Invictus.

Uno spot di UBS del 1996 per i miei auguri per il 2012: che quest’anno i creativi la smettano di autocommiserarsi e di accettare tutto ciò che accade passivamente.

Che possano diventare finalmente padroni del loro destino.

“Out of the night that covers me,

Black as the pit from pole to pole,

I thank whatever gods may be

For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance

I have not winced nor cried aloud.

Under the bludgeonings of chance

My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears

Looms but the Horror of the shade,

And yet the menace of the years

Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,

How charged with punishments the scroll,

I am the master of my fate:

I am the captain of my soul”.

William Ernest Hemley

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About Donald Draper

Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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21 Responses to Invictus.

  1. suzie says:

    Solenne. Grazie Don. Il destino nelle nostre mani non è solo nostro.
    Bello lo spot EvaQ? Avrei pagato per partecipare al brainstorming. PAGATO.

  2. Madai says:

    Posso sentirmi il padrone del mio destino quanto voglio, ma se un ceo o un ecd che devono a tutti i costi tenersi saldi alle loro poltrone si mettono in testa di farmi fuori l’unico ruolo attivo che mi rimane è decidere se uscire dalla porta principale o da quella di servizio.
    Donald la filosofia rivoluzionaria non serve a molto in questo periodoto. Ci piaci di più quando prgmaticamente denunci le porcherie che accadono ogni giorno.

    • Posalaquaglia says:

      Questo tuo pervicace accenno ai capretti mi preoccupa.
      Passi quando il capretto è sacrificale, e financo sgozzato.
      Ma hai già usato questa ardita similitudine zoologica per definire quello là di LB un “capretto evirato”.
      Non è che per caso in una vita passata eri un ovino cornuto e hai fatto una gran brutta fine? :)
      Di certo in questa vita – con accenno a questo thread – sei un sognatore con molto poco senso pratico.
      Oggi chi ha la fortuna di avere un lavoro se lo tiene e ingoia rospi, ci mancherebbe altro che di questi tempi ci si metta a fare gli splendidi e/o i Don Chisciotte.
      Rialzare la testa è un lusso che ci potremo permettere quando potremo anche permetterci il lusso di avere alternative migliori. Non ora.
      Buon anno anche a te.

    • domenico says:

      ehehehehhe… d d ha ragione! da un ex lasciato a casa portati il massimo via!

  3. ateo says:

    le alternative migliori ci sono. basta uscire da questa fighetteria di logica che emglio gratis in una multinazionale blasonata che ben pagato in una piccola. o a fare dell’altro.

    • BastaFighette says:

      Bravo… Che la vera svalutazione della “paga” è solo colpa dei fighetti figli di papà che per fare i fighetti nelle grandi agenzie hanno accettato per anni di lavorare a due lire.

  4. lutile says:

    Anch’io penso che ora si debba mandare giù rospi per resistere resistere resistere.

    La vendetta va servita fredda: non scaldiamoci a Gennaio, che solo a Dicembre hanno falciato persone come giunchi in una palude da bonificare.

    • Bianconiglio says:

      Allora vai pure avanti a pigliarla al culo.

      • lutile says:

        Complimenti.
        La franchezza non ti manca!

        Non ho detto che vivrò per sempre felice di subire. Sto solo dicendo che bisogna muoversi con calma, sondando il terreno.

        Se tu mandi le mail col CV e ti rispondono subito chiedendoti un colloquio, buon per te!

        Ah, ma forse sei uno di quegli stagisti che non ha davvero un cazzo da perdere…

  5. Sara says:

    Ho ascoltato per la prima volta la poesia di Henley guardando il film “Invictus” ispirato alla vita di Nelson Mandela.

    Ecco da Wikipedia ciò che avevo trovato su questo poemetto:

    “All’età di 12 anni, Henley rimase vittima del morbo di Pott, una grave forma di tubercolosi ossea. Nonostante ciò, riuscì a continuare i suoi studi e a tentare una carriera giornalistica a Londra. Il suo lavoro, però, fu interrotto continuamente dalla grave patologia, che all’età di 25 anni lo costrinse all’amputazione di una gamba per sopravvivere. Henley non si scoraggiò e continuò a vivere per circa 30 anni con una protesi artificiale, fino all’età di 53 anni. Henley era amico di Robert Louis Stevenson, che si ispirò a lui per il personaggio di Long John Silver ne L’isola del tesoro.[7]

    La poesia Invictus fu scritta proprio sul letto di un ospedale.

    La poesia era usata da Nelson Mandela per alleviare gli anni della sua prigionia durante l’apartheid. Per questo è anche citata nel film Invictus – L’invincibile, del 2009, diretto da Clint Eastwood, in cui doppiaggio e titolatura in italiano hanno preferito la traduzione libera di invictus con invincibile, anziché con il significato più corretto di invitto, imbattuto”.

    Geniale ma un po’ riduttivo e svilente rapportato a uno spot di una banca, huh?

    • Carlos says:

      Infatti io ho sempre trovato e trovo allucinanti le pubblicità che usano l’immagine di persone famose o citazioni di loro opere e pensieri senza l’esplicita autorizzazione dell’autore. Ma chi ci dà il diritto di mercificare persone e opere a puro scopo commerciale? Prendiamo il caso più famoso: Think Different di Apple. Qualcuno ha viaggiato nel tempo per chiedere a Einstein o a John Lennon se erano d’accordo a mettere la faccia per vendere elaborati elettronici? E se non lo fossero stati? Tutto giustificato dall’espediente paraculo (poi replicato in moltissimi altri spot) dell’”omaggio”? Eppure non c’è un creativo pubblicitario che non si faccia le seghe su questo spot: segno di un’arroganza totalizzante e di una visione del mondo gretta e materialistica dove qualsiasi cosa è lecita pur di vendere… per me (parlo da creativo) è sempre molto meglio creare qualcosa di originale, magari di orribile e mediocre, che rubare senza permesso ai veri geni e artisti

    • SPOON RIVER says:

      usare queste cose per la pubblicità, oggi, non è geniale o riduttivo, è solo molto noioso e retorico… ma lì eravamo nel lontano 96… ;)

  6. essere padroni del proprio destino mi pare un ottimo augurio. Grazie Don.
    Definirlo donchisciottesco o retorico mi pare invece la maschera cinica per coprire il volto disfatto di una resa incondizionata.
    Parlo a titolo personale senza voler rappresentare niente e nessuno, in questo caso.
    Buon anno
    m.

    • SPOON RIVER says:

      ciao Massimo, buon anno anche a te :) solo per dire che “essere padroni del proprio destino” sì, è un po’ retorico se usato in pubblicità oggi..dai, è sempre la solita cosa, bel messaggio, ma basta, insomma. Viene detto in tutte le salse dalle auto alle banche e così, per me, perde valore. Ed è triste se detto nella sfera personale, semplicemente perché se non sei padrone del tuo destino allora cosa campi a fare? Nessuna resa incondizionata, dunque, tutt’altro! ciao :)

    • Posalaquaglia says:

      Paperoga, è facile parlare come fai tu quando hai posto di primo livello in un’agenzia figa e un ricco stipendio che ti permette arrivare senza strizzate di culo a ogni fine mese.
      Fatti un piattino di realismo, e pensa ai tanti junior che campano d’aria e di speranze: se osano rialzare la testa in un momento come questo, volano via come le foglie in un nanosecondo.
      Non si tratta di vigliaccheria, ma solo di tempismo: solo i fessi si alzano in piedi quando la mitragliatrice è puntata. I saggi lo fanno solo quando hanno ricevuto un bel giubbotto bulletproof, oppure hanno aspettato che chi può tirare il grilletto abbia finito le munizioni.
      Non è cinismo né resa, è solo saper guardare la realtà e aspettare tempi migliori e più adatti. E magari nel frattempo riuscire anche ad affilare i coltelli.
      Ad maiora.

      • Bianconiglio says:

        Allora aspetta che vada tutto bene. Così sarai anche l’unico pirla che si lamenta.

      • @Posalaquaglia: “agenzia figa” è un’espressione anacronistica che oggi, in Italia, non ha proprio nulla a che fare con quel realismo che auspichi. “Un ricco stipendio…ecc” mi sa di pensiero che ha messo radici nel pregiudizio. Se vuoi ti mostro le mie dichiarazioni dei redditi. E le mie spese.
        Ogni volta che sono arrivato a formulare dentro me stesso la metà delle lamentele che leggo qua dentro, ho detto basta. Senza guardare a dove puntassero le mitragliatrici, ma badando solo a quanto mi faceva male il culo a causa della poltrona che occupavo. Ho iniziato avventure avendo costi dieci volte maggiori dei ricavi sicuri. L’ultima volta che l’ho fatto avevo 48 anni, figli e nessuna rete di sicurezza. In questo momento vedo il 2012. Ma se i Maya non ci azzeccano dovrò costruirmi il 2013. Come te, suppongo.
        Posalaquaglia, sei troppo posato. Se non spieghi le ali rimarrai impallinato. Meglio che accada in cielo. Per lo meno proverai ancora una volta l’ebbrezza del volo.
        Sì, ad maiora.
        m.

      • Posalaquaglia says:

        Massimo, intanto grazie per non averni dato una risposta in stile Biancoglione.
        Guarda che la mia non è paura di volare, è necessaria e fisiologica prudenza in un cielo pieno di contraerea. Se tu, o qualcun altro, avete il coraggio di prendere iniziative costose e rischiose, bravi. Forse sarei in grado di prenderle anch’io, credo di avere le terga abbastanza coperte e le ali abbstanza ampie. Ma se leggi bene io ho scritto di junior, che hanno poco o nullo potere contrattuale, e che potranno realisticamente rialzare la testa solo quando i loro capi avranno dimostrato – loro sì – di saper gestire con correttezza e capacità il destino proprio e, specialmente, quello degli altri.
        Ciao

  7. Massimiliano degli Uberti says:

    Caro Posalaquaglia, nessun cambiamento è mai avvenuto durante un cessate il fuoco: hanno tutti richiesto una certa misura di coraggio e di rischio.
    I ragazzi di cui parli sulle mitragliatrici ci sono seduti e quando hai la canna di un arma da fuoco su per il culo, la prima cosa da fare è alzarsi in piedi, per quanto pericoloso possa essere il fuoco di sbarramento.

  8. accountacculturata says:

    grazie d è un bellissimo augurio

  9. Pingback: Invictus. | informazionelibera.com

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