Riporto in home page un commento di Francesco Taddeucci al post di oggi. Dato che l’ho coinvolto a sua insaputa mi sembra il minimo dare la massima visibilità al suo punto di vista.
E con questo intervento chiudiamo per sempre l’argomento Giappone. Riprenderemo invece molto presto l’argomento fake. Pentito della DDB mi ha scritto una mail documentatissima in cui ha eletto la sua Fake Agency of the Year. La pubblicherò alla vigilia delle giurie dell’ADCI.
“Ciao Donald,
grazie per la morbida citazione. Non so se ne avrei fatto un post, ma l’argomento è interessante. Per quanto riguarda il mio intervento sulla Shortlist ci tenevo a precisare che non criticherei mai a priori questo genere di iniziative (fare, anche qualcosa di piccolo, è sempre meglio che non fare come si dice in questi casi), ma solo gli annunci in sé. Alcuni dei quali mi sembravano poco motivanti, soprattutto se comparati con una qualsiasi delle migliaia di foto o immagini vere del disastro giapponese.
Ricorrere a queste belle metafore funziona quando la tragedia è dimenticata da un po’ e bisogna risvegliare le coscienze, non quando la tragedia è in atto. Trovo allora più bella e pertinente la copertina di questo giorno di un settimanale inglese (forse Newsweek, o The Economist) che mostra tanti giapponesi sospingere con grande fatica la palla della loro bandiera su una ripidissima salita. Almeno è un’immagine che mi dice: c’è bisogno di te perché sarà durissima.
Quasi tutte quelle viste in giro in questi giorni invece mi dicono: in Giappone c’è stato lo Tsunami, il terremoto e sta diventando radioattivo. Grazie, ma lo sapevo già.
Come sempre insomma, è una questione di insight.
E meno male che esistono siti come Adsoftheworld o luoghi come La Shortlist, e perché no anche il tuo e il mio blog, perché almeno si dà spazio alle discussioni e non si subiscono le cose acriticamente. Finché si resta in questi termini secondo me non c’è nulla di male a parlarne in modo anche “tecnico”, come ho provato a fare in quel commento.
Che poi le campagne sociali, da sempre, servano anche a chi le fa, non è un mistero e sarebbe ipocrita non ammetterlo da parte di tutti noi.
Ti saluto,
Ted.”
Tutto giusto, però secondo me dovresti cambiare argomento DD!
Il tuo blog è sempre molto bello, ma due post dedicati ai fake per il Giappone sono troppi secondo me…
Più divertenti i racconti del Pentito DDB, nostro nuovo idolo!!
Continuo a ripetere che un esercizio di stile sulla tragedia del Giappone è semplicemente inutile. Meglio sarebbe stato – ma qui si sarebbero dovuti avere i coglioni – fare qualcosa contro il Nucleare, visto che tra poco ce le installano sotto casa e magari tra cinque o sei anni saranno i giapponesi che faranno degli istant sulla nostra targedia nucleare.
Orgoglioso di essere Anonimo.
Tu hai fatto qualcosa contro il nucleare?
Avrei messo la mano su fuoco che Gianni Lombardi mi avrebbe risposto…ahahahahahaha
Che hai la coda di paglia??
Bene, per il momento contro il nucleare io ho fatto più di te:
http://scrittorefreelance.blogspot.com/2011/03/nessun-pericolo-la-strategia-nucleare.html
BRAVOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!! sei un campione
Il nucleare è già sotto casa nostra visto che sia la Svizzera che la Francia che la Slovenia hanno centrali e visto che nessun paese europeo, Germania a parte (almeno fino alle elezioni) ha intenzioni di rinunciarvi nè, tanto meno, ha intenzione di ammodernare i propri impianti per farsi simili a quelli del vicino (andate a vedere cosa dicono gli svizzeri che sono alle porte di Milano).
Da ultimo, parte dell’elettricità con cui alimentiamo i nostri mac, iphone, ipad, ipod, iboh l’acquistiamo dai cugini che ne hanno da vendere proprio grazie al nucleare.
Agrippina informati meglio prima di dire cose non vere.
Scusate, ma dello scandalo che ai Giovani Leoni nella categoria film abbia vinto il solito filmettino mezzo fake e irrilevante di Rolling Stones di DLV anziché la case history di maggior successo dell’anno scorso in Italia (ovviamente parlo di Perché tu mi piaci) ne vogliamo parlare? Beh certo, loro hanno solo realizzato il virale italiano di maggior successo di tutti i tempi, ma putroppo non avevano un DC in giuria… anzi, non hanno proprio un DC, al contrario di tutti gli altri vincitori che hanno firmato le campagne con “giovani” come Vicky Gitto…
Sarà cambiata l’ADCI, ma certe buffonate rimangono sempre le stesse…
Scusa, “Anonimo”, ti spiace fare un esposto completo di nomi, cognomi (compreso il tuo), dati e link rilevanti?
Perché il film premiato sarebbe un “fake”? Qual è la “Case history di maggior successo”, sulla base di quali dati?
Oppure secondo te bisognerebbe procedere a mettere in dubbio il lavoro delle giurie dei Giovani Leoni sulla base di un commento qualsiasi non firmato e magari postato da un’agenzia concorrente o da un ex collaboratore con conti da regolare?
Le shortlist sono su youmark. Non credo serva altro per farsi un quadro della situazione.
GL sei l’unico che conosce “Perché tu mi piaci”.
Chiacchiere senza distintivo.
Finché non arriva un esposto circostanziato e firmato, l’ADCI non mette sicuramente in discussione il lavoro delle giurie.
Puoi scrivere i tuoi commenti qui (ma solo se firmi):
http://bocciofilabrancaleone.wordpress.com/2011/03/22/giovani-leoni-in-partenza-per-cannes/
ai tempi mi sono preso parecchi insulti in questo blog per aver parlato bene di Cric e del loro lavoro.
Ho preferito non essere in giuria, tuttavia ero presente e non ho visto né pressioni né giochetti.
I creativi di Cric hanno scritto nella scheda di avere una conoscenza scolastica dell’inglese. Questo potrebbe averli penalizzati. Ma sono comunque arrivati terzi.
L’intento dei giurati di questa manifestazione è selezionare le coppie con le migliori possibilità di vincere poi a Cannes. La conoscenza dell’inglese aiuta parecchio viste le caratteristiche del contest.
Forse sarebbe più utile commentare perché ci sono così pochi lavori iscritti dagli under 28. Solo 19 le campagne tv e 59 le campagne stampa. Eppure l’iscrizione è gratuita.
Sono d’accordo con la proposta presentata al Consiglio Adci da Davide Rossi, volta a rivedere le modalità di selezione dei giovani leoni ricalcando quanto fatto all’estero.
Solo coppie under 28, briefing e lavoro svolto nelle modalità che vengono attuate anche al Young Lions Festival.
L’Adci può cambiare linea “politica”, impegnarsi su tematiche più attuali e rilevanti.
Ma è necessario che la comunità intera dei creativi porti il dibattito in avanti, anziché restare su posizioni anacronistiche e premiocentriche.
La campagna Bersani mi rende problematico l’utilizzo dell’avverbio “oltre”.
Ma, davvero, esiste una vita oltre ai premi. Cerchiamo di crederci o resteremo dei limitati.
Ciao
m.
la conoscenza dell’inglese è sicuramente importante, in ogni caso da qui a giugno un bel po’ di ripetizioni con una madrelingua avrebbero giovato.
Sembra anche a me molto strano che quando accadano queste belle cose come “Perché tu mi piaci” invece di acclamarle ci si scaglia contro dicendo “Qual è la “Case history di maggior successo”, sulla base di quali dati?”
- Sui dati di oltre un milione di visite su youtube.
- Sui dati che ne parla mezza Italia da una fracca di mesi.
- Sui dati che un big come Poste si innamora e sceglie di fare con loro il sequel.
Te ne servono altri GL?
Se lì’obiettivo era portare a Cannes la coppia che avrebbe avuto la maggior possibilità di vittoria, i Cric (davide e clemente) sono sicuramente coloro che meglio avrebbero pututo fare al festival di cannes. Voglio dire, Massimo: sono uno sceneggiatore e un regista, più che abituati a gestire produzioni snelle e in meno di 48 ore.
Anche Perché Tu Mi Piaci è un fake.
Informarsi prima di scandalizzarsi.
Un fake di successo, ovviamente.
Nasce come fake e poi viene adottato da Poste, dopo che Cric ha provato a regalarlo a altri brand.
creativamente quel film non ha nulla di premiabile…fa tenerezza lo sbattimnento che i tre di cric hanno fatto per metterlo su…ma creativamente, diciamecole, non mi sembra una roba da premio…
a me piace ed emoziona
Anonimo2, se parli di qualcosa presente in rete, fai il favore di postare un link.
Se hai delle riserve sulle giurie ADCI, fai il favore di scrivere un esposto circostanziato e firmato.
Trovo anche un po’ intimidatoria questa tua richiesta dei nomi e cognomi di chi scrive. Eppure a Donald non hai mai chiesto di rivelare il nome. Forse sai chi è e ti fa comodo tenerlo anonimo.
Ano, il tuo collega anonimo ha scritto di “scandalo”, “mezzo fake”, “buffonate”: si tratta di accuse serie.
Ha dei documenti? Se la risposta è sì, l’ADCI deve indagare e mettere in discussione le Giurie.
Se la risposta è no, si tratta di diffamazione.
Lamento solo il doppiopesismo, senza entrare nel merito delle accuse. Donald in passato ha scritto dei post abbastanza duri, raccontando delle verità molto opinabili senza fornire delle prove (ad esempio, se non sbaglio aveva scritto che il ceo di saatchi meritava il carcere o qualcosa del genere). Se non ti sei scandalizzato allora, non scandalizzarti nemmeno ora.
Doppiopesismo de che? Sono forse il tutore di Donald Draper? Se qualcuno spara accuse a vanvera che coinvolgono l’ADCI, rispondo.
Finché non arrivano dei documenti, si tratta di accuse a vanvera. O di semplici (e legittime) opinioni sulle campagne premiate, _mascherate_ da accuse sdegnate.
Lombardi stai esagerando. datti una calmata.
Gianni è ridicolo che tu non conosca quella case history, e sieda tra i consiglieri adci. Inoltre rispondi come un burocrate. Sarebbe questo il nuovo ADCI?
Quoto con Bob. Gianni: basta aggressivita’ e burocratese. Da te ci si aspetta diplomazia.
Buon Lavoro e state calmi
Bob, il punto è questo:
se un anonimo dice “la campagna X è più bella della campagna Y” fa parte delle libere opinioni.
Se un anonimo lascia intendere che invece le giurie non sono state corrette, deve documentare quello che dice.
L’anonimo ha scritto di “scandalo”, “mezzo fake”, “buffonate”: si tratta di accuse serie. Ha dei documenti? Se la risposta è sì, l’ADCI deve indagare e mettere in discussione le Giurie. Se la risposta è no, si tratta di diffamazione.
Avrà le sue ragioni per scriverlo. Se non ti sei scandalizzato allora, non farlo nemmeno ora che sei coinvolto tu. Anzi, solidarizza con chi in precedenza ha ricevuto accuse personali e anonime.
Oh, certo. Dimenticavo che un anonimo che scrive su BadAvenue va considerato la Bocca della Verità.
Per me quel lavoro per le poste non doveva arrivare neanche terzo semplicemente perchè è un’idea banale, stucchevole e italica come mille ce ne sono in onda: Barilla, enel, telecom (è nata francesca), ecosì via.
Non porta niente di nuovo in termini di creatività, se non per la metodologia con cui si è diffusa.
Fosse stato per me avrebbero dovuto vincere i Giovani Leoni come media planner, quello sì, per premiare la case history, ma non certo un premio per la creatività.
Sono d’accordo poi che i giovani leoni concepiti come lo sono ora sono una bella cagata. Quindi sono contento che l’ADCI si stia attivando a riguardo.
già ma le altre cose premiate non solo non portano niente di nuovo in termini di creatività, ma manco hanno avuto un milionesimo della risonanza di perchè tu mi piaci (qualcuno ha avvistato prima l’annuncino di land rover stile archive del 1992 da qualche parte?)
Si ma che vuol dire, panda e rolling stones non saranno capolavori, ma almeno mi sento di dire che appartengono quantomeno a questo decennio come stile di comunicazione.
Poste, creativamente perlando, è la solita paraculata per far innamorare cliente e massaie, che in termine di bussiness e una mossa assolutamente vincente, rinnovo i complimenti a questi due giovani che hanno guadagnato (spero per loro) molti soldi. Sono due ottimi marketers secondo me, lo dico con sana invidia.
Però non è un film creativo. Qui stiamo parlando di quello. Infatti dovevano vincere come media planner, dove secondo me sono stati geniali, molto più di navigati professionisti.
Per quanto riguarda la stampa ha vinto un’idea vecchia e vista, ma rumors dicono che lo zampino del buon vicky si sia fatto sentire (sempre nei limiti della regolarità ovvio).
rilevanza? da parte di chi? dei pubblicitari? certo…peccato che la comunicazione dovrebbe essere rivolta alla gente comune e la gente comune, te lo posso assicurare, non ha mai visto quel film…
Il legittimo impedimento ad essere premiati della scarsa conoscenza dell’inglese, modestamente, l’ho suggerito io alla giuria.
Di andarcene orgogliosi neh?
Gianni, torna a fare lezioni di Yoga.
andare a ripassare l’inglisc da chi ne sa
Del Cyber non frega un cazzo a nessuno? Eppure la puzzetta di bruciato di sente.
E del Print?
Un’idea fatta almeno diecimila volte in tutte le salse (il window washer nel deserto).
Se nei giovani non si premia l’originalità, cosa si premia?
E’ abbastanza evidente che le campagne Y&R per Land Rover siano delle patacche assolute. Mai viste sostanzialmente da nessuna parte. Eppure grazie al solito fake qualcuno va a spassarsela a Cannes al posto di chi ha lavorato davvero su clienti che pagano e pianificano davvero. Non penso che questo sia educativo nè istruttivo nè onorevole per il nuovo corso del club. Non fa bene ai creativi che tutti i giorni lavorano davvero e che dovrebbero vedere riconosciuto il talento sulla ormai non se ne puo più furbizia. Siccome il premio in sè non ha nessun valore ( a parte rubare il posto a Cannes a chi lavora davvero )meglio i Key Awards allora.
Adci di ieri? Adci di oggi? Per me pari sono. Sempre la stessa minestra.
ma cosa dite, y&R nn fa fake premi, lo ha detto l’ecd.
Dall’anno prossimo tutte queste polemiche che ogni anno accompagnano le premiazioni dovrebbero sparire. Se il progetto presentato andrà avanti si passerà a tre brief uguali per tutti (quindi ognuno con le stesse opportunità non dipendenti dai clienti di agenzia) dove le coppie under 28 si sfideranno ad armi pari e dove agenzie e giurati non avranno altri interessi se non quello di mandare a Cannes i due creativi migliori per ben figurare alla Cannes Competition.
Insomma vorremmo trasformare quella che è l’ennesima occasione per mettere in mostra i lavori di agenzia e conseguentemente polemizzare su ogni scelta, in qualcosa che sarà l’occasione professionale principale per promuovere esclusivamente i giovani creativi.
Bella idea, ma temo che comunque i giurati avranno sì l’interesse a mandare a Cannes i due creativi migliori, ma della propria agenzia. La vera rivoluzione sarebbe fare una giuria dove sono esclusi tutti i DC dei creativi partecipanti, almeno si evitano le solite pastette una volta per tutte…
Probabilmente si potranno iscrivere anche coppie miste di due agenzie differenti (se uno lavora con un partner troppo old potrà scegliere di iscriversi con un altro creativo, o semplicemente due giovani creativi di agenzie diverse che ritengono di essere la coppia perfetta potranno farlo).
Le agenzie avranno un ritorno di immagine minimo secondo me, non verranno premiati i lavori “veri” ma il frutto della creatività di due giovani. A loro andrà tutto il merito. Lo scopo è quello di selezionare una specie di Nazionale per i mondiali di cannes.
L’idea cyber era orribile. La bruttissima copia di quel video/operazione Arcade Fire. Nient’altro che street view, senza un’idea di fondo. Non so come hanno fatto a premiarla.
Davvero siamo così indietro?
Perchè? Saatchi roma che vince primo, secondo, terzo e quinto posto nei cyber!!???
c’avevano 2 giurati su 8
Saatchi Roma vince semplicemente perché è la realtà digital più forte d’Italia. Ed è riconosciuto da tutti.
Che tristezza. E dire che speravo che le cose sarebbero migliorate.
E dire che avevo fiducia.
E dire.
E.
.
l’insegnamento dato da queste premiazioni è che bisogna spendere 4/5 del tempo in ufficio a fare progetti fake e dedicare al cliente il tempo necessario per eseguire quello che richiede. Inoltre, vedrete che il prossimo anno tutti scriveranno di avere una ottima conoscenza dell’inglese…
Vero: la S&S nel digital va forte (solo in quello ormai come sanno tutti): però i condizionamenti dei giurati (2 su 8) dimostrano che ln italia le giurie devono essere on line, cosa che l’adci da già da qualche anno dopo gli episodi di Vigor che condizionava pesantemente le sue giurie.
Immagino non ci fosse nulla di meglio, per premiare quello street view di natale…
Quello della giuria Cyber non è un scandalo, è la regola.
Ma 4 lavori su 5 in shortlist sono troppi anche per questo micromondo triste, tronfio ed egoriferito della pubblicità.
Prima vogliamo cambiare l’Italia, poi appena abbiamo la possibilità di mangiare, ci mettiamo a tavola come tutti.
Per carità, ottimo reparto, bravi creativi, ma l’idea è COPIATA.
Vedere per credere, vergogna: http://www.thewildernessdowntown.com/
Si, grazie. The wilderness downtown lo conoscono tutti.
Ma cosa c’entrano tra loro queste due idee scusa?
Al limite è la stessa tecnologia… ma l’idea non mi pare copiata manco alla lontana.
Una cosa non ce l’hanno in comune, la data di uscita. Il vostro lavoro è successivo. Mandate una bella mail di ringraziamento ai creativi che hanno pensato il sito degli Arcade Fire.
…uno dei punti di Guastini per l’elezione a Presidente erano proprio le giurie. E il signor “GL-so-tutto-io” me lo confermerà sicuramente con un reply.
Diciamo che l’elezione è avvenuta da poco e forse la nuova presidenza adci non ha fatto in tempo, ma questo discorso delle giurie è un punto forte che va chiarito e sistemato, visto che ci sono sempre un sacco di persone che si lamentano.
Diamo fiducia al Guastini fino alle shortlist adci.
Per quello che mi riguarda io un suggerimento ce l’avrei. Senza impegno.
Far votare tutti i soci. Senza giurie. Farli votare online. A scrutinio segreto. Le votazioni consultabili online 5 minuti dopo la chiusura. Sarebbe una bella rivoluzione. Poi, d’accordo, può esserci una giuria per decretare il grand prix. Ma quanto sarebbe bello se votassero tutti i soci senza giurie di sorta?
Sarebbe come quando ha vinto lo scudetto il Verona, o la Samp, o la Lazio. Un’anomalia in un mondo dove tutto è già stabilito.
Guastini ha proposto di dare più rilevanza al club.
Per quanto riguarda le giurie ADCI queste rimangono tali e quali, ovvero allargate a 40 creativi con votazione on line e ulteriore votazione live per dare i metalli.
Questo sistema rimasto dal vecchio consiglio a mio parere è perfezionabile ma centomila volte migliore delle giurie fasciste che esistevano prima, da cui tutti gli ormai ex dlv hanno costruito le loro carriere.
Per quanto rigurarda i giovani leoni (che ricordo gestiti da sipra e non ADCI) il consiglio si è espresso a favore di un radicale cambiamento l’anno prossimo e questo mi sembra molto buono, perchè ripeto così come sono ora servono solo a generare più di 50 commenti di sputtanamenti e critiche varie.
L’idea proposta da Dave mi sembra un’ottima idea per cambiare un po’ le cose.
ma le interviste a Guastini le hai vist? hai visto come gongola?
a lui interessa solo avere una telecamera davanti per alimentare il suo ego che è a dieta da 30 anni
è uno come tutti gli altri che si è mascherato da Obama
@se non erro
in realtà nel mio programma l’argomento giurie non era trattato. Ho però scritto un post sull’argomento, il 20 gennaio. (http://kttbblog.splinder.com/post/23912353/diario-di-un-candidato-alla-presidenza-adci-le-giurie).
Post che si concludeva con questa affermazione:
“Tutto questo significa che se mi eleggerete le giurie del 2011 saranno sicuramente composte sulla base del ranking attuale, i cui meccanismi continuano a fare discutere. Le giurie del 2012 saranno la conseguenza del voto democratico espresso da tutti i soci del club. E continueranno a fare discutere, sinché non faremo un salto di maturità e capiremo l’importanza fondamentale dell’essere uniti da qualcosa di più consistente dei premi.”
Ciao
m.
Invece sarebbe meglio che si avessero giurie ottime anche nel 2011. Se ti rimbocchi le maniche ce la fai. Troppo comodo dire nel 2012….
Le votazioni cominciano tra una decina di giorni. Se ce la fai tu a presentare un nuovo modello per gestire il tutto sicuramente sarai ascoltato.
I giovani leoni e queste giurie sono arrivate con troppo anticipo perchè qualcuno potesse intervenire. Il mandato dura tre anni, vediamo cosa succede.
Di solito sono i politici che dicono: “io nel 2012…”
o sbaglio?
“Toh”, qui puoi dire la tua. Vuoi collaborare? Fatti avanti (se hai coraggio):
http://bocciofilabrancaleone.wordpress.com/2011/03/23/il-punto-di-vista-del-presidente-adci-sulle-giurie-degli-adci-awards/
Come avviene normalmente il regolamento delle giurie ADCI e le regole sull’eleggibilità dei lavori dovrebbe essere pubblicato e scaricabile dal sito dell’ADCI. E’ una cosetta semplice ma non c’è. Tuttora rimangono fumosi i criteri di questa giuria e di quella dei giovani leoni.
Tra l’altro, il titolo del post è tendenzioso. Taddeucci non ha scritto “a” Bad Avenue, ma ha scritto “su” Bad Avenue. Non era sua intenzione interagire con te, Donald, infatti su quest’ultimo post non ha preso parola.
E invece sempre gli stessi, prevedibilissimi, commenti. Voglio provare a raggrupparli questa volta per tipologie antropologiche. Procediamo.
1) Lo “Sfigato rosicone” – C’è sempre il tipo umano pronto a ricordare a tutti che l’idea è COPIATA da un’altra idea migliore, mostrando la sua vastissima cultura dell’advertising ma, come al solito, non il suo porftfolio, in grado sicuramente di zittire il creato per superiorità ed eccellenza creativa. E fa assolutamente bene a non mostrarlo, perchè ci sarebbe sicuramente qualcuno pronto a COPIARGLI le idee. Davvero non capisco che cazzo c’entri il bellissimo lavoro degli Arcade Fire con il lavoro di Saatchi, quello che posso dire è: attenzione, non pensate mai più di poter sviluppare un’idea che usi Google Street View, qualunque essa sia, perchè ormai è stata fatta e sarebbe COPIATA;
2) Il “Complottista” – Altra tipologia piuttosto comune. Fuori dall’ufficio è uno di quelli che crede che le piramidi siano state create dagli alieni e che i video di Bin Laden siano stati girati a Hollywood; dentro l’ufficio è uno di quelli che “se qualcuno ha vinto un premio, è solo perchè aveva qualcuno dell’agenzia in giuria”. Ma in questo suo incessante sospettare, c’è un sospetto che non lo ha mai sfiorato: e se un lavoro avesse vinto solo perchè era più bello degli altri? E se la Saatchi avesse 4 lavori in shortlist solo perchè i suoi lavori sono stati ritenuti pacificamente da 6 direttori creativi, tutti maggiorenni, migliori degli altri lavori iscritti? Mi rendo conto, però, che è difficile resistere al fascino del complotto.
3) Il “Fake it real” – Ultima tipologia umana, ma non per ordine di incidenza statistica. La riassumo così: “Se un lavoro vince qualcosa, è un fake”. Seguendo il sillogismo, avremo risultati di questo tipo:
> non è vero che c’è la crisi, è un fake;
> quindi se la crisi è un fake, i creativi possono lavorare su quello che vogliono, tanto non è importante rispondere alle richieste dei clienti. Anzi, io il cliente lo mollo quando voglio;
> siccome i creativi lavorano su quel cazzo che vogliono, lavorano su campagne fake per vincere premi.
Provate a dire al vostro amministratore delegato che non potete lavorare su un vero brief perchè avete da lavorare sul vostro brief fake, sono sicuro che vi spalancherà la porta. Per andare affanculo però.
complotti, la realtà è che ogni DC in giuria promette ai propri giovani creativi un premietto, così in cambio quelli tutti felici continuano a sputare sangue giorno e notte per due tozzi di pane (fonte per Gianni Lombardi: il post censimento stipendi) e gli altri faranno altrettanto per lo stesso miraggio.
Guardatevi l’intervista alla Siani su youmark: praticamente si vanta di questa realtà senza manco nasconderlo troppo fra le righe.
ma poi chi c’era di saatchi in giuria?
Antonio Di Battista e Manuel Musilli (Saatchi), Massimiliano Longo (Jwt), Matteo Righi (Y&R), Sergio Muller (A-tono), Luca Comino (Fullsix).
ma poi io dico, che cazzo di senso ha premiarsi da soli? che cazzo di sfigati che siamo…
Le giurie sono selezionate fra creativi che volontariamente hanno dato la loro adesione, senza nessun criterio di esclusione particolare. Tu perchè non hai dato la tua adesione? Avresti sicuramente reso tutto più equo e imparziale.
No scusa il senso ce l’ha. E’ come farsi una bella sega.
(E onanismo non vuol dire segaiolo)
si se ne vanta e parecchio, ein dlv nn c’è più mezzo senior,
tutti junior sottopagati. giovanilismo forzato che in realtà si chiama rsipsrmio per poter fare dumping.
Va bene dai, non lacrimare come un cerbiatto ferito, il lavoro l’hai soltanto SCOPIAZZATO. Succede, dai, ci passiamo tutti. Tra l’altro a voi succede spesso.
cari tutti,
visto che ho fatto parte di quella giuria provo a spiegare come si è svolto il lavoro, almeno per dipanare dubbi sulla prassi e sull’influenza dei singoli giurati all’interno del gruppo. Dopodiché ognuno potrà dare il proprio giudizio sui singoli soci ADCI presenti in giuria e la loro capacità di svolgere bene questo compito.
I giurati , come succede in tutti i premi del mondo, sono stati esclusi dai voti riguardanti le campagne appartenenti alla propria agenzia.
Prima di iniziare le votazioni ci si è allineati tra i presenti su quali aspetti privilegiare nel giudizio delle campagne.
Sulla base di questi criteri dalle 29 entries sono state eliminate subito quelle “ingiudicabili” (per semplificare, quelle dove non fosse prevista un’interazione o dove l’idea lasciava davvero a desiderare). Ne è emersa una shortlist abbastanza allargata (i lavori con la sufficienza) di 14 campagne, che sono state votate numericamente e senza nessuna discussione.
Già dalla prima selezione, determinata dalle medie aritmetiche dei voti, è stata chiara la classifica dei primi 5, la discussione si è limitata alla verifica del livello di inglese della coppia selezionata e alla 3^ e 4^ posizione che avevano un voto uguale.
Questo metodo, più o meno, è quello che viene usato a Cannes: briefing del presidente per condividere un metro di giudizio uniforme – votazioni personali con divieto di discussione – Selezione della shortlist su base esclusivamente numerica – discussione della shortlist per selezionare i premi.
P.S.
Il fatto che Saatchi abbia tanti lavori in shortlist penso sia perchè, oltre ad avere ricevuto voti superiori agli altri, in percentuale ha iscritto praticamente un terzo delle campagne e tutte (tranne una) rispettavano i criteri per essere giudicate.
Con 8 campagne in pre-shortlist su 14, 2 ai primi 2 posti e una al 4°, il risultato sembra che se lo siano meritato alla grande.
Grazie, ciao.
Sergio
Quello che è criticabile è ammettere lavori che non sono usciti realmente come
la stampa Land Rover di Y&R. Questo significa rubare la partecipazione a Cannes a chi ne avrebbe diritto, favorendo una pratica truffaldina ormai esasperante.
Mi chiedo: e se in giuria ci fosse stato un gruppo di clienti?
non si poteva concludere questo thread con una domanda più intelligente?
Visto che anche Y&R è piena di fake, vorrei istituire questa nuova figura mitologica.
Scusate, mi trovo a leggere questa diatriba lunghissima sui Giovani Leoni e mi viene da farvi notare solo una cosa: mi pare che tutto si possa dire di The Wilderness Downtown tranne ridurlo a esempio di uso creativo di Google Street View…
Quel video è l’apoteosi dell’HTML5, una dimostrazione di muscoli di Google (come si legge nel footer del sito “made with some friends from Google”…), l’esempio di come il mezzo può diventare contenuto, e Google Street View è solo una piccola parte.
Forse tutti questi premi a S&S nel Cyber ci fanno capire solo che noi di cyber ancora ci capiamo ben poco, vedi i commenti sopra.
Per curiosità ho visto ora il vincitore dei cyber. Se posso dire… bella cagata.
Funziona solo con street view che se non erro copre solo milano e roma. Io che di residenza faccio Padova (e non un paesino di 600 anime) vedo tutto nero. Mi sembra che di cose impossibili in questo lavoro ce ne siano.
Sento l’odore del moplen come quello dei caschi da parrucchiere del 1970 mentre tra pettegolezzi, bugie ed ingiurie nessuna verità viene a galla.
I capelli sono asciutti così come lo è la conclusione che da questa lista di commenti è lecito avere. La questione è che non salveremo il mondo, non diventeremo leggende e tantomeno lo diverranno le nostre gesta, non scriveremo libri di storia ma finiremo nel 132° pagina dei cataloghi a 15 euro dello scaffale delle occasioni.
Per chi ha ancora il coraggio di crederlo, siamo esseri umani, pagati umanamente, quasi tutti con la stessa vita, gli stessi problemi, le stesse incertezze sparse in varie metrature quadrate. Ci incontriamo ogni mattina, ci bestemmiamo addosso e poi ci stringiamo in abbracci mentre ritiriamo bellissimi premi.
Siamo si, fottutamente sbagliati ma solo se il motivo per cui lo facciamo non è che il premio.
Ma non è forse il premio il piacere da custodire più intimamente?
Quella medaglia, riesce a spararci con una cannonnata indietro portandoci a quel maledetto desktop alle 4 di notte in agenzia ?
Il premio, questo premio, non è ne una testa di cervo da appendere in soggiorno ne una medaglia al valore per aver ammazzato 400 nemici. Questo è un ciak dell’animo e dell’impegno, un album che facebook per fortuna ancora non ha e che solo in questi momenti riesce a popolarsi di foto.
Concordo sui vari elenchi numerati di crolli fatti finora, ma trovo eccentricamente risolutiva la soluzione del complotto.
Trovo preoccupante che molti di noi abbiano passato il pomeriggio rodendosi la milza nell’attesa di un commento di risposta anzichè pensare ad una cazzo di fottuta idea che lo ossessiona.
Questo lavoro è fatto così, ci serve perchè ogni cazzo di brief ci riconferma geniacci e perchè ogni volta dentro di noi godiamo. Ma siamo nel 2012 e viviamo vintage. Il buon vintage detterebbe però un costume sessuale più ampio. Quella goduria sarebbe di tutti i presenti.
Ma il “rododendro” non proverà mai questa sensazione, ed è forse per questo che resterà tutto il pomeriggio a scrivere su un blog, per tutta la vita, indossando una camicia scozzese e guidando una vespa, ma superando i limiti d’età concessi di tutti i suoi premi.
Ho fiducia nei talenti italiani perchè nel bene o nel male ci rappresenteranno per quello che sono. Chi non ne farà un vanto porterà a casa dei risultati.
Come tutti quelli che l’hanno già fatto. Penso che queste occasioni forniscano a tutti in primis un opportunità di crescita. Dopotutto a quanto pare ne abbiamo ancora bisogno.
Visto che è stata più volte citata, intervengo per dire che la Y&R è seconda nella classifica “Fake agency of the year” che ho recentemente stilato e spedito a Donald. Al primo posto ovviamente ovviamente la DDB Milano con ben 23 fake (comprese le multisoggetto). Spero che Lombardi mi stia leggendo e si attivi presto per porre fine a questo flagello che, come dimostra anche questo post, sta deflagrando sempre più. Grazie.
“pentito della DDB”, posso chiederti una cosa con il massimo rispetto, con grande affetto, con grande stima e con la massima diplomazia?
Perché ti vergogni di quello che scrivi?
Pingback: Il punto di vista del Presidente ADCI sulle giurie degli ADCI Awards | bocciofila brancaleone
Comunque è interessante vedere che di quello che dice Taddeucci non frega niente a nessuno.
“Off Topic”, non è vero perché nel post originale il commento di Ted ha generato numerosi commenti ulteriori:
http://badavenue.wordpress.com/2011/03/20/la-bandiera-della-creativita/#comment-5065
La tua osservazione quindi è la solita frecciatina anonima per colpire quelli che sono più in vista.
Oltre ottanta commenti. Quattro volte le campagne tv iscritte ai giovani leoni. Fa pensare, non trovate?
E intanto gli svedesi fanno:
http://www.donatedotcom.com/
Wow… un link, non ne vedevo da 5 secondi…
ora che anche Albanese se n’è andato, chi si occuperà di continuare a fare i fake in DDB? Rispondetemi sono preoccupato, non vorrei che arrivasse un DC contrario e il Pentito della DDB perdesse la sua ragione di vita!!
Sono anni che sostengo che nei nostri siti, blog e mailing-list, l’anonimità è una vergogna. Ora dimostro che è anche sterile e votata all’insuccesso:
Su ormai quasi cento commenti sulle giurie ADCI, la stragrande maggioranza sono anonimi. Di quei ritagli di lettere incollate e infilate furtivamente sotto l’uscio di questo posto, qualche rara volta alcune sono razionali… ma la maggioranza sono diffamatorie e improntate a scazzi e rancori. Non è un caso se in questo flame i commenti di (i.o.a.) Guastini, Lombardi, Müller e Taddeucci, sono convincenti – che non significa che siano per forza anche giusti. Però, siccome sono pensieri espressi da persone (e non da vigliacchi omertosi), i loro ragionamenti devono per forza fare i conti con la realtà (nomi, luoghi, circostanze, citazioni verificabili).
Secondo me, l’unico anonimo che fino a oggi può vantare qualche ragione (ma non tutte) per esserlo e rimanerlo, è la persona che gestisce questo posto. Lui (o lei) sa benissimo che se accettasse la rissa pure lui, dopo pochi giorni gli interventi firmati (e di solito convincenti), non ci sarebbero più. Tutta la sua iniziativa assumerebbe il non-valore di una trascurabile scazzottata di periferia. Non a caso, per compensare la debolezza di chi non ha il coraggio di mostrare la propria faccia, i suoi interventi sono tendenzialmente equilibrati.
Il giorno che p.e. Taddeucci non vi scrive più, anche gli altri interventi che “fanno opinione”, sparirebbero in pochi giorni.
Siccome le mie opinioni sull’anonimato le esprimo da molto tempo (ovviamente, già su Rejectetby i miei rarissimi interventi erano sempre rigorosamente firmati), si potrebbe arguire che questi ragionamenti non interessano nessuno. Invece, molto più semplicemente, le mie parole devono fare i conti con la fatidica “minoranza rumorosa”. Chi posteggia in doppia fila col SUV, chi veste come Mughini, Giurato, Giannino, chi urla più forte degli altri, si fa notare. Chi invece ascolta, ragiona e risponde in modo civile, non può contare sullo share riservato ai vari Sgarbi, Biscardi e Platinette. Ma, i creativi italiani tendono a emulare Bernbach, Steve Jobs e Barbella, oppure rincorrono con affanno L. Ron Hubbard, Lady Gaga e il Baffo Roberto?
Per usare per una sola volta anch’io volta il becchime dei corvi, oggi mi diverto a buttare qui dentro un bocconcino avvelenato: Chi non ha le palle per firmare le sue opinioni, è un non-creativo, un panchinaro, uno sfigato, un tamarro che non sa fare altro che fare l’ola sulla curva sud. Contenti?
Till Neuburg
“What’s in a name? That which we call a rose
By any other name would smell as sweet.”
anche in questo caso quello che dici non fa una piega ma veramente ci sono dei motivi che mi impediscono di firmarmi e che potrei spiegarti di persona, se potessi firmarmi l’avrei già fatto
nonostante il mio anonimato coatto da un contratto a base di nda e varie con penali mi potresti raccontare a quale titolo sei andato in giuria a cyber lions?
già Till ma senza il mio commento ad aprire l’argomento non sarebbero intervenuti in risposta né Guastini né Muller. E ci sarebbero stati 5 o 6 commenti sfighi e noiosi sul nucleare (di cui almeno 3 di Gianni Lombardi) invece di questo centinaio su giovani leoni, premi, fake, adci ecc…
E’ solo grazie all’anonimato di autori e commentatori che questo blog è il più letto e discusso del settore, e non desertico e nato morto come quello della bocciofila.
Romeo e Giulietta, Shakespeare.
Però per avere il profumo ci vuole la rosa.
Simpatico “Anonimo”, è solo grazie all’anonimato che molti sfigati (sia detto con affetto) possono fare commenti senza pericolo di dimostrare con nome e cognome quanto sono incompetenti (naturalmente non tutti gli anonimi sono sfigati; ma molti sì).
Per esempio http://bocciofilabrancaleone.wordpress.com/ riceve da 100 a 500 visite al giorno e i motivi per cui ci sono pochi commenti sono due: 1. i commenti sono moderati e, salvo eccezioni, non vengono pubblicati quelli anonimi; 2. i post sono di buona qualità (se ci fossero scritte cretinate, ci sarebbero dei commenti negativi qui, visto che qui gli anonimi sono tollerati).
Il canale Twitter del Club (@adcinews) è passato da 130 a 498 follower in quattro settimane, segno che il Club sta cominciando ad avere un seguito significativo anche al di fuori della parrocchietta dei pubblicitari adv.
In pratica, in 4 settimane ha quadruplicato la presenza: più di 10 follower al giorno per 30 giorni mentre prima aveva fatto 130 follower in otto mesi.
Infine, ogni volta che partono le frecciatine al consiglio o a me, aumentano le visite al blog del Consiglio, al mio blog personale e alla pagina Facebook, comprese le richieste di amicizia.
Cuntent, anonimo del quartierino?
Diaferia, Till, Lombardi, Guastini preferisco gli zombi
Ancora con questa storia dell’anonimato. Non se ne può più.
Ci avete fatto caso chi è che si firma? Chi non rischia nulla.
Vecchi scarponi, mummie riesumate, pensionati, studentelli siculi, creativi di provincia estrema ormai rassegnati alla tranquillità o, all’opposto, top player creativi come Taddeucci.
La massa critica che lotta in trincea si giocherebbe il posto, perciò non si firma e perciò non rompete le balle con questa storia del coraggio! Per fortuna il web è libertà di espressione e di pensiero e questi discorsi mi sanno tanto di schedatura.
Io dico viva Donald e viva l’anonimato, perché tra tanta merda che esce fuori, ogni tanto trovi una bella pepita d’oro che fa incazzare qualcuno perché lo sputtana!
Proviamo a immaginare che domani mi ri-iscriva qui con una altro nome – tipo “Mattoncino l’ego”, “Passaparolaccia”, “Appunto g” oppure più semplicemente come “Fili di nessuno”. Sfirmando in quel modo demente e nullatenente, potrei divertirmi a sparare cose vere, semivere, oppure interamente inventate, su chiunque. Naturalmente le scriverei in un modo che anche le cazzate più malefiche e idiote potessero sembrare ispirate alla realtà, a cosacce attendibili o quantomeno lontanamente possibili. Potrei insinuare che, per esempio, il nostro “Figli di Manolesta” è un razzista comprovato. Infatti, i corregionali di Archimede, Empedocle, Pirandello, Quasimodo, Vittorini, Borsellino, Sciascia e Camilleri, il nostro non li chiama siciliani, ma “siculi”. Potrei aggiungere (in perfetto stile Feltri) che qualcuno l’ha visto a Lampedusa in compagnia di Borghezio e della fascista francese Marine Le Pen. Però…
Però, lo sputtanamento senza faccia lo lascio volentieri a chi si nasconde dietro il blabla. Per esempio, per fare in modo che le agenzie non possano più attirare gli stagisti con i premi fake e lo spremiagrumi antisindacale, non basta inveire in incognito contro alcune sigle. Occorrono dati, cifre, nomi documentabili, da dare in pasto alle scuole, ai media, ai social network, ai sindacati. Come sappiamo, le lotte di Rosa Luxemburg, Giacomo Matteotti, Gandhi, Rudi Dutschke, Bobby Sands non si sono svolte solo rischiando il posto, ma anche con qualche “rischio” in più. A nessuno di loro sarebbe mai venuto in mente di firmare qualsiasi documento con un nome di fantasia – nemmeno al fascista D’Annunzio con i suoi 40.000 volantini sparsi dall’aereo sopra Trieste.
Quando nel lontanissimo 1973, le agenzie milanesi licenziarono la prima volta un sacco di creativi, davanti il portone del presidente OTIPI (l’AssoComunicazione dell’epoca) Vittorio Orsini, gli impedimmo di entrare nella sua agenzia. In occasione di un picchetto davanti la JWT (allora ancora in via Durini), fui travolto da un crumiro incazzato. Fu necessario ingessarmi una gamba fin sopra il ginocchio e, grazie a quell’episodio tra la follia e la commedia italiana, il mio nome finì persino sul Corrierone. All’epoca ero né dirigente né stagista, ma copy supervisor – un ruolo oggi tra i più colpiti dalla pulizia “estetica” perpetrata dai managerazzi delle holding.
Avete presente i talk show dove la tossicodipendente o il pentito di turno si vedono solo di schiena e in penombra? Ecco, gli anonimi di questo toksciò www, mi sembrano i loro imperfetti cloni: lamentosi, incazzati, frustrati – ma solo fino a un certo punto. Un punto che sarebbe più onesto chiamare puntini puntini puntini. Cioè, il nulla.
Se un domani dovessi decidermi a fare come voi (cioè a sparare nel mucchio senza munizioni), vorrei divertirmi aggratis – come in realtà fate pure voi. Mischierei la realtà con le cazzate, il virtuale con le statistiche, il buonismo arcobaleno con il noir. Ecco qualche plot che qui dentro potrebbe andare a manetta:
- Il “Pentito della P2” ha aperto un blog nel quale si dimostra che le receptionist della DDB, della Y&R, del carcere di San Vittore e del sindaco Moratti, in realtà sono sempre la stessa persona.
- Le campagne di Napoleone in Egitto e in Russia erano tutte copiate. Ne è testimone diretto Marco Cremona che da Mosca ha annunciato la scoperta di scottanti documenti che i servizi segreti dell’Interpublic avevano nascosto da oltre due secoli.
- Il nuovo Consiglio ADCI ha deciso di stampare il prossimo annual a forma di cono. Per aprirlo ci vorrà una password con duemila caratteri cirillici che per ora conoscono solo Guastini, Beppe Grillo, Biffi e l’Avv. Ghedini.
- Donald Draper non è un ex-symbol dell’advertising, ma un software sviluppato per il Pentagono dall’Adobe. Funziona con tutti i sistemi operativi, compreso Linus, Diabolik e Topolino.
- Barbella ha appena acquisito la maggioranza dell’Inter e della WPP.
- Il 1° di aprile saranno esattamente cent’anni che Till Neuburg è scomparso nelle gelide acque del lago di Misurina. Ne danno il triste annuncio i familiari, Reinhold Messner e l’Uomo di Similaun che per decenni avevano terrorizzato tutti i Consigli dell’ADCI, sin dai tempi di Fritz Tschirren, di Heidi e di Nostradamus.
Eh tu si che hai fatto le lotte, altro che noi poveri cacasotto.
quello che dici non fa una piega ma purtroppo ci sono dei motivi che mi impediscono di firmarmi e che potrei spiegarti di persona
nonostante il mio anonimato mi potresti raccontare a quale titolo sei andato in giuria a cyber lions?
Alla giuria Cyber Lions del 2008, ero andato con zero tituli. Un modo scanzonato per dire che non ero (e non sono tuttora), un esperto del web. Era andata così: per ogni giuria a cui l’Italia è invitata a partecipare, ogni anno il Consiglio ADCI è chiamato dalla Sipra a proporre i nomi di tre Soci. La decisione finale la prendono poi a Londra – mica qui in Italia, secondo i nostri criteri a misura Duomo. In quella giuria, prima del 2008, c’erano già andati tutti gli “esperti” del Club. Ricordo bene che, quell’anno, tra i tre nomi proposti, il mio era una sorta di riempitivo. Nel Consiglio sapevano tutti che avevo sì un solido passato nel graphic design e che, per quanto riguarda il mondo del web, ero probabilmente uno dei più attenti e più appassionati osservatori, navigatori e commentatori nel Club. Aggiungi che proprio l’anno prima (nel 2007), il Presidente delle giurie ADCI Pasquale Barbella, mi aveva invitato a presiedere la Giuria Web dell’ADCI Award. In quella giuria italiana avevo con me una gran bella squadra (i.o.a.): Bruno Bertelli, Stefano Colombo, Vicky Gitto, Alessandro Orlandi, Giandomenico Puglisi, Matteo Righi – che mi sembravano tutti soddisfatti di lavorare con me. Ma, torniamo a Cannes: chi nel 2008 fossero gli altri due Soci proposti, francamente non lo ricordo. Ma chi a Londra seleziona e organizza le giurie, è sempre molto attento affinché non ci siano sovrapposizioni di sigle (e di holding). Se, per esempio, in una giuria ci fosse una prevalenza di creativi proposti da agenzie WPP (è una pura ipotesi esemplificativa!), i boss del festival starebbero molto attenti a evitare squilibri in tal senso. Ecco perché, molte volte, i freelance (di qualità), sono utili e funzionali. Quando mi comunicarono che ero stato scelto, quasi quasi non ci credetti. Oltre alla sorpresa, per me c’era anche un problema di età. Visto che nelle varie categorie Lions, il Cyber è probabilmente quella più “giovane” vedere in quella giuria un senior, era alquanto inconsueto. Soprattutto, per me. Per completare il quadro, voglio aggiungere che quell’esperienza è stata per me una delle cose professionalmente più belle e costruttive della mia vita. Chi fosse interessato a leggere un mio report che avevo poi sparato in rete su quell’esperienza, glielo invio con piacere. Fatto sta che durante i lavori sotto la tostissima presidente Colleen DeCourcy, l’intesa tra tutti noi era veramente totale: veloce, disciplinata, rispettosissima, assolutamente democratica e trasparente. Posso categoricamente smentire che in quel contesto si fossero verificate manfrine o alleanze di cui troppo spesso si mormora qui in Italia. Quando si trattò di decidere i premi, tra noi 25 giurati di fatto c’era una spontanea unanimità. Eppure, prima di arrivare alle decisioni conclusive, nessuno s’era tirato indietro: si discuteva appassionatamente, fino a sera tardi – spesso con due/tre ore oltre il timing previsto. Alla fine eravamo sfiniti… e molto molto contenti!
Ma quanta importanza che ci si dà in questo mondo…
come ce la si suona e ce la si canta da soli inutilmente.
Ma chi se ne frega delle campagne finte, dei commenti della shortlist e del polemicone di Taddeucci e delle sue scuse.
Siete sempre più fuori dal mondo, inutili e sterili.
Come è brutto invecchiare male.
Till Neuburg ha segnalato in Lista ADCI questo post:
http://www.keplero.org/2011/03/un-po-di-cose-che-so-sulle-centrali.html
Lo riprendo per osservare questo:
1. E’ un blog che parla di fisica nucleare.
2. Ha 141 commenti (segno che forse è stato letto da 7000 fino a 14.000 lettori). 141 commenti sulla fisica nucleare.
3. Fra i commenti c’è un certo numero di anonimi (ma non la stragrande maggioranza);
4. Si parla di un tema caldissimo e altamente politicizzato;
5. C’è qualche polemica.
Ma, ciononostante, sono rarissimi i toni spregiativi e offensivi che capitano spesso qui.
Forse è un problema di cultura ed educazione?
Per passione personale, ma anche per necessità (mi riferisco al contenuto dei miei libri, di cui 2 in cantiere), nei siti e blog dedicati alla scienza, sono ormai quasi un habitué. Così, posso tranquillamente confermare che la domanda apparentemente retorica di Gianni (sulla cultura e l’educazione), non è affatto deviante o forzata: tra i due estremi di stile, p.e. “Piero Angela” e “Roberto D’Agostino”, gran parte dei pubblicitari sono palesemente più vicini a quest’ultimo che non al conduttore di Quark. Non crediate che in ambito scientifico si parli solo di numeri, formule e quantità. Anche lì, le opinioni, i postulati e le tesi, sono fondamentali. Ma, a differenza di noantri, gli scienziati sono profondamente consapevoli che la loro sostanziale coesione e complicità nei confronti del potere, è un’autentica necessità. Di riffe e di raffe, alla fine fanno comunella. Il loro “potere” sono le istituzioni, le industrie e le università che finanziano le loro ricerche – il nostro potere sono i clienti. Tutti e due le categorie (sia gli scienziati che i pubblicitari) sono rinchiuse in un fortino ossessivamente assediato dai politici, dalla borsa – e dai media a loro asserviti. Ma il limite più dannoso per chi opera nella pubblicità italiana, consiste nella nostra storica e profonda asocialità. Ragioniamo quasi sempre secondo criteri individuali o, al massimo di clan. Secondo me, non abbiamo mai raggiunto un ragionevole grado di senso comune (inteso sia come common sense, sia come collettivo). Vincere è bello, ma è molto più bello far perdere il concorrente, il collega. La virulenza guerriera che, per esempio, in Italia assumono i derby calcistici, all’estero è inimmaginabile. I nostri storici dualismi Bartali/Coppi, Lollobrigida/Loren, Callas/Tebaldi, Rivera/Mazzola, Muti/Abbado, la dicono lunga su come sappiamo svilire la nostra vita collettiva. Il polveroso “Chi non è con me è contro di me”, da noi degenera spesso in un triste “Chi non è con me è contro di te”. Che è tutt’altra cosaccia.
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vorrei rispondere ad Anonimo.
leggo solo ora i suoi commenti e vorrei dire a costui:
parlare di “coglioni” per uno che si firma “orgoglioso di essere anonimo”
mi sembra che ci sia una piccola e, leggerissima contraddizione in termini… forse, mah! io non conto nulla potrei sbagliare….
la seconda ed ultima cosa è:
ho tanto la sensazioni che voglia diventare l’antagonista, anarchico alternativo, di DD.
GAETANO
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