Sta partendo la stagione degli stage. Se uscissi in questo momento da una scuola di comunicazione, ecco 4 agenzie dove non andrei:
DDB. Come tutti sanno della gloriosa DDB di una volta è rimasto ben poco: una cinquantina di persone che aspettano di sapere chi verrà ancora tagliato, mentre STV ha già iniziato a lavorare su Volkswagen. Andare in stage in DDB, in questo momento, è da pazzi. Sono rimaste solo le macerie: nessuna possibilità di contratto a fine stage né di fare lavori da portfolio.
JWT. Continua a tirare una brutta aria. Il clima non migliorerà se presto l’agenzia non mieterà successi a ciclo continuo. Data la vicinanza con china Town ha senso andare in JWT solo se siete addicted di cibo cinese.
Bcube. Ha appena perso Coca Cola, quindi se volete lavorare come se non esistesse un domani con la sola prospettiva del rinnovo dello stage, accomodatevi pure.
Saatchi&Saatchi. Un esodo continuo. Inoltre non gode di grande reputazione in fatto di stagisti: li utilizza come se fossero rasoi Gillette.
Ricordo a tutti che dal post Censimento Stipendi è uscito fuori che la retribuzione media per uno stage è sui 400 euro. Per cui se vi offrono 350 siete al limite, sotto i 300 euro vi stanno sfruttando.
Spero che userete questo post anche per dare consigli a chi sta scegliendo lo stage. Se avete avvertimenti da dare, se avete appena finito uno stage in un’agenzia che vi ha sfruttato, scrivete nei commenti.
Tanti saluti da Bad Avenue.
D. D.
“futura STEgista” ringrazia in attesa di diventare “prossimamente STEgista” per trasformarsi poi in “STEgista in corso”
Mi sa che sto invecchiando, perchè ho voglia di raccontare aneddoti.
Y&R, 20 anni fa. Io grafico di serie B, dopo mesi e mesi riesco ad agganciare il Capo dei Capi. Sarà la terza volta che vede il mio portfolio, niente da fare non mi piglia. Supplico un mese di stage gratuito e lui fa: “Ma certo! Uno stage non si nega a nessuno!”
In un mese mi butto su tutti i brief come un disperato, faccio le scansioni, le fotocopie, le notti, i weekend. Riesco a firmare due campagne di cui una gara in cui arriviamo secondi, quindi ultimi.
Alla fine del mese, certo di averlo stupito, mi aspetto almeno un rinnovo di sei mesi.
Lui mi fa: “Ragazzo mio, sto mestiere non possono mica farlo tutti”.
Beh grazie brutto stronzo perchè da quel giorno mi hai messo addosso la tigna che mi ha permesso di farlo questo mestiere invece.
Questo per dire che gli stage servono sempre. Nel bene e nel male.
Dovrest portare più rispetto a Vigor.
Ma venti anni fa Vigor non era in Y&R.
infatti non è vigor
è un uomo dai capelli lunghi e lisci.
Questa è un’informazione utile che merita di essere evidenziata:
Ricordo a tutti che dal post Censimento Stipendi è uscito fuori che la retribuzione media per uno stage è sui 400 euro. Per cui se vi offrono 350 siete al limite, sotto i 300 euro vi stanno sfruttando.
Dal punto di vista pratico la decodificherei così:
1. Se vi chiedono di fare una cifra, chiedete 600 euro, senza però irrigidirvi se trattano sulla cifra.
2. Se vi offrono meno di 400, sono loro che stanno facendo i furbi.
3. Se state già facendo uno stage e vi danno meno di 400 euro, avete gli argomenti per chiedere di più. Alla peggio vi rispondono di no.
Se una richiesta di aumento diventa un motivo per trattarvi male o per cambiare atteggiamento nei vostri confronti, vuol dire che sono in malafede per quel che riguarda l’eventuale prosecuzione dello stage.
Essere licenziati da giovani è meno pericoloso che essere licenziati da vecchi, quindi conviene imparare a gestire la situazione da giovani [prima che arrivino le critiche dei benintenzionati male informati, sono esperienze che ho avuto stando da entrambe le parti, come molti altri creativi].
Aggiungerei
Se l’agenzia e le sue condizioni del momento rappresentano una reale possibilità di crescita, andateci anche gratis.
Ah, ci sono agenzie che offrono reali possibilità di crescita? Ti prego Alessandro Piccioni, dimmi quali sono. Perché io, sinceramente, vedo solo guerra tra poveri e sfruttamento da miseria.
@Bianconiglio:
Ti incollo quanto detto più sotto da Truman Pulitzer:
“uno stage è una full immersion in un ambiente di agenzia.
Serve a cogliere dinamiche, comprendere ruoli, imparare modi e tempi di un lavoro, arricchire il proprio vocabolario non solo lessicale ma pratico, conoscere e farsi conoscere.”
Tenendo in mente questo, potendo, me ne andrei dall’italia.
Se dovessi bussare io ad una porta sceglierei 1861United. Ovvio poi che ovunque tu possa essere strizzato come un limone senza aver pagato una bolletta.
Se te però, vedi lo stage come anticamera di un’assunzione o di un minimo reddito… Se metti per la prima volta il piede in agenzia con l’idea che ti stanno sfruttando, che non ti assumeranno, che ti ruberanno e si prenderanno il merito delle tue idee, etc … lascia perdere.
È giusto? Ovviamente no.
Come sai è in atto uno smantellamento e una guerra che non miete vittime solo tra i soliti stagisti carne da macello.
ricordo un post di guastini, che diceva non alimentate quest sistema malato…
in ogni agenzia lostagista è carne da cannone e non verrà rinnovato se non con altro stage.
dove ho cominciato 6 anni fa offrivano i ticket restaurant come rimborso spese -.-
idem… ma 7 anni fa in Leo Burnett. 115euro scarsi in buoni pasto a fine mese.
vero la Leo offriva solo i ticket. Però, quasi sempre lo stage diventava co.co.pro.
Ergo, se vi capita la Leo v’ha detto culo.
Io sono una di quelle stagiste che ha lavorato a 250 euro al mese (per 6 mesi), sperando in una luce alla fine del tunnel. A fine stage mi hanno offerto un contratto a progetto (pagato poco di più dello stage) che ho accettato.
Le domande che mi faccio sono:
1-il mio lavoro merita di essere pagato così poco? (o letto in altri termini: valgo così poco?)
2-ne vale la pena? Sto davvero imparando?
Rispondere a queste domande mi terrorizza più di vedere il mio conto in banca perennemente in rosso.
Ma la cosa “peggiore” è che ho accettato tutto questo solo perchè amo questo lavoro (il tipo di lavoro, non come i vertici gestiscono il tutto).
Sono pazza.
Hai accettato e hai contribuito ad alimentare un sistema malato. Hai fatto della tua schiavitù la schiavitù degli altri. Devi solo vergognarti.
con meno astio ma quoto.
no, non sei pazza, non avrei potuto descrivere meglio di te la mia situazione!
evidenzierei “IL MIO LAVORO MERITA DI ESSERE PAGATO COSì POCO?”
purtroppo non vedo alternative, coltivo la speranza (o illusione) che tutto ciò possa servire a costruire un futuro meno ingrato del presente…
ehi mi sa che lavoriamo nella stessa azienda!!!
A VOI UN ALTRA PAZZA!!!!
Donald, anche per vederla un po’ in positivo, ci dai 3/4 agenzie in cui andresti?
Piccole, in salute ed emergenti.
Ovvero?
DLV è diventato un covo per artistoidi. ottimo per chi vuole ostentare questo mestiere, fake per chi vuole impararlo.
@docet Ci guardi col binocolo?
@ s.: non è il tipo di adv che mi interessa.
bisogna essere degli idioti per voler cominciare questo lavoro in una qualsiasi agenzia italiana. dopo mesi di questo blog, ancora non l’avete capito?
quindi una persona che vuole fare questo mestiere deve andare all’estero, è questo che dici? Io non credo che sia necessario.
Anche perché per un copy andare a fare un stage all’estero la vedo dura….ehm…
@Ex stagista
Ne sei proprio certo?
Forse perchè i giovani talenti che popolano le agenzie non hanno il coraggio di migrare. O forse perchè si nascondono dietro mamma agenzia-dal-grande-nome…
@ An idiot abroad nel mio caso, dato che sono account, non si tratta di nascondersi dietro a qualcuno ma di non sapere perfettamente la lingua. Che racconto ai clienti???
@Ex-stagista: mi rattrista doverti rispondere che la perfetta (o almeno più che buona) conoscenza dell’inglese è un elemento imprescindibile per QUALSIASI lavoro. Soprattutto OGGI e soprattutto alla nostra età (quanti anni hai? ti immagino da i 25 ed i 30).
E’ una delusione vedere che i miei coetanei non hanno le palle di emigrare per PAURA. Con l’inglese vai ovunque, ogni lingua s’impara e si perfeziona con la pratica.
Anche Killing Penelope lascia intendere che il problema è la lingua. Un copy italiano non può andare a lavorare a Londra, Parigi o chissàdove? Io credo non ci si debba porre confini nè paranoie. Io credo che ogni cosa si impari con l’esperienza. Ed aggiungo che credo che non farlo da giovani sarà penalizzante per sempre.
Certo che sì! Infatti l’adv rimane una passione, il lavoro per campare è ben altro!
@NewEntry Sono molti nel belpaese che campano con l’adv…Alcuni giustamente, altri meno…C’est la vie…
@Tra le nuvole: Certo, lo so. Dall’idea che mi sono fatta è un mestiere per molti, di certo non per tutti. Non mi riferisco solo alle capacità (e premetto che magari proprio io sono la prima a non avere la stoffa necessaria nonostante io abbia sempre avuto la pubblicità in testa e nel cuore) ma anche alla quantità dei posti disponibili
@new entry: sono pienamente d’accordo a metà (che nell’ambiente ADV si porta assai). nel senso che vada per la perfetta conoscenza dell’inglese, ma per un copy non basta. per questa categoria di lavoratori – si fa per dire – serve l’assoluta padronanza della lingua.
copywriting non significa (solo) saper scrivere bene, ma (anche) saper usare l’ironia tipica di un paese o saperne sfruttare i modi di dire… i neologismi, se non addirittura crearne di nuovi. se sei un figlio di papà puoi attendere, ma se non lo sei?
@docet: sì certo, capisco perfettamente quel che dici. Ho vissuto all’estero a lungo e nonostante io possa perfettamente conversare in inglese con persone dai diversi accenti/dialetti, leggere qualsiasi tipo di giornale/rivista e vedere qualsiasi tipo di programma tv/film/spettacolo teatrale mi è capitato molto spesso di non capire un annuncio pubblicitario di 5 parole.
Mettiamola così: chi può permettersi di vivere sulle spalle di mamma e papà facendo lo stagista all’estero (gli stage in UK non sono pagati, raramente rimborso spese), magari frequentando un corso serale, LO FACCIA !!!!
Bimbi belli, ma se scrivete commenti così, delle due, l’una:
- o non sapete, per motivi vari, chi è e come lavora un copywriter
- o vivete nella casetta di marzapane a fianco di Biancaneve e i sette nani.
Un copy dovrà necessariamente sapere la lingua, tanto bene magari da potersi inventare giochini di parole o esercizi stilistici vari, ma in primo luogo deve essere capace di assorbire la mentalità, capire le dinamiche, indovinare le tendenze.
Una volta raggiunto quello scopo, la padronanza della lingua passa in secondo piano: a quel punto, in teoria, basta avere a fianco un bravo e paziente assistente madrelingua.
Qualche agenzia l’ha capito (e meno male!). A Barcellona lavora un ex collega che non parlava quasi una parola di spagnolo e ora firma campagne bellissime.
So, guys, fall down from the pear tree and legs on shoulder.
Ad maiora
Secondo me, uno stage al termine di un percorso di studi è comunque un’esperienza di crescita e formazione importante, ovunque la si svolga. L’importante è non sedersi in attesa che ti offrano un contratto o che ti dicano “sei proprio la persona che cercavamo”.
Per quanto riguarda l’aspetto economico invece, un rimborso spese è doveroso. L’agenzia ha tutto il diritto di non proporre un contratto alla fine dello stage ma non di sfruttare. Uno stagista non è uno schiavo.
vuoi una agenzia figa dove fare uno stage in italia, dove non ti sfurttino ma ti insegnino il lavoro e dove magari ti tengano assumendoti almeno con un determinato?
ahahahaha ahahahahah ahahahaha, sto ridendo.
è più probabile che lo shalke vinca la champions che si trovi un’occasionedel genere però nn impossibile.
se la memoria non mi inganna una volta c’erano le borse di studio/stage adci, giusto gianni? sarebbe importante ripristinare qualcosa del genere.
È una delle priorità del nuovo consiglio.
Una delle cose che giudichiamo veramente importanti.
Mi sono preso la responsabilità dell’area “giovani” supportato direttamente da Massimo e Francesco Emiliani all’interno del consiglio, e altre persone dall’esterno.
Confido che già a settembre riusciremo a far partire qualcosa di importante.
mizio
sperem
Secondo me le tre agenzie italiane dove andare a fare stage adesso sono:
1
Young & Roubicam
Perché dopu uno stage di sei mesi con Gitto hai il portfoglio di uno con sei anni di esperienza.
2
DDB
Perché, nonostante la disinformazione di Donald, è sempre la DDB.
3
United
Almeno finché rimane indipendente.
Concordo.
Certo, e dimenticati la qualità della vita. Preparati a regalare la cosa più preziosa che hai, il tempo, in cambio di un paio di figurine da mettere in saccoccia.
“Rubicam” semmai…
E comunque si dice portfolio. Spero tu non sia un copy.
portfoglio dopu roubicam. sarà il titolo della mia biografia.
1- Y&R ti fa portfolio, Viky è veloce.
2- DDB è morta.
3- United è la migliore ma non è indipendente (WPP).
Avere un stage oggi è essere “sulla stessa barca” con tanti altri dai nomi più o meno celebri e il posto più o meno precario.
Perché la barca è una nave e si chiama Titanic.
Quindi, cari stagisti – presenti e futuri – una volta a bordo di questo transatlantico da crociera, evitate di iscrivervi ai corsi di salsa.
Iscrivetevi piuttosto ai corsi di nuoto.
Fuor di metafora: uno stage è una full immersion in un ambiente di agenzia.
Serve a cogliere dinamiche, comprendere ruoli, imparare modi e tempi di un lavoro, arricchire il proprio vocabolario non solo lessicale ma pratico, conoscere e farsi conoscere.
Quindi, cari stagisti, una volta entrati in agenzia cercate di imparare tutto quello che c’è da imparare. Perché a bottega nessuno insegna. Guardi e impari.
Nessuno vi regalerà niente. Ve lo dovrete prendere.
Per cui non fatevi le notti perché il dc (o il senior) ve lo chiede/impone; fatele per potervi mettere esperienza in saccoccia, prima ancora che lavori in portfolio.
E se alla fine non vi rinnovano, poco male. Qualcosa a casa ve lo siete portato.
E potrete iniziare di nuovo da un’altra parte, o magari già a scrivervi da soli la vostra storia.
Se questo vi spaventa, cambiate mestiere.
Ma non dopo uno stage. Adesso.
Un giorno a Roma un tassinaro scarrozzava per la città un manager milanese.
Tra i concerti di clacson nelle vie congestionate da un traffico imbarazzante, il tassista mostrava una calma olimpica.
Il manager chiese: “Ma con tutto questo traffico lei non si innervosisce mai?”
Il tassista, serafico, si voltò e disse sorridendo: “A dotto’, chi ci ha paura nun va in guèra.”
Meditate gente, meditate.
Concordo.
Lo stagista non è un’entità che non conta nulla è in primis una persona. Il termine poi non connota un deficit mentale o fisico bensì una condizione a cui per sopravvivere si è costretti.
Detto questo, lo stage serve a tutti, che cosa proponi alle agenzie dove bussi? Un bel libretto universitario con dei bei numerini messi lì a dire cosa? Probabilmente che hai delle basi teoriche ma che nel pratico non sai fare nulla..e allora difendiamo questo che dovrebbe essere un’opportunità per entrambe le parti coinvolte e non un tritacarne. Rendiamolo dignitoso con un giusto compenso almeno 500 euro, formativo: un tutor che ti spiega, ti cazzia(perchè anche questo serve), ti mette a disposizione la sua esperienza; operativo: solo sul campo s’impara e non intendo fotocopiando il lavoro altrui. Se non avessi fatto degli stage, anche a 250 euro, notti su presentazioni, e molto altro no saprei fare niente, non avrei niente da allegare al mio bel pezzo di carta, forse sono stata fortunata perchè dove mi davano quella cifra ridicola ho incontrato un team fantastico che dal primo all’ultimo mi hanno seguito e insegnato qualcosa e non solo lavorativamente parlando. Tornando al punto, JWT non è da bannare a priori e io non son stata tenuta!
Quanto tempo manchi da JWT? Non è da bannare assolutamente, ma Donald ha ragione da vendere quando dice che tira una brutta aria e se le cose non migliorano saranno dolori. Scusate se mi ripeto,ma i recentissimi licenziamenti hanno pesato molto anche sul morale di chi è rimasto. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia e pensare solo al proprio orticello o alla propria scrivania.
3 mesi di stage NON retribuito;
altri 4 mesi di stage a 500 euro;
ora CO.CO.PRO di un anno a 1.100 euro.
Tutto nella stessa agenzia.
Agenzia non troppo nota ma con clienti medio/grandi.
Ho lavorato tantissimo e imparato tantissimo.
Per la mia esperienza, stage si.
E quale agenzia si e quale no, dipende da cosa si vuol fare e quali sono le priorità: media tradizionali o nuovi media? Soldi o gloria? Titolo o mestiere?
Detto questo, non penserò che farò la copy a lungo.
Aspiro a scrivere un paio di best seller privi di valore, e con i profitti passare il resto della mia vita viaggiando.
Saluti.
certo-certo
Se lo dice il bianconiglio allora forse…
Scusate, non ho letto tutti i post, vado di fretta.
Dico la mia sull’argomentom che di stage ho avuto una certa esperienza.
Lo stage serve. Sarebbe meglio essere pagati ma è il momento in cui apprendi bene come si fa questo mestiere….quindi io andrei nelle agenzie dove puoi trovare gente di alto livello. Ergo, essere pagati di più per poi avere esperienza mediocre lo sconsiglio.
Ben vengano i fake quando sei giovane per farti notare…meglio di avere in portfolio brochure vere (a mio giudizio).
Quindi si, andrei in DDB, andrei in JWT (gli ultimi stagisti li hanno rinnovati), non andrei in Bcube, assolutamente non andrei in Saatchi&Saatchi (li magari ti rinnovano ma impari solo a fare brochure).
come ha detto Onan è meglio fare lo stage nelle peggiori condizioni possibili: a zero, lavorando giorno e notte, essendo trattato come una pezza da piedi, senza nessuna prospettiva ecc…. solo così poi imparare una cosa preziosissima e cioè se per te vale la pena sopportare tutto questo per fare questo lavoro e soprattutto maturare il carattere giusto per affrontarlo.
esatto
Non sono per niente d’accordo, invece. Presentato così, diventa un lavoro per masochisti.
Fra l’altro il mito per cui l’adrenalia e lo stress stimolano la creatività è una stupidaggine.
Si e ti sei chiesto perchè li hanno rinnovati? Hanno mandato a casa 20 persone del team Vodafone. Gli “stagisti rinnovati” costano meno.
@ Ex-stagista. Il tuo ragionamento non fa una grinza. Sad but true…
Per dovere di cronaca: gli stagisti di Jwt sono stati confermati molto prima del crack Vodafone.
Scusate ma in DDB si sa chi arriverà come DC? Che rimanga creativa o diventi l’ennesimo carrozzone di robaccia dipenderà da quello… ora come ora non ci andrei in stage per questa incognita, non per altro
Si sa, ma non si dice.
con enorme rispetto per la vostra passione (che è la mia), io continuo a domandarmi: ma perché volete fare i copy? e soprattutto: che genere di copy?
mi spiego meglio. prima di cominciare questo mestiere, la pubblicità interessava perché in TV c’era roba tipo Superga di Rozzi/Battaglia, Audi di DeRita e per le strade la noce di Cernuto e Pizzigoni. e subito dopo Blu, Magnum, Mercedes, Excite di Cremona, BMW di Gitto etc. etc. etc.
questo lavoro era palesemente vivo e la ricerca creativa ne era il fulcro. io, e chi cominciava come me, volevamo fare questo. non solo, volevamo fare roba migliore di quella e sapevamo che c’era lo spazio.
ma voi, oggi, da cosa siete ispirati?
saranno 10 anni che non leggo più un titolo che si possa definire tale.
sulla shortlist vedo celebrare roba che sarebbe stata cassata all’Accademia.
il benchmark di mercato è Totti e Signora che sparano minchiate, quando dai telefonici ogni creativo di prospettiva cercava di scappare per non riempirsi la reel di testimonial bolliti e offerte incomprensibili.
mi pare così ovvio che il copywriter d’agenzia sia un mestiere morto, per non parlare delle condizioni patetiche che ritenete normale di accettare.. col cazzo che noi facevamo folder (e si guardavano bene dal chiedercelo), col cazzo che svendavamo il nostro talento per niente!
quindi perché volete farlo voi? per arrivare a Vodafone un giorno? minchia! e siete pure convinti che spalare merda 13 ore al giorno sia la strada giusta per farlo?
se è così, se il vostro sogno è scrivere uno spot Lavazza o uscire con un’illustrazione per Feltrinelli, allora accomodatevi: siete la mediocrità che ci si aspetta da questo Paese.
ma se avete un talento vero, un’educazione estetica ed etica per questo mestiere, allora state sbagliando tutto. la creatività è altrove, i maestri pure. andate a New York, a Londra, a Parigi, ad Amsterdam. andateci, perché se c’è una cosa che mi manda in bestia è il talento sprecato. anche più della mancanza di ambizione.
Guarda che la merda la fanno pure a New York, solo che li si chiama Shit.
onan questo è da commento della settimana
Scusa body ma se scrivi “svendavamo” è chiaro perché il mestiere è morto.
ah, ecco. e che non ci sia alcuna maiuscola a inizio frase, ne vogliamo parlare?
Leggermente meno grave, ma difendibile.
vogliamo fare i copy perché subito dopo la maturità nessuno ci dice come stanno davvero le cose, non per altro.
Body, con questo nick temo non ti legga nessuno.
la vita è loro: cazzi loro.
scusa body, ma hai detto prima che superga di rozzi e bmw di gitto ecc. ti hanno ispirato e poi dici che i maestri veri sono all’estero. rozzi, gitto e, aggiungo, taddeucci, mazza, pagliarini sono ancora tutti qui. cos’è successo allora, si sono rincoglioniti loro o è successo qualcosa a questo Paese che va ben aldilà del nostro povero orticello di pubblicitari?
copyo, sicuramente è successo qualcosa a questo Paese che va ben aldilà del nostro povero orticello di pubblicitari.
Concordo pienamente con body
@Onan
i ragazzi di oggi osannano quello che tu chiami Shit
@copyo
oggi i clienti ci tengono per le palle
Oggi, oggi, oggi: ma che cazzo dite? E’ sempre stato cosi’, adesso come prima, cambia solo che una volta c’erano i soldi e non ci scannavamo per quattro lire.
Negli anni ottanta il settore non era male. Era in crescita tumultuosa, un po’ come Internet da quindici anni a questa parte.
Il problema (dal punto di vista dei creativi classici: direttori creativi, art e copy d’agenzia) è che con la moltiplicazione dei canali di comunicazione, la creatività vale meno della gestione del processo.
Io ho iniziato a fare questo mestiere per tre motivi: si guadagnava bene, si veniva pagati per avere idee e si lavorava con gente interessante come dc, registi, fotografi.
Ora di soldi non ce n’è più, le idee escono molto raramente e l’ultima cena che ho fatto con uno dei più rinomati dc italiani è stata più noiosa di una messa di natale.
Quindi concordo con Body: chi cazzo ve lo fa fare?
Trovare uno stage se non si è stati allievi di accademia o altra suola privata milanese è dura. Io laureato con diploma in art direction (non a Milano) e con 2 anni d’esperienza sto facendo una fatica immane solo per cercare di far arrivare il mio portfolio a chi di dovere, ad oggi con scarsi risultati.
Io che ci sono dentro, infatti, cerco di far girare i cv dei miei amici in agenzia e così hanno fatto con me altri amici ai tempi.
!
Senza contare che per nostra fortuna io sono account e loro art
vuoi far girare anche il mio?
quel che dici è vero fino a un certo punto. precisamente fino a un paio di anni fa.
oggi puoi approfittare della “portfolio night”: c’è da pagare l’ingresso, ma se sommi tutti gli scatti telefonici che usi per raggiungere un dc, concludi che ci guadagni (e poi lì trovi praticamnte tutti i dc).
Solo se, in caso di assunzione, giuri di rispondere alle mie email!! Vorrei sapere perchè i creativi ignorano sempre le email di noi account. Ma questo post non è il luogo per tali discussioni
Cosa cerchi da uno stage?
Se cerchi di apprendere un mestiere, vai dai pochi maestri rimasti.
Due agenzie in tutto, una a Milano e una a Roma.
Ovvero?
Sarebbero?
a roma è sicuramente la lowe pirella fronzoni.
a milano… mi vien da dire la united (forse).
Confermo.
giuro sull’annual!
io rispondo sempre ai miei account sono loro che si comportano male con me…
allora affare fatto?
Si! Ma l’email personale qui chi la scrive?
eccoti la mia mother.funk@alice.it se mi scrivi ti rispondo, magari finamo a lavorare insieme.
Dove vorrei andare se fossi un’aspirante stagista:
Y&R
Vicky che io stimo molto e’ uno dei pochi che ha il coraggio di fart fare le campagne anche se hai vent’anni.
Leo, Euro, mc cann, mc saatchi:
Al loro interno ci sono grandi talentuosi con i quali si puo’ apprendere il mestiere.
Si, ma Vicky è anche quello che ha sparato “L’idea della Madonna”, ve lo ricordate? Io sono rimasta un po’ perplessa a riguardo. Per il resto non lo conosco “da vicino” per cui non giudico.
Vicky tri fa fare la campagna, ma si prende i credits.
Non è affatto vero, solo voci di corridoio. Gitto mette nei credits tutti.
Benvenuti nel mondo dei cartoni animati!
Massimon Guastini = Paperoga
Annamaria Testa = Maga Magò
Fabio Gasparrini = L’orso Baloo
Alex Brunori = Sir Biss (o Piss?)
Giampiero Vigorelli = Shreck
Gianguido Saveri = Frollo
Lele Panzeri = Merlino
Pierpaolo Ferrari = Dumbo
Pasquale Diaferia = uno a caso dei Bassotti
Alberto Baccari = Capitan Uncino
…
Potete continuare voi…
Gianni Lombardi = Casper il fantasmino
No, casper è un fantasma che appare ogni tanto. Lui è sempre qua a sfrantumà.
Io lo metterei come puffo quattrocchi: un nome anonimo.
Che è meglio.
Gollum chi sarebbe?
Hai ragione, un passante. Solo che non trovavo un personaggio scassapalle a sufficienza.
Baloo, Merlino e Paperoga azzeccatissimi. Frollo geniale.
Beh io non ho potuto non ridere su Shrek.
Ragazzi:
1 – Gitto ti fa credere di lasciarti fare le campagne.
2 – Gitto si prenderà i tuoi credits.
3 – Gitto è pazzo.
Hoi ma chi ti da queste informazioni sbagliate? Non è vero, ripeto. Poi se la pensi ancora così…amen.
Io ci ho lavorato con Gitto, se hai 16 anni e hai una buona idea (o meglio un’idea che a lui piace) prova in tutti i modi a spingerla affinchè esca, e i credits sono tuoi (e anche suoi che è il dc, ovvio),
Nessuno mi ha dato queste informazioni.
Ho semplicemente “vissuto” Gitto.
Rispetto, comunque, per chi la pensa diversamente.
Il tempo mi darà ragione.
Gitto è pazzo mi piace.
usa e gitto.
Beh io lavoro all’estero e vi assicuro che la situazione e’ uguale ha quella che avete descritto su, con una sola differenza gli stage li fanno ma non pagano, proprio perche’ si chiamano stage!!!
stage in dirittura d’arrivo (6 mesi a 300euro)
mi propongono un anno a 700 euro
ma siccome ho una dignità (e un cv) non mi fermerò per meno di 900, a loro la scelta.
piuttosto vado a fare la commessa da coin: gran soldi e poco sbattimento
Scelta coraggiosa. Io ho accettato…ma credo che emigrerò presto.
dall’agenzia alla pizzeria…
dall’agenzia alla pizzeria…sorry prima ero anonima e non va bene!
Scusate, ma perché continuiamo a classificare come lavoro di serie B la creatività di una brochure o di un folder? Per un giovane copy, soprattutto, scrivere un’intera brochure è un esercizio utilissimo. Una headline geniale può venire in mente a tanti, ma redigere un testo è roba per pochi. Non cadiamo nei soliti cliché perfavore.
Assolutamente d’accordo. Anche perché ci sono brochure e brochure, poi un copy deve saper fare tutto: dall’invito per la cena di gala, alla news letter, dalla brochure alla campagna etc, etc, etc…
In effetti redigere il testo di una brochure è roba per pochi, tipo solo per chi padroneggia la grammatica e l’ortografia a livello di (buona) terza media
Il fatto è che quando vai a fare un colloquio le brochure a mala pena te le guardano. Solo le campagne contano. A sfogliare due pagine non ci pensano nemmeno.
che inutile provocazione.
“Tipo solo per chi”? Caro Beh, forse una brochure è anche troppo per te.
Pensavo fosse il contrario…
killing people non mi riferivo a te ma a Beh.
vero, al colloquio non sfogliano le brochure, guardano a malapena le campagne. resta il fatto che bisogna saper fare anche quello.
Provocazione? Nelle brochure si tratta solo di scrivere in italiano corretto contenuti che il cliente ti manda in italiano sgrammaticato… o almeno, questo è ciò che faccio tutti i giorni… se poi questo mi rende un copywriter, come mi chiamano in agenzia, ci vuole davvero poco…
esistono anche i registri stilistici.. non so tu, ma nelle agenzie dove ho lavorato io nessuno dei miei dc si è mai accontentato di un semplice italiano corretto.
d’accordo per l’argomento brochure, ma quasi tutte le volte che mi hanno preso in una nuova agenzia il commento del dc di turno è stato: “hai un bel portfolio… ed è un piacere scoprire che c’è ancora qualcuno che sa scrivere le bodycopy”.
potrà sembrare un commento sterile, ma non lo è: adesso che capita a me di visionare dei portfoli, mi capita sempre meno di vedere annunci con bodycopy. e quei pochi che ce l’hanno… sarebbe meglio non ce l’avessero!
L’ideale ovviamente sarebbe lavorare in un’agenzia che ti offre più canali con cui mostrare il tuo valore, così da avere un porfolio ricco di campagne, radio, spot e anche brochure. La realtà però è diversa. Molti capitano in agenzie che fanno solo BTL, o solo comunicazione finanziaria o farmaceutica, quindi si ritrovano con portfoli monotoni, ma non per colpa loro. Il fatto è che quando cercano di cambiare e vanno a fare colloqui in altre agenzie sono tagliati fuori a priori, per la serie: “Ah non hai mai fatto spot (campagne/radio….)? peccato non ti possiamo prendere.” E se quel povero cristo desiderava arricchire la sua esperienza facendo altro, resta con un pugno di mosche in mano.
quando non avevo radio o film in portfolio, me li inventavo: facevo gli script e poi li presentavo in fase di colloquio. ti/vi assicuro che è sempre stato uno sforzo apprezzato.
@ new entry (scrivo qui perché non c’è più il tasto reply sul tuo commento): adesso sono pienamente d’accordo e basta.
Ecco dove trovare alcuni consigli per gli stagisti:
http://www.comefaretutto.com/
Secondo me, in ogni colloquio, è fondamentale avere un portfolio in linea con quello che produce l’agenzia (e quindi piace al DC). Per estremizzare, se vai in DLV con un portfolio di brochure ti sputano in faccia, ma ti sputano in faccia anche se vai in un’agenzia di BTL finanziario con un portfolio di annunci fighetti stile Archive. Insomma, l’ideale è conservare tutto quello che si fa (uscito o fake che sia), e poi smontare e rimontare il portfolio a seconda di dove si va a presentarlo.
125 euro nel 2006 per un mese di stage… non avevo manco la casa a Milano… cani maledetti.
Da un lato mi dispiace per ddb, agenzia le cui gesta del fondatore ho studiato all’università e che da freelance mi ha fatto conoscere ottime persone, tra cui un sottovalutatissimo Giuseppe La Spada (il cugino Gitto gli può anche pulire le scarpe, a mio avviso). Ma a quei cani bastardi gli sta solo che bene… tribal in due anni ha lasciato andar via circa 30 senior x prendere stagisti. Complimenti ai due Md (artefici di tutto).
io però gli stagisti che vincono i leoni a cannes li ho visti solo in JWT. Poi non li hanno rinnovati, ma hanno trovato in un attimo anche all’estero… E informatevi prima di sparare solo cazzate!!!
io ho cominciato uno stage in una minuscola agenzia. 3 mesi. zero lire. Poi collaborazione occasionale nello stesso posto. 5 mesi, 500 euro. Poi contratto a progetto, nello stesso posto. un anno 800 euro. Ora lavoro da un’altra parte con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio decente non in assoluto, ma almeno in relazione a ciò che vedo in giro. Questo può essere considerato un percorso di sfruttamento eppure io l’ho ritenuta una cosa abbastanza normale. È così in tutti i campi. Non solo nel nostro. Non è la pubblicità che non funziona. È un Paese che arranca. Conosco medici che fanno i commessi e avvocati che a trentanni lavorano ancora in ritenuta d’acconto a 400 euro. E la cosa che non capisco è che noi questo lo consideriamo un lavoro diverso dagli altri. Un lavoro fatto per gli eletti, in cui devi avere il portfolio e i premi. Non lo so, secondo me se lo considerassimo un lavoro e basta forse saremmo tutti meno insoddisfatti, forse meno presuntuosi.
Guardate, possiamo stare a scrivere ancora tutto l’anno, ma non troveremo una risposta. Perchè come spesso accade la risposta è “dipende”. Dipende dalle persone.
Già questo post è lo specchio della realtà: si legge di persone contente di fare una brochure, contente di non essere pagate per avere in cambio l’occasione di poter vincere un premio, persone che se ne sbattono dei premi e vogliono i soldi, persone che vogliono solo fare titoli fighi e basta, persne che pensano che questo è un lavoro da operaio e altri che l considerano da artista.
Ebbene la scelta è ampia, chi vuole un lavoro da operaio e stipendio alto vada dove glielo daranno, chi vuole l’opposto vada nei posti opposti.
Esistono poi posti dove tutto è meglio, e per arrivarci basta esser emeglio degli altri. é tutto un discorso di pro e contro e di quanto vogliamo investire in noi stessi per raggiongere i nostri obbiettivi.
Generalizzare è ahimè impossibile.
Donald, io farei un post anche per questo:
http://www.youmark.it/article/31100/JWT-RMG-Connect-jane-reeve-sergio-rodriguez-enrico-dorizza-Tiziana-Martinengo-youmark-
D: “Cosa sta succedendo in Jwt?”
R: “Soprattutto grande energia…”
Dorizza: “C’è una grande energia. Siamo un’agenzia in grande fermento. Stiamo spostando uffici, persone. Ci stiamo divertendo. E lo sentono tutti”.
Tutti? Proprio tutti? Anche i numerosi accompagnati alla porta con le valigie dopo il fallimento post gara Vodafone…
Certo che lo sentono, è una sensazione che nasce e si sviluppa da dietro…
STIAMO SPOSTANDO UFFICI E PERSONE. CI STIAMO DIVERTENTO!
STIAMO SPOSTANDO UFFICI E PERSONE. CI STIAMO DIVERTENTO!
STIAMO SPOSTANDO UFFICI E PERSONE. CI STIAMO DIVERTENTO!
STIAMO SPOSTANDO UFFICI E PERSONE. CI STIAMO DIVERTENTO!
STIAMO SPOSTANDO UFFICI E PERSONE. CI STIAMO DIVERTENTO!
STIAMO SPOSTANDO UFFICI E PERSONE. CI STIAMO DIVERTENTO!
STIAMO SPOSTANDO UFFICI E PERSONE. CI STIAMO DIVERTENTO!
STIAMO SPOSTANDO UFFICI E PERSONE. CI STIAMO DIVERTENTO!
Commento del giorno ;- )
Mi avete tolto le parole di bocca…
eh loro si divertono, ma solo loro.
i segati e rimasti proprio no.
traduzione di grande energia per i meno fessi:
facciamo lavorare come bestie i pochi rimasti
http://www.logogratis.net/?page_id=29
e questi ladri uccidono il nostro lavoro. scusate l’OT…
dici? a me sembra che ad ucciderlo sia stato chi ha chiesto e continua a chiedere migliaia di euro per un logo che magari non va manco da nessuna parte.
questi sono solo dei poveri creativi che non potendone più di non avere soddisfazioni si sono messi in proprio sfruttando un plus capace di vendere qualunque prodotto: il costo zero. poi magari ci guadagnano anche qualcosa se e quando incappano in un cliente onesto e appagato (cosa rara nelle agenzie).
c’è anche da dire che se il lavoro non piace, non s accetta senza inutili costi o rimborsi vari. abbastanza democratico direi!
tanto, in fondo, la maggior parte delle volte nelle agenzie sono gli stagisti (pagati zero e senza l’opzione di un premio) a elaborare i loghi, mentre l’ad incassa per un lavoro che magari non riuscirà manco a farsi notare sul mercato.
last but not least, non dimentichiamoci che i loghi più fortunati (es.: nike, coca-cola, converse, a-style…) sono nati quasi per caso, non in agenzia, pagati quattro lire e senza inutili studi di marketing o chart in power point.
ma che significa? tolto che mi hai portato l’estremo opposto come caso, quindi chiedere troppo per l’elaborazione del logo, ma da qui a darlo gratis ce ne passa! Stiamo cercando di far passare il messaggio che il lavoro va sempre pagato, e che quindi gli stagisti non devono essere sfruttati, così come le altre figure non devono essere sottopagate, e poi va bene che un gruppo di creativi regali dei loghi? no, non è giusto, perché altrimenti il cliente penserà sempre che il nostro lavoro può farlo chiunque, in poco tempo e ovunque. proprio in questo momento ho davanti a me il mio art (SENIOR) che da tre settimane sclera per cercare di accontentare un cliente proprio su un logo: è giusto che alla fine il clieente lo paghi proporzionalmente al lavoro che ci sta dietro.
be se da 3 settimane sclera su unlogo è messo maluccio
la prendo con molta ironia..
(quando il cliente non sa quello che vuole…)
@ copy-junior donna: è vero, il lavoro andrebbe sempre renumerato. purtroppo, però, il condizionale è d’obbligo…
in ogni caso, continuo a non credere che questo lavoro sia ammazzato da chi è arrivato a svenderlo pur di svolgerlo, bensì da chi ci ha marciato su per anni senza assicurare ai clienti un’adeguata competenza e professionalità. non è un caso se sempre più aziende si rivolgono direttamente ai freelance: dopo anni hanno capito chi è che elabora e FA veramente il lavoro. poco importa se il soggetto in questione sia junior o senior (catalogazione tipicamente italiana che sicuramente non determina la bravura).
e poi, stando a ciò che dici, mi sembra che una persona che – per tre settimane – cerca di accontentare i deliri del cliente su un lavoro – ancor più se parliamo di un logo – sia il primo a dare poca credibilità a questo mondo. molto più dignitoso (e professionale) chi dice “il mio lavoro è questo: se ti piace usalo e decidi tu se e quanto valutarlo. se non ti sta bene cambia referente: non sono qui per accontentarti, ma per darti una consulenza in base alla mia buona fede e alle mie capacità” (anche se credo questo non vi sia possibile perché non siete due lavoratori autonomi (credo), ma fate capo a una struttura che non vuole perdere il fee dal cliente; se è così stai avvalorando la mia tesi di chi gestisce questo lavoro pensando solo ed esclusivamente al proprio tornaconto economico).
Quando alla quarta settimana il logo sarà approvato, il cliente sarà probabilmente scontento del servizio reso. Avrà forse la sensazione che senza la sua caparbietà (tre settimane di modifiche) non si sarebbe mai arrivati al risultato. L’account (che non ha saputo gestire il tutto dall’inizio) per tappare la falla regalerà il logo al cliente (ultimo errore). Il cliente sorridente incasserà il risparmio e la certezza di tenere per le palle l’agenzia. Alla prima occasione chiamerà un’altra agenzia.
Tutto già visto, più di una volta.
ahahah nn male.
ma che diavolo state dicendo? pretendete di conoscere la bravura o meno del mio art, dei miei account, e la credibilità della mia agenzia perchè per riassumere un concetto ho scritto 3 settimane?
mi sembra un tantino arrogante da parte vostra.
Tanto per capirci. Regalare un marchio è una cazzata e non un modello di business. È la prima manifestazione che il nostro lavoro ha un valore opinabile. Pagarlo cifre assurde, sia misere sia milionarie è stato ugualmente sputtanante.
Ciò che ho portato ad esempio prende solo spunto da quanto hai scritto tu, ed è realmente accaduto.
Per finire…datti una calmata.
sbagli a pensare che io non calma.
qui nessuno sta mettendo in discussione la bravura di nessuno. anche perché non ci sono metri di valutazione per quantificare qualcosa – come il lavoro di un creativo, ancor più se parliamo di soluzioni grafiche come nel caso di un logo – che è fortemente legata al gusto e alle esigenze del caso.
quindi: niente di personale! la tua agenzia non è diversa dalle altre, anzi… e le tue 3 settimane di esempio sono spesso una realtà. qui, però, si sta discutendo di altro: se il lavoro a basso costo possa uccidere l’adv.
io credo che non sia questa la causa del male, piuttosto può esserne un effetto (do la mia professionalità a basso costo perché è l’unica arma che ho per fare concorrenza a chi è già affermato).
se volessi essere arrogante metterei in discussione la tua preparazione facendo leva su di un tuo refuso. cosa che lascerebbe il tempo che trova visto che stiamo nell’ambito di una discussione tra blogger, non di una bodycopy.
Cara Copy-junior, caro Alessandro Piccioni, caro Libertas.
Perché tanta acredine?
Io ormai ho abbandonato l’arena.
Mi viene da dire, per fortuna.
Avete tutti ragione, avete tutti torto.
Il fatto è che il creativo è sensibile, è suscettibile.
Sente come un’offesa personale ogni piccola critica, ogni minuscolo affronto.
Scusate se uso un linguaggio ottocentesco, è quello che conosco.
E poi, c’è sempre da sorridere.
Libertas individua un refuso di copy junior, che in realtà è un’omissione, e scrive “renumerato”. Oltre a ogni iniziale minuscola. Ma tant’è.
Copy junior-donna s’inalbera e scrive come una bantu, ma è comprensibile.
Alessandro cerca di placare le acque e viene placcato.
A Copy junior-donna dico solo che ci sono i refusi buoni e i refusi cattivi.
La sua omissione fa parte della prima categoria.
Quello di Libertas anche.
Ma qui ho letto di molto peggio.
Refusi sinistri, con l’aura dell’ignoranza.
Magari ingiusta, ma con legittima suspicione.
Machiavelli diceva di vestire “panni regali e curiali” quando scriveva.
Chi fa questo mestiere dovrebbe ricordarselo anche se scrive un blog, una lettera d’amore, una partecipazione a un matrimonio.
Ma questa è una mia idea. Vecchia. Anzi, old.
Se volessi essere arrogante, suggerirei di non firmarsi “head”, “body” o “copy”, se vogliamo scrivere a casaccio.
Firmatevi “banner”.
@ fuicopy: ah ah ah… hai ragione… ho ferito di spada e poi ho fatto harakiri!
l’omissione delle maiuscole, però, è fortemente voluto dalla mia filosofia di scrittura (un po’ lunga da spiegare: in breve, diciamo che vedo alcuni mezzi di comunicazione come la pura evoluzione del parlato, dove non c’è distinzione tra maiuscola e minuscola…).
per il refuso di copy- junior donna, non sono proprio d’accordo. almeno che tu non ritenga un accento sbagliato sulla parola “perché” un blando refuso e non un errore grave.
in ogni caso, ripeto, non credo sia il luogo più indicato per mettere su una discussione da accademia della crusca; la mia voleva essere solo una provocazione all’arroganza che aveva usato lei (chiamando arroganti noi).
detto questo torno alle mie: ci sono un sacco di esecutivi che mi aspettano per essere correggiuti
@ libertas
Ahahaha! Io pensavo ti riferissi a “Sbagli a pensare che io non calma”, dove la mancanza del “sia” rendeva la frase vagamente tribale.
Sul “perché” invece son perfettamente d’accordo.
Quando l’ho fatto presente ad alcuni art, in passato, mi han risposto: “Come mai allora sulla tastiera c’è la “è”?” .
Detto questo, io invece non sono d’accordo sull’abolizione delle maiuscole.
Ma la tua teoria è suggestiva e il tema è interessante.
@ fuicopy: rispondo qui perché sotto il tuo commento non c’è il tasto “reply”.
grazie per la bellissima frase del tuo art!
Molto comune anche e’ al posto di è .
Ma forse è colpa della astiera anglo.
@oldie
Non parliamo del “po’” scritto in tutte le salse.
e le maiuscole accentate con l’apostrofo “perché fa grafica”.
see… da “qual’è” a “qualc’uno” o ai vari “un” apostrofati davanti a sostantivi maschili, gli orrori grammaticali della lingua italiana si sprecano.
“Prosieguo” è diventato un termine da “Chi vuol essere milionario”. C’è da scegliere tra: proseguio, proseguo, prosiego e il termine esatto. Ma questa è davvero roba da Crusca.
scusa, mi mostreresti la frase dove ti sono sembrata arrogante? perché a me pare solo di aver difeso i miei colleghi dal giudizio di chi sembra sapere ogni cosa deducendola da un riassunto sommario di un fatto d’agenzia.
diciamo che l’attacco “ma che diavolo state dicendo?” è un buon incipit per mettere in posizione difensiva gli interlocutori. concludere col dare dell’arrogante a chi ti ha commentato (magari con sarcasmo, ma su un blog del genere c’è anche da aspettarselo) solo perché non ha il tuo stesso punto di vista, di certo non migliora la percezione.
forse ho frainteso e se è così ti chiedo scusa. però è strano che, oltre a me, anche l’altro partecipante alla discussione ti abbia invitata a “darti una calmata”, non credi?
@libertas
Ti devo riconoscere che hai veramente stile. Io avrei replicato in maniera scomposta.
@libertas
Devo dire che, per essere un esecutivista, scrivi davvero bene.
A meno che il ruolo si riferisca anche alla parte testuale.
In questo caso, non sono davvero più aggiornato sugli sviluppi della professione.
@ fuicopy & alessandro piccioni:
grazie a entrambi… sono lusingato!
comunque, non sono un esecutivista, ma un copy che non delega ad altri il lavoro sporco.
spero che questo non comprometta i complimenti ricevuti.
ora mancano solo i complimenti di Copy Junior Donna (alto/basso) per passare definitivamente oltre.
Mi trattengo dal citare il noto proverbio con la fava per rispetto del fondatore di WUTS.
ecco… adesso sì che sono in imbarazzo!
(non ho colto nessuna delle due citazioni).
WUTS sta per Wonders Under The Shower (© ADMA)
Agenzia (più che creativa direi ricreativa) nata su un post di Bad Avenue di dichiarato stampo onanista (nell’accezione che immagini). Il post è “Fake Agency of the Year – S&S, 5 fake.”
@libertas
Dopo la dotta e documentata precisazione di Alessandro, ti sarà chiara la connessione tra il termine “fava”, l’avifauna urbana e il proverbio da me evocato.
Capirai anche la mia cautela: sono concetti da maneggiare con cura.
Intravedo anche una metafora sull’utilità di questa discussione.
@ fuicopy & alessandro piccioni:
adesso tocca a me fare i complimenti a voi.
detto questo, passo e chiudo sennò divento cieco.
Grazie a tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri per i miei 600 anni,anche se il leggero anticipo.
Grazie al mio amico Napoleone e alla sua superba vittoria a Waterloo.
Grazie a chi ci indica la nuova via delle grandi agenzie:fare tanti traslochi interni,perdere Heineken e Vodafone,cacciare pacchi di gente propagando tanta tanta nuova energia.
Grazie a loro,magari con qualche anno di ritardo,scopriamo che il 30” non basta più.
Illuminazione geniale,come nemmeno io sarei stato capace di fare,circa 600 anni or sono.
Grazie a bart che mi ha dato l’occasione di vedere l’intervista di Youmark piena di energia.Mi ha cambiato la vita,io che vivo da sempre fuori dai grandi giri e a tanto splendore non arriverò mai
Grazie a chi disserta per ore se è meglio saper scrivere una brochure o fare un fakuccio stile archive che piacerebbe a Vicky.
Grazie,se è vero,a chi pensa ad un secondo ADCI, adesso che finalmente abbiamo chi se ne occupa seriamente.
Grazie a chi dice “fare sistema” in un paese che ne è storicamente incapace,in ogni settore ed in ogni epoca.
Figuriamoci adesso che si ammazzerebbe la mamma per fotterle gli ultimi tre euro.
Grazie a chi fa le interviste video e non sa cosa dire ma cerca di dirlo bene.E quasi sempre manco ci riesce.
Grazie alle logiche finanziarie che piovono da Londra,Parigi,NY ecc. che se ne sbattono della lavoro fatto bene e mettono sulla sedia del comando gente che non dovrebbe neanche avvicinarsi al portone di un’agenzia.E questi per salvarsi le chiappe,unico vero immenso talento che hanno,segano gente da 1000 euro.
Anche perché i loro capi “forestieri” considerano la nostra penisola serie B,quindi degna di capi di serie B o C.I secondi anche meglio,costano meno.
Grazie quindi anche a questi signori che ci guardano dall’alto in basso.
Grazie a Silvio,che in questo ci ha dato una grandissima mano.Grazie ai creativi di ogni statura,lignaggio ecc. che nel tempo si sono proposti come FIGHI ULTRATERRENI con le snickers sgargianti e le t shirt sovrapposte,i jeans strappati ma da 300 euro al paio.
Grazie a chi ha vissuto in nota spese e se ne è vantato.Grazie a chi ha assunto e portato in palmo di mano dei pirla fedeli,così da non far vedere la propria pochezza.
Grazie a loro gente in gamba e piena di talento ha visto i mediocri eletti allontanarsi su cocchi dorati.Grazie a me che non continuo l’elenco.
Grazie al cazzo che adesso “il sistema” è nella merda.
@libertas
probabilmente abbiamo frainteso entrambi, l’ultimo dei mie ipensieri e passare le giornate a litigare su un blog. ho semplicemente avvertito eccessiva sicurezza nel giudicare quello che succede nella mia agenzia e ho risposto d’istinto. Detto questo mi scuso anche io.
@Alessandro
idem come sopra, ma rispondo così a chi mi sembra avere la sicurezza anche di sapere di che colore ho i capelli, senza avermi mai vista in faccia.
Penso e spero dunque si possa passare oltre, anche perché mi sembra che la pensassimo tutti allo stesso modo, ovvero che un logo non può costare troppo ma nemmeno essere regalato.
tutte le agenzie NO stanno cercando stagisti…. che culo
Sono in stage presso la The Others da 2 mesi… lavoro (perché di lavoro si tratta al 100%) per 0 (ZERO) euro mensili.
Tutte le persone che conosco, che hanno studiato con me presso scuole rinomatissime e private (a Milano) prendono la media di 250€ mensili, sempre stage (sempre 100% lavoro%… si parla di dormire dormire anche in agenzia il sabato sera).
Parlo di aziende quali:
JWT,
Publicis Modem,
MRM Worldwide,
Euro RSCG,
Mind,
Armando Testa (Torino),
Malcom Tyler,
The Others (ovviamente),
Cayenne,
Y&R,
Saatchi&Saatchi,
Indipendent Ideas (Torino),
Now Available.
Per tutte le nuove leve fate voi i conti.
P.S.
Se non credete a quanto detto provate a fare dei colloqui come stagisti presso le seguenti agenzie.
Se avete qualche conoscenza o spinta sarete sicuramente più fortunati (e premiati).
Sto messo come te, io sono in una di queste elencate da te a 0€ ma con i buoni pasto yeah!!!
che tristezza! L’unica cosa buona che non faccio i sabato sera li dentro… per il momento!
giuseppe tu sei in leo?
No, non sono in Leo Burnett. Ho iniziato da poco ovviamente, preferirei non dire l’agenzia. Sai, non vorrei che a qualcuno potesse dar fastidio che dico che non mi danno soldi… non voglio farmi nemici prima del previsto, ahahahahah
Quoto quanto ha scritto “stagista che non ha trovato altre opportunità”.
Io sono stagista art director in una di quelle agenzie elencate sopra.
300 euro al mese di lavoro vero al 100% con possibilità di contratto dello 0%.
Colloqui nelle varie agenzie e sempre la stessa cosa: “rimborso spese (quando c’è) e scordati dei week end, vita sociale inesistente e nessun lavoro da aggiungere al tuo portfolio”, e intanto i nostri direttori creativi prenotano una vacanza al mese di 4 giorni come fosse nulla.
ps: Per i futuri stagisti: meditate!
Settimana scorsa ho fatto un colloquio in DDB. Volevo scappare. Non ho mai sostenuto un colloquio sentendomi così a disagio. I due senior mi contestavano tutto il portfolio.
E si vocifera che lo stage lo fai gratis, se ti prendono.
Questo c’è da aspettarselo. Non puoi pretendere che ti dicano “bravo”.
Stando alle mie esperienze e a quelle di amici e conoscenti aspiranti copy, anche lo stage da 300/400 euro sta diventando un’utopia. Possibile che la massima aspirazione di uno che ama fare pubblicità sia andare a fare presenza alla Portfolio Night? Ma anche no, grazie. Cmq bel post e bel blog!
Pingback: Di STAGE e stagisti… o forse sarebbe meglio di STrAGE e STrAGISTI… « Progetto B.E.S.T.
ah e tutti i direttori creativi che si bulleggiano di essere felici per pisapia,
che esultano per chè ha vinto e ne condividono a parole ilavori dico vergogna.
i vostri reparti sono campi di sfurttamento per tutte le figure dallostagista al supe seniro e voi vene lavate le mani. siete i peggiori.
ciao D.D.
ho trovato molti post interessanti sul tuo blog, questo è quello che tra tutti mi ha colpito maggiormente, io sono sì stagista ma in altri settori, e la questione della retribuzione mi tocca da vicino.
Mi sono permesso di citare parte di questo intervento sul mio blog, chiaramente ho messo un link al tuo post per chi volesse approfondire.
Spero non ti spiaccia!
Grazie e buona giornata!!
Ciao D. D. ho letto il tuo post sugli stagisti e siccome anche io sono un giovane neolaureato in comunicazione pubblicitaria ti vorrei segnalare cosa ho scritto io al riguardo. Magari ti può interessare e dare una mano a me e a tutti quelli nella mia stessa situazione.
http://magicomunicazione.blogspot.com/2012/03/curiosando-nel-web-ho-trovato-questo.html
E se non lo farai ti seguirò lo stesso con grande piacere e interesse.
Fuck stage!
non è mai giusto uno stage è solo un’inculata
Non ho mai fatto uno stage in vita mia!
Vaffanculo, vedi il portfolio, se ti piace mi prendi e mi paghi, se non rispetto le aspettative esiste il periodo di prova, 3 mesi ed arrivederci e grazie.
AFFANCULO LO STAGE, CHI LO PROPONE E, NON ULTIMO, CHI LO ACCETTA.
Baci a tutti!
STAGE Account in agenzia indipendente: euro 500 al mese
durata stage: 6 mesi
si lavora molto, ma di questi tempi non mi posso lamentare, i clienti ci sono e anche con budget rispettosi.
Dopo lo stage prospettive di contratto a progetto, 18 mesi a circa 1000€.
Alcuni miei amici in agenzie network, con nomi storici prendono in stage 250 o 300€ con zero prospettive per il futuro.
Non è incoraggiante ma neanche così pessimo, alla fine ci vuole un po’ di positività ed entusiasmo.