Vademecum per licenziati.

La cosa più importante da fare quando si viene licenziati è NON FIRMARE NIENTE.

Verrete chiamati nell’ufficio del direttore finanziario. Lì troverete almeno un’altra persona che svolge il ruolo di testimone: serve all’azienda per dimostrare che vi è stata consegnata la lettera di licenziamento.

SE VI PROPONGONO DI FIRMARE UNA LETTERA DI DIMISSIONI RIFIUTATEVI CATEGORICAMENTE.

Prendete la lettera di licenziamento, NON FIRMATE NIENTE, e andatevene tranquillamente a casa. Nel giro di un paio di giorni vi arriverà comunque una raccomandata.

La maggior parte delle agenzie lascia qualche giorno di tempo per prendere dall’ufficio gli effetti personali, questo se prima non ci sono stati evidenti attriti o se la posizione che ricoprite non è particolarmente delicata.

È probabile che vi verrà offerta una cifra, detta a voce oppure scritta su un foglio di carta anonimo. Magari la cifra vi sembrerà conveniente. Rispondete che ci penserete ma NON FIRMATE NIENTE. Avrete tutto il tempo per rifletterci bene.

Mentre siete a casa in attesa della raccomandata dall’agenzia contattate un consulente del lavoro. Se non siete gli unici ad essere stati licenziati cercatene uno insieme ai vostri colleghi. Risparmierete sul suo compenso e potreste aver maggior potere contrattuale.

Non pensate di poter gestire la cosa da soli. Il direttore finanziario della vostra agenzia è più esperto e bastardo di voi, altrimenti non farebbe quel mestiere. Affidarsi a un consulente del lavoro è la scelta giusta: riuscirà a farvi ottenere molto di più di quello che vi è stato offerto . E questo con una normalissima trattativa, quasi sempre senza la necessità andare in causa.

Non ascoltate chi dice che vi conviene chiudere subito, con quello che vi offre l’agenzia, per evitare di essere bruciati nell’ambiente. Sia a voi sia all’agenzia conviene chiudere presto ma l’iter normale è quello di una trattativa tra il direttore finanziario dell’azienda e colui che vi rappresenta. Questa è una cosa risaputa da tutti. Dall’agenzia che vi sta lasciando a casa e da quella che vi assumerà in futuro.

Ripeto. Rivolgersi in questi casi a un consulente del lavoro non significa fare guerra alla vostra ex agenzia – succede solo nel caso in cui poi decidiate di fare causa – vuol dire solo tutelarsi al meglio per far valere i propri diritti. Se non sapete proprio dove andare a trovare un consulente potete scrivermi: badmen69@gmail.com.

L’ultima cosa da sapere è che il licenziamento comporta sempre uno stress emotivo, non permettete che qualcuno si approfitti della vostra fragilità. Non siete i primi a essere lasciati a casa e, specie di questi tempi, le vostre capacità personali e professionali non c’entrano niente. Avrete tutto il tempo per prendere le decisioni giuste ma soprattutto per ottenere quello che è giusto.

N. B.

Naturalmente questo vademecum è valido solo per le persone che hanno contratti a tempo indeterminato. Se avete un contratto a progetto c’è poco da fare amenoché non vogliate dimostrare che, a prescindere dal tipo di contratto, era come se foste dipendenti dell’agenzia.

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About Donald Draper

Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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118 Responses to Vademecum per licenziati.

  1. Anonymous says:

    qualcuno ha mai provato a fare rivalsa sindacale dopo 2-3 anni a progetto? Quali sono i rischi? Quali tipo di prove sono necessarie? Vale anche per le partite iva? Stò prendendo seriamente in considerazione la cosa ma essendo squattrinato come tutti i pubblicitari ho paura di perderci.
    Grazie.

    • Grimilde says:

      Ci vuole un buon avvocato che capisca di pubblicità.
      Se hai delle buone carte in mano i rischi non ci sono, lo dico per esperienza personale.

      • Mandolino says:

        thk

      • Gianni Lombardi says:

        Ci vuole anche un consulente del lavoro, soprattutto nel caso di chi ha la partita iva, altrimenti per la legge si tratta di un contenzioso fra due aziende qualsiasi, l’agenzia e il titolare della partia iva.
        In altre parole occorre definire bene la strategia legale: voglio solo ottenere i miei soldi e poi arrivederci, OPPURE voglio documentare che il mio in realtà era un rapporto di lavoro subordinato travestito da partita iva? Nel primo caso è importante che il legale abbia esperienza di pubblicità; nel secondo caso è importante che abbia esperienza di lavoro.

  2. Anonymous says:

    gentile Donald,
    un “mio amico” è come se fosse dipendente dell’agenzia. Una grooooooooossssssssa agenzia
    di milano.
    Nel caso malaugurato lo lasciassero a casa, cosa suggerisci Donald?
    Grazie in anticipo per la consulenza, da parte del “mio amico”.

  3. Anonymous says:

    Se firmi o non firmi quando ti mettono in mano la lettera non cambia proprio nulla. Tutto il resto è vero.

  4. Fabio Ferri says:

    click on

    Specie se sei un creativo CoCoCo.

    Ma solo se sei un giovane non + disposto a tutto.

    Fabio (:ciccio Ferri

  5. Fabio Ferri says:

    Mentre se sei un giovane disposto a tutto,
    click on:
    http://www.giovanidispostiatutto.com/site/?p=245

  6. Anonymous says:

    Grazie Fabio, mi hai fatto scoprire che esiste un ufficio vertenze sindacali. :-)

  7. Io l'ho fatto says:

    Sottoscrivo quanto suggerito da Donald.
    Non firmare e rivolgersi ad un professionista.
    Io mi sono rivolto ad consulente del lavoro, “volgarmente” detto avvocato, e siamo nella fase della contrattazione privata. Avevo un contratto a progetto, alcuni anni di onorata (e sacrificata) carriera in un’agenzia torinese indipendente (abbastanza conosciuta). La motivazione del licenziamento non mi è stata proferita, in compenso l’atteggiamento da meschini è stato eseguito alla lettera: raccomandata riportante una data precedente la comunicazione verbale, improvvisi mutismi, isolamento. E ovviamente nessuna buona uscita, nessun argomento inerente un’eventuale cifra corrisposta in nome della professionalità e di anni di ligio lavoro svolto.

    Ad ogni modo, dal un conteggio effettuato dal sindacato di categoria, si evince che mi sarebbe dovuto un importo considerevole, stimato attorno ai 25-30 euro (ovvero i soldi che mi spetterebbero in quanto di fatto ho svolto un lavoro da dipendente, subordinato e continuativo). Insomma, tutto il contrario di quanto espresso dal contratto-fuffa. Attualmente mi offrono una cifra irrisoria, ma almeno non siamo a zero. In ogni caso, valuterò il da farsi con i miei legali.

    Se posso dare un consiglio a tutti i colleghi che hanno un contratto flessibile, e che intendono avviare un’azione legale per rivendicare quanto legalmente dovuto, suggerisco quanto segue:
    - non firmare nulla;
    - affidarsi ad un professionista;
    - raccogliere materiale che comprovi che avete svolto un lavoro di fatto da dipendente e subordinato: backup delle mail, storico dell’abbonamento al trasporto pubblico (in modo da testimoniare una certa frequenza nella tratta casa-lavoro), testimonianze di colleghi, ex colleghi, in caso del custode dello stabile dove si è lavorato o comunque di gente che ruota attorno alla quotidianità del luogo di lavoro…..).
    Qualcuno parlava dell’aspetto economico. Nel mio caso, non ho (ancora) sborsato un euro. Nel caso accettassi l’attuale proposta non pagherei nulla, neppure le spese del mio avvocato in quanto a carico della controparte. Idem se si va in causa e la si vince. In caso di “sconfitta” (comunque da valutare bene con il proprio avvocato) si devono corrispondere le spese al proprio consulente e a quello della controparte.

    Spero di esservi stato utile.

  8. Anonymous says:

    A volte non sono molto d’accordo con la filosofia di qualche suo post.
    Ma quando scrive cose così, io la abbraccerei dott. Draper.
    All’allegra gestione del personale delle agenzie di oggi, fa molto più male un post così tecnico che mille gossip e improperi.

  9. Anonymous says:

    Anche a me e’ successo. invece di prendere un rappresentante del lavoro ho scelto un legale “avvocato”. La sua parcella era molto alta ma se l’e’ accollata l’agenzia. fate spendere a loro….di soldi ne hanno per le loro cagate interne. voi valete di piu’!

  10. SPOON RIVER says:

    La mia esperienza è diversa, ma il consiglio dato su questo post è giusto: calma e sangue freddo. E un consulente esperto. Io ho fatto tutto da sola ma perché avevo in mano delle armi abbastanza forti per chiedere la cifra che mi è stata data senza battere ciglio. Forse avrei potuto anche avere qualcosa di più. Ma volevo chiudere subito, velocemente e senza andare in causa.
    Importante: assicuratevi che NESSUNO del management abbia anticipato, anche informalmente, il vostro licenziamento ad altri (al cliente, ad esempio), prima che vi venisse consegnata la lettera, perché allora sì che gli potete levare un sacco di soldi! Se qualcuno ha bisogno di consigli pratici, son qui!

    • ateo says:

      ma se un datore di lavoro invece, ormai 5 anni fa, ti costringe a pregare tutte le mattine intorno al tavolo della sala riunioni, e tu nn vuoi farlo, (unico su 12 dipendenti) e poi ti dice che ti lascia a casa. e tu te ne vai in un altro posto perchè stufo di pregare ma hai dato tu le dimissioni puoi fare qualcosa?
      no perchè quel tarlo mi rode…

      • SPOON RIVER says:

        non credo, erano dimissioni volontarie e spontanee, a meno che tu non possa dimostrare che era un caso di mobbing, ma la “pratica mobbing” è lunga e complessa, e sono passati 5 anni….

      • patrizio says:

        no, scusa, non ho capito. era una battuta la tua, vero? non esiste nessuna agenzia dove ti costringono a pregare nella sala riunioni tutte le mattine, giusto? ti prego, dimmi che era una battuta.

  11. scelgo la vita says:

    io sono stato licenziato con un contratto a tempo indeterminato con giustificato motivo oggettivo dovuto alla “crisi” 20 giorni di preavviso e nessuna buona uscita perché l’agenzia aveva meno di 15 dipendenti regolarmente assunti (benché fossimo molti di più). I sindacati dopo avermi fatto impugnare il licenziamento, mi hanno sconsigliato di proseguire. avrei voluto un lanciafiamme.

    • SPOON RIVER says:

      purtroppo avevate meno di 15 persone assunte…. è assurdo! ma d’altra parte quando si tratta di piccole realtà, l’imprenditore singolo a sua volta è strozzato dallo Stato, per assumere regolarmente tutti dovrebbe pagare troppe tasse, e la legge gli permette di aggirare l’ostacolo. E i lavoratori seri ci rimettono. Capisco e condivido la tua rabbia.

      • scelgo la vita says:

        tra l’altro 15 giorni di preavviso… come lo stagista che hanno tagliato la settimana prima di me.

    • catone says:

      ti è andata bene che hai avuto 20 giorni per metabolizzare. Io 5 minuti di orologio 5. Uno schock.

    • Anonymous says:

      CG&?

  12. Ex-Gargantua prima che me lo copiassero says:

    Dice bene DD per quelli che sono a progetto:
    tenete tutte le mail.
    Soprattutto tenete tutte quelle dove vi viene chiesto di lavorare su clienti diversi da quelli per cui siete stati presi (guardate il contratto, per legge sono obligati a segnalare uno o più progetti per i quali siete stati presi).
    Se addirittura potete apparire nei credit di campagne uscite per quei clienti, ancora meglio.
    Con questo materiale è facile dimostare che non eravate collaboratori a progetto, ma dei parasubordinati. Potreste portare a casa più soldi e probabilmenete anche i contributi mancanti (per quel che potranno servirvi…).
    Logico che si va in causa, o quantomeno in conciliazione, ma vincete facile.
    Non abbiate paura di essere bruciati nll’ambiente. Le agenzie non sono unite su nulla e neppure su quello.
    Certo con quel gruppo, non solo agenzia, mi sa che non lavorerete più.

    • SPOON RIVER says:

      No, no, guarda che sono dei coglioni! Io dopo essere uscita da un’agenzia del gruppo sono rientrata in un’altra dello stesso gruppo :) nulla di bruciato!

  13. Madre coraggio says:

    Secondo voi la posizione di un contratto a tempo determinato, con assunzione specifica su un solo cliente, vale lo stesso ragionamento di email, credit ecc. del contratto a progetto?

  14. Miss Caroline says:

    E’ successo anche a me, più di un anno fa. Seguire i consigli di Donald è il modo migliore per gestire la situazione. Una volta avvenuta la trattativa è importante però ributtarsi immediatamente nel mercato, riprendere contatti, crearne di nuovi per ricominciare a lavorare, anche se su piccoli progetti e per poco tempo.
    Lo dico perché durante la fase di trattativa si è galvanizzati e l’adrenalina tiene su, ma una volta ottenuto il risarcimento e chiusa la pratica il rischio di crollare è alto.

    • ex contratto a progetto fuffa says:

      grazie per questa nota consapevole. in effetti ho appena incassato il risarcimento dalla vertenza che ho aperto (srl di meno 15 dipendenti, si può fare) e però non è che la soddifazione abbia fatto volare alto il morale anzi lo ha come svuotato… non avevo collegato

      • scelgo la vita says:

        scusa fammi capire: meno di 15 dipendenti e hai ottenuto soldi? che contratto avevi? io era a tempo indeterminato e mi hanno lasciato a casa solo con il preavviso di 15 giorni e i sindacati mi hanno detto che non c’era nulla da fare!

      • ex contratto a progetto fuffa says:

        finto contrtatto a progetto che nascondeva lavoro dipendente a tutti gli effetti. ho ottenuto i soldi per non andare in causa e chiudere “bonariamente”. Mi ha seguito dal giorno del licenziamento un ottimo legale del lavoro e la cosa si è conclusa in un mese e mezzo.

  15. Vorrei tanto fargli il culo says:

    Contratto a progetto per due anni ma di fatto dipendente a tempo indeterminato. Mi dimetto e me ne vado di mia sponte. Mi porto via le mail che dimostrano chiaramente il fatto. Adesso vorrei usarle per rifarmi del tempo e del denaro che non mi è stato corrisposto. Ho possibilità? Io credo di sì, nel contratto avevo un solo progetto e nelle mail dimostro che ne seguivo altri 20.
    Grazie in anticipo.

  16. AnonYma says:

    Mi è successa la stessa cosa e tutti i consulenti del lavoro, sindacati (CGIL, CISL) e avvocati con cui ho parlato mi hanno consigliato di non provarci nemmeno, perché l’azienda aveva meno di 15 dipendenti (anche se ogni giorno vedevo più di 30 persone in giro) e quindi mi conveniva accettare quel poco che mi offrivano…

  17. io aggiungerei ai consigli suddetti una postilla: sperare sempre che il licenziamento non avvenga in una sede di Roma. devo spiegare perché?

  18. per Mario: sedi farlocche con numero di dipendenti minimo per agire con le facilitazioni previste dalla legge; avvocati impreparati a questo tipo di assistenze legali; possibilità di reinserimento professionale adeguato vicina allo zero, a meno di non cambiare città.

  19. Posalaquaglia says:

    Diavolo di un Donald, si vede che lavori in pubblicità: in altro thread si sussurra di licenziamenti e… voilà, ecco squadernato al volo un vademecum per trombati.
    Con tutti gli “stronzi” affibbiati a destra e a manca che si sono letti in passato, strano che non sia ancora apparso qualche bel banner di carte igieniche a due veli.
    Ad maiora.

  20. Pescheria creativa says:

    A mancare è un punto di riferimento istituzionale. Mentre i datori di lavoro o i clienti possono esercitare il ricatto lavorativo come meglio credono, ai free lance, ai contratti a tempo determinato, ai junior, a chi è stato licenziato, non resta che “un consulente del lavoro”. E, nei pochissimi casi in cui questo avviene, qualche soldo di buona uscita. Serve un’istituzione forte e riconosciuta che possa difendere i lavoratori creativi. Un approdo sicuro e delle regole valide per tutti. Tutto il resto è mare aperto.

    • ex contratto a progetto fuffa says:

      sono d’accordo ma iniziamo ad impugnarli i licenziamenti. Non esistono solo i consulenti ci sono anche i sindacati che consentono di aprire la causa a costo zero (il loro compenso è il 10% del risarcimento ottenuto). e i risarcimenti ci sono nella maggior parte dei casi da quanto mi risulta. dunque le agenzie se la hgente inizia a denunciare poi ci pensano un po’ su prima di dettare leggi loro.

      • V4vittoria says:

        Ciao, volevo portare la mia testimonianza:contartto part-time a tempo indeterminato per quasi tre anni poi licenziata tre anni fa per motivo oggettivo da una ditta multiservizi, faccio causa col sindacato (uno di quelli che mi aveva appoggiato, un altro, molto grosso, a cui mi ero rivolta inizialmente, mi aveva detto che avevo torto?!?!), vinco la causa. Che bello. Ma il risarcimento non arriva e scopro che io, il sindacato e l’avvocato, secondo la legge italiana, dobbiamo improvvisarci investigatori privati per scoprire come far scucire i soldi alla ditta!! Qualcuno ha mai vissuto un’esperienza simile??

  21. scelgo la vita says:

    io ho pagato 70 euro per farmi dire dai sindacati che non c’era niente da fare, a saperlo sarei andato direttamente da un avvocato almeno lì il primo consulto è gratis…

    • catone says:

      concordo. li contattai anche io (dopo l’accaduto, per puro scrupolo) e mi dissero che non c’era niente da fare. Ho un amico avvocato: anche lui mi ha detto che c’era poco da fare. In sostanza, se un’agenzia lo fa, sa che può farlo. E’ più furba di te.
      Non si deve entrare in quella stanza quando si viene chiamati. Una volta entrati, se si può non firmare, non si firma. Ma ripeto, non è così semplice farlo. E niente assicura che poi si vedrà il denaro di cui parla questo post.

      • scelgo la vita says:

        in realtà io non ho dovuto firmare nulla, la lettera mi è arrivata direttamente a casa. loro me lo hanno anticipato un giorno prima che arrivasse. c’è la crisi, tanti saluti tra 15 giorni il contratto a tempo indeterminato è carta straccia. niente buonauscita. nulla, solo grazie e arrivederci. ai sindacati hanno voluto 70 euro per fare l’impugnamento dicendomi che eraassoultamente da fare e un mese dopo il loro avvocato mi ha detto che mi sconsigliava un’azione legale. e allora mi chiedo, quelle 70 euro non me le potevano risparmiare??

  22. Trenton says:

    Non abbiate paura ad andare al sindacato o da un avvocato per chiedere che un contratto a progetto che maschera una dipendenza (orari d’ufficio, più progetti, subordinazione) sia convertito in assunzione. Se vi va bene venite assunti (sempre che vogliate restare dove siete), se vi va male pigliate un bel po’ di soldi. Sempre e comunque, tanto TUTTI i contratto a progetto in TUTTE le agenzie sono farlocchi, è ora di dire basta. L’importante appunto è avere documentazione, testimoni e fare in fretta se il contratto è già scaduto. Poi un altro lavoro se avete delle capacità lo trovate, state sicuri. In ogni caso voi avete tutto da guadagnare e l’agenzia che vi sfrutta solo da perdere, anche poi a dire in giro che qualcuno gli ha fatto causa.

    Un’ultima cosa: se siete a progetto e sfruttati come dipendenti e non fate nulla poi è inutile che poi vi lamentiate che l’ADCI o il governo o Babbo Natale non fanno niente per voi. Nessuno muoverà un dito per voi se non lo fate in prima persona. Le leggi ci sono, i sindacati e gli avvocati pure e sono tutti dalla vostra parte. Però siete voi a dover alzare la testa, nel nostro settore l’unica lotta collettiva possibile può passare solo da migliaia di lotte individuali.

  23. catone says:

    non è facile non firmare niente.
    quando entri lì dentro (lo dico per esperienza personale) non sai cosa sta per succedere finché non succede.
    quando succede, succede di solito il 15 o il 31 del mese (quando si danno le dimissioni), ti viene per tanto detto che la decisione tra buonuscita o lettera di licenziamento la devi prendere in quel momento perché le dimissioni volontarie scadono quel giorno. Non so se sia vero o meno, ma è vero che le dimissioni vanno date il 15 o il 31 del mese. La proposta ti viene fatta alle 17:45 del 31. Cosa fai?
    Sono sempre poche mensilità (probabilmente il minimo sindacale), ma l’alternativa è entrare in un periodo di attesa. E magari non tutti (vedi il mio caso) non se lo possono permettere.
    Io accettai a suo tempo. Non so se ho fatto bene o ho fatto male. Ma non potevo permettermi di rimanere per dei mesi senza liquidi.
    In un certo senso, credo che se quanto scritto in questo post sia vero, vada avvalorato con più argomentazioni concrete. Altrimenti è un consiglio e basta.
    Ripeto: in quei momenti, mai belli (i miei li ricordo come un film o un incubo notturno), non ci si fida più di niente e di nessuno.
    Detto questo: invito tutti gli assunti a tempo indeterminato dell’adv a sentirsi a tempo determinato.
    C’è poco da fare. E da sperare.
    Poi si rinasce. Fidatevi di uno che è rinato.

  24. Scioperiamo! says:

    Sarebbe bello se come in McCann due anni fa, in tutte queste agenzie (e anche nelle altre) si entrasse in sciopero per dare un segnale forte. Non serve a nulla? Se lo fa una forse no, ma immaginate se fossero 10, 20, 30…

  25. catone says:

    più che non servire a nulla, nessuno ha il coraggio di farlo.
    Due giorni dopo l’accaduto, nella mia era tutto come prima. I ranghi ristabiliti, tutti zitti a lavorare. La cosa ha fatto più male a me e alle persone lasciate a casa come me.
    Ci siamo sentiti un evento normale. In cui in fondo non c’è niente di male.
    E questo è il messaggio che non avremmo mai voluto che passasse.

  26. Art Director Senior says:

    un contratto a tempo inderminato non può essere interrotto se non c’è la giusta causa, o una dichiarata (e concordata) riduzione di organico. possono farti una proposta (che puoi non accettare), possono proporti uno spostamento (che devi accettare), e al limite devono dimostrare che il tuo ruolo è stato soppresso (e di tutti quelli che lo ricoprono come te). penso che sia il minimo fare causa, e al limite si può portare a casa una somma considerevole (2 anni di stipendio è pressochè la regola). altrimenti, in un momento come questo, si può ottenere di essere reintegrati. i licenziamenti dei contratti a tempo indeterminato non sussistono se non per dimissioni volontarie in seguito ad accordi. ovviamente sono escluse le fusioni, i ridimensionamenti di organico (pattuiti con i sindacati), i dirigenti, e quelle figure che hanno un ruolo che può essere soppresso in quanto “unico” (progress, art buyer, etc). parlo per le grandi agenzie ovviamente.
    tra l’altro se una grande agenzia rinnova dei contratti a tempo determinato, o delle collaborazioni, non potrà mai giustificare un licenziamento di un tempo inderminato.

    • spauracchio says:

      La giusta causa se la inventano! La cosa più importante è non fargliela passare. Mai. A nessuno.

      • vv says:

        Ma non vi sfiora il fatto che nessuno, dotato di un minimo di cervello, licenzierebbe o lascerebbe scappare le persone talentuose che lavorano in agenzia?
        Quanti soldi si buttano per mantenere contratti indeterminati fatti a persone mediocri (lavorativamente)?
        Saro’ controcorrente, ma nel nostro campo, come in qualunque altro sono nettamente pro a mancati rinnovi, licenziamenti (ovviamente con preavvisi, buone uscite..) se si tratta di persone che non si “meritano” il posto.
        Sono tutti soldi risparmiati che serviranno per aggiustare i conti, assumere nuova linfa e pagare come si deve i migliori.

      • Harry McCann & Alfred Erickson says:

        vv:
        Mi sfiora il dubbio che sia proprio il cervello a mancare. Così le persone prive di talento diventano ecd e le agenzie muoiono.

  27. scelgo la vita says:

    la mia era una medio piccola. meno di 15 assunti, 27 in tutto. la motivazione è stata giustificato motivo oggettivo dovuto alla crisi e alla continua perdita di clienti. non hanno preso altri dopo di me per sostituire la mia figura, nemmeno stagisti. quindi secondo i sindacati potevano farlo. triste ma vero. nessun patteggiamento con i sindacati, niente cassa integrazione etc.. niente. io credevo dovessero prima licenziare i determinati ma a quanto pare la legge gli consente di agire così. il lavoro non è tutelato purtroppo

    • SPOON RIVER says:

      io sono stata licenziata con contratto a tempo indeterminato e cliente (il maggiore dell’agenzia) che ha protestato contro la decisione del management. Fate voi…. però di soldini gliene ho sfilati parecchi!

  28. scelgo la vita says:

    ma quanti assunti eravate?

    • SPOON RIVER says:

      25! il fatto è che avendo un’arma in mano per farmi dare subito dei soldi (ci ho messo meno di 20 gg. ad avere l’assegno) non mi sono rivolta a nessuno, e cmq lì non avrei continuato a lavorare visto che ero stata licenziata dal nuovo AD/MD che aveva chiari problemi personali con me :)

  29. STP says:

    Scusa se te lo chiedo, ma stiamo parlando dei 2 anni canonici o di cose più grosse?
    Così ci si fa un’idea di quanto vale un cliente che insiste per te…..
    io ne ho viste licenziare tante di persone e bene o male tutti hanno spuntato dei soldi.
    Lo dico perché secondo me non fa bene mettersi nell’ordine di idee che anche su questo fronte ce l’hanno vinta loro, e da qualche post si rischia di abbattersi troppo quando invece si deve combattere anche per affrontare l’idea stessa.

    E altra domanda da un milione di dollari… casi di persone che, assunte a tempo indeterminato in grossa agenzia (+di 15 dipendenti) non sono riuscite a trattare una buonuscita decente con l’aiuto di un avvocato ce ne sono?

    • spauracchio says:

      Senza giusta causa, è impossibile. Anche perché molte volte, (15 o non 15 dip) con la scusa della riduzione di organico….dopo un paio di mesi (o meno) assumo altre figure identiche a quelle licenziate (ho detto assumono, intendevo schiavizzano a cocopro) e scopri che quindi il licenziamento era solo un “cambio”, e parte la causa!

    • SPOON RIVER says:

      STP sì, stiamo parlando più dei due canonici anni…. che poi canonici non sono, perché io ho preso più di gente che stava lì da 10 anni! cmq non li ho presi tanto per il cliente che ha protestato, quanto perché quel coglione dell’AD/MD ha fatto un “piccolo errore di forma” e qualcuno che mi voleva bene mi ha passato sottobanco delle email che mi riguardavano….
      per la seconda domanda sì, ho visto un paio di persone che in questa grossa agenzia non hanno avuto un buon trattamento, e avevano pure un avvocato. Però dipende da come ti poni tu, se fai il sottomesso o urli e basta non va bene, se ti accontenti delle poche briciole che ti offrono perché poi pensi di “bruciarti” tanto meno… bisogna essere molto calmi e mostrarsi tali. Gli errori li fanno pure sti cretini delle grosse agenzie. Non è vero che si parano bene il culo grazie ai loro avvocatoni…basta leggere bene i contratti, spesso sono scritti con i piedi!

  30. Annibale says:

    Ecco alcuni modesti consigli da parte di uno che c’è passato, non molto tempo fa. E che si è confrontato con uno dei peggiori squali del nostro ambiente. Fate voi qualche nome.

    “Regola n° 1. Ricordati che sei a Fort Alamo.
    Duecento uomini scarsi, asserragliati in un fortino indifendibile, il 6 marzo del 1836 cedettero ad oltre seimila soldati messicani, non prima però di averne uccisi un bel po’, in due settimane di feroci combattimenti. Che cosa voglio dire? In questa battaglia si sa già chi vincerà: loro, i messicani. Meglio quindi non sprecare inutili forze nel cercare vittorie impossibili o vie di fuga inesistenti. Loro hanno la superiorità numerica, loro hanno la superiorità delle armi e in più hanno anche un altro vantaggio: a loro non frega niente di te. Perciò, prima si sgombera la mente da pensieri fastidiosi e improduttivi, meglio è. Concentrati solo sul fatto che vuoi “portarti dietro” qualche decina di nemici baffuti e panzuti, genere Sergente Garcia di “Zorro”: la mira può solo guadagnarci.

    Regola n° 2. A Fort Alamo erano 200, tu invece sei solo.
    Quando un’azienda fa un’opera di “ripulisti” nel personale, di solito non parte dichiarando che farà uno sterminio (i nazisti insegnano). Comincia accoppando un dirigente qui, un quadro là, a distanza di settimane e mesi uno dall’altro. La strada in questo modo si allunga, ma i vantaggi sono molteplici. I capi diffondono terrore all’interno della società (“A chi toccherà la prossima volta?”), isolano le vittime una dall’altra, paralizzando così eventuali resistenze collettive, alimentano false speranze (“Se oggi è toccato a lui, forse io mi salverò”) e, logorando gli animi, favoriscono anche dipartite spontanee. Tutto questo allo scopo di farti arrivare debole alla contrattazione e di risparmiare così un sacco di soldi, che poi i capi si distribuiranno come bonus l’anno prossimo. Ecco, pensa che quei soldi sono tuoi ed è nelle tue tasche che devono finire.

    Regola n° 3. Tu sei solo, ma hai anche un cervello.
    Ti senti sfiduciato, abbattuto. Hai dovuto dire a casa che forse tra poco non avrai più uno stipendio né un ufficio dove andare tutte le mattine. Senti già che la routine ti mancherà terribilmente. Forse il primo giorno senza lavoro punterai la sveglia alla stessa ora, ti farai la doccia, la barba e ti profumerai… Per andare dove? Fino all’edicola a comprare la “Gazza”?
    La sfiducia comincia a minare l’autostima, per cui ci sono momenti in cui arrivi a pensare che la colpa di quello che è successo sia solo tua. E’ proprio quello che vuole chi ti sta mirando: la vittima a capo chino. Prova invece a fare un semplice esercizio di “rotazione mentale”, una capriola del pensiero di 180°. Prova a dirti: “Lo stronzo forse non sono io, gli stronzi sono loro.” Non senti già un leggero sollievo? E anche una discreta puzza?

    Regola n° 4. Fino all’ultima cartuccia.
    Ti stenderanno di sicuro, ma non per questo devono farlo subito. Resisti e intanto usa il tempo a tua disposizione per raccogliere tutte le munizioni possibili. Non cercare un avvocato solo quando la situazione sarà precipitata. Fallo subito. E sceglilo lucido e agguerrito. Consulta il tuo sindacato di categoria e prova a farti delineare gli scenari possibili. Ti stanno dequalificando, ti stanno facendo mobbing? Raccogli le prove: e-mail, meeting report, comunicati stampa che avvalorino il tuo punto di vista (magari c’è una mail interna solo di qualche settimana prima in cui si dice che hai fatto un grande lavoro sul cliente X o in cui ti fanno i complimenti perché hai vinto una gara) . E’ facile che l’avversario faccia e scriva delle leggerezze, a volte a causa dei ritmi di lavoro che non consentono di tenere tutto sotto controllo, a volte, invece, a causa della tracotanza tipica del vincitore. Sfrutta la sua stessa forza contro di lui, ci direbbe Sun-Tzu, antico maestro cinese di strategia militare.

    Regola n° 5. Faccia da poker.
    Non rivelare le tue intenzioni, non lasciarti andare a commenti sprezzanti. Sorridi, piuttosto, e pregusta la soddisfazione del colpo improvviso. Non parlare neanche con i tuoi migliori amici, se non per diffondere l’idea di un tuo atteggiamento possibilista. Sì, ti hanno fatto una proposta interessante e tu la stai esaminando; alla fine, seppur con qualche doveroso ritocco, forse l’accetterai. Bluffa. Ricordati sempre l’obiettivo: devi sottrargli una bella montagnetta di fiches.

    Regola n° 6. Spara per primo.
    Se puoi farlo, reagisci per primo. Stabilisci tu – insieme al tuo avvocato, ovviamente – quale deve essere il terreno dello scontro. Portati subito in vantaggio. Non pensare che questo significhi aprire le ostilità. Lo hanno già fatto loro. La tua è solo legittima difesa. Hai sorriso per troppo tempo. E’ ora di prendersi la rivincita. Cerca di disorientarli per un attimo. La migliore soddisfazione che potrai provare è quando qualcuno degli avversari ti dirà: “Da te non ce lo aspettavamo proprio.” Wow!

    Postilla storiografica.
    Un’ultima considerazione. Tutti i regimi dittatoriali che si sono avvicendati nel corso della storia hanno sempre puntato a celebrare la propria durata. D’altra parte, il “Reich millenario” è in realtà esistito solo per quindici anni. Ora, mutatis mutandis, anche tutti i “regimi manageriali” che di volta in volta hanno preso il potere in un’azienda si sono lanciati in ambiziose dichiarazioni di durata, ma poi che cosa è successo? Anche loro sono stati travolti da un merger, da una contrazione del mercato ecc. ecc. ecc. E’ solo una questione di tempo. Forse ti può consolare il fatto che anche i tuoi avversari sono a scadenza come il latte e non lo sanno.

  31. io ho fatto causa says:

    Vi racconto la mia esperienza. Ho lavorato 2 anni a nero, in un’agenzia di comunicazione a Napoli. Alla fine dei miei due anni (durante i quali chiedevo sempre uno schifo di contratto) ho chiesto almeno la liquidazione. Che ovviamente non sarebbe stata quella che mi spettava, ma almeno una buona uscita, dopo 2 mesi di attesa, mi chiamano e mi dicono di passare perchè per me non hanno la liquidazione ma un pensierino ahahahahhahah. Io ho detto, “ok passo in settimana”, ho attaccato il telefono, ho rialzato la cornetta e ho chiamato il mio avvocato.
    Tutto questo succedeva nel 2008.
    La prassi vuole questo, prima un atto di conciliazione, in pratica sono 3 passaggi che si fanno, a distanza di 3 mesi l’uno dall’altro, che cercano di conciliare le due parti. La mia controparte non si è mai presentata, quindi siamo passati alla causa ufficiale.
    La prima convocazione, poi la seconda, poi la terza, sono passati 4 anni da quando ho fatto partire la macchina :) . All’inizio l’avvocato mi disse che avrei dovuto aspettare almeno 7 anni…fortunatamente il giudice ha fissato la sentenza all’anno prossimo, dopo solo 5 anni :)
    Vi dico un paio di cifre, secondo il consulente del lavoro per 2 anni di rapporto a nero, lavoro partime, avrei dovuto ricevere per legge 17000 euro tra contributi, tredicesime, quattordicesime, stipendi a norma di legge, secondo l’avvocato a patteggiamento potrei averne forse 5000.
    L’avvocato mi disse, renditi conto che la società l’hanno sciolta, quindi se il tizio non vuole pagare dovremmo passare alla causa alla persona.
    Insomma tanti anni e forse non vedrò nemmeno 1 euro. Ma sapete cosa ho detto all’avvocato? Non me ne fotte :D Io vado avanti, solo per il gusto di rompere le scatole, solo per far vedere a tutti i miei coetanei che quando sentivano che io facevo causa ad un’agenzia mi dicevano: “ma che fai? non hai paura che poi si sparge la voce tra le altre agenzie e non ti assumono più?”.

    Ragazzi, vi chiedo un favore personale, anche se non ci conosciamo :) NON ABBIATE MAI PAURA DI DENUNCIARE. Le altre agenzie se sono serie, vi fanno un contratto, anche da schifo ma ve lo fanno. Io sono di Napoli e conosco questo schifo, ma anche spostandomi su Roma o Milano mi sa che poco cambia. Denunciate sempre!
    Ah e non vengo da una famiglia ricca, mio padre è operaio, mia madre casalinga, mia sorella disoccupata e io precaria…quindi se ci perdo ci perdo :) Ma mio padre mi dice sempre: “si campa anche di soddisfazioni nella vita” :)

    Ah sempre per esperienza personale, le email che vi mandate in agenzia, non servono come prova :) Io per 2 anni ho salvato più di 2000 email, dove mi chiedevano di parlare con un cliente, dove mi davano il piano ferie (ovviamente non retribuito), dove mi chiedevano modifiche…ma per il giudice non valgono perchè le email possiamo farle noi a photoshop…valgono solo i testimoni, vostri colleghi, non l’uscire del palazzo o il ragazzo del bar, ma vostri colleghi. Io sono stata fortunata ad averne avuti 2, miei ex colleghi.

    Fatevi rispettare e denunciate! :)

    • SPOON RIVER says:

      Quoto in pieno tuo papà!

    • V4vittoria says:

      Complimenti! Anch’io la penso come te e l’ho dimostrato con i fatti (unica a fare causa alla mia ditta su 6 o 7 licenziati in tronco). Solo il gusto di vedere la loro faccia verde dopo i rospi che mi hanno fatto ingoiare fin dall’inizio – a fronte della mia correttezza e professionalità – mi ha dato tanta tanta soddisfazione!…Odio quelli che soprassiedono per paura o indifferenza: sono loro che alimentano la forza delle aziende scorrette!!

  32. Io licenziata in tronco dalla mia agenzia. Contratto a tempo indeterminato.
    Il week end avevo lavorato sul set, il martedì mi fanno fuori.
    Mi dicono che devo lasciare subito l’ufficio.
    Lettera di licenziamento su carta non intestata, non firmata e consegnata a mano, dicendomi che è meglio se firmo e decido per il preavviso. Il motivo: l’agenzia ha perso un grosso cliente (sul quale io lavoro saltuariamente) e devono far fuori quelli con gli stipendi più alti.
    Non firmo nulla e dico che ci devo pensare.
    Parlo con un avvocato: serve una raccomandata su carta intestata e firmata dai dirigenti. Vado avanti a lavorare lì una settimana mentre racimolo materiale per la mia difesa. Il direttore creativo mi inoltra il testo della lettera via mail. su un foglio word anonimo.
    Allo scadere della settimana il direttore creativo mi chiede perché insisto a palesarmi tutte le mattine. Gli spiego che la lettera che mi hanno girato non vale a fini legali e io non posso starmene a casa così. Mi devono fornire materiale legale valido. Il giorno dopo arriva finalmente la raccomandata. Dopo due anni in tribunale ho portato a casa un po’ di soldi. E il bello è che quelli con la reputazione rovinata sono loro. Io da allora ho cominciato a essere un’ottima freelance.
    Palle fredde e faccia di piombo in quei casi. Se devono sparare lo fanno. Anche se due sere prima erano lì con te a bere, ridere e sparare cazzate come se niente fosse.

  33. Gianni Lombardi says:

    Le email non hanno valore solo per i giudici dalla mentalità arretrata o che non conoscono il mezzo (è possibile, perché c’è una grande libertà da parte dei giudici nel valutare prove e testimoni – ma non tutti i giudici le valutano allo stesso modo).

    L’unico problema è che non sempre sono “la prova regina”.

    Le email legalmente hanno un valore analogo alle fotocopie: si sa che possono essere falsificate, ma comunque costituiscono un documento potenzialmente utile. Se porti decine di e-mail, con diversi destinatari, che documentano il tuo lavoro il giudice le mette in dubbio solo se la controparte nega assolutamente che quelle e-mail siano mai state spedite. Ma anche in quel caso, se ci sono più destinatari e qualcuno di essi conferma il contenuto dell’e-mail, queste hanno valore ed è caso mai il fatto di negarle che diventa sospetto.

    Nel caso di una causa, molto dipende dall’avvocato e dal giudice: se l’avvocato è esperto di lavoro e la causa va davanti al giudice del lavoro, è un discorso. Se l’avvocato è generalista e si va davanti al giudice normale (magari un anziano giudice conservatore), è un altro discorso e il pesce piccolo non è necessariamente il più tutelato.

    • SPOON RIVER says:

      certo, ma prendere un avvocato generalista per una causa di lavoro è come prendere me per una causa di strage! e che cazzo! bisogna essere cretini per non rivolgersi ad uno del lavoro!!!

      • Gianni Lombardi says:

        Dipende dal tipo di contenzioso e dal tipo di rapporto di lavoro/collaborazione: se hai la partita iva non è automatico che si tratti di una causa di lavoro. Dipende infine dagli obiettivi che hai: semplice recupero crediti oppure documentare che in realtà ti trattavano da dipendente?
        Se hai un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, hai ragione tu: la scelta deve cadere assolutamente su un avvocato esperto di lavoro.

  34. buio omega says:

    “SE VI PROPONGONO DI FIRMARE UNA LETTERA DI DIMISSIONI RIFIUTATEVI CATEGORICAMENTE.”

    ad averlo saputo un anno fa… magari avrei evitato anche di lasciare il 70% del mio portfolio là dentro. sadness.

  35. SPOON RIVER says:

    @Gianni: giusto, ragionavo per il mio caso, contratto a tempo indeterminato. Trombata lo stesso! ;)

  36. io ho fatto causa says:

    A Spoon e Gianni, il mio avvocato si occupa di cause di lavoro, e anche io ero strasicura che avendo 2000 email indirizzate o solo a me o in copia con i miei ex colleghi valessero. Evidentemente ho beccato una giudice troppo fiscale, o forse la norma come al solito, soggetta ad interpretazione ci frega sempre :(

    • SPOON RIVER says:

      mi spiace davvero per te. Sono solidale. In bocca al lupo cmq per tutto, e almeno hai un papà saggio!

    • Gianni Lombardi says:

      Da quel che racconti hai trovato un giudice arretrato, disinformato o molto conservatore. Anche se a Napoli fosse diffusa l’abitudine di falsificare le e-mail (ma non credo), basta poco per verificare se un messaggio e-mail è autentico o no, particolarmente quando sono tanti.

      • Anonymous says:

        Si Gianni, la giudice mi ha fissato l’appuntamento sfogliando una agenda piena zeppa di fogliettini, non hanno nemmeno i pc, figurati se sanno come verificare delle email :D

      • io ho fatto causa says:

        Si Gianni figurati, la giudice mi ha fissato un appuntamento sfogliando un’agenda piena zeppa di foglietti e documenti, non hanno i pc figurati se sanno controllare la provenienza di una email :D

  37. VerbaVolant says:

    Il mio contributo alla discussione con la mia esperienza di creativo in un’agenzia di un grande gruppo multinazionale francese. Per anni abbiamo avuto più amministratori delegati e dirigenti che clienti. Quando le cose hanno iniziato ad andare maluccio si è continuato con la grandeur come fossimo ancora negli anni d’oro: al Festival di Cannes solo in alberghi superlusso, SUV ai dirigenti etc ed altri benefits di varia natura. Tanto, poi, quando l’Internazionale presenta il conto, a pagare chi volete che sia, il bord? Sticazzi. Io copy senior ho visto sparire intorno a me, mese dopo mese, una buona metà dei miei colleghi del reparto creativo. Quindi sono sparito anch’io un paio di anni fa. La tecnica sempre la stessa, comunicazione improvvisa del licenziamento con possibile alternativa una buonuscita alias incentivo all’esodo. Lo scenario è quello descritto da Donald, chiaramente NON HO FIRMATO. Visto che gli assunti erano più di 15 mi venivano mostrati anche i libri contabili, con relativo buco finanziario…diventava giusta anche l’ingiusta causa. L’ aspetto positivo era che essendo l’agenzia sindacalizzata (una rarità nel nostro settore) abbiamo concordato tutti una buonuscita…buona (anche perché l’agenzia ha sempre voluto evitare cause legali e trattative sindacali). Parliamo di persone quasi tutte assunte a tempo indeterminato e pienamente coinvolte su clienti. Parliamo di persone con famiglie a carico, alcune anche con problemi di salute. Al loro posto stagisti e giovani low-cost che non verranno mai assunti e disponibili stare in miniera ed a lavorare nei weekend con la speranza, legittima per carità, di entrare nel giro. I tagli chiaramente sono continuati, solo che ora sono finiti anche per gli incentitivi all’esodo. Come la mia ex agenzia, tante altre… Questa è la pubblicità in Italia, un imbuto con la punta sempre più stretta.
    Certo è giusto parlare dei giovani che fanno fatica a entrare in agenzia. Ma pensiamo anche di quei 40-50enni fatti fuori senza troppo riguardo e che devono pagare un mutuo…altro che Archive e Adci. Io ho preso quanto successo come un’opportunità, ora scrivo non solo per la pubblicità e soprattutto vedo crescere di più i miei bimbi. Ma quanti miei, vostri bravi colleghi in questo momento annaspano alla ricerca di un posto. E intanto le scuole di pubblicità vendono un mondo che non c’è…è questa è davvero cattiva comunicazione.
    I sindacati nel nostro settore faranno anche poco, ma quanti lavoratori sono iscritti? Quante solo le agenzia dove c’è un rappresentante sindacale? Che fanno riunioni dove vengono spiegate cose tipo “se succede questa cosa, non firmate…”

  38. per fortuna sono geometra says:

    “Non pensate di poter gestire la cosa da soli. Il direttore finanziario della vostra agenzia è più esperto e bastardo di voi, altrimenti non farebbe quel mestiere…”

    GRANDISSIMO!!!!

  39. BlackBlock says:

    @ Grazie Donald

    @Verba Volant: faccio anche io parte in qualche modo di quel tuo stesso ex-grande gruppo. Non sapevo nulla dei sindacati… come li trovo? a chi mi devo rivolgere?

  40. VerbaVolant says:

    @BlackBlock
    http://www.cislmilano.it/content/category/6/76/123/
    Per la mia esperienza sono quelli che si danno più da fare

  41. 2 cents says:

    Io aggiungerei un paio di considerazioni a chi ha dubbi sul fare causa o meno.
    tenete sempre presente che se loro vi offrono qualcosa significa che vi DEVONO qualcosa, che nella quasi totalità dei casi è in realtà più di quanto offrono all’inizio. Di certo non offrono soldi per nulla.

    Non fatevi scrupoli, e fottetevene dei discorsi “proprio da te non me lo aspettavo”. I dirigenti trombati non avrebbero diritto a niente eppure non si è letto o sentito di un dirigente che non negozia una buona uscita, in tutti i settori (in alcuni casi ottengono addirittura buonauscite faraoniche pur avendo dimostrato, numeri alla mano, la loro incompetenza). Voi invece avete la legge dalla vostra parte e dovreste rinunciarvi? Ma per favore… loro sono i primi a chiedere soldi per andarsene.

    Le e-mail: su carta stampanta così, come fossero e-mail stampate, probabilmente hanno poco valore. Ma se salvate il file (ora magari sbaglio termine, spero di farmi capire) allora il discorso cambia, specie se hanno la firma elettronica di chi le ha mandate. Salvate tutto il file delle mail arrivate e inviate. E, nel caso, evidenziate quelle più interessanti. Io invece conosco storie dove le e-mail hanno avuto valore.

    Fatele queste cause. è l’unico modo per cambiare le cose. Sino a quando loro avranno convenienza a fottervi lo faranno. Facendo causea questa convenienza si indebolisce. Chi non le fa è causa, oltre che vittima, del sistema. Lo stesso sistema che vi ha fottuto.

  42. A chi è a progetto says:

    Consiglio la sezione della CGIL dedicata appositamente ai lavoratori atipici:

    http://www.nidil.cgil.it

    A me (contratto a progetto che mascherava dipendenza) hanno fatto ottenere un bel gruzzolo senza andare in causa (comunque anche in quel caso hanno gli avvocati più preparati sull’argomento) e assistendomi del tutto gratuitamente.

  43. Jack says:

    @vv

    Che nessuno voglia lasciarsi scappare le persone talentuose è una favola.

    Prima di tutto perché se uno ha davvero talento e capacità, trova e/o riceve altre offerte migliori (e di solito le accetta) ben prima di essere licenziato.

    In secondo luogo, ormai più che il talento creativo viene apprezzata la capacità di lavorare come muli senza orari e lamentele rifacendo i lavori decine di volte secondo i capricci del cliente cui l’agenzia è appecorata, poco importa se dopo un mese di lavoro inutile si esce con una campagna penosa.

    E, scusami tanto, ma le persone che accettano questo andazzo di solito sono proprio quelle con poco talento che sanno che è il comportamento giusto per mettere in cassaforte il proprio posto, a discapito di chi nella qualità del lavoro ci crede davvero e cerca di difenderlo.

    Se fosse come dici tu, dato che le agenzie stanno licenziando con l’accetta da 3 o 4 anni, ormai dovrebbero essere rimasti a lavorarci solo “i migliori” e questo si dovrebbe vedere nella qualità delle campagne che escono. Ma io questa impennata di qualità mica l’ho vista, anzi.

    • vv says:

      Condivido molte delle cose da te dette.
      Nel mio post puntualizzavo che, per prendere certi tipi di decisioni, serve un minimo di cervello, e so bene che spesso, i vertici delle agenzie o non ne sono dotati, o non lo sanno usare.
      Ogni giorno lavoro con la speranza che la passione, la dedizione (da non confondersi col sentirsi obbligati a lavorare 24h su 24), la professionalita’, siano le caratteristiche che fanno si che il proprio posto sia in cassaforte.

      So bene che la meritocrazia non e’ un principio mantenuto e perpetrato nel nostro paese, i lavori sfornati dalle agenzie italiane lo dimostrano.

      Probabilmente viviamo e lavoriamo in una realta’ che non ha semplicemente bisogno di una ristrutturazione, la migliore soluzione sarebbe radere tutto al suolo e rifare tutto da zero..aime’, impossibile.

      ps scusate gli accenti, tastiera US

  44. anonimo says:

    anche se se ne parla poco, di tutte le grandi agenzie in crisi che si stanno scatenando contro quelli che hanno contratti deboli probabilmente publicis è la più squallida. Per continuare a garantire che i due psicopatici possano continuare a inseguire i loro leoni si stanno pian pianino, senza dare troppo nell’occhio, liberando di chiunque possa esser mandato via senza dover andare in causa o pagare buoneuscite.
    il ceo e gli ecd continuano a garantirsi i propri lauti stipendi a scapito di tanta gente che passerà davvero un brutto natale. E nel frattempo l’agenzia va sempre più male perchè con gli ori di cannes non ci si paga la gente. E comunque in un anno non hanno fatto niente se non costringere tutti a lavorare giorno e notte, feste e ferie incluse. E in più sono anche dei fascistoni che trattano tutti di merda e comandano su tutto e tutti con il benestare del loro amministratore delegato che continua a difenderli contro ogni evidenza.
    Questo modo di gestire un’agenzia oggi come se fossimo nel 1985 è immorale folle, persino cattivo. Dovrebbero vergognarsi e subito dopo licenziarsi per andare a farsi la loro agenzia, coi loro soldi, e affogare anche economicamente nei loro premi del cazzo. Se ci fosse giustizia sarebbero loro ad andarsene e non la povera gente che stanno privando di un futuro.

    • vv says:

      Psicopatici, fascistoni, folle, immorale etc. etc.
      Quanta rabbia, rabbia che non porta da nessuna parte, che non rida’ il lavoro.
      Rimboccarsi le maniche e cercarsi un altro lavoro, siete bravi? crisi o non crisi lo trovate.

      Buon natale.

      • latina says:

        vv, ma che stai a dì? Ma dove vivi? Le strade sono piene di persone bravissime che non riescono a riciclarsi. Ma come ti permetti di essere così qualunquista e superficiale in un momento come questo? Così offendi migliaia di persone che non riescono a ritrovare un lavoro solo per sfortuna.

  45. vv says:

    Pardon se ho offeso qualcuno, non era certo mia intenzione.
    Vivo, come voi, in un paese arretrato in un momento storico di M.
    In un mondo idilliaco non ci sarebbe bisogno di licenziare nessuno.
    Ma siamo messi cosi’ e quindi non bisogna abbattersi e lamentarsi ma sbattersi, aggiornarsi, inventarsi lavori da aggiungere al portfolio e cosi’ via.
    Con un po’ di fortuna e di giustizia ce la si fa.

    Bisogna essere un pizzico ottimisti e credere in se stessi e nell’intelligenza altrui, altrimenti, tanto vale cambiare lavoro.

    • SPOON RIVER says:

      quoto vv su tutto…. e grazie per la specifica sulla tua tastiera, visto che io rompo tanto su queste cose :) ))))

  46. Pingback: Vademecum per licenziati (parte 2). | Donald Draper

  47. vassallo says:

    Dal post di Anonimo, per dovere di cronaca: massimo rispetto per chi denuncia una storia, con l’augurio che chiunque si trovi lasciato a casa da un giorno all’altro possa far valere i suoi diritti.
    Quello che succede in Publicis però, non risponde esattamente al vero: nel senso che sì, stanno disdicendo contratti in scadenza. E’ vero. E chi è in mezzo, ha le sue giuste preoccupazioni.
    Però i direttori creativi, a oggi, hanno chiesto la luna (e le feste e le notti e i weekend) a un gruppo ristretto di persone, e di queste al momento nessuno è stato cacciato.
    Quindi all’amarezza di essere lasciati a casa non si aggiunge quella di essere stati usati e buttati nel modo descritto. E qui non si capisce bene di cosa parli Anonimo.
    Che poi l’atteggiamento dispotico esista, non è negabile. Ma è meno crudele e insensato di così. Altro conto sono le chiacchiere. E si parla di carneficina a breve. A sentire le voci, ogni giorno è quello buono, e questo non è giusto nemmeno per le persone che in agenzia ci devono andare a guadagnarsi il pane, perché ti rovina la vita, oltre al fatto che la strategia del terrore alla lunga non paga: nulla demotiva di più. E poi (ed è scandaloso, e se vero e lo vedremo), non è da escludere che sia solo una lugubre tattica per schiacciare sul nascere ogni possibile rivendicazione. E’ tristissimo sperarlo, segno che qualcosa non va bene comunque, ma è meglio augurarselo.

  48. Copy per poco says:

    Cosa c’è di meglio di un dipendente che si sente graziato e quindi riconoscente di avere ancora un posto di lavoro? Mr Contratto in scadenza pensa: “Vabbe’ fa niente se anche quest’anno non avrò niente di quello che avrei voluto chiedere ma non ho avuto il coraggio di chiedere perché – diavolo – Franco, Ciccio, Sabrina, Ivan, Marcella e Amilcare sono stati mandati via! Sì, anche Marcella, quella con cui sono andato a pranzo tante volte e a cui ho confessato in un momento di tristezza di essere stato mollato. Lei è stata così gentile ad ascoltarmi. E poi, mandano via gente di 50 anni con moglie e figli che ha vinto premi e portato avanti un’intera agenzia! Loro sì che stanno male, io sono fortunato!
    Oddio…forse è meglio se la campagna la chiudo stanotte… così faccio vedere ai capi che ho voglia di lavorare e che mi impegno. Ora chiamo Sabrina e le dico che stasera non ci possiamo vedere.
    <Pronto Sabri? Stasera niente cinema, devo lavorar…eh lo so che sono settimane che non usciamo…no, dai non fare così…magari se lavoro come una bestia un giorno me lo danno un piccolo aumento e forse riuscirò a pagarti la cena! A proposito: cosa dovevi dirmi di così importante? Ah. Da quanto??? Quando lo hai saputo??? Hai fatto il test? Sei stata anche dal ginecologo!? È sicuro quindi? Ma è bellissimo…cioè, sarebbe bellissimo…ma come facciamo? Arriviamo a stento a fine mese sommando i nostri stipendi! Forse è il caso di aspettare….non è il momento giusto…dai ne parliamo meglio quando esco da qui ma pensaci seriamente…"

  49. oliviero says:

    Copy per poco, ma se tu sei sempre nella tua cazzo di agenzia, la tua Sabri con chi diavolo l’ha fatto ‘sto figlio?

  50. mousse says:

    La questione dei 15 dipendenti, a quanto ricordo d’aver letto, non riguarda direttamente trattamenti economici. Il discriminante dei 15 dipendenti scatta quando il lavoratore viene licenziato senza giusta causa, fa ricorso e lo vince. Se l’azienda ha meno di 15 dipedenti può ricevere un indennizzo economico O essere reintegrato nel posto di lavoro. Se ne ha di più DEVE essere reintegrato nel posto di lavoro. Poi non so se ci sono altre differenze, ma a quanto so la buonauscita dipende prima di tutto dal tipo di contratto e poi dalla dimensione dell’azienda.

    Per il resto, ottimi consigli, sperando di non averne mai bisogno.

  51. Anonymous says:

    Nel mio caso è andata così: la causa era giustificato motivo oggettivo dovuto alla crisi e al peggioramento delle cndizioni economiche dell’agenzia. (io stessa potevo vedere che il lavoro era calato di molto ma di certo non ho visto i libri) licenziata con 20 gg di preavviso senza buona uscita. i sindacati mi hanno fatto impunare illicenziamento nel caso il mio ex datore avesse assumesse al mio posto nuove persone. ma mi ha sconsigliato di procedere perché a quanto pare non ha fatto nulla di male e la legge è dalla sua. se qualcuno ha informazioni diverse cortesemente ditemelo. grazie.

    • SPOON RIVER says:

      dipende: tipo di contratto, quanti assunti erano, se il cliente su cui lavoravi in particolare ha dato meno lavoro, se poi alla fine il tuo boss ha preso un’altra persona, se sono state licenziate altre persone, etc….

  52. Pingback: Vademecum per licenziati. | informazionelibera.com

  53. Pingback: Un Natale triste triste | .commEurope

  54. edera says:

    vedo spesso nominare i consulenti del lavoro!!! ma si puo sapere dove li trovi che difendano i dipendenti? a me è sempre stato risposto (da 4 di loro) che difendono solo l’imprenditore!!!!!

  55. Sabrina says:

    Ciao! Ho bisogno di un consiglio.
    L’azienda per cui lavoro ha comunicato ai dipendenti di voler fare un licenziamento collettivo per circa 400 dipendenti, tra i quali ci sono anche io. I nostri rappresentanti sindacali non sono di minimo aiuto ed io non ho la minima idea di come si svolga tutta la procedura e cosa devo aspettarmi. Mi potete aiutare spiegandomi come dovrò comportarmi quando sarà il momento?
    Grazie mille!! Sabrina

  56. consiglio says:

    emigra

  57. sandra says:

    A me mi hanno licenzito per assenze non giustificatee poi quando sono andata a firmare mi hanno detto di firmare dimissione immediata perche era piu conveninte per me. ho firmato e non sono sicura se mi hanno fregato o perche mi hanno fatto firmare dimissione.

    • Insopportabile maestrina says:

      Ti è andata ancora bene: potevano licenziarti per brutale violenza alla lingua italiana.

    • io says:

      Hai fatto male.
      (Ho l’impressione che questo thread tornerà di moda in questi giorni…)

    • Noooo says:

      Hai fatto malissimo, come può essere che sono loro che ti licenziano e tu gli firmi pure le dimissioni immediate?? Comunque puoi impugnare lo stesso, fallo immediatamente, e al consulente gli dici che eri troppo confusa e hai sbagliato per panico, lui lo mette nella lettera. Ma subitissimo.

      • Noooo 2 says:

        E poi le assenze ingiustificate mi sanno tanto ma tanto di fuffa… a meno che tu non fossi assunta a tempo indeterminato, ma anche in quel caso son tutte cazzate. Impugna!

  58. sandra says:

    haahahah ho scritto in fretta

  59. Sandra says:

    Ma mi sento in giu’ e non voglio vedergli piu’ pero volevo capire perche l’hanno fatto. Da quanto ho letto sull’internet per assenze ingiustificate possono licenziarti quando vogliono. grazie comunque.

  60. Sandra says:

    Maestrina non lo sono, ma che c’entra con cio’ che stiamo parlando qua? :) ))

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