti che ritrovo il problema italiano. La soluzione è una nuova organizzazione del nostro lavoro, nella quale i creativi in prima persona collaborano con marche e prodotti. Sono e resto convinto, solo per fare un esempio, che i brief devono essere scritti dai direttori creativi, che si coordinano con direttori marketing delle aziende.

        In questa prospettiva, uno scontro creativi VS creativi non risolve nulla. I fake sono una “non” soluzione che la vecchia organizzazione del lavoro ha offerto ai reparti creativi. Un vero cambiamento può arrivare solo da un rapporto diretto fra idee e investitori. E perciò è importante l’unità di chi con la creatività ci lavora davvero. L’approccio di Massimo Guastini mi sembra trasparente e costruttivo. Forse può essere utile a tutti avere uno sguardo che non ignori la realtà, ma che vada anche più in là dell’assegnazione di un oro stampa agli ADCI Awards. Da “meno giovane”, ti saluto con grande stima Ernesto

      • Insopportabile maestrina says:

        “Caro Giovanni, per quanto condivido..”
        Iniziamo bene.
        “Sono e resto convinto, solo per fare un esempio, che i brief devono…”
        E continuiamo peggio.
        Ci vediamo a settembre.

      • Anonymous says:

        Guarda, insopportabile maestrina (e meno male che te lo dici da solo/sola), mi metto subito a studiare. Spero che tu non sia Giovanni Pagano in anonimato perché saresti veramente triste. Se oltre a giudicare, sai anche argomentare con
        qualche idea utile, ti aspetto.

      • Ernesto Spinelli says:

        Sad Avenue.

      • giovanni pagano says:

        gentile ernesto

        scusami se ti rispondo solo adesso
        ma sono tornato solo ora dal lavoro

        il tuo discorso sembra ragionevole
        poi però aldilà dei discorsi programmatici accadono dei fatti
        e a questi fatti bisogna reagire
        auspicabilmente conformandosi coerentemente proprio ai programmi enunciati

        ora io penso che se c’è un gap di fiducia fra investitori e reparti creativi
        come dici tu
        o se bisogna restituire dignità al nostro mestiere
        come proclama guastini
        (le due cose sono facce della stessa medaglia)
        se il fatto che accade è che un oro viene vinto da una campagna fake
        (e guastini stesso in passato me ne ha personalmente parlato in questi termini)
        l’unica cosa da fare è bannarla
        proprio per perseguire gli scopi propugnati dai discorsi programmatici
        sennò ottieni esattamente l’effetto opposto
        e non recuperi nè fiducia nè dignità

        le chiacchere stanno a zero
        se non sono seguite dai fatti

        inoltre perdonami ernesto
        ma definire in questo frangente “trasparente” l’approccio di guastini è risibile
        uno che potendo farlo non cambia una regola che giudica “frutto di un golpe”
        che in privato riconosce tranquillamente che durex è un fake
        (ma poi di che stiamo parlando?
        tutti sappiamo che durex è un fake
        tu hai qualche dubbio?)
        ma che ufficialmente poi lo difende a spada tratta violentando la stessa regola
        (perchè nessuno potrà mai
        e dico mai
        seriamente e onestamente asserire che una sola uscita su un quotidiano locale
        sia coerente con gli obiettivi di comunicazione di un brand come durex)
        a te sembra “trasparente”?
        a me sembra già in campagna elettorale
        e desideroso di non alienarsi le simpatie di “quelli che contano”

        credimi ernesto
        stiamo assistendo veramente a un brutto episodio
        e oltre tutto provo una personale profonda delusione umana per guastini
        da lui non mi sarei mai aspettato un tale voltafaccia
        (ma ti ringrazio della stima e della cortesia)

        giovanni pagano

      • Ernesto Spinelli says:

        Grazie Giovanni. La campagna Durex è senz’altro un fake. Sull’oro da bannare, resto alla finestra a guardare quello che farà l’ADCI. Condivido quello che scrivi e credo che tu sia un esempio.

        Volevo però rifarti una domanda – d’altronde, come giustamente mi ricorda “insopportabile maestrina”, sono uno “studente” un po’ ritardato e cocciuto -: perché molte agenzie riservano budget notevoli per produrre annunci-fake non pianificati coerentemente dai clienti?

        Manovalanza creativa a spalare merda tutti i giorni e pochi eletti a ideare annunci fake: a chi sta bene questa strategia?

        Vedo che Donal Draper da un po’ non scrive: ti propongo un post che sei vuoi possiamo firmare insieme. Un invito a uscire allo scoperto alle agenzie e ai direttori creativi, a esprimersi direttamente e a firmare una semplice dichiarazione. Un post dal quale Massimo Guastini e l’ADCI potrebbero prendere spunto per integrare il Manifesto Deontologico e che potrebbe essere più o meno così.

        “I fake sono una distorsione del mercato del lavoro creativo. Per rispetto verso tutti i creativi, soprattutto i junior, e verso i clienti, la mia agenzia non mette a disposizione alcun budget per produrre annunci fake.” A seguire le firme di direttori creativi, responsabili delle agenzie e di tutti i professionisti che si rispecchiano in questa regola deontologica.

        Non so se così, il post può andare bene. Invito te, Giovanni, e tutti a integrarlo come meglio credono. Donald che ne pensi?

        Ernst

        Non tutti possono realizzare un fake.

      • Ernesto Spinelli says:

        “Non tutti possono realizzare un fake” è un refuso di cui non mi sono accorto.

      • giovanni pagano says:

        gentile ernesto

        penso che le tue domande dovresti porle a uno psicanalista o a un sociologo
        perchè le agenzie sono fatte da persone
        e io credo che tante persone con un ruolo decisionale nelle agenzie italiane
        siano oggi letteralmente interessanti casi da studiare

        uno psicanalista si fregherebbe le mani per l’esemplarità del caso
        di fronte a un paziente che ha talmente tanto bisogno di conferme
        da cercare di vincere un premio non per il lavoro effettivamente eseguito
        ma per come sarebbe bravo a farlo se i cattivoni non glielo impedissero

        un sociologo potrebbe spiegare la propensione italiana a fottere il prossimo
        manifestazione di totale latitanza del concetto virtuoso di socialità
        a parer mio enormemente acutizzata dal ventennio berlusconiano
        ma probabilmente già largamente presente nel nostro dna latino
        i meridionali di tutto il mondo praticano da sempre l’autoindulgenza
        (e te lo dice un palermitano purosangue)
        e si sentono autorizzati a imbrogliare pur di raggiungere il risultato
        segnano il goal di mano e ne rivendicano la genialità

        in inghilterra dimostrano il loro talento con campagne vere
        in brasile (e in italia) con i fake
        e ho detto tutto

        per questi motivi la tua iniziativa non ha alcuna speranza di successo
        perchè si rivolge proprio ai rappresentanti di questa patologia
        come vuoi che reagiscano agenzie direttori creativi e adci
        quando sono proprio loro a istigare le condotte scorrette?
        te lo vedi cremino affermare con il pugno sul petto e lo sguardo vivo
        “I fake sono una distorsione del mercato del lavoro creativo”?

        ma cremino e panzeri e sala e ahimè adesso guastini se ne fottono
        mi spiace dirtelo d’un colpo ernesto
        “dei creativi, soprattutto dei junior, e dei clienti”
        si fanno semplicemente gli affari loro
        e poichè gli affari loro sono evitare questioni dannose alla loro immagine
        ebbene sulla giustezza dei principi ci hanno sempre pisciato sopra
        e troppe volte ho assistito a questo spettacolo indecoroso
        quest’ultima per me è particolarmente odiosa
        perchè pensavo che guastini fosse fatto di una pasta diversa
        invece è fatto esattamente della stessa materia dei suoi compari

        per questi motivi declino la tua proposta
        gentile ernesto
        sono gli stessi motivi per cui diedi le dimissioni dall’adci sette anni fa
        non si sta in paradiso a dispetto dei santi
        o come mi disse in segreto un mio amico tuttora socio
        “a giovà mica puoi entrare nella mafia e pensare di imporre la legge”

        grazie comunque delle tue intenzioni e buon ponte

        giovanni pagano

    • Zuridda says:

      I 18 leoni di JWT sono in gran parte frutto di quel mega-scherzo di Auditorium. Tra l’altro in un certo senso fake pure lui. Ma molto ben confezionato, per cui ha preso una decina di leoni nelle sotto-categorie di cannes.
      Ma le campagne Heineken (film e stampa) italiane sono sempre state mediocri.
      Altri lavori di JWT che ricordo erano dei mezzi fake anch’essi, tipo museo del fumetto.

      Quindi da qui a dire che JWT è (o era) l’agenzia più creativa d’Italia ce ne passa….

      • Santippe says:

        Ti quoto molto Zuridda,
        la miracolosa pesca di leoni a Cannes per auditorium Heineken
        è stata un colpo di strafortuna per un mezzo-fake, come dici tu ben confezionato
        e con copy-strategy di presentazione tirata a lucido che neanche un mela
        Delicius da Abbascià.
        Idem museo del fumetto: SuperSuperFake.
        Certe carriere e certe direzioni creative in Italia si costruiscono anche così.

      • Alfonso Luigi Marra says:

        Non mezzi MUF erano e sono fake mai utilizzati dai clienti veri e mai usciti nemmeno sul sito del MUF. Delle campagne fasulle che hanno valso ai loro autori un soggiorno gratis a Cannes come giurati italiani…

      • MegaScherzo. says:

        Il mega scherzo è un’idea eccellente che infatti ha vinto premi in tutto il mondo.Quindi definirlo fake è come dire che Madre Teresa era egoista:una immane cazzata.Le campagne Heineken tv e stampa,ovviamente non tutte,erano tra il meglio di questo paesuncolo.Ricordi don’t drink and drive col cane da cieco?Altro leone a Cannes.E le campagne stampa per Halloween e San Valentino?
        Come vedi la cieca invidia ti fa dire cose inesatte e antistoriche.
        Posso anche concordare che Muf possa forse essere stato un fake,ma un fake da leone a Cannes,non come quelli che fanno tutti e fanno comunque pena.
        E non mi pare che sia stato detto che era la più creativa,ma quella più premiata e di gran lunga a livello mondiale.Che poi credo sia un buon indicatore per capire quale agenzia produce alta qualità e quali no.Niente di personale Zuridda,sono solo un tipetto che guarda i fatti come sono accaduti.

      • lo psicologo risponde says:

        L’altruismo è la sublimazione dell’egoismo.
        Con buona pace di Madre Teresa.

  22. rodimento? says:

    Scusate ma se vi rode il culo che qualcuno abbia vinto 18 leoni a cannes e voi neanche un key award,non dite scemenze su Heineken ecc.Circolano centinaia di fake che fanno cagare e non entrano nemmeno nel seppur modestissimo annual ADCI,e voi ve la prendete con lavori (anche se fossero fake,dal vostro inesatto punto di vista),che hanno portato a casa 18 !!!! leoni per una sola agenzia italiana?Ma siete pazzi? Invidia e rodimento di culo vi hanno stordito?Certi personaggi possono anche non piacervi,ok,ma la realtà è incontestabile.A parte Heineken e Muf ad esempio ricordo un radio Svelto (Unilever!!!) che ha preso un leone.Quando un’altra agenzia italiana prenderà 18 leoni a Cannes in pochi anni allora se ne potrà parlare.Per ora “old JWT” rimane imbattibile nella prestazione Cannese.

    • Donna says:

      Per Svelto bisogna ringraziare ancora Pietro Maestri, nonostante quell’anno non fosse neanche nella giuria radio. Averne di giurati cosi’……

    • Dario Gargiulo fan club says:

      Onore e merito a chi lo merita: Dario Gargiulo ( Heineken Italia ) è lui che risulta come copywriter fra i credits ufficiali della campagna Auditorium, controllate. Ma Dario Gargiulo non lavora in JWT come copywriter e allora ? Come può essere che uno del cliente faccia il copy e con un nome così poi ? Dario Gargiulo?!! Sembra inventato…
      Invece è proprio lui che ha inventato l’operazione Auditorium, il resto, il mestiere ce l’ha messo la JWT. Ma la vera storia dietro il più grande successo italiano a Cannes di tutti i tempi è che il cliente, che non ha fatto nient’altro che ispirarsi a un programma tv di successo, ha buttato lì l’idea e altri hanno raccolto quello che c’era da raccogliere. Aggiungendoci poi con una serie di operazioni di contorno ( vedi il beer gloss che è una riedizione scopiazzata del profumo spray all’aroma di Burgher King fatto da Bogusky ).
      That’s all folks.

      • Good! says:

        Ne avevo sentito parlare. Quindi idea del cliente….

      • Santippe says:

        Non sapevo ma non mi stupisce in fondo l’idea è giusta, ma tanto naive.
        E ora tutto torna, date retta a me quella era, ed è, la banda del buco.
        Che ha fatto incetta di leoni, ma sono più furbetti che bravi veri,
        e dormono con gli annual sotto il cuscino…

      • Walt says:

        Il profumo all aroma di burger king a sua volta è stato copiato paro paro da una storia di paperone di 25 anni fa in cui archimede inventava uno spray al sapore di carne da spruzzare direttamente sul pane. Vista coi miei occhi.
        Sicuro che il grande Alex l’ha presa da lì.

    • Alfonso Luigi Marra says:

      Nella sezione film non ha mai scorato alto, e se togliamo le ladrate Halls Mentoliptus
      ( fake fatto in casa ) e Fitosonno ( fake fatto in casa ), l’unico bronzo vero l’han preso col cane per i ciechi Heineken, l’unico film HK di livello, sugli altri, specialmente l’ultimo stendiamo un velo miliardario pietoso

  23. Posh says:

    il giurato italiano era Ted e l’anno era forse il 2007. entrarono 8 o 9 radio italiane e Vicky Gitto vinse un bronzo con un radio Aspirina. Erano anni in cui facevamo belle robe…ma sembra un secolo fà…..

    • Zizzania says:

      La ragione sta nel mezzo. Chiedete in giro quanti non pubblicitari abbiano visto o sentito parlare dello scherzo di heineken. Nessuno. Provate, non sto scherzando. Per quanto riguarda Cannes ci marcia su molto su sta cosa delle multi sotto sopra categorie per spillarci soldi. L’idea era da Leone d’oro? Assulutamente si. Da 8 Leoni? Bah. (specifico che questa è una critica a Cannes che scorpora ogni anno le categorie, ovvio jwt non centra nulla)
      Quei 18 possono comunque essere sintetizzati in 4 o 5 che comunque la rendono la miglior performance di un’agenzia italiana. Quindi tutti abbiam ragione.

      • bad boy says:

        infatti ragazzi parliamoci chiaro: ssi parla tatno di questenuove operazioni, eventi flash mob, ecc ecc… ma se non ne parlano i tg i giornali classici ecc il ritorno è pari a zero per il cliente. che vi sia chiaro. poi si uà fare il bel montaggio per vincere i premi, ma alla marca e in vendite nonservono davvero a niente.

      • Corvo Joe says:

        Bad Boy la tua visione limitata e’ tipica dell’Italia e della sua arretratezza in campo pubblicitario! Lo scopo di queste operazioni e’ quello di creare un bel case movie che si diffonde in rete! E’ logico che l’operazione in se’ viene vista da pochi, ma se l’idea e’ davvero cool il video diventa un viral!
        Solo un paio di esempi:

      • Mastro Birraio says:

        Non è comunque il caso di heineken apparso due orette sul sito di gazzetta solo perchè c’era il giornalista super tifoso del milan tra le vittime. Poi silenzio totale, tranne per quanto riguarda i blog e contatti dei pubblicitari. Che comunque sono in target. Quindi boh.

    • Croisetta says:

      Era il 2006 e fu l ‘anno record per l’Italia.Maestri in tv muovendosi alla grande porto’ a casa se non sbaglio 10 shortlist e vari leoni.Peobabilmente il giurato italiano migliore degli ultimi anni,risultati alla mano.

    • Mister Bayer says:

      Vero,peccato che aspirina fosse un fake palese.ma almeno di buon livello creativo.

    • bad boy says:

      infatti dicevo questo, caprone. tu sei limitato. nncapisci che cmq anche le visioni e i mi paice su facebook sonofutto di amici di amici ecc…

      stiamo dicendo la stessa cosa e cmq auditorium in rete nnsela è cagata nessuno osbaglio?

  24. Corvo Joe says:

    @Mastro Birraio: beh non direi che il case movie non e’stato visto. Ho controllato vari links con il video e se sommi le visualizzazioni si arriva intorno alle 600’000. non male! Non penso che tutti erano pubblicitari!
    poi ancora a parlare di radio e stampa…Le categorie piu’ sfigate dei festivals!

    • Mastro Birraio says:

      Mah, se sommi che giustamente ha vinto Cannes e altri premi che l’hanno resa internazionalmente condivisibile è possibile che siano tutte visioni di pubblicitari.

      Te fai conto che bastava mettere un logo qui per fare una cosa molto piu’ virale:

      Giusto per far capire quanto valgano i nostri “capolavori” per la gente la’ fuori.

  25. Santippe says:

    Come no,
    550.000 le avran fatte Bertelli&Boccassini e il loro clan di adepti
    con lui al tamburo e lei allo scudiscio…
    ah aah ah aah ah!

  26. Ucci ucci Cristianucci. says:

    Me li vedo,assatanati di premi e schiavizzatori dei “prescelti “ di turno.Mentre il resto dell’agenzia lavora sui clienti che pagano lo stipendio a tutti,loro compresi.Narrano in JWT di scontri decisi tra Maestri e Boccassini che urlava “sono la migliore art director italiana” e poi si sfogava insultando creativi e account che le capitavano a tiro.Poi tornava a fare fake Muf e Heineken 23 ore al giorno.Uno dei casi più incredibilmente sopravvalutati,e sicuramente NON un direttore creativo esecutivo!

    • lo psicologo risponde says:

      La megalomania è una grave forma di psicopatia.
      In relazione alla megalomania, riporto: “Gli psicopatici abusano della propria autostima. Pensano di essere al centro dell’universo e vedono se stessi come esseri superiori, appaiono spesso supponenti, prepotenti ed arroganti. Si aspettano grandi ricompense per gli sforzi compiuti, si offrono per lavori importanti, nonostante le qualifiche carenti, l’autorità richiesta nonché i privilegi al di sopra del loro rango, e sono ingrati di ogni ricompensa o beneficio. Non è raro per gli psicopatici descrivere le loro vittime come deboli, esseri inferiori che meritano di essere sfruttati. Spesso affermano di avere grandi obiettivi nella vita e credono di poter ottenere tutto ciò che vogliono. Oltre a queste affermazioni irrealistiche, dati i loro trascorsi di irresponsabilità, mostrano poco apprezzamento per il duro lavoro, la disciplina, la dedizione, e il talento necessario per realizzare le proprie ambizioni. Gli psicopatici sono senza vergogna e danno la colpa a tutti e tutto, mai a se stessi, per i loro fallimenti: la sfortuna, un sistema ingiusto, colleghi che non offrono sostegno, ecc.”
      Con buona pace dei “prescelti”, per altro ingrati, inferiori ed è pure colpa loro.

    • Exditurno says:

      Nella rimanente 24 ora.
      Invece insultava ad alta e viva voce il consorte davanti al reparto.

  27. 5 Lions says:

    Dai che ora portano da Cannes i 5 ori che hanno promesso e per i quali stanno schiavizzando due reparti creativi sottopagati. Ma meno male che arriveranno questi 5 leoni, così almeno si consolano di tutte le gare perse! (un po’ più di 5)

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