Lettere a Donald Draper: “Ci sono cose che non si possono comprare. Portfolionight.it non è una di queste” di Arnald.

“Ciao Donald, non ci giro nemmeno intorno: ci siamo comprati il dominio portfolionight.it e vorremmo venderlo all’ADCI.
Siamo avidi? Certo, con questi chiari di luna. ;)
Scherzi a parte. Non vogliamo trasformare il tuo blog in una televendita, ma l’idea del sito ufficiale è giusta e condivisibile, e ti spiego perché.
La portfolionight sarà anche bella, ma dura, appunto, una sola notte.
Su portfolionight.it invece – restando comunque agganciata al .com – l’ADCI potrebbe creare tutorial per i giovani creativi, aprire una sezione stile behance dove far pubblicare il portfolio solo agli aspiranti stagisti e dar loro la possibilità di aggiornarlo. Guastini&Co. potrebbero organizzare esercitazioni online su brief condivisi da più direttori creativi, dando la possibilità ai giovani di cimentarsi con la pubblicità vera anche se non sono ancora in agenzia. Ci piacerebbe farlo noi, ma il nostro mestiere è un altro: arrivare a fine mese. E per una volta non sarebbe male arrivarci pagati dell’ADCI. Non ti pare?”
 
Arnald

link:
www.portfolionight.it
https://www.facebook.com/pages/portfolionightit/358647980835118

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About Donald Draper

Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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41 Responses to Lettere a Donald Draper: “Ci sono cose che non si possono comprare. Portfolionight.it non è una di queste” di Arnald.

  1. Coco Be Aware says:

  2. Il Santo says:

    A me pare questo, citando testualmente dal sito .com:

    Copyright © 2003-2011 IHAVENANIDEA inc. All rights reserved. Portfolio Night™ is a trademark of IHAVEANIDEA inc.

    Quindi penso proprio che o cambiate nome, o cercate un avvocato.

    Ma comunque nonostante la bontà del progetto, mi sembra tutto campato per aria. Volete farlo? Perché parlate al condizionale tirando in ballo Guastini&co.? Fatelo voi, create già la piattaforma, contattate i creativi e coinvolgeteli. Diventate punto di riferimento.

    Ah ma il vostro lavoro è arrivare a fine mese? Ma andate a…

    Così è troppo semplice. Due banner e un nome di cui non avete nemmeno i diritti non vi rendono bravi comunicatori.

    Vi dò un sito che a Londra fa più o meno quello che scrivete qua senza cazzate come domini da vendere e senza elemosinare aiuto. Si sono messi al lavoro è lo hanno creato. E tutti i grandi nomi li supportano perché hanno un senso.

    http://www.youngcreativecouncil.com/about

    Notate la differenza con la vostra propostucola.

  3. uhuhuh…..aspettatevi un sacco di complimenti….eheheh

  4. zatoichi says:

    geni.
    io vi assumerei subito.

  5. senior says:

    Brutti titoli. Niente dominio per punizione.

  6. Fabio Ferri says:

    Se contate sull’ADCI per arrivare a fine mese, mi sa che avete un reparto Account /New Business da rifare.
    La Portfolio Night non porta entrate nel Portafoglio.
    Almeno, non all’attuale Consiglio ADCI.

    Un consiglio:
    Portafoglio night.biz.

    Forse rende di più…

    Fabio (:ciccio
    Ferri

  7. Anonymous says:

    Ragazzi, Portfolio Night è un marchio registrato.
    L’adci paga per usarla.
    Mi dispiace, non avete avuto una grande idea.
    Cercate visibilità in modo più intelligente.
    E magari informato.

  8. Posalaquaglia says:

    “il nostro mestiere è un altro: arrivare a fine mese. E per una volta non sarebbe male arrivarci pagati dell’ADCI”

    Agghiacciante, dalla prima all’ultima parola.

  9. THE CIALTROMETER says:

    Il Cialtrometro segna 99%.

  10. Complimenti per l’iniziativa, Arnald & co. Se non altro perché è un’iniziativa.
    Bravo/i. Ci sono parecchi spunti e ne parlerò alla prossima riunione di Consiglio Adci. Per attuare alcune di queste idee ci servirà, nel caso, una mano da soci e simpatizzanti. Le idee non mancano in questo momento e nemmeno gli incoraggiamenti. Inizia a scarseggiare il tempo. Siamo in pochi e arrivo alla fine di certe giorne stremato. Temo che la colpa sia soprattutto mia. Devo imparare a coinvolgere di più le risorse esterne al Consiglio. Davide Rossi è stato preziosissimo per rivedere la formula dei Giovani Leoni. Ce ne servono altri, e devo pormi l’obiettivo di scovarli, anche se non si auto candidano come nel caso di Davide.

    Non entro nel merito dei titoli, non avrebbe senso. Ma hanno avuto sicuramente il pregio di colpirmi e soprattutto farmi “sgamare” dove andasse a parare l’iniziativa, quando li ho visti ne La Shortlist. Questo benché sia notoriamente “digitalmente ritardato”. Quindi il target l’avete raggiunto. Mi spiace solo che non vi farà diventare ricchi.

    E veniamo al naming. Ho parlato con Sandro Baldoni e Giusi Bonsignore, mi hanno dato il permesso di usare il nome di Enzo Baldoni per una serie di iniziative rivolte ai giovani. Ricordare Enzone e i suoi venerdì open era già un punto del mio programma.

    Il 4 maggio (data quasi certa, c’è però ancora un’opzione per l’11 maggio) avrà luogo “Il Venerdì di Enzo”. I giovani di tutta Italia potranno mostrare il proprio portfolio ai direttori creativi che aderiranno alla manifestazione. Io e il Consiglio supporteremo Mizio Ratti, il consigliere che l’anno scorso fu il project leader della PN9.

    Del resto, io e Mizio, da semplici blogger e grazie all’aiuto di alcuni direttori creativi, organizzavamo la pizzafoglio gratis, prima che la PN sbarcasse in Italia.

    Il Venerdì di Enzo sarà gratuito. La sede ve la comunicheremo nelle prossime settimane. Non era mia intenzione anticipare questa novità, ma Arnald & co ci hanno costretti a uscire allo scoperto in anticipo.
    Invito sin d’ora chiunque fosse disposto a darci una mano: ADCI
    Per favore ci servono anche braccia, letteralmente, non solo “impiegati di concetto”. Lo scorso anno dovetti portare io un sacco di scatoloni pesanti. Mizio è deboluccio ;)
    Grazie, a presto
    ciao
    m.

  11. Nel commento precedente è stato cancellato l’indirizzo email per i volontari. Ci riprovo: info@adci.it

  12. arnald says:

    A questo punto rispondo anche io.
    Tutto è nato dall’email di una creativa in cerca di colloqui. Dicendomi che ogni suo educato tentativo di incontrare i direttori creativi veniva spesso rifiutato, le ho spiegato che spesso i nostri capi sono schiacciati da giornate piene fino all’orlo di cose da fare e che spesso non hanno tempo di occuparsi di altro che non sia strettamente legato al day by day d’agenzia. Anche se trovare nuovi creativi dovrebbe esserlo. la sua risposta fu questa:

    “Sì quello che scrivi lo avevo intuito e lo comprendo pienamente, pur pagandone le conseguenze. Comprendo la mole di lavoro, il rimandare pensando “dopo rispondo” e poi dimenticarsene. Non comprendo invece il fastidio, che pure ho percepito chiaramente. Quello no, non lo giustifico e mi avvilisce”.

    Chiunque abbia cercato uno stage con le proprie forze, sa di cosa stiamo parlando. Al punto che inventare qualcosa di creativo (come per esempio il meraviglioso video postato nel primo commento) diventa, a un certo punto, l’unico modo per farsi accogliere in agenzia per un colloquio.
    Ma il problema di fondo resta: usciti dalle varie scuole e scuolette di comunicazione, spesso e volentieri si torna al punto di partenza.
    L’operazione portfolionight.it è stata pensata in due passaggi. Il secondo a questo punto muore qui, dal momento che Massimo Guastini ha svelato la sua iniziativa, ma ve lo raccontiamo lo stesso.
    L’idea era semplice. Con i soldi della vendita sarebbero state pagate due persone.
    La prima, l’art director che si è prestato a impaginare i titoli, a gestire il sito e la pagina di Facebook, oltre che dare un sostanziale apporto all’idea.
    La seconda, il copywriter vincitore del concorso per il titolo migliore sul brief “Passa da portfolionight.com/9/archives/4682/milan a portfolionight.it.” Titolo che avremmo voluto far giudicare dalla giuria degli ADCI Awards. Con quei soldi, il vincitore avrebbe ottenuto uno stage in un’agenzia tra le più grandi di Roma e Milano che avesse accettato di partecipare all’iniziativa.

    Tutto qui.

    Arnald

    • DC Hunter says:

      Arnald, mi dispiace deluderti ma il 98% dei direttori creativi passa le giornate a postare puttanate su facebook. Non rispondono perché pensano di essere divinità e noi glielo facciamo credere idolatrandoli per dei premi vinti 15 anni fa. Si divertono a farti sentire una nullità sfogliando il tuo portfolio come se fosse una rivista porno (saltando le pagine per cercare la parte migliore). Ormai scrivere a loro è una perdita di tempo, è risaputo che le amicizie ancora contano. E quando li incontri? Gli scenari sono vari:
      - C’è chi ti fa sentire inutile perché non hai avuto la possibilità di girare uno spot “bello”
      - C’è chi ti fa sentire inutile perché magari lavori in una piccola e sconosciuta agenzia
      - C’è chi ti fa sentire inutile perché ancora non lavori
      - C’è chi ti “impone” di rifare lavori perché non sono desaturati del 20%
      - C’è chi lascia intendere che da domani lavorerai con loro e dopo svariate settimane ti dice “Non ci crederai ma hanno bloccato tutto!” (in realtà hanno assunto una persona che costava meno di te o era un loro amico o una tipa con le tette enormi)
      Tutto questo per dirti che in questo mestiere non c’è più niente di romantico. È tutto marcio. Ma continuiamo a lottare, magari qualcosa cambia.

  13. Pingback: Il Grande Venerdì di Enzo. | Il blog dell'ADCI

  14. mizio says:

    Ha ragione chi dice che Portfolio Night è un marchio registrato, motivo per cui il dominio è inutilizzabile.

    Detto questo l’Adci quest’anno organizzerà per gli studenti e gli aspiranti pubblicitari qualcosa di diverso dalla Portfolio Night. Si chiamerà il Grande Venerdì di Enzo. Potete leggere tutte le informazioni qui: http://blog.adci.it/?p=2524

    Il fatto di staccarci dalla Portfolio Night ci permetterà di fare un evento assolutamente gratuito per i giovani. E questo ci sembra già un grande vantaggio.

    L’evento si svolgerà probabilmente il 4 maggio, ma a breve potremmo ufficializzare la data esatta.

    Comunque chi è interessato all’argomento giovani può benissimo darci una mano. È una cosa più facile di quello che si pensa. Scrivete pure a info@adci.it
    Ogni contributo è ben accetto, anzi, ne abbiamo davvero bisogno.

    Per chi si lamenta del fatto che organizziamo tutto a Milano, avrei un’osservazione e una notizia.

    L’osservazione è che Milano, nonostante tutto, è pur sempre il centro della pubblicità italiana (e non lo dico per campanilismo: io non sono di Milano).

    La notizia è che, essendo consapevoli di questo, stiamo cercando di organizzare qualcosa di itinerante. E spero che riusciremo a darvi i dettagli prima dell’estate.

    m.

    • Marco Aurelio says:

      “L’osservazione è che Milano, nonostante tutto, è pur sempre il centro della pubblicità italiana”.

      Sicuro sicuro?
      In base a quali parametri?

      • Er Cipolla says:

        In base ai parametri che siccome che c’è la nebbia, nun vedono unca’.

    • Il Santo says:

      Milano=pubblicità
      Roma=cinema
      (va meglio a Roma anche se certe ultime produzioni…)

      Semplicemente per una questione di sedi aziendali e d’agenzia.
      Non mettetela sul piano polentoni-terroni che è fin troppo banale.

    • Spoon River says:

      Sul fatto che Milano sia il centro non so, in passato alcune grandi (grandi!) agenzie dove ho lavorato a Roma, con i clienti di Roma mantenevano le perdite di Milano, vedi tu… e cmq non è che noi non esistiamo, non ti sto parlando di agenzie di pubblicità in provincia, che so, di Potenza! Ma sono felice che stiate pensando a qualcosa che possa arrivare fin qui, perché qui ci siamo, siamo tanti, e vogliamo unirci a voi per tutte le cose belle che questo lavoro ancora ci può dare. Non ghettizzateci ;)

      • Er Cipolla says:

        Milano=pubblicità
        Roma=cinema
        Non mettetela sul piano polentoni-terroni che è fin troppo banale.

        Ha ragione: evitiamo i luoghi comuni.

      • Posalaquaglia says:

        Nahhh, mo’ si scopre che Spoony è “de Roma”.
        E io che speravo di poterle offrire un “ape” all’ombra della Madunina! :)

      • Spoon River says:

        ahahaha; Posy, sono romana di Roma! Da generazioni. : )

      • Er Cipolla says:

        Posy, ritenta con un bicchiere di vino alla luce del tramonto al Circo Massimo… ;-)

  15. Funk says:

    Io nei miei giri di colloqui (fatti grazie a paccate di mail inviate) ho sempre trovato DC gentili e sono stato tra le agenzie più grosse, ho avuto la possibilità di fare anche più colloqui con i vari DC ed executive nella stessa agenzia e mi hanno dedicato sempre un tempo a mio parere giusto. Devo riconoscere che la storia del “ti assumiamo” e che poi salta tutto da un giorno all’altro è vera, a me è successa 3 volte in poche settimane. Cosa fare? ricominciare a proporsi trovando il modo giusto per farsi notare, il primo prodotto che dobbiamo saper vendere è noi stessi poi il portfolio.

    • sara tommasi says:

      si è vero il primo prodotto che dobbiamo saper vendere è noi stessi. ultimamente bisogna fare cose strane per riuscirci ma questo è il mercato. e si sa il mercato è santo e immutabile e noi lo veneriamo.

      • Il Santo says:

        soprannominarsi sara tommasi e parlare di saper vendere sè stessi è al quanto bizzarro. Tenendo conto che lei lo fa benissimo.

      • sara tommasi says:

        perché bizzarro? perfettamente logico invece

  16. Gianni Lombardi says:

    Se mi consentite una testimonianza concreta e di esperienza reale, sono nato a Milano dove ho lavorato e vissuto fino a 31 anni. Poi, siccome preferisco la provincia, mi sono trasferito prima a Saronno (Varese) e successivamente a Lido di Camaiore (Lucca). Ho lavorato moltissimo con agenzie e clienti di provincia, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Veneto, Marche. Ho avuto occasione di lavorare anche con agenzie e clienti romani.
    Milano è brutta e nebbiosa, in provincia si vive bene ed è bella. Però quando si tratta di lavorare e fare le cose, Milano è anni luce avanti a tutto il resto d’Italia, compresa Roma. La Brianza, a 15 km. da Milano, è già un altro pianeta rispetto a Milano.

    Il grosso della pubblicità italiana si fa a Milano. In ogni capoluogo di provincia italiano ci sono ottimi studi e ottime agenzie pubblicitarie, fra cui almeno una o due ben strutturate per ogni città.

    Però Milano rappresenta da sola almeno il 50-60% della produzione pubblicitaria italiana. È vero, come ha scritto qualcuno, che ci sono agenzie romane più grosse o più redditive della loro consorella milanese, però sono eccezioni, non la regola.

    • Spoon River says:

      La situazione a Roma è un po’ differente, fattelo dire da chi ci vive da sempre e chi ci lavora da più di 10 anni! Il “milanocentrismo” non fa bene. Siamo sempre stati considerati i cugini poveri, ma solo da chi pensa che la Milano da bere esiste ancora e vive e vegeta per i premi e premietti di cui la nostra categoria è riempita per alimentare ego e luoghi comuni…

      • Posalaquaglia says:

        Guardate che la questione è trita, ritrita ed eziamdio :) anacronistica.
        Ormai anche Milano è una periferia di altri centri pubblicitari di elezione.
        Se non dal punto di vista creativo in senso stretto, di certo lo è da quello economico: ormai sono le holding straniere a tenere per le p…. il 90% delle strutture milanesi e italiche.
        (E la conseguenza prima e peggiore è che gli AD si preoccupano più della riga del bilancio di fine mese o trimestre che della qualità del prodotto pubblicitario o della vivibilità in agenzia).

      • Spoon River says:

        Posalaquaglia, è tristemente vero. Vengo fresca da esperienza al centrale all’estero della mia vecchia agenzia multinazionale. Per il centrale noi “locali” siamo numeri e non gliene frega minimamente neanche a loro di troppe cose che per me invece sono importanti. Ecco perché sono felicemente tornata alla base (oltre che per una carbonara come si deve!) e chissenefrega se tutti mi danno della matta…tanto è da una vita che me lo sento dire :)
        Ma quello che succede con questa centralizzazione e le holding straniere nel nostro settore accade dappertutto, è conseguenza di quella che chiamano “globalizzazione”, o mercato libero, o progresso. Secondo me c’è bisogno di un passo indietro o, insieme alla morte della mia amata Europa, il mondo esploderà. NOn c’è più nulla di sostenibile con i modelli che abbiamo.

  17. Patapum says:

    tbwa
    publicis
    saatchi
    ogilvy
    lowe

    queste agenzie in Italia sono tenute in piedi dai clienti della sede di roma.
    Senza di quelli, sai che botto.

    Solo che Milano deve essere sempre “in” per politica. La realtà invece, è che gli sghei non ci sono più sotto la madunina. e questo fa paura

  18. Un piccolo contributo alla interessantissima querelle Milano/Roma (le palle mi si sono scquacquarellate alla terza riga del primo paragrafo) offerto da uno che qualche volta nella vita sta di qua e qualche volta di là.

    Procter, Unilever, Eni, Enel, Poste, Ford, Nissan, Toyota, Renault, Opel, Avis, Hertz, Maggiore, Bnl e banche varie tra cui Unicredit che a Milano ha la direzione generale, assicurazioni, Wind, Alitalia e tutte le compagnie aeree, Algida, Esso, Q8, Api/Ip, Uliveto/Rocchetta, Ferrarelle, American Express, Angelini, Abbott, Pfizer, Sisal. Una parte di Telecom (Impresa semplice e qualcos’altro). Tutti i ministeri. Tanto per dire i primi nomi che mi vengono in mente che sono a Roma.

    Molti a Verona (Bauli, Paluani, VW con tutto il gruppo nel gran palazzo, Glaxo) e qualcosa a Torino oltre Fiat, Ferrero e Lavazza ovviamente.

    Rileggendomi, la domanda che pongo a me medesimo è: ma che cacchio ce vengo a fa’ a Milano du’ giorni a settimana?

    p.s.Il cinema a Roma è morto da un pezzo. Però c’è Boris.

    • Anonymous says:

      In realtà il Consiglio Adci sta lavorando affinché Il Grande Venerdì di Enzo abbia luogo in contemporanea a Milano e Roma, il 4 maggio.
      Paola Manfroni è ben lieta di occuparsene e sono certo che riceverà un grande supporto, anche da chi scrive in questo blog.
      Perché non siete dei chiacchieroni. Vero?
      Grazie in anticipo e buon weekend
      massimo guastini
      (DD mi hai bannato?  non riesco a postare commenti con l’id wordpress. Ma mi succede solo qui.)

    • Brando says:

      Les Matins, il cinema a Roma non è morto. Diciamo che semmai è buttato li così, un po’ “a cazzo di cane”.

  19. Gianni Lombardi says:

    Chiarimento: non intendevo dire che Milano è la città più bella del mondo (e infatti me ne sono andato da tempo). Solo che dal punto di vista strettamente lavorativo è più avanti e più efficiente del resto d’Italia. O almeno del resto d’Italia che ho visto io. Che poi Milano, con il resto d’Italia, sia ampiamente indietro rispetto all’Europa, siamo perfettamente d’accordo.

    Per quel che riguarda Roma: la mia esperienza lavorativa di Roma non è estesissima. Però ho fatto delle riunioni a Roma (al CNR, mica paglia) che mi sembrava di essere nel film “Totò, Peppino, e il portale Internet”. Pregiudizi di un polentone? Può darsi. Però mi ricrederò quando il Ministero dell’Economia abolirà le marche da bollo. Detto questo, io vivrei più volentieri a Roma che a Milano.

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