Era uno dei due favoriti e alla fine ha avuto la meglio su The Force che comunque si è guadagnato un Gold Lion.
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Era uno dei due favoriti e alla fine ha avuto la meglio su The Force che comunque si è guadagnato un Gold Lion.
Pingback: Nike “Write the Future” vince il Grand Prix di Cannes Lions 2011 | Il blog dell'ADCI
fuck yeah \m/
Ma perche’ ne avevate dubbi???? davvero pensavate che the Force avrebbe potuto avere qualche chance contro l’epico capolavoro di Nike????
Ma poi perche’ in questo blog ci sono solo post che riguardano la stampa e i film??? Oramai sono le categorie meno interessanti…A parte Nike e’ un paio di altri film carini il resto e’ la solita zuppa!
Cyber, Titanium, Promo, Direct meritano di essere discusse molto di piu’ rispetto al resto superato dai tempi!
“Which business are we in? If you think it´s advertising, you are in the wrong era”. Sir John Hegarty.
Print is dead. RIP
Sì, ma nemmeno tu stai molto bene.
Troppe pippen.
Ho visto un po’ di film lions e giusto per curiosità ho fatto una ricerca incrociata tra i vari giurati. Ebbene i bronzi praticamente lì hanno vinti le nazioni con i portabandiera in giuria, a parte il belgio, unico escluso, e con poche aggiunte tra cui turchia e nuova zelanda (complimenti a loro per dei veri bronzi).
Dopo una rapida occhiata l’unico ad essersi autoassegnato (o farsi fatto assegnare) un bronzo è stato bertelli, ma il più fenomeno secondo me è stato il norvegese che fa il paio con i bronzi italiani: due film, una stronzata e un macinacoglioni. A sto punto i bronzi li eliminerei, sono palesemente una marchetta tra giurati per far vedere quanto sono stati bravi anche in quello. (soprattutto poi se premi tre giovincelli facendo la parte del fenomeno quando il vero obbiettivo è non dare soddisfazioni ai tuoi diretti concorrenti direttori creativi).
http://www.youmark.it/article/30722/news-Cannes-Lions,-pronte-le-giurie-Film,-Press-e-Outdoor-youmark
Qua ci sono i giurati per chi volesse far lo stesso con le altre categorie
Il meccanismo è molto semplice: un giurato che ha un suo film che vuole far entrare in shortlist (ma ovviamente non può ripescare) si accorda con un giurato straniero per un voto di scambio. I sudamericani sono di solito molto propensi. Ecco perché praticamente ogni anno e in ogni giuria ci sono lavori di chi ha fatto il giurato. Quest’anno è toccato sia a Dal Pizzo che a Bertelli. Non è che ci sia molto da andar fieri, ma va bene lo stesso per il medagliere. Certo, io un po’ me ne vergognerei, specie quando il lavoro non è bellissimo.
Però dai ci sono peccati ben più gravi…
certo, ricorda però che se ripeschi un lavoro devi ripresentarlo e sostenerlo di fronte a tutta la giuria (che di solito non è composta da quattro pirla), presidente compreso;
inoltre rientra in shortlist solo se i 2/3 alla fine della tua esposizione sono d’accordo con te.
Ma basta co sta cosa dei giurati…si discuta se una cosa e’ figa o no e non di giochetti che in ogni caso ci sono!!!
Parliamo del fatto che in Italia il digital fa schifo e che campagne del livello di Droga5 ce le sogniamo ma non per mancanza di creativita’ ma di competenze! Oggi DC che sanno fare quel tipo di campagne semplicemente non ce ne sono! Quindi al di la dei clienti e dei budget e’ la mancanza di un nuovo modo di pensare a non farci vincere un cazzo!
Quanti DC sanno come fare per generare conversazione online?
quanti sanno utilizzare FB o Twitter in maniera creativa, quanti hanno capito che non basta comunicare un messaggio ma bisogna creare idee per coinvolgere la gente?
Possibile che tutto si riduce ad un filmetto e ad una stampa totalmente irrilevanti?
Aspetto una risposta!
Eccoti la risposta, Corvo – mai nick fu più appropriato, complimenti.
In tutte le agenzie degne di questo nome c’è gente che si occupa di intractive con direttori creativi interactive che conoscono molto bene quelle due cose di base che continui a brandire come fossi il Messia (di una verità già conosciuta da tutti).
Ma se hai proprio capito a tutto, come mai non hai ancora sfondato nel settore, invece di sfondare i cabasisi a noi tutti?
Infatti si vede quante cose l’Italia ha vinto nel Cyberg…
ma dove?
Parole sante!
Ritengo che il Grand Prix, qualsiasi sia l’ambito e la categoria funzionale, debba indicare una strada, un modo alternativo di vedere le cose…e nel nostro specifico campo di comunicare.
Questa è la ragione per cui non mi soddisfa in particolare il Grand Prix TV che trovo troppo “ortodosso”, attenzione!… lo ritengo un eccellente lavoro ma non meritevole del Grand Prix.
Nel passato abbiamo visto Grand Prix che segnavano la strada per l’anno a venire…quest’anno è come voltarci leggermente indietro ad ammirare.
Io tra i due preferisco The Force per una serie di motivi.
SIntesi: in 30 secondi mi stupisce, intenerisce, mi fa sorridere e mi avvicina alla marca almeno quanto Nike, che ci mette 3 minuti.
Budget: con un impegno economico di gran lunga inferiore a Nike e senza la sfilza di mega-campioni che questa ha a disposizione The Force ottiene lo stesso un grande effetto.
Ironia: il tono autocelebrativo-autoironico_ma_non_troppo-mistico-biblico “write the future” di Nike non mi prende fino in fondo. L’esecuzione del video è perfetta, anche troppo. C’è un che di glaciale, di distaccato in tanta bravura. In ogni caso la dicotomia altari/polvere che attraversa la mente degli atleti è superlativa.
In definitiva è un bellissimo video che però attraversa un solco “storico” della comunicazione Nike che (anche oggi) vince ma non avvince (più).
Questa ovviamente è la personalissima opinione di uno che la fa facile dal di fuori. Non sarei in grado di concepire nulla di simile nemmeno fra 3 vite.
X Gianni Bugno:
la mia era una risposta ironica al post di hoidhcoih io39u3y7h isxqs o isj qjiiu299u9u djj pq
ti davo ragione, anche io rispondevo a lui
NIKE è un capolavoro.