Censimento creativi 2012 – ultima parte.

Prendo atto che i creativi italiani oggi hanno troppa paura per contarsi, anche anonimamente. Forse c’è troppo timore di ritorsioni -”chi è andato a scrivere su Bad Avenue quanti siamo?” – o forse il senso di impotenza ci ha reso insensibili anche a un argomento importante come questo.

Raccolgo il consiglio che alcuni di voi hanno scritto nei commenti: speditemi le informazioni privatamente a questo indirizzo: badmen69@gmail.com.

Se riuscirò a raccogliere un campione significativo pubblicherò un post ad hoc a breve.

Tanti saluti da Bad Avenue.

D. D.

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Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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37 Responses to Censimento creativi 2012 – ultima parte.

  1. Ernesto Spinelli says:

    Lavoro da 8 anni come free lance. Il censimento mi sembra che non si rivolga solo ai dipendenti di agenzie. In caso contrario non tenerne conto. Se posso, invito tutti i creativi, specialmente i junior, a partecipare al censimento apertamente. Sarebbe una piccola, ulteriore sconfitta scrivere all’email privata di bad avenue. Sconfitta peggiore delle altre perché autoimposta.
    Ecco i miei dati:

    Ernesto Spinelli
    38 anni – Roma
    Copywriter / Regista Free Lance
    Portfolio http://www.ernestospinelli.com

    Precedenti agenzie: Saatchi 1999 / 2003
    Principali clienti attuali: NBC Universal Networks Italy, Telecom, Roma Europa Festival.

    • Ernesto Spinelli says:

      Ops. Ok. Ho letto troppo tardi il post originario.

      Forse, però, vista la situazione attuale, è più interessante un censimento su quanti creativi non lavorano in agenzia e un report sulle alternative possibili a quelle strutture vecchie e costose. Oggi per realizzare un annuncio o per girare uno spot non servono più quei colossi preistorici. Strutture più flessibili e anche singoli possono offrire lo stesso grado di professionalità e addirittura qualcosa in più. Con lo stesso budget, un’agenzia gira con la 5D. Un free lance o una piccola struttura gira anche in pellicola. I clienti l’hanno capìto e lo vedono. Insomma c’è luce all’uscita del tunnel.

  2. Gio says:

    Sono contento di leggere, in questo come in molti altri post precedenti, che per voi gli account proprio non esistono. Come se le notti, i finesettimana e i licenziamenti indiscriminati fossero solo una prerogativa dei creativi. Capisco il manifesto del tuo blog ma ti assicuro che stiamo nella stessa trincea.
    Sarà difficile da mandare giù, ma pubblicitari siete voi tanto quanto noi. Negli schermini bellici che le agenzie sventolano sotto gli occhi dei compiaciuti (e in malafede) clienti, ci siamo un po’ tutti.
    Probabilmente ne avrete parlato millemila volte e qui sarà off topic, ma già che si parla di censimenti…

    • Anonymous says:

      Esistono eccome Gio. Purtroppo.

      • Anonymous says:

        Caro Anonymous
        le agenzie solitamente si compongono non solo di “creativi” come amate essere chiamati…ma per fortuna anche di “account” che cercano di vendere, alle volte, anche cose invendibili che create proprio voi creativi!

        Quindi fossi in te, non direi proprio “purtroppo”…visto che purtroppo lo aggiungo io, siamo noi i primi a saltare quando le agenzie non funzionano, proprio perchè siamo i cosiddetti COMMERCIALI!

      • Stella Ambrosino says:

        Caro Anonymous
        le agenzie solitamente si compongono non solo di “creativi” come amate essere chiamati…ma per fortuna anche di “account” che cercano di vendere, alle volte, anche cose invendibili che create proprio voi creativi!

        Quindi fossi in te, non direi proprio “purtroppo”…visto che purtroppo lo aggiungo io, siamo noi i primi a saltare quando le agenzie non funzionano, proprio perchè siamo i cosiddetti COMMERCIALI!

  3. Stefy says:

    concordo con Gio…

    • Ernesto Spinelli says:

      Altro che controinformazione. La polemica account-creativi che si ripete psicoticamente e interminabilmente su questo blog è stucchevole. E, tanto per dire, i producer? Non sono forse da contare anche loro? Sono le braccia di un’agenzia. Risolvono ogni giorno problemi creati da account, copy e art. Senza fare tante chiacchiere. E, ad esempio, la segretaria alla reception? E il responsabile informatico? Non contano? Ci vorrebbe un approccio nuovo al lavoro creativo. Guardarsi attorno. E’ solo pubblicità. E pure brutta la maggior parte delle volte.

      • von Hayek says:

        Accusare i creativi perché la pubblicità che c’è in giro è brutta è come accusare i lavoratori di essere i responsabili dell’attuale crisi finanziaria.
        Ed è proprio quello che sta succedendo…

      • Ernesto Spinelli says:

        Rispondo a von Hayek. Anche se il suo post non mi dava direttamente l’opzione Reply.

        Prova a rileggere quello che ho scritto. Non ho accusato affatto i creativi di essere la causa della brutta pubblicità che c’è in giro in Italia. Anzi. Dico che un vecchio modo di fare pubblicità ha portato al disastro attuale e che non bisogna rotolarsi in discussioni sterili. Serve più coraggio. Nelle agenzie italiane non si produce più nulla. Ci sono reparti web più grandi dei reparti ATL. Sono alla frutta. E la diatriba account-creativi è una bella fetta di prosciutto sugli occhi. E’ solo un modo per tirarla per le lunghe.

  4. per fortuna sono geometra says:

    Gio, il problema è che quando c’è da licenziare, non si sa perché, licenziano solo i creativi. E’ come se alla Fiat, dove costruiscono auto, licenziassero soltanto gli operai che le auto le costruiscono tutti i giorni. Ah, è già così?..

    • Gio says:

      Da me hanno licenziato (o meglio, non rinnovato) un account e un creativo.
      1 a 1 palla al centro?

    • Anonymous says:

      Ti sbaglio proprio caro geometra, perchè invece nelle agenzie le prime persone che saltano sono proprio gli account…dovresti documentarti di più!

      • Stella Ambrosino says:

        Ti sbagli proprio caro geometra, perchè invece nelle agenzie le prime persone che saltano sono proprio gli account…dovresti documentarti di più!

  5. Pina Sinalefe says:

    Sai quale sarebbe un modo davvero utile per contare quanti siamo? Consorziarci, creare un albo, un ordine professionale, un regolamento…una qualsiasi forma di tutela! Sarebbe importante anche per autoregolamentarsi, avere standard di qualità sotto i quali non scendere, stabilire un tetto minimo per lo stipendio al di sotto del quale scatta lo sfruttamento.

  6. frik says:

    @Pina: mi piace

  7. Nome De Fantasia says:

    Sembra una cosa da poco contarsi, ma per me non è così… intere strategie (e relativi preventivi) con il cliente, sono basate sulla panzana che abbiamo tutte quelle competenze all’interno. Se dico quanti siamo, e nella sfiga la persona sbagliata lo viene a leggere, fanno presto a capire che sono stato io. A me piace l’agenzia dove lavoro e ci tengo al mio posto…

  8. Micio says:

    Dai diciamocela tutta: il censimento è fallito perché andare a contare i tuoi colleghi è di una noia mortale!

    • Timmy says:

      Concordo. Perché uno dovrebbe temere ritorsioni se è anonimo?

      • Ernesto Spinelli says:

        Da un lato non si capisce bene dove vuole arrivare questo censimento. Dall’altro i creativi dimostrano come al solito di essere più ambiziosi e paurosi, che chiari e coraggiosi. Quale problema c’è a dire in quale agenzia si lavora. O a dire che nel reparto creativo di un’agenzia, ad esempio, lavorano al momento attuale tre coppie creative con i rispettivi nomi? Quando si vince un premio si fa a gara per mettere in bella vista il proprio nome. Cosa c’è da avere paura? E’ lo stato delle cose. Altrimenti viene il dubbio che chissà che succede in quelle oscure e tenebrose agenzie.
        Che noia. E’ evidente che le agenzie così strutturate non hanno futuro. Sono vittime di un avvitamento da più di dieci anni e sono diventate inutili per i clienti. C’è bisogno di un nuovo approccio al lavoro, flessibile, trasparente e partecipato. Basta superdirettori, superamministratori e superbaciapile. Serve una mentalità nuova e molta aria pulita.

      • Gianni Lombardi says:

        Perché viltà e paura sono i principali problemi del settore.

  9. Anonymous says:

    Scusate se mi intrometto. Non sono assolutamente del vostro settore e questo blog mi è stato indicato, chiaccherando un giorno, da un amico che invece lo è.
    Ogni tanto vi leggo e leggo i vostri commenti. Dall’esterno date l’mmagine di un mondo a parte, date l’idea di essere un’etnia a se stante con i propri usi, costumi e linguaggio. Ridete tra voi, litigate tra voi, commentate tra voi, proponete tra di voi, vi vedete tra di voi . Questo per dirvi che i problemi contingenti su cui discutete non escono allo scoperto. Per trovare soluzioni sui salari, sull’inquadramento professionale, sulle regole delle gare, sulla tutela dei giovani ma anche dei vecchi bisogna che anche le Istituzioni esterne possano sentirvi e ” aprire un tavolo” che comprenda anche commensali che, se non informati, non sapranno mai quanto faticoso è il vostro mestiere.
    In bocca al lupo.
    Francesca

    • SPOON RIVER says:

      ciao Francesca, grazie per la riflessione, per l’augurio e soprattutto per il tono che hai usato, educato e pacato, cosa ormai rara.
      Un saluto :)

    • Comandante Lotito says:

      questo accade su qualsiasi blog di “addetti ai lavori”.

      • Anonymous says:

        Questo lo posso immaginare ma, se gli addetti ai lavori, non escono dai loro “martedì letterari” e si palesano, in primis, agli a.d delle Agenzie ( che a naso capiscono molto poco di Pubblicità ma sanno cosa vuol dire bilanci in pareggio) il riconoscimento della “specie” non potrà mai esserci.
        E con questo tolgo il disturbo.
        Francesca

  10. Anonymous says:

    puoi sempre pubblicarli sotto forma di somma, ossia “le prime 10 agenzie sono xxx, yyy, bbb, ddd,.. “, tutte insieme impiegano 1000 creativi così composti: 12 ecd, 24 dc, 48 art senior, 48 copy senior, 450 stagisti art, 450 stagisti copy, 1 art buyer

  11. Anonymous says:

    come dire che meglio di niente è meglio di niente

  12. negativissimo says:

    rispondo a chi scrive stupidaggini quali “viltà e paura sono i principali problemi del settore”.
    non segnalare in pubblico notizie comunque riservate, quali ruoli, numero addetti e struttura di un reparto creativo non è viltà, è buon senso.

    vi interessa il numero degli addetti delle agenzie?
    prendete la lista che avete pubblicato sopra e chiamate un creativo di ogni agenzia al telefono.
    e gli chiedete in quanti sono. facile no? o è troppo 1.0, guru dei miei maroni?

    • Ernesto Spinelli says:

      “Non segnalare in pubblico notizie comunque riservate, quali ruoli, numero addetti e struttura di un reparto creativo non è viltà, è buon senso”.

      A parte il fatto che ti metti a giudicare senza argomentare e non mi riferisco ai tuoi “maroni”, molto poco interessanti, ma ai termini “stupidaggini, “buon senso”. Ti riempi solo la bocca. Quali sarebbero le notizie riservate, se i principali lavori ATL sono sempre presentati alla stampa con nomi e cognomi? Scusa ma dove vivi in Korea Del Nord?

    • von Hayek says:

      Perché non chiamare il direttore amministrativo di ogni agenzia?
      E ogni agenzia che non risponde (oddio, e se non risponde nessuna?) sputtanarla pubblicamente?
      L’iniziativa del censimento, comunque, non è una buona iniziativa.
      E’ un’ottima iniziativa.
      E’ così che si comincia, dalle piccole cose. Che però tanto piccole non sono.
      Ma dovrebbe essere portata avanti in modo pubblico.
      Ovvero, una certa organizzazione (da definire mandato, statuto e legittimità) chiede alle agenzie questi dati e li rende pubblici.
      Nei dati sono comprese le variazioni occupazionali nei vari reparti diciamo negli ultimi 2-3 anni.
      Si devono anche censire i lavoratori esterni e quantificare l’uso di free lance.
      Ogni anno si rifà il censimento.
      E’ chiaro che le Agenzie possono fare quello che vogliono sul piano occupazionale e non solo perché SONO LORO STESSE AD ESSERE PROTETTE DALL’ANONIMATO. (E con questo dovrebbe chiude una volta per tutte la stucchevole polemica sull’anonimato…)

  13. Anonymous says:

    ecchetristezza…. è così bello poter dire la propria senza nessun timore!
    Stella Ambrosino
    ex account BRAND PORTAL!

  14. andre 3000 says:

    Minkia! Ma ke ora sono dati riservati dire quanti cristiani lavorano in un dannato reparto creativo? E ke state alla CIA? Ma ke siamo diventati davvero così paranoici? Sarà mica colpa di tutto quel cocco inalato?

    • negativissimo says:

      ciccio caro, il passo tra “quanti cristiani lavorano lì?” a “quanti cristiani sono effettivamente assunti lì?” è brevissimo.
      mi stupisco di quanta ingenuità alberghi da queste parti.

  15. Comandante Lotito says:

    La mia sensazione è che nessuno dica quanti sono gli “impiegati” delle agenzie solo per un motivo: che questo blog è di un anonimo.

    Immaginate infatti questi due scenari TELEFONICI:

    A – vi chiama una redattrice di You Mark (o Daily media, ecc) e chiede: mi scusi quanti siete nella vostra agenzia? Difficile non rispondere.
    B – vi chiama un anonimo e vi chiede: mi scusi, ma quanti siete nella vostra agenzia?
    E voi: – ma chi è che parla, scusi?
    - non si preoccupi, lo so io chi sono: quanti siete?
    E voi: Aò, ma chi sei? Io so’ Lotito, e tu?

    E’ per questo che non ti rispondono, Donald.

  16. cherryon says:

    Agenzia: n9na.com

    Direttori Creativi Esecutivi Simona Piraino | Alfonsetta Franchina

    Direttori Creativi Associati o Capigruppo:

    Art Director: Alfonsetta Franchina

    Copywriter: Simona Piraino

    Graphic Designer: (1

    Digital: 1

  17. Pingback: Censimento creativi 2012 – ultima parte. | informazionelibera.com

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