Da alcuni giorni ho in mano una ricca documentazione per scrivere un post sulla gara della Regione Abruzzo vinta da Pomilio Blumm. Ho aspettato tanto che l’Indro.it ha sintetizzato perfettamente quello che avrei pubblicato io.
“L’inizio: la Regione Abruzzo indice una gara da 125000,00 euro per “la realizzazione di un nuovo claim, supporto di prodotti grafici e multimediali e proposta di piano mezzi per campagna pubblicitaria”. Attenzione però perché questa gara, che tutto sommato sembra molto piccola, è propedeutica ad un impegno, della Regione, per una campagna pubblicitaria tra i 1.300.000,00 e 1.600.00,00 euro. E attenzione perché questo è un meccanismo molto diffuso proprio per sottrarsi ad una gara ufficiale ed un modo perché chi ha poi vinto la gara dell’importo inferiore possa avere direttamente quella di importo superiore.
I partecipanti alla gara in questione sono 12 . I criteri di valutazione erano 70 punti per l’offerta tecnica (composta da 40 punti per coerenza della strategia, 20 per il piano mezzi e 10 per la qualificazione e quantificazione del gruppo di lavoro) e 30 per quella economica ( e i punti, in questo caso, sono attribuiti con una formula matematica che privilegia il massimo ribasso).
Ma cosa accade? Accade che la prima classificata vince per 10,45 punti sulla seconda (e con un ribasso del 44%) la quale decide di andare a leggere i verbali della Commissione: e qui le cose si complicano perché, per dirla chiaramente, le gare si vincono proprio sui punteggi e se c’è la possibilità, diciamo, di ’parlare’ con la commissione si sa su quale punto ci si aggiudicherà l’appalto. Questo però richiede che tutto il meccanismo sia perfetto.
In questo caso deve essere invece sfuggito qualcosa ai membri della Commissione poiché leggendo gli atti si nota come ad un punteggio massimo, per la società che poi ha vinto, corrisponda un giudizio negativo. Ci sono discordanze tra le tavole presentate e le valutazioni. In una tavola si fa esplicito riferimento ad un’altra regione (facendo desumere ch il piano era già stato presentato per altra gara). Forse c’è stata una violazione della par condicio di gara, una violazione dei criteri di interpretazione delle offerte in relazione all’oggetto della gara.
Ora è tutto in mano al TAR che deve entrare nel merito. Per fare questo la seconda classificata ha dovuto sborsare 4000 euro, oltre le spese legali (e questo perché la manovra finanziaria ha raddoppiato il costo del contributo unificato: e pensare che nel 2009 lo stesso contributo era di 500,00 euro). Si potrebbe ricorrere anche al Consiglio di Stato senza attendere il TAR ma ci vogliono altri 4000,00 oltre le spese legali e comunque occorrono almeno 2 mesi per avere una sentenza ed più o meno il tempo che occorrerà al TAR per entrare nel merito.
Nel frattempo la ditta aggiudicatrice potrà firmare il contratto, iniziare i lavori ed essere pronta per il successivo step della gara più corposa. Conclusione: cosa succederà se chi ha fatto ricorso avesse ragione? Il contratto firmato dall’attuale aggiudicataria sarà valido?”
Della vicenda parla anche il sito PrimaDaNoi.it, il primo quotidiano on line per l’Abruzzo. Qui e qui potete leggere gli articoli.
Alcune puntualizzazioni.
L’agenzia che ha vinto, tanto per cambiare, è Pomilio Blumm, mentre l’agenzia che ha fatto ricorso è la Mirror (qui sotto potete sentire l’intervista del socio amministratore Paola Cimini).
Pomilio Blumm presenta 4 proposte di claim e non una come richiesto.
L’agenzia WHY!COM di Lecce viene penalizzata dalla Commissione per vari refusi mentre la stessa Commissione giudica ininfluente la tavola 37 del book grafico della Pomilio Blumm. In quella tavola il rational parla di proposte per la Regione Sicilia. La Commissione, nella sua memoria difensiva, sostiene che la parola Etna (…) “non va assolutamente a condizionare né inficiare la progettazione e la elaborazione documentale dell’intera proposta la quale risulta palesemente elaborata per soddisfare le esigenze territoriali della Regione Abruzzo.
Ci sono molte altre incongruenze ma raccontarle tutte potrebbe diventare noioso. Credo che tutto quello pubblicato in questo post sia sufficiente per farsi un’idea obiettiva.
Tanti saluti da Bad Avenue.
Donald Draper.


Pomilio Blumm Mafiosi.
In galera.
E solo per il rational del logo.
E le grandi Associazioni di categoria tacciono ancora? I veri creativi italiani non dicono nulla?
Non partecipo mai a queste gare e credo che qualunque creativo indipendente dovrebbe evitarle.
Concordo, le gare pubbliche vanno evitate come la peste, anche quando si ha la vittoria in pungo.
Giusto, tanto non c’è comunque mai occasione di tirarne fuori qualcosa di buono…
http://www.behance.net/gallery/City-of-Melbourne/276451
…o no?
Cosa facciamo, ci lamentiamo a giorni alterni? Il mercoledì chiamiamo gli avvocati e il giovedì ci giriamo dall’altra parte?
Come dire che a causa di calciopoli non si dovrebbe più giocare a calcio, neanche a subbuteo? Io credo si debba togliere il neo, non amputare l’arto. Mi spiace ma a meno di 30 anni non posso accettare una frase del genere…
Call Pomilio Blumm…and ask for Bisignani.
Libertà di partecipare o no, non è questo il punto. E’ così diverso partecipare alle gare private? Partecipare è semplicemente un diritto se si hanno i requisiti tecnici ed economici per farlo. Le idee contano. Partire tutti dallo stesso punto conta. Onestà intellettuale conta.
Fortunatamente hanno potuto recuperare la frase del rational che diceva “In questa Regione, segnata dal terremoto”…
http://www.pomilioblumm.it/codice_etico_pomilio_blumm.pdf
Forse è arrivato il momento di ammettere che siamo alla frutta.
))
Le gare andrebbero abolite proprio… ma è sempre il solito discorso: ci vuole un’associazione con le palle. L’Adci non la giudico anche perché non la conosco.
in effetti le arance d’Abruzzo sono famose in tutto il mondo
e per fortuna che è solo il riferimento all’Etna da ritenersi non inficiante in quella slide di rational…
E’ chiaro ormai da tempo che molte gare, sia di aziende private, sia di enti pubblici, sono truccate. L’impunità e uno scontato “è-così-che-va” portano le persone interessate a nascondere sempre meno il trucco. E’ ridicolo che per una gara sulla Regione Abruzzo si parli di Etna e arance, scrivendo parole a caso come quelle del documento pubblicato. In un ambiente culturale italiano come quello attuale, dominato dalla corruzione, c’è da chiedersi quale gara non sia già stata assegnata.
Un esempio tra tanti, significativo per la sua banalità, della diffusa aria malsana che domina gli ingranaggi quotidiani del nostro lavoro. Ho lavorato a uno spot sociale alcune settimane fa. Il direttore di produzione, alla mia domanda – “abbiamo i permessi del comune per le location?” -, mi ha risposto candidamente – “è tutto apposto, abbiamo un contatto dei vigili, siamo d’accordo.” – Non ho visto con i miei occhi, ma ne sono sicuro. Gli hanno pagato la mazzetta. Anche quando era chiaro che il costo delle location sarebbe stato minimo o addirittura nullo, come a volte succede in casi di campagne sociali. Il direttore di produzione ha preferito “curare le sue buone relazioni”, per lavori successivi. Non si sa mai. La presenza di due persone in borghese che seguivano il set, che hanno fatto parcheggiare furgoni e auto della troupe e che hanno allontanato una macchina della polizia, mi hanno convinto del metodo “sbrigativo” che era stato scelto per i permessi.
La conclusione non può che essere una domanda per l’ADCI. Considerata la realtà attuale della pubblicità italiana, che senso ha limitarsi a giudicare un annuncio migliore di un altro? Non è anche necessario, sull’esempio dei grandi sindacati americani, diventare anche un punto di riferimento legale a difesa dei creativi italiani e uno strumento per migliorare – verrebbe da dire “normalizzare” – l’ambiente giorno dopo giorno?
Riguardo la domanda rivolta all’ADCI, l’Art Directors Club Italiano non è né il nuovo sceriffo in città, né il nuovo sindacato creativi (nonostante quel che hanno detto anni fa personaggi che sono rimasti più anonimi dei commentatori di questo blog).
Riguardo il tema della corruzione, occorre anche osservare che questa discende spesso dalle regole cervellotiche che hanno aziende e pubbliche amministrazioni italiane. Per organizzare un mio trasloco tempo fa ho avuto l’occasione di chiedere un permesso per l’occupazione di luogo pubblico (la stessa problematica della troupe che citavi). Non era complicatissimo, ma non era neppure semplice: occorreva compilare un modulo da presentare almeno cinque o sei settimane prima, indicando data e orario dell’occupazione. OK, semplice. Ma: SEI SETTIMANE PRIMA? A parte il fatto che in quel momento avevo due date possibili e quindi non lo sapevo ancora, e se piove? E se ho un contrattempo e devo anticipare o posticipare? Se il furgone ha un guasto? Il tutto pagando 28 euro di marche da bollo e spese varie sostanzialmente per poter mettere IO un cavalletto e un cartello con scritto “trasloco in corso”. Alla fine, siccome non potevo decidere la data con quell’anticipo, ho lasciato perdere il comune e ho gestito artigianalmente, chiedendo un paio di giorni prima a un vicino di parcheggiare la macchina nel posto che mi serviva.
Ogni comune ha le sue, per cui nel comune da cui scrivi tu le cose saranno diverse, ma se una casa di produzione deve indicare sei settimane prima qual è il luogo che intende occupare per girare un film, indicando data e ora esatta, senza possibilità di gestire facilmente cambiamenti e imprevisti, è evidente che dare la mancia a due vigili è il metodo più pratico, meno costoso e anche più efficiente.
Oltre al fatto che dovrebbero essere al servizio del cittadino, i Vigili Urbani sono un corpo di pronto intervento. Possibile che in alcuni comuni abbiano bisogno di settimane di preavviso tassativo, pena la nullità della richiesta, per l’occupazione di luogo pubblico?
Il comune di cui parlo è Roma. In base alla mia esperienza, occorrono solo pochi giorni per dare permessi e all’ufficio di piazza del Popolo sono molto disponibili in genere. L’anno precedente avevo seguito personalmente la produzione dello spot dello stesso cliente. Al comune non ci hanno fatto pagare nulla, dandoci i permessi in cinque giorni.
Sul ruolo dell’ADCI forse devo precisare meglio. Non vorrei affatto uno sceriffo, anzi. Ma un’associazione disponibile a tutelare gli interessi dei creativi, questo sì. Anche se non direttamente l’ADCI, ma uno strumento di difesa, oggi, mi sembra necessario. Al di là dei premi che sono importanti.
Sull’anonimato non ho problemi. Mi chiamo Ernesto Spinelli e sul web puoi trovare il mio portfolio. Non ho niente contro gli anonimi di questo blog. Mancando uno strumento di difesa dei creativi
, molti, soprattutto i junior, possono dire quello che pensano proprio grazie all’anonimato.
Lasciamo perdere l’ADCI, guardiamoci in faccia. Quei soldi, come quelli di tutte le altre regioni finite in Pomillio avrebbero potuto finire in altre agenzia, un bene per tutta la categoria, per i nostri stipendi, per chi ha perso il lavoro e per chi lo perderà. Facciamo una class action come parte lesa. 4 mila euro più spese legali tra tutti noi sono si è no 20 euro a testa.
Finalmente un coraggioso. Bravo Salvador. Io ci sto!
http://www.classaction.it/
Penso che ci siano tutti gli estremi per comportamento anticoncorrenziale.
Che facciamo? Si parte. Ovvio scordiamoci l’anonimato. Adci, ci state?
Personalmente non sono parte lesa, ma sono d’accordo con tutte le iniziative in Italia che difendano un ambiente sano nel lavoro creativo. Le class action sono utili, ma ripagare chi ha subito un torto non è sufficiente se non migliora lo stato delle cose. Per questo secondo me è necessario avere un punto di riferimento legale chiaro, trasparente, riconosciuto, aperto a tutti i lavoratori. In attesa (speriamo non lunga) ho proprio qui 20 euro.
Ci sto anche io e altri 9 colleghi. Con la mia agenzia abbiamo partecipato e, devo essere sincero, abbiamo presentato una proposta con la P maiuscola: completa, accattivante, studiata nei dettagli, costi contenuti e sicuramente in target. Lavoro sprecato, soldi buttati e tanta amarezza. Meno male che quando uscirono i risultati (e mi accorsi dell’ennesima vittoria di questa agenzia) non mandai il cv a Pomilio…lì per lì ero tentato.
Al di là di tutte le chiacchiere si profila la fattispecie di turbativa d’asta, che è un reato penale.
Ricordate Caprara per la Regione Sardegna? E lì non c’era niente del genere..
E adesso vediamo se l’ADCI non è solo un forum, un annual o l’organizzatore di feste jedi.
Io ci sto. Il parere legale sarà disponibile per tutti quelli che vorranno abbandonare l’anonimato dimostrando di crederci davvero. In Italia esiste solo l’ADCI?
Ma basterebbe che la regione abruzzo riuscisse a fare un passo indietro. Il presidente della commissione chi è? E gli altri membri? L’Assessore al turismo di dalmazio deve sospendere il presidente!
Tutto questo è indecente. SPero che la Magistratura indaghi e ci liberi da questi personaggi che ammorbano il nostro settore e guadagnano con i soldi delle nostre tasse. Pomilio Blum: un nome da circo per un’agenzia di pagliacci.
Signor anonimo Donald Draper, prima di aprire il tiro al bersaglio contro il Signor Pomilio Blum, ha per caso interpellato il suddetto per chiedere la sua versione dei fatti?
No, così, solo per sapere.
Grazie.
ma piantala azzeccagarbugli, o non sei del mestiere o sei in malafede. chiunque lavori in pubblicità da sei mesi capisce che un rationale come quello sarebbe sufficiente a giustificare l’espulsione dalla gara in corso.
caro avvocato,si difenda pure il signor pomilio blum non esiste. esistono, semmai, i dirigenti e le commissioni. quando apriranno gli occhi e si metteranno a leggere davvero invece di attribuire solo dei punteggi? siamo tutti attenti.
Ribadisco…Pomilio Blum è di facciata: costui è Pomilio Blum http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Bisignani , e gli appalti delle gare sono solo un aspetto del problema…
Ogni agenzia, piccola o grande che sia, ha il diritto di partecipare alle gare. Le idee, quando vanno a gara, devono partire tutte dallo stesso punto di partenza. Questo è il punto. Se Pomilio continua a fare portfolio un giorno (nemmeno tanto remoto) si ritroverà a partecipare da sola alle gare. Sono e rimango per la class action.
Come sai che è di Bisignani?
Avvocato, carta canta. La Pomilio Blumm probabilmente tenterebbe di dare giustificazioni e fare la vittima. E’ chiaro dai documenti pubblicati, invece, che è stato presentato un progetto fantoccio, riciclato. Il razionale del logo non solo è scritto con i piedi. Dovrebbe essere pensato per Regione Abruzzo, ma parla di Etna e arance. Mancavano due pale di fico d’india ed era perfetto.
Caro Seven ho trovato queste news. Ecco da dove sono uscite le arance! Così si spiega l’eruzione del Gran Sasso
La campagna di promozione delle arance rosse di Sicilia, a seguito di una gara promossa con il coordinamento tecnico della Camera di Commercio di Catania è stata affidata all’agenzia Pomilio Blumm. La campagna avrà lo scopo di incrementare il consumo di spremute di arancia rossa di Catania, un prodotto IGP che rappresenta una delle eccellenze del territorio etneo…
http://www.pubblicitaitalia.it/news/Creativita–Marketing/Gare/a-pomilio-blumm-la-gara-delle-arance-rosse-di-sicilia_26100206.aspx
E il logo per le arance rosse di Sicilia sarà la stilizzazione di un cervo sul Gran Sasso innevato?
Ma continuate a discutere e a parlare di pomilio! Ha trovato l`ascensore aperto e ne ha approfittato! È la commissione che è incompetente e corrotta? Mi sembra di aver capito che ha scritto nei verbali non mi piace ma ha dato un voto numerico equivalente a molto buono! Cavolo presidente! Questa volta ti sei scordato di modificare il verbale? Un po’ di attenzione! Caruso caruso caruso! Sei un Birichino!
Ma scusate con tutte queste prove il tar non ha dato la sospensiva?
Cioè: “Visual e copy si fondono e confondono.” Avvocato, qui siamo a livello di stupefacenti.
ah ah ha!
stupidofacenti!
http://www.pomilioblumm.it/news/cinquanta qualcuno intervenga,
Davide ma dove vai a pescare queste chicche? Con questo video si è appropriata di tutti i miglior brands Italiani! Pomilio compie 50 anni ma nemmeno un cliente di quelli presenti nel video fa parte del suo portfolio. 50 anni di Idee? Di chi? Sono idee Italiane e riguarda il Made in Italy ma Pomilio Blumm non c’entra nulla!… Bellissimo:-)))
Buonasera a tutti. Leggo tutto con grande interesse, ringrazio coloro che sono con noi e che semplicemente si informano prima di parlare. Ringrazio D.D. perché é semplicemente andato oltre. Il TAR non è entrato nel merito (ordinanza depositata il giorno 08/09/2011 presso il TAR per l’Abruzzo a L’Aquila) e scrive “ritenuto che le questioni introdotte con il ricorso richiedano una più approfondita valutazione, che va necessariamente effettuata in sede di esame del merito, non emergendo in questa sede un evidente fumus in grado di giustificare l’adozione di misure cautelari”. La nostra richiesta di sospensiva è accompagnata dalla richiesta di revisione dei punteggi di gara attribuiti a Pomilio per tutti e 3 i criteri di valutazione dell’offerta tecnica. I verbali sono chiari: la Commissione, per l’offerta dell’aggiudicataria, utilizza un’aggettivazione negativa o quasi sufficiente. Eppure ad essa attribuisce il punteggio migliore. Stiamo contestando questo. Siamo a disposizione per ogni ulteriore dubbio.
Giunta Regionale, Servizio responsabile: Servizio Appalti Pubblici e Contratti,
via Leonardo da Vinci 6, I-67100 L’Aquila. Tel.: 08 62 36 31. fax: 08 62 36 33 47.
L’anonimo si fa con #31#
Sprigionate la vostra creatività.
pomilio bluff..
Qualcuno invece sa come è finita la gara dei nuovi treni ad alta velocità di Dalla Valle e Montezomolo?
Dalla Valle?
si dice che in finale ci siano 2 agenzie, Lowe e Tbwa entrambe Roma ma nn so altro…
Intendi la gara con la simulazione dell’Infopoint di Firenze Belfiore?
Pomilio Blumm è l’agenzia del futuro.
http://www.youmark.it/article/34174/news-Gara-Regione-Puglia,-il-Consiglio-di-Stato-conferma-l'incarico-a-Pomilio-Blumm-youmark
avranno spiazzato tutti promuovendo il rilancio del lungomare de l’Aquila
Jack Blutharsky e Mirror espongono e evidenziano quanto la Commissione ha scritto sui verbali di gara e quanto le autorità giudiziarie attestano. Ci sembra corretto attenersi ai documenti. Ci troviamo costretti ad evidenziare, per lealtà e correttezza intellettuale, che Il TAR non si è ancora pronunciato. Il TAR non ha concesso la sospensiva del procedimento ma ha dichiarato che dovrà entrare nel merito.
A differenza di quanto sostiene Pomilio Blumm, Jack Blutharsky e Mirror non hanno mai parlato di “una sola tavola” estranea e errata. Non siamo noi a banalizzare l’accaduto.
Per tutti e 3 i criteri di valutazione dell’offerta tecnica sono stati rilevati errori macroscopici.
Alla strategia e metodologia del Piano Mezzi veniva attribuito un massimo di punti 20 così ripartiti:
- ottimo = 100/% del punteggio massimo – punti 20
- buono = 75/% del punteggio massimo – punti 15
- sufficiente = 50/% del punteggio massimo – punti 10
- mediocre = 25/% del punteggio massimo – punti 5
- insufficiente = 0/% del punteggio massimo – punti 0
Nella seduta del 23.03.2011, verbale n. 6, la Commissione ha esaminato l’offerta proposta da Pomilio Blumm, aggiudicataria, formulando giudizio negativo ma pervenendo, inspiegabilmente, all’attribuzione di punti 15 (75/% buono).
E’ vero che le ricorrenti Jack Blutharsky e Mirror , per il piano mezzi, hanno ottenuto 20 punti, il massimo!.
L’aggettivazione positiva utilizzata dalla Commissione è confortante:
- “proposta completa ed articolata, anche nella definizione dei dettagli tecnici, di azioni di Land Art sul territorio”;
- “il Piano Mezzi risulta essere molto completo ed esaustivo con un media mix articolato per Paesi e per target… coerente con le indicazioni sia di mercati che di singoli prodotti per mercato elaborati dal Piano Triennale…”;
- “complete indicazioni orientate circa azioni specifiche di web marketing”.
I vizi che affliggono la procedura valutativa, la lesione operata in danno di Jack Blutharsky e Mirror, sono ancora più conclamati nella lettura del giudizio che la Commissione dà del Piano Mezzi di Pomilio Blumm.
- “E’ presente una generica proposta di azioni di “Land Art” sul territorio, non identificata in dettaglio, né economicamente quantificata!;
- “…pur essendo presenti due diverse proposte di Piano Mezzi, gli stessi non appaiono adeguatamente motivati né in ordine ai media prescelti, né con riterimento tra target individuati con i mercati di riferimento, e il richiamo è genericamente effettuato al Piano Triennale…”;
- “Sono previste mere azioni di supporto e di sensibilizzazione delle Amministrazioni solo per la presentazione e diffusione per il claim, e non per il rafforzamento del brand “AbruzzoShire”.
Quanto elencato avrebbe dovuto comportare la valutazione di “insufficiente”, con punti 0, o, al massimo, la valutazione di “mediocre”, con punti 5.
Invece, ribadiamo, c’è stata l’attribuzione di punti 15 (75/% buono)!!!
Quanto scritto dalla Commissione doveva comportare, conseguentemente e necessariamente, la traduzione della valutazione in punteggio numerico negativo.
La evidente e manifesta disparità di trattamento e l’illogicità manifesta nella traduzione in punteggio numerico della valutazione analitica scritta è, dunque, viziata ed ingiustificatamente lesiva dei diritti e degli interessi delle ricorrenti. Se alle valutazioni scritte negative fossero conseguite corrispondenti attribuzioni negative del punteggio numerico le ricorrenti si sarebbero aggiudicate l’appalto.
Jack Blutharsky e Mirror ringraziano tutti quelli che hanno la capacità di leggere e valutare ciò che i documenti attestano.
Questo è incredibile!
that’s incredible!
c’est invraisemblable
unglaublich
increíble
неправдоподобный
300 pagine di offerta tecnica, 37 come la tavola della sicilia, 5 claim, 2 proposte di piano mezzi… la commissione sarà rimasta stordita.
Auguro a Paola Cimini (a lei e al suo gruppo di lavoro) di continuare con questa lucida determinazione, hai tutta la mia stima.
La titolare della Mirror di Roseto degli Abruzzi ha due davanzali niente male.
Lo notavo così, en passant.
Ma… Allora stanotte, nuovo post?
Bene!!
Che bello!
Domani finalmente l’Identity Day voluto da Di Dalmazio, operatori euforici!
http://www.abruzzo24ore.tv/news/Domani-finalmente-l-Identity-Day-voluto-da-Di-Dalmazio-operatori-euforici/72515.htm
ok
what the hell…
I love Sicilia!
WTF!!!!
I problemi dell’Abruzzo? Il vulcano