Altroché United, DLV, Young&Rubicam e Leo Burnett, l’agenzia dell’anno è senza dubbio la Pomilio Blumm di Pescara. Guardate l’impressionante sequenza di gare vinte a partire dal mese di maggio dell’anno scorso:
1) Incarico pluriennale dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. 2) Corpo forestale dello Stato. 3) Pubbliche relazioni per il turismo della Liguria. 4) Campagna stampa per Trenitalia (“promo Autunno” e “Promo Rosa”) 5) Campagna per la Regione Liguria. 6) Campagna sui Tumori femminili per la Regione Valle d’Aosta. 7) Campagna per la Regione Calabria. 8 ) Gestione della Comunicazione dell’Autorità per l’Energia, 9) Comunicazione dell’Europa delle Regioni. 10) Campagna Istituzionale del Comune di Pisa. 11) Promozione turistica per Napoli. 12) Campagna di comunicazione integrata per Venezia. 13) Promozione turistica dell’Abruzzo.
E oggi la gara per la Cooperazione Transfrontaliera nel bacino del Mediterraneo.
Una media sbalorditiva di più di una gara vinta al mese. E mica gare semplici: tutte gare pubbliche. Di quelle a buste chiuse, con le proposte anonime (ppiccola non te la prendere anche con l’anonimato delle proposte, per favore). Insomma, un’agenzia di fenomeni considerando quanto la nostra Amministrazione Pubblica sia seria e rigorosa nell’aggiudicare gli appalti.
Ma la qualità della sigla non si limita alla progettualità. L’amministratore dell’agenzia, Franco Pomilio, è stato infatti appena eletto membro del direttivo nazionale di Assafrica & Mediterraneo. Se volete scoprire il suo segreto, forse, dovreste leggere La Repubblica della Comunicazione, il libro scritto a quattro mani con Francesco Pira e pubblicato da una casa editrice seria come Lupetti.
Tanti saluti da Bad Avenue.
D. D.
Si, finalmente qualcuno che elogia la mia città! Grazie Donald, sono quasi commosso nel leggere questo articolo… ho sempre saputo che la Pomilio era una grande agenzia (per essere Abruzzese ovviamente) ma non immaginavo fino a questo punto. Sono a Milano, lavoro da stagista e mi sento onorato di sapere che Pescara (a parer tuo) ha un posto nella comunicazione che conta. Inoltre ne approfitto per ricordare che non c’è solo Pomilio ma anche altre realtà piccole e medie di tutto rispetto.
Che bello
Ciao,
Giuseppe.
tvtb Giuseppe.
Giuseppe, metti le pile alla sveglia.
Sono sveglio tranquillo.
Giuseppe, ti voglio bene! Per questo vorrei dirti di evitare di linkare la gente al tuo sito. Se no, poi vedono quelle merde dei tuoi lavori.
Le merde di lavori che tu dici sono i primi che ho fatto e sono molto soddisfatto, pochi ragazzi di 19 anni appena usciti dalle scuole hanno buone/ottime capacità. Giusto per la cronaca, è roba vecchia che devo aggiornare con nuovi lavori molto validi, cmq non mi sembra il posto adatto per stare a parlare di queste cose e tu impara ad essere più rispettoso verso gli altri, vorrei proprio vederli i tuoi capolavori, ovviamente sempre in proporzione a quando sono stati fatti.
Ciao.
Il mio era solo un consiglio. Già non brilli in intelligenza…
Si l’ho capito che era un consiglio, ma non si danno così. Comunque te lo ripeto, impara l’educazione, io non ti ho giudicato e tu insisti per ben due volte. Ma chi sei, chi ti credi di essere? mah, non ho voglia di discutere di queste cose, se vogliamo discutere dell’articolo ben venga, altrimenti ciao.
Giuseppe, purtroppo hanno ragione, non sono per niente dei bei lavori, senza offesa.
A 19 anni puoi fare molto di più.
Cordialmente
Giuseppe, tu ti vuoi male.
http://www.youtube.com/user/GiubDesign#p/a/u/1/9PzyJnVXq2g
Uno a caso ti voglio bene.
Ecco una delle cose che fanno più schifo della vostra misera categoria professionale. Cosa c’entra prendersela con Giuseppe e attaccarlo sui suoi lavori? Magari non saranno eccelsi, estiqaatsi, ma chi di voi fa uscire roba migliore? E intendo USCIRE, pubblicare, i portfoli non valgono una sega. Molti di voi sono putridi, rancorosi, incattiviti. Ce n’è abbastanza per far ribrezzo. Se siete così bravi, taaaaaaanto più bravi di Giuseppe, com’è che, mannaggia, prendete se va bene 800 euro a progetto?
La creatività che rimproverate gli altri di non avere, fatela vedere o ficcatevela in culo.
Sono sinceramente curioso di vedere i vostri lavori, sapientoni che non siete altro. Quelli di aaa, ma anche quelli di quel fenomeno di LOL che, per come parla, sarà senz’altro uno strapagato, strapremiato e strariconosciuto creativo, padre di memorabili campagne internazionali. Peccato che abbia meno stile di Vicky Gitto, altrimenti sarebbe stato assolutamente perfetto.
Ps: è per colpa di gentaglia come voi che a volte mi vergogno di fare questo mestiere. Buffoni.
Giuseppe, ti voglio bene.
Ti voglio bene anch io, Giuseppe.
Si ok, ma questo post non basta, è solo l’inizio.
Indaghiamo e facciamo luce su sta cosa. Nomi non se ne trovano sul loro sito. E questo è già stranissimo. Le sedi mondiali decantate un po’ mi fanno strano anch’esse. Mentre la sede di dubai (the bridge network) mi sembra vera.
Chi sono? Ma sopratutto chi c’è dietro che assegna tutti sti budget a un’agenzia praticamente senza portfolio, o quantomeno non visibile a parte varie gallerie di rinoceronti.
Torchetti colpisce ancora?
Santo, a loro non serve sventolare un portfolio, ma poi a che serve un portfolio in Italia?
si sanno muovere e basta, e alla grande!, grandi creativi li dentro non c’è ne sono, i pochi sono scappati altrove…
potrei scriverci un libro e ritrovarmi impiccato il giorno dopo
Allora non scrivere un libro, ma un commento.
non mi mancherai di sicuro
Parliamo anche di Inps e del burdèl che ne venne fuori un anno fa.
ma chi cazzo è ‘sto qui? e perché proprio a pescara?
giuseppe hai capito una fava, nn è un elogio, sveglia…
Ho capito proprio bene ex stagista. E’ normale che me la sono presa a cuore questa cosa, ne vado fiero quindi ci sta che la difendo a spada tratta. Conosco la realtà di Milano, quindi è un ottimo risultato per loro.
bravo Giuseppino, adesso prepara la cartella che sta per passare lo scuolabus…
Lol ti voglio bene.
Impressionante.
L’Adci che dice?
Le associazioni?
L’Adci? Le Associazioni? Scusa Effe ma, senza polemica, mi pare una domanda un po’ troppo candida. Provo a spiegarmi.
È evidente che in questo caso qualcosa non funzioni. Il problema a dimostrarlo. Impossibile. L’ultima gara pubblica alla quale ho partecipato è del 1999. Arrivavo sempre secondo. Giuro. Una volta mi hanno anche scippato una campagna, a quasi due anni di distanza dalla presentazione. Ho i testimoni. Ma hai presente cosa comporti fare causa a un ente statale?
Perché strutture di vario tipo partecipano a queste gare, non remunerate e poco trasparenti? Perché non fate tutti come me e smettete di prendervi parte?
Questa la mia posizione personale.
Possibili azioni? Si potrebbe pensare a un intervento pubblico coordinato che riunisca tutte le associazioni nel campo della comunicazione.
1) chiedere sempre un compenso per le società invitate
2)ridurre il numero dei partecipanti a 4
3)bandi semplificati e trasparenti. Ne ho visti di grotteschi.
4)comunicare la ferma intenzione a non partecipare a gare che violino anche solo uno dei punti precedenti.
È, sarebbe, una battaglia da combattere. Secondo me cruciale. Il problema, solito, è trovare partner e alleanze. Coraggiosi, radicali e visionari determinati, che non tirino fuori il solito trito e rassegnato ritornello “tanto è un’utopia e non si può cambiare nulla”.
Sinché il “Pubblico” adotta questo “stile”, implicitamente legittima il “Privato” ad uniformarsi. Sento spesso citare a sproposito la Costituzione, vedi anche recente sproloquio di Giovanardi su Ikea.
Io vorrei qui ricordare che l’articolo numero uno definisce l’Italia una Repubblica fondata sul lavoro.
Beh, secondo me il lavoro non pagato è una base molto fragile. Sempre. Dovrebbe essere illegale proporlo. Determina poi effetti devastanti che si traducono in lavoro nero, contratti ridicoli, precariato, sfruttamento, tutte cose di cui si parla tanto qua dentro. E meno male che se ne parla. Ma che non divenga lamentela fine a se stessa. Capisco la necessità di sfogarsi ma non basta. Altrimenti si scivola nel surreale “piove, ADCI ladro.”
Tu, EFFE, cosa sei disposto a fare per questa battaglia? Cosa puoi fare?
Grazie
m.
massimo, io ti ammiro molto e condivido tutta la seconda parte del tuo post. però scusa: che consiglio è quello di non partecipare alle gare pubbliche, della PA e affini? è un po’ come dire: in quel bar rubano. Soluzione: e tu non andarci. Mah! Il pubblico, le campagne sui servizi ai cittadini, ecc, non mi sembra siano poco interessanti, da evitare solo perché inquinate. trovo invece sia una bel settore della comunicazione, da non ignorare, come tu consigli.
@incazzata
la prima parte dell’intervento è la mia posizione personale, maturata non sulla base di “sentito dire” ma di esperienze sul campo. Non intendo fare altre gare pubbliche, non per spocchia o perché mi reputi chissachì ma per lo stesso motivo per il quale evito le gare private che sono in odore di …Crap (come si dice in questi giorni).
Il giorno che le gare pubbliche dovessero avere le caratteristiche indicate nella seconda parte del mio intervento, cambierò idea.
Ciao
m.
Assai singolare questa collana di successi.
Meriterebbe più attenzione e uno studio su come si crea tanta efficienza
in un settore difficile e complesso come quello delle gare pubbliche.
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Assocomunicazione
giusto per citare una associazione.
Don e che ne parliamo a fare…. A Napoli ce ne sono altre, che candiderei volentieri per il premio, capaci di vincere gare pubbliche non pagando stipendi e contributi da un paio d’anni… DURC chi era costui?
Ma oltre lo scandalo, “Campagna per la Regione Liguria”, Campagna per la Regione Calabria”, non dovrebbe essere vietato? O della Liguria se ne occupa Pomilio e della Calabria Bloom?
Hanno aperto una sede anche a Sucate…
Io voto Giuseppe come Utente della settimana.
In realtà il loro portfolio creativo (ahahah) c’è, eccolo qui:
http://www.pomilioblumm.it/en/corporate/casehistory
Che dire? Ecco il modello di agenzia italiana di successo: lasciar perdere capacità e competenze e puntare tutto su pastette e agganci
La Pomilio Blumm è quello che Lowe Fronzoni vorrebbe essere.
Grande Giuseppe. Cmq adesso, visto che mettono alcuni clienti dove qualche amico dentro lo abbiamo… faccio un paio di domandine… io faccio ipotesi massone, con fratello in politica.
Da un archivio del 2003:
«Tutti quelli che fanno pubblicità in Abruzzo hanno lavorato con mio padre Oscar Pomilio». E così, nel giorno della sua scomparsa, si fa chiara, nelle parole del figlio Franco Pomilio, la pesante eredità lasciata da Oscar Pomilio: è il padre di tutti i pubblicitari abruzzesi.
Il fondatore, nei primi anni Settanta, della Pomilio Blumm, tra le prime agenzie pubblicitarie in Italia, si è spento ieri mattina alle 8 nella sua casa.
Oscar Pomilio aveva 71 anni e da tempo era affetto dal morbo di Parkinson.
«Mio padre Oscar è stato allievo di Guglielmo Tagliacarne, l’antesignano del marketing, e lavorò anche per il gruppo Eni in Argentina. Curava lo sviluppo dei mercati asiatici». Poi, in Italia, nel 1966 Oscar Pomilio fondò insieme al fratello Gabriele, la Pomilio Blumm, tra le prime agenzie di pubblicità in Italia. E da lì iniziò l’era del signor Rinoceronte. La collaborazione con numerosi clienti, tra cui il pastificio abruzzese De Cecco, e l’azzardo di una società in Arabia Saudita.
«Nel 1985», racconta Franco Pomilio, «mio padre fondò una società italiana in Arabia Saudita, a Gedda. Solo in quegli anni il mercato arabo stava aprendo le porte alla pubblicità commerciale, perché prima non era ammessa. E tra i grandi clienti di mio padre c’erano delle multinazionali per pulire i vetri. Sarà stato per il vento del deserto che portava la sabbia a posarsi sui grattacieli».
Poi, l’ultima scommessa di Oscar Pomilio, prima del passaggio generazionale, fu far entrare la Pomilio Blumm in un gruppo multinazionale quotato in borsa, Pet Company. «E’ la società che gestiva le campagne per l’Alfa Romeo, il Corriere della sera e che lanciò la Carta Sì». E l’intuizione e la forza di perseguirla, l’etica del lavoro e una mentalità aperta sono stati proprio gli insegnamenti che Oscar Pomilio ha lasciato al figlio Franco: «Mio padre mi ha lasciato come insegnamento che l’assunzione del rischio è un parte nobile del lavoro e soprattutto la visione sociale che chi produce un reddito non lo fa per se stesso ma per una comunità».
Giusto chi si crede di essere sto qua? Le cagate le sappiamo fare anche noi delle multinazionali, specoalmente sui clienti pubblici. Dico, ci vuole levare il lavoro ?
posso dire che ne condivido i valori cmq.
poi a parole son tutti bravi e onesti.
come tutti i direttori creativi esultano per pisapia come se si fosse liberata milano dal duce, epoi nei loro reparti, sfurttano, taglieggiano, non pagano portano all’esautirmento iloro copllaboratori, indistintamente dallo stagista al seniro, al dc associato di mezza tacca.
vergogna siete la categoria peggiore
Se esistesse una qualsiasi ‘Commissione Gare Pubbliche’ proporrei Giuseppe come Presidente, Membro (sic) Anziano, e Segretario. Do per scontata l’a sua elezione per acclamazione.
scusate il refuso: la sua elezione….
Sono fra i 40 e i 50 dovrei esserci abituato, ma invece niente… Vedo l’elenco delle gare vinte dai pescaresi, faccio 2+2 e mi gira la minkia !!!
Pero’ poi vedo quello che scrive tal Giuseppe e un po’ mi passa… insomma c’e’ ancora posto per l’ingenuità in questa societa’…
Non mi spaventa Pomilio in sé, mi fa paura il Pomilio in me.
Tutti a indignarsi per il signor Blumm (ma a giudicare dai botti che ha fatto sarebbe più consono “Boom”) ma perché Eni, Ferrovie, Inps, Poste e domani Enel sono assegnati con cirteri diversi? E allora, beato lui che c’ha ‘sti agganci.
ps. io gli ho già mandato il cv. Ah, Giuseppe, mi sono permesso di dirgli che ti conosco.
Ma perchè invece di fare a gara a chi è più figo e dominatore dell’universo non fate un bel bagno di umiltà?
Bah!
@V penso la stessa cosa anche io. Qui credono di essere tutti dominatori del mondo ecc, non ci spreco nemmeno più tempo a rispondergli… sono tutti bravi ad attaccare il soggetto dell’articolo (che dovrebbe essere l’argomento della discussione) e anche la mia persona, tutti a fare battutine da bambini oppure credere di sapere la verità sulla comunicazione. Sono più piccolo di loro, ma con molta più umiltà di sicuro.
lavora giuseppe basta scrivere su questo blog.
sto lavorando tranquillo, lavorate anche voi mi raccomando!
lavora giuseppe,
omin che non seppe
tacer. con vergogna
guadagnò la gogna.
caro giuseppe,
il tuo primo commento (quello col link) era molto sarcastico nelle ambizioni, purtroppo non ha avuto il risultato sperato. In compenso ha creato curiosità e ha sicuramente aumentato le views al tuo sito personale. Anche questa però si è verificata una strategia suicida, visto che la qualità dei lavori, sarà anche per l’età, è scadente.
Sicuramente, e lo scrivo senza ironia, adesso sarai molto più bravo di prima e non credo tu abbia il bisogno di tenere in portfolio quelle robe. Ti consiglio di aggiornare il sito, rimuovere tutti i lavori brutti che appartengono al passato e tenere dentro solo ciò che rappresenta il tuo livello attuale.
Vi asfalto tutti. Giuseppe, come umile mi sembri un po’ sborone.
Eddai, è giovane.
Anzichè massacrarlo offritegli uno stage piuttosto, prima che mandi il CV a Pompilio.
giuseppe, io ti voglio solo spiegare una cosa che magari, per ingenuità, come dice qualcuno, ti è sfuggita: l’articolo era fortemente sarcastico, cioè l’autore non voleva tessere le lodi della pomilio blumm. ecco, mi sentivo di dovertelo dire.
No, dico, a parte il contributo di jan, davvero nessuno sa nulla sui superpoteri di PB? nessuno dei “vecchioni” che scrivono/leggono questo blog?
Ok, le gare nella PA non sono l’obiettivo dei grandi creativi, ma, con i tempi che corrono, possono essere comunque una buona fonte di entrate per medie ed oneste agenzie.
Che la Pomilio sia ammanicata per nascita abbiamo capito, ma è davvero un’inarrestabile armata? Tutte le volte che l’ho incontrata sul cammino ha fatto terra bruciata dietro di sé. Dove sbaglio?
Chiunque sia Giuseppe, qualunque siano i suoi difetti, le risposte mi sono sembrate eccessivamente aggressive e inutili, puro sfogo e amore per la smerda. Bravi.
Questo continua a dimostrare una mia teoria: in un paese dove l’adv fa cagare, gli operatori del settore sono degli stronzi.
Vi brucia il culo di non valere niente, eh? Eh beh.
stronza si, quanto basta. ma giuro che non mi brucia il culo.
Mi ricordo Gabriele Pomilio.
L’ho conosciuto quasi venti anni fa, era grande amico di uno dei miei maestri. Ricordo un uomo dai modi gentili e sempre allegro con un forte accento che io credevo napoletano. La sua agenzia era piccola e laterale e facemmo insieme una gara che vincemmo. Ero giovane, non ero ancora ammesso nelle segrete stanze, e non ebbi sospetti di alcun genere. Facemmo un bel lavoro che sarebbe belloccio anche oggi. Poi ne ho perso le tracce.
Ho visto anche io, molti anni dopo e in tutt’altro ruolo, la irresistibile ascesa di quella struttura che mi ricorda molto la storia dell’agenzia torinese che vinceva tutte le gare del Comune di Roma una decina di anni fa. Mi ricordo una volta che, incazzato, andai a chiedere spiegazioni al responsabile della comunicazione del Comune e mi venne risposto che loro vincevano perché facevano il geomarketing.
Ma vaffanculo a te e al geomarketing.
Il punto è che le gare pubbliche sono un troiaio inverecondo. Mi ero permesso di segnalarlo con un commento di qualche tempo fa. Quando facevo riferimento -scherzando ma non troppo- a bandi che chiedevano, tra le caratteristiche obbligatorie per le agenzie, la vista mare. E Roma e Milano non ce l’hanno, la vista mare. Non fu colto ma l’importante è che se ne parli ora.
Cosa si può fare? Niente. Un cazzo. Guastini fa proposte che, purtroppo, non sono praticabili.
Le gare per la comunicazione sono normali gare pubbliche e sono regolate da leggi, italiane ed europee. Le consultazioni sono aperte a tutti quelli che rispettano determinati requisiti e non si può limitare il numero dei partecipanti.
E la sola partecipazione, ovviamente, non può essere remunerata se non cambiando la legge. E se poi partecipano in 52, che facciamo? Diecimila a ognuno? Soldi pubblici, impraticabile. Diverso il discorso per le gare private: tu mi inviti, tu mi paghi. Se io insisto per partecipare o per presentare delle cose invece non mi paghi. Questo è quello che penso io.
Ricette? Nessuna. Girano mazzette, non girano? Ho le mie convinzioni e nessuna prova. Quindi mi astengo, almeno qui. Io non ne ho mai date e nessuno me ne ha mai chieste in modo esplicito. E comunque questo è pane da magistratura, non da pubblicitari. E forse neanche da magistratura: perché quasi mai girano soldi, girano invece favori, amicizie, interessi che si incrociano, gruppi di potere che si intersecano. Vinci qui, perdi lì, dai lavoro a questo, fai stampare a quest’altro.
Non partecipare? L’ho fatto per anni. Abbiamo vissuto più tranquilli ma non è cambiata una cippa. Adesso, ogni tanto, ci rimettiamo il naso ma l’unica cosa che so è che mi sono stancato di chiudere i pacchi con la ceralacca. Puzza.
secondo me hai fatto centro: guastini ha ottimi, ma troppo lati, propositi. la retribuzione o la limitazione dei partecipanti nelle gare pubbliche non esiste. il problema (lo schifo) è la corruzione: il malcostume nazionale. certo, certo, nessuno di noi corrompe, preferiamo chiamarli favori, amicizie, comuni interessi. tutto vero. credo sia proprio questo il punto. chiaro, allora, che la ceralacca puzza. di marcio.
@dalla provincia:
hai scritto che “Troppo spesso si sono dimostrate incompetenti e hanno fatto parecchi danni”
Dimostrate, appunto. Dimostriamolo. Sono soldi pubblici, torno a ricordarlo.
Che nessuno possa provarci da solo è un’ovvietà. Che il problema sia la corruzione è un’altra ovvietà.
Ci fermiamo al banale?
Il ponte incombe, siamo tutti stanchi e già mi porto parecchi “compiti a casa”. Tuttavia, Les Matins, la voglia di provare a pensarci sopra, di non voltare subito questa pagina come “tanto è inutile”, a me viene. A te no?
What if… le più importanti agenzie non partecipassero più (tanto al 90% sono comunque regolarmente trombate)? What if…in contemporanea qualche associazione, Adci compresa, iniziasse a raccogliere casistiche degli ultimi dodici mesi (briefing, agenzie partecipanti, campagne vincenti) e poi si convocasse una conferenza stampa per spiegare ai giornalisti perché Assocom, Adci, TP, Assorel, ecc. invitano i soci a non prendere parte a queste gazzarre? Non parlo di un incontro aperto solo ai giornalisti di settore. Sono soldi pubblici e quindi l’argomento è rilevante anche per la stampa in generale, mi pare.
Le prove non le avremo mai, ma gli indizi sì. Di solito già il lavoro realizzato è il primo indizio. Sì, lo so, è un lavoraccio. Ma anche farsi pigliare in giro regolarmente lo è.
Ciao
m.
Io punto il dito NON sulle agenzie, ma sui committenti e le commissioni giudicanti (o aggiudicanti).
Troppo spesso si sono dimostrate incompetenti e hanno fatto parecchi danni.
Quindi, secondo me, da qui, Massimo Guastini compreso, c’è poco da fare.
Buona serata.
Massimo comincia a piacermi. Non solo per la pazienza che dimostra rispondendo a quasi tutti gli interventi che chiamano in causa la carica prima che l’uomo, ma anche per certe aperture, magari adesso soltanto accennate ma domani chissà…
Be’, sputtanare dati alla mano la gente che sputtana i soldi pubblici regalandoli ad amici e affini, non è affatto una cattiva idea. E nemmeno velleitaria. Roba da magistratura? Via, aprono inchieste per due pirla di Striscia la notizia, vuoi che un dossier circonstanziato non possa fare addirittura meglio? L’alternativa è subire. Che è anticamera della complicità.
PS. Il giorno in cui anche tu, Massimo, comincerai a parlare di sciopero, di sciopero delle idee, metterò la tua foto sul mio comodino.
Non lo so, Massimo. Non lo so.
La prima reazione è che non ci sia niente da fare. Penso ai grandi gruppi, alle mille sigle che si intrecciano, agli interessi sovrapposti. Come fai a metterle insieme? E Assocomunicazione, i centri media, i giornaletti di settore. Bah, non ci ho più tanta voglia.
E poi, cazzo: divento vecchio. Mi vengono più in mente le storie del passato che quelle del futuro. Brutto segno.
Come quella volta che mi ha chiamato l’amministratore delicato del famoso centro media per dirmi che se noi, per la gara di quella regione…
E io ci sono cascato con tutte le scarpe.
@dalla provincia
Il sistema è marcio in tutti i suoi componenti. Credimi.
Les matins des magiciens sono curioso di sapere chi sei, anche io ho casa al mare
Il mio indirizzo gmail è molto semplice.
Buon mare.
Giuseppe lascia perdere questa gentaglia. Questo settore fa schifo come le persone che ci lavorano, salvo alcune rare eccezioni. non mi stupisco che abbiano dato il meglio di sè a prendersela con te e il tuo portfolio da studente.
Io ho capito subito che il tono del post di Draper era ironico. e triste.
Ma non mi sono stupita. Succedono solo a Pescara queste cose?
mah, più leggo e più ho la sensazione che le cose non cambino semplicemente perché si passa più tempo a dimostrare di aver ragione che a cercare effettive soluzioni.
La solita sindrome del coproide, per non usare termini di merda.
Incazzarsi non serve.
Così tanto per continuare la serie positiva, mo’ pure INAIL
http://www.spotandweb.it/news/2325/a-pomilio-blumm-la-comunicazione-inail.html
Pingback: Pomilio Bloom colpisce ancora. | Donald Draper
Aspetta, c’è il secondo atto in corso
http://www.pubblicitaitalia.it/news/Creativita–Marketing/agenzie/inail-sulla-gara-vinta-da-pomilio-blumm-e-dlv-bbdo-aggiudicazione-provvisoria-soggetta-a-verifiche_13061120.aspx
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Ma onestamente? Ho sempre fantasticato sulle AGENZIE “di Milano”, quelle coi clienti importanti, quelle dove ti arriva un BRIEF degno di essere chiamato brief, dove il creativo è il centro dell’agenzia, e non l’ultima ruota del carro. Da quando leggo questo blog, mi sono ricreduto. Ho deciso di accontentarmi della mia piccolissima agenzia, con stipendio piccolissimo, clienti piccolissimi e budget piccolissimi. Tutto piccolissimo, ma infinitamente meglio della enorme arroganza, cattivera, snobismo e strabordante ineducazione che caratterizza tanti di voi. Che c’avete la faccia talmente di culo che solo dietro l’anonimato vi permettete di offendere e denigrare (off topic, oltretutto) il lavoro di un 19enne con poca esperienza che qualcuno di voi starà sfruttando con stage a 200 euro al mese. Fate abbondantemente schifo.