PN9, un giovedì da leoni.

Ricevo e posto, in assenza di Donald, questa lettera di Massimo Guastini, attuale Presidente dell’Art Directors Club.

Egregia Cricca di Bad Avenue,
grazie per avere postato la notizia della PN9 senza massacrarci.
Ieri un  lettore  vi ha lasciato un commento che mi ha fatto riflettere:

Ma dai Massimo, ti ho scritto tramite kttb alcuni mesi fa lincandoti il mio portfolio e chiedendoti un feed sui miei lavoro (specificai solo un feed, non cercavo un lavoro) e non ti sei degnato di risposta.
Grazie mille!
PS: Le mie mail ti arrivano di certo dal momento che hai sempre risposto ai complimenti.

Rispondo, non per polemizzare. Anzi mi scuso. Ma vorrei aggiungere qualche considerazione che potrebbe risultare utile al commentatore e ad altri giovani nelle sue condizioni.
Sono andato a cercare nel mio blog e in effetti ho trovato un pvt da  R.V. datato 12 gennaio.
Ho anche provato a cliccare sul link, per rimediare, sia pure tardivamente. Purtroppo non è più attivo. Gli ho scritto in privato.

Però, e qui faccio un appello ai giovani, non potete incazzarvi se un direttore creativo non  risponde subito a una vostra email.

E non lo dico per difendere il dc (me stesso in questo frangente) ma per difendere voi stessi. Vi avvelena il sangue e vi fa disperdere energie e motivazioni che vi sono invece indispensabili per provare a farcela in questo lavoro difficile.

Non partite dal presupposto che noi dc si sia tutti dei boriosi e tracotanti coglionazzi, narcisisti da blandire e comunque pronti a chiudervi la porta in faccia. Troppo pieni di noi stessi per accorgerci di voi.
Non so se conoscete la teoria della profezia che si auto compie, ma sappiate che quando si parte con una serie di pregiudizi negativi verso una situazione, si creano i presupposti ideali per farla andare male. Niente di magico, semmai è psicologia: mettersi sulle difensive è un pessimo modo di andare verso l’altro.

Andate alla portfolio night il 26 maggio. Andateci sereni, liberi da paure e pregiudizi, andateci senza il timore di fallire. Comunque vada non sarà un fallimento, ma solo uno dei primi passi verso la carriera che vi siete o vi state scegliendo. Liberatevi dall’ansia del fallimento. Quelli veri, quelli che realmente vi faranno male e vi lasceranno a terra, li conoscerete solo se avrete la determinazione e la forza di “farcela”.

Tutti, in questo lavoro, abbiamo sbagliato  presentazioni, lanci, annunci. Anche quelli che ostentano una sicurezza apoditticamente granitica, hanno sicuramente fatto delle cazzate. Ma sono i più pericolosi, perché nascondono i propri fallimenti persino a se stessi. La prima volta in cui incontrai Pilla e Marini feci sicuramente una figura di merda.
Mi hanno insegnato infinitamente di più le sconfitte che i fatui trionfi di questo nostro lavoro. Ricordatevi che è una cazzo di maratona e non una sfolgorante finale dei cento metri. Liberi di trovare retorico quanto vi sto scrivendo. E liberi di continuare a fottervi prima ancora di cominciare.

Abbiamo deciso di portare a 100 (da 67) i posti della porfolio night. Non per guadagnare 660 euro in più. In un Paese che non fa un cazzo per i giovani mi sembra un piccolo ma concreto gesto contro corrente. Così come i 10 voli aerei milano roma a/r in omaggio per chi arriva da sud.

Volete sapere come sta andando? A sei giorni dalla data abbiamo staccato 50 biglietti per la PN9 e uno per il volo. A giudicare dal numero di  studenti che le varie Università e scuole private stanno sfornando, anche nel 2011, non credo che il problema risieda in una “crisi di vocazione” comunque auspicabile, tutto sommato. Non credo nemmeno siano i 20 euro di iscrizione. In passato erano 40.

Io credo che sia una maschera di rassegnato cinismo dietro alla quale molti di voi hanno iniziato a nascondersi, nella speranza di non soffrire: “tanto non serve a nulla”, “tanto vengono presi solo i raccomandati”,  “tanto sono troppo presi da se stessi per capire il mio talento”.  Raccontatevi queste cose e avvererete la vostra profezia.

Il 26 maggio avete l’occasione di confrontarvi con professionisti che, simpatici o no, ce l’hanno fatta. E ce l’hanno fatta perché, al di là del talento, avevano soprattutto determinazione e capacità di mettersi in gioco.

Non concentratevi sul traguardo massimo e poco probabile: un’assunzione a tempo indeterminato.
Staccate un biglietto e iniziate il vostro viaggio, anche per sentirvi magari dire che fareste meglio a farne un altro. Avreste comunque tutta la vita davanti per dimostrare il contrario.

Io vi ho raccontato la verità sulla portfolio night. Fate altrettanto con voi stessi. O riuscite a postare commenti anonimi anche nei vostri dibattiti interiori? :)
Un abbraccio
m.

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51 Responses to PN9, un giovedì da leoni.

  1. Grimilde says:

    “Non concentratevi sul traguardo massimo e poco probabile: un’assunzione a tempo indeterminato. Staccate un biglietto e iniziate il vostro viaggio, anche per sentirvi magari dire che fareste meglio a farne un altro. Avreste comunque tutta la vita davanti per dimostrare il contrario.”

    Ma c’era proprio bisogno di questa retorica paternalistica?

  2. copyo says:

    ciao massimo, io mi posso fregiare di aver fatto un bidone a quello che sarebbe diventato il presidente dell’adci: a te. mi sono scordato del colloquio, un po’ perché sono una testa di minchia, un po’ perchè mi avevi detto, sì ti vedo volentieri, ma non posso prendere gente del tuo livello (ben inteso, livello età/stipendio, non certo del portfolio) e capirai bene, che per uno di quasi 40 anni che deve fare un colloquio non sono esattamente le parole più incoraggianti.
    e dunque mi viene da fare una considerazione: in questo mestiere o ce la fai nei primi 2 o 3 anni o la tua carriera, nel 90% dei casi, sarà segnata per sempre da agenzie mediocri, che stanno ai margini estremi dei lavori che contano. esattamente la situazione in cui mi trovo io e tanti miei amici.
    i direttori creativi poi non sono tutti come te, non rispondono, nemmeno dopo 50 mail, se vedono che hai quasi 40 anni poi me li immagino col loro sorriso cinico, pensare “ma dove cazzo vuole andare sto vecchio di merda”.
    perciò cari ragazzini, se ci volete provare, provate a entrare solo nelle agenzie che contano: sono le uniche che potranno darvi una chance. e purtroppo sono popolate da gente spocchiosa, con un ego molto, ma molto più grande del loro talento.

    • Art in esilio says:

      Io invece direi… puntate le agenzie che a vostro avviso sono le più belle e che vi ispirano, non solo per il nome, ma per quello che fanno e per le quali vorreste lavorare.

  3. Pentito della Portfolio Night says:

    Una proposta a Donald: hai visto sul blog di Ted? Lui chiede ad alcuni creativi di indicare tre case history che hanno contribuito a scegliere di fare questo lavoro… Non sarebbe utile chiedere ai direttori creativi di oggi come cazzo hanno iniziato a fare questo lavoro? Stage? Culo? Pompini? Mi piacerebbe saperlo… giusto per regolarmi…

  4. pato says:

    dai dai dai, non preoccupatevi di nulla! la vita vi sorride! venite a milano a fare 2 anni di stage! Trasferitevi qui e continuate a campare con i soldi di vostro padre! Venite il 26 maggio, se vi va bene iniziate uno stage a settembre 2011 e se siete bravi nel 2015 vi assumeranno. dai staccate un biglietto e iniziate il vostro viaggio, prendete il massimo da ogni momento, vivete fino in fondo ogni attimo. Life is now!!
    Massimo forse i ragazzi si sono resi conto che piuttosto che venire da caltanissetta a fare la fame a milano restano a caltanissetta.. chiamali scemi

    • Nix says:

      “forse i ragazzi si sono resi conto che piuttosto che venire da caltanissetta a fare la fame a milano restano a caltanissetta”
      Ma scusa, perche’?
      Quale e’ la prospettiva di restare a Caltanissetta (o in qualsiasi altra citta’ di provincia) se vuoi lavorare in pubblicita’?
      Altro che 20 euro, nel 2001 i miei genitori mi hanno pagato il biglietto per il Congresso della Pubblicita’ a Roma. Ero una ragazzina al secondo anno di una Universita’ minore. E’ stato pazzesco, e’ stato imbarazzante, ho fatto figure di merda e ho stretto qualche amicizia, e mi ha cambiato la vita.
      2 anni dopo sono andata a fare la fame a Milano, poi ho smesso di fare la fame, poi mi sono trasferita a Londra, e ora sogno di trasferirmi oltreoceano.
      Ho fatto le notti, i weekend, gli esaurimenti nervosi, ho vinto gare e perso clienti. Mi sono sentita una pezza da piedi, e mi sono sentita sul tetto del mondo.
      Se anche tutto finisse domani, possiamo sempre tornare nelle nostre piccole citta’, ci saranno gli stessi lavori ad aspettarci e troveremo le stesse persone al bar. Tranquillo, non ci saremo persi niente mentre eravamo via.
      Mentre essersi persi quei successi, quei momenti in cui mi e’ scoppiato il cuore, vuoi mettere?

      Ragazzi, andate alla PN9. Prendersi la responsabilita’ del proprio futuro e’ molto piu difficile che fare proprio il fallimento degli altri, ma ne varra’ la pena.

      • giuseppe says:

        Nix, davvero un bel post. Sono andato alla PN ed è stata davvero una bella esperienza. Anche io vengo da una provincia, sono abruzzese e la penso come te, meglio vivere certe emozioni, belle o brutte che siano tanto s’impara sempre qualcosa. Guarda, mio padre ha un bar, un giorno perché no, se dovessi fallire? Non ci sarebbe nulla di male, anzi, guadagnerei sicuramente di più, ma ho scelto questa strada perché so che questa è la mia vita, è ciò che mi rende felice :)

        ciao,
        G

  5. Your email address will not be published. says:

    Che di sicuro se hanno iniziato facendo pompini te lo dicono. Qui.

  6. attacco d'art says:

    Che c’entra, sono andati a ruba i biglietti terroni di Easyjet… sti ragazzi, hanno tutti paura di volare.

  7. Marco says:

    Già che ci siamo, mi spiegate una cosa: ma perché in questo lavoro la gente spesso è disposta a farti un colloquio anticipando che comunque non ha un posto di lavoro libero, o magari dicendotelo solo alla fine del colloquio? Che senso ha? In qualsiasi altro settore fanno colloqui solo quando hanno bisogno di una persona per un determinato posto.

    Giusto ieri un DC mi ha proposto un colloquio mettendo in chiaro che in ogni caso non aveva un posto libero per un copy con 4 anni di esperienza ma cercava solo uno stagista, e quando gli ho fatto notare che dover chiedere un permesso in agenzia per sobbarcarmi un viaggio di un’ora per venire a Milano solo per fare due chiacchiere senza scopo non mi sembrava molto sensato, si è pure incazzato… cioè, manco stessi sputando sull’occasione di andare a farmi firmare un autografo da Bruce Springsteen. Mah…

  8. Art in esilio says:

    Ciao Massimo,

    scusa ma questa mi sembra una bella marketta per recuperare creativi per la PN9.
    Ti svelo quello che più mi fa incazzare, e non è il fatto che un DC non risponda subito alle mie mail, ma al fatto che io su 100 e più mail mandate a diversi direttori creativi, non ho mai ricevuto risposta se non da quelli con i quali ho lavorato in passato.

    Altra cosa che fa incazzare è questo atteggiamento di distinzione fra direttore creativo e essere umano. Capisco il fatto che un pochino bisogna tirarsela, e anche io negli stessi panni forse lo farei (o forse no perchè ritengo ci siano sempre persone più capaci di me dalle quali bisogna sempre imparare), però mi urta questa distinzione fra DC ed essere umano.

    Il mio punto di vista sulla PN9 è che, vista da un giovane creativo in cerca di contatti e possibilmente di un lavoro, lo stimolo a presentarsi davanti a un altro direttore creativo viene completamente distrutto quando magari hai affianco il tuo DC che pensa che tu voglia cambiare agenzia e quindi forse non gli piace il fatto che tu faccia colloqui con altri. Parliamoci chiaro, sappiamo entrambi che questa è una lobby riservata solo a pochi e ce la si vuole tenere stretta. Ho potuto constatare negli anni (10) che spesso i DC tendono a tenersi stretti i lavori fighi e delegare le rotture di palle a giovani sotto di loro. Ti posso dire che il mio DC ha fatto un 30″sec. a mia insaputa inserendo anche il mio nome nei credits. Tu dirai, beh simpatico, io invece dico no, visto che lo spot fa proprio schifo.

    Detto questo, io alla Portfolio Night ci sarò e mi presenterò a tutti i DC che me ne daranno l’occasione, non a Milano, ma all’estero, dove il biglietto non costa 20€ ma 16€!

    PS. ma chi ci guadagna su questi benedetti 20€?

  9. Scrudge says:

    Confondete la base di partenza: non sono colloqui, sono portfolio reviews. Ossia avete l’occasione di sentire l’opinione di DC per migliorare i vostri portfoli.

    Se 5 dc creativi vi dicono che toglierebbero dal portfolio quella che per voi è il pezzo forte, dovreste cominciare a pensare di farlo, perchè avete avuto l’opinione di professionisti che volenti o nolenti sanno come funziona (spero) il mercato in italia.

    Poi se va di culo può scapparci un interessamento maggiore, ma non è quello lo scopo della PN.

    Ripeto, serve per avere opinioni su come migliorare il proprio portoflio e il proprio stile. Anche all’estero funziona così. la gente poi presa da qualche agenzia penso non superi il 3%.

    • Truman Pulitzer says:

      Scrudge ha perfettamente ragione.

      Se un’iniziativa si chiama “Portfolio Night” e non invece “Recruiting Night”, “Stage Night” o “S&M Wanted Night” un motivo ci sarà.

      Da che mondo è mondo, in pubblicità si va a fare colloqui con un duplice obiettivo da ottenere: un posto di lavoro o un altro colloquio.
      E lo scopo finale è empre e soltanto uno: farsi vedere. Mostrare i propri lavori anche a distanza di mesi (o di anni) per mostrare un percorso, un’evoluzione. E da lì magari riuscire a far emergere il talento. Se e quando c’è.

      Lamentarsi perché da un colloquio non deriva un’assunzione è puerile.

      E – absit iniuria verbis – se un creativo ha timore che il proprio DC lo seghi perché ha scoperto che fa colloqui, con ogni probabilità quel creativo è una schiappa.
      Se un dc mediamente intelligente scopre che un suo creativo fa colloqui in giro, è naturale che pensi voglia andare via. Se ci tiene, fa qualcosa di positivo (aumenti lasciamo stare, magari gli passa almeno brief migliori). Se non ci tiene, semplicemente aspetta che se ne vada.
      Se lo caccia, ok. È banalmente uno stronzo.
      Ma il discorso resta: se ti caccia, sei sacrificabile.

      • patrizio says:

        truman, o sei un padrone o sei un servo dei padroni, per dirla con un linguaggio da estremista di sinistra.
        ma che cazzo vuol dire “aumenti lasciamoli stare”? cosa vuol dire che se ti cacciano è perché sei un incapace? ma cosa vi state fumando? e poi in pubblicità è come tutti gli altri cazzo di lavori, se non sei figlio della buona borghesia, e quando fai un colloquio e perchè vuoi trovare un lavoro, non vuoi che un signor capiscotuttoio ti dica “sì c’è del talento, ma non mi hai fatto saltare sulla sedia coi tuoi lavori”. ma vaffanculo.

  10. Brando says:

    Massimo,
    sono colpito dai numeri che riporti: a sei giorni dalla data avete staccato 50 biglietti (su 100 disponibili) per la PN9 e solo uno per il volo gratis dal sud (su 10 disponibili).

    Se un giovane calciatore di talento avesse la chance di confrontarsi sul campo di pallone una notte con alcuni dei migliori giocatori di serie A non si farebbe sfuggire quella notte per nessun motivo al mondo. Perchè i giovani talenti hanno fame di sfide, e più grande è la sfida più scopri se hai davvero talento. O anche solo per guardare in faccia chi si vuole essere fra 10 anni.

    Di certo la pubblicità non paga come il calcio (non più, o perlomeno non molti…), ma una cosa ancora la pubblicità e il calcio ce l’hanno in comune: c’è posto ANCHE per i fuoriclasse.

    Mi sarei aspettato la fila fuori a PN9, ma sembra che i giovani pubblicitari italiani non trovino che valga la pena di giocare la partita. Allora chiedo agli aspiranti, non siete a conoscenza dell’evento? Non siete talenti? Siete timidi? Non riconoscete i DC presenti come giocatori di serie A? Costa 20 euro!? Non credo, sono ragioni pretestuose.

    Tu parli di rassegnato cinismo degli aspiranti, e io lo condivido. Ma credo anche che sia più che motivato. Credo in questo momento l’ADV abbia la necessità di comunicare alla prossima generazione di pubblicitari cosa l’ADV può dare loro.

    Quando un neolaureato si presenta al test di ammissione in Procter & Gamble, un “qualcosa-manager” gli racconta che non importa che voto ha preso all’esame di marketing, non gli interessa la sua padronanza della lingua inglese. Il motivo per cui potrà essere selezionato, è che l’azienda ha riconosciuto in lui un potenziale nel quale crede, e sul quale vuole investire. “Qui possiamo insegnarti il miglior marketing, il miglior inglese, ed è solo l’inizio”. Notare che non si parla di contratto… questa cultura è il motivo per cui P&G attrae risorse come una calamita.

    Credo che un’iniziativa interessante come PN9 debba essere anche un’occasione per rispondere a questa domanda: se io do all’ADV il mio talento, cosa mi da’ l’ADV in cambio?

    Quanto agli aspiranti, meno fumo e più fatti.

    • X says:

      “Il motivo per cui potrà essere selezionato, è che l’azienda ha riconosciuto in lui un potenziale nel quale crede, e sul quale vuole investire.” Parole Sante. Peccato che i network non ti vogliono allevare. Vogliono ricevere prima di dare. Fortuna che la mia azienda, un’indipendente, abbia guardato un po’ più in là.

  11. Laura Grazioli says:

    Io non verrò alla PN6, non ho l’età. Sono una anziana, umile copy, che da oltre 20 anni lavora in agenzie regionali, che non vincono premi, non fanno fake ma lavorano – lavoriamo – con impegno e una certa continuità. No fama, no party, ma spesso belle soddisfazioni.
    Il mio DC attuale riceve, come tutti, tantissimi CV e richieste di colloqui, che tiene TUTTI in considerazione (e ci vuole proprio impegno e pazienza), anche se attualmente e in prospettiva non ci sono possibilità di new entry. Sbaglia? Illude? Secondo me no. Perché lo fa, allora? Perché non si sa mai, perché se entra un lavoro “grosso” magari si attivano delle collaborazioni esterne, perché molti dei giovani che vede, poi, sono sì frustrati, ma ricevono comunque un feed-back da non sputaci sopra: info, consigli, interesse… Ai miei tempi non c’era la PN e mi sembra una bella idea (che ha ragione Mizio, si può sempre migliorare). Chi non è d’accordo non vada. Rispondetemi pure che sono vecchia. Lo sono.

  12. libertas says:

    caro massimo,
    ciò she scrivi è sacrosanto, prima parte – completamente – esclusa.

    nel corso degli anni mi è capitato di fare molte telefonate e inviare innumerevole mail per avere un colloquio. le poche volte che a queste sono seguite delle risposte è stato quando il mio nome era accompagnato da una “raccomandazione”. o meglio: di me ne aveva già parlato al dc di turno qualche conoscenza in comune.

    certo ci sono anche delle eccezioni (mazza e taddeucci per esempio) che oltre a essere delle persone gentili sono anche spinte da una grande curiosità di sapere “che c’è in giro”.

    una volta è anche successo che chiamai per caso al momento giusto (cioè: stavano cercando): feci il colloquio e a quel colpo di culo devo il fatto di lavorare nell’agenzia dove attualmente esercito il mestiere più antico del mondo della comunicazione.

    ho sempre sostenuto che nella vita è solo questione di culo. nel senso che te lo devi fare, lo devi avere e spesso lo devi anche dare. però avere delle risposte aiuta a darsi un po’ di autostima che contribuisce almeno a conseguire il primo punto della mia teoria.

    scusa se ti rubo troppo tempo, ma se posso vorrei raccontarti una mia piccola esperienza personale avvenuta un po’ di tempo fa (così chi mi conosce capirà anche chi si nasconde dietro questo nickname, ma chissenefrega):
    stavo sfogliano 2kilos, il libro-mattone-portfolio della Kesses&Kramer Amsterdam. dopo varie pagine incappai su una loro iniziativa di cui mi innamorai: una maglietta che diceva (in inglese) “la K&K è stata tanto pazza da non assumermi”.
    era un contentino che l’agenzia regalava a tutti quelli che avevano fatto un colloquio da loro senza un buon fine (commento solo con “geniale”, sennò non la finisco più).

    decisi di avere quella maglietta! inviai una mail alla K&K dove specificavo che ero un copy italiano (quindi cacca per loro), che conosceva poco l’inglese e men che meno l’olandese, ma che voleva fare comunque un colloquio da loro per avere un pretesto per un giretto ad amsterdam (che non dispiace mai) e, soprattutto, perché volevo quella maglietta.

    dopo mezz’ora – sì, avete capito bene: 30 minuti! – avvenne l’incredibile: mi risposero. dissero che non avrebbero avuto tempo perché vedevano una media di 30 creativi al mese, ma soprattutto ché le magliette erano finite…

    incredulo, risposi per ringraziali. dopo poco seguì la loro seconda risposta dove ringraziavano me e dove mi invitavano ad andarli a trovare nel caso fossi passato per amsterdam.

    chi mi rispose era probabilmente una segretaria o una dell’ufficio personale, ma riuscì lo stesso a farmi sentire considerato.

    perché questo in italia accade molto raramente con una tendenza al mai?

    grazie per essere arrivato aleggere fino a qui,
    libertas.

    • Grimilde says:

      Questo in Italia non accade perché, da provinciali, cerchiamo di darci un tono e rispondere alle mail fa tanto operativo e molto poco esecutivo.

    • Da Amsterdam says:

      Ebbene si… qua tutti ti considerano e ti rispondo, anche sia solo per cortesia ed educazione. Io personalmente ho fatto nell’ultimo anno circa una trentina di colloqui.
      Si anche perchè se non cercano la parola d’ordine è “networking”, perchè quando poi vedono cosa puoi fare si mangiano le mani e fanno a gara per averti.

      Non conta tanto se il tuo portfolio è stampato bene o no, ma se hai buone idee a 360°… anche di strategia, e non a 90° come in italia! Qua investono veramente sulle nuove leve, oltre al fatto che lavorare part time o come freelance è cosa normale… e vi svelo una cosa, come art director freelance di solito il minino è 100€/ora o 500€/giorno. Io in Italia ho provato a chiederne 40€/ora e mi hanno riso in faccia dicendomi che al massimo potevano darmi 15€/ora per un massimo di 120€/giorno, chiaramente oltre le 8 ore il pagamento non sarebbe stato contemplato. La mia risposta: “C’è uno che passa per la strada, prova a chiedergli se sa usare photoshop…”

  13. copyo says:

    scrudge, hai ragione sulla teoria, e cioè che alla PN9 non si facciano vedere i portfolii per un colloquio, ma per un parere.
    ora, non so nella tua esperienza, ma nella mia 9 dc su 10 più che parlare del mio portfolio hanno sempre parlato di se stessi. magari non direttamente, ma le cose che dicevano erano sempre egoriferite. a parte in un paio di casi, in uno ho perfino amabilmente chiacchierato di jazz con chi mi stava davanti, per il resto è stato sempre “ricordati che ce l’ho più grosso del tuo”. anche quando si trattava di donne.

    • Scrudge says:

      Ti dirò è utile anche quello. Per un giovane farsi un idea (generale) di chi realmente possano essere le persone che potranno diventare il loro capo può essere solo utile. Tantissime persone hanno una fama ben maggiore di quello che realmente valgono. Tanto a volte da chiedersi come possano esserci riusciti.
      Già ad un giovane consiglierei di puntare a quell’ 1 su 10 che non se l’è menata.

      Invece per rispondere a Libertas:
      la risposta che cerchi è nella tua quintultima riga: ufficio personale o Human Resources che fa più figo. Questa è la differenza. All’estero prima sanno cosa devono cercare, cercano prima valutando l’HUMAN e poi si passa alla valutazione del direttore creativo: in pratica se sei un fotttuto pezzo di merda che rovina l’ambiente anche se sei il genio della lampada col cazzo che ti prendono.

      In italia tutto questo non esiste, decide tutto il dc che raramente conosce quantomeno le basi di una selezione del personale e di quanto possa influire sulle dinamiche interne dell’agenzia. Quindi non è raro trovarci sempre il leccaculo di turno o semplicemente l’agenzia piena di amici del dc, prima che di professionisti.

      • copyo says:

        io l’unica esperienza che ho avuto, anche se dovrei dire non ho avuto, con uno human resource è stato in bcube. allora c’era nardi e mi disse, dopo due colloqui e una birra al bar di sotto, che lui mi aveva già scelto, e che si trattava solo di essere chiamati dallo HR di leo e avere il loro lasciapassare che cmq, stai tranquillo è solo una formalità.
        bene, sto aspettando da anni quella chiamata. e lui non ha nemmeno più risposto a una mia email.
        capisci che di human in questi personaggi c’è l’odore di merda quando vanno in bagno.

      • libertas says:

        posso essere d’accordo con te, ma anche se non lo fossi il mio intervento non era mirato a lamentarmi dell’organizzazione italiana (non solo nell’adv, purtroppo…).

        piuttosto per comunicare a massimo che è assurdo dover aspettare un evento annuale – manco di pagare 20 euro – per avere un confronto allo scopo di migliorarsi o farsi un’idea di quanto si possa essere portati per questo lavoro.

        se poi penso che tutto questo è un format che acquistiamo addl’estero, tipo GF con endemol… ahh… lasciamo perdere che sennò mi tocca scrivere la research di proust (intesa per lunghezza, lungi da me qualunque tipo di paragone).

  14. pato says:

    ma se la portfolio night serve a far vedere i portfoli, perché non inviarli via mail o pubblicarli su un sito e poi inviare il link ai dc? Così si risparmia e non ci si illude. Io metterei anche Vicky tra quelli che rispondono alle mail e fanno i colloqui, almeno a me è successo così (poi non mi ha preso, ma va bene uguale)

    • libertas says:

      vicky? senza nessun “filtro”?
      forse all’epoca della dlv, quando era vigorelli a decidere tutto e non prendeva manco in considerazione le segnalazioni dei dc sotto di lui.

      nb.: avrei dovuto aggiungere un altro ex dc di dlv alla lista dei disponibili, ma non l’ho fatto perché ci si conosce e non so se ha accettato di vedere anche altri così come fece con me.

  15. whassap says:

    c’è anche dell’altro nell’universo, per esempio:

    http://nowavailable.it/neutralagency/neutral-minds-dall-11-al-17-luglio-il-summer-lab-for-advertising-that-changes-di-now-available/

    verranno subito bollati come piccola realtà, fuori dai giri, ecc, intanto si muovono con entusiasmo, ogni tanto con ingenuità, ma stanno affrontando meglio di molte altre agenzie i cambiamenti del mercato (non è un periodo, niente sarà più come prima).

    Fossi un giovane non snobberei realtà come queste.

    • giuseppe says:

      è bello vedere che qualcuno si interessa anche a queste realtà, mi ha davvero fatto molto piacere il tuo post. Io sono stagista in Now Available e tutto quello che dici è perfettamente vero, c’è molto entusiasmo!

      ciao
      G

      • Perfido says:

        Tanto entusiasmo, ma pochi premi.
        All’Adci ha fatto meglio di voi persino Tita.

  16. @ copyo says:

    (scrivo qui per assenza del link “reply”).
    non è andata male solo a te in quel caso, non so se il periodo era lo stesso (ma devi metterci un margine di almeno 3 mesi), ma se non sbaglio nardi fu fatto fuori (o mandò a quel paese) da bcube.

    succede anche questo, ma la colpa non è né del dc né delle risorse umane.

    anche a me è capitato con un’altra agenzia e purtroppo, ripeto, succede.

    la cosa triste è che il dc che, volente o nolente, si trova a navigare in cattive acque dovrebbe mettere in guardia il suo futuro acquisto. ma questo è molto difficile per ovvie ragioni (quando un dc dà le dimissioni, spesso si sa solo dopo svariate settimane all’interno dell’agenzia stessa per “non turbare l’andamento del gruppo lavorativo”).

    • patrizio says:

      sì, ma a rispondere anche non rompermi il cazzo via email non ci vuole mica tanto. vabbeh…

  17. Zooropa says:

    50 biglietti staccati sono veramente pochi. Specie visto che quest’anno ci sono tutti i DC.
    Fate bene il prossimo anno a organizzarne una “alternativa”.

  18. Rispondo alle varie domande/dubbi in un unico commento.

    1)perché alcuni dc ti vedono anche se ti avvisano che non stanno cercando?

    Se cerco un junior da affiancare a un senior avviso gli eventuali quarantenni di questo fatto, per non dargli illusioni
    Mi è ovviamente capitato e succederà ancora di cercare un senior.
    In entrambi i casi avviso subito chi mi scrive quando non sto cercando nessuno con le sue caratteristiche. Mi sembra il minimo della vita lasciar decidere a lui se fissare comunque un colloquio, oppure no.
    Sono in ogni caso aperto a vedere persone anche quando non sto cercando
    per varie ragioni:

    -posso mettere la persona in contatto con altri direttori creativi, se penso che abbia un senso
    -capita che colleghi di altre agenzie che stanno cercando mi chiedano se ho visto qualcuno di interessante per un colloquio.
    -le porte chiuse fanno male al morale, anche se si è bravi. Un colloquio può comunque dare la sensazione che qualcosa si muova, può aiutare a fare selezione nel portfolio, può fare venire idee. Talvolta può creare una connessione utile, un rapporto interessante. Talvolta non succede semplicemente un cazzo.

    Per questa somma di ragioni, io e altri colleghi diciamo “sì, ti vedo ma sappi che al momento non sto cercando”.
    Un’altra cosa. Un dc non vede tutti quelli che gli scrivono. Sarebbe un altro lavoro. Se vi risponde invitandovi a un colloquio significa che qualcosa del vostro modo di presentarvi l’ha colpito.

    2) questo post è una marketta per recuperare creativi alla PN9.
    No, non è vero. Per me è più conveniente economicamente fermarmi a 50 che non investire mio tempo personale che sottraggo alla mia agenzia, per scrivere a Bad Avenue e poi leggermi commenti e rispondere.
    50 studenti/junior in più valgono 1000 euro che non prenderò io. Spendo il mio tempo, nello spiegare ai giovani che è per loro conveniente partecipare, per una ragione molto semplice: ci credo.
    I 2000 euro (per gli eventuali 100 biglietti venduti) entrerebbero nelle casse del Club. In questo caso, a uscite per circa 9000 euro corrisponderebbero entrate per 5000. Tutto chiaro?
    Non è uno sporco business a vostre spese, insomma.

    3)il biglietto all’estero costa meno.
    Come ho già spiegato, in passato protestai (al posto vostro) perché ritenevo poco sensato che proprio la PN9 italiana fosse tra le più care del mondo.
    Quest’anno, se non sbaglio, è la più abbordabile, dopo Toronto.

    4)se io do all’ADV il mio talento, cosa mi dà l’ADV in cambio?
    Questa è una domanda fottutamente intelligente. Fornisco questo tipo di risposta quando seleziono i copy della mia agenzia. Non posso rispondere a nome di tutte le agenzie italiane, perché non potrei mai garantirne personalmente. Del resto, Brando, nell’esempio che fai tu è la P&G non Upa a dare questa risposta.
    Ho proposto in Provincia, all’interno di un progetto del quale ancora non parlo per scaramanzia, uno studio che provi a dare una o più risposte alla domanda che mi hai posto tu :)

    Spero non mi siano sfuggite domande.
    Ciao
    m.

    • R.V. says:

      Eccomi, non volevo creare questo caso, ma una piccola puntalizzazione dovevo pur fartela, e poi non mi sono incazzato della non risposta. Ad ogni modo ancora non ho avuto modo di rispondere alla tua mail ma di certo ti rigirerò il link. Io credo nella PN pur essendo del sud ho preso già il biglietto aereo e un giorno di ferie (si farò avanti e dietro tutto in un giorno, come feci per i colloqui in McCann) questo per me significa credere in quello che si fa, ovvero essere disposti ad investire anche un mese di lavoro solo per uno (in questo caso 3) colloqui.
      vengo ovviamente con i miei lavori ma soprattutto con il mio entusiasmo che è la cosa che mi ha aperto le porte di alcune agenzie.
      A presto

  19. Io penso solo una cosa, se volevate far affluire più giovani possibili non la organizzavate di giovedì!
    E poi abbordabile è sempre un grosso parolone, vi posso assicurare che per chi “dovrebbe” venire dalla sicilia come me, è un pò troppo spendere 400 euro tra volo e albergo, nonchè assentarsi da lavoro per un “incontro”…ok che dobbiamo anche metterci in gioco, ma cristo non ditemi che è facile…forse voi che state a milano e ce l’avete sotto casa.

    • Simone says:

      Roberto, c’è un contest in cui puoi vincere biglietti easyjet da Roma.

      Io mi son fatto ad inizio stagione un viaggio in treno Roma Milano per un colloquio alle “Balene” di Panzeri e Baldoni…

      Mi son fatto fare la multa sul treno presentando il passaporto e dichiarando un indirizzo falso, da buon creativo. :-)

      Sul treno ho conosciuto una copy che andava allo stesso colloquio e con lei poi ho fatto dei contest in cui ci siamo piazzati decisamente bene… Contest che hai fatto anche tu, come vedo dal tuo portfolio.

      Panzeri mi ha ascoltato, abbiamo fatto una bella chiacchierata e mi ha lasciato addosso la voglia di continuare anche se ha poi assunto dei ragazzi di Milano più giovani di me.

      Anche se quando mi ha chiesto che studi avevo fatto mi sono irrigidito e ho risposto senza barare:

      “…l’alberghiero”

      e lui: “Ma dai cazzo, anche io!”

      E’ una avventura che devi fare questa, senza farti troppe domande. E non sto qui a fare il fico, voglio solo dirti che se da Roma a Milano vuoi fare la strada con me, o se a Milano vuoi tirar la notte in strada come farò io, fai un fischio.

      Ps: sono etero.

      ahahaha!

      • R.V. says:

        eheheh
        però poi spiegami come sei risalito al mio portfolio etc.
        Però dai mi farebbe piacere conoscerti.
        PS: sono etero anche io.

      • libertas says:

        a robe’, sul tuo precedente post c’è il tuo nome linkato: basta cliccarci sopra et voilà… portfolio, biography, morte e miracoli.

        basta un po’ di curiosità: nun ce vo’ mica tanto…
        :-D

      • La verità says:

        R.V non è Roberto Spiridione (quello col link), però destino vuole che la R stia proprio per Roberto, da qui in misunderstanding.

    • Simone non so se parlavi con me prima (penso di si visto che ti riferisci al mio portfolio) ma non capisco a che contest ti riferisci :D

  20. Rock says:

    Un anno fa cercavo lavoro a Londra e ho scritto a quasi tutti i DC della città di cui ho trovato l’email sui siti delle rispettive agenzie. Risultato: nel giro di due/tre giorni mi hanno risposto praticamente TUTTI (forse 2 o 3 su 30 non hanno risposto), e una buona 20ina invitandomi a fissare un appuntamento con la segretaria. E mica gli ho scritto chissà che, solo che ero un art di 26 anni con 3 di esperienza in un’agenzia italiana medio-piccola.

    Scrivendo ai DC italiani la percentuale invece si inverte: su 30 mi avran risposto sì e no in 3, e dopo una o due settimane. Magari sono più impegnati, ma secondo me è solo una questione di cultura ed educazione (che quelli italiani non hanno).

  21. Net-etiquette says:

    Arrivo un po’ tardi, oltre il 40mo post,
    ma se è vero che chiedere è lecito e rispondere è cortesia,
    è altrettanto vero che alle mail, magari non subito se si è molto occupati,
    ma bisognerebbe sempre rispondere.

    Circa 20 anni fa quando cominciarono le prime mail di lavoro, si parlava
    di net-etiquette, che imponeva la risposta sempre.

    Ora in tanti anni trascorsi l’Italia è cambiata e sicuramente in peggio, ma bisognerebbe farlo lo stesso, in più c’è gente autorevole che non lo fa neanche
    tra colleghi di lungo corso, figuriamoci con gli stagisti.
    Pessimi in educazione, considerato che magari hanno pure le segretarie.

    Così va il mondo… ma onestamente dal novello presidente dell’ADCI,
    spero e mi aspetto di piu’.

    • mizioblog says:

      Ma tu hai idea di quante mail riceve al giorno Massimo?
      Secondo me è sicuramente sopra le 200. E risponde a tutte, o quasi.
      Il problema è un altro, e cioè che è presbite: non immagini che cosa patetica sia vederlo continuamente con il naso appiccicato all’iPhone.
      Tanto che tu gli parli e non capisce un cazzo.
      Se durante la sua presidenza farà cazzate non sarà certo per mancanza di disponibilità ma perché risponde a troppe mail e ci vede come una talpa.

      • non è così semplice. Sono miope. Sono presbiope. L’occhio destro è molto meno miope del sinistro. Le mail hanno superato quota 400. In più sono Paperoga.
        Aspetto solo che a qualche “brutta persona” tipo te Mizio :) venga in mente di paragonarmi al “generoso Graziani”. Ma tanto mi sa che qui siete tutti troppo giovani per cogliere questo riferimento.

  22. Massimo Guastini says:

    Net-etiquette, spero di non sconvolgerti la vita confessandoti una cosa: a volte mi perdo delle email. Ti faccio anche un’altra rivelazione: non capita solo a me. Per questo quando qualcuno non mi risponde, chiunque sia, io gli scrivo di nuovo. Non ci vuole molto. Basta qualcosa tipo: ho il dubbio tu non abbia ricevuto la mia emai precedente, spero che tu mi stia leggendo ora. Aspetto tue.
    Ciao Net-etiquette. Sii più ottimista ;)

  23. accountacculturata says:

    e allora come è andata questa PN?

  24. alessandropiccioni says:

    Qualcuno ha seguito questo consiglio di Saputello e Mizio? “preparate lì fuori un ambient, una guerrila, qualsiasi cosa vi venga in mente per catturare l’attenzione. Dimostrate di essere creativi: una platea così non l’avrete mai più.”

  25. Massimo Guastini says:
  26. negativo says:

    http://kttbblog.splinder.com/post/24633576/portfolio-night-italiana-2011-come-e-andata

    carina la tipa in primo piano con gli occhiali.
    secondo me fa la copy.

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