Guastini scrive a Bad Avenue: “Sulle calunnie e sui fake”.

“Qualcuno è rimasto sorpreso per la mia presunta caduta di stile nel rispondere a Jesus. Un altro (Ano) vorrebbe che chiedessi scusa a Jesus.
Non lo farò.

Jesus mi ha calunniato nascondendosi dietro l’anonimato. Sostiene che io sia favorevole ai fake e che di fatto ne incentivi la diffusione non facendo nulla per impedirne il proliferare all’interno dell’Annual Adci. Non reputo l’anonimato una colpa di per sé, ma è un’infamia quando si accompagna alla calunnia. Chi  non ne comprende da solo la ragione ha un problema (grave).

Prima di accusare qualcuno occorrerebbe documentarsi. Jesus non l’ha fatto. O, come credo, è in chiara malafede.

E l’ignoranza non è mai una scusante, tanto meno nell’era di internet. Basta digitare massimo guastini (o kttb) + fake e google vi offrirà diverse prese di posizioni mie sul tema in questione. Per i più pigri riporto i link ad alcuni miei post degli ultimi otto mesi. Prima e dopo la mia elezione.

15 ottobre 2010: http://kttbblog.splinder.com/post/23454164/radio-venerdi-17-marco-cremona-e-la-mia-candidatura-alla-presidenza-dell-adci
17 ottobre 2010: http://kttbblog.splinder.com/post/23458933/ci-basta-davvero-essere-degli-anonimi-n-11
24 ottobre 2010: http://kttbblog.splinder.com/post/23495807/quando-il-n-11-non-e-piu-un-anonimo-e-quando-i-fake-sono-capolavori
8 aprile 2011: http://kttbblog.splinder.com/post/24414517/fake-cerotti-su-un-moribondo
12 aprile 2011 mio commento su bad avenue: http://badavenue.wordpress.com/2011/04/12/lanno-che-verra/

Tutti sanno che 1) non ho mai fatto fake, 2) non li amo.

Ho anche spiegato più volte che sono stato eletto quando ormai oltre il 50% dei lavori erano stati iscritti agli Adci award. Non si cambiano le regole in corsa. Per l’attuale regolamento (Call For Entry 2010) non è Fake l’annuncio che sia uscito almeno una volta.

Un serio dibattito su questa regola può essere eventualmente condotto solo pubblicamente e tra soci Adci. Perché al di là del mio punto di vista personale è una decisione da condividere democraticamente. Al momento ci sono colleghi bravissimi che sono favorevoli e altri (altrettanto bravi) che sono come me contrari.

Malgrado la divergenza di  opinioni, apprezzo e rispetto chi prova a spiegarmi il perché è favorevole ai fake.  Ma non posso che disprezzare chi mi accusa falsamente e nascondendosi. Forse non è piaciuta la mia definizione “uomo di merda”.
In effetti avrei dovuto usare un altro termine: quaquaraquà.

Un’ultima cosa: dimostrate che il 70% dei lavori selezionati dalle giurie Adci sono dei fake, non nell’accezione che ne dà il CFE 2010, fatelo pure nella vostra. Se fate fatica a trovarne una vi anticipo che mi sta bene quella proposta da Brando Manago.

Tanti cari saluti”
massimo guastini

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Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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20 Responses to Guastini scrive a Bad Avenue: “Sulle calunnie e sui fake”.

  1. PaterNoster says:

    Guastini: spendere la parola “calunnia” perché ti hanno definito favorevole ai fake mi sembra un’esagerazione sostanziale e formale. Forse, più semplicemente, non conoscevano il tuo pensiero o l’hanno interpretato male o si sono soltanto sbagliati. Presumere e pretendere che le persone conoscano la tua opinione su ogni argomento dello scibile umano a tal punto da essere considerati, nel caso contrario, degli “uomini di merda” o dei “calunniatori” configura un’esemplare fattispecie di delirio di onnipotenza. Comunque sia, ti benedico. Pace a amore.

  2. Bob Dylan says:

    Sono l’unico a trovare un po’ ridicolo il passaggio “Ano vuole che chieda scusa a Jesus”?
    Non è che stiamo prendendo un po’ troppo sul serio certi personaggi, e gli diamo anche eccessiva importanza in questo modo?

    Saluti.

  3. Il Leone d'Acciaio says:

    secondo me invece ha ragione Guastini.
    Sparare merda su una persona senza sapere nemmeno di cosa si stia parlando e per di più farlo in forma anonima è troppo facile.

    Fate i nomi e citate fatti concreti quando dite per me è un fake o quando attaccate qualcuno. Già s’è visto che un pentito della ddb sparava abbastanza cazzate (ovvio che sparare di qua e di là qualcosa si becca). E tutti prendevano per seri i suoi deliri. Ora non si sente più solo perché avrà cambiato nick name.

    Questo blog da qualche tempo sta prendendo una deriva alla novella 2000. Pochissimi fatti veri e constatabili, tante supposizioni e attacchi anonimi.

  4. Onan says:

    E Guastini disse a Jesus: chi mi ama mi segua.

    Pp, v. 2, 27

  5. san tommaso says:

    IL TITANIC AFFONDA E QUESTI GLI LUCIDANO I POMELLI INVECE DI TAPPARE LE FALLE

  6. Bianconiglio says:

    Pare che questo Bad Avenue sia il rifugio monocorde dei frustrati dell’ADCI piuttosto che un luogo di critica.

  7. pato says:

    Posso dire la mia? avete bellamente rotto le palle con la questione fake!!!!! siete stati a cannes quest’anno? avete visto i lavori che hanno vinto? quanti erano veri? ma chi se ne frega di quanti erano veri e quanti non!!!!!… siamo l’unico paese che anziché fare squadra si fossilizza su queste cazzate, questo è fake, quello no e basta!!!! parliamo solo di cosa è bello/guisto/insighfull e cosa non lo è

    • Edo says:

      Sarei quasi del tutto d’accordo con te, se non fosse per una questione…direi rilevante. Se pubblicità è: trasmette il messaggio che ti pare, ok. Cannes dovrebbe essere il luogo dove si esprime il meglio di questi messaggi. Non esisterebbero “fake”, ma solo genuina “creatività”, un pò come all’accademia.
      Ma se per pubblicità intendi trasmettere un messeggio che ti viene commissionato da qualcuno, la questione cambia. A Cannes, allora, dovrebbero essere presenti SOLO lavori commissionati, per i quali un cliente ha in effetti investito del denaro. Lasciamo stare il discorso di cosa significhi che ci abbia investito del denaro, che mi sembra un’altra spina della questione…
      Il tuo ragionamento fila finchè non arriva il cliente: è lì il difficile. E’ lì che si dovrebbe giocare il tutto. Non basta il messaggio bello. Ci vuole il messaggio bello e che sia stato scelto con il cliente. Un lavoro per cui ci si sia battuti, per cui ci si sia incazzati, magari. Il rapporto è a due. Non è in un solo verso. Poi sicuramente mi sbaglierò.

      • Il Santo says:

        Guarda che cannes a cambiato apposta nome “da advertising festival” a “creativity festival” diventando praticamente una mostra di creatività. Quanto una biennale per l’arte o un salone del mobile per l’interior design.

        Più un festival di “quello che potrei fare” rispetto a “quello che realmente farò.” Prendiamone atto, perchè stare a ravanarci il fegato non cambierà certo le cose.

        Se volete realtà, advertising e concetti, guardate One show e D&aD. I premi veramente seri e prestigiosi del nostro settore.

  8. Gianni Lombardi says:

    Mi fa sempre morir dal ridere il fatto che qualche anonimo si offenda se i suoi commenti privi di sostanza vengono criticati :-)

    Il massimo del paradosso avviene quando qualche anonimo suggerisce che si dovrebbe chiedere scusa per aver offeso un altro anonimo. Chiedere scusa per cosa? Per aver offeso il suo buon nome? Ah ah ah :-)

    È proprio vero che buona parte dei commentatori anonimi qui presenti sono, prima di tutto, poco svegli. :-)

    Su ragazzi: studiate, applicatevi, e vedrete che un giorno anche voi sarete capaci di scrivere qualcosa che avrete il coraggio di firmare.

  9. Tamerlano says:

    E basta con gli emoticon, Lombardi. Quanti anni hai?

  10. Brando says:

    Grandi uomini discutono di idee,
    uomini mediocri discutono di avvenimenti,
    piccoli uomini discutono di persone.

  11. pato says:

    edo se un cliente è contento di te e del lavoro “vero” fatto, sicuramente ti farà uscire qualcosa anche se non commissionato… secondo me è polemica sterile, guardiamo e giudichiamo un annuncio per la sua bellezza/giustezza e non per la sua veridicità. Così non si va da nessuna parte…

    • Edo says:

      Non parlo di veridicità: esistono innumerevoli esempi di spot “veritieri” con una grande dose di creatività e magari con un insight potente, spot che in aggiunta hanno accontentato il cliente. Dico solo questo: il lavoro deve essere premiato perchè è un BEL lavoro e perchè è ciò che ha SCELTO il cliente. Poi si può parlare quanto vuoi del ruolo di Cannes. Ma giudicare due lavori che hanno un “percorso” diverso ( espressione di creatività pura e espressione di creatività “filtrata” dal cliente) non lo trovo molto corretto. Tutto lì.

  12. Pingback: SOOLID blog » Blog Archive » Fake me baby

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