Devo confessarvi che capita sempre più spesso che io mi domandi chi me l’abbia fatto fare di aprire questo blog.
Poi succedono cose che mi ricordano i motivi per i quali Bad Avenue è nato.
Il video in cui YouMark intervista Giorgio Brenna alla cena di Natale della Leo Burnett è uno di questi motivi. È da qualche giorno che lo conservo per pubblicarlo come post natalizio. Godetevelo fino in fondo, per tutto il suo minuto e quindici, dall’inquadratura del CEO circondato da figa giovane fino all’immagine dei due allegri suonatori da Titanic.
Questo mestiere, che io amo ancora profondamente, si è ridotto male. Sono cose che succedono, purtroppo. Ma trovo intollerabile il fatto di sopportare fanzine che diffondono supinamente video dall’obiettività minzoliniana, o manager che ignorano il significato di sobrietà in un periodo di crisi come questo.
“Siamo ricchi” dice orgoglioso Brenna con la sua voce da capretto evirato.
“Siete poveri” dico io: poveri di cultura, poveri di spirito, poveri di visione strategica.
Nonostante questo dobbiamo ancora farci guidare da questi manager illuminati, più bravi alla guida di Ferrari aziendali che di agenzie pubblicitarie. Ma sono certo che non passerà troppo tempo prima che ci renderemo conto per quale genere di individui abbiamo fatto sacrifici e stiamo ancora facendo notti e week end al lavoro.
E quando arriverà quel momento la nostra consapevolezza sarà più forte di una rivoluzione.
Nel frattempo auguri a tutti noi, ne abbiamo bisogno.
Tanti saluti da Bad Avenue.
Donald Draper
E intanto molti colleghi in questi giorni ricevevano una bella letterina, non proprio quella di babbo Natale. Altro che fanzine. Sottoscrivo ogni parola amico mio.
Ciao Donald,
è la prima volta che scrivo sul tuo chiacchieratissimo blog, ma sono un assiduo lettore.
Ad ogni modo, non conosco personalmente Brenna e non azzardo un giudizio di merito, anche perché sarebbe troppo facile sciorinare una critica stando al video postato (e al post che lo anticipa). Ammetto, altresì, che il soggetto non mi comunica particolare simpatia. Ritengo, però, interessante osservare che le affermazioni del Brenna sono esternate all’interno di un contesto festaiolo, goliardico, magari anche sulla scia di una leggera punta alcolemica. Non è una giustificazione, anche perché non si sta giustificando chissà quale reato, se non una infelice esternazione in un momento non particolarmente felice per molti colleghi (me compreso). Diciamo che letto dall’esterno, a freddo e da casa, può toccare qualche corda. Inoltre, se fosse stata un’intervista rilasciata in un altro contesto, magari più formale, avrebbe di certo avuto un risultato più “doloso”.
Dunque, qual è l’accusa?
Millantare una situazione non esattamente rispondente alla realtà?
Risultare poco sensibile nei confronti di persone che Leo Burnett si accinge a lasciare a casa, entro Natale ? A proposito, ci sono notizie certe su questi licenziamenti?.
A rileggerci,
Jo Cattolo
Un’agenzia di pubblicità che pretende di essere all’avanguardia, in Italia e nel mondo, può pubblicare in homepage un video così? La risposta è No. Per forma e contenuto. C’è poco da aggiungere.
Scusa “licenziate Lui”, quando parli di homepage intendi quella di Leo Burnett?
Il link era già apparso in un precedente post di Bad Avenue. Sarai d’accordo che comunque non cambia molto se questo video è in homepage o altrove sul sito. Fosse anche solo un post del blog, mi sembra che come lavoro sulla propria “immagine” è un po’ scadente per un’agenzia di pubblicità. Potrei capire anche i cinque o sei bicchierini di alcol. Un video del genere magari lo giri pure, ma non lo monti e pubblichi. Se fossi un cliente, un cliente libero intendo, senza legami politici con l’agenzia, avrei qualche dubbio.
JO! chiaro, l’homepage di Leo.
Ho chiesto delucidazioni poiché sulla homepage della Leo non trovo il filmato…
Il momento più agghiacciante del video (girato e montato in modo agghiacciante, al punto da mettere in gara Leo Burnett Milano un secondo dopo averlo visto pubblicato sulla loro homepage) è quello della sua risposta (vero e proprio outing): i teschi portano fortuna, come i soldi. Che livello! Senza contare i candelotti sulla torta. Gli occhiali bianchi. E le Bond Girl. Alle persone che hanno subìto dei torti da questo pessimo esempio auguro con tutto il cuore Buon Natale.
pare 12 persone…
Aspettavo un post di Donald su questo incredibile video, e non mi ha deluso.
I più giovani lettori di questo blog forse sottovalutano l’impatto che questo orrendo filmino può avere – addirittura – sul mercato. Vi riassumo i fatti, tralasciando le chiacchiere sui licenziamenti della stessa agenzia (cosa che renderebbe solo più grave l’episodio): il mercato della pubblicità sottopaga tutte le agenzie, considerate “colpevoli” di aver troppo guadagnato e gioito negli anni degli sperperi ingiustificati. Il mercato ha in parte ragione. Ma poi ha esagerato non poco, lasciandosi prendere la mano. Perché le agenzie oggi sono povere, non fanno margini, soffrono di mille mali. Inclusa, ovviamente, l’agenzia di destra per eccellenza: la Leo B.
Ma ecco che un video che ritrae un simil-pupazzo anni ’80, un personaggio degno dei film di Neri Parenti o di Vanzina, ci mostra (gli mostra, al mercato) che le agenzie sono ancora le teste di cazzo di una volta. Che è bene continuare a sottopagarle, perché ancora fanno margini iniqui per i tempi che (tutti gli altri) corrono. Il personaggio, che è lo stesso che io vidi dare gas nella sua Ferrari nera a Cannes facendosi largo in un’attonita folla di drinkers italiani e non, due anni fa, tra le risa e il disgusto generali, in un paese normale non dovrebbe essere quello che fa i soldi. Dovrebbe essere magro come uno teschi che porta al collo.
Ma nel paese (e, aggiungo, nella città: Milano – e apro postilla: a Torino o nella stessa Roma una roba così provinciale non potrebbe accadere mai) dei Lele Mora e dei Corona, questo personaggio ha successo, e ha addirittura della gente che lo stima e gli offre dei budget. Incredibile. Disgustoso.
La frase più bella è all’inizio (confesso di non essere andato molto oltre): “I soldi portano fortuna”.
Un insegnamento da scolpire sul marmo del 2012 nuovo di zecca. Non affidatevi agli amuleti, alle corna, al buon lavoro o alle idee: la fortuna si può solo comprare.
Sono di Roma. Non avevo mai capìto cosa voleva dire Pirla. Poi ho visto questo video.
Ecco, “Pirla” non c’entra con questo video. E’ troppo poco.
Altro che Ricchi e Poveri. Qua siamo direttamente a Marilyn Manson.
Grazie della precisazione. Il video lascia in effetti a corto di parole.
Dear Zuma would you merry me?
eheheh scherzi a parte hai esplicitato ogni mio singolo pensiero
Peccato che non ho avuto l’occasione per giocare un pò con l’autostima di Giorgio mi sarei tanto tanto divertita…ma capiterà di incontrarlo..oh se capiterà!
la nave che affonda…. come se nulla fosse
“L’orrore…l’orrore…”.
“Un giorno o l’altro, quando sarò finalmente fuori dal gioco, voi – o i vostri successori – sarete forse tentati di togliere il mio nome dalla porta. Magari vorrete chiamarvi “Tizio, Caio e Sempronio S.p.A” o “Agenzia Futura”, o qualcosa del genere.
Mi starà bene, se starà bene anche a voi. Però lasciatemi dire quando sarò io a voler togliere il mio nome dalla porta.
Sarà quando spenderete più tempo a far quattrini e meno a fare la pubblicità. La pubblicità come la intendiamo noi. Quando dimenticherete che, per il tipo di gente che lavora nella nostra agenzia, il divertimento che il lavoro pubblicitario dà è importante almeno quanto il denaro che se ne ricava.
Quando perderete la sensazione che quello che fate non è mai abbastanza buono.
Quando perderete l’invincibile desiderio di fare il lavoro bene per se stesso, senza riguardi per il cliente, per i soldi o per la fatica. Quando perderete l’amore per la completezza e l’avversione per le perdite di tempo.
Quando smetterete di ricercare lo stile, le sottolineature, la fusione di parole ed immagini che producono risultati freschi, memorabili e credibili. Quando smetterete di dedicarvi ogni giorno all’idea che “Leo Burnett” significa “pubblicità migliore”.
Quando non sarete più quello che Thoreau chiamava “un’azienda con una coscienza”, che per me significa solo un gruppo di uomini e donne coscienti di quel che fanno. Quando comincerete a compromettere la vostra integrità, che è sempre stata il cuore e la forza di quest’agenzia.
Quando vi fermerete davanti ai vantaggi immediati e razionalizzerete l’opportunismo per amore dei soldi. Quando mostrerete anche i più piccoli segni di asprezza, di incompetenza, di saccenteria perdendo quel sottile senso delle proporzioni.
Quando il vostro interesse principale sarà di porre come unità di misura della vostra opera la quantità invece che il buon lavoro, il lavoro duro che dà buoni risultati. Quando le vostre prospettive si ridurranno a contare i simboli del successo nel vostro ufficio.
Quando perderete la vostra modestia e diventerete dei “pezzi grossi”… un po’ troppo grossi per le vostre scarpe.
Quando la mela rimarrà solo un frutto da mangiare (o da lustrare) anziché essere parte del nostro stile, della nostra personalità. Quando, trovando da ridire su qualcosa, tirerete in ballo non il lavoro in sé ma la persona che lo avrà fatto.
Quando smetterete di costruire su idee forti e vitali e vi accontenterete di una catena di montaggio.
Quando comincerete a credere che, nell’interesse dell’efficienza, lo spirito creativo possa essere delegato e amministrato, dimenticando che deve essere invece solamente nutrito, stimolato ed ispirato. Quando comincerete a sciacquarvi la bocca con la frase “Agenzia Creativa” e smetterete di esserlo davvero.
Quando, infine, perderete il rispetto per l’individuo: l’uomo solo alla sua macchina da scrivere, o al suo tavolo da disegno, o dietro la sua macchina da presa, o semplicemente immerso nelle scartoffie a lavorare tutta la notte su una pianificazione media.
Quando dimenticherete che solo l’individuo – e ne sia ringraziato Dio! – ha reso possibile la costruzione dell’agenzia che abbiamo adesso. Quando dimenticherete che è sempre stato l’individuo, tendendo la mano verso mete irraggiungibili, a toccare per un momento una di quelle calde, lontanissime stelle.
Allora, amici, vi chiederò di togliere il mio nome dalla porta. E, perbacco, quel nome sarà tolto. Anche se dovessi materializzarmi abbastanza a lungo, una notte, per cancellarlo da ogni piano del palazzo. E, prima di smaterializzarmi di nuovo, cancellerò anche quel simbolo con la mano e le stelle. E brucerò gli archivi e gli schedari. Magari, en passant, strapperò qualche annuncio. E butterò ogni stramaledettissima mela giù per la tromba delle scale. E la mattina dopo non riconoscerete più neanche il posto. Allora dovrete trovarvelo per forza, un altro nome.”
Leo Burnett
Sapeva già tutto il vecchio Leo.
che si abravo a creare servizio è indubbio. ha creato e portato col servizio e nn con la creatività, initzlia hub di philip morris fiat ecc…
ma quello che voglio dire a chi si smazza notti a 800 euro al mese è che i soldi ci sono e vanno a finiri li. nn credete alle palle che son finiti che è così. state ingrassando qiesti figuri e i loro capi anew york elondra. quindi vi dico che ha più dignità fare loscaffalista all’esseluga se avete cervello. se no siete come lui, ospererete di divemtarlo. ma nn ci riuscirete mai.
i teschi! hai inquadrato i teschi? … eccerto! secondo te!?… come sei alla moda….
si limetteva l’anno scorso mio fratello di 16 anni, tra l’altro. cmq nnc sarebbe niente di male se nnsfruttassero la gente, facessero contratti farlocchi ecc…
Ricchi o poveri.. sopratutto siete di cattivo gusto. Thats it
Adoro! un fan dei Descendents qui.
Eh dai….se, almeno loro, posso divertirsi e brindare che lo facciano. Verrà anche il nostro momento, spero.
Dubito, in vero, ma spero.
Sereno Natale a tutti
Scene da basso impero.
Brenna potrebbe in effetti impersonare Caligola in un serial tv.
Non so cosa darei per vedere la scena nella quale nomina ECD il suo cavallo.
Ad minora (per questa volta).
Un maiale che vola resta sempre un maiale…
Per chi volesse imitarlo: il foulard con i teschi è in vendita presso quasi tutti gli ingrossi cinesi di via Paolo sarpi, disponibile in vari colori al prezzo di 3€ Iva inclusa e senza scontrino. Buon Natale a tutti.
Scherzi? quello sarà un McQueen originale, senza dubbio.
sotto c’era questa:
http://4.bp.blogspot.com/-EsFEnLiCgAM/TtzirkjoquI/AAAAAAAADB8/zNqxuLKsmKk/s1600/TSHIRT+SEI+UN+POVERO.jpg
ci sono quelli che continuano a fare gli sboroni, quelli che non battono ciglio, quelli che si nascondono e quelli che si mostrano addolorati e disfatti di fronte alla gente che stanno per mandare a casa. Ognuno di loro ha il proprio modo di far culo della faccia.
Ma tutti i pessimi CEO di agenzie italiane sono accomunati dal fatto che, ad andarsene volontariamente, non ci pensano manco da lontano. Anche se questo significa alimentare a dismisura la disperazione della generazione mille euro e dei padri di famiglia che non sapranno più come arrivare a fine mese..
Strascicano la loro incompetenza fino all’ultimo secondo utile e tirano tutti ad andarsene con la dorata buonauscita che li metterà al sicuro per due o tre annetti, nei quali si cercheranno comodamente un altro posto, magari un pò meno remunerativo di prima ma sempre accettabile, nel quale la loro fama inspiegabilmente non è giunta e, quindi, ancora disposto a prenderli. E così via all’infinito.
Questo dimostra, se ancora avete dubbi, che tutti pensano solo a sè stessi.
E’ un problema culturale.Il mondo della pubblicità in italia è ancora diviso tra nobili e plebaglia. E pretendere che la nobiltà abbia una qualche forma di immedesimazione nella plebe è assurdo.
Loro credono di avere un diritto di sangue a tenere le loro sedie sotto il loro culo a scapito di tutti gli altri. E’ inutile attendere un segnale di speranza da questa gente. Li si può solo, metaforicamente, andare a stanare e portare al patibolo.
La rivoluzione parte sempre dal basso e si concretizza quando tanti singoli disperati mettono insieme le loro disperazioni assommandole in una Forza.
E io credo che oggi questa forza si possa ancora trovare, di diritto, nelle legislazione del lavoro.
Le agenzie oggi non possono permettersi di affrontare troppe cause, soprattutto se diventano collettive. E spesso da quel punto di vista hanno codoni di paglia che basterebbe un fiammifero per far divampare.
Svegliatevi
Su una sola cosa non sono d’accordo con te. Quando fai la differenza tra nobili e plebaglia. E’ un punto di vista sbagliato. Capovolto. I nobili sono le persone che rispettano il lavoro creativo e i propri collaboratori, pagando se serve in prima persona. I soldi e la fama sono il giusto risultato di questo approccio. La plebaglia invece è gente come questo fantoccio di pessimo gusto che magari è anche capace di raggiungere posti di potere e intascarsi molti soldi, ma non è capace di girare, montare e pubblicare nemmeno un video fatto come si deve.
Che uomo di merda. Da schiacciare come uno scarafaggio. Sembra una specie di involuzione della specie umana con quei suoi lineamenti da pupazzo.
Don, secondo il mio (modesto) punto di vista ci sei cascato con tutte le scarpe.
Questa festicciola non meritava il tuo spazio. A mio avviso G.B. è molto meno ingenuo di quel che appare da questo abominevole video (cmq, onestamente, sfido chiunque a riprendere il tenore di una qualunque altra festa d’agenzia dopo il sesto drink), e che dietro questo “party-ottimista” ci sia la tecnica tanto cara a Giorgino del “bene o nel male, l’importante è che se ne parli”, che ha fatto di lui la bruttissima copia di Marchionne.
E poi tutti noi abbiamo partecipato a discutibili feste d’agenzia con enorme tasso etilico in circolo e con colleghe un po’ piu’ “in tiro” (leggesi fighe) rispetto al solito look pomeridiano.
Detto questo, io son ben contento di non esserci stato (anche se alcol+figa sono un binomio che non fa schifo) ma alcuni commenti letti sopra mi sembrano un po’ da “rosiconi”: quindi son d’accordo con Edo, se almeno loro possono farsi una serata, se la facciano, tanto l’opinione (discutibile) sulla loro agenzia non cambia per questo.
Sincerely yours,
Mr.Daniels
ps. dei 12 presunti licenziati in Leo si sa qualcosa di piu’?
Il tuo post mi sarebbe piaciuto se fosse stato scritto così:
“Dei 12 presunti licenziati in Leo si sa qualcosa di piu’?
Sincerely yours,
Mr.Daniels
ps. Don, secondo il mio (modesto) punto di vista ci sei cascato con tutte le scarpe.
Questa festicciola non meritava il tuo spazio. A mio avviso G.B. è molto meno ingenuo di quel che appare da questo abominevole video (cmq, onestamente, sfido chiunque a riprendere il tenore di una qualunque altra festa d’agenzia dopo il sesto drink), e che dietro questo “party-ottimista” ci sia la tecnica tanto cara a Giorgino del “bene o nel male, l’importante è che se ne parli”, che ha fatto di lui la bruttissima copia di Marchionne. E poi tutti noi abbiamo partecipato a discutibili feste d’agenzia con enorme tasso etilico in circolo e con colleghe un po’ piu’ “in tiro” (leggesi fighe) rispetto al solito look pomeridiano. Detto questo, io son ben contento di non esserci stato (anche se alcol+figa sono un binomio che non fa schifo) ma alcuni commenti letti sopra mi sembrano un po’ da “rosiconi”: quindi son d’accordo con Edo, se almeno loro possono farsi una serata, se la facciano, tanto l’opinione (discutibile) sulla loro agenzia non cambia per questo.”
Così com’è la sincerità si ferma solo alla prima parte.
Se il post di Don fosse stato sui “12 licenziati” avrei iniziato come dici tu.
Considerato che invece il video della festa E’ il “topic” del blog, è stato giusto scrivere cosi’, sinceramente.
Addirittura il topic del blog. Uau. Ci volevi proprio andare a quella festa…
eheheehhe, che ingenuo!
peace!
Fermi un attimo.
A inutile, non voluta e non richiesta difesa della LB, quel video l’ha fatto Youmark: si vede anche il microfono della sagace intervistatrice (quella che dice “Leo Burnè”) con il logo.
Non date perciò la colpa a LB per l’intento e la qualità del video, che è online sul sito di Youmark, qui:
http://www.youmark.it/article/35655
Sullo stesso sito, vedo che c’è altra gente che balla sulla nave che affonda…:
http://www.youmark.it/article/35677
Contenti loro…
No. Ha detto “ricchy”.
È ben diverso dai. E poi si vede che è tanto “ricchy”…
Non sono tanto la festa, il numero dei drinks ingurgitati, le fighe e lo strepitoso foulard di Brenna/lelemora a rendere ridicolo e agghiacciante il filmato (anche in altri contesti si vedono cose analoghe) ma, come dice Donald, le asciutte battute del Ceo di Leo Burnett. In trasparenza si intravvedono chiaramente il desertificato retroterra culturale del professionista e il suo vecchissimo modello di business. Proprio ora che avremmo bisogno di una lucida e innovativa sobrietà di stile. Da vomito.
Auguri
sintesi esatta di chi ha colto il punto. thank you.
Io ci ho lavorato per tanti anni. In effetti ero rimasto impressionato alcuni anni fa dallo stuolo di zoc–le “dichiarate” che ogni anno venivano portate in gran numero alle feste per soddisfare i fini palati dei più importanti clienti. Forse alcuni metodi di fidelizzazione dei clienti sono infallibili. E’ così da sempree Mr B lo sa bene.
giorgione non si è mai vergognato.
non si è mai vergognato delle ferrari sfasciate, delle segretarie amanti che diventano account o planner, delle escort che lo accompagnano ai premi o a cannes, delle ragazze immagini alle feste, della sua corte di leccapiedi, dei suoi sistemi per fidelizzare i clienti, della sua dialettica approssimativa, delle sue foto sui magazine dell’adv.
è la sua forza e nessuno sembra averlo capito.
cmq leo assume e nn licenzia. tra l’altro.
caro Ateo, ne riparlaimo a GENNAIO, se Leo assume o LICENZIA………….
non è il solo a fare così. svegliatevi! buon anatle e forza dd
infatti il peggio non è lui, sono i suoi lacché. avete presente?
Quindi, secondo Negativissimo e Ateo avanti così?
esatto. se ci saranno sparizioni eccellenti nel 2012 queste non coinvolgeranno le alte sfere, se così le vogliamo chiamare, di LB.
tristezza incolmabile. vertice inarrivabile di tristezza sull’inquadratura dei due suonatori, ma dove li hanno presi? spirito di bill bernbach, dove sei?
Tra l’altro sembra che suonino “la canzone di marinella” riarrangiata in stile Clayderman.
Meglio senza lavoro che in un posto di quel genere.
dai nndire cazzate. se ti sevono soldi è grasso che cola.
sorry quali soldi??!!! o sei un privilegiato raro o tesoro non sei mai stato in leo ahahahahahah soldi?????? ma quali soldi al massimo la gloria…un giorno, forse, prima di morire ahahahahah soldi….
a me la cosa che ha fatto tristezza sono i due musicisti che stanno lì perché nell’intenzione di chi li ha scritturati qualificano chi li ha scritturati. stanno lì perché è fine, e poco importa se una nota è un pochino calante tanto non se ne accorge nessuno ma soprattutto non gliene frega niente. stanno lì come decorazione, “significano” che è una scelta raffinata e non volgare come il parlare di soldi. sono d’accordo: non demonizziamo. è una festa, si beve e si scherza. però il violino e il pianoforte li hanno pianificati da sobri.
Chi è la tizia che fa l’intervista?
Vorrei prenotarla per il mio funerale.
Anche i musicisti mi sembrano molto in tema, se mi date il telefono del loro agente ve ne sarei grato.
Secondo voi per il 2037 hanno un buco libero?
nessuno parla dei licenziamenti imminenti in leo, vedo……………ragazzi, si salvi chi può!!
nn licenzia leo, assume, se no uno nndce siamo ricchi e perchè so per certoche nn licenzano.
Anche il mio capo mi ha licenziata una settimana dopo aver detto che il mio reparto non sarebbe stato toccato. e il mese dopo era già su youmark a dire quanto bene andassero le cose, come fosse bello questo mestiere e pipper pippero…
io purtroppo so x certo il contrario. da gennaio.
se giorgio dice che sono rumours è perché è vero. se giorgio dice che rimane è perché sta facendo le valigie. se giorgio dice che sta coltivando i talenti è perché i talenti se ne stanno andando. se giorgio dice che burnett è ricca è perché sta perdendo soldi.
le sue dichiarazioni sono sempre trasparenti, basta leggerle capovolte.
esatto.
bavoso e ignorante. c’è ben poco da festeggiare.
so che mandano a casa chi si merita di andare a casa (purtroppo solo alcuni)
e so che prendono nuove leve per migliorare (purtroppo non molti)
Un cliente come Philip Morris garantirebbe un buon natale a tutti:)
un cliente come philip morris prima poi verra ciulato da chi l’ha portato!
allora io un portfolio in Leo lo mando, magari mi prendono
che dolci che siete…ma certo che vi prendono! leo non sbatte la porta in faccia neanche alle mezze seghe…anzi meglio se sei una mezza sega perchè così può spremerti+umiliart+spremerti+umiliart+spremerti+umiliarti …ovviamente gratis!se poi volete lavorare con un non stipendio, una non vita, e una non autostima…accomodatevi LB cerca eccome se cerca
Caro Donald,
io ero presente alla festa Leo Burnett del 2005, la prima dopo l’insediamento di Giorgetto. Difficile descrivere il disgusto provato nel vedere alcuni manager – compresi gli attuali direttori creativi di JWT – che fino a poco mesi prima leccavano Fronzoni (“Alessio! Alessio! Alessio!”) passare a leccare agilmente, entusiasticamente e soprattutto senza vergogna il nuovo che avanzava (“Giorgio!!! Giorgio!!! Giorgio!!!). Niente però al paragone di scoprire che al centro della festa, al Fashion (vi ricordate, cari piccoli smemorati burnetter?), c’era un privé in cui, oltre ai mega-manager dell’agenzia, potevano entrare alcuni clienti (maschi – uno fra tutti, Perosino, allora in Fiat, ora in Volkswagen) e alcune “hostess” in minigonna. Ora, perché “sbattere” un privé del genere in faccia a tutti, compreso l’ultimo stagista dell’agenzia? La chiave me la dette in diretta un mio collega: “La gente ama i fascisti”.
Era un generalizzazione, ma solo in parte superficiale. Giorgetto sa benissimo di essere oggetto di esecrazione per alcune persone, ma il suo obbiettivo è quello diventare oggetto di invidia per un gruppo molto più consistente di individui. Non vi ricorda forse qualcuno che fino a poco tempo guidava il governo? Ecco, il capo di LB non fa che riprodurre un modello stantio: non troppo intelligente, né davvero perfido – semplicemente sfigato. Un uomo sfigato in un paese sfigato.
Nel 2005 si sapeva già. Ma “la gente ama i fascisti”, almeno fino a quando sono vincenti, per poi scaricarli dopo l’inevitabile piazza Loreto.
Buon Natale, giorgetto!
Lasciate stare, massa di invidiosi. Il suo teschio è una bandiera che vuol dire libertà…grande Capitan Harlock dell’adv!
haha grande!
Povero Leo, quello vero.
Spero non veda lo scempio, l’ostentata ignoranza, il vuoto, creativo e culturale “dei teschietti” che non vengono ben inquadrati, delle facce tristi dei suonatori di violino. Titanic, si, una nave che affonda, con il suo capitano e con chi lo segue.
Ma così non sarà in futuro, o almeno non per tutti, chi inizia adesso in questo settore ha una grande responsabilità, ridare onere a questo mestiere e alla gente che lo plasma in ogni singolo layout o parola scritta.
E non raccontiamoci balle, dicendo che non è possibile, che “..si, tu hai 21 anni, vedrai..”.
NO.
Vedremo insieme e riusciremo insieme.
Le grandi figure della comunicazione non sono solo ricordi del passato.
Adesso è il nostro turno, tocca a noi muoverci. Metteteci tutto l’adci che volete, tutte le iniziative di questo mondo, ma se continuiamo ad accettare questo genere di presupposti, non finiremo mai di piangere sempre sulla spalla sbagliata.
In comunicazione, cosi come in altri diversi settori.
Un buon natale a tutti voi,
e crediamoci senza retorica, se vogliamo, il prossimo può davvero essere un anno differente.
Nicolò
Caro Nicolò-young-gun,
hai ragione: muovetevi con forza a non lasciate a vecchie Smith&Wesson più o meno arrugginite la possibilità di continuare a ricaricarsi alle vostre spalle e con le vostre teste.
Benni
(il vecchio Winchester)
anche i typo o lapsus freudiani ci si mettono (“onere”). Comunque finchè si è vivi si lotta per restarlo.
Niccolò il tuo portfolio fa cagare
caro Alfonso perchè non posti il link al tuo di portfolio? magari scopriamo che è anche peggio.
Da studente, ho avuto piacere di pubblicarlo, ed affiancarci pure un blog. Hai tutto il diritto di dire che è un merda.
Ma non è da poco, anzi è più che logico,che ci metto la faccia, caro “Alfonso”.
Ah, e sono Nicolò. Una c soltanto.
Marra sei proprio un coglione. Continua così Nicolò.
Non so se questo è il caso, ma in generale in Italia i dirigenti si spartiscono gran parte della torta. Un problema di cui quasi nessuno parla, neanche l’appassionata conservatrice Susanna Camusso della CGIL (per dirne una che invece del problema dovrebbe occuparsene per scelta e per mestiere) è il differenziale degli stipendi italiani fra “collaboratori” e dirigenti.
Gli stipendi italiani sono fra i più bassi d’Europa (operai e impiegati). Guarda caso invece gli stipendi dei dirigenti sono allineati alla media europea (e quindi sono sproporzionati rispetto al mercato) e quelli degli alti dirigenti nel pubblico e nel privato sono fra i più alti. In più la produttività pro capite italiana è fra le più basse d’Europa, segno che i dirigenti italiani in genere sono dei grandi politici, ma non sono dei grandi organizzatori.
Totalmente d’accordo. In più, i dirigenti non sono mai o quasi mai imprenditori. Sono, se così si può dire, impiegati di lusso. Molti di loro, grazie alle stock options, traggono addirittura vantaggio dal fallimento di un’azienda. Da un lato c’è un vuoto di partecipazione da parte dei lavoratori ai guadagni delle imprese. Si chiede agli impiegati un livello di preparazione e di fedeltà, ben oltre il ricatto. Dall’altro si permette ai dirigenti di far fallire un’imprese al costo di liquidazioni milionarie. Questo sistema è più di un furto. E’ umana preistoria.
grande gianni
Dedicato ai licenziati di McCann:
http://www.aflcio.org/corporatewatch/paywatch/ceou/database.cfm?tkr=IPG&pg=1
E pensare che Roth, in fin dei conti, fa parte di una castina.
Evviva!
Dedicato ai licenziati di DDB:
http://www.aflcio.org/corporatewatch/paywatch/ceou/database.cfm?tkr=OMNICOM&pg=1&CFID=114121295&CFTOKEN=71078209
Dedicato a tutti i tifosi di calcio con e senza lavoro:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-08-26/ibrahimovic-184330_PRN.shtml
Sono senza parole. Ma ho capito perchè questo mondo sta andando in culo. Non per Brenna, che, nella sua povertà culturale piena di Ferrari, teschietti e fighe (ma poi quelle due sarebbero fighe??), alla fine gestisce un’azienda che dà lavoro a qualche centinaio di persone e, fino a prova contraria, ha sempre assunto e non licenziato.
Sta andando in culo perchè è abitato da gente semisnob e semiacculturata come molti di quelli che hanno scritto qui e che pensano di essere artisti, non lavoratori.
Invece no. Fate un lavoro. Come l’operaio, il commercialista, il commesso, l’impiegato di banca, l’avvocato.
E siete pagati, poco o tanto, per quello che valete. Come quelli sopra. Perchè gli stipendi non li decide Brenna (o Costa, o Testa..) ma li decide il mercato.
Se poi il megadirigente guadagna 30 volte più del junior account, probabilmente questo è sbagliato. Lo diceva anche Carlo Marx. Però il suo modello non ha funzionato..
Vero Donald? Il tuo “E quando arriverà quel momento la nostra consapevolezza sarà più forte di una rivoluzione.” è patetico. Sai, il mondo è pieno di gente che fa i turni di notte, o lavora il sabato. Hai provato a chiedere a medici, camerieri, infermieri. Nessuno però scrive sui blog “Ma sono certo che non passerà troppo tempo prima che ci renderemo conto per quale genere di individui abbiamo fatto sacrifici e stiamo ancora facendo notti e week end al lavoro.” Lasciati dire una cosa : sei penosamente snob e come rivoluzionario sei credibile come il Silvio quando rimarcava l’importanza dei valori della famiglia e della fedeltà coniugale.
Quindi, anzichè scrivere stronzate perdendo tempo (come me, bravo al primo che lo dice), andate tutti a lavorare mettendovi il cuore in pace.
Non siete artisti o geni della letteratura. Siete degli onesti lavoratori, come altri milioni in Italia. Altrimenti non sareste qui a schiumare di invidia.
Ho sempre pensato che la pubblicità fosse, tra i lavori impiegatizi, uno dei migliori.
Per impiego delle facoltà mentali, per voglia di creare cose nuove, per la possibilità di veicolare un messaggio che non fosse solo: compra ‘sto biscotto.
Questo negli anni 90, quando ho cominciato.
Adesso il gioco non vale la candela, meglio qualsiasi altra cosa, come stipendio, come orari di lavoro, come stress, come frustrazione sofferta ogni giorno tra quello che si potrebbe fare in teoria e la brutale realtà.
E tra le cose più insopportabili ci metto pure la volgarità e l’ignoranza (in senso propriamente culturale) dei nuovi manager. Un bassissimo livello umano che ritengo non accidentale ma causale.
Hai probabilmente ragione. L’ignoranza, purtroppo, non è solo dei nuovi manager.
in LB ancora non licenziano perché parecchi hanno dato le dimissioni da soli negli ultimi 2 mesi per andare in altre agenzie in Italia o aprirsi piccole attività completamente al di fuori del mondo della comunicazione o andarsene all’estero… in numeri, più di 10 persone tra ottobre e dicembre
gente che si è svegliata all’improvviso dal torpore del plagio in cui è vissuta per qualche anno e ha capito che lo stavano a pija’ pel culo!!!
Ma d’altra parte c’è in ballo un bel giochetto delle 3 carte con le società satellite…
confermo: licenziamenti veri e propri pochi, persone che pur di non rimanerci “emigrano” altrove tanta; gente infelice e insoddisfatta tanta….
…ma altrove e’ meglio? e se si (ahime’ dubito) dove?
non ci sara’ Brenna, che con i suoi modi da “rampante” tardo anni 80 (pure lui e’ preda del vintage di bassa qualita’) facilita l’impersonificazione del male assoluto del ns settore.
ma dove sono i “manager” illuminati? quelli che non sono solo manager finanziari, ma che ne sanno di contenuto?
quale tra le agenzie, piccole o grandi, ha un’etica verso il lavoro, verso chi ci lavora?
non e’ retorica, ve lo sto proprio chiedendo…fuori i nomi di realta’ migliori, con o senza i pacchiani spocchiosi alla Brenna.
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Volevo solo dire 2 parole.
Dopo aver letto questo blog ho deciso di chiedere ciò che mi era dovuto. Di usare la legge.
E ha funzionato. Quindi un grazie perchè se non avessi letto sarei rimasta convinta di non potercela fare.
Poi vorrei invece di vaffanculo a tutti quei colleghi che quando io mi lamentavo e cercavo il loro supporto, cercavo di unire le forze, di fare gruppo, si sono girati dall’altra, hanno fatto finta di niente e poi invece anche loro hanno agito come ho fatto io…