Lettere a Donald Draper: “500 parole, 2 art, 0 lavoro”.

“Ciao Donald,

siamo due neo-disoccupati, ex stagisti in cerca di nuove possibilità di lavoro.

Entrambi, eravamo convinti di essere all’inizio della nostra carriera, poiché ci era stata data l’illusione di un posto (una riconferma post-stage, e un nuovo inizio con possibilità di inserimento dopo il periodo di prova).

Ma arrivato settembre tutto taceva; non avendo sentito più nessuno, fiduciosi della loro parola, e del fatto che qualcuno potesse essere ancora in ferie, attendevamo ottimisti. Dopo questo periodo di silenzio (circa due settimane) abbiamo provato a ricontattare le agenzie. Ovviamente le risposte erano più che positive (“non ti preoccupare, ti chiameremo a breve per firmare il contratto”). Dopo di che più nulla.

Due giorni fa, con l’ultimo barlume di speranza, i nostri eroi chiamano una delle due agenzie e… “mi spiace, ma è entrata in vigore una nuova legge (138/2011), che impedisce a chi ha già fatto uno stage, di poterne fare un altro o di fare il secondo stage nella stessa agenzia. Purtroppo dobbiamo aspettare che la legge passi in regione per eventuali modifiche, sentiti libero di accettare altre proposte da altre agenzie. Non possiamo fare altri tipi di contratto, perché dipendiamo dall’agenzia madre che si trova all’estero”.

Bene. Noi abbiamo già uno stage curriculare, sapendo che, secondo la legge, non possiamo farne un altro, chiediamo a voi, che in questo mondo ci lavorate, come e cosa possiamo fare per non vanificare anni di studio? Altra cosa, che dice esattamente questa legge? Perché ovviamente, come tutti i decreti non è molto chiara, o forse non ci vogliamo arrendere al fatto che siamo giunti al capolinea ancor prima di partire.

Capiamo benissimo che DOVREBBE ESSERE un modo per evitare lo sfruttamento degli stagisti (in quanto la legge li tutelerebbe evitando alcuni passaggi di precariato). Ma, chi, come noi, si trova ad aver già fatto uno stage, come fa ad avere un contratto in un’agenzia sapendo che queste partono da un periodo di prova?

Noi vogliamo lavorare in questo mondo, e durante la nostra esperienza, abbiamo sempre dato la massima disponibilità nella speranza di essere riconosciuti per merito, cosa che non è mancata . A difesa degli stagisti ci scoccia quando sentiamo dire che non fanno nulla. E ci chiediamo dove sia finita la famosa gavetta per cui si da tanto, ma alla fine si raccoglie ciò che si ha seminato.

Continuiamo a perseverare, ma gli unici contatti (se tali si possono chiamare) a disposizione per rivolgersi ad un’agenzia sono i form o le mail (info@nomeagenzia.it) a cui viene chiesto di allegare il proprio CV.

Chiediamo, a voi che lavorate nelle suddette, se queste vengano effettivamente considerate.

È possibile che al giorno d’oggi si vada ancora avanti per raccomandazione e non per merito? È possibile che non si abbia il coraggio di puntare su nuovi creativi? Le grandi agenzie continuano, a lamentarsi ma a quanto sembra non fanno nulla per cambiare la situazione.

Chiediamo a tutto il popolo di Bad Avenue come possiamo noi, poveri disoccupati, far avviare la nostra carriera.

Grazie”.

 

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Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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66 Responses to Lettere a Donald Draper: “500 parole, 2 art, 0 lavoro”.

  1. sara says:

    Odio il vittimismo. Non ha appeal.
    Ho superato il periodo “trattami male, sono stagista” tempo fa, con umiltà e dignità.
    Avverto, inoltre, una indisponente presunzione nel pretendere che la strada sia semplice, e con quella non andrete lontani. DATEVI DA FARE, non lamentatevi diamine, siete creativi o no? Possibile che dobbiate chiedere ad altri come muovervi? Inventate qualcosa.

    • Anonymous says:

      Cara Sara,

      nessuno di noi vuole essere presuntuoso. E tantomeno stiamo aspettando che un DC venga a bussare alla nostra porta dandoci un lavoro ben ripagato.

      Come abbiamo scritto crediamo nella gavetta, e pensiamo di essere in pochi ancora a farlo. Non pretendiamo di guadagnare molto ma solo di lavorare in un campo che ci piace. Una account un giorno ci disse “in questo lavoro ci vuole pazienza e umiltà”. Queste parole le abbiamo bene in testa, ne facciamo sempre buon uso e cerchiamo di farne tesoro.

      Noi vogliamo lavorare: stiamo scrivendo, telefonando rompendo le balle alle agenzie, ma senza esiti. Grazie a vari decreti legge (non possiamo purtroppo opporci alle legge,) ci è stata chiusa la porta. Colpa nostra? Non siamo bravi?

      Abbiamo fatto uno stage, siamo disposti a farne altri se necessario. Il motivo per cui abbiamo scritto questa lettere è per sapere cosa fare oltre a tutto quello che abbiamo fatto fin ora, solo chiedere, non pretendiamo che voi ci diate i contatti.

      Tutto ciò è vittimismo?

      • Edo says:

        Facciamo una cosa nuova? Xchè non mi mandate il CV?

      • l'oracolo says:

        Quoto:
        “È possibile che al giorno d’oggi si vada ancora avanti per raccomandazione e non per merito?”
        Eppure voi ci siete entrati, quindi dovreste sapere come si fa. Cosa domandate?
        Voi quella frase non la chiamate vittimismo?
        Continuate pure a pensare che voi avete il merito ma non trovate lavoro, perché al posto di chi ha i vostri meriti c’è gente che va avanti a raccomandazione.
        Continuate pure a maledire una legge che punisce lo sfruttamento.
        Io lo chiamo vittimismo. Volete un consiglio? Datevi un arco di tempo per trovare agenzia e un numero massimo di stage, due. Anche se io mi fermerei a uno. Poi cercate un altro lavoro o provate ad aprirvi la vostra agenzia se volete fare i pubblicitari.

        Detto questo, di agenzie che se ne fottono della legge sugli stage ne conosco.
        Stage lunghi più di un anno, numero di stagisti superiore ai limiti consentiti, etc. Sono atti contrari alla legge.
        Se volete farvi sfruttare e cercare ancora stage siete liberissimi di farlo. Poi però non mettetevi a piangere dicendo che questo mondo sfrutta chi ci lavora. Oltre che vittimismo sarebbe pure ipocrisia.

      • Sony says:

        Ma conosciuto un direttore creativo che ha sotto mano un talento e se lo lascia scappare.
        D’accordo con Sara.

      • Il Leone di Ghisa says:

        Ti confondi coi leccaculo Sony. Di talenti a spasso ce ne sono molti, forse proprio perché hanno più talento dei loro direttori creativi.

    • Cincia says:

      Sara, mica avverti anche un lontano “fanculo”? Ha un appeal della madonna, vero?

    • KillingPenelope says:

      Sara sinceramente certi toni (arroganti? spocchiosi?) credo abbiano fatto il loro tempo in questo blog. A me pare che questi ragazzi non si stiano lamentando, ma stiano solo e semplicemente chiedendo un consiglio a gente che magari ha più esperienza di loro. Non vedo cosa ci sia di male e chissenefotte dell’appeal, sempre detto senza offesa. Nessuno nasce “imparato”, come diceva qualcuno.

    • Mori Vecio says:

      Appeal… Stagisti non contrattizzati da buttare via.
      Vorrei avere dieci gambe per potervi prendere a calci in culo.
      Puzzate di latte andato a male.

      ps per i due ex stagisti. Ragazzi, fatevene una ragione: cambiate lavoro e buona fortuna.

    • Sabrina says:

      @Sara. Quoto in pieno Killing Penelope. E senza presunzione ho trovato privo di appel questo tuo intervento. Fortunatamente c’è chi con umiltà (non vittimismo, mi pare) espone le difficoltà che incontra, piuttosto che pavoneggiarsi sulle proprie, quasi sempre, dubbie o discutibili capacità. Ci sono troppe maschere in questa professione anche a livelli junior (ovviamente non mi riferisco all’anonimato). Chi ha il coraggio di levarla ha comunque la mia stima.

    • Stessa risposta che avrei dato io. Menomale che volete lavorare nel mondo della creatività.. Forse capisco perche nessuno vi chiama!

      Love

      f

  2. Ierieradomani says:

    Secondo me c’è troppa gente che vuole fare questo lavoro e troppe pippe.
    Io sono stato in due agenzie molto grandi e non ho mai avuto problemi nè di stage nè di contratto.
    Lo stesso vale per i miei amici, quelli bravi, usciti da hdemia.
    Tutti i pochissimi stagisti che ho visto non “contrattizzati” erano da buttare via.
    Poi ragazzi, magari mi sbaglio, magari ho vissuto io un momento particolarmente giusto e felice, ma non ho visto ancora questa malevolenza nei confronti dei nuovi lavoratori.
    Al massimo uno sfruttamento continuo, ma quella è un’altra storia.
    Con questo non voglio insinuare che non abbiate fatto bene il vostro lavoro, e non posso permettermi di farlo, sto solo approfittando del vostro intervento per far fare un esame di coscienza a tanti che si lamentano senza motivo. Inoltre sempre nella agenzie in cui sono stato hanno sempre risposto a quasi tutte le mail, non subito, ma hanno risposto.
    Buona fortuna e un abbraccio.

  3. catone says:

    intanto non mandare mai mail ai form agli info@…
    Ma sfogliare un annuale e cercarsi nomi e cognomi di direttori creativi o creativi senior e mandare il tutto a loro.
    Poi: essere sinceri, diretti e senza remore. Dite la verità: chi siete, cosa fate, un fiorino.
    E infine: vi diranno di lasciar perdere. Ma questo lo avete già messo in conto, vero?
    Voi dite: col cazzo.
    E sperate che Dio ve la mandi buona.
    Alternativa: evitate le agenzie classiche e puntate su i piccoli studi creativi e su quelle “cose” che stanno venendo fuori come funghi e presto porteranno via il lavoro alle agenzie.
    Ultima spiaggia (la più affascinante e, parer mio, la migliore): mettetevi in gioco e fatene una voi di queste “cose”.
    Amen.

  4. Rossano says:

    Fermarsi agli info@ è un atteggiamento paragonabile a quei gatti che fissano la porta chiusa sperando che fissandola più forte si apra.

  5. KillingPenelope says:

    Non vi fidate mai di quello che vi promettono nelle agenzie. Sono quasi sempre balle per farvi credere che vi assumeranno con un indeterminato. Raramente accade. Preparatevi anche un piano B. Ovvero la possibilità di fare in futuro un lavoro alternativo. La mia non è una provocazione, ma un consiglio sincero. Se però ora proprio volete contattare le agenzie, io vi consiglierei di telefonare direttamente e chiedere del copy senior o del direttore creativo. Fatevi sentire, rompete le palle…almeno non avrete mai il rimpianto di non averci provato. In bocca al lupo.

  6. Edo says:

    Se posso: il consiglio di non mandare la mail ai vari “info” è corretto al 99%.
    Esistono realtà che consultano “l’info” e lo consultano tutti i giorni.
    Basta cercare…sono convinto che la speranza debba essere alimentata, non solo “subita”.

  7. Colon Irritato says:

    C’è ancora chi crede in questo mestiere al punto da passare anni e anni sotto pagato e super sfruttato? Si, evidentemente ci sono ancora tante persone disposte a questo come ero io tredici anni fa quando ho iniziato.
    Senza arroganza hanno ragione quanti scrivono di insistere e di provare e riprovare con i copy e gli art senior: non ci sono altre vie, soprattutto dopo il primo stage. Io non ho avuto un contratto di assunzione per tutti gli anni che ho lavorato in grandi, medie e piccole agenzie ma ho avuto la fortuna di lavorare su grandi clienti e crearmi un bel portfolio e anche un reel non male e questo vale più delle ferie pagate, in questo mestiere.
    Non va bene? E’ ingiusto? Si, lo è. Ma è un mestiere che vogliono fare in tanti, troppi e purtroppo è vero che la qualità media si è abbassata notevolmente (anche la mia con gli anni, lo ammetto) sia dei senior che dei junior e anche degli stagisti. Ma è questo mestiere che si è abbassato di livello e sotto la soglia della seniority ormai, nella maggior parte dei casi si è carne da macello perché questo mondo lo richiede, va così e sarà difficile cambiare le cose dall’interno come in ogni settore, ormai.
    Per quanto riguarda le micro agenzie che si stanno formando ad ogni angolo di strada e le “cose” come le ho sentite definire qualche post sopra, non credo siano da consigliare, soprattutto queste ultime. le prime infatti sono owner oriented, vale a dire che i proprietari spesso sono ex grandi direttori creativi che, se non si sono portati dietro il proprio staff, hanno bisogno anche loro (come le big) di mera forza lavoro (ci sono passato). In più sono anche stato proprietario di una di queste “cose” negli ultimi quattro anni e credetemi, senza forti agganci con i grossi clienti, si arranca e difficilmente si riescono a fare grandi cose. Tornando indietro resterei in una grande agenzia e consoliderei il mio portfolio e le mie conoscenze. Insomma in tredici anni ho fatto il percorso di una vita professionale intera e posso dire che il lavoro vero e importante nella pubblicità si fa nei grandi network e nelle agenzie di riconosciuta bravura e importanza. Tirare diritto il più possibile, testa bassa e grande volontà e voglia e nel frattempo continuare a nutrire i propri interessi con tutto ciò che può arricchire la propria creatività.

  8. Pink says:

    sul sito ADCI non sarebbe possibile inserire uno spazio cerco/trovo?

  9. Gianni Lombardi says:

    Consigli pratici:
    Informatevi sulle problematiche fiscali; informatevi su come elaborare prezzi e preventivi; cominciate a girare le agenzie col portfolio presentandovi come freelance.

    Se c’è un minimo di talento e di preparazione tecnica, si tratta di una strada praticabile da chiunque e consente sia di trovare una sistemazione da dipendente (prima o poi) sia di avviare una propria professione.

    Se vi sembra “troppo precario” ricordatevi che un dipendente può sempre essere licenziato, ma a un freelance non capiterà mai di perdere tutti i clienti tutti insieme. Unico pericolo (da evitare assolutamente): diventare freelance monocliente.

    Stampatevi questi consigli e rileggeteli ogni tanto.

    • Alessandro Piccioni says:

      “ricordatevi che un dipendente può sempre essere licenziato, ma a un freelance non capiterà mai di perdere tutti i clienti tutti insieme”.

      le tue migliori parole di sempre ;-)

    • Sofia says:

      Account freelance possono esistere? :)

      • Alessandro Piccioni says:

        si è se sei brava ti ingaggio subito.

      • Ano says:

        sì…anche le agenzie free-lance…contatta ‘sti due che il futuro ti sorride….

    • Ano says:

      lo stipendio arriva tutti i 27 del mese, i bonifici dei clienti al freelance arrivano con ritardi imbarazzanti…per non parlare del regime fiscale al quale si è sottoposti…

      gianni, io non ti conosco personalmente, non so quanto guadagni da free-lance…
      ma non dipingere il tuo mestiere come una figata pazzesca, o almeno non farlo generalizzando…

  10. lutile says:

    Scrivo brevemente, spero di non ciclostilare qualcosa di già detto.
    Se un creativo ha fatto uno stage in un’agenzia non è detto che non debba in assoluto farne un altro in un’agenzia diversa. Il problema sorge se si fanno più stage nel medesimo posto di lavoro: bisognerebbe, per legge, cambiare il tipo di contratto. La norma doveva inizialmente stimolare le aziende ad assumere qualche cristiano, prima o poi.
    Ma tutto questo ha un costo ed è più facile rinunciare ad una giovane mente che pagarle i contributi.

    Che schifo.
    Non solo si fa male ad un popolo intero (le furbate di oggi si pagano domani, vai tranquillo) ma si demotiva una generazione intera.

    Tutto quello che posso dire è di continuare a cercare. Io, personalmente, ho paura a presentarmi come freelance, visti i costi di gestione della P.Iva.

    • Gianni Lombardi says:

      Sulla partita iva hai ragione, però puoi iniziare facendo le semplici ricevute con la ritenuta d’acconto. Poi, quando hai un giro d’affari sufficientemente ampio, puoi pensare di aprire la partita iva. Informati presso qualcuno esperto di amministrazione.

  11. Chapter 7 says:

    Gianni glielo presti tu il machete per farsi pagare dopo i 3, 6 a volte 9 mesi dalla consegna?

    • Gianni Lombardi says:

      Scusate ho visto solo dopo questa domanda minchiona (nel senso di “grossolanamente superficiale)” che però pone un problema serio. Se l’avessi vista prima avrei scritto una risposta sola insieme a quella precedente.

      Farsi pagare è un problema universale ed è uno dei fatti della vita.

      Senza fare i moralisti né farsi il sangue amaro, calcola che dal 10 al 20% del fatturato è sempre a rischio. Tienine conto nel fare i prezzi. Se sei un freelance che deve farsi e hai poco lavoro, ti conviene rischiare e lavorare anche senza coperture di ferro (ma se il cliente non paga il primo lavoro, digli chiaramente che se non paga non lavori più per lui e lascialo: non è lavorando gratis che lo tieni buono). Se hai già la tua esperienza e il tuo giro di clienti, anche se hai bisogno, accetta solo lavori da clienti di cui ti fidi. In tutti i casi:

      1. Fai sempre preventivi scritti
      2. Aggiungi il 10-30% in più per gli imprevisti (a fare sconti c’è sempre tempo)
      3. Se il cliente è sconosciuto o il lavoro grosso, chiedi sempre di firmare il preventivo & di riconoscere un acconto (oppure stabilisci bene i termini di pagamento).
      4. Sii flessibile ma ricorda: il cliente che paga ha sempre ragione, il cliente che non paga ha sempre torto. E finché il lavoro non è stato pagato si trova più nella seconda situazione che nella prima.
      5. Documenta le diverse fasi di lavoro, anche semplicemente tenendo un buon archivio dei messaggi email scambiati col cliente.

      Nella fattura scrivi sempre che i diritti di utilizzo del lavoro (es: campagna affissioni cittadina; marchio per immagine coordinata; campagna stampa quotidiani, testi per sito web, ecc) si considerano ceduti per l’utilizzo previsto solo a saldo avvenuto. Pertanto, finché non paga, il lavoro è totalmente di tua proprietà. E quando paga, può usarlo solo per gli utilizzi pattuiti. Aggiungi anche la scritta “© Copyright Nome Cognome – tutti i diritti riservati” in tutti i testi, impaginati, pdf ecc che spedisci in giro.

      In caso di dubbio, chiedi sempre info e consigli ai colleghi freelance, sia quelli della tua età, sia quelli più esperti.

      • Anonymous says:

        Finalmente qualcosa di utile. Invece delle solite lamentele. Grazie, Gianni.
        Ma non sarebbe bello se qui, sul sito adci o dovunque ti pare, si potesse divulgare una miniguida su tutti i consigli pratici contrattuali/gestionali da dare a chi comincia a fare il freelance?
        Ci guadagnerebbe non solo chi inizia, ma anche chi già lo fa e in maniera accorta (tipo te, mi sembra), perché così ci sarebbero meno concorrenti sprovedduti in giro che, oltre che fare male a se stessi, fanno male a tutto il mercato permettendo ai clienti di instaurare relazioni contrattuali truffaldine che per un effetto perverso diventano benchmark verso il basso.

        ciao

      • Alessandro Piccioni says:

        perfetto Gianni. aggiungerei anche un ordine di incarico da firmare contestualmente al preventivo. la letteratura cita casi di preventivi approvati ma non per questo validi come prova di un effettivo incarico.

  12. Anonymous says:

    Cari miei, il primo errore fatto è mandare e-mail a info@nomeagenzia.qualcosa.
    La prima cosa che ci dissero al corso che ho frequentato a suo tempo è che i direttori creativi sono persone sempre impegnate, sommersi di e-mail di ogni genere al punto che a volte hanno difficoltà a rispondere a tutti. E in effetti è abbastanza vero.
    Volete entrare in agenzia? Inventate qualcosa di memorabile e difficilmente vi dimenticheranno. Di esempi ce ne sono molti. Per quanto riguarda la questione stage, avete toccato un punto dolente: la tendenza è fare un turn over folle, al punto che non capisci più se ti hanno messo alla porta per non doverti pagare o perché sei una grandissima pippa. Chiedere consiglio serve, ma fino a che punto? Posto il fatto che grazie a questo post riusciate a ottenere un colloquio, non è detto che diventi immediatamente un lavoro. Anzi.

    • Lei non sa chi sono io says:

      ALCUNI ANNI FA HO RICEVUTO UN CURRICULUM DI UN ASPIRANTE COPYWRITRER CHE VOLEVA UN COLLOQUIO.
      ALLA LETTERA ERA ALLEGATA UNA BANCONOTA DA CENTOMILA.
      IN FONDO ALLA LETTERA C’ERA UNA NOTA:
      “QUESTE CENTOMILA DOVRESTE RIDARMELE QUANDO CI VEDREMO PER IL COLLOQUIO. MI SERVONO.”
      HO PENSATO: QUESTO E’ UN GENIO.
      L’HO CONVOCATO PER IL COLLOQUIO E PER RIDARGLI LE CENTOMILA.
      PERO’ ALLA FINE, PECCATO…
      NON ERA ASSOLUTAMENTE UN GENIO, ANZI, ERA PURE ANTIPATICO…

      • Sony says:

        E’ uno delle decine di trucchetti che si trovano su internet per fare colpo sui direttori del personale o sui direttori creativi.
        Che regolarmente ci cascano e assumono il finto genio di turno,
        Salvo scoprire dopo un mese che costui, come il 90% degli stagisti in tutti i settori, passa le sue giornate su Facebook.

  13. Lei non sa chi sono io says:

    COME DIRE… ALL’INIZIO E’ DIFFICILE MA POI E’ TUTTA SALITA.

    • io lo so chi sei tu says:

      LP
      Dovresti scrivere minuscolo, maleducato.
      Eppoi le centomila te le sei tenute. Tirchio.

      ps si fa per scherzare

  14. Sal says:

    Andate all’estero!!! Seriamente!: fuori e’ molto piu’ semplice di quanto si pensi! Avente un portfolio decente? Conoscete bene l’inglese? Se si, non perdete tempo..partite!
    In bocca al lupo!

    • 'mbuto says:

      scappare non serve. se poi vuoi vivere in un altro paese allora è un altro discorso.

      • Sal says:

        Adesso andare a lavorare all’estero significa scappare? Se realmente non ci sono possibilita’ o quelle che ci sono non soddisfano perche’ restare? In tutto il mondo funziona cosi’! L’importate e’ iniziare e se non puoi farlo in Italia allora devi trovare i posti che te lo permettano!
        Non e’ facile lo so, ma neanche impossibile come spesso si pensa!

  15. Matteo Righi says:

    Nel sito ADCI ci sono le email personali di parecchi DC e ECD italiani. Guardate nella sezione dei soci.

    • Gianni Lombardi says:

      http://adci.it/members.php?id=58

      Per quel che riguarda il suggerimento più sopra, magari sul blog ADCI faremo una serie di post su temi “come entrare in agenzia” ecc, aperti a suggerimenti, commenti, esperienze e informazioni utili da parte di tutti. Mi sembra una buona idea.

  16. Marta says:

    Ciao Ragazzi,
    valutiamo nuove candidature sempre volentieri.
    Mandatemi i vostri Cv/portfolio a marta@chapeaux.it

    A presto!

  17. Chinasky says:

    Secondo me cari ragazzi, oggi come oggi, avete più possibilità voi di entrare in un’altra agenzia che un senior o un DC di mantenere il proprio posto. E questo spaventa. Spaventa per tante ragioni e spaventa soprattutto loro che vogliono farvi intendere che se siete rimasti a piedi probabilmente non valete un granché. Cazzate. Saranno gli stessi che quando verrano lasciati a casa (perché succederà) andranno per blog a dichiarare a gran voce che sto lavoro è una merda e quelli che sono rimasti dentro sono tutti dei raccomandati. Funziona così dalla notte dei tempi e funzionerà sempre così. Quindi testa bassa e muso duro, non credete né a chi vi dice che è meglio se cambiate mestiere né a quelli che vi promettono stage che si trasformeranno per magia in stipendi dorati. Credete solo in quello che volete fare e fatelo come vi sembra più giusto farlo. Non ci sono regole, non c’è un approccio più vincente di un altro. Ogni mail che mandate e ogni colloquio che farete (ve lo auguro) saranno casi a sé, perché casi a sé sono le persone che vi giudicheranno. Quindi lanciate la vostra monetina e state a vedere. Testa siete dentro, croce siete fuori. Milioni le variabili, due sole le possibilità. E non preoccupatevi di scegliere la faccia della moneta. Qualcun altro l’ha già fatto per voi.

  18. KillingPenelope says:

    Leggendo certe risposte resto sempre più perplessa. Sembra infatti che solo i geni riescano ad entrare a buon diritto nelle grandi agenzie e fare carriera. La dura legge dell’advertising dovrebbe quindi essere: o hai talento o levati dalle palle. Ammettendo anche che tutto quello che dite sia giusto allora io vi chiedo: ma tutto sto talento nei vari spot tv/spot radio e nelle varie affissioni dove sarebbe? L’altro ieri a Radio dj Linus ha fatto un interessante esperimento: ha mandato in onda 4 spot di macchine senza svelarne la marca. Risultato? ERANO TUTTE UGUALI. Tutte incentrate sullo stesso concetto, con lo stesso stile e quasi pure recitate dallo stesso speaker. E’ stato sconcertante. Sinceramente non penso che per entrare in un’agenzia servano le raccomandazioni, ma non credo nemmeno che tutti quelli che ci lavorano siano i fenomeni che pensano di essere.

  19. 'mbuto says:

    stiamo ancora a parlare di “talenti”, “grandi agenzie”, “premi”… non facciamo come i parlamentari, cerchiamo di costruirci un nuovo mondo. la merda la conosciamo già e bene!

  20. Ciao a tutti, in ritardo sull’argomento ma tengo molto a difendere la mia categoria: gli stagisti.
    Ormai sono circa 5 mesi che appartengo a questo mondo sempre più precario ma sempre più affascinante; devo dire che noi (giovani stagisti) abbiamo i nostri pro e contro ma anche coloro che dovrebbero aprirci le porte dell’esperienza lavorativa hanno i propri scheletri nell’armadio. Personalmente ho alle spalle un’esperienza poco felice del mio primo stage ma, forse in futuro queste esperienze negative mi fortificheranno. Comunque quello che tenevo a dire è che qui, in Italia, credo ci sia un problema di fondo: far capire a chi ha ormai una certa età che è ora di andare in pensione e lasciare il posto a chi (ora ) è ancora debole ma che domani o dopodomani sarà il creativo con la C maiuscola. A fondare questa mia teoria c’è anche un non voler aprire le proprie conoscenze ai nuovi, temendo un’innata paura …. ma dico, com’è possibile? i grandi (ammesso che ce ne siano ancora) dovrebbero sentirsi onorati a ricoprire questo ruolo di mentori …. e non essere gelosi di noi che non aspettiamo altro che un loro cenno …. questo è il mio modesto, modestissimo parere e spero che i giovani come me lo approvino …
    Detto questo ora mi rivolgo a quei grandi pieni di scienza e di esperienza: esiste un modo autodidatta per apprendere il mestiere del copy? esistono validi esercizi da fare da soli? scusate la domanda banale ma in periodi di calma (piattissima) è importantissimo se non fondamentale esercitarsi nel proprio (futuro) mestiere.
    grazie a tutti.

    • oldie says:

      In attesa che tu e i tuoi coetanei mi mandiate presto in pensione ( magari) e me la paghiate con i vostri contributi, ti propongo di esercitarti come facevo io quando ero junior.

      Prendi delle brutte campagne e falle meglio, cercando di capire quale è il brief
      e poi falle vedere a quelli che ti sembrano bravi, sempre che in agenzia ci sia qualcuno di disponibile. Chiedi di vedere tutte le proposte che presentano, così capisci quante soluzioni ci sono per ogni problema.

  21. sarà fatto! grazie per il consiglio e tengo a precisare che il mio non voleva essere un insulto ai senior (anzi porgo a voi tutto il mio rispetto) ma solo una costatazione! grazie ancora.

  22. Lost highway says:

    All’inizio l’entusiasmo, la passione e la voglia di fare sono tali che quasi chiunque si propone per stage senza rimborso seguiti da contratti a progetti indecenti. E, credetemi, se sei disponibile a farti il mazzo a condizioni da schiavo, che tu abbia talento o no, se insisti prima o poi qualcuno disponibile a sfruttarti lo trovi sicuro.

    Il problema si pone 4, 5, 6 anni dopo. Quando dopo tutti i rospi che hai ingoiato, le persone insopportabili che hai conosciuto e la merda che ti sei smazzato, l’entusiasmo, la passione e la voglia di fare si sono ridotte almeno del 90%. E cominci a domandarti se è valsa la pena accettare stipendi e contratti da fame solo per il gusto di fare la reclame, o se forse è ora di lasciar perdere e trovarsi un lavoro degno di questo nome a condizioni dignitose.

  23. Sal says:

    Un esempio su come far parlare di se e attrarre l’attenzione di Direttori Creativi? Ecco quello che ha fatto la mia amica Charlie!
    http://creativity-online.com/work/charli-hoffmann-and-alex-otis-hire-us-so-we-wont-have-to-marry-each-other/24603

    • Il Leone di Ghisa says:

      mi sembra un po’ una scemata, un ricatto senza niente da ricattare. io non le assumerei apposta per veder cosa succede. Poi una volta sposta le richiamerei per approfondire, ma più che per l’idea per il coraggio. C’è bisogno di persone coraggiose che sfornino idee coraggiose senza paura della crisi o di dover fare i baristi prima o poi.

      • Sal says:

        D’accordissimo!! Questa e’ un’idea coraggiosa e molto divertente! Probabilmente l’idea in se non le garantira’ un’assunzione ma sicuramente le dara’ la visibilita’ necessaria per farsi ricordare e farsi guardare il portfolio (tra l’altro molto bello) dai CD!

  24. acidà says:

    conosco stagisti che passano la giornata rimbalzando da questo blog a facebook. Sarebbe il futuro?

  25. Uno dei due says:

    Grazie mille a tutti quelli che hanno letto la nostra lettera e hanno risposto (sia aiutandoci che no, fa bene lo stesso)…

  26. Ano says:

    Obama prometteva un nuovo mondo e invece non è cambiato un cazzo.
    Guastini ha fatto il copia e incolla.

  27. KillingPenelope says:

    E’ un pò troppo comodo pensare che da una sola persona parta il cambiamento ed è anche un pò da ingenui aspettarsi che il solo Guastini possa rivoluzionare totalmente il mondo lavorativo della pubblicità. E’ tutto un modo di pensare che va rivisto, ma mi sembra che a molti non importi molto perché forse alla maggioranza fa comodo che le cose continuino ad andare così e che certi stagisti o copy/art junior cambino lavoro sconfortati. Per andare sul concreto, parliamo del sito Lavori Creativi. Da sempre accetta di pubblicare annunci ridicoli quasi sempre con diciture “non retribuito”. Davanti alle lamentele degli utenti l’atteggiamento sconcertante è: “Se non ti piace come lavoriamo, cambia sito.” Se anche da loro partisse un’azione concreta per dimostrare che qualsiasi ruolo va pagato, non sarebbe una cattiva idea. Potrebbero iniziare a rifiutare la pubblicazione di certi annunci. Questo atteggiamento sarebbe un fortissimo messaggio per molte agenzie. Ho provato a dialogare con loro su Facebook, ma a parte pubblicare portfoli a raffica non rispondono quasi mai.

  28. Anonymous says:

    menomale che siete art, non c’è una virgola al posto giusto nella vostra protesta…

    • vv says:

      Solitamente non commento gli interventi inutili, questa volta però, non posso tirarmi indietro.
      Come si può ironizzare sulla mancata punteggiatura di un post scritto da un “art”, quando si è i primi a commettere evidenti errori?
      E comunque, ancora non mi spiego come si possa continuare a pensare che gli art siano incapaci di scrivere e parlare.

      Grazie.

  29. MJ says:

    Cerco un giovane art per la mia agenzia. Interessa? Cv a bluesyjones@gmail.com

  30. Anonymous says:

    ah, le virgole…

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