Il blog dell’ADCI mi ha citato sabato nel post “È davvero impossibile essere chiari?” L’articolo, scritto dal Presidente del Club in persona, parla del caso RTL 102,5: la gara appena vinta dalla DLV/BBDO a cui l’agenzia uscente 1861 United ha deciso di non partecipare.
Apprezzo l’operato di Massimo Guastini, la sua passione e la sua trasparenza, trovo però che a volte la sua visione del mercato rischi di essere ingenua.
Rispondo quindi alla domanda del titolo del post del blog ADCI: sì, per me oggi è impossibile essere chiari nel settore della pubblicità in Italia.
Spiego il perché.
Partiamo dalla posizione di Pino Rozzi, amministratore delegato e direttore creativo di 1861 United. Rozzi afferma che i clienti dovrebbero essere più fedeli alle agenzie per creare i presupposti di una crescita reciproca. Le sue precise parole: “Abbiamo lavorato con loro (RTL) per sette anni, dando un importante contributo al nuovo posizionamento. L’emittente radiofonica ha deciso di lanciare una gara. Noi non pensiamo di meritarci di essere messi in discussione, per questo abbiamo deciso di non partecipare al pitch”.
Pino Rozzi non è solo l’amministratore di una delle migliori agenzie italiane, da poco ha anche un ruolo in AssoComunicazione. È ovvio che deve dare di sé un’immagine etica. Peccato che in quanto a etica abbia perso ogni tipo di credibilità dopo il caso Ferrarelle: a qualche settimana di distanza dalle sue esternazioni contro le gare non retribuite decise di fare marcia indietro e rilavorare gratuitamente sul brand di acqua minerale anche dopo che la gara si era conclusa con un nulla di fatto (qui potete leggere il post di Dick Whitman, Mai immergersi alle fonti di Caserta)
Inoltre penso che l’affermazione di Rozzi in questo caso non abbia alcun senso. Ad oggi un cliente che resta nella stessa agenzia per ben sette anni è da considerare assolutamente fedele: è una durata di rapporto ben al di sopra della media. E sono anche convinto che un cliente abbia tutto il diritto, dopo sette anni (non uno, ma sette), di fare una consultazione.
La verità è che Pino Rozzi non ha partecipato alla gara perché sapeva benissimo che l’avrebbe persa. E che l’avrebbe persa proprio contro DLV/BBDO. Nicola Belli, attuale amministratore delegato di DLV/BBDO e amministratore delegato uscente di 1861 United, ha aspettato che finisse il periodo di non concorrenza che aveva sottoscritto per scippare il suo ex cliente alla sua ex agenzia.
E arriviamo proprio a Nicola Belli. Può forse lui permettersi di essere chiaro sulla vicenda? Non credo proprio. Nell’intervista che concede a YouMark nega le voci di fee insufficiente riguardo alla gara RTL 102.5 e si appella all’invidia e a una simpatica sigla come SOW, che per i meno aggiornati significa Scope Of Work. Nicola Belli non può certo dire che DLV/BBDO può arraffare anche i fee bassi grazie al suo reparto creativo, uno dei più giovani e sottopagati che ci siano in circolazione.
Ma forse non è solo malafede, piuttosto memoria corta. Oggi Belli dichiara a Pubblicità Italia: “(…) Le gare hanno bisogno di nuove regole? Forse, ma attualmente siamo fuori da Assocomunicazione perché sarebbe paradossale pagare per non avere niente in cambio, in questo momento l’associazione non è in grado di dare nessun valore aggiunto”. Appena arrivato in DLV/BBDO dichiarava invece a YouMark: “Riprendiamoci la dignità, sì ad Assocomunicazione…”
Cosa è cambiato nel frattempo? E perché YouMark non ha sentito l’esigenza di fare chiarezza e chiedere a Belli perché tanta distonia tra questa intervista e quest’altra? La risposta è un’altra cosa chiara, una stellina gialla appoggiata vicino a entrambe le interviste di Belli. Quella stellina gialla significa che l’intervista non è un contenuto redazionale della fanzine, ma un’intervista rilasciata a pagamento. E se Belli paga per farsi fare un’intervista, volete che YouMark vada a fargli le pulci?
Ma questi sono solo gli aspetti più superficiali della chiarezza: se volessimo andare più a fondo, oggi dovremmo chiederci il reale motivo per cui a distanza di poco più di un anno Belli giudichi negativamente AssoComunicazione. Che DLV/BBDO appartenga a Omnicom mentre WPP ha occupato l’associazione delle agenzie è un fatto del tutto trascurabile?
La chiarezza è un obiettivo impossibile in un periodo come questo. La crisi ha fatto sì che risultasse evidente che non c’è spazio per tutte le attuali agenzie in Italia. Nel 2012 le grandi combatteranno contro le piccole per rastrellare i budget locali ma si faranno anche guerra fra loro – chi crede ancora che la rinuncia di Rozzi sia stata fatta per principio si chieda perché nella gara RTL 102.5 c’erano comunque presenti altre due agenzie del suo stesso network, il gruppo WPP: Red Cell e JWT.
Ecco l’unica cosa che mi è chiara: il 2012 proseguirà sulla strada del dumping e dello sfruttamento delle maestranze creative. È l’unica cosa che possono fare i network per sopravvivere.
Tanti saluti da Bad Avenue.
D. D.
L’insostenibile chiarezza della verità. Non posso che condividere in toto questa lettura lucida ancorchè tragica.
ti amo donald. only the braveo only the poor?
queste intervisti milasciano l’amaro in bocca, sempre, al pari delle dichiarazioni di monti e del caro silvio sui precari.
pagliacci, i vodtro creativi a progetto non escono dall’agenzia nemmeno per il fumerale di un parente minaccia il licenziamento e voi fate ste cose?
Qui avevo posto una delle questione che hai evidenziato: http://blog.adci.it/?p=1922#comment-1803. Nessun commento. Paura di farsi dei nemici?
Molto bello questo pezzo Dobald. Chiaro e lucido.
Una sola domanda: Nicola Belli si pettina coi petardi?
Già… niente a che vedere con la frangetta di Pino Rozzi… se gli si allunga ancora un po’ diventa uguale uguale a Caterina Caselli.
Come si coniuga poi Toto Cotugno con la pretenziosa fatuità DLV, agenzia protofighetta e con creatività ingenuo-kindereim ?
Che la DLV BBDO stia facendo dumping se ne rendono conto anche i bambini.
C’è un solo errore nel post, Donald.
Siani e consorte non sono affatto sottopagati in DLV.
Ma forse questo peggiora ancora di più il quadro per chi lavora con loro. Per cui, in fondo, hai ragione tu.
a me offrirono un posto di lavoro a 1/3 di quello che guadagnavo, e si stupirono di un gentile rifiuto. vedete perchè nn ho fiducia in un risorgimento. perchè ci saan sempre 3 giovani rampanti che telo metteranno in culo.
Ma come???
DLV e United non era le agenzie piu’ cool ed etiche della palazzina???
Che tristezza…
Tra l’altro il fatto che ci siano così pochi commenti a questo bel post, ci aiuta a collocare parecchi anonimi commentatori.
è storia vecchia, in DLV lo junior lavora al minimo sindacale per la gloria ed il portfolio. Va detto che se vincono tutte le gare è anche perché sono i più bravi.
dato che sono tutti praticamente murati vivi in ufficio a farsi le seghe sulla reclame 24 ore su 24 come fosse la ricerca del sacro graal, ci credo che riescono a produrre più roba e a rilavorare di più fino allo sfinimento degli altri… sulla qualità non saprei, di certo di questi tempi come ha scritto qualcuno sopra il dumping aiuta molto a far apprezzare le proposte (che magari manco capiscono, essendo quasi tutte stile archive anni novanta) ai clienti
Spunto di riflessione:
Cosa è peggio, un’agenzia come dlv, dove guadagnano tanto solo i due direttori creativi e l’ad, che comunque giustifica il proprio stipendio portanto clienti a vagoni, mentre gli altri sono tutti rampantissimi giovani poco pagati, ma che va bene e non è costretta (forse non lo è più) a licenziare la gente a dieci a dieci, anzi arriva persino ad assumere, o una della grandi agenzie fighe che, non riuscendo a portare new business importante, per continuare a mantenere stipendi spropositati non solo di direttori creativi ma anche di altri dieci dirigenti strapagati, manda via decine di persone che guadagnano mille euro al mese?
Accetto di discutere se quello di DLV sia dumping o meno, però è un dato di fatto che la struttura aziendale di DLV oggi è sostenibile, ripaga e non frustra quelli che guadagnano poco perchè si tratta di giovani e non di quarantenni spremuti fino alla morte.
La struttura di molte grandi agenzie con le direzioni che assorbono quasi tutti i costi fissi non è più sostenibile.
Hai ragione Nicola.
coglione e quindi quando questi ggiovani chiederanno di potersi fareun casa, una famiglia e di guadagnare come un metalmeccanico li cacci utti???
ma come cazzo ragioni?
I giovani possono essere sfruttati. Ho capito bene?
Ma l’unica cosa che riescono a fare a rirubare i vecchi clienti agli ex soci come RTL
Bad Boy, menomale che ho premesso di star lanciando uno spunto di riflessione.
E tu mi dai del coglione?
Devo farti notare che la tua reazione al mio post evidenzia in modo poco controvertibile che tu sei una piccolissima frustrata testa di cazzo.
Peraltro non hai capito niente di ciò che intendevo dire, e questo evidentemente perchè sei una piccolissima frustrata testa di cazzo.
Visto che ti piace offendere scendo al tuo livello, complessato merdognolo decerebrato.
Ti piace così? Ti senti più a tuo agio a insultare?
Ma va a cagare…
Per ora il sistema DLV è sostenibile, ma quando fra qualche anno i junior diventeranno senior e giustamente chiederanno contratti e stipendi da senior le scelte saranno due: a) licenziare e rimpiazzare con altri sbarbatelli a due lire b) licenziare e rimpiazzare con altri sbarbatelli a due lire.
Contenti voi ragazzi…
L’80% dei reparti creativi è fatto da stagisti o junior che definire sottopagati è un eufemismo.
La creatività è una foglia di fico che serve a coprire il semplice fatto che i clienti si prendono e si conservano dando la stecca, ovvero rigirando a chi decide nell’ufficio marketing una parte (5-10%) del budget percepito dall’agenzia.
Tale malcostume è diffuso non solo in pubblicità, ma in tutti (esattamente tutti) i settori industriali italiani.
Per cui quello di cui parliamo, su cui ci accaloriamo, è completamente finto.
L’efficacia di una pubblicità nel promuovere le vendite non importa a nessuno, neanche al cliente.
Con la ripetizione, ovvero l’acquisto degli spazi pubblicitari, sono comunque certi di arrivare al risultato. Fa niente se costa un botto, tanto le pubblicità vengono pagate, in ultima istanza, da chi acquista il prodotto, cioè dal pollo che beve la ferrarelle e non l’acqua del rubinetto.
Ho detto.
92 minuti di applausi! (cit)
bbdo e united penso si comportino come tutte le altre agenzie grandi: fanno business, fanno i furbi. Lo fanno alle spalle dei creativi che lavorano per loro, alle spalle dei competitor e, no ultimi, alle spalle dei clienti.
Non ci vedo nulla di male o di illegale (per ora): la solita etica inesistente ed uno sgrammaticato tentativo di essere diversi ma, evidentemente, uguale alla prevedibilità di tutti gli altri.
Dimenticavo… quanto precedentemente esplicitato è il motivo per cui è davvero impossibile essere chiari (espliciti) in pubblicità.
Togliere dall’equazione la variabile “stecca” rende qualsiasi discorso un inutile panegirico.
Ho ridetto.
Visto che stanotte non mi viene sonno…
In caso di parità di stecche vince l’agenzia che è più propensa a regalare al decisore marketing uno stile di vita da rock star, ovvero mignotte, Ferrari e vacanze di lusso.
Vedi rapporti di LB con management fabbrica italiana automobili negli anni passati. Con presenza di mignottume vario a fianco dei grandi decisori marketing (poi convolati addirittura in Germania) alle feste di Natale dell’agenzia.
La cosa più divertente è leggere poi le note spese dei CEO, quando devono giustificare con l’amministrazione questi “cestini di fragole”.
Dico “anni passati” solo perché la mia testimonianza oculare risale fino a 4 anni fa. Ma di certo le cose ultimamente non sono improvvisamente migliorate.
NB: Capito perché avere creativi bravi e pagati il giusto non importa niente a nessuno? Sono ben altri i ruoli strategici per lo sviluppo del businness. In effetti forse sarebbe più produttivo avere un reparto escort. Ma no, conviene sempre prenderle in outsourcing, molto junior e molto affamate.
ERRATA CORIGE
Scusate, mi è scappata la mano, alla quinta riga volevo dire: “una fabbrica italiana di automobiline giocattolo dal prezzo inusitato.
Grazie.
(E sì, l’insonnia persiste.)
Conosco personalmente creativi senior di DLV che lavorano con contratto a tempo indeterminato e prendono 2000 euro e passa al mese, quindi questa stronzata che a parte Pepe e Siani, in DLV si lavori appesi a una croce per un tozzo di pane andrebbe ridimensionata giusto un pochetto. Inoltre é l’unico grosso player che si sta attrezzando come si deve sul digital. (tra l’altro i 3 CD digital presi in blocco da Arc non credo siano venuti via con due tozzi di pane).
Probabilmente non sono riusciti a cogliere il valore del commentatore qui sopra a cui é stato offerto un fee minimo. Ma gli errori di valutazione secondo me si fanno ovunque… per tutto il resto basta rodersi il culo.
,
ma di che senior parli??? i veri seniro li hanno inviati ad andersene o se nesono andati. seniro de che?
si sembra che i dinosauri siano andati via… DLV si potrà criticare su un sacco di cose (come tutte le agenzie) ma almeno è un’agenzia fatta di giovani e a differenza di molte altre non sembra la residenza anni azzurri.
E’ vero. Io guadagno un sacco di soldi;-))))))))))
AHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!!
Stipendio SENIOR DLV: 1100 / 1300 euro (assunti il 50%)
Penso che i nuovi VICE DIRETTORI CREATIVI, dall’alto dei loro 4 o 5 anni di esperienza guadagnino si e no 1500/1700 euro.
Lì c’è la bellissima usanza di aumentare le cariche e le responsabilità ma mantenere invariato lo stipendio. E gli devi pure dire grazie eh…
DLV è il migliore studio di grafica pubblicitaria in Italia.
Advertising non lo fa più da anni ormai.
Però vince tutte le gare. E per questo merita un plauso.
Se la DLV di oggi è considerata una delle migliori agenzie in circolazione siamo messi proprio male.
Ho appena visto l’orrore Sisal e confermo quanto detto sopra.
Questo post non ha alcuna attinenza con l’argomento iniziale.
Questo post vuole lanciare un nuovo meraviglioso argomento.
Leggo oggi che la nuova Campagna Mulino Bianco avrà come testimonial Antonio Banderas
e la regia di Luca Guadagnino.
Come armatore la WPP Italia, al timone Sergio Rodriguez, in plancia di comando c’è Jane Reeve.
L’isola sullo sfondo è tutta l’Italia, bagnata dal Mar Barilla.
E tu Donald non vuoi fare le Capitaneria di Porto?
Forse mi sbaglio ma c’è di che inzuppare il biscotto.
Ogni creativo, vero e supposto, ogni pubblicitario, non vede l’ora di scrivere il proprio Plot
con siffatti argomenti a disposizione.
Tutto questo meriterebbe più di un plot, meriterebbe un Blog tutto suo.
E’ più che un invito Donald, è un’esortazione a divertirci un pò, che il botto in arrivo potrebbe essere oscurato dal tonfo seguente.
Hai mangiato pesante, suppongo.
Non c’era abbastanza trippa in questo thread?
Forse è fuorithread, ma forse no, visto che in fondo,in fondo in questo post si parla della buonafede e ingenuità di Guastini. E’ del tutto casuale che le ultime nomine dirette di Guastini
( ADCI awards ) e indirette ( Cannes ) abbiamo visto cmolto casulamente allineati due Y&R:
Vicky G. , presidente della giuria ADCI e Isabella Bernardi giuriato italiano a Cannes film 2012 ?
Dico Isabella Bernardi ??? Quanto Costa…
Sì, è casuale (almeno credo).
Certo è che il Grand Prix ADCi di quest anno lo vince Y&R. E anche tanti ori vedrai….
Forse con qualche fake che hanno nel cassetto. Con quelli che hanno fatto uscire finora non entrano in nessuna shortlist del mondo. Clamorosa la storia del fake mandato su Ads of The World e fatto rimuovere dall\’incazzatissima artista da cui avevano avevano \”preso in prestito\” un\’opera.
nn ci sarà nessun grand prix, di bello veraemnte quest’anno nn si è fatto niente in italia.
y&r poi nn fa una campagna vera da premio dai tempi di telecom gandy se siamo siceri.
Secondo voi ha più ascendente Guastini su Costa o Costa su Guastini ?
Chi trai due ha più da guadagnare ad ossequiare l’altro?
Ha più cartucce nella sua pistola lo sceriffo rozzo e spietato o il Paperoga dal cappello bianco ?
Siamo poi sicuri sia bianco,a furia di frequentare le anticamere di quelli col pelaccio sullo
stomaco? Da noi il governo Monti non è arrivato.Nani ballerine e compagnia varia al potere.
bel post.
peccato che poi sia arrivato il solito trenino di livore e cazzate.
fai un giornale donald, lascia perdere il blog.
Isabella Bernardi giurata italiana film, la Nonna del Corsaro Nero al digital…
È evidente che costa di wpp stia lottizzando tutto il lottizzabile, dai più grandi clienti italiani ai giurati di Cannes. Agli altri le briciole, il merito non conta, sul cv meglio scrivere di chi sei amico. Se abiti all’olgettina di via Lomazzo o in via Tortona conviene. Il declassamento arriverà inevitabile e, chi potrà, scapperà. Liberalizzateci.
Giusto per non dover leggere altre inesattezze sull’argomento giurati italiani a Cannes:
1)Assocomunicazione ha mandato a Sipra (intermediario con Cannes) complessivamente 5 candidature (poteva mandarne nove in tutto, tre per categoria) nel Promo&Activation, Direct e Media.
2)L’Adci ha proposto nove nomi: tre nella sezione TV, tre in Promo&Activation e tre in Direct
3)I nove nomi che ho proposto avevano vinto complessivamente una cinquantina di leoni. Ho seguito questo criterio perché Cannes chiede esplicitamente: “Please note that only Lions winners are applicable to be on a Cannes jury!”
4) Cannes aveva scelto in tutte e tre le sezioni dei nomi presi dall’elenco che avevo mandato a Sipra. Ma nel Direct c’è stata una rinuncia. Di conseguenza il nome scelto successivamente da Cannes è stato preso tra i nomi forniti da Assocomunicazione.
5)L’anno scorso l’Italia fu l’unico paese al mondo, insieme all’India, a non mandare un creativo nella categoria Promo&Activation. Almeno a questa stronzata abbiamo posto rimedio.
6) Nella sezione Print l’Italia non avrà un giurato perché nel ranking siamo scivolati al 32° posto. I giurati vengono scelti tra le prime venti nazioni del ranking.
7)Anziché comportarci da livorosi frustrati dovremo mettere i giurati nelle condizioni di fare al meglio il loro lavoro. Per questo l’Adci organizzerà un incontro ad hoc.
8)Non fossi stato sufficientemente chiaro: Isabella Bernardi e Raffaella Bertini non sono state inserite nell’elenco da Massimo Costa, né Presidente di Assocomunicazione ha direttamente o indirettamente esercitato alcuna pressione sull’Adci perché ciò avvenisse.
9)Pensate a cose serie e più alte…
10)…se ancora vi riesce.
Io sono con il nostro Presidente!
Se questo è il criterio (leoni vinti) tra un po’ finiranno i giurati candidabili.
Peccato per l’assenza anche nel Cyber, oltre a Print e Outdoor e Radio. Ormai ci lasciano solo la TV, tra le categorie importanti.
Aggiungo: vorrei fare io il sindaco di Roma, sarei ancora più divertente di Alemanno.
bertini non ha vinto mai nnulla a cannes
per quel che ne so non ha avuto mai neppure una short list. E poi non era già nelle giurie cyber qualche anno fa? Perché mandate 2 volte come giurati le stesse persone? Bha…
Dov’è l’imprecisione, Guastini ? Queste sono le sviolinate a Costa che facevi prima
della sua elezione ad Assocomunicazione:
( Questo, in sintesi estrema, il succo dell’incontro tra me e Massimo Costa, avvenuto circa un mese fa, dopo le otto domande che avevo rivolto pubblicamente a lui e ad Assocomunicazione. Ci siamo sentiti poi altre volte al telefono e Costa ha condiviso con me il suo programma prima di renderlo pubblico.Vedo sin qui confermate sia la ricerca di un dialogo sia la volontà di restituire dignità al nostro lavoro. E vedo confermata, per lo meno nelle prime interviste, anche la promessa di perseguire questo obiettivo senza compromessi.)
Isabella Bernardi ha vinto i suoi due leoni un milione di anni fa ( grazie soprattutto ad altri ) e ormai lavora praticamente part-time. è una scelta davvero bislacca.
Lo spot Gandhi rimane ineguagliato.
Anche se risale a molti anni fa, il merito di Isabella Bernardi è imperituro.
E’ entrarto a Cannes grazie alle spinte di Telecom che fece pressione sul giurato italiano dell’epoca che guarda caso lavorava nell’agenzia di Tim. Era mezzo scopiazzato da un film con protagonista Martin Luther King per un’altra azienda di telecomunicazioni. A parte quel bronzo
non vinse altro in giro…
Tu hai qualche spot in giro che a distanza di otto anni la gente carichi e condivida su YouTube? http://www.youtube.com/watch?v=55-WJKnHk_o
No, tu hai solo sentimenti meschini che ti hanno trasformato in cibo per la luna.
La gente si scambia anche i video dei gattini, ma non vincono award pubblcitari in giro per il mondo. Ci sono altri leoni italiani importanti e altri che meritavano di essere giurati anche se non di Y&R. Perchè il tema è la strana prevalenza di Costa e l’appoggio che evidentemente, non per caso ha ottenuto da questa ADCI
La gente si scambia i video dei gattini piuttosto che la pubblicità A meno che non sia buona pubblicità. Che tu non sai riconoscere, nemmeno quando è stata premiata a Cannes, oltre che dall’Adci.
Non hai risposto alla mia domanda. Hai solo gettato altre insinuazioni. Per ogni sezione, te lo ripeto, abbiamo nominato tre candidati con le credenziali per andare in giuria a Cannes.
La scelta finale è spettata a Cannes, perché fanno giurie equilibrate in modo da evitare i raggruppamenti.
Ciao pusillanime disinformato.
secondo me meritava anche più di un bronzo e seper quello era copiato paro paro da un film americano di cui non ricordo il titolo, ma il finale del film tolto gandy era lo psot paro parostesse location inalcuni casi. ma rimane un gran lavoro.
Non mi fido di Guastini, uno che doveva aprire le giurie ADCI a tutti i soci, e poi quest’anno ha deciso invece di nominare presidenti di giuria in base a quale criterio ? Prima si faceva parte della giuria se soci più premiati internazionalmente e adesso? Scelti da Guastini che i leoni di Cannes gli ha visti sempre da lontano. Morale presidentissimo: Vicky Gitto ( Y&R ) giurato film Isabella Bernardi in Pizzigoni ( Y&R )
Quando vedo questi commenti ho sempre la vaga sensazione che da qualche parte ci sia un tizio, inquadrato di spalle, seduto su una poltrona enorme, che accarezza un gattino con una mano (l’altra è in un guanto d’acciaio) mentre li legge su un ampio monitor sghignazzando satanicamente e dicendo cose tipo “Bravi, bravi, continuate così: il piano procede”.
Soze
la cosa più divertente è che qualcuno pensa che vicky gitto abbia un qualche potere all’interno delle giurie… ahahaha!
Vicky ne esce sempre umiliato, perché sta sul cazzo a tutti (un po’ pure a me ma qui sto difendendo le nuove giurie). Le giurie come erano prima venivano pilotate dai gruppi, una singola persona non può fare nulla. Questi gruppi, lo sanno tutti: sono il gruppo Saatchi che scambiava favori col gruppo JWT e ex JWT. Almeno 15 persone che si facevano i favori a vicenda, e bistrattavano a volte anche ingiustamente i lavori di chi gli stava sulle palle (già che ci sono: y&r, tbwa, dlv). DDB ha vinto perché non la caga nessuno negli odii e amori di ADCI Beautiful.
Per non parlare del digital…
Almeno sto scempio con le nuove giurie finisce.
Certo è che fa riflettere il fatto che vighigitto l’anno scorso sia tornato da cannes con il suo sacchetto di fake rifiutati commentando che ormai cannes era soltanto una questione politica di giurie e quest’anno in giuria film sia stata infilata una persona di y&r.
Le giurie di cannes le decide cannes. Adci e assocomunicazione e sipra possono fare delle proposte ma cannes le mette insieme proprio per non creare disparità di network tra i giurati.
é anche vero che per come siamo messi noi italiani, per cannes uno dei nostri giurati vale l’altro. Ho sentito che la prima scelta dell’ADCI per la giuria video fosse Pepe, ma probabilmente ci sarà già stato qualche BBDO di più peso in giuria e quindi da Cannes hanno selezionato la Bernardi.
Quindi chi grida allo scandalo e al complotto non ha nemmeno chiaro come funzionino le cose.
Vero. Però è anche vero che se assocomunicazione propone un suo uomo che al contrario di quelli proposti dall’ADCI non ha mai vinto un fico secco, forse qualcosa di strano succede.
La scelta di una rosa di tre candidati per le giurie è già un modo per influenzare la scelta di Cannes e soprattutto della Sipra ( gestore italiano del festival ) vero deus ex machina dei giochi. Alla prevalenza di scelte WPP ( il presidente di quest’anno è peraltro un Ogilvy ) si aggiunge anche Davide Boscacci JWT giurato Direct ( mai vinto nulla a Cannes, ma si sa queste giurie sono meno esigenti ). Mentre la Bertini che è già stata mandata nel 2006 e chissa perchè certi inciuconi tipo Maestri fanno giro doppio a Cannes.
Boscacci è l’emblema dell’italianità antimeritocratica. Non fa e non ha mai fatto nulla di eclatante, ma si infila dappertutto. Scrive un titolo per un bannerino microscopico e si ritrova nel team integrated pluripremiato. Sa gestire bene le sue amicizie di comodo con chi lo può promuovere (vedi Diaferia che lo inserisce nel suo libro dei copywriter e gli dedica articoli). Spocchioso e livoroso come pochi, uno di quelli insomma che è capace di andare a Cannes per remare contro ai lavori italiani non suoi.
“Please note that only Lions winners are applicable to be on a Cannes jury!”
io sono geometra quindi vi chiedo, dei giurati italiani chi ha vinto cosa?
La Bertini a Cannes ha una short list, Boscacci neanche quella: anche la sua furtiva appartenenza all’Integrated di Heineken, non gli ha valso leoni: in integrated Heineken non ne ha presi.
No no, bertini è come boscacci, non ha avuto nessuna una short list a cannes. Cannes Archive aggiorna il tuo archivio.
aho ma che palle…ancora co’ sti premi? Una categoria che se la canta e se la suona…e se pensassimo meno a ste cose anni 80 e pensassimo a lavorare, seriamente?
Non mi sento affatto di darti torto, anzi.
I premiucci che sono qua sugli scaffali li detesta anche la donna delle pulizie a cui tocca spolverarli.
Non c’è nulla di più penoso di chi si loda e si imbroda tra compari. Certi premi sono stati davvero assegnati a vergognosi plagi o a cagate sesquipedali solo perché opera di amici o amici degli amici.
Ma adesso smetto di parlare di premi perché rischio di dare loro troppa importanza.
Aridatece le teste pensanti di quando gli unici premi validi e degni di fede erano il successo del mercato e l’oggettiva qualità del prodotto pubblicitario.
E fatevi meno cannes.
il problema è, anzi dovrebbe essere, che senza premi nun se va a fCannes…
Infatti alla fine il problema sono le regole anche in questo caso…
e basta pure co’ Cannes, se ci tenete tanto andateci un weekend
mamma mia che palle!
avete mai visto il blog di brando manago? Avete visto i vostri “nemici” del marketing come si confrontano? La smettete di cacarvi addosso? Siete indicizzabili con 2 tag,
“Cannes e i suoi premi” e “invidie”. Sparatevi.
Grazie Mandolino, non ho il dono della sintesi (almeno di quella educata), ma lo hai tu… condivido in pieno!
Mi ero interessato al blog appena avevo saputo che è la piazza più popolata da pubblicitari. Non ho mai letto un solo fottutissimo post su come la comunicazione stà cambiando, su quali sono gli strumenti che permetterebbero di riposizionare la pubblicità come strumento che generi valore per le imprese. E mentre questo lavoro è delegittimato del suo valore reale, i pubblicitari parlano di Cannes, di Vicky Gitto che è antipatico, di Guastini che fa il finto amico dei pubblicitari ma in realtà è amico dei potenti, e di altre interessanti tematiche che finalmente possiamo trovare anche qui. Oltre che su alfemminile.com.
Mai lette tante stronzate in un solo reply.
D’altra parte, è notorio che le parole “mandolino” e “culo” viaggino spesso in coppia.
Vabbè, facciamocene una ragione.
Ad maiora.
Brando Manago mi fa venire l’orchite e non a tutti interessa la creatività, non è un problema.
Ma perchè non se ne può parlare?
Guastini su Youmark: La rinuncia di uno dei nostri candidati ha poi portato Cannes a scegliere il nome proposto da AssoComunicazione, Davide Boscacci. Chissà perchè…chissà come mai un presidente di una associazione sceglie proprio un creativo della sua agenzia e senza i requisiti in regola ?
Guastini sta finendo di rovinare l’adci.
Almeno prima i giurati erano scelti in base a principi meritocratici.
Adesso fondamentalmente, nomina lui i presidenti, e quindi di conseguenza le giurie.
Guastini, potresti spiegarci in base a cosa hai selezionato questi presidenti?
Ce ne sono alcuni che non hanno mai vinto nemmeno una shortlist. Fuori quelli che negli ultimi anni hanno vinto a cannes e all’adci, dentro i tuoi amichetti?
Più che l’ADCI, sembra la DC.
Sei ridicolo. A quante giurie hai partecipato, per curiosità?
Le giurie dell’anno scorso erano la cosa peggiore che si potesse concepire.
I giurati selezionati in base a un ranking dei premi che non ha senso: tipo se firmi come direttore creativo non facendo un cazzo campagne vincenti di poveri creativi ti ritrovi come guru della pubblicità italiana e giurato.
Una preselezione internet dove i giurati delegavano qualcuno della agenzia di spulciare le iscrizioni e valutarle. Dove si votava a caso o per sentito dire, dove dei radio se ne ascoltavano un paio di secondi, ci si presentava alla giuria “fisica” ammettendo di non aver mai visto una delle cose preselezionate.
Ora, potrei scriverti pagine e pagine e pagine su come le vecchie giurie fossero una cagata, ma mi sono rotto e ho altro da fare. Quindi se mi vien voglia finirò il discorso, ora accontentati e fidati: molto meglio queste giurie, ovvio non saranno perfette, ma molto molto meglio.
Ma è vera la notizia che Bruno Sacchi è giurato nella stampa?
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