La Carfagna, lo IAP e il corpo delle donne.

Martedì scorso, al convegno IAP, Mara Carfagna ha firmato con l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria un Protocollo d’Intesa che permetterà al Ministero delle Pari Opportunità di chiedere il ritiro immediato delle immagini e delle pubblicità che offendono la dignità della donna e non rispettano le pari opportunità.

Su questo blog abbiamo parlato spesso di donne e pubblicità, abbiamo addirittura una redattrice dedicata al tema – Betty Draper – ma devo ammettere che questa notizia non mi eccita particolarmente.

Immagino il risultato del connubio fra due enti che di pubblicità non ci capiscono un bel niente, come Ministero e IAP. Sento puzza di censura e, soprattutto, di strumentalizzazione.

Anche perché, a quanto mi risulta, lo IAP ha sempre potuto bloccare autonomamente le campagne e il Ministro Carfagna non è esattamente la persona più adeguata per fare una crociata contro l’utilizzo del corpo delle donne in pubblicità, o da qualsiasi altra parte (qui sotto una delle immagini del suo vecchio calendario).

Ci ritroveremo alla mercé di ipocriti bacchettoni privi di ironia che ignorano che la buona pubblicità non ha mai bisogno di far leva sul sesso. Enti capaci solo di giudicare e vietare, mentre ciò di cui ci sarebbe veramente bisogno è un cambio di mentalità sul ruolo della donna, non solo in comunicazione, ma soprattutto in una società come la nostra intrisa di veline e Bunga Bunga.

E qui noi comunicatori potremmo fare davvero qualcosa di valido come una campagna di sensibilizzazione. È il nostro mestiere. Ma qualcuno ha ancora voglia di dedicarsi a qualcosa di rilevante? Ad esempio, dato che alcuni del nuovo consiglio mi leggono, l’ADCI ha intenzione di fare qualcosa a riguardo?

Tanti saluti da Bad Avenue.

D. D.

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About Donald Draper

Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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19 Responses to La Carfagna, lo IAP e il corpo delle donne.

  1. Les matins des magiciens says:

    Con l’iPad questo post fa una certa impressione.

  2. Onan says:

    Mi sembra che si attacchi la pubblicità per non attaccare i programmi televisivi che sono centomila volte peggio. Questa è la mia impressione. In tv la donna vienne svergognata, umiliata e sfruttata fino all’inverosimile, e peraltro con donne consenzienti e disposte a tutto pur di fare successo. Grande Fratello, L’isola dei famosi, etc. etc. etc…

    In pubblicità onestamente non mi pare di aver visto cose gravi. Molti si sono scandalizzati per il culetto di Richardson ma così facendo non hanno fatto altro che amplificare un milione di volte sui blog la campagna stessa, compiendo una meravigliosa operazione di marketing totalmente free per il cliente che starà gongolando: “Ancora! Ancora!”

    Alla Carfagna suggerisco di scandagliare bene l’etere del suo datore di lavoro. Lì troverà diverse situazioni in cui la donna è veramente trattata come merce.

    Ai moralisti, benpensanti e alle persone facilmente irritanti suggerisco di guardarsi queste foto:
    http://www.mocafico.com/images/pubis_03-pubis_12_over.jpg
    Questa è la prova provata che un corpo femminile nudo in sè per sè non è volgare.

  3. Gianni Lombardi says:

    Il nuovo Consiglio ADCI, attraverso il nuovo Presidente Massimo Guastini ma anche attraverso i blog dei singoli consiglieri, con interviste alla stampa e con la partecipazione a conferenze stampa di terzi, ha già parlato parecchio del problema. Qui ad esempio una delle ultime occasioni:

    http://bocciofilabrancaleone.wordpress.com/2011/03/21/pari-o-dispare-utilizzo-donna-pubblicita/

  4. Gianni Lombardi says:

    Anche la TP si sta dando da fare sul tema, con un convegno il 31 marzo a Roma, presso la Camera dei Deputati:

    http://www.tpblog.it/parliamo-ancora-di-donne-stavolta-faccia-a-faccia

    Riallacciandomi al commento di Onan, che condivido, il mondo della pubblicità si sta dimostrando molto sensibile, molto di più del resto dei media.

  5. Agrippina says:

    Più cose leggo su questo argomento e più ho la sensaziona che sia solo un tanto rumore per nulla.
    Da un lato i biechi irrispettosi utilizzatori del corpo delle donne, dall’altra le donne che si fanno biecamente utilizzare in modo irrispettoso.
    Nel mio semplicismo penso che ci si possa sempre rifiutare di fare qualcosa che non ci vede completamente d’accordo.
    Si deve solo decidere se è meglio perdere il lavoro o il rispetto per se stessi.

  6. Pentito dell'ADV says:

    Non sarà che tutto sto agitarsi per difendere la dignità della donna e delle sue pudenda in pubblicità sia una facile e un po’ ipocrita crociatina moralistica per non affrontare temi più spinosi e urgenti (es. i contratti e gli stipendi da schifo), un po’ come il PD che parla solo di bunga bunga anziché occuparsi di precariato e mercato del lavoro?

    • Gianni Lombardi says:

      “Pentito dell’ADV” se ti interessa fare qualcosa riguardo “contratti e stipendi da schifo”, puoi seguire e magari partecipare alle attività di ACTA (Associazione Consulenti Terziario Avanzato):

      @adcinews RT @dariobanfi: Gli interventi previsti al #cowocamp2011 del 16 aprile: http://bit.ly/i6JnMn. Ci sarò anch’io a parlare del Coworking ACTA

  7. copyo says:

    è pericolosissimo mettere nelle mani della carfagna e di 4 signori polverosi il giudizio su un argomento che presta il fianco a facili ipocrisie. qual è il confine tra dignitoso e non dignitoso? chi lo stabilisce? una bella foto di una bella ragazza che gioca a provocare offende la dignità delle donne? ronaldo seminudo nelle campagne di armani offende la dignità dell’uomo? io personalmente più che offeso mi sento invidioso. se avessi quel fisico e armani mi desse tanti soldi per metterlo in mostra probabilmente lo farei? voi?

    • Ano says:

      “ciò di cui ci sarebbe veramente bisogno è un cambio di mentalità sul ruolo della donna, non solo in comunicazione, ma soprattutto in una società come la nostra intrisa di veline e Bunga Bunga”

      ma che analisi originale…

      • the next big thing? says:

        Il tema è decisamente trendy, ecco qua, segnalato da Daria Bignardi su Vanity Fair, un altro convegno di ‘pare o dispare’ a riguardo, stavolta sponsorizzato dalle imprese il 21 marzo, con la partecipazione straordinaria di Lerner e Bonino .

        “ Donne, non stereotipi – Un manifesto per dialogare con il mercato contemporaneo secondo qualità e creatività. La parola alle aziende“.

        Prendiamo nota del nuovo argomento di vendita.
        a quanto pare per aziende e agenzie sarà cool far parte della compagine di virtuosi anti-zoccolaggine.

        Meglio così, va.

  8. Pingback: La Carfagna, lo IAP e il corpo delle donne. Donald Draper domanda, Massimo Guastini risponde | bocciofila brancaleone

  9. Dandyness says:

    Credo che in primo luogo vada reintrodotta l’autoironia per tutti e per tutto.

  10. Target says:

    Sono cliente VW e dopo questa pubblicità sono andata in concessionarIa a dare uno sguardo anche se non dovrei cambiare macchina.
    http://www.adsoftheworld.com/media/tv/Volkswagen_the_force
    Da queste righe due considerazioni:
    1. Sono donna. Detengo il potere d’acquisto della mia famiglia ed influenzo quello di una decina di altri nuclei familiari
    2. Apprezzo questo tipo di comunicazione che vedo spesso all’estero e pochissimo in Italia. Perché continuate a pensare, voi o i vostri committenti, che una donna molto finta e molto nuda mi indurrà a comprare?
    A quel milione di donne che come me erano nelle piazze il 13 febbraio vendereste di più con questo tipo di ironia. Quella di tette e culi non la cogliamo.

  11. XXX says:

    Let’s be real:
    1) Carfagna alle Pari opportunità è come Previti alla Giustizia.

    2) La comunicazione sociale, come la politica sociale non sanno cos’é
    Vedi la droga, Topo Gigio, Turismo con spk Silvio.

    3) Proprio la Carfagna ha fatto una campagna contro il pregiudizio verso i gay che
    è il prototipo delle campagne inutili del: scarrsa professionalità dei team chiamati,nessun insight, nessun vero concetto, nessun effetto o risposta.

  12. Pingback: L’adv en rose #4 Parola d’onorevole « La Città Reale – di Giulia Segalla

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