Si è aperta la stagione dei premi.
Anticipo coloro che commenteranno che ci sono cose più importanti di cui parlare: delle altre cose parliamo in continuazione su Bad Avenue ma è giusto occuparsi anche dei riconoscimenti creativi, ogni tanto, perché ci permettono di comprendere il livello qualitativo di quello che stiamo producendo.
Il premio nazionale più importante, l’ADCI Awards, ha come deadline il 29 febbraio. Quest’anno è stato rivoluzionato il sistema di giuria: non più una giuria unica basata su un ranking dei creativi più premiati in Italia negli ultimi cinque anni, bensì 9 giurie per altrettanti sezioni. I presidenti di giuria sono: Federica Ariagno (film e radio), Serena Di Bruno (stampa e affissione), Nicola Lampugnani (comunicazione integrata), Mauro Manieri (sociale e studenti), Cristina Chiappini (design), Alfredo Accatino (live advertising), Mauro Gatti (digital), Paola Manfroni (crafting 1), Luca Miniero (crafting 2). I presidenti sceglieranno i componenti della rispettiva giuria. Mentre come presidente assoluto degli Adci Awards è stato eletto Vicky Gitto.
Le differenze rispetto all’anno scorso sono diverse ed evidenti. La prima riguarda il numero dei giurati. Se l’anno scorso erano circa 40, quest’anno saranno 90. La seconda novità riguarda il voto palese: niente più votazioni on line e anonime. La terza è forse la più interessante: tutti, anche gli esterni al Club, possono assistere ai lavori di giuria.
Che dire? Sono tentato di farci un salto anch’io.
Se le intenzioni di questo nuovo modello sono chiare, ovvero risultare più trasparenti rispetto al passato – la riprova è la carica dell’outsider Mauro Gatti nella giuria digital per evitare gli inciuci fra S&S e JWT – i risultati sono ancora tutti da verificare. Il potere e la responsabilità data ai singoli presidenti è tanta e la loro correttezza ancora tutta da dimostrare. Attendiamo di sapere chi sceglieranno e, soprattutto, aspettiamo di vedere i lavori premiati.
L’altro premio nazionale in scadenza – evito naturalmente di parlare dei premi da fanzine – è Radiofestival. Non si conoscono ancora i nomi dei giurati, sempre scelti dall’Adci, si sa solo che le iscrizioni quest’anno languono. È già scattata la prima proroga, ma visto il periodo di crisi non è escluso che ce ne siano delle altre. Ad ogni modo la deadline al momento è fissata per venerdì prossimo, il 17 febbraio.
Veniamo al premio che tutti vorrebbero vincere: Cannes Lions.
La deadline è fissata per il 9 marzo. Rispetto agli anni precedenti perdiamo un altro giurato pesante, quello nella categoria Press. Ce ne rimangono cinque: Film, Media, Direct, Promo&Activation e PR.
Se negli Adci Award le scelte del Club sono al limite condivisibili, si fa fatica a giustificare i nomi dei giurati spediti sulla Croisette. Prova a farlo Massimo Guastini, Presidente Adci, in questo articolo su YouMark.
Riassumo per i più pigri.
Isabelle Harvie Watt Clavarino di Havas Media, scelta da Assocomunicazione, sarà giurato nella sezione Media. Filomena Rosato di FiloComunicazione, scelta da Assorel, sarà giurato nella sezione PR. Isabella Bernardi di Y&R e Raffaella Bertini di Uprising (?), scelte dall’Adci, saranno giurate la prima nella categoria Film e la seconda in Promo & Activation. E infine Quer Pasticciaccio Brutto de Boscacci, di JWT/RMG, che nonostante sia un creativo non si capisce se è stato candidato dall’Adci o da Assocomunicazione. Come non si capisce perché la sua nomina sia uscita in ritardo di due giorni rispetto alle altre. Forse sono solo rumors dettati dalla gelosia ma dalle altre agenzie del gruppo WPP si mormora che la Valchiria Slavata Reeve abbia fatto pressioni in AssoC per mandare il suo pupillo.
Quest’anno contiamo quindi tre creativi in giuria a Cannes: Bernardi, Bertini e Boscacci. Di questi tre solo uno ha vinto un Leone in passato – Bernardi – condizione indispensabile da regolamento. Che dire? Segno dei tempi? Di certo il profilo dei nostri rappresentanti è spaventosamente più basso rispetto all’anno scorso – Bertelli, Del Pizzo – ma forse è solo la conseguenza dell’abbassamento di qualità in corso nel nostro paese. Perché se due delle agenzie più creative italiane si mettono a produrre film come questi – DLV/BBDO per Sisal, 1861 United per Ferrarelle – figuriamoci come deve essere scesa la qualità media delle altre agenzie.
Alla fine è probabile che produciamo sempre meno lavori eccellenti, che vinciamo sempre meno premi internazionali e che abbiamo sempre meno giurati di spessore da mandare in giro. E se devo essere sincero questi 3 giurati mi fanno tenerezza, perché più che come paladini dell’italica creatività mi sembrano Soldati Ryan mandati allo sbaraglio.
Personalmente non mi aspetto molti risultati dalla loro spedizione.
Mi aspetterei solo una promessa, un giurin giurello che chiederei anche ai giurati degli Adci Awards e a quelli del Radiofestival: onestà intellettuale, obiettività, imparzialità. Perché tutto si può accettare, anche il bottino di premi più misero degli ultimi anni, ma sarebbe davvero fastidioso, specie in periodi poco gratificanti come questi, assistere all’operato di qualcuno capace di fare solo i suoi interessi – è successo l’anno scorso nella scomparsa sezione Press dove l’unico Leone arrivato per l’Italia era un fake firmato dal giurato Del Pizzo e da tutta il board Mc Cann.
Tanti saluti da Bad Avenue.
D. D.
Su Cannes: Esistono regole certe sulla scelta dei giurati ?
- Secondo gli organizzatori i candidati devono aver vinto un leone a Cannes negli ultimi 10 anni, nella categoria in cui vanno a fare i giurati, ma nè Boscacci nè Bertini hanno vinto un solo leone a Cannes.
- Possibile che Guastini che guida l’ADCI si accorga solo all’ultimo che il regolamento non gli consente di ricandidare Bertelli due anni di seguito ?
- Come mai esistono giurati che vengono comunque ricandidati a breve due volte?
(Raffaella Bertini già nel 2006)
Su Adci awards: Il problema delle vecchie giurie non erano certe gli inciuci, erano troppo selettive
e alla fine l’annual si riduceva a uno smilzo quartino. Ma i criteri di selezione dei giurati erano molto chiari e le scelte difficilmente criticabili. Il nuovo annual è per chi non accetta che questa sia la bruciante realtà e quindi preferisce distribuire un pò di metadone.
Nel digital c’erano inciuci, eccome. Nell’altra giuria, no.
Su Adci awards ho da sempre una curiosità.
Se l’agenzia “Ciccio Formaggio e Associati” di Vergate sul Membro, non iscritta ad alcuna associazione di categoria, con un creativo interno part time (nel senso che di giorno fa il lattaio e di notte “inventa le réclame”) iscrivesse un piccolo capolavoro, sarebbe filata almeno di striscio?
Oppure senza essere amici o amici degli amici, o magari senza partecipare alle feste dei “creativi”, non ci sono speranze di avere manco un’entry?
Noi per fortuna (o purtroppo), non rientriamo nella tipologia della “Ciccio” e il problema non mi ha sfiorato, ma il dubbio mi ha sempre sottilmente pervaso.
Ad maiora.
Per me sì. Se firma una bella campagna ha le stesse chances di tutte le altre.
Posso testimoniare che molti soci ADCI di Treviso, Verona, Forlì, Parma, Firenze, Bologna, Catania e altre città sono entrati nel Club perché hanno mandato i loro lavori che sono stati selezionati o premiati. Questo sia negli anni passati che in epoche recenti.
Questo fatto è facilmente verificabile andando a guardare gli indirizzi dei soci ADCI sul sito Adci. La stragrande maggioranza sono ovviamente di Milano, Torino e Roma, ma molti soci arrivano da tutta Italia.
Mah, mi pare che tu non abbia colto la provocazione, il cui nocciolo non aveva alcun riferimento geografico, ma casomai anti-meritocratico (mi manda Picone docet).
Io, per esempio, potrei anche testimoniare che qualcuno, tempo fa, è stato fatto socio senza entry nè background particolare, ma solo per essersi reso disponibile a fare da collaboratore all’attività del club. Nomi non ne faccio, ma chi sa potrà capire.
Posalaquaglia, con il commento delle 09.12 e quello delle 18.13 metti insieme due casistiche diverse: un conto è il processo di selezione dei lavori. Un altro, totalmente diverso, il processo di iscrizione dei Soci ADCI. Attualmente possono entrare nel Club solo i creativi che hanno almeno tre pubblicazioni sull’Annual ADCI, oppure sugli Annual degli ADC stranieri, oppure riconoscimenti e segnalazioni in premi internazionali. Ogni anno però possono entrare fino a 4 nuovi soci che non hanno queste caratteristiche, e che vengono cooptati dal Consiglio Direttivo in base ai loro meriti professionali ecc ecc ecc. Nomi puoi farne finché vuoi, perché in genere si tratta sempre di buoni professionisti se non ottimi.
Vedo che continui a non afferrare il nocciolo e a ragionare con la logica del farmacista. Ma forse è colpa mia, che divago. Saranno anche diversi gli esempi specifici dei miei ultimi reply, ma quel che c’è sotto è la medesima “opacità” (diciamo così) di criterio che premia troppo spesso i compagnucci della parrocchietta. Lo dico da socio ADCI, per cui certe cose le vedo. Ma mi fermo qui, mi pare di non essere la sola voce fuori dal coro: il commento di “Mi dissocio”, per esempio, mi pare illuminante.
A Cannes bisogna mandare gente che:
-abbia i requisiti (leoni vinti)
-parli decisamente bene l’inglese (meglio anche un po’ di spagnolo o francese,utili per rompere il ghiaccio con i non anglosassoni)
.-abbia capacità di relazione e sappia cosa dire e quando dirlo con autorevolezza.
-abbia in Italia una reputazione tale da farci pensare “sono contento che lei/lui ci rappresenti”.
Ora scorrete l’elenco dei giurati 2012 di estrazione creativa e mettete le X nei quadratini…..
Volete scegliere tra quelli che in passato hanno performato meglio nelle giurie a Cannes?Prendete gli ultimi 10 anni e guardate quante shortlist e leoni hanno portato a casa i vari giurati nostrani.Un po’ come guardare i campionati o le champions league che hanno vinto gli allenatori per creare una classifica dei più efficaci.Per allargare la rosa prendete gli ECD o DC o Copy o Art che hanno raggiunto shortlist o leoni.
Con questa formazione penso sarebbe molto chiaro chi merita di andare in giuria e chi no.
Dell’ ADCI non mi occupo,torneo rionale che interessa solo,e per qualche giorno,pochi superstiti di un fighettismo ormai in via di estinzione e alcuni giovani ancora affetti da illusioni febbrili.
grande! tristemente vero!
smettiamola una volta e per sempre con questa fuffa. erase e rewind!
Anche se di poco peso, un award come quello dell’ADCI dovrebbe avere delle regole chiare. In base a quali criteri sono stati scelti i giurati quest’anno ? Nessuno lo sa. Aperto a tutti, ma solo alcuni votano. L’anno scorso a parte le giurie non digital ( dove è vero c’erano inciuci ) il criterio di selezione era limpido: entravano in giuria solo i creativi più premiati internazionalmente. Oggi dei consiglieri ADCI non fa parte praticamente nessun creativo operativo in grandi agenzie, sono tutti ex o fuoriusciti o creativi di piccole sigle, o personaggi che tentano il rilancio da un palcoscenico scricchiolante. Niente di male, ma come si può sperare che da qui si riesca ad influenzare il mercato o i comportamenti delle grandi agenzie ? Come fa un ADCI come questo a influenzare le grandi agenzie se di queste agenzie non fa parte nessuno di loro?
L’importante è che questo consiglio dell’Adci non si faccia influenzare da nessuno. Sin qui sembra ce la stiano facendo. Ma prima o poi arriveranno i soliti vecchi ricatti (se già non stanno arrivando) quelli tipo: o fate così o non iscriviamo più i nostri lavori. Chi saranno i primi? Guardo i nomi dei presidenti di giuria e malignamente sussurro Mac Cann e DLV BBDO. Anche S&S, LB e JWT potrebbero non essere contenti. Intanto Rozzi è responsabile dei premi in assocomunicazione. Questo significa che proverà a realizzare quanto non gli era ancora riuscito: un alternativa all’Adci. Altrimenti sarebbe rientrato. La questione credo non sia più da che parte sta questo consiglio Adci. Ma da che parte ci schiereremo noi creativi. Io sono sicura da che parte starò. Mai con Costa & Filibusta
L’ADCI ha, da 25 anni, regole chiare. Magari sbagliate, ma chiare. I presidenti di giuria sono stati scelti in base a professionalità e competenza. Le giurie, in ogni caso, devono _selezionare i lavori migliori in un dato insieme finito_: per fare questo, data una base professionale minima, il fattore più importante è che i giurati siano onesti e le procedure trasparenti.
Per la qualità finale dell’annual conta di più il numero dei lavori iscritti, più che la presunta superqualità dei giurati. Agli ADCI Awards arrivano circa 2000 lavori. Al D&AD ne arrivano oltre 10.000. CINQUE volte di più.
Intanto coi giovani leoni è stato fatto un ottimo lavoro. Visto ora i nuovi cambiamenti, un bel colpo di spugna all’italietta creativa dei ti aggiungo nei credits cosi vai a cannes, anche se non lo hai fatto tu chissenefrega, vedrai che sono in giuria e ti faccio vincere così vince anche l’agenzia.
Bravi questi nuovi giovani leoni sono un ventata di freschezza nei soliti magheggi intorno ai premi e premietti.
Solo a me piace l’idea che in un festival di creatività internazionale un giurato italiano porti il cognome del più grande sceneggiatore che abbiamo mai avuto?
Sì, solo a te, cretino.
Basterebbe fare così.
Chi sono gli italiani ad avere vinto short e leoni a cannes negli ultimi 5 anni?
Io sono un giurato di quest’anno, ho preso una shortlist o un leone a cannes negli ultimi 5 anni ma ritengo comunque sbagliatissimi i criteri con cui è stata modificata la giuria.
Penso che la giuria dell’anno scorso fosse quella giusta: se il problema era la trasparenza, bastava che i voti, anche quelli on line, fossero visibili a tutti. Così si escludeva la possibilità che qualcuno mettesse 2 a dei bei lavori solo per squalificarli.
Con il vecchio criterio, se io fossei rimasto fuori dalla giuria per gente più qualificata di me non me la sarei presa.
Con il nuovo criterio, se qualcuno più qualificato di me resterà fuori dalla giuria quest’anno e se la prenderà avrà ragione.
Caro Giurato,
ho fissato tre incontri a viso aperto per parlare di questo argomento: a Torino, Roma e Milano.
Poi ho postato un pezzo nel blog Adci, il 6 ottobre del 2011 (http://blog.adci.it/?p=975) attraverso il quale invitavo i soci a discuterne apertamente. Il post è stato anche segnalato attraverso la Adci List e in tanti mi hanno scritto. Complessivamente ho sentito il parere di oltre cento soci, che mettendoci la faccia mi hanno detto quello che pensavano. Solo 4 persone si sono dette contrarie (con gradazioni diverse) a queste giurie e tre parteciperanno comunque come giurati. Forse sei uno di questi. Nel caso, sai che ho ascoltato le tue ragioni. E sappi anche che le ho fatte presenti in tutte e tre le riunioni.
È stata una discussione democratica e vi hanno preso parte molti tra i più premiati in assoluto dal Club, negli ultimi 5 anni. Tu hai tutto il diritto di non essere d’accordo con questo modello di giuria. Però davanti al mio tentativo costante di portare trasparenza in questo settore, tu rispondi venendo a parlarne qui, in forma anonima. Ma perché non farlo apertamente nelle sedi in cui ti sarebbe stato possibile mesi fa? La questione non è solo la trasparenza. Anche il tornare a votare parlando e guardandosi in faccia è un aspetto importante. Può contribuire a farci essere un Club oltre che un Award.
E una discussione aperta, che potrà essere ascoltata anche dai soci non selezionati per le giurie e dai giornalisti, renderà ancora più autorevole il nostro award.
Ripeto, hai il diritto di pensarla diversamente. Ma se davvero sei in giuria avrai anche il dovere di comportarti correttamente e dire apertamente quello che pensi. Tanto vale che inizi ad allenarti. Metà aprile arriva in fretta.
Una domanda stupida/stupìta per Giurato: scusa che vuol dire UNA SHORT LIST “O” UN LEONE? Non sai che riconoscimento hai vinto? Ho anche pensato che fosse un errore di battitura ma sulla tastiera del computer la “o” è in posizione diametralmente opposta alla “e”…
Va be’, ma se ti dice precisamente che cosa ha vinto puoi risalire anche a chi è, no? È per l’anonimato…
Io sono un socio ADCI e non sono mai stato invitato a scegliere i giurati di quest’anno.
I dibattiti sono una cosa, le scelte dei nomi delle diverse giurie un’altra. Le scelte dei nomi dei giurati le ha fatte il consiglio ADCI e/o iGuastini non un’assemblea di soci. Non facciamo credere a una democrazia ateniese e assembleare.
“Mi dissocio”, se sei Socio Adci (e io non ci credo se non vedo), dovresti sapere che il Club NON è una “democrazia ateniese e assembleare”. È un’associazione che, come dovresti sapere, delega il coordinamento delle sue attività al Consiglio e al Presidente (che è legalmente responsabile delle attività del Club, mentre i soci non lo sono). Il lavoro del Consiglio è sottoposto al controllo e al vaglio dell’Assemblea dei Soci. Trasparenza e regole chiare non significano che TUTTI hanno il diritto di decidere quello che vogliono in qualsiasi momento. Se vuoi entrare in qualcuna delle giurie, segui meglio le attività del Club, scrivi a Massimo Guastini o al tuo consigliere preferito per essere messo in contatto con i presidenti di Giuria, partecipa alle Giurie come osservatore.
Posalaquaglia: con tutto il rispetto, secondo me nelle tue domande hai mischiato le pere con le mele (i lavori con i soci). Cerca di essere più chiaro, più specifico e meno generico. Quando parli di “opacità” per esempio, parli a sproposito. Se le regole per iscrivere i soci sono quelle che ho scritto io, non c’è nessuna opacità. Al massimo può esserci qualche dubbio sull’iscrizione di questo o di quel particolare Socio. Ma in quel caso la domanda dovrebbe essere “come mai Mario Rossi è stato accettato nel Club? A me risulta che…” ecc ecc ecc.
Gianni pechè resti in quella specie di ANPI ( Associazione Nazionale Partigiani )
che è l’ADCI e non fai domanda per la polizia postale ?
Ammazza, gli hai fatto un complimento non da poco all’ADCI.
Scusa, hai qualcosa contro l’ANPI? Perché in caso ti ricordo che in Italia, se puoi dire apertamente o anonimamente quello che vuoi, è solo per merito loro.
mi sembra così evidente che queste giurie di cannes e i presidenti adci di quest’anno sono frutto di simpatie del consiglio e del presidente guastini che mi sembra inutile anche solo discuterne.
l’unica cosa che posso dire è che molti (tra i più premiati negli ultimi anni) stanno pensando di lasciare il club.
non rispettare il ranking delle credit list per la selezione dei giurati è un’assurdità.
non esite più merito, ma solo scelta personale del consiglio con regole da loro inventate.
direi molto simile al porcellum elettorale italiano. triste.
e quando si prova a scriverlo sul blog adci, censurano anche i commenti non allineati al guastini pensiero.
all’inizio ci si era anche creduto, ma quello che rimane dopo un anno è un club che vive ingenuamente in un mondo fatto di piccole agenzie, che mette da parte i creativi più premiati degli utimi anni, e che assomiglia seriamente più ad una bocciofila che ad altro.
Anonymous è un bugiardus. Nessuno è stato censurato nei commenti del Blog ADCI (salvo i commenti anonimi non verificabili che comunque possono liberamente esprimersi qui). Quindi, se Anonymous non è un bugiardus, può venire quando vuole a commentare sul blog ADCI. Basta che firmi. Oppure continua a scrivere Cazzatae Anonimae qui. Come preferisce, secondo libertà
http://blog.adci.it/
non mi sembrava la cosa più rilevante di quel post.
“L’unica cosa che posso dire è che molti (tra i più premiati negli ultimi anni) stanno pensando di lasciare il club.”
E qua (scherzo, non te la prendere) scattano le minacce anonime, anzi anonymous.
“quello che rimane dopo un anno è un club che vive ingenuamente in un mondo fatto di piccole agenzie, che mette da parte i creativi più premiati degli utimi anni, e che assomiglia seriamente più ad una bocciofila che ad altro.”
Queste critiche mi fanno pensare che l’ADCI è sulla strada giusta.
Oggi Guastini/presidente fa un anno esatto.
Io sono uno tra i più premiati degli ultimi 5 anni e sono socio ADCI, e quindi ero nelle ultime giurie.
In queste non ci sono e non me ne fotte una minchia. Il nostro lavoro è un altro, non fare parte delle giurie. Ho visto tanti vantarsi di essere giurati adci e poi non fare onore al loro impegno. Gente che se ne va a fumare una sigaretta mentre le votazioni sono in corso, gente che dimentica telecomandi in giro e vorrebbe alzare la mano, gente che se ne va a casa a tre quarti di seduta perché ormai non ha vinto niente, gente che non è lì per discutere come mente creativa ma per fare dispetti, gente che se la ride quando sbaglia a votare. Questi sono i migliori del ranking: gente a cui importa apparire nel comunicato stampa delle giurie ma che poi lì fa il cazzone e si comporta come un bambino. (nota: ovviamente c’era ben più di un giurato che giustamente ha preso la cosa molto seriamente).
Queste giurie non saranno perfette, ma hanno di buono che eliminano quello status symbol di “essere presente” ma poi di non impegnarsi nel ruolo ricoperto (parlamento vi dice nulla?).
Spero che i giurati scelti quest’anno si dimostrino seri e onorevoli del ruolo che ricoprono e non vadano li solo per poter vantarsi con i colleghi di essere in cima al ranking con premi che spesso hanno vinto insieme ad altri. ma per discutere seriamente, apertamente e tirare fuori il meglio.
Molte più donne del solito mi sembra. Bene.
“Prevale a livello pressoché unanime il desiderio di tornare a confrontarsi apertamente, senza voti segreti e pseudo gerarchie”, scriveva Guastini nel post da lui citato. Perchè pensa che i ranking internazionali iano delle pseudo-gerarchie? Ci ha mai provato a confrontarsi con queste pseudo-gerarchie? Pensa che sia facile? Cosa ci sta a fare il segretario di un ADCI uno così?
Guarda dissociati pure che è meglio. E fatti un tuo sito col tuo bel ranking a caratteri cubitali, e fregatene della crisi e di tutto il resto: sei tra i primi!!!!
Ti rendi conto? Sei tra i creativi più (auto)premiati degli ultimi 5 anni.
Ora puoi andare a fare il bullo al Savona o ai vernissage in TBWA.
Già, perché fuori da quelle tre o quattro vie milanesi tutto questo non vale più un cazzo. Certa gente proprio non sa darsi ideali per cui varrebbe la pena vivere.
Io non vado a Savona o alla TBWA e se pensi che abbassando il livello crei posti di lavoro, ti faccio tanti auguri
Ma che livello scusa? La scorsa giuria era solo votare contro e, giusto per non fare figure di merda, votare alto alle campagne che hanno vinto Cannes un anno prima.
Io c’ero, tu? Raccontami seriamente e sinceramente i valori aggiunti che si sono visti nella giuria dell’anno scorso (le note negative le ho espresse poco sopra).
Ricordo che quando un presidente imparziale come Stillaci proponeva una rivotazione per alzare possibilmente un voto, paradossalmente si otteneva un voto più basso. Ti sembra una cosa logica fatta da un gruppo di giurati al di sopra delle parti o un gruppo di bambinoni che “stillaci dice che è bella la loro ma non la mia e allora voto meno di prima”.
ma forse tu eri a tra quelli del “ranking” che andavano a fumarsi una sigaretta o a rispondere al telefono bucando ogni volta tre o 4 lavori.
Ripeto: dimmi i punti di forza che hai riscontrato durante la scorsa votazione. Di internet non parlo nemmeno perché ho sentito storie che se risultassero vere dovremmo stilare un ranking a chi è meno professionale.
Io ricordo bene le votazioni dell’anno scorso e le defezioni di cui parli non le ho viste. C’era un presidente molto serio come Stillaci e fra i giurati Vicky che mugugnava perchè nessuno si faceva infinocchiare dalle campagne Y&R stampa tipo quella del WWF, miseramente fotocopiata da lavori brasiliani di qualche anno fa. Sarà stata una giuria severa ma almeno non era piaciona. Tutti conoscevano i lavori, nessuno si faceva influenzare dalla presenza degli altri e giudicava in serenità. Niente giochetti di potere, forse un’eccesso di cautela, ma scelte serie e difficilmente critcabili. Quest’anno invece ci sarà Vicky…
Basterà vedere se la solita batteria di facke di Gitto, magari scopiazzati e destinati alla più totale irrilevanza internazionale,beccheranno premi all’ADCI.Se accadrà vergogna e tristezza.Non fatelo accadere cari giurati.
non c e che dire Massimo, la scelta di Vicky G presidente sembra davvero popolare…
Cari tutti,
non credo che un ADCI Award possa cambiare la vita professionale di chicchessia: è un riconoscimento, chiamiamolo premio se vogliamo, dato a un professionista da altri professionisti.
Sì perché siamo professionisti. O no? Penso quindi sia davvero sciocco stare a farsi seghe mentali su questo o quel modus operandi nella selezione di giurie, prima, e di lavori, poi.
Gli ADCI Award nascono, correggetemi se sbaglio, per dare giusta visibiltà a una parte della nostra professione di pubblicitari: la creatività.
Io non sono socio ADCI – né mai lo sarò, ormai e ahimè – e, leggendo tutti i post e le risposte qui sopra, mi salta in testa una domandina: avete letto bene lo statuto del Club? E la ‘mission’?
Vicky Gitto presidente: e allora? Ne ha tutti i titoli e non credo sia una scelta “popolare”, almeno nell’accezione e il senso che traspaiono dalla risposta di “Buzzo” al post di “senza vergogna”.
Concludo. Dovremmo avere tutti, soci e non soci ADCI, il dovere, ma anche il piacere, di aiutarci reciprocamente e guardare avanti, specialmente in questo momento di grande e triste confusione che la nostra professione attraversa. Con dignità e fermezza.
Saluti.
Una sega mentale è una frase come: guardiamo avanti….in questa fase confusa che la professione attraversa…con dignità e fermezza”. Il tuo severo e puntiglioso acquacaldismo è
davvero un riprova della cialtroneria di pagine facebook tipo “Creativi”
Oh sì, hai ragione: sono un cialtrone all’acqua calda, però firmo con nome e cognome.
Vedi, caro “Benni ma non Stefano”, sono le risposte come la tua che alla fine fottono tutti.
È l’atteggiamento per forza criticone e per forza polemico che ci ammazza, ci ha già ammazzati.
E lascia stare “creativi”, non è questo il luogo.
Saluti.
Benni Pirolisi il tuo nome non dice comunque nulla come le ovvietà spalmate su Creativi, tipo:
La creatività è nelle piccole cose. Se non la applichi nella vita, non sei veramente un creativo. E puoi essere un creativo, anche se non lo pratichi di professione. Ecco. Io penso che su questo punto si giocheranno molte cose nei prossimi 10 anni.
ciao
ahahah, grande Benni Hill…. comunque tempo fa lessi un post di Benni Priolisi su TP Blog, non lo ho commentato solo per pietà e carità cristiana!!!!!
Sono sinceramente preoccupato e anche un po’ deluso.
Su questa palpitante tematica avrei proprio voluto leggere l’opinione del nostro “drug addicted and highly fregnacciatic master, inexpressive bullshitter, waste-of-time for clients and stakeholders, ideas terminator, gung-ho gangbanger, fast food hamburger, unbeatable wordiarrhoeic, sesquipedal ballshooter”.
Invece è da più di un mese che non leggiamo più nulla da lui.
Lo immagino oberato in qualche “global brainstorming”, oppure infaticabile “multitasker” in più contemporanee “global teleconference”, ma non è bello venire qua a farci scoprire verità nascoste e poi scomparire così, senza neanche una lettera, una cartolina, un “Short Message Service”!
Capisco che Mugatu sia una brutta bestia, che a forza di Blue Steel i muscoli facciali collassino per overdose di acido lattico, che specchio-trucco-e-parrucco vogliano la loro parte, che “the world is not enough”, but…: Markets, please, don’t leave us this way…
To the best.
Put the quail down
dovessi mai passare a fare il cliente, pagherei tanto per averti come creativo!!!
Grazie caro.
Ma anche se resti in agenzia, di soldi – se vuoi – ne possiamo benissimo parlare.
Ultimamente, le contingenze mi hanno fatto scoprire un lato venale che non pensavo nemmeno di avere. (Thanks, Mountains!)
Dillo a me! Co questi chiari di luna ho pure pensato per un attimo a fare la escort…
ma solo per un attimo, poi mi sono detta : “meglio sotto ponte Garibaldi”!
ahahahahahahah, Posalaquaglia, sei un mito!
giurie buone, cattive, di Gitto, di Guastini, di gente che si perde il telecomando e di chi se lo porta da casa. vorrei ricordarvi che qua il vero problema è: che cosa dovremmo votare? non mi ricordo un solo pezzo di qualsivoglia categoria che possa anche lontanamente spingere qualcuno a schiacciare + di 0.
Non sono daccordo: la campagna per le pompe funebri romane è un capolavoro e merita l’oro nel copywriting. io non sono in quella giuria altrimenti la stravoterei, chiunque l’abbia firmata.
Esageratissimo.
Brutta copia della campagna pompe funebri romane (Fabbozzi) anni 90.
Non scherziamo. Non entrerà nemmeno in shortlist. Nel copywriting quest’anno non c’è niente di interessante.
Abitando a Roma ho visto l’affissione delle pompe funebri. Visto il “brand”, la campagna non mi dispiaceva. Poi il mio garagista ha commentato in questo modo l’affissione davanti casa – PERCHE’ PIANGERE DUE VOLTE. Funerali da 99 euro al mese. –
“Cravattari! Hai letto gli interessi? Più del 10%. In pratica paghi un funerale per anni. La frase (titolo) giusta è: PERCHE’ PIANGERE DUE VOLTE, QUANDO PUOI PIANGERE TUTTA LA VITA!”
Il garagista ha poi chiuso il suo contro-annuncio con una subhead geniale. “Devono anna’ a mori’ ammazzati. Li mortacci loro.”
Vox populi!
Ma sono meglio quelli che fanno queste oneste campagne popolari e amate dal pubblico o sono meglio i supercreativi di TBWA che si mettono in 6(!!!), compresi 4(!!!) DC a spendere soldi e risorse dell’agenzia per tirare fuori una campagna di venti anni fa, già vista e rivista solo per provare a prendere dei premi? Qual è la vera vergogna?
Quale?
http://www.facebook.com/adc.italiano?sk=app_216779618401013
ANTICA GELATERIA GRECO, sulla shortlist. http://www.facebook.com/lashortlist
A proposito di vergogna.
Campagna Superenalotto 2012 – Lasciatemi cantare
Campagna lotto (2011) -Tú pide, que no te lo gastas – Videoclip La Primitiva
In effetti è uguale a un oro dell’ADCI 2002, questo di Mila:
http://www.adci.it/awards.php?id=66&titolo=&agenzia=&cliente=&credits=&idann=0&c=E&p=&pag=5
ma magari dopo dieci anni è andato in prescrizione…
Cazzo Donald, non fare la fanzina è intervieni su sto scempio di plagio fatto da TBWA. Ok che si avvicina Cannes e l’Adci ha esteso la eleggibilità dei lavori anche a quelli usciti entro il 29 febbraio ma sta merda di FAKE (pure plagio) che ha postato la short list non può vincere. Meglio che i giurati confrontino subito prima di farsi raggirare.
Link a La Short List: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=359818514043298&set=a.100652313293254.1297.100000454574272&type=1&theater
Joe La Pompe: http://www.joelapompe.net/2010/11/16/what-a-cow-incidence-et-pis-cest-tout/
la cosa più assurda è che in 70 sono andati a leccare il culo e a mettere LIKE a sta autopompa. Vergogna
Ma sei pazzo? Quale giurato miope o senza alcuna cultura o memoria professionale potrebbe votare un annuncetto come quello, visto e rivisto in tutte le sue varianti?
Piuttosto stupisce che direttori creativi abbastanza quotati (e spero pagati) come Nicola e quell’altro un po’ più vanitoso di cui non ricordo il nome, più lo scontroso Spagnolo, non abbiano avuto l’impulso di dire: wait wait, questa roba esiste sicuramente già. Non la ricordo esattamente, ma di “mammelle di muca a forma di” sono pieno gli annual.
Di 10 anni fa, però.
I DC servono a questo: dovrebbero dire “questo va bene, questo no”. Altrimenti che ci stanno a fare?
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Bellissimo.
Peccato soltanto che una cosa del genere se la possono permettere in UK, o in Brasile, non da noi dove questo livello è esattamente quello che poi trovi iscritto all’adci.
O mancano di memoria/buon senso/scrupolo e dignità professionale,oppure pensano che siamo tutti fresconi pronti a dire “che figata! mai visto! che cliente coraggioso!
In entrambi i casi pochezza e tristezza.
PS.
una Fakata degna di Gitto,forse un filino meglio di quelle cha fa lui.Non dimentichiamo la perla assoluta KISS MY GLASS!
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