Iniziamo dalla notizia, come l’ha pubblicata la fanzina di turno (Adv.it). Spero l’abbia scritta qualche sfigato del marketing Ferrarelle e non uno che si definisce giornalista.
“Non è emerso nessun vincitore dalla gara indetta da Ferrarelle per la nuova creatività del suo advertising mainstream. L’azienda aveva richiesto di ridefinire la strategia di comunicazione e di identificare proposte creative che sperimentassero nuovi linguaggi per segnare l’inizio di una nuova fase di vita del suo brand principale.
La gara non ha identificato nessuna delle proposte come perfettamente in grado di esprimere la vocazione alla leadership e l’iconicità del marchio Ferrarelle e ha maturato la decisione di investire il budget destinato alla comunicazione del marchio, che rimane pur sempre confermato, in attività non limitate alla sola above-the-line.
Questa disposizione conclude quindi un percorso che ha coinvolto le agenzie Euro RSCG Milano, McCann Erickson, Casiraghigreco&,1861 United e Walk In, che hanno tutte brillantemente interpretato l’immagine del brand Ferrarelle elaborando proposte di elevata qualità.
La scelta di Ferrarelle SpA rivela la volontà del gruppo italiano, quarto nel suo settore, di rinnovare la propria strategia di marketing nell’intento di percorrere strade sempre più in linea con le attuali attitudini dei consumatori.”
Ci avete capito qualcosa? Provo a tradurre io. Cinque agenzie, compresa United 1861, hanno lavorato gratis per settimane. Questo significa che diversi tra voi che mi leggete avete fatto parecchi straordinari. Non pagati suppongo. A quanto pare non avete lavorato proprio inutilmente.
Immagino sia gratificante per voi leggere che avete interpretato brillantemente l’immagine del Brand Ferrarelle. Peccato solo non siate riusciti anche a esprimere la vocazione alla leadership e l’iconicità del marchio. Ma voi ci credete? Non permettete che si dicano stronzate del genere sul vostro conto.
Quanto mi piacerebbe poter postare il briefing e a turno le proposte presentate. Non tutte, solo le vostre raccomandazioni. Ho detto vostre, non quelle degli uomini grigi.
Io penso che ne vedremmo delle belle. Dai, un pizzico di coraggio. Vi chiedo un rigurgito di orgoglio. Ho il sospetto che chi vi ha giudicato debba andare a trans per affermare la propria leadership. O indire una gara.
Vi voglio bene.
evviva
strano walk in è un’ottima agenzia… di gran lunga superiore alle altre!
Non vedo l’ora di leggere il brief, tanto per iniziare.
Io dico che se le agenzie avessero subordinato la loro partecipazione a 50.000 euro di rimborso spese, forse Ferrarelle esseppià avrebbe trovato più facilmente un partner capace di far uscire la vocazione alla leadership e l’iconicità del marchio.
Meglio. Se le agenzie decidessero di non partecipare più in futuro a gare della suddetta (costringendola a fare da sola, o a rivolgersi a qualche agenziucola rionale o, ancora meglio, ad agenzie straniere pronte a sfancularli dopo un mese) Ferrarelle forse ci penserebbe due volte prima di sputtanare il lavoro di decine di professionisti.
Facevo per dire ovviamente…
ma i clienti come F. non notano alcuna differenza tra agenziucole e i marchi citati.
culturalmente non sanno distinguere una pomice da un diamante.
quindi cosa avrebbero da perdere?
Secondo me ora si rivolgeranno a Oliviero Toscani che per paccate di milioni proporrà una passera rasata (Liscia) cui subentra una molto arruffata (Gassata) e infine una pelosina ma curata (o Ferrarelle?), proposta unica che accetterranno subito con entusiasmo e sbandierando ai 4 venti come Olivierone sia superiore a tutte le agenzie coinvolte nel cogliere lo spirito del brand, il contatto con la gente, i nuovi linguaggi, ecc…
e un bel testimonial no?
c’è Leone di Lernia libero.
oppure, molto semplicemente, la gara era già assegnata all’agenzia di mezza tacca di turno. Sai quelle che dicono quei paroloni, no? Noi abbiamo un approggio più moderno, olistico, innovativo, a 360°, interpretiamo le nuove frontiere della comunicazione… e tutta la sarabanda di minchiate a seguito.
Idea intrigante quella di leggere il brief a posteriori (anche a priori comunque non fa male).
Magari sarà sufficientemente confuso da giustificare il leggittimo sospetto che lo abbia steso una banada di scimmie ubriache. O magari no.
Naturalmente sono curioso anche di vedere le proposte creative.
E vediamo cosa succede quando non ci sono di mezzo ‘sti uomini grigi.
Cmq niente di meglio di un bel concorso coi gettoni d’oro per vendere l’acqua…
Forza ragazzi! Postate ‘sto brief!!!
Nel frattempo avete risvegliato Assocomunicazione. Sono usciti ora con il comunicato. Forza, fuori briefing e creatività. Non chiedete solo più coraggio a noi zerbini di settore.
Cmq oscar alla coerenza a Pino Rozzi che nell’intervista a Youmark dice che le gare vanno remunerate e poi è in prima linea per la gara Ferrarelle.
HA HA, bravo…!
Io comunque per una difendo il cliente. Chi ve l’ha detto che tra le agenzie ci fosse davvero qualcosa di buono? La pubblicità italiana è talmente sfigata che non mi stupirei se facessero davvero cagare. Specie se cercano il successore di Liscia, Gassata o…
Chi è quel cretino che ha suggerito 50 mila euro di rimbroso?
Moltiplicato 6?
la cifra ovviamente era una provocazione, il rimborso oneroso, no.
E cretino c’è tuo padre.
1861 era la pedina della WPP in questa gara.
Che poi voglio dire, stiamo parlando di un brand che ha avuto il coraggio di uscire con quella photoshoppata imbarazzante a base di conigli transgenici, margherite ipertrofiche e arcobaleni che nemmeno i minipony dei tempi migliori.
si può bestemmiare su badavenue?
sì, ma deve essere una bestemmia creativa
Responsabile comunicazione Ferrarelle: “Ciò non toglie, aggiunge, che se le sigle che abbiamo coinvolto vorranno presentare altre proposte, noi siamo aperti a vagliarle.”
Se questo pagliaccio legge il blog gliene dò un’altra gratis io:
RADIO FERRARELLE 30”
SFX
Pernacchia.
Attendo debrief dettagliato per capire se anch’io ho brillantemente interpretato l’immagine del brand Ferrarelle.
Vogliamo il brief!
Caro Dick dovresti leggere qui…questa è una bella ricostruzione fatta da Pubblicità Italia e uscita questa mattina, prima del comunicato di AssoComunicazione…sono stati i primi a dire che la gara era senza rimborso e a chiedere prontamente un commento a Grosser, prima che l’associazione uscisse con una posizione ufficiale…. Ecco, magari quando le cose vengono fatte per bene, diciamolo, invece di tirare fuori sempre la bile…
http://www.pubblicitaitalia.it/news/Fatti-e-Persone/Dal-mondo/ferrarelle-gara-chiusa-senza-vincitori-de-caro-gestione-corretta_12051059.aspx
Grosser prima afferma che le gare senza rimborso sono sintomo di correttezza delle aziende coinvolte, poi conclude che però la prossima volta è meglio che le consultazioni prevedano soltanto 3 agenzie oltre l’uscente e un rimborso spese… La logica non da una piega…
Vedo che proprio non hai capito…dice esattamente il contrario. Che dall’assenza del rimborso si evince la buonafede di un’azienda….cioè niente rimborso niente buonafede. A me l’articolo è piaciuto, almeno non è stato ciclostilato il comunicato stampa dell’azienda.
Chiedo scus… m’agg sbagliat…
stasera avrei dovuto esordire con la mia rubrica “male grazie”
ma ecco questo topic di dick
che tocca un nervo fra i più scoperti dell’advertising italiota
le gare
gratis
con brief aleatori
come faccio a sapere che questo lo fosse?
perchè c’ero anch’io
incredibile vero?
oltre a far lavorare gratis le 5 agenzie citate
vi sto dicendo che il cliente ha continuato ad accettare proposte anche da altre agenzie
alla faccia della correttezza tanto sbandierata
il brief ce l’ho
e l’ho già mandato a donald
che saprà gestirlo meglio di una capra tecnologica come me
ma intanto cosa ne dite di questo bello scoop?
credo che valga la pena di rimandare il mio esordio
il nostro appuntamento è solo spostato
adesso è meglio approfondire questo argomento
per esempio
signori amministratori delegati di queste prime 5 prestigiose agenzie
perchè avete accettato una gara così
e senza alcun tipo di garanzia?
forse
se lavori gratis
puoi almeno chiedere umilmente che il numero dei concorrenti
già elevato
non cresca?
o forse no
è comunque meglio il vecchio metodo
“infilarsi la scopa su per il culo e ramazzare”?
giovanni pagano
Applauso!
E bravo Spartacus.
Evidentemente sei l’unico che ha partecipante alla gara e legge il blog.
Sai che la pagherai, ma questa è la tua natura.
ma sai oldie
la pagherò
non ti sembra che attualmente la stiamo pagando un po’ tutti quanti?
nel mio piccolo vorrei dare un esempio
non trovo giusto che dobbiamo avere paura solo noi
e non anche chi fa le stronzate
pensa se a poco a poco la gente iniziasse a confidarsi davvero
qui da donald draper
e se alla fine qualche testa di cazzo
prima di fare una stronzata
pensasse “oddìo stavolta finisco su bad avenue”
pensa se ci fosse più trasparenza
se non fosse garantita a “quelli” la solita immunità omertosa
per cui sai che puoi far cazzate e farla del tutto franca
sono ingenuo?
fatuamente idealista?
forse sì
ma la vita è una
e forse qui ci è offerta una piccola possibilità
di viverla in maniera più dignitosa
non limitarti ad applaudirmi
oldie
aiutami
parla anche tu
giovanni pagano
Applausi a scena aperta per Giovanni Pagano.
Basta scannarsi sui fake, il vero cancro dell’adv sono le gare non remunerate.
In qualsiasi altro settore merceologico, in fase di gara ci si limita a chiedere un preventivo per una determinata lista di servizi, non lo svolgimento dei servizi per il 70%.
Prendete un avvocato penalista: nessuno si sognerebbe mai di chiedergli la stesura dell’intera strategia difensiva prima di decidere se assegnargli il lavoro o meno.
Altra questione sono le gare farlocche, quello è un problema che attanaglia l’Italia intera.
Ti ho sempre amato e continuo ad amarti.
E non per i tuoi pregi.
Per i tuoi impagabili difetti.
Peccato che non sei una bella sorca.
Sono agghicciata
Ma della gara Enel rinviata di un mese dopo aver riammesso LPF? Ok farla sporca, ma così è proprio zozza!!!!
ma allora
e se è per questo
la consultazione alfa romeo?
ci ha lavorato mezza italia
gratis ovviamente
e alla fine
ma guarda il caso
si torna a leo burnett e armando testa
che inaspettato colpo di coda eh?
giovanni pagano
Io dico, io la vedo diversamente: avrebbero dovuto dare lo stesso tempo a tutti per fare la gara, invece mi pare che Casiraghi&Greco e Lowe (le due agenzie riammesse) abbiano un mese in meno delle altre a questo punto.
Ecco cosa è sporco.
A quanto ne so per Alfa c’era un rimborso spese, minimo, ma c’era.
dall’ articolo di Pubblicità Italia
” Nessun rimborso spese. Grosser: “Da qui si evince la buona fede delle aziende”
Sti cazzi che grande buona fede!
Ma mi chiedo, voi leggete tutto o vi fermate ai titoli e cominciate subito a sparare sentenze? Anonimo il mio non era sarcasmo, io ahimé per lavoro le leggo le testate di settore, e questo è l’unico articolo in cui si è ritenuto di controbilanciare le dichiarazioni del clienti con quelle di AssoComunicazione, prima che l’associazione decidesse di prendere una posizione ufficiale. Fra l’altro è questo articolo che dice che nonc’è stato alcun rimborso…di sicuro non il comunicato di Ferrarelle. Quanto a quello che dice Grosser mi pare chiaro: il senso è che il rimborso spese è l’elemento per giudicare la buona fede delle aziende….non ho trovato nessuna contraddizione.
Credo (spero) che quello di Grosser fosse sarcasmo
sarebbe interessante sentire il parere dei planner e degli account sul progetto, così, giusto per sottolineare che le gare non le fanno solo i creativi.
ah, i planner italiani…
nessuna responsabilità e il potere di veto e di banalizzazione assoluti.
ma tanto rassicuranti.
e diventano pure titolari di agenzia, vedi Torino.
no le gare le fanno tutti, ma il lavoro vero e le notti sono tutte dei creativi belli…
…sì ma non la piena responsabilità della perdita o vincita di una gara. il creativo lavora sul brief e sulla strategia del planner, fino a prova contraria.
Poi sul lavorare di notte, forse bisognerebbe aprire un thread a parte.
Questo mondo ha cominciato a marcire quando per fottervi i clienti a vicenda avete abbassato di continuo la provvigione. Una sporca colossale per tentare di essere competitivi; Dalla vostra avevate solo, forse, la legge della concorrenza.
é così che la credibilità ed il rispetto per il nostro lavoro è andato, decisamente, a quel paese! quindi miei cari matusa dell’adv, non solo avete sparso parecchia merda pubblicitaria negli anni 80′ raccogliendo soldi a palate ma siete i fautori di questa merda di bronzo in cui ci troviamo. Vecchi e giovani insieme, peccato solo che magari ai giovani tocca restare un pelo di più nella cacca lavorativa rispetto a voi che tra un po’ vi beccate la pensione, gli ultimi che l’avranno nella storia italiana.
L’ADCI non prende una posizione ufficiale? Eppure difendere la dignità del nostro lavoro sembrava una priorità…
La tua domanda mi pare leggermente polemica. Ma forse è solo un’errata impressione. Più che la posizione dell’Adci, in questi casi conta la posizione che siamo disposti a prendere, individualmente. Comunque, se desideri davvero conoscere il mio punto di vista, trovi qualcosa qui: http://kttbblog.splinder.com/post/24560294/la-gara-ferrarelle-e-perche-dobbiamo-dialogare-con-i-giornalisti-di-settore
ciao
m.
Non prendetevela con me. Mi pare di capire che vi piacerebbe essere nella mia situazione: ladro di galline senza la legge alle costole. Invece, qui vi lamentate perché i clienti sono brutti e cattivi, ma lì fuori siete pronti a tagliarvi la gola e calarvi le braghe. Ricordo ancora la meravigliosa offerta economica di Saatchi in occasione della gara Lotto. Tagliata del 70% per essere sicuri di ottenere il budget e far lavorare, ovviamente, un cargo di immigrati clandestini, visto che a quel punto anche uno stagista di Corigliano Calabro sarebbe costato troppo. Quella volta gli andò male, ma quando si viene a sapere che un’azienda è pronta a tutto i clienti ci marciano sopra come i tedeschi sotto l’Arco di Trionfo. Fate un esperimento: la prossima gara farlocca alla quale verrete invitati, mettetevi d’accordo. Vedetevi tutti insieme, condividete una sola creatività (e una sola offerta economica) e presentatevi separatamente dal cliente. Così non ci saranno vincitori, né vinti. E vi toglierete la soddisfazione di sfottere un po’ il vostro aguzzino che chiamate ancora committente. Oliviero Toscani.
P.s.: io non ho bisogno di fare gare. Basta che dica qualche stronzata sulla comunicazione durante un party e divento credibile. Un po’ come quelle che raccontate voi, con la differenza che io le dico ai ministri, voi ai vostri colleghi alle serate dell’ADCI.
però ormai sei vecchio eh già e nessun diavolo ti concede un patto
Abbiamo trovato il responsabile della campagna sulla droga del Ministro Giovanardi
e se un ministro può fare il pubblicitario non vedo perché un pubblicitario non possa fare il ministro.
Purtroppo ho messo a fuoco solo verso la fine di questa sciagurata avventura che buona parte di ciò che ho insegnato dal 1993 a oggi in vari corsi e master di comunicazione pubblicitaria e che ho presentato in decine di conferenze e workshop in tutta Italia l’avevo imparato e assorbito in realtà dalla lettura in controluce dell’incredibile, faticosissimo, dispendiosissimo eppure entusiastico accanimento con cui la marca Ferrarelle si è dedicata negli ultimi vent’anni alla programmatica distruzione di sé e della propria legittimazione a stare al mondo.
Avrei dovuto pensarci prima, cazzo, quando ho personalmente insistito – avete letto bene – per partecipare a questa consultazione in deroga al mio abituale atteggiamento rispetto alle gare diciamo così deregolate.
Per la prima (e certamente ultima) volta in vita mia mi sono ubriacato d’acqua; o meglio di una marca di acqua. Ed è potuto accadere solo perché Ferrarelle ai miei occhi è una delle poche marche nazionali che potrebbero e dovrebbero ambire – nonostante la categoria merceologica a basso investimento emotivo – allo status di Grande Marca Italiana, il che vale doppio triplo quadruplo in una fase di sistematico smantellamento e svendita del sistema paese.
Ipnotizzato da questa allettante illusione, ho fatto tutte le cazzate che si possono fare: a cominciare dal chiedere ai creativi che ci sono stramazzati sopra di dare il massimo – cosa che hanno ahimé fatto – per finire col raccontare a me stesso che anche se noi avessimo perso qualcun altro dei nostri concorrenti meglio titolati e reputati sarebbe riuscito lui a rimettere in sesto quella povera Signora Marca che si aggirava da anni per tutto il paese in stato confusionale, trascinando le ciabatte, farneticando sul metrò, molestando i passanti e sputacchiando sul marciapiede alla faccia della vocazione alla leadership e dell’iconicità.
Dei dettagli di ciò che è accaduto durante il percorso – dai risvolti psicosociali della commedia degli equivoci sui ruoli e le decisionalità interne all’azienda ai commenti da Antologia Universale dell’Incompetenza dispensati dai più diversi e più singolari protagonisti della messa in scena alla ineffabile disinvoltura con cui è stato gestito un gioco al gatto col topo protrattosi per poco meno di sei mesi – non dirò nulla; e non per reticenza ma perché col cavolo che mi metto a regalare a degli estranei (oltretutto quasi tutti coperti dall’anonimato) un materiale testimoniale da cui si potrebbe ricavare con pochissima elaborazione il romanzo definitivo sul crepuscolo della storia patria.
Ne cito una sola, che dà la misura del resto e che è uscita fuori troppo tardi per indurci a fuggire a gambe levate.
Dottor X: -“Secondo me le uniche cose che funzionano davvero sono le gag di quei tre comici…come si chiamano?”.
Il sottoscritto: -“Allude ad Aldo Giovanni e Giacomo?”.
Dottor X: -“Sì, sì…proprio loro. Mi fanno sbellicare dalle risate, e intanto zitti zitti mi inchiodano in testa la marca, non so se mi spiego”.
Il sottoscritto: -“Credo di sì. Posso farle una domanda?”.
Dottor X:-“Certamente”.
Il sottoscritto:-“Ricorda qual è la marca?”.
Dottor X: -“Veramente no”.
Vorrei aggiungere solo una considerazione di carattere generale. Forse più che delle gare senza rimborso occorre diffidare delle aziende che sbagliano troppo e per troppo tempo senza mai mostrare seri e radicali segnali di ravvedimento: cosa che non può avvenire se non in presenza di qualcosa di grave e di marcio incistato molto in profondità, e capace di attraversare pressoché indenne cambiamenti di proprietà, management, strategie, scenario, decennio, secolo, millennio, mentalità collettiva, congiunture economiche e sociali senza mai neppure per un secondo e neanche per sbaglio uscire dal tracciato della sciatteria e dell’improvvisazione, della più assoluta mancanza di consapevolezza di sé e di ogni senso della realtà o almeno del ridicolo.
Guardate l’affissione che hanno messo in giro in questi giorni e fate ciao ciao a un altro pezzo della storia industriale di questo paese.
Grande Marco.
Stai dando dei cialtroni a quelli di Ferrarelle: come darti torto?
Immagino però che le vostre proposte fossero, più che belle, anche molto giuste e dirompenti come loro chiedono.
Altrimenti la polemica non avrebbe ragione d’essere.
Io in cuor mio penso che fino a prova contraria un cliente può non sentirsi rappresentato da nessuna proposta; e pazienza se è una gara. Se nessuna agenzia mi ha convinto, perché scegliere per forza la meno peggio? Inoltre un’agenzia può non partecipare, se non è previsto rimborso. La verità è che – per restare in tema – siamo tutti con l’acqua alla gola, che però non è la condizione ideale per fare un buon lavoro.
Ciao
Tutta ‘sta tirata strappacore per dire che hai fatto esattamente il contrario di ciò che pochi giorni fa giuravi che non avevi e non avresti mai fatto?
Ho sempre diffidato di chi fa proclami altisonanti. E tu sei la conferma che ho sempre fatto bene.
5 delle migliori ( o più quotate, se lo trovate più corretto) agenzie pubblicitarie italiane, non riescono a trovare la soluzione per il brief?!?!?!?! Non ci credo neanche se lo vedo. MA NEANCHE SE LO VEDO. Mi piacerebbe davvero vedere sto brief e soprattutto spulciare alcune delle proposte cretaive, tanto per capire i parametri che il marketing ha utilizzato per BOCCIARLE TUTTE. In più, lavoro aggratis x quattro mesi è un insulto nonchè un’aberrazione.
Cari tutti lamentevoli, vi scrivo qualche domanda che mi prude:
- Vi lamentate che i clienti non paghino le gare e poi siete i primi a far fare campagne e campagnucce gratis ai fornitori spremendoli a più non posso, e quando li pagate li pagate dopo 6 mesi se va bene.
- Vi lamentate che i clienti non paghino le gare e poi in ogni agenzie che Dio ha creato sulla terra le stanze sono piene di stagisti che lavorano gratis.
- Vi lamentate che i clienti non paghino le gare e poi non vedete l’ora di fare dumping. Come quei due che odiavano a morte Emanuele e pur di soffiargli i clienti qualche hanno fa (2 in particolare, molto noti: un quotidiano e un “supermercato”) hanno offerto cifre ridicole come compenso d’agenzia.
Un cane che si morde la coda. Un gran brutto circolo vizioso.
Caro Oliviero, invece Bonjour ha ragione.
Se per un attimo la smettessimo con questo dannato narcisismo sarebbe un bene per tutti. Che tanto ormai gli specchi servono solo per arrampicarcisi su.
Ci sono tanti professionisti seri e preparati in giro per le agenzie, anche se a guardarli dall’alto di un mucchio di insulsa prosopopea somigliano di più a “volgari” impiegati piuttosto che ai grandi artisti come Te.
Levatevi dalle palle professionisti, noi semplici dipendenti dobbiamo e vogliamo lavorare. E abbiamo diritto a scioperare, perché non ce ne rendiamo conto?
Non era per Onan ma per OT qualche post più giù.
Completamente d’accordo!
Giusto Onan! Stai parlando di Costa e dell’affaire Repubblica mi pare.
La Young chiese un terzo di quello che chiedeva Pirella, mi è stato detto.
Tanto poi Young i fornitori li paga quando vuole.
E quando non vuole, non li paga.
‘Qualche hanno fa’ il tuo amico Emanuele non lo avrebbe mai scritto.
Ah, bene. Un terzo di quello che chiedeva Pirella. Mi sembra logico farsi pagare un cazzo per farselo mettere in culo. In quello dei dipendenti, intendo. Fanculo Young, fanculo mercato pubblicitario, fanculo tutti.
Continua a stupirmi del fatto che nessuno si renda conto di una semplice cosa.
Il vostro/nostro non è più un lavoro. Non viene pagato, non viene valorizzato, non viene apprezzato (non intendo tra di noi nei soliti salottini). Quindi? Semplice non vale più nulla. E infatti via, alla sfilza di portali online (altri ne arriveranno) che a cifre ridicole fanno fare gare a mezzo mondo (nel vero senso della parola) a cifre ridicole.
Non c’è più trippa. Inutile discutere, inutile sperare. Perché se già ormai non ha più valore, credere che possa riacquistarlo è pura utopia. La creatività non vale più un cazzo. E non lo scrivo con orgoglio o gioia.
Ma se voi foste i manager di un’agenzia, in questo momento ti chiama un cliente che ha un budget importante (e in questo periodo sono pochi – max ti capita il cliente che con qualche euro vuole stampa, tv, e magari pure internet che tanto costa poco) e ti chiama a fare una gara. Tu che fai? Nella miseria in cui navighiamo, per quanto uno cerchi di mascherare benessere e salute con campagne e clienti finti, comunicati di new entry nelle agenzie fino anche al portinaio, uno niente niente ci prova… no? Si rinuncia a priori continuando comunque a tirare avanti fino ai prossimi licenziamenti?
Hai fotografato bene la mentalità, che gli frega al manager?
Il suo stipendio non è in ballo, le notti le farà qualcun altro, i fornitori coinvolti a gratis s’attacchino al tram, le risorse umane e economiche impegnate per 6 (sei) mesi di presentazioni verranno detratte dagli stagisti.
Yuppi!
giusto. Idealmente bisognerebbe affrontare questo tipo di gare tenendo conto delle premesse, ovvero evitando di spenderci le notti ed evitando di sfruttare creativi e account. Magari tirando fuori dal cassetto idee valide e mai uscite.
Sì, va bene, ma ‘sto brief lo vediamo o no?
Cosa succederebbe se di punto in bianco i professionisti di questo settore scioperassero e smettessero di fare il proprio lavoro? in particolar modo i creativi, quelli bravi, perchè se c’è una cosa che non si può sostituire è un cervello, ed il modo di vedere le cose (chi continua a pensare il contrario e alla valanga di stagisti fuori dalla porta non ha capito come far crescere la sua società o quella per cui lavora)
un’azienda ha bisogno di noi, più di quanto creda. siamo noi che gli abbiamo dato l’illusione che possa non essere così.
La colpa è di quelli che si sono per bene arricchiti quando di agenzie, pubblicitari and co non ce n’erano a valanghe, e che terrorizzati dalla competizione e dal perdere quello che avevano hanno dato il via a questo meccanismo malato.
Caro Bonjour, mi dispiace contraddirti, ma i professionisti (si fa per dire) di questo settore questo lavoro hanno smesso di farlo da un po’. Oliviero Toscani.
Ho sbagliato, volevo rispondere a OT.
Caro Oliviero, invece Bonjour ha ragione.
Se per un attimo la smettessimo con questo dannato narcisismo sarebbe un bene per tutti. Che tanto ormai gli specchi servono solo per arrampicarcisi su.
Ci sono tanti professionisti seri e preparati in giro per le agenzie, anche se a guardarli dall’alto di un mucchio di insulsa prosopopea somigliano di più a “volgari” impiegati piuttosto che ai grandi artisti come Te.
Levatevi dalle palle professionisti, noi semplici dipendenti dobbiamo e vogliamo lavorare. E abbiamo diritto a scioperare, perché non ce ne rendiamo conto?
Ottimo/a bonjour. Ma lo sciopero dei creativi non può che essere una tappa, non la prima e nemmeno l’ultima.
Se si fa sul serio, io ci sono. E voi?
proposta.
Donald, posta il brief che ti ha mandato Pagano.
Dopodiché ognuno di noi pubblicherà – solo ed esclusivamente su badavenue e solo ed esclusivamente in forma anonima – la sua soluzione creativa.
vediamo che succede.
soprattutto, postiamo belle idee e creiamo un precedente assoluto nella storia, misera, dell’advertising italico.
“postiamo belle idee”?
Ma pensi davvero che si vedrebbero belle idee?
Io penso che si vedrebbero cose immonde, da dare ragione in un attimo al cliente.
Non temere Mario ( alias Direttore marketing di Ferrarelle) nessuno ha voglia di regalarvi altre idee.
Mario, vattela a pijà.
Ferrarelle?
Quelli dell’acqua?
Concordo con Mario. Forse Ferrarelle è il solito cliente idiota…ma anch’io ho qualche dubbio su ciò che le migliori agenzie italiane sono davvero in grado di fare.
Anch’io sono d’accordo con Mario. Frizz è il terzo nick che cambio per dirlo.
@lama non lama
Nessuno ha tentato di rispondere alla tua proposta. Peccato.
io ci sto…ma in quanti di quelli che leggono questo blog lo farebbero?
anche se fossimo in due, ne varrebbe comunque la pena, spero.
ma come organizzare qualcosa di sensato e produttivo?
per chi avesse idee in mente bonjour727@gmail.com