Nessuna sbavatura nello script dello storico spot della vernice Saratoga.
Lo ricordate?
Una signora ingioiellata sta trascorrendo un afoso pomeriggio estivo
nel modo più tipico: dipingendo una gigantesca gabbia per uccelli.
E già su questo potremmo soffermarci, se non fosse che la signora non è sola.
In quest’atmosfera decadente e post-erotica non può mancare la sua fida amica:
la cameriera.
Vestita secondo i migliori clichè tintobrassiani – tacchi a spillo e autoreggenti -
ecco la solerte Giovanna all’opera.
Se fossimo su youporn, dopo aver scoperto che la vernice non cola,
ci aspetteremmo il bel risvoltone saffico, ma non siamo su youporn,
siamo su italia uno: manca il maschione.
Eccoci subito accontentati.
Il nostro pigro barzottino con lo sguardo da criceto arrapato arriva in terrazzo a curiosare.
Curiosiamo anche noi con una bella inquadratura dal basso tra le natiche di Giovanna.
“Brava Giovanna, brava!”
Questo capolavoro, degno del manifesto deontologico, è rimasto nel cuore di tutti.
(ovviamente per gli indiscutibili plus di prodotto).
Soprattutto in quello dell’azienda, che non ha potuto esimersi dal sequel.
Giovanna questa volta non è più rossa, è ancora più giovane ed è più casual.
Non si broccola più la padrona, ma il garzone.
Resta il profondo piacere erotico che prova nel dipingere.
Ma quanto è brava?
A nome di tutte le associazioni che lavorano
per un’immagine della donna più sana e degna,
vorrei ringraziare di cuore la Saratoga.
Un grazie speciale anche all’utente di youtube che ha fatto questo filmato di 10 minuti.
è possibile avere i credit della canzone “…brava Giovanna…braaaava”?
ma non è di quel direttore creativo bravo nel digital?… come si chiama…
vi prego ditemi il nome dell’agenzia!!
a memoria publicis? ma scusa è un pocme il pennello cinghiale un ever green.
se notate si torna cmq al carosello,
i lavori più nuovi e interessanti come eventi, intrattenimento cose così pagate dal brand.
se io fossi questi sinceramente attualizzarei ma col cazzo che mollo giovanna per vendere. certo fa pena, ma volutamente.
Ho capito….ma diamine….sembra di vedere qualcosa di 30 anni fa solo più brutto….
credo sia la Brunori&Brunori adv.
bel post, saputello.
colto, pertinente, interessante, stimolante e, sprattutto, intelligente.
donald, perché non banni commenti simili?
mi sembrava che gli attacchi ad personam fossero da bannare.
del resto è è una citazione colta di “Malizia” di Samperi.
Se vi capiterà di ascoltare il radio di quest’ insulto, vedrete che riuscirà anche lui a regalarvi qualche brivido
credo che la case-history di saratoga sia il manifesto dell’andatura a passo di gambero della pubblicità italiana: ricordo ancora lo spot di una decina e passa di anni fa per il silicone della medesima marca. anche lì c’era una stragnoccolona ignuda come protagonista che turbava i pensieri di tanti maschietti, ma almeno c’era il paravento di un’ideuzza di fondo (per chi non la ricordasse: la tipa si costruiva una vasca da bagno verticale con dei pannelli di vetro tenuti insieme dal silicone che impediva anche la fuoriuscita di acqua).
possibile che il gran giurì non abbia battuto ciglio su uno spot così sessista e privo di senso?
La gnoccolona era notoriamente l’amante del commendator Saratoga, o almeno così dicevano dei bene informati. E a quanto se ne sapeva niente agenzia, solo un rapporto diretto cliente-cdp.
anch’io sapevo di questa cosa, anche se all’epoca ero solo ed esclusivamente target per il magico mondo della pubblicità (e data l’età e la retribuzione manco responsabile d’acquisto…).
non mi stupirebbe affatto se un’agenzia non ci fosse mai stata, ma ciò che mi perplime è il fatto che mentre una ventina di anni fa il cliente/cdp hanno realizzato qualcosa di sessualmente scorretto ma funzionale a livello comunicativo, mentre adesso… solo la prima che ho detto (cit.).
non vorrei scomodare il buon vecchio zio bernbach, ma lui disse: “non basta attirare l’attenzione con un’immagine strana, serve anche che questa sia funzionale: un uomo a testa in giù va bene per pubblicizzare una marca di jeans che non fa perdere le cose messe in tasca, ma non per una semplice marca di jeans.” (più o meno…).
Fabio: se l’è anche sposata. Ma ora che non ha più lo splendore d’antan, ecco Giovanna.
Che ci sia dietro sempre la mano di Leteo?
Il nuovo jingle però, ha un che di memorabile.
E’ la campagna migliore che c’è in giro. Mi ricorda vagamente “Saila il piacere che uccide”.
Sarà forse la stessa agenzia.
Questo è il migliore della serie:
Basta poco per aggiungere un po’ di creatività.
Lo dicevo io che tutta la retorica su un uso dell’immagine femminile in comunicazione che renda giustizia alla dignità delle persone si sarebbe risolto solo ed unicamente in una bolla di retorica e power point.
La patata tira, lo dice anche Rocco Sifredi per Amica Chips.
Saratoga è talmente naif che mi pare quasi innocuo.
Il signor Saratoga a questo punto sarà un vecchietto con un eros da bell’epoque, tipo Silvio.
Posso dirlo?
A distruggere l’immagine femminile, per me sono anche quegli spot
che indagano nelle parti basse.
Ho un terribile prurito lì
Non salgo in ascensore perché ho paura di puzzare di pipì
Mi sento gonfia e non ho la regolarità
Tutta l’epopea Lines
Lui, al massimo, guarda il soffitto prima di prendere un Cialis.
Quando vedrò in onda un commercial per le perdite urinarie maschili
( esistono, c’è tutta una gamma di prodotti!) saremo un po’ più tristemente uguali .
L’orrore, l’orrore…
A me ricorda un po’ “Allora…consorziamo?” Di Tonno Consorcio.
Giusto! Una cosa assurda, anni di faticoso posizionamento buttati via.
Ci aveva già pensato la Litizzetto. Ben prima. E in modo assai più brillante.
come si scrive a questo sito? don, vorrei mandarti una mail.
io proverei a pigiare sulla parola email. potrebbe funzionare.
donald, oltre al nome clonato dalla tv copi anche le critiche agli spot? (porkfolio italiano di pedrazzini)
“A nome di tutte le associazioni che lavorano per un’immagine della donna più sana e degna…”.
Betty, mi sa che hai sbagliato serie. Devi essere una delle Sorelle della Temperanza di Boardwalk Empire.
io la trovo terribile a livello di creatività, non c’è confronto con la prima. Il tormentone “brava Giovanna brava” è stato letteralmente ammazzato, buttato come jingle all’interno dello spazio filmico e sottolineato dalla camminata che vorrebbe essere demenziale della ragazzina, ma non lo è. Rimane una cosa a metà strada tra Belen che vince l’Isola e una pubblicità degli assorbenti.
Giovanna meritava di più.