Bronzo per Auge, zeru tituli nei Cyber.

Bronzo nell’Outdoor per il bell’ambient di Auge.

Nulla di fatto per l’Italia invece per quanto riguarda i Cyber.

Strano. Meno di un mese fa i nostri cyber-men sembravano dei fenomeni: pioggia di metalli agli Adci Award e shortlist per il 35,41% dei lavori (più di un lavoro iscritto su 3 è entrato nell’Annual).

Dopo il risultato di oggi a Cannes, e cioè nessuna shortlist, si può tranquillamente affermare che si è trattato, semplicemente, di una giuria di fenomeni.

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Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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39 Responses to Bronzo per Auge, zeru tituli nei Cyber.

  1. Ah beh says:

    In Atl invece… un successone rispetto ai metalli assegnati dalla giuria all’adci. O no?

  2. Il Santo says:

    si, cioè più o meno, dato che han praticamente vinto tutte cose iscritte a Cannes l’anno scorso e vincenti.

    La vera cosa scandalosa è che molti direttori creativi giurati adci cadevano dalle nuvole quando hanno ascoltato la shortlist radio come se fosse la prima volta che l’ascoltassero, mentre era tranquillamente iscritta all’adci.

    La dimostrazione che le votazioni sopratutto via internet sono fatte col culo, soprattutto dai grandi nomi tutti pieni di sè. Secondo me manco li hanno ascoltati i radio alcuni di loro.

    • Ano says:

      non s’è capito un cazzo, riscrivi con parole tue…

    • Il Santo says:

      Ieri escono le shortlist radio di cannes, con una italiana selezionata.

      Alcuni direttori creativi italiani sembrano cadere dalle nuvole come se non avessero mai sentito il suddetto radio.

      tale radio invece era regolarmente iscritto all’adci, dove non passò nemmeno il primo step della votazione di internet.

      Quindi questi grandi direttori creativi adci hanno fatto la votazione internet in giuria adci col culo almeno per quanto riguarda i radio.

      Ergo, le votazioni dell’adci via internet vanno assolutamente cambiate, poichè per me pochi fanno il loro dovere fino in fondo. una votla dentro, salvato l’onore (?) prendono il compito estremamente con superficialità

      • UFFAAAAAAA says:

        V’è andata bene e vi siete arrubbati un leone con una radio fake?
        Ma aprite una bottiglia di champagne per festeggiare e non rompete il cazzo a tutto il mondo con le vostre recriminazioni italiote!

      • cottonmouth says:

        Santo, hai ragione. 
        E’ il problema delle giurie ristrette. Molti dei direttori creativi non ce l’hanno il tempo di votare o non gliene frega molto.
        Credo che il ranking sia uno strumento utile, ma non può essere così restrittivo, soprattutto se il risultato e’ quello di non riconoscere i pezzi prima che lo faccia la croisette. 
        I 40 che votano sono quelli che hanno vinto di più negli ultimi 5 anni di adci award, se non sbaglio. Apprezzo il principio meritocratico della cosa, ma se in quella settimana di votazione online un d.c. ha una presentazione importante di una gara, secondo te si mette a votare qualcun altro oltre pisapia? 
        Gli altri soci a che servono? 
        Vanno su adci.it leggono il loro nome e si sentono fichi per qualche secondo. Ma che senso ha? 

    • Il Santo says:

      Ancora…

      Ufffaaaaa non me ne frega niente del radio se vince o se perde il problema è che dei giurati ADCI votano con superficialità senza effettivamente ascoltare, vedere, leggersi tutti i lavori iscritti.

      E questo è un problema, poi chi vince o chi perde sticazzi

      Capish?

  3. Ano says:

    …molto grave direi…un lavoro in Shortlist a Cannes che viene ignorato all’ADCI…

    se il Presidente Guastini vuole replicare, qui ha tutto lo spazio che desidera.

    • SPiegatemi says:

      Perché se un radio piace a Cannes e non in Italia, l’incompetenza deve essere per forza dei giurati italiani e non di quelli di Cannes?

    • Il Santo says:

      No il problema non è che i giurati lo hanno definito non meritevole. Il problema e che ci sono persone in giuria che proprio non l’hanno manco sentito.

      Quindi non è un problema di giudizio, ma di professionalità.

      • Celeste says:

        Forse, semplicemente, i giurati italiani hanno deciso di premiare radio veramente usciti e non fake improvvisati ad hoc.

      • Il Santo says:

        ancora non è chiaro.

        Sembrerebbe ci siano giurati adci che non ascoltano i radio, quardano solo i primi 5 secondi delle case history, trascurato le categorie minori, e votano a cazzo perchè non hanno tempo, o fanno votare da altri.

        Sembrerebbe ovviamente nessuno lo ammetterà pubblicamente, ma nei corridori le voci girano.

        Poi può vincere o perdere chiunque. metto in discussione la professionalità “giuridica” dei giurati.
        Non esiste che un giurato non conosca i lavori che ha votato.

        Poi io me ne sto bene in paradiso, son cazzi vostri.

      • L'Eretico says:

        Nemmeno al Radiofestival ha vinto niente. Anche lì non l’hanno ascoltato?

    • Massimo Guastini says:

      Al termine della votazione online il voto medio dei 43 giurati adci non avrebbe fatto entrare nessun lavoro nella categoria radio. È grave? Vedi Ano, io sto lavorando per riaprire la discussione e portare a delle giurie più trasparenti. E come ho già spiegato nel mio blog ci proverò seriamente benché non fosse un argomento del mio programma. Io ci metterò la faccia. Tu oltre al tuo poco illuminato nickname ci metterai altro?
      Ciao
      m.

      • Ano says:

        Non è mio compito occuparmene. Sono venuto a conoscenza di una notizia paradossale e ho chiesto il tuo punto di vista. Grazie per la risposta.

    • Massimo Guastini says:

      Non è così paradossale per le ragioni che altri ti hanno spiegato. Personalmente trovo più paradossale che dopo la votazione online non ci fosse un lavoro entrato.
      È mio compito occuparmene ma anche tu potresti proporre un’alternativa, dal momento che lanci il sasso. Altrimenti è sempre tutto solo un lamento. Ciao

      • Ano says:

        Il sasso è stato lanciato da un altro.

        La notizia credo sia forte: un lavoro che non ha preso niente all’ADCi è entrato in Shortlist a Cannes. Ho chiesto delle motivazioni e dopo sono arrivate.

        Per me resta un forte paradosso, ma questa è solo la mia opinione.

    • Onan says:

      Non e’ la prima volta. Silenzio parla agnesi, uno dei pochi Oro a Cannes, non entro’ neanche in shortlist adci. Spesso tra me e me dico: ma perche’ cazzo le giurie adci non sono composte da tutti i cazzo di soci che cazzo votano cazzo anonimamente cazzo le cose cazzo? Cazzo.

  4. Scrudge says:

    Ora si capisce. Ed è condivisibile

  5. Bah says:

    tranne rarissimi casi, cannes non rispecchia quasi mai le votazioni dell’adci.
    Niente di particolarmente strano secondo me.

    Il giudizio di giurati di una singola nazione, è logicamente diverso da quello di giurati che vengono da ogni parte del mondo. Conoscenza del mercato, dei clienti, condizionamenti culturali. Non ha niente di eclatante che un lavoro giudicato positivamente in italia possa non vincere a cannes, e viceversa.

    • CesareBrandi says:

      Sono sempre stato un diverso. Argento a Cannes. Argento Adci. Ma parliamo di un quarto di secolo fa..more or less

  6. Zoro says:

    Guai a dare a Cannes la dimensione della verità assoluta: voi ingenui forse ignorate che cambiando i membri di una stessa giuria i riusltati possono essere opposti. E qui non sto parlando di Cannes Vs Adci ma proprio di Cannes vs Cannes. Esempio eclatante: anno 2010, giuria Print. Viene assegnato il Grand Prix (mica cazzi…) a una stampa (scrabble), poi revocato perché l’anno prima, indovina un po’, era stata già iscritta ma…NON ERA ENTRATA nemmeno in shortlist.

    You understand? Same festival, same category: un anno non entra, l’anno dopo è Grand Prix. Solo perché sono cambiate le persone.

    Quindi, de che stamo a parlà?

  7. Augegè says:

    Per altro e molto criticato da questo sito il bravo Natale se ne andò dall’ADCI perchè non pensava che il nuovo presidente ADCI ( Guastini ) non fosse all’altezza. Sciapò Giorgio.

    • Augegè says:

      Per altro e molto criticato da questo sito il bravo Natale se ne andò dall’ADCI perchè non pensava che il nuovo presidente ADCI ( Guastini )fosse all’altezza. Sciapò Giorgio.

      • copyo says:

        sciapò è in onore della lingua francese, visto che si parla di cannes? allora bonnuì.

  8. Lo Stronzo says:

    Volevo parlare di Auge, l’agenzia del momento, del decennio, del secolo, l’agenzia che manda un fake su una gomma da cancellare sulla Shortlist e si becca 139 I like con commenti che più osannanti non si può, cose del tipo Geni, Fantastici, Meravigliosi, Voglio Scoparvi, e poi oggi di nuovo, sempre sulla Shortlist, basta che il buon gestore scriva il nome dell’agenzia, basta che scriva Auge, nient’altro eh, solo Auge, e subito cominciano a fioccare gli I Like, uno via l’altro, una nevicata ecumenica di Mi piace, da tutti i creativi dello stivale, tutti genuflessi e prostrati e ammirati e sussiegosi a gridare al miracolo Auge, al capolavoro Auge, alla stella polare Auge, e allora io che faccio?, io vado sul sito ADCI, scrivo Auge nel motore di ricerca, schiaccio invio e scopro che in 4 anni di attività Auge è entrata nell’annual 2 volte, dico 2, proprio 2, e mica in print o copywriting o film o outdorr, no cazzo, è entrata in tipografia e packaging, ripeto, tipografia e packaging, come una Tizio e Associati qualsiasi, tipografia e packaging, e allora mi dico Ah però cazzo, questi di Auge, mitici davvero.

    • malick says:

      secondo me era molto bella la loro idea per la birra, quella che non ha una storia e allora se la sono inventata. cioé secondo me, molto ma molto più bella dell’ambient di the hole, che è il classico ambient che prima o poi tutti pensano, ma loro sono stati bravi a farlo fare.

      “…scopro che in 4 anni di attività Auge è entrata nell’annual 2 volte…”
      alla fine helen mirren fino a 61 anni non aveva vinto nemmeno un oscar.

      giuro che non conosco natale e sua moglie mi sta pure un po’ sui coglioni, ma questo non c’entra col lavoro.

    • Ano says:

      Sarei curioso di sapere come sono gli stipendi in Auge.

  9. Ganzo says:

    Ma si è un’agenzia che se ne sta tranquilla e lavora, bene, sui suoi clienti. Poi qui in italia gli stessi fan che ti likano su facebook ti suttanano su badavenue quindi conta tutto e nulla.

    Basta continuare a fare il proprio lavoro senza fare troppo gli sboroni quando non serve. é questa la trppola finche auge tiene bassa la cresta (dopo le vittorie intendo) ai miei occhi sarà una bella agenzia.

  10. Lippi says:

    Onestamente giudico tutti i (pochi) lavori italiani che finora hanno vinto qualcosa o sono entrati in shortlist di un livello abbastanza basso: Con questo non voglio criticare nessuno e nemmeno i loro autori, cmq meritano un applauso in una annata per l’Italia davvero magra ma se questa insomma è la nostra eccellenza ragazzi iniziamo seriamente a cambiare tutti mestiere. Non c’è speranza. Il sistema ci tiene per le palle e ci affossa nella merda.

  11. zero tituli per i network says:

    La cosa più bella è che fino ad ora, l’unico riconoscimento arrivato da cannes… va ad una piccola indipendente.

    jwt, ddb, s&s, Lpf, leo, publicis, ecc, ecc… tutti a zero tituli.

  12. Luca Comino says:

    Ciao, volevo lasciare un veloce commento a proposito della giuria cyber dell’adci, della quale facevo parte. Mi è perfettamente chiaro che (persino) in Italia c’è gente che in senso assoluto avrebbe meritato più di me quel posto, ma le giurie ristrette etc etc. Quello che volevo dire è che personalmente non ho approvato la scelta di alzare d’ufficio di due punti le votazioni online (e ho espresso più volte questa opinione durante i lavori della giuria). Sono anche rimasto stupito, perchè, avendo avuto occasione due anni fa di far parte di una giuria internazionale, in quel caso questa meccanica non era stata nemmeno ipotizzata. E’ vero che in base ai voti online i lavori in ballo erano pochi. Ma si sarebbe dovuto trovare un modo diverso di ripescaggio: ad esempio ogni giurato avrebbe potuto difendere qualche lavoro escluso che secondo lui meritava di entrare nella discussione per shortlist e metalli. Infine, ugualmente ho disapprovato il fatto che i rappresentanti di agenzie che avevano lavori iscritti potessero spendere parole per difenderli/argomentarli/etc. Anche in questo caso mi ha colpito negativamente il paragone con l’esperienza della giuria internazionale, nella quale i rappresentanti di agenzie chiamate in causa lasciavano la stanza al momento della discussione. Detto tutto questo, mi pare comunque che siano stati identificati i migliori lavori italiani, in linea con lo spirito che il presidente ADCI aveva chiesto, e quindi che l’enfasi sulla differenza con le valutazioni di Cannes sia eccessiva. Grazie, Luca

    • PowerPuff says:

      Bella testimonianza Luca.
      Mi spiace, ma avvalora ancora di più il sospetto che in quella giuria si facessero i giochi soprattutto si un’agenzia.

  13. Un freelance in esilio says:

    In Italia siamo dei fenomeni se ci confrontiamo con un mercato come quello italiano. Ma se ci confrontiamo con l’estero, siamo indietro di almeno 5 anni.

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