Mentre è notizia di oggi che i manifesti di Silvian Heach sono stati bloccati dallo IAP
(peccato siano stati fuori per più di un mese)
vorrei segnalarvi questo video uscito venerdì e prodotto da Donne Pensanti
un’associazione di Bologna che potete scoprire qui
dedicato all’immagine della donna in pubblicità.
Sarebbe bello riuscire a produrre un video di risposta
in cui raccogliere campagne dove la donna viene rappresentata
come un soggetto e non come un oggetto. Come una donna pensante.
E mi chiedo: sarebbe possibile?
Un vecchio adagio dice che cani bambini e donne nude fanno vendere sempre qualsiasi cosa.
Proviamo ad acquistare solo prodotti comunicati in modo intelligente e vediamo cosa succede.
Non bisogna dirlo a quelli del mestiere… è un po’ come sperare di eliminare il grande fratello senza però avere in casa l’apparecchietto dell’auditel… e anche se fosse c’è troppa gente che continuerebbe a comprare. Serve una vera educazione delle persone, a partire da quelli a noi più vicini.
Io dico solo che da qualcuno bisogna pur cominciare.
Già il fatto che in questi giorni se ne parli spesso è una buona cosa. Vedere tutte queste immagini una dopo l’altra è davvero troppo disturbante.
Non è uno scarica barile ma se non si educano i clienti la vedo difficile.
E i clienti capiscono solo il calo delle vendite, purtroppo.
Non capisco veramente il problema. Tutto questo casino per un culo, anzi, per un po’ di culo. Tra l’altro la maggior parte dei marchi raccolti (soprattutto moda) sono proprio rivolte al pubblico femminile, che ovviamente COMPRA.
Quindi, generalizzando un pochino, i brand “usano” la donna come un MEZZO (e non direi oggetto o soggetto) per vendere soprattutto alle DONNE. Le DONNE comprano, per poi ad un certo punto dire che quella pubblicità non va bene.
Siamo sterili, come le polemiche che creiamo.
Il problema è che non capisci veramente il problema.
Caso starno, tutte le campagne dove le donne sono oggetto, sono fotografate da Terry Richardson, che in questi giorni e’ stato accusato di pesanti molestie e violenze sessuali.
cito:
È stato il sito Jezebel a lanciare le notizia, pubblicando diverse testimonianze. Per esempio quella della supermodella danese Rie Rasmussen, secondo cui Richardson abuserebbe del proprio potere per chiedere prestazioni sessuali a ragazze giovani: «Hanno paura a dire di no perché hanno avuto il lavoro tramite la loro agenzia – spiega -. A lui ho detto che ciò che fa è degradante nei confronti delle donne». Due giorni dopo è stata un’altra modella, Jamie Peck, a raccontare un’esperienza di sei anni prima durante una seduta fotografica: quando ha chiesto di poter tenere l’intimo perché soggetta al ciclo mestruale, il fotografo le avrebbe chiesto di dargli il tampone interno e ci avrebbe fatto un tè. «Voleva essere chiamato “zio Terry” e durante lo shoot si è improvvisamente spogliato nudo e mi ha portato su un divano, costringendomi a un rapporto sessuale» ha detto Peck. Secondo un’altra testimonianza citata da Jezebel in una terza occasione Richardson avrebbe molestato due teenager dell’Est Europa che non parlavano nemmeno inglese. Ci sono ancora altre denunce, dirette e indirette.
link:
http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_22/fotografo-richardson-accusato-molestie-modelle_09546970-35cb-11df-bb49-00144f02aabe.shtml
Vogliamo chiedere notizia a Pirelli, Sisley e tutti gli altri che lo hanno foraggiato con svariati milioni di euro?
In effetti quello che dice “sparapalle” mi sembra più che corretto.
Che il direttore creativo di Gucci sia una donna, caso abbastanza raro, dovrebbe farci riflettere ancora di più.
Forse più che focalizzarsi sulla donna oggetto che fa tanto vetero femminismo, forse ci si dovrebbe indignare per delle immagini che degradano le persone e che hanno ben poca pertinenza con il prodotto cui sono legate.
non sono dei vostri, cioé
non so nulla di pubblicità, anzi la trovo quasi sempre inutile, raramente guardabile, e sempre offensiva nei confronti della mia intelligenza.
ma.
le sessualità alternative esistono. e nell’ambito di queste la donna oggetto molto spesso si rende tale di sua volontà, spesso accompagnato da un fortissimo desiderio e una determinazione che la rende “top from sub”.
in questo senso – e essendo “di parte” – non ho nulla contro “l’uso” della donna nelle pubblicità. se mai trovo le pubblicità per nulla divertenti e stuzzicanti ma di una noia mortale.
insomma non credo che la pubblicità possa sminuire quel che le donne hanno raggiunto a livello di uguaglianza, forza ed indipendenza. come non lo può fare un presidente del consiglio con il suo comportamento indifendibile o le sue ministre, parlamentari, deputate, escort ecceccecc.
le donne pensanti esistono, sopravvivono e si fanno strada indipendentemente da tutto quello che una che si chiama Veronica, mi pare, chiamò “ciarpame”.
scusate l’intrusione – son capitata per caso.
love, mod
quoto in pieno mod e aggiungo: se mi ci fossi trovata io in alcune di quelle situazioni erotiche male non sarei stata.
troppi finti puritani?
Come mai appena si parla di decenza e rispetto per la donna salta fuori sempre la vocetta che denuncia un presunto finto puritanesimo? E’ davvero così sconcertante chidere immagini diverse? Non so chi tu sia, ma se ti stuzzica l’idea di venire incaprettata e/o aperta con un coltello o violentata sono gusti tuoi personali, senza offesa. Vorrei anche sapere cosa ci sia di divertente nel vedere donne morte riverse sulle scale o sbattute per terra…c’è un’ironia sottile che non riesco a cogliere?
Riguardo a Richardson, penso sia il fotografo più sopravvalutato di tutti i tempi.
Ma una/uno di voi ha per caso una figlia? Una ragazzina piccola e carina che profuma di buono e ha l’imene ancora intatta? Avete dei figli o siete ancora figli e figlie? E se per caso foste madri o padri non vi fate delle domande sulla eticità dei modelli proposti?
Ognuno è libero di fare ciò che vuole, di farsi incaprettare e via dicendo..ma questo, come ben sappiamo, lo è nel suo privato.
i pubblicitari hanno una grande responsabilità ed ancora non se ne vogliono accorgere.
abbiamo tra le mani un mezzo di comunicazione di massa, cazzo!
c’è bisogno di una visione comune e proiettata verso un obbiettivo.
in questo caso si nota solo che abbiamo avanzato di poco, abbiamo alle spalle secoli di patriarcato, (ma vorrei ricordare che la società in precedenza era matriarcale);quando è stato “concesso”(concesso, ma che discorso è? sembra preistoria) il voto alle donne??quando?? tardi, decisamente troppo tardi(1946).
non abbiamo ancora la capacità di maturare relativamente in fretta.
l’essere umano non ha ancora fatto un salto evolutivo comune. anche perchè in certi casi è decisamente spaventato.
peccato.
la discussione è davvero very italian style
killing penelope (un nick una promessa?), ho conosciuto la cattiveria fisica da molto vicino e ripeto che una pubblicità glamour del cazzo è l’ultima cosa che mi può spaventare o far pensare che la donna cosi viene sminuita e indebolita e offesa e blablabla.
a me uccide la noia della discussione sterile con sempre le stesse parole. se non mi scandalizzo alla vista di quelle foto pubblicitarie noiosissime e per nulla “appealing” o se non scendo in piazza con le altre millioni ragazze a urlare…come era? “se non ora, quando?”…o se mi piace legare ed imbavagliare con le sue mutandine di pizzo una per poi farci l’amore per ore non vuol dire che non ho a cuore “i diritti delle donne”.
mammina cara (film con joan crawford – altro nick delizioso!) io quella bambina se è mia la proteggo e alleno al meglio delle mie possibilità per la vita schifosa che c’è “là fuori). mi concentro e mi conservo le energie su quel che posso influenzare.
“Ognuno è libero di fare ciò che vuole, di farsi incaprettare e via dicendo..ma questo, come ben sappiamo, lo è nel suo privato.” franz, il privato non esiste. especially in italy.
arriscusate l’intrusione.
love, mod
Io non so sinceramente se davvero non capite o fate finta.
Caro Mod, il fatto che tu – uomo adulto – non ti spaventi davanti a una foto con una donna incaprettata è davvero lodevole. Il fatto qui è che queste immagini non solo vengono viste da gente matura e consapevole, ma da TUTTI. Mi segui fino a qui? Ottimo. Ora in Italia la donna è ancora oggetto di pesanti violenze domestiche che capitano TUTTI I GIORNI. Da Trieste a Palermo è ancora normale uccidere una donna che osa mollare il proprio uomo, perché essa è vista come oggetto. Ora a me pare che queste immagini in cui modelle inermi vengono brutalizzate siano di cattivo gusto e diano modo di pensare a menti sottosviluppate: “Se trovo una donna magari le faccio proprio quella cosa lì. Sembra divertente! Poi se lo fanno vedere pure sui cartelloni è NORMALE.” Il fatto che poi SOLO IN ITALIA passino queste immagini dovrebbe far riflettere un pò tutti.
dear penelope, I am a girlie. just like you!
vedi, il mondo non è SOLO quel che vedi TU.
love, mod
p.s. comincia a divertirmi questo posto.
Mi spiace che di questo discorso estremamente serio, tu noti solo le cazzate.
Che tu sia donna o uomo poco importa, il mio discorso vale comunque.
A me la foto in questione non sembra volgare. Sono piu’ volgari le signore in perizoma in spiaggia.
Non trovo neanche volgare la foto di erwin olaf x moschino con un uomo con un membro di 30 cm eretto. Non trovo volgari le donne in croce di winkler e noah, non trovo volgare le tette dello spot lynx hostess, non trovo volgare i baci con la lingua di rankin
Trovo volgare novella 2000 e il ciarpame del gossip dagospia & co, trovo volgare amici, fede, ruby, la televisione in genere, le copertine dell espresso con le tette, la prostituzione per strada e i centri massaggi cinesi.
sentite cicci, smettetela di fare i provocatori di sta minchia e siate oggettivi. zio billi!
smettetela di essere sulla difensiva e cercate di vedere l’oggettività in una foto, nel suo complesso e in relazione alla società.
ma so che è scomodo.
pusillanimi
Qui c’è la raccolta dei link con i diversi pareri dei pubblicitari che si sono espressi sui rispettivi blog, compreso il recentissimo parere di Annamaria Testa.
http://bocciofilabrancaleone.wordpress.com/2011/03/01/il-punto-sulla-pubblicita-sessista-i-pareri-dei-creativi-e-delladci/
Chi vuole può copiare e incollare i link che ritiene utili per un post analogo sul proprio blog, in modo da amplificare la discussione.
Bocciofila brancaleone: criticate aspramente una foto perche’ offende le donne e poi la mettete ben 2 volte 2 in un post??????????
“Preoccupata” da chi è così “superficiale e ingenuo” (mod!) da credere che ciò che apparentemente non influenza lui stesso, non influenzi tragicamente e pericolosamente altre menti non in grado di distinguere tra un’immagine che vorrebbe essere solo provocatoria e una ispirazione all’azione!!!! Le bestie che agiscono come quella che si è portata via Yara sono tante e il più delle volte non arrivano a uccidere ma solo a terrorizzare e ferire e certe pubblicità sembrano dire loro “Bravi è così che si trattano le donne!” Chi crede nel diritto alla vita e alla felicità non può tollerare e soprassedere di fronte ad un uso così scorretto del mezzo pubblicitario. Gli orchi esistono e non vanno esaltati!!!!!! Vanno denunciati e condannati!!! E mi auguro che su questo nessuno abbia da ridire. Se poi ci sono donne che si divertono a interpretare giochi di ruolo “particolari” con i loro partner questa è un’altra cosa, non confondiamo il “gioco tra 2 protagonisti consenzienti” con la violenza del più forte sul debole, onestamente cosa ci sia di bello e divertente in una donna incaprettata o morta ammazzata come quelle viste nelle pubblicità me lo dovete proprio spiegare. Aggiungo che il pubblico e il privato esistono!! e sono importanti per tutelare l’infanzia e accompagnarla serenamente fino all’adolescenza! Come esistono fasce orarie in TV dovrebbero esistere dei limiti (VERI!) anche nella pubblicità che vedi per strada, ma i soldi degli adulti ormai contano più dei sogni dei bambini.
scusate MA, c’è qualcuna di queste donne, che poverina doveva mangiare, ed è stata costretta a fare una foto che non voleva ?
Potrei fare un video uguale al vostro, iniziando con
L’uomo si può far esplodere, L’uomo ecc ecc….
insomma, ma di cosa vi lamentate?
E sarebbe un video idiota, infatti. La violenza e la volgarità gratuita è senza senso anche se al centro fossero ritratti uomini o anche animali.
Cosa c’entra il discorso se la modella ritratta è stata costretta o no?
Ma provate ad accenderlo quel cervello una volta tanto? Lo so che fare i trasgressivi per cui tutto è possibile è molto cool, ma tentiamo di andare oltre.
Queste foto veicolano messaggi sbagliati, che se recepiti da menti non proprio equilibrate, possono portare a credere che la violenza sia lecita, bella, trendy come le scarpe o il vestito pubblicizzato.
preoccupata, pensa che io ero convintissima che i pubblicitari fossero una casta tra le più libertine – sex, drugs and rock’n roll. e invece a me alcuni di voi sembrano membri di CL o peggio del moige…
stai dicendo talmente tante ovvietà, verità palesi e luoghi comuni che mi resterai impressa a vita temo. dovrò farmi esorcizzare…
ma prima, quasi, quasi ti chiedo di uscire una sera. mi piacciono le santarelline…
love, mod
Qui invece di luoghi comuni ed espressioni trite e ritrite non se ne vedono: casta libertina…sex, drug e rocknroll, santarellina.
Ancora con queste divisioni angioletto e diavoletto?
Ora basta solo che qualcuno scriva: “le ragazze buone vanno in paradiso e quelle cattive…bla bla”.
Cara mod, se sono “ovvietà e verità palesi” allora perchè stiamo qui a parlarne? Comunque per la cronaca non sono ne casta nè santarellina, nè tanto meno cellina… solo contro la volgarità e la violenza proposte come accettabile normalità, addirittura arte a volte, un messaggio offensivo per chi ha subito e pericoloso per tutti. Ma siccome essere liberi viene spesso confuso con l’essere trasgressivi c’è chi in nome della libertà pensa di poter fare tutto ma la tua libertà finisce dove inizia la mia… un’altra ovvietà che nessuno ricorda mai… Sei libero di fare le foto che ti pare ma non di sfruttarle in pubblicità se offendono la dignità di un altro essere umano. Mi fermo qui nella polemica, il rispetto del prossimo non dovrebbe essere un oggetto di discussione ma un principio, un’ovvietà appunto…
quello di attaccare chi pone interrogativi del tipo di quelli contenuti nel video con l’appellativo di “moralista”, “bacchettone” o “censore” è purtroppo un modus molto usato (oserei dire abusato).
Il video nasce dall’opportunità di riflettere su immagini che incitano alla violenza e che ogni giorno sono lo sfondo della vita quotidiana di tutti noi. Cartelloni pubblicitari, pagine a stampa che campeggiano ovunque, senza che noi abbiamo la possibilità di scegliere e che si sono talmente naturalizzati da non farci stupire più. Qualcuno risponde che si tratta di “arte”, ma siamo sicuri di avere gli strumenti per esercitare, quando una di queste immagini ci scorre di fianco, lo spirito critico necessario a coglierne l’intento artistico? e non parlo di noi altri che stiamo a discutere qui, ma di tutti quelli che assorbono queste immagini ogni giorno, senza sentire il bisogno di decodificarle, contestualizzarle.
Credo che anche questo tipo di rappresentazione femminile sia l’humus su cui crescono violenze, omicidi o anche solo semplicemente lo scarso rispetto che si ha per la donna persona, per la persona in generale.
Mi piace molto e ringrazio chi ha scritto questo post, perché lo ha chiuso con una domanda provocatoria ma importante: la sfida per il futuro sarebbe, insieme, far emergere un nuovo tipo di comunicazione, un modo diverso di rappresentare e rappresentarci. Non stiamo parlando di moralismo ma di libertà e la libertà di uno finisce quando lede la libertà degli altri. La mia sessualità, il mio modo di essere donna, non si sente affatto liberato da queste immagini ma solo strumentalizzato e venduto a tranci.
Tranci di donna.
Grazie per aver dato spazio al nostro video
Francesca Sanzo – Donne Pensanti
ovviamente sarebbe bello un mondo senza pubblicità che incita alla violenza contro le donne – a mio parere sarebbe bello un mondo senza pubblicità e basta.
io ritengo che la donna in italia non sia una specie da proteggere, non è debole, non è “oggetto” ma è perfettamente in grado di realizzarsi e di vivere come più desidera se si impegna. come lo è la donna in tutti i paesi ricchi ed occidentali.
non credo che una donna venga maltrattata, violentata o uccisa per colpa di una pubblicità, la decadenza dei valori morali in generale o un maschilismo idiota che è duro da far sparire. queste cose succedono anzitutto per delle responsabilità individuali e solo dopo e molto forse per “colpa della società”. è la mia opinione, sia chiaro. e non devo convincere nessuno di quel che dico.
per esperienza personale e lavorativa conosco bene il contesto della violenza. le cose gratuite, idiote e volgari e soprattutto noiosissime come le pubblicità citate dal filmato danno fastidio anche a me. Ma la mia battaglia, cioé dove posso davvero fare la differenza, sta nello specifico e non nella ricerca di risolvere delle problematiche universali sulla “condizione della donna”. sarei anche stufa di essere considerata una debole che necessità regole protettive per non soccombere in un brutto mondo dove il brutto cattivo maschio regna indisturbato.
trovo la quota rosa offensiva. e se uno in un colloquio come citato nel post più recente mi parla in una certa maniera lo prendo a calci nelle palle. mi spiego meglio: durante un colloquio che feci un paio d’anni fa l’amministratore delegato di una grossa azienda mi disse testualmente che “per una collaborazione ottimale voleva il calendario delle mie mestruazioni – perché si sa, le donne durante quei giorni danno fuori di matto.” inutile dire che son rimasta di merda. ma due secondi. poi gli ho risposto che “era una eccellente idea e che aveva senzaltro ragione – in cambio del mio data-sheet-mestruazioni avrei gradito sapere tutte le volte che eiaculava precocemente, sia con la moglie che con l’amante o l’, magari tramite un elaborato statistico mensile – perché si sa, niente fa smettere di ragionare un maschio come una sua brutta prestazione sessuale!”
Inutile dire che ha fatto immediatamente marcia indietro. il verme. non ho bisogno di nessuna legge, regolamentazione o quota rosa per sistemare uno stronzo. sono prima di tutto IO responsabile di come vengo trattata dagli altri.
m.
Ben detto.
@mod: anche io ero contro le quote rosa. Poi mi ha colpito molto la trasmissione “Presa diretta”, la puntata “Senza donne” dedicata al ruolo femminile in Italia e all’estero e in particolare l’intervista a una Ministro svedese (in Svezia si è naturalizzato il fatto che in ogni contesto debba esserci pari numero di donne e uomini) che diceva che per fare in modo che ciò accadesse si è dovuti passare attraverso la Legge, le quote rosa per l’appunto.
Forse proprio per scardinare quei meccanismi duri a morire, di cui tu stessa parli “non credo che una donna venga maltrattata, violentata o uccisa per colpa di una pubblicità, la decadenza dei valori morali in generale o un maschilismo idiota che è duro da far sparire. ” è necessario passare anche attraverso le quote rosa.
Per quanto riguarda l’azione che possiamo fare, dice bene chi parla di boicottaggio: ognuno di noi, oltre a osservare queste pubblicità e decidere che sono brutte, può smettere di comprare quei prodotti (la lista dei marchi, alla fine del video, può servire anche a questo), può cominciare ad agire come cittadino consapevole nel suo piccolo.
Serve a poco? secondo me se siamo in tanti a farlo, serve moltissimo. Fino a quando penseremo che qualcosa possa essere immutabile, agiremo solo in modo individualistico, senza fare – di fatto – mutare nulla. Invece credo sia importante ricordarci che tentare non nuoce e che ogni piccola voce di dissenso è un modo per far sentire che come persone, consumatori, cittadini, possiamo incidere sul mondo e sulla rappresentazione che ne viene data.
Anche io non pretendo di convincere nessuno, credo però che oggi sia più che mai urgente fare resistenza attiva, sviluppare anticorpi e usare le grandi potenzialità che ci offrono mezzi come la Rete per migliorare questo Paese.
C’è una falla logica in alcuni ragionamenti: “la pubblicità che incita alla violenza contro la donna”.
La pubblicità NON incita nessuna violenza contro la donna.
Se si prendono 1.000 immagini pubblicitarie a caso è difficilissimo trovarci alcunché di violento. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. La pubblicità, caso mai, ha la colpa di sdrammatizzare e cercare di rappresentare un mondo ideale inesistente.
Inoltre, contrariamente al luogo comune, NON è vero che nella nostra società la violenza aumenta. In tutta Europa i reati violenti tendono a diminuire. Fanno eccezione gli USA dove ci sono oltre 300 milioni di armi da fuoco nelle case: forse una pistola in casa ha un effetto sulla violenza maggiore che non le immagini sulla stampa e tv.
L’effetto di aumento della violenza è un fenomeno mediatico data dall’amplificazione dei media.
Perchè secondo voi questa cartellonistica (sono tutte immagini sparate in 6×3 nelle città) è vietata per legge in Spagna e Svezia. Moralismo? Nella Spagna dei matrimoni gay dal 2004 è illegale questo tipo di rappresentazione come misura preventiva alla violenza di genere. In Svezia è proibita la rappresentazione della donna in grembiule da cucina perchè rafforza uno stereotipo. Se al posto di una donna beautifully executed con un colpo in fronte ci fosse stato un cane (ne ho uno) sarebbe successo il finimondo. Tra i commenti c’é una traccia che va approfondita assolutamente: perchè si usa quest’immaginario sottomesso e umiliato per vendere alle donne? Davvero la morte vende?
gianni lombardi: nel nostro Paese gli omicidi sono in aumento, specie quelli di donne. E’ in un rapporto Eures Ansa di questa estate http://www.clandestinoweb.com/sondaggi-da-tutto-il-mondo/136061-rapporto-eures-ansa-aumentano-gli-omicidi-1-vittima-su-4-e.html e in molti altri studi del settore.
Francesca, per la verità il link che hai postato, nonostante il titolo fuorviante, dice una cosa diversa: gli omicidi diminuiscono come numero assoluto, ma all’interno della diminuzione aumenta la percentuale di omicidi che riguardano donne (femminicidi).
Oppure l’articolo è scritto molto male.
In tutti i casi, resta totalmente da dimostrare il collegamento pubblicità-violenza.
Cara Francesca,
“Anche io non pretendo di convincere nessuno, credo però che oggi sia più che mai urgente fare resistenza attiva, sviluppare anticorpi e usare le grandi potenzialità che ci offrono mezzi come la Rete per migliorare questo Paese.”
sono con te! siamo diverse forse nell’approccio e nella scelta di parole ma ho letto attentamente i tuoi contributi qui e ti ringrazio di avermi risposto “guardandomi negli occhi”!
ci penserò sulle quote rosa.
forse potrei accettarli ma solo se implicano comunque il merito – che specialmente in Italia manca un po’ come concetto. sempre secondo me, eh…
love, mod