Finalmente.

Sembra che qualcosa si stia muovendo.
E sembra che il tema “donne” sia ufficialmente entrato nell’agenda dei pubblicitari.
Ne parla il neo presidente ADCI Guastini nel suo blog qui
Ne parla la TP qui
E giusto l’altro ieri all’incontro “Donne in pezzi” sono intervenuti Lorella Montanaro di Red Cell e Vincenzo Guggino dello IAP.

Riporto qui il commento che Lorella Montanaro ha lasciato proprio sul blog di Guastini, in cui difende la nostra categoria (di pubblicitari):

“… partivo proprio dall’annuncio di Terry Richardson e dal titolo dell’articolo della Bossi Fedrigotti sulla presunta “mancanza di fantasia dei pubblicitari”. I due interventi prima di me, sebbene “ideologicamente” (soprattutto il secondo) abbastanza schierati contro la pubblicità mi hanno servito l’assist per smontare certe posizioni pregiudiziali. Il primo, quello della Zanardo, è partito da 4 minuti di blob del ciarpame televisivo dell’ultima settimana (credo) e non c’era neanche uno spot, la qual cosa mi ha dato occasione di sottolineare quanto la pubblicità sia una presenza minoritaria nel palinsesto e comunque risulta alla luce dei fatti migliore dei programmi che interrompe. Il secondo, di una esponente dell’associazione “donne in quota” mostrava tutta una serie di annunci/affissioni di cui neanche uno ascrivibile ad un professionista della comunicazione, in quanto o esempi alla Richardson/Toscani (le maison di moda/cosmetici hanno ormai da tempo il vezzo di rivolgersi direttamente agli “artisti” della immagine) o annunci locali commissionati quando va bene a grafici dell’ultim’ora e concepiti con la logica del mordi e fuggi. Dunque: nessuna agenzia di pubblicità o pubblicitario professionista alle spalle! Ho sostenuto quindi che gli esempi di pubblicità sotto accusa prima di ledere la dignità della donna offende noi professionisti, in quanto pessimo esempio di creatività e che quindi non mi sentivo sotto accusa in quanto pubblicitaria. Sarebbe come andare da un ciarlatano sedicente guaritore, lasciarci le cuoia e poi parlar male della categoria dei medici. Ho dovuto anche spiegare come funziona il nostro lavoro e la pastoia dei canali decisionali (comprese le ricerche di mercato, co-responsabili del perpetrarsi degli stereotipi) oltre naturalmente alla questione della prevalenza maschile nei ruoli che contano, alla grettezza di certi clienti e allo sdoganamento sociale di tutta una serie di atteggiamenti aberranti. Ricordavo infine, sostenuta dalla presenza del Segretario Generale dello IAP, che, comunque sia noi come categoria di siamo dati un codice di autodisciplina e le pubblicità sotto accusa erano state bloccate nella quasi totalità mentre non altrettanto si poteva dire di altre categorie (giornalisti, autori televisivi etc.) Non so cosa abbiano pensato le agguerrite femministe della rete presenti o la Zanardo, da cui più di tutti avrei gradito avere un riscontro.
Ma ho avuto un cordialissimo e lusinghiero feedback della Dott.ssa Quartieri, presidente della Commissione Pari Opportunità che vorrebbe creare altre occasioni di confronto.
E questo credo sia un ottimo segnale.”

Credo anch’io che sia un buon segno. E anche un buon inizio.
Forse s’inizia a riconoscere che la pubblicità ha un valore sociale.
Finalmente.

Allo stesso tempo però – pur capendo il contesto – trovo che la posizione della Montanaro
sia un po’ troppo di parte.
Se i cosiddetti sedicenti guaritori (comunque iscritti alla TP) producono i capolavori di annunci tipo TTT Lines (che è stata sì bloccata, ma per quanto è rimasta in giro?)
da qualcuno si saranno pure ispirati.
Solo dai programmi TV?
Non mi sembra che la Belen di TIM fornisca un’immagine particolarmente edificante
e non mi risulta nemmeno che l’agenzia di TIM faccia parte della suddetta categoria sedicenti guaritori.
A voi vengono in mente annunci sessisti fatti da medici che non sono stati bloccati?

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35 Responses to Finalmente.

  1. AccoUntacculturata says:

    agghiacciante

  2. Vorrei far notare che gli argomenti seri ricevono molti meno commenti delle polemiche infinite sui fake, dei pettegolezzi, e delle beghe di settore. Dove sono i brillanti anonimi che irridono e sferzano in punta di penna quando si sottilizza e si spacca il capello sul trentennale, forse quarantennale problema dei fake e delle alchimie dei premi nazionali e internazionali? :-)

  3. pentito della DDB says:

    Le donne sono importanti, ma a volte colpevolmente complici. La DDB Milano quest’anno ha isctitto 22 fake (comprese le multisoggetto) all’Adci, e nei credit di molti di essi compaiono delle donne. Spero che qualucno del nuovo consiglio Adci fermi il flagello dei fake e dia delle direttive severe e precise in merito. E’ ora di dire basta: 22 fake sono qualcosa di enorme e immorale. Grazie.

  4. Pentito della DDB, vuoi un parere personale (non ufficiale) sul tema? Eccolo:

    http://scrittorefreelance.blogspot.com/2011/02/perche-le-campagne-finte-sono-una.html

    • VivaBozza says:

      Gianni, ho provato a cliccare il link e sono rimasto deluso: chissà cosa mi credevo di trovare. Un paio di frasi in tutto, peraltro poco chiare.
      O forse puoi spiegarmi meglio tu questa. Te la riporto:

      “…In sintesi: sia continuare a parlarne sia continuare a realizzarle è una perdita di tempo. È come l’mp3 per la musica: se una cosa è tecnicamente fattibile, ed è facile e gratificante farlo, si continuerà a farla, e non c’è campagna moralizzatrice che tenga”.

      Mi spieghi il sillogismo Mp3-campagne finte di questa sentenza?
      Se stai dicendo che degli Mp3 è inutile parlare ti seguo. Se stai dicendo (come dici) che “realizzarli è una perdita di tempo” diventi oscuro e misteriosamente folle.

      • Gianni Lombardi says:

        Avresti dovuto andare a leggere i link, che approfondiscono. Comunque spiego: “L’mp3 per la musica”:

        il metodo di compressione mp3 ha creato la facilità di copia, diffusione e distribuzione peer-to-peer della musica in formato digitale, costringendo le case discografiche a cambiare modello di business (alcune non se ne sono ancora accorte).

        Allo stesso modo la facilità di creazione di foto, pagine e spot grazie al digitale ha abbassato la soglia di accesso alla pubblicità. Oggi con un Mac e una videocamera digitale puoi fare dei filmati che trent’anni fa sarebbero costati decine di milioni di allora.

        Insomma: i fake ci sono e sono tanti perché è sempre più facile farli. Considerarli un problema morale, di “regolamenti” e di “prese di posizione” significa non aver capito il fenomeno.

        Continuare a farli è una perdita di tempo, perché è come fare virali che non vede nessuno. Continuare a parlarne è una perdita di tempo, perché è come parlare del fatto che su Internet c’è tanta fuffa. C’è perché è facile produrla, e nessuno può più levarla.

      • Ano says:

        AVRESTI DOVUTO andare? buahbuahbuahbuahbuah

      • Gianni Lombardi says:

        Ano, oltre ad essere poco coraggioso perché ti copri dietro l’anonimato, sei la dimostrazione di quanto sono cretini alcuni pubblicitari: concentrarsi sulle minuzie della forma invece che sul contenuto del discorso.

        Inoltre la tua risata è fuori luogo:

        “non ho potuto venire; non ha voluto uscire; non abbiamo dovuto correr troppo; eccetera” (Aldo Gabrielli, come parlare è scrivere meglio).” Si tratta di forme ampiamente tollerate e usate anche da scrittori di un certo peso (ad esempio, Alessandro Manzoni).

  5. anonimissimo says:

    che tristezza.

    visto che non siete in grado di parlare di cose serie,
    ritornate a parlare di fake.

    che blog triste,
    fatto da gente triste,
    letto da gente triste.

    fate una cosa alla vostra portata:
    insultatemi.

  6. giannilombardi says:

    Sarà vero o sarà un fake?

    http://bocciofilabrancaleone.wordpress.com/

    (in tutti i casi, è un me too di Bad Avenue: siamo invidiosi del suo successo :-)

    • SubbuteoChamp! says:

      Ma vedi Gianni, non vorrei smontarti, ma siete un po’ meno interessanti di Bad Avenue. A partire dal nome: siete antichi e forzatamente spiritosi, segno che siate stati punti sul vivo quando vi hanno definiti Armata Brancaleone. Ci può stare, specie per chi non è abituato
      a stare nei luoghi in cui si decide qualcosa. Per i tornei di Subbuteo però è perfetto.
      Good Luck!

      • Gianni Lombardi says:

        Ebbe’, è vero che siamo meno interessanti di Bad Avenue. Infatti l’avevo scritto: “siamo invidiosi del suo successo” :-)

  7. io says:

    Se ci fossero interventi anche di Carnevale, Manfroni, Canale, Taddeucci, Maestri e via dicendo, questo blog decollerebbe anche sui temi seri.

  8. Onan says:

    Leggo i vostri commenti da piccoli borghesi che si scandalizzano per niente e mi viene da ridere. Le belle campagne per Lynx (Axe) neanche esisterebbero nel vostro mondo ideale. La seduzione fa parte della gioia di vivere, ed e’ chiaro che la seduzione e’ donna. D’accordo sulla volgarita’, invece.

    PS: guardatevi Lynx Hostess su youtube.

  9. Alfonso Luigi Marra says:

    Ha i ragione Onann è una discussione vecchia, di gente vecchia, fatta alla vecchia maniera. L’ irrilevante, ininfluente e poco rappresentativo club nostrano infatti ci si è buttato a pesce. A parte le polluzioni continue dell’infoiato Lombardi non c’è notizia.

  10. Gianni Lombardi says:

    Onan e Alfonso, deduco che non avete letto il mio post (oppure non l’avete capito, oppure non sono stato abbastanza chiaro io). Il concetto importante è questo:

    Infine: la libertà di stampa è finanziata da due attori: la pubblicità e i lettori.

    Molti dei problemi politici italiani di oggi dipendono dal fatto che tutti i maggiori partiti politici italiani negli ultimi quarant’anni non hanno capito l’importanza fondamentale della pubblicità sia come risorsa economica sia come fondamento della libertà di parola (se la sua gestione non è monopolista).

    http://scrittorefreelance.blogspot.com/2011/02/donne-in-pubblicita-tante-e-valorizzate.html

    Rileggete bene tutto e dimostrate di non essere tontoloni come Bersani e D’Alema, controargomentando invece di fare battutine disinformative :-)

  11. Anonymous says:

    Sono una donna. Sono una creativa. E sono incazzata nera.
    Con i colleghi maschi che fanno battute su tette e culi, con i direttori creativi che ridono a quelle battute.
    Con le donne che per non essere emarginate dal maschio cameratismo d’agenzia parlano come un maschio, fanno battute su tette e culi e si sentono superiori alle altre perchè accettate dal branco.
    Con le donne che per far carriera decidono che il modo più rapido è pendere dalle labbra di un creativo famoso perchè frequenta il Radestky.
    Con te che leggi e pur di non prendermi sul serio preferisci pensare che io sia una ciellina con un gran bisogno di essere trombata.
    Con il pentito della ddb che ci ha sfracassato i maroni con i fake.
    Con tutti quelli che hanno risposto al pentito della ddb dimostrando che nel nostro campo ci sono più persone interessate alle campagne fake che al valore sociale della pubblicità nel nostro paese.
    Donald. Se credi davvero di poter essere utile con questo blog, cancella i post fuori tema. Sembri uno stagista alle prime armi: tanto creativo, quanto fuori brief.

  12. Amico del mio amico says:

    A Lomba’, ammazza che palle.

    E queste lezioncine da quattro soldi, e questo monopolio dei commenti. I buoni da una parte, i cattivi da un’altra. E che rompicojoni.

    Eccheppalle con gli anonimi, e ogni volta a dire che tu firmi e gli altri no. La domanda è: ma ti conviene firmare? Mi fai venire in mente una cosa di Oscar Wilde: «A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.»

    E tutti i link al tuo blog, ebbasta. Nessuno legge il tuo spazio? E vabbè, fattene una ragione. Volevi fare come Donald e non ci sei riuscito? Pazienza. Magari scrivi male o magari scrivi cose non intelligenti. Facci un pensierino ma, per favore, non ci scassare più la minchia.

    Adesso che sei segretario, mantieni il segreto.

    Con immutato affetto (zero ne avevo e zero ne ho).

  13. Gianni Lombardi says:

    Come volevasi dimostrare. Due tontoloni, o forse tre, o forse uno solo (Ano, Alfonso e Amico del mio amico). Se Donald ci tenesse a migliorare li suo blog (che io considero un’iniziativa buona e interessante) cancellerebbe qualche commento limitato alle pure osservazioni personali.

    PS. – L’osservazione di “Amico del mio amico” dimostra quanto è primordiale l’esperienza di Web di alcuni anonimi che qui si atteggiano ad esperti. Le conversazioni fra blog, con i link incrociati sono il modo di conversare in rete. E infatti io ho linkato più volte Bad Avenue (e segnalato con Twitter) e Bad Avenue ha linkato più volte il mio blog, come altri. Inoltre le statistiche mi dicono che il mio modesto blog è piuttosto frequentato (2000 visite nell’ultimo mese, che per essere un blog NON di gossip pubblicitario non è male), quindi le tue osservazioni dimostrano quanto sei inesperto.
    Se ci sono pochi commenti è perché, non consentendo commenti anonimi nel mio blog, i cretini non possono postare.

  14. Amico del mio amico says:

    Se vabbè.

  15. Onan says:

    Lombardi dai che manca poco per la pensione. Almeno te, a differenza di noi, avrai il tuo bell’assegno mensile.

    • Gianni Lombardi says:

      Onan, lo vedi che scrivi senza riflettere e senza sapere? Andrò in pensione fra non meno di 15 anni e l’assegno, come per tutti quelli che non sono già in pensione, sarà un’incognita.

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  18. lorella says:

    cara Betty,

    le pubblicità della serie TIM le raggruppavo nella categoria “gnocche telefonate” appunto dove sicuramente ci sono medici professionisti che tentano di curare con rimedi alternativi i pruriti di certi manager (lato clienti soprattutto) ma c’è sempre una ricerca che alla fine dice che “è meglio la gnocca”…

    firmato:
    una tua fan
    Lorella MOntanaro

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