Siamo alla frutta.

Gara Frutta nelle scuole: Y&R Roma.

Possibile che quando si tratta di comunicazione sociale non riusciamo a fare meglio di Giovanardi?

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About Donald Draper

Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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62 Responses to Siamo alla frutta.

  1. Cristiano says:

    ahahahahahahaahahahaahhahahaah

  2. giovanna says:

    ..mha! direi che alla fine questa tristezza di spot a qualcosa di salutare serve senza dubbio: effetto lassativo!

  3. Benni says:

    Giusto! Le buone abitudini si imparano fin da bambini: stare seduti a tavola come si deve, non masticare a bocca aperta, ecc.
    Sul resto, cioè il tutto, taccio perché credo ci sia ben poco da dire.
    Bah.

    Benni

  4. AlianzaEst says:

    Mamma mia. Siamo alla frutta veramente.

  5. Pink Lady says:

    il bambino è odioso, ma mentre lui mangiava con la bocca aperta i creativi dov’erano?

  6. Onan says:

    Donald pubblica ti prego i credits completi di account direttore creativo , creativi e cliente, tutti devono sapere nomi e cognomi di un capolavoro simile.

  7. malick says:

    y&r roma, ti prego spiega questa cosa. va bene anche una bugia, ma spiegala, perché non riesco a capire come si possa arrivare a tanto.

  8. Truman Pulitzer says:

    Immagino l’imbarazzo di Dario Penne nell’incidere il voice over.
    Probabilmente avrà chiuso gli occhi sognando di doppiare Hannibal Lecter.

    • Angelica says:

      Eh, eh! In effetti, immaginando Hannibal Lecter che osserva e commenta la scena, lo spot assume tutt’altro sapore!

  9. Onan says:

    Chi e’ il direttore creativo? Alessandro Canale o sbaglio? Vicky dovrebbe essere l’esecutivo o forse le due agenzie hanno gestione separata? Qualcuno spieghi, qui rischiamo di vincere il leone d’oro a cannes tra un mese ragazzi!!

  10. Enso Sushi says:

    Scusate ma gli scheletri nell’armadio ce l’hanno tutti. Se “chiediamo spiegazioni” alla Y&R per questa oscenità dovremmo fare lo stesso per la merda che tutte le agenzie fanno, che difficilmente sarà puzzolente come questa (siamo d’accordo), ma fatte le debite proporzioni…

    Potrei fare decine di esempi di roba orribile e mostruosa fatta per clienti che sulla carta non sono nemmeno così orrendi some un ministero.

  11. Benni says:

    Forse questo spot è stato fatto a loro insaputa, di Y&R.
    “L’insaputa” è ormai sport nazionale.

  12. Spero che la frutta gli vada di traverso. says:

    Scritto male, recitato malissimo da un casting tremendo, con una regia e una direzione della fotografia agghiacciante. E la cosa peggiore è che l’hanno fatto con i miei soldi di contribuente. Ma scendiamo nel dettaglio, perchè un po’ come l’aids, se conosci il brutto magari lo eviti: la fotografia è da soap opera anni ’90 brasiliana (luci sparatissime alla “Occhi del cuore” con delle ombre che sembra la caverna di Platone), il bambino – che somiglia tantissimo al padre, ma soprattutto alla madre! – mangia con tutta la buccia una frutta che sembra di marzapane e, in ogni caso, palesemente non lavata. Il tutto a bocca aperta e stando seduto nella postura approvata dall’Associazione Osteopati Finti. Il papà passa una carota non sbucciata alla figlia Bugs Bunny, sotto lo sguardo d’approvazione della madre. Ed è solo a quel punto che il payoff arriva a far pentire gli sviluppatori di Word di aver creato un software che permette di scrivere una bruttura come quella.

    Eppure in qualche modo mi sento di ringraziare questo spot – di cui Donald ti prego di farci avere i credits, è giusto che siano esposti al pubblico ludibrio – perchè ci offre la possibilità di un grande insegnamento: per far uno spot bello, basta fare il suo contrario.

  13. Ano says:

    E comunque il titolo di questo post è sicuramente più banale del film.

    • malick says:

      ano ma chi sei, young o rubicam? cristo santo, lo so che tutti facciamo delle cose brutte, ma qui non ti pare che siamo ben oltre la cosa brutta?

  14. Lutile idiota says:

    Ma è una roba anni 80!
    Mi aspettavo che entrassero i Twisted Sisters buttando giù una porta, ci ho sperato fino all’ultimo. Ma non è accaduto.
    “Simili cose non accadono sulla terra” T. Mann.

  15. Les matins des magiciens says:

    Vorrei spezzare un’arancia a favore dell’agenzia.

    Mi è capitato, e li piango. All’inizio vinci la gara con una buona idea, e ci credi. L’idea è fica, giusta, ammazza, mica so’ così stronzi come dicono tutti, questi del Ministero. Lo vedi che se presenti una bella cosa, poi quella passa? Forza.

    Poi passano i mesi e la vedono i funzionari, il ministro, i sottopanza. E ti dicono che bisogna rimetterci le mani. E tu dici: dai ragazzi, facciamo quello che chiedono ma teniamoci stretti l’idea. Tocchiamo poco, non molliamo. Ok, il titolo lo cambiamo un po’ ma l’importante è il concetto. Dai, dai, dai.

    Non hai capito un cazzo. Ma proprio un cazzo. Loro vogliono che tu la rifaccia e che la rifaccia come dicono loro. Per non dare fastidio a nessuno, per essere invisibili. Che nessuno se ne accorga. Perché la chiesa, il sindaco, il ministro, stocazzo, possono avere da ridire. E poi, sai, gli equilibri.

    E allora togli tutto, cambia tutto, spegni, smorza, attenua. Merda. È diventata merda.

    Preventivo di normale casa di produzione: 180.000 euro. Ridono. Lo dobbiamo fare con 35.000, dottore. E noi conosciamo una casa di produzione con cui abbiamo fatto già delle cose. Se vuole facciamo una gara. Ma no, lasciamo stare la gara, tanto quelli normali non li fanno con quei soldi.

    E allora si gira in video, con la casa di produzione (ancora rido) che dicono loro, con il casting (ancora strarido) fatto con i figli degli amici degli amici. E allora tu (io) chiedi ai creativi e all’account di avere pazienza, ti scusi con loro (come se fosse colpa tua) e chiedi cortesemente di portarla a casa come se dovessero ingoiare una medicina. Amara.

    Che almeno non facessero strafalcioni in italiano, che almeno gli attori (rirido) non guardassero in macchina.

    L’ultima volta c’era proprio un frutto di mezzo, una cazzo di mela mi pare, e non so se ridere ancora (mi ricordo racconti che manco Guzzanti) o incazzarmi più di quanto mi sia incazzato allora.

    So che voglio bene al mio copy e alla mia art che l’hanno portata a casa con grande dignità e che non hanno detto a nessuno che l’avevamo fatta noi.

    • Truman Pulitzer says:

      In effetti ricorda tanto i maledetti quick&rough girati con la cugina bbona, l’amico palestrato del Pomata e i figli dei vicini.
      Poi il cliente lo vede e dice: “fico, annamo in onda.”

      (Non c’è un cazzo da ridere, ci sono andato vicino. Ho ancora gli incubi.)

    • Gfhfgvffhvvdf says:

      Ti stimo. Ti capisco. Piango anche io

  16. copyno says:

    non avete capito niente, è una citazione di Boris e degli spot sovietici di educazione civica. magari non vince a cannes, ma alla biennale dell’arte sì. bravi cazzooo!!!!

  17. Scrudge says:

    Guardate che quello non è un bambino è Brunetta.

    Poi una domanda: chi cazzo è che mette le carote nel cesto insieme alla frutta?

  18. Onan says:

    Chi l ha fatto si prenda le sue responsabilita’

  19. Dandyness says:

    Ragassi… Oh! Ragassi. (cit.)
    Beh, d’altronde Y&R è l’agenzia che ha inventato il “concorsone”, che vi aspettavate?

  20. WC says:

    La merda la facciamo tutti ma a puzzare è solo quella degli altri.

  21. Body says:

    no, è impossibile.
    questo è chiaramente un lavoro televisivo.
    nel senso: fatto da un’emittente, quelli delle telepromozioni.

  22. Onan says:

    Si la qualita’ e’ da telepromozione. Scusate potevate usare Giorgio Mastrota, non era meglio?
    Ahahahahahahahahah

  23. Mister Oni says:

    Propongo una rubrica settimanale che premi con the Worst Award la pubblicita’ italiana indegna di questo nome

  24. IP 98.983.93.093 says:

    Educativo un corno! Qualcuno insegni al nanerottolo ciccione dello spot che la frutta va sbucciata prima di mangiarla.

    • Il Santo says:

      Mi dissocio la maggior quantità di vitamine sta proprio nella buccia (banana a parte).

      Più che altro lo riempirei di sberle ogni volta che mastica on la bocca aperta con quel cazzo di sguardo da piccolo spocchioso. In poche parole non ne uscirebbe vivo dalla tempesta di schiaffi.

      • IP 98.983.93.093 says:

        fantastico, e scommetto che aiuterebbe anche la digestione. m’hai fatto venire in mente questo video qui: ùhttp://www.youtube.com/watch?v=e5dgJEewD7M

      • IP 98.983.93.093 says:

        ops. questo

  25. anchesi says:

    A me sinceramente è piaciuto molto. Stile vintage, voce d’altri tempi, fotografia anni settanta, bambino alla Arnold, dialoghi surreali… Mi ha fatto sorridere e ripensare ai bei tempi andati. L’ho trovato ammiccante e destabilizzate. Checché se ne dica, Me pias.

  26. MJ says:

    Più che altro pare una campagna sociale contro il mutismo infantile.

  27. Clau says:

    Vi segnalo anche la camPagna stampa, su vanity fair. “e poi je mettemo un frame Do o spot su a stampa cosi’ piamo du’ piccioni co’ na fava”

  28. Santificetur says:

    Ma sì, accaniamoci su questa bruttura. Sputtaniamoli questi poveracci. Che si prendano le loro responsabilità, per Dio. Fuori i nomi! E una volta individuati, la pubblicità nostrana sarà ripulita.
    Ma attenzione. Auguriamoci anche di non trovarci mai (tu quoque Truman, no?) in situazioni in cui ci si imponga l’imponderabile, l’inevitabile. Con conseguente scoraggiante sfinimento. Perché quel giorno potrebbe arrivare sul calendario di chiunque, insieme a un pubblico disprezzo proporzionale alla nostra gelida, cieca, inclemenza.

  29. Concordo con Anchesi.

    Pensavo che fosse un audace tentativo di stupire il mondo; uno sputo nell’occhio
    della sconcertante sottovalutazione dell’intelligenza del pubblico.

    E chissà che regia… Lynch… Traktor… Alex Prager ?

    • accountacculturata says:

      trattasi di atto psicomagico assegnato da Jodorowsky in persona a Starub e Huillet

  30. Clau says:

    Come direbbe rene in boris:

    Viva la merda!

    A cazzo dicane!!!

  31. Edo says:

    Vergognoso. Chiunque abbia:
    1) Pensato
    2) Ideato
    3) Realizzato
    4) Recitato
    5) Pagato
    una cosa del genere dovrebbe vergognarsi. Siamo sul serio alla frutta.

  32. Benni says:

    Al di là del concept e tutto il resto
    (mi sono già espresso con un bel “no comment”): siamo certi che è proprio questo che vedremo on air?

    • whassap says:

      dici che questo è il director’s cut e ne faranno passare uno un po’ meno sofisticato e intellettuale?

      • Benni says:

        “Si, ripeto, no.” (cit. Le Carré)
        La verità è che, semplicemente -odio gli avverbi-, non ci posso credere e cerco -altro avverbio, eccolo- disperatamente di cercare e trovare una ragione, un motivo.
        Penso e sostengo con forza che si debba essere capaci di dire “no”: questo non lo faccio!
        Non credo che Y&R, o chi per essi (potrebbe capitare a ognuno di noi, se consapevoli) abbia tanto bisogno da svendere il proprio buon nome per mille lire. A meno che…
        (odio anche i punti di sospensione ma qui ci stanno).
        Buon uicchénd.
        B.

  33. Pingback: Gabriele Gambassini, copywriter a Torino - progetti di comunicazione

  34. Laughable T. says:

    Esperienza personale.
    Campagna per un cliente istituzionale, molto più piccolo del ministero in questione.
    Le idee passano, in particolare una. Quando si è pronti a cercare un fotografo e un modello improvvisa retromarcia: c’è un testimonial.
    Non solo, ma il manager comincia a ricoprirci di foto di repertorio del suo assistito.
    E siccome secondo lui foto+”frase”=campagna pubblicitaria, ci suggerisce anche qualche head.

  35. Pingback: Frutta marcia nelle scuole. | Donald Draper

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