Rispondo in home page a questo commento che mi è arrivato da Till Neuburg.
“Donald, una semplice domanda: se mi iscrivessi qui con un’identità fasulla e affermassi che tra i tuoi commentatori col passamontagna Z è un pedofilo, Y un pusher, X un evasore totale, W uno che copia le campagne, V un antisemita, U un pappone di Arcore e T uno che fabbrica mine antiuomo, lo pubblicheresti?
Trovare un hacker che sa infilarsi ovunque (basterebbe pagarlo bene), per sapere chi sono i “tuoi” gufi, corvi e pappagalli, sarebbe l’ultimo dei problemi. Lo stesso vale ovviamente anche per chi vorrebbe poi eventualmente scoprire chi si nasconde dietro la mia (doppia e/o fasulla) identità. Il vero problema è un altro: dove mettiamo l’autorevolezza e la credibilità? Se, per esempio, scrivessi che AssoComunicazione è una congrega polverosa, antistorica, completamente fuori dalla realtà firmandomi “Ranocchio”, “Pinocchio” o “Pappocchio”, sarebbe una cosa. Se invece la stessa cosa la firmassi con il mio nome e cognome, forse (immodestamente) la cosa potrebbe cambiare un pochino.
Non ti sei ancora accorto che non appena pubblichi dei commenti firmati, subito s’innalza il livello, l’accuratezza e il tono dei successivi post?
In una fase di lancio, il trash aumenta sempre la redemption. Non ce n’è. Ma se poi vuoi crescere qualitativamente, non basta più scrivere sui muri Evviva la figa! oppure Abbasso il Re! Devi conquistarti credibilità. Se vuoi che le critiche e le condanne (ma anche i commenti positivi) si trasformino in energia per cambiare – in meglio – le cose, le cosette e le cosacce che riguardano la comunicazione istituzionale e commerciale moderna cioè di tutti noi, allora insinuare, insultare e denigrare diventa controproducente. Per interrompere, urlare e sbraitare, in questo paese non mancano certo gli esempi: Dagospia, Sgarbi, la Santanché, Biscardi, Emilio Fede, il consorte della Gregoraci, il Ministro dell’Offesa e la Minestra riscaldata dell’Istruzione, ci insegnano quotidianamente come si fa a sterilizzare completamente i ragionamenti, l’ascolto e, tout court, la comunicazione.
Ora che ti sei lanciato (con un misto di lucidità, cattiveria e un bel po’ di insano cinismo), ti devi decidere: vuoi rimanere un tabloid tamarro dove si scazzottano sempre più solo gli ultrà perdendo, inevitabilmente, i commenti dei vari Carnevale, Guastini, Taddeucci, Testa, e potenzialmente (perché no?) anche di gente come Augias, Baricco, Vauro, Vendola, Serra, Gianni Mura… oppure vuoi “crescere” insieme ai tuoi guappi anonimi, pavidi e rancorosi fino a diventare un forum gossipparo che sparla ininterrottamente delle campagne di Cogne, del below the line di Brembate Sopra o degli spot di Avetrana? A te la palla. Cioè, le palle.
Alé.
Till Neuburg”.
Caro Till,
su una cosa hai ragione: sarebbe bello se ci fosse un posto dove scrive gente come Carnevale, Guastini, Annamaria Testa, Barbella… e anche tu.
Lo leggerei anch’io molto volentieri.
Ma non c’è.
E non è certo colpa mia.
Semmai la colpa è vostra.
C’era una volta il blog dell’Adci, ci passavo spesso.
Poi lo avete suicidato.
Senza nessun motivo. Non io ma voi.
C’era una volta il Latore della Presente. Anche quello lo leggevo con grande interesse.
Missing.
Bad Avenue è nato in maniera un po’ aggressiva, lo ammetto, e ogni tanto scade in polemiche gratuite. Ho provato ad innalzare il livello: non è facile e non so se ci riuscirò.
Ho capito due cose.
Quando parti con un profilo di un certo tipo non è facile convertirsi. Ma soprattutto ho capito che Bad Avenue è lo specchio esatto di un ambiente. Il nostro. Che non è composto da personcine per bene. E questo lo sai meglio di me. Potete darmi tutte le colpe che volete, ma io non ho trasformato delle educande in mostri, semplicemente ho dato voce allo scontento e alla bassezza dei pubblicitari.
Il giorno in cui voi (quelli che tu consideri i nomi) ricomincerete a comunicare, smetterò io. E ti posso assicurare che non vedo l’ora.
Al momento invece sembrate solo dei bigotti lamentosi che se la prendono con il cattivone.
Vuoi sapere qual è il segreto per farmi scomparire?
Te lo dico tranquillamente.
Non velate minacce di hacker al mio inseguimento ma la nascita di qualcosa di rilevante e alternativo.
Ad aprire un blog ci vogliono cinque minuti.
A coinvolgere firme di spessore ci vuole un po’ di più, ma se vi impegnate potete farcela.
Insomma, smettetela di lamentarvi e fate qualcosa di costruttivo.
Per quanto riguarda il post in questione ribadisco quello che ho scritto sopra: non c’è nulla di ingiurioso. Qualcuno mi ha inviato quelle slide e io le ho pubblicate dopo aver controllato la veridicità delle affermazioni. Non è colpa mia se il promotore delle giurie ristrette ha premi quantomeno discutibili. E mi risulta che questo post abbia riaperto la discussione sulla composizione delle giurie. Un risultato risibile? Secondo me, no.
Tu credi che io pubblichi ogni cosa che mi arriva al solo scopo di scandalizzare e aumentare views.
Non è così.
Mi arrivano 4 o 5 segnalazioni al giorno, le vaglio e decido.
Ci sono molti post che ho evitato di pubblicare perché li ho giudicati inopportuni. Ho in mano un dossier, perfettamente documentato, che sputtanerebbe in maniera irrimediabile uno dei miei più grandi detrattori. Non lo posto perché ho un minimo di coscienza.
Vedi, accetto tutte le tue critiche, compresa quella dell’insano cinismo: non voglio certo passare per un bravo ragazzo.
Ma.
Dove eravate quando questo mestiere è stato ucciso dai financials?
Dove eravate quando i clienti hanno iniziato a guardarci come bambini immaturi che pensano solo ai premi?
Dove eravate quando licenziavano le persone a grappoli?
Dove eravate quando gli stagisti venivano trattati come carne di cannone?
Dove eravate quando le fanzine intervistavano i manager come se non esistesse crisi?
Dove eravate quando un gruppo di pochi e mediocri ha fatto fuori dall’Adci in maniera antidemocratica i professionisti più seri dell’ambiente?
Dove eravate?
Prima dell’avvento di Bad Avenue non si è mai parlato di crisi.
Le riviste di settore erano lette come la bibbia, mentre oggi loro stesse si definiscono fanzine (vedi YouMark).
Non esisteva un problema stagisti o retribuzioni.
I fake erano la cosa più bella che si potesse fare.
Insomma, tutto era bello all’apparenza ma marcio nel profondo.
È vero, ho sparso un po’ di sangue, ma nessuna rivoluzione può esentarsi da questo. Ora mi chiedi di diventare più edulcorato.
Ci proverò.
Anche se ho la convinzione che ripulire quel sangue e rendere la nostra casa vivibile non dipenda da me ma da qualcun altro.
Io ho innescato il processo.
Dove eravate finiti prima non ha più importanza.
La cosa importante è che dimostriate di esserci adesso.
Ripeto: fate qualcosa di costruttivo e intelligente invece di lamentarvi sempre e io tornerò dal nulla da dove sono arrivato.
D. D.
ci sei già nel nulla.
il censimento degli stagisti non è servito a nulla.
sputtanare brunori (anche solo pubblicando un post infame) non è servito a nulla.
la tua replica a neuburg per rimediare ai merdoni che hai pestato non serve a nulla.
tu sei il nulla. anzi, sei una nullità.
E tu scrivi qui? Nel nulla? Bel pirla.
donald, da quand’è che ti firmi tordo?
“Dove eravate quando un gruppo di pochi e mediocri ha fatto fuori dall’Adci in maniera antidemocratica i professionisti più seri dell’ambiente?”
beh donald
qui la risposta posso dartela io per till
till era esattamente nel consiglio adci che l’ha deciso
era uno dei fautori del suicidio del club
della divisione fra soci di serie A e soci di serie B
però con la speranza che i soci di serie B non se n’accorgessero
e con la speranza che
qualora se ne fossero accorti
non avrebbero avuto i mezzi per lamentarsene
e poi arrivi tu
e i soci che non potevano parlare apertamente dicono
“ma che schifo autentico”
e magari si divertono a mettere assieme un giochino
la dimostrazione solare del nulla su cui è basata la selezione
quella patetica marcia simulazione di meritocrazia
e till se la prende con gli anonimi
il solito sciocco che guarda il dito invece della luna
il problema non è l’osceno scippo di democrazia nell’adci
il problema è chi lo dimostra
magari hai voglia di telare
donald
e ti capirei fino in fondo
però sospetto che ci sia molto bisogno di questo blog
e ancora per molto tempo
giovanni pagano
dov’era dd o quelli che parlano ora quando al caro vecchio till fu regalata una settimana di vacanza al martinez come giurato italiano ai cyber, materia della quale lui è totalmente ignorante professionalmente e personalmente?
regalare a till quella vacanza da giurato è come far ministro la carfagna, peccato che – non solo ma anche – ora lo iaf ha tolto all’italia il diritto di mandare un giurato ai cyber
Ma poi scusate che caspita ha mai fatto Neuburg in questo
fottuto mestiere, sempre li a giudicare, ma cosa ha prodotto,
me lo dite?
Till ma ci sara’ un giorno che te ne andrai in pensione?
Dov’era il nostro novello Guglielmo Tell?
In genere a lavorar di lingua le terga del potente di turno.
A levare il nasone al vento per annusare meglio da quale parte tirava.
Ecco dov’era.
Guglielmo Till…????
Come spesso capita, mi costringi a sottoscrivere. È ora che tu cominci a postare qualche cazzata, se no mi preoccupo.
E, adesso, la partita.
sono d’accordo con te donald.
ps: come si fa a scriverti in privato?
“Ho in mano un dossier, perfettamente documentato, che sputtanerebbe in maniera irrimediabile uno dei miei più grandi detrattori. Non lo posto perché ho un minimo di coscienza.”
sorry DD, ma cos’ha il tuo più grande detrattore che brunori non ha? perché brunori merita il ludibrio mentre questo misterioso (ma mica troppo) nemico no?
Più che altro dimostri di avere del sale in zucca, dato che verresti giustamente denunciato.
dai, donaldo, non nasconderti dietro un dito.
quello non era un portfolio, era la sagra del sarcasmo.
tra l’altro pretestuosissimo, perché (ammesso e non concesso) se la creatività di brunori è di livello medio-basso ad essere sfottuti dovrebbero essere quelli che hanno votato le sue campagne e non lui.
tornando a bomba, temo che la tua gogna faccia troppi distinguo.
A me la distinzione sembra chiara. Riguarda la differenza tra denuncia, anche cruda ma funzionale a un possibile miglioramento del sistema, e gogna. E’ chiaro che non è chiara ad alcuni commentatori. Peccato.
Tornando a ‘Dove eravate?’
questo blog – a differenza di decine di altri che trattano di pubblicità tipo ‘Caro diario…’ oppure ‘ Prima o poi ne farò un articolo, anzi un libro’ – ha il pregio di guardare in faccia la realtà così com’è. Cosa che non è proprio nelle corde di questo mestiere, visto che ci pagano per fare il contrario.
Lavoro da più di venti anni e da sempre la nostra stampa di categoria (e l’ADCI) hanno seguito le regole delle PR: tutto piacevole, carino, rimediabile. Non parliamo dei problemi così sembra che non esistano.
A mala pena si nominavano persone inquisite. Gente responsabile di disastri economici di agenzie ridotte a larve, se licenziata era perché ‘aveva voglia di seguire nuovi progetti’.
Mai un’inchiesta, un’intervista che non fosse un ridicolo panegirico. In Italia, in pubblicità hanno sempre e solo lavorato brillantissimi geni, negli anni sostituiti da altri ancora meglio.
Questo blog, per quanto ne so io, è il primo che fa informazione senza ipocrisia, rischia e soprattutto condivide.
Poi è chiaro che DD non è un santo, non farebbe il pubblicitario, e che un blog anonimo ha grandi limiti. Ma evidentemente non sappiamo esprimere di meglio.
Lunga vita a DD.
Secondo me diamo troppo risalto all’award adci. Paradossalmente gran parte delle carriere italiane in italia sono fondate su questo premietto quasi insignificante, che prima, ancor più di adesso, sfornava ori e gran prix che neanche la Formula 1. Gran parte dei portfoli italiani sono mediocri, perché effettivamente gran parte dei creativi italiani lo sono. Poco importa possano vantare ori, argenti, plutonii, le idee mediocri restano tali di qualsiasi metallo le si dipinga. E questo succede in parte anche nel tanto agoniato Cannes.
Cominciamo a considerare l’award (gli awards) come un piccolo contorno, una più o meno naturale conseguenza al buon lavoro svolto, non come un’ossessione o come la colonna portante delle nostre carriere. Perché fidatevi queste non potranno essere altro che mediocri se fondate solo su di esso.
ti quoto per quanto riguarda gli adci award, un po’ meno per quanto riguarda premi più importanti (cannes incluso), che nella norma premiano l’eccellenza.
chiaro che non bastano gli awards a fare carriera, però aiutano molto.
a volte dimentichiamo che droga5, bbh, amvbbdo, etc. non sarebbero le stesse agenzie se i loro fondatori non si fossero dati come obiettivi anche i riconoscimenti internazionali.
“Cominciamo a considerare l’award come un piccolo contorno, una più o meno naturale conseguenza al buon lavoro svolto, non come un’ossessione o come la colonna portante delle nostre carriere.”
oro colato
scrudge
l’adci ha cambiato l’ordine dei fattori
(e il prodotto cambia)
in qualsiasi professione al mondo funziona come dici tu
se fai bene il tuo lavoro per un anno
questo forse ti porterà a vincere un premio nel tuo settore
da noi no
totalmente al di fuori del tuo lavoro
e senza rispettarne alcun paletto
produci un “oggetto” inidentificato
col solo scopo di vincerci un premio
(e con quello entrare in un sedicente “livello A” del club
oltre tutto)
ve l’immaginate un medico per strada
che ferma i passanti e li scongiura
“fatti operare da me per favore”
“ma io sto bene”
“lo so
ma male non ti fa
è tutto a spese mie
e magari ci vinco un premio per la migliore appendicectomia dell’anno”
quando ho raccontato questa parabola all’ultima assemblea adci a cui ho partecipato
rosselli ha risposto con questa esilarante battuta
“forse tu dovevi fare il medico e non il creativo”
dal cui sottile e acuto umorismo non mi sono ancora ripreso
poi la sporca dozzina si è votata l’ok ai fake in annual
(approfittando della casuale assenza di gente come carnevale guastini e manfroni
persone degnissime che adesso mi fa piacere vedere impegnata sull’argomento
ma che all’epoca preferì telare elegantemente
nonostante li scongiurassi uno per uno di venire in assemblea a sostenere le loro idee
dati anche gli ottimi rapporti che avevo e ho con loro)
e io diedi le dimissioni dal club il giorno dopo
il resto è storia
e non della più edificante
giovanni pagano
“Ho in mano un dossier, perfettamente documentato, che sputtanerebbe in maniera irrimediabile uno dei miei più grandi detrattori. Non lo posto perché ho un minimo di coscienza.”
Sottile ma non troppo. Questo vale quanto pubblicarlo, senza però rischiare querele (forse). Hai macchiato una replica ineccepibile con una porcata.
di brunori e dell’adci a me frega poco,
ma donald e kttb (all’inizio) sono state voci che hanno portato la verità a galla.
lunga vita.
ho letto il post e i relativi commenti e mi viene spontanea una domanda: ma veramente, donald, ti interessa così tanto che su questo blog appaiano firme autorevoli del calibro di vauro, serra, mauro ecc ecc.? ma anche taddeucci, guastini, testa?
leggo sull’intestazione “il primo blog di controinformazione pubblicitaria”, che senso avrebbe, quindi, dare voce a chi del sistema ne fa già parte?
scusa tanto se te lo dico caro till, ma la forza di questo blog sta proprio nel dare voce ai reietti. che magari non avranno auterevoli volti e/o firme, ma riescono comunque a darvi fastidio perché dicono ciò che c’è di vero in questo mondo marcio. e la verità, si sa, fa male! specie quando va a seminare gramigna nell’orticello che vi siete tanto curato negli ultimi venti anni.
più vado avanti e più questo blog mi sembra la storiella del pifferaio magico (o del kustiricano “underground”, se preferisci), ma credo anche che l’esito della storia difficilmente sarà lo stesso: qui siamo nella terra dei cachi, mica nel mondo delle favole!
un’ultima domanda: perché ‘sto sito riesce a darvi così fastidio se lo considerate seguito solo da sfigati e scritto solo da persone non autorevoli?
Visto che siete tutti BADDISSIMI! (che non è la forma dialettale siciliana di “bellissimi”)
Spammo quello che serve per togliervi un pò di carogna dalle spalle!
http://losplendido.altervista.org/limone-duro-wallpapers.html
p.s: interessante il blog, mi abbono hai vostri feeds RSS!