sapete
a volte la notte mi sveglio ancora di colpo
madido di sudore
con quelle voci che mi rimbombano nella testa
“cominci tu?”
“no comincia tu”
“no no vai prima tu”
ci sono scene a cui nessun essere umano dovrebbe mai assistere
c’è qui qualcuno che può capirmi?
qualcuno sopravvissuto come me a cernuto e pizzigoni?
è come avere fatto il vietnam
ricordate il colonnello kurtz?
“l’orrore… l’orrore…”
la mia mente torna a quelle stragi ingiustificate e raccapriccianti
centinaia di idee bruciate sull’altare del dubbio e dell’indecisione
uno ne faceva fuori sistematicamente la metà
l’altro terminava le superstiti
praticamente un’infallibile macchina azzeratrice
ma mi son fatto l’idea che la colpa non fosse tutta loro
la pirella all’epoca era il laboratorio dove incubava un ferale esperimento
esploso poi in una miriade di repliche
tuttora perduranti in ondate successive
stava nascendo la “direzione creativa di coppia”
e noi porcelloni d’india eravamo solo carne da macello
così mentre a livello internazionale si discute se la coppia creativa sia viva o no
(vedi il post “la coppia creativa è morta?” di un paio di settimane fa)
incredibilmente qui da noi persiste questa figura mitologica tipicamente italiota
la direzione creativa di coppia
ora guardiamoci in faccia
chi fa il nostro lavoro lo sa
i due concetti costituiscono un ossimoro
perché la direzione creativa è per definizione single
supportata semmai da scafate supervisioni art e copy
la bifidità costituisce un buon potenziatore di creatività in una coppia
ma è uno strumento totalmente inadatto a impostare una linea creativa univoca
e a gestire in maniera univoca un giudizio valido sul lavoro proposto
so what?
vorrei riallacciarmi al recente post di annibale
“bombardare il quartiere generale”
perché questa è un’altra chicca dei nostri validi amministratori delegati
se ci pensate
invece di guadagnarsi i loro lauti compensi
selezionando propriamente autentici direttori creativi
pensano di cavarsela promuovendo coppie creative
e immagino che tutti qui siamo in grado di apprezzare la differenza fra le due figure
ma perché non li mandiamo in inghilterra i nostri chairmen
a imparare come si lavora
prima di lasciargli le chiavi della macchina?
un po’ come facevano gli agnelli con i loro rampanti rampolli
spediti in polonia ad avvitare bulloni in incognito
prima di passare a ruoli dirigenziali in cognito
o sennò
altra idea
perché non costringerli a lavorare in coppia anche loro?
ernesto ed evaristo
i due amministratori delegati della jwt
mettiamo
suona bene no?
giovanni pagano
cernuto & pizzigoni? e ti lamenti?
ma robiglio & de matteis li hai mai visti all’opera?
probabilmente c & p cercavano la grande idea che loro non riuscivano ad avere.
r & dm invece sono un passo oltre, una generazione oltre.
cercano la grande idea per ucciderla, perché la odiano. su ogni cosa deve esserci il loro grigiore, la firma della loro mediocrità, altrimenti è guerra. se qualcosa svicola fuori, se su qualcosa non è rimasta l’impronta della loro pochezza, te la faranno pagare duramente.
ti ho riconosciuto…:)
C&P segavano a priori per scelta di vita e per scassare le palle
, ma ricordavano le belle idee,
(Almeno c perchè P non si ricorda nemmeno come si chiama)
e magari si ritornava dopo un mese di lavoro alla prima cosa.
cmq due miracolati che se iniziassero oggi…
Noto purtroppo una notevole mancanza di sintesi che mi costringe a non leggere questo topic. Ho da lavorare.
Mitico Pizzigoni, quello delle ville palladiane in toscana…, quello che se in riunione parlava un planner chiedeva chi mai avesse scoreggiato… Mitico!
Si vede che ogni epoca ha i suoi “epigoni”…
Oggi vanno di “moda” De Matteis e Robiglio, che sembrano dei Dolce e Gabbana
fatti in fabbrica (a Mirafiori)
Allora il metodo Pizzigoni e Cernuto consisteva nella sistematica ricerca
di sottomissione da parte del reparto, attraverso la tortura,
il loro waterboarding era la proposta creativa bocciata a ripetizione senza senso, veramente triste e degradante.
Una sorta di dittatura da stato satellite dell’est europeo.
Ma il vero talento (negativo) era Pizzigoni: non molti anni fa,
appena arrivati in una grande agenzia americana passata a propietari inglesi,
dopo aver ovviamente raso al suolo l’incolpevole precedente direzione,
Il Bramieri della pubblicità italiana in piedi sui banchi di scuola,
nella sua immensa classe meneghina col capello bianco cotonato
(mai ai livelli attuali di Dorizza, a proposito chi sara’ il suo barbiere?)
arringava i malcapitati art-director rimasti cosi:
“Ho fatto comprare ad ogni art-director uno scanner! Perche’ da oggi pretendo
che ognuno di voi mi presenti centinaia di impaginazioni,
(come se ci fosse un nesso diretto tra scanner e creatività)
come quando io dopo un gran mangiata di fagioli, scoreggio a mitraglietta!”
Ecco questo era il livello.
Poi potremmo parlare del loro loft ufficio, megagalattico e megalomane,
dove non riuscivano neanche a parlarsi tanto le loro scrivanie lontane erano
due puntini persi in tanto bianco, con solo l’eco delle parole che rimbombava
nel vuoto delle loro stesse miserie.
Ecco mi fermo qui, che altro capitolo ci vorrebbe per Cernuto e le sue cardinalizie
indecisioni, e altro capitolo ancora meravigliosamente meriterebbero il loro
Luogoteneti o meglio Capò importati per l’occasione.
Magari in una prossima puntata.
Ancora ancora ancora!
si quella dello scanner me lo ricordo, e le dormite che si faceva sul divano del mega ufficio quando cernuto nn c’era? az che personaggio.
Non concordo con il post.
Dipende da come è assortita la coppia di dc: Rozzi e Battaglia ad esempio funzionano. Se non sbaglio presero proprio la red Cell di pagano e la trasformarono in una bella agenzia.
Quoto questo commento, il bravo Giovanni, ha sollevato un tappeto
meraviglioso con Cern&Pizz che ampio materiale sotto conserva.
Ma la coppia in direzione non necessariamente è dannosa,
certo si presta al giochino poliziotto buono e cattivo, chiedilo alla mamma,
lo hai chiesto a papà?
Ma come sempre dipende dalle persone, non solo dalla formula.
C&P pessimi in entrambi i casi…
Infatti Costa poco dopo li ha seccati, bang!
Ma questo é anche un vizio di famiglia che meriterebbe altri post.
tutte le agenzie dovrebbero abolire la coppia creativa e introdurre il metodo del cerchio creativo
Ciao Giovanni,
se ti aspetti una risposta stizzita, devo deluderti.
Il tuo post ha riproposto sotto una nuova luce un periodo tutto sommato buio della mia carriera e lancia un ottimo spunto di riflessione.
Quello che scrivi è in gran parte vero. Ricordo perfettamente le nostre titubanze di fronte alle tue miniature, o davanti ai rough di molti tuoi colleghi.
Non posso di certo escludere di aver stroncato delle buone idee, anzi è sicuramente accaduto. Se poi c’era qualcosa di veramente geniale non lo so. Conoscendo la tua maniacalità, sono certo che tu ne abbia tenuto traccia e ti invito a postarla. Non avrò nel caso problemi a fare pubblica ammenda.
Potrei dire che fare i direttori creativi in quell’agenzia, è stata un esperienza che non auguro a nessuno. Ma devo anche ammettere la nostra inadeguatezza a reggere il confronto con un mostro sacro come Emanuele, perlomeno nei primi anni.
Dissento invece sul fatto che quell’esperienza (o esperimento, se vuoi) sia stata un fallimento che ne ha poi innescati una serie.
Non lo è stato per le nostre personali carriere, prima di tutto. E questo già basterebbe. Ma non lo è stato soprattutto per molti tuoi colleghi dell’epoca, che oggi sono a capo di grandi agenzie.
Siamo stati direttori creativi della Pirella Gottsche Lowe dal 1991 al 1997. Poi direttori creativi esecutivi dal ’97 allo ’02. Tu sei stato più sfortunato, o forse meno paziente, e ti sei beccato il primo tempo.
Altri hanno stretto i denti e hanno messo in tasca portfolio, premi e onori. Lasciando da parte i Leoni (cinque in anni consecutivi), ti ricordo che nel 2001 l’agenzia ha portato ha casa dall’ADCI qualcosa come undici ori, otto argenti e svariati bronzi (scusate, non ricordo il numero esatto e non ho voglia di andare a guardare), performance che non mi risulta sia più stata ripetuta.
Ho bene in mente il giorno delle tue dimissioni (ma non l’anno: 1994? 1995?). Te ne chiesi il motivo e tu mi risposi, con la schiettezza di sempre, che non ti riconoscevi nella nostra direzione creativa.
Forse ha ragione Guinness: le cose migliori succedono a chi sa aspettare.
Con simpatia
Aldo
ps
Confido nella virtù apotropaica di questa mia risposta: che le tue notti insonni svaniscano per sempre.
Nessuno ha osato mettere in dubbio che Aldo fossi proprio tu. E ti credo: chi altri avrebbe usato la parola “apotropaica”?
caro aldo
come sempre preferisco parlare a nomi e cognomi
invece che a pseudonimi
grazie della tua risposta
e no
non mi aspettavo una risposta stizzita
perchè puoi credermi
non intendevo attaccare specificamente voi
ce l’ho realmente con chi mette due teste alla direzione creativa
invece di una
(in quel caso emanuele
ma oggi la maggioranza degli amministratori delegati italiani)
secondo me è una non scelta
fatalmente votata al fallimento
un sistema che non può che generare mostri
ma te li vedi hegarty e bogusky in una stanza
“secondo me questa è una gran proposta”
“no non credo che possa funzionare”?
sono entrambi grandissimi creativi
e ad identico brief reagirebbero con proposte totalmente diverse
nessuna delle quali “giusta”
nessuna delle quali “sbagliata”
semplicemente espressioni forti di pensieri differenti
ed eccolo il punto
questa diversità è preziosa a livello di coppia creativa
ma addirittura castrante a livello di direzione creativa
semplice ed incontrovertibile
voglio dirti una cosa
aldo
e non credere che scherzi
una direzione creativa aldo cernuto da solo
correrebbe il rischio di essere più efficiente di bogusky-hegarty assieme
l’ho sparata grossa?
non credo
ma ecco cosa volevo dire col mio post
giovanni pagano
Ma, Giovanni che fai?
Tiri il sasso e poi ritiri la mano…
ahi, ahi…
ma asdrubale
parlo forse sanscrito?
il sasso non è contro cernuto e pizzigoni
ma contro quegli amministratori delegati cialtroni che
invece di cercare e trovare un vero direttore creativo
fingono di risolvere il problema “promuovendo” una coppia
ti è più chiaro così o devo fare uno schizzo?
giovanni pagano
Sì, Giovanni. L’hai sparata così grossa che hai reso bene l’idea.
Un saluto.
Aldo
ps
mi hanno beccato con un “tu risposi” che in effetti è raccapricciante…ammenda, ammenda!
“figura mitologica tipicamente italiota: la direzione creativa di coppia”.
tipo Wieden + Kennedy.
Voglio Cernuto al posto di Pisapia.
E Pagano al posto della Moratti.
“tu mi risposi” è un orrore, un obbrorio, una cosa indegna
E perché?
Liz Taylor e Richard Burton evidentemente non ti hanno insegnato niente.
Grande Adma
Si può discutere lo stile Pizzigoni (più che Bramieri mi ricorda Califano), si può ammettere che abbiano potuto prendere qualche (o anche parecchie) decisione sbagliata ma dipingerli in questo modo è allucinante, scoraggiante. Parliamo di due professionisti il cui palmares parla da solo. Gente che, piaccia o no, ha scritto pagine indimenticabili della nostra pubblicità. Su tutte Excite, Volvo guscio, Gratta&Vinci (Prima serie), Arena squalo, Telecom Gandhi… erano idee dei loro creativi? Può darsi ma il loro merito è implicito.
Lor signori producano campagne di pari livello, ce le mostrino, e poi avranno facoltà di parola senza passare per livorosi invidiosi.
Bramieri perchè talmente caricatura di se stesso da rivelarsi comico.
E poi quel senso meneghino vecchio stile faceva il resto, per carità,
anche assolutamente simpatico, ma al bar se non ci devi lavorare assieme.
O scoreggiare assieme.
Due professionisti può anche darsi ma se quella era la professione
meglio altro…
le campagne che mi citi sono nella stragrande maggioranza fatte da altri,
Volvo sa di già visto etc…
Sarai mica uno dei Luogotenenti, alias Capò…
no, non sono affatto uno dei Luogotenenti, ho solo un’opinone diversa dalla tua. Scusa, “il vento cambia”, parli di “quella” professione in termini così dispregiativi. Possibile. Legittimo. Ma ti dispiace indicarmi la più bella campagna che hai fatto in vita tua? Almeno così discutiamo su cose concrete, su modelli da confrontare… e magari scopriamo che hai ragione più tu che io… ci stai?
Belle, molte. Indimenticabili solo una.
La noce di Volvo, ma solo quando qualche santo in paradiso consigliò ad Aldo di togliere quel titolo insulso “Salvarsi, non è un po’ come rinascere?”
L’esempio degli Agnelli, amio avviso, non è dei più gloriosi. Malgrado gli stage nelle fabbriche polacche, i rampolli non hanno dato grandi risultati.
la cosa cmq più triste è che sono veraemente degli sfurttatori e dei negrieri.
nessuna pietà e nessun ticket:) carne da cannone a go go.
cmq idee zero, aiuti all’idea dei creativi, spunti stimoli interessanti zero.
soldi guadagnati tantissimi, tanto che ora aldo non è nemeno più vendicativo.
un post così ai tempi di rejected lo avrebbe tenuto tutto il giorno davanti al pc a rispondere ed avrebbe accresciuto i suoi sfoghi di acne dovuti allo stress di dover lavorare anche per il piz.
E’ più interessante assistere alle liti di gente che si firma piuttosto che a quelle tra anonimi.
Ma che avete magnato?
Le tarantole?
Peace and love, come dice Pisapia.
Io ho lavorato con direttori creativi esecutivi singoli o in coppia: effettivamente non ho mai capito quale sia il valore aggiunto di un doppio stipendio – e che stipendio – tanto più che gli svantaggi (tempi lunghi, pareri discordanti, riunioni chilometriche) superano ampiamente l’unico vero vantaggio (sempre i pareri discordanti, ma vissuti come arricchimento). Mi piacerebbe se ne parlasse senza entrare nello specifico dei vari personaggi, perché magari salta fuori davvero che in due è meglio.
Quanto a C&P, ci ho lavorato per 4 anni, e più di una volta ho creduto di essere di fronte a due psicopatici: ma devo trovare ancora un DC di cui non l’abbia pensato prima o dopo. E ne ho conosciuti di molto più mediocri e sopravvalutati. Parere personale, naturalmente: ma credo che quanto meno il palmares imponga un rispetto che non bastano gli atteggiamenti pittoreschi di P e certe astrusità di C cancellare.
Ho dimenticato una “a” alla fine. Chiedo venia.
@avvocato,
ho citato fatti veri, reali e concreti,
il diritto di critica non comporta necessariamente la competizione
o comparazione diretta,
Vasari commentava e criticava senza dover essere Michelangelo,
Grasso non deve essere Parenti, Mereghetti non deve essere Scorsese.
Se poi proprio ci tieni al conto della serva delle campagne
comincia pure dalle tue, che poi io ti vengo dietro
L’incertezza è parte integrante del DNA della direzione creativa.
Il resto è dimenticanza opportunistica.
Ok, non ci siamo capiti. Anzi, non mi sono spiegato bene. Fa niente. Vasari (non un petino qualunque) commentava e criticava, e anche tu ovviamente sei libero di farlo, ma mica diceva che la pittura di Michelangelo (da cui peraltro partiva) era una cagata pazzesca. Non mi piacciono i demolitori professionisti quando ne hanno l’autorità … figurati quando non ne hanno…
avte rotto le balle torniamo a aprlare di c & P
Ci siamo capiti benissimo,
io non ho demolito niente, ho solo riportato fatti veri e verificabili.
Se i fatti sono demolitori non é colpa mia.
Il resto é autorevole in quanto esiste, e nessuno di noi è arbitro o giudice universale.
Ne io ne tu.
Beh, le tue campagne non ce dici?
smettila aldo, questo è schema alla mourino, sviare il discorso per non parlare del tema centrale.
Io ho lavorato per Aldo e Roberto.
Sì, li ho odiati… ma in fondo tutti hanno prima o poi odiato a morte i loro capi. E’ vero che Aldo sotto stress si riempiva di brufoli, ma è falso che segasse a caso: tutto era estremamente motivato. Vero che Pizzi era un cialtrone, però quando sparava un commento o una battuta alla macchinetta del caffè si rideva alla grande. E poi in presentazione era bravissimo. Falso il loro loft gigantesco: era una stanza con due tavoli uno di fronte all’altro e un divano con un tavolino in mezzo… ho visto di peggio…
Vero che la Lowe, con loro, è stata una delle più premiate agenzie di sempre. Vero che dopo di loro c’è stato il nulla….
Ma dai, Pagano! Qua c’è gente che Cernuto e Pizzigoni non sa più nemmeno chi sono e se non fosse per le tue dolenti rimembranze continuerebbe a ignorarli.
Il tempo passa per tutti. Anche per te, ma sembri non accorgertene.
Da molti anni ti sei allontanato dalle agenzie grandi.
Tanti anni fa mandasti a fare in culo un’altra coppia di direzione (Rozzi&Battaglia), sbattesti la porta e mollasti il sistema per avviare una, mi dicono, felice vita da freelance.
Avevi le tue buone ragioni per farlo e comunque il mercato ti ha premiato.
Ma nel frattempo i reparti creativi sono cambiati.
Quasi tutte le agenzie (tranne forse Leo, uaienar e poche altre) non sono più quelle megastrutture di caponi (Al), capi, capetti, sottocapetti, aspiranti capi, senior, mezzi senior, junior e stagisti in fondo.
Siamo tutti piuttosto giovani. O giovanissimi.
Guadagni bassi. O bassissimi. In linea con quanto la ferocia di clienti strapotenti, arroganti e incompetenti in combutta con amministratori delegati d’agenzia miopi, mangioni e impotenti hanno deciso.
La coppia creativa di direzione è una necessità imposta dal fatto che almeno un paio di persone con un po’ di esperienza ce li deve avere chiunque.
E ti rivelerò un altro segreto, visto che dalla tua prospettiva esterna probabilmente appare nascosta: i direttori creativi di oggi guadagnano un terzo o un quarto di quelli che hai conosciuto tu.
Nuovi pupazzi stressati e tremebondi alle prese con problemi insolubili, pronti ad essere appesi per i piedi come capri espiatori di un inferno senza uscite di sicurezza.
Dedica il tuo furore da elzeviro a scandali e storture vere.
E postaci più spesso le tue strisce: abbiamo bisogno di ridere.
“amministratori delegati d’agenzia miopi, mangioni e impotenti hanno deciso.”
“Nuovi pupazzi stressati e tremebondi alle prese con problemi insolubili, pronti ad essere appesi per i piedi come capri espiatori di un inferno senza uscite di sicurezza.”
ehi johnny
volevo dire esattamente questo
grazie per averlo detto con giovanilità enormemente maggiore
e al prossimo elzeviro
(pensavo di affrontare l’argomento delle direzioni creative latitanti)
giovanni pagano
Johnny Guitar.
Né una parola di più, né una di meno.
Pagano non si limita più a scrivere in versi: ora aggiunge una riga di respiro tra un verso e l’altro. Quale sarà la sua prossima figura retorica? Il doppio spazio tra parola e parola?
Geniale!
Lasciamolo in ammollo nel cerchio creativo, il resto
verrà da se…
bello gio.
“ma perché non li mandiamo in inghilterra i nostri chairmen a imparare come si lavora prima di lasciargli le chiavi della macchina?”
Osservazione interessante.
Quando lavoravo in Agenzia, cioè nel Giurassico, conoscevo un creativo che aveva cominciato una generazione prima di me, si parla degli anni ’60, e aveva avuto esperienze in Inghilterra.
La cosa che mi colpì dei suoi discorsi era lo scoprire che in Inghilterra esisteva una cultura del management. Cioè le funzioni (e di conseguenza le persone) di un’Agenzia erano organizzate in funzione degli obiettivi che si desiderava raggiungere, ovvero il miglior lavoro possibile.
Una generazione dopo, in Italia eravamo più indietro degli inglesi: il modello imperante era il feudo, ognuno aveva il suo, e il reparto creativo era uno di questi, organizzato secondo criteri che non avevano nulla di manageriale.
Però, guardando a una (o due?) generazioni dopo mi sembra di rilevare un ulteriore peggioramento, ovvero, io ho lavorato con una coppia di direttori creativi – anche se uno dei due era la personalità dominante – ma non ho mai visto grandi divergenze di opinioni, e neppure piccole.
Allora c’era un consenso molto diffuso su cos’era buono e cosa non lo era.
E se un’idea era molto buona lo riconosceva anche il fattorino.
@Caro Giovanni, no.
Non t’ho capito, hai attaccato C&P solo per spiegarci che la direzione
creativa a 2 è sbagliata?
Altro che schizzo, bastava avere le meningi meno contorte.
Confondi i ruoli con le persone.
O forse c’è qualcosa di più sostanzioso che ti rode?
Buona fortuna, vedrai che in Tribe avrai tutta la capacità
di dimostrarcelo.
Baciolemani.
Quando una lanterna fa luce da una parte, lascia necessariamente un altro lato in ombra. Io sono lieto, con questa mia testimonianza, di illuminare quell’altro lato, affinché chi non era in quel luogo sconosciuto possa avere una visione d’insieme e non solo la paganovisione.
Ho lavorato per molti anni con cernuto e pizzigoni e mi sono quasi sempre trovato bene. Il “quasi” a distinguere il buon rapporto dal servilismo; essere sempre d’accordo non è possibile e non è umano.
Come tutti, in questo mestiere, sono rientrato in ufficio incazzato sbattendo le mie campagne sul tavolo e domandandomi come mai non fossi io il capo, che sicuramente capivo di più, ero più bravo e sapevo qual era il modo giusto di fare questo mestiere. Ma onestamente, sono state molte di più le volte in cui sono rientrato in ufficio contento perché le mie idee erano piaciute. Perché la riunione era stata leggera, nonostante i casini fossero pesanti, pizzigoni aveva fatto una delle sue battute (che a me facevano e fanno ridere) perché Aldo è una brava persona, pacata e di spessore.
Non si può piacere a tutti. A me piacevano.
Credo poi che la tesi sulla coppia che è peggio del singolo, dell’italianità che è peggio del esterosità e via dicendo, sia una non tesi. Si potrebbe dire, alla audi, che due è meglio di uno, o chiedersi cosa sarebbe stato stanlio senza olio. Ma anche questa sarebbe una non tesi. Si giudichino le persone e non i meccanismi. Se da due pirla ne togli uno, non hai fatto un grande direttore creativo.
A mio modesto parere il vero guaio è che le agenzie non sono più dei creativi (pirella, barbella, mignani ecc.) ma dei finanziari. Questo fa si che spesso i direttori creativi siano scelti più per la loro capacità di interazione con questi ultimi, che per le capacità di visione sull’adv.
Che aldo e roberto, invece, avevano.
Ciao Marco, sono Quasi d’accordo.
Ciao Marco, Ciao Roberto.
Scusate, ma ho capito male oppure oggi siamo stati tutti testimoni
di un Outing!
Qualcuno di voi sa o riesce a postare su fondo celestino?
Se la risposta é no, oggi abbiamo risolto
la questione della vera identità di Donal Draper…
Baciamolemani.
oddìo
come speravo di farcela contro tanto acume?
adesso mi spiego anche il tenore dei tuoi post precedenti
caro asdrubale
giovanni pagano
Battuta deliziosa, Pocomaibuono!
Ma mi risulta che Marco qui si sia sempre firmato Marco.
Se poi pensi che roberto entri in Facebook, non conosci roberto.
(Giusto per dire che A e R hanno evidentemente più amici di quanto si pensi. E forse anche questo, in un’epoca così votata al malanimo, vuol dire qualcosa, no?)
Asdrubale,
credo che tutti gli user autorizzati a postare commentino automaticamente su sfondo celestino…
Grazie Sherlock, grazie anche al fiele di Pagano,
peccato speravo nello scoop.
Ah, Pagano perché non ti trovi una fidanzata?
Ti gioverebbe sai?
Te lo dico con affetto.
asdrubale
non ti banno solo perchè mi servi
mi servi a dimostrare a tutti cosa danneggia questo blog
e cioè i pidocchi che
senza alcuna attinenza con il topic
si ostinano a prendersela con chi scrive
e non a ribattere a ciò che scrive
avevo dedicato il mio primo post all’argomento
ma evidentemente non è bastato
adesso ti rispiego come stanno le cose
io esprimo un parere
in questo caso che le direzioni creative doppie non funzionano
tu puoi essere d’accordo o no
e intervenire o no per dirlo
nessuno te lo impedirà
ma non puoi rompere i coglioni gratis a me
nè a nessun altro che esprime qui le sue idee
adesso ti è chiaro il concetto?
grazie
giovanni pagano
Mi è chiarissimo. Limpido.
Tanto è vero che è così chiaro che mi stai bannando,
espressione sinonimo di censura Giovanni, leggi bene questa
parola, CENSURA, mi censuri perché non sono d’accordo con te.
Pessima usanza.
La storia della direzione creativa a 2 anziché a 1 meno valida non sta
in piedi dipende dalle persone e dai contesti, non da altro.
E rileggi bene il tuo post iniziale, dove sembra che la colpa sia di
due persone per il fallimento di un sistema.
Il resto é solo acidità.
questo commento invece te lo lascio
asdrubale
anche se non sono d’accordo con te
perchè finalmente hai imparato a stare in topic
e a rispondere agli argomenti con argomenti
e non con disquisizioni sulle fidanzate altrui
di cui scommetto non importa niente a nessuno
se poi hai tempo
rileggi tu il mio post
dove non dò certo la colpa a cernuto e pizzigoni di nessun fallimento
(mmmh sembra che tu l’abbia presa un po’ sul personale)
anzi dico chiaramente che la responsabilità è dei chairmen
e ancor di più degli amministratori delegati di oggi
per i quali è ormai regola quella che per me è una bestemmia concettuale
però di questo posso parlare oggi con cognizione di causa
proprio grazie alla mia esperienza diretta con aldo e roberto
che è poi la testimonianza da cui mi sono sentito di partire
e con questo direi di piantarla con i personalismi
ah in caso di acidità prova il maalox
giovanni pagano
Hai imparato a stare in topic?
Ma come parli, hai bisogno di cani pavloviani?
Quello che l’ha presa sul personale mi pari tu, visto che censuri.
Ribadisco, il problema non sono gli schemi ma le persone.
E i consigli erano veri, sentiti a temo necessari.
E del maalox ti ringrazio, non ho bisogno lo dedico al ph
del tuo estremismo, lasciatelo dire eccessivo e integralista.
Con affetto (ma abbastanza meno di prima).
Baciamolemani.
asdrubaleee
fai il bravo su
si discute del più e del meno
take it easy
la gente dopo un po’ si annoia
giovanni pagano
ed ora, con questa interazione, integraione, vi è mai capitato di stare in una stanza, una riunione con 20 persone, un 3 per ogni disciplina, con un dorettore creativo per disciplina, dopo non si capisce un cazzo.
anche li si può parlare nn di doppia ma di quintupla direzione creativa.
sottoscrivo. se la direzione creativa di coppia è un male allora cosa dire dei consigli creativi formati da 3-4 dc? a me piacerebbe anche sapere come funziona realmente in saatchi la coppia toscana-quell’altro.
grazie
ex stagista e negativo
dopo tanta inutile turbolenza ecco uno spunto interessante
un utile allargamento della prospettiva da me suggerita
le vostre testimonianze raccontano il malessere di un momento di passaggio
è sicuramente in atto una profonda evoluzione del nostro lavoro
ma la soluzione non è la moltiplicazione del ruolo decisionale
ve l’immaginate una partita di calcio arbitrata da due o tre arbitri?
un esercito condotto in battaglia da due generali parigrado?
o come suggerivo nel post
un’agenzia guidata da tanti amministratori delegati?
vedo morti e feriti in ogni caso
pensateci
più non esiste soluzione oggettivamente unica al problema posto
più è necessario affidarsi ad un’unica entità decisionale
eliminando i potenziali contrasti fra soluzioni diverse ed incompatibili
ma quando il primo a non avere le idee chiare
è proprio quello che dovrebbe selezionare l’unica entità decisionale
allora meglio tirare il giubbotto di salvataggio fuori dall’apposito contenitore
e iniziare a soffiare
giovanni pagano
Prendo ti petto il topic e non mi occupo di zie o fidanzate.Chi sceglie gli ECD,uno o due o cinque che siano,spesso toppa o decide secondo criteri sbagliati alla radice.Vado in ordine sparso,scusatemi.
A volte scelgono degli stranieri più o meno realmente di qualità,vedi l’australiano per JWT (sola gigante che rifiutava di parlare italiano,veniva contestato dai clienti e diede vita ad una merda epocale come i “rockets argentati” per Baci Perugina).In Testa ancora aleggia il fantasma iberico che portò arroganza e zero risultati.In TBWA il mansueto e nullafacente (ma molto ben pagato) belga poi sparito nel nulla.Ovviamente sempre il tutto all’inizio annunciato con strombazzamenti tipo “adesso vedrete,insegneremo all’Italia come si lavora ecc”Altre volte si tirano dietro loro segugi fedeli che mai e poi mai potranno oscurali o dividere con loro dei meriti.Adesso la moda è prendere coppie di “giovani”,che di solito hanno in realtà superato i 40.In TBWA almeno hanno veramente scelto dei giovani come età,ma altrove piazzano nel ruolo di ECD delle coppie che di fatto non sono in grado di fare gli ECD ed infatti iniziano a fare danni da subito montandosi spaventosamente la testa.Scorrete mentalmente le agenzie internazionali più Armando Testa e guardate chi è ECD e chi CEO.Poi domandatevi chi di questi ECD fa la differenza,potrà entro 3 anni rafforzare l’agenzia come immagine creativa,sa o saprà creare uno spirito di squadra dando le giuste opportunità a chi le merita,non sarà penosamente invidioso e livoroso nei confronti di chi avrà talento e capacità,chi saprà conquistarsi la fiducia dei clienti e creare una coppia vincente non con l’altro ECD,ma con chi conta veramente e cioè il CEO.Lascio a voi il gioco.Io l’ho fatto con persone del mercato,creativi,account,producer e clienti e vi garantisco che, a parte pochissimi casi, tutti abbiamo preferito annegare la tristezza in un ottimo rosso.
La questione dell’ufficio aeroportuale mi ha colpito molto e, non conoscendo le persone in questione, mi sono fatto una rapida ricerca telematica.
Innanzi tutto, ho scoperto che Aldo Cernuto ha firmato ( mi pare insieme a Pizzigoni) le “antiche campagne” di “Repubblica” . Erano gli anni ottanta e l’idea fulminante fu quella di svegliare i grandi personaggi italiani che dormono e tutti gli altri loro connazionali assopiti e arresi all’idea che tutto stia andando benone.
Poi furono le volte della Volvo con dei visual “astrocreativi” mi ricordo di un sorriso con un apparecchio dentale marchiato Volvo, un uovo rotto con un altro uovo integro all’interno. Campagne di prodotto ( non se se si dice così) dal fortissimo impatto ( impatto?) emotivo. Venendo a tempi più recenti ho trovato una campagna di immagine trasversale AlfaRomeo dove, un apribottiglie atropomorfo, giace a terra grondando vino. Poi Telecom con un Mahatma proiettato nel presente più futuribile ma pur sempre attuale reale e realistico. Non conoscendo il mondo della pubblicità non so se il ” l’hangar creativo” venga dato in concessione ai più meritevoli da quanto ho letto e verificato mi par d’aver capito che le cose stanno così. Il mal d’idea fa bene a chi ne soffre……..C’era una vecchia campagna Euchessina…..voi che siete del mestiere dovreste ricordarvela.