I Leoni italiani.

Club Crasher di Durex è una bellissima campagna e meritava il Leone d’argento. Gaetano Del Pizzo è quindi un ottimo art director. Ripeto per essere chiaro: meritava un Leone.

Gaetano Del Pizzo però è anche un pessimo giurato, forse il peggiore che l’Italia abbia mai avuto. Delle due l’una: o ha favorito un pochino la sua campagna, e sarebbe umanamente comprensibile, oppure torna da Cannes con il bottino più magro di sempre: zero shortlist. Perché nel caso in cui si fosse astenuto sulla sua campagna, visti i risultati ottenuti dall’Italia, la sua presenza a Cannes per noi sarebbe stata completamente inutile.

Rilancio poi una discussione che Ted ha aperto sul suo blog: “Una lezione da Cannes: meglio non dare in pasto alla rete il tuo lavoro”. Lo stesso Del Pizzo dichiara a proposito di Club Crasher, campagna che pochissimi hanno visto prima di ieri “(…) abbiamo fatto bene a non darla in pasto alla rete. Il suo successo è anche questa vittoria”.

Non condivido per niente questo pensiero, che va contro ogni principio del nostro mestiere e rappresenta un baco nella nostra mentalità. Facciamo pubblicità, e quindi dobbiamo produrre lavori che si vedano il più possibile. Nasconderli è assurdo. E addirittura non condividerli nell’era della condivisione significa essere retrogradi.

Condivido in pieno invece questo commento Anonimo (guarda caso) al blog di Ted: “il premio a Cannes rispetto alle soddisfazioni che il nostro lavoro potrebbe darci è veramente poca cosa. Va bene discutere delle strategie per vincere, ma secondo me ci perdiamo il punto di vista più importante. Una campagna così è bella, creativa e soprattutto comprensibile da tutti. Col titolo in italiano, la capirebbe chiunque, senza doversi fare le solite pippe da pubblicitari. Ho il presentimento che la realizzazione sia stata fatta con un budget d’agenzia e la pianificazione sia stata risicatissima. Mi avrebbe fatto piacere che questa campagna l’avesse vista mio fratello sfogliando un settimanale. Invece, alla fine della fiera di Cannes, l’avranno vista solo i pubblicitari. Questo è il dramma del nostro mestiere. Le rovesciate di Van Basten di fronte a una platea di calciatori”.

Insomma, chi non ha nulla da nascondere non nasconda nulla.

Come ha fatto Auge. Il suo lavoro è in giro in rete da mesi. E nessuno lo ha criticato. Tutti lo hanno giudicato bello, perché è davvero un bel lavoro. E nessuno lo ha giudicato un fake, proprio perché lo hanno fatto girare in rete fin da subito.

Ha vinto un bronzo, anche se in giuria non c’era nessun giurato italiano e tantomeno nessuno di Auge.

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Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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81 Responses to I Leoni italiani.

  1. Brando says:

    “(…) abbiamo fatto bene a non darla in pasto alla rete. Il suo successo è anche questa vittoria”.

    Dà soddisfazione giocare a tennis senza la rete?

  2. Ano says:

    Per la cronaca, il commento in questione è di quella testa di cazzo di Ano. ;)

  3. ARTuro says:

    sotto una mattonella del mio bagno ho nascosto una campagna stampa che sicuramente vincerebbe un Leone a Cannes…
    MA NON LA FACCIO VEDERE A NESSUNO !!!!
    MAI E POI MAI!!!

    NEANCHE ALLA GIURIA DI CANNES…

    ECCO !

  4. Maniac says:

    Secondo me siete troppo rigidi o fate finta di non sapere.
    Un conto è far girare un bellissimo lavoro (vero) come la campagna di Alice.

    Un altro sono le campagne fatta apposta per i premi (magari anche commissionata); se sono fatte apposta per i premi è giusto usare ogni buon mezzo per farglieli vincere: non mandarla ai siti di pubblicità PRIMA del festival, è uno di questi, sostiene Dal Pizzo.

    La campagna Durex, dopo questo leone, si vedrà molto molto di più di quanto non si sarebbe vista se non lo avesse vinto. Ergo hanno avuto ragione loro.

    Detto questo Dal Pizzo non è stato un cattivo giurato: dimmi quali pezzi da premio avevamo a cannes.

  5. Anonymous says:

    Ma il titolo IN ITALIANO della campagna Durex… qual è? Perché va bene che l’idea sia declinabile in tutte le lingue, ma a noi cci ppiace anche gustare un po’ di stile.

  6. Duck says:

    Bellissimo post.

    Più di tante discussioni a vuoto su fake e non fake, questa è la dimostrazione pratica di cosa vuol dire avere una mentalità dove il premio è solo la conseguenza di un ottimo lavoro e viceversa di chi pensa che fare una campagna da premio sia un obiettivo a se stante, staccato dal vero lavoro d’agenzia.

    Se fossi un junior saprei dove spedire il cv e se fossi un cliente saprei chi chiamare.

  7. aufklaerung76 says:

    Io invece parto da una considerazione diversa: e cioè che la campagna Durex sia sbagliata.
    Ma davvero la metafora dell’imbucato mi parla di un lubrificante? Insomma, il prodotto dove sta? Questa campagna non è un fake perché non è mai uscita: è un fake perché è stata concepita come tale, come puro esercizio concettuale. Fate il confronto con una campagna di qualche anno fa su un prodotto identico: si vedeva una donna seduta sul molo di un porto. A intervalli regolari c’erano le bitte. Ne mancava una che doveva essere esattamente dove era seduta la donna, come se l’avesse inglobata. Greve o divertente, mi diceva chiaro e tondo cosa fa il prodotto, no?

    • X says:

      Cazzo, io l’avevo interpretata come “Ora puoi metterla nel culo a chi ti ha sempre fottuto.” Però mi son lasciato ispirare dal visual perché non sono riuscito a leggere il claim, cazzo. I’m sorry for the gross translation.

    • Cat says:

      Hanno soltanto usato una figura retorica diversa.
      Questa è più laterale e quindi, secondo me, più bella.

    • Edo says:

      Quella delle bitte, che ti posto qui, era , a mio parere, su un altro livello.
      http://dasieve.blogspot.com/2011/01/ringrazio.html

      • aufklaerung76 says:

        Grazie Edo, non la trovavo.
        Cat, quella dell’imbucato non è solo una metafora diversa. Semplicemente è lontana. Quale cliente la comprerebbe? E io come consumatore, che vantaggio dovrei trarne? Boh.

    • LOL says:

      sei un account, vero?

  8. malick says:

    gaetano del pizzo entra nella saletta dove c’erano tutti gli altri giurati, gente di un certo livello eh, mica stagisti sottopagati. lo vedono e:

    1) notano che ha un AK47 puntato su di loro.
    2) si accorgono che poverino non ha le braccia e le gambe e s’impietosiscono
    3) ha l’uccello enorme che gli spunta dalla patta. gli altri giurati sono tutti gay.
    4) assumono voracemente tutti i trip che gaetano gentilmente offre loro.

    cos’è successo di tutto questo secondo voi, perché io non capisco come un italiano sconosciuto ai più, non me ne voglia gaetano, mica un david droga che può influenzare l’arbitro come van basten, riesca a far vincere una sua campagna solo con la volontà di farla vincere. o la giuria era gaetano dal pizzo?

  9. Il Merda says:

    Grande giurato il gaetano, proprio come all’ADCI dove sembrerebbe che puntualmente si alzava per fumare una sigaretta e bere il caffè bucando più e più votazioni e, dopo aver dimenticato il telecomando per le votazioni al bar innocentemente chiedeva se fosse uguale alzare la mano.

    Molto professionale il gaetano quando fa il giurato.

    Ma questo, come detto sopra, va tutto a suo favore, vuol dire che durex avrebbe vinto comunque.

    PS: non ero in giuria, sono voci (plurale arrivate da più persone) di corridoio di chi c’era.

  10. Scrudge says:

    A me durex e alice piacciono, non condivido la paura per la critica internettiana. Si ha paura solo quando si ha qualcosa da nascondere o non si sono fatte le cose come andrebbero fatte, chi ha la coscienza pulita deve solo andar fiero dei propri lavori e tentare di diffonderli in ogni modo e in ogni dove. E chi critica vada affanculo, non si può piacerea tutti.

  11. Alfonso Luigi Marra says:

    Come diceva Ted anche Continental, argento l’anno scorso, è stata tenuta “segreta” ed è una strategia leggittima. La tendenza sembra piuttosto quella dì produrre fake che per la costosissima produzione fotografica non sembrino tali. Come per Continental ( e Attack prima ancora ) si sono chiamati grandi fotografi per dare un crafting impeccabile e una sensazione di cosa fatta per davvero: il cliente ci ha investito dei soldi. Ma questa strategia funziona solo se fatta alla grande con forti investimenti: vedi Grey Parigi o Jung Von Matt. Ma se lo fa Mc Cann Milano col suo annuncino per il preservativino, questo non cambia la percezione dell’agenzia, come non l’ha cambiata a DDB.Oggi insomma per giocare le fiches sulla roulette di Cannes bisogna spendere, ma bisogna saper
    giocare e saper spendere.

  12. malick says:

    ma secondo voi perché sul daily media hanno intervistato il fratello di del pizzo, gabriele? impeccabili fanzine.

  13. 12/12/2012 says:

    “DUREX DURA DI PIU’…ma quanto durerà di più?

  14. Amen says:

    Triste abitudine l’individualismo.
    Palesemente più che spingere il lavoro del proprio paese, motivo per cui era stato mandato spesato a Cannes.
    Il nostro giurato ha pensato bene di spingere il suo personale lavoro, (realmente uscito sui media?)
    usando quindi l’opportunità che gli era stata data a spese della comunità, solo pro domo sua.
    Un classico malcostume italiano da debellare, perché costa a tutti e rende solo ai soliti furbi.

    • Matteo Righi says:

      A Cannes, se non sono cambiate le regole rispetto a 10 anni fa, ogni giurato ha la facoltà di ripescare una campagna non entrata in short list sottoponendola all’attenzione della giuria.
      Da lì a ricevere un Argento ne passa un bel po’.

  15. Anonymous says:

    All’adci vince Saatchi e rosicate, a Cannes vince McCann e rosicate… ma tutti voi, quand’è che vincete qualcosa?

  16. ARTuro says:

    ….DUREX LEX SED LEX…..

  17. Pomilio says:

    ..e nel frattempo pomilio blumm si è portata a casa anche il budget ISTAT

  18. so tutto io says:

    La gara indetta da Istat, dedicata alla campagna di pubbliche relazioni e informazione sull’intero territorio nazionale del 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011, è stata affidata al raggruppamento temporaneo di imprese capeggiato dalla Pomilio Blumm composto da
    Hill&Knowlton Gaia, Triumph Group e Spazio Eventi.2,5 milioni di euro il budget a disposizione per un incarico che si svolgerà a partire dalla seconda parte dell’anno

  19. Scrudge says:

    Non so voi, ma io scrivo al Gabibbo.

    • Ano says:

      Io manderei direttamente gli Ispettori.

      • Scrudge says:

        ti dirò che a sto punto mi sembra più affidabile un pupazzo vestito di rosso che parla un genovese agressivo.

        Proprio un Bel Paese.

  20. Off Topic says:

    Ma quanto sono improvvisamente bruttini e poverelli i lavori di TITA ora che è andato via il socio art di Mazza (di cui non ricordo il nome)?
    Ne ho visti appena un paio, proprio tristi.
    Speriamo prendano presto un art!

    • Francesco says:

      A me continuano a sembrare di alto livello e lo dico da art.

    • Jesus says:

      Tita non ha mai sfondato il muro dell’eccellenza. Sempre lavori mediocri o poco più.
      A conferma, una sola misera shortlist in 3 anni di esistenza.
      Davvero il nulla.

      • fab says:

        Non sono d’accordo, Tita è una bella realtà. Bisogna solo fare un plauso a chi ha rischiato mettendo su un agenzia e riuscendo a fare sempre lavori di gran qualità.
        Per me Tita tra le giovani agenzie è l’ eccellenza, non ne vedo altre.

      • dickwhitman321 says:

        Io ho visto diversi ottimi lavori di Tita in questi tre anni, indipendentemente dal numero di short list di cui francamente me ne batto i gioielli di famiglia.

      • lulli says:

        Perchè tanto accanimento? Di mediocre non c’è nulla, a differenza di moltissime altre agenzie, sono sempre lavori veri e di qualità, e mai un fake. E poi non mi sembra proprio che tita abbia avuto solo una shortlist. Sei sicuro, prima di sparare sentenze? A conferma di che? Sono andata a vedere e non è vero.

      • Jesus says:

        E’ vero, mi sono sbagliato, ha 3 short. Ma una sola nelle catetgorie nobili (stampa; le altre sono in digital e fotografia). E nemmeno quest’anno ha vinto una cippa. Con clienti molto molto belli.
        Un risultato davvero deprimente per un’agenzia sopravvalutata, di buon rendimento, certo, ma che non riesce mai a sfondare la soglia del 7. Una specie di Gattuso, un po’ più fighetto e modaiolo (tanto è vero che sta molto simpatica a un certo tipo di pubblicitari milanesi, un po’ come l’altra sopravvalutata Auge). Se sfogli il libro che raccoglie l’eccelenza italiana e trovi che un’agenzia in tre anni non ha vinto nemmeno un metallo, beh, un motivo ci sarà. E il motivo è che, pur sfornando decine di lavori all’anno con clienti della madonna, non riesce mai a trovare l’idea che spacca, quella da premio insomma. Per me è una grande delusione. Con buona pace della sua claque.

    • lulli says:

      Ma cosa ti acceca, forse l’invidia? Sono andata a guardare e le short list sono 6 compreso quest’anno tra queste anche un bronzo. Perchè inveisci così tanto contro delle agenzie indipendenti che portano a casa risultati e lavorano un sacco per tenere alto il nostro mestiere rischiando in proprio? Ce ne fossero di cosi.

      • michela says:

        Sono curiosa di sapere per chi lavora jesus, secondo me in una di quelle agenzie sfigate e deprimenti.
        Io vorrei lavorare da Tita, anzi faccio un appello da qui.
        Tita assumimi.

      • Mariolino Corso says:

        Fatto è che le cose più belle di Tita si basavano su: discreto o anche bel titolo + una buona art direction. Le ultimissime cose sono invece molto zoppe. In un istante diventi mediocre. Non lo auguro a Tita perché è un’agenzia che nonostante un po’ di egocentrismo/supponenza del finto-buono Mazza mi è simpatica.

      • Jesus says:

        Non ce l’ho con Tita o con Auge o con altre agenzie di moda molto sopravvalutate, ce l’ho con il fanatismo e la parzialità di amanti, fidanzate, colleghi, amici, portaborse delle persone che lavorano in queste agenzie e che, per il solo fatto di essere amanti, fidanzate, colleghi, amici e portaborse le osannano per ogni minima scoreggia che producono. E voi, Lulli e Michela, di chi siete amanti o mogli o fidanzate o amiche o colleghe o portaborse?

      • michela says:

        Che sciocchezze!
        A me piace incoraggiare le iniziative belle, di libertà e di coraggio.
        Auspico tante iniziative come questa. Prova anche tu.

      • malick says:

        se conoscessi mazza non ti sarebbe mai venuto in mente un aggettivo come finto-buono. io non l’ho mai visto, mai, nemmeno mezza volta, tentare di sembrare più buono di quel che è. un’altra cosa, per fare i lavori da premio, quelli come durex club crusher per intenderci, bisogna avere tempo e non avere il pensiero che se non porti a casa clienti, chiudi. detto questo, club crusher mi piace molto e mi sarebbe piaciuto farla.

    • lulli says:

      C’è chi le osanna per ogni scoreggia che producono, e perchè no? se ne producono ben poche oggigiorno. E c’è chi ne parla male per probabile livore.

      • fab says:

        Io mi tiro fuori…
        Si possono criticare le campagne, ma approfittare dell’anonimato per attacchi personali credo sia fuori luogo, volgare e da vigliacchi.
        Lunga vita a Tita

  21. Hic sunt leones says:

    mentre lor signori continuano a parlare di Del Pizzo, di Cannes eccetera, Pomilio Blumm si porta scandalosamente a casa un’altra gara pubblica: INSTAT. Roba da far sembrare BIsignani una carmelitana scalza.
    SCHIFO SCHIFO SCHIFO.

    http://www.youmark.it/article/32667/news-Gara-Istat-per-il-15%C2%B0-Censimento-generale,-vince-l%27Rti-con-a-capo-Pomilio-Blumm-youmark

  22. Anonymous says:

    ma l’argento negli young lions è della Y&R? Vicky ha fatto da DC al lavoro dei ragazzi?
    non ho parole.

    • Il Santo says:

      son solo le sue solite minchiate, ancora gli date retta. Poi la gente si chiede perchè ce l’hanno tanto con lui.

      • Marcantonio says:

        Santo sinceramente non mi sembra che abbia detto delle mischiate e neanche che si sia preso il merito di nulla.
        E poi mi risulta che. quest’anno della Young & Rubicam grazie c’erano 11 creativi a Cannes dopo decenni in cui non mandavano nessuno.

        Respect!

    • Banana says:

      Certo, Cannes è sempre una roulette. Bisognerebbe capire come mai, a differenza sua, certe persone sanno sempre puntare sui numeri vincenti.

      Ma che si prenda il merito di aver scelto i giovani giusti è il massimo, visto che nessuno dei due è stato preso da lui, né tantomeno considerato fino all’altro ieri.

    • Stupho says:

      Non riesco ad immaginare niente di più triste di questo tipo di interviste. Intendiamoci, non solo questa qua ma tutte, nessuna esclusa. Sembrano servizi da tv privata anni 80. Poi, quel filo del microfono è inguardabile. Mi ricorda quando da piccolo registravo la voce col mangianastri inno-hit. Per non parlare di tutta la fuffa, quel tono autocelebrativo, best agency di qua, innesti di là, ci sono novità ma non ti posso dire cosa… ma vaf…qui prodest? Evidentemente, se lo fanno ci sarà un perché. Ma se veramente si parla a nuora perché suocera intenda, se davvero i clienti e chi per loro possono trovar interessante ‘sta roba è umanamente impossibile che riescano a distinguere i buoni lavori dalla solita merda. L’ottimismo sia con voi.

  23. Croupier says:

    Per Vicky anche l’ADCI è diventata una roulette.

  24. Scrudge says:

    Per me è vicky l’unico vero giovane leone.

  25. Anonymous says:

    ehi, popolo di radical chic e femministe, com’è che non vedo nessun post lesboangry sulla campagna per la Festa dell’Unità di Roma?
    Forse perché è finita la campagna elettorale?

    • Ano says:

      Anche Donald Draper, che poche settimane fa sembrava Giovanna D’Arco, non ha speso due parole. Per non parlare di Guastini.

      • Matteo Righi says:

        Guastini è in vacanza con i figli.

      • oldie says:

        E’ il solito incredibile tafazzismo del PD.
        Strano che non abbiano scelto come visual un bel piattone di germogli di soja.

      • Massimo Guastini says:

        Ciao Ano,
        sto bevendo il caffè guardando la Tavolara. Soffia un po’ di Maestrale, ma non abbastanza da far urlare e biancheggiare il mare. I fiori di ibisco gialli e completamente dischiusi rallegrano il giardino e il mio cuore. È un bel momento, che condivido volentieri con te. Ti voglio bene anch’io.
        Tanti cari saluti
        massimo

      • Ano says:

        che spettacolo! buone ferie…però promettimi che al rientro mi fai un post sull’argomento…
        tvtb, Ano

  26. alfonso luigi marra says:

    Draper ti do questa notizia perche’ non sai mai una cippa: la produzione e l’ideazione di una delle due shortlist italiane quella di jwt per bayer fitosonno non sono di dorizza e rodriguez. Infatti nei credits ufficiali di Cannes risulta iscritta da Bertelli e dalla precedente gestione. Ma dorizza e rodriguez sempre in coppia su tutto dichiarano a vanvera
    ad adv express di esssere non solo gli autori ma anche quelli che hanno convinto il cliente a fare il film…rubando l’ennesimo credit.z

  27. nome says:

    nel frattempo per farsi pubblicare un commento sul blog dell’adci bisogna aspettare che torni guastini?

    oppure se non sono complimenti scatta la censura?

    • Massimo Guastini says:

      Ci sono altri moderatori. Basta che ti firmi e le tue perle di saggezza verranno pubblicate. Il blog Adci è un luogo per coraggiosi, come il nostro lavoro. I pavidi possono anche sparire tutti.
      Buona giornata
      massimo

  28. gino says:

    gli stagisti non dovrebbero avere l’accesso ai tristi blog di adv, che già sono tristi perchè inutili come questo blog…. vi prego, abbiamo già berlusconi, non emulatelo nella neuroassenza…

  29. Chi ha vinto e chi ha perso. says:

    CHI HA VINTO:
    Quest’anno a Cannes hanno vinto i piccoli.
    Ha vinto Auge, piccola struttura con grandi menti che con un solo lavoro e nessun aiuto in giuria si porta a casa un bronzo che vale oro.
    Ha vinto Cric, agenzia così piccola che forse non esiste nemmeno ma che avrebbe vinto ai giovani leoni, se fosse stata grande. E che alla fine un leone, quello vero, magari se lo porta a casa lo stesso. Ma che vinca o no a questo punto non fa grande differenza.
    Hanno vinto i piccoli, intesi come young (e come ddb). Due prodotti delle fake agency of the year che hanno mancato per un solo voto il metallo più pregiato. E adesso diteci che sono dei fake pure loro…
    Ha vinto chi non ha vinto: l’unica shortlist italiana nel direct di una rinata Lowe Pirella Fronzoni Roma, l’unica shortlist italiana nella radio, dove non c’erano giurati italiani (forse meglio così, perché i giurati dell’adci questo radio non l’avevano neanche fatto entrare nell’annual), le due shortlist nel design (altra giuria senza italiani), categoria dove l’Italia dovrebbe eccellere, cosa che sembrano ricordare soltanto quei bravi ragazzi di First Floor Under.

    CHI HA PERSO:
    Hanno perso i giurati.
    Bei tempi quelli in cui Taddeucci faceva il giurato e portava a casa due Bronzi e tre shortlist per l’Italia, non solo per se stesso. Bei tempi quelli in cui Venturelli portava a casa due Argenti, un Bronzo e altre shortlist (non ricordo quante), per l’italia, non solo per se stesso.
    Quelli di oggi, purtroppo, non sono dei bei tempi.
    Ha perso Del Pizzo. Certo, dice che per influenzare 18 giurati di quel calibro avrebbe dovuto avere i superpoteri. Resta il sospetto che non si sia sforzato più di tando per difendere l’Italia, e non solo se stesso, in un’annata in cui la qualità dei lavori premiati è decisamente bassa. In conclusione, forse la shortlist nell’autdoor resta, per Del Pizzo, il risultato più prestigioso.
    Ha perso Bertelli. Lo stravincitore della scorsa edizione non si rassegna ad un anno di magra e, com’è, come non è, porta a casa come giurato due shortlist. Una, quella della Cric, non aveva certo bisogno di aiuto. L’altra, quella firmata guarda caso da lui, decisamente si. E forse quell’aiuto lo ha ottenuto. A questo punto speriamo che prenda almeno un metallo, in modo che la brutta figura sia valsa a qualcosa

    CHE FARE?
    E allora, che fare? Smettiamo di mandare a Cannes i giurati italiani? O, magari, li scegliamo con più criterio?
    La mia proposta è mandare chi punti al proprio prestigio come giurato, non come creativo. Mandiamo Guastini, presidente dell’ADCI che ha certamente più interesse a far crescere il sistema Italia che a veder premiati i suoi lavori. Mandiamo Bagnarelli, un vero intenditore di radio che, in quanto fornitore, non ha interesse a scontentare nessuno (e poi, diciamocelo, il 90% dei radio che meritano un premio in Italia li produce lui). Mandiamo uno dei tre ragazzi della Cric che hanno dimostrato di avere il coraggio di fare qualcosa di bello e di nuovo anche senza avere nessuno alle spalle.
    Per Del Pizzo, per Bertelli, per Mainoli possiamo invece fare una colletta e comprare un leone ad ognuno (costano circa 800 euro cad.) così quello che vogliono lo ottengono senza neanche dover fare la fatica di andare fino a Cannes.

    • malick says:

      mah. sono un ingenuo sognatore se dico che mi piacerebbe che i premi venissero vinti con una qualità più alta dei nostri lavori anzichè con giochetti politici degni dei peggiori scilipoti? heineken l’anno scorso ha vinto perché non poteva non vincere.

    • hahahhahhahh says:

      > Mandiamo Guastini, presidente dell’ADCI che ha certamente più interesse a far crescere il sistema Italia

      ahhaahahahah

  30. san tommaso says:

    io credo che un po di prevenzione nei nostri confronti ci sia.
    ho vistoleoni instampa e outdorr (esempio carta igienica recilabile) che valevano meno di tante nostre stampe.

  31. ATTENZIONE ATTENZIONE says:

    cannes è l’oppio dei pubblicitari
    pubblicitari servite al mondo reale
    https://docs.google.com/document/d/1KyadJTQMtThN7TqFBUUhbzO0Z99KjV7PbMRvFPAxNSs/edit?hl=en_US&pli=1

  32. Ferrari 77 says:

    Chi parla male di Giuseppe Mazza ha tutto il diritto di farlo, ma sicuramente non capisce molto né di pubblicità né di persone per bene.

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