Adci Awards: cose buone e cose meno buone.

È opinione comune che il sistema di votazione degli Adci Awards sia stato migliorato. Potete leggere commenti positivi sia sulle fanzine sia sul blog dell’Adci. Il voto palese, le giurie allargate e l’apertura a professionisti esterni al Club hanno portato nuovo entusiasmo e un clima molto più disteso.

Gli studenti hanno prodotto lavori di qualità.

Adci Awards – short list categoria Studenti

La shortlist dei film a mio parere è di buon livello e rispecchia la rilevanza di cui tanti parlano.

Perfino Gitto è stato un presidente ineccepibile: dicono che non abbia spinto i suoi lavori in alcun modo.

Dove invece le cose non hanno funzionato al meglio è nella categoria stampa. Ma questo era immaginabile in quanto rimane pur sempre la categoria regina dei fake.

Shortlist stampa&affissione

Ricevo e pubblico la lettera di un direttore creativo che ha preferito restare anonimo.

“Ciao Donald,

comincia il rosario delle shortlist ADCI e quello delle stranezze. Premetto che sono convinto che tecnicamente quello di quest’anno sia il miglior modello che abbiamo da anni per le votazioni. tuttavia, a quanto pare, questo non impedisce che, seduti a tavolino non ci si possa spartire ingressi e premi da buoni amici, con qualcuno che fa la parte del leone e gli altri che si prendono le briciole.

Non si tratta solo di una questione numerica (seppure qui ci aggiriamo intorno all’80% della selezione fatta in modo da accontentare i giurati), né soltanto dei fake (un buon 50% di queste campagne) ma anche qualitativa. Alcuni lavori parlano da sé: Lascio la lista qui sotto a parlare.

Giuria Stampa e affissione: Serena Di Bruno, Selmi Barissever, Stefano Rosselli, Francesco Guerrera
, Luca Albanese
, Bruno Vohwinkel
, Luca Pannese
, Gaetano Del Pizzo,
 Valerio Le Moli
, Paolo Cesano
, Cristiana Boccassini.

Shortlist e premi Stampa e Affissioni: Puff Dixan (tre soggetti) Valerio Le Moli, Mini (6 soggetti) Bruno Vohwinkel (BCube), Club Crasher (Mc Cann) Gaetano del Pizzo, 5 min di vacanza (due soggetti) Cristiana Boccassini, Formiche e scarafagg (tre soggetti) Cristiana Boccassini, Brioschi (tre soggetti) Stefano Rosselli (Leagas Delaney), Zengarin (Leagas) Stefano Rosselli, Hello reality (Lowe) Luca Albanese, Impresa Italia Google (TBWA) Francesco Guerrera, Imodium (JWT) Paolo Cesano, Fitosonno (Jwt Roma) Paolo Cesano, Johnson&Johnson (Jwt Roma) quindi Cesano”.

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Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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124 Responses to Adci Awards: cose buone e cose meno buone.

  1. Posalaquaglia says:

    Concordo, meglio i ragazzi dei senior, che non hanno perso – vedo – il vizietto di lodarsi e imbrodarsi tra loro. La short list in effetti parla, e non pronuncia belle parole.

    Però qualcuno dovrà pure insegnare a tanti junior che forse non è il caso di copiare le buone idee straniere… e che anche andare a cercare quelle prodotte agli antipodi per sperare di farla franca, non è un bel sistema.
    Questo plagio della campagna ambient Levitra Bayer del 2004, per esempio, è imbarazzante; e imbarazza ancor di più constatare che nessun senior/selezionatore se ne sia accorto (quella di Levitra by McCann Australia è stata una delle campagne ambient più premiate degli ultimi 10 anni…).
    Peccato, anche in questo caso cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa.

    [URL=http://imageshack.us/photo/my-images/138/viagrasbarra.jpg/][IMG]http://img138.imageshack.us/img138/7862/viagrasbarra.jpg[/IMG][/URL]

    [URL=http://imageshack.us/photo/my-images/842/levitraerectiledysfunct.jpg/][IMG]http://img842.imageshack.us/img842/348/levitraerectiledysfunct.jpg[/IMG][/URL]

    http://www.coloribus.com/adsarchive/prints/levitra-erectile-dysfunction-treatment-erection-5822755/

    (spero che le foto si vedano direttamente, se no vi toccherà smanettare copiaeincollando i link, a meno che Donald venga tecnicamente in soccorso :) )

  2. Zante says:

    Tutta qui l’analisi?
    Purtroppo da che mondo è mondo i giurati si condizionano l’un l’altro nelle giurie. Ciò detto non si può avere nulla da eccepire per l’Oro Durex, e su tanti altri lavori da te accusati “di scambio”.
    Ad esempio “Puff” di Lemoli meritava un premio. Fake come le altre, ma con un bel pensiero.
    Le case sospese in aria esiste giù uguale uguale. E anche Fito sonno mi sa tanto di omaggio al trapano Boccassini.

    • Il Pazzo says:

      Ma che si godano le loro shortlist del piffero. Fanno pena e tenerezza i (direttori) creativi che ancora pensano di esser dei fenomeni perché vincono con dei fake che non riuscirebbero a far inserire da un cliente nel piano media neanche sotto tortura (perché incapaci di farlo, non perché l’idea non meriterebbe).

      In Italia non mancano i bravi creativi, mancano i grandi professionisti. Se ci fossero tutta questa shortlist ce la ritroveremmo sui quotidiani e non SOLO sugli annual.

      Si parte già con l’idea: questo il cliente non lo farà mai ma facciamolo noi per i premi.
      Tutto questo è molto triste.

    • aufklaerung76 says:

      Zante che qualcosa di bello ci sia capitato in mezzo, anche per sbaglio, mi pare normale. è il modo che fa impressione. Vogliamo parlare dei cinghiali di brioschi che vediamo da quattro anni, ormai? O della cremeria, un annuncio di una vecchiezza imbarazzante?

    • Robespierre says:

      Il festival del mi presento, mi giudico, mi premio.
      Tutto è cambiato per non cambiare niente.
      L’oro è discutibilissimo, metà delle stampe puzzano di fake, penoso.
      Ancora una giuria ADCI svuotata di ogni spessore, o carisma, o utilità.

  3. Insonne says:

    Queste giurie sono meglio di quelle scorse. Primo dato di fatto.
    Queste giurie sono ancora migliorabili, senza stravolgerle. Secondo dato di fatto.

    Subito la giuria stampa era sembrata ad altissimo rischio. I nomi parlavano da soli. Guardate i loro portfolii e fatevi un’idea.

    Qui sta l’errore secondo me di queste giurie: la nomina del presidente e la scelta (del presidente) riguardo ai giurati.

    Nelle interviste si leggeva (non testuale): ho scelto grandi professionisti che conosco personalmente, persone di cui mi fido e riconosco il valore, amici insomma.

    Grazie al cazzo, son bravi tutti a fare la giuria di amichetti. Per il futuro mettete nella stessa giuria anche persone che non si conoscono per dare un valore aggiunto alle votazioni.

    Sembra che in altre giurie adci sia stato fatto. La stampa purtroppo ha perso un’occasione.

    • clap clap says:

      Non era nemmeno tanto tra le righe, nelle interviste ai giurati. Giurie allargate… sì, agli amici degli amici, come del resto ha sempre funzionato prima di una qualsiasi ranking list.
      Ottima di per sé la modalità delle votazioni, pessima e peggio di prima la modalità di selezione di giurie e giurati.

  4. S. says:

    D’accordissimo con l’anonimo direttore creativo. Si sono spartiti tra loro metalli e short. Non siamo a livello di sospetti o congetture: i dati riportati sono eclatanti e inconfutabili. E scandalosi. Ho scritto le stesse cose sul blog dell’Adci ma ovviamente non mi hanno pubblicato (ora diranno che il mio post era anonimo, ma quando fa loro comodo pubblicano anche interventi anonimi). Coda di paglia evidentemente. Bisogna al più presto rimettere le mani al regolamento e stabilire nuove regole di votazione e composizione delle giurie. E annullare queste votazioni vergognose da prima repubblica mangiona.

    • Gianni Lombardi says:

      Caro S. tre domande:
      1. Chi mi dice che quello che ha scritto “ho visto molti fake” in un commento anonimo sul blog ADCI sia proprio tu?
      2. Secondo te se UNA PERSONA QUALUNQUE (perché un anonimo è per definizione “una persona qualunque” che non si sa chi sia) scrive qui o sul blog ADCI “ho visto molti fake” senza dare ALCUNA INDICAZIONE noi dobbiamo immediatamente scattare sugli attenti e partire immediatamente con indagini in tutte le direzioni?
      3. Chi è che ha più coda di paglia? Un consiglio direttivo e dei giurati che ci mettono il lavoro e la faccia, o uno che firma un commento “S.”? :-)

      • Inutile says:

        E’ inutile, non capirai mai la funzione di questo spazio, torna sulle fanzine con nomi e cognomi.

      • Salvatore says:

        Gianni tu hai ragione, ma anche torto. Essere sordi dinnanzi alle proteste seppur anonime non premia. Non dico agire a comando, ma insidiarsi un dubbio per un’autoanalisi si. Secondo il tuo ragionamento non ci sarebbe stato nessun Watergate.

      • Gianni Lombardi says:

        Errore grossolano, Salvatore. Il Watergate c’è stato proprio perché le denunce erano documentate e circostanziate.

        Qui molti si aspettano di poter scrivere una lettera anonima ai carabinieri dicendo “i miei vicini sono dei ladri” :-) Come fanno i carabinieri a intervenire se non gli dici chi sei, chi sono i tuoi vicini, e quali prove hai (o almeno indizi circostanziati) delle loro attività criminose?

      • Salvatore says:

        Qua mi sa che manca solo il “chi sei” delle tre domande. Le altre due sono i nomi qui sopra, e i sospetti riguardano le campagne premiate. Ora sta a quelli del Washington Post andare avanti, o lasciare perdere. Spesso la gente non ha i mezzi per controllare i piani media, che deve fare? Farsi andare bene tutto? perché l’adci non fa una ricerca su tutti i vincenti a prescindere, solo per dare credibilita al loro premio?

      • Gianni Lombardi says:

        Salvatore di nome ma non di fatto:

        “quelli del Washington Post” hanno servito la pappa pronta al cittadino onesto che se ne stava in poltrona a leggere tranquillo perché l’anonimo “Gola Profonda” FORNIVA LORO DATI, DOCUMENTI E INFORMAZIONI ATTENDIBILI oltre che VERIFICABILI.

        Qui invece molti pretendono di starsene comodi a casa o in agenzia, scrivere un commentino, sparare due numeri a caso, e vedere che gli altri scattano agli ordini per colpire ogni presunto fake della loro fantasia.

      • Inutile says:

        Questa non è la sede di un tribunale. Non ci sono prove da esibire, liste di testimoni, ecc. Non bisogna dichiarare la propria identità, giurare sulla Bibbia o sugli uomini, ecc. Bisogna solo dire le cose e rappresentare una realtà che fa schifo. Chi se ne frega se chi lo dice è anonimo, che cosa cambia?

      • Gianni Lombardi says:

        Inutile: nel nostro lavoro, ovvero nel TUO lavoro (se fai il pubblicitario) la forma è sostanza.

        Non si può mettere un testo qualsiasi impaginato in qualche modo per fare un annuncio pubblicitario.

        Allo stesso modo non si può scrivere un commento qualsiasi con uno pseudonimo qualsiasi e affermare di “aver rappresentato la realtà”. Solo uno stupido afferma una cosa del genere.

        Se sei convinto di quello che hai scritto, sei inadeguato come persona, come cittadino e anche come pubblicitario.
        In altre parole, sei un ignorante e incompetente.

        E devi anche ringraziarmi per avertelo detto, così hai finalmente scoperto uno dei tuoi principali problemi.

      • Posalaquaglia says:

        Eh, no: fermati un attimo, Gianni.
        Io non sono nessuno per dirtelo (e per di più sono solo un anonimo), ma firmarti con nome e cognome, e metterci persino la faccia, non credo ti autorizzi a insultare la gente.
        Capisco che la figuraccia che l’ADCI sta facendo ti bruci un tantino, ma credo che la forma sia sostanza anche nei modi di fare; che ne dici?
        Non mi pare di avere ancora letto da parte tua una giustificazione pertinente circa le strane coincidenze tra giurie e short list, e neppure su plagi o “similitudini”.
        Solo difese generiche e – appunto – apprezzamenti personali gratuiti.
        Forse è meglio se indirizzi le tue indubbie capacità per argomentazioni meno aggressive e più concrete.
        Ad maiora.

      • Inutile says:

        Gianni Lombardi: stupido lo dici a qualcun altro, io non offendo nessuno. Ho scritto chiaramente “bisogna rappresentare”, non che si possa “scrivere un commento qualsiasi con uno pseudonimo qualsiasi e affermare di aver rappresentato la realtà”. La differenza è enorme.

      • Inutile says:

        Posalaquaglia, hai davvero ragione, le risposte “ufficiali” a firma di Gianni Lombardi sono un bel mix tra insulti, apprezzamenti personali (anzi, deprezzamenti), difese vaghe e generiche. Neanche un timido “Eh be’, scusate, forse è meglio che controlliamo un po’ questi lavori, magari ci è scappato un piccolo fake, sono cose che possono capitare,
        aiutateci, ecc. “. No. Come i politici che rubano e se li scoprono attaccano i giornali, si dichiarano vittime di
        un attacco mediatico. Con tutti i meritevoli sforzi di Guastini, anche l’ADCI è un pezzo di questa Italia cialtronella.

      • Gianni Lombardi says:

        1. NON si possono fare apprezzamenti personali nei confronti di anonimi,

        2. Il punto è che le anche le denunce devono essere circostanziate.

        Premettendo che io ho punti di vista molto diversi dai suoi, la denuncia di Giovanni Pagano a proposito di Durex è circostanziata. Dire invece semplicemente “ho visto tanti fake” NON è una denuncia e NON serve a nessuno.

        3. Infine l’ho già detto mille volte, il mio parere personale è che quello dei fake sia un NON problema. Sbaglio? Può darsi, ma io la penso così.

    • Jesus says:

      Penso con tutto il tempo perso per rispondere a questi attacchi anonimi si poteva prendere il telefono (l’ADCI perche’ il premio porta quel nome) e chiamare agenzie e fornitori per avere il piano media di quelle campagne (solo le premiate ovvio). In un colpo solo si sarebbero zittiti tutti e sarebbe stata una prova di serieta superiore ad ogni commento.

      • Anonymous says:

        Gianni, proprio non capisco perché in questa tua lotta estenuante all’anonimato (e a ogni detrattore dell’ADCI) tu non riesca mai a prenderti 5 minuti anche per rispondere alle accuse reali. Cosa pensi di quello che è successo nella categoria stampa? 12 entrate tra premi e shortlist a gente che era in giuria, secondo te, sono una casualità? È che c’erano i più bravi e quindi era inevitabile? Tu, che ti fai sempre portavoce del club, come la pensi? Verificherete? Sei d’accordo con la regola “basta un’uscita” o vorresti fosse cambiata? Partecipa con noi alla discussione! Ascolteremo la tua opinione anche se non sei anonimo. :)

  5. Penguin says:

    Ovvio che un Presidente di Giuria che deve nominare altri 9 membri chiamerà conoscenti e amici. E a quel punto è ovvio che si voteranno tra loro. Meccanismo di composizione giuria assurdo e da rivedere. Aggiungo: molto più del 50% di fake purtroppo. Ora aspettiamo le altre categoria. Ma se il mattino si vede dal buongiorno…

  6. un po' per uno says:

    dall’elenco manca l’inguardabile campagna del flipper di Sky, che essendo Sky presumo sia di United: il giurato mancante. e il cerchio si chiude.

    • Insonne says:

      United non iscrive. Per me potrebbe essere un Le Moli. O quantomeno un M&C Saatchi. I conti tornerebbero comunque.

      Tra quella e la regina non so cosa sia peggio, le altre onestamente mi sembrano comunque meritevoli (magheggi a parte).

  7. Spergiurati says:

    Il Trota e Rosy Mauro non avrebbero fatto di peggio.
    solito scandaletto all’italiana.

  8. ACDC says:

    Avete presente la campagna dello scorreggione di Leagas? Ecco, il prodotto nemmeno esiste. Sfido chiunque a trovarlo su google o altrove. Dev’essere la nuova frontiera dei fake: si inventa non solo l’annuncio ma anche l’azienda.

  9. statistico says:

    In tutto, nella stampa: 12 fake e 5 vere.

    Forse una riflessione su questo è meglio farla.

    • Silvio says:

      E quando uno solleva il problema sul sito adci appena diramate le convocazioni viene subito additato come infamante. Ma cazzo: li avete visti i portfolii di questa gente? Quando si sceglie una giuria sarebbe bene che i signori diffondessero come prova di professionalita come e dove sono uscite le loro campagne. Un po’ come i parlamentari dovrebbero avere la fedina penale pulita. Ah, ma siamo in Italia? Scusate me ne ero scordato.

      • Gianni Lombardi says:

        Silvio, è evidente che non sai neppure leggere l’italiano. Nel link che indichi io stesso ti ho scritto:

        “Bene “Silvio”. Allora visto che sei così bravo a contare, se vedrai premiati o selezionati dei “fake”, manda una segnalazione circostanziata e firmata in modo da consentirci di verificare. Puoi anche venire come osservatore alle giurie.

        Naturalmente se non ti presenti alle giurie oppure le tue segnalazioni sono vaghe, indeterminate e prive di qualsiasi prova o documentazione come questa, potremmo anche pensare che forse non sono segnalazioni serie.”

        Hai delle segnalazioni da fare? Falle. Altrimenti sei solo un chiacchierone.

  10. Class Action says:

    Come previsto dal regolamento ADCI, si possono segnalare al segretario ADCI e al presidente delle giurie ( Gitto ) tutte le campagne sospette di essere state pianificate appositamente per i premi, senza un vero piano mezzi coerente all’importanza del prodotto e della campagna. Il club attiva in questo caso una richiesta di giustificativi che devono supportare la buona fede della campagna iscritta.

    Oltre alla stampa tutta finta a parte Ikea ( brava Aragno ),
    Findus, Brioschi, la Scala, Corriere della Sera e Impresa Online, c’è anche la tv da segnalare.

    Sono fake nel senso di non essere mai state sostanzialmente
    pianificate:

    Fitosonno e Repubblica (In pochi istanti può cambiare la storia – Gruppo editoriale L’Espresso)

    Quindi visto che gli strumenti esistono scrivete una mail a Guastini e Gitto, copia Gabriele Biffi segnalando quelle campagne per cui richiedete documentazione.

    • Dario Marongiu says:

      Il flipper di Sky è un lavoro vero, lo trovate anche nelle migliori sale giochi. Insert coin e divertitevi!

    • informato says:

      Repubblica non è affatto un fake. è uscita eccome, con tanto di stampa. L’Espresso come è noto non pianifica mai, e dico mai, molta tv; ecco perché è possibile che non l’abbiate vista. Ma la campagna è verissima, non sparate stronzate in libertà (o al limite fatelo pure, tanto per quello che vale): fa male al fegato.

    • piano, media says:

      tanto sono finti anche i giustificativi. c’è gente che come contatto cliente mette il cell dei parenti.

  11. L'anonimo says:

    Non permetterò più alla mia agenzia (piccola) di iscrivere lavori all’adci. (mia agenzia, nel senso che sono uno dei soci…) Questo perché mi spiace, ma non credo più nel lavoro dell’adci. Le giurie saranno migliorate, ma mi sembra che la situazione sia sempre la stessa. Ho visto negli ultimi anni, non entrare in short list, lavori fatti da noi, che permettetemi di dire con umiltà e 20 anni di lavoro alle spalle, erano almeno da shortlist! (e non ho detto da cono!) eppure nulla. Campagne che hanno funzionato, elogiate da clienti e da consumatori, nemmeno in shortlist…Negli anni, ci sono state volte che si sa, si è molto convinti del lavoro, ma poi si impara a riconoscerne i difetti, ma non è questo il caso. E immagino che come le “mie” campagne, ce ne siano altre. Ma chi siamo noi? Una piccola agenzia, con nessun iscritto all’adci (ma un paio di persone 10 anni fa lo erano…) che non è degna di nota?
    Mi spiace caro Massimo, così non va e io me ne esco, (anzi non ci rientro).
    Segnalare all’adci le campagne face? Ma ci stiamo prendendo per il culo? L’adci non lo sa? Ma che cazzo state dicendo tutti, ragazzi il salottino è piccolo, qui si sa anche se uno ha un attacco di emorroidi e voi mi venite a dire che l’adci non conosce i fake?
    La realtà, è che l’ADCI non ha più la capacità di giudizio e dirlo, mi spiace tanto.
    (l’anonimato ovviamente mi serve per far si che la polemica inizi e finisca qua, non mi interessa portare avanti inutili battaglie).

    addio.

    • Gianni Lombardi says:

      “L’anonimo” della piccola agenzia, se il tuo lavoro è stato vittima di pregiudizi o errori, perché non lo posti qui o su un altro blog per sottoporlo alla “vox populi”?

      Sono sicuro che, se merita, molti commentatori anonimi lo applaudiranno e magari qualche giurato farà anche autocritica. Oltre a dare meritata visibilità alla tua agenzia.

      • L'anonimo says:

        Gianni, hai ragione e sono sicuro anche io, ma allo stesso tempo, chi si mette in prima fila diventa anche facilmente attaccabile e io non ho le forze ne la voglia, sarò un po’ ipocrita. Ma mi viene in mente un altra soluzione, ma se invece l’ADCI pubblicasse tutti i lavori iscritti? Non mi sembra che siano un numero tale di lavori da richiedere lo spazio dei server di google. Perché non pubblicare online, in una sezione “scartati” tutti i premi iscritti? Tanto i formati digitali li avete, un account su un flickr pure….allora si che sarebbe la vera “vox populi” e non un processo/difesa.
        Non ci sarebbero accusatori (come me) ne difesa ma almeno sarebbe chiaro una volta per tutti, cosa è stato scartato dai giurati. Caro Massimo, caro Gianni, perché non iniziare a farlo subito, invece di rimandare? Sono anche sicuro, che su questo stesso forum, si troverebbe qualcuno disposto a fare il lavoro tecnico gratuitamente.

      • Gianni Lombardi says:

        Potrebbe essere un’idea. Ti posso anticipare che il rifacimento del sito ADCI prevede uno spazio analogo con la pubblicazione di lavori in onda o di recente uscita, caricati a cura dei soci.

        I problemi tecnici comunque non sono banali, perché coinvolgono una gestione di database che non sempre è semplice. Una cosa che prevista sin dall’inizio in un database creato ex novo magari è semplicissima, può essere un problema da implementare su un database esistente o su una struttura “legacy”.

        Se scrivi la proposta in un commento sul blog*, oppure se mandi un’e-mail, anonima o firmata a gianni.lombardi @ adci.it, la sottopongo al consiglio.

        * Se la tua agenzia ha un IP fisso e non vuoi essere individuato, scrivi da una connessione privata come Fastweb o Tiscali.

    • Class Action says:

      Se tutti segnalassero via mail le richieste di verifica sulla pianificazione quelle campagne che ho citato verrebbero controllato, ma è necessario che qualcuno lo faccia e non si lamenti e basta.

    • Inutile says:

      Da quello che capisco il meccanismo è questo: si iscrivono mille fake, poi se qualcuno protesta con denunce circostanziate con tanto di nome, firma, foto segnaletica ecc. magari possono pensare di toglierli, altrimenti tutto rimane come prima. Come se per un omicidio si aspettasse la denuncia dell’ammazzato.

  12. Robespierre says:

    L’oro stampa a Durex, mi pare assai esagerato.

  13. Robespierre says:

    Leroy Merlin, vale più di Burn.
    Probabilmente sì, sa meno di figlio in provetta.

  14. Salvatore says:

    Il problema sono determinate persone. Ossessionate dai premi e premietti che finiscono in giuria e cedono alla tentazione. Ma a che serve?

    Tutti noi sappiamo che questi signori si sono distribuiti i premi, quindi paradossalmente ne escono con la reputazione peggiorata (per l-ambiente creativo).

    Ai clienti non gliene fotte niente delle shortlist all’adci.

    Ai network internazionali in ottica assunzione non gliene fotte niente delle shortlist adci.

    Quindi a meno che un fake non produca anche leoni o altri premi rilevanti ovunque, fare comunella per portarsi a casa le briciole dell’ADCI non conviene.

    Tutti i suddetti giurati, presidente di giuria in primis, ne escono proprio con una bella reputazione. Meglio rifletterci la prossima volta.

  15. Robespierre says:

    Quanti soggetti stampa sono lì per un trattamentino, più o meno alla moda e non un’idea? Troppi.

  16. area_c says:

    gesù santo, Leroy Merlin è una scopiazzatura colossale di Bring it to life di Guinness. l’unico merito che ha è di essere veramente andata in onda.

    • Robespierre says:

      Mah, uno (Guinnes) è un colossal, un’elegia alla natura, l’altro è un elegia al bricolage, non vedo il nesso, forse lo stile registico, forse, mi paiono su due piani assai diversi

  17. Ernesto Spinelli says:

    Fra i premi e le shortlist già annunciati, ho solo qualche dubbio sul bronzo, nella categoria TV, a Polo Volkswagen. Sui fake stampa invece ho un’opinione diversa dal direttore creativo anonimo (e se anche i direttori creativi vogliono restare anonimi, forse un problema c’è). Gli annunci mi sono piaciuti. Il fatto che le aziende non credano nella creatività e non pianifichino le idee migliori, dipende, secondo me, da una mancanza di fiducia e da una ormai abissale distanza tra pensiero creativo e investitori. Forse i creativi dovrebbero uscire dai loro reparti e rapportarsi direttamente ai clienti? Un dialogo con chi investe non aiuterebbe le aziende a credere di più nel lavoro di art e copy? I fake sono il prodotto di un vecchio approccio al mercato della pubblicità e della comunicazione, dove direttori marketing e presidenti delle aziende si rapportano principalmente con i CEO e gli account d’agenzia. E’ urgente creare un link diretto tra marchi e creatività.

    Ho due proposte per l’ADCI: può essere interessante pubblicare una pagina web, con tutti gli annunci iscritti, così gli utenti possono avere il quadro complessivo dei lavori presentati? In questo modo chi ha presentato un lavoro, pagando una quota, anche se non entra in shortlist e non viene premiato, è ripagato da un minimo di visibilità. Si potrebbe così evitare delusioni dovute a un senso di inutilità della propria partecipazione agli ADCI Awards. Da questo punto di vista, è immaginabile anche, organizzato e gestito in modo trasparente, un premio del pubblico?

  18. Posalaquaglia says:

    Avevo scritto un reply già stanotte, per primo, ma qualcosa nel cyberspazio non deve avere funzionato: probabilmente un meteorite web, dirottato a tradimento da un milite dell’ADCI, ha polverizzato il mio messaggio. Provo allora a riassumerlo.

    Cambiano i suonatori, ma la musica resta tristemente la stessa: tra i senior vedo che non è passata la bella abitudine di lodarsi e imbrodarsi tra loro, per di più premiando i fake, cosa che trovo un distorsione inaccettabile. Se arriviamo a premiare gli autocompiacimenti e gli esercizi di stile, per di più allo scopo di accarezzare l’ego del proprio vicino di cadrega, tanto vale chiudere tutto e arrivederci.

    In quanto agli junior, mi sembra che ci siano dei passi avanti, ma anche un grosso scivolone: la campagna “sbarre” per Viagra è un clone perfetto di una pluripremiata campagna ambient per il concorrente Levitra, creata da McCann Australia nel 2004. Ecco il link:
    http://www.coloribus.com/adsarchive/prints/levitra-erectile-dysfunction-treatment-erection-5822755/

    Sarebbe il caso, da un lato, di insegnare ai ragazzi a non copiare (nemmeno le campagne degli antipodi, non è che essendo lontane restano sconosciute…) e ai selezionatori/giurati di avere un po’ di cultura e di professionalità in più, tanto da riconoscere e non ammettere copiaeincolla così spudorati.
    Non credo di aver dimenticato nulla, il resto è stato già scritto da altri.
    Ad maiora (ma in questo caso tristemente, ad malora…).

    • Giovanni says:

      Quando leggo la parola “copiare” mi girano le palle.
      Ma una sbarra che si alza per viagra ti sembra un’idea così originale? E’ di una banalità tale che può venire in testa a chiunque, quindi è probabile sia già stata fatta. Avessero rifatto Jay-Z Decode o Trillion Dollar Campaign potrei capire il termine “copiare”…

      • Posalaquaglia says:

        Ti girano le palle? Fatti vedere da un urologo.
        Oppure leggiti lo Zingarelli.
        A casa mia copiare significa copiare, e l’ambient di Viagra è un plagio bello e buono, il raffronto è sotto gli occhi di tutti. Per di più è il clone di un’idea che è stata vista e stravista su mille annual.
        Ma, quand’anche fossero ispirazioni autonome (e non ci credo), il problema vero è un altro: all’ADCI nessuno se n’è accorto?
        Se sei un giurato ADCI in incognito, tra un giramento di palle e un altro, prova a chiedertelo. Oltretutto, ammesso e non concesso che sia davvero così banale, allora quella campagna andava proprio selezionata?
        Se invece sei, sempre in incognito, uno dei ragazzini che ha plagiato, prova magari a essere onesto con te stesso. A volte serve.
        E auguri per le gonadi.

      • Giovanni says:

        @Posalaquaglia

        “Per di più è il clone di un’idea che è stata vista e stravista su mille annual.”

        Ti stai rispondendo da solo.

        Se una campagna ha un milione di cloni secondo te tutti hanno copiato?
        O è semplicemente una stronzata che ti viene subito in mente? Il problema è il basso livello dei lavori premiati, assolutamente in linea con i lavori dei senior. Quasi tutti giochetti, quindi quasi tutti replicabili un milione di volte e probabilmente già fatti.

      • Posalaquaglia says:

        Sorry ma forse mi sono espresso male io.
        Volevo dire che quella campagna Levitra, ossia quell’idea, e solo quella di McCann Australia, per capirci, è uscita sugli annual più di una volta.
        Nessun altro l’aveva mai imitata, (e forse questo vuol dire qualcosa). Forse vuol dire che questo “giochetto”, come lo chiami tu, non è né così banale né così replicabile a cuor leggero.
        E’ la tua difesa che invece non mi pare troppo fondata, se ti attacchi alle interpretazioni e non all’evidenza…

  19. Anthony Lucia CEO Escada NY USA says:

    Da italiano, molti anni fa emigrato in USA, vi dico che siete patetici. Come dirigente non darei a nessuno dei “blasonati” dell’ADCI, un solo cent per la comunicazione dell’azienda che guido. E credo di parlare anche per il mercato di tanti altri prospect, ai quali voi dovreste dare servizi per l’incremento e la crescita del biz, perchè la comunicazione a questo, mi hanno insegnato anni fa, serve.
    Questi teatrini dell’assurdo, fanno del vostro e anche in parte mia nazione, l’Italia, sempre un posto meno credibile e appetibile. Grazie
    AL

    • Obama says:

      Applauso, ed infatti…già succede che aziende italiane vadano da agenzie all’estero…..

      • Posalaquaglia says:

        Beh, però su certi risultati (vedi TIM Garibaldi, ad esempio) stenderei un pietoso velo.

    • George W. Bush says:

      Grazie a te, ciao.

    • Ernesto Spinelli says:

      Con quello che scrivi, mi sa che di questo teatrino dell’assurdo tu vuoi essere un protagonista. Se il tuo contributo è sputare sui creativi italiani, fai bene a stare all’estero. Una domanda me la farei: perché torni a parlare così dell’Italia? Qualcosa di utile da dire ce l’hai? Altrimenti lascia che questo teatrino da solo diventi un po’ meno assurdo e patetico, tanto per usare le tue parole.

  20. elisa says:

    Valerio Le Moli è un fake. Perché Valerio Le Moli non esiste.

  21. Cambiare tutto per non cambiare niente? says:

    Premiare campagne che non esistono, per clienti che non esistono: la peggior risposta che si potesse dare in un momento di crisi, dove le campagne vere vengono (giustamente) iscritte con il contagocce.
    Così anche la credibilità di chi fa bene come Guastini e altri viene inesorabilmente minata.

    Comunque il mio è solo l’ennesimo commento irrilevante perché scritto da un anonimo, così Lombardi ti ho risparmiato la fatica di intervenire.

  22. Lidocaina says:

    Donald ma conosci già l’esito di badavenue per la categoria digital? Te l’hanno data la shortlist o sei anche tu tra i sottovalutati?

    • Zariba says:

      Pare solo Shortlist.

      • Lidocaina says:

        Ma qualcuno conosce le logiche di giudizio per la valutazione dei lavori nella categoria blog e nanoeditoria?
        In particolare che peso avevano i contenuti rispetto l’impostazione grafica?
        E nel caso i contenuti contassero più della grafica, i giurati avrebbero avuto il tempo di leggere più articoli e farsi un’idea effettiva della direzione editoriale che effettivamente andava premiata?
        Insomma a me sembra poco chiaro come si sia arrivati a definire una shortlist ed assegnare eventuali premi…

    • Not Me says:

      Bad Aveneu è in shortlist nel digital.

      • Yes You says:

        Mi state dicendo che finirà sull’annual un blog con una veste grafica simile?

  23. bad boy says:

    livell bassisimi in tutte le categorie. poi che adci sia un quartierino si sa. ma una pochezza disarmante in ogni categoria.
    nellastampa si sa ci sono fake clamorosi mafa aprte del gioco. fatelialmeno bene. il cinghiale è una idea che funziona su tv ma su stampa nnrende bene e cmq è di 4 anni fa. il prodotto scoregge è unacosa chennsi può vedere. mini nn è nemeo da annual dai. non c’è una stampa di livello inetrnazionale escluso durex xhe però è fake. fate voi.

    nei film peggiochenellastampa, film marginali. e così inogni categoria. la verità? che siamo un paese incaduta libera e faremo solo adattamenti a breve su cose imprtatni.
    non per colpa di noi pubblicitari ma dei marchi italiani che si fanno comprare e che portano la testa all’estero.
    nositiamo qui a inventarci finti prodotti anti peto ed a fare giochi di parle anni 80 con anno a venire…
    ridicoli

  24. Crepapanza says:

    Ma gli adci awards sono premi alla creatività o premi al duro lavoro sui clienti difficili? No perchè se si premia la creatività il discorso dei fake non sta in piedi.
    Certo capisco che inventarsi un’idea e successivamente inventarsi un cliente è scandaloso (ad esempio la campagna delle palestre è pietosa, quella della guerra delle scorregge è un insulto a chi fa questo lavoro, etc etc… ), ma vendere una bella idea ad un cliente vero dell’agenzia è anche quasi un “dovere” dell’agenzia e dei creativi.
    Molto diverso è avere delle belle idee, perchè il problema non è fake o non fake, il problema è campagne belle o meno.
    E possono essere vere su clienti veri (Findus, Antica Gelateria), fake su clienti veri (Durex, Imodium), fake su clienti “fake” (Monocle?), l’importante è che siano belle, con un concetto (rarissimo) e con una bella realizzazione.
    A questo proposito una cosa ridicola di quest’anno sono i premi alle illustrazioni…. che dovrebbero avere una categoria a parte o sbaglio? Anche qui vale il discorso precedente, se sono belle campagne le belle illustrazioni sono un valore aggiunto, ma non possono essere delle discriminanti sulla creatività mediocre.
    Certo fa strano vedere il cinghiale in shortlist sia in stampa che in TV… penso di non dire niente di nuovo se sollevo dei dubbi su questa cosa, al di là dei pareri personali, e stessa cosa vale per FitoSonn… 2 premi, TV e print?
    Insomma credo che il punto non sia fake o meno, mafia o meno, favorini del cazzo o meno, l’importante dovrebbe essere avere un annual bello, con lavori belli e rapprsentativi di una categoria e di un mestiere.

    • aufklaerung76 says:

      Crepapanza, hai ragione, ma trovo che per avere un annual con lavori belli e rappresentativi si debba invece proprio risolvere quelli che tu vedi come problemi secondari. Mi sembra lapalissiano che se il criterio sono i favorini, la mafia, ecc., la qualità passa in secondo piano e ci ritroviamo un annual puntualmente ripieno di merda.

      • Crepapanza says:

        Hai ragione. Purtroppo trovo molto fastidioso avere in un annual italiano un annuncio “stop the gas war” (a proposito di annual di merda), e il discorso su “fake o non fake” mi passa in secondo piano. E finchè esisteranno questi annunci, mediocri, banali, finti, brutti, si potrà solo sputtanare un mestiere.

  25. Banderas says:

    Scusate l’off topic ma non posso,in questo contesto di “eccellenza creativa” ADCI non pensare la nuovo campagnone Mulino Bianco con Banderas .Non so voi ma io trovo allucinante che una grande azienda getti nel cesso decine di milioni per un lavoro come questo con una strategia obsoleta e già vista,un’idea nulla o quasi,un testimonial che non porta valore alla marca e che non c’entra niente con l’italianità del prodotto ma addirittura parla in italospagnolo come il gatto con gli stivali dei cartoon.Non emoziona,non fa simpatia,non dice niente di nuovo.Forse rassicura i Flli. Barilla e i loro managerelli,ma come lavoro di professionisti del nostro mestiere lo trovo un micidiale passo indietro.

    • bad boy says:

      l’idea è quella vincente, meglio delle vecchia.a ttualizzare il mulino in una specie di fabbrica del cioccolato allacontadina è giusta. sbagliatissimo è il testimonial. irritante e stupida è la chiusura rosita sei avanti.
      dialoghi a banderas a aprte, finalemnte però una produzione imprtante fatta in italia. e quindi, ce ne fossero.

    • Robespierre says:

      Er mugnaio de Hollywood, maddai…
      vogliamo parlare della regia moscia quasi da serie B,
      in odore di formaggio pecoreccio,
      forse perché orfana della musa Tilda Swinton?
      O dell’invisibile grande scenografia degna di Tim Burton?
      Degli interventi 3D a livello dei cartoni di Geppo.
      E i dialoghi…
      in un stereotipo infantil-adolescenziale che se lo sente un adolescente vomita
      – “Rosita, sei avanti!” -
      quel copy alla garrota por favor.

      • Quando i mulini erano bianchi era molto meglio. says:

        Volevano spararla grossa e hanno toppato tutto.
        I soliti campi di grano e i soliti bambini belli ma privi di simpatia.Dopo anni ritirano fuori il mulino come location e sperano di svecchiarlo con un po’ di finta magia.Dentro ci mettono un testimonial (cancro della pubblicità italiana e perenne rifugio di chi non ha un’idea) che parla in italo spagnolo,quindi non interpreta un mugnaio,oltretutto molto poco credibile,ma é Banderas in persona.Potevano prendere un attore noto e fargli interpretare il ruolo,invece con delirante leggerezza vogliono farci credere che Banderas fa il mugnaio.Poi i dialoghi sono una copy strategy da scuola elementare mal recitati.”le faccio con le uova fresche” (e vorrei vedere) e “sono perfetti per inzuppare” (Colussi granturchese lo dice da un secolo) e lo fanno dire dai ragazzini,cosa del tutto incredibile.E la battutone è “sei troppo avanti” detto alla gallina.Povera Barilla,questa volta ha proprio toppato e non capisco come possa aver accettato questa campagna.Strategia loffa e ritrita,promessa talmente banale da far sbadigliare,testimonial sbagliato e usato male,bambini antipatici,dialogo non divertente.Regia famosa del tutto inutile.Montagne di soldi spesi male.Non so se fa più rabbia o tristezza vedere tanto spreco e mancanza di qualità.

      • Il mulino di lomazzo says:

        Mi immagino Jane Reeve,che di comunicazioni ne capisce quanto io di astrofisica,dire: “che bello ideo e poi Banderas è così figoso! Adesso si che abiamo lo campagno wow! “Povera JWT, eri l’agenzia italiana più premiata nel mondo e guarda dove sei finita.

  26. Zio Mulino says:

    Meglio produzioni meno faraoniche ma con idee strategiche e creative che il nulla,oltretutto sbagliato,con dentro un sacco di soldi.Scusa Bad boy ma,a parte il tornaconto delle case di prod. che girano questi filmoni,non ci trovo proprio niente per cui gioire.Dialogo penoso,testimonial sbagliato,poca emozione,strategia di retroguardia,serve altro?

  27. elisa says:

    Valerio Le Moli bistratta gli account e odia i gay.

  28. Trebisonda says:

    Paese che vai LeMoli che trovi.

  29. truzzo says:

    Valerio Lemoli è amico di Geppetto.

  30. cicale says:

    Lemoli parla solo in appositi thread.

  31. Pierluigi Barbieri says:

    Ma scusate in questo momento dove tutto puzza di marcio perché ormai siamo ad un passo dal baratro, voi vi scannate per un annual che si e no lo leggete e lo guardate solo voi “creativi”, se veramente volete cambiare qualcosa abbiate il coraggio di farvi sentire non solo questo blog, ma sul posto di lavoro, perché se ci sono dei “falsi” in fondo siete voi ad averli fatti. Le giurie saranno e faranno sempre così.
    Ma scusate chi è questo Lemoli e perché ce l’avete tanto con lui?

  32. Antonella Preziosi says:

    Le Moli giura solo il vero.

  33. Lode says:

    Valerio Le Moli ha fatto 30 ma non ha fatto 31.

  34. Bisestile says:

    Scusa ma non sono daccordo: Lemoli ne ha 30, tutti gli altri ne han 31.

  35. Palomar says:

    Le Moli ha scritto un posto sul blog Adci, in cui però non ci ha spiegato se lo scambio di voti è avvenuto durante la pausa pranzo o direttamente al tavolo della votazione. LE MOLI MA COME CAZZO AVETE FATTO A VOTARE LO SCORREGGIONE DI LEAGAS? Ah scusa, dimenticavo, lui in cambio ha votato voi. E così via. E così via. E così via.

    • elisa says:

      Le Moli fa bruciare il culo agli invidiosi come te.
      E così via. E così via. E così via.

      • Re Fuso II says:

        “Parlano male di me perché sono invidiosi”
        Silvio Berlusconi

      • Teo says:

        Le Moli per i suoi titoli prende ispirazione da tutto ciò che lo circonda, tipo il… PUFF!.
        E le vendite di detersivi si impennano.

        La prossima headline che ammalierà le giurie sarà: SEDIA! oppure PORTA!

        Chi vivrà vedrà.
        LETTO!

  36. Anonymous says:

    Giudici e giudicati sono le stesse persone. What else?

  37. Claudia says:

    Ma scusate, fossi nei giurati mi girerebbero talmente le palle ad essere accusato in questo modo che andrei al piano di sotto o di sopra a richiedere i miei bei piani media e li sbatterei sotto gli occhi di tutti questi chiacchieroni.

    Perché nessuno lo fa? Chi ha ragione? E non nascondetevi dietro “non devo dimostrare niente a nessuno” “o siete solo invidiosi” . Qui è tutto da dimostrare.

    • Anonymous says:

      Ma dimostrare cosa? Se li tenessero i loro premi se li vogliono tanto. Le cose importanti sono altre.

  38. strafottente says:

    Oh, ma alla fine della fiera. Ma chi se ne fotte! Il mondo della pubblicità è pieno di marchette? Ma chi se ne fotte! I pubblicitari fanno campagne solo per succhiarselo a vicenda? Ma chi se ne fotte? I direttori creativi si scambiano i favori pur di vincere premi? Ma chi se ne fotte! Tutto questo nella mia vita e in quella di tutto il resto del mondo, non cambia assolutamente niente. Il mondo non è pubblicitariocentrico. Quelli che contano davvero sono altri. Mi dispiace, ma voi, anzi noi, non contiamo nulla. E sinceramente? Chi se ne fotte.

  39. Cadbury says:

    LeMoli se ne fotte.

  40. Pingback: Culo, cacca, scorregge. | Donald Draper

  41. Il Papa. says:

    Ma ora che è stato dimostrato che Puff era un fake… il giurato LeMoli cosa dice?

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