“Era una notte buia e tempestosa” di Art70.

Ritorno al futuro: ecco una testimonianza eccellente degli anni ’70 presa dai commenti. Nella foto qui sotto la Bulgheroni.

“Scusate l’intrusione, forse non sono in argomento ma, sapete, l’erba è finita e nella bottiglia di Jack è rimasta solo qualche goccia, non abbastanza per un’ultima botta come si deve.
Ho qui sul tavolo anche una pasticca che mi ha dato ieri sera un amico davanti al Busdelcul.
Dice che è una bomba.
Non so se fidarmi.
Devo ancora fare un sacco di lavoro stanotte.
Mi rialzo con fatica dalla moquette.
Ci sono tre visualizers che lavorano come matti sui miei cazzo di layouts.
Devo andare a vedere se va tutto bene.
Forse posso cominciare a tagliare e a preparare qualche cartone.
O lo faccio fare a loro?
Comunque di tornare a casa questa notte non se ne parla.
Cazzo, l’agenzia è in piena attività come se fossero le quattro del pomeriggio.
Invece sono le quattro di notte.
Ma che cazzo di lavoro è questo?
Potevo fare il ragioniere, come voleva la mia mamma.
A quest’ora sarei a letto a dormire, con una moglie al mio fianco che russa e un paio di inutili bambini nella cameretta Foppapedretti.
E invece…
Sono tre giorni che non mi lavo.
E’ una settimana che non mangio una cosa sana.
Sarà un mese che non mi accoppio.
E se ci provassi con la Bulgheroni?
La Bulgheroni, la copy secchiona fichissima con gli occhiali?
E’ di là, nella stanza di fianco, a buttar giù i body-copy della presentazione di domani mattina.
Cazzo, è sempre così in questa agenzia.
Alle otto e mezza passa Merola a tirare su le borse coi layouts e parte per Torino direttamente.
Si trova all’Autogrill di Agognate con Ciccio Pescaroli e guardano il lavoro lì, mentre ingozzano il cappuccino.
Sarà mica un modo di lavorare questo?
Cazzo, siamo negli anni settanta dopotutto, mica nella preistoria.
Faccio un salto a sbirciare la Bulgheroni dalla porta a vetri…
Figa è figa.
Mi sa che in questo momento non ha neanche l’uomo.
Mi sembra che si sia lasciata il mese scorso con quel tizio socialista che frequentava.
Vado dentro, mi siedo vicino e ci provo.
Però mi puzzano le ascelle.
Prima vado in bagno e mi rinfresco.
Me le asciugo con la carta igienica.
Devo stare attento però, che tende a fare i pallini.
La Merlotti mi ha abbaiato che manca il cool grey 2 dei Magic Markers.
I li odio i visualizers.
Beccano un sacco di soldi.
Molti più di me che ci metto le idee.
Che lavoro di merda.
Vabbé, ci provo con la Bulgheroni, poi vi dico”.

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About Donald Draper

Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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8 Responses to “Era una notte buia e tempestosa” di Art70.

  1. anonimo per scelta says:

    C’è una cosa che accomuna il nostro amico e un collega dei tempi moderni, sono pronto a scommetterci:
    la Bulgheroni non gliela ha data.

  2. Dandyness says:

    Cribbio, la Bulgheroni…

  3. copi says:

    cribbio! io avevo una compagna di classe allo IED
    che si chiamava proprio Bulgheroni….e voleva darla proprio a me!!!!!
    e io, invece, gli ho dato proprio un bel due di picche….
    cribbio….
    e adesso pare essere così ambita ????!!!!!

  4. Ano says:

    Mi chiedo come faccia certa gente che si batte per la dignità della donna a pubblicare certi post…ma sicuramente sono io lo scemo che non capisce.

    • mah says:

      a me sembra che l’autoironia sia tutta sul protagonista maschile mentre sulla bulgheroni non si dice nulla di che, ma anche se fosse che due palle, cioè vuoi dire che ora se difendiamo la dignità della donna non si possono più fare battute o scherzi di alcun genere sulle donne come non si possono fare sui gay, sulla chiesa, sugli ebrei, sui neri, su maometto, ecc… che due palle, davvero.

  5. Onan says:

    Ho iniziato a lavorare nel 1997, e tutti parlavano della crisi del 93. Mi ricordo che nelle Big esistevano ancora visualizer interni e soprattutto ciascuno aveva un assistente a cui far fare i cartoni. Mentre chi lavorava nelle piccole agenzie, gia’ faceva i layout con photoshop.

    A quella crisi ne segui’ un’altra, nel 2001, e poi un’altra ancora nel 2005. Ad ogni crisi le big smembrano un pezzo inutile, inutile perche’ nelle piccole c’e’ gia’ qualcuno che fa le cose in maniera piu’ ottimizzata.

    Ecco, le small servono a fare da avanguardia: non parteciperanno mai alla Grande Torta delle multinazionali, ma hanno la funzione di abbassare il mercato. Come ora che tutti fanno i registi o i fotografi: e’ chiaro che piano piano come una goccia cinese stanno portando il mercato verso il basso, rodendo lentamente tutti i profit.

    Questo credo sia inevitabile e le colpe non sono di nessuno. Io da sempre ho simpatia per le piccole, ma la verità è che la pappa te la danno solo le grandi.

    • ponzio pilato says:

      insomma, notariamente le big danno la pappa a dirigenti e seniro con vecchi contratti, ma stagisti e junior sono meglio pagati nelle piccole enelle medie.
      cmq di sicuro c’è che indietro nnsi torna.

  6. Pingback: “Due vite (prima parte)” di Art70. | Donald Draper

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