Ricevo e pubblico questa lettera di un creativo del sud. È interessante scoprire anche i problemi che affliggono le persone che lavorano lontane da Milano.
“Ciao Donald mi chiamo X ho 26 anni e faccio l’art. Seguo questo blog da parecchi mesi e sempre con grosso interesse. Ho notato però che finora non si è mai parlato di lavoro nero, quasi come se la “nostra” categoria non fosse toccata dalla cosa.
Ed invece oggi voglio darti anche la mia testimonianza. Sono 2 anni che faccio questo lavoro, ho cambiato 4 agenzie ed ho sempre lavorato a nero, come me tutti quelli che ho incrociato con varie mansioni, grafici, illustratori, account, web designer etc.
Da 3 mesi lavoro in una nuova agenzia ma oggi ho deciso di mollare perchè mi sono reso conto che nella realtà dove vivo non è possibile fare regolarmente questo lavoro.
Al momento la mia agenzia ha il 99% dei dipendenti a nero e lo sono da anni, tutti tranne il cugino del capo che ha regolare contratto, lavoriamo su programmi direttamente scaricati dal web e “craccati” e mentre il capo gira in BMW io per il secondo mese consecutivo ho dovuto chiedere un prestito ai miei genitori perchè ho oltre 20 giorni di ritardo sul giorno di paga, senza questi soldi non potrei pagare le spese per arrivare la mattina in ufficio.
Oggi quando sono passato in amministrazione per avere informazioni al riguardo mi hanno fatto una risata in faccia. Questo è quanto, c’è gente che marcia e mangia sui sogni altrui”.
una piaga del mio sud. come dimenticarla? io non ho avuto il tempo di lavorare giù e di “provare il nero”.
Mi sono subito trasferita al nord.
Ma ho una carissima amica che per anni ha lavorato come grafico in uno studio di Crotone per 100 euro alla settimana quando glieli dava tutti. In nero. E doveva sempre elemosinare a fine mese. Assieme a tutte le cose che hai scritto tu: programmi craccati, ecc.
E Lui girava con la jaguar.
Tutti si servivano da lui perchè ammanicato a destra e a sinistra: concorrenza sleale e possibilità di cambiare lavoro pari a zero.
Se vuoi fare esperienza accetti tutto.
Ma non so cosa dirti. Se non che sono lacerata ogni volta che leggo queste cose sul nostro sud.
denunciarlo?
forse non hai mai vissuto al sud se dici cosi’.
Onan, sei ridicolo! Cosa ti succede al sud se denunci una persona?
non succede niente, ma dovresti denunciare tutti e farti terra bruciata intorno.
Ano al sud non puoi denunciare. Ecco la realtà
Luogocomunista!
Denunciarlo?
ho quasi 20 anni più di lui e sono stata fortunata. A iniziare questo mestiere quando i datori di lavoro erano seri e affidabili come i papà. Oggi è una giungla e davvero in tutta onestà non si sa cosa consigliare a chi si trova a cominciare oggi. Cambia settore? cambia Paese? sembra disfattista. Una cosa solo mi sento di dire al nostro amico X. Nonostante tutto, cerca di non diventare come loro.
Scommetto che chi ha scritto “denunciarlo?” non ha idea di cosa si stia parlando!
Mio padre per anni ha denunciato politici corrotti e imprenditori marci nel midollo e per anni ha tirato avanti a campare e non solo lavorativamente parlando. Tentativi di infangare il suo nome, minacce alla sua persona ed alla sua famiglia, ostacoli burocratici fasulli anche solo per presentare un condono (mio padre è un ingegnere!), rapine in casa pilotate, atti minatori… il tutto, supervisionato e sospinto da quei giudici che rivendicano a gran voce la loro autonomia e la loro aberrazione dinanzi ad un qualsivoglia controllo!
Anni di avvocati, di paura e di salute per fare onestamente il proprio lavoro!!!
Ha dovuto girare ben 5 Tribunali e aspettare 20 anni prima di trovare un giudice che lo ascoltasse seriamente, uno che non fosse imparentato con Tizio piuttosto che con Caio o che, semplicemente, preferisse non far torto a nessuno della sua casta!
Quando penso all’Italia (perchè il sud ne è solo l’aspetto più rancido ma… nel resto del Bel Paese le cose non cambiano, cambiano le dinamiche ma non il succo!) mi sembra un grande barcone pieno di falle che si continua a pitturare di vari colori ma che, ha un legname talmente putrido che, sarebbe ora di mandarlo a picco, giù negli abissi!
Il consiglio che do io a X è un altro: crea una cooperativa magari con quelli che come te lavorano in nero, siete artigiani in fin dei conti… dovreste poterlo fare! Magari non avrete grandi clienti all’inizio ma di certo non sarete sfruttati nè umanamente nè lavorativamente! Create connessioni con piccole agenzie sul territorio, agenzie che ritenete valide e serie, create dei collettivi, unite le forze, coltivate i contatti anche con le agenzie del nord…inventatevi qualcosa!!!
Svincolate la vostra attività dal territorio…dislocatevi, siate competitivi e creativi!!!
In bocca al lupo
… e dove sta la novità?
Ora, con tutto il rispetto e la solidarietà che ti manifesto, non me ne frega nulla.
Nulla di più di quanto mi sta a cuore la sorte del meccanico in nero, del contadino in nero, del manovale in nero, della sarta in nero, dell’avvocato in nero (sì, ho scritto avvocato), del cameriere in nero, del geometra in nero e chissà quanti altri.
Senza perdermi nella retorica da supermercato, mi permetto di dire che i primi che devono fare qualcosa siete voi, i diretti interessati. Il problema del nero (nero vero, non “a progetto”, Iva o stage), è ovunque in tutti i settori e in particolare è notoriamente molto concentrato in parecchie zone del sud-italia e il tuo grido d’allarme non può bastare a sè stesso.
Agite, senza compromessi, perche nessuno lo farà per voi.
Oppure, più prosaicamente, come ha fatto “futura STEgista”, scappa da qualche altra parte, lasciando affrontare il problema a qualcun altro.
Buona scelta e, soprattutto, buona fortuna.
mr.D
Mr Daniels ha centrato la questione. Tutto passa per le nostre mani, non accettare tutto cio che ci viene proposto, e tutto ciò che non ci viene proposto. Purtroppo mi rendo conto che sempre piu sepsso si deve fare il paro con le condizioni attuali in cui ci si ritrova a doversi fare sempre i conti in tasca e a privilegiare ” intanto qualcosa mi entra..”. Il declino di questo paese è inizato con questo pensiero, che avremmo potuto vivere bene anche girandoci dall’altra parte e accontentandoci.
Quando leggo post del genere inizio a provare sia una forte rabbia che una grande frustrazione che sfocia nella depressione. Perché queste cose succedono tutti i giorni, anche nelle più blasonate. Impossibile denunciare perché da noi la giustizia (volutamente con la lettera minuscola) non funziona. Al sud c’è la mafia? Al nord anche. Leggetevi libri come “Metastasi” oppure “A Milano comanda la ‘ndrangheta”. Ma a Milano comunque si riesce ancora a lavorare. A fatica, ogni giorno peggio ma si riesce.
L’unico grande consiglio che mi sento di dare all’amico della lettera è questo: fino all’età di trenta anni si è ancora in tempo per cambiare, mettersi in discussione, trasferirsi senza grossi problemi: non si ha una famiglia di solito alla tua età, nè figli.
Durante questo mese ed il prossimo raccogli tutti i lavori migliori, organizza un bel portfolio, metti delle cose nuove. Raccogli indirizzi di amici e telefoni di creativi. Fai una colletta tra parenti. A maggio datti due obiettivi: un mese a Milano a fare colloqui e cercare lavoro. Puoi stare da amici o da amici di amici, qualcuno che ti offre un divano si trova. Vedrai che ce la fai.
Io ho fatto così tanti anni fa. In bocca al lupo.
Denunciarlo?: NO! Spaccargli la testa, Si!
si così in galera ci va lui.
Questo non accade solo ai pubblicitari purtroppo, ma ad ogni categoria di lavoratori.
LaStancaSylvie
Guardando al positivo, questa lettera pubblicata in questo blog è un piccolo passo verso maggiore trasparenza e consapevolezza (e quindi anche meno nero, più rispetto per chi lavora, più onestà nei rapporti umani e di lavoro).
Quando di tutto questo si discuterà facendo nomi e cognomi, senza temere che una legge italiana sulla diffamazione piuttosto illiberale venga brandita per far tacere le denunce, sarà fatto un passo avanti ancora più grande.
Gianni, questa volta sei stato impreciso. Se una persona denuncia un sopruso realmente subito, non v’è alcuna diffamazione. L’importante è che abbia tutte le prove per dimostrarlo.
Ano forse tu non vivi in Italia.
Leggi il post di LetteraStrampalata e poi vediamo se si può denunciare qualcuno.
Già che parlate di sud in generale, siete ridicoli. Ci sono zone nel sud Italia dove il senso civico è di gran lunga più evoluto rispetto ad altre del nord. Dove ognuno piò far valere i propri diritti, può denunciare o far vertenza al suo capo. Se non mi credete, andate a vedervi i dati sul numero di vertenze (chiedo un aiuto a Gianni Lombardi) che vengono fatte giù e non diffondete quest’immagine del povero lavoratore sfruttato e senza voce.
Sicuramente ci saranno dei casi di sfruttamento sul lavoro, ma non scrivete che è tutto così.
La querela per diffamazione la rischi se racconti la cosa online.
Come prima cosa ti direi di denunciarlo anche io, magari facendo gruppo con gli altri colleghi.
Però lo so, non è facile, non sempre si riesce, si ci può trovare in mezzo ad una strada come nulla. Poi al sud, trovarsi in mezzo ad una strada non è proprio il massimo. Le occasioni ci sono, ma molto molto risicate.
Io ci vivo, quindi lo so.
In bocca al lupo, qualsiasi cosa sceglierai di fare.
Lavoro nero, ah! Vengo dal sud e mai ci tornerei, non nutro molte speranze di redenzione. Sono a Milano da anni e per fortuna lavoro con partita iva e fatturo tutti i miei lavori. Tempo fa il mio commercialista mi ha consigliato “se puoi, fai anche qualcosa in nero”. Quando poi ha saputo che pago anche il canone Rai si è messo quasi a ridermi in faccia. E ancora, ho un amico che studia alla Bocconi, uno che ha un blog e che scrive sempre per bacchettare la corruzione nel mondo. Una volta che gli ho parlato di come sia barcamenarsi tra pagamenti che non arrivano e tasse da pagare, lui mi ha detto che sono io quello “fesso” perché in Italia tutti evadono e se io mi ostino a pagare tutte le tasse, pur avendo la possibilità di evaderle, sono scemo e faccio solo del male a me stesso.
E i servizi pubblici chi li paga? A chi evade, a chi promuove il lavoro nero, posso solo augurare di “comprarsene tutte medicine”, come si dice dalle mie parti… ma ahimé temo invece che siano proprio loro i beneficiari degli aiuti statali proprio perché spesso risultano poveri al fisco, visto che dichiarano poco o nulla.
A X voglio dire BRAVO perché ha deciso di mollare. Esci da quella fogna, fai magari come consiglia LetteraStrampalata qui sopra. Oppure vai via, prova a Milano o meglio ancora all’estero. Ciao
Denuncialo. Anche qui al nord volano cause come se piovesse.. Finalmente il boomerang del contratto a progetto sta tornando nel muso dei capi.
Com’è che sei qui a parlare di stronzate mentre in ddb licenziano?
Dov’è lo spirto di lotta con cui hai aperto questi blog?
Dimenticato?
chi è stato in DDB se si adatta a fare meno il fighetto e a sporcarsi di più le mani un lavoro in un’altra agenzia specie se piccola lo trova subito, mentre chi tenta di fare questo lavoro al Sud è in una situazione lì sì davvero drammatica, quindi mi sembra giusto parlare di questo e non di quello… sta distinzione tra creativi di serie A e serie B è insopportabile e deve finire
Sono D. l’autore della lettera.
Si denunciarlo, ho pensato spesso a questa opzione, però poi penso a tutti quelli che lavorano con me, gente sposata, la mia è un’agenzia di medie dimensioni andrebbero a finire tutti per strada, quì a quanto pare nessuno si lamenta, quindi meglio se vado via io.
Seguirò i vostri consigli, intanto stringo i denti cerco di mettere soldi da parte magari facendo anche altro e l’anno prossimo vorrei fare un master a Milano, come vedete ho ancora voglia e forza di rincorrere il mio sogno, per il momento…
Ti posso chiedere in che città vivi?
Ma di che si sta parlando? Macché giudici!
Le denunce si fanno all’ispettorato del lavoro e tutelano il lavoratore non nominandolo al datore di lavoro.
TUTTI ALL’ISPETTORATO!
Ma se io vado all’ispettorato del lavoro col mio contratto a progetto dov’è specificato che il progetto è lavorare sulle campagne del cliente X e porto anche le prove (es. credits in comunicati stampa) che ho lavorato e lavoro anche sui clienti Y Z K Z ecc…. che succede? E’ vera sta cosa della tutela dell’anonimato?
Si sta parlando di un sistema (giudici, ispettori…il succo non cambia sfortuntamente) la questione è che le ripercussioni sulle “azioni legali” non garantiscono PER NIENTE l’incolumità di chi vi adisce anzi, lo rilegano a maggior isolamento. Tutto qui! Con il mio intervento non volevo dire che non si deve denunciare, assolutamente non era questo l’intento (non sarei figlia di mio padre… ed in questo caso “pater certo est”)
Cercavo solo di spiegare che un semplicistico “denunciarlo?” non serve a molto.
Dinanzi ad un problema, prima di emanare sentenze, senza mai offrire una valida alternativa, forse ci vorrebbe un pò più di obiettività e di informazione.
Lo rilegano o lo relegano?
Credo che ogni persona che dal sud muove al nord peggiori solo la situazione.
Nessuno giù si sbatte per fare qualcosa in proprio, come lo vorrebbe, e i posti al “nord” sono sempre meno con sempre più persone disposte ad accettare stipendi di miseria solo perchè l’offerta è alta.
Niente contro di te che hai scritto la lettera, niente contro il sud: penso solo che se vuoi qualcosa devi iniziare a costruirtela da solo.
Anche perchè la situazione in quello che voi chiamate “nord” non è migliore solo perchè ci sono più agenzie.
“Se vuoi qualcosa devi cominciare a costruirtela da solo.”
Ho 22 anni, copywriter a Napoli da 1 anno, senza contratto.
Ho pensato a costruirmi qualcosa da sola ma credo che, da junior, occorra prima fare della VERA esperienza professionale. Esperienza che, a quanto pare, si trova a Milano e non al Sud.
A questo punto, prima di costruirsi eventualmente qualcosa da soli, credo occorra comunque andarsene via, e magari tornare dopo qualche anno con una reale conoscenza del settore e delle sue dinamiche. Possibilmente, senza regalare per pochi spiccioli campagne pubblicitarie a destra e a manca e senza diventare i Made in China dell’advertising.
scommetto che dal taschino delle tue giacche sventola sempre un bel fazzoletto verde padano
muahahahahah.
di verde al massimo mi compro le mutande!!
In ogni caso ripassati un filo il Kotler e pensa alle leggi di mercato semplici: offerta/domanda.
Senza contare che il sud è un posto stupendo, che andrebbe sviluppato più che abbandonato.
Bene! Allora visto che parli di leggi di mercato e visto che, al sud ci sono meno agenzie (quindi meno concorrenza) ed il posto è stupendo, perchè non vai tu a spiegare come si fa? Intendo dire, dal tuo discorso sembra che manchi solo l’iniziativa ed il coraggio. Mi chiedo come mai anche le piccole agenzie cercano di avere un ufficio di rappresentanza a Milano quando potrebbero aprirlo al sud!!!!
La gente e proprio matta.
è
ah sono Mrswallas pure su Fb. E se vuoi fare a botte ci sono
scherso veh..
“Andare via dal sud/qui non si può fare”: mi sento un po’ come quando sento i coetanei che “vanno via da”Italia” (anche del nord) perché qui non si sta bene, non si può lavorare, il livello è basso, ecc ecc. Facile farsela sotto e levarsi dai piedi. Allora, io dico: alzate questo livello, state bene, dimostrate che si può lavorare… perché si può. Certo gli inizi non saranno semplici, lo so anche da sola che è più facile entrare in un’agenzia avviata. Ma le agenzie non vi piacciono? Fate i free lance, fatevi un nome, crescete e portate professionalità dove non ce n’è. Io e la mia piccola agenzia stringiamo i denti e lo facciamo.
ahahah ma ci conosciamo che sai che cosa faccio ???
Lavoravo a Milano, mi sono trasferita in una piccola agenzia indipendente che secondo me però è molto all’avanguardia di Correggio (reggio emilia).
Non ho giocato al rialzo sullo stipendio per spostarmi qui e ti assicuro che lavorare da qui in una agenzia tua, non è esattamente come lavorare a stipendio mensile assicurato, grazie a clienti internazionali che ti pagano lo stipendio e con alle spalle il nome di un grosso pubblicitario americano defunto.
Ci metto la faccia e la passione e spero anche di avere qualche botta di fortuna, che nella vita oltre al talento e al coraggio da sempre una mano
ah e non abbiamo uno studio di rappresentanza a milano… Lì ho SOLO la mia famiglia e i miei amici.
una milanese che va via da milano per lavorare in pubblicità e approda a correggio è una cosa fantastica, e mi mette davvero di buon umore (spero non sia uno scherzo)
Confesso che anche io un paio di anni fa ho sottovalutato questa crisi. Ora inizio a capire che a differenza delle precedenti (1993 e 2001) oltre ad essere globale è molto più profonda e si sta abbattendo come un macigno sul nostro settore.
Mi spiego. sono un regista pubblicitario, abbastanza conosciuto: non sono Brugia ma neanche l’ultimo degli sfigati. Dall’inizio dell’anno avrò fatturato si e no una mesata di mutuo.
Le agenzie chiedono solo virali gratis e io inizio ad avere paura.
In USA la tendenza è al ribasso a tutti i livelli: molti usano i fotografi anche nella regia facendo così un forfait con la stampa. I prezzi scendono sempre di più e gli aspiranti registi pur di farsi la reel girano gratis con la canon. tanto della qualità non frega più niente a nessuno.
Credo che non sia una tendenza che si possa arrestare e credo che anche tra i creativi gli stipendi si siano abbassati di molto. Dc cococo, piva, con stipendi da art senior.
Io mi chiedo: si può fare qualcosa o ci dobbiamo rassegnare tutti? Come vedete il futuro tra 5 anni?
Il sud è una strana realtà, vengo da lì e certe cose le so bene.
Il dualismo tra cultura e ignoranza, voglia di realizzarsi e piangersi addosso, legalità e illegalità, è tanto forte quanto ben bilanciato, creando due mondi nettamente separati che si annullano a vicenda.
ecco perchè lì non si muove mai nulla.
@alessandro
) nono, non è uno scherzo!!! Mi puoi aggiungere su linkedin e verificare 
Se vuoi contatto scrivimi su FB sono MrsWallas
Caro D (autore della lettera),
premesso che ho idea di conoscere il nome dell’agenzia a cui fai riferimento, da anni sento storie come la tua……. ma la cosa grave è che continuo a sentirle!!!
Lamentarsi e contemporaneamente sottostare a tali dinamiche è alquanto contraddittorio: vi fate sfruttare e, cosa ancor più grave, danneggiate quelle realtà (la mia ad es.) che si ostinano a lavorare “correttamente” sul territorio.
Diverse volte i clienti hanno confrontato i miei preventivi con quelli di agenzie come la tua, facendomi notare come i miei prezzi fossero mediamente il doppio. Ovviamente, se lavorassi in nero e non pagassi i miei collaboratori, potrei tranquillamente dimezzare i prezzi e non subire la “concorrenza cinese”.
Il tuo titolare è il classico venditore e il tuo/vostro lavoro è il prodotto venduto.
Siete voi a permettere che la cosa continui e così sarà fino a quando non svilupperete quell’orgoglio professionale che impedisce di sottostare a tale soprusi.
Dalle nostre parti si suol dire: “………… anche a costo di andar a vivere sotto gli Archi della Marina”
Ciao Dario, sono convinto anche io che queste realtà rovinino quelle pulite come la tua ma di certo non sarò io ad alimentare questa situazione, sono già alla ricerca di un lavoro diverso, di un’agenzia seria ma come detto sono 2 anni che la cerco con risultati nulli, con questi prosupposti rischio veramente di rimanere a casa (per il momento) e successivamente di andare a vivere sotto il ponte della marina (poi tra qualche anno quando dovrò essere io a pagare l’affitto).
Ma anche questo mese tantissimi ragazzi usciranno dalle scuole di comunicazione e dalle università pronte a prendere il mio posto, anche a meno.
Comunque sentire che c’è qualcuno “dalla mie parti” che in agenzia fa firmare contratti ai dipendenti mi dà un pò di speranza.
Anch’io fatico al sud (lavorare con il riconoscimento dei tutti i diritti e non solo dei doveri è un’altra cosa) come copy e conosco il triste andazzo di cui parla D. A parte i “contrattini di collaborazione occasionale” non sempre si trova altro.
Intanto, anch’io sto cercando lavoro altrove con la speranza che la situazione possa essere un po’ migliore di quella che viviamo quaggiù.
Prima denunciali e poi mandali a cagare!
Ciao D,
non vorrei deluderti ma la mia è una piccola realtà senza dipendenti.
Non sono il “Boss buono”, ma un freelance che non accetta le logiche lavorative delle “nostre parti” e da anni lavoro con un team di suoi simili (bestie stupidamente attaccate al loro orgoglio).
Ritengo che un gruppo di freelance ben organizzato possa tranquillamente funzionare al pari di un’agenzia, l’importante è che il cliente abbia un referente unico e che il rapporto qualità/costo sia conveniente.
In questi anni ho lavorato per svariate realtà e con svariate persone, ci sono capitate giornate di sole e giornate di tempesta……. ma siamo ancora qui. Sono certo che tale formula lavorativa sia più “complessa” del fare il dipendente ma, sicuramente, anche molto più stimolante e partecipativa. Sono altresì sicuro che con questo lavoro non potrò permettermi il tre alberi, ma vuoi mettere il piacere di poter dire, fare o addirittura mandare a quel paese chi merita?
E se proprio andasse male….. il mondo è grande, i gelati piacciono a tutti e un carretto per venderli si trova sempre;-)
Ma Roma è sufficientemente a sud per fare testo in questo topic?
No perché la mia situazione non è molto diversa da quella dell’autore della lettera, e lavoro nella Capitale.
Ho firmato un contratto a tempo indeterminato un anno fa, dopo 3 anni a progetto nella stessa agenzia, ma oggi vale meno della carta igienica.
“Causa crisi”, negli ultimi 8 mesi lo stipendio (puntualmente in ritardo di 20gg) è inferiore del 30% rispetto alla cifra indicata sul contratto. Le buste paga non le vedo da 4 mesi.
Ho 31 anni e un mutuo da pagare.