Digital Agency Advisor

Mi sono sentita chiamata in causa dai post e dalle discussioni sullo scenario digitale e in particolare dal fatto che il Cliente ha, in questo momento storico, il coltello dalla parte del manico.

È vero.

Noi, Clienti, abbiamo oggi un potere di mercato molto forte dovuto alla crescita spropositata dell’offerta. E siamo costantemente alla ricerca di qualità alta, creatività dirompente e prezzi bassi. Se le agenzie non sono in grado di assecondare i nostri desideri, too bad, ci rivolgiamo a qualcun altro.

Perché a me non serve una creatività bella e basta. Serve una creatività efficace, che sappia trasformare il comportamento del consumatore, ingaggiarlo con mezzi e messaggi diversi. So che a voi creativi non importa probabilmente nulla di sapere quanti flaconi di detersivo o quanti telefoni in più deve far vendere la vostra campagna, ma, se mi permettete, è qui che sbagliate. È qui che voi, come creativi, perdete la fiducia del Cliente.

Gli internazionali non mi chiedono mai se la campagna è piaciuta o meno, mi chiedono quanti flaconi o telefoni ha venduto. Per questo semplice motivo ho dovuto licenziare l’agenzia digital che ci seguiva: le loro idee, le loro iniziative rimanevano fine a sé stesse, ma non hanno generato uno straccio di risultato economico, pur essendo costosissime.

Ed è qui che entrate in gioco voi: voglio il vostro contributo per stilare quella che mi piacerebbe chiamare Agency Advisor, in modo da sapere a che cosa noi Clienti andiamo incontro, in modo da sapere che se scegliamo un’agenzia piuttosto che un’altra, scegliamo teste pensanti e non un brand. La reputazione è importante, ma per una volta, vorrei andare sul concreto.

Ho identificato quelle che, secondo mia esperienza e AssoComunicazione, sono le top digital agency in Italia:

- FullSix
- LBi
- Bitmama
- VML
- OgilvyInteractive
- ARC
- Slash
- Bright.ly
- H Art
- Nurun
- Isobar
- Publicis Modem
- MRM
- Euro RSCG
- Proximity
- Grey Digital
- M3V
- Saatchi&Saatchi
- Lexicon
- Profero
- Agency.com

    Voglio sapere da voi che in queste agenzie ci lavorate, che cosa ne pensate.

    Voglio arrivare ad avere un panorama di società di servizi di comunicazione digitale (e anche non) che contribuiscano effettivamente alla crescita del business, attraverso modalità di ingaggio di pubblici diversi.

    Rachel

    About these ads
    This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

    87 Responses to Digital Agency Advisor

    1. Scrudge says:

      Dici una cosa giusta. Le somme si tirano alla fine. Ma spiegami come potete immaginare quanti flaconi venderete prima che la campagna vada on-line. Probabilmente basandovi su quello che hanno fatto altri, o voi in passato. E qui si crea un circolo di solite idee che girano e rigirano.

      Una domanda: davanti a uno script (scusa se non mi addentro nel digital) come Old Spice avreste avuto il coraggio di approvarlo?

      Old spice prima non lo cagava enssuno, ora è diventato un lovemark. Per la cronaca nel contratto era stato tolto il diritto di veto dal cliente. Poteva essere un successo, o un disastro, ma lo si può sapere solo DOPO aver rischiato.

      é la paura che ci/vi frega e nel tuo commento quando parli di vendite, internazionali, ritorsioni c’è n’è molta.

      Bisogna rischiare e prendersi le proprie responsabilità sia nei successi che nelle sconfitte, ma sembra che qui si voglia rimanre nello standard della mediocrità che farà galleggiare le vendite per sempre.

      • Rachel Menken says:

        Ho deciso di intraprendere questa iniziativa proprio perchè voglio rischiare e proprio perchè non voglio che idee e persone restino nella mediocrità.
        Come responsabile di un dipartimento aziendale ho una spada di Damocle, che si chiama fatturato, con cui mi confronto ogni santo giorno che porta sì ad investire e a rischiare, ma cum grano salis.
        Sono stufa di investire budget di migliaia di euro con persone che non mi soddisfano totalmente.
        Magari sarò reazionaria, ma se per passare una notte in albergo e spendere 200€ facciamo ricerche certosine prima di prenotare, perchè non possiamo farlo anche in questo campo, dove le cifre in gioco sono decisamente più interessanti?

      • Gianni Lombardi says:

        Scrudge ha colto nel segno. Nella comunicazione online il prerequisito indispensabile è la volontà di sperimentare. Senza sperimentazione non si va da nessuna parte. Bisogna provare e poi analizzare i risutati, senza aspettarsi la ricetta garantita.

        Per fare un esempio con l’e-commerce, la forma più integrata di marketing-vendita-comunicazione, Amazon non ha detto “ora metto online il mio distributore automatico di libri e poi mi limito a contare gli incassi”.

        Ha fatto anni di sperimentazione per mettere a punto tutti i dettagli della sua offerta e della sua esperienza di e-commerce, cominciando nel 1994-95 con i soli libri e partendo dall’esperienza del direct marketing e della vendita per catalogo.

        http://it.wikipedia.org/wiki/Amazon.com

        • All your base are belong to us says:

          +1 per Gianni.

          A questo “cliente” vorrei dire:
          1) se fai una gara o dai un brief DEVi avere le idee chiare. Non cambiarle ogni 5 minuti. Non cambiarle perche il tuo capo ha paura di scegliere. Non cambiarle il giorno prima dell’online. Non cambiarle. Voglio QUESTO risultato. Fate voi. Mi piace. Fatelo.
          2) se vendi lavatrici chiarisciti prima bene cosa vuoi fare. Vuoi uno store? DEVE ESSERE UNO STORE. Vuoi un sito “cool”? DEVE ESSERE UN SITO COOL. Vuoi un portale? DEVE ESSERE UN PORTALE. Lo store ha sue logiche, ha sue regole, ce ne sono n-mila nel mondo, non li hai inventati tu, non puoi farli come ti piaciono a te. Stessa cosa il sito cool. Il web è 80% “tecnica” (di vendita, non codice), sugui la tecnica.
          3) se hai uno spot con gli unicorni e gli arcobaleni non è che il tuo “trova la lavatrice piu vicina a casa tua” deve essere declinato in unicorni e arcobaleni: cazzo gliene frega degli unicorni a uno che cerca il tuo store.
          4) studia
          5) studia. per capire chi ti racconta fregnacce, per dividere i peraccottari da chi sa fare. Se dai degli obbiettivi chiari, chi sa fare sarà contento di FARE QUELLO CHE SA FARE BENE. Perche gli obbiettivi siano credibili, perche il rapporto parta col piede giusto, devi aver studiato, devi guadagnarti il rispetto. Ti allocheranno la gente brava, cercheranno di non farsi prendere in castagna. KPI, SEO, A/B TEST, sistemi, interfacciamento, AJAX, perche Flash, perche no-Flash, etc, etc. STUDIA. Se domani vado a comprare una lavatrice e di lavatrici non so una fava ci sono grandi possibilità che mi inculacchiano.
          6) gli IT della tua azienda sono tuoi nemici. Lo so, sembra che ti savino il cxxo quando ci sono le presentazioni. Ma in realtà mirano a non fare nulla e preservare il loro potere. Dai anche a loro obbiettivi e misurali. Ti dicono che è necessario usare java? PERCHE? Ti dicono che loro supportano solo ColdFusion? PERCHE? Ti dicono che quella cosa si puo fare solo cosi, sui server cosa per motivi di sicurezza? PERCHE? Chiediti il perche di queste cose.
          7) le statistiche sono la tua fonte di conoscenza. Li ci sono le risposte. Ci vuole poco a capirle, ce la fa anche un’idiota SE COLLEGA IL CERVELLO. Studiale. Studia i referrer, Studia cosa funziona e cosa no. Non farlo fare ad altri altrimenti non serve a una mazza. Ah. Quelli bravi amano essere misurati. Lasciagli carta bianca, fidati, misurali. Almeno potrai urlare su DEI NUMERI non su un “non piace” che non vuol dire una beneamata mazza. Forse non hai ben capito il fatto che il web è misurato e misurabile. E forse nessuno ha in coraggio di dirti quanto perche verrebbero fuori troppo magagne. Non in quello che hai online ma proprio su tutta la tua comunicazione. E sui prodotti. E mi fermo.
          8) ho gia detto studia? e fai da te che se fai fare le gare “da altri” perche “di te” non ti fidi la prendi in saccoccia?
          9) tutta la paccottiglia che ti raccontano “facebook blablabla, youtube blablabla, virale di sta ceppa, guerrilla tricketrackke” ha senso SOLO SE HA SENSO PER IL TUO BUSINESS. Se vendi lavastoviglie forse il tuo “utente tipo” vuole SOLO trovare i modelli, le caratteristiche, dove la compra, chi gliela ripara. Se prima non hai risolto queste esigenze (E BENE) il resto è solo RUMORE. Uno che vede il tuo “virale” (se lo vede) ma pensa che la tua lavatrice fa schifo, legge online ovunque che fa schifo, sente dagli amici che si rompe, cerca sul tuo sito e non trova nulla altro che super cool cazzate, telefona e lo looppano tra centralini difficilmente LA COMPRERA’.
          quellodopoquelloprima) guarda cosa fanno all’estero. Ma se puoi recuper ainformazioni ANCHE su come girano i rapporti clienti/agenzie, come gli passano i brief, che temi gli danno per pensare, QUANTI SOLDI GLI DANNO.
          11) se per fare una cosa ci vuole tempo 10 non è possibile farla in tempo 5. Non è un problema di risorse disponibili. Fai una gara e vuoi tutto in 10 giorni? Ti sei dmenticato un salone e vuoi il sito in una settimana? Non è possibile. Non si puo parallelizzare. Tanta gente che lavora fa risparmiare un poco di tempo ma alla fine, per stare in tempi demenziali, tutti sono costretti a “buttar via” a fare le cose “a cazzo”. Non c’e’ altro modo.

          Amen

        • Body says:

          + 2 per All your base are belong to us

    2. no future says:

      ricordate che la comunicazione e pubblicità è solo un delle 4 eve del marketing,
      le famose 4 P così obsolete funzionano ancora, ela promotion è la quarta P.
      non potetelanciare prodotti di merda o inutili, farli pagare tanto, nn riuscire a distribuirli, volerli comunicare con un budget da ridere, e dare tutta la colpa alla campgna e all’idea.
      COni soliti distinguo ecc ecc…

    3. Malena says:

      Gentile Rachel,

      sono un’account di Agenzia di comunicazione e mi permetto di lasciare un commento alle sue precise considerazioni.

      La creatività ‘bella’ è fine a se stessa, non serve a nessuno, siamo d’accordo. E di fatti le VERE Agenzie solitamente propongono una bella (giusta) creatività che risponda agli obiettivi di comunicazione condivisi con il Cliente.

      Per esperienza professionale però, negli ultimi anni, non ho trovato Clienti che siano riusciti a trasmettere dei briefing precisi e a condividere obiettivi chiari e mirati.

      Ritengo che da diverso tempo, le Aziende abbiano al loro interno responsabili di marketing e comunicazione o inesperti o addirittura incapaci di ragionare se non in termini assolutamente solo commerciali. E questi sono gli interlocutori delle Agenzie di oggi.

      Anche la lista che ha lasciato è la dimostrazione in realtà di quanto NON sapete ‘veramente’ di quale struttura avete bisogno. Una ventina di Agenzia può essere la base di una ricerca interna aziendale per capire chi contattare.
      Ma dopo aver parlato con tutte (perchè è quello che ultimamente fate), la rosa dei venti dovrebbe ridursi a due o tre, massimo, Agenzie da prendere in considerazione per capire quale è quella adatta con cui lavorare.

      La mia non vuole essere una polemica.

      Mi permetto solo di fare una considerazione personale:
      se le ha riportate, immagino che le 20 agenzie siano per lei tutte brave e professionali. Perchè allora chiede a noi quale è la migliore?
      Questo dovrebbe essere compito suo: capire quale è la giusta per lei.

      Cordialmente.

    4. Onan says:

      Il problema è che nel nostro mestiere non ci sono regoel predefinite per fare un buon lavoro. Cioè un lavoro che venda. Può essere corretto sotto la reason why e tutte le altre minchiate li ma magari non fa vendere una ceppa e fa cagare anche l’idea.

      Allora come si fa a capire se un lavoro è fatto bene. Ci sono da sempre due strade. La prima sono i test, la seconda sono gli awards.

      Con i test prendi dei clienti tipo, li fai interagire con il progetto e prendi nota.

      Con gli awards, raggruppi i progetti migliori, i più riusciti e quelli che hanno avuto più successo di vendita l’anno prima e fai una classifica distribuendo statuette o leoni. In base a quello si creano tendenze e i creativi le cavalcheranno gli anni a seguire.

      Ovviamente in tutto ciò ci sono i Grandi Creativi, cioè quelle poche decine di persone al mondo che sono realmente dei geni, che sperimentano e tirano fuori dal cilindro grandi cose impossibili per i comuni mortali.

      Ecco il nostro lavoro. In tutto ciò c’è il day-by-day in cui devi cercare di consegnare cose non troppo merdose in pochissimo tempo.

      • Onan says:

        Dimenticavo una domanda per tutti: che cazzo è la creatività? Una parola nonsense o con mille differenti significati, tutti opinabili.

    5. markettara says:

      Su alcune sono più scettica, e secondo me – senza fare nomi – ci sono agenzie qui in mezzo che sul digital lavorano molto male. Altre ancora (es. Agency.com) mi risultano alla frutta se non in fase di chiusura vera e propria. Altre ancora che sul digital fanno solo banner.

      A mio avviso, le più brave: LBi, Ogilvy, Fullsix, H-Art.
      Ma se parliamo di progetti digitali ci aggiungerei anche Now Available e JWT/RMG che qui non vengono citate.

      • smarkettata says:

        e guarda caso che te casualmente lavori in Now Awailable. signora mia, questa è gente che ha la faccia come il mulo

    6. Lucio says:

      E io qui dovrei mettermi a sponsorizzare la mia agenzia (non c’e nell’elenco e non intendo citarla anche se, ovviamente, penso che possa stare tranquillamente fra le prime 20 in Italia) ?
      O, peggio ancora, dovrei dire chi fra i miei “concorrenti-colleghi” stimo o non stimo ?
      Se hai dovuto licenziare l’agenzia che ti seguiva (non so quale fosse e non lo voglio sapere) e adesso hai il problema di trovarne una nuova il problema e’ tuo.
      Non intendo “accapigliarmi” con i miei colleghi, in questo spazio libero e piacevole per farti risparmiare il tuo preziosissimo tempo.
      Ma non vi basta massacrarci con le remunarazioni sempre piu’ basse ?
      Adesso pretendete di lanciare l’ossso nell’arena per vedere come ci scanniamo e per poi godere del risultato ?

      • NewEntry says:

        Ah, se ci fosse quel magico tasto MI PIACE in stile facebook !!!!

        • BeDee says:

          Ah, davvero davvero… Io invece mi chiedevo quanto sia realistico, in italia, oggi, che un cliente scelga l’agenzia più IDONEA al proprio progetto, con una gara ONESTA…

    7. Anonimo says:

      Per quanto riguarda il digital, mi sembra che le uniche realmente competitive su scenari internazionali siano Jwt/Rmg (a milano) e Saatchi and Saatchi (a roma). Forse Arc, anche se molto meno ultimamente. Questo sia in termini di lavoro su clienti importanti, sia in termini di awards.

      Tra le indipendenti forse H-Art.

      Sinceramente non riesco a ricordare un lavoro degno di nota delle altre presenti in questa lista.

    8. Bru Schetta says:

      Per fare cosa? Per quale brand/prodotto? Con quali obiettivi?

      Devi fare un progetto di comunicazione digitale?
      4 o 5 le devi scartare perchè fanno solo portali, CMS, …

      Hai bisogno un “respiro” internazionale?
      Altre 2 o 3 le devi scartare

      Altre 4 o 5 lavorano sicuramente già per tuoi competitor …

      Un paio di quelle che citi stanno chiudendo … una in particolare ha “subito” ben due spin off negli ultimi 3 mesi …

      E’ facile fare una short list … chiamare le 4 o 5 che “avanzano” … e DECIDERE …

      In bocca al lupo: che la scelta sia con te …

    9. non ho capito says:

      io sceglierei la mia :-)

      scherzi a parte, dove è pubblicata questa classifica di assocomunicazione? :-!

    10. Rachel Menken says:

      Mi preme sottolineare una cosa: questa ricerca non nasce da un bisogno personale, quanto più di categoria.
      Non sono alla ricerca di un’agenzia digital, vorrei semplicemente arrivare ad avere una sorta di panoramica per poter mettere la mia e tante altre aziende, nella condizione di scegliere l’agenzia più adatta a loro, al prodotto e agli obiettivi da raggiungere.
      Non vuole essere uno sputtanamento, ma un profilo più o meno obiettivo, una possibilità di autopromuoversi, come di autocriticarsi.
      Possiamo stare qui giorni a discutere di creatività bella, efficace, sperimentale senza però arrivare a un’opinione condivisa.
      Gli anni di collaborazione con i clienti, i progetti (belli o brutti) che sono stati fatti, la percentuale di stagisti, di senior e junior…questi sono dati concreti, misurabili che possono portare a categorizzare (non giudicare) le diverse agenzie.
      Io la vedo come un’opportunità per darci una mano a vicenda o almeno un primo passo affinchè il rapporto tra di noi non sia quello di cliente-fornitore quanto più di partnership.

      • Lucio says:

        Mi dispiace, chiedo scusa in anticipo per i toni,che ti assicuro non sono abituali per me, ma non ci posso fare nulla: trovo cio’ che scrivi vieppiu’ irritante !
        A parte la beata ingenuità (se ci vogliamo credere) di chiedere a noi di giudicare noi stessi e i nostri colleghi e’ il resto che mi fa uscire di senno.
        Ancora con sta stronzata (e quando ci vuole ci vuole !!!)della partnership ?
        Io non voglio essere vostro partner, io non voglio assumermi il vostro rischio d’impresa !!! Io devo creare, progettare e realizzare attività che vi consentano di parlare in maniera efficace e convincente del vostro prodotto al maggior numero di persone all’interno del target definito. Se sono bravo e ci riesco mi richiami se non ci riesco non mi chiami piu’. Se vuoi mi puoi pagare anche con una componente variabile in relazione al mio risultato (quello che ho definito sopra). Ma se poi il tuo prodotto non lo vendi perche’ nessuno lo vuole, perche’ costa troppo, perche fa schifo allora sono fatti tuoi…
        E poi la partnership e’ un accordo fra “pari” e clienti e agenzie non sono “pari” e non certo per scelta nostra.
        Infine: vuoi giudicare un’agenzia dal numero di stagisti non retribuiti ?
        Ma con le remunerazioni che ci riconoscete cosa pretendete ? E’ incredibile come noi dovremmo “partecipare” al tuo triste destino di professionista vessata dall’internazionale che ti richiama al fatturato mentre i nostri giovani art dovrebbero vivere di aria gratificati dal sol fatto di lavorare per voi magnanime multinazionali…
        Ancora una volta saremmo cornuti e mazziati !!
        E ti parla una persona che lavora in un’agenzia in cui ci sono solo 2 stagisti (appena laureati e che vengono retribuiti 750 Euro al mese ), 4 co.co.pro. e il resto assunti a tempo indeterminato.

        • evswan says:

          Condivido e aggiungo;

          Cara signora Rachel forse ho trovato la risposta perfetta alle sue esigenze di misurabilita’ delle vendite dei suoi prodotti etc..
          Esistono da tempo i cosiddetti “agenti di commercio”;
          stili una classifica dei migliori, scelga con cura le agenzie piu’ affidabili nel settore dove Lei opera, stabilisca un minimo di fatturato annuo da produrre, provvigioni, premi, bonus , ed e’ fatta.
          cordialmente

          evswan

        • Copymabuoni says:

          “solo 2 stagisti (appena laureati e che vengono retribuiti 750 Euro al mese ), 4 co.co.pro. e il resto assunti a tempo indeterminato.”
          Lucio, oltre a condividere ampiamente il tuo pensiero, devo chiederti: in quale agenzia lavori? Lo so probabilmente non vorrai rispondermi, ma sei consapevole che quella che hai descritto è una realtà che si fa fatica a credere possa esistere? Bisognerebbe darle visibilità, e soprattutto sbatterla in faccia a tutti gli stronzi che ti dicono che, nonostante la tua laurea, 300 euro al mese per i primi sei mesi sono il max che puoi avere, e che dopo ti offrono un contratto a progetto a 600/800 euro.
          Grazie comunque per la testimonianza, magari la tua agenzia è un ago in un pagliaio ma almeno ora so che da qualche parte esiste.

    11. sisifo says:

      cara Rachel,
      hai ricevuto una montagna di critiche perchè hai avuto il coraggio di esprimerti senza reticenze (spero). quello che emerge dai post è una grandissima frustrazione che ormai pervade gli addetti della comunicazione.
      sono il titolare di una piccola agenzia che r-esiste da oltre 2 decenni e devo dire che ormai il nostro settore è davvero alla frutta.
      i compensi sono ridicoli e non mi pare che il saving su un albergo possa essere paragonato a quello su un’agenzia. se scegli un albergo poco costoso al massimo dormirai su un letto un po’ scomodo e l’asciugamano sarà un po’ ruvido. se paghi poco un’agenzia mi permetto di dirti compi almeno due errori.
      il primo :
      verso la tua azienda; come puoi pensare che un’agenzia dedichi le migliori risorse e tutto il tempo necessario a produrre un ottimo progetto se non viene remunerata per farlo? tutto verrà fatto in fretta per “starci dentro”.
      il secondo errore è molto più grave perchè è etico.
      spesso, sempre più spesso, proponete compensi sapendo benissimo che non sono sufficienti a pagare il costo degli addetti dedicati a voi. e questo contribuisce a generare il malcostume dei co.co.pro, degli stage non remunerati, dell’uso eccessivo di stagisti che non posseggono le competenze necessarie e quindi…..torniamo al primo problema…..otterrai un pessimo lavoro.
      so benissimo quando mi siedo di fronte ad un mio cliente che il suo (e nostro) obiettivo è vendere…….se tu pagassi una provvigione dello 0,1% ai tuoi agenti quanto venderesti? e se addirittura li pagassi solo se vendono?
      è vero oggi c’è la crisi e troverai sempre molti fornitori di qualunque prodotto/servizio disposti a lavorare a poco ma il risultato che otterrai sarà spesso insoddisfacente.
      da ultimo : il tuo stress da performance è anche il nostro, però tu a fine mese ricevi una busta paga che ti permette almeno di vivere decorosamente, molti di noi no e trovare l’entusiasmo per “creare” progetti efficaci diventa un’impresa.
      cmq mi sei simpatica perchè sei coraggiosa. buon lavoro!

      • bs says:

        ah come sono d’accordo anche qui

      • Edo says:

        Quoto ogni singola parola. Soprattutto la parte legata all’ansia da prestazioni: deadline assurde per brief assurdi ( quando di brief si può parlare…). Il tutto per una paga assurda. “Se ti pagano in noccioline, vuol dire che è un lavoro da scimmia”…diceva il saggio. In un’epoca, ahinoi, ben diversa da questa.

      • bART says:

        Ecco… e uno poi cosa aggiunge, a questo capolavoro?

    12. account supervisor says:

      sicuramente a questo elenco ne mancano alcune.
      se io fossi un cliente non guarderei nè il nome nè il brand, ma i progetti veri che queste agenzie hanno fatto.
      e poi deciderei in base al progetto e al grado di affinità che potrebbe avere l’agenzia con la mia marca.
      sembra stupido, ma avere lavorato anni e anni sui detersivi ti fa conoscere meglio il mondo lavatrice, ad esempio e solo per farne uno.
      dipende anche che tipo di cliente sei che livello di gerarchia o di referenza vuoi, che tipo di agenzia ti aspetti.
      sarebbe importante anche capire cosa non andava nella tua ex digital agency.
      e soprattutto, l’ideale sarebbe che la gente con cui lavori si innamori della tua idea e che la trasformi in un qualcosa di grande.
      non ci sono solo i flaconi o i numeri. la pubblicità fatta bene vende fustini ma posiziona anche le marche nel cuore e nella testa dei consumatori. quindi oltre al breve periodo e alla vendita penserei anche al lungo e alla awarness.
      detto questo, senza brand e senza idee è tutta solo teoria.
      un complimento: hai fatto bene a confrontarti con noi, almeno adesso sai che la maggior parte dei professionisti seri neanche le guarda le guide di assocomunicazione.

    13. art senior says:

      (teaser post)

      Gentile Rachel,

      premetto che il suo post ha suscitato in me un vulcano di pensieri e stati d’animo contrastanti: dal “piacere” che un cliente chieda un confronto con noi, al “dispiacere” che nelle sue parole, non si evince nulla di verosimilmente vicino al concetto di autocritica.

      Più tardi, quando avrò messo i pensieri in fila indiana e dopo il lavoro, mi riprometto di scriverle per rispetto alla sua lodevole iniziativa di cercare una soluzione ad un problema più comune di quanto si pensi.

      A più tardi.

    14. Ex-Gargantua prima che me lo copiassero says:

      Beh non male… su questo blog prima si proponeva il sogno di far remunerare le gare… e poi si fa fare ad un cliente una indagine di categoria così, a gratis?

      Vabbè, ma il peggio deve ancora venire:
      “So che a voi creativi non importa probabilmente nulla di sapere quanti flaconi di detersivo o quanti telefoni in più deve far vendere la vostra campagna”
      MA CHI TE LO HA DETTO????
      MA CON CHI HAI LAVORATO????
      (ti prego fuori i nomi, a questo punto vai fino in fondo!)

      Mamma mia che brutta opinione e considerazione che hai di noi…
      E tra l’altro completamente falsa.

      Se ci sono creativi che ti hanno risposto così, cambia subito agenzia!
      Ma la maggior parte di quelli che conosco (e sono tanti) non ti direbbero mai così.
      Ti prego però di non prendere lo scarico di responsabilità per un eventuale insuccesso di vendita di un prodotto (magari inutile, scadente o troppo costoso), come disenteresse per le stesse da parte delle agenzie.
      E’ ben diverso.

      Poi non so se quelli del digital (non è il mio ambiente) sono più naif, ma per quanto riguarda il tradizionale, stai prendendo un grande abbaglio.

      Tutti i discorsi che fai sulle vostre “spade di damocle”sono giusti.. gli inutili istituti di test ci campano da anni… ma ragionare sue paure non vi porterà a nulla.
      E se devo dirti, in quasi 12 anni di carriera ho visto “disinteressati alle vendite” + clienti che agenzie: a loro bastava che l’animatic o l’offline testasse bene alle ricerche secondo i criteri dell’internazionale e poi basta… il resto era colpa della distribuzione, la crisi, etc etc, ma il loro culetto era parato.
      Quindi un po’ più di rispetto per la nostra professione, altrimenti se veramente pensi che a noi non interessino le vendite tanto vale che ti prendi un madonnaro in piazza duomo da usare come art e ti cerchi il copy ai corsi di scrittura creativa per corrispondenza…

      Poi.. Se la pubblicità vi terrorizza.. NON LA FATE! E amici come prima!

      Scusa se alcuni toni sono un po’ accesi, ma sono stanco di questo dipingerci come artistoidi-sanguisughe dai clienti, basta.

      Comunque ti stimo per essere qui a parlare.

    15. ruby says:

      un cliente viene qui, scrive una lista di agenzia e ci chiede consigli su quale sia la migliore… ma non per invitarla ad una gara… rachel ma che stai a di?? ti fai paladina di tutte le aziende facendo una ricerca su bad avenue? E tu saresti un cliente illuminato? Cioè per capire qual’è l’agenzia più creativa/competente vieni qui e chiedi? Ma fatti una ricerca, guarda quello che hanno fatto in passato, cerca di capire il pensiero che c’è, se c’è, dietro le singole campagne e vedi quella che ti soddisfa di più. Renditi conto delle differenze tra una sigla e l’altra. Fatti una cultura sull’adv!! Solo allora sarai un ottima interlocutrice con noi che l’adv la facciamo.

    16. Veterano says:

      Cara Rachel,
      innanzitutto buongiorno che oggi è una bella giornata di primavera.

      Detto questo capisco i tuoi punti, leciti e legittimi, però mi appari
      un poco ingenua, affidarsi ad un blog di anonimi per farsi consigliare
      un’ agenzia… mah non mi sembra troppo smart,
      quanti interessi si possono celare dietro a dei pareri anonimi…

      Poi queste cose se si fanno seriamente si fanno pagare, se a te e alla
      tua internazionale interessa prioritariamente il business,
      perché non dovrebbe essere così anche per chi vende le idee,
      siamo tutti qui per vendere, per denaro, come i tuoi flaconi/telefoni,
      ma non si fa da anonimi.

      Infine c’è una cosa fondamentale che ti vorrei fare notare,
      e mi permetto di dirlo perché frequento questa professione da più di trent’anni.

      Le vendite non nascono solo dalla campagna pubblicitaria.
      (anche se tutti sembrano essere dimenticato)
      Le vendite nascono da un corretto Marketing Mix:
      Prezzo, distribuzione, packaging, finestra temporale dell’offerta, etc…
      infine la campagna, se la campagna è ottima ma gli altri “asset” sono
      sbagliati o sbilanciati questo può influire eccome sulle vendite.

      Quindi smettiamola di proporre l’equazione immediata campagna-vendite,
      perché è falso e sbagliato e lo sanno bene anche alla tua internazionale,
      anche se ripeto fa comodo pensare che sia solo colpa dell’agenzia.

      Sicuramente MktMix dei tuoi prodotti era ottimo e avrai tutte le tue ragioni.
      Però non è sempre così.

      Infine non è vero che ai creativi non importa niente delle vendite,
      ti posso assicurare che ai più importa eccome,
      a quelli seri di sicuro, lo hanno imparato sulla loro pelle,
      cercano di aiutare il cliente appena possono se il rapporto è sano.

      Ti saluto e ti ringrazio per l’attenzione,
      fuori c’è un bel cielo che non sembra di stare a milano.

    17. KillingPenelope says:

      Premesso che ringrazio Rachel per il coraggioso intervento, che offre uno spunto interessante di discussione, vorrei esprimere la mia perplessità sulla frase:
      “…una sorta di panoramica per poter mettere la mia e tante altre aziende, nella condizione di scegliere l’agenzia più adatta a loro, al prodotto e agli obiettivi da raggiungere.”
      La mia domanda è: come possono diverse aziende con diversi prodotti/servizi a capire in un elenco quale può essere l’agenzia migliore per loro? Ogni caso è diverso, quindi magari per un’azienda sarebbe perfetta l’agenzia A, mentre ad un’altra l’agenzia B. Condivido il pensiero di Ruby: ogni cliente dovrebbe impegnarsi per conoscere a fondo le varie agenzie. Sicuramente servirà tempo e fatica, ma solo così sarà possibile per le aziende iniziare a parlare un pò la stessa lingua di chi sull’advertising, digitale o no, ci lavora ogni giorno. E nonostante per alcuni non sia così, io sono sempre convinta che agenzia e azienda corrano verso lo stesso obiettivo.

      • Gianni Lombardi says:

        “coraggioso intervento”? :-) Ah ah ah

        A parte questo, KillingPenelope mi ha fatto notare un interessante errore di fondo:

        “la ricerca dell’agenzia migliore per loro.”

        Come diceva Roberto Vacca, http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Vacca nell’ingegneria dei sistemi complessi, l’obiettivo è trovare un sistema sufficiente, NON il sistema migliore, perché esaminare tutte le possibilità è troppo dispendioso.

        L’errore che si fa spesso in pubblicità è estenuarsi alla ricerca della pietra filosofale, mentre spesso la soluzione sufficiente è la più efficace.

        Quindi, se un’azienda adotta un approccio razionale, NON cerca l’agenzia migliore, ma cerca la prima agenzia sufficiente per i suoi obiettivi.

        (attenzione: “sufficiente” in senso logico-matematico, non nel senso di “mediocre”).

        • KillingPenelope says:

          Per un non addetto ai lavori, penso che decidere di intervenire in questo blog sia un atto di coraggio. Mi pare che spesso in questa sede i commenti taglienti e critiche feroci non manchino. Per questo motivo, stimo comunque questa persona che ha mostrato apertamente la sua visione delle cose. Sarebbe anche bello che non rimanesse l’unica.

    18. Gianni Lombardi says:

      Quoto Veterano, ex-Gargantua, Lucio, Ruby e altri. Avviare un rapporto di collaborazione e partnership partendo da un post anonimo e commenti anonimi e semi-anonimi? :-)

      Siamo alla frutta anche con la logica. Come dicevo in un altro commento, in fatto di mancanza di coraggio e assunzione di responsabilità, peggio dei creativi anonimi ci sono solo i (presunti) clienti anonimi. :-)

      • Siamo tutti anonimi says:

        Per questo ci piace stare qui.

      • Ano says:

        Prenditela anche con il cosidetto Donald. Altrimenti crei qualche sospettuccio…

        • Gianni Lombardi says:

          Compreso anche il cosiddetto Donald.

          Contento?

        • Ano says:

          Yeeeeesssss… ;)

          Però trovo ipocrita collaborare con lui, fornendogli i dati dei tuoi sondaggi e ricerche, e poi criticare il nostro anonimato…in fondo anche lui lo è, almeno per noi…

        • Onan says:

          Evviva l’anonimato! Evviva Pasquino! Evviva la figa!

        • Gianni Lombardi says:

          Guarda, Ano, questo è quello che ho scritto di Draper settimane fa:

          http://scrittorefreelance.blogspot.com/2011/02/il-futuro-del-segreto-e-i-problemi-di.html

          Secondo me il problema di Draper non è “se” verrà scoperto, ma “quando” verrà scoperto.

          Inoltre, come ho già scritto più volte, a differenza dei vari “anonimo1″ e “bla bla bla”, “Donald Draper” è un brand: l’uso coerente di uno pseudonimo è comunque un gradino più elevato dell’anonimato di comodo. Quindi: anche giudicandolo da quel che scrive, “Donald Draper” ha la mia stima; “bla bla bla” no.

      • Ano says:

        Evviva l’onanimato!

    19. bs says:

      in altre parole, cara rachel, qui c’è un coro di “hai detto ‘na bojata”

    20. Bla Bla Bla says:

      Ma basta con questa stronzata di anonimi e non anonimi.
      contano i fatti, ed i fatti sono che chi commenta questo blog è sempre off topic e se qualcosa non va se la prende con l’anonimato.

      Non vi piace cosa ha domandato Rachel?
      Restate a lavorare e non rompete le palle con il proprio ego da primi della classe.

      Se qualcuno troverà interessante il post, risponderà alle domande.
      Se non ci sarà nessuna risposta forse la domanda era fuori luogo, posta male o semplicemente poco interessante.

      Ma basta vi prego con le solite palle, i soliti processi alle intenzioni che allungano il brodo senza arrivare mai al punto.

      Avete un sacco di tempo da perdere e sopratutto fate perdere un sacco di tempo a chi cerca di leggere questo blog.

      Bah.

      • Gianni Lombardi says:

        Contano i fatti “de che”?

        Senza nomi, cognomi e dati NON ci sono fatti ma solo racconti privi di alcun riscontro, magari totalmente inventati.

        Per quel che ne sappiamo tutti gli “ano”, “anonimo1″, “anonimo2″, e “bla bla bla” potrebbero essere la stessa persona. :-)

      • Bla Bla Bla ha tutta la mia approvazione says:

        W l’anonimato! Abbasso i primi della classe!

    21. Les matins des magiciens says:

      Sempre sugli anonimi si va a naufragare. Eccheppalle. Qualsiasi discorso lì viene guidato. Sembra quasi fatto apposta per affondare le discussioni di questo che rimane un bel posto dove incrociare pensieri. Provo a ririspondere (avendolo già fatto in queste pagine in una piccola diatriba con Guastini) con il mio punto di vista alla stucchevole questione.

      Qui siamo in una casa e il padrone o i padroni di casa indicano le regole. E gli invitati autoinvitati si attengono a quelle regole. Il padrone di casa ci dice, anche col suo silenzio sulla faccenda, e nonostante i ripetuti inviti ad intervenire nascosti in alcune difese pelose, che a lui se uno firma o no non gliene frega una santa minchia. Se non piacciono le regole della casa, si va in un’altra casa.

      Ripeto: penso ai tanti ragazzi che sono qui, che hanno un contratto del piffero come quelli che siamo così bravi a fare, uno di quei contratti che ti tengono stretto per le palle e non ti mollano. E allora questi che dovrebbero fare? Firmano e dicono, che ne so, che io sono un cazzone o che Peccerillo è brutto anche se pensa di essere bello o che Panzeri potrebbe tagliarsi la barba che così sembra mi’ nonno?

      Probabilmente hanno ragione ma se lo dicono pubblicamente è ovvio che non va bene. Magari si bruciano, perché io, sempre magari, sono vendicativo e stronzo oltreché cazzone. Non serve a loro e non serve a nessuno. Medaglie senza valore. Parliamo del perché Panzeri non se la taglia quella barba e chiediamoci se è vero che sembra nonno e freghiamocene di chi l’ha scritto. Vediamo anche se è vero che ha la barba. Conta la verità, non il nome. Conta il pentito di ddb, che sta facendo una battaglia forte e seria, e non come si chiama.

      Preferisco conoscere i pensieri liberi delle persone, il flusso delle idee senza ostacoli, le parole senza filtro. Dopo che ho scoperto che Ano, mi scuso per il termine, è Pierantonio Zuccotti, copy 33enne della Cazzi&Mazzi ltd. che mi cambia?

      Su internet i nick sono le persone. Ci sono blog in giro con nick storici, interessanti, che dicono cose, e a me non mi frega una cippa se poi quello è Mario Succamotti pompiere di Biella. Non lo conoscevo, non lo conosco, non lo voglio conoscere. Mi interessa quello che esprime, quello che mi dà.

      Non cerco amici per cenare, cerco idee da scambiare. Cerco di capire che aria tira, cerco di rubare cose e di metterne in giro altre, per migliorarle e per condividere un sapere. Cerco spunti per diventare migliore, non nomi e cognomi. Passo qui tra una riunione e l’altra. Dopo una presentazione, o prima. E imparo ogni volta.

      Poi chi si firma, ovviamente, è libero di farlo e anche apprezzato per questo. Ma gli conviene sempre?

      • Gianni Lombardi says:

        “Les Matins des magiciens” in questo thread ho fatto tre commenti sul tema e ho parlato di anonimato per 3 righe qui: http://badavenue.wordpress.com/2011/03/23/digital-agency-advisor/#comment-5238
        oltretutto sempre collegandomi al tema (mi sembra una stupidaggine parlare di fiducia e partnership chiedendo consulenza anonimamente a degli anonimi in un blog anonimo e vorrei che qualcuno mi dimostrasse il contrario).

        Guarda caso, tutti poi si sono attaccati a queste tre righe per parlare solo di anonimato. Coda di paglia collettiva?

    22. Herr Blucher says:

      Ovvio che quando parla un cliente le agenzie insorgono, nel nome di una conflittualità che ha delle ragioni fondate e delle ragioni infondate.
      La sperimentazione è fondamentale. Ma è anche fondamentale far vendere, sennò il giocattolo si rompe. Come si sono rotte tante agenzie (in alcune delle quali ho lavorato) che vincevano premi ma non muovevano i fatturati. E non so voi, ma io i premi non me li sono mai potuti mangiare, la sera a casa.
      Vero che le agenzie sono sottopagate per quello che fanno – e forse dovremmo rassegnarci all’orrenda “corresponsabilità” sui fatturati e farci pagare anche un po’ a performance.
      Quanto alla lista, il mio modestissimo parere: ARC mi sembra su posizioni un po’ di retroguardia, dopo le cose stellari di 500 sembra ridursi a piccoli progetti, schiacciata dal peso della parte tradizionale di Leo. RMG ha passato momenti molto bui, da capire se e come si risolleva. Ogilvy sembra vincere una marea di gare – quindi evidentemente qualcosa di buono lo sanno fare, anche se adesso potrebbero essere in saturazione e lavorare in affanno. Fullsix viene sempre data per spacciata però macina il suo business e fa anche dei bei progetti anche di lustro come La scala.
      Bitmama direi che lavora su progettoni dove c’è anche tecnologia, cosa che non tutti gli altri sanno fare. Aggiungerei Kettydo, che ha fatto delle belle cose per Barilla e non solo. Brightly è un’altra che ha avuto sconquassi interni, bisogna capire come si sono reinventati.
      Slash mi risulta faccia più che altro pianificazioni media… o no?
      Degli altri so poco.
      che ci crediate o meno, non lavoro per nessuna di queste.

    23. Raskolnikov says:

      Onan, la creatività è ciò che è nuovo, bello e intelligente.
      Mica è difficile.

    24. J.A.F.O. says:

      Rachel,

      premetto che non capisco bene cosa stai domandando o cosa vuoi ottenere. Mi sembra che hai insistito molto su quello che non vuoi che sia la tua richiesta e basta. Forse se puoi indicare un metodo da seguire sarebbe più chiaro.

      Detto questo, credo di aver capito cosa ti è successo e la critica che muovi alle agenzie digitali.
      E’ molto verosimile che una agenzia digitale non capisca bene che dietro ad una campagna ci siano delle necessità commerciali. Molto spesso queste agenzie sono “giovani” e non provengono dall’advertising tradizionale o addirittura non provengono dall’adv per niente.
      Sono spesso dei digital shops, technology oriented più preoccupate con l’mplementazione che l’idea e le esigenze commerciali che ci stanno dietro.

      Se questo è stato lo scenario, non ti biasimo ad essere delusa.
      Ma non ti assolve dalle tue reponsabilità come azienda committente, e cioè di riuscire a far capire le voste esigenze di comunicazione e sopratutto di mercato.
      A me sembra che più che idee, ti servivano dei planners.

      Per quanto riguarda la partnership, ben venga ma bisogna essere in due per ballare il tango.
      La vostra parte come comittente nel partnership non è pagare – questo fa parte del contratto che sta alla base del rapporto – ma di mettere l’agenzia nelle condizioni migliori per potervi soddisfare.
      Troppe volte le aziende pretendono che l’agenzia si accolli TUTTO, anche la parte del cliente, anche di dover organizzare il lavoro del cliente, quello che dovrebbe fare per mettere l’agenzia nelle condizioni di poter lavorare.

    25. J.D. Sterling says:

      Penso di averne conosciute e frequentate parecchie di quelle agenzie (sia come miei fornitori qnd lavoravo in azienda) che come “colleghi” di progetto quando ero direttamente coinvolto nella realizzazione di quei progetti (perché chi lavora in questo mondo lo sa, ma chi vive dal di fuori non lo sa, i Grossi progetti non sono gestiti interamente da un’unica agenzia, ma si chiedono dei “favori” alle altre. Sì, tutto questo mondo vive con delle enormi marchette che fanno a dir poco rabbrividire, ed ho visto con i miei occhi progetti enormi che quadravano migliaia di migliaia di € essere “scambiati” tra i vari CEO delle agenzie come se fossero figurine doppie dell’album dei calciatori vecchio dell’anno scorso. Per non parlare di quelle aziende che chiedono l’esclusiva di settore ad un’agenzia e quest’ultima, magari, ha chiuso il giorno prima 1 contratto con l’azienda competitor e che, per risolvere il tutto, forma 1 nuova divisione interamente fatta di statisti presi esclusivamente per la del contratto, con sede in qualche strano indirizzo che, guardacaso, è la sede di 1 altra agenzia…).

      Quindi, in merito alla domanda di come sono queste agenzie, l’unica cosa che mi sento di dire è che, alla fine dei giochi, sono tutte uguali: non è tutto oro quello che luccica! Anzi! tutt’altro!

      E posso confermare che la quantità di letame e di malcontento delle persone che sono all’interno di una di quelle agenzie che avete nominato qui dentro (sia di quelle in elenco che di quelle fuori dall’elenco citate nei singoli commenti), è direttamente collegata alle seguenti cose:
      .la “figosità” della sede (ex.: hai 1 sede iperfiga dove tutti si mettono in giardino a lavorare con il mac stile “azienda iperfigosa della new.new.economy”? Allora è molto probabile che tutte le persone che lavorano con te non percepiscano 1 minimo di straordinario e che siano tutti assunti a progetto e che venga chiesto loro di lavorare 15 ore al giorno e, magari anche il sabato perché “sai, ci sarebbe quell’urgenza da chiudere”)
      .la “figosità” dei progetti che tirano fuori (Fai 1 progetto figo? allora molto probabilmente rientri nel “circuito delle marchette”, nel senso che, per prendere il cliente figo e fare il progetto che fa parlare di te hai venduto l’anima dei tuoi dipendenti al diavolo, chiedendo un piccolo “aiutino” ad un fornitore esterno che, guardacaso, è 1 delle agenzie più grandi appartenenti allo stesso gruppo)
      .la percezione che vuoi dare all’esterno: se sembra che l’agenzia sia la classica agenzia “indie”, la classica voce fuori dal coro, ecco, allora guardati attorno perché magari ci sono già i topi che abbandonano la barca e, dall’oggi al domani, qst’agenzia scomparirà o assorbita da qlk altra del gruppo oppure inspiegabilmente, i clienti non si rivolgeranno più a questa…

      Sia chiaro, quello che ho detto vuole solo fare 1 quadro delle varie realtà che ho incontrato, e mi auguro sia solo 1 spaccato parziale. 3 o 4 di quelle realtà qui presenti, in questi anni, non ho avuto il piacere di conoscerle), però, la cosa che mi ha lasciato sempre senza fiato in tutti questi anni è che non sia mai cambiato nulla: nemmeno nelle persone!
      In tutti questi anni, soprattutto in gare per clienti grossi, ho visto sempre le stesse, solite facce ingrigite dal tempo, con qualche capello bianco in più e con qualche ruga in più sulla faccia, ma SEMPRE LE STESSE FACCE saltano di sedia in sedia turnandosi nelle varie agenzie, un po’ come fanno i nostri politici una volta che arrivano a sedersi in Parlamento.

      Quando vai in 1 agenzia di quelle come cliente ti accoglie l’account di turno, che ti fa la faccia sorniona ti offre 1 caffè, o qualcos’altro, ti fa fare il giro della sede (se è nuova); ti presenta il pm che seguirà il tuo progetto e, se proprio vogliono strafare, ti presenta tutto il “team” che seguirà il tuo progetto (che poi sappiamo tutti che non sarà mai quel team a seguire l’intero progetto, visto che, in 1 agenzia, le urgenze sono all’ordine del giorno), la stessa scena ovunque tu vada, indipendentemente da chi ti trovi davanti (ok, c’è chi è più simpatico e chi lo è meno, ma il succo è sempre lo stesso…)

      Alla fine, che dire, che l’unica cosa che ho imparato da quando lavoro in questo settore è che sono l’una uguale all’altra: la cosa vera che conta è che dietro ci sono delle “economie” e degli equilibri che possiamo tranquillamente paragonare a quelli che ci sono in politica, quindi è veramente impossibile riuscire a dare un giudizio su queste agenzie…

      • vabbè... says:

        … ma se dovevi parlare di h-art potevi anche mettere il nome

        e in tema di h-art e tutte le wpp’s è cosa nota che quelli che dirigono il traffico dei budget digital media e creatività stanno in group m

        ma forse questo nell’elenco di assocomunicazione non c’è scritto ;)

        • J.D. Sterling says:

          mica parlavo SOLO di quella…
          Ci sono tante agenzie che hanno sedi nuove e figose (soprattutto in Milano…)

          Potrei anche fare nomi e cognomi e dire agenzie e clienti, ma poi altro che calciopoli…scoppierebbe 1 mega macello (e poi mi dovrei cercare 1 lavoro dall’altra parte del mondo)

    26. Tizio says:

      Ecco uno dei grandi geni annoverati tra le file dei clienti:
      http://www.youmark.it/article/30618/news-video-intervista-Saba-Pepsi-Italia-concorso'Migliora-il-tuo-mondo-youmark
      un mare di parole per dire “appicciachiamo un logo a un video di due londinesi che rientra nel claim fatto in USA e lo mettiamo su facebook.”

      quante parole del cazzo, quanti stipendi sprecati.

    27. Rachel Menken says:

      Tralascio volutamente polemiche e commenti sull’anonimato perchè li trovo sterili e perchè Donald ha già risposto a tutti. L’intento di questo post è quello di creare una guida alla scelta dell’agenzia, come tutte quelle che utilizziamo per alberghi, ristoranti…
      Non so quanti di voi sappiano quali sono i parametri secondo cui vengono valutate le agenzie, ma ve li dico subito:
      - profilo (management, % collaboratori e dipendenti)
      - sedi e network
      - portfolio clienti e durata della collaborazione
      - capacità di reattività negli ultimi 5 anni e capacità di generare risultati.
      Vi dicono qualcosa?
      Non credo, perchè è come valutare un albergo dal numero di stanze e dal numero delle persone addette alle pulizie.
      Ecco perchè ho fatto questo post: perchè come tutti siamo interessati alla qualità del servizio, alla pulizia delle camere di un albergo e a come si mangia, credo possa essere interessante cominciare a valutare le agenzie da un altro punto di vista, più qualitativo, più umano, più vero.
      Ho cominciato ad assegnare un asterisco alle agenzie nominate da voi positavemente, poi vedremo se riusciamo ad avere informazioni più dettagliate.

      • Bru Schetta says:

        … e la qualità di chi ci lavora???

      • Lucio says:

        “capacità di reattività negli ultimi 5 anni e capacità di generare risultati”

        No vabbe’ adesso capisco perche’ l’internazionale ti fa il mazzo… il problema non siamo noi, sei tu.

        Brava, brava, metti gli asterischi….

    28. Alessandro says:

      Cara Rachel

      se da un lato trovo intelligente e quindi interessante l’uso del mezzo che stai facendo per i tuoi obiettivi, e valuto come un segno positivo che il “cliente” si mostri aperto al dialogo con la community dei creativi, altrettanto ingenuo mi pare l’approccio, il metodo usato. Se la logica quantitativa funziona e lavora bene in molti casi, nella scelta di un fornitore/partner per la comunicazione non lavora, non dà alcun vantaggio economico, creare un catalogo come per alberghi o ristoranti è esattamente l’origine del problema di rapporto che i creativi ti hanno rimpallato qui su. Qui siamo nel qualitativo puro, qui la logica che lavora bene è quella del valutare con i mezzi a disposizione e avere il coraggio di sperimentare anche soluzioni nuove, apparentemente improbabili.
      Pragmaticamente ti consiglio di crearti una tua mappa mentale valutando i lavori e il modo di presentarsi dei vari presunti professionisti della comunicazione. Tieni conto anche che la tua scelta non può fondarsi sul “si dice”, anche dalla tua scelta dipende il futuro del comparto, resisteranno quelli che lavoreranno.
      Buon lavoro

    29. Les matins des magiciens says:

      http://www.spotandweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3041:le-balene-indicono-una-gara-per-clienti&catid=298:personal-tech&Itemid=414

      Panzeri avrà pure una barba che sembra mi’ nonno ma ancora sa come si fa.

      Rachel, anche se io sono certo che il tuo post sia uno scherzo, che fai partecipi?

    30. estemporaneo says:

      Rachel, vedi bene che qua fare discorsi seri non funziona. Anche perché in Italia, digital o non digital, come caschi caschi male. Se non l’hai ancora capito…

    31. fraparentesi says:

      Cara Rachel,
      di solito mi astengo ma questa volta no. Ho cercato anche di leggere tutti post per non ripetermi ma voglio dire la mia.
      Cito: “… L’intento di questo post è quello di creare una guida alla scelta dell’agenzia, come tutte quelle che utilizziamo per alberghi, ristoranti…”
      Tra gli altri è proprio questo il punto: questo blog, e tu è in questo blog che srivi, non ha lo stesso intento: cito “… Che ci crediate o no questo blog ha una funzione sociale, quella di ricostruire una community che si era disintegrata…”
      Lo vedi ora, perché come molti altri concedo il beneficio del dubbio alla tua innocenza, qual è il punto?!
      Mi impongo di non continuare per non scrivere un papiro anche se ci sono altre cose che non condivido nei tuoi interventi ma, mettiamola così, avendo sbagliato la partenza non è che potevi recuperare dopo.

    32. jan says:

      Cara Rachel,

      mi permetto di dirti che tralasci molte cose importanti quando NON si parla di alberghi: la qualità del lavoro creativo, la capacità di generare progetti interessanti e idee innovative, l’impegno e la capacità di relazione con il cliente, l’impegno e l’amore per il proprio mestiere. Non ultimo, dimentichi la bellezza come fattore competitivo e valore che permette di esaltare la vocazione alla qualità. Basata sulla conoscenza e sull’innovazione, sull’identità, la storia, la creatività; che scommette sui saperi e sulla qualità; che dice che per vendere il “bello” serve gente che respiri bellezza. E la bellezza, come tutte le cose belle non si trova nei numeri e nelle statistiche, non è espressa nei fatturati o nei risultati immediati, ma va coltivata e riconosciuta.
      Lo diceva anche Dostoevskij “il bello ci salverà”.

    33. supErba says:

      ciao Rachel,
      ti rivolgi a un’agenzia di comunicazione sperando che gliene importi qualcosa di quanti flaconi vendi del tuo prodotto. Perché dovrebbe? L’agenzia vuole vincere premi per una creatività dirompente, finire sulla bocca di tutti e poter avere più clienti disposti a pagare di più.

      Forse devi cercare un’agenzia che si occupi di web marketing, oppure un’agenzia di comunicazione con un forte reparto web marketing e di strategia digitale. Ti assicuro che la prima domanda che ti faranno è: qual’è il tuo obiettivo? Come misuriamo il successo dell’iniziativa? E’ una questione di punti di vista.

      Conosco poche agenzie che ragionano così, lavoro per una di queste, ma non posso fare nomi perché “se mi firmassi verrei subito misurato in lungo e in largo”, non voglio fare marchette. Ma credimi esistono, alcune fanno parte della lista altre no.
      Devi però essere disposta a cercare nel posto giusto e non tapparti le orecchie quando senti parlare di SEO, CPC, CPM, CPA, web analytics, web sentiment, test con gli utenti (no, i focus group li lascio ai pubblicitari), content strategy… E soprattutto non indire mai una gara chiedendo il layout della home page come delivery. E’ ridicolo. Valuta un’agenzia per la sua strategia, il percorso per portarti da dove sei a dove vorresti essere, non per un graphic layout che rappresenta l’ultima fase del lavoro.

      In bocca al lupo

      • Anonymous says:

        qual è senza apostrofo

        saprai tutte le sigle SEO SEM SIM SALA BIM della Silicon Valley ma non sai l’italiano

        • All your base are belong to us says:

          Voi simpatici pubblicitari non avete ancora capito che se non imparate queste sigle BADABIM BADABAM fate la fine dei cocchieri all’arrivo delle auto

        • Alessandro Piccioni says:

          SEO SIM SALA BIM mi sembra un gran bel payoff

      • Anonymous says:

        per guidare un cocchio e per guidare un’auto devi in entrambi i casi imparare ad andare diritto

        tanti del digital conoscono tutte le lucette colorate della plancia ma non sanno la differenza fra andare diritto e curvare a destra

        • All your base are belong to us says:

          Come vedi il cliente qui sopra sta cercando una agenzia che unisca “capacità di andare dritto e curvare a destra/sinistra” col “conoscere le lucette”. Chi fa digital ha e ha sempre avuto voglia di “fare squadra”, di aggiungere alla tecnica anche la bella confezione. Chi fa digital BRAMA imparare / collaborare, senza primedonne, con voglia di partire tutti dallo stesso piano, con voglia di imparare e condividere. Fa parte della cultura hacker: io non posso sapere tutto, tu nemmeno, ma se ci uniamo spacchiamo il mondo. Il dramma e che “chi infiocchetta la scatola” si ferma SOLO al colore della confezione e ritiene tutto il resto “inutile tecnicismo”. La mia speranza di poter attingere dal grande bacino di conoscenza di una grande agenzia è e rimarrà solo una speranza. Aspetteremo una nuova generazione di creativi piu “nativamente digitali” e “nativamente hacker”. (p.s. hacker non nel senso di “distruttori di cose” ma come movimento cuturale, cosa molto diversa. Attitudine e mentalità di rottura verso il sistema)

          Augh, ho detto.

        • Skeleton says:

          oh che bello ci mancava la diatriba tra “quelli del digital” e quelli del “tradizionale”! La la la la fiera dei luoghi comuni.

          Con 18 milioni di Italiani su facebook bisogna sapere di digital, di performance, di comunicazione, di marketing, di behavioural marketing, di retargeting, di seo, sem, sim sala bim :-)

          ma dilungherommi qualche post più sotto.

          E comunque caro Anonymous, se continui a guidare il cocchio in autostrata prima o poi ti buttano fuori.
          Comunque.

    34. Rachel Menken says:

      Alla luce dei numerosi commenti che avete fatto, mi sento di dire senza troppe cerimonie che siete andati quasi tutti fuori brief.
      L’intento, ribadisco NON personale, era quello di raccogliere informazioni riguardo agenzie, e mi sono ritrovata con un decalogo del perfetto Cliente.
      Ora, o questo è il posto sbagliato per trovare creativi veramente in gamba, oppure voi non volete essere trovati.
      Continuate a denunciare i vostri miseri stipendi, ma forse sono i vostri capi che non sanno valorizzarvi quanto meritate, perché è vero che i budget si sono ridotti, ma è altrettanto vero che se vediamo valore investiamo. Non siamo disposti a essere mucche da mungere senza vedere risultati.
      Sicuramente noi non conosciamo a fondo chi siete e cosa fate: abbiamo un referente account e parliamo con lei/lui.
      Ma questo non significa che non vogliamo conoscere voi: è vero che siamo saccenti, cambiamo idea rapidamente e siamo difficili da accontentare, ma siamo professionisti. Con obiettivi diversi dai vostri, ma, credo, complementari. Professionisti che necessitano di bilanciare l’impegno lavorativo con il risultato economico.
      Ci troviamo tutti in un momento storico in cui non sappiamo bene come barcamenarci. Quello che mi dispiace costatare, è che siete tutti arroccati nella vostra posizione, vi guardate l’un l’altro l’orticello, ma non andate al di la dello steccato.
      Peccato. Peccato davvero che non siate disposti a tentare di creare qualcosa di nuovo. Non vi interessa essere parte di una possibile soluzione, ma così facendo rimanete inevitabilmente parte del problema.
      Problema che si riflette sul fatto che sapete poco o nulla dei progetti a cui non lavorate, o di che cosa accade alle vostre idee dopo che vengono presentate, o delle realtà che convivono con la vostra.
      Le difficoltà di rapporto tra cliente e agenzia, tra account e creativi sono tematiche vecchie quanto la pubblicità stessa.
      A voi la scelta se tirare o meno una fune verso una sponda lontana e iniziare un nuovo tipo di comunicazione, oppure restare nelle vostre isolette.

      • vieni avanti creativo says:

        tipica logica da cliente post marchionne

      • Anonymous says:

        se tu dici una cosa e 30 persone capiscono un’altra cosa non ti viene il dubbio che se te che ti sei spiegata male?

        • supErba says:

          beh se sono tutti degli ottimi ascoltatori come te non c’è da stupirsi. ma non sarà “sei” al posto di “se”? dammi retta, spegni il computer e vai a pascolare le pecore.

      • supErba says:

        secondo me hai ragione, questo mi sembra un posto poco adatto ad ospitare un dialogo. La gente non ascolta, è arroccata sulle proprie posizioni. Hanno ragione loro, gli altri sono cattivi e il mondo è brutto. Sigh sigh dov’è la mammina… La maggior parte dei commenti sono fuori tema, di troll o di gente che non conosce la netiquette: correggere gli errori di ortografia agli altri… vergogna! Stacca il cavo di rete e torna a scrivere sul giornalino dell’agenzia, schifezza vivente!

        • Skeleton says:

          SupErba ma lavoriamo insieme? ;-)
          Non ho ancora letto tutti i commenti ma sei tra i pochi che dicono cose sensate e non fanno le solite polemiche sterili.

      • Facciamo che fuori brief ci sei andata tu, con i tuoi modi arroganti. Con la lezioncina scialba su quale è il futuro. Ma veramente dici che la comunicazione deve far vendere? Cazzo, me lo devo segnare.

        Facciamo che se hai voglia di cercare un’agenzia, mi fai il favore di farti lo stesso culo che mi faccio io per cercare un cliente. Cerchi, le convochi, capisci. E non cerchi delatori e informazioni da rubacchiare. Aspetti.

        Dici che non vogliamo essere parte della soluzione. E quale sarebbe la soluzione? Questa zozzeria di fare il sondaggino tra i pubblicitari? Micuggino m’ha detto che Interdiggital è meglio di Cazzueb. Allora chiamo Interdiggital. Ma che dici? Ma che vuoi?

        Vuoi che io ti dica che la mia è meglio della sua? La mia è meglio della sua. E adesso?

        Ma guarda tu che roba.

    35. Gianni Lombardi says:

      A Rache’, se “L’intento era quello di raccogliere informazioni riguardo agenzie, e mi sono ritrovata con un decalogo del perfetto Cliente”, allora hai fallito l’obiettivo.

      Non dare la colpa a “fraparentesi” , “estemporaneo” o “Bru Schetta”, che magari sono solo degli stagisti :-)

    36. Alessandro says:

      Cara Rachel

      comprendo l’emotività che ha generato la tua risposta. Ora se a freddo rileggi tutto ti accorgerai che un fascio di luce sul mondo delle agenzie ti è arrivato, forse non è come te lo aspettavi, forse la realtà conflittuale, amara, acida che emerge non ti piace, ma i dati vanno interpretati, devi leggere dentro, e prenderne atto.
      Buon lavoro

    37. S.S. says:

      Chi lavora nel digitale è abituato a sperimentare, è abituato a pensare indipendentemente dai mezzi a disposizione perchè la tecnologia ha aperto parecchie nuove frontiere.
      I clienti vanno guidati, la fiducia deve essere conquistata, nessuno te la regala o te la concede perchè hai un buon nome. Non funziona più così.
      Apprezzo l’intervento di Rachel perchè dimostra che forse qualcosa al di là della barricata si sta muovendo. Noi abbiamo bisogno di loro tanto quanto, se non anche di più, loro hanno bisogno di noi.
      E per riprendere il post di All your base are belong to us, dico solo che “Non è la specie più forte a sopravvivere, e nemmeno quella più intelligente, ma la specie che risponde meglio al cambiamento.”
      Ai posteri poi l’ardua sentenza!

    38. Skeleton says:

      Dear Rachel,

      nelle mia vita precedente sono stato agenzia, poi cliente, poi ancora agenzia e quindi immagino il tuo stato d’animo nel leggere questi post.
      Potresti:
      1) trasferirti in Inghilterra dove tutto funziona un po’ meglio, con meno stecche e meno polemiche

      2) investire 21 ore, una per ognuna delle agenzie elencate e poi ci dai tu il tuo ranking e il tuo parere almeno sulla parte di “feeling”…fai il cosiddetto chemistry meeting…

      3) none of the above e ci lasci qui a polemizzare tra di noi mentre tu continui a fare il tuo onesto lavoro di marketing :-)

      SkEl

    Leave a Reply

    Fill in your details below or click an icon to log in:

    WordPress.com Logo

    You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

    Twitter picture

    You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

    Facebook photo

    You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

    Connecting to %s