La più grande stecca nella storia della pubblicità italiana?

Alla fine DDB e STV non si fondono: l’agenzia che fu di Bill Bernbach si limita ad acquistare la maggioranza delle quote di STV. Non Omnicom, badate bene, ma direttamente DDB. Se in qualsiasi altro momento l’acquisizione non avrebbe destato clamore – STV è pur sempre una delle realtà emergenti più interessanti del panorama italiano – la curiosa coincidenza con il passaggio in Volkswagen di due manager (De Meo e Perosino) vicini all’agenzia torinese qualche ragionevole dubbio lo fa sorgere. E se, come suggeriscono i maligni, qualcuno del nuovo management Volkswagen avesse interessi all’interno di STV questa potrebbe considerarsi a tutti gli effetti la più grande stecca di sempre nella storia della pubblicità italiana.

Comunque sia, una cosa è certa: DDB ha dovuto cedere a un ricatto. La consultazione europea appena indetta da Volkswagen in cui, guarda caso, è stata invitata anche STV era un messaggio che il network non poteva certo ignorare.

Tanti saluti da Bad Avenue.

D. D.

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About Donald Draper

Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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40 Responses to La più grande stecca nella storia della pubblicità italiana?

  1. BonTon says:

    Ah, ti riferisci alla voce molto molto diffusa secondo cui Perosino ha delle quote in STV?

  2. Zuma says:

    I soliti italiani.
    Arrivano, si spartiscono tutto e rovinano l’immagine di una marca che prima faceva grandi cose.

  3. Raskolnikov says:

    DDB è una gran bella agenzia, anche in Italia. STV è una gran bella agenzia. Volkswagen è ancora un gran bel cliente?

  4. Markus Wolf says:

    La mafia e’ definitivamente arrivata al nord. No, magari Perosino e De Meo sono a Verona in domicilio coatto e firmano tutte le sere alla stazione dei Carabinieri.

  5. Pentito della DDB says:

    L’unica conseguenza sarà che a fare i fake su VW e Audi adesso saranno due reparti creativi (ricordo, per inciso, che nell’ultimo annual Adci si annoverano ben 8 fake della DDB Milano – e parlo di pezzi MAI usciti).

    • Pentito Bis says:

      Scusa, puoi essere più esplicito su questi 8?
      A me non risulta, ma magari sono stato brutalmente ingannato.

  6. Io chiara e lo scuro says:

    Be’ qui stiamo parlando di uno dei grandi virtuosi della stecca.Lo stesso che mandava le case di produzione a ritirare e saldare i suoi shopping nelle boutique del centro. Lo stesso che con i suoi fidi cost-controller tagliava alla cazzo i budget dei film spartendosi poi la differenza. Un figurino impomatato, arrogante e metrosexual che in una memorabile occasione fu mandato a quel paese dal regista Paolo Sorrentino, che lo mollo’ sul set con la sua automobilina. Un grande! (Sorrentino).

  7. Raskolnikov says:

    Rimane un fatto. Azioni o no (chissenefrega), DDB ha ceduto al ricatto e ha comprato il giocattolino al suo cliente più importante. Bernbach, dove sei?
    Tra l’altro: che fecero questi due di così rilevante nella comunicazione Fiat da far scattare languori a VW, che la storia della comunicazione l’ha fatta? Mistero.

    • ufo says:

      ma come? il lancio di cinquecento!
      l’operazione più sopravvalutata della storia della comunicazione integrata mondiale.

      • no future says:

        ma il lancio di 500 fu una cagata pazzasca dai.
        con un prodotto così qualsiasi cosa avessero fatto avrebbe cmq venduto.

  8. Fledermaus says:

    Surreale che, nei comunicati ufficiali, tutti gli interessati parlino come se fino a oggi il network di Bernbach non fosse presente sulla piazza italiana, mentre DDB Italia esiste da tempo e mi pare sia tutto sommato una bella agenzia. E’ veramente scorretto nei confronti di chi da decenni lavora per questa sigla, bravi tutti. Che dire, si è perso anche l’onore tra i ladri.

  9. bs says:

    come volevasi dimostrare.
    l’hanno già fatto (perosino e de meo) mentre erano in fiat.
    chissà, vien da pensare che le voci sian proprio vere (lo saranno?).

    poi uno si chiede perché c’è un berlusconi al governo.
    perché l’italia funziona così.
    tutta.
    zan zan.

    • Esametrista says:

      “poi uno si chiede perché c’è un berlusconi al governo.”

      Sicuro che è quella la parrocchia? Sicuro sicuro? :)

      • bs says:

        la parrocchia del berluska e dell’italia è quella del inciciusmo, delle mignotte, dei giochi sporchi e dei favori.

        l’italia gira così. tutta.

      • bs says:

        inciucismo… l’ho scritto male.

        PS solo x chiarezza – la mia era una riflessione sull’italia, su quello che si legge sui giornali e sulle voci che girano. nient’altro.

  10. Fledermaus says:

    Volkswagen. Das Bunga Bunga.

  11. COPYWRITER says:

    La notizia della partenza di Perosino in Germania è stata accolta da una raffica di tappi di Champagne a Torino.

  12. Quando parlavo di dirigenti che si spartiscono la torta lasciando agli operativi le briciole, alludevo anche ad operazioni simili all’ipotesi descritta qui, che non sembrano infrequenti nell’Italia di tutti i tempi (es: dirigente aziendale che passa il lavoro preferibilmente all’agenzia diretta dal coniuge, amante, parente o altro genere di affine)

  13. Amen says:

    Hanno aperto nel 2004, dopo sette anni vendono a DDB, non Omicom,
    ma direttamente DDB come fa notare giustamente Donald.

    In sette anni hanno messo le mani su i seguenti clienti:
    Fiat
    Banca Intesa S.Paolo
    Mediaset
    Seat Pagine Gialle
    Coca Cola (Acqua Lilia)
    Ferrero

    Mi sbaglierò ma in Italia o hai dei forti santi in paradiso
    o altrimenti dei clienti così, in così pochi anni mica li prendi.

    Amen

    • no future says:

      fiat san palo ferrero e san paol sono di torino, ed erano clienti anche di bgs,
      probabilemnte frequentano lo stesso circolo golf nelle vigne ci asti.
      e magari sono anche bravi a tenerseli stretti oh.

      • merz says:

        erano già loro clienti e sono stati molto bravi a tenerseli. nessuno di loro gioca a golf e la domenica, tutt’al più, vanno allo stadio.

    • perpless says:

      Quei clienti (a parte mediaset e coca cola) li hanno portati via da bgs nello stesso momento in cui hanno aperto stv. Il santo in questo caso si chiama Silvio si ma Saffirio di cognome.

  14. che te lo dico a fare says:

    ci sono state stecche più grosse, questa e solo più sfacciata.

    Che te lo dico a fare

  15. Mago G says:

    Ma Saffirio è il figlio di?

  16. Ugo says:

    La più grossa mistificazione degli ultimi tempi sui media: STV “agenzia nuova”. Emanuele Saffirio ovviamente è figlio di Silvio Saffirio. Quando quest’ultimo ha lasciato BGS D’Arcy, giusto nel 2004, ha lasciato in eredità molti clienti, compresi Fiat, Pagine Gialle, SanPaolo. Questo senza nulla togliere alle qualità professionali dell’agenzia. Diciamo che è partito bene, anzi, benissimo.

    • che te lo dico a fare says:

      Non solo, una volta lasciata BGS Silvio poi è approdato nel 2005 in Grey come presidente. Anche li ha dato una mano al figlio.

      • Ugo says:

        Diciamo che si è occupato dell’avviamento, ecco.

      • ufo says:

        c’era qualcuno che credeva nella favola dei tre bravi professionisti che in pochi mesi mettono su un’agenzia così competitiva?
        dai, su.

        (comunque sono persone molto in gamba. hanno anche un’ottima coppia, grasso/ricci. quelli di reale mutua)

  17. ExAlfista says:

    DMPSTV, VERGOGNATEVI!

  18. 100%_networks_free says:

    Bernbach, dove sei?

  19. Mago G says:

    Ovviamente non parlavo del padre.

  20. Pugo says:

    …una sequenza di commenti da bar.
    Tipica di questo mondo di egocentrici insoddisfatti che trovano più soddisfazione ad infangare il prossimo che a (cercare di) svolgere bene il proprio lavoro.
    Dietrologia a prescindere: che tristezza.

  21. antonio says:

    Lo pensai già in tempi non sospetti.

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